La presunzione dei dubbiosi

di autori vari

dubbio

di Stefano Fontana

Oggi molti pastori della Chiesa amano seminare dubbi tra i fedeli. Alcuni di loro non seminano dubbi, ma permettono che altri lo facciano senza intervenire. Inutile fare degli esempi. Lo abbiamo visto prima del Sinodo, durante il Sinodo e dopo il Sinodo. Sembra che un fedele che sia saldo, fermo o irremovibile nella fede, come chiede San Paolo nella prima lettera ai Corinzi (15,58) e in quella ai Colossesi (1,23) sia in qualche modo fuori posto. 

Dietro questa visione delle cose c’è l’idea che la fede sia ricerca e non possesso, percorso e non approdo. Essere saldi nella fede passa per arroganza. L’adesione a Cristo sembra che consista nel porsi delle domande e non nell’aver trovato la Risposta. Karl Rahner afferma che «la rivelazione naturale propriamente consiste nell’esistenza di Dio come domanda (e non come risposta)». Dio, per lui, è l’orizzonte che permette all’uomo di farsi domande, senza mai poter uscire da questo domandare esistenziale.

È evidente che qui si confrontano due visioni diverse della fede. Questa è sempre stata definita – per esempio da San Tommaso – come un “assenso” alla verità rivelata da Dio in virtù della sua autorità. La fede è un assenso, una adesione, non un dubbio.

Joseph Ratzinger, nel suo famoso “Introduzione al Cristianesimo”, spiega molto bene che la fede ha a che fare con le idee di verità, stabilità, fedeltà, confidenza, aver fiducia, attenersi a qualcosa. La fede – egli dice – «è abbandonarsi con fiducia al senso della realtà che sostenta me e il mondo; significa accoglierlo come il solido terreno su cui possiamo stare, reggendoci senta timore». L’atteggiamento della fede cristiana si esprime nella parola “amen”, che indica fiducia, stabilità, irremovibilità, fermezza, verità. Ha origine qui anche il discorso della ragionevolezza della fede, è infatti per questo suo carattere di stabilità che la fede esige di essere compresa dall’intelletto.

Il compito dei pastori è di «confermare nella fede». Quando essi seminano dubbi anziché verità e quindi non confermano ma distraggono e confondono i fedeli, vuol dire che la concezione moderna del dubbio ha fatto larga strada anche dentro la mentalità cattolica. Come si sa, la modernità nasce dal dubbio (soprattutto con Cartesio) e consiste nella celebrazione del dubbio non solo come strumento di ricerca ma come orizzonte originario. Hanna Arendt lo ha spiegato molto bene nel capitolo VI de suo libro Vita activa.

Si è sempre sostenuto che all’inizio del sapere ci sia la meraviglia. La meraviglia perché c’è l’essere. Da cui nasce poi il nostro domandare, dato che l’essere non si giustifica immediatamente. La meraviglia, però, non è il dubbio. La meraviglia è una certezza: c’è l’essere. E nemmeno la domanda originaria da cui nasce la ricerca è un dubbio, perché si fonda su una precedente certezza. All’inizio c’è una risposta e non una domanda. Se invece si parte dal dubbio, in principio c’è una domanda che non troverà mai risposta, perché il principio è anche il fondamento. Senz’altro l’uomo è un animale che fa domande. Ma non solo e non originariamente.

Ora, questa idea che all’origine ci sia il dubbio è penetrata nel nostro modo di pensare quotidiano, per cui dalle riunioni in parrocchia bisogna per forza andar via con dubbi, dopo aver messo in questione la nostra fede, e non con un rafforzamento delle certezze della fede. Questa è considerata una apologia presuntuosa. Se uno fa un intervento in difesa della fede e a conferma delle verità della fede viene tacitato come arrogante. Se uno interviene per porre dubbi e corrodere le convinzioni passa per umile ricercatore. Si tratta invece di falsa umiltà, dato che l’uomo radicalmente dubbioso non si concede a nessuna verità che non sia il suo dubbio, che diventa l’unica arrogante verità.

Per fortuna nella Chiesa ci sono ancora molti fedeli “semplici”. Essi sono la sua forza. Semplici significa saldi e forti nella fede, dato che ciò richiede umiltà e semplicità. Per fortuna molti di loro non seguono le interviste giornalistiche dei loro pastori, la partecipazione di questi ultimi ai dibattiti televisivi, le dichiarazioni avventate e provocatorie. Per fortuna a molti di loro non è arrivata la notizia che un vescovo, al Sinodo, ha detto che le unioni omosessuali sono un’occasione di santificazione.

fonte: La nuova Bussola Quotidiana

174 commenti to “La presunzione dei dubbiosi”

  1. La domanda è “amano seminare dubbi tra i fedeli” (il che sarebbe invero luciferino…) o sono essi stessi dei dubbiosi?
    O il (loro) dubbio è come applicare le certezze della Fede a problemi ed “emergenze” che sembran tanto nuove o inusitate da sconvolgere la certezza di una prassi e di ciò che si conosce?
    O forse più che il dubbio è la pretesa di dover per forza dire qualcosa di “nuovo”, che ripeter da migliaia d’anni le stesse cose è per l’appunto ripetitivo, non più esaustivo, non più sufficiente, non più risolutivo… non più veritiero…

    Non so… mi sorge il dubbio…

    • Ho il dubbio poi che a molti che non son pastori si possa applicare uguale descrizione.
      Per non parlare poi di chi sembra abbia scelto per mestiere il seminare dubbi anche su persone e figure che di dubbioso non hanno nulla…
      Ma si sa per alcuni è appunto presunzione seminare di questi dubbi, presunzione di “saperne più di ogni” e con questo, mostrare al mondo la propria indubbia (o dubbia?) superiorità e sapienza.

      • Per fugare ogni dubbio, aggiungo che , per grazia di Dio, ci sono ancora sacerdoti e fedeli con il dono della fortezza. Salda nella fede come mi sento, per grazia di Dio, credo che basteranno quei pochi a fare la Chiesa. Anche perché “poco” e “molto” per Dio non credo faccia differenza…

  2. Sono d’accordo con Elena. E aggiungo, non stiamo ad inseguire o analizzare dubbi e dubbiosi. Seguiamo la via dei semplici, degli umili, e dei buoni nel cuore. Lasciamo le complicate e cerimoniose discussioni ai potenti. Non è tra loro che vive e respira la verità.

    • Per questo quando mi trovo di fronte a questioni che non capisco mi sento di stare dalla parte di chi viene bastonato, accusato, deriso, commissariato e sta zitto.

  3. Spero che adesso questo post non faccia da starter ad una serie infinita di link/articoli/commenti sulla fede dubbiosa di questo o quel sacerdote/vescovo. Mi si permetta poi di far notare che La Nuova Bussola Quotidiana sta prendendo una piega sulla cui genuinità ho… ehm… qualche dubbio… 😉

    • @Stefano io invece ho pochi dubbi che la “linkaggine” prenderà il via… 😦

      • Stefano e Bariom ma cosa aggiunge la linkaggine allo sfacelo? Credete davvero che il problema lo crei chi, disperato, posta un articolo perchè non crede ai suoi occhi o alle sue orecchie? Credete davvero che ci sia un compiacimento, una pretesa di superiorità in chi resta allibito di fronte alle autentiche eresie pronunciate finanche da cardinali? E non sono mica casi isolati! Quei poveretti che ribadiscono la retta dottrina vengono invece tacciati di tradizionalismo, di criptolefebvrismo, esiliati e epurati! Sapete che c’è? Io lo vedo in voi il compiacimento, il complesso di superiorità: noi che siamo buoni, che troviamo sempre la pezza a colore, che va tutto bene madama la marchesa! Invece io sono brutta, sporca e cattiva e sapete che ho fatto ieri dopo aver letto le allucinanti affermazioni di Nosiglia contro quella povera insegnante di religione? Gli ho scritto una mail e gli ho detto, rispettosamnete s’intende, quello che pensavo! E gli ho inviato pure un link della “deprecabile” Bussola Quotidiana” dove Luca Di tolve (che ha osato uscire dall’omosessualità, sposarsi e fare un figlio) spiegava come ad essere discriminati sono gli ex gay!

        http://www.lanuovabq.it/it/articoli-i-veri-discriminati-siamo-noi-ex-gay-10826.htm

        • @Giusi, come in altre occasioni tu (come altri)rispondi come se i commenti fossero a te personalmente rivolti…

          Sai benissimo che quando ho creduto a te direttamente mi sono rivolto, per cui se ti senti “rappresentata” che devo dirti?
          Cosa aggiunge allo “sfacelo”? …. Ad esempio che come si conlude giustamente l’articolo “Per fortuna a molti di loro non è arrivata la notizia che un vescovo, al Sinodo, ha detto… (qualunque cosa abbia detto)”.
          E’ realmente necessario che a TUTTI giunga la ferale notizia? Magari travisata o distorta o incopleta o ad arte confezionata? A che pro? A che pro la linkaggine moltiplicativa?
          Lascia stare l’essere allibiti… si può tranquillamente esserlo senza farne propaganda.

          Voi sapere invece normalmente che produce (mi pare strano tu non ne abbia percezione)? “Hai sentito cosa ha detto il tal Vescovo?” “Ma dai…! E’ il mio Vescovo!!… Ma allora come posso dargli credito quando a detto questo e quest’altro (naturalmente questo e quest’altro – magari ottime esortazioni – andavano “strette” all’uditore…)”
          “Beh, ma è uno scandalo! E non gli hanno detto nulla?! Non lo hanno rimosso, declassato, scomunicato?! Ma allora in Vaticano la pensano uguale! E’ di certo l’effettto Bergoglio…” e via di seguito… fino ad arrivare alle “conseguenze” del tanto da taluni vituperato Concilio V. II, alla Liturgia e allo “scisma strisciante” 😐
          E naturalmente tutti fini esegeti, conoscitori (quasi al pari di Alvise) del Vangelo e delle Scritture tutte, della Tradizione e del Diritto Canonico e chi più ne ha più ne metta… Né più né meno di quando si parla della nazionale di calcio e del suo allenatore (sic).

          Riguardo La Bussola, pensiero personale, in quest’ottica si trovano cose PESSIME, altre meno, altre buone (come la testimonianza che “linki”)… Bisognerebbe fare una summa e dare voti? Forse… non mi interessa. Complessivamente non stimo molto la testat, ma singoli buoni articoli si trovano. Punto.

          • Parlano le pietre! E questi sacerdoti e vescovi alternativi vengono osannati! E’ tutto il contrario! Ma dove vivi? io mi sento dire ogni giorno da gente “di chiesa”: ormai i tempi sono cambiati. Me l’ha detto pure un sacerdote in confessione. Gli ho replicato: dunque Gesù non era aggiornato?

          • Bariom, applauso! 🙂 La penso come te.

    • @manfrin
      e quindi dove vorrebbero andare a parare,secondo te, quelli della bussola?

  4. Ma una Chiesa divisa non è forse peggio di una chiesa dubbiosa? Non mi risulta che gli apostoli avessero isolato San Tommaso. … Accogliamo invece i nostri fratelli dubbiosi, anche i nostri pastori, affinché anche tramite noi la loro fede possa rinsaldarsi

    • Luca stai ribaltando la situazione: sono accoltissimi. Più dubitano, più seminano eresie e più vengono collocati. Sono quei presuntuosi che ancora seguono la dottrina ad essere cacciati a pedate!

      • Bella frase ad effetto, Giusi! Non c’è che dire…
        Cmq tra un po’ staremo qui in molto a ritritare il tritato… quindi vi saluto in attesa del prossimo più edificante articolo 😉

  5. Senza link 😉
    Colletta per il 4 novembre 2014, san Carlo Borromeo

    Custodisci nel tuo popolo, o Padre,
    lo spirito che animò il vescovo san Carlo,
    perché la tua Chiesa si rinnovi incessantemente,
    e sempre più conforme al modello evangelico,
    manifesti al mondo il vero volto del Cristo Signore.
    Egli è Dio, e vive e regna con te…

  6. Con molto dolore, devo dire che da ben prima della “Bussola” non mancano vescovi e cardinali (non parliamo di sacerdoti o laici) che esprimono tesi in aperto contrasto con la dottrina che dovrebbero sostenere.
    Praticamente, è dal Concilio in poi, ed in particolare dalla stesura della profetica “Humanae vitae”, che è in corso un, chiamiamolo così, “scisma strisciante”, che non sono sicuro sia meglio di uno scisma palese.
    In nome dell’unità della Chiesa, questo è stato tollerato per anni, ma temo che ora il bubbone stia per esplodere.
    Quello che possiamo fare, come semplici fedeli sconcertati, è innanzi tutto pregare, pregare, pregare.
    Al tempo stesso, dobbiamo anche tenere gli occhi aperti, e confrontare quello che dicono i pastori con il Vangelo e con la nostra coscienza.
    “Ecco: io vi mando come pecore in mezzo ai lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe.” (Mt 10,16)

    • E continua: “guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai loro tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti ai governatori e ai re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani” (Mt 10,17-18)

  7. Bariom e Stefano vi voglio tenere contenti: vi posto un link. Della Madonna. Indovinate di chi è la definizione riportata nel titolo? Che ve lo dico a fare! Ma sicuramente nella vostra infinita bontà e umiltà riconoscerete nel tumore in metastasi la Vergine Maria!

    http://www.fanpage.it/un-opera-astratta-nel-duomo-di-milano-insorgono-i-fedeli-assomiglia-ad-un-tumore-in-metastasi/

    • Spiritosa la ragazza… 😉

      Io non ci vedo un “tumore”… però neppure mi piace.
      O meglio mi piace come dinamismo di forme, non mi piace se deve in qualche modo rimandarmi all’immagine di Maria.

      Ma ho visto di peggio… cmq presumi male Giusi… io su certa arte e architettura contemporanea che dovrebbe essere “sacra”, non ho alcuna bontà.. anzi sono “feroce”!

      By

  8. Credo che uno cerchi nella Chiesa la via sicura, le risposte alle domande fondamentali: chi sono, dove vado? Se uno vuole crogiolarsi nei dubbi basta un bar qualsiasi non c’è bisogno di diventare cattolici.
    Comunque non siamo tenuti a far nostri i dubbi dei nostri ministri, la via, la verità e la vita è Gesù e questa via si trova nel magistero infallibile della Chiesa, il resto sono baggianate moderniste che lasciamo volentieri ai perditempo.

    • “la via, la verità e la vita è Gesù e questa via si trova nel magistero infallibile della Chiesa”, non solo nel magistero, ma anche nell’esperienza viva di un rapporto personale con Cristo risorto attraverso i sacramenti, la preghiera, la carità e la fraternità. Altrimenti è ideologia.

  9. Se la smetteste di stuzzicarvi fra di voi e cercaste di spiegarvi meglio? Per esempio, cosa ha detto di male Fontana e dove vuole andare a parare la Bussola?

    • Vanni per me niente. In quanto alla Bussola non so cosa vogliano dire. Ma se pubblica sempre gli articoli di Introvigne, talmente eroico che delle volte lo leggo e mi dico: non avrei mai immaginato che il Papa volesse dire queste cose!

  10. E’ sottinteso che bisogna vivere per Cristo e con la sua grazia, ma ho citato il Magistero infallibile, perchè mi pare che qualcuno sia portato a seguire ogni sbadiglio che esce dalla bocca dei nostri pastori, mentre nei momenti di crisi e di pericolo per la Fede, se anche i nostri ministri dicessero cose folli tutti i giorni, abbiamo sempre la lanterna del Magistero che illumina e quella della tradizione della Chiesa, per non perdere la bussola.

    • Hai ragione Annarita il Magistero rimane come vera “bussola” ( lasciamo perdere le “altre” 😉 ) e penso anche che, al di là degli sbigottimenti o degli “scandalizzamenti” che producono opinabili affermazioni di questo o di quello, siano pochi coloro che ad ogni estemporaneo pronunciamento, cambino direzione o convinzione o prassi (tranne coloro a cui conviene…) – veramente perderebbero la bussola in poco tempo!

      Quindi talune affermazioni, alla luce del Magistero, perdono da sole di ogni credibilità e valore.
      Ve ne sono altre invece che ritengo vadano considerate con il beneficio della buona fede (prima di gridare allo scandalo) per comprendere se vi è del buono e un vera e sincera ricerca di una comprensione e di una possibile attuazione (nel senso del “mettere in atto”, non della “modernizzazione”) delle Verità di Fede immutabili.

  11. Sì ho pubblicato l’articolo perché mi era piaciuto, così come è piaciuto a Costanza alla quale l’ho sottoposto.
    Piccola nota, senza entrare nei dettagli, proprio in questi ultimi giorni, dopo il sinodo, sono arrivati più insistenti gli inviti, i consigli, ad abbassare i tono su certi temi, cosa che peraltro sarebbe oggettivamente “conveniente” sotto vari punti di vista. Ebbene è proprio questa “convenienza” che mi puzza.

  12. IL PREZZO DA PAGARE
    di Mario Adinolfi per La Croce – Quotidiano

    Metto le mie cose di nuovo in valigia, domani si va a Napoli a testimoniare verità e presentare Voglio la mamma. Si viene da una settimana vissuta pericolosamente, si entra in una ancora più pericolosa. Mercoledì ero già in viaggio per Casale Monferrato e sono stato fermato dagli organizzatori che mi spiegavano che non potevo più andare a parlare del mio libro perché erano annunciati “disordini e tafferugli” da parte dei soliti noti. Era lo stesso giorno in cui il Circolo Vogliolamamma Cremona mi informava che il quotidiano locale La Provincia, che aveva ignorato la nostra iniziativa sia prima che dopo che si era svolta, a freddo pubblicava una “lettera di un lettore” di duecento righe e quattro colonne in cui il tizio, dicendo di essere stato in un luogo diverso da quello in cui in realtà si era tenuto il convegno e dedicando due colonne a difendere Sting dalle mie accuse (ovviamente Sting io non l’ho mai citato), paragonandoci a nazisti e Isis si meravigliava per il fatto che a Cremona ci fossero più di cinquecento persone ad ascoltare una presentazione di un libro così, quando alle presentazioni dei libri a Cremona di solito partecipano poche decine di persone.

    Dunque la strategia nel corso della scorsa settimana si è delineata: falsità materiali, bugie palesi, delegittimazione ideologica, minacce pesanti. Per un po’ avevano provato con il silenzio, poi con l’irrisione. Ma era andata male. Le sale dove i circoli VLM organizzavano le presentazioni erano sempre più piene. Allora ecco calato il poker: la costruzione di un falso materiale (la lettera pubblicata da La Provincia evidentemente lo è, il “lettore” che dice di aver assistito alla presentazione manco sapeva dove si era tenuta); bugie palesi (dire che abbiamo attaccato il povero Sting, che ha sei figli ed è un campione di fertilità è cretineria, mentre è menzogna scrivere che abbiamo attaccato Papa Francesco, da me e da noi citato sempre e solo positivamente, con devozione filiale); delegittimazione ideologica (paragonarci a nazisti e integralisti islamici manco ci offende, tanto è idiota come comparazione, ma serve al passo successivo); minacce pesanti. Ecco, su questo voglio dire che i “tafferugli e disordini” annunciati a Casale Monferrato che hanno costretto gli organizzatori locali a chiederci di annullare l’iniziativa sono la prima e ultima minaccia a cui piegheremo il capo.

    Per capirci, minacce pesanti preventive sono state calate sulla mia presenza di domani a Napoli per avviare un giro al Sud che grazie all’azione di Luigi Mercogliano, del circolo Vlm Napoli e della federazione Circolo Voglio La Mamma Napoli e Mezzogiorno mi porterà in tutte le grandi città del meridione (Palermo, Bari, Reggio Calabria, Pescara, Salerno) e anche in piccoli centri come Agropoli e Canicattì. Minacce pesanti anche di morte (“la gente come te ci piace da vedere con la testa sotto terra”), atti di intimidazione provenienti sia dall’area sedicente antagonista che da parafascistelli che vogliono usare noi per ottenere visibilità con azioni violente. Va bene che si dice “Vedi Napoli e poi muori”, ma noi vorremmo sopravvivere perché abbiamo ancora qualcosa da dire e quindi abbiamo avvertito doverosamente la Digos e speriamo davvero che stavolta la nostra libertà di parola non verrà limitata. Sarebbe intollerabile.

    Stesso trattamento di accoglienza ci hanno promesso a Bologna, dove saremo tra due settimane, dove si sono allenati picchiando le Sentinelle In Piedi e adesso vogliono vedere se dopo aver tirato bottiglie di vetro addosso a una bambina di sei anni, solo sfiorandola, con noi avranno una mira migliore.

    Scrivo di tutto questo un po’ per avvertire chi di dovere, un po’ per esorcizzare, un po’ per ricordare a me stesso che per testimoniare la verità ci sono prezzi da pagare. Siamo disposti a pagarli o no? Ci va di vivere con queste ansie addosso (e con il dolore di sapere in ansia i nostri cari) per difendere la libertà d’espressione di tutti e la libertà nostra di affermare che le persone non sono cose, i figli non si pagano, gli uteri non si affittano, i malati non si ammazzano e tutti ma proprio tutti siamo nati da un papà e da una mamma, non da genitore 1 e genitore 2?

    Oh, perché le terribili verità che proclamiamo sono queste. Sono così intollerabili? Danno così fastidio? Si meritano questo dispiegarsi vergognoso di falsità, delegittimazione, violenze censorie e minacce?

    Finché eravamo pochi ci lasciavano fare. Ora siamo tanti tanti. Io in 110 tappe del tour VLM ho incontrato decine di migliaia di persone che si sono dette disponibili a testimoniare le verità che abbiamo declinato. Abbiamo messo paura persino ad alcuni cattolici. A Cremona il più irritato di tutti era il sindaco, già presidente dell’Azione cattolica, che non si è presentato in sala e prima mi ha mandato infastiditi emissari poi si sarà evidentemente divertito a leggere la falsa lettera pubblicata da La Provincia. A Roma altro “fuoco amico” mi spiega che dovremmo smetterla di testimoniare le verità che ho citato, dovremmo invece lavorare a un “Sessantotto della famiglia” prendendo ad esempio i metodi della lobby Lgbt, con obiettivi da spostare a vent’anni, perché ormai la battaglia contro la cancellazione della parola mamma è persa, ormai genitore 1 e genitore 2 hanno vinto, bisogna fare battaglie più “simpatiche” e comunicabili agli amici che questi tizi hanno in Rai e nei giornali. Noi saremmo dannosi perché vogliamo continuare a testimoniare la verità, vogliamo batterci e neghiamo che la battaglia sia persa. Anche alcuni cattolici con pipa alla moda vogliono farci arretrare e ci combattono, insomma.

    Ma noi non siamo mica per caso dei pubblicani. Pubblici peccatori, gente sbagliata, gente da trivio. Gente che sa prendersi avvertimenti e minacce, bugie e delegittimazioni, ma ha la pellaccia dura. Siamo gente d’esperienza, sappiamo che quando si alza l’intensità del fuoco (nemico e amico) vuol dire che sei nel cuore della battaglia. E siamo gente che non indietreggia. Noi continueremo a testimoniare le piccole, chiare, verità che sono patrimonio del popolo italiano e del suo ordinamento giuridico. Noi continueremo a difendere la Costituzione e le leggi italiane, continueremo a difenderne l’attuale diritto di famiglia, a opporci a modifiche dannose. Noi diremo che le persone non sono cose, i figli non si pagano, gli uteri non si affittano, i malati non si uccidono e tutti ma proprio tutti siamo sempre nati, nasciamo e nasceremo da un uomo e da una donna, da un papà e da una mamma e per noi genitore 1 e genitore 2 possono andare a quel paese. Lo diremo con la nostra foga convinta, lo diremo continuando a incontrare decine di migliaia di persone che vogliono combattere la nostra stessa buona battaglia in giro per l’Italia, lo diremo dal 13 gennaio tutti i giorni in edicola con il quotidiano La Croce.

    Sappiamo che c’è un prezzo da pagare. Nel caso, lo pagheremo. Ci vediamo domani a Napoli.

    LA CROCE QUOTIDIANO SARA’ IN EDICOLA DAL 13 GENNAIO
    In questi giorni qui ci stiamo presentando, state leggendo gli articoli del numero zero, state capendo chi siamo: la Croce è un quotidiano pro life, scritto da peccatori e genitori e educatori e pastori d’anime e intellettuali e gente da trivio, uniti dall’essere difensori della vita, dei soggetti più deboli a partire dai bambini, della famiglia, contro i falsi miti di progresso. Secondo alcuni questo giornale è una fastidiosa follia, secondo altri un atto assolutamente necessario. Noi lo faremo, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto per esistere. Non siamo supportati da finanziamento pubblico, non lo abbiamo chiesto e non lo chiederemo mai perché siamo convinti che un giornale ha diritto a vivere se ha lettori che vogliono che viva, senza pesare sulle tasse e sulla fiscalità generale che devono essere utilizzate per ben altri urgenti bisogni. Non abbiamo finanziatori occulti alle spalle. Vivremo di vendite, di pubblicità e soprattutto del sostegno dei nostri abbonati.

    • beh,centrare l’Adinolfi dovrebbe essere più facile: mi pare un po’ più grosso di una bambina di sei anni….
      e, forse, anche meno agile…

      ma tanto sarà colpa sua. non si è spostato per tempo. anzi. si è messo volutamente sulla traiettoria di oggetti volanti più o meno identificabili.

      provocatore!

  13. Articolo più che condivisibile.
    Notevole inizio “Oggi molti pastori della Chiesa amano seminare dubbi tra i fedeli”. Una frase che meriterebbe da sola paginate di riflessione, ed è d’altronde ciò da cui Fontana parte per sviluppare tutto il suo ragionamento (si parte da una risposta). Infatti, mi pare che l’articolo si sforzi di dar ragione alla domanda che con naturalezza sorge dopo aver letto una tale affermazione: ma perché mai dei pastori dovrebbero *amare* di seminare dubbi tra i fedeli?
    Che sia così, è un dato di fatto per chi l’ha provato sulla propria pelle, e baciato dalla Provvidenza il cattolico che non ne ha fatto esperienza, se non magari dopo che la sua identità cattolica era già ben formata.
    Ho ben presente pastori, conosciuti sia mediaticamente che più personalmente, che sembrano proprio amare, per essere più precisi compiacersi soddisfatti, di seminare dubbi tra i fedeli, e la risposta che piano piano ho sviluppato è simile a quella che si dà Fontana (perciò è banalmente ovvio che trovi l’articolo condivisibile, va da sé). Mi pare che sia accaduto che, dalla necessità di stare accanto all’uomo di questo secolo, si sia passati alla necessità di condividerne, non il fardello ma i pensieri. Un po’ come se un medico, invece di empatizzare e desiderare la guarigione del malato, ritenesse suo dovere, che ne so, di darsi una martellata su una mano prima di steccare il dito rotto a qualcuno.
    Questo atteggiamento è così interiorizzato da alcuni spingere all’autoconvincimento di dover davvero “seminare i dubbi”, non per il gusto di farlo ma così da spuntare una “fede adulta” nei fedeli; per farla in breve, ostile al sovrannaturale nelle sua varie forme, e perciò più gradita ai mondani. Ciò a sua volta, comporta un deterioramento anche nella morale, perché nel momento in cui si ha assimilato un atteggiamento spirituale che coltiva il dubbio in quelle che andrebbero considerate verità eterne, il passo è brevissimo per ritenere più o meno implicitamente che anche le norme morali possano essere altrettanto riformabili.
    Ora, ciò comporta l’incapacità da parte dei singoli fedeli di trasmettere adeguatamente la propria fede qualora interrogati, perché formati in modo infelice; nonché la sensazione, vedendo e venendo da fuori, che ciò che costituisce la fede cattolica sia passabile di “opinionismo”. Ciò comporta a sua volta che:
    – alcuni riterranno una fede “un po’ così”, senza neppure avvertire l’importanza di perseverare nelle verità rivelate;
    – altri si scoraggeranno, abbandonando la ricerca di Dio;
    – altri infine scopriranno che “il Cielo patisce violenza e sono i violenti coloro che se ne appropriano”. Una violenza che non va esercitata solo sulle proprie inclinazioni peccaminose, ma anche una violenza da esercitare contro un “muro” che non trae la sua forza solo da una straordinaria ‘benevolenza’ mediatica. Attenzione però, poiché se è vero che costoro diventano a volte dei “matti da internet”; su internet se ne trovano, e sono “contro il mondo armati”, spesso ciò è dovuto a un eccesso di prudenza da parte di altri nel chiudere gli occhi davanti alle assurdità che certi pastori (e non solo) si compiacciono tanto di dire.
    La reazione, com’è tipico “uguale e contraria”, risulta essere uno sbilanciamento nella direzione opposta. Così, chi scopre di essere stato per le più varie ragioni “preso per il naso” esigerà di ricevere ragione per la ferita che ha subito. Questo, proprio perché le domande si pongono per averne risposte, non per coltivare dubbi.
    Dall’altra parte, è probabile che si ritroverà “messo in punizione” per il fatto che osa “parlar male” di pastori di cui è conclamata la frequente eterodossia. A questo punto, è facile che costui si rivolga a coloro che invece “pescano nel torbido” e difendono la Tradizione cattolica per ragioni politico-ideologico più che di fede. In questo, ci sono pesanti responsabilità per omissione da parte di coloro che sarebbero chiamati a vigilare sul gregge (confermando nella fede, appunto).

  14. Roberto: mai sintetico, ma sempre molto acuto! Il nodo del tuo ragionamento mi pare proprio quel compiacimento che ravvisi in alcuni pastori nel mostrare la propria “fede adulta” e suscitarne una siffatta nei fedeli. Una fede che nelle intenzioni dovrebbe essere personale, diretta, attuale libera da condizionamenti, antiautoritaria, tanto quanto si rivela nella realtà miseramente succube del mondo, tutta prona al pensiero dominante, radicale e massonico, asolutamente anticattolico. No, non va “tutto bene”, siamo ciechi e sordi se lo pensiamo veramente. Guardiamoci in faccia: per la maggior parte siamo cattolici pavidi, abitudinari, poco propensi al sacrificio personale. E superbi, terribilmente superbi, anche se ci ammantiamo di benevolenza! Ci facciamo scudo di alcune massime evangeliche per giustificare la nostra profonda vigliaccheria, il nostro quietismo, la nostra tiepidezza. Pompieri di natura.

    • Appalusi per franz (e per Roberto)!!!

    • @franz: “No, non va “tutto bene”, siamo ciechi e sordi se lo pensiamo veramente. Guardiamoci in faccia: per la maggior parte siamo cattolici pavidi, abitudinari, poco propensi al sacrificio personale. E superbi, terribilmente superbi, anche se ci ammantiamo di benevolenza! Ci facciamo scudo di alcune massime evangeliche per giustificare la nostra profonda vigliaccheria, il nostro quietismo, la nostra tiepidezza. Pompieri di natura.”

      Puoi articolare il tuo pensiero con esempi?

      • Che non mi dica Bariom che mi metto in mezzo: è un blog…. Secondo me Thelonious nella vita di tutti noi puoi trovare esempi. Io per esempio mi sono sempre chiesta (è un mio pensiero ricorrente): sarei capace di morire per Cristo se minacciata con un coltello? Ma senza arrivare a questo anche testimoniare la propria fede nel quotidiano non è semplice: devi spiegare, tutti ti accusano: sei retrogada, sei bigotta allora delle volte lasci perdere per quieto vivere, per noia o per sfinimento. E non ti è mai capitato di sentire bestemmiare? Una volta da un benzinaio un omone mi stava menando perchè l’ho aggredito in malo modo (si è messo in mezzo il gestore per salvarmi). Non sempre si ha voglia, tempo o coraggio. Quando poi anche i pastori strizzano l’occhio al mondo allora ti cadono le braccia! Ecco perchè Benedetto, il martire bianco, è un mio faro!

        • Te le leghi tutte al dito eh Giusi? 😉
          Ti bastan mani e piedi? 😀

        • cara Giusi,
          capisco quello che dici, ed è anche una mia preoccupazione.
          E sinceramente non so cosa farei se cadessi in mano all’ISIS, perché se uno non si trova nel concreto in certe situazioni non può saperlo, e il Signore se mette in certe situazioni dà anche grazie che non si possono sapere a tavolino o a priori. Però so che, quotidianamente, il Signore mi dà la possibilità di poterLo testimoniare. In modo eroico? non lo so, perché il Signore dà a ciascuno la grazia di accettare le piccole o grandi sfide quotidiane. E la testimonianza può essere quella di dare la vita, o di riprendere uno che sbaglia, nel testimoniare una letizia nel dolore, il “perdere” la faccia per Cristo in un dialogo su un argomento alla moda mostrandosi controcorrente, ecc. Il non adeguarsi alla mentalità di questo secolo, insomma. Il non vergognarsi mai di Cristo, perché un giorno Lui non si vergogni di me davanti al Padre.
          Quello che non condivido, sinceramente, sono i toni massimalisti e generalisti di alcuni commentatori, anche perché spesso vedo la “pars destruens” ma non la “pars costruens” e mi chiedo: Cristo ha fatto così? Direi di no. Ha lanciato accuse fortissime, ma ha anche spalancato il cuore misericordioso. Ha parlato dell’inferno, ma ha puntato gli occhi sul paradiso.
          Ecco, quando sento parlare di “barca di Pietro” che affonda INESORABILMENTE o di argomenti di questo tipo senza guardare ad un possibile rimedio o via d’uscita mi chiedo: ci aiutiamo a sostenere la speranza o ci aiutiamo a sconfortarci l’un l’altro?

          • Si è vero ma c’è una tale confusione che io ultimamente la speranza la ripongo nel Signore. Domenica ho sentito una predica di un sacerdote giovane che al confiteor ha detto: chiediamo al Signore di rimuovere gli ostacoli che si frappongono al raggiungimento della nostra santità! Cioè non: chiediamo perdono per i nostri peccati! Pare quasi che sia colpa del Signore che ci mette gli ostacoli davanti. La nostra responsabilità? Non c’è! Non siamo colpevoli di niente! Qualche settimana fa c’era il Vangelo: molti sono chiamati ma pochi gli eletti. Bene il sacerdote (un altro) ha cambiato tutto e ha concluso: tutti sono chiamati e tutti eletti. Ma dico: almeno la parola di Dio la vogliamo rispettare? Non è colpa della Bussola Quotidiana: si è proprio persa la bussola….

            • @Giusi ma scusa… tutto dipende dall’orecchio con cui ascolti mi vien da dire….

              “Rimuovere gli ostacoli…” non vuole anche dire (o non può voler dire), rimuovere i nostri peccati, i nostri limiti, le nostre bassezze, la nostra umanità malata… il nostro voler sempre che gli altri dicano solo quello che noi ci aspettiamo dicano e pensiamo sia buono e giusto dicano…

              Abbi pazienza! Direbbe l’Alvise…

              • Mah! L’ostacolo è un concetto esterno per me e poi non è la formula della messa, perchè non deve dire: chiediamo perdono al Signore per i nostri peccati? Per fare l’originale?

        • Forse ti stava per menare perché l’avevi aggredito in malo modo (parole tue)… mi sembra la classica reazione causa-effetto… 😉

          Se la causa scatenante è stata la bestemmia invece, lì si doveva vedere la differenza 😉

          Ecco… ti ho sgridato di nuovo… 😦

          No Giusi, non è questo… prendo il caso ad esempio, io forse avrei fatto di peggio, credo invece con lo Spirito di Gesù Cristo si possa porre termine alla bestemmia e toccare il cuore del bestemmiatore, si che la prossima volta tratterrà da sé la lingua dal bestemmiare.

          Credo dovrebbe essere sempre questo l’obbiettivo.

          Poi si fa come se pole, ma se il nostro fare è come “versare benzina sul fuoco”, forse è meglio una bella sfilza di preghiere riparatrici che anche intercedano per il peccatore.

          • E’ sceso dalla macchina imprecando contro la nostra Madre Celeste. Non ci ho visto più: gli ho detto che la Madonna non c’entrava niente col fatto che lui fosse una schifezza d’uomo (ho edulcorato…..). Questo, col sangue agli occhi, mi si stava avventando contro. Il gestore, che mi conosce da una vita, gli ha detto: non si pernetta di toccare la signora! Se n’è andato senza fare benzina ma non ha ribestemmiato…… Fortuna che sono un’impedita e faccio la benzina sempre al servito così c’era il gestore, l’energumeno era sceso di fronte al self service….. La cosa brutta è che c’era una donna con lui con la quale presumibilmente stava litigando la quale non ha detto una parola nè a mio favore nè a favore della Madonna……

        • Giusi mio nonno ha insegnato a mio padre che lo ha insegnato a me che quando qualcuno bestemmia non si deve perdere la testa, basta dire con molta calma:-la bestemmia offende chi la ascolta e degrada chi la pronuncia. -Poi mio nonno aggiugeva:ed è anche reato-Ora purtroppo non è più così, però la prima parte è sempre vera.

          • Mia mamma quando sente bestemmiare recita il Dio sia Benedetto. In teoria queste cose le so, in pratica ogni tanto mi girano…..

  15. Non crediate che io sia venuto a portare la pace sulla terra; non sono venuto a portare la pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera, e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. Chi ama il padre o la madre piú di me, non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia piú di me, non è degno di me. (Mt 10, 34-37)

    Pensate che sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre: padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera. (Lc 12, 51-53)

  16. Contesto decisamente che dalla Humanae vitae in qua ci siano stati vescovi in aperto contrasto con la dottrina che dovrebbero sostenere.
    E’ da ben prima.
    Qualcuno ricorda Tayllerand, ai tempi della rivoluzione francese? Cranmer, a quelli di Enrico VIII? O tutti i vescovi che passarono con gli ariani quando era imperatore Costanzo II?

    Se guardiamo bene, il 16% degli apostoli scelti da Cristo stesso erano traditori, e più del 90% pavidi…

    Il fatto che la Chiesa sia ancora qua qualcosa lo dovrebbe dire.

  17. Incontro in parrocchia un cattolico adulto e impegnato, uno di quelli che si danno molto da fare, sempre presenti e sorridenti, separato ma ancora “in rapporti fraterni” (?) con la moglie. Lo saluto per educazione, credo si capisca lontano un miglio che vorrei liquidarlo in fretta, ma lui al contrario di me è molto estroverso, accogliente, dialogante. Sempre penosamente a corto di argomenti, gli chiedo: “tutto bene”? Ma ormai l’amo è lanciato: “eh, insomma, al giorno d’oggi la chiesa [minuscola di rigore, nda] dovrebbe decidersi a lasciare più spazio a noi laici”. Borbotto: “mah, mi sembra che ce ne dia fin troppo”. Imperterrito: “cioè [retaggio sessantottino], è giusto che anche loro [i preti] possano dire la loro, però in un’ottica di collegialità. Cioè, in Consiglio [pastorale parrocchiale] l’altro giorno c’è stato un casino perché in oratorio volevamo organizzare qualcosa per attirare i giovani [i giovani sono sempre da attirare, come insegna il pifferaio di Hamelin], ma alla fine l’ultima parola spetta sempre a lui, c…. [il cattolico adulto è sempre un po’ scurrile per far vedere che non è un bigotto retrivo]. “Ah, sì, ho sentito dire della festa di Hallowen, ma secondo me il parroco ha fatto bene a vietarla perché non …” “sì, ma c… – mi interrompe, il dialogante – lui mica si fa il c… come noi a organizzare tutto e poi però gli incassi della serata se li cucca tutti lui, eh? ci vorrebbe una chiesa povera, ecco cosa ci vorrebbe, come dice Francesco [mai citato il papa in passato], e poi bisogna andare incontro alla gente, non arroccarsi su posizioni da medioevo. Sì, sarà anche un’americanata, però c…”. “Mah, più che altro ha elementi insani, fors’anche satanici, e non mi sembra il caso di …”. “… [sgrana gli occhi] … ma scusa, che c… dici, non crederai a queste cose!” “Quali cose?” “Ma al diavolo, alle fiamme dell’inferno, alla dannazione eterna, a tutte queste c…”. “Beh, certo che ci credo, sono cattolico”. “Ma dai, non ci posso credere, non dici sul serio [sorrisetto di commiserazione], anche la chiesa non crede più a queste cose, sono tutte c… che il Concilio [quale?] ha spazzato via”. “Mah, non mi pare che il Concilio abbia sovvertito l’insegnamento della Chiesa, magari ha aperto qualche falla qua e là, ma la dottrina è sempre la stessa da duemila anni, non mi risulta che …”. “Ma cosa c… dici [il cattolico adulto dialogante mi interrompe sempre a metà frase], fosse per te saremmo ancora alla messa in latino, col prete che gira le spalle al popolo!” “Rivolto a Dio! Magari”. “Ah, ma allora [il sorrisetto di commiserazione si trasforma in malcelato disprezzo] sei un lefevriano! Beh, ma adesso cambierà anche ‘sta storia, finirà con tutte ‘ste chiusure, ‘sti egoismi, hai visto che anche al Sinodo hanno voltato pagina, anche Francesco ha detto che bisogna finirla con tutte ‘ste ipocrisie, e allora se tu ti ribelli al papa sei contro la chiesa”. “Ma io non sono contro la Chiesa e nemmeno lefevriano, benché …”. “Ma come, sono tutti scomunicati, fascisti, nazisti, e poi sei proprio tu che dici che il papa è infallibile”. “A parte il fatto che lo è solo nei pronunciamenti magist…”. “E che c…! Siete i soliti, farisei, ipocriti”. “Ma io …”. “Ah, senti, non voglio questionare con te, tanto non sei capace di confrontarti. Comunque, ci siete al gruppo famiglie domani? Perché poi il don ci rimane male se siamo in pochi, dobbiamo fargli vedere che non lo lasciamo solo. Dài, ci conto, eh? Bravo, poi magari parliamo, eh, che devo spiegarti un po’ di cose, magari ti aiuto a fare un po’ di chiarezza, eh, ti porto qualche libro, Martini, Bianchi, Mancuso …”. Anche no.

  18. Catechismo della Chiesa cattolica:

    “2088 Il primo comandamento ci richiede di nutrire e custodire la nostra fede con prudenza e vigilanza e di respingere tutto ciò che le è contrario. Ci sono diversi modi di PECCARE contro la FEDE:

    Il DUBBIO volontario circa la fede trascura o rifiuta di ritenere per vero ciò che Dio ha rivelato e che la Chiesa ci propone a credere. Il dubbio involontario indica l’esitazione a credere, la difficoltà nel superare le obiezioni legate alla fede, oppure anche l’ansia causata dalla sua oscurità. Se viene deliberatamente coltivato, il dubbio può condurre all’accecamento dello spirito.”

  19. Ciao, mettete per favore le informazioni per l’abbonamento online a La Croce? Se no, come facciamo a fare la nostra parte?

  20. Riesco solo ora a ripiombare qui. Ho provato a dare una letta veloce ai commenti. Mi rispecchio totalmente nel commento di Thelonious delle 17:20

    https://costanzamiriano.com/2014/11/04/la-presunzione-dei-dubbiosi/#comment-88455

    Sulla NBQ poco da dire, credo solamente che non sia né un sito di vera apologetica né di nuova evangelizzazione, semplicemente porta a galla tutto ciò che (secondo loro) nella chiesa non va bene, dando pochissimo risalto alle (tante) realtà che nella Chiesa “funzionano” (uso questa parola per brevità).

    E questo articolo ne è l’esempio lampante: l’ennesima spinta alla ruota della “lamentite”. Come se non se ne fosse già sparsa a tonnellate in tutto il web, purtroppo anche in questo blog. A che pro? Crediamo veramente che a suon di lamentarci di quel vescovo, di quel cardinale, etc… miglioreremo la Chiesa?

    Se prima avevo qualche dubbio, ora sta quasi diventando una certezza: questi sono i frutti di quella che Don Fabio Bartoli definì una “pastorale scellerata”, quella che ha ridotto il cattolicesimo ad una mentalità, ad un partito di cui far parte, dimenticandosi che alla base di tutto vi è un incontro con Gesù vivo che cambia la vita e dona gioia, con il conseguente desiderio di testimoniarLo.

    E la cosa che mi rattrista e mi fa anche un po’ arrabbiare è che talvolta siamo noi stessi cattolici che anteponiamo la “sporcizia” della Chiesa (che so benissimo che c’è!!!!! Non mi nascondo dietro un dito!!!) alle meraviglie (molto più consistenti) che vi sono all’interno di essa. Insomma, parliamo tanto di Nuova Evangelizzazione (e a costo di sembrare il maestrino antipatico, ricordo che “Vangelo” significa “BUONA NOTIZIA”) e siamo i primi a stroncarla sul nascere con i nostri malumori e i nostri atteggiamenti da carabinieri al posto di blocco, pronti a cogliere in fallo i nostri stessi fratelli nella fede per poi rendere pubbliche le loro “malefatte”, meglio ancora se vescovi. E chi vuoi che resti affascinato da un atteggiamento così? Ovvio che la gente se ne va a gambe levate.

    E questo cercare di non lamentarsi, soprattutto dei pastori, l’ho imparato proprio da Costanza, guarda un po’… quando si parlava di Martini, e io avevo menzionato un sacerdote che secondo me aveva un atteggiamento scandaloso. Lì ho capito che sbagliavo in pieno, e con la sua consueta delicatezza Costanza me l’ha fatto notare, nonostante avessi poi insistito…

    https://costanzamiriano.com/2012/09/04/a-proposito-di-martini/#comment-42270 e seguenti

    https://costanzamiriano.com/2012/09/04/a-proposito-di-martini/#comment-42310

    Per me regge sempre il confronto con la famiglia. Posso avere un padre e una madre con mille difetti, magari anche covare rancore per loro, ma non vado a mettere in piazza le loro manchevolezze, non sarebbe giusto.

    @Giusi, se il mio atteggiamento ti fa venir l’orticaria mi dispiace, vorrei solo farti notare che non ti ho menzionata personalmente (non sei l’unica che linka in questo blog, la mia era una considerazione generale) e non ho mai usato nei tuoi confronti i toni sarcastici che tu hai usato con me: ti chiedo di fare lo stesso, grazie.

    • @Stefano il mio personale plauso al tuo commento che (c’era qualche dubbio?) condivido 😉

    • Se poi mi spieghi dove ho detto che mi fai venire l’orticaria e dove ho usato toni sarcastici nei tuoi confronti te ne sarei grata. Non ho problemi pure se mi menzionate tanto quello che penso l’ho sempre detto, non ce l’ho con nessuno, si discute. Non son d’accordo sulla Bussola. Pubblica sempre Introvigne. Non son d’accordo che i problemi li creano le nostre misere lamentele. I problemi ci sono e le dichiarazioni dei vari cardinali ne sono la prova. Che c’entrano le mie misere lamentele col fatto che Kasper durante il Sinodo faceva il giro delle sette chiese dicendo peraltro di parlare a nome di Papa Francesco? E le dichiarazioni di Nosiglia, Spadaro, Forte, Mogavero, Galantino e tanti altri hanno bisogno delle lamentele per essere amplificate? Perchè poi i giornalisti non dovrebbero parlare e commentare non lo capisco. Se i cardinali non dicessero eresie non ci sarebbe nessuna critica e nessuna lamentela o meglio ci sarebbero le lamentele degli atei e degli anticlericali come avveniva per Benedetto..Fanno tutto loro! Sono loro che si mettono in piazza! Sono loro che creano confusione! Ed è grazie a questa confusione che Michele Serra e Crozza affermano che le Sentinelle in Piedi sono contro Papa Francesco, che il Leoncavallo e il Manifesto elogiano Papa Francesco, che Elton John, sodomita che mischia spermi e compra uteri e bambini dice che è il suo idolo, che tanta gente ammira e segue il Papa senza porsi minimamente il problema di essere cattolica!

      • Riferito a me e Bariom:

        “Io lo vedo in voi il compiacimento, il complesso di superiorità: noi che siamo buoni, che troviamo sempre la pezza a colore, che va tutto bene madama la marchesa! Invece io sono brutta, sporca e cattiva”

        “Ma sicuramente nella vostra infinita bontà e umiltà riconoscerete nel tumore in metastasi la Vergine Maria!”

        Ecco i commenti con tono sarcastico che intendevo.

        Per il resto, Introvigne è solo uno dei tanti che pubblica la NBQ, e solitamente commenta gli interventi del Papa. Ve ne sono tanti altri, Cascioli in primis, che invece altro non scrivono di ciò che non va nella Chiesa. Bontà loro, ne hanno tutto il diritto e la facoltà, ma per favore non la chiamino Nuova Evangelizzazione, perché non lo è.

        Io non ho scritto che le lamentele creano i problemi, ma che lamentarsi di continuo, oltre a non risolvere i problemi, diventa una contro-testimonianza cristiana. Chi mai vorrebbe entrare in una casa, un gruppo dove ci si lamenta l’uno dell’altro, talvolta ferocemente? Nessuno. Essendo questo uno spazio pubblico, accessibile a chiunque, ed essendo un blog a forte matrice cattolica, mi chiedo: cosa penserebbe un non cristiano della nostra Chiesa se leggesse i commenti che spesso accompagnano gli articoli? (E stavolta ci metto in mezzo pure l’articolo stesso…) Che idea si farebbe dei cattolici? Lo edificheremmo o lo scandalizzeremmo (nel senso letterale del termine, cioè gli saremmo di ostacolo)? Purtroppo credo che sarebbe più probabile la seconda possibilità… E la cosa, lo ammetto, mi rattrista e un po’ mi fa arrabbiare… (e non mi offende assolutamente, come qualcuno ha insinuato… non c’entra nulla…).

        Tutte le situazioni che hai elencato prima le conosco bene, cerco di seguire le vicende ecclesiali da vicino, so benissimo che la Chiesa è piena di magagne, anche per esperienza personale. Ma nei miei limiti e nella mia miseria cerco, per quanto posso, di far risaltare quanto di bello ha, che secondo me è in proporzione la parte sommersa di un iceberg: non è poco.

        Se poi questa non è la “linea editoriale” del blog, chiedo venia e torno al silenzio. Io sono convinto di quanto ho scritto, anche perché ne ho potuto constatare l’efficacia concreta.

        • Forse sembra sarcasmo ma è il mio modo di esprimermi e anche io non pensavo a voi in particolare. La Bussola ha tanti articoli: di denuncia (persecuzioni ai cristiani, famiglia bistrattata etc.), politica e altro.. Per quanto riguarda l’evangelizzazione io penso che significhi anche diffondere la retta dottrina e pertanto se un cardinale dice un’eresia farlo notare è una forma di evangelizzazione. Anche perchè i guasti delle dichiarazioni sbagliate si diffondono a vari livelli. O avvicinano alla Chiesa gente che crede di poter finalmente fare quello che vuole con la benedizione del Signore o fanno credere a chi già frequenta la Chiesa che ci siano state delle “aperture”. Quindi ben vengano le critiche costruttive che ristabiliscono la Verità che non è la nostra ma è quella che viene da Dio e che nessuno, nemmeno il Papa, può permettersi di modificare.

      • Giusi, sono d’accordo.

  21. “La verità è che è un grave errore supporre che lʼassenza di convinzioni precise conferisca alla mente libertà e agilità. Un uomo che crede in qualcosa è pronto e arguto, perché ha tutte le sue armi. Può applicare il suo esperimento allʼistante”.

    “Un uomo con una convinzione precisa (…) appare sempre bizzarro, perché non muta col mondo; egli si è issato fino a una stella fissa, e la terra rotea sotto di lui come uno zootropo. Milioni di miti uomini in giacchetta nera si dichiarano sani di mente e ragionevoli solo perché afferrano al volo la fola del momento, perché vengono sospinti da una pazzia allʼaltra dal maelstrom del mondo”

    (Chesterton, Eretici)

  22. Non criticate i pastori che seminano dubbi, sennò Manfrin si offende.

  23. Era un dubbio, Manfrin, solo un dubbio.

  24. Ringraziando rapidamente chi mi ha salutato, passo solo per aggiungere che lamentarsi, o meglio svelare, quei pastori che confondono il gregge, è un ausilio e una protezione per il gregge medesimo, e serve a contrastare quella forma mentis assai diffusa in forza della quale se anche un consacrato dice una qualsiasi assurdità, allora bisogna accettarla acriticamente… perché l’ha detta un consacrato. Nel caso in cui chi ha ricevuto il Sacramento dell’Ordine renda pubblicamente scandalo ai fedeli, specie se con il potente ausilio dei mass media, non è sufficiente “dire il peccato ma non il peccatore”, bensì bisogna anche mettere sull’avviso nei confronti della persona. Potrei trovare almeno un’affermazione del Cardinal Biffi in tal senso.

    Altro è passare da questo a una forma di “denuncite per professione” che, ne convengo, diventa stancante (infatti stanca me per primo). Insisto, però: anche eccedere nella direzione opposta può provocare danni tutt’altro che lievi – e ancora una volta prima di tutto per me ma, garantisco, non solo; nient’affatto. Credo in realtà che queste due inclinazioni si alimentino l’un l’altra in una spirale non buona.

    • Grazie, Roberto, questa cosa che hai detto mi sento di sottoscriverla in toto 🙂

    • Altro è, invece di fare critica puntuale e possibilmente articolata appoggiata al corretto Magistero, continuamente fare stupide battutine, riferimenti irriguardosi, bollare questo o quell’altro personaggio utilizzando il suo nome a paradigma di supposte eresie o qualsivoglia errore… o no?
      Peraltro credo una volta espressi i propri concetti o le proprie perplessità si possa passare ad altro, senza tornare al lanciar “frecciatine” a ogni occasione (spesso a sproposito) che a poco valgono.

      Per il resto Roberto, pienamente d’accordo.

  25. Se un consacrato ha atteggiamenti che riteniamo non convenienti al suo stato, dice parole che non ci garbano, agisce pastoralmente in modo a noi non gradito né gradevole, dobbiamo pur considerare l’eventualità che il problema sia tutto nostro (diciamo pure: questione di “gusti”) e se la mancanza di consonanza è così grave da compromettere seriamente la nostra elevazione spirituale, perché troppo spesso la nostra attenzione e il nostro dire vengono distolti dall’essenziale per concentrarsi sulla persona, nulla vieta che “cambiamo pastore”, anzi probabilmente è meglio per tutti. Ed in questi casi mi par giusto oltreché ragionevole porre un freno alle critiche, un sano suggello alla bocca per rispetto del ruolo. E lo dico a me stesso, perché devo molto correggermi.
    MA quando il consacrato si pone in aperto e dichiarato contrasto con la dottrina della Chiesa, deride pubblicamente l’ortodossia, la pietà e la devozione di alcuni fedeli in nome di presunte “novità”, insinua il dubbio per sradicare le certezze, rende relativa la Verità, crea scandalo anche nei piccoli con “provocazioni”, induce di fatto all’errore, cosa dovremmo fare? Guardare al buono che c’è in lui? Far finta di niente per non dare un’immagine negativa della Chiesa a chi magari vorrebbe restarne “affascinato”? Porsi come obiettivo di perfezione spirituale il “non vedo-non sento-non parlo” in nome dell’amore e della misericordia, e tutto questo perché si tratta di un consacrato? Ma bastonate, ecco qual è l’opera di carità che s’impone come nostro grave dovere di fedeli, foss’anche il papa. Bastonate! Bastonate metaforiche, s’intende. Ma se si presentasse anche un’occasione concreta …

    • Bastonate! Come quelle che tutti i giorni Nostro Signore ci riserva le tante stronzate che facciamo e diciamo tutti i giorni (ma noi non siamo preti e allora va bene tutto…).
      E non mi riferisco a quanto hai scritto Franz, non mi fraintendere ti prego.

      Bastonate (metaforiche o meno) a parte, c’è certamente del giusto in ciò che dici e la strada più corretta credo sia non “se se ne presenta l’occasione”, ma *prendendo l’occasione*, chiedere spiegazione, un confronto diretto e leale, senza partire con le pretesa di insegnare all’altro (anche se siamo pienamente convinti della verità del nostro dire o credere), il tutto possibilmente nella Carità che porta anche alla correzione fraterna.

      Se poi l’errore fosse abnorme e ripetuto vi sono certamente anche i “canali” da seguire all’interno della Chiesa.

      Certo raccontare qui o altrove “quella volta che quel sacerdote a detto così e cosà: ORRORE e stracciamento di vesti…” vale “come il due di picche”!

      E credo Franz, quando parlavi di essere pavidi e altro, anche a questo ti riferivi.. o sbaglio?

  26. Bariom: ma le occasioni che si presentano a noi, semplici fedeli, sono proprio queste. Quando il mio parroco o il mio curato giocano al piccolo rivoluzionario, gliene parlo sia in privato che in pubblico (senza bastone, e spesso purtroppo con molta minore franchezza ed efficacia di quanto vorrei), sforzandomi di subirne pazientemente le conseguenze. Quando sul bollettino diocesano gli estensori degli articoli iniziano con i loro voli pindarici, cerco di controbattere come posso e lo faccio con nome e cognome, senza la copertura del nickname. Se però l’eresia del momento è detta da qualche alto prelato, raccolta, amplificata e osannata dai media a livello nazionale, cosa posso fare personalmente? Niente. Anzi, no: non proprio niente. Posso, coi mezzi che ho a disposizione (internet), additare l’errore ( e l’errante), col supporto magari di chi già l’ha fatto con molta maggiore competenza: da qui i link … Non è il due di picche: è pochissimo, ma è meglio di niente. E permettimi, in campo dottrinale l’errore del pastore è infinitamente più grave e gravido di conseguenze dell’errore del semplice fedele. Secondo me, dobbiamo solo ringraziare Giusi, la NBQ e quant’altri (tra cui senz’altro Costanza & C., per quanto con tutt’altro stile) con zelo infaticabile, con autentica passione e sordo dolore (perché non fa certo loro piacere) denunciano storture, deviazioni e apostasie, anche del clero. Dobbiamo ringraziarli perché attraverso l’errore degli altri ci indicano non la loro opinione, non il loro punto di vista, ma la Verità immutabile e indefettibile professata dalla Chiesa e rivelata una volta per tutte da Nostro Signore.

    • @Franz in buona sostanza assolutamente d’accordo con te…

      Per altre singole e specifiche questioni che rimandano alla “likitudine”, credo occorra un po’ più di prudenza e di discernimento – ripeto sui singoli episodi – o si rischia di mettere solo in moto delle “macchine del fango” o della disinformazione (nella migliore delle ipotesi…) che non solo servono come il “due di picche”, ma fanno solo dei gran danni.

      Quando taluni singoli o “testate” o chi vi pare, paiono avere solo questa come sola ed unica principale occupazione… mmh, diffido. Diffido dello spirito che sta alla base e alla fine anche delle “notizie” per come sono riportate (e non sto pensando a nessuno qui nel blog tanto per evitare equivoci o malumori…)

      A forza di fare sempre il “cane da guardia”, si finisce per abbaiare di continuo anche al “sole che sorge”… 😉

    • Padre d’Ors evidentemente ignora che Papa Francesco disse nel luglio 2013:

      “con riferimento all’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e dice: “No”. L’ha detto Giovanni Paolo II, ma con una formulazione DEFINITIVA”

      http://w2.vatican.va/content/francesco/it/speeches/2013/july/documents/papa-francesco_20130728_gmg-conferenza-stampa.html

      Papa Francesco si riferiva alla Lettera Apostolica «Ordinatio Sacerdotalis» (1994), nella quale Giovanni Paolo II proclamò: “al fine di togliere ogni dubbio su di una questione di grande importanza, che attiene alla stessa divina costituzione della Chiesa, in virtù del mio ministero di confermare i fratelli, dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo DEFINITIVO da tutti i fedeli della Chiesa.”

      Al riguardo, nel 1995 la Congregazione per la dottrina della fede precisò che si deve rispondere affermativamente al quesito “se la dottrina, secondo la quale la Chiesa non ha la facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne, proposta nella Lettera Apostolica «Ordinatio Sacerdotalis» come da tenersi in modo definitivo, sia da considerarsi appartenente al deposito della fede”, chiarendo inoltre che “questa dottrina esige un assenso definitivo poiché, fondata nella Parola di Dio scritta e costantemente conservata e applicata nella Tradizione della Chiesa fin dall’inizio, è stata proposta infallibilmente dal magistero ordinario e universale (cfr. Conc. Vaticano II, cost. dogm. Lumen Gentium, 25, 2). Pertanto, nelle presenti circostanze, il Sommo Pontefice, nell’esercizio del suo proprio ministero di confermare i fratelli (cfr. Lc, 22, 32) ha proposto la medesima dottrina con una dichiarazione formale, affermando esplicitamente ciò che si deve tenere sempre, ovunque e da tutti i fedeli, in quanto appartenente al deposito della fede”.

      http://www.doctrinafidei.va/documents/rc_con_cfaith_doc_19951028_dubium-ordinatio-sac_it.html

      • Bene Alessandro che mandi lui a Malta allora invece che il cardinale Burke! Anzi che lo scomunichi proprio perchè dice eresie!

        • Aridaiie con la scomunica…

          Interessante sarebbe invece analizzare e confutare da un punto di vista della ortodossia, della Tradizione e in taluni casi del buon senso (Cristiano ovviamente), talune affermazioni tra le tante che l’articolo riporta.

          Ma ci vorrebbe tempo e voglia (nonché trovarne una reale utilità…).

          Poi riportare “…è consigliere di Papa Francesco!” e il tipico modo forzare una realtà oggettiva…
          Su uno specifico tema *una relazione (si badi bene solo una re-la-zio-ne) sul ruolo femminile* nella Chiesa presumo, a cui parteciperà con altri 30 (dico 30…).

          Poi perché il Papa ha scelto lui (se lo ha scelto il Papa)… lo sa il Papa. 😉

    • Ecco qua. Adesso il prossimo tormentone sarà: Papa Francesco apre alle donne prete. Non gioverebbe un comunicato di Lombardi?

      http://video.repubblica.it/rubriche/rnews/rnews-fiori-donne-sacerdote-l-altra-rivoluzione-di-francesco/182413/181229?ref=nrct-2

      • Si come no… ogni giorno una fesseria nuova (perché di qualcosa bisogna pur parlare e sfumata una subito una nuova a rimpiazzare la precedente) e un relativo intervento della Santa Sede (sia chi sia…), così anche i comunicati ufficiali divengono “fuffa”… ma per piacere…!

        Ieri ho ascoltato una pessima trasmissione mattutina di Radio24 sulla “buona morte”… naturalmente la Chiesa tirata in ballo – da chi peraltro di Chiesa non sa una “beata mazza”…
        Anche lì ci vuole un rettifica… una presa di posizione ufficiale…. ma daaaaiii 😐

      • @giusi
        non credo il Papa aprirà.
        ma qualcun altro forse…

        http://www.lastampa.it/2014/11/05/blogs/san-pietro-e-dintorni/donna-vescovo-chiesa-complice-in-austria-GMoFfwpLx4LxRWizTd0t9I/pagina.html

        Una donna prete (e vescovo) che è stata scomunicata undici anni fa in Austria partecipa regolarmente – una volta ogni quindici giorni, da anni – a cerimonie liturgiche presso i Benedettini, a Kremsmunster, il più antico monastero dell’ordine del Paese. I vescovi non hanno preso nessun provvedimento. La Congregazione per i Religiosi non ne sa niente? I superiori dell’Abbazia dicono di essere sorpresi dall’articolo del Telegraph, e di non saperne niente.

        marco tosatti
        Una donna prete (e vescovo) che è stata scomunicata undici anni fa in Austria partecipa regolarmente – una volta ogni quindici giorni – a cerimonie liturgiche presso i Benedettini. Questo accade in Austria, e il vescovo del luogo, a quanto pare, non ha niente da dire al proposito. La notizia viene dal Daily Telegraph . Un cronista è andato a parlare con Christine Mayr-Lumetzberger, e gli sono state mostrate fotografie in cui la si vede mentre presiede a cerimonie liturgiche nelle chiese cattoliche dell’Austria, fianco a fianco con un prete cattolico durante una processione per un funerale e all’altare del monastero di Kremsmunster.

        I superiori dell’Abbazia dicono di essere sorpresi dall’articolo del Telegraph, e di non saperne niente. Non si esclude che le foto siano state prese in qualche chiesa dipendente dall’abbazia, tempo fa.

        Nel 2002 Mayr-Lumetzberger e sei altre cattoliche decisero di farsi ordinare: “Avevo sentito la chiamata di Dio al sacerdozio sin da quando ero bambina – ha detto al Telegraph – e volevo diventare prete prima di morire. Sarebbe stato impossibile se avessi aspettato che i preti maschi decidessero”.

        Furono scomunicate, ma in seguito si portò la sfida a un nuovo livello, e Mayr si fece ordinare vescovo da “più di un vescovo che si trova in buoni rapporti con Roma. E’ stata la loro idea, non la mia”. Non fa il nome dei vescovi implicati, nel timore che possano subire sanzioni da Roma.

        La donna sostiene che “la maggior parte dei preti cattolici in Austria sono molto gentili, mi chiamano signora vescovo”. E mostra numerose fotografie di se stessa, in vesti liturgiche vescovili, mentre celebra battesimi, matrimoni e funerali in chiese cattoliche in tutta l’Austria.

        Negli ultimi dieci anni l’ha fatto ogni due settimane, all’altare del più antico convento benedettino dell’Austria. Kresmunster. E a quanto sembra i vescovi non hanno preso nessuna misura.

        Adesso si attende che il Prefetto della Congregazione per i Religiosi, il brasiliano Braz De Aviz, così fermo e severo con i Francescani dell’Immacolata per ragioni ancora tenute rigorosamente segrete, manifesti la sua presenza.

        • Avevo letto. Però sempre in Austria si impedisce al Cardinale Burke di celebrare la Messa Tridentina. Così va il mondo….

          http://chiesaepostconcilio.blogspot.it/2014/11/celebrazione-della-messa-antiquior-in.html

        • “lei ha detto”… “loro avrebbero detto”… “qualcuno sostiene”… “parrebbe aggirarsi”… “foto alla mano, c’è chi giura che…” “chi ha ucciso l’Uomo Ragno?”

          Tutta “fuffa” (a esser buoni). Con la cigliegina finale, tendenziosa e dal dentino avvelenato, della chiosa di chi la sa lunga su quello che andava o non andava fatto su questa o quella congragazione….

          Proprio un bel campione di quei bellissimi articoli certamente da riportare in ogni dove (with compliments) 😉

          • Sai Bariom quando la scure si abbatte sempre e solo da una parte, quando in una famiglia ci sono figli e figliastri, quando la misericordina rientra nella scatoletta solo nei confronti di alcuni che ancora non si è capitp cosa abbiano fatto di male e poi viene tirata fuori ed elargita a piene mani a fior di prelati (e non) che dicono solo castronerie il minimo che ci si possa aspettare è del risentimento non ti pare?

            • Mah….
              “quando la scure si abbatte sempre e solo da una parte”…

              Solo su Uno si è abbattuta sempre ingiustamente e ad alcuni che a Lui sono assomigliati, coloro che peraltro lo accettavano come privilegio nell’esser a Lui assimilati…
              Gli altri (me compreso…) han sempre qualcosa da recriminare.

          • non so se tosatti sia un campione.non so neppure se la cronista del telegraph sia una campionessa.
            e non so neppure se debbano essere riportati in ogni dove. era una risposta alla giusi.
            comunque una notizia.piaccia o meno.
            ti dò ragione sul finale velenosetto. ma ho riportato l’articolo completo.

            • Scusa vale, ma è un notizia se è vera e fondata (magari verifica e confermata)…
              Sennò è un “campione di fuffa” come sopra. E dico “fuffa per dargli una valenza neutra (che proprio neutra qui non sembra…)

              • Infatti, questa è super “fuffa”! In realtà il vescovo di Linz, Mons. Ludwig Schwarz le ha pubblicamente e giustamente negato la Comunione quando lei si è presentata a una Messa da lui celebrata nel 2009: http://www.nachrichten.at/oberoesterreich/Exkommunizierte-Bischoefin-griff-sich-von-Schwarz-verweigerte-Hostie;art4,218414

                • Come volevasi dimostrare…

                  Che poi la signora, sotto mentite spoglie o alla chetichella, si presenti qua e là a qualche celebrazione e faccia anche la comunione (rischiando di cibarsi così della sua condanna…) come normale accada in qualunque chiesa dove – grazie a Dio – ancora non ti chiedono i documenti o un certificato di “sana e robusta spiritualità” o un tesserino di comprovata ortodossia (che taluni non vedrebbero l’ora fossero istituiti) è altra cosa.
                  Ma raccontata così farebbe ben poco scalpore la “notizia” 😐

                  • Non contribuirebbe molto alla dignità e sacralità della Comunione se uno dovesse mostrare il tesserino mentre è in fila per riceverla, in effetti… 😉 :-I

              • per cui deduco che quando tu o altri citate qualcosa la verifichiate.
                pensa un po’. io mi credeva che Tosatti fosse un giornalista che verifica le notizie prima di pubblicarle nel suo spazio.
                adesso so che Tosatti non verifica le notizie.
                s’impara sempre qualcosa.
                per le prossime chiederò ai verificatori massimi: nell’ordine bariom,aleph e thelonius se le notizie pubblicate sono-per loro- attendibili ed i giornalisti che le hanno divulgate han fatto il loro lavoro.

                • Tra l’altro potrebbe pure essere vera perchè no? La signora si aggira. Certo si aggira tanta gente nelle chiese (pure Luxuria ogni tanto), magari i sacerdoti possono essere in buona fede. In ogni caso mi pare un bene che si sappia così per il futuro stanno più attenti. E poi non è escluso che qualcuno di quei 250 sacerdoti di cui parla Tornielli (Tornielli, non Tosatti, lui sì che è obiettivo!) la chiami signora vescovo…..

                  • Ah, ecco la notizia che vale la pena riportare!

                    “Qualcuno” tra quei 250 sacerdoti… la chiama “signora vescovo”… ammmazzate oh 😐

                    • Bariom ogni tanto fai a non capire. Come illustra anche Vale nell’ultimo commento la situazione della chiesa austriaca è nota ed è grave. Non è la frase in sè della signora: quella è solo un sintomo, è la malattia che è conclamata nonchè cronica

                • @vale avrai notato (ma forse anche no, non è un problema) che personalmente “cito” pochissimo…
                  Preferibilmente Scrittura o Magistero… delle “notizie” giornalistiche (in generale) diffido sempre molto – sarò un malfidente. Peraltro in più di un’occasione si è potuto verificare che da parte di molti giornalisti non vi è nussuna verifica.
                  Parlare qui del singolo Tizio o Caio mi importa poco o come presupporre che Tizio o Caio siano sempre “oro colato”.

                  Mi dispiace tu la prenda male come sempre si finisca per fare schieramenti dell’ordine “bariom, aleph e thelonius” di ironica dubbia valenza.
                  Tu poi continuare a riportare quel che ti pare e credo poter continuare acommentare quanto qui riportato.

                  Se ti sfugge il perché e il senso del mio commentare in modo definiamolo pure “negativo” – che non è CONTRO l’ordine dei vale, Giusi e chi sia – non so che farci. Evidentemente non sono abbastanza chiaro nell’esprimere le mie motivazioni di fondo.

                  Alla prox 😉

                  • @bariom
                    guarda, te lo dico con franchezza, la cosa infastidente non è il commento all’articolo di Tosatti ed al reportage del Telegraph dei quali m’importa poco o punto.

                    è l’aver saltato a piè pari la premessa ove dicevo che il Papa non aprirà, qualcun altro forse.

                    ovvero aver capito esattamente il contrario di quel che volevo dire.( colpa mia, s’intende )

                    siccome in Austria il movimento pfarrer iniziative e noi siamo chiesa( presente in venti paesi circa) sembra avere e fare proseliti in modo notevole,pensavo fosse chiaro che-come accaduto precedentemente nel caso di Marta Heizer vi siano sempre più seminatori di zizzania.

                    Che la signora- citata da Tosatti -in questione non sia cattolica, checché lei ne dica, pare evidente.
                    che magari per sola cortesia abbia partecipato a funzioni interconfessionali è probabile.

                    che la situazione nei paesi di lingua tedesca ( e ometto di citare quel che accade in belgio e olanda) sia critica è palese.
                    in una intervista alla scomunicata Heizer ( http://temi.repubblica.it/micromega-online/noi-siamo-chiesa-dopo-la-scomunica-parlano-martha-heizer-e-ehemann-gert/ ) appare chiaro sia il problema che il desiderio di rottura.

                    così come il fatto riportato : nella parte iniziale dell’articolo di un altro blog
                    ( http://www.agerecontra.it/public/press40/?p=8221 )

                    ” A leggere tra le righe dell’”Aufruf zum Ungehorsam” si ha la sensazione che non si tratti tanto di richieste, quanto di constatazioni dell’esistente. I sette punti in effetti riflettono situazioni già presenti nella Chiesa austriaca e note anche ai vertici, ma tollerate, a patto che non se ne parli, secondo quella formula “don’t ask, don’t tell” adottata altrove per i gay nelle forze armate e che in Austria si potrebbe agevolmente applicare ai preti segretamente sposati o conviventi.

                    Un sondaggio ha rivelato, per esempio, che un quarto dei quasi 4000 parroci vive un rapporto di coppia. I fedeli lo sanno, il vescovo lo sa, ma tutti fingono di non sapere. Don’t ask, don’t tell: finché non se ne parla pubblicamente il problema non esiste. Lo stesso vale per le ormai sempre più frequenti celebrazioni ecumeniche, in cui anche i protestanti sono ammessi alla Comunione. In numerose parrocchie è ormai normale che la predica la tenga un laico”

                    ora, per chiudere, anche se non ho messo la faccina sorridente dopo l’elenco dei verificatori, mi pare evidente che fosse un celiare.
                    così come il fatto della incomprensione sul senso del mio aver citato quell’articolo.

                    • @Vale prendo atto e chiedo venia…

                      Altrettanto francamente ti dico che dopo queste tue più estese chiarificazioni del tuo pensiero, ho molto meglio compreso il tuo discorso che riguarda questioni non da poco o da prendersi “sotto gamba”…

                      Da una parte puo esserci certo il mio essere un po’ tardo (ma a quanto pare non sono il solo… vedi il già citato “trio”), ma dall’altra, a volte si riporta un “fatterello” (o anche un “fattaccio”) a mo’ di emblema, scambiando poi due battute e pensando la questione sia chiara per tutti… ma non sempre è così’.

                      Alle volte meglio estendere un po’ il pensiero, che tanto come tempo e fatica impegna lo stesso che poi giocare al rimpallo per cinquanta volte… non credi?

                      Quindi, concludendo, ti ringrazio per aver ulteriormente specificato, giacché di alcune cose sapevo, di altre meno… 😉

            • Vale, che sia una notizia non significa nulla.
              Una sola cosa importa, nel giornalismo (e nella vita): se una cosa è vera o è falsa. Nient’altro.
              Se una cosa è falsa, non c’è proprio niente da discutere, ed è sbagliato diffonderla.
              Ab absurdo, omnia sequuntur, dicevano i logici medievali. E avevano ragione.
              Aiutiamoci a riconoscere e a diffondere il vero. Solo il vero. Il padre della menzogna sappiamo chi è.

              • Scusate ma questa notizia (che conoscevo e che volutamente non ho linkato) più che falsa mi pare del tutto irrilevante. La Chiesa d’Austria ha i suoi problemi a prescindere da questa signora:

                http://2.andreatornielli.it/?p=2257

                E di sacerdozio femminile ha parlato un sacerdote, consigliere del Papa pertanto è inutile dare la croce a Vale (che non è l’Ansa): il problema c’è.

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