La pace inizia dal rifiutare l’aborto

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di Costanza Miriano

Mi dispiace, sarò ripetitiva, ma per me, finché non si riapre seriamente un discorso sull’aborto, tutti i discorsi sulla pace e sulla guerra non hanno un gran senso. Perché una violenza si chiamerebbe diritto intoccabile, progresso e liberazione, e un’altra violenza invece sarebbe una crudeltà da combattere? Chi giudica quale violenza sia buona e quale cattiva? A parte quella per legittima difesa, tutta la violenza è cattiva (non uccidere, quinto comandamento). Allora perché dovrei indignarmi per una guerra, se c’è un genocidio consumato quotidianamente nei nostri ospedali, in un’apparente pulizia e asetticità, in cui le vittime sono i più deboli tra i deboli, i più piccoli tra i piccoli, i bambini che stanno cercando di crescere sotto il cuore della loro mamma?

Come posso appassionarmi alla proliferazione dell’orso marsicano, della foca o della balena, se in tutto l’Occidente si fanno poco più di un figlio a donna, e quindi si va verso l’estinzione? Come posso dedicarmi alla raccolta differenziata se i bambini uccisi in certi ospedali vengono buttati nei rifiuti (non in tutti: il Papa in Corea ha visitato un cimitero di bambini abortiti, ma nessun giornalone l’ha considerata una notizia degna di grande risonanza)? Come posso angosciarmi per i bambini lontani e non preoccuparmi di quelli vicini (uccisi tra l’altro anche a spese mie)?

croci31I nostri contemporanei che hanno eliminato Dio dal loro orizzonte e che si credono padroni della vita e della morte, depositari del giudizio di quale morte sia buona e quale cattiva, non possono fare a meno di credere in qualcosa, e allora si inventano nuovi dogmi del politicamente corretto, nuove battaglie a difesa di presunti diritti che però sono fragili e, francamente, poco appassionanti.

Ripartiamo dai fondamentali. I bambini dentro la pancia della mamma. Se dovessi pensare a una cosa che può mettere tutti d’accordo, non me ne verrebbe in mente nessun’altra.

fonte: Credere

94 pensieri su “La pace inizia dal rifiutare l’aborto

  1. Franca 35

    OK Costanza, perfettamente del tuo parere. Ci sono le priorità nel vivere quotidiano, e considero la battaglia contro l’aborto la priorità assoluta, tutte le altre seguono a ruota.

    1. Lalla

      Franca 35, posso approfittare del tuo commento per abbracciarti? Non so perché, ma ti sento come un’amica “grande”…la saggezza e la fede che vorrei avere. 🙂

  2. Da notare che in Corea i bambini nascono che hanno gia’ 1 anno. Anagraficamente i Coreani hanno 1 anno in piu’ del resto del mondo. Interessante concetto. Dovremmo adottarlo anche noi. Il punto di partenza, spostato di soli 9 mesi (formalmente 12), fa cambiare prospettiva completamente sulla dignita’ del feto.

    1. fortebraccio

      non sono coreano, ma ora che mi ci fai pensare: mia nonna, il giorno del mio compleanno, mi chiedeva sempre: “quanti anni finisci oggi?” Ed ogni anno mi dicevo: vero, oggi ne inizio uno in più… il che mi faceva avere uno in più, in effetti…

  3. Aleph

    Pur condividendo al 100% la tua opinione sull’aborto come violenza intollerabile, non capisco perché questo debba impedirci di vedere anche le altre violenze… E’ terribile che i bambini siano uccisi nel grembo materno. Ugualmente è terribile che siano uccisi dalla fame, o dalle bombe di una guerra. Si tratta sempre di violenze intollerabili e non capisco perché non dovremmo indignarci per entrambe, per l’aborto e per la guerra!

    1. elisa

      Condivido in pieno….. trovo giustissimo indignarsi per questa forma di violenza, ma non per questo tutte le altre battaglie degne di un essere civile devono essere portate avanti. Anche perché altrimenti che mondo consegneremo a chi verrà dopo di noi?

      1. Roberto

        No, il punto consiste nella ferita inflitta alla ragione, che pretende di assolutizzare un principio di pacifismo che non appartiene al cattolico, e sfuma in un’eresia irenista, laddove ci si rifiuta di contemplare l’ipotesi di poter, purtroppo, a volte dover ricorrere anche all’intervento armato per fermare l’ingiusto aggressore; mentre, come chiarì tra i tanti San Giovanni Paolo II, il bambino nel grembo materno non può mai essere considerato un aggressore ingiusto.
        Il punto è che chi non è contrario all’aborto molto semplicemente non è una persona credibile per farci assieme qualsivoglia “lotta per la pace”.

        1. Condivido il commento di Roberto… non credo proprio il senso dell’articolo sia “quardiamo a questo e non a quello” o “concentriamoci su questo e scordiamoci il resto”.

          E’ piuttosto una provocazione rispetto l’ipocrisia di un mondo che apre una indagine sulla morte dell’orso marsicano come se da questo dovesse dipendere la sorte di un’Umanità che invece, proprio con i milioni di aborti praticati, rischia di segnare il suo destino, forse (forse) non quello materiale, ma certamente quello suo spirituale – come se poi le due cose non fossero collegate…

  4. Elena Maffei

    Aborto e infanticidio sono presenti da sempre nella storia dell’uomo. Il peccato che un tempo ricadeva sui singoli oggi lo condividiamo. Da giovane ho creduto che l’aborto potesse rientrare in una sorta di “legittima difesa” in situazioni disperate…credo di aver sbagliato tutto. Mi assumo la mia parte di colpa e prego Dio che raddrizzi la strada storta anche rendendo i miei comportamenti quotidiani espressione di una nuova cultura della vita.

  5. Ancora una volta si vuole limitare o eliminare il valore supremo della vita e ignorare i diritti dei bimbi a nascere. L’aborto non è mai una soluzione. Quando si parla di una madre incinta, parliamo di due vite: entrambe devono essere preservate e rispettate perché la vita è un valore assoluto. (Papa Francesco)

    L’aborto è il più grande distruttore della pace perché, se una madre può uccidere il suo stesso figlio, cosa impedisce che io uccida te e che tu uccida me? Non c’è più nessun ostacolo. (Madre Teresa di Calcutta)

    Mi sembra chiaro come la luce del giorno che l’aborto è un crimine. (Mahatma Gandhi)

    È la stessa logica che porta all’aborto: se il bambino dà fastidio, non lo si accetta, lo si elimina; e che i cittadini paghino le spese. Ma il bambino è una persona, una parola irripetibile di Dio, ha una propria storia. […] Ma allora quale differenza c’è tra la mafia, la camorra, la ‘ndrangheta che uccidono l’avversario che dà fastidio, e coloro che sostengono che si può uccidere con un omicidio premeditato chi dà fastidio? (Oreste Benzi)

    Sono traumatizzato dalla legalizzazione dell’aborto, perché la considero, come molti, una legalizzazione dell’omicidio. Nei sogni, e nel comportamento quotidiano – cosa comune a tutti gli uomini – io vivo la mia vita prenatale, la mia felice immersione nelle acque materne: so che là io ero esistente. (Pier Paolo Pasolini)

    L’aborto non è un atto liberante della donna: anzi, la costituisce per sempre, in un certo senso, in una schiavitù interiore: nessun «intervento umano» può liberarla. (Giorgio La Pira)

    Se avessimo a cuore le donne, se le amassimo veramente, le aiuteremmo a capire che l’aborto crea una ferita che non si rimargina più; le aiuteremmo a non arrivare ad un atto di così grande crudezza. (Ernesto Olivero)

    Nel nostro secolo un altro cimitero deve essere aggiunto alla lista della crudeltà umana: quello dei mai nati. (Papa Giovanni Paolo II)

    1. Claudio B

      Aggiungerei: ” … e neppure fornirò mai a una donna un mezzo per procurare l’aborto” (giuramento di Ippocrate, IV sec. a.C.)

  6. luigi

    ….sono perfettamente daccordo, nella socità dei “DIRITTI” si comincia con il togliere il diritto alla vita, tutti gli altri non servono se manca questo…….

  7. vale

    basterebbe un giorno senza aborti e Dio concederebbe la pace al mondo sino al termine dei giorni.

    si vede che si preferisce la guerra.soprattutto contro i più deboli. anche appena nati.

    “in Francia un bambino disabile è messo a morte” E nessuno protesta”
    (Meotti sul “Foglio” di martedì 23 sett. 2014 pag.2)

  8. Marianna

    Carissima costanza, anche se non conosci il mio volto per me sei più di una carissima amica, sei una persona di famiglia, della quale io parlo a mio marito e ai miei figli come si parla di una parente stretta. Leggo il tuo articolo e parte in me una rabbia enorme che è quella dovuta al constatare che ci sentiamo avanti in tutto ma che siamo veramente indietro perché non sappiamo più riconoscere la vita. Se non riconosciamo più la vita non ha più senso niente, non ha più senso il lavoro, la scuola, lo stato, le riforme… Ecco la vera crisi…
    Cerchiamo di difenderela vita ad ogni costo e in ogni ambito e la distruggiamo non riconoscendola.
    Anche un cane oggi vale più della Vita!!!

  9. Costanza:

    ….ma non è anche questo appello, che fai te, un patente caso di cosiddetto ( schifato da voi) ) “benaltrismo”?
    (allora si potrebbe anche dire: non diamo più aiuto a nessuno finché non si sia stati capaci di far scomparire l’aborto etc. allora non più preghiere in nessun caso finché non si sia pregato sufficientemente per la fine dell’aborto e così di seguito)

    p.s.questa però te la potevi anche risparmiare:” bambini che stanno cercando di crescere sotto il cuore della loro mamma”(sic!)

    1. Lalla

      Guarda Alvise, in questo momento io ne ho proprio uno nella pancia, già grande e scalciante e pronto a nascere tra qualche settimana. Posso dirti che l’espressione di Costanza è tutto tranne che retorica. Tangibile e reale, lì sotto c’è qualcuno (qualcuno che non sono io, che non mi appartiene, che ha una sua indentità, in fieri ma già esistente) che sta facendo appunto questo: cercando di crescere, lì dentro, al sicuro…

      1. Vanni:

        ….io non penso che l’aborto sia uguale a un assasinio. E l’ho detto altre volte. Da dove mi viene questo pensiero?
        E’ un pensiero molto comune, ed è sempre stato così. Anche la legge fascista preesistente, lo ripeto ancora una volta, non considerava l’aborto come omicidio. Se Pasolini e tanti altri la pensano diversamente, hanno tutto il diritto di farlo.

        ( credo che per le donne l’aborto sia una scelta drammatica e molto difficile)

        1. Ma che ragione è? È un pensiero comune ed è sempre stato così? Se sostieni qualcosa, almeno dai una ragione che stia in piedi, il largo consenso non lo è mai, perché c’è anche tanta gente che sostiene che la NASA non sia mai andata sulla luna e che ci stiano controllando mentalmente con le scie chimiche…

          1. Cacciatrice:

            ….io non sostengo nulla, io sono una persona comune e uguale a tanti altri, o devo studiarmi
            l’embriologia? E l’embriologia mi convincerebbe vedendo formarsi la testolina sotto il cuoricino-ino? Tante idee non si reggono su una ragione. Una di queste è la religione, per esempio.

            1. Thelonious

              @filosofiazzero: “Tante idee non si reggono su una ragione. Una di queste è la religione, per esempio.”.
              Sbagli, nel modo più assoluto. Se la fede fosse in contrasto con la ragione, non sarebbe umana.
              Smettiamola con questi pregiudizi, figli del più bieco cascame post illuminista. La ragione e la fede vanno su piani distinti, si, ma mai contradditori. Chi afferma il contrario o non si è mai posto il problema o è in malafede. O entrambe

                  1. Sei un po’ troppo approssimativo Alvise…
                    Ti scagli spesso contro quelle che consideri qui affermazioni “generaliste” e “omnicomprensive” e poi mi ci caschi a piedi pari… 😐

                1. Thelonious

                  “tutto nella fede è contraddizione con la ragione” è un’affermazione totalmente FALSA.
                  Chi ti ha fatto credere così non usa la ragione, ma al massimo (e dico: al massimo) una sua storpiatura, che la riduce ad un su sottoprodotto. La ragione è ciò che distingue l’uomo dagli animali (ed esiste da quando esiste l’uomo, non l’ha inventata certo Voltaire).
                  Ripeto: se la fede mi si fosse mostrata in contraddizione con la ragione, non l’avrei mai abbracciata.
                  Non è questo il luogo adatto ad un tema così grande, ma ti posso assicurare che hai torto.
                  E su questo nemmeno mi appello all’esperienza. E’ proprio sbagliato e basta.
                  Come è sbagliato dire che 2+2=5, e non mi puoi dire che nella tua esperienza fa 5, perché fa 4.

                  Mi permetto – scusa in anticipo – di consigliarti di documentarti, approfondire, leggere e andare a fondo su questo punto. Vedrai che non è così. Ti accorgerai ben presto che questa affermazione è quanto di più superficiale si possa dire su fede e ragione, e mi meraviglio che un interlocutore intelligente come te possa cadere in modo così facile nel più ovvio e ingiustificato pregiudizio messo in giro da falsi profeti (che possono chiamarsi anche Odifreddi o Dawkins, ma che mostrano solo una crassa ignoranza).

                  Chi dice che la fede contraddice la ragione – ripeto – è in errore. Chi per superficialità, chi per malafede, chi per pregiudizio. Ma sempre in errore.

                  1. …pensimo solo alllo Spirito Santo, dove c’è il pensiero di spirito (che è un pensiero irrazionale) e quello di Santo (che è altrettanto irrazionale). Anche il pensiero Amore è irrazionale, ma non posso dire che è razionale, sta su un altro piano dei pensieri razionali, e per questo fose che i due tipi di pensieri non sono in contaddizione, perché sono di due specie diverse, pur appartenendo entrambi al nostro pensiero, senza il quale non ci sarebbero.

                    Un’altra cosa: Bariom qualche volta dichiara che lui è stato non credente e che quindi conosce sia il pensiero non credente che quello credente (almeno in parte). Ebbene io dichiaro di essere stato credente e quindi di aver sperimentato cosa vuole dire aver fede (almeno in parte). Poi sono diventato non-credente
                    e mi trovo meglio che di quando ero credente. Esperienza mia.

                    p.s. ovviamente dico “avere fede solo in parte” perché nessuno credo ha o ha mai avuto la fede che smuove le montagne. Nemmeno Cristo. Sennò dove starebbe il valore (umano) del sacrificio di Cristo se ci fosse stato Dio a sostenerlo, o se lui fosse stato Dio?

                    1. Thelonious

                      Alvise, scusa ma non riesco a non rispondere.

                      Anch’io sono stato per molto tempo lontano dalla fede, e oso dire di conoscere il pensiero non credente, o almeno di una parte. Ma qui non si tratta di fare una dotta (forse…) disputa filosofica tra tipi di pensiero, né di dire se si sta meglio da credenti o da non. La questione è molto più semplice e (d’altro lato) fondamentale: tu hai asserito che la fede è contro la ragione.

                      Ebbene, questo è totalmente falso, e lo ripeterò finché campo. Anche a me hanno dato da bere questa sciocchezza, ma ho scoperto poi che non è affatto vero. E’ un pregiudizio, che parte da una concezione errata di fede e da una concezione errata di ragione. E’ un pensiero che riduce la fede al fideismo e riduce la ragione al razionalismo.

                      Il fideismo è una malattia della fede, così come il razionalismo è una malattia della ragione.
                      Ma così facendo è come confondere il polmone con la polmonite, e dire che il polmone causa la febbre.

                      E così, partendo da concetti errati al principio, si arriva a conclusioni errate.
                      Solo che la maggior parte delle volte la gente ripete questi concetti a pappagallo, senza nemmeno porsi il problema seriamente. E visto che mi domanderai se io me lo sono posto seriamente, ti rispondo: SI.

                    2. …irrazionalismo e razionalismo vogliono dire tante cose differenti. Razionale invece vuole dire che qualcosa può essere verificata dalla nostra ragione secondo i principi del pensiero razionale. La fede, in quanto fede, prescinde da questo tipo di analisi e ammette per esempio verità di fede (come esempio la trinità, il peccato originale, la immortalità dell’anima). Non sono stato indotto artatamente (penso) da qualcun’altro a pensare i miei pensieri se non allo stesso modo in cui tutti siamo influenzati da altri pensieri, cosiccome anche te (voglio sperare ) tu abbia maturato da solo (attraverso le scritture e la tradizione) il pensiero (irrazionale) (non è una parolaccia) (né equivale a irrazionalismo) della tua fede. Di Odifreddi ho solo sentito parlare. Dawkins lo leggo come leggere TEX. Mi piace TEX!

              1. @Thelonious, concordo e sottoscrivo…

                Da che campo e avendo nel mio campare, cercato ragione in tanti e diversi “luoghi”, mai trovato nulla di più “ragionevole” della Fede in Cristo che mi è stata offerta.

                Poi Alvise, mi dirai: esperienza mia non tua… la mia non fa testo. D’accordo, ma allora la tua affermazione è e resta solo un’opinione, per di più non immutabile e basata su una conoscenza ed un’esperienza che non hai: la Fede in Cristo Quindi… 😉

                1. Thelonious

                  @filosofiazzero.
                  non vorrei andare nella chiacchierologia filosofica.
                  Semplicemente – e implacabilmente – ribadisco che non è vero che la fede è irrazionale. Nossignore.
                  Lo so che “irrazionale” non è una parolaccia, ma la fede ( non “il pensiero della mia fede” che non so cosa sia) non è irrazionale.
                  Benedetto XVI (anche da cardinale) ha scritto pagine bellissime e illuminanti sul rapporto tra fede e ragione, e ha detto anche “Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”.

                  Quindi non è affatto vero che la Chiesa vorrebbe oscurare la ragione o altre panzane degne di giornalacci come “l’Espresso”.

                  Onestamente, poi, vogliamo parlare di quanto sia razionale il materialismo dialettico di Marx? o il superomismo di Nietzsche? O il positivismo di Comte? (potrei continuare…) Questa gente non ha nulla da insegnare alla Chiesa sull’uso della ragione.

                  1. ….io non sono nessuna di queste persone che dici te: tant’è vero che il mio soprannome è “filosofiazzero”!
                    Allora anche chi crede (ha fede) nella magia, nella astrologia, nella stregoneria eccetra fa uso della ragione? O forse te vuoi dire che tutte le idee che l’uomo ha in testa sono idee pensate e quindi razionali ?
                    Anche la magia è razionale? Anche la demonologia? C’è chi dice anche di averlo visto il diavolo.
                    O la Madonna. O i marziani.

                    1. Thelonious

                      No, la magia non è razionale (né gli oroscopi, né la stregoneria, ecc).
                      Infatti “avere fede” nella magia è una contraddizione in termini.
                      La fede, come la intende la Chiesa, non è “credere in” qualcosa o qualcuno arbitrariamente inteso.
                      La fede è una cosa, la superstizione è tutt’altra cosa (ed è contraria alla fede, oltre che essere contraria al primo comandamento).
                      Cosa c’entrano poi le visioni (della Madonna, del diavolo, o di chi ti pare) di qualcuno con quello di cui stiamo parlando? Stiamo parlando del rapporto tra fede e ragione, perciò che c’entrano le visioni?
                      Io vorrei sapere perché non si riesce ad essere seri su questi argomenti.
                      Se si parlasse di meccanica quantistica ti sembrerebbe serio confutare il paradosso di Schrödinger con un articolo letto su Focus? magari confondendo la Fisica con l’educazione Fisica? (per il semplice fatto che hanno una parola in comune)?
                      E allora, parlando di rapporto tra fede e ragione, ti sembra serio tirare fuori astrologia, marziani, magia e fare un fritto misto?
                      Le parole hanno un significato preciso. Confondere mescolando tutto è una tecnica che ben conosco. Ma è una tecnica che non ha alcuna presa su quello che ti ho detto e che ribadisco.
                      E, per rispondere alla tua domanda “O forse te vuoi dire che tutte le idee che l’uomo ha in testa sono idee pensate e quindi razionali ?” la risposta e NO, non credo questo e non l’ho affermato.

                    2. …io sono serio. Intendevo (ho sempre inteso) avere fede nel senso di credere. Avere fede in Cristo Risorto, vuole dire credere in Cristo Risorto.
                      O non va bene nemmeno così?

            2. Cioè, va bene, io non so un tubo di centrali nucleari, per dire, però penso che dovrebbero funzionare ad azoto invece che uranio. Tanto mica devo per forza avere delle ragioni, o documentarmi, per avere un’opinione, no? Un’opinione vale l’altra, la realtà non conta nulla…del resto per te è tutto uguale…

  10. Valeria

    Non credo che nessuna donna vada incontro all’aborto in modo sereno, sarà sempre una scelta che ha un travaglio interiore pazzesco, angosciante. Credo che donne che vanno ad abortire come se andassero ad un appuntamento dal parrucchiere siano veramente poche. Donne che sentono che hanno in grembo bambini malati e che non se la sentono di portare avanti questo peso. Perché alla fine é questo che diventa il bambino, un peso! Pensando di mettere al mondo un infelice preferiscono sopprimerlo. Credo fermamente che la società debba partire da qui, dal sensibilizzare l’opinione pubblica che l’handicap non é una persona. Fa parte della persona ma non é la sua anima. Ci sono bambini down che fanno cose incredibili e tanti che malgrado difficoltà di movimento fanno le olimpiadi. Io ho tutti gli arti a posto e faccio fatica a fare le scale. Io ho 4 bambini, sani, solo con il primo ho fatto un test prenatale, vuoi per paura, tanto, mi dicevo, anche se so che é malato lo tengo lo stesso e poi basta, non me ne fregava più niente! L’altro giorno parlando con una mia amica che ha due figlie di cui la prima nata senza la mano e un pezzettino di braccio mi diceva che durante le ecografie non si erano accorti di questa malformazione. E forse é stato un bene perché l’avrebbero messa nella condizione di poter pensare ad un’altra soluzione e ora non ci sarebbe mia figlia! Ma la mia domanda é questa: se io ho la facoltà di non abortire,vuoi perché credo che ogni bimbo sia un dono del Signore, vuoi per il rimorso che mi tormenterebbe a vita, perché devo dire a un’altra donna:” Tu non devi abortire!”. Bisogna partire non dalla scelta finale ma dalle problematiche che spingono le donne a farlo, la società, la cultura dell’essere perfetti, l’assistenza economica…

    1. Vanni

      perché devo dire a un’altra donna:” Tu non devi abortire!”?

      Perché nessuno ha il diritto di decidere sulla vita di un altro.

  11. JoeTurner

    L’amico Roberto Dal Bosco mi faceva notare tempo fa, come nel Credo siamo chiamati ad inchinarci quando si dice “…si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto Uomo”, cioè ci inchiniamo al concepimento di Gesù, all’embrione di Cristo che è già interamente uomo e interamente Dio. L’embrione umano è Imago Dei ed ogni offesa arrecata è un’offesa diretta a Dio. Questo vuol che per un cristiano non esistono distinguo, non esistono casi particolari, non esistono “mali minori” l’embrione è una vita intoccabile, una persona da subito, è così e basta.

  12. paulette

    prima dell’aborto c’è un atto che non prevede il concepimento, non sarebbe meglio rifiutare quest’ultimo( eccetto l’uso dei metodi naturali)?

  13. Mary

    Altro punto su cui riflettere è il tentativo di far sparire i “prodotti del concepimento” per sempre, come se non esistessero. Anche chi ha vissuto la terribile esperienza di un aborto spontaneo non trova comprensione al lutto e, sebbene la legge consenta la sepoltura di questi bimbi, a qualsiasi epoca gestazionale, negli ospedali si fa finta di non saperlo e per i genitori inizia un secondo calvario. Davvero queste informazioni andrebbero diffuse! Questi bimbi esistono e sebbene non sia stato possibile abbracciarli e sbaciucchiarli, hanno ricevuto il dono più importante: la vita, che Dio ha reso eterna!!

  14. OT (poi nemmeno tanto)

    Giorni fa avevo chiesto preghiere per Luigi, un giovinetto colpito da tumore.
    Ieri è salito alla Casa del Padre.
    Oggi i suoi funerali.

    Preghiamo per i suoi genitori, per la sua famiglia… che il Signore conceda loro la fortezza della Fede che già sin qui, hanno mostrato.

    Grazie a tutti

      1. Sara

        Preghiere assicurate per questa famiglia che testimonia l’Amore e la Fede nella Resurrezione.
        Preghiere e auguri anche per la nostra Lalla!
        Un grazie a Joe per il suo commento (24 settembre 2014 alle 12:09).

        Mi sa che in questi giorni mi sono persa tanti articoli e commenti interessanti. Spero di potermi presto rimettere in pari, ma è un periodo pieno e stressante che non mi lascia tempo libero.. Ad ogni modo ci sono e, come sempre, resto in preghiera per tutte le vostre intenzioni.
        Ciao!

  15. Vanni

    Filosofiazzero come al solito fa finta di non capire o forse non capisce davvero. In ogni caso esprime il suo pensiero in modo grezzo e approssimativo. Secondo me in questo blog viene trattato anche troppo bene e lui ne approfitta. Credo che invece il suo desiderio segreto sia di essere mandato a quel paese. E chi sono io per non accontentarlo?

    1. 61angeloextralarge

      Vanni: forse il desiderio di Alvise non è poi così segreto, nemmeno per lui… Però se lo si accontenta succede che va a finire come per le patatine: una tira l’altra… e il clima si surriscalda… Non vale la pena, credo. 😉

  16. mario

    L’aborto è la violenza più inaccettabile di tutte perchè fa leva su una caratteristica – propria del male – che esercita un potere immenso sulle persone, è quello che io chiamo la modalità di “risoluzione dei problemi”. Sono un volontario cav e questa caratteristica la si può riscontrare in tutte le donne che sono intenzionate ad abortire (e negli uomini che le spingono a farlo) è come se una normale caratteristica della mente umana – che in condizioni normali ci aiuta a vivere – ci si rivoltasse contro, anticipando cupi scenari futuri e trovando in brevissimo tempo le ragioni per una scelta percepita come “obbligata”. Una donna che vuole abortire puo essere paragonata ad una persona caduta nelle sabbie mobili, non vi sono ne rami ne funi per raggiungerla gli si puo solo parlare. Poichè nelle sabbie mobili più ci si divincola e più si sprofonda l’unico consiglio che si può dare è assolutamente controintuitivo: allargare braccia e gambe e “stare” con le sabbie mobili, scivolando lentamente verso la salvezza. L’aborto è una sconfitta sia per chi la donna che lo subisce sia per l’intera società che non risce a far percepire alla donna che c’è sempre una via di salvezza.

  17. gimmy

    Leggendo queste righe penso a quanto il ns stare con Cristo si faccia sempre piú ” una cosa seria”….Vorrei con te,con tutti coloro cercano di perseverare, sentirsi sempre e comunque parte di una Verità stupenda,entusiasmante. Diventassimo anche il “piccolo gregge”…. Che dono il sentirsi in comunione,tra noi,con Lui…..Ti abbraccio!

  18. Annina

    Grazie Costanza di quello che scrivi.
    Inizio quest’anno il corso di medicina all’università.
    La cosa che più mi sta a cuore è quella di dedicare la mia vita al servizio totale e appassionato della vita. Del miracolo e del mistero che la vita è, dal primo all’ultimo suo istante.

    1. Elena Maffei

      Auguri Annina. E che questa forza ti sostenga in ogni passo del tuo cammino… se posso, la chiamerei fede!

  19. maria elena

    Come mi piace!
    Non c’è cosa peggiore che alzasi la mattina e trovare la tv, già elemento alquanto disturbante, accesa sul tg.
    Le conseguenti riflessioni sono in principio dettate dalla morsa allo stomaco nel vedere e assistere a tanta crudeltà, fossimo diventati tutti vampiri? Eh si, perché guardare con curiosità un uomo che muore in modo violento dopo aver fatto una dichiarazione insensata, sa di sete di sangue. Eppure le tue viscere si ribellano, non riescono a stare inermi, come vorrebbe Berlicche o chi per lui, facendoci credere di essere senza speranza, sia noi che loro e invitandoci, quindi, a maledire. Calmate le sensazioni di dolore, subentra la rabbia, bombardiamoli tutti e facciamo un bel falò con questa gente. Ci vorrebbero le crociate, una signora commentava, le tanto inquisite Crociate!
    Non mi pare razionale neanche questa reazione. Il cervello comincia a prendere il posto dell’istinto. E’ il momento dei memoriali, dei ricordi più o meno legati alla storia e alla mia infanzia. Per i memoriali c’è tempo, sono quelli che salvano dalla devastazione. I ricordi si fanno avanti, guardando questi bravi “acculturati”. Le loro menti spesso sono state occupate dai grandi temi economici e forse filosofici, sicuramente poco legati alla storia dell’arte, è rinomata l’ignoranza degli alunni europei multilingue, ma poco ferrati in storia dell’arte. Ma loro no, hanno studiato in famosissime università, avranno conoscenze storico filosofiche artistiche anche. Scappatoia del cervello.
    Se ben ricordo, anche i terroristi italiani erano professoroni “acculturati”, forse non è vero che la cultura vi farà liberi! Mi piace di più, perché vera e provata sulla pelle di persone da 2000 anni, “la Verità vi farà liberi”.
    Finalmente i memoriali, di quelli ho la sacca piena, e su tutti c’è il timbro di Dio Padre, un padre che non ha simili, che non giudica, che mi vuole sua figlia erede del suo regno. Un Padre che non mi nasconde la Verità, esiste un regno, già opinabile sulla terra, di cui avremo compimento nella vita eterna, eppure quando mi deve ricordare come sono, limitata e anche giustiziera, poco amorevole, non si schifa di me.
    Ma allora se ho un padre così, non posso avere timore, non posso mettere la testa sotto la sabbia, o sotto acqua e vedere tutto distorto. L’amore al nemico è per primo amore a me stesso, che spesso mi sono nemica con i miei ragionamenti pseudo razionali ormonali istintivi, razionali da spaccare il capello in quattro senza misericordia. Ma amore non vuol dire nascondere la Verità, la vera Verità che ci fa liberi, ora. Al bando la falsa tolleranza, l’apertura alle pseudo ideologie scientiste, filosofiche, nella chiesa c’è tutto quello che ci serve, il di più viene dal maligno, citazione che ci sta bene. L’amore al nemico è l’amore al prossimo più vicino che mi limita, mi corregge, mi ama come può. E’ l’amore all’altro, anche se a volte maligna su di te, e non fare finta di non conoscerlo, per evitare di scambiare oltre il saluto educato. E’ accettare quel piccolo essere che mi sconvolgerà la vita, i miei progetti. E’ accettare un altro pensiero, un’altra religione, non come intoccabile, ma come opinabile, anche se io so dove è la verità.
    E non credo che basti la volontà, lasciamola stare, credo che l’unica volontà perché questo sia possibile, è aderire alla volontà di Dio, obbedire, come spiega benissimo Costanza. Ascoltare, e dire si. Ora sappiamo bene che il mentitore ci ha fatto credere che le immagini televisive e della rete sono più appaganti dell’ascolto della Parola di Dio, ma appaganti per quanto? Non bastano, ci limitano, ci tolgono la possibilità di razionare, per questo non bastava un icona, ma c’era sempre un monitore che spiegava le meraviglie di Dio. E per questo accanto alla a di ape c’è un bel disegno che va parlato. Il bambino non potrebbe scriverla se non ascolta. Non basta l’immagine di un tg, ma l’ascolto della Parola di Dio ci aiuta a leggere la storia e i fatti. Non si è saggi senza a cominciare dalla nostra meravigliosa vita!

  20. Francesco94

    Caro filosofiazero, sei accademico: la filosofia liceale afferma esattamente quel che dici tu, ed io ci ho messo molto per soverchiarla e guardare anche da un altro punto di vista. Ma io mi sono posto molte domande. Stai sereno che Dio avrebbe perdonato (chissà che non l’abbia fatto) Giuda che ha ucciso suo figlio, se sono i rimorsi ha bloccarti la mente, sta’ sereno, l’orgoglio è il peggiore degli sbagli. Per fare l’apriscatole: conosci il concetto di Spirito del Mondo di Hegel? È esattamente il concetto di non senso che ci insegnano ed è una filosofia di vita che si può definire come arrivismo nei fatti concreti, cioè la legge del più forte, perché in fondo non c’è provvidenza, non c’è amore, “allora io me li prendo da solo!”. Prova, per questo, ammettere l’antropologia cristiana che afferma che l’uomo è un atto d’amore ecc ecc. Capirai che a scuola insegnano aria fritta. Acchetato critiche da ogni pizzo, la ragione, come la fede vanno messi alla prova, grazie

    1. Ergo, andando la fede a braccetto con la ragtione, e essendo (si dice) gli uomini dotati di ragione, chi non ha fede non solo soffre la condizione di essere senza fede , ma è anche colpevole, in quanto non si serve del dono della ragione per abbracciare la fede.

      1. Thelonious

        In un certo senso si, perché l’uso della ragione non è svincolato dalla volontà, come se fossero su due piani competamente separati. Infatti esiste anche un aspetto di moralità nel processo della conoscenza, ossia l’apertura o la chiusura nei confronti della realtà. Altrimenti rispetto ad una stessa realtà osservata l’atteggiamento dovrebbe essere uguale per tutti. Oggi purtroppo devo andare via, però pensiamo a quanto succede nel Vangelo quando, di fronte ad uno stesso fatto, ad esempio un miracolo operato da Cristo, alcuni abbracciano la fede, a partire dall’osservazione di quel fatto, e altri utilizzano quel fatto come pretesto per mettere a morte Cristo. Eppure il fatto davanti agli occhi è lo stesso.

      2. Colpevole forse quando essendosi la sua ragione aperta alla regionevolezza della fede, usa la ragione per negare ciò che la ragione tenderebbe a confermare… si probabilmente in questo caso si.

        Spesso vi è un ragione “cieca”, una ragione non usata per la giusta e doverosa ricerca della Verità, ma usata malamente laciandola chiusa in idee “percostituite”, magari non proprie o in preconcetti.
        Non aperta al reale confronto, non aperta al “mettersi in discussione”, al rivedere le proprie posizioni.
        Insomma abbiamo tanti modi di usare la nostra ragione, alcuni positivi, alcuni superficiali, alcuni gretti, alcuni certamente anche “colpevoli”.

    1. Thelonious

      Per la tua gioia, sono appena tornato 🙂
      Mi sa che non ci stiamo capendo.

      La fede non consiste semplicemente nel “ritenere” vero una cosa, ma implica un metodo di conoscenza indiretta (cioè tramite un testimone) tramite cui vieni a conoscere cose anche senza una immediata verifica empirica.
      Tra l’altro ti faccio notare che il metodo di conoscenza indiretta (o per fede) viene usato in modo più o meno consapevole centinaia di volte al giorno da tutti (compreso te), che ti fidi del fatto che tua moglie non ti voglia avvelenare con la cena, o un collega non ti uccida all’improvviso tirando fuori un machete, che il salumiere non inserisca il cianuro nel prosciutto e così via. Se ci pensi bene tutti questi atti sarebbero (secondo una ridotta visione della ragione) semplicemente irrazionali. Invece sono perfettamente ragionevoli, e si tratta di applicazioni del metodo di conoscenza “per fede”. Cioè senza questo metodo non si potrebbe vivere. Si può benissimo vivere, invece, senza applicare quotidianamente il metodo logico-dimostrativo usato per dimostrare teoremi.
      Anche quello è un metodo della ragione, ma non l’unico metodo.

      1. ….il che vorrebbe dire che io mi dovrei fidare di qualcuno che dice di aver visto la Madonna (per esempio)
        per il fatto che questo qualcuno non mi mette il veleno nella minestra? (ammettendo che non ce lo metta)
        E poi, nel nostro caso, la conoscenza indiretta sarebbe la testimonianza dei Vangeli?
        E si dovrebbe allora tornare al discorso infinito su Cristo, i Vangeli eccetra, tutte le volte che uno si azzarda
        a esprimere la sua perplessità nei confronti della religione?

        1. Thelonious

          “….il che vorrebbe dire che io mi dovrei fidare di qualcuno che dice di aver visto la Madonna (per esempio)
          per il fatto che questo qualcuno non mi mette il veleno nella minestra? (ammettendo che non ce lo metta)”

          Senti Alvise,

          quello che ho fatto era un esempio (so che sai cos’è un esempio) per esprimere un concetto (so che sai cos’è un concetto).
          La frase che hai detto tu invece è priva di senso, e non ho fatto nessi alcuni tra la minestra senza veleno e vedere la Madonna.
          Dato che però tu sei un un interlocutore intelligente che però vuole giocare con le parole per far finta di non capire, allora lascio perdere.

          Per un onesto confronto ho sempre tempo, per i giochetti no.

  21. Valeria

    È vero, verissimo… Nessuno ha diritto di decidere sulla vita di un altro. Ma quando c’è stata la moltiplicazione dei pani e dei pesci, vi ricordate? Gli apostoli volevano mandare in giro la gente ad arrangiarsi… Gesù invece ha provveduto Lui stesso a sfamare tutta quella folla. Ritornando al tema dell’aborto: è facile dire a una donna “Tu non devi abortire” è subito dopo “Arrangiati”! Perché così è quello che succede oggi. Grazie a Dio ci sono delle associazioni che aiutano come il Movimento per la Vita ma tante donne si trovano veramente sole davanti a questa scelta. È facile dire ” Te lo devi tenere”! Credo fermamente che un aborto sia il risultato non della scelta di una singola donna ma dell’intera società.

  22. Pingback: La pace inizia dal rifiutare l’aborto | Infodirilievo

  23. Roberta

    L’aborto non è una cosa che la maggior parte delle donne prende alla leggera, è frutto di ragionamenti complessi, spesso sofferti: per esempio, se la gravidanza presenta complicazioni tali da mettere in pericolo la vita della madre, chi sono io per dirle “no, spiacente, niente aborto e spera in bene”? Nemmeno io so come mi comporterei nella medesima situazione (poche palle, se non si vive, non si può sapere cosa si farebbe. Tanto di cappello a chi rischierebbe; personalmente, non lo so e spero di non doverlo mai scoprire). La vita della madre vale forse quella di suo figlio? Non credo proprio. Oppure, se una donna viene violentata e scopre in seguito di aspettare un bambino, chi sono io per obbligarla (perché di questo si parla, alla fin fine: togliere la libertà personale a qualcuno di compiere una scelta, che la si condivida oppure no) a portare avanti una gravidanza che, viste le premesse, potrebbe solo farle più male? Ma anche se una donna decidesse di non voler avere figli perché no, non è la sua strada/non pensa che sia un bel mondo in cui far vivere un bambino/affari suoi d’altro genere – anche qui, chi sono io, esattamente, per giudicarla? Nessuno. Non sono Dio. Né lo è chiunque altro tra noi.
    Eppure una donna che abortisce viene automaticamente scomunicata, e serve l’intervento del vescovo perché venga riaccolta nella Chiesa. Che un’atea potrebbe tranquillamente fare spallucce e cercare conforto altrove, ma per una Cattolica praticante, teoricamente, dopo il trauma dell’aborto (fisico ed emotivo, perché un aborto è *sempre* un trauma, anche quando una è convintissima della sua scelta), c’è anche lo schiaffo morale di vedersi sbattere in faccia una porta che dovrebbe essere sempre aperta (grazie al cielo, poi ogni sacerdote/volontario è un mondo a parte e, se è una persona decente, non fa mancare il supporto; ufficialmente, però, la legge è questa). Un assassino “normale” se la cava senza scomunica. Parliamone.
    Mi spiace, ma trovo questo articolo un mix di buonismo scontato su un argomento su cui è facile farne (perché ci sono poche cose meno “politicamente corrette” dell’aborto, spiacenti), e punta il dito su un diritto conquistato con fatica, dopo anni e anni di aborti clandestini praticati con enormi rischi e senza un minimo di norme – perché non è una novità degli ultimi decenni: l’aborto c’è sempre stato, fin dai tempi antichi; ora, almeno, dopo generazioni e generazioni di pratica senza legge, è regolamentato e fatto in strutture adeguate.
    (E per inciso: “Come posso appassionarmi alla proliferazione dell’orso marsicano, della foca o della balena, se in tutto l’Occidente si fanno poco più di un figlio a donna, e quindi si va verso l’estinzione”
    Per favore, *per favore*, smettiamola con questa concezione eurocentrica del mondo: siamo sette miliardi, a livello globale. *Sette*. E in continua crescita. Se ci estingueremo sarà per la mancanza di risorse e/o per i cambiamenti climatici che stanno avvenendo, non certo per la mancanza di nuova prole; usiamo argomentazioni migliori per sostenere una tesi, grazie.)

    1. La scomunica è una misura penitenziale ed educativa, viene data perchè si è commesso un peccato gravissimo di cui magari NON SI HA LA PERCEZIONE. L’aborto è accompagnato da una campagna di marketing che fa credere alle donne che non sia un omicidio (anche tu visto che ne parli come di un diritto conquistato. Non lo è, come non è un diritto fare fuori il vicino che pota l’aiuola alle 7 del sabato mattina.).
      La Chiesa mette la scomunica per riaffermare che l’aborto sia un male. L’omicidio non ha bisogno di scomunica: uno sa benissimo che l’omicidio è un male, un crimine, un peccato. L’aborto no.
      La scomunica inoltre ha effetto se si è a conoscenza dell’eventualità di scomunica. Quindi se la donna non ne è a conoscenza, non incorre in scomunica. Se invece ne è a conoscenza, essa ha effetto.
      Quindi è insieme un deterrente e una via di redenzione. Se davvero l’aborto è l’evento traumatico e terribile che dici, sempre, allora la donna ha bisogno di questa via di redenzione. Ha bisogno di espiare quella che sente essere una colpa (altrimenti perchè soffrirebbe? Se non c’è senso di colpa, non c’è sofferenza)
      La scomunica non è irreversibile. Chi ne viene colpito, può iniziare un cammino di penitenza e conversione, al termine del quale essa viene rimessa, appunto dal vescovo. Stiamo parlando dell’assassinio di un bambino innocente nel ventre di sua madre, di cui sua madre si sente colpevole: secondo te, a naso, bastano tre ave marie di penitenza? A quella donna bastano tre ave marie dette da sola (ancora! lasciata da sola ancora!)? O ha bisogno di un cammino in cui viene tenuta per mano e abbracciata? La scomunica non è una porta in faccia, lo è solo se uno vuole che lo sia. La scomunica è un segno, come quando tua madre ti toglie il giocattolo preferito perchè l’hai fatta grossa e non te lo rende finchè non dimostri di aver capito ciò che hai fatto e hai fatto ammenda (un paragone stupido, ma rende l’idea).

      P.S. OT
      1)Le risorse non stanno finendo, l’età della pietra non è finita perchè è finita la pietra: l’uomo inventa e scopre nuove risorse, il problema è che le nuove risorse, anche e soprattutto per i paesi sottosviluppati, costano, e nessuno vuole pagare perchè non c’è guadagno (esempio: l’acqua non sta finendo, è una balla, basta guardare un mappamondo, non scarseggia affatto: ma desalinizzare gli oceani costa, a farlo non ci guadagna nessuno, quindi non si fa, e chisseneimporta se in Africa la gente muore di sete).
      2)Il pianeta non è sovrappopolato (l’intera popolazione mondiale potrebbe abitare in Texas, in comode villette a due o tre piani con appartamenti da 200 metri quadri PER PERSONA, quindi di spazio per coltivare, allevare e fare tante altre belle cose direi che ce ne sia in abbondanza), questa è una balla grande come una casa, ma all’occidente ricco conviene che i poveri restino poveri e possibilmente diminuiscano, altrimenti iniziano a pretendere anche loro risorse, e si ritorna al punto di prima, l’unica divinità universalmente riconosciuta: i soldi.
      3)I cambiamenti climatici (che non sono dovuti alla tanto vituperata CO2 di origine antropica, quindi le varie conferenze sul clima sono aria fritta, ma alle fasi di attività solare) non sono necessariamente una cosa negativa: mai pensato all’eventualità di una Siberia convertita a granaio mondiale?

      1. Mi accodo a te Cacciatrice…

        Poi siamo onesti, visto che così tanti siamo che veramente non c’è più posto, proporrei per legge la soppressione di tutti coloro che hanno superato i 50 anni (prendo questo termine perché così mi ci metto dentro anch’io…).
        Hanno già abbastanza vissuto, inquinato, sfruttato, occupato il loro misero fazzoletto di terra!
        Siamo equi e magnanimi, lasciamo alla vita nascente di godere – almeno sino allo scadere dei loro 50 – di questo misero ma bellissimo pianeta.

        Soluzione equa e giusta anche perché ogni 50enne inquina certo di più di un neonato (pannolini a parte)… quanto meno ci sarà un’inquinante autovettura in meno (per alcuni anche due).

        O no?! 😉 😀 😐 😦

  24. Francesco94

    C’è il deserto per te @filosofiazero, è un luogo di riflessione. Ti infili in una grotta disinfestata e con te un’ampia popolazione di occidentali così da reiniziare l’adattamento umano: riso alle locuste? E ti risparmi la morte obbligatoria.
    A parte gli scherzi, fare un passo indietro, cancellando la finanza e tornando all’economia reale, popolare in maniera massiccia (con soluzioni idonee) habitat non proprio favorevoli è una soluzione

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