Censurato in Francia il video dei ragazzi Down felici

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di Costanza Miriano

Essersi dati un codice di autoregolamentazione verbale piuttosto rigoroso – ho un bonus parolaccia annuale, ma si sappia che conservo una zona franca in macchina quando guido da sola, e in casi estremi posso insultare automobilisti creativi o anche il destino cinico e baro nei giorni no – ti costringe a uno sforzo espressivo molto maggiore di quello che faresti approfittando del semplice turpiloquio. Ci si mette di più a descrivere il gesto davvero ignobile di quello che salta la fila, se non puoi dire “anvedi sto …” È anche un pelino meno efficace, lo ammetto, dire “trovo opportuno rispettare l’ordine di arrivo”, reprimendo il vaffa che giace sopito dentro di te.

Bè, anni di buona condotta vanificati in due minuti: ieri ho consumato tutti i bonus parolaccia di qui alla mia dipartita leggendo questa notizia: in Francia il CSA (Consiglio Superiore dell’Audiovisivo) ha censurato il video DEAR FUTURE MOM preparato da Coordown, Les amis d’Éléonore e dalla Fondazione Jérôme-Lejeune per la Giornata Mondiale della Sindrome di Down.

Cosa c’era di offensivo, pornografico, violento, razzista, cattivo nelle pericolose immagini?
Una serie di ragazzini down si permetteva, pensate un po’, di cercare di consolare una mamma che aveva scoperto di aspettare un figlio affetto dalla sindrome. Le dicevano “non avere paura”. Le dicevano che anche loro, i down, possono imparare a leggere, a scrivere, possono andare a scuola, aiutare il babbo ad aggiustare la bici, andare a vivere da soli, viaggiare, trovare un lavoro e con i soldi guadagnati invitare la mamma a cena fuori, abbracciarla. A volte sarà difficile, molto difficile – dicono i ragazzi in diverse lingue, sottotitolati in inglese nell’originale – e a momenti sembrerà quasi impossibile. Ma anche noi possiamo essere felici.
Con un atto di inaudita violenza e prepotenza il CSA francese ha censurato il video perché potrebbe offendere la sensibilità delle madri che “nel pieno rispetto della legge hanno fatto una scelta diversa”, cioè hanno abortito. Capito? Non solo è perfettamente legale, e anzi considerato una conquista il diritto di uccidere i bambini malati nel grembo della madre. Ma è addirittura ritenuto offensivo dire che anche questi bambini possono essere felici. 2014-08-13_223254
Certo, nel paese dei lumi addirittura arrestano le persone che vanno a pregare davanti alle cliniche dove fanno aborti, e qualcuno è andato in carcere per avere regalato delle scarpine da neonato a una donna incinta che andava ad abortire. Ma credo che qui si sia passato il segno. Quelle sono persone, stanno in mezzo a noi, persone che fanno la loro fatica quotidiana come e più di noi, e si vuole negare loro anche la facoltà di dire che anche loro possono essere felici.
Innanzitutto vorrei sapere chi ha il monopolio del feliciometro. Chi decide che chi ha la sindrome di Down non è felice? Chi decide chi è felice e chi no? Solo ognuno di noi conosce la propria risposta personale, a volte neanche le persone che abbiamo più vicine possono rispondere per noi, indovinano il nostro segreto.
Il punto è che l’obiettivo dell’uomo di oggi che si sogna completamente autodeterminato e non bisognoso di niente e di nessuno è eliminare la vista dell’imperfezione, della sofferenza, del limite, perché questo ci richiama alla nostra fragilità, al semplice dato di fatto che siamo creature (e di fronte a Dio siamo tutti Down). La Francia galoppa spedita verso l’eugenetica, in molti paesi si punta all’eliminazione fisica dei Down, la Danimarca senza girarci tanto intorno ha fissato la conclusione dello sterminio per il 2030. L’eutanasia punta a sterilizzare la sofferenza, credendo di esorcizzarla (ma Lucia Bellaspiga, la collega di Avvenire, mi ha raccontato le atroci ultime ore di Eluana, altro che bella morte!). Però purtroppo per quanto ci si giri intorno, la malattia e la morte ci sono, esistono, e noi cristiani possiamo cercare di guardarle in faccia perché sappiamo che oltre il mistero che anche per noi rappresentano c’è una speranza, da quando tutto è redento, da quando la morte non è più.
Qualcuno può sentire come un’offesa il sorriso di quei bambini down perché è troppo doloroso ammettere di avere ucciso delle persone, che avrebbero avuto dei gusti, dei sogni, dei desideri, dei progetti. Penso che si possa capire il dolore di chi non porta avanti la gravidanza. Penso anche che si possa capire chi non ce la fa a tenere un bambino malato da sola, perché il problema è proprio quello: non lasciare da sole le mamme, e i babbi, davanti a questo peso immane. Il cuore è capire che questo carico deve essere portato da più spalle, almeno nei tratti di cammino più ripidi. E non basta, per noi che ci diciamo cristiani, dire che siamo contro l’aborto, se non ci facciamo carico di qualche mamma affaticata e disperata e scoraggiata. Quindi forse pochi di noi possono dirsi senza colpa, pochi di noi fanno abbastanza. Ma nessuno può permettersi mai e poi mai di togliere la voce a quei bambini, che volevano solo dire “anche noi possiamo essere felici”. Questa violenza è davvero troppa. È abominevole, è disumana.

Infine, vorrei notare che ovunque in Occidente sono loro, i paladini della cosiddetta libertà, i sedicenti tolleranti, quelli che amano pensarsi privi di condizionamenti, i figli del vietato vietare, quelli che pensano di essere illuminati, sono loro a cercare di tappare la bocca a noi “oscurantisti”, sono loro a proporre leggi dittatoriali che istituiscono il reato di opinione (in Francia ce l’hanno fatta, in Italia ancora no). Perché la menzogna ha bisogno della legge e della minaccia del carcere per essere difesa, e ha paura di chi dice la verità. La menzogna ha paura di chi dice che i bambini hanno bisogno di un padre maschio e di una madre femmina. La menzogna vuole perseguire chi dice “utero in affitto”, vuole costringerci a dire “maternità di sostegno”, serve a negare il fatto che donne bisognose vengono sfruttate. La menzogna ha paura della verità, di un bambino disabile che dice “anche io posso essere felice”. Hanno paura e lo censurano. Ci fate pena.

 

***

 

leggi anche sul  blog  IMPREVISTI il post “Censurate!”

83 pensieri su “Censurato in Francia il video dei ragazzi Down felici

    1. Ma siccome il diavolo fa le pentole e non i coperchi, questa censura non ha fatto altro che dare risalto alla cosa, e ora questo video girerà su Internet negli altri paesi d’Europa, che mi auguro non facciano come la Francia. . .

      1. Fosse vero, Susanna: bellissimo commento in ogni caso il tuo. Desideravo da una vita essere d’accordo con Costanza Miriano , e finalmente in una cosa il desiderio si è avverato, e spero che ricapiti.

  1. Sara

    Sì, fanno proprio pena. Perché sono poveri, tristi e disumani; perché non vedono la bellezza; perché non vedono la luce, accecati come sono dall’ideologia e dalla paura; perché la loro (falsa) forza sta nella censura e nella repressione, nell’insulto e nel becero alzare la voce per zittire chi silenziosamente difende la verità. Fanno pena perché non immaginano neanche cosa si perdono.
    Continuiamo a difendere e a pregare, oggi anche per intercessione di San Massimiliano Kolbe: non poteva capitare di più appropriato!

    P.S.: la mia frequentazione del blog deve fare un’altra pausa di qualche altro giorno, forse una settimana, perciò vi auguro in anticipo di vivere una bella giornata dell’Assunta, giorno in cui resteremo uniti in Gesù, pregando per i perseguitati! Ciao a tutti!

  2. Velenia

    Io dichiaro da sempre di avere un’apposita dispensa papale per le parolacce,e per giunta ne conosco tante,dall’ A alla Z,e potrei dirle tutte,in ordine alfabetico e in ordine sparso davanti a notizie del genere,come sai sono molto sensibile sul punto.Tuttavia hai ragione,noi cristiani abbiamo grosse responsabilità e non si tratta solo di sorreggere una donna incinta che sa di portare in grembo un bimbo malato;quella è la prima fase di cui io non ho esperienza,mio figlio aveva 6 anni quando gli fu diagnosticata una rara malattia genetica.Oggi ha diciassette anni e io e mio marito siamo cresciuti e cambiati con lui,è stato ed è un cammino difficile e complicato ma insieme una straordinaria avventura.Per strada abbiamo perso tanti amici e ne abbiamo trovati altri,mio figlio è una cartina al tornasole delle amicizie vere.Oggi capisco di avere anche una responsabilità di fronte al mondo,quando cammino con la mia strana famiglia ( altro che famiglie arcobaleno il sono-tutti -suoi-mi ha inseguito per anni ) posso dare speranza ad un’altra mamma o buttarla nella disperazione.Il mio numero di telefono sta su un sito dedicato alla malattia di mio figlio,qualche mamma mi chiama,magari ha appena ricevuto una diagnosi e ha paura di cosa la aspetta,io non nascondo le difficoltà ,ma parlo anche delle cose belle,di quando a 13 anni mio figlio vinse un torneo alla scacchiera gigante e i suoi compagni lo portarono in trionfo,delle piccole gioie di ogni giorno.Capisco comunque che tutto questo è ancora poco,che occorrerebbe ancora di più aiuto ,solidarietà e che non è lo stato,che pure deve darci ciò a cui abbiamo diritto,che può aiutare ma solo chi ha una speranza certa e una capacità di solidarietà.

  3. …sì, l’infinitudine delle possibilità umane, di felicità e infelicità, riguardo a tutti, anche chi decide di farla finita, anche di chi decide che un bambino con gravi problemi potrebbe essere meglio non metterlo al mondo.
    Ma perché, comunque, sempre bambini down felici, perché mai infelici? O ciechi infelici, o gente costretta a letto da anni infelice, non come tanti sante e i santi del vostro calendario che ci godevano, quasi, per Cristo, ? Ecco, che direste voi di un cortometraggio su down infelici e famiglie relative infelici? Lo approvereste o no?

    1. Sara

      Alvise, conosci già la risposta. La vita è sommo bene anche quando è infelice. O pensi che siamo alieni che mai hanno vissuto e sperimentato il dolore, anche quello più nero? Chi prega un Dio che ha patito sulla Sua carne il dolore più atroce che esista, secondo te, teme di guardare in faccia l’infelicità? Suvvia, come al solito: sai fare di meglio.

        1. Sara

          No di certo, ma da tempo ho deciso che a certi tuoi (soliti e/o ovvi e/o provocatori e/o fatti per fare) commenti o non rispondo affatto (quasi sempre scelgo questa opzione) o bastano poche parole, come in questo caso.

          1. sara:

            …ma lo approveresti te un video pubblicitario, con le musichine e tutto il resto, inteso a scoraggiare la nascite di bambini down? E se fosse censurato non sarebbe anche quella censura?

            1. Ma la censura mica è sbagliata a priori: è ovvio che se vengo qui e posto immagini pornografiche l’admin mi censura e fa bene!
              “Benedetto” (si fa per dire) relstivismo! 😀

        1. Se devo essere sincera, non ho mai trovato una persona affetta dalla Sindrome di Down depressa o infelice 😉
          Se ne trovi uno, Filosofia, fammelo conoscere!

          Un abbraccio 😉

            1. Le persone non hanno bisogno di sentirsi dire che la vita è difficile. Non hanno bisogno di sentirsi dire che si fa fatica. Non hanno bisogno di sentirsi dire che c’è il male, che c’è il dolore, GIA’ LO SANNO! Come dire a una che sta partorendo che le doglie sono un dolore terrificante che può farti perdere il lume della ragione. Grazie tante, che illuminazione!!! Come minimo ti sputa in un occhio.
              Le persone hanno bisogno di sentirsi dire chetutto questo HA UN SENSO. Che ce la possono fare, che ne vale la pena. Che dopo il temporale c’è il sereno, e, anzi, anche durante e grazie al temporale c’è l’arcobaleno. Alla donna che partorisce serve chi le dica che, pur con l’ossitocina a palla (inferno allo stato liquido), grazie anche all’ossitocina a palla, sta facendo nascere suo figlio.
              Il resto è macerarsi sterilmente nel proprio brodo, e non serve a nessuno. Nemmeno a te (anche se queste sono parole al vento, perchè tu che sia un parto non ci credi, la vita è solo una colica renale). Pace 😉

        2. Velenia

          Alvise un disabile può essere infelice per lo stesso motivo per cui possiamo essere infelici tu ed io; non sentirsi amati, essere trascurati,non voluti.Mio figlio,che è perfettamente al corrente della sua condizione e in grado di comprenderla,una volta mi ha detto che non gli piacerebbe essere come me ,suo padre e i supoi fratelli,banalmente normale, ma che gli piace essere “speciale”.Comunque si,andrebbe benissimo un video in cui si vedono disabili infelici perchè trascurati,non amati, discriminati,come vanno bene tutti i filmati di denuncia di un problema.Non bisogna mai avere paura della verità,chi ha censurato questo video ha avuto paura della verità.Parliamo chiaro quante donne che hanno abortito potrebbero chiedere risarcimenti danni milionari ai medici che non hanno rivelato loro la reale condizione del bambino disabile che portava in grembo.Mi è capitato girando in rete di finire in uno di quei forum di donne che si rivolgono alle tecniche di PMA,una di loro aspettava una bimba con la stessa malattia genetica di mio figlio,la “genetista” (e uso appositamente le virgolette)del forum le consigliava di abortire perchè la bambina non avrebbe mai potuto avere una vita normale.Era una notizia di due anni prima e non potevo fare niente,ma vi immaginate se quella donna avesse visto mio figlio che ride ,scherza,ama i fumetti e dice che vorrebbe fare il fumettista e infatti tra poco inizierà il 3 Liceo Artistico indirizzo fumetto,va a pescare con il padre e i fratelli,nuota,è stato 2 volte ai nazionali di scacchi.La cosa che non capisco è perchè quelli che si proclamano pro choice sono solo a favore di una scelta,quella di abortire e per convincere le donne devono mentire .Alvise,ma come fai a non capire che sotto c’è un banale motivo economico:la disabilità,la malattia costano

    2. Velenia

      Alvise un video su costruttori di muretti a secco depressi no? E perchè non un video su chi con la depressione ci convive e riesce ad essere,talvolta,anche contento.sono sicura anch’io che sai fare di meglio Alvise che partire lancia in resta contro il mondo intero.Probabilmente un buon bicchiere di vino,un pò di pane e salumi e qualche amico vero ti farebbe passare le paturnie e ti convincerebbe che,purtroppo,per molta gente, anche sana, l’infelicità è normale è la felicità che è eccezionale, ma è quella che il nostro cuore desidera.
      PS.Una preghiera per Robin Williams che non mi risulta avesse nessuna disabilità,ma evidentemente al suo grande cuore inquieto questo non è bastato

    3. Orietta

      Quando si fa pubblicita’ ad un prodotto si evita di parlare dei difetti e si accentuano i pregi, giusto? Qui il ‘prodotto’ che si sta cercando di promuovere e’ la vita. Quindi la mia risposta e’ no, non l’approverei. E adesso spara le tue cartucce, tanto lo sai che ho ragione. E ti prego di non cadere nel patetico tentativo di dire che ho paragonato le persone disabili ad un prodotto perche’ mi hai capito benissimo. Non attacca. Parola di una mamma di una bambina disabile.

      1. …nessuna persona (disabile o non disabile) deve essere adoprata per essere messa in dei fotogrammi montati con la musichina dietro per nessuno scopo. Questo volevo significare. Poi, ovviamente, “ognuno” fa come sente e crede!

        1. Orietta

          Siamo essere umani e a volte abbiamo bisogno di toccare con mano o vedere con i nostri occhi. Come quando preghiamo sotto una statua, della Madonna per esempio. Sappiamo che e’ solo una statua ma ci serve un riferimento visivo ogni tanto. E se anche una sola mamma indecisa ha rinunciato ad abortire dopo aver visto questo video, sara’ stato comunque un successo. Non so se te ne sei reso conto ma qui, da quanto ho capito, siamo tutti Cristiani, ben venga il confronto e il dialogo con altri pensieri (servono sempre). Ma avrai sempre e solo la stessa risposta. La vita prima e al di sopra di ogni altra cosa, noi non siamo Dio, non sta a noi a decidere chi deve vivere e chi no e se serve un video per far arrivare questo messaggio (anche se non e’ menzionato qui ma non importa perche’ lo scopo e’ lo stesso) allora ben venga. E poi sono stati i genitori di questi ragazzi ad autorizzarlo. Non credo che lo avrebbero fatto se fosse cosi’ irrispettoso come dici tu. Sei una brava persona, questo l’ho capito e ho capito anche quello che cerchi di dire. Sono la prima a combattere la discriminazione ma non bisogna puntualizzare su ogni termine o frase detta. Tutti i down (o disabili, come vuoi) sono felici e stupendi? Ovvio che no, ma possono esserlo come qualsiasi altra persona.

        2. Orietta

          E poi scusa, ma non e’ forse vero che questi bambini vengono uccisi proprio perche’ hanno la Sindrome di Down? Non e’ discriminazione questa? In realta’ questo video la combatte allora, o no?

          1. Anche io sono “cristiano” in senso crociano, ma questo video mi sembra una porcata.
            Questi bambini non vengono uccisi, casomai, dico, casomai, non vengono fatti nascere da chi non vuole farli nascere o vengono fatti nascere da chi vuole farli nascere.

            1. Orietta

              Giusto. Ma nel mezzo c’e’ chi ancora ha dei dubbi. Che male c’e’ nel dargli una spintarella verso la vita?

              1. Orietta

                Ho scritto giusto perche’ la loro nascita dipende dai genitori hai ragione, ma quelli che non vengono fatti nascere sono stati uccisi. E’ questo l’unico termine da usare, secondo me.

                  1. Orietta

                    Perdonami ma sono un po’, anzi un bel po, di coccio. Ti sei auto definito un cristiano in senzo crociano…mi sfugge quel tuo lato cristiano.

  4. merigei

    Il video NON è stato affatto “censurato” con un “atto di inaudita violenza”. Il CSA ha semplicemente sottolineato che tale video è stato messo tra le pubblicità invece che inserito, più adeguatamente, in una trasmissione con un soggetto preciso. Siccome in Francia nessuno ha diritto di fare alcun tipo di proselitismo in TV, pro-aborto o anti-aborto che sia, le tv che hanno trasmesso questo video facendolo passare tra le PUBBLICITA’ sono semplicemente state richiamate all’ordine. NON si tratta di censura. Si informi meglio, signora Miriano, prima di lanciare queste bombe di disinformazione. ps: vivo in Francia.

    1. admin

      Se per censura intende che tutte le copie del video sono state bruciate a Place de la Concorde allora no, questo non è avvenuto. Ma non consentire che il video venga trasmesso dai network televisivi come una delle tante pubblicità di sensibilizzazione (magari togliendo spazio a qualche “sana” campagna sull’uso del preservativo), e relegarne la diffusione solo in ben determinate “riserve” mediatiche, in contesti considerati opportuni con annessa spiegazione (e ovviamente equilibrato dibattito), solo in occasione di precise giornate lei non la considera censura? Beh allora è un suo problema, anche se vive in Francia.

  5. Elisabetta

    Si anche io ho dato libero sfogo alle migliori parole turpi che conosco!!! tremano ancora i denti….
    Bellissimi, bellissimi bambini, bellissimi figli!!!
    Grazie Costanza!!!!

  6. Orietta

    Sono noiosa, banale e repetitiva, lo so ma ho scritto solo un’altra volta in questo blog e ancora vi salvate 😉 Essendo la mamma di una bambina con la Sindrome di Rett dico solo questo: non e’ la malattia di mia figlia che mi spaventa ma le persone, in primis chi sta al potere,…ma veramente. E pensare che sono un’amante di film e libri horror. Ma davanti a questo inorridisco. Mia figlia e’ felice perche’ e’ pura e questo mondo marcio non potra’ mai intossicarla.

  7. E

    Ogni persona è degna di vivere la sua vita e nessuno E’ senza gli altri. Chi non lo capisce non realizza se stesso e vive in un mondo di attenzioni che emarginano o semplicemente che stigmatizzano. Malattia ha un senso diverso.

  8. vale

    d’altronde non si diceva che quel tipo era padre della menzogna ed omicida fin dall’inizio?

    p.s. il feliciometro dove lo compero?

  9. Velenia

    Il feliciometro lo compri nello stesso negozio dove fanno le pentole ma non i coperchi.
    P.S.A sorpresa la mia numerosa famiglia,che credevo nel nostro luogo di villeggiatura a 150 km di distanza,è venuta a trovarmi e a prelevarmi nel mio ufficio ,bè io sono veramente felice,e a scanso di equivoci non lo sarei con un figlio in meno.

  10. 61angeloextralarge

    Grazie, carissima Costanza, per questo articolo.
    La “mia nipotina” down è la bambina più dolce e delicata che conosco, e non per pietà o buonismo: è una bambina veramente speciale. E ricordo, con dolore, quanto è stato fatto da parte del personale medico della città dove è nata, perché la madre abortisse: “Ma, signora! Sono 2 anni che da noi non nascono più i bambini down. Ormai non li fa nascere più nessuno!”. E te credo…

      1. Sara

        Viviana, sono molto contenta! Dio sia lodato!

        P.S. per Angela: nel post “Tre tre, giù giù” ho lasciato un commento a proposito del compleanno della Madonna che credo possa integrare il tuo ultimo commento lasciato il giorno 5 in un altro post. Non so se l’hai letto: forse può interessarti! Ciao!

        1. 61angeloextralarge

          Sara: lo avevo letto il giorno dopo che l’hai lasciato. Mi aveva colpito in particolare per il messaggio che hai scritto. Non l’avevo mai letto e me lo sono andata a cercare. Tempo fa ho selezionato pignolissima come sono, tutti i messaggio che la Gospa ha lasciato. Molti erano inesatti e cronologicamente incompatibili. Molti erano versioni con traduzioni in un italiano imperfetto. Li ho “aggiustati”, divisi per veggente e pubblicati. Credo di poter affermare che la raccolta sia completa. Non trovandolo nella raccolta, come pensavo… ho cercato altrove. Quelli che normalmente sono definiti “messaggi” sono le parole che la Gospa ha dettato per tutti o per la parrocchia o per il gruppo di preghiera. Il resto proviene da colloqui dei veggenti con la Gospa, quindi cose che i veggenti raccontano quando fanno testimonianza. Tipo: la Madonna ha detto che i bambini abortiti sono tutti sotto il suo manto. Non è un messaggio ma la risposta a una veggente che le aveva chiesto dove vanno a finire i bambini abortiti. Credo, nella mia ignoranza, che quello del compleanno sia una risposta a una domanda ai veggenti. Viska, sempre nella mia ignoranza, dovrebbe essere quella che scrive o ha già scritto la vita terrena di Maria, dettatale proprio da Lei.
          Beata te che eri lì! E’ il secondo Festival che mi perdo, ma nun ce la fo più: caldo, acciacchi e altro. Sto chiedendo a Maria di portarmici al di fuori del Mladifest, in un momento meno caotico, anche se meravigliosamente desiderabile. Avrei dovuto esserci ma ho optato per un no: stare davanti all’albergo con la radiolina non è la stessa cosa che essere tra la mucchia festante e multietnica. Lo Spirito Santo c’è lo stesso ma è comunque un’esperienza molto diversa. Finché ce l’ho fatta ho partecipato, cantando, saltando, anche piangendo a volte, di fronte alle testimonianze toccanti di chi il Signore l’ha incontrato sul serio e gli ha permesso di trasformargli la vita.

  11. Massimo

    Filosofiazzero,
    chi è convinto che che la vita dei Down non è degna, comunque, di essere vissuta e per questo vota a favore del fatto che queste vite in grembo possano essere eliminate dalle madri dovrebbe avere il coraggio e la coerenza di andare di fronte a chi, Down, ora invece vive ed è felice di vivere e di dirgli che la sua vita non è degna di essere vissuta. Riceverebbe in risposta una pernacchia, nel migliore dei casi. Ho conosciuto anche persone non Down depresse e desiderose di farla finita, ma non mi permetterei mai di sostenere che la vita, anche non Down, sia indegna di essere vissuta e, per questo, eliminabile in grembo.

  12. Massimo:

    sì, è vero, questa persona che è convinta che la vita di un Down non è degna di essere vissuta, riceverebbe una pernacchia, ma non certo da parte dei Down non nati. Per quanto riguarda gli aborti dei cosiddetti feti normali, non credo sia perché la loro vita, eventuale, sia considerata come indegna di essere vissuta, la causa.

  13. Costanza Miriano:

    …insomma, lo dovo dire, questo filmato pubblicitario che hai messo nel blog mi sembra (a me) innannzitutto IRRISPETTOSO e OFFENSIVO nei confronti degli affetti da Sindrome Down.

    1. Alvise, Alvise, Alvi’
      sei forte sei nero sei bello
      perché non ti mordi un bel pollo
      e lasci la gente campar.
      (sull’aria di “Dracula cha cha cha” di Maresi e Bighetti, 1959, nell’interpretazione di Renato Rascel)

  14. Thomas

    io lavoro con bambini e adolescenti “Down”…. (nuoto) il loro sorriso mi riempie una giornata di duro lavoro di gioia … non aggiungo altro 🙂

  15. Il mondo non sa cosa si perde … sono persone stupende!
    ormai si e risaputa, l’amore che danno e va oltre … quanto al video … dobbiamo far volare! … ♡

  16. Aleph

    Queste cose confermano come l’aborto alla fine sia una via d’uscita comoda anche per la società… Cioè si scarica tutto sulla mamma con la scusa della libertà del suo diritto individuale e, invece di considerare un dovere sociale quello di aiutare le famiglie a prendersi cura dei figli disabili, di fatto si incoraggiano le donne a sopprimere le proprie creature. E questa sarebbe la famosa emancipazione femminile!

  17. Claudia

    in qualsiasi paese civile le campagne ideologiche, sociali, potitiche devono essere dichiarate..e sarebbe sbagliato far passare messaggi pro o anti aborto in Tv, come fosse una normale pubblicità. Ma scusate, non c’è nulla di violento in tutto ciò. Quello che io trovo violento è la strumentalizzazione dei bambini down in video come questi. Perchè un con conto è dire che i down possono essere felici, un conto è prenderne una decina e usarli per far passare tesi antiabortiste, sperando di commuovere qualcuno o far sentire in colpa qualche altra

    1. Claudio B

      “far passare tesi antiabortiste”, tradotto dall’ideologhese all’italiano,si dice “salvare vite di creature innocenti”.

  18. “salvare vite di creature innocenti” non è anche questo ideologhese? Potevi, anzi, meglio, scrivere “creaturine innocenti”. Mentre in realtà queste creature (che dovrebbero essere salvate) nel momento della pubblicità non sono esistenti.

    1. Aleph

      E che ne sai che non sono esistenti? Magari ci sono e stanno per essere soppresse dalle loro stesse madri.

      Un video con i cagnolini abbandonati sulla strada si può fare, per salvare altri cagnolini dall’abbandono e sensibilizzare i loro padroni. Nessuno protesta che faccia sentire in colpa qualcuno che abbia abbandonato un animale domestico (non dico ammazzato, abbandonato).
      Ma delle persone con la sindrome di Down non possono fare un video per sensibilizzare i genitori di altri bambini con la loro stessa sindrome. Non sia mai suscitino qualche rimorso di coscienza, che brutta e antiquata parola.

  19. Massimo

    Filosofiazzero, bella forza! Prima li ammazziamo perché decidiamo cha la loro vita futura non è degna di essere vissuta e poi, una volta soppressi, constatiamo che non ci fanno pernacchie in faccia. Davvero convincente come posizione!

  20. Claudio B

    Gentile Alvise, lasciamo perdere i sofismi. Nel momento nel quale viene presa la decisione se abortire o meno (in genere in seguito ad amniocentesi, suppongo, nel caso specifico) l’oggetto della decisione esiste. Quale sarebbe la creatura non esistente? Se si tratta di un essere umano, evitare che venga abortito equivale a evitare un omicidio. Quindi un filmato che riesce a evitare che ciò accada salva delle vite, altro che ideologia. Che non si tratti di un essere umano, nessuno è riuscito a dimostrarlo, né qualcuno potrà mai farlo, perché dovrebbe dimostrare che si tratta di qualche altra cosa, il che è impossibile.

  21. Claudio:

    …hai ragione è impossibile, eppure da tanti secoli l’aborto esiste e credo che non vada condannato alla stregua di un assasinio, ma vada considerato con la giusta pietà.

      1. .”cosa c’entra il culo con le quarant’ore” (sì, l’evasione fiscale va condannata SENZA PIETA’ ,il peccato, non il peccatore, ovviamente, ripigliandogli indietro i soldi, se ci si riesce, volendo)

  22. …allora vuole dire che l’uomo è “cattivo”! (il che non toglie che venga messa da parte la pietà)
    (non per nulla, l’ho scritto altre volte, quando non esisteva l’aborto legalizzato, le pene per chi abortiva o aiutava a abortire non erano certamente paragonabili a quelle per omicidio o concorso in omicidio, con il beneplacito della Chiesa)

    1. Gentile signore, nel suo commento del 16 agosto 2014 alle 20:05 lei diceva che «da tanti secoli l’aborto esiste e credo che non vada condannato alla stregua di un assassinio».
      In italiano questo significa che il fatto di esistere da secoli è motivo sufficiente per non considerare l’aborto una pratica condannabile.
      Ragionamento che fa più acqua della Costa Concordia. Per sottolineare ciò ho elencato una serie di pratiche, le quali tutte esistono ugualmente da secoli senza che ciò le renda meno riprovevoli. Ma credo che lei mi avesse capito benissimo, anche senza bisogno di espettorare volgarità secondo il suo solito quando non sa che altro dire.
      Saluti, credo che questa sarà l’ultima volta che le reggo il sacco.

  23. 1….ma Lei lo sa cosa vuole significare la mia espettorata volgarità e lo sa quale è l’origine di quel modo di dire (Lei che è una studiosa di Storia e di storie)?

    2 quello che volevo dire è che umanamente non è mai stato (l’aborto) sentito da tutti come omicidio, e portavo come esempio il fatto che fino a poco tempo fa (quando non esisteva la legge di ora) non veniva punito alla stregua dell’assassinio.
    Quacosa questo avrà voluto dire, o no? O “alla stregua” Le sembra una parolaccia?

    3 se non vorrà più intervenire sui miei commenti almeno sarà una buona occasione per smetter di fare sempre la “finta tonta” o “la donna che sapeva troppo” etc.

    p.s. i miei più rispettosi saluti a S. Terremoto!

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