Il vero bersaglio del matrimonio omosessuale

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di Andrea Piccolo

Sembra quasi un fatto di costume, una moda, una normale evoluzione delle abitudini e dei comportamenti della popolazione, effetto della costante trasformazione dell’idioma e dei segni utilizzati per comunicare. D’altra parte abbiamo sperimentato tutti l’estrema fluidità del linguaggio e ne è esempio lampante quello gergale giovanile, completamente stravolto e rinnovato nel giro di pochi anni.

Pertanto, le iniziative che a breve distanza di tempo si moltiplicano, che da più parti avanzano la proposta di modificare nella forma modulistica varia, sostituendo i termini padre e madre con un generico genitore lì dove apporre la firma, paiono tutto sommato stravaganze di una modernità linguistica cui dobbiamo ancora fare l’orecchio. Dopo tutto, fa notare qualcuno, tra tanti problemi seri che dobbiamo fronteggiare, la dicitura stampata sui moduli rappresenta un formalismo trascurabile e privo di importanza.

Tutto questo sarebbe condivisibile se si trattasse davvero di una evoluzione della lingua, ma una innovazione linguistica si sarebbe sviluppata dall’uso quotidiano popolare; poiché invece il cambiamento ha origine da figure che rappresentano una autorità, ancorchè modesta come la direzione di una singola scuola, esiste una strategia precisa e una esplicita intenzionalità. Inoltre il numero e la localizzazione di proposte apparentemente disgiunte indica una capacità di coordinamento che non è limitato dai confini nazionali.

Qualcuno potrebbe trovare esagerato parlare di strategia dietro l’adeguamento di un modulo, ma si possono notare delle particolarità piuttosto significative: ovunque la sostituzione avviene utilizzando i medesimi termini genitore 1 e 2; la sostituzione avviene in contesto burocratico, dove siamo solitamente più arrendevoli nel far rispettare i nostri diritti; genitore non è una alternativa in “burocratese” di padre o madre, perché se un burocrate avesse voluto generalizzare la modulistica avrebbe usato termini come vicario (chi fa le veci), tutore (chi cura e protegge), delegato (chi è obbligato a un compito), la numerazione sarebbe scomparsa oppure sarebbe diventata virtualmente illimitata e mai avrebbe usato il termine genitore, che è troppo ricco di valenze sociologiche totalmente fuori controllo per una mente burocratica. Altro aspetto significativo da osservare è che queste iniziative, almeno in Italia, si muovono al di fuori e prima di qualsiasi legislazione o direttiva autorevole in materia (spero si concordi sul fatto che l’auspicio di un ministro non sia ancora una direttiva); le leggi seguiranno, ma l’azione ha preceduto.

Molti ritengono che l’abolizione di padre e madre sia un apripista verso il matrimonio e le adozioni per gli omosessuali, ma io non condivido questo punto di vista: lo scopo non è quello.

Innanzitutto va osservato che gli omosessuali non posso essere genitori più di quanto possano esserlo gli eterosessuali, ovvero diventando papà oppure mamma. Che sia secondo il modo tradizionale, con una fecondazione in vitro, un utero in affitto o qualche altra incredibile depravazione (qualcuno progetta di gestare i bambini negli uteri di maiali, e non è una iperbole letteraria), alla fine ci sono sempre un uomo e una donna che forniscono metà del patrimonio genetico e quindi, in ultima analisi, un papà e una mamma naturali, genetici per intenderci. Che poi questo papà e questa mamma siano gli stessi coi quali il figlio coabita è un altro discorso, per cui, se proprio vogliamo essere onesti, a fronte della compagna omosessuale della mamma naturale (caso piuttosto raro) o della nuova compagna di papà (caso indubiamente più frequente e diffuso) la denominazione “madre” o “genitore” non ci azzecca un bel niente in nessun caso; oltretutto nel momento in cui non sono più il padre e la madre a firmare, non si capisce per quale motivo le firme debbano essere due, e spero che nessuno obbietti “per non far sentire escluso o inferiore l’altro convivente” chè poi ci trovermemo a dover stabilire se sia più paritario porre le firme incolonnate o sulla stessa riga!

Allora come mai continuano a proporre l’adozione di genitore 1 e 2, quando un semplice ragionamento conduce alla conclusione che non è una scelta rispettosa di quel disagio che vorrebbe celare? Per quale motivo si vuole rimuovere il riferimento alla paternità e alla maternità mantenendo quello alla generazione, che rimane una palese impossibilità in qualunque nucleo convivente di omosessuali? Se si trattasse della pertesa forma di rispetto per i legami omosessuali avrebbero scelto altri termini; se qualcuno avesse ragionato liberamente, volendo cambiare avrebe suggerito altri termini; se tanti sparsi nel mondo fanno la stessa proposta irragionevole, è ragionevole sospettare che nasconda una strategia non dichiarata.

Ci sono fatti apparentemente non collegati che sono illuminanti sui perché:

L’ OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha emanato un documento di standard per l’educazione sessuale, di fatto già recepito dall’Unione Europea cui seguirà inevitabilmente l’Italia, che, dietro la parvenza dei nobili intenti di una sessualità matura e responsabile, in concreto caldeggia una pubblica istruzione che garantisca una scoperta esplicita della sessualità, fin dagli asili nido e scuole materne.

Magari qualche lettore ha pensato cose sconvenienti, allora mi spiego meglio: nel documento “Standard per l’Educazione Sessuale in Europa” reperibile nella versione ufficiale italiana qui:  è stata stilata una matrice dell’educazione sessuale che “è un quadro di riferimento dal quale il formatore/l’educatore può selezionare gli argomenti di particolare interesse per il gruppo al quale si rivolge” (pag 33), ad esempio nella sezione 0-4 anni, per la tematica sessualità, prevede tra le informazioni “gioia e piacere nel toccare il proprio corpo, masturbazione infantile precoce” e tra le competenze “esprimere i propri bisogni, desideri e limiti, ad esempio nel “gioco del dottore”; (pag 38) essendo poi “evidenziati in arancione sono argomenti principali o standard minimi che devono essere presenti nell’educazione sessuale.” (pag 36)

Ora è chiaro che se nella scuola materna di mio figlio si azzardano a fare qualche attività che possa anche vagamente assomigliare a “educazione sessuale”, due minuti dopo sono lì a rivoltare il corpo docente dal primo all’ultimo individuo, dopo di che passo dal dirigente. Ma se io invece di essere il padre sono soltanto genitore, posso ancora rivendicare il diritto-dovere di decidere l’educazione da impartire a mio figlio?

Genitore 1 e genitore 2 non hanno la finalità di introdurre matrimonio e adozioni per gli omosessuali ma piuttosto il contrario, mentre la comunità omosessuale sembra prestarsi quale pedina inconsapevole alle mire di un progetto totalitario. Anche il caso del bambino dato in affidamento alla “coppia gay”, in ultima analisi non è un problema in quanto apripista per le adozioni omosessuali, ma in quanto affermazione di una autorità che può decidere arbitrariamente qualunque cosa, a prescindere da qualunque buonsenso e in dispregio del diritto di chiunque.

Per scalzare la famiglia tradizionale, fanno leva sulle unioni omosessuali, ma al totalitarismo non interessa niente né degli uni né degli altri; la sola cosa importante è mantenere il controllo assoluto sulla educazione e sul percorso di maturazione dell’infanzia, per garantirsi generazioni di sudditi obbedienti e remissivi.

Esagerazioni? Vaneggiamenti? In Francia già si tengono convegni dove relatori molto vicini a chi sta organizzando la legge famiglia, il passo successivo al matrimonio per tutti, propongono di separare genitorialità e relazione coniugale in modo che i bambini fin dalla nascita, giusto passato il tempo dello svezzamento, alternino la residenza in cui vivono ( anche l’audio ma tutto in francese).

Pensate un attimo che il numero di bambini con sei mesi di età che ha i genitori separati è praticamente zero; poi pensate a cosa stanno veramente dicendo che vorrebbero fare dei nostri bambini.

La prossima volta che ti fanno osservare che cambiare padre in genitore è un formalismo e non si vede perché fare difficoltà, rispondi che se è un formalismo può restare così com’è adesso.

E scusate se ho concluso dando del tu…

51 pensieri su “Il vero bersaglio del matrimonio omosessuale

  1. Annalisa Peracchio

    Facciamo una cosa: diciamo a gran voce di NON FIRMARE NULLA ove vi sia scritto genitore e non padre o madre. Rifiutarsi e basta. Iniziamo da lì e poi andiamo avanti…

    1. teogarno

      Ormai ho quasi quarant’anni e da quando andavo alle elementari ricordo che c’era scritto “firma del genitore o di chi ne fa le veci”. Non mi sembra niente di nuovo, né di pericoloso.

    1. Lalla

      Grazie per avercelo fatto notare, Annalisa 🙂
      «Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina». (Lc 21,20-28)

  2. Angelo

    che il “progetto totalitario” sia un opera del demonio è chiaro… ma umanamente chi ne tira le fila? a che pro?
    “generazioni obbedienti e remissive” a chi? a quale stato, ente, associazione o persona? saremo sotto la lente di un grande fratello? poveri noi…
    mi consola il salmo che dice: “Del Signore è la terra e quanto contiene, il mondo e i suoi abitanti…”
    se fosse davvero nostra la terra l’avremmo già distrutta milioni di volte!
    Maràn athà (vieni Signore Gesù)

  3. Emilia

    bel pezzo, condivisibilissimo … anche io farò “strage” di maestri e dirigenti scolastici se solo si azzardano a parlare a mia figlia treenne della gioia della masturbazione infantile … se leggerete il mio nome sul giornale, saprete perché!

  4. giuly

    Sono inquieta, la realtà si sta avvicinando sempre più a quel che proponeva il film “matrix”, ve lo ricordate? Le persone nascevano in delle incubatrici e venivano usate come fonte di energia, ma gli si faceva una realtà virtuale per fargli credere di vivere una vita vera. Forse forse il vero obiettivo è simile a quello, isolare le persone, delegittimare ogni legame, come il matrimonio e la genitorialita’ per fare degli individui cose isolate e manipolabili, pronti ad obbedire al primo schiocco di dita di una autorità superiore che decide dalla culla alla tomba cosa quegli individui dovranno fare per esser utili, e poi eliminarli quando non serviranno più allo scopo. Ci vogliono schiavi, formicuzze operaie da spremere e poi togliere di mezzo a batterie esaurite.

    1. JoeTurner

      “Che cosa c’è da spiegare ancora? Mi pare che la rimozione del katechon sia evidentissima, sotto i nostri occhi – ammesso che non li chiudiamo. Quando alludeva a “ciò che trattiene” l’Anticristo dal manifestarsi, Paolo alludeva al governo e al diritto di Roma, “amico dell’uomo”, fondato sulla legge naturale. Oggi, sta avanzando un diritto che rende obbligatorio l’assenso dei cittadini a ciò che prima era immorale, vietato, aberrante, o “grida vendetta al cospetto di Dio”; per contro, è vietato, o almeno criticato o deriso, ciò che è sempre stato “normale”. Questo rovesciamento del diritto è il “totalitarismo della dissoluzione”, è nemico dell’uomo e ne vuole l’estinzione.” (cit. Blondet)

  5. Manuela

    Nel documento si dice:
    “Tra novembre 2008 e dicembre 2009 il BZgA di Colonia ha organizzato una serie di quattro workshop durante i quali gli esperti invitati hanno sviluppato i presenti Standard.”
    Chi ha dato l’autorità al BZgA (Centro Federale per l’Educazione Sanitaria tedesca) di preparare per TUTTA L’EUROPA un documento del genere?
    Chi ha deciso gli esperti da invitare? Perché non se ne è saputo nulla? Quali italiani hanno partecipato?
    Mi pare che si dovrebbe approfondire e da qui protestare.

  6. Manuela

    Ho trovato l’elenco dei “grandi esperti”: notate ….la presenza italiana…
    Dott.ssa Gunta Lazdane dell’Ufficio Regionale per l’Europa dell’OMS ha dato il via a questo progetto;
    Prof. Dan Apter (Sexual Health Clinic della Väestöliittoo, Federazione finlandese per la famiglia),
    Doortje Braeken (International Planned Parenthood Fe¬deration – IPPF),
    Dott.ssa Raisa Cacciatore (Sexual Health Clinic della Väestöliittoo, Federazione finlandese per la fa¬miglia),
    Dott.ssa Marina Costa (PLANeS, Fondazione sviz¬zera per la salute sessuale e riproduttiva),
    Dott. Peter Decat (International Centre for Reproductive Health, Università di Ghent, Belgio),
    Ada Dortch (International Planned Paren¬thood Federation IPPF),
    Erika Frans (SENSOA, Belgio),
    Olaf Kapella (Austrian Institute for Family Studies, Università di Vienna),
    Dott. Evert Ketting (consulente per la salute sessuale e riproduttiva e per HIV/AIDS),
    Prof. Daniel Kunz (University of Applied Sciences and Arts, Lucerna),
    Dott.ssa Margareta Larsson (Università di Uppsala, Svezia),
    Dott.ssa Olga Loeber (European Society of Contraception),
    Anna Martinez (Sex Education Forum, National Children’s Bureau, Regno Unito),
    Dott.ssa Kristien Michielsen (In¬ternational Centre for Reproductive Health, Università di Ghent, Belgio),
    Ulla Ollendorff (Norwegian Directorate of Health, Oslo),
    Dott.ssa Simone Reuter (Contraception and Sexual Health Service, Nottinghamshire Community Health, Regno Unito),
    Sanderijn van der Doef (World Popu¬lation Foundation, Olanda),
    Dott.ssa Ineke van der Vlugt (Rutgers Nisso Group, Olanda)
    Ekua Yankah (UNESCO)

  7. vale

    naturalmente perchè anche lo specchio ha una sua dignità, mi par di capire.
    ma che il processo di stato sovranazionale-o di impero- nel quale persone non elette ma autonominatesi o cooptate detengano il potere parta da lontano, non v’è dubbio.
    il fine è quello di sempre. e nella storia se ne son visti parecchi esempii: l’élite più o meno numerosa arriva a concepire lo smembramento di tutto ciò che può ostacolare la gestione del potere.
    una massa è molto più facilmente gestibile di una comunità. ed una comunità nasce e si rafforza sempre attorno a quello che ne è il nucleo base: la famiglia.ma la famiglia naturale. quella che fin dalla notte dei tempi è stata intesa sempre come tale.

    non è un caso che tutti i regimi tirannici, persino quelli ideali di platone,campanella,da Winstanley a Vayrasse o Fènelon,che per primo analizza anche le fasi tramite le quali giungere alla società ideale.( l’obiettivo finale dove, ovviamente ,solo gli “illuminati”comandano) ecc.prevedano il togliere i figli ai genitori per istruirli in comune. spacciano l’oclocrazia come naturale evoluzione della democrazia( che già ha i suoi problemi come teoria e prassi politica) affinché sia un tutti contro tutti e non vi sia più nessun nucleo di resistenza al moloch del potere assoluto ed invisibile.non perché sia tale, ma perché non direttamente connesso con le sedicenti istituzioni formali che fanno da foglia di fico al vero potere.
    il perché si arrivi ciclicamente a questo punto non è così strano. il potere ed il denaro sono i motori primi del perché ed essi sono l’obiettivo ed il fine dell’agire di quelle minoranze-avanguardia( per usare termini marxiani) che s’inventano queste società perfette.

    queste società prevedono tutte, nessuna esclusa, una lotta senza quartiere contro la religione( a meno che non sia la loro religione che include tutte le altre e, cioè, uno strumento di potere. non di escatologia( vedere, per esempio “il testamento” di J meslier che era pure un prete morto suicida ! tant’è che il massone Voltaire lo definiva un capolavoro) e naturalmente tutti questi testi lo fanno,anche, in nome della libertà
    naturalmente la libertà di pensarla come loro. perché, altrimenti, come ne “il codice della natura, ovvero l’autentico spirito delle leggi”del Morelly del 1755, le leggi saranno incise su colonne o piramidi nella piazza centrale di ogni città…chi cercherà di cambiarle sarà dichiarato pazzo e murato a vita in una grotta…( il testo fu incluso ,ai tempi, nelle opere di Diderot ).
    insomma la stessa cosa che, poi, Babeuf con i suoi “conservatori della volontà nazionale” o i vari “politburo” successivi fanno da sempre.
    Vivere sui sogni sul lavoro e la vita degli altri.
    fino a Deshamps con il suo “La verità o il vero sistema” e “la voce della ragione” colui che scrisse : “Tutto è nulla. mai nessuno prima di me, molto probabilmente,ha scritto che tutto e nulla sono l’identica cosa.” e che influenzerà Hegel e dalle interpretazioni-soprattutto della cosidetta sinistra hegeliana- di Hegel sappiamo cosa ne è venuto.

    tra l’altro si nota la strepitosa varietà di formulazioni e neologismi utilizzata per nascondere quel che nell’Atene sconfitta nella guerra del peloponneso saranno i “trenta tiranni”( molto più chiaro. ed infatti perchè chiaro durò pochissimo).ma molti fra i notabili ( segretarii, presidenti, principi,anziani,arconti,ecc) sono stati e sono studiosi dei meccanismi di creazione e trasmissionedelle idee e della parola.

    alla base di tutte queste teorie di mondi perfetti ci sono sempre delle caratteristiche ben precise. sempre uguali, sia che si parli dell’impero inca che di quelli più “moderni” e geograficamente europei.
    fra questi spiccano la distruzione della religione da sostituire con un culto dello “stato” e l’abolizione e financo la distruzione della famiglia( per esempio nell’esperimento cambogiano di pol pot che fu ispirato dalle frequentazioni dei circoli marxisti francesi dove studiò.sartre incluso).prevede la distruzione della gerarchia sociale.appunto per creare la massa indistinta.

    è solo che tale massa deve aver qualcosa da fare: siccome la storia dei lavori forzati ha prodotto sempre grane-rivolte,per la cronaca- nel medio periodo ai manovratori del vapore, la tecnologia odierna ci permette di far occupare il tempo alla massa con il divertimento di massa. e meno vincoli morali ci sono, più forme di divertimento- o passatempo- sono possibili.
    in fondo è la ribellione di sempre. è il voler essere come Dio.

    ed aveva ragione il donoso cortés quando nella sua lettera al cardinal fornari ricordava che tutti gli errori ed eresie si risolvevano in due punti di partenza:

    “Gli errori contemporanei sono infiniti; ma tutti, a ben guardare, hanno origine e fine in due negazioni supreme: una relativa a Dio, l’altra relativa all’uomo.

    La società nega che Dio abbia cura delle sue creature, e che l’uomo sia concepito nel peccato. L’orgoglio sussurra due cose all’uomo dei nostri tempi, ed egli crede ad entrambe : che non ha macchia e che non ha bisogno di Dio; che è forte e bello. Per questo lo vediamo insuperbito del suo potere ed innamorato della sua bellezza.
    Supposta la negazione del peccato originale, si nega, tra l’altro : che la vita temporale sia una vita d’espiazione; che il mondo nel quale si vive debba essere una valle di lacrime: che la luce della ragione sia fiacca e vacillante: che la volontà umana sia inferma; che il piacere ci sia stato dato come tentazione; che il dolore sia un bene. se lo si accetta, per un motivo soprannaturale, con una accettazione volontaria; che il tempo ci sia stato dato per la nostra santificazione; che l’uomo abbia bisogno di essere santificato.

    Supposte queste negazioni si afferma, tra le tante altre cose: che la vita temporale ci è stata data per elevarci con i nostri propri sforzi, attraverso un progresso indefinito, alle più alte perfezioni ; che il mondo, nel quale si trascorre questa vita. può e deve essere radicalmente trasformato dall’uomo ; che la ragione umana, essendo sana, può raggiungere tutte le verità, nessuna eccettuata, e quindi che non è verità quella che la ragione non afferra; che non c’è altro male se non quello che la ragione considera tale, né altro peccato se non quello che la ragione ci dice esser peccato, e cioè che non c’è altro male né altro peccato se non il male e il peccato filosofico; che la volontà umana essendo retta di per sé stessa non ha bisogno di essere rettificata; che dobbiamo sfuggire il dolore e cercare il piacere; che il tempo ci è stato dato per goderlo, e che l’uomo è buono e sano di per se stesso.

    Queste negazioni e affermazioni rispetto all’uomo ci conducono ad altre negazioni e affermazioni analoghe rispetto a Dio. Supporre che l’uomo non sia caduto nel peccato originale significa negare, e si nega, che l’uomo sia stato redento. Supporre che l’uomo non sia stato redento significa negare, e si nega, il mistero della Redenzione e della Incarnazione, il dogma della personalità esteriore del Verbo e il Verbo stesso. Supporre l’integrità naturale della volontà umana, da una parte, e non riconoscere, dall’altra, l’esistenza di altro male e di altro peccato che il male ed il peccato filosofico, significa negare, e si nega, l’azione santificante di Dio sull’uomo, e con essa il dogma della personalità dello Spirito Santo. Da tutte queste negazioni deriva la negazione del dogma sovrano della Santissima Trinità, pietra angolare della nostra fede e fondamento di tutti i dogmi cattolici.

    Da qui ha origine un vasto sistema di naturalismo, che è la contraddizione radicale, universale, assoluta di tutte le nostre credenze.

    Noi cattolici crediamo e professiamo che il peccatore ha continuamente bisogno di soccorso e che Dio glielo concede perennemente per mezzo di una assistenza soprannaturale, opera meravigliosa del suo immenso amore e della sua misericordia infinita. Per noi il soprannaturale è l’atmosfera del naturale : vale a dire, ciò che. senza farsi sentire, circonda e a un tempo stesso sorregge il peccatore.

    Tra Dio e l’uomo c’era un abisso insondabile : il Figlio di Dio si fece uomo, e riunendo in sé le due nature, colmò l’abisso. Tra il Verbo Divino, Dio e uomo a un tempo stesso, e l’uomo peccatore, c’era tuttavia una immensa distanza; e Dio, per accorciare questa immensa distanza, mise tra suo Figlio e la sua creatura la Santissima Vergine, la donna senza peccato. Ma tra la donna senza peccato e l’uomo peccatore la distanza era ancora grande; e Dio, nella sua misericordia infinita, mise tra la Vergine Santissima e l’uomo peccatore i santi penitenti.”

  8. In un articolo su “La Bussola Quotidiana” del 21.01.2013, Mario Palmaro ricordava, a proposito dell’attacco in atto alla Chiesa Cattolica e ai cattolici stessi, l’apologo della rana: “…se tu getti il proverbiale rospo in una pentola caldissima, lui salta subito fuori; ma se ce lo metti e poi accendi il fuoco lento, la poveretta si farà bollire senza battere ciglio…”. Dopo aver indebolito la Fede (il perché, il perchi), il padrone del mondo (il principe della menzogna, il seduttore, il nemico, insomma: il demonio) ha agito attraverso i suoi accoliti (massoni, atei, infedeli, ma anche apostati ed eretici più o meno inconsapevoli, ecc.) scardinando la Morale (il come, il che cosa). Sempre un pochino alla volta, sottotraccia, senza accelerazioni improvvise. E le rane cattoliche si fanno bollire senza battere ciglio…
    Ma quando noi che ci professiamo credenti diciamo: vieni, Signore Gesù! lo desideriamo veramente? Attendiamo con fede la fine dei tempi? Vogliamo sul serio che il Regno di Dio si compia? Ci inquieta di più l’insinuante pervasività del male o il ritorno glorioso del Signore? Ci costa di più tollerare la nostra tiepidezza o convertire i nostri cuori? Per svegliarci dal nostro torpore di rane semibollite cosa deve mai succedere? Chi, perché, con quali fini: abbiamo paura di dare una risposta?

  9. admin

    Papa Francesco oggi:

    Ci sono “poteri mondani” che vorrebbero che la religione fosse “una cosa privata”. Ma Dio, che ha vinto il mondo, si adora fino alla fine “con fiducia e fedeltà”. È il pensiero che Papa Francesco ha offerto durante l’omelia della Messa celebrata questa mattina in Casa S. Marta. I cristiani che oggi sono perseguitati – ha detto – sono il segno della prova che prelude alla vittoria finale di Gesù.

    Nella lotta finale tra Dio e il Male, che la liturgia di fine anno propone in questi giorni, c’è una grande insidia, che Papa Francesco chiama “la tentazione universale”. La tentazione di cedere alle lusinghe di chi vorrebbe averla vinta su Dio, avendo la meglio su chi crede in Lui. Ma proprio chi crede ha un riferimento limpido cui guardare. È la storia di Gesù, con le prove patite nel deserto e poi le “tante” sopportate nella sua vita pubblica, condite da “insulti” e “calunnie”, fino all’affronto estremo, la Croce, dove però il principe del mondo perde la sua battaglia davanti alla Risurrezione del Principe della pace. Papa Francesco indica questi passaggi della vita di Cristo perché – sostiene – nello sconvolgimento finale del mondo, descritto nel Vangelo, la posta in gioco è più alta del dramma rappresentato dalle calamità naturali:

    “Quando Gesù parla di questa calamità in un altro brano ci dice che sarà una profanazione del tempio, una profanazione della fede, del popolo: sarà la abominazione, sarà la desolazione della abominazione. Cosa significa quello? Sarà come il trionfo del principe di questo mondo: la sconfitta di Dio. Lui sembra che in quel momento finale di calamità, sembra che si impadronirà di questo mondo, sarà il padrone del mondo”.

    Ecco il cuore della “prova finale”: la profanazione della fede. Che tra l’altro è ben evidente – osserva Papa Francesco – da ciò che patisce il profeta Daniele, nel racconto della prima lettura: gettato nella fossa dei leoni per aver adorato Dio invece che il re. Dunque, “la desolazione della abominazione” – ribadisce il Papa – ha un nome preciso, “il divieto di adorazione”:

    “Non si può parlare di religione, è una cosa privata, no? Di questo pubblicamente non si parla. I segni religiosi sono tolti. Si deve obbedire agli ordini che vengono dai poteri mondani. Si possono fare tante cose, cose belle, ma non adorare Dio. Divieto di adorazione. Questo è il centro di questa fine. E quando arrivi alla pienezza – al ‘kairos’ di questo atteggiamento pagano, quando si compie questo tempo – allora sì, verrà Lui: ‘E vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria’. I cristiani che soffrono tempi di persecuzione, tempi di divieto di adorazione sono una profezia di quello che ci accadrà a tutti”.

    Eppure, conclude Papa Francesco, nel momento in cui i “tempi dei pagani sono stati compiuti” è quello il momento di alzare il capo, perché è “vicina” la “vittoria di Gesù Cristo”:

    “Non abbiamo paura, soltanto Lui ci chiede fedeltà e pazienza. Fedeltà come Daniele, che è stato fedele al suo Dio e ha adorato Dio fino alla fine. E pazienza, perché i capelli della nostra testa non cadranno. Così ha promesso il Signore. Questa settimana ci farà bene pensare a questa apostasia generale, che si chiama divieto di adorazione e domandarci: ‘Io adoro il Signore? Io adoro Gesù Cristo, il Signore? O un po’ metà e metà, faccio il gioco del principe di questo mondo?’. Adorare fino alla fine, con fiducia e fedeltà: questa è la grazia che dobbiamo chiedere questa settimana”.

    Testo proveniente dalla pagina http://it.radiovaticana.va/news/2013/11/28/il_papa:_la_fede_non_%C3%A8_un_fatto_privato,_adorare_dio_fino_alla_fine,/it1-750683
    del sito Radio Vaticana

    1. Alessandro

      Oggi Papa Francesco all’Udienza i partecipanti alla Plenaria del Pontificio Consiglio per il Dialogo Interreligioso:

      “Il dialogo costruttivo tra le persone di diverse tradizioni religiose serve anche a superare un’altra paura, che riscontriamo purtroppo in aumento nelle società più fortemente secolarizzate: la paura verso le diverse tradizioni religiose e verso la dimensione religiosa in quanto tale.

      La religione è vista come qualcosa di inutile o addirittura di pericoloso; a volte si pretende che i cristiani rinuncino alle proprie convinzioni religiose e morali nell’esercizio della professione (cfr Benedetto XVI, Discorso al Corpo Diplomatico, 10 gennaio 2011). È diffuso il pensiero secondo cui la convivenza sarebbe possibile solo nascondendo la propria appartenenza religiosa, incontrandoci in una sorta di spazio neutro, privo di riferimenti alla trascendenza. Ma anche qui: come sarebbe possibile creare vere relazioni, costruire una società che sia autentica casa comune, imponendo di mettere da parte ciò che ciascuno ritiene essere parte intima del proprio essere? Non è possibile pensare a una fratellanza “da laboratorio”.

      Certo, è necessario che tutto avvenga nel rispetto delle convinzioni altrui, anche di chi non crede, ma dobbiamo avere il coraggio e la pazienza di venirci incontro l’un l’altro per quello che siamo. Il futuro sta nella convivenza rispettosa delle diversità, non nell’omologazione ad un pensiero unico teoricamente neutrale.
      Abbiamo visto a lungo la storia, la tragedia dei pensieri unici. Diventa perciò imprescindibile il riconoscimento del diritto fondamentale alla libertà religiosa, in tutte le sue dimensioni. Su questo il Magistero della Chiesa si è espresso negli ultimi decenni con grande impegno. Siamo convinti che per questa via passa l’edificazione della pace del mondo.”

  10. Davide

    Ovviamente il mi piace sta per dire che è interessante, perchè se ci ha preso anche solo un pochino è spaventoso.

  11. 61Angeloextralarge

    Beh, ci stanno provando ad abolire le figure del padre e della madre… scalciano e scalpitano senza sentire ragioni ma soprattutto senza ragionare. Chissà se si ricordano di quando erano bambini e cercavano le bracia protettive dei loro genitori? Le coccole di una madre hanno una tenerezza che nessun “genitore 1” e/o “2” potranno mai avere. La sicurezza che donano le braccia di un padre non la si potrà mai avere da nessun “genitore 1” e/o “2”. E se lo dico io che queste cose non le ho avute… e ancora a volte le rimpiango… lo diranno anche altri. 😉

  12. “Certo, è necessario che tutto avvenga nel rispetto delle convinzioni altrui, anche di chi non crede, ma dobbiamo avere il coraggio e la pazienza di venirci incontro l’un l’altro per quello che siamo. Il futuro sta nella convivenza rispettosa delle diversità, non nell’omologazione ad un pensiero unico teoricamente neutrale.”

    E chi sarebbero gli erogatori di questo lebbroso pensiero unico? I giornalisti? I giornali? I professori? I politici?Gli economisti? I Gesuiti? I banchieri? Le lobby cripto-clerico-massonico-liberal-fasciste-rabbinico-islamiste? La potentissima lobby gay?I pedofili? I burocrati di Bruxelles? I cinesi? Noi tutti, oramai inguaribilmente ammorbati dalla peste di questo pensiero infestante (Voi esclusi, ovviamente, guidati dal buon Papa Francesco)?

    1. Lalla

      Guarda, tu lo dici per provocare, ma forse come tante volte ci prendi. Davvero credo che gli ultimi rimasti a dare un senso alla realtà, a non negarla, a non stravolgerla, a difenderla, siano proprio le dileggiate pecorelle di quel gregge. Purché non si lascino bollire come le rane di cui sopra.

    2. vale

      magari questo libro ti dà qualche indizio….
      L’ex-massone Maurice Caillet, chirurgo francese che ha militato nel partito socialista all’epoca di Mitterand, da abortista nella pratica medica, ateo ed affascinato dall’esoterismo e dall’occultismo, narra qui le sue confessioni e la sua miracolosa conversione al cattolicesimo. Dopo aver fatto parte per quindici anni di una influente loggia massonica (Grande Oriente di Francia), apprendendone i segreti (qui denunciati con sorprendente coraggio), gli intrecci corrotti tra potere politico ed amministrazioni sindacali e nazionali e le devastazioni sociali operate dai massoni in seno al governo di Valéry Giscard d’Estaing, Caillet rompe con la massoneria dopo una folgorante conversione avvenuta un freddo mattino di inizio febbraio al santuario di Lourdes. Da quella decisione, che progressivamente gli farà prendere coscienza di tutto il male da lui operato e gli farà scoprire la terrificante influenza satanica che agisce in quegli ambienti (che falsamente si ammantano di umanesimo e tolleranza), la sua vita personale e professionale verrà completamente stravolta e per lui inizierà una vera persecuzione: minacce di morte, licenziamento ed impedimento a continuare la carriera medica. Solo la Fede verrà in suo soccorso nella lotta che dovrà combattere contro i suoi nemici. Questa è la sua storia.

      http://radiospada.org/2013/11/ero-massone-dalle-tenebre-della-loggia-alla-luce-di-cristo-disponibile-in-tutte-le-librerie/

      1. vale

        p.s.
        questo anche in risposta a chi sosteneva che chi si schiera apertamente contro certi “ordini ” non patisce conseguenze….

      2. Grazie Vale, ottima segnalazione… non conoscevo questa storia.
        Veramente per tutti c’è possibilità di conversione! (Demoni a parte…)

        Vale la pena riportare il commento a conclusione della presentazione che hai segnalato:
        Risulta azzardato se non del tutto impossibile a qualsiasi commentatore comparare i singolari e complessi percorsi di conversione nella vita della moltitudine umana, dati soprattutto i particolari trascorsi di ogni soggetto e le vicende della vita, ciò nonostante vi sono alcuni «elementi», o «fasi», che prescindono la singolarità del caso e proiettano le attenzione comuni verso l’universalità del messaggio cristiano; tutte le «reali conversioni» comportano la chiamata di Dio e la Sua offerta come stimolo al bene nelle circostanze più varie della vita; l’uomo quindi accetta il dono della grazia nel modo che si apprende della parola di Gesù Cristo, quando Egli enuncia la parabola del seminatore. […] andiamo avanti, tenendo sempre presente che il demonio è molto bugiardo, più astuto di noi, non smette mai di cercare «chi divorare», e come la sua coda trascinò nel baratro «un terzo delle stelle», così egli agisce nei confronti dell’uomo, per odio immenso, scagliandosi con prepotenza contro i «convertiti» per trascinarci nella «vampa di un fuoco che dovrà divorare i ribelli».

        1. vale

          @bariom se vuoi te ne aggiungo un altro,così per sfizio, di accenno a chi decide cosa. cmq dà da pensare.

          http://pocobello.blogspot.it/2013/02/la-madre-di-tutte-le-bugie-come-faranno.html

          La madre di tutte le bugie: come faranno bere alle masse il crollo globale

          La Rand ha utilizzato la Rational Choice Theory altresì come metodo per eliminare scomode domande dal dibattito sul progresso sociale. La loro specifica propaganda pone l’uditorio davanti ad un dilemma falso ed insolubile.

          Per prima cosa hanno creato la Rational Choice Theory (Teoria della scelta razionale), teoria secondo la quale quando si opera una qualsiasi scelta, un individuo (ma vale anche per un intero Governo), per produrre un’azione dalla quale derivino il massimo dei vantaggi personali, deve agire solo in base alla valutazione dei costi e dei benefici.

          Nei miei studi sulla formazione dei disastri economici mi sono imbattuto molte volte in una specifica metodologia che ritengo allarmante. Nota come Linchpin Theory ruota attorno al lavoro di John Casti, Ph.D. alla USC, «scienziato della complessità» e «teorico dei sistemi» e, cosa più importante, ex dipendente della Rand Corporation. (John Casti: an Optimist of the Apocalypse
          È nel libro «X-Events: The Collapse Of Everything» che Casti introduce la Linchpin Theory. Ed è sconvolgente come in questa teoria vengano spacciati scenari ad hoc come capri espiatori per catastrofi che sono invece messe a punto a tavolino, dall’establishment. Stando alla Linchpin Theory si sostiene che gli eventi catastrofici della moderna storia dell’umanità siano da attribuire alla palese complessità sociale, politica e tecnologica. Un suggerimento che ha una presa potente su chi non ha una preparazione adeguata ed è inconsapevole di quali siano i meccanismi che, da dietro le quinte, operano sugli eventi mondiali. Casti vorrebbe farvi credere che gli sconvolgimenti politici e sociali non siano pilotati, ma caotici; che tutto sia casuale e che i disastri siano dovuti al fato che scatena gli eventi che si verificano al culmine di un sistema che funziona male in quanto troppo complesso
          ..
          Norman Dodd, ex direttore del Committee to Investigate Tax Exempt Foundations of the U.S. House of Representatives, testimoniò che il Committee fu invitato ad investigare sulle minute del Carnegie Endowment for International Peace, e scoprì che,

          «I fiduciari della Fondazione posero una sola domanda. ‘Se fosse desiderabile modificare la vita di un intero popolo, esiste un mezzo più efficiente di una guerra?’. Ne discussero per un anno e ritornarono con la risposta: presupponendo che l’obbiettivo sia quello di modificare la vita di un intero popolo, non esiste mezzo (conosciuto) più efficiente di una guerra. La cosa li portò ad una seconda domanda: ‘Come coinvolgere gli USA in una guerra?’. Era il 1909».

  13. Il comunismo è defunto; e tra poco ci leveremo dai piedi anche noi. Onestamente non so se tutta questa storiella dei matrimoni omosex abbia davvero qualche mira nascosta; se c’è, probabilmente è distrarre. Una discussione futile è sempre ottima per distogliere l’attenzione da qualcosa di diverso e più importante. Naturalmente questo è solo un sospetto personale.

    Per chi desidera combattere queste bizzarrie legislative (o presunte tali) esiste oggi un paladino / alfiere di notevole livello: zar Putin. Il democristiano moscovita rappresenta meglio di chiunque altro i difensori della famiglia della tradizione, e non manca di farlo notare ad ogni piè sospinto. Un po lo capisco, purché non si esageri.

    1. Il comunismo è defunto (perché naturalmente Cina, Corea del Nord e Cuba non sono mai state comuniste) ma purtroppo l’armamentario comunista, le “macchine” costruite per farlo andare avanti, continuano a funzionare benissimo. Una volta innestata la marcia, la macchina va. E non si ferma né ai passaggi a livello né sulle strisce pedonali.

    2. Sara

      … be’, la Madonna l’aveva detto che la Russia sarebbe stata il Paese che avrebbe onorato di più il Suo Cuore Immacolato!

    1. Giusi

      E a Venezia hanno dato fuoco all’altare della Chiesa del Santissimo Nome di Gesù: non commento perchè direi qualcosa di molto poco evangelico…..

  14. Giusi

    Mi pare quasi una chicca. Ho trovato per caso questo intervento di una cinquestella. Non se l’è filata nessuno ma dice cose veramente interessanti. Ma questi come vanno? Ognuno per i fatti suoi?

  15. Giulio

    Credo si debba ragionare molto sulle parole, sul loro significato e sul significato che si VUOLE DARE loro per mascherare la vera natura degli intendimenti… Di come l’inferno venga mascherato da paradiso, scientemente, maliziosamente… Grazie ad Andrea Piccolo che smaschera questo tentativo!
    Del resto, il più famoso “bordello” del mondo non si chiama forse The house of the Rising Sun? (La casa del sole nascente, la casa dell’alba)

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