L’omelia maccabea di Bergoglio

«Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi immondi e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza; così appunto morirono».

(Maccabei 1,62-64)

di Matteo Donadoni

No al pensiero unico. Mai così chiaro Papa Francesco, perché c’è un’insidia che striscia sulla Terra ed è lo spirito del mondo che più volte ha denunciato. Però è bene procedere per gradi, perché da quella sorta di “Radio Santa Marta” che sono diventate le meditazioni del mattino, il 18 novembre il Pontefice ha messo in chiaro alcuni punti che il mondo aveva travisato con un’omelia che i giornali mondani si sono guardati bene dal riportare. Ma prima la volpe, poi l’uva.

DUNQUE, PRIMA DI TUTTO PANE AL PANE: LA COSCIENZA NON E’ UN’OPINIONE

Giusto per puntualizzare il fatto che, ingenui, siamo stati tratti in inganno da inattendibili virgolettati di quel vecchio volpone di Eugenio Scalfari, e dato che già qualcuno mi ha rimbrottato: «meno male che c’è questo papa progressista che chiude lo Ior! (?)» e’ bene precisare la questione del Bene relativo.

Infatti, secondo i meglio informati, in seguito all’ormai nota intervista volterriana di Scalfari pubblicata, oltre che su LaRepubblica, sull’Osservatore Romano, pare che Bergoglio abbia fatto partire una furibonda telefonata alla redazione di quest’ultimo, a seguito della quale la suddetta è stata rimossa dai siti internet vaticani. Perché? Perché lo scaltro giornalista aveva virgolettato non le parole testuali del Papa, come dovrebbe fare un buon giornalista, ma ciò che, diciamo così, aveva creduto di capire, mettendo in bocca al successore di Pietro: «Ciascuno di noi ha una sua visione del Bene e anche del Male. Noi dobbiamo incitarlo a procedere verso quello che lui pensa sia il Bene». Concetto ribadito in una delle omelie laiche dello stesso Scalfari: «Francesco ha teorizzato in varie occasioni la libertà di coscienza dei cristiani come di tutti gli altri uomini e la loro libera scelta tra quello che ciascuno di loro ritiene sia il Bene e quello che ritiene sia il Male. E portando avanti il Vaticano II (Francesco) ha deciso di dialogare con la cultura moderna».

Uguale: capito niente. La domanda originariamente posta da Scalfari infatti era: «se una persona non ha fede né la cerca, ma commette quello che per la Chiesa è un peccato, sarà perdonato dal Dio cristiano?». La risposta ovviamente è “NO”. Dunque Scalfari ha usato il Papa per tirare acqua al proprio mulino? Fatico veramente a comprendere dove finisce l’ignoranza (eppure è stato educato dai Gesuiti!) e dove comincia la malizia. Perché il CVII, tanto citato e poco conosciuto, professa: «non possono salvarsi quegli uomini, i quali, pur non ignorando che la Chiesa cattolica è stata fondata da Dio per mezzo di Gesù Cristo come necessaria, non vorranno entrare in essa o in essa perseverare» (Lumen Gentium, n. 14). I padri conciliari si rifanno alla lettera di San Paolo ai Romani, che li definisce così: «essi sono dunque inescusabili, perché, pur conoscendo Dio, non gli hanno dato gloria né gli hanno reso grazie come a Dio, ma hanno vaneggiato nei loro ragionamenti e così non hanno capito più nulla» (Rm,1,21) per concludere in questo modo: «Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno […] pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa» (Rm, 1, 28-33).

Come ha ben evidenziato Antonio Socci, il fondatore di Repubblica confonde la coscienza con l’opinione, «ma quando il Papa parla di “coscienza” intende tutt’altra cosa, ovvero “la legge scritta da Dio nell’intimo” dell’uomo, perfettamente in linea con la dottrina cattolica». Il principio oltretutto è un principio razionale e laico, se infatti la coscienza è opinione ed il bene non è oggettivo, come sarebbe possibile distinguerlo dal male, come sarebbe possibile, ad esempio, la condanna del nazionalsocialismo e di tutte le ideologie del male?

E POI, VINO AL VINO: NON ACCETTATE ORDINI DAL SECOLO

E qui, per la verità, mi sento chiamato in causa anche io, che appoggerei subito quel giovane re che «arrivò sino ai confini della terra e raccolse le spoglie di molti popoli. La terra si ridusse al silenzio davanti a lui» (Maccabei 1,3), ovvero un nuovo Alessandro che ellenizzasse il mondo. Tutti dobbiamo farci un esame di coscienza, perché le parole del Papa sono forti. Mi consola il fatto che Israeliti, Spartani e Romani siano fratelli (Maccabei 12 e 14,16), che poi è il piano d’appoggio dell’Occidente.

C’è, infatti, un’insidia strisciante nel mondo, quella della “globalizzazione dell’uniformità egemonica” caratterizzata dal “pensiero unico”, attraverso la quale, in nome di un progressismo che poi si rivela adolescenziale, non si esita a rinnegare le proprie tradizioni e la propria identità.

Il Pontefice ha avviato la sua audace riflessione commentando in modo formidabile la lettura tratta dal Primo libro dei Maccabei «una delle pagine più tristi nella bibbia», dove si parla di «una buona parte del popolo di Dio che preferisce allontanarsi dal Signore davanti a una proposta di mondanità»: «In quei giorni sorsero da Israele figli empi che persuasero molti dicendo: “Andiamo e facciamo lega con le nazioni che ci stanno attorno, perché da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali”. Parve ottimo ai loro occhi questo ragionamento; alcuni del popolo presero l’iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà di introdurre le istituzioni dei pagani» (Maccabei I, 11-13). Si tratta, ha notato il Papa, del un tipico atteggiamento di quella «mondanità spirituale che Gesù non voleva per noi. Tanto che aveva pregato il Padre affinché ci salvasse dallo spirito del mondo» e che invece sembra aver preso il sopravvento. Come definiremmo oggi i sette fratelli Maccabei (II Maccabei, 7,1-3), che si fecero torturare ed uccidere, pur di non violare il precetto di non mangiare carni impure? Un precetto semplice e fatto di una gravità irrisoria a confronto dei 10 Comandamenti che ogni giorno i popoli cristiani oltraggiano a colpi di legge. Se fossero qui oggi, li definiremmo dei pazzi esaltati, dei fanatici, dei talebani cattolici?

Per Bergoglio questa mondanità nasce dalla stessa radice perversa, «da uomini scellerati capaci di una persuasione intelligente», che dissero: «Andiamo e facciamo alleanza con i popoli che ci stanno intorno. Non possiamo essere isolati», né fermi alle vecchie nostre tradizioni. Essi non si posero il problema se fosse giusto assumere questo atteggiamento progressista, inteso come un andare avanti a ogni costo. Si sente dire: «Non ci chiudiamo. Siamo progressisti». E’ ciò che accade oggi, ha notato il vescovo di Roma nella sua omelia maccabea, con l’affermarsi di quello che ha definito “lo spirito del progressismo adolescente” secondo il quale, davanti a qualsiasi scelta, si pensa che sia giusto andare comunque avanti piuttosto che restare fedeli alle proprie tradizioni: «Questa gente ha trattato con il re, ha negoziato. Ma non ha negoziato abitudini… ha negoziato la fedeltà al Dio sempre fedele. E questo si chiama apostasia. I profeti, in riferimento alla fedeltà, la chiamano adulterio, un popolo adultero. Gesù lo dice: “generazione adultera e malvagia” che negozia una cosa essenziale al proprio essere, la fedeltà al Signore». Come se la tradizione cattolica fosse un valore nominale e non reale, e la Parola di Dio oggetto di mercato: si cita Cristo come pretesto per parlare d’altro, si prende la Parola di Dio a piacimento, si spizzica. Si guarda alle nostre radici con occhio archeologico, ma nemmeno troppo affascinato, come anticaglia del passato, roba buona per quelle nonne ignoranti, che le donne emancipate liquidano con un sorrisetto accondiscendente. Ignorando invece, la santa ignoranza di quelle stesse nonne dalle menti chiare e le ginocchia di marmo, che hanno salvato il mondo col rosario in mano. «Ma di tutto questo poi si pagano le conseguenze» ha ammonito Francesco. Perché negoziare la propria fedeltà a Dio è come negoziare la propria identità.

Non è la prima volta che il Papa mette in guardia contro lo spirito del mondo: aveva già detto che i cristiani non devono usare «un linguaggio socialmente educato», incline all’ipocrisia, ma farsi portavoce della «verità del Vangelo con la stessa trasparenza dei bambini». Il vostro parlare sia sì sì, no no. Perché «La salvezza è questo: vivere nella consolazione dello Spirito Santo, non vivere nella consolazione dello spirito del mondo […]non si può negoziare un po’ di qua e un po’ di là? Fare un po’ una macedonia». La macedonia è apostasia. A questo proposito il Pontefice ha ricordato il libro Il padrone del mondo di Robert Hugh Benson, figlio dell’arcivescovo di Canterbury, Edward White Benson, nel quale l’autore parla dello spirito del mondo e «quasi come fosse una profezia, immagina cosa accadrà. Quest’uomo, si chiamava Benson, si convertì poi al cattolicesimo e ha fatto tanto bene. Ha visto proprio quello spirito della mondanità che ci porta all’apostasia». Farà bene anche a noi – ha suggerito il Papa – pensare a quanto raccontato dal libro dei Maccabei, se decidiamo di seguire quel “progressismo adolescenziale” e fare quello che fanno tutti. E ci farà bene anche pensare a quanto è accaduto dopo, alla storia successiva alle «condanne a morte, ai sacrifici umani» che ne sono seguiti. E chiedendo «voi pensate che oggi non si fanno sacrifici umani?», il Papa ha risposto: «Se ne fanno tanti, tanti. E ci sono delle leggi che li proteggono». Ovvio il riferimento ai pacifici negoziatori su tutto, sempre e comunque, la cui opera è «frutto del demonio», che si sono specializzati con dolci giri di parole a svendere la fedeltà alla Verità sull’aborto (e la RU486), sull’eutanasia, sul matrimonio (e i PACS, i DICO… il gay marriage). Insomma ci vuole un po’ più maccabei e meno corrotti.

Quello che ci deve consolare, ha però concluso il Pontefice, è che «davanti al cammino segnato dallo spirito del mondo, dal principe di questo mondo», un cammino di infedeltà, «sempre rimane il Signore che non può rinnegare se stesso, il fedele. Lui sempre ci aspetta; lui ci ama tanto» ed è pronto a perdonarci, anche se facciamo qualche piccolo passo su questo cammino, e a prenderci per mano così come ha fatto con il suo popolo diletto per portarlo fuori dal deserto.

46 pensieri su “L’omelia maccabea di Bergoglio

  1. Salvatore Scargiali

    Attenti a questi commenti, il “progresso” è anche crescita, conversione, comprensione della volontà di Dio, non solo “progressismo mondano”. Attenti a interpretare solo in una direzione le parole del Papa e far diventare la parola “progresso” come una nemica, si cade in una contrapposizione ideologica che cozza con l’apertura a tutti dell’amore cristiano.

    1. «Personalmente l’idea sottesa all’idolo del PROGRESSO ha smesso di convincermi da quando, grazie alle parole del signor Chesterton, ho intuito che lo scontro tra il nostro desiderio di stabilità e le nostre molte decadenze non può pacificarsi semplicemente spostando lo sguardo al domani, di cui peraltro non sappiamo proprio niente.
      L’OPPOSTO DEL PROGRESSO, invece mi convince molto: un vero punto di stabilità può essere trovato guardandosi alle spalle ed è l’ipotesi contenuta nella Creazione, cioè l’idea che ogni cosa sia buona al suo principio, qualsiasi cosa accada di essa nel tempo. Lo espresse con parole molto suggestive Chesterton, dicendo che il punto debole di chi venera il progresso “sarà scoperto non solo da tutti i poeti, ma da tutti i bambini. Si tratta del fatto che se il cielo non è bello, niente è bello. Se lo sfondo di tutte le cose non è positivo non serve a niente migliorare ciò che è in primo piano” (da La serietà non è una virtù).» (da http://www.tempi.it/blog/oggi-e-il-giorno-del-ringraziamento-e-ogni-giorno-ce-un-motivo-per-ringraziare)

      1. Il vero PROGRESSO sta nel continuo progredire del cuore dell’Uomo verso Dio… in altre parole la CONVERSIONE.

        Non credo sia una visione solo mistica o “angelistica”. Abbiamo riprova nella Storia di come un cuore fedele, ottiene tutti i Doni (quelli dello Spirito Santo in primo luogo) che Dio elargisce a beneficio di tutto quello che all’Uomo serve per vivere e al suo esprimersi anche attraverso la Scienza e le Arti.

        Così l’Opera dell’Uomo è benedetta da Dio e ogni cosa riesce bene. 😉

  2. Bell’articolo sostanzialmente e profondamente vero…

    Quel che personalmente vedo come pericolo e che da più parti sembra ci si dimentichi che un’ “omelia maccabea” come questa, si rivolge principalmente ad intra.
    Sono ii Cristiani il “nuovo Israele”, siamo noi il Popolo di Dio chiamato all’estrema fedeltà, a non corrompersi, a non scendere a compromessi, ad essere santi come Lui è Santo!
    A non dimenticare di santificare le feste, a non dimenticare il Nome di Dio, a non “avere due padroni”, a stare nell’obbedienza… e si potrebbe continuare. Certo con la consapevolezza e l’umiltà di riconoscersi continuamente peccatori e per questo rimettere continuamente a Lui “Onore Gloria e Potenza”.

    Tutto questo per la nostra salvezza certo – e per la nostra GIOIA, perché è una chiamata ad una vita FELICE – ma anche – in funzione degli “altri Popoli” – dei popoli lontani, dei popoli pagani, anche dei popoli che ai nostri occhi paiono di una perversione “inconvertibile”.

    Ma non sta a noi decidere chi e chi no, o fare come il buon Giona con la città di Ninive quando si affidò al suo solo giudizio…

    In sostanza il rischio è vedere ed additare continuamente le perversioni degli “altri” (popoli e singoli individui) discettando sul “si potranno salvare o il loro peccato è troppo grave?” o “si, ma devono fare questo e quest’altro o Dio non li perdonerà!”, dimenticando che se il Cristiano e il Popolo tutto di Dio non brilla di fulgida Luce – la LUCE di CRISTO – veramente nessuno ci salverà dalle tenebre.

    Su quanto poi sia imputabile oggi la non conoscenza di Dio e delle Sue Leggi, a popoli che avrebbero le proprie radici proprio nel Cristianesimo e nell’azione dei primi Cristiani, ho già scritto il mio commento che qui vi risparmio (ma inserisco: https://costanzamiriano.com/2013/11/19/i-deserve/#comment-67775), ma certamente è citabile a giudizio chi ben la conosce vivendo nella Chiesa, perché trovandosi mancante, non avrà mancato solo al primo precetto «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente», ma anche al secondo (che è simile al primo) «Amerai il prossimo tuo come te stesso».

    Di fronte poi a scenari che sono comunque e indiscutibilmente quelli che conosciamo e che a tinte più o meno apocalittiche (nel vero senso del termine) vengono dipinti, c’è da misurare bene le nostre forze…
    Avremo noi la forza dei sette fratelli maccabei e della loro madre qui citati? Avremo la forza, difronte alla coercizione di venire meno ad un precetto, che potrebbe sembrare una colpa poi non così grave? Forse che non ci capita di farlo già di sovente e senza neppure che ci si frusti o minacci di tortura. Se la risposta è no, ed è buona cosa lo sia, perché non è bene presumere della propria capacità al Martirio, questo ci serva a darci la nostra misura e ci sproni a chiedere a Dio le Grazie che ci sono necessarie a giungere, se e quando Dio volesse, alla Virtù eroica…

    Perché se non bastano esempio, predicazione e anatemi, non resta che il sangue sparso, sparso – per – i persecutori, coloro che (a ragione) definiremmo “gli empi”.

    1. admin

      Hai ragione grazie, rimedio subito !!! (è che quel versetto del Maccabei in alto a destra mi ha confuso le idee durante l’impaginazione).
      Scusa Matteo Donadoni.

  3. vale

    beh, almeno abbiamo il Papa che fa quel che dice.
    Quelle visite segrete di Papa Francesco fuori San Pietro per la carità ai clochard
    di Franca Giansoldati

    Chissà se è andata davvero come nel film di Nanni Moretti. Il Papa che di nascosto ai cardinali, anche per non scombussolare troppo le rigidità curiali, riesce a dribblare la vigilanza interna vestito da prete per uscire da porta Sant’Anna e fare visita ai barboni che la sera si radunano numerosi nei pressi del colonnato. L’ipotesi di per sé clamorosa sarebbe effettivamente in linea con lo spirito anticonformista di Bergoglio, un gesuita arrivato da molto lontano.
    http://shop.ilmessaggero.it/home_sd.php?page=layoutArticoloNotte&noBar=1&idCampagna=22&idSito=11

  4. vale

    @bariom
    ma sai,sul corriere della serva si riporta, a firma g.g.vecchi che nascerebbe tutto da una frase dell’elemosiniere che era stato invitato dal Papa ad andare personalmente a fare elemosina :«Quando dico al Papa “stasera esco in città”, c’è sempre il rischio che lui venga con me. È fatto così, all’inizio non pensava al disagio che si poteva creare”…

    Più tardi la faccenda monta e «padre» Krajewski («il Papa mi ha detto: “Quando qualcuno ti chiama “eccellenza” chiedi cinque euro di tassa per i poveri! Anche a me è venuto di chiamarti così ma non ho cinque euro in tasca….”») si fa un’altra risata al telefono col Corriere , «ma non è vero niente, si figuri: certo, al Santo Padre piacerebbe, come piacerebbe uscire a confessare i fedeli, ma non gli è possibile, non è mai successo: chi interpreta diversamente il mio sorriso, si vede che non sa sorridere…».

    http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/bergoglio-notturbino-l-elemosiniere-del-papa-ho-paura-che-francesco-mi-segua-nei-miei-67452.htm
    anche se sembra una smentita che non smentisce.

  5. matteo

    si passa da un estremo all’altro…
    <>
    MA STIAMO SCHERZANDO? rileggete il vangelo per favore….la domanda e’ mal posta e fuorviante ma la risposta e’ ovviamente SI, se c’e’ il pentimento! senza per questo nulla togliere al bene assoluto e alla dottrina cattolica

    1. matteo

      Certamente c’è la Misericordia!
      Si intende se una persona rifiuta Dio e il suo perdono coscientemente. Conoscendo la Buona Novella, la snobbano.

    2. claire

      Bravissimo! Il cuore dell’uomo non può essere compreso se non da Dio.
      Mamma mia quanti giudizi… e quante parole-parole-parole…
      e guardaimo la trave del nostro occhio va là!
      lavoro con quelli che sono considerati “ultimi”, “peccatori” e chi più ne ha, più ne metta. Se avessimo potuto camminare con le loro scarpe, sono certa, non saremmo stati diversi.

  6. Alessandro

    Dall’Omelia di giornata di Papa Francesco:

    “Lo spirito del mondo…vuole che andiamo per una strada di uniformità”, ma, come avverte San Paolo, “lo spirito del mondo ci tratta come se noi non avessimo la capacità di pensare da noi stessi; ci tratta come persone non libere”:

    “Il pensiero uniforme, il pensiero uguale, il pensiero debole, un pensiero così diffuso. Lo spirito del mondo non vuole che noi ci chiediamo davanti a Dio: ‘Ma perché questo, perché quell’altro, perché accade questo?’.
    O anche ci propone un pensiero prêt-à-porter, secondo i propri gusti: ‘Io penso come mi piace!’.
    Ma quello va bene, dicono loro… Ma quello che lo spirito del mondo non vuole è questo che Gesù ci chiede: il pensiero libero, il pensiero di un uomo e di una donna che sono parte del popolo di Dio e la salvezza è stata proprio questa! Pensate ai profeti… ‘Tu non eri mio popolo, adesso ti dico popolo mio’: così dice il Signore. E questa è la salvezza: farci popolo, popolo di Dio, avere libertà”.

    “E Gesù – ha soggiunto – ci chiede di pensare liberamente, pensare per capire cosa succede”. La verità, ha detto ancora il Papa, è che “da soli non possiamo! Abbiamo bisogno dell’aiuto del Signore”. Ne abbiamo bisogno “per capire i segni dei tempi” e, ha evidenziato, “lo Spirito Santo ci dà questo regalo, un dono: l’intelligenza per capire e non perché altri mi dicano cosa succede”:

    “Qual è la strada che il Signore vuole? Sempre con lo spirito di intelligenza per capire i segni dei tempi. E’ bello chiedere al Signore Gesù questa grazia, che ci invii il suo spirito di intelligenza, perché noi non abbiamo un pensiero debole, non abbiamo un pensiero uniforme e non abbiamo un pensiero secondo i propri gusti: soltanto abbiamo un pensiero secondo Dio. Con questo pensiero, che è un pensiero di mente, di cuore e di anima. Con questo pensiero, che è dono dello Spirito, cercare cosa significano le cose e capire bene i segni dei tempi”.

  7. admin

    Volevo comunicare che le polemiche spagnole hanno avuto come effetto oltre che far impennare le vendite del libro in Spagna (sono ormai 5 giorni che “Casate y se Sumisa” si alterna alterna tra il primo e il secondo posto nella classifica dei più venduti di Amazon.es), anche quello di “sfondare” il muro dei 200.000 contatti mensili (alla mezzanotte di oggi è probabile che saranno almeno 208.000).

    1. io

      …io, il libro, non l’ho letto, ma se posso dare la mia esperienza…: avere un marito che mi ama come Cristo ha amato la Chiesa, cioè che muore per me, mi “spinge” a “sottomettermi”; voglio dire: come Costanza dice spesso che il carisma dell’accoglienza, della tenerezza, del sostegno, ecc., che è tipicamente femminile, spinge l’uomo a dare il meglio di sé, così avere accanto un uomo che è un uomo, che se sbagli ti corregge e ti dice che sei carne della sua carne e, quindi, sarebbe stupido a non prendersi cura di te, perché se sto bene io sta bene anche lui, che è carne della mia carne, spinge la donna a “sottomettersi”, ad obbedire, a riconoscere che il marito è capo della moglie… senza voler scatenare polemiche di alcun tipo, questa è un’esperienza divina, perché siamo carne l’uno dell’altra in virtù dello Spirito Santo, di un’unione sacramentale… il mondo che ne sa? come può capire un linguaggio simile?

      1. .”..il mondo che ne sa?”

        Il mondo è uno solo per tutti! A meno che voi non vi siate riconosciuti e autonominati voi stessi non appartenenti a questo mondo, come dice Cristo nel Vangelo. Ma nel Vangelo lo dice ai dodici apostoli (dodici)!

        1. Ahh, quindi morti quelli… finita lì!

          Insomma Nostro signore si è dato un gran daffare per una manciata di decina d’anni tra le sue tre decine e poco più e quelle della vita dei Dodici. Tanta fatica (e sofferenza) per nulla…

        2. …dice, anche, S,Paolo, più avanti della citazione di Donadoni: “Perciò non hai nessuna scusa, o uomo, chiunque tu sia, col tuo giudizio, Perché in quanto tu giudichi gli altri condanni te stesso, poiché tu pure in quanto giudichi, vai nella stessa direzione: ma noi sappiamo che il giudizio di Dio si compie secondo la misura della verità su tutti coloro che camminano min quella direzione (Rm 2, 1-2)

          Anche voi , dunque, vi arrogate il timor di Dio e l’umiltà, come se fossero un VOSTRO bene! Voi vi separate, come fosse che conosciate come stanno le cose, e come essenti i seguaci del giusto, da tutti gli altri che sono nel mondo, anche fosse con la migliore volontà di aiutarli. voi considerate la imbecilittà di quegòl’altri come la loro imbecillità, e per questo la vostra inbecullità è ancora più imbecillità!

              1. Il senso della citazione che riporti comunque va ben oltre:

                Romani 2

                1 Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose. 2 Eppure noi sappiamo che il giudizio di Dio è secondo verità contro quelli che commettono tali cose. 3 Pensi forse, o uomo che giudichi quelli che commettono tali azioni e intanto le fai tu stesso, di sfuggire al giudizio di Dio? 4 O ti prendi gioco della ricchezza della sua bontà, della sua tolleranza e della sua pazienza, senza riconoscere che la bontà di Dio ti spinge alla conversione? 5 Tu, però, con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, 6 il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere: 7 la vita eterna a coloro che perseverando nelle opere di bene cercano gloria, onore e incorruttibilità; 8 sdegno ed ira contro coloro che per ribellione resistono alla verità e obbediscono all’ingiustizia. 9 Tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male, per il Giudeo prima e poi per il Greco; 10 gloria invece, onore e pace per chi opera il bene, per il Giudeo prima e poi per il Greco, 11 perché presso Dio non c’è parzialità.
                12 Tutti quelli che hanno peccato senza la legge, periranno anche senza la legge; quanti invece hanno peccato sotto la legge, saranno giudicati con la legge. 13 Perché non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificati. 14 Quando i pagani, che non hanno la legge, per natura agiscono secondo la legge, essi, pur non avendo legge, sono legge a se stessi; 15 essi dimostrano che quanto la legge esige è scritto nei loro cuori come risulta dalla testimonianza della loro coscienza e dai loro stessi ragionamenti, che ora li accusano ora li difendono. 16 Così avverrà nel giorno in cui Dio giudicherà i segreti degli uomini per mezzo di Gesù Cristo, secondo il mio vangelo.
                17 Ora, se tu ti vanti di portare il nome di Giudeo e ti riposi sicuro sulla legge, e ti glori di Dio, 18 del quale conosci la volontà e, istruito come sei dalla legge, sai discernere ciò che è meglio, 19 e sei convinto di esser guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, 20 educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché possiedi nella legge l’espressione della sapienza e della verità… 21 ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso? Tu che predichi di non rubare, rubi? 22 Tu che proibisci l’adulterio, sei adùltero? Tu che detesti gli idoli, ne derubi i templi? 23 Tu che ti glori della legge, offendi Dio trasgredendo la legge? 24 Infatti il nome di Dio è bestemmiato per causa vostra tra i pagani, come sta scritto.

                E come vedi tornano i concetti che ho espresso nel mio primo commento (ovviamente non perché S. Paolo è con me concorde, ma semmai il contrario), ma anche un “pagano” in queste righe ha di che riflettere… o no?

                Nota per cortesia il passaggio che descrive la “legge di Dio” come “legge naturale” inscritta nei cuori… argomento su cui se non erro hai avuto a che ridire.
                Se prendi la Parola a motivo di richiamo per chicchessia, devi prenderla tutta intera per quel che è, e per te stesso 😉

                1. …dicevo imbecilli in senso tecnico!
                  Comunque dal momento che la legge è inscritta nei nostri cuori, ritiro tutto, come non detto, gloria a VOI, e avanti con le invettive!
                  C’è ne sarà per tutti, state tranquilli, non mancherà la materia, in Europa e fuori!
                  Ho errato, è vero, abbiate pietà!

                  1. @Alvise, non mi pare che l’ “oggetto del contendere” sia a chi dare la gloria (tolta quella che dobbiamo a Dio e a Lui soltanto…).
                    Peraltro mi pare che il mio scrivere fosse più del tipo “guai a noi” che “gloria a noi” ( se vuoi un più prosaico “occhio!”… ma si vede che non c’intendiamo 😉

                    1. …no, non ci intendiamo, non ci si può pole tra chi ha sempre da ridire su tutto e su tutti in quanto falsi, sudici, irresponsabili, stronzi, bestemmiatori, sadici, ubriaconi, pederasti, pervertiti, pensatori del pensiero unico sotto tutti i suoi aspetti malefici, politici europei, comunisti, atei, maiali eccetra, e chi vede la gente, nel suo insieme, vivere, alla fine, la vita che ci tocca vivere a tutti, e quella sola.

                    2. @Alvise, di tante cose mi si può accusare (e spesso a ragione), ma proprio di questa non credo…

                      Ho collezionato qui tutta una serie di “medaglie” del più “buono del reame” e sospetti di “buonismo”.
                      Non lo dico per dire che sono meglio, ma solo perché questo tuo commentare sempre “all’ammasso” – tutti uguali voi, tutti uguali noi, tutti uguali tutti – è il motivo principale per cui “non ci si pole intendere”!

                      Tu non fai distinzione di persona, né di sensibilità, né di modo di veder le cose (seppur tutte racchiuse nel comune sentire della fede…).

                      Se ti piace così… sono proprio coglione io che cerco sempre di risponderti, come posso, meglio che posso.

  8. vale

    @admin
    sul blog si può dire : magggica la***? 🙂

    *************
    NO!!! (anche perché lo sanno tutti che magggica è solo l’aesseroma).
    Admin
    ************

  9. 61Angeloextralarge

    “Non accettare ordini dal secolo”: bell’esempio ci da’ la Croazia… difendendo il matrimonio naturale, attraverso un referendum domenica prossima, dove si chiede di inserire nella Costituzione la dizione di matrimonio come “unione tra uomo e donna”. Il 68% degli elettori è favorevole. 😀

  10. vale

    @angeloextra
    beh, se vorrà entrare in europa, dovrà toglierla quella definizione.
    il mostroburocraticoomoegualitaristacorretto non lo permetterà.
    raus!

    1. 61Angeloextralarge

      vale: se entrare in Europa significa perdere i valori fondamentali… è meglio che resti fuori. A me a volte dispiace di essere “europea”, soprattutto quando i boss della comuntà europea fanno di testa loro senza pensare ai danni consegue nti alle loro leggi. 😦

    1. Non ho letto l’articolo, ma queste sono proprio quelle stronz…te che sono solo testimonianza di un’imbecillità COLOSSALE!!

      Ditemi voi se incontrando un persona qualunque, senza sapere in cosa creda o non creda, di qualsiasi “colore” o lingua e salutandolo con un “Dio ti benedica” (cosa che mi capita sovente di fare anche se sembra una cosa da “non so chi”…), questa si possa sentire offesa… io no ne ho ancora incontrate.

      Se non fosse una cosa ben triste, sarebbe RIDICOLA 😐

        1. Eh certo, ormai è Natale… adesso si riapre le solita tiritera presepe si, presepe no, canti di Natale si, canti di Natale no, è nato Gesù o Babbo Natale? Facciamo i Pastori o gli… impostori? (!) 😦

          Se trovo il tempo, voglio “postare” la circolare Provveditore agli Studi (o chi per lui) Regione Emilia Romagna che invita alla “prudenza” nella prassi delle scelta dei singoli Istituti su questi “delicati temi”…

          PRUDENZA! Mi raccomando prudenza… Ma abbiate pazienza!! (ricorda qualcuno? ;-))

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