L’inferno è la dis-umanità

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di Claudia Mancini   LaPorzione.it

«L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio».

Così scriveva Italo Calvino ne «Le città invisibili», per ricordare che non esiste una “città umana” ideale, perfetta, senza difetti, in quanto la “città reale” è sempre l’espressione diretta degli uomini che la abitano.

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Media e lode

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di Costanza Miriano

Qualche giorno fa mia figlia si è trovata a fare i conti con il primo dieci e lode della sua neonata carriera scolastica, immagino conseguito grazie alla sua simpatia, vista la capacità scrittoria non esattamente da amanuense.

–      “Mamma, che vuol dire dieci e lode?”

–      “Be’, vuol dire che hai fatto le cose bene, ma proprio bene, senza sbagliare niente, e che per questo la maestra ti fa anche tanti complimenti, come se ti desse un bacio.”

–      “Tu sei media e lode, mamma.”

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Ci vuole costanza

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di fr. Filippo Maria

Ci vuole costanza! Mi diceva mia madre quando ero bambino e non avevo voglia di fare i compiti e tornavo tardi dopo aver giocato a calcio tutto il pomeriggio e già che il campetto stava pure vicino casa e mamma chiamava dalla finestra: Filippooooooooo! E io che facevo finta di non sentire ma quando rientravo me lo ricordava che ci vuole costanza nelle cose e che se non studiavo tutti i giorni mi sarebbe andata male nella vita… ma io glielo dicevo che da grande volevo fare il calciatore, come infatti poi non è accaduto… Continua a leggere “Ci vuole costanza”

Gioco di coppia

di Andrea Torquato Giovanoli

A chi ha praticato uno o più sport di squadra nella vita, sarà capitato qualche volta di sperimentare quel particolare stato di grazia nel quale, durante un tempo più o meno breve di gioco, si riesce a cogliere un senso  pieno e spontaneo di comunione con i propri compagni, per cui l’azione ed il  pensiero di ogni singolo componente è in perfetta armonia con quello degli  altri e dell’intero gruppo, tanto che tale situazione si avvicina fortemente  a poter essere descritta con le note parole dell’Apostolo: “erano un cuore  solo ed un’anima sola” (Cfr. Atti 4,32). Continua a leggere “Gioco di coppia”

Darsi una mano

di Marta e Mario G.

Quante volte vostro marito si è offerto di darvi una mano e voi, in una frazione di secondo, come in un film avete già visualizzato almeno cinque possibili catastrofi ambientali? Con il sorriso più bello avete celato questo terrore dicendogli: “No grazie, tesoro, vai pure a riposare, faccio da sola….”.

E lui sollevato da ogni incombenza, orgoglioso di aver offerto la sua assistenza all’adorata mogliettina, con la convinzione di essere stato anche questa volta un bravo marito disponibile, si dirige soddisfatto alla sua postazione informatica: “E’ fatta, ho il pomeriggio libero! E poi a me dà molto fastidio sudare…”.

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12 – Le domande grandi dei bambini

numero dodoci :  “Ma Gesù è come Babbo Natale?”
 
 
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Ringraziamenti e ricordi

NataMamma
Dopo il post Wish you were here Costanza ha ricevuto questa mail da Paola Bonzi:
Grazie a tutti voi carissimi, che avete preso in considerazione la nostra fatica attuale di poter continuare ad offrire aiuti concreti alle donne incerte sulla prosecuzione della loro gravidanza, per i tagli apportati ai sussidi erogati da parte di Regione Lombardia.
Offrire 100 euro mensili a una donna che per desistere dall’aborto volontario dovrebbe rinunciare a un piccolo stipendio di 700/800 euro, con il quale forse mantiene la sua famiglia, è veramente cosa dolorosa. Continua a leggere “Ringraziamenti e ricordi”

Il matrimonio è come Rollerball

di Paolo Pugni

Sergio, ma che c@§§£ dici! E soprattutto che c@§§£ fai!Scusa la parola, ma ci sta. Non tra uomini: tra due che si conoscono da quando avevano 11 anni, prima media. Mica che non sappiamo come parlarci noi. Te lo ricordi? Eri quello invidiato da tutti.

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L’ allenamento per la vita

Pippo ginnastica

di Maria Elena Rosati   trenatamenouno

E’ incredibile quante cose si imparano andando dal dottore. Mentre sei in attesa del tuo turno, oltre ad avere il avere il privilegio di farti una cultura sulle malattie degli altri, puoi scoprire cose sconosciute. Come è successo a me qualche giorno fa.

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Wish you were here

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di Costanza Miriano

Ieri mattina ho parlato al telefono con una donna che grazie al suo lavoro ha salvato dalla morte oltre dodicimila bambini. Con la voce rotta e stanca mi ha detto che ieri non era andata al suo lavoro, non sapeva se ce l’avrebbe fatta a tornare.

Quella donna si chiama Paola Bonzi. Da ventotto anni dirige il Centro di Aiuto alla Vita (CAV) della Clinica Mangiagalli di Milano. Le donne che decidono di abortire in quella clinica vanno a parlare con lei, perché la legge 194, che pure è una legge profondamente sbagliata, almeno prevede che ci sia un colloquio (che in realtà in molti ospedali non si fa davvero) per verificare se i motivi che spingono una mamma a uccidere il suo bambino possano essere rimossi. Continua a leggere “Wish you were here”

Il primo social network

di Guido Dell’Orto

Zuckerberg non ha inventato niente, e a ben vedere è solo un principiante. Il primo social network, infatti, è nato duemila e rotti anni fa, e l’ha inventato la Chiesa: si chiama Comunione dei Santi. Ed è di gran lunga il più popoloso, al cui confronto il miliarducolo di iscritti che puó vantare Facebook fa ridere i polli. E non è solo un problema di quantità: Facebook avrà anche raccolto le iscrizioni di persone potenti e famose, ma alla Comunione dei Santi è iscritta gente del calibro di San Carlo, Sant’Ambrogio, Dante, solo per citare quelli con più post. Scusate tanto, ma questa è roba di livello. Continua a leggere “Il primo social network”

Una recensione da sogno

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di Mons. Antonio Grappone   – Pontificio Consiglio per i Laici

Dopo la bella sorpresa di “Sposati e sii sottomessa”, Costanza Miriano ci regala un altro frutto delle sue insonni notti letterarie: “Sposala e muori per lei”. Stavolta la copertina del libro è azzurra, non rosa. Il che già delinea un compito più complicato. Il titolo è ancora ispirato a san Paolo, alla Lettera agli Efesini, e nuovamente suona provocatorio: sposarsi per morire, un concetto che contraddice tutte le aspettative sentimentali che resistono abbarbicate al declinante concetto di matrimonio. Continua a leggere “Una recensione da sogno”

11 – Le domande grandi dei bambini

numero undici :  “Se non ci fosse Dio non sarebbe meglio? Non ci dovremmo preoccupare dell’inferno.”
 
 
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