La fine di chi?

di Costanza Miriano

“Le venti-trentenni per la prima volta sono molto più avanti dei coetanei sulla strada della realizzazione. Più che la pillola o l’aborto, ciò che ha reso possibile il cambiamento è la loro capacità di posticipare il matrimonio o di avere relazioni temporanee che non ostacolano istruzione o carriera.” L’altro giorno (sì, lo confesso, ero seduta e leggevo il giornale, ma solo perché mi trovavo in treno, non è colpa mia), ho dovuto leggere due volte. Non ci credevo che Hanna Rosin scriva davvero così, oggi, nel 2012, nel suo The End of men, la fine degli uomini, il saggio americano che sta facendo discutere nel mondo, o almeno pare (dubito sempre dei successi proclamati dai giornali, che spesso si parlano sopra, l’uno sull’altro, ma se incontro due signore nella metro che discutono di The end of men sono pronta a ricredermi).

Non posso credere che anche di fronte al disastro che ci circonda qualcuno possa in buona fede parlare di aborto, pillola e relazioni temporanee come di un successo, come di “essere avanti”. Posso credere che sia la condotta che ha vinto, posso credere che ormai per moltissime persone certi temi non siano neanche più da discutere, all’ordine del giorno, ma che qualcuno la definisca una conquista, questo non me lo spiego. Mi sembra evidente che su questo fronte, che è poi quello decisivo, ci sia una infelicità diffusa, e che la cosiddetta liberazione sessuale abbia sì vinto, facendo però perdere tutti, uomini e donne, lasciando dietro di sé sofferenze, insicurezze, solitudine.

Il brano citato era in un articolo di Elvira Serra, sul Corriere della sera di sabato, dal titolo: “Non mi chiami più? Ok, io esco da sola”; occhiello: “Nuovi modelli: una riserva di amici al posto del partner giusto”; sommario: “Amore, carriera, vita sociale. Le venti trentenni somigliano più ai maschi che alle madri. E alla relazione stabile preferiscono un giro di giostra”. L’articolo fotografa quella che pare ormai diventata una realtà diffusa, ma in modo malcelato la saluta come una gioiosa e trionfale evoluzione, guardandosi bene dall’interrogarsi sulle conseguenze, perché, pare, dare giudizi su questo tema è altamente fuori moda, in nome del vessillo della massima libertà, valore supremo.

Il massimo del dubbio viene espresso dal sessuologo Marco Rossi che dice “sono esperienze che lasciano l’amaro in bocca”, mentre la sua collega Chiara Simonelli la prende più leggera: “sul fronte verginità le ventenni non si comportano più come la nonna. A quell’età tutta una serie di esperienze sono già state fatte, e con pochi sensi di colpa. Sempre più spesso scelgono di andare a letto con un amico, più semplice, più rassicurante, meno vincolante. Tutto sommato questa libertà di sperimentare la vedo positivamente.”

Credo che sia una tragedia che i giornali di massima diffusione continuino a fare da traino a questa mentalità che non è affatto dominante, come vogliono farci credere, ma che anche a forza di pressioni mediatiche lo diventerà.

Il sesso non potrà mai essere una realtà neutra, in fondo lo sanno tutti, non lo può negare nessuna saggista americana di moda, nessun giornalista che più o meno consapevolmente collabora a questa battaglia contro l’uomo e contro la sua profonda felicità. In fondo al cuore lo sappiamo tutti che il sesso tocca le corde più profonde del nostro cuore, entra nel nostro sacrario e lo può anche devastare. Il sesso dice qualcosa di definitivo e importante sulla nostra anima, e non mi serviva, a capire questo, la nuova perla di Naomi Wolf, Vagina, A new Biography, appena uscito in America per dimostrare scientificamente la connessione tra il nostro organo sessuale e il cervello (credo che farò a meno dell’acquisto). È talmente vecchio, quello che dice la postfemminista: “le donne in occidente si stanno rendendo conto che la loro sessualità è presa di mira per controllarle e si stanno ribellando”. A me sembra al contrario che niente e nessuno ci controlli proprio per niente, e che anzi, quello di cui qui in occidente siamo assetati è proprio questo, qualcosa di alto a cui obbedire, che ci custodisca nella sua grandezza, anche quando esploriamo le nostre profondità più segrete, custodite, quasi inaccessibili (e che tali devono rimanere, quindi, niente libro di Naomi Wolf).

97 pensieri su “La fine di chi?

  1. Raffaella

    scusate il commento un po’ verace:a Roma si direbbe (se non ci fossimo trasferiti a Pisa 6 anni or sono):”ahò, ma che sei de’ fori?” ma davvero questi “guru della liberazione delle menti e delle anime” possono scrivere in buona fede cose che l’esperienza sconfessa? La gente è più infelice ora che nel dopoguerra, non riusciamo tirar su un governo che renda fiducia ai giovani e pensiamo di andare avanti così? Costanza, scrivi altri 10 libri… potremmo essere proprio noi donne un nuovo inizio (come lo siamo ogni giorno per le nostre famiglie… è la chiusura della giornata che desta qualche preoccupazione)

  2. Mah non mi convince questa storia del sesso con l’amico. In cosa consisterebbe l’amicizia? Di quale livello di amicizia stiamo parlando? Quello pruriginoso adolescenziale o quello libertino degli studenti universitari? La mia impressione di maschio è che l’ esperienza sessuale pregiudichi il sentimento di amicizia in modo definitivo. Toglie la fiducia. Un po’ come andare dall’eremita, ascoltarlo e poi scoparselo.

  3. C’è poco da spiegare.
    “La grande marcia della distruzione intellettuale proseguirà. Tutto sarà negato. Tutto diventerà un credo. È una posizione ragionevole negare le pietre della strada; diventerà un dogma religioso riaffermarle. È una tesi razionale quella che ci vuole tutti immersi in un sogno; sarà una forma assennata di misticismo asserire che siamo tutti svegli…”

  4. Chiara Segalla

    Questa è una generazione perversa, che non conosce le vie del Signore, ma nemmeno della civiltà, della cultura…Questo nostro occidente mi sembra ormai in totale dismissione….Non ci saranno più europei tra qualche decennio..e allora largo agli asiatici…a chi ha forze nuove ….

  5. Alèudin

    ne “L’altro Sole” splendida autobiografia di Olivier Clemént l’autore chiede ad un suo amico socialista e libertino:
    -Cosa provi quando finisce una storia con una ragazza?
    -A volte è come se uccidessi un uccellino soffocandolo tra le mani.

  6. 61Angeloextralarge

    Torno più tardi ma questa la devo dire: ho “anteprimato” (con calma) la pagina del nuovo libro, che Alessandro (mitico come sempre!!! Smack! 😀 ) ha inserito nel post di ieri. Aspetto con ansia il libro! Costanza non hai perso lo smalto! Smack! 😉

  7. Giusi

    Siamo ormai alla follia. Il mese scorso, su un mensile al quale mi sono purtroppo abbonata perchè mi ricordavo che dava dei bei consigli sul benessere: “Starbene” ho trovato l’adesione alla campagna: “Il buon medico non obietta”: Cioè non si tratta di essere a favore o contro l’aborto, si va oltre: si fa una campagna denigratoria nei confronti di quei medici che si rifiutano di sopprimere delle vite umane! Ho protestato sia con la rivista che con Berlusconi perchè trattasi di ,mensile Mondadori. Non ho ricevuto alcuna risposta però la campagna non l’ho più vista…

  8. Hanna Rosin potrebbe essere un fertile campo di studio storico. L’ho appena cercata con google e il primo suo scritto che ha attirato la mia attenzione è una filippica contro l’allattamento alla mammella, definito nell’occhiello “an instrument of misery that mostly just keeps women down” (una pratica tormentosa che per lo più serve solo a opprimere le donne)
    http://www.theatlantic.com/magazine/archive/2009/04/the-case-against-breast-feeding/307311/

    Mi ci è venuto da ridere: ci fu un tempo in cui i progressisti, Rousseau in testa, si battevano a spada tratta per convincere le dame ad allattare i figlioli, invece di sbolognarli alla balia. Ora la ruota ha fatto un giro completo e la progressista Hanna Roslin torna all’ancien régime.

  9. perfectioconversationis

    Segnalo un articolo sul l’odierno Corriere della Sera, che parla di The End of Men e di altri due saggi di scuola “femminista”: http://lettura.corriere.it/fare-la-mamma-non-e-mestiere-da-donne/
    Non ho letto nessuno dei libri citati ma, sin dall’articolo, si evince che gli argomenti usati siano un impasto di osservazioni di tendenze in corso – maggiore presenza delle donne nel mondo del lavoro, marginalizzazione progressiva degli uomini, loro riduzione a inutili suppellettili – e deduzioni più o meno ideologiche.
    Quel che più mi ha colpito è il richiamo dell’autrice di Why Have Kids?, Jessica Valenti, alla necessità di una comunità educante. La Valenti sembra invocare qualcosa di simile all’utopia dei falansteri fourieriani, luoghi dove tutti i figli sono messi in comune, la famiglia non esiste e l’unica educazione possibile avviene per opera della comunità, la quale – per motivi non troppo chiari – dovrebbe essere in grado di fare meglio dei propri singoli appartenenti, dovrebbe costituire un luogo ideale dove solo le migliori istanze dell’essere umano trovano l’ambiente adatto al proprio sviluppo.
    Qui la Valenti sembra stranamente un orologio rotto che, com’ è noto, dà l’ora giusta due volte al giorno: non è affatto sciocco, infatti, ritenere che una parte delle difficoltà delle famiglie e delle madri in particolare sia dovuta a una grande estensione del ruolo femminile a cui è corrisposta la contrazione del ruolo della comunità. L’impressione è che in passato le comunità educanti ci fossero e non fossero corpi artificiali creati da qualche utopista, ma le famiglie allargate, il tessuto dei rapporti di vicinato, la collaborazione profonda tra diverse agenzie formative -famiglia, scuola, parrocchia, ad esempio – e tra diverse generazioni. Proprio la liberazione da quei “ruoli” che tanto infastidiscono le femministe, l’emancipazione da una fertilità naturale e dunque non necessariamente bloccata a 1 o 2 figli, l’assenza di un orizzonte ideale di valori condivisi, la difficoltà di alcuni membri della famiglia a non svolgere ruoli retribuiti all’esterno, almeno in alcune fasi della vita, l’instabilità dei rapporti: tutto ciò che era alla base di una comunità naturale educante è venuto meno. Il curioso è che quegli orologi rotti delle femministe non si rendano conto che hanno contribuito a rompere proprio quella rete di rapporti che le avrebbe salvate dall’odierno “obbligo” all’onnipotenza: DOVERE essere brave madri ed efficienti lavoratrici, magari in carriera, è ormai molto aldilà della scelta individuale, è un obbligo, specie per donne che sanno benissimo che gli uomini che hanno al fianco, quegli accessori con cui alcune si ostinano ancora a fare i figli, sono probabilmente presenze transitorie e stagionali, com’è tipico di ogni accessorio.
    Chiaro allora che il discrimine, ciò che rende totalmente inadeguate le donne a questo inferno paritario travestito da utopia, è proprio la cura dei figli: per non rinnegare tutte le proprie premesse ideologiche non resta che trarre una conseguenza, non fare più figli. O lasciarli fare ai gay, se proprio ci tengono.

  10. Erika

    La mia impressione è che questo libro sia perfettamente inutile.
    Io di donne che “preferiscono un giro di giostra” non ne ho mai conosciute. Ne ho conosciute molte che si vantano di preferirlo, che è cosa ben diversa….
    Anzi, un fenomeno nuovo (e ancora molto in sordina), che riscontro tra i miei amici, è proprio il contrario: maschietti trentenni, single e che non si vergognano di dire che in fondo il “giro di giostra” non piace neanche a loro.
    Il sesso mordi e fuggi lascia sempre l’amaro in bocca.
    Ciò detto, mi sembra però pericolosa la deriva del “si stava meglio prima”.
    Io non ci credo: troppe donne che (non per loro scelta), non hanno mai conosciuto l’erotismo nella vita perché il sesso coniugale era inteso come puro “dovere meccanico” finalizzato alla procreazione.
    Il punto non è tornare indietro o andare avanti.
    Il punto è trovare un’altra strada, scartare di lato, secondo me….

    1. Velenia

      Erika,scusami,ma questa storia che le donne di un tempo erano sessualmente frustrate io l’ho imparata a scuola,ma quando ho cominciato ad avere l’età perchè donne più anziane si ritenessero libere di toccare questi argomenti con me (cioè circa 10 anni dopo l’indottrinamento scolastico) mi sono ricreduta,a cominciare da mia madre( che è nata nel 1941),a mia suocera(1933),fino a signore più anziane quasi tutte avevano o avevano avuto una vita sessuale soddisfacente con i loro mariti che le avevano amate,comunque pur in mezzo a sacrifici,rinunce e anche accese discussioni per tutta la vita.Sarà che erano tutte mediterranee e di sangue “caliente”,ma questo era quello che raccontavano.
      Che il sesso senza amore sia più soddisfacente a me sembra niente più di una leggenda metropolitana.

  11. giuly

    Queste neo-femministe mi sembrano sempre più extraterrestri: dove sono tutte queste donne ansiose di consumare rapporti mordi e fuggi con uomini kleenex? come Erika ne ho conosciute decine che si vantavano di farlo, ma puntualmente le posso re-incontrare tristi, deluse, amareggiate, insoddisfatte, incattivite, disincantate….
    Prendo spunto dall’intervento di Daniela-Perfectio per suggerirvi un romanzo uscito recentemente, dal titolo “Le assetate” di Bernard Quiriny, che raffigura un possibile paese dominato da donne simili a quelle tanto desiderate dalla Rosin, dalla Valenti e co.

  12. Sonia

    Finchè ci saranno persone che credono di poter dividere gli essere umani in donne e uomini, bianchi e negri, nord e sud, allora ci saranno pregiudizi, razzismo e mancanza di rispetto…ora io sono donna e non credo che come si viveva prima di questa pseudo libertà sessuale, si stava decisamente meglio. No, non credo. Per me non esiste assolutamente il concetto che è finita l’ era del maschio, la sua viritlità, etc etc….Parliamoci chiaro, il fatto che una donna possa avere una sua libertà di espressione, di seguire la sua indole che è quella dettata dal suo cervello e non dal suo organo sessuale dà così fastidio?? Sarà che per me non conta un individuo da quello che ha in mezzo alle gambe, ma da quello che contiene la testa, queste intolleranze verso le scelte individuali, siano di matrimoni tradizionali o gay, aborto o pillola, io non le capisco. Come il voler accusare il femminismo o la libertà sessualedi aver fatto crollare la società, di essere causa dell’ insofferenza e della tristezza…perchè credete che prima fosse meglio??? Vi invito a leggere qualche libro di storia…non credo esistessero secoli molto più felici di questi…e poi sul sesso, che crea tanto disagio e fa così paura quando è una cosa molto naturale, che ognuno facesse ciò che gli pare, se c è chi è convinto della castità o della verginità fino al matrimonio parlasse per se stesso e non pretenda che gli altri seguano questa strada. Per me non c’ è differenza fra chi pratica sesso libero e chi aspetta il matrimonio…semplicemente l’ importante è essere consapevoli di questa scelta, se uno pratica sesso libero per divertirsi tranquillamente, senza farlo per farsi del male o per riempire un vuoto ben venga, così chi pratica la castità prematrimoniale lo facesse perchè veramente convinto non per limiti, frustrazioni o perchè è la chiesa che lo dice….
    Io come donna non vorrei mai ritornare ad un ruolo donna madre casalinga e uomo padrone, o no, nè tantomeno vorrei uno pseudo uomo che crede di essere virile solo perchè alza la voce e pensa di comandare e decidere sulle sorti della moglie. Io credo nella collaborazione, nella parità di ruoli, perchè se esiste una differenza non è nel sesso , la differenza è nell’ individuo, nelle sue aspirazioni e nei suoi desideri….

    1. Sonia, il punto non è la libertà di scegliere nei limiti del rispetto dell’altro. Il punto è proprio il contrario, cioè che tutti i media, la cultura dominante vogliono imporre un nuovo status culturale aborrendo quella che è la civiltà da secoli. Vogliono convincere attraverso i propri modelli che bisogna fare sesso quando se ne ha voglia, che non esiste l’uomo e la donna ma un ibrido, che i gay debbano coltivare la loro differenza. Sono loro ad imporre e noi difendiamo la libertà di essere donna, uomo, eterosessuale rivendicando la nostra natura e richiamando l’attenzione affinché si sappia che questo modo di essere porta felicità, realizzazione, pienezza. Sono due culture che si scontrano, peccato che a rimetterci sia l’uomo moderno,con la sua infelicità, con la sua solitudine, con il suo vuoto interiore. E i nostri figli che crescono in un mondo confuso. L’aborto è un altra cosa, l’aborto è omicidio, punto.

      1. Sonia

        Exileye, quello che tu dici è la TUA scelta di vita, ma la realtà vissuta come differenze tra individui e non sessuale,non è un’ imposizione dei media, è semplicemente una realtà che esiste che vi piaccia o no. Io non credo che questo modo di vivere porti pienezza e felicità, lo porta A TE, perchè tu sei così, ma non a me sicuramente e alle persone che la pensano come me.Questo perchè fortunatamente si fa avanti nel mondo la consapevolezza che non si può racchiudere l’ uomo in schemi e pregiudizi, l’ uomo, maschio o femmina che sia, ha un suo percorso personale che va rispettato finchè non lede la vita degli altri. Questa confusione di cui parli c’ è sempre stata, non è certo con i gay o l’ essere umano come intendi tu “ibrido” che si è creata.Cosa dovrebbero imporre i gay sulle vostre scelte??? In realtà sono le persone come te che pretendono che la vita e la società sia improntata a tutti i costi su quella che è solo una vostra scelta di vita e basta.La presunzione di credere di essere nel giusto e nella verità assoluta mi fa paura. E’ da quella che nascono guerre, intolleranza e pregiudizi,. Se i gay si amano a voi che cosa importa? Se ci sono donne che scelgono un cammino diverso dal vostro cosa toglie alle vostre vite? La confusione dei figli nasce da genitori che non sanno ascoltarli, che sono assenti, indifferenti, non certo da unioni o matrimoni gay. Il fatto che la civiltà da secoli abbia rinchiuso la donna dentro una casa a sfornare figli non significa che sia stata una civiltà giusta. L’ aborto non è un omicidio, perchè io non credo nella religione cattolica. Se per te lo è allora fai bene a non abortire ma questa è una coerenza che vale solo per la tua vita e per chi è religioso come te.Io non mi permetto di giudicare come un’ assassina chi ha abortito perchè bisognerebbe sapere che cosa c’ è dietro ad una scelta così dolorosa e sempre difficile.Se non ci fosse l’ aborto probabilmente ci sarebbero molte più donne che gettano figli nel cassonetto o che li abbandonano ad una sorte non sempre felice.Quello per me è uccidere.
        In conclusione credo che ognuno abbia il suo percorso….e poi non esiste il detto ” le vie del signore sono infinite?”

          1. Sonia

            Ma la contraccezione proprio no eh? cmq non so quanti di questi bambini sarà destinato ad un’ adozione felice…forse alcuni…alri che cresceranno senza genitori, non credo che questo possa far felice un essere umano…

  13. I post di Costanza sono sempre molto illuminanti e mi ci ritrovo tantissimo. E’ molto pericolosa questa mentalità che si sta diffondendo, che l’esperienza in fatto di sesso sia una sorta di vademecum per le relazioni, una sorta di curriculum che si deve avere, per “essere avanti” o non apparire retrogradi. Ma che c’è di male ad apparire semplicemente umani? In questo caso donne umane, che nel profondo di loro stesse sanno esattamente dove sta la verità e non sta nell’orgasmo avuto con partner multipli, ma nel desiderio più profondo di una sessualità vissuta nell’ottica del dono e ricevuta come tale. Non prendiamoci in giro, perchè è quello che ci stanno facendo, interroghiamo il nostro io più profondo e cerchiamo il coraggio per guardarlo in faccia. Non vuole certo questa promiscuità che scava voragini. Vuole l’assoluto!! Quello non si trova negli appuntamenti al buio, non lo trovi con l’amico o con il primo che capita. Lo trovi con quell’uomo che, lo sai, ti è stato messo affianco da Dio. Il solo in grado di accoglierti, amarti e rispettarti come desideri e come meriti. Donne, vi scongiuro, svegliatevi. Tornate a essere voi stesse.

  14. Erika

    @Velenia: non mi sono forse spiegata bene. Io non credo affatto che il sesso senza amore sia più soddisfacente, credo esattamente il contrario. Non credo che l’amore si manifesti unicamente all’interno del matrimonio, ma questa è un’altra questione.
    Riguardo al passato…non intendevo generalizzare. E’ chiaro che tante donne hanno vissuto una sessualità pienamente soddisfacente con il loro marito.
    Il problema è che le donne avevano una scarsissima possibilità di incidere, di scegliere. Se a una ragazza capitava di fare l’amore prima del matrimonio (e si veniva a saperlo…) era segnata come poco di buono.
    Non dimentichiamo che lo ius corrigendi del marito nei confronti della moglie è stato abolito in Italia nel 1963, il delitto d’onore nel 1981.
    Non mi paiono cose da rimpiangere…
    Mentre da rimpiangere sarebbero forse lo spirito di sacrificio, la dedizione. Cose di cui oggi si è sempre meno capaci.
    Però parlare dei “bei tempi antichi” in modo totalmente acritico, non mi pare che ci possa far fare molti passi avanti.

  15. Chiara Segalla

    Sono d’accordo con Erika. I bei tempi antichi non erano belli per niente….Ma appunto la sfida di oggi è costruire una nuovo modo cristiano di vivere la sessualità e i ruoli, nuovo, consapevole, frutto di una scelta d’amore. Nuovo perchè i tempi sono cambiati. Nuovo e più bello, più umano, più conforme alla nostra natura di figli di Dio. Alla fine più che grandi discussioni, dibattiti, è la bellezza che salverà il mondo. Esorto tutti e me stessa a rileggere il Cantico dei cantici….

  16. Per giudicare com’erano i bei tempi antichi bisognerebbe averne cognizione, magari diretta o non troppo indiretta. Giudicare col senno di poi è facile e fare di tutt’erba un fascio pure…

    1. Sonia

      Grazie del benvenuto Joe “conformista”, se essere “ognunista” significa avere rispetto per le scelte individuali senza imporre con arroganza le proprie sono felice e degna di esserlo…ma ognunista come lo intendi tu non ha niente a che fare con me…

    2. Roberto

      Però Joe, devi ammetterlo, questa è stupenda…

      “”L’ aborto non è un omicidio, perchè io non credo nella religione cattolica.””

      Proviamo a parafrasare “very politically uncorrect”?

      “L’ebreo non è un essere umano, perché io sono un nazionalsocialista.”

      E cacchio! Diciamolo, non fa una piega. Quando un ragionamento è rigoroso non lascia scampo, non c’è che dire. Da oggi la mia vita è rivoluzionata! 😀

      1. JoeTurner

        @Roberto
        et voilà la signora ha vinto la medaglia d’oro di contorsionismo logico-ideologico.

        Ma io lascerei perdere, ‘ste cavolo di foglie sono verdi cacchio, ma nel mondo ormai impera il daltonismo cronico

        1. Sonia

          Ed ecco il solito intollerante che parla a sproposito per fare polemica e attaccare a piede libero…Chi cerca per forza lo scontro con me ha porte chiuse! Non mi interessa sopratutto chi scrive per non dire nulla….

        2. Sonia

          exileye parliamoci chiaro qui di imbarazzante c’ è solo la vostra di logica, che crede che sia la verità imperante su tutto e tutti. Io non sto dicendo che l’ aborto non è MAI REATO, io dico un’ altra cosa, che in alcuni casi, tipo quello di feto malformato, o quello entro le prime sett di gravidanza (tipo a causa di una violenza sessuale), per me non è uccidere, è una situazione diversa…e non voglio inoltrarmi oltre.Poi io sono per la contraccezione sempre e comunque.
          Augias mi piace molto e non credo che sarebbe imbarazzante per lui ciò che scrivo io……

        3. Sonia

          joe le foglie sono verdi perchè i tuoi occhi leggono solo quella gamma di colori..ma esistono anche gli infrarossi e gli ultravioletti … sentito mai parlare dell’ autunno?…. XD

          1. JoeTurner

            sì ne ho sentito parlare è la stagione in cui la natura si addormenta. Così come a volte si addormenta la ragione.

            PS scusa, quella delle foglie era una citazione ma non pretendo che tu lo sappia

            1. Sonia

              La stagione si addormenta per una nuova rinascita affinchè la vita vada avanti e si evolva…
              e la mia risposta sulle foglie era una battuta ma non pretendo che tu capisca….

                1. sonia

                  Anche le tue risposte lasciano molto a desiderare, e sul motivo per cui sei così credo di aver intuito la stessa cosa….quindi non infierisco

      2. Sonia

        ahahahahahaha ma come mi diverto a leggere commenti che non c’ entrano un cavolo con quello che scrivo!!!….davvero…per chi non ha capito intendo che l’ aborto non è reato in assoluto…. non aggiungo altro perchè non mi va di intrattenere polemiche…

        1. Sonia, che sia un reato o no sarà stabilito dalle leggi vigenti nei vari stati, ma l’aborto resta pur sempre il porre fine ad una vita umana, e questo è oggettivo, non dipende né da legge, né da religione, né da opinioni personali: è così.

          1. Sonia

            Non sono d’ accordo, è vero per voi che credete, per lo stato abortire entro le prime settimane di vita non è così…e rispetto profondamente le donne che fanno questa scelta con dolore e sofferenza perchè costrette da circostanze che uno non può sapere…… non mi sento di giudicarle come assassine, anche se secondo qualcuno vuol dire essere “ognunista”

            1. Sonia, forse non sono stato chiaro: che l’aborto sia la soppressione di una vita umana non è una questione di fede religiosa, è un fatto oggettivo. E questo è constatabile per chiunque, a prescindere da ogni convinzione personale.

              1. Ma dato che una serie di “illuminati” scenziati (così Sonia mi darà dell’oscurantista) ha stabilito che la vita inizia il giorno xxx – che se uno ci pensa veramente in modo oggettivo e aconfessionale non si capisce perchè non prima… e non ditemi -Sonia e C. – scientificamente, perchè di scientificamente incontrovertibile c’è SOLO l’inizio – leggi ovulo e spermatozoo) ecco servita su un piatto d’argento, la giustificazione morale per la non-uccisione.

                  1. Orazio Pecci

                    Ma “lo stato” chi è? Il Grande Fratello? Il Leviatano? E se lo stato decide (è successo) che chi porta gli occhiali è nemico del popolo? O che tutte le persone di nome Orazio (o Clarabella, o Sonia) sono nemiche del popolo?

                    1. O se lo stato è Sparta, bambini malformati, giù dalla rupe, o se tollera lo stupro, o lo propugna lo sterminio di massa (mai sentito?)… ma lo “stato” ha deciso che è buono. A Sonia (e a chi nella fattispecie ragiona come lei) andrà bene certamente 😐

  17. Chiara Segalla

    Beh, io conosco da vicino una donna del secolo scorso tuttora vivente che per avere indossato un paio di pantaloni era stata definita dal suo parroco una poco di buono….ci sono biblioteche piene sulla condizione della donna ( e dei bambini) fino a 50 60 anni fa….Non faccio di tutt’erba un fascio, ma rivendicare alla donna la sua dignità non vuole dire essere delle femministe talebane o andare in giro a gridare l’utero è mio.
    Lo stravolgimento di adesso non deve fare buttare via con l’acqua sporca dell’integralismo femminista il bambino della dignità della donna in quanto esser umano.
    Amen.

  18. Sonia ti prego, è un pomeriggio incasinato nel mio lavoro, non posso leggere che per un cattolico l’uccisione di un bimbo è omicidio e per un ateo no, altrimenti perdo sensibilità con il monso che mi circonda.

    1. Sonia

      exileye non intendevo proprio questo, per cui preferisco non parlarne come ho già scritto prima…perchè già so che sarei fraintesa o presa in giro da stupide frasi messe a casaccio come quella di Roberto… 🙂

  19. Ok Sonia, magari ne riparliamo stasera ma pensa bene prima di scrivere perché credo che la tua logica sarebbe imbarazzante anche in un salotto con Oddifreddi e Augias e non dico altro.

  20. 61Angeloextralarge

    Sonia: buttare il sasso e poi scappare non è proprio il massimo della dignita, ma hai ragione… E’ meglio non fare polemiche! Ti consiglio di leggere alcuni post precedenti a questo, dove sull’argomento aborto si è molto parlato. Così i commentatori, per una volta, evitiano di “dire sempre le stesse cose” e di venire tacciati di “chiusura mentale”.

    1. Sonia

      Angeloextralarge infatti io non ho parlato di fare sesso e poi scappare…io ad esempio non sono così, ma ciò non toglie che chi lo fa non ha meno dignità di chi pratica invece la castità secondo me

      1. 61Angeloextralarge

        Sonia: ma l’hai letto il mio commento?
        “buttare il sasso e poi scappare” non è “fare sesso e poi scappare”.

        1. Sonia

          aahahahahah scusa Angeloo…oddio è l’ età che vuoi farci XD!! però in questo non capisco cosa intendi, io non credo di buttare il sasso e poi scappare non parlo di abortire così a casaccio, tanto come metodo contraccettivo…e per carità questa è una cosa che trovo assurda e inutile…quando si fa una scelta come l’ aborto non puoi scappare te la porti dietro a vita, per questo rispetto profondamente chi la fa(ma in maniera consapevole per motivi seri)…può essere un gesto di coraggio come tenere un bambino contro tutto e tutti…e adesso già so che per questo che ho scritto si scateneranno le ire dei conformisti anti-ognunisti qualunquisti metodisti ortodossi etc etc

          1. 61Angeloextralarge

            Sonia: senza offesa ma credo che la vita sia da difendere a qualunque costo e potrei portarti tantissime testimonianze a questo proposito. Quindi qualsiasi motivo si può avere, non lo condivido né l’accetto. Tra l’altro sono una che ha votato a favore del referendum sull’aborto: questo per farti capire come la vita, ma soprattutto Qualcuno, mi hanno fatto cambiare idea. E non tornerei indietro, anzi, mi dispiace molto quel voto.

          2. “non parlo di abortire così a casaccio, tanto come metodo contraccettivo…(purtroppo le ricerche fatte da enti NON religiosi dicono che è così nella maggioranza dei casi – soprattutto più l’età si abbassa) e per carità questa è una cosa che trovo assurda e inutile (meno male!! però ragionata sarebbe sensata e utile…)…quando si fa una scelta come l’ aborto non puoi scappare te la porti dietro a vita (ecco questa è una SACROSANTA VERITA’ e tu sei così solidale con il resto delle donne che non pensi sarebbe meglio fare di tutto per evitare questa ferita che – testimonianze dirette di donne LAICISSIME – NON SI RIMARGINA PIU’!)

            Se ritrovo il tiolo di un bel libro che ho in mente ti posto il titolo – scritto da donne di cui una per anni, attivista abortista.

            1. Sonia

              La ferita ci può essere anche in un figlio messo al mondo da una madre che non lo vuole…e lì il dolore è ancora più profondo…conosco donne che proprio per non abortire a causa del senso di colpa non danno nemmeno in affidamento i figli e se li tengono trattandoli non vi dico come…Questi figli anche abbandonati affettivamente o inesistenti per i genitori crescono con un dolore che niente e nessuno potrà colmare…allora dico piuttosto che preferisco una donna che abortisce e si tiene lei il dolore addosso, piuttosto una che fa il figlio per non sentrsi “sporca e cattiva” da una società bigotta, e poi lo maltratta fregandosene altamente…ora io potrei citare esempi concreti su ciò che dico ma francamente non lo voglio fare anche perchè mi sono stufata di dover dare spiegazioni e giustificazioni del mio punto di vista. Poi a buon intenditor poche parole. Alla fine che voi siate d’ accordo o meno non è importante. Riguardo “il cappio al collo” leggi bene cosa ho scritto, l’ hai inteso male..

              1. CFK

                Ho conosciuto decine di donne distrutte e pentite per aver abortito. Non ne conosco neanche una pentita di aver messo al mondo un figlio.

              2. Emanuele Petrilli

                Nessun bambino è un errore. Può essere un errore la circostanza in cui è venuto al mondo (uno stupro, o un adulterio) ma nessuna vita è un errore.

  21. perfectioconversationis

    Consiglio ancora una lettura, un’intervista a Emma Bonino: http://www.emmabonino.it/press/portraits/3634
    Ci sono dei passi strazianti. Quando parla ad esempio delle bambine che ha avuto in affido. A chi racconta che si può essere sole, femministe, abortiste e perfettamente realizzate, farei leggere l’intervista di questa paladina delle stesse idee. La quale, purtroppo o per fortuna, non vede che il grumo di dolore che è la sua vita è conseguenza diretta di alcune sue scelte, non solo personali ma anche politiche. Dico purtroppo o per fortuna, perché se lo vedesse fino in fondo, avrebbe due sole possibilità: o una completa conversione, oppure una pietra al collo.

    1. Sonia

      Per fortuna conosco donne che invece si sentono piene e relizzate anche se senza figli e famiglia tradizionale.Nessuna di loro si è convertita o si è messa un cappio al collo…mi spiace

      1. 61Angeloextralarge

        Sonia: penso che la cosa importante sia non tanto il sentirsi realizzate ma il sentire di essere sé stesse. Non facciamo la gara a chi è più realizzato e chi meno, a chi ha un cappio al collo e chi no: il fatto stesso che dici “cappio” sta a significare che a te darebbe fastidio. O da fastidio – non so se sei sposata.
        Credo che tu non abbia capito una cosa: questo blog spiega bene che la “pratica estrema” del matrimonio è per donne senza paura e per uomini veri, ovviamente lo spiega non sputando sentenze contro chi, a questa “pratica”, non è interessato.
        Credo che tu non lo abbia capito, ma puoi capirlo, mi ripeto con il suggerimento, leggendo i post precedenti:

      2. perfectioconversationis

        Io ad esempio mi sento magra, ma proprio magra, e anche più in forma di una ventenne: se qualcuno vi dice che non è così, non credetegli!

        1. Roberto

          Ah-ah, Daniela! Non essere la solita polemica intollerante! Se me lo dovesse dire un sessantenne obeso, allora crederò a lui; se me lo dicesse una ventenne magra, crederò a te. Ma se me lo dicessero contemporaneamente, allora che faccio? 😦

  22. Giusi

    Della Bonino ricordo un’immagine agghiacciante ancora reperibile su internet: praticava aborti con una pompa di bicicletta…… Per quanto riguarda la “scelta dolorosa” si pensi solo che in Inghilterra ogni anno 1.000 ragazze sotto i 15 anni abortiscono: praticamente è diventato un metodo anticoncezionale, frutto dell’allegro “ognunismo” di cui sopra…

    1. Alessandro

      “Nel 2010 sono state 38.269 le adolescenti che hanno interrotto la gravidanza in Gran Bretagna. Una cifra in sé raccapricciante, ma c’è di più: di queste ben 5.300 sono alla seconda esperienza, 485 ragazze alla terza, 57 l’hanno fatto per la quarta volta, 14 hanno abortito cinque volte, quattro ragazze sei volte, e almeno tre sono arrivate all’incredibile livello di sette aborti.

      Si tratta di numeri choccanti che il governo non potrà ignorare, ci dice Rebecca Mallinson della Pro Life Alliance. E anche se il numero degli aborti tra adolescenti è sceso (del 4,5%) nel 2010 rispetto ai 40.067 del 2009, il fatto allarmante è che sono aumentati almeno del cinque per cento, nella stessa fascia d’età, gli aborti multipli.”

      http://www.avvenire.it/Mondo/Pagine/aborti-tra-le-adolescenti-in-inghilterra.aspx

  23. Il problema è che tutte queste ideologhe post-femministe o neo-femministe o come cavolo si vuole catalogarle spesso hanno superato da un pezzo la soglia dei venti-trent’anni, e quasi sempre non sono neppure madri, per cui in sostanza parlano di realtà che non conoscono di persona ma che pure si permettono di trattare secondo tòpoi retorici calibrati sul loro personalissimo registro ideologico, datato anni ’70 e -si presume- ormai scaduto. Io sto ancora nei venti, le conosco molto bene le ragazze di cui parlano (a sproposito) la Rosin e quell’altra imbrattacarte del Corriere, e tutto mi sembrano fuorchè delle donne “realizzate”. Libere forse sì, nel senso più piatto del termine, allegre magari sì, come impone la società del benessere, ma non felici, nè serene, nè spensierate. E perchè poi dovrebbero esserlo, di grazia? Ci siamo liberati dal precetto della verginità per cadere nella superstizione del preservativo, feticcio apotropaico per eterni adolescenti terrorizzati dalla potenza generativa del sesso; abbiamo abolito il culto panico della maternità per istituire quello satanico della sterilità, come se il nulla fosse un valore; abbiamo puritanamente cassato la prostituzione come sacerdozio naturale, nel quale poche accedono per scelta, solo per riproporla subdolamente come fenomeno di costume, al quale invece tutte sono socialmente assoggettate e obbligate (pena il pubblico ludibrio: quale ragazza oggi oserebbe mai con orgoglio proclamarsi virtuosa?). Di cosa dunque le mie coetanee o le loro sorelle maggiori e minori dovrebbero esser felici? Di poter far sesso con chi vogliono, quando vogliono e come vogliono? Quella al massimo sarebbe vista come una conquista dagli uomini, che hanno un’altra natura e per i quali vale comunque il detto aristotelico (quello sì andato decisamente fuori moda) “post coitum omne animal triste est”. Quanto più allora varrà per le donne?!

    1. Hanno voluto “farsi maschi”… e cos’hanno ottenuto?

      La mia sessualità “libera” e spesso unicamente “genitale” di pre-conversione, non mi ha reso MAI pienamente felice (non scambiamo la felicità per quell’apice di piacere fisico che dura poci secondi, ma fosse anche per tutti i preliminari di questo mondo), nè realizzato, nè libero e mi ha portato spesso sull’orlo di grandissimi “casini”.

      Contente loro….

    2. Sonia

      Fiera delle banalità e frasi fatte, luoghi comuni e pregiudizi sulle donne che non la pensano come voi e quindi vengono tacciate di femminismo senza cognizione di causa…generalmente chi la pensa così è sempre una persona maschilista con una visione della vita chiusa e limitata….che tristezza…

      1. Fiera delle banalità e frasi fatte, luoghi comuni e pregiudizi su UOMINI e DONNE che non la pensano come voi e quindi vengono tacciate di BIGOTTISMO senza cognizione di causa…generalmente chi la pensa così è sempre una persona con una visione della vita chiusa e limitata….che tristezza…

        Come vedi cara Sonia potremmo continuare all’infinito… Tu qui non farai cambire idea a nessuno e nessuno qui (credo) la farà cambiare a te.

        Io ti ribatto più per ironia che altro (ma non avrei dovuto neppure iniziare – è che a volte ancora ci casco…), perchè essendo stato dalla “tua parte” facendo le stesse affermazioni, so che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e non è che tu ne abbia una reale colpa.
        Si inizia a capire quando si ha una vera volontà di apertura (o quando si è difronte ad un fatto che scardina di colpo tutte le tue convinzioni), eppoi ci vuole la Grazia… Quella delo Spirito Santo intendo 🙂 ma anche questo fa problema se uno crede ostinatamente non esista.

        Eh si, è un po’ complicato. Ti auguro il meglio Sonia… sinceramente 🙂

        1. Sonia

          Ti ringrazio Bariom per il tuo augurio sincero. La frase che tu prendi era riferita a vento dell’ ovest…e come al solito, devo specificare le cose.Il peggior sordo io lo trovo in chi continua ad essere convinto della propria verità CERCANDO D’ IMPORLA AGLI ALTRI .Ecco perchè credo che alla fine vince il percorso personale, fatto di scelte proprie, e non l’ arroganza di chi pretende di creare una realtà a sua immagine e somiglianza a tutti i costi.Per questo alla fine ben vengano i confronti ma non sopporto le accuse inutili e i pregiudizi (non mi riferisco a te nel particolare).Detto questo aggiungo che fino a 18 anni frequentavo la chiesa, addirittura mi feci regalare l’ anello per il rosario, e volevo, reggetevi forte, farmi suora missionaria! Poi ho avuto quel fatto che tu citi, e mi sono affacciata ad altre convinzioni, che non sono necessariamente atee….Ma alla fine per carità ripeto: ognuno ha le sue….Io apprezzo chi vuole confrontarsi con rispetto e nn ti reputo nè un oscurantista ne limitato, così come non lo penso di altri cattolici convinti che conosco. Propio perchè non faccio di tutta un erba un fascio. Auguro il meglio anche a te, qualunque sia…. ciao 🙂

          1. Comunque è strano che nella tua “apertura mentale”, Sonia, trovi arroganza in me, che a conti fatti ho solo descritto come stanno le cose per come le vedo quotidianamente e le conosco di prima mano, e non in una donna che scrive un libro intitolato “La fine degli uomini”, ben sapendo che migliaia di giovani donne ancora immature lo leggeranno. Ma questo non è imporre la sua “verità” agli altri, vero? La signora Rosin ha solo da sperare di non incappare un giorno in mia figlia, perchè se mai tentasse di plagiarla non sono sicuro che sarei ben disposto al dialogo come di solito invece sono.

            1. JoeTurner

              @Vento dell’Ovest:
              Conosco il tuo blog, scrivi benissimo, hai una grandissima cultura e ti stimo ma non posso credere che tu sul serio voglia discutere con chi argomenta in questo modo… anche nello sport esistono le categorie.

              1. @Joe Turner: se fossimo nel pugilato ti darei ragione: i pesi piuma coi pesi piuma e i massimi coi massimi. Ma quella è non a caso “la nobile arte”, come la chiamano. Qui invece ormai si tratta di guerriglia urbana, per nulla nobile, dove ciascuno tenta di sopraffare il suo vicino ed entrargli in casa, rubandogli ciò che ha di più prezioso e violentando i suoi cari. Fuor di metafora, se non si risponde colpo su colpo alla propaganda, anche quella più becera e ignorante, la propaganda vince. E vince solo perchè, a differenza che nel pugilato, conta proprio sul fatto che le sue vittime non le oppongano resistenza.

        1. Sonia

          Vento dell’ Ovest confutazione di cosa? Parli di femminismo e di banalità retoriche, parli di contraccezione come di “feticcio apotropaico per eterni adolescenti terrorizzati dalla potenza generativa del sesso” e di scelta personale sul non avere figli come” abbiamo abolito il culto panico della maternità per istituire quello satanico della sterilità”..A me ciò che scrivi fa venire i brividi…l’ estremismo senza cognizione di causa, il maschilismo stupido e gratuito di chi ancora pensa che una donna è virtuosa se arriva vergine fino al matrimonio( poi se nonostante l’ imene intatto se l’ è fatto mettere negli altri orifizi da altri uomini va bene), altrimenti è zoccola e magari va anche lapidata perchè no. Donna virtuosa se feconda e sforna figli altrimenti pseudo femminista stizzita dalla vita acida e pure vecchia.Cosa vuoi che ti dica, è un proliferare di luoghi comuni, ciò che scrivi si commenta da solo per l’ assurdità delle tue parole che non si basano su fatti reali ma su pregiudizi puritani e bigotti. Tu ragioni come un ventenne con idee medioevali (anche se pare che la donna godesse di libertà in quel periodo secondo qualcuno) limitate, dove il maschio è normale che abbia pulsioni e la donna no, deve reprimerle. Dove alberga la convinzione che se una donna è padrona della sua vita in quanto persona con un cervello e delle idee personali, sfornate da un cervello pensante, automaticamente è una femminista datata infelice e per niente serena. Io l’ infelicità la leggo anche in quelle donne casa e chiesa che piacciono tanto ai maschietti come te che ancora ragionano considerando gli individui solo per quello che hanno in mezzo alle gambe.Io non sono neanche una che ha superato da un pezzo la trentina, e questi pensieri non lio condividevo neanche a 20 anni. Come ripeto per me vale l’ individuo e il suo modo di essere, non il sesso,la razza etc..Per quanto purtroppo la cultura e la religione plasmino le persone…..

          1. Io qui l’unico estremismo lo trovo nel tuo discorso, secondo il quale il solo rimedio conosciuto dalla religione nei riguardi del peccato sarebbe la lapidazione. Vabbene che l’Islam è la nuova religione di moda, ma non è l’unica e tantomeno è la mia. I cattolici alla lapidazione preferiscono la confessione, dove l’unico sangue a esser sparso è quello di Cristo. In tal senso il libro di Costanza Miriano può aiutare a spazzar via i luoghi comuni tipici della retorica femminista. Comunque, teologia a parte, te lo ripeto: citi le mie frasi tutta indignata (come se avessi inneggiato a Hitler!) ma non riesci a scrivere due righe di argomentazione, esclusa ovviamente la parte in cui ti inventi di sana pianta che io abbia detto che una donna deve reprimere le sue pulsioni e l’uomo no, che se una donna ha un cervello e delle idee è automaticamente una femminista (la penso esattamente al contrario, anche perchè ad esempio Costanza Miriano ha un cervello portentoso e delle idee geniali e guardacaso non è una femminista), oppure che io consideri in una donna solo quello che ha fra le gambe (ma scherziamo? Che terribile spreco sarebbe ritagliare solo quel pezzo a sfavore di tutto il restante bendidio, occhi, cervello e anima compresi!). Ma non è che magari in fondo in fondo sei tu a pensare queste cose sulle donne, e le proietti su di me?! Non serve rispondere, tranquilla.

          2. Scusa Sonia intervengo qui dopo che avevamo raggiunto un “quasi armistizio”, ma scrivevi: “Per questo alla fine ben vengano i confronti ma non sopporto le accuse inutili e i pregiudizi…”
            E quello che scrivi qui sopra come “lo sopporti” ?

            Io lo vedo un cumulo di accuse gratuite (“i maschietti come te ecc. che ne sai tu di lui?), e di pregiudizi con un linguaggio che non ti fa onore (orifizi e compagnia bella…). Mah, spari ad alzo zero… a che serve?

            Vuoi l’ultima parola su ogni intervento? Vabbè te la lascio… ciao, ciao.

  24. senm_webmistress

    Triste è constatare gli effetti che fa la mancanza di quel sentimento non cristiano ma certo umano che una volta si chiamava pietas…

  25. 61Angeloextralarge

    Maschilista ance io? Beh, questa sarebbe proprio un’offesa daegna di una sfida al duello. Ovviamente scelgo l’arma: il DDT… 😉

    1. 61Angeloextralarge

      Ops! A st’ora gli “erori d’ortografia” son perdonati, sì?
      Notte santa a tutti,
      ai belli e ai brutti,
      e a chi non può dormire?
      Occhi aperti a non finire!

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  27. Emanuele Petrilli

    La questione è semplice: i libri devono vendere. Come fare per vendere? Un sistema facile ed efficace è compiacere il lettore. E il lettore di oggi è spesso un frustrato che pensa, si chiede, se per caso ha sbagliato tutto nella vita.
    Un libro del genere gli dà conforto. Un libro che dice che il fatto di essere soli, di vivere una sessualità disordinata e occasionale, magari di avere abortito per ragioni di carriera, non è affatto la causa del proprio malessere. Al contrario. E’ il sintomo di una società che cambia, che avanza.
    Una società che non ha occhi, non ha orecchie. Non sa cosa è meglio e allora guarda sé stessa e si accetta. Perché è molto più facile che criticarsi e decidere di cambiare.
    Per fortuna “la società” non esiste. Esistono degli individui più o meno collegati. Finché ci sarà una voce forte che dirà che un’altra vita è possibile, si andrà avanti e per chi non vuole essere oppresso nella samsara, ci sarà sempre una via d’uscita grande e accogliente.
    Speriamo di essere sempre accoglienti.

  28. Scemato il tourbillon di discussioni e polemiche che si sono scatenate su questo post, volevo tornare a quello che personalmente considero il nocciolo della questione, almeno secondo il mio punto di vista. anche se sarà poco letto visto che commentato un post subito si passa a quello successivo.

    Io credo fermamente che la sessualità (dono di Dio all’uomo – maschio e femmina) sai dal mondo, nella sua visione semplicemente “terrena”, realmente sopravvalutato.

    Voglio dire, per una parte del mondo, sembra che tutto ruoti attorno al sesso. Non parlo tanto del business e di tutte le tristi ramificazioni o del logoro ma sempre attivo triduo soldi-sesso-potere, ma della sfera dei sentimenti, delle relazioni umane e della umana felicità, in cui certo anche la sessualità ha un peso e ne può essere (dico “ne può essere” condizionale) una componente.

    Mi riferisco ad esempio, all’idea che il matrimonio, ma più laicamente il rapporto tra uomo e donna, non si regga se non si ha una buona intesa sessuale.

    Basta ragionarci sopra un attimo e appoggiarsi alle esperienze comuni di chi vive una sessualità promiscua piuttosto che “monogama”, per accorgersi quanto questa convinzione (o semplice affermazione) sia profondamente falsa e fuorviante.
    Guarda caso nelle unioni sentimentali, quando iniziano le incomprensioni, i problemi “di coppia”, la prima cosa che va in crisi sono proprio i rapporti sessuali. Questo avviene, il più delle volte, da parte delle donne, che hanno (grazie a Dio) una spiccata sensibilità a concepire l’atto come una “accoglienza”, un dono di sé (è la donna ad “accogliere” in sé l’uomo), a vivere il rapporto sessuale, sulla spinta di sentimenti molto più profondi di quelli che spingono (non sempre ma in generale) gli uomini, che devono combattere contro pulsioni più “genitali”, che rischiano spesso di portare il rapporto sul piano del mero “possesso” (da sempre la frase è “possedere una donna” non il contrario…).
    Certo questo può non valere per le donne “moderne ed emancipate” che pretendono di vivere la sessualità come la vivrebbe un uomo, non so esattamente con quali benefici… ma riprendendo il discorso, la relazione NON va in crisi perché non c’è una buona intesa sessuale! Tranne nel caso in cui la relazione (se di relazione vogliamoi parlare) non sia un semplice self service dei reciproci corpi.

    Potremmo anche riflettere sulle volte (chi non ci si ritrova batta un colpo) che dopo un intenso, piacevolissimo, metteteci quel che volete, rapporto sessuale, ci si ritrova a litigare aspramente dopo nemmeno mezz’ora….

    Potremmo riflettere sulla “memoria”… si, sulla memoria. Tralasciando chi ha avuto uno ed un solo “partner” (per usare un termine alla moda), uomini e donne che, tanto perché sia chiaro, invidio, cristianamente parlando, tralasciando questi dicevo, chi ha avuto più relazioni anche dense di sentimento e di aspettative, a distanza di tempo, cosa ricorda di queste relazioni?
    Ricorda ogni istante di ogni rapporto sessuale? Se è un po’ “fissato” e maniacale o se questo era l’unico scopo, forse… ma diversamente cosa ricorda? Ricorda i momenti, le gioie, le delusioni, i sorrisi o le arrabbiature, insomma tutto quello che potremmo ricordare pensando a nostro padre, nostra madre, i nostri fratelli, i nostri amici. Perché il nostro vivere, crescere, maturare… amare, su questo “altro” si basa, che non sull’intimità di due corpi. Intimità che ha effettivamente un grande impatto sulla nostra psiche e sul nostro spirito, tanto da farci spesso compiere scelte sbagliate, immature (le scelte), perché non-libere.

    Così chi vuole cercare il piacere effimero della carne, lo cerchi pure, non è poi così difficile trovarlo… E’ questione di tempo, ma si ritroverà nauseato come chi ha riempito il ventre all’inverosimile, ed un pugno di mosche in mano. L’uomo (maschio e femmina) cerca qualcosa di più, cerca l’Amore (banalità vero…?), quell’Amore per cui semmai venisse il giorno il cui tu non potessi più soddisfare il “partner” (lasciatemi usare ancora questa parola) sessualmente, non verrai abbandonato/a come un scarpa vecchia, come un’auto da rottamare… questo desideri? O avrebbe ragione chi diceva di amarti (se te lo diceva) tra un amplesso e l’altro, di cercare chi lo/la soddisfi in tua vece? Perché si sa… senza sesso non si vive!

    Strano perché ho conosciuto tante persone che non vivono la sessualità come il mondo vorrebbe (per il mondo NON la vivono e basta… miseri) e sono le persone più felici e più appagate che ho conosciuto. Ricordo anche un caro amico fraterno, la moglie malata e un lungo periodo di castità (brivido lungo la schiena per questa “parolaccia”). Lui mi diceva: “uno dei periodi più belli e intensi di comunione che ho avuto con mia moglie” (per inciso ecco che la malattia già cambiava aspetto così vissuta). Cosa pensate ricorderà quell’uomo e soprattutto quella donna? Gli amplessi perduti o su quella “rinuncia” (che è in realtà il donarsi all’altro) hanno fortificato la solidità del loro rapporto, di loro stessi ed il loro futuro. Quello qui sulla terra (e quello in Cielo, per chi ci crede).

    Ecco perchè credo che tutto questo parlar di sesso, fatto a tutte le ore, come si vuole, con chi si vuole, basta si faccia, sia una gran presa in giro, un conformismo a cui adeguarti per non essere uno/a “sfigato”, ma che esaurite le spinte degli ormoni e delle voglie, proprio come un povero/a “sfigato” ti lasca…
    ———————————————

    Ho evitato volutamente di parlare di Grazia, di Sacramento, di peccato, o dell’immenso valore spirituale dell’Unione Sponsale.
    La mia, ammesso che lo sia, voleva essere una sorta di “analisi critica”, perché alcuni “miti” non dovrebbero essere tali neppure per il non credente. Il passaggio alla Grazia è un’altra cosa, dove i “falsi miti” si sfaldano da sè 🙂

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