Gleeden, le donne la chiamano fedeltà

di Raffaella Frullone     La Bussola Quotidiana

Lo presentano come il primo sito di incontri extraconiugali ideato dalle donne. Come se il tocco femminile fosse garanzia di qualità, un bollino anzi, da porre in calce a cartelloni e manifesti come tocco di classe. Si chiama Gleeden e conta oltre un milione e duecento iscritti nel nostro paese. Infedeli, penserete voi, invece no, perché il manifesto affisso sui muri delle nostre città recita: «Essere fedeli a due uomini significa essere due volte più fedeli».
Uno slogan decisamente convincente, se si considera nella sola Milano ha attirato qualcosa come 50mila iscritti. Mariti, mogli, fidanzati e persone impegnate a tempo più o meno determinato che possono soddisfare i propri desideri e insieme vedersi pulita la coscienza perché no, non si tratta di essere fedifraghi, bensì fedeli due volte.

Lo staff del sito è composto rigorosamente da donne, che hanno pensato a questa campagna per mettere in rilievo, si legge nel sito, come la ricerca di soddisfazione dei propri desideri al di fuori del matrimonio sia diventata un’esigenza anche femminile. E devono averci visto lungo se, come non mancano di sottolineare, il gentil sesso rappresenta il 37% degli iscritti alla community.

Ecco come Gleeden invita ad unirsi al club degli infedeli: “Donne sposate alla ricerca di un’avventura o uomini sposati alla ricerca di un incontro extraconiugale, Gleeden è il vostro giardino segreto, il vostro spazio privilegiato. La vostra coppia non vi soddisfa più completamente? Una parentesi infedele e sicura vi è offerta da Gleeden! Siete finalmente liberi di incontrare altre donne o altri uomini sposati che potranno capirvi” Nessun accenno al concetto di tradimento e anzi, l’infedeltà è presentata come il frutto naturale di una legittima esigenza da soddisfare. Non solo, il sito di incontri si fa promotore dei valori della trasparenza e dell’onestà: “Su Gleeden puoi dichiarare onestamente qual è il tuo status civile. L’onestà è alla base del nostro lavoro, rispettiamo i nostri utenti presentando unicamente profili reali di uomini e donne sposati, in coppia o anche single. La nostra politica si compone di valori forti e la nostra comunità si costruisce ogni giorno in modo naturale”.

I media hanno accolto l’arrivo di Gleeden in Italia con entusiasmo, scrive La Stampa: “Con pochi clic si può combinare un incontro perfetto. Niente più complicate bugie, chi decide di tradire può farlo con facilità. Voglia di ravvivare i piaceri passati dei primi momenti, dei flirts et della seduzione? Bisogno di fuggire, voglia di nuovo, ricerca di una relazione, sete di passione? Chi cerca tutto questo non deve perdere tempo”. Rincara la dose Vanity Fair che scrive “Il tradimento, poi, fa crescere: altrimenti perché mai si userebbe come sinonimo il sostantivo «adulterio»? Ma soprattutto fa bene. Ai singoli, e alle coppie, che proprio sul vincolo, sia pure romantico, dell’esclusività alla fine finiscono per schiantarsi. Bisogna che il tradimento sia esercitato liberamente, ma segretamente”.

Sul sito è possibile trovare le testimonianze di chi ha sperimentato il “servizio”: scrive una ragazza registrata come Dolcegiorno: «Mi sono sposata quando avevo 20 anni e l’ho fatto per amore, credevo davvero in quello che facevo. Dopo 15 ho capito che ho bisogno di una scossa alla mia vita, emozioni nuove per non rischiare di addormentarmi e vivere così il resto dei miei giorni. Ho trovato persone in Gleeden che mi hanno fatto risvegliare e vivere ancora e per questo le ringrazio. Non mi vergogno affatto del sito, ha esaudito il mio desiderio nascosto». Le fa eco Carola39 che scrive:  «Due bambini, la casa, il lavoro, un marito ormai troppo occupato a pensare ad altro e io non mi sentivo più valorizzata come donna. In questo sito ho trovato chi mi ha fatto nuovamente sentire femminile, sensuale, desiderata. Queste sono cose che per una donna contano tanto e io ne avevo bisogno per ritrovare fiducia nella mia femminilità». Dichiarazioni che appaiono accanto alle relative fotografie, naturalmente accessibili anche a mariti, fidanzati o compagni di vita più o meno ufficiali.

L’unica fedeltà consentita in questo sito pare quella verso i propri desideri e le proprie “esigenze”. Forse è questo il tocco di classe promesso e realizzato da uno staff tutto in rosa, con un clic le donne si guadagnano l’ultimo baluardo della parità, quello del tradimento, che nell’immaginario collettivo continuava ad essere un passatempo prevalentemente maschile. «Credo che oggi le coppie che si sposano ammettono la possibilità di una scappatella nel corso del matrimonio – afferma Teddy Truchot, uno dei fondatori del sito. – Prima di Gleeden, non c’era niente su Internet che coniugasse i siti di incontri e l’infedeltà. È un’alternativa più onesta, che propone incontri senza bisogno di nascondersi o di nascondere il proprio status matrimoniale».

Più che un’alternativa onesta somiglia ad un’ipocrisia collettiva o una scappatella virtualmente assistita, in ogni caso, non chiamatela fedeltà.

fonte: La Bussola Quotidiana

74 pensieri su “Gleeden, le donne la chiamano fedeltà

  1. nonpuoiessereserio

    Ho visto l’home page. Si vedono in sequenza: una donna annoiata che tira la cravatta ad un uomo, una donna che si appresta a mordere la mela non certo con aria felice, una donna con la faccia da cretina che guarda un uomo rincretinito che sta guardando da un’altra parte e di nuovo un’altra che morde la mela giusto per invitare l’uomo a cedere alle tentazioni. Dato che l’altro ieri era san Giuseppe, senz’altro mi attira di più scegliere di stare con uno come lui e aspettare con gioia e pace il Paradiso. Comunque questo sito si colloca perfettamente nell’epoca di idiozia che stiamo vivendo, è ben tollerato dai media che anzi ne promuovono la filosofia. Intanto le famiglie si sfasciano, l’umanità si autodistrugge culturalmente e spiritualmente e satana ha ottenuto quello che voleva.

  2. Una volta si chiamava “bovarismo”
    http://www.sapere.it/enciclopedia/bovarismo.html
    Jules de Gaultier de Laguionie filosofo e saggista francese (Parigi 1858-Boulogne-sur-Seine 1942). Studioso di Nietzsche e autore dell’importante saggio Le bovarisme (1902), in cui analizzò la natura del bovarismo, inteso come una malattia dello spirito diviso tra la mediocrità dell’essere e l’aspirazione alle realizzazioni più alte.

    1. 61Angeloextralarge

      Mi accodo! A me non fa “troppia” rabbia nel senso che più che altro mi lascia senza parole. Ed è meglio altrimenti ne direi qualcuna forse sconcia? 😉

  3. matrigna di cenerentola

    mah, io appartengo a una generazione in cui ancora l’adulterio era considerato “peccato grave” (e la fedeltà coniugale, pertanto, un bene da custodire con passione), ma perlomeno la trasgressione era trasgressione, e, immagino, fosse proprio per questo gratificante. Temo che la codificazione dell’adulterio con tessere online sia solo un altro sottile modo per rendere uomini e donne sempre più delusi e annoiati. Per questo, un po’ di sana recessione in Europa forse potrà contribuire a spostare di nuovo l’attenzione dai giochini di alle cose importanti del vivere. Me lo auguro. Ma se diventare ‘vecchi’ significa non riconoscersi più nel mondo circostante, tempo di essere molto vecchia.

    1. Alessandro

      Catechismo:

      “2380 L’adulterio. Questa parola designa l’infedeltà coniugale. Quando due persone, di cui almeno una è sposata, intrecciano tra loro una relazione sessuale, anche episodica, commettono un adulterio. Cristo condanna l’adulterio anche se consumato con il semplice desiderio. Il sesto comandamento e il Nuovo Testamento proibiscono l’adulterio in modo assoluto. I profeti ne denunciano la gravità. Nell’adulterio essi vedono simboleggiato il peccato di idolatria.

      2381 L’adulterio è un’ingiustizia. Chi lo commette viene meno agli impegni assunti. Ferisce quel segno dell’Alleanza che è il vincolo matrimoniale, lede il diritto dell’altro coniuge e attenta all’istituto del matrimonio, violando il contratto che lo fonda. Compromette il bene della generazione umana e dei figli, i quali hanno bisogno dell’unione stabile dei genitori.”

  4. gregorybateson

    soldi, soldi, soldi
    nessun commento
    si tratta solo di denaro,
    si legalizza il gioco d’azzardo per denaro,
    si costruiscono e vendono armi per denaro,
    si fanno guerre per denaro…
    …ecco la famosa “crescita”…

  5. nonpuoiessereserio

    Non so se la recessione da sola possa portare benefici spirituali, forse si, anch’io a volte nutro questa speranza ma bisognerebbe prenderla per il verso giusto altrimenti la miseria può fare danni gravi da cui dopo eventualmente si poi si può rinascere. La trasgressione può essere fonte di piacere, di adrenalina, di illusione di giovinezza ma mai di felicità, di pace e di gioia. Il peccato esiste per quanto possiamo cerchiamo di nasconderlo dietro paraventi di piacere.

  6. Marco

    Sant’Agostino diceva, gia’ ai sui tempi, di non credere che si stesse vivendo in un momento difficile come mai prima d’ora (ora=allora): ogni epoca ha i suoi “attacchi”.
    Se noi crediamo, cerchiamo di non cadere e rimanere ancorarati a Cristo, perche’ se nel nostro cuore lasciamo spazio vuoto, come dicono le Scritture viene Satana insieme ad altri sette demoni e ci prende dimora.
    Una cosa la possiamo fare, pregare e dare testimonianza.
    Bendetto XVI citando anche Giovanni Paolo II recentemente ha detto: “Cari genitori, impegnatevi sempre ad insegnare ai vostri figli a pregare, e pregate con essi; avvicinateli ai Sacramenti, specie all’Eucaristia – quest’anno celebrate i 600 anni del “miracolo eucaristico di Ludbreg”; introduceteli nella vita della Chiesa; nell’intimità domestica non abbiate paura di leggere la Sacra Scrittura, illuminando la vita familiare con la luce della fede e lodando Dio come Padre. Siate quasi un piccolo cenacolo, come quello di Maria e dei discepoli, in cui si vive l’unità, la comunione, la preghiera!

    Oggi, grazie a Dio, molte famiglie cristiane acquistano sempre più la consapevolezza della loro vocazione missionaria, e si impegnano seriamente nella testimonianza a Cristo Signore. Il beato Giovanni Paolo II ebbe a dire: “Un’autentica famiglia, fondata sul matrimonio, è in se stessa una buona notizia per il mondo”. E aggiunse: “Nel nostro tempo sono sempre più numerose le famiglie che collaborano attivamente all’evangelizzazione… È maturata nella Chiesa l’ora della famiglia, che è anche l’ora della famiglia missionaria”.

  7. E dopo avergli dato una visitatina ed essermi fatto 4 amare risate, meglio cancellare la cronologia, altrimenti chissà cosa pensa mia moglie se la vede… 🙂 🙂 🙂

  8. Alessandro

    “Il messaggio è questo: non seguite la via dell’orgoglio, bensì quella dell’umiltà.
    Andate controcorrente: non ascoltate le voci interessate e suadenti che oggi da molte parti propagandano modelli di vita improntati all’arroganza e alla violenza, alla prepotenza e al successo ad ogni costo, all’apparire e all’avere, a scapito dell’essere.

    Di quanti messaggi, che vi giungono soprattutto attraverso i mass media, voi siete destinatari!
    Siate vigilanti! Siate critici! Non andate dietro all’onda prodotta da questa potente azione di persuasione. Non abbiate paura, cari amici, di preferire le vie “alternative” indicate dall’amore vero: uno stile di vita sobrio e solidale; relazioni affettive sincere e pure; un impegno onesto nello studio e nel lavoro; l’interesse profondo per il bene comune.

    Non abbiate paura di apparire diversi e di venire criticati per ciò che può sembrare perdente o fuori moda: i vostri coetanei, ma anche gli adulti, e specialmente coloro che sembrano più lontani dalla mentalità e dai valori del Vangelo, hanno un profondo bisogno di vedere qualcuno che osi vivere secondo la pienezza di umanità manifestata da Gesù Cristo.

    Quella dell’umiltà, cari amici, non è dunque la via della rinuncia ma del coraggio. Non è l’esito di una sconfitta ma il risultato di una vittoria dell’amore sull’egoismo e della grazia sul peccato.”

    (Benedetto XVI, Omelia della Concelebrazione Eucaristica in occasione dell’Agorà dei giovani italiani, Loreto, 2 settembre 2007)

  9. Caspiterina, mi era sfuggita una perla, anzi un lingotto di princisbech: “Il tradimento, poi, fa crescere: altrimenti perché mai si userebbe come sinonimo il sostantivo «adulterio»?” (sic Vanity Fair).

    L’adulterio, cioè, è roba “da adulti” o “che fa diventare adulti”. Secondo voi è peccato molto grave se mi imbestialisco più per questo abominio linguistico perpetrato da un/a cosiddetto/a professionista dell’informazione che per l’attacco alla famiglia, alla sacralità della persona e a tutto il resto? :-[

    ADULTERO Definiz: che commette adulterio, che si giace con l’altrui moglie. Lat. adulter. [Stai consultando la 1° edizione (1612) del Vocabolario degli accademici della Crusca]

    http://www.dizionario-latino.com/dizionario-latino.php?lemma=A015EC00&parola=adulter&md=no&v=no
    adultĕr,adulteri sostantivo s. m. II decl.|n. m. II décl.|s. m. II decl.

    1 adultero, amante illegittimo
    2 (p. cl.) falsificatore
    3 (eccl.) eretico.

    1. (coda mancante) Insomma non si tratta di essere adulto (adultus, participio passato di adolescere: cresciuto) ma di prendere una cosa e farla diventare un’altra (cioè corromperla o da falsificarla). Istruttivo, no?

    1. Comunque ‘sto sito lo vedo più come un grave sintomo che come il male in sé… cioè, se è stato creato, vuol dire che in giro c’è un buon numero di persone che intende tradire o comunque avere un’avventura osé e qualcuno ha pensato di sfruttare la cosa per averne un ritorno economico (a parte l’iscrizione e altri due-tre servizi, il resto è tutto a pagamento). Mi sembra che il male a monte sia l’adultério/tradimento come pratica sempre più diffusa. Certamente il sito faciliterà ancora di più gli adùlteri, ma mi vien da pensare (utopisticamente e per assurdo) che se non esistessero adùlteri, non esisterebbe nemmeno Gleeden… o no?

      1. i sintomi non sono mai solo sintomi.
        Chi avrebbe mai avuto bisogno di un tamagotchi? Nessuno: il sintomo di una società annoiata e inetta. Eppure ne hanno venduti milioni, e non solo a quelli che già l’avrebbero desiderato.

  10. Erika

    E così, vogliamo far diventare glamour anche il tradimento…
    Ho dato un’occhiata al sito e francamente non sono così sicura che l’utenza femminile (almeno quella non mercenaria), sia così elevata…
    Comunque.
    Speravo che potessimo liberarci del vecchio cliché dell’uomo/cacciatore che ha bisogno delle scappatelle (ricordo ancora con quale nonchalance mio suocero mi raccontava di non considerare reali tradimenti le avventure che aveva nei periodi in cui era all’estero per lavoro…un, uomo, si sa, ha certe esigenze…), senza estenderlo ulteriormente.

    Leggendo, però, anche il post e i commenti di ieri ne ho ricavato una riflessione: mi sembra che ci siano due modi di vedere il matrimonio: uno è quello delle riviste femminili moderne, in cui l’adulterio è visto come una conquista, e poi c’è quello cristiano. Bellissimo e profondo, molto impegnativo.
    Ma mi sembra che si sorvoli troppo spesso sulla gioia che può dare essere legati a un altro essere umano.
    Gioia a volte faticosa, ma nel matrimonio, per me, la fatica e il sacrificio sono solo la via per poter godere di un legame che chiede molto (fedeltà, dedizione), ma offre ancora di più…a me offre, da dieci anni, una profonda e bellissima amicizia, momenti di romanticismo, passione, risate, una complicità che cresce di anno in anno.

    Sono certa che anche per voi è così, però non vorrei che nell’esaltazione dell’impegno che richiede un matrimonio cristiano (sacrosanta), si desse l’impressione, magari a una giovane fidanzata che passi di qui, che la vita matrimoniale sia solo un dovere. Che la vita che sta scegliendo, l’uomo che sta scegliendo, devono essere accettati come una croce, che l’interesse che provano l’uno per l’altra inevitabilmente scemerà e l’unica cosa che potrà tenerli uniti sarà la loro fede.

    Magari ho avuto un’impressione sbagliata, nel qual caso mi scuso.

    1. “27 volte in bianco”, film di ieri sera su Canale 5… negli unici 5 minuti che guardo faccio a tempo a sentire uno dei protagonisti dire che il matrimonio “è l’ultima forma legalizzata di schiavitù”… vedi che nel resto del mondo è ancora peggio? 🙂 Scherzo, ovviamente. Concordo che talvolta si accentua un po’ la dimensione di sacrificio che inevitabilmente il matrimonio porta con sè… Credo ci saranno occasioni in cui emergeranno anche le grandi gioie che tu hai ben esposto e che son sicuro sono esperienza comune di tanti di noi… consacrati e sacerdoti compresi, pur nella scelta di castità\celibato.

      1. Erika

        Non ho parlato della scelta di castità/celibato perché la conosco poco, ma anche lì mi sembra riduttivo parlare solo della dimensione di rinuncia e non della gioia che può portare…come ci spiegavano ieri Fra Filippo Maria e Don Fabio.
        Anzi, in un certo senso, essere “sposati” con Gesù dovrebbe essere ancora più coinvolgente e certamente Lui non ha mai comportamenti molesti (cosa che non si può dire di nessun marito e di nessuna moglie) 🙂

        1. 61Angeloextralarge

          Erika: hai ragione! Gesù non ha mai comportamenti molesti! Aggiungo: non fa mancare nulla, è premuroso, è onesto, è FEDELE, è MISERICORDIOSO, ect., etc., etc,. Inoltre: frequenta le prostitute solo per dire loro: “I tuoi peccati sono stati perdonati. Va’ e non peccare più!”. Si dice che è un beone ma non si è mai ubriacato. Non picchia nessuno tantomeno i bambini! E poi? E’ il più bello tra i figli dell’uomo: che pezzo di marito per chi se lo sposa, eh? 😉

          1. 61Angeloextralarge

            È vero che è un po’ “particolare”. Questo lo si è visto fin da quando era ragazzino:

            Gesù, alunno della scuola “Simeone” di Nazareth, rientra a casa con la sua pagella. I giudizi riportati non sono un granché. Sua Madre, dopo averli letti, non dice nulla, ma medita tutte queste cose nel suo cuore. Resta però la cosa più difficile: farli vedere a Giuseppe…

            Questa è la pagella:
            MATEMATICA: L’alunno non è in grado di sottrarre nulla e in nessun caso. Sbaglia le addizioni dicendo che lui più il Padre fanno soltanto UNO. Le uniche cose che sa moltiplicare sono il pane e i pesci. Le divisioni che gli riescono bene sono solo “tre contro due e due contro tre”.
            SCRITTURA: Non porta mai quaderno e penna e si riduce a scrivere sulla sabbia.
            GEOGRAFIA: Manca di senso di orientamento: è convinto che c’è una sola strada che conduce al Padre.
            CHIMICA: Trasforma l’acqua in vino e lo fa bere anche agli altri.
            EDUCAZIONE FISICA: Invece di imparare a nuotare, come fanno tutti, preferisce camminare sull’acqua.
            ESPRESSIONE LINGUISTICA ORALE: L’alunno presenta grosse difficoltà a parlare con chiarezza. Si esprime continuamente in parabole.
            SENSO DELL’ORDINE: Ha perso tutte le sue cose e afferma, senza vergognarsi, che gli è rimasta solo una pietra per cuscino.
            CONDOTTA: Ha una forte tendenza a frequentare gli impuri: malati, specialmente lebbrosi. Ama le persone più strane: poveri, galeotti, pubblicani, prostitute… Non osserva il sabato, né il digiuno. Con i suoi artefici fa resuscitare i morti. Ne hanno paura perfino gli indemoniati!
            OSSERVAZIONI: Fa alzare quelli che stanno a letto. Scaccia i mercanti dal Tempio, rovesciando le loro bancarelle. Non ha il minimo senso della giustizia: vuole che siano pagati allo stesso modo quelli che hanno lavorato tutto il giorno e quelli che lo hanno fatto per un’ora sola.

            Giuseppe, letta con attenzione la pagella, riflette e conclude che così non si può andare avanti e che dovrà prendere seri provvedimenti. Chiamato il Figlio, gli dice: “Bene, Gesù, siccome le cose sono a questo punto, tu puoi fare una croce sulle tue vacanze di Pasqua”.

            (Girava nel web. L’ho scaricata e adattata a “modo io”. Non me ne voglia l’autore! ;-))

            1. 61Angeloextralarge

              Stefano: non lascia in giro nemmeno vestiti vecchi da rattoppare: Matteo 9, 16! Sa anche trovare tesori e farli fruttare: Matteo 13,44. Sa investire bene in borsa: Matteo 25, 15 e seg. Sa anche cucinare il pesce: Giovanni 21, 9. E, ovviamente il pesce sa anche come si pesca, ma A MODO SUO, cioè sovvertendo tutte le leggi della pesca… e le varie citazioni, se le volete, stavolta le cercate! 😉

                1. 61Angeloextralarge

                  Noooo! Dolly no!!!!! Smack! 😉
                  Ma anche tu sei da clonare, non so se te ne sei accorto! E Ale ed altri ancora! 😀

  11. vale

    cmque è tutta roba vecchia:come qlcno migliore di me e prima di me aveva già detto,tutte le forme di eresia e di trasgressione che udiamo e vediamo oggi( ed anche domani..) è tutta roba già vista( il mondo ellenistico e del basso impero-quantomeno da nerone in poi-non che prima-ai tempi di Mario e Silla fosse meglio-) e solo per rimanere in “occidente” se non non finisco più con le citazioni ed esempi, è già stata condannata dall’inizio, dalla chiesa e da qualunque comunità avesse ancora amor della propria sopravvivenza come comunità.
    quel che cambia non sono i desiderii umani-o le pulsioni-ma i mezzi tecnici di oggi che amplificano e le possibilità e la divulgazione di siffatti comportamenti.
    nulla di nuovo sotto il sole.
    ma come quando prima degli uomini vengono i desiderii smodati di qualunque genere siano in nome di una presunta libertà-ma da che e da chi, poi?- i risultati sono ciclici e ripetitivi….
    nel frattempo stiamo tutti per diventare degli iloti….

      1. vale

        certo, ma non solo preghiera. ma anche fatti. se no si ricade nella famosa querelle su cosa avesse priorità: la fede o le opere. mentre sono complementari. chi fa le opere è perché ha fede e chi ha fede fa anche le opere. poi la preghiera,va da sé, necesse, in quanto siamo servi inutili. senza la grazia,i nostri atti, sono nulla.come già dissi,mi accontenterei- e sarebbe già gran cosa- essere fra quelli che raccolgono le briciole fuori dalla sala del banchetto…
        ma quaggiù ci tocca anche vivere da Uomini(nel senso di esseri umani). e certe scelte,certi atti ,tocca compierli.
        una volta lessi,da qlche parte,non è tanto quel che diciamo facciamo e pensiamo, ma quel che dovremmo dire e non diciamo,foss’anche una parola di conforto,o un richiamoquel che dovremmo fare e non facciamo,foss’anche un’elemosina o una carezza, quelche dovremmo pensare e non pensiamo: che non è la nostra la Volontà buona e che senza qualche aiutino non la vediamo.
        la preghiera anche a questo serve. ma poi tocca fare….e- almeno io-sono terribilmente stanco….

    1. Scusa vale, più sotto ho scritto le stesse cose (più o meno) senza aver visto che le avevi già scritte te!!!
      Siamo già ILOTI (come minimo)!!! (e non ci sono più i Lacedemoni, neanche)

  12. Un articolo, si sarebbe chiamato una volta, di costume. Prima c’era Via Veneto, i ragazzi di vita, i telefoni bianchi, le ragazze squillo, i balletti rosa, i balletti verdi, i travestiti, eccetra. Quanto all’adulterio nulla di nuovo sotto il sole, o le stelle. Ecco, ogni tanto compare un post per denunciare il marciume del mondo contemporaneo della televisone del web, per poi nei commenti notare il punto di decadimento morale nel quale siamo cascati (cattolici a parte)
    Ma già era anche peggio quando c’era Nerone Poppea Messalina e per non parlare della depravazione di tutto il basso impero Oriente e d’Occidente e via e via arrivando a Berlusconi le sue escort e il porcellone finaziere francese di cui già si è parlato.
    E allora?

    1. ma infatti lo strillo non è “o tempora o mores”, Alvise… lo strillo è sempre un altro: «Chi non raccoglie con Cristo disperde».

  13. A me, a ogni modo, prima dello stracciamento delle vesti, mi piacerebbe sapere quanti qui dentro omini e donne non hanno mai commesso adulterio o non si sono mai giaciuti con prostitute eccetra (me escluso)

    1. nonpuoiessereserio

      Il problema Alvise non è tanto il tradimento o se preferisci la scopata extraconiugale e neppure il traditore, il problema è la sua promozione culturale e antropoligica con dubbie filosofie e illusioni di felicità.

      1. Ma ne siamo sommersi dalla promozione satiresca!!! Basta aprire un qualunque giornale o accendere la
        tele che appaiono poppe culi cosce pizzi e merletti uomini col pacco ben in vista e toraci da “sballo”, non è così che si dice? Cosa c’è da dire di più? L’unica è che ognuno ci abbia cervello, se lo fosse ancora possibile….

    2. Marco

      La Buona Notizia non e’ che i credenti sono bravi e buoni e gli altri cattivi.
      La Buona Notizia e’ che Cristo e’ Risorto, che ci ama cosi’ come siamo, peccatori.
      E ci dice “va e non peccare piu'” non perche’ la prossima volta ci da una bastonata in testa, ma perche’ quando pecchiamo soffriamo e facciamo soffrire,ed invece Lui ci vuole felici.

    3. Alessandro

      che discorso sarebbe mai questo, Alvise: mal comune mezzo gaudio (o come diceva quello: malcostume mezzo gaudio)?

  14. Erika

    Io non ho mai commesso adulterio. Mio marito, neppure (almeno, diciamo che tendo a escluderlo…) 🙂
    Ma, a parte noi, ho diversi amici e amiche abbastanza intimi dai quali sono certa che verrei a sapere eventuali loro cedimenti…e che non ne hanno mai avuti.

  15. Alessandro

    Sì può commettere adulterio “nel cuore” anche con la propria moglie

    “Desidero oggi portare a termine l’analisi delle parole pronunziate da Cristo, nel discorso della montagna, sull’”adulterio” e sulla “concupiscenza”, e in particolare dell’ultima componente dell’enunciato, in cui si definisce specificamente la “concupiscenza dello sguardo”, come “adulterio commesso nel cuore”.

    Già in precedenza abbiamo constatato che le suddette parole vengono di solito intese come desiderio della moglie altrui (cioè secondo lo spirito del IX comandamento del Decalogo). Sembra però che questa interpretazione – più restrittiva – possa e debba essere allargata alla luce del contesto globale. Sembra che la valutazione morale della concupiscenza (del “guardare per desiderare”) che Cristo chiama “adulterio commesso nel cuore”, dipenda soprattutto dalla stessa dignità personale dell’uomo e della donna; ciò vale sia per coloro che non sono congiunti in matrimonio, sia – e forse ancor più – per quelli che sono marito e moglie.

    2. L’analisi, che finora abbiamo fatto dell’enunciato di Matteo 5,27-28: “Avete inteso che fu detto: Non commettere adulterio; ma io vi dico: chiunque guarda una donna per desiderarla, ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore”, indica la necessità di ampliare e soprattutto di approfondire l’interpretazione anteriormente presentata, riguardo al senso etico che tale enunciato contiene.
    Ci soffermiamo sulla situazione descritta dal Maestro, situazione nella quale colui che “commette adulterio nel cuore”, mediante un atto interiore di concupiscenza (espresso dallo sguardo), è l’uomo. È significativo che Cristo, parlando dell’oggetto di tale atto, non sottolinea che è “la moglie altrui”, o la donna che non è la propria moglie, ma dice genericamente: la donna.
    L’adulterio commesso “nel cuore” non è circoscritto nei limiti del rapporto interpersonale, i quali consentono di individuare l’adulterio commesso “nel corpo”. Non sono tali limiti a decidere esclusivamente ed essenzialmente dell’adulterio commesso “nel cuore”, ma la natura stessa della concupiscenza, espressa in questo caso attraverso lo sguardo, cioè per il fatto che quell’uomo – di cui, a titolo di esempio, parla Cristo – “guarda per desiderare”.

    L’adulterio “nel cuore” viene commesso non soltanto perché l’uomo “guarda” in tal modo la donna che non è sua moglie, ma appunto perché guarda così una donna.

    Anche se guardasse in questo modo la donna che è sua moglie commetterebbe lo stesso adulterio “nel cuore”.”

    (Giovanni Paolo II, Udienza generale, 8 ottobre 1980)

    1. Erika

      Bè, vengo ora a sapere che io e mio marito, oltre a tutto il resto, siamo anche due adulteri.
      Mi spiegate come è possibile non guardare con desiderio la persona che ami?

      1. Alessandro

        commette adulterio nel cuore l’uomo che guarda una donna desiderandola con un desiderio concupiscente, cioè facendola oggetto di un desiderio che non è portatore di amore autentico ma di una tensione a relazionarsi con la donna guardata in un modo che non corrisponde alla sua intima dignità, e perciò la umilia, la immiserisce. Lo sguardo che desidera con concupiscenza fa in qualche modo del “guardato” un oggetto da possedere: ecco perché questo sguardo non s’addice alla dignità del “guardato”, la ferisce, e non è manifestazione di amore autentico.

        Ma tuo marito non ti guarda così, quindi non commette adulterio con te.

        1. Alessandro

          Per dirla ancora con GPII (Udienza generale del 24 settembre 1980)

          “Basta costatare che in tal caso la donna [cioè: quando viene guardata per desiderarla, con concupiscenza] – la quale, a motivo della soggettività personale esiste perennemente “per l’uomo” attendendo che anche lui, per lo stesso motivo, esista “per lei” – resta privata del significato della sua attrazione in quanto persona, la quale, pur essendo propria dell’”eterno femminino”, nello stesso tempo per l’uomo diviene solo oggetto: comincia, cioè, ad esistere intenzionalmente come oggetto di potenziale appagamento del bisogno sessuale inerente alla sua mascolinità.
          Sebbene l’atto sia del tutto interiore, nascosto nel “cuore” ed espresso solo dallo “sguardo”, in lui avviene già un cambiamento (soggettivamente unilaterale) dell’esistenza. Se non fosse così, se non si trattasse di un cambiamento così profondo, non avrebbero senso le seguenti parole della stessa frase: “Ha già commesso adulterio con lei nel suo cuore” (Mt 5,28).

          2. Quel cambiamento della intenzionalità della esistenza, mediante cui una certa donna comincia ad esistere per un certo uomo non come soggetto di chiamata e di attrazione personale o soggetto “di comunione”, ma esclusivamente come oggetto di potenziale appagamento del bisogno sessuale, si attua nel “cuore” in quanto si è attuato nella volontà. La stessa intenzionalità conoscitiva non vuol dire ancora asservimento del “cuore”. Solo quando la riduzione intenzionale, illustrata in precedenza, trascina la volontà nel suo ristretto orizzonte, quando ne suscita la decisione di un rapporto con un altro essere umano (nel nostro caso: con la donna) secondo la scala dei valori propria della “concupiscenza”, solo allora si può dire che il “desiderio” si è anche impadronito del “cuore”. Solo quando la “concupiscenza” si è impadronita della volontà, è possibile dire che essa domina sulla soggettività della persona e che sta alla base della volontà e della possibilità di scegliere e decidere, attraverso cui – in virtù dell’autodecisione o autodeterminazione – viene stabilito il modo stesso di esistere nei riguardi di un’altra persona…

          All’unione o “comunione” personale, cui l’uomo e la donna sono reciprocamente chiamati “dal principio”, non corrisponde, anzi è in contrasto la eventuale circostanza che una delle due persone esista solo come soggetto di appagamento del bisogno sessuale, e l’altra divenga esclusivamente oggetto di tale soddisfazione.
          Inoltre, non corrisponde a tale unità di “comunione” – anzi la contrasta – il caso che entrambi, l’uomo e la donna, esistano vicendevolmente quale oggetto di appagamento del bisogno sessuale, e ciascuna da parte sua sia soltanto soggetto di quell’appagamento.
          Tale “riduzione” di un così ricco contenuto della reciproca e perenne attrazione delle persone umane, nella loro mascolinità o femminilità, non corrisponde appunto alla “natura” dell’attrazione in questione. Tale “riduzione”, infatti, spegne il significato personale e “di comunione”, proprio dell’uomo e della donna, attraverso cui, secondo Genesi 2,24, “l’uomo… si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne”. La “concupiscenza” allontana la dimensione intenzionale della reciproca esistenza dell’uomo e della donna dalle prospettive personali e “di comunione”, proprie della loro perenne e reciproca attrazione, riducendola e, per così dire, sospingendola verso dimensioni utilitaristiche, nel cui ambito l’essere umano “si serve” dell’altro essere umano, “usandolo” soltanto per appagare i propri “bisogni”.”

        2. Ma per favore!!!!Non ti rendere ricolo, che la tua intelligenza NON lo merita!!!
          Leggiamo invece insieme un interessante passo di Paolo.
          “Non sapete voi che chi si unisce ad una MERETRICE diventa un sol corpo con lei?
          E’ detto infatti: “i due formeranno una sola carne” …Corinti 6, 16
          …è bene per un uomo non toccare donna; tuttavia, per evitare le fornicazioni, ognuno abbia la sua propria moglie, e ciascuna abbia il suo proprio marito. Il marito renda alla moglie quel che le deve, e lo stesso faccia la moglie verso il marito. La moglie non è padrona del proprio corpo, ma il marito; e così pure il marito non è padrone del proprio corpo, ma la moglie. Non privatevi l’uno dell’altro se non di comune accordo per un tempo determinato., per attendere alla preghiera; poi ritornate di nuovo insieme affinché il satana non vi tenti a causa della vostra incontinenza. Corinti 7, 2-5

          1. Alessandro

            Tra l’altro non ho capito per che motivo hai tirato in ballo Paolo.
            Ritieni forse che Paolo incoraggi l’unione sessuale tra i coniugi, mentre GPII, interpretando l’adulterio del cuore come perpetrabile tra coniugi, voglia deplorare l’unione sessuale tra i coniugi?
            Se è così, sei fuori strada.
            GPII deplora l’uso dell’altro come oggetto di appagamento sessuale. Uso che svilisce l’integrità personale del soggetto, del coniuge. Ma due coniugi che uniscono sessualmente in modo autentico non si servono uno dell’altro come di oggetti di appagamento sessuale.
            In altri termini: credi che GPII condanni in quanto tale l’unione sessuale tra coniugi, magari a causa di una residua diffidenza nei confronti del corpo come portatore di peccato? Pensi a una sorta di GP II manicheo?

            Per dissipare l’equivoco, si può leggere anche questa parte della Catechesi del 15 ottobre 1980:

            “alle parole di Cristo è stata piuttosto tolta la loro semplicità e profondità ed è stato conferito un significato lontano da quello in esse espresso, un significato in fin dei conti persino contrastante con esse. Abbiamo qui in mente tutto ciò che è apparso al margine del cristianesimo sotto il nome di manicheismo e che ha anche cercato di entrare nel terreno del cristianesimo per quanto riguarda appunto la teologia e l’”ethos” del corpo. È noto che, nella forma originaria, il manicheismo, sorto nell’oriente al di fuori dell’ambiente biblico è scaturito dal dualismo mazdeista, individuava la sorgente del male nella materia, nel corpo e proclamava quindi la condanna di tutto ciò che nell’uomo è corporeo.

            E poiché nell’uomo la corporeità si manifesta soprattutto attraverso il sesso, allora la condanna veniva estesa al matrimonio e alla convivenza coniugale, oltre che alle altre sfere dell’essere e dell’agire, in cui si esprime la corporeità.”

            1. Alessandro

              il Papa non può approvare che marito e moglie si concupiscano (carnalmente o non) giacché la concupiscenza è “moto dell’appetito sensibile che si oppone ai dettami della ragione umana” (CCC n. 2515), cioè è male, sicché due persone che si concupiscono commettono peccato.

  16. Erika

    Alessandro e Angeloxl: grazie per le vostre risposte. Ci rifletterò. Ma per ora non posso non pensare che, anche se un uomo e una donna si amano profondamente, in certi momenti c’e effettivamente concupiscenza.

  17. Francesco

    Trovo alquanto squallido cercare un incontro su un sito web, paragonabile a certi locali che hanno lo stesso fine. Non voglio fermare il mondo ma se proprio adulterio deve essere facciamo fare al caso,niente di piu’ intrigante di una simpatia nata da un incontro casuale.

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