La bellezza nel limite

di Costanza Miriano

Nonostante ai miei amici piaccia fare ironia a buon mercato sul fatto che io porti la priVa di reggiseno, e nonostante uno dei miei figli tra una gravidanza e l’altra una volta mi abbia detto: “coraggio, fra poco la pancia non sporgerà più tanto; ancora uno sforzo e sarai completamente piatta”, nonostante questi seri campanelli d’allarme, dico la verità, l’idea di una protesi al seno non mi ha mai sfiorata.
Ho da tempo fatto pace col mio corpo, e i segni delle maternità che ci vedo su li considero medaglie al valore. Non credo che avrei potuto fare un uso migliore del materiale a me dato in dotazione, che sfornando quattro bei bambini. La vera bellezza viene dalla felicità, dal sapere chi si è, a Chi si appartiene, da che parte si sta andando. Una donna sicura di sé – sicura perché appoggiata in Dio – diventa attraente per gli altri, un rifugio sicuro e accogliente, e non ha bisogno di plastica per essere morbida. Questo non significa che non si abbia non solo il diritto, ma il dovere di essere belle. Non mi è mai piaciuto quel cristianesimo triste che predicava la bruttezza e l’essere fuori moda come un dogma. Io personalmente potrei parlare per ore della migliore crema idratante per le palpebre, e niente accende il mio entusiasmo come un ombretto in crema nero che possa regalarvi gli smokey eyes perfetti, quelli che non colano dopo mezz’ora (l’ho trovato, l’ombretto perfetto, se mi chiamate vi dico il nome). Con le mie amiche sposate volevamo addirittura lanciare una campagna planetaria contro i mezzi tacchi – la facile tentazione di tutte le mamme lavoratrici dall’agenda che si apre a fisarmonica, sei pagine al giorno di liste di cose da fare – che saranno anche comodi e pratici, ma vuoi mettere un tacco dodici? Insomma essere più bella possibile è un dovere. Ma la chiave è proprio qui. Possibile. Curarsi, dunque, ma nei limiti della propria realtà, della propria situazione concreta, della propria disponibilità di tempo e di energie, dei doveri di stato, delle necessità di coloro che ci sono affidati. Che poi alla fine non è altro che accettare di essere creature limitate. Chi ha avuto un tumore al seno, dopo l’asportazione ha tutto il diritto di restituire a se stessa e a chi la ama un corpo integro, non devastato dalla malattia. Ma nel resto dei casi inseguire un’immagine irreale di sé significa rifiutare quello che Dio ha pensato per noi, i suoi regali, la bellezza vera e irripetibile che siamo realmente, ognuna di noi. Non si può avere la faccia di una ventenne a cinquanta anni; non si può avere un seno da maggiorata e il corpo da anoressica; non ci si possono lisciare le rughe su fronti inutilmente spaziose senza che sul viso rimanga stampata un’espressione perennemente attonita e sgomenta; non si possono avere labbra come canotti ed essere ancora prese sul serio. E così la notizia delle protesi al seno contenenti additivi per carburanti e sostanze destinate all’industria della gomma che potrebbero rompersi e mettere in pericolo la salute delle donne (e già ci sono casi di tumore) non è altro che una conferma dell’insensatezza generale: da una parte l’illusione di poter plasmare il corpo a proprio piacimento, dall’altra l’industria medica e farmacologica che non vuole davvero il bene dell’uomo, ed è pronta a tutto pur di guadagnare. Tutti illusi di essere senza limiti. L’illusione della scienza, di certe aberrazioni della medicina che non serve la vita nel suo naturale corso ma vuole renderne l’uomo padrone e signore assoluto, sta proprio qui: è l’illusione di superare il limite. I limiti però ci custodiscono, ci dicono qual è il nostro vero bene. E’ per questo che la vita poi presenta il suo conto.

fonte: Avvenire

78 pensieri su “La bellezza nel limite

  1. Vado a compiere un lento suicidio a mezzo coca- light… Riterrei il mezzo-tacco una conquista, se riuscissi a indossarlo senza fratture multiplie sarei almeno a mezza-strada.
    Ma tranquilla, non medito operazioni di sorta, forse un campo di rieducazione obbligatorio sarebbe la mia unica via d’uscita.

    1. graziellamarrosu

      Ciao spesso in questa pagina trovo scritte cose bellissime che io penso ma non riesco a riportare, anche perchè non conosco ancora internet essendo una principiante;oggi voglio provare.Tutto il genere umano è figlio di un GRANDE PADRE.Tutti siamo ad immagine di chi ci ha creati ma unici, originali;quindi va benissimo così:se le labbra non sono tanto carnose o il seno è come quello di C.,non falsifichiamo, restiamo noi stesse senza scopiazzare le star…..La sottoscritta,sino a 50 anni portava dei capelli lunghissimi nero corvino,splendenti,ebbene ,cosa normalissima ora con 10 anni sopra sono canuti,però ancora belli,perchè qualcuno mi chiede se li decoloro col grigio-dorato.Sto sperimentando che l’età anagrafica può non aumentare nell’ intimo,nel cuore, nella semplicità voglio restare bambina(sono moglie, mamma di cinque figli ,nonna di otto nipoti….per ora) senza sporcare i miei sentimenti,i miei sorrisi,la mia speranza,la mia freschezza.Di queste cose ho tanta cura,molta cura, voglio mantenerle giovani;credetemi tutta questa cura si vede anche esternamente perchè mi danno sempre meno anni di quelli che ho.Sia lode e gloria per tutto al GRANDE PADRE e al FIGLIO GESU’ CRISTO.Grazie.

  2. Brava Costanza, il limite è quello del possibile. Ciò che è possibile senza stravolgere la nostra vita e quella degli altri, senza anteporre le cose prioritarie e fondamentali a quelle che ci fanno piacere e (ci) fanno piacere agli altri. Questione di equilibrio. Ed il Senso dell’equilibrio di noi mortali arriva SOLO e SOLTANTO DA DIO. L’uomo fino a ieri aveva ben chiara questa cosa, poi l’inganno scientifico/medico/tecnologico hanno fatto pensare che il limite si può spostare sempre più in la, all’infinito. Ed oggi siamo in mezzo ad un infinità di “Mostri di Frankenstein”.
    E va sempre peggio.
    Il peccato, quando avvolge il peccatore sino a trasformagli le fattezze, il volto, i lineamenti ci provoca repulsione. Ci sono certi assassini, certi stupratori, criminali di guerra, prostitute incallite che nella vecchiaia perdono lineamenti umani per assumere lineamenti diabolici.
    Osservarli ci fa paura e repulsione. Ma anche questo uso moderno e inconsulto, smodato dell’alterazione di sè provoca repulsione . All’inizio c’è il ridicolo, ma poi col tempo arriva l’innaturalità repellente.
    Il confronto col volto di un vecchio pastore sardo o con tanti ritratti fotografici del passato da la precisa idea di dove sono incisi i segni del Tempo di Dio.
    Ma il discorso si allarga oltre la cura del proprio corpo.
    Ci sono specie negli uomini molti casi in cui la cura non è su di sè, ma sull’oggetto che ci rappresenta e con cui ci identifichiamo. Un automobile di lusso o sportiva, l’uso di un determinato abbigliamento etc.
    Anche qui vale quanto dicevi tu. E’ lecito avere una bella auto o vestirsi bene e essere ricercati nella misura POSSIBILE. Oltre si entra nel maniacale, nel morboso, nel patologico. Ed oggi la maggioranza delle persone viaggia in questo occidente ricco, oltre la linea.
    Io per esempio sono appassionato d’auto antiche, molto antiche di 100 anni o poco meno. Ho sempre riflettuto sulla fatica, gli sforzi economici e di tempo che mettevo in questa passione.
    Tutti incluso il mio Padre Spirituale mi dicevano : che male c’è…oggi con quel che succede facessero tutti così… .
    Ma io dentro di me sapevo che non era vero. C’era qualcosa di maligno nella mia passione. Il male va cercato e scovato anche la dove le cose sono apparentemente buone e lecite. Ed io che negli anni passati non ero convertito come oggi, alla fine in molte occasioni, mi rendevo conto che quella passione era oltre il limite, che c’era qualcosa di sbagliato, ma non sapevo ne cosa, ne come correggermi. Ero malato.
    Oggi per me, negli ultimi anni, le cose sono cambiate.
    Si fa quello che si può, non si va oltre il possibile. Ed allora tutto assume la dimensione umana che viene dallo SGUARDO DIVINO SU di NOI.
    E le cose tornano al loro posto, non sono estreme, ma belle. Vissute armoniosamente. Quindi sicuramente è da rifiutare un cristianesimo tetro ed autopunitivo, “evangelico e protestante” (con buona pace dei cugini nordici sempre tristi).
    Dobbiamo al contrario godere della bellezza ovunque si trovi ed ovunque il nostro intelletto illuminato dal libero arbitrio la trovi “seguendo virtute e conoscenza” .
    E nel contempo è assolutamente chiaro che SENZA DIO NON SI PUO.

    Ti voglio bene Costanza, mi piacerebbe un giorno conoscerti di persona…

    1. lidiafederica

      Lungi dal me il commentare su esperienze personali, che, dai pochi comemnti che ho letto, sono state molto dolorose, e penso che vadano rispettate col silenzio.
      perciò il commento non è assolutamente sulla tua esperienza.

      “Il male va cercato e scovato anche la dove le cose sono apparentemente buone e lecite”: è vero, dobbiamo essere attenti, ma io penso che il male non vada mai ricercato. Piuttosto, il bene. per ese, il bene nel piacere di mostrare a tua moglie o figli una bella auto restaurata da te, o di portarli a farci una bella gita sopra (ma funzionano?) o, ancora, il semplice piacere di ammirare una bella auto…sai quanta gioia dà a Dio il nostro godere delle belle cose che Lui crea. Ho preso le auto solo come esempio generico, non dico che tu abbia sbagliato nella visione di questo piacere come un male, dico che, in generale, i piaceri sono buoni e Dio ne gode con noi, se sono ordinati..

      1. Umberto

        @ Lidiafederica

        Funzionano, funzionano e le gite in famiglia e con gli amici non mancano e sono il coronamento e premio di tanta fatica e lavori che faccio in gran parte da me…per cui sono d’accordo con te che sono belle cose, che danno piacere innocente e Dio sicuramente ci propone le nostre passioni anche come momento di condivisione con la famiglia e gli amici .
        Ma quello a cui mi referivo è che talora,e più spesso di quanto si pensi, la ricerca di queste distrazioni innocenti diventa il mondo in cui ci chiudiamo ed al quale facciamo sempre riferimento.
        Insomma questi interessi anzichè essere subordinati a Dio vanno al centro e noi senza accorgersene siamo distratti, cioè allontanati da Dio. Questo è male, molto male.
        La Madonna nei messaggi di questi ultimi anni ci dice che la cosa peggiore di quest’epoca (poichè colpisce anche chi cerca il bene e l’amore) è la distrazione.
        E’ chiaro che la cosa diventa “disordinata” cioè priva di equilibrio e armonia.
        Ma tuttociò avviene a poco a poco e si diventa grandi pescatori, grandi sportivi, grandi collezionisti, grandi ricercatori nelle più disparate branche, ma Dio ce lo perdiamo perché siamo troppo occupati (per le cose dello Spirito)….

  3. Sara

    Brava Costanza. Personalmente ho lottato per tutta la mia adolescenza con il mio naso, che è modello cyrano (così mi chiamavano al liceo). Da brava adolescente credevo che non sarei mai stata in grado di trovarmi uno straccio di fidanzato, ma grazie al cielo mi sbagliavo. Tra i momenti memorabili della mia relazione con lui ricordo quando mi disse che amava molto il mio nasone e che se me lo fossi rifatto (cosa che consideravo seriamente) mi avrebbe lasciata. Quando gli chiesi il perché mi disse che che il mio volto non sarebbe stato più unico come prima. Penso che sia proprio questo che dovremmo considerare quando siamo così critici con noi stessi: Dio ci ha fatti così e siamo unici, bellissimi ai Suoi occhi ma anche a quelli degli altri.

  4. 61Angeloextralarge

    Costanza sei un mito! Riesci a farmi ridere parlando di cose serie. Tornerò con calma sul post, ma intanto ti ringrazio per il lato comico che hai mostrato trattando l’argomento.Smack!

  5. Pingback: La compagnia dell’agnello (parte seconda) | Uscite, popolo mio, da Babilonia

  6. Julie

    Sulla deliziosa e ” bbella dentro” lunghezza del tuo post, ti chiedo umilmente informazioni per l’ombretto perfetto smoked eyes perche’ e’ ora di finirla di tentativi e di occhi da panda! Niente ci ricorda dei nostri limiti come un bel tacco dodici e a questo punto fonderei la filosofica compagnia del dodici, spero che i nostri amatissimi Apostoli non se la prenderanno!

        1. Io sarei del 35 ma dipende dal modello. In tempi andati, calzai anche qualche 34. Forse però i piedi crescono con gli anni perché oggi mi trovo bene nel 36-36 e mezzo (e in occasioni particolarmente ghiotte, tipo dei campioni di ballerine di tutti i colori, camoscio morbidissimo dentro e fuori, prezzo modico) anche nel 37. Con tacchi e zeppe, però, c’è una fondamentale incompatibilità di carattere.

    1. questo post CI PIACE, panda for president
      Anche i primi compagni di Sant’Ignazio di Loyola furono 12; peraltro mi pare, tenendo presente la storica caratura intellettualissima dei Gesuiti, che non scherzi nemmeno il brain trust riunitosi qui sul blog mirianico, mica cotica!

        1. “…ancora dalla Spagna doveva venire chi avrebbe riformato la Chiesa e mosso il mondo: Ignazio di Loyola, fondatore di quell’esercito spirituale ufficialmente istituito da Paolo III, il 27 settembre 1540, con la bolla Regimini militantis ecclesiae. Uomini d’educazione superiore, che rimasero ai loro posti e curarono i malati nei periodi di peste, predicarono a tutte le classi, adattando il linguaggio ad ogni situazione. Grazie a cultura, diplomazia, devozione, con il fervore guidato dalla disciplina, attraverso la coordinazione degli scopi e l’abile variazione dei mezzi, i Gesuiti accrebbero anno dopo anno il loro prestigio e la loro influenza, e, quando – per risanare le ferite religiose dell’Europa – venne convocato il Concilio di Trento, fu ad un pugno di Gesuiti, alla loro cultura, fedeltà, discrezione, abbondanza di risorse ed eloquenza, che i Papi affidarono la difesa della Chiesa; lo spirito dei Gesuiti, fiducioso, positivo, energico e disciplinato divenne, perciò, lo spirito della Chiesa militante.” (cit.)

  7. ” L’illusione della scienza, di certe aberrazioni della medicina che non serve la vita nel suo naturale corso ma vuole renderne l’uomo padrone e signore assoluto, sta proprio qui: è l’illusione di superare il limite. I limiti però ci custodiscono, ci dicono qual è il nostro vero bene.”
    …escludendo i tubi di sopravvivvenza indefinita?

  8. Non ho tempo per un commento, ma mi permetto di postare un avviso OT per tutti i lettori di Roma e dintorni: Giovedì 12 alle 18.30 sarò all’Accademia Bessarione (v. del Vaccaro 9) per la quarta lezione del corso “Il vangelo dell’Apocalisse”.
    Il tema della lezione sarà: “Gerusalemme e babilonia, dalla mistica alla politica e ritorno”. Siete tutti invitati

  9. 61Angeloextralarge

    “i segni delle maternità che ci vedo su li considero medaglie al valore. Non credo che avrei potuto fare un uso migliore del materiale a me dato in dotazione, che sfornando quattro bei bambini”:
    concordo e ti ammiro!

    “La vera bellezza viene dalla felicità, dal sapere chi si è, a Chi si appartiene, da che parte si sta andando. Una donna sicura di sé – sicura perché appoggiata in Dio – diventa attraente per gli altri, un rifugio sicuro e accogliente, e non ha bisogno di plastica per essere morbida.”:
    il guaio è che non ci si appoggia a Dio?

    Questo non significa che non si abbia non solo il diritto, ma il dovere di essere belle. Non mi è mai piaciuto quel cristianesimo triste che predicava la bruttezza e l’essere fuori moda come un dogma”:
    ho un’amica che dopo essersi sposata e aver dato alla luce due figli, ha “incontrato” il Signore. Era molto semplice nel vestire, senza trucco, “troppo sciatta”. L’ho conosciuta in quel periodo e pensavo che lei fosse stata sempre “così”. Poi, un giorno ho avuto l’occasione di vedere le sue foto di qualche anno prima: tutta tirata a lucidooooo! Le ho chiesto il motivo del suo cambiamento. La sua risposta? Ha iniziato a vestirsi piuttosto male, a non truccarsi più, etc. per non peccare di vanità e per risparmiare (dava in offerta quello che risparmiava in trucchi e abiti). Non ho potuto non chiederle: “Ma tuo marito che ne pensa?”. Mi ha risposto che lui non era un credente, che si arrabbiava per il fatto che lei era diventata un befana bigotta. Amicizia dolente! Le ho detto che il marito, secondo me, aveva perfettamente ragione! Subito c’è rimasta male, soprattutto perché le ho detto: “Finché si limita ad arrabbiarsi va bene, ma se poi guarda… o cerca un’altra donna, più “donna”, più attraente… che fai? Avete anche due figli!”. L’ho rivista solo dopo una settimana, nella quale ho pregato molto per lei. Era stata a confessarsi e al termine della Confessione aveva parlato con il sacerdote di quello che le avevo detto. Il sacerdote le aveva ripetuto le stesse mie parole. Adesso, nella semplicità, ha di nuovo cura del suo aspetto: il marito le dice spesso: “Adesso sì che mi piaci! Eri diventata orribile! Non eri più tu”.

    “Ma nel resto dei casi inseguire un’immagine irreale di sé significa rifiutare quello che Dio ha pensato per noi, i suoi regali, la bellezza vera e irripetibile che siamo realmente, ognuna di noi”:
    SMACK!

    “Non si può avere la faccia di una ventenne a cinquanta anni; non si può avere un seno da maggiorata e il corpo da anoressica; non ci si possono lisciare le rughe su fronti inutilmente spaziose senza che sul viso rimanga stampata un’espressione perennemente attonita e sgomenta; non si possono avere labbra come canotti ed essere ancora prese sul serio.”:
    SMACK!

    I limiti però ci custodiscono, ci dicono qual è il nostro vero bene.”:
    SMACK!

    1. Laicamente, sono d’accordo col contenuto di questo post. Sono contraria a tutte le ossessioni, figuriamoci su qualcosa di così futile ed effimero come la bellezza.
      Però una considerazione: chi stabilisce il confine del “possibile”?
      La chirurgia non è forse diventata una cosa “possibile”?
      E, se non vissuta come ossessione ma come miglioramento cosmetico, alla stregua di un ombretto o di una ricostruzione unghie, che male c’è?

      Forse il limite sta solo nella nostra testa. Come sempre.

  10. Fk

    I limiti però ci custodiscono, ci dicono qual è il nostro vero bene. E’ per questo che la vita poi presenta il suo conto.

    Costanza, come dici le cose tu… GRAZIE! 😀

  11. Ieri sera mi soffermavo fino a mezzanotte e mazza sul divano a guardare “Extreme makeover” e scoprivo con orrore che una ragazza affetta da un’acne spaventosa veniva acciuffata dal programma per essere trasformata da brutto anatroccolo in cigno. Lei ovviamente saltava di gioia alla notizia della prossima trasformazione… mah… Io credevo che il problema fosse in effetti quell’acne che le deturpava il viso, ma appena è finita nelle mani dei medici il trattamento si è esteso a naso, seno, pancia e cosce, con limature e aspiramenti di grasso (che tra l’altro erano risolvibilissimi con un minimo di esercizio fisico). Un problema localizzato si è tradotto in un intervento su tutta la persona restituendo ai suoi cari, dopo oltre due mesi di lontananza, una ragazza completamente diversa.
    Davvero non mi capacito dell’entusiasmo di certe persone per la chirurgia plastica. Anche io nell’immaginazione mi vedrei bene un naso meno curvo o un seno piccolo, ma la sola idea di finire sotto il bisturi per un fatto estetico e non di vitale importanza mi terrorizza. Un po’ per il dolore fisico (ma chi ha detto che bisogna soffrire per forza?? e per giunta volontariamente…) un po’ per il fatto che vedendomi allo specchio non mi riconoscerei più. La verità è che io mi sento come Cricchetto, l’amico di Saetta McQuinn in “Cars”, che vuole tenersi tutte le sue ammaccature perchè sono i segni delle sue imprese, più o meno eroiche. Da adolescente mi sarei rifatta tutta, dalla testa ai piedi. Dopo 20 anni avrò ben il diritto di piacermi anche con la gobbetta sul naso! 20 anni di esercizio nell’accettarsi servono anche a capire che i difetti da limare sono altri, nel mio caso per esempio che devo amare senza la pretesa che l’altro cambi (detesto il dentifricio spremuto al centro del tubetto o i calzini buttati sugli scaffali della libreria, ma mica chiederò il divorzio per questo!). O che devo cercare di pensare 45 volte prima di emettere una sentenza su mia suocera.
    Poi ovviamente ci sta benissimo anche chiamare l’estetista per fare la ceretta alle gambe o o provare ad indossare una scarpa col tacco anche per andare al supermercato….

  12. costanza

    L’ombretto decisivo è di marca Inglot, una casa polacca di trucco professionale che io ho scoperto da Coin. Quello in crema nero è puro pigmento, che si sfuma e poi non se ne va più, se non con una passata di napalm. Non costa molto, meno di mac, al quale fa un baffo, anzi un doppio baffo con la chiusura a lampo, come direbbe il mio amico. 15 euro, ma dura una vita (non prendo percentuali)

  13. Alessandro

    Aggiornamento veloce di metà mattina

    VOTARE SPOSATI E SII SOTTOMESSA Libro dell’anno a TG1 Billy

    Classifica parziale: MIRIANO a una incollatura dalla vetta sta STRACCIANDO Maraini e facendo masticare polvere alla MARZANO.

    Siamo VICINI alla VITTORIA… ancora un po’ di buona volontà e di pazienza e CI SIAMO

    VOTARE si può, ma soprattutto VOTARE (MIRIANO) si DEVE

    VOTAmiriano VOTAmiriano VOTAmiriano VOTAmiriano VOTAmiriano VOTAmiriano (passate parola) VOTA QUI

            1. Alessandro

              Da ogni PC un voto al giorno, mi sembra di aver capito.

              Ma qui ci vuole il PASSAPAROLA, ragazzi!

              VOI internauti che siete su facebook, che lo usate a fare (per scambiarvi le fotine?), se non per far VOTARE la MIRIANO a tutte le vostre miria(ni)di di AMICI?

              E anche ‘sto tale Twitter (che io non so cosa sia, ma che a qualcosa dovrà pure servire), è forse inutile all’uopo?

              Altrimenti va a finire che la Marzano attiva tutti i suoi canali televisivi e accademici e si produce nel fatale colpo di reni al fotofinish.

              FORZA!!!

              UN VOTO al giorno da TUTTI i pc di TUTTI gli amici, e ce la si fa!!!!

            2. JoeTurner

              guarda Alessandro, gli oltre 2000 amici su FB di Costanza, la pagina di Sposati.., la pagina degli Gli Amici di Costanza Miriano, il blog sono tutti mobilitati, ma “altri” sembrano avere risorse straordinarie…(un po’ come la Germania ovest nel ’54 per intenderci)

  14. Erika

    Sono sempre stata e sempre sarò un’integralista anti-chirurgia estetica.
    A parte casi in cui entra in gioco la salute, è incomprensibile la leggerezza con cui le donne si accaniscono sui loro corpi.
    Non li amano, non li rispettano e soprattutto non sanno accettare il fatto che, anche se si fanno mettere due palloni aerostatici al posto del seno e si gonfiano di botulino, la freschezza dei vent’anni non potranno mai riaverla.
    Accettiamo che ogni età ha un suo fascino: ho 32 anni, qualche smagliatura, il seno non sfida più la forza di gravità come quando ne avevo 18, però, senza falsa modestia, sono infinatamente più affascinante di qualsiasi velina.
    E sono sicura che è lo stesso per ogni altra donna del blog.
    Se dai tuoi occhi scintillano curiosità e intelligenza, se dai tuoi gesti trapela la dolcezza di una mamma, sei irresistibile.
    Un filo di trucco, un po’ di gusto nel vestire, per chi può permetterselo qualche bel massaggio, sono un doveroso omaggio al nostro corpo e un segno di attenzione anche per gli altri.
    Plastica e iniezioni sono uno sfregio al nostro corpo.
    E oltretutto non ho mai visto nessuna diventare più bella dopo questi interventi, solo grottesca e volgare.

    P.S. Ho votato per te Costanza!
    In bocca al lupo! 🙂

    1. sorpasso e allungo: alle 14 siamo sopra il 33% contro il 31% appena abbondante.
      Come l’Inter del Triplete! Moustanza!
      Umiliati gli altri….
      ma Mariapja Veladìano che cosa è? un ottativo? una minaccia? un’offesa? Una volgarità? uno pseudonimo….? una battuta (tipo Jocopoco Majoco – Dolores DePanza – Guido Maluccio)? Un calembour (Anello tedecidi a sposamme?)?

      1. un ossimoro è direi la soluzione più corretta…
        come faccio a caricare una foto, si può con i filmati da you tube ma non con le foro?
        Niente di sconveniente, solo il famoso pub dove gli Inklings si incontravano al quale abbi occasione di fare un “pellegrinaggio” qualche anno fa…. mi sembra propiziatorio…
        Guido, da buon romanista, è onesto e sa riconoscere il genio, specie ora che non c’è più….

    1. 61Angeloextralarge

      Scusa, “giraffa del mio cuore” potresti passare un po’ dei tuoi cm a me? Così… tanto per… “abbellirmi” un po’…
      Scherzi a parte: Dio mi ha fatto così e così resto!!!

      1. G

        Non cambierei mai la mia altezza, ma.. in realtà essere alte comporta anche qualche svantaggio.. tipo atroci mal di schiena.. e le donne con qualche centimetro in meno a mio parere portano ad una naturale protezione da parte dell’altro sesso, sembrano quasi più indifese..

        1. 61Angeloextralarge

          Sì! Ma al supermercato devo sempre chiedere aiuto per prendere le cose dell’utimo ripiano! Ci arrivo solo se il ripiano è stracolmo!!!

          1. Gabriele

            Un vecchio saggio (io) disse:
            si riesce sempre a prendere qualcosa in alto.
            il difficile è evitare la craniata contro il pensile!

  15. 61Angeloextralarge

    Ma la “guerra” è solo tra il primo e il secondo! Maraini e gli altri praticamente già esclusi dalla gara?

  16. nonpuoiessereserio

    Non ho avuto tempo di leggere i commenti ma ci tenevo a dire che qualsiasi rifacimento non mi è mai piaciuto.
    Devo dire che mia moglie senza mai andare dall’estetista e senza tanti trucchi e creme si mantiene davvero bene, sembra una ragazzina. E’ vero, posso avere qualche nostalgia della sua morbida terza da ventenne (elastica e turgida come una panna cotta) ma poi guardandomi allo specchio mi dico: “Ti va anche troppo bene”.

  17. Lasciando da parte gli scherzi volevo riflettere un po’ con voi sul tempo…
    Mi sembra infatti che la chirurgia estetica (che per inciso a volte tenta anche i maschi) sia un caso limite di quella sindrome che potremmo definire “orrore del tempo”, ovvero la paura di dover ammettere che non si è più adolescenti, che è giunto il momento di assumersi delle responsabilità, che non siamo più “figli”, ma padri o madri (per riprendere il post di Paolo sulle radici).
    Io appartengo ancora ad una generazione che non vedeva l’ora di crescere, di assumersi responsabilità per poter dire qualcosa (e forse è cresciuta troppo in fretta… a trent’anni avevo fatto più esperienze di mio nonno), e son sempre rimasto fedele a questo principio: mia madre e le mie amiche fanno guerra alla mia barba dicendo che mi invecchia, ma non capiscono che son felice di avere un aspetto da vecchio saggio…
    Imagino che l’attuale frenesia di rimanere adolescenti sia anche una reazione a questo…

    1. 61Angeloextralarge

      E quando non è frenesia da adolescenti?
      Conosco una ragazza che era veramente bella (ma non ci credeva): si è rifatta naso, bocca, seno… e spero che abbia finito. Più la guardo è più penso che sia “brutta”. Non per giudicarla ma la bocca che aveva le stava meglio! Il naso “dolcissimo” che ha ora stona con il resto del viso (bocca rifatta compresa). Mi fermo qui…

    2. grazie Costanza!!!!sempre un meraviglioso sostegno per le coetanee e co-prive (dipenderà dal numero dei figli???)
      Vi risegnalo un vecchio film che va a nozze col nostro tema:”La morte ti fa bella” con Meryl Streep e Goldie Hawn.Bella riflessione sull’accettazione di se stessi (coi doni che Dio ci ha fatto regalandoci un corpo sano) e del tempo che passa (dono di Dio).

  18. Genio cosmico scrisse: “Una donna sicura di sé – sicura perché appoggiata in Dio – diventa attraente per gli altri, un rifugio sicuro e accogliente, e non ha bisogno di plastica per essere morbida. Questo non significa che non si abbia non solo il diritto, ma il dovere di essere belle. Non mi è mai piaciuto quel cristianesimo triste che predicava la bruttezza e l’essere fuori moda come un dogma. Io personalmente potrei parlare per ore della migliore crema idratante per le palpebre, e niente accende il mio entusiasmo come un ombretto in crema nero che possa regalarvi gli smokey eyes perfetti, quelli che non colano dopo mezz’ora (l’ho trovato, l’ombretto perfetto, se mi chiamate vi dico il nome). Con le mie amiche sposate volevamo addirittura lanciare una campagna planetaria contro i mezzi tacchi – la facile tentazione di tutte le mamme lavoratrici dall’agenda che si apre a fisarmonica, sei pagine al giorno di liste di cose da fare – che saranno anche comodi e pratici, ma vuoi mettere un tacco dodici? Insomma essere più bella possibile è un dovere. Ma la chiave è proprio qui. Possibile. Curarsi, dunque, ma nei limiti della propria realtà, della propria situazione concreta, della propria disponibilità di tempo e di energie, dei doveri di stato, delle necessità di coloro che ci sono affidati. Che poi alla fine non è altro che accettare di essere creature limitate”

    Ora, sbaglierò, per carità, ma mi pare vi sia una certa eco (ed è già la quarta o quinta volta che accade) di quanto disse quest’altra grande mente

  19. Aggiornamento ore 19.45
    33,33% contro 32,61% cioè circa 70 voti di vantaggio…
    notare che 33,33 è 1/3 cioè da sola ha sbaragliato gli altri 9 a cui vanno le briciole…
    Ma quando finisce questo sondaggio….???
    Possiamo stappare a mezzanotte o ci tocca rimandare?

    1. admin

      anche a me piace questo tifo calcistico ma purtroppo caro Paolo il sondaggio finisce il 25 gennaio e quindi bisogna pazientare e avere la COSTANZA di votare tutti i giorni (ops si può dire?)

        1. 61Angeloextralarge

          Noi mirianidi sosterremo Costanza con costanza: male che vada, per noi la vincitrice sarà sempre lei! Costanza for president! (come disse già qualcuno in questo blog)

  20. Cari tutti, ero sincera – ometto avverbi, aggettivi, rafforzativi di qualsiasi tipo (il vostro parlare sia sì, sì…) – quando dicevo che non volevo arrivare ultima. Per me sono soddisfatta così, non mi importa di vincere. Non vi stressate. L’importante era non fare una figura da sotterrarsi. So bene che il valore del mio libro non è letterario e sebbene non abbia letto nessuno degli altri non posso certo pensare di avere scritto il migliore libro dell’anno. Il suo valore è fatto di vita vera, di esperienze mie e delle amiche e degli amici, di persone che “Sposati” mi ha permesso di aiutare, di altre che hanno aiutato me, di craniate date ed altre evitate; insomma è vita, e la vita si misura con i punti Paradiso. Quindi non affannatevi troppo, davvero. Io sono contentissima così.
    p.s.Umberto, visto che mi vuoi conoscere: dove abiti? Di dove sei?
    Il prossimo impegno è a Roma il 14, poi Milano il 23. Tutti i dettagli qui sul blog.

    1. 61Angeloextralarge

      Credo che un libro debba fare quacosa di più oltre al far passare del tempo del rilassare o divertire o entusiasmare, del’istruire, del…. etc. etc. etc. Proprio perché il tuo è fatto di vera vita, credo che abba quella marcia in più dei soliti libri. Questo tifo calcistico per te, secondo me è piacevole, perché ci fa sentire un po’ i collaboratori di “casa Miriano”, ops! di casa tua (il cognome di Giulio l’ho letto su un altro post ma adesso non mi viene in mente – abbiate pietà della mia vecchiaia che avanza inesorabilmente!)

  21. silvia

    grazie!!anche io ho 4 bimbi e la penso esattamente come te sul valorizzare cio che di bello il signore ha pensato per noi, sul tacco 12 e il trucco ma senza strafare, grazie per l’articolo eccezionale!ti chiedo l’amicizia in fb.
    ciao, silvia brunzin

  22. barbara :)

    “inseguire un’immagine irreale di sé significa rifiutare quello che Dio ha pensato per noi, i suoi regali, la bellezza vera e irripetibile che siamo realmente, ognuna di noi”
    frase che mi colpisce… che in un certo senso mi disarma… ma…che mi fa crescere ancora una volta!
    quando ho letto questa frase mi sono detta: “accipicchia” (x nn essere scurrile u.u)… sono fra le tante che ha inseguito e tuttora,a volte, insegue un’immagine irreale…e malsana! nn mi faccio plastiche, nn aumento di taglie il mio seno e nn appiattisco le rughe…che grazie al cielo alla mia età ancora non ho!!! (ps:ho 21 anni)
    però…ho fatto altro! troppo, per inseguire un corpo etereo… un fisico “da paura”…come si suol dire a roma… ora, è diverso…o almeno tento di renderlo tale! guardarmi allo specchio con amore è difficile…soprattutto nei giorni “no” …ed è difficile credere di essere un prodigio di Dio quando ti vedi un pò un cessetto (=cesso) ..però è così…e noi cristiani abbiamo una marcia in più! xk abbiamo un Dio-Papà che ci ama proprio così come siamo!!! è già difficile amarsi, poi se nn sai che c’è questo meraviglioso Dio che ti ha creato come un prodigio…come fai? ecco perchè amo essere cristiana! mi semplifica un sacco di cose! 🙂

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