Capitani coraggiosi

 

Nel pomeriggio di oggi sarò a Sulmona a parlare di educazione. Non credo che sarebbero in tempo per disdire il programma e l’invito, neanche se un agente della Cia (Colpire Imbroglione Astute) origliando dal mio giardino mi avesse sentito compiere alcune nefandezze, giusto ieri sera.

Tanto per cominciare mi sono risentita perché Lavinia ha detto che vuole stare in camera col babbo, se in albergo ci dobbiamo dividere, e l’ho fatta oggetto di una serie di rappresaglie morali fino a che non è stata costretta a dichiararmi amore eterno. Le ho fatto anche la più infingarda, abietta, ripugnante domanda che una madre possa fare al suo bambino: vuoi più bene al babbo o alla mamma? (E la risposta esatta era una sola).

Ho proseguito con reazioni scomposte e per niente sagge a un figlio che stava dribblando il ripasso di scienze (“tanto esco due ore prima per venire a Sulmona”). Ho cominciato con voce soave e ferma illustrando la bellezza dello studio fatto non per il professore ma per amore del sapere, ho finito,  starnazzando come un tacchino. Sì, ha ripassato, ma ho come il sospetto di non averlo convinto della beltà dello studio del tessuto epiteliale.

Andare, io, a parlare di educazione… E’ un po’ rischioso. Che ne so se sto facendo un lavoro dignitoso? Lo scoprirò, forse, fra qualche annetto (dalla fossa, probabilmente).

Trascorrere qualche ora con i miei figli non ha mai indotto in nessuno dei miei amici il desiderio di fare una vasectomia, e questo già lo ritengo un risultato notevole.

Per il resto, credo che ogni genitore funzioni in qualche settore, e sia un po’ zoppicante in altri. Infatti Dio ne prevede due per ciascuno.

Ovviamente a parlare di educazione domani ci dovrebbe andare mio marito, ché quello equilibrato della famiglia è lui. E’ lui che si fa rispettare, è lui che è temuto, e che sa dosare sapientemente gioco e regola, divertimento e dovere, gratificazione e punizione.

Io ho dovuto smettere di allattarli quando hanno cominciato a chiedere se il latte non si poteva avere corretto, e ho un’idea un po’ creativa dell’ordine e dell’organizzazione. Se potessi allestire sulla mia pancia delle comode tasche marsupiali me li terrei tutti sempre attaccati, anche al lavoro, sopportando, lo ammetto, un piccolo rallentamento nell’acquisizione dell’autonomia. (Sì, la teoria la so, è che se ogni tanto non mi faccio delle terapie inalatorie del loro odore mi sento mancare).

Comunque, i genitori dei liceali domani staranno ad ascoltarmi, e non me ne capacito. Svicolerò dalla mia esperienza di madre, ancora nel mezzo del guado, e virerò verso quella di scrittrice, ben più facile. Dirò che una coetanea dei loro figli mi ha scritto ringraziandomi perché il suo professore le ha consigliato il mio libro, e lei è rimasta folgorata, affascinata dall’idea del matrimonio che ne veniva fuori. Moriva dalla voglia di raccogliere una sfida, quella di una scelta impegnativa, difficile, definitiva.

Mi sono stupita. A parte lo stile scazzafrullone, diciamo la verità, non ho proposto alcuna novità. Possibile che a questi ragazzi nessuno parli mai di mete alte, esigenti, rigorose? Eppure un adolescente è per forza pieno di amore per l’assoluto, per le vette, per il traguardo più lontano. Qualcosa che faccia battere forte il cuore. Questa sete va saziata. Quando dicono che vogliono diventare famosi, quelli che affollano i talent show e quelli che da casa li invidiano, in realtà stanno parlando, nell’unico modo che sanno, di questa sete di assoluto, di bello, di grande.

Non è vero che non ci occupiamo dei nostri figli. Ma chiediamo a loro di occuparsi di qualcosa? Di farsi carico? Siamo una generazione molto, moltissimo (troppo? parlo per me…) presente con i bambini. Ma non abbiamo il coraggio di osare, con loro. Di chiamare le cose col loro nome, di farli innamorare della lotta della vita. Di parlare di inferno, purgatorio e paradiso, di vita o morte eterna. Della lotta continua che dobbiamo fare per dire sì a Dio. Dobbiamo dire loro che la vita è una sfida difficile, faticosa, e incredibilmente bella, da mozzare il fiato, se uno sa che tutto quello che fa risuonerà in eterno.

Perché, mi dispiace, i generici buoni sentimenti a quell’età non funzionano, non li fanno innamorare questi ragazzi, che vogliono sentirsi direla Verità. Hannoun orecchio finissimo, un cuore puro e attento. Ci ascoltano con gli occhi, e ci mettono alla prova. E non ne usciamo sempre immacolati.

Domenica scorsa pioveva e avevo tre figli in macchina; volevo offrire un gelato a loro e a un amico, e ho provato a lasciare qualche minuto la macchina sulle strisce. Tommaso mi ha fulminato: “allora è vero che non si può credere in niente”, ha detto. La macchina l’ho spostata immediatamente, ma che lezione mi sono presa. Spero che quelli della CIA  non lo vengano a sapere.

236 pensieri su “Capitani coraggiosi

  1. Filippo

    Fin da piccolo quello che mi ha affascinato e rapito del cristianesimo è proprio l’altissima dignità che conferisce all’uomo (inteso come essere umano), in quanto figlio di Dio. Il fatto che l’uomo, e quindi anche io, seppur 14enne (oggi ne ho 25), ero chiamato a qualcosa di molto più grande, più alto. E’ la Vita Eterna, il senso di ogni cosa fatta qui nella vita terrena, la speranza che è il motore della mia conversione. Quella tranquillità interiore che viene dall’essere consci che tutto passa. E non è pessimismo, altrochè! Questa consapevolezza mi aiuta a vivere la mia vita con felicità ed ottimismo, sapendo di avere come Padre nientemeno che Dio, il miglior educatore che esista! E la sua pedagogia è strabiliante, giorno dopo giorno mi accorgo di quanta cura egli abbia per me, di come predispone gli avvenimenti della mia vita proprio in funzione della mia conversione, per giungere (citando San Paolo) al “premio” che mi attende: il Paradiso.

    P.S.: anche se non commento quasi mai, leggo quotidianamente e molto volentieri tutto il blog. Volevo approfittare per ringraziare Costanza del tempo che dedica a questa “comunità virtuale”: i tuoi post sono sempre uno spunto di riflessione serio, interessante e mai banale. Merce rara sul web 😉

  2. Daniela Corbellini

    Avevo postato in risposta a Francesca ieri, ma era tardi allora lo metto qui perché oggi sarebbe il compleanno di mio padre, la persona più generosa che io abbia mai conosciuto.
    Cara Francesca,
    sarebbe bellissimo che tu potessi vedere la Santa Casa di Misericordia de Porto Alegre oggi!!!!
    Questo ospedale cattolico che da più di 200 anni assiste la gente di porto Alegre (la città ha poco più di 260 anni)è oggi un complesso ospedaliero modello per l’America Latina, con diversi premi per la qualità del servizio. E’ ora composto da sette ospedali (due generali e 5 specialistici, coprendo arre come cliniche mediche, chirurgia, cardiologia, neurochirurgia, pneumologia, oncologia, pediatria e trapianti).
    Alla fine degli anni settanta l’ospedale attraversava la maggior crisi della sua storia, mancava l’alimentazione adeguata, medicinali, biancheria, igiene e tanto meno attrezzatura.
    E’ stato un prelato a cambiare la sorte della struttura: si chiamava Don Vicente Scherer. Ha assunto la direzione dell’ospedale nel 1982 e ha fatto di tutto per trovare fondi e migliorare la struttura.

    Le notizie che ti do non sono solo frutto di ricerche, nel dicembre del 2009 io sono stata tutti i giorni, ho seguito mio padre nei diversi reparti (dal pronto soccorso a oncologia, chirurgia e terapia intensiva) e devo dire che sono rimasta a bocca aperta per il trattamento e la struttura. Hanno provato l’impossibile per farlo guarire, purtroppo era troppo tardi.
    Non mi aspettavo un ospedale così, tutto perfetto, niente da invidiare alle strutture lombarde. Non abbiamo pagato un centesimo.
    Lo so che in Brasile è una eccezione, ma sta di fatto che nella Santa Casa le cose funzionano. Quello che manca ancora è una cultura della prevenzione e la realizzazione di ospedali all’interno dello stato (vengono tutti da lontano alla capitale e sicuramente qualcuno deve aspettare tanto).
    Il Brasile è cambiato parecchio, ha ancora tanta gente povera, ma non miserabile. In particolare nello stato del Rio Grande do Sul.
    Per quanto riguarda l’impulso a prendere la via della lotta armata non sei l’unica: negli anni ottanta le invasioni di terra organizzate dentro a seminari francescani dove la teologia della liberazione andava a gonfie vele ha prodotto molte morti, molto odio e dissipato tanta gioventù (io me ne sono andata via della chiesa, c’ercavo Dio e non il PC). Un problema vero (quello sociale), una risposta sbagliata. La promozione della lotta di classe ha portato solo odio e desiderio di rivalsa (il brasile oggi è il 6° paese al mondo in numero di omicidi, la maggior parte causa traffico droga)
    Sono le azioni come quella dell’ex arcivescovo Don Scherer a produrre buoni frutti.
    Io sono cresciuta vedendo molta gente povera ma con dignità. Mi ricordo mia madre che, in barba a quelli che dicevano che era pericoloso, pigliava i “meninos de rua” ai semafori gli portava a casa, li lavava, li dava da mangiare, li vestiva con i nostri vestiti, regalavamo qualche giocatolo … Abbiamo tenuto una bimba per un anno fino a che sua madre non ha lasciato lo spacciatore che frequentava. Oggi gli stessi bambini con braccialetti d’oro, pistola e cellulare ti entrano in macchina davanti all’asilo fanno ostaggio i bambini mentre vai al bancomat a prelevare (è successo a mia sorella).
    Ti dico che nonostante tutto ciò, vedo molta più tristezza e depressione oggi che allora. Vedo molta più noia e mancanza di speranza qui oggi che nel Brasile in crisi degli anni 80 (1981 inflazione di 120%)…
    Abbiamo vissuto come famiglia un crollo economico che ve lo sognate, ma non ci è mancata la speranza.
    Dopo aver perso case, macchine, amici che non erano tali abbiamo vissuto per anni di provvidenza e la Banca del Cielo (come la chiamava mia madre) non ti fa mai mancare il necessario, se fai la tua parte arriva quello che serve (io facevo qualche lavoro extra da quando avevo 15 anni, e vi assicuro che tanti mesi che non avevamo idea di come pagare l’affitto mi arrivava la telefonata per un lavoro che, guarda caso, pagava quello che serviva).
    E questa donna che non ha mai lasciato il marito che quando non ha potuto provvedere alla moglie e ai 5 figli come avrebbe voluto è entrato in una forte depressione e caduto nell’alcolismo. Lei aveva tutto: bellissima, marito perfetto, 5 figli in salute, case, 2 macchine (negli anni 70!), servitù (3 donne, giardiniere, autista), si è trovata con 5 figli e un marito in crisi da far rialzare, perché lei era la base, ma lui era il capo famiglia e la sua figura non poteva mancare.

    Lei mi ha insegnato la fede, non tutti i libri che ho letto. Ma ci ho messo un pò a capirlo, a conciliare la mia ragione con la sua fede che era quasi fideismo.
    E alla fine ho scritto un’altro romanzo, scusatemi!
    Buona notte!

  3. Buongiooorno!
    Mannaggia , proprio oggi che non ho tempo per rispondere…
    Io, di molto sintetica, vi consiglio un libro bellissimo che sto leggendo in questo momento (e che finirò domani sul treno per Cesena che mi porterà al convegno per medici e famiglie su nuove tecnologie nella malattia cronica pediatrica…auff!)

    http://www.einaudi.it/libri/libro/david-bainbridge/adolescenti/978880620096
    http://www.einaudi.it/media/img/978880620096GRA.jpg

    In particolare vi faccio notare la copertina, splendida! Con l’evoluzione dell’uomo che finisce con un…adolescente!
    Rappresenta la più sfrenata delle speranze.
    Ieri ho visto una coppia di genitori provatissima dall’adolescenza del figlio (poi torno a casa e c’è la mia di coppia provatissima… 🙁 ) e, onestamente, francamente , spassionatamente, OGGI SULL’EDUCAZIONE MI AVVALGO DELLA FACOLTA’ DI NON RISPONDERE.

    Baci a tutti

    1. Ah! Ma la carticcia da parati è ancora qui?

      ..cosa significa che il mio commento è in attesa di moderazione: l’amministratore ha messo un filtro ai miei interventi? Io e Alvise siamo stati iscritti sul libro nero?

      🙂

      1. Paola, buongiorno, questo post é per noi, sbizzarriamoci con commenti sull’educazione!
        L’avrei già fatto se il primo commento non fosse stato così bello e completo, fatto da un ‘Filippo’, poi, mi sta simpatico per forza… lancia tu il sasso che ti seguo a ruota, maestra!
        Genni

  4. Ciao Genni carissima!! Purtroppo oggi non ho molto tempo, devo :
    tamponare un problemino di salute causatami dalla dimenticanza di uno dei miei farmaci..ho dubbi su quanto fa 2+2
    andare dalla parrucchiera (argomento very costance) per rendermi presentabile per il convegno di domani
    udienza di chitarra con la prof di mia figlia : è un anno che non parlo con la prof in quanto ho dovuto aspettare l’effetto del siero anti vipera
    spesa, perchè lascio due giorni l’altra metà del cielo : 3 da sola a casa
    pulire
    oggi alle 17.30 saggio di flauto barocco di un comagno (liceo musicale) di mio figlio e di una compagna (medie musicali) di mia figlia.

    Se ce la faccio volentieri : per parlare di Educazione, mio argomento Principe , devo almeno stare seduta comoda.
    🙂

    Che ne dici Alvì? Tutta vita vera, come la cacca e la pipì di ieri?
    😉

  5. “Una desertificazione umana dove sembra non ci sia più speranza […]Eppure c’è anche altro. C’è molto altro. C’è l’eroismo quotidiano della gente semplice, di tantissimi padri e di madri, c’è la grandezza di persone che portano amore e speranza, ci sono vite che cambiano e che – magari dall’abisso – ritrovano significato e verità, uomini che rinascono, il Male che batte in ritirata.”

    Da “Il Signore degli Anelli”

    1. Velenia

      Uao Alvise che bella citazione,chissà che tu non mi convinca a leggere Tolkien,finora figlio-grande ci ha provato varie volte,ma non è riuscito a convincermi!

      1. Luigi

        Alvise sorprende sempre, non è mai noia, lo vedo bene anche nella doppia personalità di Gollum, lui sta un po’ di qua e un po’ di là.

  6. Luigi

    Costanza, ma c’è un filo logico? Ci sbatti da una parte all’altra come Nadal e Djokovic.

      1. Luigi

        No, scusatemi. Il post è ottimo e come sempre ricco di spunti ma stamattina mi sono trovato ad avere un po’ di lavoro improvviso che mi ha spiazzato e quando ho aperto il post stavo ancora pensando al Paradiso di ieri.

  7. Alberto Conti

    “A parte lo stile scazzafrullone, diciamo la verità, non ho proposto alcuna novità”

    Hai proposto la Buona Novella e questa è una novità sempre, da 2000 anni a questa parte, se proposta in modo vero, non il moralismo presentato normalmente (un prete alla radio ha appena consigliato la convivenza come ottimo test prematrimoniale, ma chiedo a chi è sposato: è la stessa cosa?).

    @Daniela: grande testimonianza, peccato che prima di riconoscere il valore di ciò che ci hanno insegnato (o meglio testimoniato) i genitori dobbiamo sbatterci la testa

    1. Daniela Corbellini

      Si, è vero, ma fa parte della crescita. Ci sarà un perché nel fatto che i ragazzi mettono in dubbio tutto ciò che hanno ricevuto, credo che serva a fare proprie le convinzioni. Ad andare avanti per inerzia prima o poi ci si ferma!

  8. laziamina

    Costanza carissima…volevo scriverti dicendo che in questo blog girano solo fiumi di parole e che la vita concreta è tutt’altra cosa…ma con il post di oggi mi hai sspiazzata e quindi non posso che dirti grazie per le belle riflessioni che ci regali..
    al caro Alvi della corsianumerosei(che poi..perchè corsia numerosei???se posso esserre indiscreta????)dio che la vita può essere un inferno ma dipende tutto da te..anche nella cacca più schifosa si può essere serreni ti assicuro!
    un abbraccio

  9. By lacorsianumerosei
    ” – E l’immortalità? – Eh, lasciate stare! – Voi non ci credete, ma io ci credo. Qualcuno, in Dostoevskij o in Voltaire, dice che, se Dio non esistesse gli uomini lo inventerebbero. E io credo fermamente che se non esistesse l’immortalità, presto o tardi la inventerebbe il grande spirito dell’uomo. – Ben detto! – proferì Andrej Efimyc, sorridendo di piacere. – E’ bene che voi abbiate questa fede. Con una tal fede si può vivere cantando anche murati dentro una parte. Voi c ertamente avete ricevuto un’istruzione. – Sì, ho frequentato l’università, ma non ho finito. – Siete un uomo di pensiero e di meditazione. In qualunque ambiente potete trovare la tranquillità in voi stesso. Un pensiero libero e profondo, che tende alla comprensione della vita, e un completo disprezzo della stupida vanità del mondo, ecco due beni, i più alti che l’uomo abbia mai conosciuti. E voi li potete possedere anche rinchiuso dietro a tre grate. Diogene viveva in una botte, però era più felice di tutti i re della terra. – Il vostro Diogene era uno scemo – proferì accigliato Ivan Dmitic – Che mi venite a parlare di Diogene e di non so quale comprensione? – si irritò egli a un tratto, balzando in piedi. – Io amo la vita, l’amo appassionatamente! Io ho la mania di persecuzione, una continua paura tormentosa, ma ci sono dei momenti in cui mi afferra la sete di vivere, e allora io temo di impazzire. Ho una terribile voglia di vivere, terribile!” (continua)

    Anton Cechov ” La corsia n.6″

    1. laziamina

      ok Alvi sei riuscito va farmi sentire una cacca ignorante…chiedo perdono per la domanda idiota…

      1. fefral

        “Io amo la vita, l’amo appassionatamente! Io ho la mania di persecuzione, una continua paura tormentosa, ma ci sono dei momenti in cui mi afferra la sete di vivere, e allora io temo di impazzire. Ho una terribile voglia di vivere, terribile!”
        bellissimo!

    2. giuliana zimucci

      Cavoli! Alvise, hai tutta la mia stima sia per Tolkien che per Checov! mica baubaumiciomicio!

  10. Daniela Corbellini

    La vita può essere un paradiso o un inferno Alvi, a seconda dello stato di spirito.

    Io preferisco il bicchiere mezzo pieno.

    E vi assicuro che la mia è stata (ed è) felicissima, quello non toglie che ci siano stati problemi grossi, anzi mi hanno insegnato e fatto crescere molto.

    Ma è di base felice con momenti di infelicità.

    Quando toglieremo i momenti di infelicità (o di inferno), credo che ciò che resterà sia il paradiso: la bellezza, gli affetti, l’amore, ogni piacere fisico, i profumi, i fiori, i bambini…

    Ogni volta che l’uomo produce bellezza e bontà tende verso l’infinito.

    E i giovani vogliono tendere ad esso! Noi siamo più annoiati!

  11. giuliana zimucci

    Buongiorno a tutti! mi scuso in anticipo perchè sicuramente anche oggi vi investirò con un fiume di parole, ma spero cmq di comunicare qualcosa sulla vita-vita.
    Parto dalla riflessione di Costanza :
    “Possibile che a questi ragazzi nessuno parli mai di mete alte, esigenti, rigorose? Eppure un adolescente è per forza pieno di amore per l’assoluto, per le vette, per il traguardo più lontano. Qualcosa che faccia battere forte il cuore. Questa sete va saziata. Quando dicono che vogliono diventare famosi, quelli che affollano i talent show e quelli che da casa li invidiano, in realtà stanno parlando, nell’unico modo che sanno, di questa sete di assoluto, di bello, di grande.”
    Mi sono venuti subito alla mente i nipoti di mio marito. Premetto che lui viene da una famgilia abbastanza numerosa, i nipoti in età adolescenziale sono 5, tra maschi e femmine.
    Questi benedetti ragazzi passano parte consistente della loro giornata su Facebook, e pubblicano link strampalati che spaziano dal vaffa rivolto ai prof, fino alla frasetta sentimentale da bacio perugina, dalla foto del figo all’approvazione per Saviano e i suoi strali a politica e camorra.
    Dentro di me penso : ma quanto tempo buttano ‘sti giovani al computer? ma studiano qualche volta? non c’hanno di meglio da fare, uscire, parlare faccia a faccia?
    E poi, cosa per me assolutamente impensabile alla loro età, hanno sempre soldi in tasca, si comprano i vestiti da soli e quando costano troppo implorano i genitori. Mia nipote è riuscita a farsi comprare le Hogan (che costano ben 300 euro, e pensate che significa per una famiglia monoreddito…) solo perchè non si sentiva all’altezza del moroso che si veste tutto firmato. (A Pasqua mia cognata piangeva: non so bene se perchè il ragazzetto ha mollato la figlia o per i 300 euro spesi a vuoto…)
    La cosa che mi fa più incazzare non è che i ragazzi chiedono scarpe firmate, o che stiano al pc, o che aspirino ad andare in tv. Quello che mi fa rabbia è che noi genitori gli diamo tutto quello che chiedono. E così veramente li stiamo uccidendo. Dando le scarpe, la tv, il computer ecc. noi stiamo togliendo loro i veri desideri. Così uccidiamo la vera voglia di vivere. Addirittura quando sentiamo che chiedono giustizia, liberta, tutte le cose belle che il cuore desidera, siamo capaci solo di dare risposte parziali, brutte copie della Verità. Taroccamenti. I giovani li strumentalizziamo per i nostri luridi scopi sociali-politici. Che cavolo ci fanno in mezzo ai cortei delle manifestazioni operaie??? devono essere a scuola a quell’ora!
    Se penso alla mia adolescenza, ringrazio Dio di avermi fatto vivere in quel preciso momento tutte le mie domande, tutta la mia sete, e Lo ringrazio perchè mi ha messo davanti delle persone che mi hanno mostrato quello che rispondeva alle mie domande con una Amicizia vera, una presenza tangibile che mi ha dato risposte ma ha anche lasciato alla mia libertà la scelta di seguirla.

    1. Giuliana, sposo in pieno tutto quello che dici.
      Quando ero piccola a casa non avevamo la tv, perché ritenuta ‘oggetto del demonio’, e quando le mie compagne di classe adolescenti parlavano di Ramazzotti io non sapevo neanche chi fosse, e così dall’età di 12 anni in poi mi sono beccata la frase “vabbé, tu non puoi capire” che, crescendo, si é trasformata nella frase “vabbé, tu sei cattolica, non puoi capire”.
      Ho pianto e sofferto, ma ora sono contenta di quello che è stato.
      Filippo è cresciuto in una casa in cui la tv era un mobile per appoggiarci sopra qualcosa, gli abbiamo letto libri fin da prima che compisse un anno e adesso, a quasi 5 anni, ha una cultura invidiabile, distingue il vero dal fantastico, gli piacciono gli animali e ogni volta che se ne parla chiede abitudini alimentari, habitat e distribuzione, legge (non frasi ma parole) e scrive.
      Non sopporta i cartoni animati “moderni” in cui i protagonisti dicono in continuazione “io adoro questo e quello”, e si ribella dicendo che si adora solo Dio, l’ha insegnato Gesù quando era nel deserto e rispondeva alle tentazioni di Satana.
      Conosce le preghiere e prega per tutti quelli che conosce, e anche per quelli che non conosce.
      La malattia l’ha sicuramente segnato e sta remando contro, la lunga ospedalizzazione lo porta inevitabilmente ad annoiarsi e quindi a ricorrere sempre più spesso al telecomando e ai videogiochi, e anche noi siamo messi a dura prova, quindi energie e inventiva scarseggiano, ultimamente.
      So già che Filippo non è un bambino “normale” secondo l’accezione che la società dà a questo termine, e questo mi rende orgogliosa. So anche che lui soffrirà per questo.
      Leggendo il post di Costanza di oggi, però, ho pensato che in effetti tutti i ragazzi hanno sete di vero, di libertà, di cose grandi, e che si accontentano di tv e di banalità solo perché non conoscono altro. E si buttano via.
      “In realtà, è Gesù che cercate quando sognate la felicità; è Lui che vi aspetta quando niente vi soddisfa di quello che trovate; è Lui la bellezza che tanto vi attrae; è Lui che vi provoca con quella sete di radicalità che non vi permette di adattarvi al compromesso; è Lui che vi spinge a deporre le maschere che rendono falsa la vita; è Lui che vi legge nel cuore le decisioni più vere che altri vorrebbero soffocare. E’ Gesù che suscita in voi il desiderio di fare della vostra vita qualcosa di grande, la volontà di seguire un ideale, il rifiuto di lasciarvi inghiottire dalla mediocrità, il coraggio di impegnarvi con umiltà e perseveranza per migliorare voi stessi e la società, rendendola più umana e fraterna.” (GPII, GMG 2000).
      Oltre al fatto che spero che la sua vita sia lunga, spero che mio figlio sia FELICE.
      Mi sono persa perché mi metto a piangere anche quando scrivo io.
      Riproverò più tardi.

      1. giuliana zimucci

        Grazie 1000! Genny, sei fantastica!
        io personalmente sono un po’ più mondana, perchè spesso ho la tv accesa e i miei bambini adorano Nemo e 101 dalmata. Mi vergogno a dirlo, ma quando ho l’Empire State Building di panni da stirare a volte accendo la tv per farmi passare meglio il tempo.
        Ma devo dire che la sera cerco di non accendela perchè mi piace leggere e un libro è sempre meglio delle trasmissioni in cui 3-4 politici o giornalisti si scannano su Ruby, nucleare, monnezza, eccetera. Poi la mattina al bar sento la gente che dice “ma hai visto ieri sera? robba da matti, sti ladri, fiji de’ na mign….”, e se tu non partecipi al discorso, sembri un deficiente. Quando li guardo vedo che al posto della testa hanno uno schermo al plasma!
        La cosa bella del cristianesimo è che mi dà modo di giudicare tutto ma anche la libertà di NON guardare tutto perchè “dovrebbe” essere visto. La tv è un mezzo straordinario di informazione (e dà anche da mangiare a gente come Costanza che in tv ci lavora) ma ti propina un po’ quello che vuole, ti crea esigenze che non hai e ti vorrebbe dare risposte che sono parziali. Approfittarsi dei giovani, dei loro desideri più profondi e veri, per dare risposte parziali è un vero furto ai danni della vita!

        Cara Genny, spero tanto che la vita di Filippo sia lunga, ma ti auguro soprattutto che Cristo ti dia tutta la forza di sopportare questa sofferenza. La letizia che ci dà la compagnia di Cristo ti sia sempre di conforto. Per parte mia, posso solo pregare per voi.

      2. Daniela Corbellini

        Genoveffa
        Per me anche tu e tuo figlio siete un pezzo di paradiso in questa terra…

        io son molto più terra terra!

        P.S.: mi piace Genoveffa perché mi ricorda una persona speciale che ha fatto per se e fa tuttora per suo figlio costanti battaglie contro la malattia

      3. Velenia

        Giuliana e Genni condivido quello che aveta scritto e vorrei raccontare qualcosa di me.
        I miei genitori,nell’educarmi,hanno sicuramente fatto molti errori,che gli ho rinfacciato,naturalmente,negli anni dell’adolescenza (ero parecchio ribelle),ma la cosa più bella che mi hanno dato,soprattutto mio padre,è stato educarmi alla ricerca di senso.
        Ha fatto per tutta la vita il maestro elementare (“maestru ri scole vasci” cioè scuole basse, si dice sprezzantemente dalle mie parti)e viveva il suo lavoro come una missione, convinto che l’istruzione fosse anche un fattore di promozione umana.
        Ci leggeva le favole e ci recitava le poesie,pazienza se sceglieva sempre quelle più tristi,ma è ancora uno spettacolo sentirgli recitare”La Madre” di Ungaretti o “L’Aquilone”di Pascoli.Lo vedevamo sempre leggere e ci regalava i classici,poi siamo passate a saccheggiare la sua libreria,ha sempre avuto una predilezione per la letteratura russa (il suo sogno,ormai, purtroppo,irrealizzabile, era prendere la Transiberiana e andare da Mosca a Vladivostok),così a 13 anni ho letto “I fratelli Karamazov” e a 14 “Il dottor Zivago”(Alvì di Cecov non ho ancora letto nulla,ma dopo la tua presentazione,prometto che recupererò).
        Lui e mia madre facevano lo stesso lavoro e non avevevamo una colf,così le dava spesso una mano(lo fa ancora)accollandosi i lavori più pesanti,mentre lavorava metteva sempre una cassetta di musica classica,così,per osmosi,ho imparato a gustarla.Quando facevamo qualche viaggio in macchina cantavamo le canzoni degli alpini(suo padre era stato un” ragazzo del’99”)le stesse che poi,da universitaria,ho cantato con i miei amici sulle Dolomiti. Ha sempre amato l’arte e negli anni ’70,nel nostro paesello,faceva il segretario di un associazione artistica no-profit che organizzava mostre,spesso avevamo artisti a cena.Qualche nome famoso è passato da casa nostra,ma per lo più erano tipi bizzarri (cosa strana,se si pensa che mio padre era assolutamente un conservatore),ricordo una coppia hippy,una pittrice polocca con una chioma lunghissima;se era estate,dopo cena si andava sul balcone e lì nascevano le discussioni più incredibili.Immaginatevi,il cielo stellato,l’aria quasi africana,il mare,i fari delle isole e me bambina.Una volta,guardando tutti le stelle con il naso in su,qualcuno cominciò a parlare dell’origine dell’Universo,oltre al Big Bang(teoria allora ancora piuttosto nuova)fu citata un’altra teoria (che poi non ho più sentito)secondo la quale tutto avrebbe avuto origine da una molecola di ammoniaca,si formarono subito le due fazioni,atei e credenti,mio padre non prese posizione, pose solo una domanda:-E quella molecola di ammoniaca da dove è arrivata?Chi l’ha messa lì?-
        Mi ha soprattutto educato al Vero e al Bello,così che quando l’ho incontrato ,l’ho riconosciuto.Nell’incontro cristiano,e nel particolare carisma che ho incontrato,è stato recuperato tutto :la musica classica,i canti alpini,l’arte,la letteratura ma soprattutto il senso religioso,che mio padre,probabilmente senza neanche accorgersene, aveva tirato fuori da me.
        Credo che sia questa la cosa più importante che un genitore può fare:risvegliare nei figli la nostalgia dell’Infinito.Non siamo noi la risposta ai loro bisogni (cerco di ricordarmelo soprattutto con figlio-grande perchè la pretesa, irrealistica,di riuscire a risolvere tutti i suoi problemi è per me fortissima),nè la scarpa Hogan che possiamo o non possiamo comprarli(i miei hanno bellissime scarpe passate dagli amici),noi possiamo solo condurli per mano.

      4. fefral

        @velenia “Credo che sia questa la cosa più importante che un genitore può fare:risvegliare nei figli la nostalgia dell’Infinito.Non siamo noi la risposta ai loro bisogni”
        pensare che siamo noi la risposta ai bisogni dei nostri figli è un bisogno di quei genitori (potenzialmente tutti, me compresa) che vedono nei figli la realizzazione di sè stessi. Eppure il compito di risvegliare la nostalgia dell’Infinito nei propri figli è decisamente più ambizioso e sfidante che provvedere ad ogni loro necessità cercando di renderci indispensabili. Grazie Velenia

      5. Filippo

        Quella frase di Giovanni Paolo II ascoltata “in diretta” a Tor Vergata nel 2000 mi è rimasta sempre nel cuore e nella mente (ne ho fatto un piccolo lavoretto con alcune foto del Papa e l’ho appesa nella mia camera, così ogni volta posso leggerla e ricordarmi sia di lui che dei suoi insegnamenti), e si ricollega benissimo a quello che ho scritto nel primo commento.
        La storia che Dio sta facendo con Filippo è bellissima! Gli sta donando ciò che conta di più, ovvero la Fede passata dai suoi genitori. Tanti auguri di cuore al mio piccolo “omonimo”, che possa essere Felice persino nella malattia! Dagli un bacino da parte mia e mi permetto di chiedergli una preghierina per me (visto che hai scritto che prega anche per quelli che non conosce…io ne approfitto 😉

      6. Elena

        Bravissimo Filippo che sostiene che solo dio è oggetto di adorazione; bellissima l’osservazione di velenia che occorre risvegliare nei figli la sete di cose grandi (che carisma hai incontrato?) … io per me lì affido a Maria e incrocio le dita… a volte mi stupiscono a volte mi cascano le braccia…

  12. Daniela Corbellini

    Dal profilo Facebook della figlia di mia cugina:
    “Nessuno è così brutto come nella carta d’identità, così felice come in FACEBOOK, così simpatico come in TWITTER, così assente come in SKYPE, così occupato come nel MESSENGER e nemmeno così in gamba come nel proprio CURRICULUM.”
    Voglia di VERITA’?

  13. Luigi

    Esatto Giuliana, mi capita spesso di vedere il disorientamento dei missionari che ogni tanto rientrano per qualche giorno di vacanza. Evidentemente sono basiti da queste situazioni esistenziali che hai ben descritto.

  14. Gabriele

    L’insegnante: “Le ho risposto che tutte le idee, purchè argomentate con passione e giustificate sul piano logico, avevano e hanno legittimità e pari dignità”

    Mai sentito costui parlare di verità (anche quella con la lettera minuscola)? Mai studiato in filosofia che non possono esserci due verità?

    In che mani affidiamo i nostri figli?

    1. Luigi

      Secondo me le cose giustificate sul piano logico conducono sempre ad una giusta morale, addirittura oltre al dono della Fede io sbatto sempre la testa addosso a Dio anche con i ragionamenti. La passione quella no, anzi, la passione porta alla rovina

      1. Fefral

        Io non sono così d’accordo che la passione porti alla rovina: alla fine fa parte di noi così come la ragione e la volontà.
        (ps ma non c’é più nessuno che fuma in giro? Ho lasciato l’accendino in ufficio e ho appena preso il caffè: urge sigaretta)

  15. Alessandro

    Se il vero è bello e il bello è vero (pulchrum et bonum convertuntur), allora bisogna rieducarci tutti alla bellezza. Così ci si accorge di quali sono le schifezze e le si evita. La Chiesa rieduchi al bello, a partire dalla liturgia.
    A proposito di bello… chiedo aiuto ad amici/amiche romani all’ascolto. Voi che la potete vedere coi vostri occhi, mi confermate che la statua di Giovanni Paolo II inaugurata ieri alla Stazione Termini è di una imbarazzante insulsaggine (così sembra sinceramente, vista in foto). Per dirla tutta: è brutta che se la facevo io non veniva peggio… Mi sembra una garitta di caserma sormontata da una testa che somiglia a tutti tranne che al beato amato Papa. Ma in Vaticano chi ha accettato che facessero ‘sto scatolone? Per dire: se neanche i monsignori si accorgono di che cosa è bello e di cosa è ‘na sola, Giovanni Paolo II parlava al vento quando diceva che “Per trasmettere il messaggio affidatole da Cristo, la Chiesa ha bisogno dell’arte” (Lettera agli Artisti, 1999, n. 12)…

    http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/05/18/foto/statua_wojtyla-16440004/1/

    1. giuliana zimucci

      Alessandroooo! finalmente! credo che ti stessi davvero documentando sulla fisica dei quanti…
      Stamattina ho visto la prima pagina del Messaggero e ho visto la foto della statua. Premetto che io disto circa 30 km dalla stazione termini, e quindi la mia opinione è mediata dalla foto sul giornale. Anche a me sembra un abiminio, ma giudicare l’arte contemporanea non sono tanto brava (ho studiato benissimo quella Manierista e Barocca). Forse l’artista voleva dare un senso di solidità e accennare con quel manto aperto al gesto che fece il Papa avvolgendo per gioco un bambino. MAh, vai a capire cosa c’è nella testa dello scultore…. però francamente non ci vedo altro…

      1. Ho visto le foto su google ed è un orrore, ci vuole impegno a trasformare un uomo così bello (e parlo di bellezza fisica) in quello sgorbio senza espressione e con il corpo vuoto… ma quale abbraccio?
        Ragazzi, ma quando ci incontriamo davvero?

      2. Alessandro

        Rieccomi! Grazie per il conforto, allora non sono io che ho le traveggole…

        “Anche a me sembra un abominio, ma a giudicare l’arte contemporanea non sono tanto brava (ho studiato benissimo quella Manierista e Barocca)”. Io non ho studiato benissimo quella Manierista né Barocca né Contemporanea né la fisica quantistica, ma qui c’è poco da studiare, se ‘na cosa nun se po’ vede’ nun ne po’ vede’.

        “vai a capire cosa c’è nella testa dello scultore”… e poco mi cale di cosa c’è nella testa della scultore, è quello che tira fuori da quella testa che mi deprime.

      3. giuliana zimucci

        Ale, io cerco sempre di capire quello che aveva l’artista nella testa, ma è deformazione professionale; sai, per quello che ho studiato ti posso dire che l’esperienza personale dell’artista è fondamentale per capire le opere, e questo valeva soprattutto per l’arte antica. Poi ovviamente era evidente a tutti quello che diceva, ma c’era sotto un linguaggio comune. Per quanto riguarda l’arte contemporanea posso dirti che secondo me oggi manca completamente una base di comunicazione comune, anche i fatti di fede sono un soggettivo che ciascuno esprime come vuole e l’arte è una conseguenza di questo relativismo. Quindi se non ci dice nulla, o lo dice in altra lingua, o aimè, non dice nulla davvero!

      4. Alessandro

        Concordo. Smarrito un codice comune, l’artista o presunto tale è segregato nel proprio soggettivissimo estro. Così soggettivo che ti domandi: sono io che non lo capisco, che non c’arrivo? E rimane però legittimo il sospetto che dietro il nulla apparente ci sia il nulla sostanziale. So che può sembrare riduttivo: penso che però un artista debba almeno avere un po’ di perizia da artigiano, cioè di abilità tecnica. Solo un fior di scultore, dotato di grande tecnica, poteva scolpire il David. Ma per realizzare quella specie di garitta di bronzo che abilità ci vuole?.. Vabbé

      5. Alberto Conti

        A me quel testone mi rammenta i busti del Pelato; nel giudicare il complesso direi invece che: è meglio il dito medio di Cattellan!!!! 😉
        (la scelta di una scultura di Cattellan, che aborro, non è casuale ma almeno nella sua offensiva opera il papa ci assomigliava)

    2. Alessandro

      “sgorbio senza espressione e con il corpo vuoto”. Perfetto! Oltre che essere una gran mamma hai molto buon gusto (e le due qualità sono certamente connesse).
      Faccio mie le parole di Giuliana “Cara Genny, spero tanto che la vita di Filippo sia lunga, ma ti auguro soprattutto che Cristo ti dia tutta la forza di sopportare questa sofferenza. La letizia che ci dà la compagnia di Cristo ti sia sempre di conforto. Per parte mia, posso solo pregare per voi”…
      Un abbraccio forte

    3. Alessandro

      Sorry, volevo dire “pulchrum et verum convertuntur”, anche se è pure vero che “pulchrum et bonum convertuntur” (donde s’arguisce che “verum et bonum convertuntur)

    4. Daniela Corbellini

      [O Trágico Dilema]
      Quando alguém pergunta a um autor o que este quis dizer, é porque um dos dois é burro.

      [Il tragico dilemma]
      Quando qualcuno domanda all’autore che cosa voleva dire, è perché uno dei due è poco intelligente.

  16. Ma che fine avranno fatto i cervelloni teologizzanti di Livio e di Antonio?
    Avranno visto che ci siamo oramai ravveduti, alla fine, e sarranno, ora, intenti a rintuzzare altre potenziali eresie?

    1. Alessandro

      Tu in effetti sei prossimo alla conversione, le avvisaglie ci sono tutte, ieri a precisa domanda “embè facce ‘n pensierino Alvì…convertete!” hai risposto FATTO.

  17. Luigi

    Commentando il primo bel post di Filippo mi viene in mente che quando ero piccolo e bravino leggevo: “L’imitazione di Cristo”, anzi lo regalerò ai miei figli.

    1. Filippo

      Amo quel libro, l’ho letto e “metabolizzato” più volte. Non ti nascondo che spesso lo vado a riprendere (ce l’ho sempre a portata di mano) e mi rileggo delle pagine a caso. Mi aiuta sempre tantissimo. E’ IL libro, un cristiano secondo me non può non leggerlo almeno una volta e non averlo nella propria biblioteca privata 🙂

      P.S.: anche a me il libro l’ha regalato mio padre 😉

      1. giuliana zimucci

        per “metabolizzare” l’Imitazione di Cristo non basta tutta la vita….almeno non la mia, visto che lo leggo ma poi mi è assai difficile farlo mio davvero! (vedi a tal proposito quello che si diceva ieri….)

      2. Luigi

        Anch’io aprivo a caso il libretto, usavo lo stesso tuo metodo. E cpuntualmente il capitolo era sempre azzeccato. Forse perché avevo lacune in tutti i comportamenti…
        Spero proprio che quando i miei figli avranno venticinque anni siano maturi come te ma sarà dura con il loro padre sgabinato (questo vovabolo l’ho imparato qui)

      3. Filippo

        Anche questo è vero. Forse allora ho usato un termine improprio, solo che non me ne viene un altro per descrivere quello che penso 🙂 L’importante è che abbia reso l’idea hehehehe

  18. Daniela Corbellini

    Le tre potenze dall’anima secondo Sant’Ignazio di Loyola
    MEMORIA – memoria: la facoltà con cui si richiama e si rende presente alla mente l’argomento delle meditazioni o contemplazioni.
    INTELLIGENZA – entendimiento: la facoltà con cui si ragiona o si riflette sull’argomento delle meditazioni, applicandolo a se stesso.

    VOLONTÀ – voluntad: la facoltà con la quale la persona è capace di affezionarsi a un bene (aspetto passivo) e di decidere il suo conseguimento (aspetto attivo).
    Credo che debbono essere sviluppate tutte e tre.
    Oggi si dà troppa attenzione alla volontà (intessa come passione, cuore). Questa è fondamentale per andare avanti, per aspirare alto, è come lo stoppino, ma il fuoco deve essere alimentato (aspetto attivo della volontà, spesso dimenticato). La volontà va diretta con l’intelligenza che valuta i fatti della memoria (in crisi anche questa potenza dell’anima annegata da un bombardamento di informazioni)
    I giovani devono innamorarsi, aspirano e tendono verso l’alto! Ma poi devono imparare a seguire altre potenze dell’anima…

  19. giuliana zimucci

    Appello a Genny:
    ma vivi a Roma o dintorni? se sì anche io, perchè non ci incontriamo? ti sembrerebbe brutto se ti vengo a trovare dove sei tu? un abbraccio!

  20. Luigi

    @Fefral
    Io non riesco a controllare la passione, per questo dico che mi porta in rovina, mi manca il dosatore.

      1. Luigi

        è una risposta ad effetto ma cosa vuol dire ascoltarla? Se l’ascolti ci sei dentro o sbaglio?

      2. Fefral

        Sì, ci sei dentro certo! Ma starci dentro non significa permetterle di gestire la tua vita. Significa cercarne le cause profonde. Significa dirigere la passione verso un fine buono, usarla, viverla in fondo, senza peró lasciarle l’ultima parola sulle tue azioni.

  21. giuliana zimucci

    Alessandro: ti segnalo un artista contemporaneo amico mio, milanese, si chiama Mario Branca e lavora con il rame. Il suo sito internet è in costruzione, ma se cerchi immagini le trovi su google! A me piace tantissimo! ma sono di parte…

    1. Alessandro

      Giuliana grazie della segnalazione, cercherò bene su google. Per ora posso dire che “miss. cucurbita” mi piace (l’inventiva c’è e pure la perizia tecnica, non come nella garitta di stazione termini).

  22. Abito in provincia di Roma, si.
    E a Luglio, se Dio vuole, Filippo sarà fuori dall’ospedale, no?
    Ci conto, sul meeting-blog, per prima di luglio, anche se ho lanciato io l’idea, sono certa che darei una buca colossale dell’ultimo minuto…
    Paola, bentornata, cosa ci dici?

    1. Quindi sepoffà? Guardate che mica scherzo, neh?
      Io voglio incontrarvi in tanti e in cima Filippo che è la nostra mascotte!

      Per quanto riguarda quello che dico io , nell’ordine
      ho tamponato i danni del mio errore terapeutico
      sono andata dalla parrucchiera con la quale ho coniato il termine : taglio antidepressivo giustificato come segue : i figli non mi ascoltano più, il marito non mi ha mai ascoltato…
      Udienza con prof. di chitarra : GRANDE, il serio antivipera ha funzionato ma soprattutto la serpentona si è trasformata in una biscia d’acqua dolce
      spesa con regalino a Dali la chitarrista : la sua prof ha detto che se il suono della ragazza non è ottimale, è colpa della chitarra!! Stavamo per svenire tutti! E siccome non fabbrica chitarre, il suo giudizio era veramente spassionato!!!

      Mi mancano nell’ordine :
      rassettare (il letto è ancora sfatto)
      saggio di flauto barocco in conservatorio.

      Quindi sì , una parolina la posso dire…
      Di tutti i commenti su cui mi sono aggiornata quello che mi colpisce di più è quello di Giuliana

      La cosa che mi fa più incazzare non è che i ragazzi chiedono scarpe firmate, o che stiano al pc, o che aspirino ad andare in tv. Quello che mi fa rabbia è che noi genitori gli diamo tutto quello che chiedono. E così veramente li stiamo uccidendo. Dando le scarpe, la tv, il computer ecc. noi stiamo togliendo loro i veri desideri. Così uccidiamo la vera voglia di vivere. Addirittura quando sentiamo che chiedono giustizia, liberta, tutte le cose belle che il cuore desidera, siamo capaci solo di dare risposte parziali, brutte copie della Verità.

      Il commento che posso aggiungere è che, ma sarò sintetica, noi genitori sbagliamo tantissimo perchè non si inizia mai ad educarli presto, ma li lasciamo a cullarsi troppo a lungo nel cosiddetto disimpegno infantile, compriamo tutto se no pestano i piedi oppure piangono e guai far piangere un bambino! Non sta bene, non è bello, non è normale, e poi che genitori siamo mai?
      Quando arrivano preadolescenza e adolescenza magari ancora dormiamo e non ci accorgiamo del cambiamento, non innestiamo una marcia diversa (4°, 5° o addirittura folle); se non abbiamo insegnato e “preteso” qualcosa prima, cosa vogliamo che dimostrino da ragazzi. Poi ci devono anche contrastare, quindi figuriamoci! Come dicevo qualche commento fa, in adolescenza cominciamo a scuoterli come se fossero giocattoli rotti, ottenendo solo che poi loro scrollano noi e molto più forte. Ma se non abbiamo iniziato prima….

      1. Alberto Conti

        “guai far piangere un bambino” … ormai non mi accorgo più del suono di un pianto (ma sono di scuola pedagogica hitleriana e in più ho il grosso vantaggio di abitare a fianco di mia sorella e sopra ai nonni per cui nessuno si lamenta se c’è casino)

  23. “Se vuoi imparare e conoscere qualcosa, in modo spiritualmente utile, cerca di essere ignorato e di essere considerato un nulla.”
    Non è strano che uno pensi questo nello stesso tempo che lui , invece, lo scrive agli altri?
    Non è strano che si ricerchi, per ipotesi, la saggezza, e non si faccia che gracidare, perche noi il massimo che si può fare è gracidare, o no?

  24. Daniela Corbellini

    Io a Roma vorrei venireeeeeeeeeeeeee
    Mio marito va a Roma per lavoro il primo lunedì di ogni mese… (quasi sempre, ma per luglio non so ancora la data)
    Se si riuscisse a fare il meeting blog il fine settimana prima…

    1. Io ci sarò dal 29 giugno al 5/6 luglio…
      daidaidaidaidai (come fanno i bimbi piccoli) 😉
      Ma ci pensate cosa dirà Costanza quando vedrà che ci stiamo organizzando?
      Sarà fierissima di noi…..:-)

      1. Daniela Corbellini

        Io porterei dietro Ale, ma lui ha già 7 anni ed è abituato (quando aveva 3 anni siamo andati con lui al Family day – Pavia/Roma in giornata!!!)

  25. Daniela Corbellini

    lettera di S. Ambrogio ai genitori

    “Il bene dei vostri figli sarà quello che sceglieranno: non sognate per loro i vostri desideri.
    Basterà che sappiano amare il bene e guardarsi dal male e che abbiano in orrore la menzogna.
    Non pretendete dunque di disegnare il loro futuro: siate seri, soprattutto che vadano incontro al domani di slancio, anche quando sembrerà che si dimentichino di voi.
    Non incoraggiate fantasie di grandezza, ma se Dio li chiama a qualcosa di bello e di grande, non siate voila zavorra che impedisce di volare.
    Non arrogatevi il diritto di prendere decisioni al loro posto, ma aiutateli a capire che decidere bisogna e non si spaventino se ciò che amano richiede fatica e fa qualche volta soffrire: è più insopportabile una vita vissuta per niente.
    Più che i vostri consigli li aiuterà la stima che loro hanno in loro; più che da mille raccomandazioni soffocanti saranno aiutati dei gesti che videro in casa: gli affetti semplici, certi ed espressi con pudore, la stima vicendevole, il senso di misura, il dominio delle passioni, il gusto delle cose belle e l’arte, la forza anche di sorridere.
    E tutti i discorsi sulla carità non mi insegneranno più del gesto di mia madre che fa posto in casa per un affamato; e non trovo gesto migliore per dire la fierezza di un uomo di quando mio padre si fece avanti per prendere la difesa di un uomo accusato ingiustamente.
    I vostri figli abitino la vostra casa con quel sano trovarsi bene che ti mette a tuo agio e ti incoraggia anche ad uscire di casa, perchè ti mette dentro la fiducia in Dio e il gusto di vivere bene.”

    1. Daniela Corbellini

      Velenia, mi hai fatto (o meglio, i tuoi genitori mi hanno fatto) venire in mente questa lettera

    2. Sant’Ambrogio prega per noi genitori!!
      Fantastico : la stampo per quella coppia di genitori in difficoltà che ho visto ieri .
      Bellissima…

  26. Luigi

    [O Trágico Dilema]
    Quando alguém pergunta a um autor o que este quis dizer, é porque um dos dois é burro.

    che bello in brasiliano, perché non scrivi qualche cazzata in brasiliano, io mi sciolgo se sento parlare brasiliano (con voce femminile ovviamente)

    mi ricordo una che disse una volta:
    studio macimacica

  27. giuliana zimucci

    Paolaaaa! come è vero quello che dici! io ormai li lascio sfogare epestare i piedi, anche perchè se li dovessi accontentare in tutto a quest’ora 1.saremmo poveri in canna ma ben pieni di giocattoli 2. avrebbero i dentini neri dalla carie!
    pernsa che giorni fa ho portato mio figlio “grande” in piscina. Di solito dopo la lezione gli compro 1 (e 1 solo!) chupachups. Quel giorno non mi ero portata il portafogli e ho cercato di spiegargli che senza soldi niente leccalecca. Non ti dico le scene isteriche, gli strilli… io assolutamente indifferente mi avviavo alla macchina. Ad un certo punto sento una tipa dietro di me che dice “ma perchè sto piccolino piange così? guardate che chiamo il telefono azzurro!”
    Fa’ che andro’ in galera per 50 centesimi che non avevo in tasca???
    (e posso aggiungere che la gente si fa’ i cavoli altrui sempre nella circostanza sbagliata, ma se ti viene un coccolone per strada non si ferma nessuno!)

      1. No, così non va, non ci piace a nessuno (vero?)
        fare questi versi, queste tergiversazioni, quello che volevo dire io era a proposito de l’imitazione di Cristo, ogni tanto viene tirata fuori l’imitazione di Cristo, poi Don Giussani, poi una enciclica, poi una lettera di Paolo, poi Giovanni Paolo, Suor Teresa, Padre Emidio, Frate Indovino,ma abbiate pazienza, io sono d’accordo con il tirare fuori quello che a uno gli pare (nei limiti del pudore!)ma solo da un punto di vista, però, del fatto letterario , artistico, filosofico, anche, volendo, ma no come scritture (pretese) stratosferiche da mettersi a zerbino, sotto, ma per quale ragione a zerbino?, davanti ai soliti luoghi comuni di saggezza, bontà, fede, camminare insieme,intraprendere il cammino, scommettere, mettersi in strada, ma non ci siamo già in strada, tutti, o no, anche a non volere?

      2. Alessandro

        Va bene Manzoni, I promessi sposi, cap. XXI?

        “E poi? Che farò domani, il resto della giornata? Che farò doman l’altro? Che farò dopo doman l’altro? E la notte? La notte, che tornerà tra dodici ore! Oh la notte! No, no, la notte!” E ricaduto nel vòto penoso dell’avvenire, cercava indarno un impiego del tempo, una maniera di passare i giorni, le notti. Ora si proponeva d’abbandonare il castello, e d’andarsene in paesi lontani, dove nessun lo conoscesse, neppur di nome; ma sentiva che lui, lui sarebbe sempre con sé: ora gli rinasceva una fosca speranza di ripigliar l’animo antico, le antiche voglie; e che quello fosse come un delirio passeggiero; ora temeva il giorno, che doveva farlo vedere a’ suoi così miserabilmente mutato; ora lo sospirava, come se dovesse portar la luce anche ne’ suoi pensieri. Ed ecco, appunto sull’albeggiare, pochi momenti dopo che Lucia s’era addormentata, ecco che, stando così immoto a sedere, sentì arrivarsi all’orecchio come un’onda di suono non bene espresso, ma che pure aveva non so che d’allegro. Stette attento, e riconobbe uno scampanare a festa lontano; e dopo qualche momento, sentì anche l’eco del monte, che ogni tanto ripeteva languidamente il concento, e si confondeva con esso. Di lì a poco, sente un altro scampanìo piú vicino, anche quello a festa; poi un altro. “Che allegria c’è? Cos’hanno di bello tutti costoro?” Saltò fuori da quel covile di pruni; e vestitosi a mezzo, corse a aprire una finestra, e guardò. Le montagne eran mezze velate di nebbia; il cielo, piuttosto che nuvoloso, era tutto una nuvola cenerognola; ma, al chiarore che pure andava a poco a poco crescendo, si distingueva, nella strada in fondo alla valle, gente che passava, altra che usciva dalle case, e s’avviava, tutti dalla stessa parte, verso lo sbocco, a destra del castello, tutti col vestito delle feste, e con un’alacrità straordinaria.
        “Che diavolo hanno costoro? Che c’è d’allegro in questo maledetto paese? Dove va tutta quella canaglia?” E data una voce a un bravo fidato che dormiva in una stanza accanto, gli domandò qual fosse la cagione di quel movimento. Quello, che ne sapeva quanto lui, rispose che anderebbe subito a informarsene. Il signore rimase appoggiato alla finestra, tutto intento al mobile spettacolo. Erano uomini, donne, fanciulli, a brigate, a coppie, soli; uno, raggiungendo chi gli era avanti, s’accompagnava con lui; un altro, uscendo di casa, s’univa col primo che rintoppasse; e andavano insieme, come amici a un viaggio convenuto. Gli atti indicavano manifestamente una fretta e una gioia comune; e quel rimbombo non accordato ma consentaneo delle varie campane, quali piú, quali meno vicine, pareva, per dir così, la voce di que’ gesti, e il supplimento delle parole che non potevano arrivar lassú. Guardava, guardava; e gli cresceva in cuore una piú che curiosità di saper cosa mai potesse comunicare un trasporto uguale a tanta gente diversa”

      3. Fefral

        Alvise: “ma non ci siamo già in strada, tutti, o no, anche a non volere?”
        Perché non c’è il tasto “mi piace” come su facebook?

  28. Ma che stanno dicendo Alvise e Alessandro? Fanno il menu per il nostro incontro?
    Paola scusa ma mi ero persa il tuo post, certo che voglio la bibliografia!
    E se hai anche qualche attività da proporci per trascorrere le ore in ospedale, dove c’è poco spazio… e tieni conto che non ama troppo sporcarsi le mani, quindi colori a dita e pasta di sale non sono l’optimum…

    Quanto ai capricci, com’è difficile!
    Dire di no quando tutti gli altri dicono di si, non comprare quando parenti e amici ti sommergono di regali… quando Filippo è entrato in ospedale, a novembre scorso, per la recidiva (si è ammalato che aveva fatto da poco due anni, poi dopo poco più di due anni di chemio sembrava guarito, invece no, quindi siamo andati al trapianto) chiunque lo venisse a trovare gli portava un regalino o glielo faceva recapitare, e le poche volte che è venuto qualcuno a mani vuote si è subito delle crisi isteriche di prima scelta…
    Paola, non sono sempre le madri che viziano i figli, soprattutto se malati, (mi riferisco a una delle cose che hai scritto diversi post fa, alla quale avevo risposto senza dare troppi dettagli): la società rema contro!!!

    1. Ma io sono d’accordissimo con te! Solo che, se i danni non li facciamo in famiglia, arriva qualcuno da fuori e patatrac! Difficilissimo rimanere saldi.
      Comunque adesso mi concentro un attimo e vi faccio una bella biblio…5 anni giusto?
      Come giochetto : per un periodo ho lavorato in un day hospital e, mentre attendevano, ai piccoli pazienti facevo prendere del cartoncino, tagliato a striscioline, poi a rettangolini, un punto di spillatrice per fare un tubetto (tipo pasta a mezza manica), poi con del filo di lana, o spago, filo per pacchi ci facevamo collane e bracciali!!!
      Fammi sapere se gli piace!!
      😉

  29. ALESSANDRO: Ma come si fa a scrivere così male?
    Ti ricordi l’altro giorno, ieri? “le parole sono importanti”(Nanni Moretti)povero Alessandro(Manzoni) anche avesse avuto qualcosa da dire, la scrittura gliel’ha sciupato….

      1. Fefral

        Io non so se scrive male, non ci capisco neppure di letteratura…peró Manzoni è un po’ una palla, no?

  30. Luigi

    @ Fefral
    tu scrivi: “Sì, ci sei dentro certo! Ma starci dentro non significa permetterle di gestire la tua vita. Significa cercarne le cause profonde. Significa dirigere la passione verso un fine buono, usarla, viverla in fondo, senza peró lasciarle l’ultima parola sulle tue azioni.”
    Sì ma che differenza c’è tra dirigere la passione e controllarla? E’ la stessa cosa. Io se sono dentro la passione sono appassionato e il timone lo guida qualcun altro, io sto alla mercé delle onde. Se la dirigi significa che non è passione pura.

    1. Fefral

      Starci dentro, sentirla, provarla fino in fondo. Ascoltarla, sentirla nelle viscere, assecondarla per un po’…quanto basta per capire da che parte tira…
      E poi regoli le vele e tieni il timone dritto verso l’obiettivo o magari dovendo fare anche un po’ a zigzag per risalire il vento, ecco, la passione è il vento, che puoi decidere se lasciarti portare e andare alla deriva o usarlo per andare dove vuoi, sempre vento rimane, passione pura in un caso o nell’altro. Non è sempre vero che ti porta alla rovina come hai scritto tu, magari ti porta all’obiettivo più velocemente

    2. Fefral

      Non è difficile quando hai chiaro l’obiettivo.
      Una vita vissuta con le passioni (quelle belle e quelle meno belle) è più vita, è più umana, è più vera

  31. Luigi

    Alvise scrive:
    “io sono d’accordo con il tirare fuori quello che a uno gli pare ma solo da un punto di vista, però, del fatto letterario , artistico, filosofico, anche, volendo, ma no come scritture (pretese) stratosferiche da mettersi a zerbino, sotto, ma per quale ragione a zerbino?, davanti ai soliti luoghi comuni di saggezza, bontà, fede, camminare insieme,intraprendere il cammino, scommettere, mettersi in strada, ma non ci siamo già in strada, tutti, o no, anche a non volere?”
    Ma chissenefrega se tu non sei d’accordo? Se a uno gli garba perché gli da uno spunto fa bene a tirare fuori tutto, anche leggere un tuo commento può essere illuminante per qualcuno eppure non sei un letterato o un filosofo o forse si ma anche se no va bene lo stesso o no?

    1. fefral

      “Quindi la mia vita è poco umana e finta.” perchè dici ciò? la tua vita sarà umanissima e verissima….ma tutto è migliorabile 🙂

      1. Luigi

        Era la conclusione logica basata su quello che hai scritto ma so che non è così. Forse son partito male io con un concetto di passione troppo limitato perché effettivamente riflettendoci è più giusto quello che hai detto tu. Ma cosa vuol dire fefral?

      2. fefral

        Sai che c’è? Ho vissuto una parte della vita a cercare di vivere una fede razionale e che mortificava le passioni. Poi ne ho vissuta un’altra esattamente all’opposto, tutta passioni, emozioni, desiderio. Poi mi sono stufata di rinunciare ogni volta a un pezzo… ma è poi così vero che bisogna rinunciare? Forse si tratta solo di rimettere in ordine il casino che è venuto fuori dal peccato originale. Le passioni non le ha inventate il serpente ma il creatore. E allora sono buone. Vanno solo messe al loro posto.
        Il post di Costanza parlava di educazione. Ecco, io trovo pericoloso educare a temere le passioni. Pericoloso almeno quanto educare a vivere seguendo solo quelle.
        Da qua a trovare il modo per aiutare i miei figli a tenere la rotta sfruttando il vento a loro vantaggio…. boh… spero di farmi venire qualche idea nei prossimi due o tre anni visto che l’adolescenza si avvicina rapidamente
        Lungi da me giudicare la tua vita, Luigi. Buonanotte!

      3. fefral

        fe.fr.al. sono banalmente delle iniziali 🙂
        ho riletto il mio ultimo post e forse ci dovevo infilare un sorrisino alla fine 😉
        Buonanotte!

  32. Luigi

    L’aria gli gelò le spalle. Si distese pian piano sotto le lenzuola, accanto alla moglie. A uno a uno stavano tutti diventando ombre. Meglio entrare in quell’altro mondo con audacia, nell’intesa gloria di una passione, che languire e appassire tristemente con gli anni. Pensò al modo con cui la donna che gli giaceva accanto aveva custodito nel cuore per tutti quegli anni l’immagine dell’innamorato…

    1. Alessandro

      aaaaaaaahhhhaaaaahhhh… sì, Totò è perfetto per commentare il piantone bronzeo di stazione termini!

  33. Luigi, hai ragione: uno padrone di leggere quello che vuole lui,se da questo lui trae spunti, o anche se non ne trae, uguale, uno può leggere tanto per leggere, e basta, nulla da dire. Anche il dietro di un santino può essere l’illuminazione che cambia una vita, tutto può succedere, notavo solo il riperersi di sempre gli stessi
    illuminatori, , Socci, Don Giussani, Papa1 Papa2 Papa3 (in effetti solo papa 1 e 2, più indietro, per esempio, mi viene in mente, tra i moderni, Govanni XXIII,
    che fine ha fatto?) insomma non un esplorare totale, ma
    molto limitato ai temi a Voi cari, Fede , Speranza (Carità meno)no che sia importante la Carità, intendiamoci, solo per notare, ma forse della carità uno ha paura che si confonda con la politica e cose di questo genere( Socci docet…)

    1. fefral

      “no che sia importante la Carità, intendiamoci, solo per notare”
      “Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
      ma non avessi la carità,
      sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante”
      non posso citare socci e giussani (mai letti), mi riservo di citare papa1 e papa2 se capita l’occasione (ci sono scritti di gpII e di BXVI sull’amore che davvero mi hanno aperto gli orizzonti, e mi hanno reso la fede molto più piacevole e attraente)
      Ma lasciare la provocazione di alvise che la carità non conta e non citargli Paolo di tarso…quello no! Senza l’amore che senso hanno tutti questi fiumi di parole?
      Alvise ma tu chi sei?

    2. Luigi

      No scusa è che ieri sera avevo bevuto un paio di birre… cmq. effettivamente poi ognuno fa quello che vuole. Se uno vuole pontificare, pontifichi.. se poi trova uno che lo ascolta speriamo abbia pontificato bene. La vita è piena di cose da fare o non fare. Noi facciamo meglio che possiamo. Meglio cosa? Esatto dobbiamo avere un obiettivo. Ma non perché sia giusto avere un obiettivo ma perché è da animali non porselo. Non che non sia giusto vivere da animali se uno non crede però è bene che lui sappia che sta vivendo da animale.

  34. I paroloni e le frasi altisonanti io li ho sempre presi per quello che sono: manifestazioni di incompetenza alle quali non bisogna far caso.
    In fondo io non ho percorso una strada, probabilmente perché ho sempre avuto paura di imboccare una strada senza fine e quindi senza senso. Se volessi, dicevo ogni volta a me stesso, potrei farlo. Ma non ho imboccato nessuna strada. Qualcosa è successo, sono diventato più vecchio, non sono rimasto fermo, ma non ho imboccato nessuna strada.
    Parlo un linguaggio che io solo capisco, nessun altro, così come ognuno parla soltanto il proprio lin-guaggio, e quelli che credono di capire sono degli imbecilli oppure dei ciarlatani.
    Ogni uomo, a prescindere da quello che è e a prescindere totalmente da quello che fa, viene ricacciato continuamente in se stesso, ogni uomo è un incubo abbandonato soltanto a se stesso.

    1. fefral

      Caminante son tus huellas
      el camino y nada más;
      caminante, no hay camino
      se hace camino al andar.

      Al andar se hace camino
      y al volver la vista atrás
      se ve la senda que nunca
      se ha de volver a pisar.

      Caminante no hay camino
      sino estelas en la mar…

      1. Fefral

        Viandante, sono le tue impronte
        il cammino e nulla più;
        Viandante non c’è un cammino
        la via si fa con l’andare…”

        Camminando si fa il cammino
        e girando indietro lo sguardo
        si vede il sentiero che mai
        si deve tornare a calpestare.

        Viandante non c’è un cammino
        ma le stelle nel mare …

    2. Fefral

      “In fondo io non ho percorso una strada, probabilmente perché ho sempre avuto paura di imboccare una strada senza fine e quindi senza senso. Se volessi, dicevo ogni volta a me stesso, potrei farlo. Ma non ho imboccato nessuna strada. Qualcosa è successo, sono diventato più vecchio, non sono rimasto fermo, ma non ho imboccato nessuna strada.”
      Queste parole ieri mi hanno fatto risuonare la poesia di machado che ho letto tempo fa e che spesso mi torna in mente.
      Io, al contrario di Alvise, di strade ne ho imboccate molte, cercando quella giusta, quella “mia”. Finche non ho capito che io e solo io potrò tracciarla quella strada. Ognuno è fondamentalmente solo nella vita. Ma non un incubo abbandonato a se stesso. Questo, Alvise, non lo condivido. Un capolavoro unico che solo ognuno di noi può portare a compimento. C’è un inizio e una fine, anzi un fine. Tutto quello che è in mezzo è nelle nostre mani

  35. Alessandro

    Giovanni XXIII, 11 ottobre 1962, apertura del Concilio Vaticano II, saluto ai fedeli in piazza San Pietro:

      1. Alessandro

        Alvise vuole Giovanni XXIII e allora ho inserito quel commovente saluto ai fedeli.
        Per conto mio, penso che al Concilio Vaticano II si cerchi da far dire un po’ quel che si vuole. Le amenità sincretistiche (quello che Maritain chiamava “l’inginocchiamento al mondo”), non si trovano nei documenti del Concilio, ma in quelli che il card. Giacomo Biffi denuncia essere i “distillati di frondo” del Vaticano II. La ricetta è semplice: basta prendere il frammento di un documento, strapparlo dal tutto in cui è inserito, e fargli dire quello che si preferisce. I distillatori di frodo sono molti, e vanni smascherati. Però temo anche gli ultratradizionalisti che vorrebbero di fatto sbarazzarsi del Concilio. Il card. Siri (che non era certo un “progressista”) non era di questo avviso, e sosteneva che “i documenti del Concilio dovrebbero esser letti in ginocchio”. Sono d’accordo anche con un altro Biffi, il teologo Inos:
        http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/1347506

        E mi pare che come vada letto il Concilio l’abbia indicato chiaramente Benedetto XVI:

        http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2005/december/documents/hf_ben_xvi_spe_20051222_roman-curia_it.html

  36. Daniela Corbellini

    Chi osanna il Concilio “buttando” tutto il magistero precedente sbaglia, ma lo stesso errore commette chi non accetta il Concilio come parte del Magistero. Tanti lo criticano prendendo per sue certe interpretazioni moderniste che si rifacevano ad un certo “spirito del concilio” ma che in realtà non sono corrispondenti ai documenti conciliari.

    1. Alessandro

      Già, Daniela, “modernismo”. Erano anni che non sentivo deplorare il modernismo. Allora non sono l’ultimo rimasto! Evitando però l’eccesso (che non è tuo, Daniela; parlo in generale) di tacciare di modernismo tutto ciò che non ci piace delle trovate “creative” dei “novatori” cattolici (il modernismo – quello condannato da Pio X – ha un suo profilo che in parte ricorre anche oggi e in parte no).
      Per la gioia di tutti gli scettici su Medjugorje (già mi figuro i risolini di compatimento) cito… la Madonna (la Gospa), che nel messaggio del 25 maggio 2010 ha detto “Cari figli, Dio vi ha dato la grazia di vivere e proteggere tutto il bene che è in voi ed attorno a voi e di esortare gli altri ad essere migliori e piu santi, ma Satana non dorme e attraverso il MODERNISMO vi devia e vi guida sulla sua via”.

  37. Francesca Miriano

    Giornata di lavoro pestilenziale culminata con ritorno a casa e lite con figlio ventenne a cui non posso più tirare ‘labbrate'(alla toscana)e malessere dell’anima conseguente.Che palle, gli esami non finiscono mai!Prima cambi pannoli sperando che crescano, poi li porti di qua e di là, poi c’è l’adolescenza e..te la raccomando, poi combinano casini, poi l’università e sono a questo punto. E poi sarà subito sera.Giornata no e domani si lavora ancora.Evidentemente mi piango addosso.

  38. INTANTO VEDO CHE FRANCESCA MIRIANO PARLA PARECCHIO BENE, SENZA FARE TANTI VERSI…
    E POI: MA NEMMENO IL CONCILIO VATICANO ALLORA!!!!
    Sì, il Concilio sì, ma “ermeneutico”(!!!) interpretato,
    o re-interpretato da chi?: dagli altri PAPI, da Giussani, da Socci, da Zardo, Zampugnani, Fasolato, Zambarbieri, Dal Col…..

    1. giuliana zimucci

      non c’è nulla da interpretare, va bene così com’è, sarebbe già tanto leggerlo….

  39. DOMENICA MALEDETTA DOMENICA!!!
    Ma già che è domenica, mi viene in mente quello che diceva l’altro giorno Filippo, sul premio che ci aspetta, io lo vedo così, si more, e ci aspetta un bel piatto di paste al sugo, aaah, questo si che si chiama ragionare!!!

    1. Luigi

      Non dirmi nulla che io oggi ho dovuto rinunciare ad una pedalata con i bimbi per fare da escort ad una ventitreenne russa, per lavoro s’intende. Devo accompagnarla a Venezia qualche ora.

      1. Fefral

        Povero Luigi! Che domenica triste. Io invece mi sto deliziando tra gli strepiti di tre delinquenti che hanno improvvisato un mercatino di pezze usate. Non c’é in giro un 23enne russo da accompagnare a Venezia?

      2. giuliana zimucci

        c’hai mica un surfista californiano per me? sai, non ho nessuno da scortare, a parte mio figlio al bagno…

      3. fefral

        evvai….ho mollato la matematica a mio marito e in cambio del turno di guardia sullo spannolinamento. Pranzo a scrocco oggi! Però anche il surfista californiano non sarebbe male!

  40. Olà!!!
    Sono tornata!!
    Sono andata a Cesena, lo ripeto per Alvise che lo ha chiesto (grazie ! 😉 ) a parlare ad un convegno di diabete e nuove tecnologie terapeutiche in pediatria. Molto bello: bel posto, Bella gente, bella cena di pescione, bello pure l’hotel..insomma mi ci voleva!
    Seguirà fase depressiva perchè sono tornata qui a fare molto meno, ma vabbè per il momento sono contenta!

    Francescaaaaaaa sono con te!!!

  41. Ahò…mentre ancora non c’è il gatto ,potemo ballà : sto sfondo bianchiccio nun se po’ guardà e poi sto post ormai c’ha treggiorni!!!!
    🙁

    1. Alessandro

      Amministratore “sottomessa” e prole saranno in vacanza a Sulmona e dintorni I suppose… un po’ di relax glielo concediamo… a patto che poi la “sottomessa” faccia resoconto dettagliato prossimamente su queste frequenze

  42. Daniela Corbellini

    Infatti Paola, la situazione qui sta degenerando, tra ventitreenni russe, surfisti californiani e pecore…

  43. giuliana zimucci

    Guido, ti pregoo! pubblica presto il tuo manifesto sull’Ognunismo!!!! vedi quanto materiale si è accumulato per incrementare la tua tesi?
    Pazientemente, ma non troppo, attendo, fiduciosa….

    1. Alessandro

      Ma non era paulbratter – che non è il marito di Corie – quello del manifesto sul pensiero ognunista? Guido non è il marito del Genio? Mi viene il dubbio che sto mischiando a vanvera tutte le parentele… Ma in ‘sto blog chi è pèarente di chi? Mi ci vuole il ripasso…

      1. giuliana zimucci

        mi stai facendo venire dei dubbi… andrò a rileggere i vecchi post. Comunque indipendentemente da chi sia venuta l’idea, la trovo STREPITOSA!

  44. Daniela Corbellini

    Per Alvise, da un rock brasiliano anni 80, la mia band preferita, Legião Urbana… La sentivo mentre rassetto casa e ho pensato a te… Spero che tu possa capire le parole:
    A violência é tão fascinante
    E nossas vidas são tão normais
    E você passa de noite e sempre vê
    Apartamentos acesos
    Tudo parece ser tão real
    Mas você viu esse filme também.
    Andando nas ruas
    Pensei que podia ouvir
    Alguém me chamando
    Dizendo meu nome.
    Já estou cheio de me sentir vazio
    Meu corpo é quente e estou sentindo frio
    Todo mundo sabe e ninguém quer mais saber
    Afinal, amar o próximo è tão demodè

  45. Francesca Miriano

    @Paola: ma allora sai parlare in pubblico!Come cavolo fai a non svenire?Bravissima.
    Oggi va molto meglio: pace fatta, pirlone ravveduto,mamma più fiduciosa nelle sue ( di mamma)capacità( incredibilmente non ho urlato).
    Tornando a bomba : offro ventunenne australiano, altezza cm 190, bella presenza,disordinato, ottima forchetta, consumatore seriale di carta igienica maxirotolo, pronuncia inglese per esperti, desideroso di apprendere l’italiano. Astenersi perditempo.A parte gli scherzi è nostro ospite ( per un tempo non definito)un compagno di scuola del periodo australiano di nostra figlia.E’ un ragazzo molto educato e tranquillo e, se non ci fosse l’ostacolo della lingua,mi pare molto dolce.Sono contenta e, se avessi più tempo lo sarei ancora di più.Chi ha più di 2 figli si prepari ai 20 anni: stai sempre a fare la spesa, cucinare e rassettare, quasi più di quando sono piccoli.
    @Alvise : se me lo dici ancora rischio di avere voglia di scrivere un libro. Che ne dici di:’Non sposarti, non riprodurti e scappa in Mongolia : manuale per donne anarchiche senza Dio nè stato nè padroni’?
    La Mongolia è sempre stata oggetto di desiderio, poi ho scoperto che Ulan Bator è una specie di Quarto Oggiaro e mi è andata un po’ giù di cavallo.
    Mi garba questo rifrullo ( termine toscano per perdere tempo divertendosi)quando mi tocca non allontanarmi perchè sono reperibile.Poi stanotte si lavora.

    1. giuliana zimucci

      Francesca, hai tutta la mia ammirazione: 1.perchè sopporti pazientemente 2 figli 20enni (io ci sono ancora lontana ma ci penso con ansia…) che ti svaligiano il frigo; 2.vuoi mettere avere un australiano di 190cm in giro per casa? vabbè che noi si invecchia, ma gli occhi per guardare che ce li abbiamo a fare?!
      Per quanto riguarda la Mongolia…. non c’è mica bisogno di andare così lontano per essere anarchici! conosco un sacco di donne che sono sposate, hanno prole e il loro cervello è in fuga per il più lontano dei paesi asiatici! la cosa divertente è che non sono delle vere anarchiche, bensì si trascinano stancamente e lamentosamente tra lavoro, compagno e figli. A volte mi chiedo chi glielo fa fare…

    2. Ti dirò cara Francesca, che più gente c’è e meno svengo!! ;.)
      Chiedi a Guido : la mia chiacchiera è nota.
      Poi sui temi di cui ho parlato ieri mi sono fatta talmente un mazzo e mi lasciano parlare talmente raramente che quando arrivo c’ho la chiacchiera a tappo di champagne !

  46. DaniCor

    La violenza è così affascinante
    E le nostre vite così normali
    E tu passi di notte e vedi sempre
    Le case con le luci accese
    Tutto sembra così reale
    Ma hai già visto questo film
    Camminando per le strade
    Mi è sembrato di sentire
    Qualcuno che mi chiamava
    per nome.
    Sono già stanco di sentirmi vuoto
    Mio corpo è caldo ma io sento freddo
    Tutti sanno ma nessuno vuole sapere
    Perché in fin dei conti,
    amare il prossiomo è così demodé

    1. Bella canzone, grazie Daniela!!!
      Ora, digià che siamo a ragionare di questo e quest’ltro cercando che passi presto questa domenica d’inferno, questi giorni, questa vita d’inferno, eccetra, oa, se ci penso, mi viene in mete che io, nella mia vita, se polesse chiamarla vita, ma in qualche modo va chiamata, purtroppo, non ho mai avuto nessuna relazione amorosa, chiamaimola se bisogna chiamarla, passionale, carnale, eccetra, con nessuna, mai, dicevo, che io ricordi, donna cristiana, questo, forse, dovuto all’avere io dovuto sempre, diciamo, vivere, per ragioni, economico-catastrofiche, o anche solo casuali, in genere, osempre, dicevo, vissuto in paesi dove o nessuna donna cristiana, o nessuna donna vivibile, proprio, e anche in codesti paesi dove donne senza battesimo, sempre stata molto dura procacciarsi da copulare, anche solo pagando, non volendo di accoppiarsi donne di tutti i generi con omini brutti,preferendo queste donne suddette di gran lunga accoppiarsi, copulare, eccetra, con omini belli, australiani, o anche meno, che di quelli, d’apparenza più brutti, come essere, in pratica io, no, cristiane mai….

      1. DaniCor

        Non sai cosa ti sei perso, ma ti dico, però, che una cristiana vera, ci vuole un rapporto tipo pratica estrema alla Costanza, non solo per donne , ma anche per uomini senza paura, merce rara oggigiorno!!!

  47. paulbratter

    Alt! l’unico teorico dell’ognunismo sono IO!
    Ognuno poi può contribuire sempre nel rispetto che ognuno deve avere delle idee che chiunque può esprimere in realazione alla sensibilità di ognuno!

    1. DaniCor

      No, tutti noi, uomini e donne del nostro tempo lo sono. Forse mi sono spiegata male…
      C’è quella paura di fondo di prendere decisioni definitive, si crede di non decidere, ma anche il non decidere è una decisione…
      Di buttarci fino in fondo, di donarsi fino in fondo, di un finché la morte ci separi, di chiederselo se c’è un aldilà, di stare nell’aldiqua, di fare l’amore quando all’altro hai donato la tua esistenza e quindi condividi ben più del tuo corpo…
      Ma non punto il dito assolutamente a te, ma alla nostra generazione, ci sono passata, queste canzoni anni 80 mi ricordano quel tempo, di inquietudini, di non sense… di falsi amori, di donarsi a metà, no, quello non è far l’amore… quello è vivere a metà

      1. giuliana zimucci

        Ah! quanto è veroooo!
        non ci sono più donne, ma meno ancora uomini senza paura. Appena capiscono di dover sudare un po’ di più per conquistare il cuore di una donzella, se la danno a gambe levate. E sbagliano quelle donne che si accontentano, pur di non rimanere sole, di uomini pavidi! tirare basso è la malattia del nostro tempo, minimo sforzo, ma anche minimo risultato. Che tristezza…

  48. Vorrà dire che io rimarrò qui solo col mio cane, qualche pecora, forse, imprudente, e, stasera, una bella insalata di podori, basilico, formaggio bono, vino bono e a letto presto, coi polli…

  49. Donne che si accontentano di uomini pavidi!!!
    Donne che non si accontentano mai!!!
    Donne che corrono coi lupi!!!
    Piccole donne!!!
    Mi viene in mente un detto di qui tra le selve dove sto io, nel profondo tenebroso Chianti Satanico:
    Le donne
    Buone solo sotto le gonne…

    1. giuliana zimucci

      Alvise caro… non ho ben capito se intendevi offendere. Forse tu sei di una generazione precedente alla mia, forse anche le donne che hai conosciuto sono di pasta diversa, più concrete di quelle della mia generazione. Ma se giudico qualcosa è perchè ne ho fatto esperienza.

      1. No, non intendevo offendere nessuno,io, le donne, in realtà, non le conosco per nulla, non ci ho mai avuto relazione, non so come si fa a avercela, preferisco stare con gli uomini (poco anche con loro) con gli uomini, mi sento più libero, meno finto, meno leccaculo, non mi piacerebbe “conquistare” nessuna donna, mi sentirei imbarazzato di avere “conquistato” qualcuno, omo o donna, mi metterebbe in imbarazzo, mi vergognerei di me, mi sentirei di sminuire un’altro umano, meglio mettere mano al portafoglio, ammesso che basti, nel senso che uno lo vede subito, anche pagando, di fare ribrezzo a una donna, e allora nulla …

      2. No, non intendevo offendere nessuno,io, le donne, in realtà, non le conosco per nulla, non ci ho mai avuto relazione, non so come si fa a avercela, preferisco stare con gli uomini (poco anche con loro) con gli uomini, mi sento più libero, meno finto, meno leccaculo, non mi piacerebbe “conquistare” nessuna donna, mi sentirei imbarazzato di avere “conquistato” qualcuno, omo o donna, mi metterebbe in imbarazzo, mi vergognerei di me, mi sentirei di sminuire un altro umano, meglio mettere mano al portafoglio, ammesso che basti, nel senso che uno lo vede subito, anche pagando, di fare ribrezzo a una donna, e allora nulla …

  50. DaniCor

    Oggi musica brasiliana a go-go
    dal rock al samba popolare primi 900:

    “Quando Dio ha creato l’uomo, ha fatto un esserino che non aveva fame e non doveva mai lavorare, ma poi, ha preso una costola e creò la donna. Da quel giorno in poi l’uomo lavora per lei.
    Ma è da allora che ogni giorno gli uomini fanno a Dio una preghiera: se devi togliermi qualcosa di buono, toglimi pure il lavoro, la donna no!”

  51. paulbratter

    MANIFESTO DELL’OGNUNISMO

    Ognuno ha diritto gli venga riconosciuta la libera facoltà all’autodeterminazione personale nel rispetto del diritto alla libertà di ognuno.

    Ognuno può esprimere la propria libertà nelle forme nei modi e nei tempi che ognuno ritiene più adatti alla libera espressione di ognuno.

    Ognuno può esercitare il proprio diritto alla fede a patto che tale diritto non offenda la sensibilità di chiunque faccia la libera scelta di non professare alcuna fede in rispetto alla tolleranza per chiunque, e per la tutela di ognuno.

    Ognuno può liberamente esprimere un’opinione su qualsiasi argomento a patto che ognuno si impegni a rispettare l’opinione di chiunque decida liberamente di esprimere la propria opinione come elemento fondamentale e fondante del pensiero di ognuno.

    Ognuno può manifestare liberamente il proprio dissenso verso qualcuno sempre che tale manifestazione rispetti la persona in quanto tale e la dignità di ognuno.

    I comportamenti e le scelte personali di ognuno devono essere rispettate da chiunque in quanto ognuno è libero di scegliere per se stesso, e solo per se stesso, la condotta che liberamente ritiene rappresenti l’espressione di ognuno.

  52. Francesca Miriano

    Paulbratter sottoscrivo assolutamente il manifesto.
    Alvise NEOZELANDESI, le pecore sono soprattutto neozelandesi.

  53. paulbratter

    ehm…quando è necessario aggiungere un “ero ironico” vuol dire che non lo si è stati abbastanza….

  54. Alessandro

    Comunque ‘sto manifesto l’ho già visto, forse non si chiama “dell’ognunismo” ma è contenuto nei POF (Piano dell’Offerta Formativa) di quasi tutte le scuole italiane (incluse talune lamentevoli scuole cattoliche). GULP, SIGH

  55. Daniela Corbellini

    Io l’ho trovato, ma purtropo il tribalismo non era così diverso, e quelli facevano sul serio!!!!

    Sia benedetto Dio Santo, Santo, Santo. Amen.

  56. Luigi

    OK eccomi qui ancora extramatrimonialmente vergine anche oggi. Pensavate che avrei riempito la mia giornata sospirando: “Daa daaaa, daaa, daaaaaaaaaaaaaaaaaa” e invece no. All’aeroporto munito di cartello identificativo avevo visto uscire dalle sliding doors una modella russa che avevo battezzato senza indugio come la mia povera vittima; la verità invece era che dietro di lei si celava la mia compagna di giornata. Non slanciata (diciamo nana), naso pronunciato (tipo Cyrano de Bergerac), comunque simpatica andante. Se sapevo così mi sarei messo più informalmente dei pantalocni corti vista la calura quasi estiva. Ok, penitenza. Venezia radiosa come al solito. Città fuori dal tempo. Avrei voluto che al posto suo ci fosse mia moglie. Ho provato ad immedesimarmi nella figura delle escort, dev’essere veramente un mestiere del c. In ogni caso lei aveva gli occhi languidi soprattutto dopo un po’ di prosecchi che non le ho negato e gli occhi languidi con me sono pericolosi perché potrei cascarci ma ancora una volta l’angelo custode mio o di mia moglie mi ha dettato un comportamento protocollare. Pensavo ai miei colleghi che affermano senza indugio: “Ogni lasciata è persa”. Io invece sono convinto che ogni lasciata sia un punto guadagnato, oggi il punto in trasferta non è stato neppure tanto difficile e in più mi prendo gli straordinari festivi che mi assicurano un bacio speciale da mia moglie.

    1. giuliana zimucci

      sarebbe stato proprio un sacrificio, povero Luigi! Tua moglie ti deve dare una bella legnata! ci mancava solo che non perdessi l’opportunità! 😉

      Scusa ma sono un po’ focosa! la sola idea di tradimento coniugale mi manda in bestia!!! eh, lo so, la misericordia non alberga nel mio cuore di moglie…

      1. Luigi

        Ma perché parliamo al condizionale, nulla è successo e va bene così. Non tutti hanno il dono di essere irreprensibili e Dio mi deve dare qualche aiutino e lo fa puntualmente sempre.

      2. Alessandro

        “la sola idea di tradimento coniugale mi manda in bestia!!!”.
        Ma no, il manifesto dell’ognunismo autorizza e incoraggia la libera espressione di attitudini extraconiugali! “Ognuno può esprimere la propria libertà nelle forme nei modi e nei tempi che ognuno ritiene più adatti alla libera espressione di ognuno. I comportamenti e le scelte personali di ognuno devono essere rispettate da chiunque in quanto ognuno è libero di scegliere per se stesso, e solo per se stesso, la condotta che liberamente ritiene rappresenti l’espressione di ognuno”

    2. Fefral

      L’occhio languido e voi ci cascate…troppo facile conquistare un uomo, non ne vale la pena 🙂

      1. Fefral

        Federica? No, non sono io! È facile è facile. Basta non esser proprio racchia, non troppo vecchia né troppo romantica!

  57. Daniela Corbellini

    Per chi ne ha voglia, segnalo che in questo momento a Radio Maria (orrore!) una tavola rotonda sulla legge sull’omofobia…

    1. Luigi

      poi mi spiegherai prché orrore. Io trovo che sia stato e lo sia ancora uno strumento prezioso di conversione degli italiani.

    2. Daniela Corbellini

      Scusami, evidentemente non sono stata suficientente ironica, ho tantissimi amici che parlano a Radio Maria e la ascolto sempre. Ti pare che avrei detto di sentirla se non mi piacesse. È che in questo blog qualcuno , che sinceramente non mi ricordo, ce l’aveva con la radio! Per me è uno strumento preziosissimo!!!!

  58. Luigi

    Alessandro, se davanti alla tentazione uno mi legge questa cosa posso stare tranquillo che mi richiudo la cerniera, nel senso che mi si riaccende la lampadina.

  59. Luigi

    Alvise, acqua in bocca? Mai.
    Ma poi succede sempre così, uno si comporta bene (non per merito) e non viene creduto, e allora andatevene tutti aff. Siccome a me piace stuzzicare, alla fine è anche colpa mia se sorge il dubbio. Chi vivrà vedrà

  60. Luigi

    @Fefral, è come dici tu, ma già raggruppare quelle tre qualità non è da tutte, e poi diventa determinante il sex appeal, o ce l’hai o non ce l’hai.

    1. fefral

      il sex appeal come dono di natura è un talento rarissimo. Al 90% è frutto di lunghi esercizi ed esperimenti, davanti allo specchio, insieme alle amiche e poi con qualche compagno di scuola come cavia. Io “purtroppo” l’ho scoperto quando ormai non ne avevo più più bisogno 🙂
      “la sola idea di tradimento coniugale mi manda in bestia!!”
      La fedeltà è virtù….e per essere virtù deve essere libera.

  61. paulbratter

    qualcuno mi sa spiegare la legge sulla cosiddetta “omofobia”? le norme su violenze, percosse, ingiurie etc non sono già contenute nel codice penaele? e per tutti? cioè per ognuno?

    1. Daniela Corbellini

      Ciao paul,
      Ie norme prevedono un aggravante se percosse, injurie, ecc siano fatte perché uno è omosessuale. Adesso si vuole “punire” l’omofobia stessa ( che poi ci vorrebbe un saggio per definirla) in quanto tale. Cioè, potrei incorrere a sanzioni se dico a mio figlio che secondo la nostra religione l’omosessualità è un peccato…

      1. Alessandro

        Obiettivi della legge:
        1) limitare la libertà del cattolico. Se difendo in pubblico i nn. 2357-2359 del Catechismo rischio di buscarmi una denuncia…
        2) far incassare una vittoria alla cultura gay
        3) preparare l’offensiva per ottenere l’equiparazione delle unioni omosessuali a quelle etero (e per adozione di “figli”). Se mi becco l’aggravante se percuoto uno perché omosessuale e non la becco se percuoto uno perché – per ipotesi – tifa la squadra che non mi piace, significa che viene riconosciuto all’omosessuale uno status privilegiato. E a chi gode di uno status privilegiato sarà difficile in futuro negare il “diritto” all’equiparazione di cui sopra ecc.

  62. Alessandro

    Er Capitano guida la squadra a salutare Rosella Sensi, con omaggio floreale. Tergicristalli in azione per il marito del Genio…

    1. Alessandro

      Ragazze e ragazzi, la vacanza è finita, IL MARITO DEL GENIO CI LEGGE!!!
      Noi juventini le lacrime l’abbiamo finite un pezzo prima di te…
      Ancelotti esonerato dal Chelsea. Sabatini spicciate.

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