Lo sapevo. La sindrome dell’escalier ha colpito ancora. Per giorni ho fatto le prove e ripetuto risposte brillantissime, intelligenti e ironiche a figli, passanti, lampioni. In trasmissione sono stata impacciata, ingessata, imbranata. Il giorno dopo Oprah Winfrey non mi allacciava le scarpe.
In aereo, per dire, ho avuto un vicino che incautamente ha mostrato interesse all’articolo di Libero che stavo leggendo (si occupava di Sposati e sii sottomessa), e così l’ho rintronato di chiacchiere. Brillante, rilassata, tranquilla. La lunga traversata (aereo guasto, cambio, nuovo imbarco e nuova partenza per un totale di quasi tre ore) è volata: il mio vicino era intelligente e piacevole, è vero, e questo aiutava. Però io sembravo la regina mondiale del talk show.
Ora non dormo da così tante ore che nemmeno me lo ricordo, e so anche che la netiquette prevede che di domenica non si scriva, ma io devo assolutamente dedicare queste poche righe a ringraziare Giovanni, Livio, Azzurra, Jasmine, Jenny, Claudia e tutti quelli che, anche su fb, mi hanno fatta sentire apprezzata. Il fatto è che abbiamo un Amico comune, e questo rende molto più facile capirsi!
PS la scala della foto non è una scala qualsiasi. Per chi ne volesse sapere di più clicchi qui.
Ammiro molto le madri che con fiuto e sicurezza sanno individuare i talenti dei propri figli, e coltivarli con determinazione. Corsi di musica, lingua, sport. Già vedo medaglie e titoli accademici che stanno per piovere sui loro virgulti.
Io nei miei figli individuo talenti meravigliosi, con i quali però difficilmente potranno assurgere ad onori mondani.
Purtroppo la capacità di spargere a terra, prima della doccia, capi di abbigliamento sporchi nel raggio di azione più ampio non è stata ancora omologata come specialità olimpica.
Una bambina riesce a rompere praticamente qualsiasi oggetto le capiti a tiro, ma anche per questa suprema qualità non vedo un’utilizzazione pratica immediata.
Sua sorella ha un grande senso dell’umorismo, e ci ribaltiamo insieme dalle risate anche se ha 4 anni (o lei è avanti o io sono indietro).
Quanto al grande, vuole ritirarsi a vita privata come Salinger. Gli manca solo di scrivere il romanzo del secolo. Per ora ha cominciato la sua biografia: Lo chiamavamo naso a banana. Comincia con il capitolo I miei primi quindici anni. Peccato che ne abbia undici.
In attesa di trovare in loro altri talenti, sono certa che uno dei maschi sia primatista mondiale di laconicità.
Non potendo leggere meravigliosi saggi sociopsicoantropoqualcosa mi sono confrontata con i miei figli in previsione delle Invasioni Barbariche. Questa sì che è professionalità.
E così, mister poche parole ha ribadito il suo pensiero più volte espresso: uomini e donne non hanno niente in comune, salvo che sono esseri viventi. “Dai, sforzati, troviamo qualcosa che ci unisce” “Non posso neanche dirti che uomini e donne hanno tutti e due i capelli – ribadisce convinto il signor testadura – perché molti uomini li perdono.”
Il giovane filosofo è un acuto osservatore, e ha rafforzato le sue convinzioni guardando me e suo padre che preparavamo i bagagli: lui starà due notti a Ginevra, io una a Milano (la prima volta che lascio tutti e quattro i pargoli).
Il padre è partito con un bagaglio delle dimensioni di un cestino dell’asilo.
Io sto riempendo la terza sacca. Vuoi non portarti le scarpe per correre? Vuoi non avere un messale? Vuoi rinunciare a una maschera per capelli, un diario, un blocchetto, un’agenda, due libri, un computer, un vestito per la trasmissione, uno per il viaggio, uno per il giorno dopo, le foto dei figli, due telefoni, la liturgia delle ore?
Qualsiasi cosa accada, io sarò pronta ad affrontarla. Avrò tutto con me. Tranne la lucidità di mio marito.
Una grave emergenza si è abbattuta su di me. Mi hanno invitato alle Invasioni barbariche.
Innanzitutto sono spiritualmente impreparata: quando mi hanno chiamato non c’erano più i giorni sufficienti per fare almeno una novena allo Spirito Santo, che mi aiutasse a dire qualcosa di buono.
In secondo luogo sono intellettualmente impreparata: dire cose brillanti in spazi da quarantacinque secondi/un minuto è per me impossibile. Soffro della sindrome dell’escalier: le risposte migliori mi vengono sulle scale, quando me ne sto andando via. Lo so, venerdì farò una pessima figura, in compenso sabato sarò brillantissima. Peccato che nessuno mi sentirà.
Infine sono esteticamente impreparata: varie calamità minacciano la mia apparizione televisiva. Colpi di sole sbiaditi, mani trascurate, capi di abbigliamento sfiniti. Oltre ad altre imperfezioni innominabili alle quali dovrebbe provvedere un intero team di estetisti.
Peccato che nel frattempo devo lavorare e provvedere a quattro figli, anche sprovvisti di padre da domani (fuori per lavoro).
Le emergenze di carattere estetico, pertanto, verranno trascurate. A quelle di carattere intellettuale spero provvederà invece di sua spontanea iniziativa lo Spirito Santo. Chiedo a tutti i lettori una preghierina (la mia preferita è quella di Santa Caterina da Siena).
Nel frattempo devo rilevare un perfetto caso di eterogenesi dei fini: volevo scrivere una raccolta di lettere che facessero ritrovare alla donna l’orgoglio della sua missione altissima e misteriosa – dare la vita ai suoi figli e sostenere e accogliere tutti quelli che la circondano, compreso il marito – mentre invece ricevo messaggi di donne arrabbiate o critiche o dubbiose. L’unica spiegazione che mi do è che non hanno letto il libro.
p.s. Sarò in onda venerdì 4 intorno alle 22,40 su La7
Per fornire le migliori esperienze, utilizziamo tecnologie come i cookie per memorizzare e/o accedere alle informazioni del dispositivo. Il consenso a queste tecnologie ci permetterà di elaborare dati come il comportamento di navigazione o ID unici su questo sito. Non acconsentire o ritirare il consenso può influire negativamente su alcune caratteristiche e funzioni.
Funzionale
Sempre attivo
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono strettamente necessari al fine legittimo di consentire l'uso di un servizio specifico esplicitamente richiesto dall'abbonato o dall'utente, o al solo scopo di effettuare la trasmissione di una comunicazione su una rete di comunicazione elettronica.
Preferenze
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per lo scopo legittimo di memorizzare le preferenze che non sono richieste dall'abbonato o dall'utente.
Statistiche
L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici.L'archiviazione tecnica o l'accesso che viene utilizzato esclusivamente per scopi statistici anonimi. Senza un mandato di comparizione, una conformità volontaria da parte del vostro Fornitore di Servizi Internet, o ulteriori registrazioni da parte di terzi, le informazioni memorizzate o recuperate per questo scopo da sole non possono di solito essere utilizzate per l'identificazione.
Marketing
L'archiviazione tecnica o l'accesso sono necessari per creare profili di utenti per inviare pubblicità, o per tracciare l'utente su un sito web o su diversi siti web per scopi di marketing simili.