Il nulla e la fecondazione eterologa

radici

di Sergio Mandelli

Quando è morto mio padre avevo dodici anni, ed stato un fatto tragico che ha condizionato pesantemente la mia vita.
Ciò che mi è mancata è stata soprattutto la possibilità di avere qualcuno che mi guidasse con sicurezza nel mondo. Avevo mia madre, per carità, che mi ha voluto bene, e altre donne sue amiche mi sono state vicine. Ma a me mancava mio padre.
Ho cercato a lungo di colmare questo vuoto nella ricerca delle mie radici. Continua a leggere “Il nulla e la fecondazione eterologa”

Chi si è iscritto alla grammar school di Stratford? (ovvero che c’entra il liceo classico con il bardo dell’Avon)

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«Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante ne sogni la tua filosofia»

(Amleto, Atto I, scena V)

 di Matteo Donadoni

SHAKESPEARIANA I – Chiamatelo come volete, Cigno dell’Avon, Guglielmo Scuotilancia, il fatto è che siamo nel cuore del biennio shakespeariano – il 23 aprile un anno se ne sarà già andato – e non abbiamo nessuna intenzione di lasciar correre oltre, anche se con un argomento apparentemente marginale.

Ciclicamente mi capita di incappare in articoli a difesa di un Liceo Classico morituro e la cosa mi inquieta. Non solo perché l’ho frequentato, non solo perché dentro di me cova un desiderio visceralmente insaziato che al classico si iscrivano i miei figli, ma perché vedo che la scuola superiore moderna sforna i più disparati professionisti, dimenticandosi dei cittadini.

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Cogito interruptus

Roma, la Fontana della Barcaccia devastata dai  tifosi del Fayenoord

di Paolo Pugni

Mi stupisce sempre quel darsi e non darsi, quel mezzo passo, quella finta della ragione che sembra un passo di danza, ma è solo un inciampo. Mi stupisce perché non riesco mai a decidermi se si tratta di fragilità o codardia, di manipolazione o effettiva incapacità di arrivare in fondo, per assenza di categorie e lucidità, di profondità e lungimiranza.

Che qui si gioca una partita importante della nostra società, il dovere di esaurire la verità tutta intera. Infatti come suggerisce Tolkien “la menzogna è la verità meno uno”, è quel darsi fin dove si vuole, è la citazione aspirata, tagliata al punto giusto, è “chi sono io per giudicare?” senza la premessa. È l’accadimento senza la causa. Continua a leggere “Cogito interruptus”

Il seme del futuro

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di Daniela Bovolenta 

Per mesi, confesso, sono stata assalita da uno sconforto senza precedenti: senza precedenti, almeno, dall’epoca della mia conversione. Era frutto di un errore di prospettiva e, ora che mi sembra di averlo compreso, credo che parlarne possa essere utile anche ad altri.

Il motivo dello sconforto era l’azione combinata di una serie di fattori che possono andare sotto il titolo generale di “una pervasiva cultura di morte”. La parola che viene in mente è: entropia. Tutto rallenta, si esaurisce, si raffredda e, infine, muore. Continua a leggere “Il seme del futuro”