L’uomo non è il cancro del pianeta

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di Ettore Gotti Tedeschi

L’agenzia meteo delle Nazioni Unite, Wmo, ha lanciato l’ultimo appello sul record di concentrazione di CO2 (vulgo, anidride carbonica) nell’atmosfera. Sta agli scienziati verificare la realtà e dimensioni dell’allarme. lo vorrei solo parlare della responsabilità di questo fenomeno che si è accelerato negli ultimi 50 anni e che di fatto implica , come soluzione, decrescita economica e decrescita della popolazione, ritenendo che l’uomo sia il «cancro della natura». Questo record di CO2 nell’atmosfera è dovuto alle conseguenze di dottrine neo malthusiane-ambientaliste che dagli anni Settanta sono riuscite, da una parte, a convincere il mondo occidentale ad azzerare le nascite e, conseguentemente, ad avviare un’epoca cosiddetta consumistica per sostenere la crescita del Pil, e dall’altra parte, per poter consumare sempre più, a delocalizzare in Paesi a basso costo le produzioni per aver prodotti a basso costo, accrescendo così il potere di acquisto e consumando sempre di più. Continua a leggere “L’uomo non è il cancro del pianeta”

L’economia, come le religioni, vuole la pace

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di Ettore Gotti Tedeschi

Il Santo Padre ci ha spiegato che tutte le religioni vogliono la pace , non c’è guerra di religione, bensì economica ,di interessi, per soldi, per risorse, per dominare i popoli. Vediamo di trarre beneficio da questa  considerazione  con una riflessione sul fatto che da sempre c’è  una religione che, sotto varie spoglie,  fa guerra alla  religione cattolica , ed è la gnosi, la “grande sconosciuta”. Fra gli strumenti bellici utilizzati dalla gnosi  c’è anche quello economico. Ma l’economia, come le religioni , vuole pace per esser al servizio dell’uomo. L’economia  non uccide, è solo uno strumento in mano all’uomo che la usa bene o male. E’ l’uomo pertanto che va formato, moralmente, a farlo. E questo è compito della religione, cui si oppongono altre religioni che pretendono di dare  formazioni morali diverse.  Anzitutto  le guerre di religione, purtroppo ci son state e ci sono. (Posso azzardare che la  stessa  Shoah, possa aver rappresentato  una infame “guerra religiosa”  contro una “religione-popolo”?)                                                                Continua a leggere “L’economia, come le religioni, vuole la pace”

Perché è stato ucciso Bernard Maris?

di Antonio Gurrado  per Tempi

Perché è stato ucciso Bernard Maris? Gli assalitori di Charlie Hebdo non erano terroristi che sparavano a caso e hanno scelto con estrema cura le persone su cui concentrarsi. Maris, economista e collaboratore occasionale del settimanale satirico, era forse la vittima che meno c’entrava con la diatriba sulla raffigurazione di Maometto e sulla satira anti-islamica in generale. Estimatore e attento lettore di Houellebecq, Maris nel 2014 gli aveva dedicato un breve saggio – Houellebecq economista, appena tradotto per Bompiani – in cui riprendeva la sortita del romanziere francese sulle origini poco dignitose dell’Islam e sulla sua stupidità citando testualmente da Piattaforma. Quest’ultimo però è un romanzo del 2001 e già all’epoca era montata una sovrabbondante polemica intorno alla frase incriminata: possibile che un uomo possa essere ucciso per questo quattordici anni dopo? per una citazione? per parole altrui? Continua a leggere “Perché è stato ucciso Bernard Maris?”

La famiglia è il più grande nemico del mercato globale. Per questo la odiano.

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di Benedetta Scotti

Nella biblioteca di una nota scuola di business un giovane universitario compila nervosamente il suo Curriculum Vitae. Appena sotto il proprio nome ha aggiunto: “celibe”. Incuriosito, un amico gli domanda il perché di quell’informazione specifica. Il giovane, come sorpreso dall’ingenuità della domanda, replica che spera, in tale modo, di aumentare le chances di essere assunto: “Se non hai famiglia, l’azienda sa che sei più flessibile in termini di orari e di spostamenti. Così hai più possibilità di essere selezionato”. Risposta emblema di quella mutazione socio-economica che potremmo riassumere così: dal “tengo famiglia” al “non tengo famiglia”. Da principio e fine dell’agire economico a deprecabile fardello e impedimento.

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Amare Dio e fare soldi

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Camillo Langone   Il Foglio – 8 agosto 2014

Ettore Gotti Tedeschi ministro dell’economia, se si fosse in tempo. L’economista piacentino ha pubblicato Amare Dio e fare soldi (Fede & Cultura), titolo sorridente ma testo affliggente: perchè già l’economia è di suo una scienza triste, se la caliamo nella situazione dell’Italia ecco che diventa tristissima. Unico o quasi unico fra tanti studiosi, Gotti ripete instancabilmente che la presente crisi economica è innanzitutto una crisi morale. Continua a leggere “Amare Dio e fare soldi”

Come cresce una società

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di Ettore Gotti Tedeschi

Sono quasi vent’anni che tratto, in ottica economica, temi a difesa della vita, della famiglia, e propongo il crollo della natalità quale origine vera della attuale crisi economica. Sarà forse per questo che una parte del mondo cattolico non mi ama. Sono quasi vent’anni che cerco di spiegare qualitativamente e quantitativamente che senza aumento delle nascite il Pil – di fatto e senza retorica accademica – nel mondo cresce solo se si fanno crescere i consumi individuali.

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Crisi economica: magnifica opportunità?

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di Alberto Medici
Chi potrebbe  definire una magnifica opportunità questa crisi economica apparentemente irrisolvibile? Un rompicapo, un paradosso, dove neanche i migliori economisti, che si fregiano di lauree e anni di docenza nelle più prestigiose università di economia, riescono non dico a mettere un po’ d’ordine, ma neanche a far intravvedere un futuro, una uscita dal tunnel.

Italia, il miracolo ucciso dalle lobby

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di Roberto I. Zanini       Avvenire  
«Non ho inteso e non intendo fare lo storico». La premessa di Ettore Bernabei è dettata da umiltà, ma anche da consapevolezza: «Non ne ho né la preparazione scientifica né la mentalità filologica». Ma quando parli con lui ti accorgi subito di avere davanti un fiume in piena. Un uomo che nonostante gli anni, ottimamente portati, ha il vivo desiderio di ricordare le ragioni dei fasti del boom economico e, di conseguenza, i motivi per cui da quel momento in poi l’Italia ha inanellato una serie di disavventure e vere e proprie sventure politiche, sociali ed economiche.

Ago e filo. Ovvero: lezioni di vita e di economia a scuola di ricamo

 

di Costanza Miriano

Sono circondata da una ventina di bambine delle elementari – qualcuna a dire il vero, come le mie, va ancora all’asilo, qualcuna fa il liceo e forse prepara il corredo. Sono sedute in circolo e ricamano. Dopo la pausa merenda e una mezz’ora di gioco libero, nell’ultima parte della mattinata mentre si ricama si dice il rosario Il tempo è dilatato, non sembra assurdo perdere manciate di minuti a sbrogliare una matassina di filo pescata dalla grossa scatola che la Franca, la sorella del parroco – da cinquanta anni in questa parrocchia – apre sul tavolino alle nove di mattina, e mette a disposizione di tutti. Continua a leggere “Ago e filo. Ovvero: lezioni di vita e di economia a scuola di ricamo”