L’arte che protegge. Dipingere il Sacro in un tempo profano

Dal catalogo della mostra L’arte che protegge. Dipingere il Sacro in un tempo profano, che verrà inaugurata il 7 dicembre alle ore 18 a Palazzo dei Capitani di Ascoli Piceno curata da Camillo Langone.

di Camillo Langone

“I miracoli appartengono a tutti. Anche alle persone non religiose. Il fatto che qualcosa di trascendente possa agire in nostro favore è un pensiero che accomuna tutti” (Glenn Cooper, 2018)

Nel tempo profano della secolarizzazione, dello svuotamento di chiese e seminari, che cosa ne è dell’arte sacra? Nel tempo profano in cui la Chiesa commissiona molto meno che nel passato, e con molto meno rigore teologico (spesso senza esigere il rispetto nemmeno dei più elementari criteri iconografici cattolici), che cosa producono gli artisti comunque attirati dal sacro? Infine: nel tempo profano della disintermediazione finanche ecclesiale, laddove la religione evapora in spiritualità, che cosa può offrire l’arte a chi continua a cercare il trascendente?

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Riccardo Paracchini, o della Trasfigurazione

di Sergio Mandelli

L’Italia (ma si potrebbe dire l’Europa, il mondo) è divisa, culturalmente parlando, grossomodo in due.
Da una parte ci sono i santoni del laicismo, sempre presenti, onnipresenti, su giornali, televisioni, radio, università, redazioni, ovunque. I vari savianolittizzettoscalfari serragalimbertimarzanoeccetera, scritti tutti di seguito perché, più o meno, dicono tutti le stesse cose e li trovi dappertutto.
Poi ci sono i cattolici.

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Dire adesso l’amore

di Emanuele Fant per Credere

Se c’è una parola che fa venire l’orticaria agli artisti di oggi, è “amore”.

Conoscevo un gruppo musicale che si è sciolto perché il paroliere aveva scritto un testo con l’abusata rima “cuore-amore”: il resto della band aveva trovato la scelta di un cattivo gusto inammissibile. Il sentimento più caratteristico e complesso dell’essere umano, è stato per così tanto tempo al centro delle sue attenzioni creative (da Catullo, agli Stilnovisti, a Sanremo), che adesso non sembra più trovare forme credibili per essere descritto. Continua a leggere “Dire adesso l’amore”

Il bello della chiesa

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di Sergio Mandelli

Qualche tempo fa, visitavo la Certosa di Pavia in compagnia di un amico francese; essendo una persona colta, non poteva che ammirarne le bellezze. Da buon francese laico però non poté trattenersi: ma non fa scandalo tutto questo uso di risorse per la ricchezze? Non era meglio destinare i soldi raccolti fra i fedeli per i poveri?
Umilmente gli indicai le celle dei certosini, che ora sono, ahimè, vuote, per la semplice ragione che non c’è più nessuno disposto a sopportarne le rigorose condizioni di vita.
Fece un gesto di intesa, sembrò capire, ma non ne sono sicuro. Continua a leggere “Il bello della chiesa”

Solido come un crocifisso

 

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di Paolo Pugni

Si dice che san Francesco abbia così distinto il lavoro dall’arte: “chi lavora con le mani e la testa è un artigiano, chi lavora con mani, testa e cuore è un artista”.

Se è così allora sono artisti i fratelli Marchesi che il cuore lo mettono dentro al vetro per tirarci fuori il significato della vita, vale a dire il crocifisso.

Che dentro nella sua fragilità mostra in effetti tutto quello che c’è da capire. E quello che hanno deciso di fare è il segno che si può sempre andare oltre la superficie, oltre l’acqua che si scontra con il vento e ti sballotta nel dolore e nella confusione, puoi sempre immergerti sotto e lasciarti andare con dolcezza a cercare il senso. Continua a leggere “Solido come un crocifisso”

I fratelli Chapman, ovvero l’estetica del bestemmiatore

42jakedinos2611Imagine there’s no countries
It isn’t hard to do.
Nothing to kill or die for
And no religion too

di Sergio Mandelli

I fratelli Jake e Dinos Chapman sono due artisti inglesi di origine greca, nati negli anni sessanta, che da qualche tempo fanno parlare di sé per alcune opere particolarmente scabrose. La cosa che contraddistingue maggiormente la loro arte è di essere stata progettata all’interno della scuderia di Charles Saatchi, un pubblicitario, collezionista, che anni fa ha scoperto il modo per moltiplicare i propri soldi sfruttando i meccanismi del mercato dell’arte. Continua a leggere “I fratelli Chapman, ovvero l’estetica del bestemmiatore”

La realtà dipinta

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di Paolo Pugni

Visitiamo la mostra degli impressionisti offerti dal Quai d’Orsay a Roma, entro al Vittoriano, la macchina da scrivere per intenderci, e il percorso ci porta dalle opere precedenti al periodo considerato fino agli albori del decostruttivismo.

Ammiro alcune opere, altre le osservo perplesso. Continua a leggere “La realtà dipinta”