O tempora o Nora

CatacombeCallisto

di Costanza Miriano

Ho un problema. Ogni volta che in un articolo, un testo, un commento di qualsiasi genere compare la locuzione “in questi tempi difficili/cupi/bui” mi scatta l’impulso irrefrenabile di leggermi un po’ di Calvin e Hobbes, o Nora Ephron, o anche Zero Calcare. Qualcuno dei pilastri del mio buonumore, insomma.

Devo avere dei problemi con il catastrofismo, mi fa chiudere le orecchie, e alla fine mi fa venire voglia di mettermi una maglietta rossa e andare a correre tra i prati della via Appia Antica, alle Catacombe, su quell’erba bagnata dal sangue dei martiri, seguaci dell’Agnello su cui si fonda la nostra speranza. Non mi sento quasi mai pronta a sorbirmi la predichella modello “o tempora o mores” che ogni tanto quasi chiunque si sente autorizzato a fare.

Ora, io so che anche il Vangelo ci invita a giudicare i segni dei tempi, e anche io non posso non vedere che qualche problema nel mondo c’è (prima che i catastrofisti si arrabbino con me: è un eufemismo!!), ma non ci posso fare niente. So che è una battaglia vera, so che il destino della nostra anima non è certo, so che la salvezza non è conquistata ancora, ma è più forte di me. Mi viene da sperare. Perché “io so in chi ho messo la mia speranza”, come dice san Paolo. Mi viene da guardare al bene che vedo, e che a volte sembra sovrabbondare. Mi viene da notare le tonnellate di amore che ricevo da più parti, che mi fanno dimenticare, se ce n’è, qualche piccola cosa negativa. Mi viene da vedere quante persone – imperfette, difettose, ferite dal peccato originale – ho intorno che si impegnano nella battaglia quotidiana della loro conversione, cercando di mettersi meglio che possono davanti al Signore. Mi viene soprattutto da vedere ovunque segni dell’azione dello Spirito Santo, che se lo ascolti fa sbattere le porte da quanto soffia, segni dell’amore straripante e misericordioso del Padre, segni del Figlio che “è con noi tutti i giorni fino alla fine dei tempi”. E allora, di che possiamo avere paura?

fonte>Credere

48 pensieri su “O tempora o Nora

  1. Che boccata di aria fresca, grazie! Tra le tante cose belle che ho potuto conoscere grazie a te, un posto d’onore lo merita proprio Zerocalcare, non posso più vivere senza… 😀

  2. sabina

    Ci voleva proprio cara!!ora gli scatoloni mi sembreranno tutti leggeri della leggerezza dell ‘Amore!!

  3. margaret

    Evviva! Senza Se e senza Ma! Guardiamo lo splendore della natura in questi giorni. Facciamo tesoro dei tanti sorrisi dei nostri bambini. Provate anche voi, sorridete quando andate in giro nel mondo: per strada, al super, in banca, al lavoro … garantisco… avrete in cambio sorrisi. Sveliamo al mondo la bellezza della rivelazione che abbiamo ricevuto.

  4. Franca 35

    Ho cominciato a sorridere e a salutare tutte le persone vecchie che incontro per strada, anche se non le conosco, e il loro saluto ricambiato mi riempie di gioia. Forse per qualche ora si sentono meno soli. Ciao a tutti, siete formidabili.

    1. Lalla

      Tu lo sei, Franca 35. Sappi che mi fa sempre piacerissimo leggerti e spero, tra qualche anno, di avere la tua saggezza e la tua fede.

    2. SilviaB

      Ma sai che è una bella idea? Appena esco provo anch’io.
      Siamo così abituati a stare chiusi in noi stessi e nei nostri problemi che non vediamo più niente intorno.
      Soprattutto non vediamo più gli altri.

  5. Guido

    L’articolo mi fa tornare in mente questa canzone:

    L’iniziativa
    Parole e musica di Claudio Chieffo
    maggio 1965
    ai bambini della parrocchia di Villa Rovere

    In fondo io non c’ero e Lui mi ha creato,
    io non esistevo e Lui mi ha amato,
    in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo?

    Non c’era la luce, non c’era il colore,
    non c’era l’amicizia, il tempo e l’amore,
    in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo?

    Solo l’ingratitudine ci fa dimenticare
    che Dio non incomincia se non per terminare…
    Solo l’ingratitudine ci fa dimenticare
    che Dio non incomincia se non per terminare…

    In fondo tu non c’eri, non ci saremmo mai incontrati
    se Dio che ci ha voluti non ci avesse amati:
    in fondo ha preso Lui l’iniziativa e allora che paura abbiamo?

    Ed ora non ci resta che una cosa da fare:
    seguire la sua strada e cominciare a lavorare.
    Per primo Lui ci ha amati fino in fondo
    e adesso ci regala il mondo
    e adesso ci regala il mondo.

  6. Sara

    Mi vengono in mente questi brani di Don Dolindo Ruotolo:

    “Gesù all’anima: «Quando crederai il mondo abbandonato ai prepotenti e ai tiranni, e tutto schierato contro la Chiesa, allora sappi che il trono del mostro è minato e che si dissolve in un baleno per una pietruzza dal monte che lo percuote. Lasciami fare perché io armonizzo la libertà e le esigenze della divina gloria, e lascio il corso agli uomini cattivi per poi trarne la divina gloria. Anche nel piccolo lo vedrai, perché certi violenti spariranno dalla sera al mattino e le famiglie riacquisteranno la pace e la prosperità. Adora Dio e lascia a Lui, che tutto vede e dispone e permette, la cura del pacifico ordine del mondo. Lasciati dunque portare anche tu dalle misteriose vie della sua Provvidenza e prega… Oh la preghiera! Prega, prega, prega e sii certo di operare pregando, perché la più potente delle azioni è la preghiera»”

    “Il male del mondo, i peccati, gli errori ci cagionano una grande pena, quando cerchiamo il bene. La pena è doppia: al principio della vita dello spirito si sente un dolore urtante per i disordini del mondo; si soffre più per il disordine per l’ingiustizia che per l’amore di Dio offeso. In questo caso lo zelo è più fragoroso; si freme, si vuole parlare, si crede un danno quando non si può parlare -si può cadere anche in urti, in fatti violenti ecc. Quando cresce l’amore di Dio, allora si prova più dolore per l’offesa sua, e più che parlare si sente il bisogno di riparare. Il dolore è più profondo e lo zelo è più calmo, più caritatevole, più pietoso, perché riguarda il peccatore nella luce della bontà di Dio che pure lo sopporta. Noi camminiamo in un mare dove sono tutti naufraghi e dove pochi sono nell’arca di salute. Sono come i naufraghi del diluvio universale che andavano contro l’abisso e sposavano, ridevano, compravano, vendevano, motteggiando Noè che faticosamente costruiva la sua arca. Noi camminiamo fra appestati che coprono i loro bubboni purulenti con le vesti dell’eleganza, fra gente che scivola nell’abisso e non se ne accorge. Siamo fra piccoli vermi che levano altera la fronte viscida di sozzure contro il Signore. Che pena non poter far nulla! Eppure Dio ci dà le armi per combattere, purché noi viviamo con Gesù. Bisogna avere una grande fiducia nella Provvidenza di Dio; Egli sa trarre da questo male il bene. Dio non è un vinto dalle sue creature ma un Re infinitamente grande, che lascia correre tanto male, proprio perché è infinitamente grande e buono. Tu vedi il pittore che confonde i colori, impasta il bianco col nero, il verde col blu ecc.; ma sai che è un artista ed hai fiducia nel suo lavoro. Guardando i disordini del mondo, volgi gli occhi a Dio che è infinita bontà e provvidenza; abbi fede che Egli domina quel disordine; volgiti a Lui, perché ci pensi; senza affannarti. Tante volte l’affanno soverchio nasconde un atto di sfiducia. Punta le tue artiglierie contro il male ed offri le tue sofferenze, offri la pena delle tue miserie. E un tesoro che hai: offrendole a Dio fai un atto di umiltà e di fede, ed attiri la sua misericordia. Dio è potente ad utilizzare le tue pene quando esse sono anche pene per la miseria tua, e quando le dai a Gesù. Al medico che cura i vaiolosi, che cosa puoi dare se non il pus di una tua pustola di vaiolo? E una miseria; ma il medico con quel pus fa un innesto salutare… Non ti affannare per quello che puoi fare, per quello che puoi scrivere; prega silenziosamente, con fiducia umile, con umiltà fiduciosa. La preghiera porta nel combattimento il piano di guerra del generale, vi porta il rifornimento del cielo. Tu preghi e le grazie piovono, e gli angeli si attivano. La preghiera è come il bombardamento fatto dall’alto: prima di fare l’avanzata contro il male, monta in aeroplano, sali in alto nel cielo, e di là farai cadere le bombe che sconvolgono il piano di satana. Prega con fiducia in Dio, con sicurezza: “Signore, fate finire questo male, ve ne supplico, per la vostra gloria”. Questa frase, così semplice, salendo nel cielo diventa una nube, si carica di elettricità celeste, si curva verso la terra, vi scocca un fulmine, brucia i depositi di polvere, fa saltare le artiglierie, dissoda la terra e poi si apre in pioggia salutare. Agisci, parla, lavora, ma subordinatamente alle altre armi. Se non si spazza il terreno, la fanteria non può procedere all’azione. Non ti affannare nel parlare, ma guarda Dio che ti dà la parola viva. Una parola del cielo vale mille discorsi un colpo di 305 vale mille colpi di fucili. Dio va per vie diverse delle tue. Tu parla, lavora, opera, facendo del tuo meglio per non tentare Dio, per dargli il tuo soccorso. Riposa però in Lui. Se vorresti parlare e non puoi, affida a Lui la parola taciuta. Egli la dirà nel cuore. Se ti esce la parola arida, affidala a Lui, perché la fecondi. Se parli con fervore di vita, loda Dio che ti riempie. In generale quando rimani scontenta ed umiliata, fai più frutto, perché allora passa più Dio. Agisci con semplicità, senza turbarti mai. Se devi tacere, combatti con le altre armi. Non ti scoraggiare mai, perché, se ti scoraggi cerchi te stessa. Se vuoi riuscire, ama di non riuscire quanto vorresti tu, ma aspetta con calma i momenti di Dio. Ci vuole pazienza, pertinacia e calma. Fa’ come la formica: le rovini il lavoro, il foro che essa aveva fatto? Essa lo rifà con la stessa calma. Fa’ come il ragno: tu gli rovini la tela? Egli la rifà nella notte, e si fa un rifugio nell’angolo del muro. Tu la rovini ancora? Il Egli va in altro posto fino a che non gli riesca di tendere il laccio alla mosca. Tu cerchi un’anima? Fa’ una rete per attrarla. Questa rete devi farla non già di fili di cotone, ma sviscerandoti; devi farla con le tue pene, con le tue preghiere, con i tuoi sospiri. Se un difetto, un’insidia, un male te la distruggono, rifalla tante volte con la stessa calma. Verrà il giorno nel quale prenderai l’anima, e allora con l’apostolato esterno le suggerirai non già la morte, come fa il regno alla mosca, ma la vita; la farai risorgere. Abbi sempre pace, riposa in Dio, vivi di Dio, non guardare tanto agli uomini, ai mezzi umani: “Tu solo Signore!…”. difficile il caso? Volgiti a Dio: “Tu solo puoi, o Signore!”. Ci sono ostacoli?: “Trionfa, tu solo, o Signore!” Hai uno scappellotto e sei messa da parte? Sei riposta sotto il letto, “sotto il moggio”? Segui il Signore anche in questo… Di sotto il letto puoi assalire meglio, puoi dare un pizzico magnifico a chi non avresti potuto assalire di fronte. La pazienza è l’opera perfetta, e con la pazienza si vince. Gli Apostoli hanno vinto con il martirio, Gesù con la Croce! Aspetta e confida; Gesù ha vinto il mondo e lo ha vinto già interamente. Non c’è lotta che cominci, che egli non l’abbia già vinta. Dunque riposa in Lui ed aspetta con pace l’ora Sua. Segui la via che Dio ti traccia. Sei una donna, e che fa? Quando il Signore fa rinascere alla vita le anime, chiama le donne all’apostolato, perché ha bisogno delle madri. Quando deve nutrire il mondo risuscitato, chiama gli uomini, perché ha bisogno di padri. Chiamò la Madonna quando volle nascere, ed Egli nacque per ridonare la vita. Chiamò la Madonna nel Cenacolo e ai piedi della Croce, quando nacque la Chiesa e fu promulgata; mandò poi gli Apostoli per nutrire il mondo risuscitato, e la Chiesa è nata dal sangue Suo per Maria. Nell’opera sua di restaurazione Gesù ha scelto le donne, perché l’umanità fatta apostata era morta e doveva rinascere. Ci volevano prima le madri, poi manderà i sacerdoti per nutrire. Sei una donna? Ebbene Gesù ti ha scelta così. Riposa in questo. Egli sapeva che voleva da te un apostolato, lo ha voluto così, e tu riposa in Lui. La Polonia, nell’ultima guerra con i bolscevichi, vinse per le donne. Le vie più forti di Dio sono nell’interno dell’anima. Un atomo vivificato da Gesù Cristo è potente come un sistema planetario. Una montagna è più un impedimento che un vantaggio per chi deve muoversi. Non amate le cose grandi, le grandi scene, i grandi movimenti, ma le cose umili. Chi si veste di porpora non fa frutto; chi va scalzo come S. Pietro abbatte l’orgoglio di Roma imperiale. Non ti preoccupare soverchiamente di te; non essere pessimista. La mamma che si preoccupa di se stessa alimenta male il bambino. Il pessimismo nuoce assai all’anima, le dà la sfiducia. Le miserie nostre sono come i recipienti dove si raccoglie la spazzatura. Se perdi tempo in questo non farai nulla. Confida, confida, e dona le tue miserie a Gesù perché le faccia concime.”

        1. Lalla

          Intanto ho letto qualcosa: è davvero straordinario. Non lo conoscevo, grazie per averne parlato.

          1. Giusi

            E’ famoso il suo Atto di abbandono a Gesù

            http://gesu.altervista.org/index.php?sez=AttoDiAbbandonoAGesu

            Io dico spesso il Rosario dell’Abbandono che peraltro è breve, si può dire pure guidando:

            Il Rosario dell’abbandono

            O Dio, vieni a salvarmi.
            Signore, vieni presto in mio aiuto.
            Gloria…

            Giaculatoria: Signore, sia benedetto il tuo Nome e sia fatta la tua volontà.

            1° posta: Gesù pensaci Tu (10 volte al posto delle Ave Maria).

            Gloria…

            Giaculatoria: O Gesù, sia fatta la tua volontà e sia benedetto il tuo Nome.

            2° posta: Mamma Maria, pensaci Tu (10 volte).

            Ave Maria… (al posto del Gloria).

            Giaculatoria: O Maria, Madre mia, soccorrimi Tu.

            3° posta come la 1°
            4° posta come la 2°
            5° posta come la 1°

            Al termine, al posto della Salve Regina, si dice il Padre Nostro.

          2. Sara

            Lalla, sono contenta che i testi di don Dolindo Ruotolo ti siano piaciuti! Io li leggo spesso, anche come forma di preghiera, perché li trovo molto adatti ad aiutarmi a fare la preghiera del cuore, così come i famosissimi 15 minuti. L’Atto di abbandono già ricordato da Giusi è, in particolare, uno di quelli che mi aiutano di più a mettermi nell’atteggiamento giusto!

    1. ALVISE… bentornato. Sei più illuminato!

      O sei sempre solo nato e poco il resto 😉 (sto scherzando…)

      Dai raccontaci un po’ del tuo pellegrinare per il mondo, in paesi esotici e lontani… 😀

      1. LIRReverendo

        È stato visto in mezzo agli arancioni. Pensa solo 0.30 al kg! Poi ha fatto il rito iniaziatico alla dea kali con scambio di kriss! Ma di kriss o di kiss? Indian lgbt direi! Per vivere ha cucinato crepes suzette alla bergamasca. Poche vendite per la muffa del gorgonzola, si consiglia marketing a priori. Ha cercato di aprire un vegan donald a parhashamash, ma non ha avuto la licenza di uccidere i semi di lino. Certo paese che vai gente che trovi, ma tornare…
        Ancora LIRReverendo

            1. A voler dare una interpretazione un po’ più profonda all’analisi comparata di Alvise, potremmo dire:

              > indù: ooooooooooooooh – meraviglia – estasi

              > cristiane:aaaaaaaaaaaah – comprensione – presa di coscienza

              In realtà possiamo ben dire (Alvise potrà smentire la la sua conoscenza del Cristianesimo è assolutamente parziale e “di parte”) che il Cristianesimo è
              ooooooooooooooh + aaaaaaaaaaaah 😉

              Dell’induismo non saprei dire… conosco troppo poco.

    2. LIRReverendo

      Dell’eterno ritorno dell’eguale. Pur ripartendo da zzero.
      Brhamate voi che tornate.
      Swami LIRReverendo

    1. Angelina

      Bentornato Alvise! Dei muri a secco so una cosa: si tirano su per sgombrare il terreno e ararlo meglio, quando è troppo pietroso. Tu fai anche la semina e il raccolto, o sei specializzato in sassi?

  7. …sono stato anche invitato a un matrimonio (cattolico). All’uomo è stato chiesto se voleva amare e assistere la donna per tutta la vita, alla donna uguale. Nessuna “sottomissione”…

  8. 61Angeloextralarge

    “E allora, di che cosa posso aver paura?”… Tutto posso in Colui che mi da’ forza! 😀
    Grazie, Costanza per questo articolo! Smack! 😀
    Sono sempre stata allergica ai profeti di sventura… che hanno una lente d’ingrandimento puntata su tutti i problemi del mondo, che vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto e soffrono la sete perché devono risparmiare l’acqua per i tempi di aridità futuri… Ma sù! Ridimensioniamo le cose, dando loro il giusto peso, senza far finta che non esistano, però… Equilibrio! Santa Maria dell’Equilibrio, prega per noi! 😉
    Mettessimo la lente d’ingrandimento sulle piccole gioie, che vita diversa avremmo, eh? ;-9

  9. cristiana

    Qualcosa non mi quadra: ” so che il destino della nostra anima non e’ certo, so che la salvezza non è ancora conquistata”
    E’ una battuta….. vero?? Perché a me, invece ,risulta proprio il contrario!

  10. Lucia

    Grazie Costanza! anche io sono un po stufina di tutti quelli che si lamentano e basta di quanto le cose vadano storte, di quanto schifo faccia l’Italia eccetera. Se si vuole cambiare qualcosa che si lavori per cambiarla e per il resto: abbiamo o no una speranza?

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