Se telefonando

di Costanza Miriano

Ieri, mentre cucinavo la quarta torta per la festa delle bambine, indossando uno dei miei più riusciti travestimenti – la brava cuoca – ha suonato alla porta il corriere, e mi ha consegnato la prima copia di Sposala e muori per lei, che, nel caso ci sia tra i lettori qualcuno che ancora non sia stato stressato a sufficienza sull’argomento, è un libro che ho scritto io. Si troverà in libreria mercoledì prossimo, lo dico per dire, non credo che ci sarà gente a fare la fila davanti alle librerie dalla sera prima come per il nuovo volume di Harry Potter (nel caso ci dovesse essere, chiamatemi: vengo a portarvi personalmente i thermos con il mio famoso caffè, meglio noto in casa, come “con questo c’ammazziamo le cimici”).

Comunque sia, mi sto trovando in questi giorni ad affrontare delle interviste al telefono, in cui mi chiedono di compiere imprese per me improbe, quali essere brillante a voce – impossibile – rapida, sintetica, veloce (le risposte migliori mi vengono tra le tre o le quattro ore dopo la fine del colloquio: ora per esempio vorrei richiamare il giornalista di Libero che mi ha intervistato per il giornale oggi in edicola, ma credo che stia dormendo).

Tra l’altro, se fosse possibile riassumere duecento pagine in poche parole, avrei scritto poche parole, con grande gioia di mio marito, e se fossi brillante e veloce anche mentre compro i quaderni per le figlie (altra intervista di oggi, Zenit), avrei il posto che mi spetta nel mondo. Probabilmente nel caso saprei anche accendere il mio lettore mp3 da corsa senza l’aiuto di un figlio, e, credo, anche fare un pagamento con la carta di credito online senza telefonare a mio marito.

Dunque immagino che sia un mio limite, forse sono io che a parlare sono un po’ rallentata, ma la cosa che mi riesce più difficile spiegare a certi interlocutori (non a tutti, con alcuni ci si capisce al volo) è che io credo fondamentalmente che uomini e donne debbano prima di tutto uscire dalla logica antagonista. È una logica che ormai ci è talmente entrata sotto la pelle, che dimentichiamo che il matrimonio fa partire una vera alleanza tra uomo e donna, i quali entrano in un rapporto leale in cui si parte da un pregiudizio positivo verso l’altro. Qualcosa di molto più profondo e sostanziale della questione di chi lava i piatti.

Le critiche che mi dispiacciono di più non sono quelle delle femministe, ma quelle di chi mi dice “hai ragione, gli uomini bisogna prenderli così, con la dolcezza, te li lisci e poi gli fai fare quello che vuoi”. Quando sento questo mi cadono le braccia, anzi penso che le mie siano braccia rubate all’agricoltura, se neanche con un libro intero sono riuscita a spiegare questa cosa a qualche lettrice (vediamo se ci riesco con queste altre duecento pagine in uscita).

Il vero punto cruciale è che noi il Vangelo dobbiamo cercare di applicarlo prima di tutto in casa. Quando capiamo questo, è fatta. Non con i passanti, i conoscenti, ma prima di tutto con lo sposo, i figli, vale “a chi ti prende il mantello dai anche la tunica”, con loro vale “perdona settanta volte sette”, con loro “portare i pesi gli uni degli altri”. Questo fa uscire dalla logica di prendere ”i tempi e gli spazi per me”, la logica del “mi ha offeso”, “tu non mi apprezzi”, “tu non mi capisci” e fa entrare nella dinamica di un amore che a volte può essere gratuito, faticoso, ma che dà sempre il centuplo quaggiù. È così semplice che non mi riesce di dirlo, al telefono.

Leggi anche l’articolo di Andreas Hofer! QUI

35 pensieri su “Se telefonando

  1. lidia

    io ho cercato di spiegare ad un mio amico l’idea del primo libro, sabato scorso, ma appena ha sentito la parola sottomissione subito si è inalberato, ho fatto del mio meglio, ma non ci sono riuscita 😦 dovrei provare la prossima volta con queste citazioni dal Vangelo

  2. paolo

    Io mi metto in fila per il 19 … o alla mondadori di via cortonese o alla giunti al gherlinda, preferita da tutti i miei figli perché … inserita in un centro commerciale. In alternativa ho chiesto a mia moglie il libro, quale regalo per il mio compleanno (che peró) é il 17 …. vedremo….Comunque complimenti in anticipo!

  3. “hai ragione, gli uomini bisogna prenderli così, con la dolcezza, te li lisci e poi gli fai fare quello che vuoi”.
    Finché lisciano non ci sono problemi:-)))

  4. Mariella B.

    Ciao Costanza , in questi giorni la più grande dei miei 4 figli: sai anche io ho due gemelli oltre a due femmine…nell’ordine Monica 28 – Pietro e Andrea di 26 e Ilaria di 22. Ebbene, la grande che è sposata con una figlia di 3 anni e una di 4 mesi che ancora allatta…. e col marito che sta studiando per dare un esame per lavoro, si è presa la polmonite. Dopo il lavoro ho passato quasi tutti i giorni là per aiutare o mi portavo a casa a turno le nipoti e cucinavo per tutti ..anche per noi di casa ovviamente…ebbene ad un certo punto un po’ stanca mi son posta la domanda, mi son detta….ma mica la salvo io, sai a volte abbiamo la pretesa di essere quelle che salvano il mondo…dimenticando chi davvero lo salva!
    Poi davanti a tanto bisogno mi è apparsa chiara la risposta già ieri sera…con le mani sporche di farina e tu oggi lo hai reso così bene con l’ultimo capoverso:

    “Il vero punto cruciale è che noi il Vangelo dobbiamo cercare di applicarlo prima di tutto in casa. Quando capiamo questo, è fatta. Non con i passanti, i conoscenti, ma prima di tutto con lo sposo, i figli, vale “a chi ti prende il mantello dai anche la tunica”, con loro vale “perdona settanta volte sette”, con loro “portare i pesi gli uni degli altri”. Questo fa uscire dalla logica di prendere ”i tempi e gli spazi per me”, la logica del “mi ha offeso”, “tu non mi apprezzi”, “tu non mi capisci” e fa entrare nella dinamica di un amore che a volte può essere gratuito, faticoso, ma che dà sempre il centuplo quaggiù.”

    Questo poi mi fa ancora più consapevole del valore del Sacramento del matrimonio, del valore della fedeltà, per me, anche nel mio caso in cui da 15 anni è vissuto solo più nella sostanza e non nella forma essendosene il mio amato andato da casa e poi risposato. Davvero sai non passa giorno in cui il fascino di questa chiamata non aumenti, perché si vede così bene l’opera di Dio che sta in piedi!!!…Anche in mezzo tutto il dolore e la fatica, mia e dei nostri figli.

    Aggiungo che la messa mattutina – delle 7! – a cui ho iniziato ad andare avendo la fortuna di un santuario vicino al lavoro…Maria Ausiliatrice di Torino – non so se mi spiego! – cambia il modo di guardare le cose nella giornata.

    Ciao e inutile dire che comprerò il tuo libro!

    Mariella

    1. Lalla

      Cara Mariella, grazie della tua testimonianza. La tua forza e umiltà sono esemplari e sicuramente con il sostegno della Grazia stanno dando buoni frutti. Evviva Torino e le Torinesi! 🙂 Evviva Maria Ausiliatrice, dolce mamma che ci sostiene e veglia su di noi. Salutala per me alla tua messa mattutina, ora che sono lontana dalla mia città .. Un caro abbraccio.

      1. Mariella B.

        Ti ringrazio per quel che dici Lalla…di Torino! E stai certa che ogni mattina ti aggiungo alla lista! Buon tutto, ovunque tu sia…e se vuoi continuare a scriverci, la mia mail la sai.

        ciaoooo

        Mariella

  5. Massimo

    Semplicità, amore familiare, non antagonismo. Il tutto accompagnato da una qualità stupenda: prendersi il tempo giusto per dire le cose giuste, senza la fretta frenetica nevrotica psicotica e senza vuoti slogan e “parole d’ordine”. Che Dio ti benedica, Costanza! Grazie.

  6. Federica

    Ho il carrello dei libri pronto in un bookshop virtuale .. e non vedo l’ora, il 19 o 20 settembre,appena possibile, di aggiungere 2 copie di Sposala e muori per lei. Una copia è per me, una copia sarà pellegrina presso le mie amiche.. buona giornata e grazie per i libri e il blog!

  7. L’ ho già ordinato perchè sai che sono alla ricerca della “famiglia Santa”, perchè devo ancora uscire dal limbo del “calcolo di chi ha fatto di più”, del “non mi capisce”, “non mi apprezza” e tante altre cose ma sento forte nel cuore l’ amore per mio marito e per mio figlio e ce la metterò tutta!!!
    Sei un esempio grandissimo e spero, un giorno, di poterti assomigliare anche solo un pochino!!
    Grazie Costanza.
    Con affetto
    Michela

  8. 61Angeloextralarge

    Carissima Costanza, sarò in attesa davanti una delle librerie della mia città: se ci sarà la fila sarò contenta per due motivi. Il primo è perché la tua opera di “evangelizzazione” sul matrimonio, funzionaaaaa! 😉 Il secondo è che essere “soccorsi” da te, con termos e caffè anticimici è un onore! Come ben sai… sono una cimice extralarge, quindi regola bene le dosi! 😀
    Post esilarante! Grazie! Smack! 😀

  9. Miriam

    A parte l’ovvio interesse per il libro, ti ringrazio per quel che hai scritto e ci hai donato con l’articolo. A me serviva come il pane. E nelle tue parole così vere s’è “il Pane disceso dal cielo”! 🙂

  10. Mario G.

    Cone è drammaticamente vera questa lotta tra marito e moglie e tu, cara Costanza, con il tuo simpatico ed originale linguaggio ci sproni ad “uscire dalla logica antagonista” per giungere a quell’unione spirituale che va ben oltre a quella carnale…

    Non vedo l’ora di acquistare e leggere il tuo nuovo libro. Ma dimmi come mai su http://www.ibs.it non è ancora prenotabile, mentre lo è su Amazon ? Misteri editoriali… 😀

  11. Velenia

    “Il Vangelo dobbiamo applicarlo prima di tutto in casa”,ecco questa è la cosa più difficile e più vera,come documenta magistralmente Mariella,a dire belle parole,a organizzare incontri, persino a fare volontariato siamo bravi tutti,anche ad elargire sorrisi a perfetti estranei,amare i propri familiari ,che ti conoscono per quello che sei e non si lasciano incantare dai discorsetti,sembra a volte oscuro e senza frutto,ma è proprio da cosa propria che puo iniziare il Paradiso (o l’Inferno).

  12. Erika

    Le mie amiche sono tutte femministe radical chic (e anch’io suppongo di poter essere tacciata di simili marchi di infamia…) 😉
    Quindi il solo fatto di possedere il tuo libro, di averlo letto e apprezzato, mi ha fruttato non pochi sguardi costernati.
    L’unica mia argomentazione per difendere idee tanto “eretiche” è questa: tutte quelle di noi, compresa la sottoscritta, che vivono veri rapporti d’amore, profondi e stabili, applicano, in modo più o meno cosciente, proprio i principi di cui si parla nel libro.
    Sono quindi a questo punto ansiosa di leggere anche il libro che riguarda i maschietti…
    🙂

  13. infinitomeno1

    Non credo che mercoledì mattina sarò davanti alle paoline in attesa che aprano, magari un paio di giorni dopo ma sono sicuramente interessato al nuovo libro, essendo entusiasta del primo (l’ho regalato a mia moglie per il suo compleanno ma poi l’ho letto prima io).
    A proposito: siccome “Sposati e sii sottomessa” è diventato il nostro regalo di preferenza per tutte le amiche e parenti e certamente con “Sposala e muori per lei” svoltiamo anche il regalo per gli uomini, ci chiedevamo: è possibile ottenere grandi quantitativi di libri a prezzi-stock?
    E’ prevista la vendita al quintale, al metro cubo? Incentivi governativi?

  14. emma

    ciao,mi chiamo Emma non sono ne fidanzata ne sposata x cui forse un pò fuori sa questi discorsi…ma sto leggendo e fatto leggere “sposati e sii sottomessa”,ora che uscirà il nuovo libro solo queste parole mi fanno riflettere
    ….È una logica che ormai ci è talmente entrata sotto la pelle, che dimentichiamo che il matrimonio fa partire una vera alleanza tra uomo e donna, i quali entrano in un rapporto leale in cui si parte da un pregiudizio positivo verso l’altro. Qualcosa di molto più profondo e sostanziale della questione di chi lava i piatti….
    per noi single si “gioca” tutta qui la storia in questa lotta tra i sessi,tra chi è più ferito,tra chi ha più paura e si trovano muri costruiti a regola d’arte…spero, perchè la speranza non delude di riuscire prima o poi di trovare,costruire non so questa “alleanza tra uomo e donna”,tra me il mio sposo!!!!

  15. Emanuela

    Sono capitata sul Blog per caso ed è stato lo spiraglio di sole in una mattinata grigia, sto passando un brutto periodo e sento la mia unione in pericolo, ma leggere il tuo articolo sulla sottomissione mi ha dato nuova forza, pensa che la lettura che ho scelto per il mio matrimonio esattamente 16 anni fa oggi è proprio quella dove si dice che la donna deve essere sottomessa al marito e il marito avere cura della propria moglie, non vi dico i commenti acidi di tante mie amiche, però è anche vero che non sempre è facile anzi………. ti ringrazio tanto per quello che sei, per l’allegria, la sensibilità con cui scrivi, per il dono che mi è stato fatto oggi di leggerti. Lui sa sempre di cosa abbiamo bisogno e ce lo manda per le vie più insolite. Oggi la via eri tu.

  16. Credo, ma mi sbaglierò, che quasi tutti uomini e donne (ma in questo le donne hanno il dentino più avvelenato), che criticano la “filosofia” del servizio, del fare a gara nell’accontentare l’altro, nell’Amare incondizionatamente (cosa che cmq umanamente parlando fatico molto a mettere in pratica…) si trovino in fondo nelle situazione della famosa favola della volpe e dell’uva (la volpe la desidera, non ci arriva, si convince che deve essere senz’altro acerba).

    Chi non desidera o ha desiderato trovare un Amore – non da mulino bianco – ma dove l’altro rinuncia anche a sè stesso per Amore tuo. O che magari vedendo un film strappalacrime d’altri tempi, non sente un afflato di emulazione per l’eroina o l’eroe, che rinuncia alla sua vita per l’amato/amata (guarda caso tutto quello che Cristo fa ogni Santo giorno per noi…).

    In qualche modo tutti lo desideriamo o lo abbiamo desiderato, ma, per molti e un po’ per tutti, questo fanciullesco-romantico desiderio, si è infranto sui duri scogli della vita quotidiana che non è esattamente un film degli anni ’50, dove sei chiameto a dare la vita per l’atro (coniuge), ma non in un unico solo eroico teatrale gesto, ma goccia goccia, giorno per giorno.

    Così si resta feriti, delusi, stanchi e amareggiati. Il vino della festa termina, l’incanto del Fidanzamento (o innamoramento) si spezza… facciamo come preferisci tu, cosa ti piace, cosa vuoi che facia, ho pensato ha te tutto il giorno, per me ci sei solo tu, ecc ecc…. tu ti spendi e l’altro/a non ti ripaga! E ti ritrovi che ti sta accanto è diventato il tuo NEMICO!

    Così se ti ripropongono un punto di vista di cui sopra, convinto/a di averlo sinceramente praticato (purtroppo solo fidando sulle tue misere forze dove quel “goccia a goccia” ti prosciuga per sempre) concludi che è roba da deficienti, da deboli, da “succubi” e che si, quell’uva fa veramente schifo, si vede anche da lontano.

    E così, di quell’uva (frutto della vite…) ti scordi anche il sapore, e dimentichi che non è un frutto come tutti gli altri… è il frutto che da la Vita.

  17. Tempo fa mi è venuta in mente questa sintesi, raccolta da “pezzetti” della teologia, della filosofia, della fisiologia e della Scrittura: la fecondità è cosa femminile, non maschile (principalmente), perchè persino i geni che decidono il sesso partono dal cromosoma femminile. La forma è femminile, la materia maschile, e stanno in reciproca relazione come l’amata sta all’amante, direbbe l’Angelico. Quindi è l’uomo che viene plasmato, è chiamato a essere plasmato dalla donna. Egli si sacrifica all’amata come la materia alla forma, e Cristo alla Chiesa, come dice Efesini 5, 25. Non solo: il sacrificio di Cristo per la Chiesa (oggi è la festa della esaltazione della Santa Croce, alleluia!), ossia il corrispettivo del sacrificio dello sposo per la sposa, è lo stesso del sacrificio, del dono gratuito, dell’amore gratuito, senza condizioni, non calcolato, non contraccettivo, del Figlio verso il Padre, alleluia!

    1. E’ una interessante “sintesi” e mi perdonerai se debbo correggere un dato scentifico che però è incontrovertibile:
      a decidere il sesso del nascituro è l’uomo con il suo cromosoma X o Y. I suoi spermatozoi, infatti, possono essere di due tipi, quelli che contengono un cromosoma sessuale di tipo maschile (tipo Y) e quelli con cromosoma femminile (tipo X); mentre l’ovulo della mamma contiene sempre un cromosoma sessuale femminile (X). Quindi, se l’ovulo è fecondato da uno spermatozoo X nascerà una femminuccia, mentre da uno di tipo Y si avrà un maschietto.
      🙂

  18. Quasi certamente non farò la fila per comprarlo il 19 settembre, me ne dimenticherò e sarò una della ultime ad acquistarlo dopo aver chiesto a tutti “Com’è? Com’è?” Ma poi lo comprerò dopo aver sentito tutte le opinioni possibili. E ne farò una pubblicità sfegata. Lo so già… 😀
    In bocca al lupo!

  19. “Il vero punto cruciale è che noi il Vangelo dobbiamo cercare di applicarlo prima di tutto in casa. Quando capiamo questo, è fatta. Non con i passanti, i conoscenti, ma prima di tutto con lo sposo, i figli, vale “a chi ti prende il mantello dai anche la tunica”, con loro vale “perdona settanta volte sette”, con loro “portare i pesi gli uni degli altri”. Questo fa uscire dalla logica di prendere ”i tempi e gli spazi per me”, la logica del “mi ha offeso”, “tu non mi apprezzi”, “tu non mi capisci” e fa entrare nella dinamica di un amore che a volte può essere gratuito, faticoso, ma che dà sempre il centuplo quaggiù. È così semplice che non mi riesce di dirlo, al telefono.” com’è bello sentire qualcuno che dice senza paure le parole di Gesù nel loro vero senso e come sarebbe bello sentirle in chiesa..

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