…è una Parola

di Costanza Miriano

Lunedì scorso ho partecipato a una tavola rotonda alla Pontificia Università della Santa Croce, più o meno all’ora in cui di solito risento le tabelline, o mi addormento per terra giocando a Lego. Un bel salto di carriera, seppure per un giorno solo.

Sono arrivata tremebonda – certa di essere in ritardo, ma, siccome avevo letto male l’orario, ero in anticipo, e sono soddisfazioni – col mio quadernetto pieno di cose da dire che poi non ho detto e uno smalto all’altezza, scarpa senza calze con dita massacrate perché soffrire tempra il carattere. Sono arrivata tremebonda, dicevo, ma sulla soglia ho incontrato Pilar che era evidentemente stata inviata in qualità di angelo custode e mi ha presentata al magnifico rettore, a quello sopra di lui (Quello che sta in cappella), a tutti i presenti, per farmi sentire a mio agio e dotarmi di tutti i confort: localizzazione del bagno, pocket coffee, cartellina.

Prima che avessi tempo di chiedermi con troppa attenzione perché fossi lì (la sindrome del massaggiatore della squadra di calcio che sta nella foto con un mezzo sorriso, chiedendosi se lì c’entri davvero qualcosa aleggia sempre) mi sono trovata seduta ad ascoltare monsignor Fisichella che parlava di Testimonianza, parola, nuova evangelizzazione, il tema dell’incontro.

Poi la tavola rotonda moderata da Lorenzo Fazzini, con me, Maria Vittoria Marini Clarelli, che dirige la Galleria di arte moderna e contemporanea di Roma, e il regista e attore Giulio Base. Si ragionava sulla testimonianza cristiana nell’arte e nella società. Ci siamo chiesti come evangelizzare, quali linguaggi trovare per rendere Dio presente in questo mondo, che poi è l’incarico che il Papa ha dato a ciascun singolo credente.

Essere segno di una Presenza è già moltissimo, perché noi forse non ce ne rendiamo conto ma fuori di qui (del nostro blog, della nostra parrocchia, della nostra cerchia di amici o comunità di credenti) parlare di Dio è parlare un linguaggio sconosciuto, una lingua neanche affine come le romanze, ma, che so, il cinese, che non se ne esce neanche col traduttore automatico (scusate, ma qui devo ricordare la memorabile traduzione fatta da Walter Fontana del libretto di istruzioni di un qualche arnese made in China: il vs. strumento electrico ha strongly paura di acqua o umidore. Stipare in luogo libero da acqua o umidore, in alternativa può occorrere scottatura o morte. Con i complimenti, Sony. Lui che di lavoro fa il traduttore dall’italiano all’italiano: Teme l’umido. With compliments, Sony).

Gesù parlava agli uomini del suo tempo una lingua che capivano, partiva da un patrimonio comune quando diceva dei campi e del fico e della pesca e della fatica di arare i campi. Oggi in questo tempo sbriciolato in cui abbiamo l’illusione di poter conoscere e vivere tutto ma non sappiamo niente manca un bacino comune di esperienze. Io personalmente a volte con i colleghi che conosco da anni mi rendo conto di dovermi sforzare a tradurre, se voglio parlare di Dio (evidentemente dovrei essere più credibile).

La sovrintendente ha parlato di come il bello nell’arte può risvegliare una sorta di comunicazione con Dio: è nata per questo, ma anche adesso che ha perso per moltissimi la dimensione sacra, adesso che per molte famiglie la gita domenicale al museo ha sostituito la messa, può rimanere un canale attivo. Giulio Base ha detto, fra le molte altre cose, di come attraverso la fiction, o quella religiosa, o anche quella come don Matteo (ne ha dirette centinaia di puntate) si può mettere un seme di riflessione: sarà poco, è vero, ma un poco che arriva a una decina di milioni di persone, e contribuisce a ricreare quel patrimonio comune. Inoltre, già piccoli segni come evitare le scene di nudo, i tradimenti, la violenza troppo esibita possono significare qualcosa.

Anche io ho raccontato del lavoro che ho cercato di fare col mio libro: prendere qualche documento della Chiesa, impataccarlo di smalto o generi alimentari di conforto leggendo, e tradurlo in vicende quotidiane. Quando Wojtyla nella Mulieris Dignitatem dice che il genio della donna è quello della relazione, mi sono divertita a dimostrarlo descrivendo la disabilità maschile – in particolare del mio privato esemplare di maschio – alle relazioni, raccontando di come attendo invano che il mio orso si trasformi in Cary Grant e mi permetta di invitare un quarto delle persone che vorrei e le attenda sulla soglia di casa con un Martini in mano (se succedesse saprei che in realtà mi deve nascondere qualcosa, probabilmente ha trovato un’amante moldava ventitreenne). Una disabilità che si esplica al massimo grado alle riunioni scolastiche, ma a questa piaga sociale dovrò dedicare un post a parte.

Abbiamo poi ragionato del giornalismo, e anche lì il discorso sarebbe lungo (mi sono sentita addirittura un po’ competente, e tanto che ero lì ho fatto due conti e mi sono accorta che sto al tg3 da quasi venti anni).

Ma alla fine siamo tutti tornati al punto da cui eravamo partiti, dalle parole di monsignor Fisichella, che ha dottamente spiegato come l’evangelizzazione sia prima di tutto testimonianza di vita, cioè passaggio delle consegne persona per persona. Il Vangelo ha sempre bisogno di essere annunciato alle persone, ogni volta di nuovo, ogni volta di prima mano, altrimenti basterebbe la Bibbia, scritta una volta per tutte.

E così è finita che dal palco ho raccontato della mia amica dell’oratorio di san Filippo Neri, Benedetta, che ha il potere soprannaturale di capire quando sono davvero nei guai, e si materializza per darmi una mano con i figli. Di solito, siccome sono forte (e testarda) come un mulo, a nessuno viene mai in mente di offrirmi spontaneamente aiuto, e mi sto sforzando di ricordare, ma mi sa che non mi è mai successo che qualcuno mi telefonasse per dire “secondo me è meglio che venga a darti una mano”. Se ci riconosceranno da come ci ameremo, sono sicura che saranno gesti come questi, sempre più frequenti e sempre più grandi, che riporteranno il fuoco sulla terra.

 

80 pensieri su “…è una Parola

    1. Fefral

      Sono al termine di un tour de force sotto la madonnina, quando torno qua è sempre bello, in questa città ho vissuto alcuni dei momenti più importanti della mia vita. E proprio qua, nella città in cui si corre, si lavora, si produce, ho imparato quei gesti di cui parla costanza alla fine del post. Ho imparato a offrirli quei gesti, ma soprattutto ho imparato a riceverli, perché a volte è paradossalmente più facile offrire aiuto che chiederne. Mi ha fatto riflettere l’ultima frase di costanza, perché qualche volta amare può significare prima di tutto chiedere, mostrarsi bisognosi. Qualche volta l’amore più grande è permettere a qualcuno di amarci. In fondo Dio ha scelto questa strada: si è presentato a noi come un bimbo bisognoso di tutto. Lui che può tutto ha scelto di aver bisogno di ogni cosa, come ogni bimbo che nasce.Il vangelo inizia così, forse possiamo anche noi cominciare da là. Buonanotte

  1. Carissimi, io sono in mezzo a un tour de force lavorativo che mi fa leggere il post, ma non mi lascia tempo per i commenti. Mi mancate.
    Volevo solo dire che quel lasciarsi amare spesso pesa, pesa per chi ha fatto del servizio la propria forma di amore. Oggi ero qui, a fare da ospite a mia suocera, tornata dall’ospedale in sedia a rotelle, che non riesce più a fare da sola cose semplici come tagliare la carne da sola. Lei, quella donna forte che teneva i bambini, prendeva la macchina per sbrigare qualunque commissione ci servisse. Lei, quella donna sempre presente ma mai invadente, che ha sempre dimostrato il suo affetto rendendo la vita di tutti più facile, senza mai far pesare. Lei che ogni martedì mi consentiva di approfondire la mia fede e andare alle riunioni settimanali dell’associazione che frequento perché mi teneva il figlio. Ecco, lei era qui, bisognosa. Ma quanto dolore nei suoi occhi per sentirsi “un peso”. Ed io, goffa come non mai, che cercavo di farle capire senza parole che era un piacere, davvero un piacere.
    Meno male che ci sono i bambini, che stemperano ogni cosa, che con un gioco a “indovina gli geroglifici” ci ha fatto passare la serata senza accorgercene, facendo svanire ogni suo retro-pensiero e le ha fatto stare li, a farsi coccolare.

    1. nonpuoiessereserio

      Molto bella e vera la tua testimonianza Daniela, come al solito. Tua suocera è un mito.

  2. Francesca Romana

    “Il Vangelo ha sempre bisogno di essere annunciato alle persone, ogni volta di nuovo, ogni volta di prima mano, altrimenti basterebbe la Bibbia, scritta una volta per tutte” è chiarissimo eppure non ci entra in testa, proprio a noi che ci professiamo “cristiani”…. quanto c’è da camminare!!!!!

  3. Fk

    Completamente OT:
    Volevo chiedere ad Alessandro se aveva modo, tempo e voglia di postare un link che raccolga una piccola antologia di Benedetto XVI in riferimento al relativismo, sia ad intra che ad extra della Chiesa. Alessandro in compenso ti offro una sconfinata gratitudine 🙂 , una scatola di cioccolatini, e un rosario offerto per te entro oggi! Che fai, ci stai?

    1. Anche io sul cosiddetto relativismo.
      Non sarà che ormai siamo andati oltre il relativismo, da parecchio tempo?
      (oltre non vuol dire più avanti o più meglio o più questo o più quello, vuol dire che è una cosa vecchia, sorpassata, non
      adoprabile. Se mai ci fosse stato un tempo in cui il cosiddetto realtivismo era adoprabile, ora non lo è più, relativismo finito)ora noi si sarebbe, qualcuno dice, nella Quarta Era, il Kali Yuga, o età oscura, e ci siamo, dicono, da più di seimila anni, vale a dire da un tempo molto anteriore a tutte quelle cosiddette storiche. (riferisco solo cose dette da altri, senza per questo voler dire che siano vere, ovviamente)

      1. Così come la definizione “società liquida” è superata, oramai viene definita “società a coriandoli”, completamente disgregata…
        Alvì, non prendermi in giro, please!

    2. Alessandro

      Fk

      Ti propongo un’antologia… di link (perché trascrivere estratti occuperebbe pagine e pagine). Non sono certo tutti gli interventi di BXVI sul relativismo, e non sono nemmeno in ordine cronologico (ma è facile ordinarli cronologicamente dando un’occhiata all’URL). Buona giornata!

      http://www.vatican.va/gpII/documents/homily-pro-eligendo-pontifice_20050418_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2007/october/documents/hf_ben-xvi_spe_20071005_cti_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090805_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20090930_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20110924_zdk-freiburg_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/august/documents/hf_ben-xvi_spe_20110820_veglia-madrid_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2005/june/documents/hf_ben-xvi_spe_20050606_convegno-famiglia_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2006/december/documents/hf_ben_xvi_spe_20061222_curia-romana_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2007/march/documents/hf_ben-xvi_spe_20070324_comece_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20110909_ambassador-united-kingdom_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20110922_reichstag-berlin_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/december/documents/hf_ben-xvi_spe_20101220_curia-auguri_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2011/documents/hf_ben-xvi_hom_20110202_vita-consacrata_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20110207_cong-educ-cattolica_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/september/documents/hf_ben-xvi_spe_20100917_altre-religioni_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/audiences/2009/documents/hf_ben-xvi_aud_20091216_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2011/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20110521_sacro-cuore_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20100521_pc-laici_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2009/march/documents/hf_ben-xvi_spe_20090320_vescovi-angola_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2012/february/documents/hf_ben-xvi_spe_20120223_parroci-roma_it.html

      http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/homilies/2009/documents/hf_ben-xvi_hom_20090628_chius-anno-paolino_it.html

        1. 61Angeloextralarge

          Mmmmmmappate! Ale sei incredibile! Stefano Manfrin, tempo fa, mi aveva definita “distributore automatico di buonumore” e mi ero divertita tantissimo a pensare a questa immagine: te la giro, come un complimento! SEI UN DISTRIBUTORE AUTOMATICO DI LINK! E che link! 😀

  4. Buongiorno a tutti! E’ da qualche settimana che seguo questo blog, da quando mi sono affacciata a questo angolo di mondo digitale. Digitale, ma non parallelo, perché trovo che sia un altro modo per condividere esperienze della nostra quotidianità e appunto un modo per creare delle comunità basate sulla condivisione di valori, esperienze, interessi. Nell’era della società liquida, stiamo cercando un’isola su cui approdare.

  5. 61Angeloextralarge

    Vado di fretta e torno dopo, ma ho una domanda, anzi due, per te, Costanza:

    ¿Cuándo una mesa redonda en la Universidad Pontificia de la Santa Cruz en España? 😀

    Quando é que um painel de discussão na Universidade Pontifícia da Santa Cruz em Portugal ) 😀

  6. Evangelizzazione è prima di tutto testimonianza di vita: Costanza, ti voto! (dalle mie parti si diceva così per manifestare stima ad una persona…) Su questa frase si potrebbero spendere fiumi di inchiostro (anzi, gigabyte di dati, visto che siamo su piattaforma digitale…). Sarà che appartengo ad una realtà missionaria, ma questo aspetto mi tocca moltissimo: annunciare Cristo con la mia vita prima che con la mia parola… e quante volte arrivo a fine giornata rendendomi conto che probabilmente il mio comportamento è stato incoerente rispetto alla mia fede… ma non mi scoraggio, non sono io il protagonista dell’evangelizzazione, ma solo un umilissimo, forse inutile strumento che Dio è libero di usare a suo piacimento… Altre due chicche che mi vengono in mente 1) “La parola suona, l’esempio tuona” (fonte: mannaggia, non mi viene in mente…) 2) “E’ meglio essere cristiani e non dirlo piuttosto che dirlo e non esserlo” (Sant’Ignazio di Antiochia, se non vado errato…) P.S. = non me ne voglia Sant’Ignazio: il top dei top sarebbe dirlo ed esserlo, ma… “non vado in cerca di cose superiori alle mie forze” 🙂 Buona giornata a tutti!

  7. Alberto Conti

    Non so se mi è piaciuto di più il post o i commenti di Fefral e Danicor.
    Anche per me è infinitamente più difficile farsi aiutare che aiutare: si chiama Superbia ed tra i 7 è il peccato che mi frega di più.

  8. nonpuoiessereserio

    Riguardo alla testimonianza della fede credo sia importante particolarmente il comandamento dell’amore, ama il tuo prossimo.
    Se lo ami sinceramente e il tuo amore viene da Dio stai già testimoniando la Fede. Penso a Madre Teresa che è famosa ma ce ne sono a migliaia.
    Ora il buon Alvise obbietterà: “Esistono modi diversi di amare?” Oppure, “chi può dire da dove provenga l’amore vero?”
    Io credo e sono convinto che l’amore sia sempre una manifestazione della bontà di Dio, un sentimento che proviene dall’impulso creativo di Dio suggellato dal sacrificio di Gesù.

  9. 61Angeloextralarge

    Pocket coffee? A qualcuno che gironzola in questo blog farà piacere che i pocket cofee vengono offerti alla Pontificia Università della Santa Croce! 😀

  10. L’Avvenimento Cristiano, essendo, a quanto pare, un Fatto, non è via flatus vocis, che si diffonde. E una vita, toccata da questo Fatto, dovrebbe essere violentata per non testimoniarlo in ogni istante (evangelizzazione: annuncio della buona novella), anche solo per la speranza che porta con sè. Ecco perché, io credo, la prima evangelizzazione è su noi stessi, e passa, per esempio, in quel saper accettare che non bastiamo a noi stessi. E che un Dio, per l’appunto, si è degnato di farsi compagnia. Anche attraverso quell’amica che arriva in soccorso quando noi nemmeno l’aspettavamo. Così, forse, inizieremo a domandare, a Lui, che ci aiuti ad aprirci al bisogno che abbiamo. A quel punto, ci capiterà anche di alzare la cornetta, e dire “hai bisogno?”. Perché è dalla gratitudine, che nasce la gratutià
    E questo è tutto, io credo. Una cosa così, vissuta, ribalta il mondo!

  11. 61Angeloextralarge

    “parlare di Dio è parlare un linguaggio sconosciuto”: e anche rifiutato, soprattutto per presa di posizione, con i paraocchi e con ignoranza della religione cristiana! “Il mio popolo muore per mancanza di conoscenza” (Citazione? Cercherò dopo…).

    “se succedesse saprei che in realtà mi deve nascondere qualcosa, probabilmente ha trovato un’amante moldava ventitreenne”: Costanza, tranquilla! Faremo un cordone resistente ed incorottibile, al punto che nessuna moldava 23enne si avvicinerà a Guido nel raggio di 1 Km. Le moldave NO PASARAN! 😉

  12. 61Angeloextralarge

    “monsignor Fisichella, che ha dottamente spiegato come l’evangelizzazione sia prima di tutto testimonianza di vita”: che abbia letto questo messaggio? 😉

    “Cari figli! Oggi vi invito a decidervi per Dio ogni giorno. Figlioli, voi parlate molto di Dio e testimoniate poco con la vostra vita. Per questo, figlioli, decidetevi per la conversione affinch’ la vostra vita sia vera davanti a Dio, in modo che, nella verità della vostra vita testimoniate della bellezza che Dio vi ha donato. Figlioli, vi invito di nuovo a decidervi per la preghiera perch’ nella preghiera potrete vivere la conversione. Ognuno di voi diventerà, nella semplicità, simile ad un bambino che è aperto all’amore del Padre. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!” (Medjugorje, 25 luglio 1996)

    Ma quanti ce ne sono che dicono la stessa cosa!

  13. 61Angeloextralarge

    “Se ci riconosceranno da come ci ameremo, sono sicura che saranno gesti come questi, sempre più frequenti e sempre più grandi, che riporteranno il fuoco sulla terra” COLPITO E AFFONDATO! 😀

  14. Oh, io sono bravissima a chiedere aiuto! anzi, ho un vero talento per rompere i maroni a tutti quelli che amo. Ci sono cose su cui sono perfettamente consapevole del mio limite e allora alzo la cornetta o prendo la macchina (che volete… sono sempre in provincia!) e chiamo/vado da un’amica o al primo incontro disponibile con la mia comunità, possibilmente tenendo conto della libertà di movimento della famiglia. Anche con alcuni di voi è nata un’amicizia e se ho bisogno di una preghiera o anche della classica pacca sulla spalla io non esito a chiedere. Però non è che sono così perchè non sono superba, anzi. Come indole sono parecchio superba ma ci sono stati fatti della mia vita che hanno spazzato via l’orgoglio, quello cattivo, che ti fa schiattare dentro piuttosto che chiedere. L’amicizia è forse il dono più bello che ho ricevuto da Dio e penso a volti ben precisi che popolano la mia esistenza, che mi hanno accompagnato in passato e che camminano con me anche adesso, altri che conosco da poco ma sento come fratelli da sempre. E la cosa più meravigliosa che mi danno questi amici è la testimonianza di fede, perchè ciascuno di loro ha un cammino, una vita da raccontare, e con le loro vite mi dicono che stanno seguendo Cristo, perchè è Lui che fa la strada. Come ha detto sopra Cristina, è un fatto che ti capita, un avvenimento di vita, non un discorso. E quando hai la Grazia di sperimentarlo dopo non hai nemmeno più remore a chiedere, perchè sai che è per te. E poi viene anche il momento in cui noti il bisogno altrui, anche quello dell’amico più orgoglioso, che fatica di più ad ammettere di non bastare a se stesso ma che dentro lo sa che ci vuole un amico.

    1. Alessandro

      Grazie, Costanza, troppo magnanima; la mia è tutta scena 😀

      Un abbraccio! (e dormi ogni tanto 🙂 )

    1. Alessandro

      Figurati, grazie a te, troppo generoso 😀

      Graditissimo davvero il rosario!
      In quaresima vanno benissimo i cioccolatini… fotografici 😉

  15. A volte mi chiedo se l’errore dei Cristiani sia quello di ritenersi superiori e del dover sempre insegnare, dimostrare e inculcare qualcosa al prossimo. C’e’ sempre questo desiderio missionario che spesso, in passato come anche nel presente, si e’ tramutato in violazione ed eliminazione del pensiero altrui. Perche’ e’ cosi’ difficile accettare che esistano dei modi diversi di pensare? Perche’ non si puo’ vivere la propria ricerca in una dimensione piu’ personale e meno pubblica? In fondo cio’ che e’ buono del Cristianesimo non si scosta molto da cio’ che e’ alla base della maggior parte delle altre religioni: ama te stesso, ama il tuo prossimo, ama Dio (o qualunque entita’ che risiede oltre e al di sopra dell’esistente). E a voler dirla tutta, anche chi e’ ateo o agnostico perlopiu’ rispetta se stesso e il prossimo. Perche’ non si fa un esperimento: invece di tendere a voler testimoniare e a cambiare cio’ che e’ all’esterno della Chiesa, perche’ non si tende a rievangelizzare la Chiesa stessa? Perche’ non si cerca di arrivare ad un punto nel quale si puo’ ammettere che la religione (nessuna religione) non e’ Dio, ma e’ solo una via per arrivare ad Esso? E che siamo tutti qui, nati nel fango, come direbbe Oscar Wilde, ma tendiamo alle stelle, all’Oltre, all’Infinito. Non entro nel merito della questione del nudo e della violenza perche’ questo richiederebbe fiumi di parole (e tanti Gigabyte di contenuto, come ha gia’ detto qualcuno).

      1. Mi dispiace Cyrano, ma con la logica circolare non si va da nessuna parte. C’e’ anche scritto “Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio” e non mi pare che questo esempio sia tanto seguito, anzi. E poi “Chi ti benedice sia benedetto e chi ti maledice sia maledetto!” (Numeri 24,9) (non proprio porgi l’altra guancia, eh?) e ancora “dice il Signore Dio: “Ecco, io manderò contro di te una spada ed eliminerò da te uomini e bestie. L’Egitto diventerà un luogo desolato e deserto e sapranno che io sono il Signore…” e ce ne sono tanti e tanti altri di comportamenti “divini” che definire immorali e’ poco. Se il Cristianesimo vuole entrare nel terzo millennio deve ammettere che c’e’ bisogno di ripensare l’intero sistema Chiesa dalle radici e che e’ necessario sviluppare un pensiero e una devozione (a Dio e al prossimo) che vadano oltre l’attuale campanilismo. In fondo, ci vuole una conoscenza di base delle scritture per capire che Dio, in quanto creatura narrativa, e’ raffigurato come un’Entita’ molto umana e poco divina (con tutto il corollario di sentimenti umani che lo fanno assomigliare piu’ ad un Dio dell’Olimpo che alla figura New Age che la chiesa si sforza di pubblicizzare). Comunque mi scuso, non credo questo sia il luogo migliore per un tale confronto.

        1. Se il luogo non è il migliore, evidentemente vuoi dire che tu non sei all’altezza, perché qui nessuno s’è mai tirato indietro davanti ad argomenti sensati proposti con un minimo di umiltà. Quella che chiedi agli altri, giustamente, perché non sembri essere in grado di mostrare.
          Veniamo ai contenuti. Con una “conoscenza di base delle scritture” (quella che tu hai, e che noi si dovrebbe avere, prima di pronunciarci) tu c’insegni che nelle Scritture Dio – “in quanto entità narrativa” – «è raffigurato come un’Entità molto umana e poco divina». C’è del vero, in questo, perché di Dio è detto che «getta i suoi sandali sull’Idumea», ma c’è soprattutto del falso, molto. Il Dio delle Scritture è il Dio che chiede la circoncisione del cuore, ma non è diverso da quello che ha chiesto la circoncisione della carne: o nelle Scritture abbiamo due divinità, o Dio non ha ispirato le Scritture, oppure l’intelligenza delle Scritture dev’essere tale da ricondurre (come già Paolo fa) l’antico al nuovo, la lettera allo spirito. Questa non è un’invenzione di Paolo, perché è proprio Gesù – quello della cacciata dei mercanti, che ti piace ricordare – che ha sentenziato in quella forma che tu hai definito “logica circolare” – se ti va mi spieghi anche che vuol dire. Già che ci sei, spiegami anche che cosa vorresti dire con “seguire l’esempio della cacciata dei mercanti”: quando vado in parrocchia devo mettermi a frustare quelli che dicono il rosario, urlando che non hanno capito niente di “una devozione che vada oltre il campanilismo”? Già me lo vedo, il parroco, che m’insegue con la camicia di forza pronta!
          Tu, invece – bontà tua! – hai la ricetta che il Cristianesimo deve assumere «se vuole entrare nel terzo millennio»! Tu avresti ripensato «l’intero sistema Chiesa dalle radici»… Abbi pazienza, Foca (porti il nome di un imperatore usurpatore, sai?), va’ a rileggerti il capitolo 23 di Matteo (da dove era tratta quell’espressione di “logica circolare”) e cerca di nutrire un pensiero veramente profondo, prima di sputare certe sentenze. Allora vedrai che qui, per chi vuole veramente confrontarsi, c’è una buona occasione d’incontro.

          PS: ti sorprenderà, ma mi sono riferito esclusivamente a quello che hai scritto dopo le prime due righe. Quelle, invece, le condivido pienamente.

          1. Prima di tutto mi scuso se sono sembrato presuntuoso; la mia ultima frase era riferita al fatto che non volevo deviare dalla questione principale dell’evangelizzazione. Pero’ da qui ad accusarmi di presunzione e di non essere all’altezza ce ne passa. Mi dispiace ma non ho una conoscenza di base delle Scritture: ho letto la Bibbia, molte volte e nel corso di tanti anni, ho assistito a tante “Lectio Divina” e sono stato un membro molto attivo della mia comunita’ parrocchiale per tantissimi anni. Io non insegno niente a nessuno, ne’ voglio far cambiare idea a nessuno. Certo non sono un esperto e ho ancora tanto da leggere e da imparare.
            Mi dispiace tanto che non riesci a cogliere l’esempio della cacciata dei mercanti e te la vuoi prendere con delle povere vecchine che devotamente recitano il Rosario; il mio era solo un esempio per dimostrare che alla fine noi decidiamo in cosa credere, prendiamo dalle Scritture solo cio’ che ci fa comodo e che e’ “in voga” con il pensiero del momento e con la morale dominante.
            Inoltre mi dispiace, ma la tua risposta condita di sarcasmo e di “belittling”, come direbbero Oltremanica, non e’ proprio un esempio di umilta’; come mi pare di capire dal post, e’ l’esempio che conta piu’ di tutto il resto.
            p.s.: bel post sui gatti

            1. touché, è doveroso che io mi scusi. Avevo frainteso diversi aspetti del tuo intervento, anche se sono contento che tu abbia avuto modo di chiarirli meglio. Continuo a non capire l’opportunità di certe tue prime asprezze, ma la mitezza con cui mi hai risposto impone che io mi fermi senz’altro. Certamente avevo capito male. Non dire, però, che questo non è il posto per porre tematiche difficili: se abbiamo gli strumenti per affrontare una questione, l’affrontiamo, altrimenti la lasciamo ad altri migliori di noi. Ti auguro una buona serata.

              1. Spero allora di discutere altre tematiche difficili in futuro, anche se poi andro’ inevitabilmente a finire OT. Ti dico solo che l’ultimo prete col quale ho parlato (un po’ di mesi fa) al rivelargli una serie di perplessita’ riguardo alla mia difficolta’ a “sentire” la Messa (e non solo a seguirla meccanicamente) mi ha suggerito di cambiare parrocchia! Almeno su questo sito ci posso restare… 😉 Buona serata anche a te.

              2. un’ultima cosa: le mie prime “asprezze” sono dovute sia alla fretta sia alla necessita’ di scrivere di nascosto dalla mia capa e interrotto in continuazione da domande da parte di colleghi e clienti (ma ti pare che in ufficio si debba continuamente parlare di lavoro? 😉 ). Non nascondo inoltre che la tua prima risposta, concisa e un po’ convenzionale, mi ha fatto un po’ cadere le braccia. Alla prossima.

        2. 61Angeloextralarge

          La Foca:
          Per quel che riguarda la citazione Numeri 24, 9: è Antico Testamento e Gesù è venuto per portare a compimento il progetto della salvezza, quindi ha messo i puntini sulle “ì” riguardo alla Legge.
          Inoltre: “chi ti maledice sia maledetto”… riferendomi soprattutto al quando Gesù dice che non è Dio ma è la Parola che ci condanna, credo:
          1. non si riferisca al fatto che se uno mi maledice lo devo maledire anche io (bestemmia!).
          2. che sia Dio che lo maledice (altra bestemmia!)
          3. E’ LUI STESSO CHE SI MALEDICE MALEDICENDO CHI L’HA MALEDETTO.
          Per il resto, la Parola di Dio è importantissima, ma va portata di pari paso con il Magistero della Chiesa: proprio qualche giorno fa un frate ha ricordato che coloro che leggono, studiano solo la Parola di Dio e non fanno altrettanto con il Magistero, si chiamano PROTESTANTI! lO HA DETTO, OVVIAMENTE, MOLTO MEGLIO DI ME MA IL SUCCO è QUESTO.

    1. 61Angeloextralarge

      San Filippo Neri voleva andare missionario come facevano a quei tempi i discepoli di Sant’Ignazio di Loyola. Il Signore aveva altri progetti su di lui! Quando, finalmente viene accolta la sua richiesta di partire, San Filippo rifiuta. Perché? Perché nel frattempo il Signore gli aveva fatto capire che i missionari servivano anche a Roma (dove lui abitava). Se questo era valido a quei tempi, figurati de è valido oggi!

      E non dimentichiamoci del profetico Giovanni Paolo II:
      http://www.osservatoreromano.va/portal/dt?JSPTabContainer.setSelected=JSPTabContainer%2FDetail&last=false=&path=/news/vaticano/2011/129q11-La-nuova-evangelizzazione-secondo-Papa-Wojt.html&title=%20%20%20La%20nuova%20evangelizzazione%20secondo%20Papa%20Wojty%C5%82a%20%20%20%20%20%20%20%20%20&locale=it

      1. eccoci qua, Alvise. L’argomento contro le sciocchezze scritte da Foca è uno e uno solo: se il Cristianesimo deve andare avanti perché può scegliere di andarci o no, tanto vale che lasci perdere e che muoia, come tutte le altre cose di questo mondo. Se andiamo avanti, invece, (e ci andiamo), è perché crede (e sa) che la Scrittura contiene la Parola di Dio, pur non arginandola in sé, che è lo spirito del testo che dà la vita, e che chi sa ascoltare quello non si ritrova né a uccidere (come invece fa chi si ferma alla lettera) né a ritagliarsi la Bibbia secondo «dottrine varie e peregrine».
        «…et ideo magistri erroris existunt, quia veritatis discipuli non fuere».

    2. Cara Foca (… 🙂 bell’incipit…), vorrei condividerti uno spaccato della mia vita, non per confutare quello che dici, non è assolutamente mia intenzione, ma per fartene dono, sperando possa esserti utile. Come raccontavo qualche post fa, sia la mia esperienza di conversione che le esperienze di conversione a cui ho potuto assistere con i miei occhi (grazie a Dio più di qualcuna) sono scaturite prima di tutto da un evento: scoprire che Dio mi ama e vuole il mio bene. Nessuno mi ha “convinto” a diventare cristiano, né tantomeno nessuno ha cambiato la mia testa, semplicemente la testimonianza di persone che erano (e sono) felici e gioiose di essere cristiane ha fatto breccia nel mio cuore e mi ha dato questa che ritengo personalmente una evidenza: l’amore di Dio per me e per tutti. E’ stata una scoperta talmente dirompente nella mia vita che ciò che mi spinge anche oggi ad annunciarla ad altri è il desiderio che tutti possano provare la stessa gioia, perché sento che non può restare una cosa solo mia, ma tende a traboccare e, credimi, è difficile tenersela per sé. Come accennavo frequento una realtà ecclesiale che ha tra i pilastri del suo carisma la missionarietà. Grazie a questa realtà ho potuto fare un’esperienza di un mese in Costa d’Avorio per visitare una missione. Lì ho capito chiaramente che evangelizzare significa realmente “portare una buona notizia” e non far cambiare idea su qualcosa… non c’è n’è stato uno degli abitanti con cui ho parlato che non mi abbia detto che era diventato cristiano perché i missionari gli avevano fatto capire che era bello esserlo, che dava senso alla loro vita, che dava gioia. Dovresti vedere le loro messe, sono un tripudio: canti, danze, preghiere intensissime (tra l’altro una fiumara di gente: 3000 – 3500 persone a messa, a Natale e Pasqua arrivano tranquillamente a 8000 – 10000…) Tirando le somme: per quel che ho potuto constatare, scoprire Dio nella mia vita mi ha portato naturalmente a proporlo, (mai imporlo, come purtroppo talvolta è stato fatto) anche con forza certo, ma non perché devo far fare numero ai cattolici o per spirito apologetico, semplicemente perché desidero che anche gli altri, a partire dai miei amici e dai miei cari, siano felici, e cerco di far conoscere questa strada per la felicità perché è quella più sicura che fin’ora ho sperimentato. Poi, nella libertà, ogni proposta può essere rifiutata, allora… pace, amici come prima! Se non è Dio a violare la libertà degli uomini, perché dovrei essere io? (Ma non credere che smetterò di pregare perché tu incontri Dio 🙂 🙂 :-), Santa Monica docet… 🙂 ) Poi, per carità, probabilmente sono l’ultimo dei cristiani in questo mondo: cado, pecco, sono contraddittorio nel mio comportamento, a volte forse scandalizzo… ma mai viene meno in me la consapevolezza che sono figlio di uno splendido Padre, che ogni volta mi rialza e mi fa ripartire… e che talvolta riesce a far fare a questo catorcio delle belle sgroppate! 🙂 E hai ragione quando dici che anche la Chiesa andrebbe rievangelizzata, sicuramente di questi tempi l’ardore della testimonianza andrebbe ravvivato, ma sai, finché c’è ancora un piccolo fuoco può sempre nascere un incendio… chissà! Ripeto, è solo la mia esperienza, e non è mia intenzione far partire discussioni fiume, mi è sembrato più bello partire da vicende di vita concrete più che da argomenti astratti o teorici. Tutto qui, grazie per lo spunto che mi hai dato! 🙂

          1. Grazie Stefano per la tua testimonianza. Ne ho viste di messe “all’africanea” – in occasione di alcune Giornate Missionarie – e devo dire che la gioia che trasmettono e’ tanta. 🙂

    1. hai ragione 🙂
      poi però si metta con noi dalla parte di quelli che devono essere perdonati… c’è più gusto, e c’è posto per tutti.
      Scappo. Buona serata raga’…

    1. 61Angeloextralarge

      Eh, sì! Lo smalto di Costanza era decisamente all’altezza! 😀
      La classe del Genio Cosmico non si smentisce, giusto? 😉

  16. sorellastragenoveffa

    Caro Admin,
    Scusa se ti scrivo qui e non in privato, in effetti non c’entra niente col post, ma… (seguoouna serie di ottime ragioni)
    Volevo chiederti se è possibile inserire i link ad altre pagine, come ha fatto Alessandro qui sopra, in modomche si apranoin un’altra finestra/pannello, per non perdere la finestra principale in cui rimane apertoil blog… Perché ogni volta che clicco su un link mi perdo questa pagina, abbipazienza, da dove vi leggo io la connessione fa un po’ schifo, e ci mette un bel po’ per ricaricarla…
    Magari è più comodo pure per qualcun altro…
    Grazie della pazienza… 🙂

    1. Ciao sorellastragenoveffa, scusa l’intromissione… non so che browser usi, se per caso fosse Firefox o Chrome puoi cliccare col tasto destro del mouse sul link e cliccare in seguito su “Apri link in un’altra scheda” o “Apri in un altro pannello” con Safari… con Explorer non saprei, l’ho scomunicato da anni… (passatemela, và… 🙂 )

      1. admin

        sì funziona anche per explorer tasto destra “apri link in un’altra finestra”
        comunque vedo se posso cambiare le impostazioni
        ciao sorellastra 😉

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