Humanae Vitae, ovvero la splendida avventura della sessualità secondo Dio

di Costanza Miriano

Volevo rassicurare i demolitori dell’Humanae Vitae. Quelli che su Avvenire dicono che è tempo di riaprire il dibattito e magari la commissione che vuole ricostruire storicamente i passaggi della formazione dell’enciclica di Paolo VI. Tranquilli. Già da tempo i cattolici non solo non si comportano come l’enciclica raccomanda – chi di noi non pecca, su un fronte o sull’altro? il punto non è certo questo – ma proprio non ne avvertono neanche la contraddizione.

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Mandare i figli a scuola tra pillole e cetrioli

di Costanza Miriano

Vorrei chiedere al ministro Fedeli se permetterebbe che a parlare di sesso nelle scuole andasse un mio amico sacerdote, bravissimo a spiegare che il sesso fuori dal matrimonio ti fa sbagliare mira nella vita – questa è l’etimologia della parola peccato – cioè rende più impervio il tuo cammino verso la felicità. No. Non lo permetterebbe. Giusto. Perché la visione della sessualità è profondissimamente intrecciata al modo in cui vediamo la persona, quindi il nostro posto nel mondo, quindi il nostro rapporto con Dio.

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I cattolici lo fanno meglio

di Costanza Miriano per Il Timone

Come sappiamo bene noi che leggiamo queste pagine, la Chiesa è stata guardata dall’esterno con le lenti sfocate del pregiudizio in molti ambiti, ma quello in cui la vulgata è tanto lontana dalla realtà da diventarne quasi il contrario è quello che vuole i cattolici sessualmente insoddisfatti , repressi, infelici.

La verità è esattamente quella opposta. A essere infelici – almeno a quanto mi risulta dai racconti, dalle confidenze, da tanti dettagli che vedo, e certo a quanto risulta dall’instabilità delle coppie – sono i figli della liberazione sessuale, quelli che hanno ereditato da una generazione sciagurata di padri e di madri una visione della sessualità triste e sterile.

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Tra Maria De Filippi e Tinder: perché abbiamo così tanta paura di amare davvero?

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di Tonino Cantelmi

Tremate, tremate! San Valentino, la festa fashion degli innamorati, si avvicina e con lei un mucchio di iniziative, più o meno commerciali, più o meno smielate, ma soprattutto decisamente tragicomiche. E sì, perché l’amore romantico, ai tempi della postmodernità tecnoliquida, oscilla fra due estremi: da un lato il modello proposto dalla trasmissione “Uomini e Donne” di Maria De Filippi e dall’altro il modello tecnomediato delle app come Tinder. Insomma, a mio parere l’amore romantico è gravemente malato, direi moribondo e il San Valentino ai tempi di Maria De Filippi e di Tinder ne celebra il quasi-funerale.

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Cosa resta dell’idea di matrimonio oggi?

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di Lucandrea Massaro   Aleteia

Attivissimo sul web con un videoblog a contenuto catechetico assieme alla giornalista e scrittrice Costanza Miriano, sacerdote biellese, oratoriano, in forza alla romanissima Chiesa Nuova, quella di San Filippo Neri, e membro dell’ufficio Catechistico della Diocesi di Roma è padre Maurizio Botta.

Lo abbiamo contattato per un commento su un tema che sempre di più invade le cronache e le bacheche dei social network vuoi per la curiosità dei singoli episodi, vuoi per lo scandalo o l’interesse che suscitano tutte le notizie circa il matrimonio – o più correttamente  le unioni – tra omosessuali o transgender. Continua a leggere “Cosa resta dell’idea di matrimonio oggi?”

Quinto: Non uccidere

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di Costanza Miriano

Vorrei provare a fare una piccola riflessione sul delicato tema del femminicidio (che brutto neologismo), senza alcuna pretesa di essere risolutiva; magari, ecco, provare a spostare un po’ lo sguardo, a vedere se dietro c’è qualcosa su cui ragionare. Perché “davanti” – insomma, a ragionare sul fatto in sé – non c’è molto da discutere. Uccidere è sempre una cosa sbagliata, terribile. Ancora più orribile quando la vittima è oggettivamente più debole del carnefice.

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