Se crolla l’Humanae Vitae

di Costanza Miriano

Qualche giorno fa in una relazione alla Gregoriana don Maurizio Chiodi, membro della Pontificia Accademia per la Vita, ha sostenuto che ci sono situazioni in cui i coniugi avrebbero non solo il permesso, ma addirittura l’obbligo di fare uso della contraccezione. Ho ascoltato la relazione con attenzione, e davvero cercando di mettermi in ascolto serio, perché, sebbene tutti i tentativi di rileggere l’Humanae Vitae – di cui ogni giorno tocco i frutti con mano, mentre vedo la disperazione di chi non l’ha seguita – mi mettano sempre un po’ in allerta, io non sono nessuno di fronte a un professore di teologia morale. In più credo che i pastori siano quasi sempre più lucidi delle pecore.

Il titolo era “Rileggere Humanae Vitae alla luce di Amoris Laetitia”. A parte che a me sembra che Amoris Laetitia dica solo che HV va riscoperta. Non riletta dunque, ma valorizzata di nuovo. A parte questo, dicevo, io da un professore di teologia morale che tira una simile bomba – il dovere della contraccezione – mi sarei aspettata motivazioni articolate, accurate, profonde. Esempi concreti, fattispecie, casi particolarissimi. Purtroppo però nella relazione non ce n’è traccia. Eppure non è cosa da poco. Dire che la contraccezione può essere un dovere significa far saltare i fondamenti della morale sessuale cristiana. Io voglio sentire motivazioni potenti come bastioni, solidi come rocce. Non si può sorvolare , buttando a mare svariate cose, tra cui un comandamento, qualche enciclica, il Catechismo, diverse canonizzazioni e altra robetta simile.

Ma in quale caso due persone, che immagino umane, cioè non due bestie, sarebbero obbligate e dico obbligate a fare sesso sempre, anche nei periodi fertili della donna, escludendo però categoricamente la possibilità di avere figli? Evidentemente don Chiodi non padroneggia il tema della regolazione della fertilità. I metodi naturali hanno un’accuratezza praticamente pari a quella della pillola e del preservativo, con in più il bonus della conoscenza di sé, il controllo dei propri istinti, la premura, l’amore e il rispetto. Insegnano ai coniugi a cercare altri gesti per esprimere e ricevere amore e tenerezza. Essendo un sacerdote forse don Chiodi ignora inoltre che il fatto di non poter fare sesso trenta giorni al mese, l’imparare a rispettare dei tempi di astinenza, non danneggia ma anzi tiene viva l’attrazione (la mancanza di desiderio è una pandemia occidentale). Non mi sembra, al contrario, che le relazioni figlie della liberazione sessuale siano molto più soddisfacenti, almeno a giudicare dalla loro scarsa durata.

Evidentemente, poi, non sa che non esiste nessun metodo sicuro al 100%, non la pillola, non il preservativo, se era quello a cui si riferiva dicendo che la tecnica “garantisce la possibilità di non procreare”: l’unica cosa che garantisce al 100% è l’astinenza. Invece i casi di gravidanze non programmate che avvengono con i metodi naturali usati normalmente si aggirano intorno all’1%. Ovviamente se una coppia si trova nelle condizioni di non poter accogliere proprio per nessun motivo al mondo una nuova vita, potrà seguire i metodi naturali con più prudenza, mantenendo l’intimità con pressoché zero rischi di avere altri figli, ammesso che una nuova vita possa mai essere un fattore di rischio: chi crede in Dio sa bene che è molto meglio fidarsi dei suoi piani invece che dei propri.

Insomma, non so quali tecniche abbia in mente di promuovere don Chiodi, ma mi permetto di ricordargli che la pillola danneggia il corpo della donna: squilibri di tutte le funzioni, effetti collaterali e complicanze, fino anche alla morte in casi rari ma non inesistenti. Il pesticida umano comunque non necessita di alcuna promozione, visto che dalle analisi chimiche delle metropoli occidentali risulta che le acque dei fiumi sono appestate degli ormoni rovesciati dalle fogne, mi dispiace usare questa immagine ma pare che l’argomento ecologico sia molto più in voga dei richiami all’Humanae Vitae, di questi tempi, e allora ricordiamo anche questo. En passant, direi anche che il preservativo invece non rispetta la sessualità maschile, togliendo all’uomo parte – non so se grande o piccola – del piacere, anche se nell’era Weinstein questa non pare la priorità.

Infine, la più grave, insormontabile obiezione alla pillola (e alla spirale): per entrambi i metodi non si può mai escludere un tasso di abortività. Cioè può succedere che non impediscano il concepimento di un embrione, ma solo il suo annidamento. Un embrione viene ucciso. È una vita e non vorremmo essere noi laici a ricordarlo un membro dell’Accademia per la Vita. Quando mai potrebbe esserci l’obbligo di fare sesso (non lo vorremo mica chiamare amore, quello?) anche a rischio di uccidere?

Certo non sono in grado di discettare del nodo teorico del rapporto tra oggettivo e soggettivo o di antropologia rahneriana con un professore di morale, ma da moglie, madre e testimone di ormai migliaia di vite di famiglie conosciute in anni di incontri tutta Italia io posso raccontare le vite felici nate dall’obbedienza all’Humanae Vitae, che al contrario di quanto lui sostiene, non è “sempre più una questione simbolica” ma una concretissima mappa esistenziale per alcune famiglie davvero cristiane.

Se vuole, don Chiodi, le presento circa due milioni di persone che solo in Italia sono felici grazie a quella preziosissima enciclica: molti di loro erano in piazza al Family day. E ce ne sono un gran numero nel mondo. Uomini e donne ci si sono giocati la vita, non si sono messi al posto di Dio e ne hanno ricevuto il centuplo. Famiglie grandi o piccole, felici, feconde, famiglie coraggiose che con creatività hanno accolto vite che ogni volta hanno allegramente sconvolto tutti i piani portando in dote nuova felicità.

Se pensiamo di essere in grado di decidere noi quando e se dare la vita, è molto probabile che vinca la paura, o almeno la prudenza. Che non si butti il cuore oltre l’ostacolo. Certo, chi decide di avere l’ultima parola sulla propria capacità generativa, decide di fare da solo, di contare sulle proprie forze (e chi mai oserebbe mettere al mondo un figlio pensando di dovergli assicurare il futuro da solo?). Chi invece decide di consegnarsi a Dio, anche in quello che è il compimento più alto della propria vocazione matrimoniale, cioè la relazione anche fisica con lo sposo o la sposa, dice a Dio “la vita della nostra famiglia è nelle tue mani”. E Dio non delude mai. E’ questa l’enorme bellezza della proposta di HV, è questa la grandezza a cui le famiglie sono chiamate.

Non so quale sia il senso di queste continue spallate all’Humanae Vitae. Voglio essere positiva, avere ilcuore aperto nei confronti di un pastore nominato alla Pontificia Accademia per la Vita. Magari il senso era quello di comunicare ai fedeli che la Chiesa non è sessuofobica, non considera il sesso una cosa brutta, e dà un grande valore all’intimità tra coniugi, fino a considerarlo un dovere (e infatti lo è, nei tempi e nei modi possibili). Ma io credo che di questo forse si potesse sentire il bisogno parecchi decenni fa, non adesso. Non in un tempo in cui anche i cosiddetti cattolici fanno ampio, libero uso della contraccezione senza sentirsi in colpa, anche perché i preti non osano neppure parlarne.

È la solita Chiesa che si vergogna di Cristo, come diceva don Giussani, e non ha coraggio di proporre una misura alta di vita, forse illudendosi così di avvicinare i cuori e le anime. Ma per portarli dove? Questo nostro Occidente depresso, stanco, infecondo, satollo e avido di senso, ha bisogno solo di Dio, a sbagliare è bravissimo già da solo.

140 pensieri su “Se crolla l’Humanae Vitae

  1. Karmell

    “Essendo un sacerdote forse don Chiodi ignora inoltre che non poter fare sesso trenta giorni al mese tiene viva l’attrazione”

    La mia ignoranza in materia è senza lacune, per dirla con Costanza, ma questa frase o è un refuso o non l’ho capita…

    1. admin @CostanzaMBlog

      Non è un refuso: è noto che il desiderio viene alimentato dal non avere l’oggetto del desiderio a disposizione in modo illimitato. se qualche giorno bisogna astenersi, quando poi succederà sarà una cosa più desiderata…

    2. Anna

      Credo di aver capito l’equivoco, anche io l’ho riletta più volte. Costanza intendeva dire che il fatto di non poterlo fare sempre, ogni qual volta se ne ha il desiderio, tiene viva l’attrazione 😉

  2. Daniele

    Certamente la questione posta in questa maniera da don Chiodi è equivoca, ma non ho la certezza che nella grandissima varietà di situzioni reali della vita vi siano delle situazioni soggettive in cui la contraccezione possa salvaguardare un bene maggiore oggettivo.

  3. Maria elena

    L’obbedienza salva sempre, in quell’atteggiamento Dio provvede. Per noi è stato cosi.
    Don Chiodi è un teologo, non un apostolo.
    (L’unico teologo apostolo e Papà, una garanzia è stato Ratzinger)
    Una volta una persona mi disse riguardo alla contraccezione, oggi questo Papa la sconsiglia, e se ne viene un altro che la permette?
    Il Papa ha più discernimento di don Chiodi.
    Buona giornata Costanza (grazie della dedica sul nuovo libro)

  4. Nicola

    Due milioni di persone felici ‘grazie’ alla HV, che, con figli a carico, diventano circa 4 milioni, il 10% del paese.
    Un 10% che quindi seguirebbe i dettami morali della HV praticando astinenza e stando alla larga da metodi contraccettivi…
    Si, certo, come no. Poi però le chiese la domenica sono vuote e il Partito della Famiglia prende poche centinaia di voti

    No Costanza, proprio no. Purtroppo siamo una microscopica minoranza in Italia e tanto più minoranza in altri Paesi meno cattolici del nostro.
    Nel mio entourage di amici, parrocchiani, ex scout e cmq tutti ‘cattolici’, siamo l’UNICA coppia che pratica astinenza!!!

    Minoranza rumorosa che deve trovare la forza per combattere rumorosamente senza paura alcuna (GPII), ma senza illudersi di essere in tanti sottovalutando, così, il proprio nemico.

    1. Francesco Paolo Vatti

      Non credo che ci sia una corrispondenza biunivoca fra chi vota PdF e chi pratica la HV…

    2. cattolici che usano contraccettivi: sarebbe un ossimoro, se non avessimo piena coscienza del nostro essere peccatori. Comunque gli andrebbe detto che c’è un’altra via.
      quella protestante ! ( scherzo, neh? volevo fare il moralista)

  5. Jeff m.

    Grazie Costanza.

    Oggi l’Humanae Vitae va difesa più dagli attacchi dei nostri pastori che dagli attacchi esterni alla Chiesa, dove viene semplicemente ignorata e considerata anacronistica.

    Eppure è un faro in grado di guidare e salvare moltissimi matrimoni.

  6. Margherita

    Bravissima Costanza, grazie come sempre. Certo la testimonianza di Nicola pesa, ma io credo che poco lievito uomo abbia il potere di far crescere una massa di farina e di disintegrare anche i chiodi!

  7. Franco

    L’apertura alla vita è un dono che Dio fa a chi accetta di convertirsi a Lui, perché l’incontro con il Suo figlio dona la certezza della Vita Eterna e con l’aiuto dello Spirito Santo ci si può abbandonare alla Sua Volontà. Dio ripaga con il centuplo in amore, pienezza, felicità e senso profondo alla nostra esistenza …. insieme a persecuzioni e croce come non ci ha mai nascosto il nostro Capo. Ma oggi chi ha avuto la possibilità di incontrare Gesù Cristo? Questo è il vero problema della Chiesa oggi ridotta a fare qualche mediazione con il mondo, invece di annunciare Gesù Cristo morto per i nostri peccati, ma risorto per la nostra giustificazione e costituito Signore Spirito vivificante.

  8. elena tinti

    HV E I metodi naturali hanno salvato il nostro matrimonio. Insieme alla grazia. Non c’è passaggio più importante . Chi usa i metodi naturali capisce quell’enciclica e chi capisce quell’enciclica usa i metodi. Che tra l’altro rispetto all’enciclica si sono ulteriormente evoluti e migliorati.

    Il mio stesso parrocco sostiene che i metodi naturali siano per coppie ideali e solo in situazioni tranquille di non conflitti ( ma quale matrimonio corrisponde a ciò????).

    Io ritengo che i corsi pre matrimoniali dovrebbero iniziare parlando dei metodi e di sesso e da li sviluppare tutti i pilastri del matrimonio cristiano. A memoria dovremmo sapere l’umane vitae!
    Poi certo ci sono passaggi che richiedono una costante presenza e capacità dei sacerdoti; perchè troppo spesso quella responsabilità di cui parla l’enciclica è stata intesa secondo il mondo e non secondo Dio; e qui ci sarebbe una formazione tutta da ripensare.

    Le coppie davvero felici che vedo e conosco li usano e magari in passato hanno anche sbagliato, ma hanno avuto il coraggio di ammetterlo e di riconoscere la verità e di seguirla.
    La via è stretta, Gesù ce lo ha detto. Ma non per questo è brutta. Chi non ha il coragggio di dirti che è vero è difficile stare con Gesù arriva a dirti che è una bugia . Non si ha più il coraggio di dire che la verità, in quanto tale potrebbe farti fare fatica, molta; ma è la verità che ci fa liberi e ci garantisce la vita eterna.

  9. Cito me stesso da un commento su altro blog, ma essendo ciò che penso non vedo perché inventarmi altro modo di dire la stessa cosa…

    La mentalità contraccettiva – di fatto la chiusura alla vita o alla possibilità che una nuova vita venga al mondo – può insinuarsi nella mente o nella prassi dell’Uomo al punto tale che la questione discriminante non sia più “quale metodo”, ma la chiusura totale all’Azione creatrice di Dio e questo vale principalmente per chi si dice Cattolico, giacché chi non lo è, penso si ponga molte meno domande.

    Azzardo a dire anche che la questione della “paternità responsabile” e i modi per esercitarla, sia presente nella Chiesa per precisa misericordia verso i Suoi Figli, nello stesso modo in cui al tempo di Gesù «per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così.» (Mt 19, 8)

    Mi spiego meglio: dove è scritto che ad ogni rapporto sessuale tra i coniugi (ma vale anche per i non sposati se maschio e femmina -ovviamente) debba corrispondere una nuova nascita? Non è scritto e non è neppure nella realtà dei fatti.

    E un bimbo nasce per “caso” o per precisa Volontà di Dio?

    E se è per precisa Volontà di Dio, perché Dio che è Padre, dovrebbe dare una serpe al figlio che chiede un pane?

    Il problema quindi, nel fondo, non è forse sempre la durezza del nostro cuore? Temiamo sempre ci venga chiesto di portare più pesi di quanti ne vorremmo o decidiamo noi sia giusto portare.
    Vediamo come un peso se non una vera sciagura, ciò che in realtà è un preciso dono.

    In altre parole, una nuova vita che nasce, con in dote la propria anima e il proprio destino di vita eterna, può essere considerata una dis-grazia?

    Quanto alle tesi di don Chiodi – che a mio giudizio avvallano e ammantano di positivo possibilismo proprio i concetti che ho esposto – usando un facile gioco di parole, piantano ulteriori “chiodi” nel Corpo Mistico di Nostro Signore.

    1. Luigi

      “dove è scritto che ad ogni rapporto sessuale tra i coniugi (ma vale anche per i non sposati se maschio e femmina -ovviamente) debba corrispondere una nuova nascita? Non è scritto e non è neppure nella realtà dei fatti.”

      Ah, ecco. Grazie di averlo ricordato!
      Perché in questi tempi – con tutti i problemi psicofisici di uomini e donne occidentali – capita sovente che occorrano anni di tentativi, prima di riuscire nel concepimento.

      Ciao.
      Luigi

      1. Problemi fisici della donna che molto spesso derivano ne più ne meno, dall’uso continuativo per anni di contraccettivi chimico-farmaceutici.

        La famosa “pillola” (non quella dei vari “giorni dopo” che è esclusivamente abortiva).

  10. Francesco

    Condivido appieno!
    Rilevo – ahimè , purtroppo è con tristezza – che questo modo “progressista” di pensare sia quello di diversi pastori, e che alla fine – forse perché la loro parola viene anche strumentalizzata ad hoc – legittimano condotte di coppie ben fuori dalla HV, ma che invece si ritengono pienamente dentro! Ed è ovvio che se poi ti permetti di dissentire e testimoniare con la vita un modo “diverso” di vivere la HV, sei medievale e radicale. Ma in fin dei conti, il problema – che non è tale – è che sono, anzi siamo, solo contenti , perché il Signore conferma le scelte!
    Poi però incontro una extra lucida suorina di 78 anni-che nel raccontarmi la storia di una straordinaria suora argentina Camilla Rolon con processo di beatificazione in corso (Cara Costanza, potrebbe interessarti…hanno la casa a Roma vicino la chiesa di Santa Maria della Consolazione) mi fa una “lezione” di morale sessuale cristiana avvincente… neanche una virgola fuori da HV: pane al pane, vino al vino!

  11. Fabrizio

    Tutta la Chiesa a partire dal Papa e compresi tutti i fedeli, dovrebbe avere l’umiltà di studiare il Magistero di San Giovanni Paolo II sul tema. Forse non basterebbero 30 anni. Chi non è in grado chiuda la bocca e si faccia istruire da chi è in grado.
    Le cose vengono o da Dio o dal diavolo, non c’è un campo di mezzo. L’affermazione che in alcuni casi la contraccezione è un dovere valutate da soli se possa venire da Dio.

  12. Alessandro

    Chiodi fa parte della Pontificia Accademia per la Vita, dalla quale andrebbe allontanato, perché le sue convinzioni sono in palese contrasto con il Magistero della Chiesa.

    Ma nessuno lo allontanerà, tanto più che le convinzioni che esprime oggi le esprimeva ben prima che entrasse nell’Accademia.
    Chi ve l’ha nominato non poteva non saperlo, e ad ogni modo oggi sa; si vede che gli va bene così.

    Sempre più prende piede una grottesca e rovinosa caricatura della Chiesa, con un suo grottesco e rovinoso Vocabolario vincolante per tutti (altrimenti si è immisericordiosi, farisei occhiuti e arcigni, retrogradi ecc.. ossia cattivi cristiani), di cui Aldo Maria Valli ha fornito un illuminante estratto:

    http://www.aldomariavalli.it/2018/01/22/il-vocabolario-della-chiesa-accogliente/

    Eccone un sunto:

    “Dottrina – Se ne parli il meno possibile. Parola che non piace alla Chiesa Accogliente, perché porta con sé l’immagine di qualcosa di certo. Da prendere sempre con le molle. Mai accostarla a “retta”. Chi se ne occupa pecca di astrattezza. Non può sostituire il discernimento. Quando se ne esce, si ritrova il gusto della libertà. Se per caso scappa di citarla, dire che si sta parlando per assurdo.

    Legge – Roba da farisei. Dire che c’è solo la legge della misericordia e dell’amore, ma senza spiegare. Sostenere che non ce n’è una generale. Meschino considerare solo la legge, specie se morale, prescindendo dalla situazione soggettiva. Comunque da prendere con le molle. Chi se ne occupa pecca di astrattezza.

    Magistero – Buono quando prende le distanze dalla norma. Cattivo quando pretende di insegnare la Verità. Non può e non deve spiegare tutto. Preferibile sostituire con la parola discernimento.

    Naturale (legge morale) – Non tenerne conto. La legge morale naturale è un ferrovecchio del pensiero. Il cattolico aggiornato è storicista, quindi procede attraverso ben altre categorie, ci mancherebbe!

    Norma – Se generale, non c’è. Se morale, va inquadrata. Meschino considerarla senza un appropriato e serio processo di discernimento pratico. Bene precisare che nessuno intende metterla in discussione, salvo poi considerarla un vecchio arnese.

    Peccato – Meno se ne parla meglio è. Su quello originale sorvolare sempre. Quello mortale non è più contemplato.

    Relativismo – Tralasciare. Ne parlava Ratzinger: roba vecchia.

    Tradizione – Usare poco, per lo più in chiave polemica. Quella cristiana, specie in campo morale, va letta solo in senso pastorale, non dottrinale. Non spiegare che cosa significa.

    Verità – Da usare con le molle, solo se strettamente necessario, meglio con l’iniziale minuscola e al plurale. Preferibile parlare di complessità.”

    1. “Relativismo – Tralasciare. Ne parlava Ratzinger: roba vecchia.”

      Eppure tutto questo “nuovo vocabolario” (o meglio il nuovo significato di parole antiche) è appunto generato dal e funzionale al RELATIVISMO.

      1. Alessandro

        Certo, è generato dal e funzionale al RELATIVISMO, ma meglio non dirlo, meglio “tralasciare” appunto, perché dversamente si svelerebbe l’origine della perversione sottile che presiede al “nuovo vocabolario”…

  13. nat

    Avendo vergogna di Cristo, certa Chiesa ha conseguentemente e coerentemente perso ogni stima per l’uomo creato ad immagine di Dio, riducendolo ad una dimensione istintuale da cui non crede possa comunque uscire.
    E quindi ritiene misericordioso e doveroso accogliere e accompagnare “l’uomo di oggi” così ridotto.

  14. Daniele

    Una coppia che decida preventivamente che in caso di gravidanza procederanno all’aborto, un uomo che si prostituisce sapendo di essere sieropositivo. Casi come questi dal punto di vista etico mi mettono in difficoltà

      1. fra' Centanni

        Chi fa contraccezione non è migliore di chi abortisce. In entrambi i casi c’è un rifiuto radicale del progetto di Dio. In entrambi i casi c’è l’inferno dietro la porta.

    1. Emanuele

      L’unico caso in cui sia permesso l’uso del preservativo (mi pare ne parlò anche Papa Benedetto XVI nel suo libro-intervista) è una prostituta (o un prostituto) costretta a prostituirsi contro la sua volontà, una schiava del sesso come tutte quelle sulle strade.

      In tal caso la donna ha la facoltà ed il dovere di proteggere se stessa dalle malattie. In questo caso però la donna (o l’uomo) non è libera di scegliere ma è obbligata ad avere rapporti.

      Non si tratta di scegliere il male minore, ma evitare che da un male certo ne derivi un altro.

        1. Emanuele

          Perfettamente d’accordo. Riporto dal tuo link un passaggio fondamentale:

          “Se qualcuno, ciononostante, praticando la prostituzione e inoltre essendo infetto dall’Hiv, si adopera per diminuire il pericolo di contagio anche mediante il ricorso al profilattico, ciò può costituire un primo passo nel rispetto della vita degli altri, anche se la malizia della prostituzione rimane in tutta la sua gravità.”

          Il mio discorso è ancora diverso: una donna costretta col ricatto o la violenza a prostituirsi contro la sua volontà, ha diritto di proteggersi.

          Sacrificare la propria vita per mantenersi integra richiede virtù eroiche che non a tutti possono essere richieste.

          Qualora poi una persona si prostituisca sotto la minaccia di ritorsioni su altri innocenti a lei affidati (figli, genitori, fratelli, ecc.) non le si potrà imputare alcun male e, solo in tal caso, l’uso del preservativo diventa doveroso e il male derivatone ricadrà sui magnaccia.

          Ben diverso ovviamente dal caso prospettato dal Chiodi, all’interno di un unione matrimoniale.

  15. claudio

    Perchè è un sarcerdote non significa che possa dire cretinate come quelle che ha detto.
    Il difficile è digerire queste parole dette da un sacerdote. Ma si sa che il traditore era uno degli apostoli. Per cui guardiamo bene il nostro comportamento e le parole che diciamo. Su questo possiamo sicuramente migliorare.

  16. paulette

    L’uomo va amato non viziato, altrimenti diventa prepotente e secondo San Tommaso, l’uomo non casto ha cecità di mente, sconsideratezza ,precipitazione e l’incostanza nel giudizio, amore di se stessi, l’odio di Dio, l’amore per la vita presente e l’orrore per quella futura. Mentre l’uomo casto è affabile,moralmente maturo, capace di grande conquiste nel campo morale.

    1. Luigi igiuL

      Mi sovviene un ricordo di quando ero novizio in un istituto religioso parecchi anni or sono. Il padre maestro, parlandoci della castità, ci riportò un aneddoto riferito alle monache di un Ordine claustrale (non ricordava neppure lui quale fosse e credo che si riferisse a una rivelazione privata di qualche mistico): le monache “erano caste come angeli e superbe come demoni”.
      Questo a riprova del fatto che non è per niente scontato quello che scrive lei Paulette, almeno non se la persona casta è anche umile…

      1. Verosimilmente Paulette si riferisce ad un uomo “casto” non solo dal punto di vista fisico, così come la lussuria può essere un problema di spirito, prima ancora che di “fisico”. Certo é che l’Uomo che ha “dominio di sé” ha ben altre doti oltre a quella della pur sempre richiesta castità.

  17. Trolley

    Non e’ sempre vero che i pastori siano piu’ lucidi delle “pecore”; ad esempio, un insigne filologo orientalista, Angelo Lancellotti, studioso di accadico, ebraismo, greco e latino, affermo` in un suo saggio che Il sacrificio non è il tema delle parabole: ” Gli operai della vigna”, “I due figli”; “I cattivi vignaiuoli”; “Il convito nuziale”. Per inciso, sostenne che sono tutte e quattro “lezioni” che Gesù da` sul problema della sostituzione del giudaismo con un altro popolo che darà i frutti a suo tempo ; ma quando mai?
    In quanto all’uso del contraccettivo (contro-la-vita), Paolo VI affermo’ che fosse lecito usarlo solo per la tutela di un bene maggiore, quando vi fosse la precipua necessita’ di preservare la vita del partner da rischi ferali e malattie endemiche e non per altro. Dio interviene nell’atto coniugale insufflando l’anima al concepito , e ogni pratica che contrasta la finalita’ dell’atto riproduttivo e’ un illecito, uno sfregio alla creaturalita’. E’ permessa questa “affettivita’” tra coniugi che consolida il rapporto, nei periodi infecondi, quando non si va a ledere nessun pricipio morale.

  18. Francesco

    Se non ricordo male, ma l’età avanzata non mi aiuta, una situazione in cui i coniugi avrebbero non solo il permesso, ma addirittura l’obbligo di fare uso della contraccezione è stata chiarita dal nostro Papa Emerito Benedetto XVI nel suo pontificato, nel caso in cui uno dei coniugi abbia contratto qualche malattia venerea motlo grave (Tipo HIV) e la coppia non voglia rinunciare alla sessualità/affettività. Credo di ricordare un esempio del genere, aiutatemi a ricordare. Riguardo ai metodi naturali,come tutti, falliscono. Lo so sulla mia pelle. Ai primi di marzo, se Dio vuole, nasce il nostro quintogenito/a. Da noi non cercato, ma evidentemente benedetto e voluto da Nostro Signore Gesù Cristo. Una preghiera per la nuova creatura e per la sua coraggiosa mamma.
    Francesco e famiglia

    1. Alessandro

      @Francesco

      Sì, ricordi male.

      La precisazione nacque da un’affermazione fatta da Benedetto XVI nel libro-intervista “Luce del mondo”.
      E la precisazione – della Congregazione per la dottrina della Fede – è questa:

      http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20101221_luce-del-mondo_it.html

      Come chiarisce padre Bellon:

      “Sotto il profilo etico – personalistico c’è da chiedersi: sono ancora veri atti di amore quelli che si esprimono i coniugi di cui uno è affetto da hiv-aids? Se amare significa volere bene, donare qualcosa a qualcuno, colui che è affetto da hiv-aids sa che il suo dono è inficiato da una terribile potenzialità: quella di trasmettere l’infezione mortale al proprio consorte e al possibile nascituro.
      Se il coniuge sieropositivo ama realmente il proprio partner e gli eventuali figli, deve essere disposto a qualunque sacrificio pur di non danneggiare le persone amate.
      Non rimane dunque altra via che quella dell’astinenza, praticata del resto da molti coniugi per i più svariati motivi.

      Va ricordato poi che la contraccezione all’interno del matrimonio (nel nostro caso si tratta dell’uso del profilattico) è intrinsecamente illecita.
      Giovanni Paolo II ha detto che “la donazione fisica totale sarebbe menzogna se non fosse segno e frutto della donazione personale totale…, se la persona si riservasse qualcosa” (Familiaris Consortio 11), cioè se escludesse qualcosa di sé dal gesto con cui si consegna all’altro. La contraccezione infatti è “oggettivamente così profondamente illecita da non potere MAI, per nessuna ragione, essere giustificata” (17.11.1984).

      Le azioni umane ricevono la loro specificazione morale da tre elementi, tutti di essenziale importanza: l’obiettivo intrinseco dell’azione (l’oggetto), il fine (intenzione), le circostanze. La contraccezione modifica l’obiettivo intrinseco dell’azione.
      Pertanto nessuna motivazione, neanche quella del rischio del contagio, può rendere lecita un’azione di suo intrinsecamente illecita.”

      https://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=71

      1. Direi che l’unica forma di contraccezione ammessa, peraltro farmaceutica, è quella che vede la necessità di “mettere a riposo” le ovaie o il tessuto ovarico della donna, a seguito di particolari interventi o patologie.

        La ratio di questo “riposo” poi, dovrebbe essere prorpio quella di non precludere la possibilità di ulteriori future gravidanze.

        1. Alessandro

          Ma nel caso in cui la “pillola” fosse usata per ““mettere a riposo” le ovaie o il tessuto ovarico della donna”, e non per rendere infecondo un rapporto sessuale, l’uso della pillola non sarebbe contraccettivo, e quindi nel caso non si darebbe contraccezione, e quindi neanche “contraccezione ammessa” 😉

      2. Emanuele

        Credo che la differenza sia nella compartecipazione del partner.

        È vero che non sarebbe amorevole pretendere rapporti essendo malati, ma non tutti sono capaci di contenersi. Se un marito infetto (ma vale anche a parti invertite), minacciando la separazione vuole avere rapporti con la moglie, essa in un certo senso è tenuta ad assecondarlo (“nella salute e nella malattia”). In tal caso proteggere se stessa con il preservativo sarebbe lecito poiché il rifiuto totale dei rapporti porterebbe al divorzio.

        In tal caso la condotta del marito è altamente immorale (imporre rapporti alla moglie sotto minaccia), mentre lei sarebbe in una condizione succube e non le si potrebbe imputare la colpa.

        Ma l’obiettivo della moglie resta comunque la protezione dalle malattie tramite un preservativo, non evitare la gravidanza che è un effetto collaterale non voluto né cercato.

        1. Alessandro

          No, non è così.

          Nel caso che Caio infetto pretenda dalla moglie Tizia di avere rapporti sessuali minacciandola altrimenti di divorzio, Caio si macchia di una colpa grave che giustifica certamente la separazione, sicché Tizia è giustificata a non sottostare al ricatto del marito Caio e, se costui persevera nel ricatto, a separarsi (ci mancherebbe pure che la Chiesa obbligasse una donna a soggiacere a questo ignobile ricatto!).

          La Chiesa giustifica infatti la separazione dal coniuge in presenza di cause legittime di separazione.
          Vedi Codice di diritto Canonico

          “Can. 1151 – I coniugi hanno il dovere e il diritto di conservare la convivenza coniugale, eccetto che ne siano scusati da causa legittima.

          Can. 1153 – §1. Se uno dei coniugi compromette gravemente il bene sia spirituale sia corporale dell’altro o della prole, oppure rende altrimenti troppo dura la vita comune, dà all’altro una causa legittima per separarsi, per decreto dell’Ordinario del luogo e anche per decisione propria, se vi è pericolo nell’attesa.”

          Senza dubbio si auspica che si ristabiliscano condizioni necessarie alla cessazione della separazione:

          “Can. 1153 §2. In tutti i casi, cessata la causa della separazione, si deve ricostituire la convivenza coniugale, a meno che non sia stabilito diversamente dall’autorità ecclesiastica.”

          1. Emanuele

            Sì è corretto quello che dici. Non possiamo però nascondere che ci sono dei casi in cui la separazione è complicata (es. presenza di figli piccoli).

            Attenzione, non sto dicendo che l’uso del preservativo diventi un bene, ma solo che la colpa del male commesso non sia sempre imputabile in egual misura a chi subendo un sopruso cerca di tutelarsi e chi impone un sopruso (un po’ come nel caso sopra della prostituta minacciata).

    2. Luigi

      A Francesco e famiglia: per quello che importa, avete la mia stima, la mia riconoscenza e la mia preghiera.

      In bocca al lupo!
      Luigi

  19. GIUSEPPE

    Scusa, non vorrei esser accusato di benaltrismo, ma per me è davvero un problema capire come possa una sposata ma con una pubblica dubbia vita matrimoniale, poter fare la madrina di battesimo!
    http://www.ilgiornale.it/news/politica/belen-mini-madrina-battesimo-chiesa-non-red-carpet-1485427.html
    Perchè vi assicuro che fino agli anni novanta del secolo scorso una cosa del genere non era mica possibile!
    Perchè poi sui giornali finisce sta storia qua e la pubblica opinione la forma la foto che riporto.
    naturalmente lo scandalo non è la minigonna (almeno per me)

  20. Luigi

    “En passant, direi anche che il preservativo invece non rispetta la sessualità maschile, togliendo all’uomo parte – non so se grande o piccola – del piacere, anche se nell’era Weinstein questa non pare la priorità”

    Nemmeno io so dire quanta parte di “piacere” venga meno, con l’uso del profilattico.
    Ma questo è, eventualmente, solo un aspetto del tutto secondario.

    Il profilattico svilisce infatti la sessualità maschile perché, prima di ogni altra cosa, umilia la dignità dell’uomo; essere organicamente configurato, di cui la sessalità è solo una componente.
    Impiegarlo significa costringersi a interporre, tra la propria carne e quella della donna amata, un pezzo di plastica che mutila, sebbene in forma parzialmente temporanea, la natura stessa dell’uomo.

    La diffusione del preservativo, quindi, non è altro che uno dei tanti mezzi con cui nella società occidentale si persegue la sistematica svirilizzazione del maschio; e certo non il meno subdolo.
    È evidentissima la castrazione autoinflitta con l’uso di un simile strumento; come se non bastassero già quelli imposti a forza, di comportamenti castranti.

    Quanto alla domanda “per portarli dove?”, penso che in fine basti ricordare il Genesi, laddove spiega come – dopo la cacciata – a difesa dell’Albero della Vita venne posta una guardia angelica.
    Il crollo dell’Humanae Vitae prefigurerebbe cioè l’arrivo dello showdown.

    Ciao.
    Luigi

  21. mauriziodones

    Grazie Costanza!
    Avanti.
    “Purtroppo le nostre Parrocchie traboccano, esondano di questi don Chiodi.
    È la solita Chiesa che si vergogna di Cristo, come diceva don Giussani, e non ha coraggio di proporre una misura alta di vita, forse illudendosi così di avvicinare i cuori e le anime. Ma per portarli dove? Questo nostro Occidente depresso, stanco, infecondo, satollo e avido di senso, ha bisogno solo di Dio, a sbagliare è bravissimo già da solo.” (Cit.)
    Chiedo aiuto: la Speranza, sinceramente, mi viene a mancare.
    Maurizio

  22. Guendalina D'Alba

    “Ma in quale caso due persone, che immagino umane, cioè non due bestie…”
    Io, invece, da troppi anni… ormai circa trenta… svolgo la professione di assistente sociale… e di degrado umano, sociale, familiare ne ho visto troppo… e troppe volte ho chiesto al Signore: “Ma perché… perché continui a mandare figli a persone a cui dare il titolo di padre e di madre è un insulto… quando tanti tuoi degni figli Ti invocano e Ti pregano pur di avere prole…”
    Probabilmente verrò considerata troppo elastica… ma io credo che possano esistere dei casi dove la contraccezione più banale, ovverossia meccanica (passatemi il termine) potrebbe avere una sua ragion d’essere… ho in mente molte situazioni di coppie talmente “incasinate” che certo meglio sarebbe “non far figli”… ma credetemi… queste coppie sono quelle che – quasi sicuramente – neppure pensano ad una qualsivoglia forma di contraccezione… e queste coppie son quelle che, ad ogni rapporto, segue una gravidanza…
    Saluti, Guendalina.

    1. fra' Centanni

      “Probabilmente verrò considerata troppo elastica…” Non sei troppo elastica, vuoi semplicemente metterti al posto di Dio. In fondo pensi di essere più saggia di Dio.

      In realtà, neanche nel caso in cui si tratti di bestie (nei modi, nelle scelte, nella cultura, nell’intelligenza, ma comunque esseri umani con un’anima), è ammissibile la contraccezione.

      1. Guendalina d'Alba

        @fra’ Cent’anni…credimi…di poche cose sono certa…una di queste è sicuramente che non mi sento Dio…solo ho visto tante situazioni drammatiche e mi pongo delle domande…e spesso non mi so dare risposta…vorrei avere le tue granitiche e virili certezze…ma il mio cuore di donna spesso vacilla davanti al dolore innocente… Saluti,Guendalina.

        1. fra' Centanni

          …ho visto tante situazioni drammatiche e mi pongo delle domande…e spesso non mi so dare risposta… Non sai rispondere perché rifiuti il progetto di Dio, secondo il quale la sessualità è finalizzata alla procreazione, oltre che alla unione. Se invece tenessi presente la natura dell’essere umano, allora la risposta sorgerebbe spontanea: non è lecito, in nessun caso, separare il fine unitivo da quello procreativo. Punto e basta.

          1. Se Guendalina rifiuti o meno il piano di Dio tu NON puoi saperlo NÉ puoi affermarlo! Punto e basta! Che so ponga domande questo è altro paio di maniche…

            1. fra' Centanni

              @Bariom
              E’ lei che si scandalizza del progetto di Dio e che interroga Dio quasi rimproverandoLo di dare figli a chi vive in modo simile alle bestie, mentre nega di avere figli a chi avrebbe tutte le migliori qualità per essere genitore. Guendalina vuole forse insegnare a Dio? Ha un piano migliore di quello di Dio?
              Guendalina sbaglia e Dio ha sempre ragione. Qualcuno glielo dica a Guendalina.

              @Guendalina
              Capisco, Guendalina, di avere un modo molto diretto di dire le cose e capisco anche di non essere simpatico. Mi dispiace, ma non riesco ad essere diverso. Tu però rifletti nel merito di quello che ti ho detto ed impara ad amare il progetto di Dio, anche quando prevede la sofferenza di persone innocenti. E’ la sofferenza, accettata ed offerta a Dio, che salva le anime. Il benessere non giova a niente. Ciao e scusami per i modi.

              1. Guendalina ha posto delle domande, che probabilmente pone a se stessa.
                Dirle “sei tu che rifiuti il piano di Dio” credi sia di qualche utilità?

                Più articolata e corretta la risposta di Digital…
                Come vedi si può sempre imparare qualcosa.
                Dire “mi spiace, ma non riesco ad essere diverso” sa di scusa e serve a poco.

        2. Digital

          @ Guendalina d’Alba
          E’ proprio questo il punto: il dolore innocente! Umanamente il dolore innocente ci scandalizza. Ma non scandalizza Dio! Altrimenti, avrebbe risparmiato a Suo Figlio quell’atroce morte. Invece, proprio tale evento ci ha spalancato le porte del cielo.
          Lo stesso vale per noi e per la nostra vita. La sofferenza patita ingiustamente, da cui tutti vorremmo scappare, costituisce invece, se accettata, l’inizio di un cammino di conversione che ci condurrà nella patria celeste.
          Tuttavia, la risposta alla sofferenza non può mai essere la contraccezione. Chi la propone è perché ne è scandalizzata! E la considera il male minore per evitarla. Ma il cristiano è chiamato a dare un altro tipo di risposta seguendo l’esempio di Cristo.
          Se Dio dona dei figli a delle persone che, ai nostri occhi, sono completamente inadeguati ad essere ed a fare i genitori e sui quale nessuno scommetterebbe neanche un centesimo è perché grande e immeritata è la fiducia che Lui ripone nell’uomo. Le Sue vie non sono le nostre vie…

            1. Guendalina D'Alba

              Grazie a tutti voi che, in modo diverso… come diversi sono i temperamenti… mi avete offerto spunti di riflessione e maturazione…però… caro amico fra’ Centanni… le cui idee sono spesso lontane dalle mie ma, credimi, la cui ruvidezza mi è simpatica…però, dicevo… non mi puoi dire: “sono così… e non riesco ad esser diverso…” Non puoi dirlo perché codesta affermazione tu non la ammettevi per iracondi, adulteri o omosessuali…Lo dico con un altrettanta schiettezza, ma in fondo con simpatia…
              Ecco, quello che credo potrebbe aiutare tanti in un cammino di conversione non è la dicotomia (che vedevo sviluppata in un precedente post) tra SIMPATIA-ANTIPATIA, ma in un’EMPATIA che ti inchioda anche quando la persona che hai di fronte di sta dicendo delle verità amare su te stesso… se senti che provengono da chi, EMPATICAMENTE, ti ammonisce… rimani, ascolti e mediti… in caso contrario il predicatore di turno si vedrà voltare le spalle… in automatico, chiunque di noi, si chiude in difesa e rifiuto…saluti, Guendalina.

                1. Guendalina d'Alba

                  Nel merito…continuo a non condividere le tue posizioni così granitiche ed assolute…come quelle di altri commentatori del blog…ma stimo sempre chi ha grandi e alti ideali…chissà… forse è nostalgia delle mie radici cattoliche…continuerò a non essere d’accordo… Ma continuerò a frequentare il blog con interesse…incoerenza femminile, probabilmente… X ora un saluto e un buon riposo, Guendalina.

                  1. Se hai ancora un briciolo di pazienza… vorrei che fosse chiaro che nessun grande e nobile ideale mi spinge a rifiutare la contraccezione. Il mio rifiuto scaturisce semplicemente da un dato di ragione: la contraccezione è un atto che viene posto in essere al fine di ostacolare la natura umana e quella della donna in particolare.

                    Perché ostacolare la natura? Ha un senso? Se non vuoi figli la risposta giusta è astenersi, non manipolare la sessualità.

                    Nessun grande ideale, come vedi. Solo rispetto per la nostra natura di esseri umani.

                    Buona notte anche a te.

                    1. Guendalina d'Alba

                      Caro fra’ centanni…nel tuo ultimo intervento sottolinei,a ragione, che nelle mie risposte sono stata un po’ vaga…è vero…ma non per superficialità o perché mi sono risentita dei tuoi toni… duri e puri…ma solo perché risposte più dettagliate vorrebbero dire entrare in meandri della mia vita e della mia interiorità troppo intimi x essere condivisi su un blog,ancorché serio come questo… Grazie x le preghiere e le benedizioni… le reputo preziose. Buona notte, Guendalina.

                  2. Emanuele

                    Scusa se intervengo…

                    Non possiamo negare che il male è al tempo stesso uno scandalo un mistero. Nel porsi domande e porre domande anche a Dio non c’è nulla di male.

                    Concordo con Bariom: se uno si pone domande non è contrario per questo al piano di Dio (sul mistero del male si sono cimentati Santi e filosofi).

                    Fra’ Centanni forse è un po’ troppo duro e diretto, mentre tu dimostri grande maturità e sensibilità a riflettere sui consigli che ti sono stati dati, anche se con toni poco empatici, come dici tu.

                    Che Dio ti ascolti e benedica.

                    1. fra' Centanni

                      Caro Emanuele, nessuno, mi pare, ha contestato a Guendalina la possibilità di porre domande sul male, anche rivolgendosi direttamente a Dio, ci mancherebbe. Io ho contestato la risposta che Guendalina ha dato alla sua stessa domanda,perché è una risposta sbagliata. In altri termini, ho corretto Guendalina, la quale ha rifiutato di accettare la mia correzione dimenticando però di spiegare perché rimane sulle sue posizioni. Poi, sicuramene Guendalina ha mostrato grande maturità e sensibilità, mentre io, come al solito, sono un rigorista duro di cuore e non merito l’ascolto e la benedizione di Dio… chiedo perdono (anzi, l’avevo già fatto! …ma evidentemente, più che chiedere perdono, devo tacere. E basta).

                    2. Emanuele

                      Scusa fra Centanni, mi sono introdotto in una conversazione in modo errato… Probabilmente non ho neppure letto con attenzione i vostri commenti.

                      Non intendevo criticarti… Anche perché apprezzo molto la chiarezza del linguaggio: “il vostro parlare sia sì, sì; no, no”

                      Scusa di nuovo, la prossima volta cerco di intervenire con più cognizione.

  23. Sabino

    Grazie Costanza, tu ricordi a tanti pastori una cosa che essi sembrano dimenticare: cioè che e’ per fede che noi crediamo che la natura umana e’ stata salvata da Cristo e che di conseguenza e’ capace di quelle virtù che il mondo non comprende. Non mi meraviglia che Scalfari, Bonino e compagnia vogliano adattare il comportamento umano ad una natura decaduta e peccatrice, mi meraviglia invece che siano tanti consacrati a mettersi sulla loro scia. Dovrebbero almeno riflettere sulle conseguenze che scaturiscono da una vita vissuta senza fede e quindi senza riscatto anche da un punto di vista umano. Se il male e’ stato presente anche nei paesi che si dicevano cristiani, oggi che la fede sembra quasi in via di estinzione, la crisi apparentemente inarrestabile della famiglia, della natalità, dell’educazione delle giovani generazioni, espongono le persone alla solitudine più nera e alla privazione della speranza e le società occidentali al suicidio, sia pure un po’ prolungato nel tempo. Tutto e’ perduto? No, nulla e’ perduto, ma dobbiamo essere consapevoli e pronti, come fai tu, alle prove che ci sono e che verranno. La fede nel Salvatore deve diventare per noi più forte e profonda.

  24. Fabio

    Grazie Costanza per il tuo bell’articolo. Continua a vigilare per gente come me che non ha tempo di seguire tutto quello che ci viene propinato (e che a volte rasenta la tossicità)

  25. Grazie che noi donne seguiamo e cerchiamo con l’ Aiuto di Dio a seguire una vita a imitazione di Maria. Coraggio anche agli uomini, non sentiamoci soli, Dio ci chiama ai veri valori umani per renderci felici nella Verità che non può da niente e nessuna essere strumentalizzata , manipolata e taciuta. Grazie . Simona

        1. E poi chi avrebbe detto che:

          Mica tutti debbono diventare santi come Giuseppe…

          Levitico 11,45

          «Poiché io sono il Signore, che vi ho fatti uscire dal paese d’Egitto, per essere il vostro Dio; siate dunque santi, perché io sono santo.»

          E se questa suona come Parola “troppo antica” o rivolta sol a chi fu schiavo in Egitto (come se tutti non lo fossimo o non lo fossimo stati)

          1Tessalonicesi 3,13

          «per rendere saldi e irreprensibili i vostri cuori nella santità, davanti a Dio Padre nostro, al momento della venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi.»

          1. Trolley

            @Bariom: Ti stimo acuto. La mia voleva essere piu’ una battuta che una verita`.
            Cerca di capire cosa volessi dire.

  26. roberto

    i nostri pastori sono annebbiati e disorientati perché seguono le mode e quella più in voga è il modernismo.

    1. vale

      @roberto

      oltre al modernismo anche qualcos’altro è in voga:

      http://www.asianews.it/notizie-it/Papa:-inaccettabile-che-si-sia-perseguitati-a-causa-della-fede-42912.html

      e la segreteria di stato che ti combina,invece?:

      http://www.asianews.it/notizie-it/Il-Vaticano-domanda-ai-vescovi-legittimi-di-farsi-da-parte-per-lasciare-spazio-a-quelli-illegittimi-42896.html

      ( anche su “la verità” di oggi a pag.10: “vescovi minacciati e rimossi. la chiesa si piega al regime cinese?)
      dove Padre cervellera direttore di asianews e sacerdote del pontificio istituto missioni estere dice: qualcuno informi Francesco.stanno svendendo la Chiesa.

  27. ve

    che dolore dover sempre pensare a come NON avere figli. Cos’altro vale la pena fare? I preti mi hanno stancato

    1. Francesco Paolo Vatti

      Già, fa effetto. Ricordo quando studiavo chimica all’università. Le due guerre che gli uomini combattono con più determinazioni sono quella contro gli insetti e quella contro le nascite. Che peccato (in tutti i sensi mi verrebbe da dire)!

        1. Francesco Paolo Vatti

          Sicuramente la guerra contro gli insetti è lecita e talora necessaria per evitare alle persone o alle colture. Però, proprio per questo, mi fa impressione che si usi la stessa pertinacia contro le nascite, che dovrebbero, invece, essere un bene.

  28. Roberto

    Come si fa a dire che i metodi naturali sono sicurissimi, quasi al 100 per cento, e poi dire che bisogna affidarsi a Dio? Se Si è coerenti bisognerebbe dire che affidarsi a Dio significa non seguire nessun metodo…come fanno i neocatecumeni… ma allora che logica c’è in questo discorso?

    1. Emanuele

      Gesù dice: “la verità vi renderà liberi”. Non si è veramente liberi se non si conosce la verità.

      I metodi naturali non impediscono la procreazione ma informano la coppia sui giorni fertili ed infertili. Gli sposi in piena coscienza decideranno se è quando avere rapporti.

      Dio ha voluto che i giorni fertili fossero circa 5 in un mese e non vi è nessun peccato a conoscere con metodi scientifici tali giorni.

      Non vi è contraddizione tra chi usa i metodi naturali per riconoscere la fertilità e chi si abbandona completamente al volere di Dio. Entrambi accettano ciò che Dio ha voluto, sia nel richiedere fiducia incondizionata (fede) sia nel farsi conoscere completamente (rivelazione).

      L’errore può essere in agguato in entrambi i casi. Chi si affida completamente può tendere a tentare Dio: “se mi vuoi bene, allora mi andrà tutto bene”. Ciò sarebbe insensato se la coppia sapesse di avere malattie genetiche trasmissibili o altri gravi problemi.

      Chi si affida ai metodi naturali può trasformarli in un tecnicismo che di fatto si configura come contraccezione.

  29. Emanuele

    Grazie Costanza… Menomale ci sono persone come te.

    Io credo che attorno ai metodi naturali ci sia una grande ignoranza (purtroppo anche tra i dottori). Più volte ho sostenuto discussioni con gente di cultura che non sapeva come funziona un ciclo mestruale o che credeva che si potesse rimanere incinta qualunque giorno del ciclo.

    Secondo me i metodi naturali hanno due grossi difetti per il mondo moderno. Il primo è che aumentano nella donna la consapevolezza e conoscenza del proprio corpo. Per far ciò si dovrebbe però accettare la donna per quella che è, con i suoi ritmi.

    Invece la società moderna vuole sempre correggere la donna, modificarne il ciclo (le pubblicità in tal senso sono scandalose!), Trasformare la sua sessualità ad uso e consumo del maschio. In tal senso i metodi naturali sarebbero una vera rivoluzione femminista!

    Il secondo difetto è che tali metodi sono gratuiti: nessuno ci guadagna. Invece con i contraccettivi alcuni ci guadagnano molto (otre 500 milioni l’anno solo in Italia). Per questo troverete articoli su riviste patinate che esaltano preservativi e pillole e per questo regalano preservativi nelle scuole… Mentre nessuno pubblicizzerà i metodi naturali.

    Certo se la Chiesa usasse un po’ di 8xmille in pubblicità progresso… Ma mi fermo con la polemica.

    1. Luigi

      “Per far ciò si dovrebbe però accettare la donna per quella che è, con i suoi ritmi.”

      Il che richiederebbe, però, che la prima ad accettarsi per quello che è fosse proprio la donna.
      Moltissime, in Occidente, sono invece animate da un vero furore nei confronti della loro stessa natura. I dati scientifici sull’uso di sostanze psicotrope da parte femminile – nel senso più generale del termine (anche le riviste patinate o lo smarphone sono tali) – nonché sulle più disparate forme di disagio mentale e fisico, sono eloquenti al riguardo.

      “Invece la società moderna vuole sempre correggere la donna, modificarne il ciclo (le pubblicità in tal senso sono scandalose!). Trasformare la sua sessualità ad uso e consumo del maschio”

      Veramente le prime a scagliarsi contro la “schiavitù riproduttiva” sono proprio state le donne, ormai in larga parte incapaci di accettare il semplice fatto di natura che il buon Dio le ha volute destinate alla maternità. Non cadiamo nel burrone illuminista di dar tutta la colpa alla società.
      Tutto l’essere più profondo delle donne spinge verso la meravigliosa meta della procreazione – “creare per” e “creare al posto di” – ma molto opportunamente è stato fatto credere che invece lo scopo ultimo della loro esistenza sia rivaleggiare con l’uomo.
      Come stupirsi, poi, se molte di loro non si trovano bene in questa situazione?

      In filigrana, insomma, si è verificato nell’ultimo secolo ciò che già era accaduto nel Giardino dell’Eden. La falsa promessa è quella di sempre: “eritis sicut dei”.
      E come nell’episodio biblico, anche adesso non si sa bene dove siano finiti i maschi. Ma le responsabilità delle donne non sono certo minori. Fino a quando però la parola “femminismo” non finirà a far compagnia al termine “maschilismo” nella pattumiera della Storia, non se ne uscirà.

      Anedotto esemplare.
      Ieri mi è toccato assistere a un TG serale (e ferale). Il conduttore in studio, aria moscia e dimessa quanto si conviene al sesso criminale, ha ceduto la linea alla virago di turno, tutta impegnata nell’esaltare non ricordo più quale conquista femminista (i.e. sconfitta delle donne).
      Ecco, io non vedo proprio il primo a contendere il ponte di una galea ai Turchi, come non vedo la seconda a seguire l’esempio della moglie di Francesco, poco più sù. Tanto meno il contrario!

      Morale della favola: rileggiamo tutti i Paolo della Cristianità, dall’Apostolo delle genti fino al Santo Padre sesto del nome…

      Ciao.
      Luigi

      1. Emanuele

        Non nego che molte donne hanno ceduto all’inganno del femminismo e della “liberazione” (sic!) sessuale.

        Ritengo però che la società sia fortemente maschilista e che il modello proposto sia sempre maschiocentrico (termine brutto da me inventato). Non si può negare infatti che il ruolo della donna è stato ed è ancora subalterno.

        È giusto che la principale vocazione della donna è la maternità in tutte le sue sfumature, compresa la “sottomissione” nella visione paolina, ben descritta da Costanza (chi sta sotto sostiene e sorregge). Ma la donna nella visione cristiana non è una sguattera relegata in casa (ovviamente non lo dico rivolto a te, ma in generale). Basta leggere il cap. 31 dei Proverbi, dove si descrive una donna imprenditrice, o il ruolo di Maria nella missione di Cristo.

        Purtroppo le donne, fino da piccole, subiscono pressioni non indifferenti che dipingono la maternità e tutti i connessi (menarca, ciclo mestruale, gravidanza, allattamento, ecc.) come cose negative, contrarie alla carriera ed alle aspirazioni personali. Purtroppo non è facile uscire da questi schemi, schemi che influenzano anche la sfera sessuale vissuta sul calcolo maschile, senza ritmi e periodi (così ciclo e fecondità sono “malattie” da correggere).

        Quello che dico è che noi uomini, che spesso ci troviamo ad essere datori di lavoro e capi di donne, comuque sempre padri, dovremmo impegnarci in prima persona per la tutela della femminilità (non del femminismo!). Non possiamo limitarci a dire alle donne che devono fare da sole.

        1. Si da il caso che tra “noi uomini”, vi siano (come già vi sono stati) datori di lavoro e “capi” di donne, comunque sempre padri, che già si impegnano (e si sono impegnati) in prima persona per la tutela della femminilità.
          Impegno che si traduce in vita quotidiana, senza proclami o suonar di trombe.

          E non di rado, costoro sono Cristiani e da Cristo apprendono il loro essere datori di lavoro, capi e padri… nonché mariti, sarà il caso di ricordare.

          1. Emanuele

            Ma certamente abbiamo esempi eccelsi di imprenditori, politici, e comuni padri di famiglia che si comportano cristianamente e l’Italia dovrebbe essere fiera prima di tutto di queste persone. Infatti, il successo della piccola impresa italiana, spesso di dimensione familiare, è anche frutto di questi uomini e donne.

            Però, non posso negare che spesso la realtà è diversa. Molti sedicenti cristiani hanno una visione ben distorta della femminilità (confondendola spesso con femminismo).

            Né possiamo negare che la società si sta sempre di più allontanando da quello che è progetto di Dio sulla famiglia e sulla sessualità umana. Spesso le pressioni subite dai giovani sono enormi e ormai per arrivare casti al matrimonio quasi servono virtù eroiche.

            Secondo me le donne sono prevalentemente vittime del sistema (non esistono uomini a cui vengono fatte firmare lettere di licenziamento in bianco in caso di gravidanza, uomini costretti a prendere pillole per sospendere il ciclo per non perdere giorni di lavoro, uomini a cui si propone di congelare lo sperma per avere figli dopo la carriera, uomini che subiscono pressioni mediatiche e familiari per prendere pillole ormonali per ridurre la propria fertilità …l’elenco potrebbe essere molto lungo) e spesso gli uomini sono gli aguzzini di queste donne.

            Io ho conosciuto donne che hanno abortito ed a distanza di anni ancora sono distrutte dal dolore. Non fuggono dalle loro responsabilità, ma molte dicono di essere state ingannate da dottori, psicologi familiari, amici. La loro colpa resta, ma resta anche la compattartecipazione e l’instigazione al male.

            1. E in tutto ciò non si può non riconoscere l’azione del Maligno che ingannando gli uni e le altre, attenta e vuole distruggere la fonte stessa della vita.

              1. Emanuele

                Esatto, Bairom… Purtroppo oggi del diavolo non si parla più. Gesù (ed era Gesù!) sudò sangue per resistere alle tentazioni, noi che possiamo fare? Senza Dio, nulla!

        2. Luigi

          “Ritengo però che la società sia fortemente maschilista e che il modello proposto sia sempre maschiocentrico (termine brutto da me inventato). Non si può negare infatti che il ruolo della donna è stato ed è ancora subalterno”

          E sia.
          Ma, a differenza di quanto succedeva nel XIX secolo, ora le donne sono subalterne perché hanno deciso, in massa e con piena adesione, di reclamare e ottenere questa subalternità.
          Le pressioni che descrivi più avanti – e che non nego, anzi – non derivano ormai più dagli uomini, ormai in crisi come e più delle donne, ma dalle donne medesime.
          I modelli che le stesse donne si propongono sono quanto di più antifemminile esista.

          Parliamo chiaro: Angela Kasner, Hillary Rhodam, Emma Bonino, Asia Argento, Christine Lagarde, Maria Elena Boschi e tantissime altre sono donne di potere come e più di tanti corrispettivi maschili.
          Hanno dimostrato di saper distruggere vite, popoli, Stati meglio di tanti uomini; salvo non assumersene alcuna responsabilità, come invece bene o male continua ad essere per i maschi.

          Non sono stati i maschi ma le femmine che, in tutto l’Occidente, hanno invocato nell’ultimo secolo la piena uguaglianza con gli uomini.
          Ora, dopo aver goduto dell’uguaglianza dei diritti, non mi sembra ci sia da stupirsi se arrivi anche quella dei doveri; ad esempio, nel campo della parità di età pensionabile. Che strano, però, che quando tale norma è arrivata in Italia proprio le femministe dure e pure abbiano protestato con veemenza…

          Io penso, invece, che le donne abbiano completamente sbagliato bersaglio.
          La pari dignità con gli uomini non può estrinsecarsi nella pedissequa uguaglianza normativa, perché ne risulta un assurdo che si ritorce contro le donne stesse e, di rimbalzo, anche contro gli uomini.
          Come ha scritto proprio Costanza, che senso ha che le donne chiedano gli stessi diritti degli uomini? Dovrebbero chiedere a gran voce i loro, di diritti!

          Contesto con fermezza, invece, che la società occidentale sia “maschiocentrica”.
          Non c’è nulla di maschile in essa; non più di quanto vi sia di femminile.
          Basta vedere a ogni livello della vita come tutte quelle qualità precipuamente virili – lealtà, coraggio, onore, fedeltà, spirito di sacrificio, indipendenza di giudizio, spartanità – siano sistematicamente derise e ridicolizzate.
          Pensa solo alle “serene autocritiche” che, in puro stile bolscevico, gli uomini sono ormai costretti a fare per il semplice fatto di essere uomini… ma lascio spazio alle provocatorie parole di uno dei più grandi filosofi del XX secolo:

          “Vedo nel Fight Club gli uomini più forti e intelligenti mai esistiti. Vedo tutto questo potenziale. E lo vedo sprecato. Porca puttana, un’intera generazione che pompa benzina, serve ai tavoli, o schiavi coi colletti bianchi. La pubblicità ci fa inseguire le macchine e i vestiti, fare lavori che odiamo per comprare cazzate che non ci servono. Siamo i figli di mezzo della storia, non abbiamo né uno scopo né un posto. Non abbiamo la Grande Guerra né la Grande Depressione. La nostra Grande Guerra è quella spirituale, la nostra Grande Depressione è la nostra vita. Siamo cresciuti con la televisione che ci ha convinto che un giorno saremmo diventati miliardari, miti del cinema, rock stars. Ma non è così. E lentamente lo stiamo imparando. E ne abbiamo veramente le palle piene!”

          Ciao.
          Luigi

          1. Parliamo chiaro: Angela Kasner, Hillary Rhodam, Emma Bonino, Asia Argento, Christine Lagarde, Maria Elena Boschi (la “sindaca” di Madrid – ndr) e tantissime altre sono donne di potere come e più di tanti corrispettivi maschili.
            Hanno dimostrato di saper distruggere vite, popoli, Stati, meglio di tanti uomini; salvo non assumersene alcuna responsabilità, come invece bene o male continua ad essere per i maschi.

            Assolutamente e tristemente d’accordo Luigi.

            E ciò dimostra ancora una volta come, proprio perché dietro a tutto ciò via sia una orchestrazione Maligna (come già dicevo a Emanuele), la donna è presa di mira non solo come vittima, ma anche trasformandola subdolamente in carnefice di se stessa e dei propri figli (ciò non alleggerisce le responsabilità personali).

            Perché Adamo ebbe certamente le sua colpe, ma Eva fu la prima ad essere ingannata e la Nuova Eva sarà Colei che schiaccerà la testa al Serpente.

            1. Luigi

              “Perché Adamo ebbe certamente le sua colpe, ma Eva fu la prima ad essere ingannata e la Nuova Eva sarà Colei che schiaccerà la testa al Serpente.”

              Con la chiosa ironica di non mi ricordo più quale prelato (forse monsignor Biffi) che ammoniva i maschietti a non inorgoglirsi troppo, della “primogenitura” femminile nel peccato, osservando che per fregare Eva era intervenuto il Serpente antico con tutte le sue arti, mentre per fregare Adamo era bastata una donna… 😛

              Penso che Emanuele tenda forse a concentrarsi sul suo ambito, perdendo un poco di vista il quadro generale. Nonché a eccedere inconsapevolmente con il “prima le donne e i bambini!”, che notoriamente deve intendersi “per salvarsi”, non “per perdersi” 😉

              Ciao.
              Luigi

              1. …per fregare Eva era intervenuto il Serpente antico con tutte le sue arti, mentre per fregare Adamo era bastata una donna…

                Non a caso ho citato il celeberrimo episodio biblico.
                E se vogliamo insistere, già allora l’ometto declinò il suo ruolo non ammonendo la donna e riportando le cose a posto.

                La donna fu tentata “di testa”, l’uomo semplicemente “di pancia” 😛

                1. Emanuele

                  Molto corretto. Infatti se si legge bene la genesi il peccato inizia in effetti con Eva e si compie con Adamo. Infatti a loro “si aprirono gli occhi” solo dopo che anche Adamo ebbe mangiato. In effetti Adamo aveva il potere/dovere di aiutare la donna nell’invitarla a desistere o ad un sincero pentimento.

                  Per questo la colpa è di entrambi i progenitori in eguale misura, sia perché hanno tradito la fiducia in Dio sia perché hanno tradito la reciproca fiducia.

                  Ricordiamo anche che nello stato di grazia iniziale la condizione “una sola carne” non era solo un modo di dire, ma una comunione materiale e spirituale che due sposi, per quanto santi, non potranno mai più sperimentare, se non nella vita che verrà. Comunione che alla fine li ha accomunati nel peccato, invece di essere aiuto reciproco sono stati causa reciproca allontanamento dalla grazia.

          2. Emanuele

            Rispondo qui, anche tenendo conto delle osservazioni di Bairom.

            Quelle che tu citi come donne di successo e di potere sono poche e, per quel che conosco, non si parla certo di massa, ma di piccole percentuali. Per di più sono donne, a mio vedere, per modo di dire… Si comportano spesso da maschi, assumendo proprio quegli atteggiamenti che tu vedi (correttamente) scemare nel maschio.

            Non voglio entrare in polemica, ma sembrerebbe logico che se le donne hanno voluto assomigliare agli uomini è stato perché per secoli gli uomini le avevano destinate a ruoli subalterni e trattate spesso da schiave e fattrici (spesso anche nei paesi cristiani, in barba al Vangelo). Le donne hanno dunque aspirato, anche se in modo errato, ad avere un ruolo nella società.

            Secondo me è indubbio che per arrivare a competere con gli uomini esse si siano mascolinizzate. Ripeto che tutte le espressioni della femminilità, dal menarca alla menopausa, sono osteggiate e contrastate. La donna vincente, secondo il mondo, deve diventare un simil-uomo.

            Donne di successo in quanto donne (femmine, madri, puerpere, con dolori mestruali o con le vampate in menopausa) io ne vedo ben poche.

            Colpa della donna? Certamente! Ma chi ha detenuto il potere per secoli avrà una responsabilità? Avrà plasmato la società più di chi è entrato nella stanza dei bottoni da qualche decennio? E quanto gli uomini continuano a sguazzare in questa lassismo?

            Permettimi, non è un discorso da “prima le donne ed i bambini”, ma di un padre di una femmina che vede i messaggi veicolati da media, scuola, e società e che lotta quotidianamente per cercare di trasmettere una visione cristiano dei ruoli femminili e maschili ai propri figli.

            L’alternativa ad Hilary Clinton non può essere la casalinga semi-analfabeta, né si può pensare che le cariche pubbliche o di prestigio debbano essere coperte solo da maschi, anche con tutte le doti di onore e coraggio cui accennavi.

            Infine, venendo al calo delle virtù tipicamente maschili concordo… Purtroppo tali virtù però non sono state soppiantate da virtù tipicamente femminili come la sensibilità, l’accoglienza, la pazienza, l’abnegazione, ecc. Purtroppo sono state soppiantate da vizi, quali la violenza (non solo fisica), la sopraffazione, l’egoismo, l’edonismo, ecc. Non confondiamo neppure l’essere effeminato con l’essere donne.

            1. Colpa della donna? Certamente! Ma chi ha detenuto il potere per secoli avrà una responsabilità? Avrà plasmato la società più di chi è entrato nella stanza dei bottoni da qualche decennio? E quanto gli uomini continuano a sguazzare in questa lassismo?

              Bene, anzi non bene, ma forse possiamo tornare a Genesi.
              A quel «Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
              ma egli ti dominerà» che spiega molte cose e che suona come profezia e condanna.

              Lo spezzarsi di una comunione e armonia che resta come segno indelebile del peccato originale che solo una vita completamente rinnovata in Cristo può sanare.

              Possiamo veramente pensare che nella grande massa della società civile vi sarà questo completo e radicale rinnovamento?
              Certo lo speriamo, lo desideriamo e anche operiamo perché ciò avvenga, ma il Regno di Dio sarà veramente compiuto in pienezza su questa terra
              (mi viene in mente un altra frase di Gesù emblematica: “I poveri infatti li avete sempre con voi…”) o prima di tutto deve compiersi nei nostri cuori?

              Additare le colpe dell’Uomo (maschio e femmina) nella Storia veramente serve? Additarle come fa il mondo intendo, quando lo fa solo per dire “non sia più” – e poi la storia si ripete – o indicendo l’ennesima giornata mondiale per questo o per quello…

              Sul Peccato Originali e le sue conseguenze sul rapporto uomo-donna, vale la pena rileggere la catechesi di San Giovanni Paolo II, Udienza Generale del 18 giugno 1980:

              Il dominio “su” l’altro nella relazione interpersonale
              https://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/audiences/1980/documents/hf_jp-ii_aud_19800618.html

              1. Emanuele

                Purtroppo le catechesi di San Giovanni Paolo II non sono valorizzate come dovrebbero e spesso sono ignorate da tanti fedeli. Secondo me sono l’apice della teologia sulla sessualità, un opera al pari della Summa dell’Aquinate per rigore formale e completezza. Inoltre non manca lo sguardo misericordioso ed compassionevole di un Santo che ha dedicato anni alla formazione di coppie ed a fare loro da guida spirituale.

                Purtroppo si preferisce parlare d’altro, anche nella Chiesa, non capendo che se crolla la famiglia (intesa sia come nucleo della Chiesa sia della società) crolla tutto. Anche la tanto desiderata accoglienza per i migranti può attuarsi solo se le famiglie sono sane e coese: impossibile, secondo me, accogliere lo straniero se prima non si accoglie chi ci è simile, se non si accolgono i figli anche se non sono perfetti, se non si accolgono gli anziani e malati delle nostre famiglie. Senza una visione cristiana della famiglia, senza capire che i due modelli sono la coppia dell’Eden (“ma in principio non fu così”, disse Gesù a chi lo interrogava sul divorzio) e la famiglia di Nazareth, difficilmente si può costruire una società sana ed accogliente.

                Tornando al tema, come dicevo, le colpe stanno da entrambe le parti. Ma in questo baratro ovviamente ci cadono prima e più numerosamente i più deboli: bambini, uccisi, selezionati, comprati; donne, abusate, umiliate, ingannate; malati, emarginati, rifiutati per come sono; anziani, abbandonati e visti come un peso sociale, terminati.

                Le responsabilità sono ovviamente diffuse da tutte le parti, ma mentre noto che i maschi sono pronti a scagliarsi giustamente contro preservativi e pillole, li vedo molto più tiepidi quando si parla di ritardare le gravidanze per la carriera o per lo studio, quando le mestruazioni (che sono fondamentali per la maternità) sono dipinte dai media come una malattia che limita la donna e non come un dono di Dio, quando una donna che allatta viene vista come una zavorra in azienda, ecc.

                Ecco, io critico questa tiepidità verso alcuni argomenti. Perché all’aborto, credimi, ci si arriva dopo un lungo percorso che inizia dall’infanzia: inutile gridare allo scandalo quando per anni non si è vegliato. Non pretendo di cambiare la società, ma almeno che chi professa cristiano si comporti come tale, uomo o donna che sia, soprattutto quando riveste ruoli politici o di comando.

            2. Luigi

              Emanuele,

              l’errore di fondo della tua visione si evince da questa frase:

              “Non voglio entrare in polemica, ma sembrerebbe logico che se le donne hanno voluto assomigliare agli uomini è stato perché per secoli gli uomini le avevano destinate a ruoli subalterni e trattate spesso da schiave e fattrici (spesso anche nei paesi cristiani, in barba al Vangelo). Le donne hanno dunque aspirato, anche se in modo errato, ad avere un ruolo nella società.”

              Le donne, quando era il Vangelo ha ordinare le nazioni d’Europa, avevano – pur con tutte le difficoltà derivanti dal fatto che il male agisce in questo mondo – un ruolo importantissimo nella società.
              Rinnovo perciò l’invito a leggere “Le donne al tempo delle cattedrali”, di Régine Pernoud (mi scuso per questa ripetizione, però è fondamentale partire dai fatti, non dalle ricostruzioni di fantasia della leggenda nera anticattolica).
              E tutto erano, tranne che casalinghe semianalfabete.

              Come avvenuto nel Paradiso terrestre, l’Eva contemporanea ha dato retta al Serpente.
              Ne ha piena responsabilità, al pari dell’Adamo contemporaneo che non ha vigilato su di lei.
              Il dovere dei pochi uomini rimasti non è aiutare le femmine a crogiuolarsi nel loro vittimismo (in quello sono bravissime da sé; e le prime a riconoscerlo sono proprio le donne degne del nome, spesso con leggiadra autoironia).
              Il loro dovere è invece ripetere – opportune et importune – la domanda “ma cosa state facendo!?” E poi agire di conseguenza, pur se tale azione costa umiliazioni, offese, violenza e solitudine. I “maschi” che si mettono le scarpette rosse e si intruppano nelle cerimonie dell’odio femminista non fanno altro, invece, che confermare le donne nel loro errore. Pur se in favore di telecamere…

              Osservo inoltre che I casi eclatanti da me ricordati, di donne di potere, erano solo a modo di esempio.
              Ma come in alto, nella scala sociale, così è in basso. Pensa solo ai padri che non possono esercitare il loro ruolo per colpa delle mogli; nella sola Italia sono decine di migliaia.
              Il difetto principe delle donne, di voler controllare tutto e tutti, si riscontra a ogni livello.
              Bisognerebbe allora tenere a mente le parole del tutto sconvenienti, all’occhio del mondo, che l’Ecclesiatico rivolge alle femmine malvage. E cessare dal sollevare le donne dalle loro responsabilità, perché significa far rientrare dalla finestra il maschilismo cacciato dalla porta.

              Tu hai messo in luce gli aspetti antifemminili della nostra società. Bene, nessuno li contesta; ma di analoghi se ne trovano a bizzeffe anche per maschi.
              Hai presenti, ad esempio, tutti i problemi sorti nel campo della sessualità maschile in conseguenza degli stili di vita promossi e veicolati dalle élites occidentali? Scrivi delle difficoltà femminili in ambito lavorativo. Giusto, ma come non ricordare che – in Italia come nel resto d’Europa – il 98% dei morti sul lavoro è uomo?
              Ci sono poche donne di “successo” in quanto donne? È vero; ma ci sono anche pochi uomini di “successo” in quanto uomini. A meno che di non considerare campioni di virilità Berlusconi, Gentiloni, Macron, Trump…

              In Occidente non si trovano male solo le donne. Si trovano male anche gli uomini.
              La nostra società, infatti, non è antimuliebre più di quanto sia antivirile; e le donne ne sono vittime non più di quanto lo siano gli uomini. Perché al fondo la nostra società è antivitale, che la vita si estrinsechi nell’uomo piuttosto che nella donna.
              Allora è necessario che i pochi uomini e le poche donne rimasti, pur con tutti i loro difetti, ricomincino ad agire nel loro proprio campo, a spendersi e donarsi senza il bilancino del “do ut des”. Hai presente Tolkien e il tenere puliti dalle erbacce i campi conosciuti? Così che poi altri, dopo di noi, possano deporvi i semi conservati, come ricordato da Guareschi?

              (A margine: questa è secondo me la grandezza di Costanza. Non si è messa ad agitare il ditino sotto il naso del maschio, ma ha scritto prima di tutto per le donne in senso positivo, spiegando cosa potevano cominciare a fare loro, per prime. Così che, quando poi critica i difetti maschili, ha l’autorità morale per essere ascoltata. E infatti conosco tante donne che non la sopportano proprio)

              Ciao.
              Luigi

              P.S.: scusa se mi permetto, ma visto che hai una figlia mi è venuto in mente di segnalarti questa rubrica 😀
              https://www.radiospada.org/tag/spadafashion
              Non cadiamo nell’equivoco, artatamente propalato, che l’unica alternativa alla minigonna sia il burqa…

              1. Emanuele

                Forse io sono un po’ troppo severo con i maschi, ma tu mi sembri un po’ troppo severo con le donne.

                Resto della mia opinione: le donne sono soprattutto vittime; di qualche altra donna e di molti maschi.

                Ti invito a metterti nei panni di una donna, prova a guardare la tv, a salire sul tram, ad andare a lavoro, a scuola, ecc. con i loro occhi perché, scusa se te lo dico, mi pare ragioni un po’ generalizzando posizioni vetero-femministe che sinceramente non ritrovo tra le donne che frequento.

  30. Marina

    Complimenti per lo splendido articolo in cui è proposta una analisi molto lucida di una realtà scomoda.
    Bravissima!!

  31. Elisabetta

    Concordo su tutto! Anche perché, in caso contrario, sarei una vera ipocrita: se i miei non si fossero affidati io di certo non sarei nata!

  32. Pingback: Se crolla l’Humanae Vitae | Sopra La Notizia

  33. Luigi

    “Ma la donna nella visione cristiana non è una sguattera relegata in casa (ovviamente non lo dico rivolto a te, ma in generale)”

    Grazie per la concessione di fiducia!
    Non sono matto, considerata la ormai completa inattitudine di molte donne ai lavori domestici… 😀

    “Non possiamo limitarci a dire alle donne che devono fare da sole”

    Nessuno ha affermato qualcosa del genere.
    Il problema è che le donne, in larga parte, pretendono di fare da sole. Salvo poi accorgersi degli errori commessi quando è troppo tardi, come tu stesso sottolinei.
    Del resto il femminismo ha lucidamente teorizzato l’inutilità del maschio, arrivando a individuare nel lesbismo il futuro della sessualità femminile; con il duplice obiettivo di liberare la donna dalla necessità del maschio da un lato, e dalla “schiavitù riproduttiva dall’altro.

    (E tu mi chiederai: ma la perpetuazione della specie? Basta guardarsi in giro, ti rispondo: drastica riduzione delle nascite, con ogni mezzo; uteri in affitto oggi, utero artificiale domani. Del resto la riproduzione e l’educazione regolati da un terzo, lo Stato, sono un must dall’Illuminismo in poi. I figli devono avere il meno possibile a che fare con i genitori, i quali nel migliore dei casi sono degli incapaci cronici)

    Purtroppo il veleno femminista, essendo stato preparato dal principe di questo mondo in relazione alla reltà femminile, è molto “sottile”. Come per il monossido di carbonio, non ti accorgi che c’è. Lo respiri, e sei fregato.
    Questo per dire che tante donne – e pure molti uomini! – nemmeno si accorgono di averne introiettato il modo di ragionare e agire.

    Ti faccio un esempio banale.
    Hai mai provato a far ragionare qualcuno sul significato e sulle conseguenze dell’impudicizia femminile, tanto nel parlare quanto nel vestire?
    Io sì, tanto sulla Rete che nel Reale. Meglio tacerne i risultati 😦
    Anche in ambito se-dicente cattolico, non ci sono parole di apostoli, santi, papi, cardinali che tengano. Il “modello Peripato” è una delle grandi conquiste femministe, segno di libertà ed emancipazione. Guai a chi osa metterla in discussione!

    Ciao.
    Luigi

    1. Emanuele

      Ok Luigi, ma quante donne il femminismo lo hanno voluto e quante subito? Perché di femministe io ne conosco ben poche, mentre conosco molte donne che hanno grosse difficoltà a conciliare lavoro, famiglia, aspettative personali, relazioni, ecc. Che poi i risultati del femminismo siano stati aberranti, non ci piove.

      Comunque, a scanso di equivoci, io vorrei che la donna fosse trattata da donna quindi col massimo rispetto della essenza della maternità in tutti i suoi aspetti e sfumature.

  34. Maria Cristina

    Un pensiero mi viene in mente spesso: tutti questi problemi sulla contraccezione, sul non voler avere ( troppi) figli, sembra che ce li abbiamo solo noi. Voglio dire altri popoli credenti in Dio, ebrei, musulmani, altre culture comunque non materialiste, non si pongono neppure il problema. Per gli ebrei credenti i figli sono un dono di Dio e un sogno del suo favore. Le ” sterili” sia nella Bibbia che nella vita piangono lacrime amare per non essere benedette da Dio. Non credo che le spose ebree si pongano problemi di contraccezione.
    Non parliamo poi degli islamici: sarebbe interessante sapere quante pillole anticoncezionali si vendono in Iran o in Arabia Saudita?
    Insomma pare proprio che il problema sua solo nostro: cioe’ di occidentali del mondo ricco post-moderno. Qualsiasi cultura tradizionale ha sempre visto i figli come una benedizione.
    Perche’ ormai noi li vediamo come un problema? Da una parte per motivi economici: tutta la nostra società’ occidentale moderna e’ basata su certi presupposti: devi lavorare, devi essere produttivo, efficiente competitivo. Questo vale anche per le donne. La famiglia tradizionale non serve a tale paradigma: servono anzi individui, uomini e donne, liberi da legami, competiti
    Sul lavoro. Una madre di sette figli nella Milano contemporanea, per esempio, e’ vista come un ” monstrum” . Nella mia infanzia a Milano negli anni 60 ho fatto in tempo a conoscere una famiglia con 12 figli. Gia’ all’ epoca pero’ erano considerati stravaganti.
    Chiediamoci perché’ per altre culture religione come gli ebrei ortodossi , gli islamici, gli induisti, i figli sono una benedizione e solo per noi occidentali post- moderni, anche se sedicenti cattolici, sono diventati qualcosa da limitare il piu’ possibile, un problema tale che un papa ha dovuto scriverci una enciclica? Qualche rabbino o qualche imam ha dovuto forse scrivere delle regole per la contraccezione?

        1. admin @CostanzaMBlog

          Giusto! Perché fidarsi?
          Vede, non esiste un resoconto pubblico su internet, se si vuole fidare di quanto riportato da Costanza bene, altrimenti può sempre smettere di leggere quello che scrive.
          Saluti

          1. MenteLibera65

            Veramente bastava dirlo subito che non c’era nessun resoconto ascoltabile o leggibile in rete.
            La prima frase che mi è stata risposta sottointendeva invece altro , e cioè che l’ascolto di una altra persona potesse integralmente sostuire l’ascolto diretto. Mi sembra che si possa convenire che la miglior cosa è farsi una idea diretta delle cose , e non mediata, ovviamente quando è possibile.

  35. Questa volta non concordo con Costanza. Pazienza! mica si può essere sempre d’accordo…
    Mi pare che Don Chiodi non abbia detto che le due persone “sarebbero obbligate a fare sesso sempre”. Ha detto che, secondo lui, in certi casi, qualora si abbiano rapporti sessuali, sia doveroso usare un contraccettivo. Credo non occorra molta fantasia immaginare i casi.
    Seconda considerazione: leggo nel testo e nei commenti la appassionata difesa della “proposta alta” dell’HV. Bene che sia alta ma resta pur sempre una proposta. Non un’imposizione. La proposta dell’HV ha valore appunto come PROPOSTA senza criminalizzare (nel senso di gridare “peccato! peccato!”) le numerose coppie che non riescono o non possono seguirla. Il Vangelo è un annuncio, non una nuova legge del taglione più severa.
    Terza e ultima considerazione: non è corretto dire che i metodi naturali “hanno un’accuratezza praticamente pari a quella della pillola e del preservativo, con in più il bonus della conoscenza di sé, il controllo dei propri istinti, la premura, l’amore e il rispetto”. Non possono che essere meno affidabili per la semplice ragione che richiedono un impegno, una attenzione e un autocontrollo molto maggiori rispetto all’uso della pillola e/o del preservativo. E va da sé che se dai un compito più impegnativo avrai più alunni che lo sbagliano. L’affidabilità di un metodo si misura sul campo, non in laboratorio. Inoltre la “conoscenza di sé, il controllo dei propri istinti, la premura, l’amore e il rispetto” non sono solo un “bonus” ma anche un PREREQUISITO di ENTRAMBI i coniugi. Il che può non esserci. E se non c’è? che si fa? se uno dei due non è capace di seguire delle regole allora l’altro che cosa può fare? O il cristianesimo può essere seguito da persone reali e limitate, a volte molto limitate, oppure non è più cristianesimo. E` monachesimo.

    1. @tuc9182

      si usa anche dire “proposta Evangelica” (o la proposta del Vangelo), quando si parla dell’ideale “alto” e ancor meglio della Vocazione dell’Uomo e per l’Uomo, per tutti gli Uomini.

      E allora che facciamo? E’ per tutti o non è per tutti?

      E se parliamo di peccato, o di comportamenti disordinati, che possono portare al peccato (che è ferita per l’uomo stesso, prima ancora che mancanza verso una legge), che facciamo? Partiamo dal presupposto che “alcuni possono non farcela”?

      Certo che non possono! Nessuno di noi può sconfiggere il male senza l’aiuto della Grazia.

      Quindi, tornando al nocciolo, parliamo di “proposta opzionale” o parliamo di una via certa, la via più sicura, per la santità e quindi il vero bene?

      Perché allora dovremmo mettere avanti, come fossero una grande novità o la via preferenziale perché “ordinaria”, quelle eccezioni alla sana regola, che per lo più possono esistere per misericordia della Chiesa verso i Suoi Figli, che normalmente (e direi da sempre) si estrinsecano a livello personale nel confronto con un santo confessore o padre spirituale?

      Perché dovremmo annunciare la Verità del Vangelo corredata di tutte le postille e possibili cavilli (sulla cui reale giustezza bisognerebbe ben indagare) come fossimo degli imbonitori azzeccagarbugli?

      In senso generale poi non mi pare che la ratio sia stata quella di “criminalizzare” qualcuno.

      1. exdemocristianononpentito

        Però Bariom, riprendendo quello che ha detto tuc9182, io non ho in memoria tutta la Humanae vitae e non ricordo se, in essa, c’è un capo relativo alle ipotesi di malattia sess. trasmiss. (cui uno può anche essere stato involontariamente contagiato: trasfusione, ferita ecc.) e che chiarisca il punto.
        Però l’eccezione di cui parla don Chiodi e tuc, potrebbe trovare una giusitificazione in quel principio che tempera la durezza di una legge, quando concretamente essa finisca per essere contraria alla misericordia, se applicata alla lettera:: Luca 6, 6 esgg.
        Se poi voi mi dite che la humanae vitae si riferisca anche, specificamente, all’ipotesi eccezionale che anidiamo esaminando, mi cheto subito.
        Poi dire che, in caso di MST gli sposi (regolari) possano usare la contraccezione per evitare pericoli alla salute, non significa che debbabo farlo e non possano optare per la castità. Forse sta a loro decidere, cnsiderando che, in forza del matrimonio, i comiugi hanno DIRITTO di far sesso fra loro.

        1. Alessandro

          @exdc

          Gli sposi non sono MAI autorizzati a usare la contraccezione, poiché – come ripetuto e mostrato mille volte su questo blog – la contraccezione è INTRINSECAMENTE illecita, cioè illecita in quanto tale, e perciò MAI ammissibile.

          Chiarito e capito questo (che per un cattolico appena istruito dovrebbe essere invero chiarissimo), decadono tutti i distinguo sulle c.d. eccezioni più o meno connesse alle malattie sessualmente trasmissibili.

          E, chiarito questo, si capisce quanto sia falsissima l’altra affermazione che fai con tono perentorio: “in forza del matrimonio, i coniugi hanno DIRITTO di far sesso fra loro”.

          I coniugi non hanno alcun diritto di “fare sesso” tra di loro. I coniugi hanno invece, quando scelgono di intrattenere rapporti sessuali, il dovere di intrattenerli in modo conforme alla legge di Dio, cioè hanno il dovere di non usare in alcun caso della contraccezione in tali rapporti.
          In altri termini, non esiste MAI un diritto degli sposi di intrecciare un rapporto sessuale segnato dalla contraccezione. MAI. Punto.
          Negarlo è andare contro il Magistero autentico della Chiesa, come sventuratamente fa padre Chiodi.

          Sull’intrinseca illiceità della contraccezione (e quindi sull’assoluto divieto di praticarla, SENZA ECCEZIONE ALCUNA) ha parlato chiaro a ripetizione san Giovanni Paolo II, ad esempio qui (12 novembre 1988):

          “Strettamente connesso col tema della coscienza morale è il tema della forza vincolante propria della norma morale, insegnata dalla Humanae Vitae.

          Paolo VI, qualificando l’atto contraccettivo come INTRINSECAMENTE illecito, ha inteso insegnare che la norma morale è tale da NON ammettere ECCEZIONI: nessuna circostanza personale o sociale ha mai potuto, può e potrà rendere in se stesso ordinato un tale atto.
          L’esistenza di norme particolari in ordine all’agire intra-mondano dell’uomo, dotate di una tale forza obbligante da escludere sempre e comunque la possibilità di eccezioni, è un insegnamento costante della Tradizione e del Magistero della Chiesa che NON può essere messo in discussione dal teologo cattolico.

          Si tocca qui un punto centrale della dottrina cristiana riguardante Dio e l’uomo. A ben guardare ciò che è messo in questione, rifiutando quell’insegnamento, è l’idea stessa della santità di Dio. Predestinandoci ad essere santi e immacolati al suo cospetto, egli ci ha creati “in Cristo Gesù per le opere buone che . . . ha predisposto perché noi le praticassimo” (Ef 2, 10): quelle norme morali sono semplicemente l’esigenza, dalla quale nessuna circostanza storica può dispensare, della santità di Dio che si partecipa in concreto, non già in astratto, alla singola persona umana.

          Non solo, ma quella negazione rende vana la croce di Cristo (cf. 1 Cor 1, 17). Incarnandosi, il Verbo è entrato pienamente nella nostra quotidiana esistenza, che si articola in atti umani concreti; morendo per i nostri peccati, egli ci ha ri-creati nella santità originaria, che deve esprimersi nella nostra quotidiana attività intra-mondana.

          Ed ancora: quella negazione implica, come logica conseguenza, che non esiste alcuna verità dell’uomo sottratta al flusso del divenire storico. La vanificazione del mistero di Dio, come sempre, finisce nella vanificazione del mistero dell’uomo, ed il non riconoscimento dei diritti di Dio, come sempre, finisce nella negazione della dignità dell’uomo.”

          http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/speeches/1988/november/documents/hf_jp-ii_spe_19881112_teologia-morale.html

        2. @exdcp, fai conto che la risposta ricevuta da Alessandro sia la mia.

          @Alessandro,grazie.

          Quanto al “diritto” di “fare sesso”, non potevi trovare termini peggiori per indicare ciò che tu evidentemente identifichi nella fisica unione coniugale, che non è mai fine a se stessa, che non è “fare sesso”, che non è un “diritto”. Semmai un dono e dono reciproco, lo sperimentare nel corpo quell’Unione che è principalmente spirituale e che fa dei due “una carne sola”.

          Questa storia dei “diritti”, che è ormai il segno che contraddistingue malamente l’attuale generazione, è quanto di più pernicioso e subdolo si possa insinuare nella logica della Storia della Salvezza (e nell’agire della Chiesa) che Dio “da sempre” conduce in favore dell’Uomo.

          Se Dio facesse valere i “Suoi Diritti”, se così avesse fatto Cristo, saremmo tutti perduti per sempre.

    2. fra' Centanni

      “… leggo nel testo e nei commenti la appassionata difesa della “proposta alta” dell’HV. Bene che sia alta ma resta pur sempre una proposta”. Nessuna proposta, la Chiesa non è nel mondo per fare proposte, ma per annunciare al mondo la verità. Ciò che insegna la Chiesa è vincolante per tutti, figuriamoci poi per i cattolici. Il Vangelo è annuncio della verità e Gesù stesso, all’inizio della sua predicazione, dice: “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo”. Ti pare una proposta? O non è, piuttosto, un ordine? E, dopo essere risorto, consegnando il Suo mandato agli apostoli, dice: “Chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato”. Anche qui non lascia molto spazio alla libertà di scelta, mi pare, se uno vuole essere salvato.

  36. Luigi

    Emanuele,

    riprendo un paio di punti cui non avevo risposto, più su.

    “Ok Luigi, ma quante donne il femminismo lo hanno voluto e quante subito?”

    Attenzione, non dimentichiamo mai la lezione già di Tucidide: il male non è solo di chi lo fa… esiste anche il male di “omissione”. La grande maggioranza delle donne italiane è a favore di aborto e divorzio, anche se poi magari non pratica direttamente queste abiezioni.
    Ripeto: se si accetta la falsa ipotesi di partenza dell’uguaglianza tra uomo e donna, non si possono poi contestarne le conseguenze negative (perché su quelle apparentemente positive, invece, ben poche donne hanno da ridire).

    “Le responsabilità sono ovviamente diffuse da tutte le parti, ma mentre noto che i maschi sono pronti a scagliarsi giustamente contro preservativi e pillole, li vedo molto più tiepidi quando si parla di ritardare le gravidanze per la carriera o per lo studio, quando le mestruazioni (che sono fondamentali per la maternità) sono dipinte dai media come una malattia che limita la donna e non come un dono di Dio, quando una donna che allatta viene vista come una zavorra in azienda, ecc.”

    Ehm… ma guarda che le prime a ragionare come tu dici sono proprio tante donne! Non vogliono figli/famiglie perché ostacola la carriera – a ogni livello, non pensiamo sempre e solo alla manager di alta classe – e loro devono fargliela vedere agli uomini, ripagarli di secoli anzi millenni di soprusi, e possono far tutto come e meglio di loro… salvo finire coma la rana della favola, che voleva competere col bue.
    Il quale bue, poi, ormai privato di ogni voce in capitolo (anche per legge, come avviene nel caso dell’aborto) ha solo che da accodarsi e starsene zitto, essendo la nuova razza inferiore destinata in fine al macello.

    Ciao.
    Luigi

  37. Francesco Maria Fragiacomo

    Bravissima! Grazie di cuore signora Costanza.

    Ha scritto con profondità e sapienza. Dalla mia esperienza di sacerdote, guida spirituale di molte persone e coppie, confermo la verità e saggezza delle sue riflessioni.

    don Francesco Maria Fragiacomo

I commenti sono chiusi.