Sembra proprio un angelo

Immagine“«Sembra proprio un angelo» dissero gli Orfanelli uscendo dalla cattedrale con le loro vivaci mantelline rosse e i lindi grembiulini bianchi. 

«Che ne sapete voi?» disse il Maestro di Matematica, «non l’avete mai visto, un angelo.»

«Ah! ma sì, invece, in sogno» risposero i bambini…”

(da “Il Principe Felice” di Oscar Wilde).

 

di Mario e Marta Grossi

L’angelo: essere di natura superiore all’umana, puramente spirituale, è rappresentato dall’Arte in forma corporea (più o meno corpulenta) di giovanile bellezza, con ali e tra raggi di luce. Molti artisti non hanno resistito al desiderio di esprimere la loro visione di questi protettori alati. Come non ricordare gli angioletti di Raffaello, tanto di moda qualche hanno fa’? Continua a leggere “Sembra proprio un angelo”

Aspettando Natale

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 di Emanuele Fant

Ogni anno i negozi si preparano un po’ prima al Natale.  Nelle vetrine, dai semi delle zucche di Halloween, ormai germogliano direttamente alberi con le palline. Non che questa espansione mi dispiaccia. La dilatazione dell’attesa del Bambino si può leggere come un’occasione: è esattamente quello che dovremmo fare, tenere in modo permanente la scomoda posizione di vedette, con la fame perenne di qualcosa di fondamentale, sommata alla certezza che quel qualcosa non può non venire. Continua a leggere “Aspettando Natale”

Natale sul Calvario

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di Andrea Torquato Giovanoli
Recita di Natale a scuola: canto finale, con tutte le classi schierate sul palco di un anfiteatro noleggiato appositamente per l’occasione.
Mia moglie ed io siamo in gradinata, incollati alle poltroncine in attesa dell’esibizione di nostro figlio maggiore, il quale, lo sappiamo molto bene, ci tiene tantissimo a quell’ultima canzone da cantare tutti insieme, tanto che la conosceva già a memoria ad ottobre, quando ancora il saggio natalizio era lontano anni luce. Continua a leggere “Natale sul Calvario”

In difesa di Babbo Natale

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di Emanuele Fant

Ho letto su un giornale che apprezzo (La Nuova Bussola Quotidiana del 15/12/2013) un invito a riproporre alle nuove generazioni di cattolici la figura di Gesù Bambino come portatore di regali, e mi sono sentito in dovere di ribattere.

Sono un padre credente, dunque cerco spesso di capire cosa avvicinerà di più i miei bambini (2 e 4 anni) a Gesù, salvatore del mondo, e pure loro. Io ho scelto Babbo Natale, non per arrendermi al marketing, ma perché mi sembra il personaggio più indicato ad entrare dal camino che non ho. Mi spiego.    Continua a leggere “In difesa di Babbo Natale”

Dove Il Natale è in saldo

Un sacerdote in missione racconta come si vive il Natale in Giappone

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di don Antonello Iapicca 

Sarà perché in quest’avamposto del mondo il sole sorge prima che ovunque, e tutto scorre alla velocità dei treni che sfrecciano come missili, ma in Giappone il Natale è già in saldo, ancor prima di averlo festeggiato.

Già, perché chi volesse conoscere la sorte che attende l’Europa, basta venire da queste parti, dove il Natale è stato sempre e solo X’mas e Santa Klaus. Certo, nella Notte Santa, le Chiese fanno incetta di curiosi, e qualcuno passa il guado e decide di diventare cristiano, ma per la stragrande maggioranza dei giapponesi il 25 dicembre è un giorno come gli altri, si lavora, e anche le Chiese son meno piene che di domenica. Continua a leggere “Dove Il Natale è in saldo”

“In notte **acida” – replay

di Cyrano

«Amo il presepe,
 questa gaudiosa rivincita del cuore sulla specularità del pensiero.

Perché, se sui crinali scoscesi della rivelazionela teologia si inerpica temerariamente,il presepe, quello popolare dell’800,non è da meno.

Anzi, la scavalca in arditezza:col bilico dei Suoi ponti,col paradosso delle Sue montagne,con l’anacronismo delle Sue città,con la trasognata semplicità dei Suoi personaggi.

Per questo amo il presepe.

Ma lo amo, soprattutto, perché mi suggerisceun’arditezza ancora più grande:che Lui, il Signore,è disposto a ricollocare la Sua culla,ancora oggi,tra le pietraie della mia anima inquieta» Continua a leggere ““In notte **acida” – replay”

La sera del dì di Natale

di Paolo Pugni

La sera del Natale mi rende triste, ma di una mestizia sana, pacata, lieve.

(Per inciso: che bella parola è lieve, così trascurata e derisa, forse proprio per quella leggerezza pastello che la rende inavvertita a chi non sa che farsene delle sfumature, della voce della brezza morbida e prudente.

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2 euro anche noi

di Raffaella Frullone

Ieri mattina ho fatto una cosa per me veramente inconsueta: prendere la metropolitana. Lo so, migliaia di milanesi e pendolari di varia provenienza compiono quest’eroica attività tutti i giorni almeno due volte al giorno ( ragione per cui a loro va la mia più profonda stima e ammirazione), ma per me l’evento è talmente eccezionale che mi sono preparata tipo gita:  tacco sotto gli 8 cm, borsa con la tracolla, monetine in tasca da estrarre per il biglietto. continua a leggere