Sine Dominica non possumus

di Costanza Miriano

È cominciata la quaresima, tempo fecondo di incontro con il crocifisso. Per molti anni ho pensato che dovessi essere io a fare degli sforzi per meritarmi questo incontro speciale, fioretti, programmi ascetici e roba simile, che poi si infrangono puntualmente sulla mia pochezza. Come racconto a volte, da quando poi un sacerdote mi ha incautamente detto che liquida non frangunt, cioè che le cose liquide non rompono il digiuno, passo i miei tempi di fioretto a pensare come potrei frullare la salsiccia o il pane e salame, mentre quanto al Pocket Coffee basta non masticarlo, e lasciarlo sciogliere rimanendo con le mascelle immobili, magari Dio non vede, tipo quando a scuola mangiavi durante la lezione, e il segreto era guardare fisso il prof negli occhi rimanendo ferma con la torta al formaggio nel palato, e masticare freneticamente quando guardava da un’altra parte.

La maturità, oltre a disagi tipo rughe e frequenza dal parrucchiere aumentata, mi ha portato almeno questa certezza: non sono io che faccio qualcosa per meritarmi niente da Dio. E’ lui che mi cerca, come un amante appassionato. Che desidera un’intimità con ogni anima che lo voglia (raccomando ancora la lettura di Lui ed io, di Gabrielle Bossis).

Perciò in questa quaresima desidero farmi trovare, solo questo. Possibilmente non addormentarmi quando mi chiede di fargli compagnia nel Getsemani. Trovare qualche momento per la Via Crucis, il cuore del mistero cristiano, che in realtà mettiamo davvero al centro solo il Venerdì Santo.

Quindi, la quaresima è sostanzialmente mendicare lo Spirito Santo con più insistenza, e non essere più bravi.

È per questo che penso con il cuore stretto ai tantissimi amici che sono stati privati del momento supremo di incontro, della messa, in questi giorni. Sono certa che i pastori abbiano preso questa decisione spinti dalla preoccupazione davanti a una cosa che nessuno conosce bene, e le cui dimensioni non sono ancora chiare. Molta incertezza, molta confusione, nessuno che sa bene quale sia la cosa migliore da fare. Anche gli esperti spesso sono in disaccordo fra di loro.

Però, da figlia della Chiesa, e da sorella degli amici che stanno nelle regioni in cui questa decisione è stata presa, mi permetto di supplicare, visto che in alcune regioni fra pochi giorni si prenderanno decisioni per il periodo a venire: cari vescovi, vi prego, provate a pensare a soluzioni alternative alla chiusura totale ai fedeli. Nelle messe feriali a Roma la gente è pochissima, e anche quando mi è capitato di andare a Milano non ho mai visto la ressa, neppure una persona per panca, direi. Ieri a Roma dove sono andata io c’erano 104 panche e 18 persone, un numero più elevato del solito. Ci potevamo mettere uno ogni quasi sei panche.

Le chiese sono i luoghi meno affollati che frequento, durante la settimana. Ci vado anche a riposarmi. Che senso ha, come è stato giustamente chiesto a Mons. Nosiglia, chiudere le messe al pubblico e lasciare aperti negozi e trasporti?

Allora, cari padri, ricordate che siete protetti innanzitutto dalla sempre citata Costituzione, in particolare dall’articolo 7, e dall’articolo 2 comma 1 dell’Accordo di Villa madama del 1984 (<<1. La Repubblica italiana riconosce alla Chiesa cattolica la piena libertà di svolgere la sua missione pastorale, educativa e caritativa, di evangelizzazione e di santificazione. In particolare è assicurata alla Chiesa la libertà di organizzazione, di pubblico esercizio del culto, di esercizio del magistero e del ministero spirituale nonché della giurisdizione in materia ecclesiastica>>).

Insomma nessuno in Italia può proibire la celebrazione della messa aperta ai fedeli, e fatta salva la prudenza non abbiate fretta di obbedire a un’ordinanza che non credo proprio essere vincolante per voi (e chi lo sostiene dovrebbe discuterne al Tar, se non sbaglio). Se la situazione lo richiedesse sì, certo, il buon senso deve prevalere. Ma la messa deve essere l’ultima cosa soppressa, dopo centri estetici, bar, parrucchieri, centri commerciali, supermercati, mezzi pubblici, che mi risultano tranquillamente aperti anche nelle regioni dove non si celebra più la messa…

Ma se deve davvero essere sospesa, prima proviamo soluzioni alternative: messe a numero contingentato, come ho visto in tv si sta facendo nei paesi lombardi ed emiliani ad altissimo rischio (ma solo in quelli!) per far entrare la gente a fare la spesa. Il nutrimento dell’anima non è meno importante, giusto? Che so, nella mia parrocchia entrano solo i primi 104, uno per panca. O i primi 52, uno ogni 2 panche, se vogliamo esagerare. Ma anche se entrassero i primi 26, uno ogni 4 panche, nessuno rimarrebbe fuori alle messe feriali, purtroppo. E se rimane la gente in fila, celebriamo più messe. Brevi, senza omelia. Oppure messe all’aperto. Oppure messe giorno e notte, magari si rendessero necessarie!

Ovviamente messe senza scambio della pace, comunione in bocca, acquasantiere. Va bene tutto.

So che in certi paesi si fanno messe fuori orario, in modo che chi capita va. Il Signore disporrà che chi ne ha necessità venga a saperlo. In altri paesi si fanno messe carbonare, e neppure questo dovrebbe essere reso necessario. La Chiesa difenda il suo diritto di guardare a quello che sta succedendo sub specie aeternitatis (cioè dal punto di vista dell’ eternità), non come guarda il mondo. Noi pensiamo che la vita del corpo sia preziosa, ma non il bene assoluto. Pensiamo ai martiri, pensiamo a quelli che in Nigeria o in Egitto, per dire i primi casi che mi vengono, muoiono per andare a messa!

Il tasso di mortalità della vita umana è del 100%, come mi ha detto un amico oggi, ed è esattamente per questo che ci interessa uno che è risorto. Non perché ci garantisca salute, né soldi né successo.

E’ vero che in tanti luoghi dove le messe sono state chiuse ai fedeli (ma, voglio sperare, almeno comunque celebrate), le famiglie, gli amici stanno riscoprendo la bellezza della preghiera in comune nelle case (che se dal punto di vista virologico immagino non sia il massimo, è comunque un dono). Niente come la mancanza di qualcosa ci fa scoprire quanto è preziosa. Tanti cuori ardenti di sete e fame di Cristo forse si saranno risvegliati grazie a questa circostanza. Ma penso alle mie amiche di messa, le vecchiette. Non hanno gruppi whatsapp, non hanno reti comunitarie e di amici, è così nelle grandi città: che farebbero loro senza messa? E io, che farei senza l’unica cosa che mi tiene vagamente sana di mente, non dico centrata su Dio, ma che almeno frena la forza centrifuga della mia mente distratta e vanitosa (nel senso che si dimentica che tutto è vanità)?

Sono certa che i vescovi abbiano voluto offrire collaborazione e fare comunione con tutte le altre parti della società civile, sono certa della fede e della buona fede, ovviamente, e delle rette intenzioni, ma noi siamo nel mondo, non del mondo. I fedeli hanno bisogno che anche di fronte a questa brutta situazione qualcuno ricordi loro che la vita non finisce qui, che la prudenza è sacrosanta, ma con intelligenza e raziocinio (metro aperte, chiese chiuse? Chiedere, pretendere che in caso di estrema necessità le chiese chiudano per ultime, se proprio si deve, è il minimo!).

Qualcuno mi ha detto di non mormorare e di non discutere le decisioni dei vescovi. Se mi sono espressa in modo poco rispettoso, chiedo scusa. Quello che voglio davvero fare è portare una supplica da figlia ai miei padri, come ho fatto quando almeno una parte di loro si è mostrata prona alle logiche del mondo, benedicendo la legge sulle unioni civili. Voi siete il sale del mondo, e dovete aiutare noi a esserlo. Il sale è diverso, e davanti alla paura delle malattie non reagisce come il resto della pasta!

 

77 pensieri su “Sine Dominica non possumus

  1. Quello che mi sconcerta di più è la pronta obbedienza dei parroci e dei fedeli. Il Vescovo manda una circolare, il parroco la diffonde, tutti si adeguano in un attimo senza lamentele. Quindi se funziona così bene perchè non provare anche con il messaggio: “Durante tutto il tempo di quaresima sono sospesi gli adulteri” ?. O anche solo ” Non si parcheggia in seconda fila”?. Avere una catena di comando così efficente e non utilizzarla sarebbe un vero peccato!

    1. Lorenza

      Grazie Costanza per aver dato voce anche alla mia anima ,sottolineando ,in modo mirabile ,la necessità del credente di incontrare ilSignore vera pace dei cuori tribolati ! Con stima Lorenza

    2. Alessandro

      “perchè non provare anche con il messaggio: “Durante tutto il tempo di quaresima sono sospesi gli adulteri” ?”

      Perché il comando in teologhese contemporaneo post Amoris laetitia suonerebbe: “Durante tutto il tempo di quaresima sono vietati i rapporti propriamente coniugali tra diversamente coniugati in situazione di fragilità un tempo denominata “irregolarità”, ove detto divieto sia ottemperabile senza probabile nocumento per il concreto bene qui e ora possibile dell’altro membro della coppia e/o della prole”

      Te ci capiresti qualcosa? Io no

  2. Cristina

    Grazie,
    davvero grazie.
    Hanno osato, con un sorriso, definire “piccolo sacrificio” la sospensione della messa.
    A me è venuto subito il mente, per contrasto, il grande Sacrificio.
    Bar aperti, stasera si dice aperitivo sicuro, ma la messa no…
    I Navigli garantiti, il Duomo serrato…
    E non per l’imposizione di uno spietato regime…

    1. Esdra

      Il regime è il modernismo. Il pensiero non cattolico che prevale nella Chiesa. Dai loro frutti li stiamo riconoscendo

  3. Marco 29

    Bellissima questa frase: “Il tasso di mortalità della vita umana è del 100%”.
    Dovremmo ricordarlo più spesso.

    1. Francesca Vannetti

      Ricordati che devi morire… Cenere sei e cenere ritornerai. Insomma, lo scopo della nostra vita è cercare e amare Dio, nella certezza he tutti moriremo e che con noi non porteremo niente se bnon l amore per Dio e per gli altri

  4. Marco 29

    Oggi, a Milano, volevo entrare in chiesa, una bella chiesa molto antica e ricca di storia, non per la messa ma per pregare, ma purtroppo la porta era serrata. Mi è dispiaciuto molto.

    1. Marisa

      Grazie infinite per li tuo pacato e puntuale intevento perché hai dato voce allo sconcerto di tanti cattolici , come me , che hanno visto negata anche la celebrazione delle Ceneri qui a Verona. È vero, le messe feriali sono i luoghi più disabitati … Che male possono arrecare? Gli stadi invece?

  5. Cristina Fiorini

    Grazie, Costanza, per questo tuo appello! Le cose che hai scritto sono ciò che ci ripetiamo da giorni, noi fedeli delle regioni “a Messa sospesa”… Non c’è desiderio più grande di ciò che non puoi più avere (e magari davi per scontato). Quindi un frutto secondo me in tanti lo abbiamo già avuto, ed è la consapevolezza che di Gesù Eucaristia abbiamo bisogno come dell’aria. Per fortuna la situazione surreale e la necessità hanno saputo anche suscitare in tanti pastori modi “creativi” per non far mancare ai fedeli il conforto della preghiera e dei sacramenti. So di parroci che sono stati a disposizione nella loro chiesa buona parte della giornata, per pregare, per confessare e per imporre in modo personale le Ceneri. Poi, certo, c’è stato anche chi ha sprangato le porte… Ora però, siccome l’emergenza non è finita, chiediamo a tutto il monastero wifi di pregare con speranza il Signore che ci liberi da ogni male, che ci protegga dall’epidemia e che tutti si possa tornare a nutrirci di Lui nella santa Messa.

  6. Anna maria

    Grazie a Cinzia che mi ti ha svelato.
    Quando mi ha detto di leggere Sposala e poi muori ho detto” ci voleva tanto a scrivere un libro così? ” inutile che ripetesse ” per lei…Per lei…”
    Ero già conquistata dalla prima parte del titolo il resto era ovvio , per chi se no?
    Ora dopo un po di resistenza sono passata al libro del sottomessa che peggiore parola non potevi usare…Anche qui mi hai spiegato che stare sotto era fare da base anzi ero le fondamenta , di Più sostenevo …
    Caspita era questo che ero! avevi capito e mi avevi fatto capire. Sto continuando a leggere
    A mio marito ho regalato soldato semplice mi sembrava perfetto, sempre che non ti venga voglia di scrivere un libro aumentando di grado che so tenente, generale.
    Ci tenevo a dirti queste scemenze per iniziare un contatto, sapere che ci sei è importante il Signore ti benedica.

  7. Cristina

    Grazie cara Costanza!
    È una grande tristezza proprio perché inizia la Quaresima. Spero che i vescovi rivedano questa decisione e soprattutto si ricordi l’esempio di San Carlo a Milano ai tempi della peste, si facevano processioni con il Santissimo per le vie e S Messe all’aperto.

  8. grazie come sempre Costanza (detta o solo pensata con epiteto “la Grande”, non “magna” che suona male in Quaresima). Pero’… capisco la stagione… hai dimenticato le Chiese (almeno a Roma) come luoghi di frescura d’estate (per il corpo, magari prima che per l’anima, pero’ vabbene tutto, come ci puoi insegnare…). Mi permetto suggerire con link di centronord (per una buona assonanza, di vescovile pensiero, rimata con costanza): https://www.reggionline.com/coronavirus-lettera-del-vescovo-ai-fedeli-tutti-chiedo-la-benedizione-del-signore/

  9. Alessandro

    Ribadisco qui quello che ho detto altrove.

    1) non c’è dubbio che il fedele debba osservare docilmente le disposizioni dei Pastori e non fomentare disobbedienza, considerando oltretutto la gravità dell’ora

    2) detto ciò, inviterei a non sconfinare nell’opposto, ossia a non scambiare per atto eversivo nei confronti del Vescovo o quantomeno per insolenza indegna di un fedele ogni ragionevole, prudente suggerimento rivolto in spirito di obbedienza filiale all’ordinario, altrimenti finiamo per considerare la Chiesa una istituzione in cui il Vescovo comanda e i fedeli zitti e rigare come muli, qualsiasi cosa l’ordinario dica e disponga, quasi il Vescovo, nell’emanare disposizione restrittive di ordine precauzionale quali quelle in parola, sia infallibile (non lo è affatto)

    2) ai teologi che affermano che non esiste un diritto al Sacramento e quindi non si vede di che sia defraudato il fedele, annoto, per quanto mi riguarda, che il sottoscritto non arroga a sé né ad altri un “diritto” al Sacramento tanto che, nell’ora in cui taluni sconsigliatamente discettavano su una sorta di “diritto” delle genti d’Amazzonia di partecipazione alla celebrazione dell’Eucaristia (fino a ipotizzare, per conseguire l’effettivo godimento del diritto presunto rivendicabile, l’accesso al sacerdozio di coniugati) ero tra quanti ricordavano che questo “diritto” non c’è.
    Tuttavia, è del tutto ovvio che la decretata impossibilità di partecipare alla Santa Messa, pur non mettendo a repentaglio la salute eterna di chicchessia, è menomazione non lieve per la coscienza rettamente formata di ogni fedele, e quindi anelare a parteciparvi e chiedere rispettosamente all’ordinario di non sospingere le restrizioni un millimetro più in là del ragionevolmente necessario è indice di buona salute spirituale.
    Tanto più che la situazione è in evoluzione, le disposizione hanno carattere temporaneo, sicché l’ordinario avrà modo di prestare ascolto a qualche buon suggerimento, se gli perverrà.

    3) annoto che in genere le disposizioni che vietano il concorso di popolo alle Sante Messe feriali stabiliscono pure che le chiese restino aperte solo per la preghiera personale, il che significa che nel mio paesello (e in tanti altri come il mio, che non è nella zona rossa) alla Santa Messa feriale partecipano 10 persone ed è possibilissimo, anzi certo che in questi giorni 10 persone si ritrovino in chiesa contemponeamente per la preghiera personale. Dov’è l’assembramento? (Tanto più che sono aperti negozi e uffici pubblici). C’è una palese incongruenza. Sanabile? Forse sì, credo di sì.

  10. Raffaella

    Vivo a Bologna e il Cardinale ha deciso di sopprimere la Messa delle Ceneri nelle varie parrocchie, celebrandola lui stesso in Cattedrale, dinanzi ad un numero ristretto di fedeli e trasmettendola su un canale TV locale.
    Un altro parroco (e non mi risulta sia stato il solo) ha deciso di celebrare comunque la Messa nel pomeriggio di oggi. Io sono andata, con una gioia nel cuore che mi sembrava di volare! Grata profondamente per questo dono inaspettato da parte di un sacerdote “dissidente” (mi si passi il termine…) e con una consapevolezza della preziosità della Messa, mai avuta prima.
    Mi sono sentita una privilegiata e ho portato nel cuore tutti coloro che questo dono non hanno potuto riceverlo.
    Buona Santa Quaresima a te carissima Costanza e a tutti voi.
    Raffaella

  11. Agostino Querzoli

    Parole sante. Da noi, ad occhio, i banchi sono 70 circa più le sedie. I fedeli alla messa feriale sono 15 massimo 20 persone. Il parroco ha deciso di celebrare le messe feriali. Questa mattina è stata concelebrata da 4 sacerdoti.
    Per domenica si attendono istruzioni. Speriamo sia possibile.
    Ago

  12. Lumpy

    Il sacerdote della mia parrocchia, a Torino, ha detto che bisogna chiudere proprio perché la Messa è frequentata per lo più da anziani, la categoria più a rischio. Certo, questo è verissimo per la Messa feriale, ma che tristezza sentirlo ammettere così, come se fosse un dato di fatto ormai immutabile. Oggi sono passata di fronte ad una chiesa e ho visto una scena che aveva del surreale. Sul sagrato antistante la piazza gruppi di giovani 20-25 anni schiamazzavano allegramente seduti ai tavolini di un bar, sorseggiando l’aperitivo. Nel giardinetto nei pressi una decina di persone, guidate da un istruttore, faceva ginnastica all’aperto “perché la palestra è chiusa e quindi ci siamo organizzati”. Della chiesa chiusa nel Mercoledì delle Ceneri non sembrava interessare nessuno. Neanche dell’inizio della Quaresima. Non sono una illusa, so che l’Italia si sta scristianizzando, ma devo confessare che questa profonda indifferenza collettiva nei confronti delle chiese serrate mi ha molto amareggiato. E se un domani qualcuno decidesse di chiuderle perché disturbano, la gente “della strada” se ne accorgerebbe, oppure continuerebbe sempre e solo a pensare ai centri commerciali?

  13. Marie Rose Maciejasz

    Le epidemie, pandemie, sono sempre esistiti come racconta la storia, ma mai e mai hanno chiuse le chiese, e le messe, al contrario, facevano anche le processione in preghiere, e invocazione a Dio che tutto contiene la terra e i suoi abitante.
    Però nessuna paura per andare come dei matti nei negozi e varie…..roba da matto.
    Grazie uniti in preghiere con Maria Corredentrice.
    Sia Lodato sempre e ringraziato il Nome di Gesù.
    Grazie.

  14. Angela

    Trovo questa riflessione equilibrata e davvero degna disegna con parole semplici ma efficaci la realtà. Come non pensare a tutto quello che la soppressione delle sante messe e la.chiusura delle chiese comporta? Grazie mille.
    P.S
    Farò un copia incolla al mio vescovo

  15. Teresa

    Vorrei dire a chi pensa alla prudenza che qui si parla di coronavirus non di colera,lebbra o peste bubbonica…io abito in un paesino di 300 persone di cui solo 4/5/6 partecipano alla messa feriale,anche da noi sospese le messe e il nostro parroco ha ubbidito(molto importante l ubbidienza)non senza perplessità!Come è stato già detto i ragazzi di don bosco pur andando a curare i Malati di colera non si sono ammalati,madre Teresa curava i lebbrosi(ho scritto lebbrosi)i malati di Aids ma è morta da anziana per problemi di cuore!Avere soppresso le messe è come dire che Gesù in questa situazione non ci può aiutare,per chi ha letto il libro di Maria Valtorta c è l episodio dove S .Pietro fa salire Gesù nella barca ma lo prega di mettersi da una parte perché lui non è pescatore e non si intende di barche…ma cosa succede poi lo sappiamo tutti:viene risvegliato da Gesù perché solo lui può fare qualcosa…la lezione è per noi…lasciare la messa per seguire solo e ripeto solo la scienza e la medicina sarà controproducente!In più io penso che non sia un grande esempio per i nostri giovani.. è così difficile trasmettere la fede,fare capire che solo Dio ci è vicino e ci può aiutare nelle nostre difficoltà e che c è un posto privilegiato dove incontrarlo:la chiesa,la Santa messa…e invece tutto fermo!!!!Per quanto mi riguarda il coronavirus mi ha anche aiutato a riposarmi un po’,essendo a casa da scuola,preparo il pranzo alla stessa ora e non lavo i piatti alle tre del pomeriggio…in più si può pregare un po’ di più, facciamo insieme un rosario alla mattina e uno al pomeriggio!!!Come si dice non tutti i mali vengono per nuocere

  16. Paola Marzoli

    Grazie Costanza. La messa del mattino per me è come l’aria che respiro. Al mattino,ora, le solite persone si trovano a dire il rosario e a leggere le letture ma non è la stessa cosa. Mi è arrivato con questa decisione dei Vescovi il dolore forte inarrestabile della loro mancanza di fede. Ad ogni messa il pane e il vino diventano realente, fisicamente, il corpo di Cristo. Lo sento nel mio corpo anche se partecipo distratta. La messa via web non ha potere sacramentale. Che non se ne accorgano, che abbiano preso una decisione per noi senza chiedercelo mi addolora profondamente. E’ molto peggio che negare il pane agli affamati. Mi fa sentire abbandonata dalla Chiesa. Noi nelle nostre misere possibilità non abbandoneremo le chiese.
    grazie della tua voce

  17. edoardo

    Buongiorno a tutti e buona quaresima a tutti.
    Una correzione: non è stato Nosiglia a farsi la domanda citata nell’articolo, ma è stata posta a lui da un gruppo di fedeli.

      1. edoardo

        Questo il testo dell’appello:

        Appello all’Arcivescovo Nosiglia Cesare dai fedeli Piemontesi: Chiese aperte

        A sua Eccellenza Reverendissima Mons. Cesare Nosiglia relativamente all’ordinanza emanata in data 23 febbraio c.a.da tutte le diocesi del Nord Italia a tutte le Parrocchie, a seguito della recente diffusione del contagio da corona-virus.

        «Siamo un gruppo di Cattolici piemontesi convinti che la norma contenuta in tale direttiva che obbliga tutti i fedeli, incondizionatamente, a ricevere l’Eucarestia in mano anziché su base volontaria anche in bocca, sia da annullare e con urgenza darne comunicazione di rettifica. Questo perché sulla base della libertà che Dio stesso ci ha donato, vogliamo liberamente poter scegliere di fidarci di Lui e di ricorrere al Viatico del Suo Corpo e del Suo Sangue come supporto non solo di Fede ma anche di Medicina, se non del corpo (come potrebbe comunque essere) sicuramente dell’Anima. È strano sentir dire da una Chiesa che recentemente si è definita -Chiesa in uscita e ospedale da campo- vederla trasformare ancor più velocemente del contagio stesso in chiesa autoreclusa per timore sanitario. Dove sarebbero quindi la Chiesa in uscita e soprattutto l’ospedale da campo? La decisione presa, porta solo solitudine ai Fedeli che rimangono smarriti ed abbandonati da chi dovrebbe invece Sapientemente guidarli. Noi Fedeli veniamo sempre più spesso traditi da Pastori che non riconoscono più la Potenza e Divinità di Nostro Signore Gesù Cristo ma si sottomettono come codardi agli input del politicamente corretto dimenticandosi di Colui che Può Tutto e per il Quale hanno fatto una scelta radicale di vita. Cosa è successo alla loro vocazione iniziale? Non sta a noi giudicare, noi possiamo solo supportare i nostri pastori con la preghiera, ma loro devono impegnarsi a darci il Nutrimento che può portare frutto alle nostre preghiere. Non vorremmo iniziare a dover pensare che quando è stato coniato lo slogan -chiesa in uscita- si intendesse in uscita da sé stessa, perché questo azzererebbe secoli di Tradizione e di Fede catapultandoci in un presente di Modernismo tossico. Come si può dire ai fedeli che la Messa verrà celebrata per tutti senza permetterne la partecipazione? In questo modo il demonio si è travestito in modo quasi perfetto per la carnevalata d’eccellenza, ed a ridosso della Quaresima ha tolto la possibilità a tutto il popolo Cattolico Italiano (sede Petrina) di nutrirsi del Corpo di Cristo facendo morire l’Anima in nome della vita corporale, mettendo in quarantena la Fede decretandone quindi la morte (le quarantene a questo servono). Ovviamente in un mondo ecologista, umanista e panteista in cui ci troviamo nostro malgrado a vivere è quasi logico che ciò avvenga, ciò che non è logico però è che a contribuire a questo suicidio Fidelis siano i Vicari di Cristo. Il popolo cattolico si chiede quindi: -il fumo di satana è veramente entrato nel Tempio Santo? – Ed ancora -Quando tornerà Cristo ci sarà ancora la Fede sulla Terra? – Ed infine -A cosa serve l’esempio di tanti martiri Cristiani che scelgono la morte piuttosto che rinnegare Cristo? – Questo forse non è rinnegare il Dio per cui milioni di persone hanno perso la vita prima di noi? A cosa serve salvare il corpo se poi perdiamo l’anima? È in nome di tutto questo che noi Cattolici italiani pretendiamo (nella libertà che Dio ci ha donato) di partecipare alla Messa quotidiana e ricevere l’Eucarestia nel modo in cui il proprio cuore illuminato dalla Fede e rafforzato dalla Preghiera, sente di dover ricevere. La Chiesa modernista che ci circonda vorrebbe togliere tutto ciò che è impossibile cancellare: la Divinità e Presenza Reale di Cristo nell’Ostia Consacrata. Leviamo quindi alta la voce per dire NO a questo scempio. Forse che alle moschee è stato dato qualche veto? Dubito! E perché non anche ai Centri Commerciali? Quindi perché porli alla Chiesa Cattolica con la collaborazione di Sacerdoti che devono sottomettersi a scelte di Vescovi che non si capisce più per chi stiano -lavorando-? Oltretutto stiamo parlando di Chiese tristemente svuotate da anni di lento e inesorabile -picconamento- alla sana Tradizione. Per anni Vescovi e Sacerdoti hanno proclamato porti aperti ed ora proclamano Chiese chiuse! Ma se con i porti aperti volevano proteggere i presunti deboli, perché con le Chiese chiuse non vogliono farci difendere dall’Onnipotente?

        Gesù ha detto -tutto è compiuto- noi diciamo -tutto è chiaro- ed è per questo che non tacciamo!»

        1. cinzia

          Grazie per questo appello!
          Personalmente gioisco per l’abolizione dello scambio della pace, che spero non ritorni più (ma so che è solo un’illusione).
          Invece mi rifiuto di prendere la comunione sulla mano. Girano varie indicazioni su come prenderla (con i fazzoletti) per non toccare l’ostia con le mani…. Ma non mi convincono.
          Nella mia zona le Messe ci sono, ma ci sarebbe l’obbligo di ricevere la comunione in mano. Per fortuna il mio parroco in questo continua a darla in bocca a chi desidera riceverla così.
          Abolire la celebrazione delle Messe è solo una conferma del fatto che ai nostri Pastori di fede ne è rimasta davvero poca…..

          1. Francesco Paolo Vatti

            Grazie a Dio il Piemonte ieri ha riaperto le chiese per le Messe, così sono potuto andare a seguirla non troppo lontano da casa (circa un’oretta di viaggio). Il prete ha anche imposto le Ceneri, perché non aveva potuto farlo il mercoledì…. E’ stato bellissimo!

    1. Alessandro

      “non è stato Nosiglia a farsi la domanda citata nell’articolo, ma è stata posta a lui da un gruppo di fedeli”

      A riprova che un suggerimento filialmente docile e cristianamente ispirato come quello di Costanza Miriano, lungi dall’essere deplorevole o dal potersi considerare superfluo o frutto di sviata smania di protagonismo, può rivelarsi di giovamento pure per il Vescovo, come nel caso di mons. Nosiglia. Il quale, anche beneficiando di queste osservazioni, ha affermato:

      “mi faccio portatore di un pensiero espresso da molti fedeli che hanno comunque accolto le indicazioni sanitarie date, ma vorrebbero che si tenesse conto anche delle loro esigenze, pur nell’emergenza. Persone che potrebbero tenere dei comportamenti consoni alle direttive sanitarie, limitando la presenza numerica nelle chiese…
      Non vorrei che il supermercato o il bus venga considerato come un servizio essenziale, mentre la messa venga considerata come un di più. Se c’è bene, se si può fare bene, altrimenti pazienza. Non è così. Me lo sono sentito dire da diverse persone in questi giorni, fedeli e no”.

      Approfitto per esprimere solidarietà a Costanza Miriano.
      Non sono sui social, ma uccellini socialmuniti mi hanno sussurrato che – ne fa cenno garbatamente alla fine del post – è stata tartassata anche da cattolici che evidentemente si fanno frastornare da teologi immaginari (nel senso che vantano legittimamente il titolo, ma teo-logi non riescono proprio ad essere in senso reale, oltre il distintivo) i quali, scoprendo l’acqua calda ma stimandosi quasi divini messaggeri inviati provvidenzialmente a rischiarare moltitudini beote e ottenebrate, ti spiegano che la partecipazione alla Santa Messa feriale non è necessaria alla salute eterna (e manco la partecipazione a quella festiva se il Vescovo ti esonera), e che quello dell’imposizione delle ceneri è un atto penitenziale agevolmente sostituibile con altro atto penitenziale, che anche l’Ostia consacrata può essere veicolo di contagio, e che nel tal secolo il tal vescovo ha fatto tenere la tal processione e così il contagio s’è aggravato, e che … e via pedanteggiando vanamente per concludere che, se l’ordinario vieta il concorso di popolo alla S. Messa feriale allora zitti tutti, va tutto bene, e guai a elevare un gemito filiale.

      Constato con sollievo che, grazie a Dio, mons. Nosiglia in questa circostanza non ha prestato troppa attenzione a questi pedanti teologi immaginari, assai eruditi ma sventuratamente incapaci di volgere lo sguardo all’essenziale…

  18. Mario

    “Gesù le dice: Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori” (Gv, 4, 21-23).

  19. Stefano

    Non sempre, nei miei oltre 50 anni di vita, ho partecipato alla funzione delle Ceneri con grande entusiasmo o senza fatica. Lo ammetto.
    Devo dunque, egoisticamente, ringraziare il Vescovo di Bologna per aver dato disposizione affinché la funzione di fatto non fosse celebrata nelle Parrocchie (in quanto funzione “a grande afflusso di fedeli”! ma quando mai?! forse alcuni decenni fa!) e il mio Parroco per aver comunque celebrato questo momento con le poche persone che con me hanno deciso di esserci. Li ringrazio perché mai come prima, forse, ho fortemente voluto partecipare e ho sentito che proprio questo è il momento giusto per dire a nostro Signore “io sono qui, piccolissimo, bisognoso di tutto, in tutto dipendente da Te, ancor più in questo momento di tempesta che solo tu puoi far passare (di sicuro non i nostri governanti, con tutto il loro impegno e nemmeno i nostri medici o tanti scienziati che a parlare sembrano dei padreterni, ma come me sono piccoli piccoli di fronte a questo come a tanti altri problemi; lo dico da medico). Grazie perché è stato bello riscoprirsi piccolo e bisognoso di tutto. Perché solo sentendomi così piccolo e così povero, così vuoto, il Signore avrà trovato spazio per entrare, come desidera, nel mio cuore.
    Ieri sera eravamo meno di 20 persone (incluse 4 suore e il Parroco). Lo scorso anno forse eravamo il doppio?
    Ma, credetemi, sono tornato a casa, dopo la funzione, pieno di gioia.
    Saranno forse il fanciullesco piacere della trasgressione o l’adolescenziale anelito all’anarchia? Meglio comunque della supponente razionalità dell’adulto.
    Ora, per chiarezza, da medico non posso che confermare la necessità di usare prudenza in questo periodo, così come sottolineare che non mi risulta i cristiani e i cattolici abbiano uno speciale salvacondotto che li tutela dalle malattie. Però un conto è la prudenza, altra cosa il panico irrazionale. E soprattutto, occhio alla coerenza. Come ho fatto gentilmente notare ad una mamma di un mio piccolo paziente che serenamente mi diceva che le disposizioni del Vescovo circa la non effettuazione della funzione delle Ceneri sono sacrosante, ma al contempo si lamentava perché la scuola ha annullato la festa di carnevale che la figlia aspettava da così tanto tempo.

  20. nonnonorbi

    Sacrosanto articolo. Dopo essermi spiegato con il mio parroco sono stato invitato alla messa “carbonara” affinchè per radio ci fosse qualcuno che cantasse e/o rispondesse. Ma tutto questo è il minimo pur di poter accostarmi all’Eucarestia che è l’unica cosa per cui val la pena.

  21. Marco Tamburini

    Il divieto di celebrazione della S. Messa mi ha portato una profonda tristezza, ma ancor più a rattristarmi é stato lo zelo con cui alcuni sacerdoti si sono adoperati per mettere in pratica tale divieto. Non solo! Lunedì scorso, di sera, con pochi (ma davvero pochi) amici ci siamo trovati in una chiesetta isolata in un parco a recitare il S. Rosario. Appena finito (Dio ci ha donato la grazia di terminare il Rosario almeno) é arrivato il nostro coadiutore, avvisato da qualche passante, a sgridarci e rimproverarci per il gesto compito.
    Dopo aver letto e sentito tanto sulle privazioni imposte dai regimi nei tempi bui, mai mi sarei aspettato di riviverli oggi e con l’appoggio dei nostri pastori.
    Grazie Costanza dell’articolo, del sostegno morale e anche di tanto buon senso che in questi giorni a Milano proprio é inversamente proporzionale all’espandersi del virus.

    1. Alessandro

      I teologi immaginari stanno perdendo quello che mia nonna chiamava il “buon senso”, parente stretto del sano “sensus fidei” (“sensus fidei” che evidentemente nei teologi immaginari è severamente compromesso, e non a causa del coronavirus), il quale “sensus fidei”, se docilmente assecondato e costantemente alimentato, conduce alla salute eterna…

  22. Alessandro

    Per dirla tutta: i Vescovi italiani, proprio perché massimamente ligi nell’applicare misure precauzionali restrittive anche in situazioni (vedi la Santa Messa feriale in paeselli in cui vi partecipano 10 persone a dire tanto e nei quali paeselli negozi e centri commerciali sono regolarmente aperti con ben più cospicuo… concorso di popolo) nelle quali l’utilità anti-contagio delle restrizioni – e quindi utilità e fondatezza delle medesime – è realisticamente prossima allo zero, non mancheranno di far presente alle autorità civili competenti che le navi delle ONG stipate di migranti africani in attesa di essere sbarcati su suolo italico sono meritevoli della massima attenzione sanitaria, giacché la probabilità che nel suddetto paesello il concorso di popolo alla S. Messa feriale sia veicolo di contagio è quasi zero, mentre è assai rimarchevole il rischio che siano già contagiati, e quindi veicolo di contagio, questi nostri fratelli africani, provenienti non si sa da dove, e comunque da Paesi nei quali il sistema sanitario è notoriamente un colabrodo.

    Quindi attendo fiducioso che la CEI, così solerte e scrupolosa nel vigilare sulla pubblica salute di tutti, pretenda che, qualora si proceda allo sbarco, codesti migranti siano tutti incondizionatamente e tassativamente messi in quarantena, a tutela anzitutto degli stessi nostri fratelli africani e quindi di tutto il popolo italiano.

    1. edoardo

      Rassista e fassista!
      A pane ed acqua tutta la quaresima!

      Ma và, altro che quarantena: visto che per il virus muoiono i vecchietti, si libera il posto per i baldi giovani migranti.

      1. Alessandro

        @edoardo

        Sai che ti dico: con la situazione economica che ormai c’è nella mia zona (e vivo al nord), c’è della gente che farebbe la firma per avere garantiti ogni giorno pane e acqua a volontà per tutta la quaresima…

  23. Ho letto con piacere l’articolo di Costanza e ho scorso anche tutti i commenti. Mi pare che qualcosa sfugga.

    Primo: in situazioni di emergenza si devono prendere decisioni in fretta e generalmente la scelta migliore è esagerare piuttosto che pentirsi dopo. Infatti la situazione attuale è almeno in parte causata dal non aver preso decisioni drastiche ormai un mese fa, incantati dal Nonno Nazionale che fa visita alle scuole con cinesi mentre volavano insensate accuse di razzismo verso chi paventava un pericolo che poi s’è puntualmente manifestato.
    Secondo: ogni ordinanza si può revocare. Una settimana senza Messa è tollerabile, dei mesi molto meno. Di questo virus si sa pochissimo, siamo assediati dalle fake-news e man mano che la situazione si fa più chiara si possono correggere decisioni precedenti.
    Terzo: se non mi ricordo male il Manzoni annota che dopo la brillante idea di una processione per un miracolo la peste divenne (ovviamente) ancora più virulenta. Dal 1630 dovremmo aver imparato qualcosa…
    Quarto: io abito in un comune vicino a una zona rossa: ieri ho seguito la messa del vescovo su Youtube (anche per curiosità: volevo capire il livello tecnologico della diocesi…) e poi quella del Papa su tv2000. Il Papa ha fatto una omelia eccezionale. Per chi se la fosse persa raccomando caldamente di leggerla. Conclusione: a causa del covid-19 ho seguito 2 messe invece di una…

    1. Alessandro

      ” io abito in un comune vicino a una zona rossa: ieri ho seguito la messa del vescovo su Youtube (anche per curiosità: volevo capire il livello tecnologico della diocesi…) e poi quella del Papa su tv2000. Il Papa ha fatto una omelia eccezionale. Per chi se la fosse persa raccomando caldamente di leggerla. Conclusione: a causa del covid-19 ho seguito 2 messe invece di una…”

      Io 3 Messe televisive, pensa. Mai seguite tante, record personale.

      Se l’ordinario prolunga l’embargo, è la volta che mi attrezzo per 4 visioni al giorno… un progresso spirituale che non ti dico.

      (poi alla sera i bianconeri hanno fatto magra e digiuno tutti assieme anche se dispensati – non avevan capito bene le nuove disposizioni – e la cosa mi ha scarmigliato la pace interiore… pazienza, è quaresima).

  24. adriana torelli

    Vivo a Milano… non è possibile nemmeno confessarsi.. 😦
    ora non voi ma io la ressa davanti al confessionale non l’ho mai vista. e se dicono che bastano 1/2 metri di distanza l’uno dall’altro non mi puoi confessare seduti a due panche di distanza?
    beh.. spero, se proprio dovessi morire in questi giorni, che la Misericordia di Dio sia più grande della mia immaginazione.

  25. Maria Cristina

    qualcuno sa se anche ebrei e musulmani “ecumenicamente” si atterranno al decreto di non fare assembramenti di persone nelle zone colpite e in Milano?

    1. Francesca

      Risposta a Maria Cristina.
      Quasi immediatamente (il tempo di scriverlo) l’ARI ha diramato questo comunicato rivolto ogni ebreo italiano.
      Dopodiché ogni rabbino ha deciso in base alla Regione e città italiana in cui si trova la comunità ebraica con relativa sinagoga.

      Comunicato dell’ARI, Assemblea Rabbinica d’Italia

      “L’Assemblea Rabbinica d’Italia condivide la preoccupazione per il diffondersi anche in Italia del Coronavirus; 
      raccomandiamo quindi di seguire scrupolosamente le indicazioni di cautela e prevenzione trasmesse dalle
      autorità competenti,
      di astenersi dai comportamenti indicati nello specifico come potenzialmente nocivi e di non trascurare i sintomi che possono indicare il principio
      della malattia,
      avendo quindi la massima attenzione a non divenire responsabili di eventuali contagi e di ulteriore diffusione del morbo .

      Ricordiamo che la Torà e la normativa ebraica contemplano precise prescrizioni riguardanti il
      dovere di avere cura della propria salute e la salute altrui.
      Invitiamo a cogliere questo momento di difficoltà e disorientamento come l’occasione per
      riflettere con animo più aperto e sensibile sulle nostre scelte di vita e sui valori di riferimento, per
      verificare la nostra attenzione e la nostra capacità di corrispondere concretamente a quanti, nel
      nostro raggio di azione, hanno necessità di aiuto e conforto e per disporci alla preghiera con il desiderio di aprire il nostro cuore all’Eterno.
      “Il pentimento sincero, la preghiera e le opere di beneficenza possono allontanare infausti decreti”.

      Desideriamo esprimere condivisione al dolore per le vittime e preghiamo per la guarigione degli ammalati, ovunque nel mondo questo morbo si sia manifestato e ancora abbia a colpire; inviamo
      quindi i seguenti brani di preghiera tratti dal testo di tefillà recentemente letto, su iniziativa di Rav Shemuel Eliyahu, in occasione di una cerimonia di preghiera svoltasi a Gerusalemme come
      espressione di solidarietà ebraica nella presente difficile contingenza per la diffusione del morbo.

      Queste preghiere potranno essere recitate pubblicamente nelle Sinagoghe, ove questo sia possibile,
      privatamente, in sintonia e in tempi concordati, o in forma individuale”.

      https://www.mosaico-cem.it/attualita-e-news/eventi-attualita-e-news/coronavirus-interviene-lassemblea-rabbinica-ditalia

  26. Antonio Spinola

    Scena prima: Il devoto vecchietto trova una chiesa dove, in accordo col vescovo, si dice Messa nonostante l’0rdinanza urgente regionale.
    Scena seconda: Il caso vuole che, qualche giorno dopo lo sventurato è febbricitante. Ricoverato d’urgenza e positivo al test covid-19, poco dopo muore per complicazioni polmonari.
    Scena terza: I figli del de cuius, che avevano raccomandato all’anziano genitore di restare a casa, sono furibondi e decidono di trarne profitto, così si rivolgono a un affermato studio legale per intentare una causa milionaria al parroco e il vescovo.
    Scena quarta: …beh, già si sa, la causa sarà vinta, il finale è scontato.

    1. Lucia

      Un salesiano da Torino ha condiviso questo scritto come faccio anch’io con voi in semplicità.

      Cari fedeli e pellegrini,

      a nessuno di noi era mai capitato di vivere un’emergenza tale da sospendere la celebrazione delle SS. Messe in forma pubblica e proprio in una settimana così significativa per la nostra fede.

      Come sempre, però, ciò che il Signore permette avviene perché la nostra fede e il nostro affetto a Lui crescano e si approfondiscano.

      Non tutti forse sanno che nella Liturgia Ambrosiana (che si celebra in tutta la Diocesi di Milano) nei venerdì di Quaresima non si celebra la S. Messa: si chiama digiuno eucaristico. Si tratta di una tradizione profondamente educativa perché aiuta ad accorgersi del bisogno e quindi del desiderio di Cristo. A riscoprire che ciò che normalmente abbiamo fra le mani non è scontato averlo, ma è un dono.

      Io credo che queste misure di sicurezza e di responsabilità possiamo viverle con il medesimo spirito e con la medesima gratitudine. Quest’anno inizieremo la Quaresima vivendo “dal di dentro”, profondamente, il bisogno e il desiderio di partecipare alla Messa, di ricevere la Comunione; forse con un’attesa che non provavamo più fin dal giorno della nostra Prima Comunione.

      In fondo, non è forse questa la profonda ragione della Quaresima che stiamo per iniziare? Riscoprire di cosa abbiamo veramente bisogno; di cosa viva la nostra vita.

      Sì, questa occasione ci permetterà di ritornare a desiderare ciò che il Signore ci ha sempre regalato; di riscoprire che tutto è dono e non solo la S. Messa, la Comunione, la Chiesa, ma proprio tutto, anche la salute, il lavoro, la libertà di viaggiare, di comperare, di divertirci, di ritrovarsi fra amici,… tutto.

      Auguro a tutti noi di iniziare bene questo tempo sacramentale così fecondo che è la Quaresima; chiedendo alla nostra Madre e Regina del Monte di Oropa che ci accompagni in questo cammino, che vigili perché non cadiamo nella sterile lamentela, nella rabbia e nella pretesa come tutti, ma perché ci aiuti a vivere cristianamente questa difficile circostanza.

      “Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada (il virus)? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte né vita, né angeli né principati, né presente né avvenire, né potenze, né altezza né profondità, né alcun’altra creatura potrà mai separarci dall’amore di Dio, che è in Cristo Gesù, nostro Signore” (Rm 8.35-39)

      Buona Santa Quaresima

      Il rettore del Santuario di Oropa. Don Michele Berchi

      1. Alessandro

        Grazie per aver condiviso il messaggio del rettore del Santuario di Oropa.

        Senza dubbio il divieto di partecipare alla Santa Messa va spiritualmente “ruminato”, acuendo in noi la pungente e salutare consapevolezza che il Santo Sacrificio è

        1) dono non rivendicabile come si rivendica qualcosa di dovuto, giacché il dono in quanto tale non è dovuto

        2) dono non di dozzina, non di trascurabile valore, ma irrinunciabile e incomparabilmente vitale, perché ci è largito da Cristo, unico nostro Signore e Salvatore, per la nostra salvezza integrale (senza il dono di Cristo, siamo irrimediabilmente perduti e dannati).

        Tutto ciò deve certamente farci riscoprire e rigustare la indicibile preziosità del dono eucaristico e, con ciò, deve rinfocolare il desiderio di potervi prendere parte appieno, ossia il desiderio di abbracciare, liberi alfine da recidive renitenze idolatriche, una sequela totalizzante di Cristo, nostro tutto, che nel Suo Santissimo Sacrificio si dona totalmente a noi e al cui totale dono di sé si può solo corrispondere con la totale consegna di sé a chi è al contempo dono e donatore.

        Proprio la pungente consapevolezza che ogni salutare anelito di un cuore genuinamente cristiano termina in Cristo che, nel Santo Sacrificio, dà la vita per darci la vita giustifica ogni pio, filialmente devoto auspicio che la non ordinaria privazione che stiamo patendo non ecceda la misura di una ragionevole necessità, e presto si possa partecipare di nuovo, con ardore accresciuto dall’attesa,
        alla Santa Messa che è bensì dono sommamente gratuito e non rivendicabile, ma dono che Cristo, con mirabile divina magnanimità, si è degnato di gradire che a tutti si offra perché tutti vi attingano appieno.

        Buona santa quaresima a tutti, soprattutto agli infermi e agli afflitti nel corpo e nello spirito.

        1. Alessandro

          Ribadisco: portiamo pazienza, obbediamo ai Pastori, ogni eventuale sacrosanta doglianza sia espressa non nella mormorazione stizzosa ma in spirito di obbedienza filiale e direttamente ai legittimi Pastori, si evitino trasgressioni scriteriate tipo “messe carbonare”, Dio non gradisce la disobbedienza ai Pastori, desidera obbedienza non servile (sincera, leale, non ottusa, capace di esprimere con parresia e senza creare scandalo perplessità cristianamente motivate).

          Alcuni Vescovi stanno pronunciando parole di saggezza che auspichiamo si concretino in provvedimenti altrettanto saggi:

          https://m.famigliacristiana.it/articolo/nosiglia-e-moraglia-supermercati-aperti-messe-sospese-perche-.htm

  27. Francesco Paolo Vatti

    Abitando vicino a Milano, sono fra quelli colpiti dal provvedimento. Grazie a Dio, l’ordinanza è arrivata domenica dopo pranzo e io ero già stato a Messa, ma mio figlio che voleva andare alle 18 non è potuto andare. Purtroppo, difficilmente riesco ad andare in settimana e ho perso l’opportunità solo ieri sera. Sono molto dispiaciuto per domenica perché, allo stato attuale, non dovrebbe esserci la Messa e a milano salterebbero le Ceneri (nel rito ambrosiano oggi è carnevale ancora). Anche l’idea di fare 200 km circa per raggiungere la chiesa più vicina, presenta qualche dubbio di correttezza (se sono infetto, è giusto portare il contagio in un’altra regione?).
    Vorrei, però, chiarire una cosa: so di un vescovo che non voleva adeguarsi, ma è stato minacciato di incarcerazione da parte dell’autorità civile…. Temo che la cosa costituisca una specie di prova generale…..
    Capisco tutti i motivi, avrei accettato la dispensa per i fedeli a rischio o anche per quelli che non se la sentivano, ma per prima cosa non capisco l’urgenza e l’adeguatezza di un provvedimento del genere. Verissimo che avrebbe dovuto essere l’ultimo… Se poi penso che sul treno che prendo tutti i giorni per andare a lavorare era vuoto e l’hanno fatto fermare in tutte le stazioni dopo aver soppresso due treni, mi domando se sui treni la folla non costituisca assembramento….

  28. Beatrice

    All’inizio questa vostra battaglia per voler a tutti i costi riaprire le chiese nelle zone a rischio contagio non la condividevo appieno. Una volta per lavoro avevo in mente di ficcarmi in una situazione rischiosa confidando nella protezione di Dio, ma non lo feci perché a messa il prete disse un’omelia il cui succo era «non dobbiamo metterci in condizioni di pericolo pensando “tanto Dio mi protegge”, non dobbiamo tentare Dio». Ero tormentata dal dubbio che forse continuare a tenere aperte le chiese e a celebrare pubblicamente le messe era un po’ la stessa cosa: esporre le persone al rischio contagio pensando “tanto Dio le proteggerà” equivaleva a tentare Dio.

    Ora so che mi sbagliavo: era la poca fede e l’umana paura a portarmi verso quelle errate convinzioni. Prudenti è giusto esserlo, codardi no. Ho cambiato idea perché “per caso” sono venuta a conoscenza di una storia bellissima che ha a che fare con la situazione in cui ci troviamo. Einstein diceva: «Il caso è la via che Dio usa quando vuole restare anonimo».

    In questo momento mi trovo a Roma e ci rimarrò fino al 2 marzo. Mentre stavo andando a visitare palazzo Doria Pamphilj vidi una chiesa lì vicino e decisi di visitarla. Si tratta della chiesa di San Marcello al Corso. Lessi sulla porta la dicitura “Crocifisso miracoloso”, così andai in cerca di questo oggetto portentoso con l’intenzione di affidarGli la vita dei miei cari che si trovano al Nord dove il virus circola maggiormente (anche perché mio padre è medico e per ovvie ragioni rischia di più). Non sapevo perché quel crocifisso fosse chiamato “miracoloso”, ma immaginai che una valida ragione ci dovesse pur essere. Scoprii in seguito che effettivamente c’era e che avevo scelto proprio il posto più adatto per quella preghiera a favore dei miei cari. Riporto la storia del Crocifisso miracoloso come è raccontata sul blog di Tv2000:

    «Le numerose storie di miracoli attribuiti al SS. Crocifisso nascono in un giorno preciso: il 23 maggio del 1519 quando un incendio, nella notte, distrusse completamente la chiesa. Il mattino seguente, agli occhi della gran folla di romani accorsi sul posto, si presentò una scena di grande desolazione: il tempio sacro era ridotto in macerie ma fra le rovine ancora fumanti, appariva integro il crocifisso dell’altare maggiore, ai piedi del quale ardeva ancora una piccola lampada ad olio. […] Tre anni dopo l’incendio, Roma venne investita da quella che gli storici della città ricordano come la “Grande Peste”, un vero flagello che portò desolazione e morte. In preda allo sconforto il pensiero andò al crocifisso miracoloso di San Marcello e forte fu il desiderio di portarlo in processione per le vie della città. Questo sentimento popolare vinse anche il divieto delle autorità, che per paura di far sviluppare ulteriormente il contagio, avevano vietato qualsiasi assembramento di persone. Il Crocifisso dunque venne prelevato dal cortile del convento dei Servi di Maria, dove era stato temporaneamente sistemato, e portato in processione per le vie di Roma verso la basilica di San Pietro. La processione durò ben 16 giorni: dal 4 al 20 Agosto del 1522. Man mano che si procedeva, la peste dava segni di netta regressione, e dunque ogni quartiere cercava di trattenere il crocifisso il più a lungo possibile. Al termine, quando rientrò in San Marcello, la peste era del tutto cessata: Roma, ancora una volta, era salva.»

    https://www.tv2000.it/blog/2017/04/05/il-crocifisso-miracoloso-di-san-marcello-al-corso/

  29. Pingback: Il Crocefisso di San Marcello e la peste di Roma – il blog di Costanza Miriano

  30. Pingback: Il Crocefisso di San Marcello e la peste di Roma | BloGod Vivere Il Bene

  31. don Luca

    Premetto. Mi chiamo don Luca, solo salesiano e responsabile di un oratorio e centro giovanile che in questi giorni per precauzione è stato chiuso. E sono uno di quei preti che ha obbedito al suo vescovo di non celebrare la messa. Mi pare che si stia cadendo nel rischio opposto: di colpevolizzare chi ha ritenuto opportuno non celebrare con il suo popolo la Messa. Come giustamente dice la Signora Miriano questo può essere tempo di grazie per riscoprire altri modi di pregare, di mettersi in ascolto della parola, di meditarla. Delle famiglie dell’ oratorio si riuniscono per dire il rosario insieme, altre per leggere la parola di Dio e meditarla, persone che si offrono a visitare gli anziani. Abbiamo realizzato un video all’ inizio della quaresima che è stato inviato a tutti i ragazzi della catechesi e ai gruppi formativi, Sono aumentate le confessioni e i dialoghi spirituali e tanto altro ancora .. tutto questo non è comunque un dono di Dio? non il soffio dello Spirito che soffia sul popolo? non può essere l’occasione per togliere quella patina di abitudinarietà all’incontro con il Signore Gesù che si dona a noi? Anch’io come sacerdote ho pregato di più, meglio e con più gusto. A chi chiedeva un consiglio dicevo di fare bene ciò che dovevano fare, di seguire le indicazioni date, di pregare meglio, di stare accanto a chi sapevano nel bisogno o nella fatica. Non vorrei dire una fesseria … non lo so se ci voleva il corona virus per ritornare a certe pratiche cristiane … può essere un occasione. Don Bosco diceva di essere onesti cittadini perché buoni cristiani. Penso che ad obbedire per il bene nostro e della gente a noi affidata non si sbaglia mai … perché a quello che i risulta noi seminiamo ma è sempre Dio che fa crescere. Chiediamogli la grazie e il coraggio di non disperdere i doni che sicuramente non mancherà di farci avere. Maria Ausiliatrice e don Bosco voi benedicano tutti

    1. Salve Don Luca. Quello che disorienta il fedele non e´ l´ ordinanza fatta dal governo centrale ma la reazione del clero. La reazione di quelli che dovrebbero essere nostro pastori, la reazione di quelli che sono detentori del credo, della Fede , già con la F maiuscola. Purtroppo siete voi i primi a piegare quella effe e metterla piccola piccola al servizio della sola dea ragione. Chi di voi bendato si getta nelle mani della provvidenza? Chi di voi dice ai vostri fedeli di affidarvi a Dio? Lui può tutto e ha un disegno molto più grande di noi che solo lui capisce. E forse e´ questo i disegno? Messo in croce , Pietro si vergogna di Lui, si gira Dall´altra parte e dice di non conoscerlo? La storia si ripete? Il gregge disperso e nessuno di voi fa più da riferimento?

      1. Esdra

        Purtroppo la religione umanitaria dovrà fare le sue vittime, prima di mostrare la sua falsità. Preghiamo che nessuno resti ingannato dal cristianesimo all’acqua di rose

      2. Francesca

        “Chi di voi bendato si getta nelle mani della provvidenza? Chi di voi dice ai vostri fedeli di affidarvi a Dio? Lui può tutto ”

        La sera stessa del giorno del tuo commento, alla Messa vespertina, liturgia del 1° marzo, la Parola ti rispondeva:

        (Mt 4,5-7)
        “Allora il diavolo lo portò nella città santa, lo pose sul punto più alto del tempio e gli disse: «Se tu sei Figlio di Dio, gèttati giù; sta scritto infatti: Ai suoi angeli darà ordini a tuo riguardo ed essi ti porteranno sulle loro mani perché il tuo piede non inciampi in una pietra».
        Gesù gli rispose: «Sta scritto anche: Non metterai alla prova il Signore Dio tuo».”

        1. Alessandro

          @Francesca

          La pregherei di non fare della Parola di Dio uno strumento per mancare di carità a un suo fratello.

          oreficemichele ha espresso un’opinione rispetto alle misure restrittive, opinione che condivido solo in parte (come la penso l’ho detto chiaramente in altri commenti).
          Tuttavia non è chi non veda che nel commento di oreficemichele c’è un timore accoratamente genuino e fondato: quello che pure in parte del clero (non in tutto, senza dubbio) si stia illanguidendo la fede nella onnipotenza provvidente di Dio, nella Sua assoluta universale regalità.

          Il suo commento

          1) nulla coglie di questa genuina e fondata preoccupazione

          2) manca gravemente di carità a oreficemichele, perché stabilisce una equivalenza tra le sue parole e (nientemeno) quelle di Satana che tenta Gesù.
          Con questo lei – se ne accorga o no – sta accusando oreficemichele di comportarsi come Satana tentatore di Nostro Signore (tanto da meritare la risposta che Nostro Signore rivolge a Satana), il che è una grave e palesemente ingiustificata offesa nei confronti di oreficemichele.

          Perciò ribadisco: la pregherai di non strumentalizzare la Parola di Dio per mancare di carità a un suo fratello.

      3. Francesca

        Alessandro. Non c’è strumentalizzazione. C’è tentativo di riportare sulla retta via.
        L’accusa gratuita (a dir poco) ai nostri pastori di non avere fede (o fede con f minuscola) è abbastanza grave, non crede? Non si considera la persona, ma si sceglie una bella accusa generalizzata.

        Riguardo il virus e all’invito ad agire sconsideratamente in disprezzo della vita umana altrui, paragonandosi a “martiri”, questo è pericolosamente simile all’atteggiamento dei Donatisti (famoso gruppo eretico, scomunicato dalla Chiesa Cattolica, che spingeva gli adepti a mettersi in situazioni di pericolo definendole “martirio”. A chi non lo faceva, perché giustamente prudente, veniva detto che il loro Battesimo era invalido. La Chiesa li scomunicò. Ma molti furono vittime di essi).
        S. Agostino stesso, nelle sue lettere e discorsi, dice chiaramente che i Donatisti (quelli che morivano per azioni e comportamenti che venivano fatte passare per martirio, ma che erano suicidio) sono ispirati dal Maligno.
        Purtroppo questa è la situazione di chi spinge gli altri ad agire contro i pastori (perché “tutti cattivi”), e contro la vita quando non ce n’è motivo.
        La giusta prudenza di 1 settimana di sospensione, per valutare il pericolo e poi procedere, è giusta prudenza.

        E secondo lei, chi è che può spingere ad accusare di “fede piccola” i vescovi e i preti che hanno giustamente agito con virtù cristiana (prudenza)?

        Se lei vede il “timore accoratamente genuino e fondato” nell’altro commentatore, perché non lo vede nel mio commento? E perché non lo vede in S. Agostino che si trovava proprio a rispondere a chi accusava i vescovi come lui di non avere abbastanza fede per… suicidarsi?

        Il problema è grave. Perciò ho proposto di riflettere su quella parte della Parola.
        Se non è utile o se qualcuno pensa che sia offensivo (o perfino mio peccato), semplicemente giudicatemi persona “di poca fede” e passate oltre, che vi devo dire?

        Ma se potete, pensate a questo: solo 1 settimana ha scatenato aggressioni verbali incredibili, mentre quella settimana poteva essere utilizzata per intensificare la preghiera e rimanere uniti a Gesù in altre in altri modi, in attesa della Comunione sacramentale – e magari offrendo il proprio sacrificio ai fratelli che in molte parti del mondo rimangono per ANNI privi dell’Eucaristia (per vari motivi).
        Un altro passaggio utile della Scrittura è quello in cui Gesù sceglie perfino di non parlare, di non rispondere a quelli che pretendevano una risposta.
        Il problema è anche questo: la pretesa.

        1. Alessandro

          @Francesca

          “Il problema è grave. Perciò ho proposto di riflettere su quella parte della Parola”

          Bene, questo suo commento spiega molto chiaramente (e la ringrazio per ciò) in che direzione va la sua “proposta di riflettere su quella parte della Parola”.

          Il che – permetta – non si capiva affatto dal commento precedente, davvero troppo conciso e brachilogico perché (si metta nei panni di un lettore che non la conosce e passi di lì) chi vi si imbattesse potesse cavarne tutto ciò che ora lei spiega chiaramente in questo nuovo intervento. Ed ecco che in questo suo ultimo riesco, sì, infine a cogliere, come in quello di oreficemichele, il “timore accoratamente genuino e fondato”.

          Vedo che passa dal “lei” al “voi”. No, io qui non ho alcun titolo per esprimere altro che la mia posizione personale.

          Qualora le interessasse sapere come la penso personalmente sull’argomento, mi permetto rinviarla a questi commenti:

          https://costanzamiriano.com/2020/02/26/sine-dominica-non-possumus/#comment-146606

          https://costanzamiriano.com/2020/02/26/sine-dominica-non-possumus/#comment-146607

    2. Alessandro

      Caro don Luca,

      1) come scrivevo qui:

      https://costanzamiriano.com/2020/02/26/sine-dominica-non-possumus/#comment-146606

      le restrizioni dovute all’epidemia forniscono senza dubbio l’occasione di meditare in modo più pungente sul bisogno radicale che abbiamo di Dio: quando qualcosa ci è repentinamente e bruscamente tolto, è allora che più acutamente e dolorosamente possiamo avvertirne il pregio, fino ad allora un po’ trascurato per invalsa abitudine di goderne.

      2) Segnalo peraltro che in molti, purtroppo, il fatto che la S. Messa non fosse accessibile mentre il centro commerciale sì ha ingenerato – come prevedibile – la sensazione, spiritualmente assai nociva e disorientante, che la S. Messa valga meno di una consumazione al bar o di un happy hour:

      Qualcosa di simile dice mons. Nosiglia nell’intervista a “La Voce e il Tempo”:

      “Per chi è abituato a frequentare ogni giorno la sua parrocchia e fare la comunione è certamente un sacrificio non piccolo: ma può portare buon frutto se viene offerto al Signore.

      Alle istituzioni dico di non sottovalutare la realtà religiosa confinandola nelle scelte personali e private e così dimenticando che essa invece ha una valenza pubblica, etica e sociale che aiuta molto non solo chi ne accoglie il valore, ma l’intera comunità cittadina. Questo senza togliere nulla ad altri servizi pure importanti.”

      E anche qui:

      “Però non vorrei che passasse un concetto che è sbagliato. Non vorrei che il supermercato o il bus venga considerato come un servizio essenziale, mentre la messa venga considerata come un di più. Se c’è bene, se si può fare bene, altrimenti pazienza. Non è così. Me lo sono sentito dire da diverse persone in questi giorni, fedeli e no…
      La messa non è un optional? No, non lo è. Voglio sottolinearlo perché mi faccio portatore di un pensiero espresso da molti fedeli che hanno comunque accolto le indicazioni sanitarie date, ma vorrebbero che si tenesse conto anche delle loro esigenze, pur nell’emergenza. Persone che potrebbero tenere dei comportamenti consoni alle direttive sanitarie, limitando la presenza numerica nelle chiese.”

      https://torino.repubblica.it/cronaca/2020/02/26/news/il_vescovo_di_torino_messe_vietate_ma_c_e_piu_gente_nei_supermercati_che_nelle_chiese_-249598253/

      3) Lei afferma:

      “Sono aumentate le confessioni e i dialoghi spirituali e tanto altro ancora .. tutto questo non è comunque un dono di Dio? non il soffio dello Spirito che soffia sul popolo? non può essere l’occasione per togliere quella patina di abitudinarietà all’incontro con il Signore Gesù che si dona a noi?”

      Come ho scritto in 1, certamente può essere così.
      Segnalo però che, come sa, ogni evento, anche doloroso, va accolto dal fedele come opportunità di conversione e di crescita, cioè appunto come indica lei. Tuttavia ciò non giustifica l’adozione di misure restrittive ove tali misure eccedessero la misura di una ragionevole necessità.
      Per spiegarmi meglio: anche due settimane intere senza S. Messe (Dio non voglia!) andrebbero accolte dal fedele non allontanandosi da Dio, ma come privazione gravemente affliggente da volgersi in occasione feconda per operare una radicale conversione e una autentica crescita spirituale.
      E tuttavia ciò non toglierebbe che tale privazione sarebbe gravemente iniqua – e quindi sarebbe deplorevole infliggerla al fedele – qualora eccedesse la misura di una ragionevolmente indubitabile necessità (considerando anche quanto in 2).

      Grazie per la benedizione (sono un “vecchio” allievo salesiano), buona santa quaresima anche a lei!

    3. Francesco Paolo Vatti

      Personalmente ho trovato dal primo momento esagerato e sproporzionato alla reale situazione il fatto di non celebrare la Messa nelle regioni del nord. E mi dà profondamente fastidio che la Messa sia considerata meno importante della spesa (pur necessaria), del pranzo al ristorante, del cinema e via di seguito. Ma c’è un altro fatto, per me gravissimo: lo Stato ha pesantemente interferito negli affari interni della Chiesa e la Gerarchia si è piegata senza dire manco “Bee”. Leggo che in alcune regioni l’ordinanza parlava della Messa come qualcosa di superfluo e nessuno ha mosso un dito…. Questo mi dispiace tanto, pur nel dovuto rispetto.
      In 55 anni che sono al mondo, qualche influenza l’ho vista, ma è la prima volta che vedo sospendere le Messe per questo e la Gerarchia adattarsi senza dir niente….

  32. Alessandro

    Segnalo un articolo di Andrea Riccardi, figura assai nota del cattolicesimo italiano e con il quale, a onor del vero, ho in genere scarsissima affinità di valutazioni e di vedute:

    https://www.lastampa.it/cronaca/2020/02/29/news/se-per-battere-la-paura-del-contagio-da-coronavirus-si-mettono-in-ginocchio-le-nostre-chiese-1.38530058

    Non sono interamente d’accordo con il contenuto (come la penso l’ho già precisato in più di un commento), tuttavia penso che meritino di essere meditate almeno questa affermazione :

    “Di fronte alla “grande paura”, parla solo il messaggio della politica, unica e incerta protagonista di questi giorni. Il silenzio nelle chiese (anche se aperte) è un po’ un vuoto nella società: il libero trovarsi insieme nella preghiera sarebbe stato ben altro messaggio, anche se ci vogliono prudenza e autocontrollo. Social, radio e televisione non lo sostituiscono…

    Negozi, supermercati e bar (in parte) sono aperti, mentre bus e metro funzionano. E giustamente. Le chiese invece sono state quasi equiparate a teatri e cinema (obbligati alla chiusura). Possono restare aperte, ma senza preghiera comune. Che pericolo sono le messe feriali, cui partecipa un pugno di persone, sparse sui banchi in edifici di grande cubatura? Meno che un bar o la metro o un supermercato…
    Un forte segnale di paura. Ma anche l’espressione dell’appiattimento della Chiesa sulle istituzioni civili. Le chiese non sono solo “assembramento” a rischio, ma anche un luogo dello spirito: una risorsa in tempi difficili, che suscita speranza, consola e ricorda che non ci si salva da soli.”

    1. Francesco Paolo Vatti

      Anche a me è piaciuto moltissimo e volevo mandarlo! Anche io non sempre mi trovo in accordo con lui, ma devo dire che questa volta lo sento molto vicino….

  33. admin @CostanzaMBlog

    ll Vicario Generale di Torino a nome dell’Arcivescovo Mons. Cesare Nosiglia comunica quanto segue:

    Sentito il Presidente della Regione e il Prefetto di Torino, si comunica che domani, domenica 1° marzo, è consentito celebrare le messe festive in tutta la regione piemontese.
    A breve sarà pubblicata sul sito della Regione Piemonte una circolare relativa e questi permessi.

  34. Luthien

    IN un certo senso , quello che stiamo vivendo svela i pensieri di molti cuori e permette di vedere la realtà per quella che è : le vere cattedrali del nostro tempo, i centri commerciali, sono , a parte la zona rossa, aperte , come bar e ristoranti , mentre la messa è un optional, come la visita ad un museo. Addolorano anche le parole dei comunicati di molte curie: burocratiche , fredde, senza appello alla preghiera e fiducia nella grazia del Signore che non ci abbandona.
    A mio modesto avviso, accorerebbe distinguere : una cosa sono i comuni della zona rossa, un’altra il resto delle regioni. Nel primo caso, si può , forse, comprendere l’opportunità dell’assenza del popolo alle celebrazioni , ma, allora bisognerebbe seguire l’esempio di Hong Kong con Chiese aperte ventiquattro ore ed esposizione del Santissimo Sacramento e , magari, un sacerdote , nel confessionale per amministrare il sacramento della riconciliazione o dire una parola di conforto.
    nelle altre zone si sarebbero potuto adottare misura prudenziali senza interdire la partecipazione alla messa , per esempio esonerare i malati , gli anziani , chiunque non se la sentisse ed invitare tutti alla preghiera . al digiuno , alla meditazione. a vivere una Quaresima , forse non voluta, ma più santa.
    in situazioni di pericolo e di incertezza, abbiamo bisogno dell’ aiuto e del sostegno che viene dall’alto di affidarci alla Speranza che non delude, che qualcuno ci ricordi che siamo già stati salvati ed il nostro destino eterno. Altrimenti la paura rischia di mangiarci e divorarci , chi di noi non è fragile , per un verso o per un altro? e la paura può essere vinta soltanto da una forza più grande : Gesù Cristo.
    Personalmente questa situazione mi ha un po’ disequilibrato , ma la preghiera , la richiesta di intercessione ai santi, la partecipazione alla S. Messa mi rasserenano , mi tranquillizzano

  35. Antonio Spinola

    Stamattina, entrando in un duomo deserto, ho pensato a quanto meno problematica fosse la Messa d’un tempo!

    1 – l’eucaristia veniva toccata solo dal sacerdote
    2 – i fedeli tenevano le mani giunte
    3 – non ci si scambiava nessuna stretta di mano.

    1. Francesca

      Il problema con questa epidemia è che il sacerdote può passare saliva (anche in quantità invisibile e impercettibile) da una bocca all’altra, che è il modo più veloce e sicuro di contagiare le persone.
      Utilizzando le proprie mani il rischio c’è sempre, ma inferiore.

  36. Alessandro

    PIEMONTE, NOVITA’ SULLE CELEBRAZIONI

    COMUNICATO DEI VESCOVI DELLA REGIONE PIEMONTE del 2 marzo

    Visto il Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri in data 1° marzo 2020 e l’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale in data 1° marzo 2020, i Vescovi della Regione Piemontese,

    DISPONGONO QUANTO SEGUE

    Si riprenda la celebrazione delle Sante Messe festive e feriali e dei funerali (con o senza la Messa) seguendo le norme di contingentazione indicate dalle Autorità Civili.

    Restano in vigore le norme prudenziali della recezione della Comunione in mano, dell’astensione dal segno della pace e delle acquasantiere vuote.

    In concomitanza della riapertura delle Scuole, si possono riprendere tutte le altre attività ordinarie (catechismi, oratori, ecc.).

    Torino, 2 marzo 2020

    Mons. Cesare Nosiglia

    Presidente della Conferenza Episcopale Piemontese

    https://www.diocesi.torino.it/site/via-libera-alla-celebrazione-di-sante-messe-e-funerali/

  37. Alessandro

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