“Ecco perché uomini omosessuali come me non dovrebbero essere sacerdoti”

Daniel C. Mattson, omosessuale, autore del libro “Ecco perché non mi definisco gay”, ci spiega che la Chiesa sarà piagata dagli abusi sessuali a sfondo omosessuale se continuerà a guardare da un’altra parte anziché guardare in faccia al problema, tenendo fede al suo insegnamento.

 Eccolo nella traduzione di  .

 

di Daniel Mattson

Io sono il tipo di uomo che la Chiesa cattolica dice che non dovrebbe essere un sacerdote. Sperimento quelle che il Vaticano chiama “tendenze omosessuali profondamente radicate”, che, secondo la Chiesa, mi rendono un candidato inadatto al sacerdozio. L’istruzione vaticana del 2005 sulla questione dell’omosessualità e del sacerdozio lo afferma chiaramente: “La Chiesa, pur rispettando profondamente le persone in questione, non può ammetterle al seminario o all’ordine sacro coloro che praticano l’omosessualità, presentano tendenze omosessuali radicate o sostengono la cosiddetta “cultura gay”.

Questo insegnamento non era nuovo. Nel 1961 il Vaticano dichiarò che gli uomini con tendenze omosessuali non potevano essere ordinati. I seminaristi che “hanno peccato gravemente contro il sesto comandamento con una persona dello stesso sesso o di sesso opposto” devono essere “licenziati immediatamente”.

Non mi offendo per questo insegnamento. In realtà, sono d’accordo. Sono convinto che se la Chiesa avesse tenuto conto di questo suo consiglio del 1961 e del 2005, non saremmo stati avvinti in questi scioccanti titoli  di oggi: “Il Seminario di San Giovanni scosso da indagine di un caso di cattiva condotta sessuale”; “Le vittime raccontano di orrori da abuso sessuale nel seminario cileno”; “I Seminaristi dell’Honduras sostengono una diffusa cattiva condotta omosessuale”; “I poliziotti vaticani irrompono nel mezzo di un’orgia gay alimentata da droga a casa dell’assistente del cardinale”; “Un uomo dice che il cardinale McCarrick, il suo ‘Zio Ted’, ha abusato di lui sessualmente”. La maggior parte degli orribili abusi descritti nella relazione della Grande giuria della Pennsylvania hanno coinvolto ragazzi e giovani adolescenti. Questa non è pedofilia.

Ciò che unisce tutti questi scandali è l’omosessualità nei nostri seminari e nel sacerdozio: ciò perché la Chiesa ha ignorato le proprie chiare direttive. Se è seria nel porre fine agli scandali sessuali, la Chiesa deve ammettere che ha un problema con i sacerdoti omosessuali e deve smettere di ordinare gli uomini con tendenze omosessuali profondamente radicate. Il primo scandalo “zio Ted” è stato quello di far diventare sacerdote “zio Ted”..

Affronto l’argomento con trepidazione. Sono convinto che la maggior parte dei sacerdoti omosessuali siano uomini buoni e santi. Un esempio di molti che conosco è un sacerdote che opera come cappellano ospedaliero.  Accompagna regolarmente le famiglie attraverso il dolore del trauma fisico, della malattia e della morte dei loro cari. Ha un carisma speciale per gli uomini che muoiono di AIDS, che sono certo deriva dal suo amore per gli altri con profonde tendenze omosessuali come lui. Ha aiutato molti di loro a riconciliarsi con Cristo prima della morte.

 

Sono quindi d’accordo con l’avvertimento del vescovo Barron sui pericoli delle persone che cercano un capro espiatorio che condividono la mia attrazione per gli uomini. Ma riconoscere il ruolo schiacciante che l’omosessualità ha svolto in molti dei nostri scandali passati e presenti non è un capro espiatorio. È la Chiesa che si confronta con la verità.

L’arcivescovo Charles Chaput, commentando il documento del 2005, ha scritto: “Mentre le tendenze omosessuali persistenti non precludono mai la santità personale – gli omosessuali e gli eterosessuali hanno la stessa chiamata cristiana alla castità, secondo il loro stato di vita – esse rendono molto più difficile la vocazione di un servizio sacerdotale efficace”. In base alla mia esperienza personale, credo che ci siano molte ragioni per cui questo è il caso, ma qui mi concentrerò solo su due, direttamente collegati con l’impudicizia.

 

Il primo motivo è che per gli uomini con tendenze omosessuali è particolarmente difficile vivere le esigenze della castità. La stragrande maggioranza degli scandali nella Chiesa dal 2002 coinvolge sacerdoti omosessuali che hanno fallito profondamente nella castità. Non mi sorprende. La castità, ne sono convinto (e l’evidenza lo dimostra), è molto più difficile per gli uomini con un’inclinazione omosessuale che per gli altri.

Padre James Lloyd, C.S.P., sacerdote con un dottorato in psicologia alla New York University, ha lavorato con uomini omosessuali (compresi i sacerdoti) per più di 30 anni come psicologo clinico. A proposito di castità e sacerdoti omosessuali, dice: “È abbastanza chiaro, come confermato da prove cliniche che l’energia psichica necessaria per contenere le spinte omosessuali è molto maggiore di quella necessaria agli eterosessuali deviati”.

Come molti uomini attirati dallo stesso sesso, minsono a volte compulsivamente impegnato in comportamenti rischiosi anonimi com altri uomini. Se fossi stato sacerdote, il mio peccato sarebbe stato aggravato dal commettere un orribile abuso contro qualcuno per il quale avrei dovuto essere un padre spirituale.  L’intuizione di padre Lloyd è qui inestimabile: Non si può ignorare la dimensione di coercizione connessa alla personalità con SSA [attratto dallo stesso sesso]. Troppo a lungo la Chiesa si è girata dall’altra parte come se nulla stesse accadendo. Non possiamo più essere sorpreso di fronte all’ovvio… Ogni volta che c’è un dubbio su un candidato al sacerdozio, il dubbio deve essere risolto a favore della Chiesa!” Se la Chiesa vuole evitare gli scandali sessuali, deve smettere di ordinare i tipi di uomini che hanno più difficoltà a rimanere casti.

Il secondo problema è direttamente collegato al primo.  Se un sacerdote non rispetta l’insegnamento della Chiesa nella sua vita, non insegnerà ai suoi parrocchiani a seguire un insegnamento che non crede si applichi a se stesso. Così, un grave problema con i sacerdoti omosessuali è l’alto numero di coloro che non sono d’accordo con l’insegnamento della Chiesa sulla morale sessuale e che minano segretamente (o apertamente) questo insegnamento, sia nel pulpito che nel confessionale.

Una storia del mio viaggio nella castità è istruttiva.  Subito dopo essere rientrato nella Chiesa nel 2009, ho peccato avendo avuto un anonimo incontro sessuale con un uomo. Pieno di rimorso, sono andato a confessarmi il giorno dopo, e in maniera scioccante, il sacerdote (uno sconosciuto per me) mi ha detto che fare sesso con un uomo non era peccaminoso. Invece, mi ha esortato ad andare a trovare un ragazzo, dicendo: “La Chiesa cambierà”. Più tardi, quando ho discusso di questo sacerdote con coloro che lo conoscevano, mi è stato detto che era ampiamente riconosciuto che questo sacerdote era omosessuale. Nel suo libro del 1991, “Sacerdoti gay”, il Dr. James Wolf ha intervistato 101 sacerdoti. Tutti dicevano di non essere d’accordo con l’insegnamento della Chiesa sulla morale sessuale; solo il 9% di loro diceva che avrebbero detto a un laico come me di astenersi dal fare sesso con un uomo. Quegli uomini non avrebbero mai dovuto essere ordinati.

Riconosco prontamente che i sacerdoti che ho descritto sopra non riflettono tutti i sacerdoti omosessuali. Il documento vaticano del 2005 fa eccezione per coloro che possono aver avuto un’omosessualità “transitoria”, uomini che sono stati capaci di superare le gravi ferite delle tentazioni omosessuali attraverso la consulenza, il duro lavoro, la preghiera e l’onesta autoriflessione, e sono quindi buoni candidati al sacerdozio. Eppure penso che questi uomini siano rari.

Poiché gli scandali sessuali della Chiesa sono prevalentemente omosessuali, la Chiesa non può più rischiare di ordinare uomini con inclinazioni gay nella speranza che tali inclinazioni si rivelino transitorie. La Chiesa ha bisogno di uomini maturi, fiduciosi nella loro identità e pronti ad essere padri spirituali. Amo la Chiesa, ma non sono il tipo di uomo di cui la Chiesa ha bisogno come sacerdote. Le Norme per l’Ordinazione Sacerdotale, pubblicate nel 1993 dalla Conferenza Episcopale degli Stati Uniti, me lo rivelano: “Per parlare di una persona matura, il suo istinto sessuale deve aver superato due tendenze immature, il narcisismo e l’omosessualità, e deve essere arrivato all’eterosessualità”.

Come sarebbe oggi la Chiesa americana se i nostri vescovi avessero preso sul serio le direttive del 1961, 1993 e 2005? Non possiamo rispondere a questa domanda, ma possiamo guardare al nostro futuro e ascoltare le parole di papa Francesco sull’ammissione degli omosessuali al seminario: “Se avete anche il minimo dubbio, è meglio non lasciarli entrare”.  Preghiamo affinché i vescovi qui in America e nel mondo ascoltino il suo saggio consiglio.

 

Fonte: First Thing  –  .

leggi anche Perché non mi definisco gay. Intervento del Card. Müller alla presentazione del libro di Daniel C. Mattson

 

61 pensieri su ““Ecco perché uomini omosessuali come me non dovrebbero essere sacerdoti”

  1. Mario Grossi

    Pienamente d’accordo nella sostanza del discorso, correggerei solo la forma della definizione “fare sesso” e “incontro sessuale” con “rapporto omoerotico”, per non dare nessun appiglio a chi vuol mettere sullo stesso piano l’unica sessualità possibile uomo-donna con ciò che non lo è affatto, ma è solo erotismo.

  2. Rosa

    Come sarebbe oggi la Chiesa americana se i nostri vescovi avessero preso sul serio le direttive del 1961, 1993 e 2005?
    Il problema è proprio li: i vescovi! I vescovi NON POTEVANO PRENDERE sul serio quelle direttive per il semplice fatto che quelle direttive si APPLICAVANO A LORO PER PRIMI!
    In altre parole: omosessualità NON RIGUARDA SOLO I PRETI MA ANCHE E SOPRATTUTTO I VESCOVI.
    La mia prof diceva che per fare un asino ci vuole un asino e una asina: per fare dei ciuchi basta un somaro in cattedra (vescovile, nel nostro caso).

  3. Luigi

    Il problema è che tutt’oggi le parole di un omoeretico come Martin hanno più riconoscimento in Vaticano rispetto a quelle di Mattson.
    Questo è il problema.
    Non basta la lettera del Papa (dove non parla mai di omosessualità) o il discorsetto detto ai Vescovi a porte chiuse sul non accettare omosessuali in seminario. Il Papa deve agire: e il primo segnale è fermare l’intervento di Martin a Dublino e scomunicare (Sì, scomunicare!) tutti i preti, vescovi, teologi che diffondono l’omoeresia.
    A un malato di cancro non si dà l’aspirina, ma lo si sottopone ad un ciclo di chemioterapie.
    Poi intervenire drasticamente nei seminari e noviziati espellendo i non idonei e sanzionando i sacerdoti omoeretici che traviano i seminaristi.
    E già che ci siamo andrei a toccare tutti i Neomodernisti (Kasper, Marx, Sosa, Galantino, Bianchi etc.) che stanno facendo altrettanto male alla Chiesa.
    Chiedo troppo?

  4. Rossella Gattai

    Quello che mi colpisce è l’assenza di obbedienza. I vescovi non obbediscono al papa, i sacerdoti non obbediscono alle indicazioni della chiesa. La superbia impera. Mi complimento invece con l’onestà e la sincerità del signore che ha suscitato l’articolo.

  5. Bradamante

    Innanzitutto credo sarebbe giusto smetterla una buona volta di parlare di omosessualità e ricominciare a parlare di sodomia, che non è la stessa cosa. Noto che nonostante in questo blog la differenza sia stata rimarcata più volte, ci caschiamo sempre tutti, e sotto sotto siamo convinti anche noi che esistano uomini che SONO omosessuali. E qui la domanda delle domande: se si vieta il seminario agli omosessuali , chi stabilisce chi è omosessuale e chi no? Si fanno gli esami del sangue, si richiede autocertificazione? Quella che sembra una misura di cautela finisce con il confermare quello che ogni giorno cerchiamo di negare: la c.d. omosessualità non è il destino di nessuno.

    1. Procopio

      Un mio amico sacerdote mi racconto’ che in seminario prima dell’ordinazione riporto’ al suo superiore che alcuni suoi colleghi erano omosessuali e che, a suo giudizio, non era il caso di ordinarli.
      Ovviamente ora sono sacerdoti e molto probabilmente giocano al trenino in qualche parrocchia.
      In seminario, si comprende molto della psicologia dei seminaristi.
      L’omosessualita’ non e’ il destino di nessuno ma l’articolo spiega bene che tipo di disordine mentale possa essere.

      1. Bradamante

        Non intendevo quello. Sospetto che di tutti i sacerdoti coinvolti nei vari scandali una certa percentuale non fosse affatto “omosessuale” al momento dell’ordinazione. Una tendenza disordinata può anche essere passeggera, (e può anche non essere mai messa in pratica) mentre la sodomia può anche essere un gioco di potere che spesso con l’attrazione ha poco a che fare.

        1. Procopio

          Francamente la sua e’ un’ affermazione molto forte. Spero vivamente che non si e’ arrivati a questo. Io non ho strumenti per verificare la sua affermazione.
          Per quanto riguarda la transitorieta’ dell’attrazione omosessuale cerchiamo di non passare da un eccesso ad un altro.
          E. M. Jones e’ uno scrittore cattolico che purtroppo non e’ tradotto in italiano. In uno dei suoi ultimi libri afferma che i casi che stanno emergendo in Usa risalgono ad un periodo ben preciso cioe’ dagli anni settanta in poi. In quel periodo si praticava (che poi mi e’ stato confermato da alcuni amici sacerdoti) una sessualita’ non piu’ ” repressa ” (come si dice), come correre nudi per i corridoi dei seminari. Nel libro stesso di Jones si riporta il caso di una suora che inizialmente contro la sua volonta’ ha dovuto frequentare corsi di educazione sessuale che si tenevano nel monastero. Tali corsi erano cosi’ “avanzati” che alla fine molte suore divennero omosessuali tra cui quella che descrive l’accaduto.

    2. Paolo

      @Bradamente:

      Proprio questo è il punto. Una vocazione che preveda l’astinenza dagli atti sessuali a me sembra alla portata di chiunque sia abbastanza motivato, sia che si tratti di rinunciare ai rapporti che potrebbero dar luogo alla procreazione sia a quelli di tipo sodomitico ( che ovviamente possono avvenire anche tra persone di sesso diverso ).

      1. @Paolo
        Non basta. Leggiti il citato pezzo di Don Ariel. Un estratto:

        A caratterizzare la pornocrazia, non è tanto il baratto di favori sessuali con posizioni di privilegio, come nelle consuete relazioni tra potente e prostituta, perché questi rapporti di potere non sempre hanno avuto connotazioni di tipo sessuale, specie all’interno di certe sacche decadenti, che hanno costituito nei tempi passati e presenti orribili zavorre per la Chiesa, dove spesso il meccanismo, lungi dell’essere quello del tutto naturale della sessualità eterosessuale, si fonda sulla asessualità, o su puri meccanismi omosessuali, spesso più psicologici che fisici. Nella pornocrazia clericale, l’omosessualità praticata a livello fisico è solo la punta estrema di un’omosessualità mentale radicalizzata e andata non di rado al potere. Con l’esercizio del proprio influsso sull’uomo di potere la prostituta, o il gay-prostituto, non tanto riescono a esercitare in modo indiretto il loro personale potere, perché simili meccanismi di ruolo sono stati più volte esercitati in modo quasi istituzionale dalle legittime consorti dei sovrani, o dai loro vari amichetti-gay. Quel che risulta particolarmente logorante nella Chiesa, più che nelle società civili di potere, è la capacità del prostituto di creare un proprio potere personale a volte quasi assoluto, che si sostituisce spesso all’autorità del potente e che non di rado sopravvive al potente stesso. Si pensi per esempio al giovane ed efebico segretario dalle cui labbra il potente pendeva e che dopo avere influito sull’esercizio del potere del prelato – che era preposto a servire, non a pilotare colpendolo con le frecce di Cupido –, quando questi sta per ritirarsi dalla carica per sopraggiunti limiti di età, viene promosso vescovo prendendo il posto – in rango e dignità sacramentale – del suo padrone platonicamente innamorato» [tratto da: E Satana si fece Trino, Roma 2010. Pagg. 207-208]

      2. Bradamante

        Questo è ciò che pensavo anche e io e da un certo punto di vista ha senso: se devo rinunciare ai rapporti è indifferente che rinunci a maschi o femmine. Non è proprio così, anzitutto perché con tutta probabilità questo tipo di disordine, sempre a causa delle sue origini, porta con sé anche altri tipi di problematiche che non rendono un uomo adatto al sacerdozio. Ma tutto questo non è impossibile da superare. Quello che volevo dire è che non è tanto rilevante se un seminarista sia o meno attratto dagli uomini, quanto quello che succede durante e dopo il seminario, cioè i giochi di potere (espresso anche attraverso la sodomia) che si vengono a creare, che, ne sono certa, spingono in quella direzione anche chi non ci stava proprio pensando. Mi raccontano che la sodomia è prerogativa anche di altri ambienti, e non stento a crederlo. A parte i lavori “classici” come stilista o visagista, tipicamente svolti da “omosessuali”, probabilmente per scarsità di interesse da parte degli uomini virili, pare ci siano altri settori in cui tale tendenza aiuta ad arrivare in alto. E non penso che la motivazione sia l’associazione fra un certo tipo di attrazione erotica e (per esempio) l’archeologia, credo che sia l’ambiente stesso a richiedere “apertura, diciamo, mentale”.

  6. Adele

    ascoltare ciò che Papa Francesco ha detto e obbedire ma dipende da tutti noi pregare per i sacerdoti che siano santi e vivano la loro vocazione con l’insegnamento della Chiesa

    1. cinzia

      @Adele
      Quelle di papa Francesco sono solo parole! basta guardare chi continua a fare carriera e notare come Martin non sia stato tolto dal programma di Dublino. E non venitemi a dire che il papa non sa nulla….. Se sa è grave, se non sa è ancora più grave! Anche perché quando vuole far fuori qualcuno (es. Francescani dell’Immacolata, ma purtroppo non solo loro….) non lo ferma nessuno!
      Ovviamente continuiamo a pregare per tutti i sacerdoti e per il papa in primis!

      1. Claus

        Papa Francesco ha scelto di far parlare Martin a Dublino e Martin parlerà. Sulla base delle sue parole dovrà poi prendere una posizione, posizione che dovrà essere tanto più netta se le parole di Martin, come presumiamo, saranno omoeretiche. A volte bisogna attendere che il Male si mostri per poterlo combattere…

        1. posizione che dovrà essere tanto più netta se le parole di Martin, come presumiamo, saranno omoeretiche.

          Io non sono in grado di fare previsioni, ma siccome abbiamo a che fare con “furbi”, potrebbe anche succedere che Martin a Dublino si tenga più prudente (i gesuiti sanno comunque fare discorsi disastrosi ma ambigui, che qualcuno sarà sempre pronto a difendere). Magari per poi sostenere che la questione della presenza di Martin era una tempesta in un bicchier d’acqua messa su dai “tradizionalisti”. Il punto è che è già grave tutto quello che stiamo vedendo, da troppo tempo, e che la discussione dovrebbe vertere su “perché Martin è ancora prete”, molti passi prima di “perché Martin va a Dublino”. Per non parlare poi di cardinali come questi (via Aldo Maria Valli):


          E completiamo il quadro, almeno per ora, con i commenti di due cardinali.
          Il primo è Joseph Tobin, arcivescovo di Newark negli Stati Uniti, il quale, dopo che sei sacerdoti rimasti anonimi hanno denunciato sulla Catholic News Agency che all’origine egli abusi c’è la «sub-cultura gay», si è rivolto così ai preti della sua diocesi: «Nessuno mi ha mai parlato di una simile sotto-cultura. D’ora in poi ai preti sarà vietato parlare con i giornalisti e tutte le eventuali richieste dovranno essere riferite al responsabile dell’ufficio comunicazioni sociali della diocesi».
          Che dire? Complimenti per la lungimiranza!
          Il secondo è il neo-cardinale messicano Sergio Obeso Rivera, il quale, secondo quanto riferisce Crux (https://cruxnow.com/church-in-the-americas/2018/08/21/mexican-cardinal-says-abuse-victims-should-think-about-skeletons-in-their-own-closet/) ha detto che le vittime degli abusi dovrebbero «vergognarsi di parlare perché anche loro hanno scheletri negli armadi».
          Che dire?
          Senza parole.

          Io ripeto: quello che molti cattolici possono fare in concreto è non andare a Dublino, al Meeting delle Famiglie. Francesco dice che segue la Teologia del Popolo? Che il Popolo mostra con il suo atteggiamento cosa vuole Dio? Fanta-teologia a parte, beh, dimostrate che il Popolo di Dio sa veramente chi seguire e chi non seguire. Chissà mai che Francesco recepisca il messaggio. Oppure sarà ben chiaro che a questa fanta-teologia non crede nemmeno lui.

          1. Bradamante

            @Fabrizio, naturalmente si può (e si deve) disertare Dublino, ma a parte il fatto che i media descriverebbero comunque l’evento come un successone gonfiando i numeri, questo per puntualizzare chi sta da quale parte, il problema reale è che il popolo disertore viene pian piano sostituito da un altro a cui la chiesa protestantizzata va più che bene, quindi l’assenza rischia di passare inosservata. Lodevole l’incontro parallelo, a cui bisognerebbe presentarsi a frotte: saremo tradizionalisti, saremo antichi e bigotti, ma ci siamo, e diventiamo sempre di più. Tanti (tra cui io) non parteciperanno per motivi logistici, pecuniari o altro, ma almeno sanno che c’è un’alternativa.

          2. Digital

            @ Fabrizio Giudici
            Invece Martin non si è tenuto prudente ed ha gettato la maschera dicendo queste parole: “Le parrocchie si aprano alle persone Lgbt e la Chiesa smetta di raccomandare loro di astenersi dal sesso per intraprendere una vita casta. Le persone Lgbt sono più della loro vita sessuale”.
            Poi ha aggiunto: “se sei gay, lesbica, bisessuale o transgender e cerchi di dare un senso alla tua relazione con Dio e la chiesa, se vivi in una grande città con pastori aperti, sei fortunato. Se vivi in un posto meno aperto con atteggiamenti omofobi e pastorali, sei sfortunato”.
            Le parole si commentano da sole…

  7. @Rosa Come sarebbe oggi la Chiesa americana se i nostri vescovi avessero preso sul serio le direttive del 1961, 1993 e 2005? […] La mia prof diceva che per fare un asino ci vuole un asino e una asina

    Esatto. Infatti la metafora asinina nel caso concreto di cui stiamo parlando è perfettamente documentata da studi e denunce di preti che da decenni hanno avuto il coraggio di mettere le cose nero su bianco, p.es. don Ariel e padre Oko. Don Ariel ha appena pubblicato un post “Hanno scoperto che la Terra è rotonda”, che invito a leggere:

    http://isoladipatmos.com/gli-scandali-della-potente-lobby-gay-ecclesiastica-e-il-dramma-della-formazione-del-clero/

    Uno dei tanti estratti illuminanti:

    «Nella Chiesa abbiamo un problema gay che nel giro di pochi anni ci travolgerà ai più alti vertici delle gerarchie». E Dio solo sa con quanta spocchia alto prelatizia, quelli che oggi si stracciano le vesti al grido di «non sapevamo», «non immaginavamo», alzavano il telefono e poi appresso la voce con l’allora mio Ordinario Diocesano per intimargli: «Insegni quanto prima a questo suo prete a tacere!».

    Ovviamente è colpa anche di tutti i fedeli che in questi anni si sono lasciati abbindolare dal consueto “sopire e troncare”, perché il parroco o il vescovo diceva loro “Tutto va bene, ignorate le mormorazioni”. Padre Oko dice che tra il 40% e il 50% del clero USA è infettato; tutto questo non è avvenuto da un giorno all’altro, e certo non era così nel 1961 quando già esistevano delle direttive. Dunque hanno potuto contare su complicità di certi (i neomodernisti, che però a quell’epoca non erano affatto liberi di muoversi) e i fessi, ovvero gli utili idioti che sono sempre necessari in ogni rivoluzione. Questi sono i prelati moralmente sani, almeno dal punto di vista che stiamo affrontando, ma che non hanno capito, non hanno voluto capire, non hanno saputo intervenire, hanno preferito nascondere tutto.

    Sempre oggi, Cavalcoli pubblica un saggio (in cui oltretutto ribadisce il rischio concreto che la lobby gay che ha preso il controllo di molti seminari abbia di fatto eseguito ordinazioni non valide di molti preti, certi diventati anche vescovi) che chiarisce un punto piuttosto importante:

    Se San Paolo dice che la carità «tutto copre», egli intende riferirsi a quella delicatezza del padre che non vuol gettare il figlio in pasto al ludibrio, non lo vuole umiliare. Eppure lo vuol correggere. È un padre, quindi, che sa all’occorrenza richiamare, rimproverare, minacciare, castigare. Anche questa è carità. Ma essa è altresì pronta a coprire là dove è possibile, utile, lecito e doveroso, laddove c’è da scusare o pazientare; non certo nel senso di coprire o nascondere il peccato affinché non venga punito. Qui non deve coprire, ma svelare a chi di dovere e al peccatore stesso. Dio non copre i peccati lasciandoli tali, come credeva Lutero, ma li copre per misericordia in attesa di toglierli.

  8. Carlos Reyes

    Fanno diventare anche rettore del seminario minore o maggiore che formano i ragazzi al sacerdozio e di consequenza quelli che sono ordinati preti sono tutti omossesuale o sono diventati omosessuale nel seminario a causa dei formatori e quelli che sono tornati a casa che hanno vocazione veri e sono verili sono cacciati via dal seminario perchè non sono come loro. Nel seminario del Neo Catecumenale Redemtoris Mater sono tanti di questi omosessuale.

  9. @Costanza Miriano
    @Staff

    Qualcuno può fare un articolo accurato su Bella Dodd?
    In relazione alle sue dichiarazioni giurate, rilasciate dopo la conversione al cattolicesimo (grazie a Fulton Sheen).
    Precedentemente la signora Dodd (di origine italiana) lavorava per lobby anticattoliche e aveva fatto infiltrare almeno 1000 false vocazioni, cioè falsi futuri preti nei seminari… Gente che ha anche scalato le gerarchie e quindi… Vi lascio immaginare. Obiettivo: distruggere la chiesa dall’interno.
    Le fonti più accurate saranno sicuramente quelle americane, ma credo che si trovi qualcosa anche in italiano.

    Vorrei leggere qualche buon approfondimento in italiano, con buone traduzioni delle dichiarazioni originali.

    Se si può…
    Grazie,
    Francesca

    1. admin @CostanzaMBlog

      è una buona idea Francesca ma non fa per noi, purtroppo questo blog non ha uno “staff” e neanche una redazione, si fa in due quel che si può nei ritagli di tempo che la (complicata) vita quotidiana ci concede.
      Saluti

    2. giovi

      Scusa, Francesca, una curiosità: ti avevo letto nel blog “come Gesù”
      ( dotato di staff e nel cui staff, tra i tirapiedi dell’untuoso Leonardi , c’è addirittura un professore universitario ), poi non più.
      E’ stata una tua scelta o sei stata bannata?
      No, perché, da lettrice che nota le teste cadere una ad una, mi fa molto sorridere l’autoreferenzialità che fa dire , ogni due per tre, al prete mediatico che il suo spazio è un’oasi di rispetto, quando ogni pensiero “cattolico” ( per lui “cattolico” è una parolaccia ) viene troncato sotto gli occhi di tutti, ogni giorno !

      1. Io non ero certo una “testa” 😄 visto che ci sono stata solo un breve periodo. La cancellazione integrale di tutti i miei messaggi e lo smettere di scrivere è stata iniziativa mia. Non sono stata bannata.
        Solo che dopo aver ricevuto delle censure (veramente ridicole) su alcuni miei post, e dopo che venivo segnalata allo staff per cose tipo citare il catechismo (e si sa che il catechismo discrimina tante categorie di persone, quindi citare il catechismo si configura praticamente come odio religioso verso tizio o caio 😂), … e dopo che qualche utente si sentiva profondamente offeso/a ed indignato/a dal mio citare Giovanni Marcotullio e Don Di Noto (sulle ben note questioni) laddove lo stesso G. Marcotullio diceva quello che dicevo io però lui non lo potevano censurare (altrimenti l’impalcatura poi non funziona più) … e il suo post (di Marcotullio) sta sempre lì mentre il copia-incolla di Marcotullio è giudicato offesa, discriminazione e violazione del Regolamento del forum… Ecco, dopo un po’ mi sono stancata di parlare … di niente (unico argomento consentito).

        Diciamo che… la stessa piaga tocca anche molti ambienti dell’ala opposta (in cui non sono mai riuscita a pubblicare neanche 1 solo commento), e quindi non giudico l’ipocrisia degli uni diversa da quella degli altri… È solo che effettivamente lì si proclamano paladini della libertà di parola, e allora la cosa infastidisce non poco.

        (fatto sta che vengo censurata ovunque e ancora non ho capito perché. Oh, io sono buonissima e gentilissima ! No? 😁)

        1. giovi

          Ok, Francesca, grazie,confermi la mia impressione di censura feroce di quel blog, solo che a forza di sentirli auto-elogiarsi ( soprattutto l’untuoso Leonardi ) per la propria grande apertura e rispetto verso tutto e tutti e vedere continuamente teste cadere, pure con enorme compiacimento degli sgherri, mi pareva di avere problemi di comprensione !
          Sono bravi tutti a creare un clima sereno e disteso, mandando al confino gli antagonisti !
          Non so, poi, a quali siti ti riferisca dicendo che lo stesso accade nell’ “ala opposta”, immagino non a questo sito, in cui, VERAMENTE, c’è una grande libertà , anche se dopo un po’ gli interlocutori che non la pensano come la padrona di casa spariscono, ma, sembra, perché piuttosto a corto di argomenti, che altro: dunque spariscono volontariamente, non perché non possono citare il catechismo !

          1. giovi

            Confermo, Francesca , che sei buonissima e gentilissima, semmai un pochino appena “rompi”, ma se si dovesse badare a quello chi di noi sarebbe pubblicato ? 🙂

            1. @giovi
              I “rompi” sono quelli che fanno la differenza. 🙂

              @francesca È solo che effettivamente lì si proclamano paladini della libertà di parola, e allora la cosa infastidisce non poco.

              È questo il punto chiave. I social sono erroneamente chiamati “pubblici”, perché in realtà sono legittimamente privati e chi li gestisce ha il diritto di stabilire le regole che vuole. Questo non lo contesto. Ora non è affatto incoerente che si trovino social molto conservatori e molto restrittivi sui post, perché questi non si proclamano “paladini della libertà di parola”. Al contrario si deve sottolineare e contestare l’incoerenza dei paladini che poi si fanno censori.

              1. admin @CostanzaMBlog

                Infatti Fabrizio, qui non ci siamo mai vantati di essere pluralisti, anzi io come Admin ho sempre detto che mi riservo il diritto di non approvare commenti banalmente stupidi, inutilmente provocatori, stucchevolmente politicamente corretti, fastidiosi, ripetitivi o anche solo semplicemente “sospetti” (oltre ovviamente quelli offensivi).
                Un blog, così come un sito, un profilo di un social network non è di per se “democratico”, semmai è la rete ad esserlo, dando la possibilità a chiunque di aprire un blog, un sito, e un profilo sui social network.
                Io non ho niente da dire sulla gestione dei commenti di nessun blog o forum, però si diventa ridicoli e ipocriti quando ci si erge a paladini del dialogo e del pluralismo.

                1. @admin
                  Se la guardiamo dal punto di vista del blog privato personale (o anche forum): niente da eccepire. Cioè il tuo discorso fila.
                  [Mentre non fila affatto quello di don Leonardi (cioè fare finta che tutti siano liberi di esprimere l’intero ventaglio delle opinioni cattoliche, mentre nei fatti ti mettono ostacoli dappertutto, oltre a farti sperimentare, spiritualmente, una non-accoglienza da paura. Alla faccia che poi pretendono di insegnare come si accolgono le persone).]

                  Però – ecco un altro mio “rompi” – se invece ci mettiamo dal punto di vista del rappresentare (testimoniare) il nostro essere Chiesa Una Santa Cattolica Apostolica… Teoricamente ciò che affermi non va tanto bene.

                  L’atteggiamento cattolico migliore sarebbe quello di far passare ogni opinione, ogni carattere, ogni sensibilità, ogni apporto anche se scomodo e scomodante.
                  (Eccetto parolacce, blasfemie ed evidenti troll, ovviamente. Ciò che mi stupisce in questo momento nella blogosfera cattolica è infatti come certi riconoscibilissimi troll stiano riuscendo a passare più dei normali utenti praticamente in tutti gli ambienti cattolici. Come fanno? Semplice: livellano ancora di più il già livellato livello della comunità di riferimento).

                  Il mio parere è che testimoniare la Chiesa oggi è dare spazio a quante più sensibilità sia possibile.

                  Alla fine è così che la Chiesa è stata voluta fin dall’inizio. Lassista no. Ma molto paziente sì…
                  Se si mettono alcuni paletti identitari fermissimi (per me sono fondamentalmente la liturgia, come ho già detto), poi si può riuscire ad essere molto pazienti su tutto il resto.
                  Da lì: lasciare che ognuno possa incontrare i testimoni, cioè noi. Se si mettono troppe limitazioni… Com’è che la gente ci può incontrare in rete?

                  Ciao.

                  1. admin @CostanzaMBlog

                    “far passare ogni opinione, ogni carattere, ogni sensibilità, ogni apporto anche se scomodo e scomodante”

                    non ne abbiamo né energie né tempo, come ho già detto in precedenza questo è un blog a “conduzione familiare”, quindi anche a “condizione familiare”. 😉

                    1. admin@ Costanza …..oltre tutto fa troppo caldo, allora meglio tenersi le energie, quando arriverà una bufferà ….molto più intenso ….

                      Buona fine settimana a tutti.

                    2. Admin, ho capito il tuo discorso. Comunque sono due piani diversi. Tu parli di tua – vostra situazione contingente, di fare i conti con la realtà di questo preciso sito…
                      Io invece parlavo “per principio”, cioè di che cosa dovrebbe essere idealmente la comunicazione cattolica per essere “cattolica” (e collaborare in qualche modo anche all’evangelizzazione, alla ‘pastorale’, ecc).
                      Tenkiù 😊

            2. Commento Ore 23.13 era per Giovi.

              E anche questo.
              Il mio essere “rompi” attuale è praticamente concentrato sull’unico tesoro che abbiamo: Gesù in Corpo, Sangue, Anima e Divinità.
              Se per primi non rispettiamo Lui (nella liturgia), questo significa minare da noi stessi le nostre fondamenta, il cuore della Chiesa.
              Il primo corpo da rispettare è il Suo. Da quello discende il rispetto anche per i nostri corpi e per quelli del prossimo. Per la Chiesa tutta.
              (e quindi anche la comprensione di come dobbiamo agire nella vita come cattolici. Come testimoni).

              La devozione durante l’Eucaristia… non è appunto formalità e formalismo, ma tutt’altro.
              Sono pochi minuti alla settimana in cui si “gioca” tutto. (“pochi minuti” nel senso che la parte della comunione riguarda pochi minuti nella Messa).
              Il nostro atteggiamento lì rivela come ci poniamo noi con Lui, e noi nei confronti della Chiesa.
              La poca cura in quei minuti (o la disobbedienza alla chiesa in quei minuti) dice tutto e … fa tutto.
              Nessuno, o pochi, collega mai abbastanza lo “sbragamento” liturgico di certo progressismo (o il formalismo tradizionalista) alle varie eresie che poi si diffondono in tutti gli ambiti ed argomenti…
              Ma in fondo, in concreto, il momento dell’Eucaristia (se liturgicamente falsato) è proprio come incontrare Gesù faccia a faccia e dirGli: “io faccio quello che mi pare, e della tua chiesa non m’interessa”.

              Ecco il mio “rompi” 😊😊😊
              Ciao

          2. giovi

            Un’ultima perla, poi la smetto : su quel blog non si può citare il catechismo per dire che gli atti omosessuali sono peccato, ma si può ( a guisa di martello pneumatico ) citare il catechismo per dire che il catechismo stesso è profondamente sbagliato quando dice che gli atti omosessuali sono intrinsecamente disordinati !
            Non a caso molti interlocutori citano Orwell : un sito orwelliano, in cui tutti sono uguali, ma gli adulatori di don Vanesio sono più uguali degli altri.

                1. No @Kosmo, bannato no, ma mi è stato detto chiaramente che termini come “sodomia” non sono graditi, perché poco “rispettosi” (rispettosi di chi o di cosa?) e che in taluni casi è meglio utilizzare degli “eufemismi”…

                  Dopo aver dibattuto (con Leonardi e un altro sacerdote) su che tipo di eufemismi e con quale logica allora bisognerebbe riportare taluni passaggi della Scrittura e su quanto anche il termine “gay” si poco rispettoso della realtà delle cose, mi sono trovato preso di mira da un utente che riportava con un copia-incolla, un mio commento fatto qui addirittura uno o due anni fa (che zelo…), dove sempre mi riferivo all’atto in sé, paragonandolo ad un luciferino scimmiottare l’atto creativo donato all’Uomo da Dio (idea per altro non mia…). Per quel mio commento, sostanzialmente mi si tacciava di “omofobia” e la mia “cattiva frequentazione” a questo blog, da cui il mio accusatore lamentava essere stato censurato, ne era ulteriore prova…

                  Dopo un po’ di botta e risposta, dove dal mio punto di vista nessuno ha risposto in concreto a nessuna delle mie obiezioni, ho salutato e non sono più tornato (tanto non c’è peggior sordo di chi non voglia ascoltare…).

                  1. Kosmo

                    la mia “cattiva frequentazione” a questo blog, da cui il mio accusatore lamentava essere stato censurato,

                    AH! Non sarà mica il solito troll multinick che impestava 24/7 *TUTTI* i blog cattolici?

                    1. Kosmo. “Quel” multinick è ancora lì e nessuno lo manda via perché (argutissimo come sempre) in quel caso impersona un “tradizionalista” che afferma di difendere la dottrina cattolica solo per obbedienza ma ammettendo che è illogica, ingiusta e insensata – e che non si può mai capire. Si può unicamente obbedire, altrimenti si va all’inferno. Figurati se uno che fa il cattolico idiota pecorone lo censurano. Anzi, magari lo grassettano 😅😅😅😅😅

        2. Beh, se vedi comparire i miei commenti significa che non mi censurano – anche se mi è capitato in passato (e ancora non ho capito il motivo).
          Se capita ogni tanto posso anche pensare ad errori tecnici…
          Comunque, i siti in cui sono stata censurata (completamente, senza nemmeno un commento approvato) sono stati praticamente quelli (vari) dei cosiddetti tradizionalisti (Fabrizio-style o similari) e – altra “sorpresa” ma anche no – la censura 100% sul blog di Grillo (il teologo). Ci riprovai per qualche mese su diversi argomenti, poi capii che non potevano essere problemi tecnici.
          Poi, vabbè 80% dei siti ebraici (soprattutto di lingua inglese) mi censura, nonostante io colloqui esclusivamente secondo i più avanzati criteri “ecumenici” e quindi io non abbia mai azzardato toni del tipo “convertiteviiiiiiiiiiii”.
          Censuratissima poi in zona protestante e dalle sètte. Bannata in varie zone lgbt e “gender”.
          Dai musulmani non ci ho mai provato…
          Questa è la mia esperienza degli anni scorsi, molto diluita in un arco di tempo molto lungo… perché mi concentravo di volta in volta secondo il tempo che avevo a disposizione.

          Riconosco la qualifica di “rompi” nel senso che il dialogo quiescente, in cui tutti hanno ragione, non lo ritengo un dialogo…
          “I credi debbono non essere d’accordo: è tutto lì il divertimento della cosa. Se io penso che l’universo sia triangolare e tu pensi che sia quadrato, non ci può essere spazio per entrambi i due universi. Possiamo discutere educatamente, possiamo discutere umanamente, possiamo discutere con grande mutuo beneficio: ma, ovviamente, dobbiamo discutere.”
          Gilbert Keith Chesterton

          1. giovi

            Cara Francesca, te lo dico perché in un certo senso hai sollecitato un’opinione : sei “rompi” perché fai un po’ il bastian contrario per principio.
            Ti chiedo se ti hanno bannato, mi rispondi che non ti hanno bannato , ma ti hanno censurato e richiamato un tot di volte, quindi hai rinunciato del tutto a dire la tua in un blog che ti impediva di esprimerti.
            Io dico, ecco, come supponevo, c’è una censura e tu dici ” non mi hanno censurato, se leggi i miei commenti”.
            Non so se riesco a spiegarmi, posto che ti interessi, ma , a volte, è come se tu non cogliessi il senso generale delle affermazioni e ti fissassi troppo su particolari insignificanti, dando la stura a battibecchi in cui vince chi ha l’ultima parola.
            In questo caso, ti do la vittoria incondizionata : non replicherò ! 🙂

            1. Io sì, invece replico, dato che ho riordinato la cucina fino a quest’ora (!) e adesso ti sto leggendo con calma al fresco della notte…
              Hai frainteso tutto eh! (pur di darmi della “rompi”😊).
              Prima tu mi avevi chiesto se QUI mi avevano censurata.
              Scrivevi:
              “Non so, poi, a quali siti ti riferisca dicendo che lo stesso accade nell’ “ala opposta”, immagino non a questo sito, in cui, VERAMENTE, c’è una grande libertà “

              E infatti ti ho risposto:
              “Beh, se vedi comparire i miei commenti significa che non mi censurano – anche se mi è capitato in passato (e ancora non ho capito il motivo).”
              Intendevo che se vedi qui da Costanza i miei commenti, vuol dire che non sono censurata.
              E poi ti spiegavo DOVE e COME ero stata censurata oppure bannata.

              Sul resto, confermo.
              Non ho fatto nessun giro di parole sul Leonardi blog. È avvenuto come ho già detto.

              Il mio “puntiglio” (da rompi) spesso è anche per chiarire meglio ciò che per iscritto (come vedi) è fraintendibile – mancando del tutto i cosiddetti segnali paraverbali.
              [mentre la censura è sempre censura, e non c’è niente da fraintendere. Se vengono sbloccati gli altri miei commenti si capirà meglio anche l’ambiente di cui mi chiedevi. Ti confermo: in tale blog c’è un impedimento, con varie strategie, alla libera espressione anche di normalissime posizioni cattoliche – con la scusa che si può offendere qualcuno con la sola esposizione della dottrina cattolica, della Bibbia, o di qualsiasi valore cristiano non approvato dai gestori. Quindi, se vogliamo, preferisco quelli che ti bannano subito, almeno non perdi tempo e te ne vai].
              Notte 🎂🍕🍍🍰

            1. @Fabrizio
              (mi ero già allenata con te negli anni scorsi. LOL)

              Se ti riferisci al blog Leonardi (o dicevi tutto il mio tour cattolico?)… è stato anche utile. Un ambito in particolare lo è stato, dove non ero censurata in quanto si parlava di “massimi sistemi” che il 99% dei lettori non legge (quindi politicamente irrilevante).
              È stato il dialogo-duello “all’ultimo sangue” col prof. Luciano che è effettivamente un ragazzo molto buono (nel senso che è evidente la sua bontà d’animo, la sua sincerità) … L’argomento di quel periodo era l’inferno, e posso dire che anche per rispondere a lui ho rispolverato e rivisto e approfondito la teologia cattolica talmente tanto che adesso potrei fare io stessa le conferenze. Ri-studiando, ho anche “scoperto” una nuova prospettiva (che comprova l’inferno) della cui correttezza (o meno) chiederò a padre Bellon …
              Aveva ragione Paolo: gli eretici servono!

      1. Grazie mille, e rimane “grazie mille” anche se la trattazione politica mi interessa poco… Nel senso che in qualche conversazione online tra americani avevo letto brani molto interessanti delle dichiarazioni giurate di Bella Dodd al Senato (americano) e anche delle sue spiegazioni più dettagliate dell’azione specifica all’interno della chiesa…
        Solo che ora non sapevo come fare a recuperare quel materiale… che era davvero significativo.
        Grazie, è comunque interessante.

  10. Commento solo per ricordare come ogni atto che si configura come “peccato mortale” (e quasi tutti quelli che appartengono alla sfera di una sessualità NON vissuta alla luce dell’insegnamento della Chiesa lo sono … oggi ci si trova a dire: quale insegnamento?) non sono definiti tali per caso.

    Si tratta della morte dell’anima, sino ad arrivare a quella ontologica dell’uomo, che cade completamente schiavo del vizio più turpe… non quindi solo del rischio di morte “eterna” (che già basterebbe).

    Va da sè che chiunque sia schiavo di peccati mortali, sino ad avere una coscienza completamente immersa nelle tenebre, in cui vive come un bene o quantomeno un piacere, ciò che è iniquità, non può che seminare “morte” nel prossimo, con i propri atteggiamenti, insegnamenti e anche con le sole parole.
    E’ come il peggiore dei lebbrosi, che mentre si va corrompendo e disfacendo, infetta chiunque gli si accosti e non abbia potentissimi anticorpi.

    Dico questo per ricordare che possiamo attardarci anche a lungo sugli aspetti psicologici e o di formazione e maturità, sul parlare di situazioni passeggere o meno, ma non dimentichiamo ciò che il peccato significa e produce e su come vada sanato… perché le strade non sono molte.

    Se il tuo occhio o la tua mano ti scandalizza, tagliala!*
    Poi ritorna prontamente a Dio con i Sacramenti.
    Va e non peccare più.
    Prendi la tua croce (che è anche il combattimento contoro la nostra natura ferita) e mettiti alla sequela di Cristo.

    *La Chiesa è anche un Corpo e quindi quel “tagliala”…

    1. Bradamante

      @Barion se ti riferivi ai miei commenti, era esattamente questo che intendevo dicendo smettiamola di parlare di “omosessuali sì omosessuali no” e torniamo a parlare della sodomia. Anche negare il sacerdozio a qualcuno equivale ad ammettere che sia nato peccatore, cosa che non è mai Vera, il peccato è sempre una scelta. A che giova riempire i seminari di giovani seminaristi virili se poi si ritrovano in mano agli zii ted? Sono quelli che vanno eliminati. E questo ancora prima di prendere in mano la penna per scrivere “vietato il seminario a…”

    2. Newman invece ci riporta a una realtà dimenticata. La vita del cristiano è una battaglia. Come in tutte le battaglie, c’è un nemico al quale opporsi e poiché nel mondo l’azione del nemico è così penetrante e incisiva, opporsi al mondo è doveroso e necessario. Sempre che si voglia essere cristiani sul serio.

      Non è un scherzo…..Ciao Bariom e grazie per quanto hai scritto.

  11. sabino

    FRANCESCA.

    Un conto sono le diverse sensibilità, sempre bene accette, un altro sono le opinioni in evidente e grave contrasto con la parola di Dio. Qualche volta queste ultime potranno anche essere ammesse per essere adeguatamente confutate da altre lettori. Un blog cattolico, non solo di nome. deve dare testimonianza alla verità e non essere veicolo di gravi errori Se non ci fossero filtri, quanti interventi eterodossi sarebbero veicolati da abili regie. Cerchiamo di non essere ingenui.

    1. Sabino.
      Nessuna ingenuità.
      Saper rispondere dimostra che sai rispondere. Mentre, in generale, censurare tende a dimostrare che le proprie argomentazioni sono deboli.

      Comunque, tu stai parlando principalmente di strategia politica. Mentre io mi riferisco più a questioni di evangelizzazione.
      Se tu guardi ad esempio alle questioni ammesse nel sito di Padre Bellon… beh, veramente spesso i più gravi errori teologici/filosofici e i più gravi attacchi alla parola di Dio sono occasione di chiarimenti preziosissimi per un buon percorso di fede.

  12. Intanto, padre Martin ha tenuto, come previsto, una “bella” conferenza sugli omosessualisti e come accoglierli (leggasi: approvarli) nelle parricchie. Visto quanto sta succedendo negli USA, non dovrebbero esserci problemi.

  13. admin @CostanzaMBlog

    Intanto nelle librerie “cattoliche” delle Paoline pare sia partito una specie di boicottaggio a Costanza Miriano, ci comunica il senatore Simone Pillon. I libri di Costanza non vengono più esposti (ma gli oroscopi di Paolo Fox, il libri omoeretici di Martin, di Vito Mancuso di Dan Browne e il Corano sì), e molte librerie proprio non li vendono.
    Anche online sul loro sito è disponibile solo il libricino della Via Crucis (perché edito dalle Paoline)
    http://www.paolinestore.it/shop/catalogsearch/result/?cat=&q=costanza+miriano

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