Analisi logica

di autori vari

2016-07-11_184259

In quel tempo, un dottore della Legge si alzò per mettere alla prova Gesù e chiese: «Maestro, che cosa devo fare per ereditare la vita eterna?».

Le domande non sono tutte uguali. Non sempre nascono dalla sete di verità. Non sempre quindi cercano una risposta. Questa domanda non è per ereditare la vita eterna, ma per esaminare Gesù.

Gesù gli disse: «Che cosa sta scritto nella Legge? Come leggi?».

Gesù risponde con altre due domande. Gesù è intelligente e non si lascia ingannare, non accetta di rispondere come se la domanda fosse stata fatta per un’esigenza spirituale sincera. Si potrebbe qui aprire tutto il capitolo dell’insincerità con Dio e delle domande che ci vengono fatte su di Lui.

Costui rispose: «Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente, e il tuo prossimo come te stesso». Gli disse: «Hai risposto bene; fa’ questo e vivrai».

La risposta è corretta. L’esperto conosceva il comandamento-sintesi di tutta la Legge e a Gesù, astutamente, non resta che confermare. “Bravo! Vedi che lo sapevi?” A questo punto il dottore della legge sentendosi sciocco, perché volutamente Gesù gli ha fatto fare la figura dello stupido, volendo giustificarsi, disse: «E chi è mio prossimo?»

Come a dire, il problema è proprio questo, capire chi è la persona che deve essere oggetto di questo amore. Questo ti volevo chiedere da subito perché è  molto difficile capire chi è colui da amare. Il problema potremmo dire,  facendo grammaticalmente l’analisi logica, è nel complemento oggetto.

Gesù riprese: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gèrico …

Questo racconto, con cui Gesù chiude la partita, contiene almeno due terribili provocazioni.

In primo luogo Gesù racconta una storia in cui la vittima non può fingere. È evidente dal luogo in cui si trova (in mezzo al deserto) e dallo stato in cui è ridotto (mezzo morto perché picchiato a sangue) che senza aiuto quest’uomo morirà.  Gesù provoca il dottore della legge ricordandogli che il difficile non è capire chi sia la persona da amare come se stessi. È impossibile non capirlo quando ci si trova davanti a una situazione di vero bisogno. È una persona reale e vicina, la incontri sulla tua stessa strada, è nelle tue possibilità fare qualcosa per lei e se tu non lo farai potrebbe morire. Gesù, potremmo dire, sposta l’attenzione dal complemento oggetto, la persona bisognosa di cure, al soggetto, colui che ha la libertà di farsi o non farsi prossimo.

La seconda provocazione, ancora più forte, è che nel racconto colui che si ferma ad accudire in modo così completo il malcapitato è un samaritano, un uomo che dal punto di vista religioso, a detta dello stesso Gesù, vive nell’errore. Gesù schiaffeggia il dottore della legge ricordandogli che conoscere la Parola non è vivere la Parola e che questa Parola è così vicina al cuore dell’uomo che anche un eretico può viverla.

Il Vangelo di oggi è duro per molti. Sicuramente per tutti noi. Per la nostra cecità volontaria per quelle situazioni reali, vicine, evidenti alla nostra coscienza per cui avremmo la possibilità di fare qualcosa. Non penso assolutamente all’accattonaggio professionale che foraggia droga, alcolismo e illegalità sulle nostre strade. Questo Vangelo è una condanna implicita fortissima anche a coloro che fingono di avere fame, di avere sete e di essere nudi. Coloro che professionalmente sfruttano la compassione scritta dentro il cuore di ogni uomo. Ma, a mio avviso, è anche una condanna all’informazione globale che ogni secondo si limita a scaraventare sulla testa del singolo le valanghe dei drammi di ogni angolo della terra rispetto ai quali nulla si può, alimentando un senso tremendo di frustrazione, di impotenza e di colpa. Questo modello comunicativo globale ha terribili conseguenze sociali. La compassione naturale dell’uomo è inaridita dall’inganno e dalla violenza di un’informazione che percuote il singolo e non mette in crisi chi ha il potere di intervenire con mezzi adeguati. È racconto o a volte semplice comunicazione della tragedia senza mai diventare feroce e incalzante denuncia politica. Che per tutti noi il buonismo politicamente corretto per il lontano generico non diventi fumo per coprire una spietata indifferenza per il vicino concreto, platealmente bisognoso e reale. Magari un figlio, una moglie malata, un padre anziano, anche uno straniero, ma quello che ha un nome, che incontri veramente e che davvero ti interpella di persona.

 

14 commenti to “Analisi logica”

  1. Vi sarebbe necessità di fare su questo brano evangelico delle catechesi sulla figura del sacerdote che non si ferma ma và avanti lasciando il bisognoso nel dramma dell’indifferenza. Molti oggi sono in questa situazione che passano avanti senza piegarsi ai bisogni dei loro fedeli, anche per compassione a condividere lacrime delle difficoltà permanenti o quotidiane.Queste cose non le sento mai dai pulpiti. La catechesi è rivolta spesso all’assemblea e mai si sente un mea cupla da rivolgersi. Interrogarsi sulle responsabilità di tanti sacerdoti a cui tante anime sono state affidate. Molta indifferenza da questa categoria. Non voglio dire che siano tutti indifferenti, ma una considerevole parte si. Lo dico con rammarico e dolore.

  2. “Gesù provoca il dottore della legge ricordandogli che il difficile non è capire chi sia la persona da amare come se stessi.”

    Vero, ma Gesù conclude la Parabola chiedendo: “…Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?”, ribaltando di fatto la prospettiva della domanda iniziale del dottore della legge… 😉

  3. Mi fa piacere leggere queste cose. A proposito dell'”accattonaggio professionale che foraggia droga, alcolismo e illegalità” una volta ho chiesto in confessione a uno dei frati di un santuario vicino a casa mia come mi dovevo comportare con le persone che stanno fisse davanti alla porta a chiedere soldi. Questo sacerdote fu molto fermo nel dirmi che non dovevo assolutamente dargli soldi (in verità più di una volta glieli avevo dati) perché fanno parte di un racket. Peccato che poi quando il sindaco dichiarò guerra a questo racket gli stessi frati assunsero pubblicamente la posizione politicamente corretta che non si può negare la carità e bla bla bla….. Mah!

  4. Gesu’ nella sua divina pedagogia all’uomo di buona volonta’ ci da la risposta spirituale e reale ad ognuno di noi, quando in termini concreti ci mosta/imitare in concreto il Fare del buon samaritano.

    Personalmente penso che se mettiamo in pratica la lezione catechetica del Maestro rimaniamo nella Via, Verita’, Vita.

    Provando anche che, senza di Cristo con la sua dottrina, tutto il resto e’ futile per la salvezza delle nostre anime.

    Oggi giorno siamo sempre piu’ frastrornati da surrogati di varia identita’ morale, etica religioni, politiche igocentristiche e nazionali, scienza e teconologia che tendono a portaci completamente fuori strada dalla Buona Novella (papa Francesco):falsi cristiani, falsa chiesa e faslo cristo.

    Sempre medicinale e di sicura efficienza di immunizazione spirituale e corporea e’ pregare,fare penitenza, aiutare chi e’ nella neccssita’ e vigilare su noi stessi per una condotta di vita cristiana per ricevere discernimento e consiglio per la vita quotidiana.

    Nel mondo ma non del mondo.

    Cordiali saluti, Paul

  5. Bel commento!
    A me invece piace il ribaltamento di prospettiva che Gesù ci propone… Da chi è il mio prossimo a chi si è fatto prossimo…
    Io ne colgo un invito rivolto a me ad acquisire uno stile, uno sguardo, un attenzione.
    E cmq interessarsi del bisognoso lontano è assai più facile rispetto a quello vicino vicino che spesso è anche brutto, cattivo e puzzolente!

  6. Francesco ha detto chiaramente chi è il nostro prossimo

  7. Notevole e meritevole di approfondimento il cenno controcorrente ai danni dell ‘informazione globale. Grazie, Padre Botta.

  8. Grazie Padre Maurizio, quanto bene mi fanno le Sue Omelie! Mi danno la Pace, mi fanno vivere meglio i rapporti con il mio prossimo che ha un nome e mi fanno prossima alle sue necessità che senza la grazia del Signore mi sarebbe più comodo far finta di ignorare.
    Grazie anche a te Costanza carissima per condividere con noi la tua amicizia con Padre Maurizio Botta.

    • Grazie Padre Maurizio, quanto bene mi fann;o le Sue Omelie! Mi danno la Pace.

      Gentile Signora Donatella:

      Concordo con lei che un santo Sacerdote aiuta molto il nostro vero progresso spirituale e trova la sua Verita’ Apostolica nel dire di Gesu’: andate e predicate la Buona Novella.

      Penso sia il suo ravvivamento spirituale Cristiano nel quadro della Chiesa Cattolica Romana dove e’ deposita la nostra Fede Cristiana.

      Cristo con il sacrificio di redenzione di se stesso ci diede l’Istituzione della Sua Sposa la Chiesa: la sola a cui essere ubbidienti e fedeli, il resto e’ posto per noi di vigilare e pregare per non cadere nella rete di Falsi Profeti e le loro modern trovate apostate di rifare a testa loro l’Evangelizzazione.

      Cordiali saluti, Paul

  9. Grazie Padre Maurizio e grazie Costanza.

  10. “Il Vangelo di oggi ci presenta la figura del buon Samaritano. Con questa parabola, Cristo vuole mostrare ai suoi ascoltatori chi è il prossimo citato nel più grande comandamento della Legge divina: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua forza e con tutta la tua mente e il prossimo tuo come te stesso» (Lc 10, 29). Un dottore della Legge domandava che cosa fare per avere la vita eterna: trovò in queste parole la risposta decisiva. Sapeva che l’amore di Dio e del prossimo è il primo e il più grande dei comandamenti. Malgrado ciò, chiede: «E chi è il mio prossimo?» (Lc 10, 29).

    Il fatto che Gesù proponga un Samaritano quale esempio per rispondere a tale domanda è significativo. In effetti, i Samaritani non erano particolarmente stimati dagli Ebrei. Di più: Cristo paragona il comportamento di quest’uomo a quella di un sacerdote e di un levita che avevano visto l’uomo ferito dai briganti ed era sulla strada quasi morto, ed avevano proseguito il loro cammino senza prestargli soccorso. Al contrario, il Samaritano che vide l’uomo sofferente, «ne ebbe compassione» (Lc 10, 33). La sua pietà lo portò ad una serie di azioni. Anzitutto medicò le piaghe, poi condusse il ferito in un albergo perché ne avessero cura; e prima di partire, diede all’albergatore il denaro necessario perché ci si occupasse di lui (cfr Lc 10, 34-35). L’esempio è eloquente. Il dottore della Legge riceve una risposta chiara alla sua domanda: chi è il mio prossimo? Il prossimo è ogni essere umano, senza eccezioni. E’ inutile chiedere la sua nazionalità, la sua appartenenza sociale o religiosa. Se è nel bisogno, occorre venire in suo aiuto. Questo è quanto chiede la prima e la più grande Legge divina, la legge dell’amore di Dio e del prossimo. …” (Giovanni Paolo II, Cattedrale di Notre Dame de Paris – Venerdì, 22 Agosto 1997).
    http://w2.vatican.va/content/john-paul-ii/it/homilies/1997/documents/hf_jp-ii_hom_19970822_paris-ozanam.html

  11. beh,certo che fa anche presto ad inaridirsi la compassione naturale dell’uomo:

    Elena Tebano per il “Corriere della Sera”

    scontri di capodanno a colonia
    SCONTRI DI CAPODANNO A COLONIA
    Sono i numeri più di ogni altra cosa a dare la misura di quanto è successo durante il Capodanno tedesco 2016: 1.200 le donne vittime di aggressioni sessuali in strada in una sola notte in tutto il Paese – delle quali 650 a Colonia e 400 ad Amburgo -; 2.000 gli aggressori, che quasi sempre hanno agito in gruppo; 120 gli indagati, in maggioranza provenienti dal Nordafrica e almeno la metà arrivati in Germania nell’ anno precedente. Soltanto quattro (sì, quattro) le condanne.

    Uno choc che ha costretto la cancelliera Angela Merkel a tirare il freno sulla politica di accoglienza nei confronti dei rifugiati siriani

    Gli aggressori – è il dato che ha sconvolto l’Europa – sono quasi tutti stranieri, perlopiù nordafricani e circa la metà è arrivata in Germania da meno di 12 mesi: «C’ è un legame tra l’ emergere di questo fenomeno e l’ ingente immigrazione del 2015» ha sintetizzato burocraticamente alla commissione d’ inchiesta il presidente della polizia federale Münch.

  12. padre Botta mi da sempre la sensazione di essere una persona follemente innamorata di Gesù. Mi piace davvero molto il suo modo di parlare, di testimoniare (ho visto qualche suo video). Bravo P. Maurizio.

  13. La mia esperienza nella Chiesa mi ha insegnato che l’uomo picchiato lungo la strada “sono io”, anzi, mi permetto:
    “siamo NOI”.

    Noi che peccando ci allontaniamo da Gerusalemme (immagine del Luogo dove Stiamo con Dio) e il Demonio ne approfitta e PICCHIA, PICCHIA DURO!!!

    L’unico che si ferma e ha compassione di noi è uno straniero, uno che in quella situazione di ribellione e sofferenza non conosciamo più: Gesù.

    Gesù che si prende cura di noi e Paga al posto nostro.

    Un saluto a tutti voi

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