Il banchetto che vi devo raccontare

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di Emanuele Fant

Settimana scorsa stavo in un posto niente male: al convegno ecclesiale. Per il mio soggiorno fiorentino avevo alcuni obiettivi secondari, come fotografare la casa di Dante, mangiare la ribollita e mettere nel beauty almeno due saponi liquidi dell’albergo. Il primo giorno, una tv locale, mi ha obbligato a rilasciare una dichiarazione, spiegandomi che volevano intervistare un giovane e io, con la dovuta illuminazione, lo potevo sembrare. La domanda era “Perché sei qui?”. Banale per nulla: certe pianure sono complesse da scalare. Ho balbettato che il mio obiettivo era insieme “prendere” e “dare”, senza alcun riferimento esplicito ai flaconcini. Continua a leggere “Il banchetto che vi devo raccontare”

Tra la luce e il mondo

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“Volete essere figli della luce, ma non rinunciate ad essere figli del mondo. Dovreste credere alla penitenza, ma voi credete alla felicità dei tempi nuovi. Dovreste parlare della Grazia, ma voi preferite parlare del progresso umano. Dovreste annunciare Dio, ma preferite predicare l’uomo e l’umanità. Portare il nome di Cristo, ma sarebbe più giusto se portaste il nome di Pilato.

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Vatileaks, le responsabilità di cui nessuno parla

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di Ettore Gotti Tedeschi

Avendo avuto personalmente una esperienza, molto sofferta, nel 2012 su temi assimilabili (Vatileaks 1) e molto simili nello svolgimento a quelli di Vatileaks 2, desidero fare un paio di osservazioni per i lettori, al fine di contribuire alla comprensione di questi fatti senza far vacillare il nostro amore per la Chiesa.

La prima osservazione riguarda i fatti che sono stati considerati “scandalosi” (l’uscita e pubblicazione dei documenti). Qui ci sono quattro attori che hanno differenti responsabilità, ma solo i primi due attori sono imputati e oggetto di attenzione. Continua a leggere “Vatileaks, le responsabilità di cui nessuno parla”

Una diversa “radicalità” di vita per sconfiggere Daesh

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di don Andrea Lonardo

Per definizione ciò che è “moderato” non è appassionante.

Noi stiamo dimenticando che i giovani non chiedono semplicemente di essere “moderati” – sia nel senso di avere un controllo che li moderi, sia nel senso dell’essere tali –, ma chiedono piuttosto un motivo valido per dare la vita. Per offrirla per un ideale, così come per donarla ad una nuova creatura, ad un figlio. Meglio ancora a tanti figli. La denatalità è il sintomo evidente di una “moderazione” mortifera. I giovani chiedono di essere “radicali”. Per questo un Islam “moderato” non potrà molto. Non potrà fare molto un Islam che si limiti a dire “not in my name” e non si getti animo e corpo a rimuovere le profonde ingiustizie di tanti paesi musulmani, a partire dall’Arabia Saudita che mortifica le più elementari prospettive di una vita libera. Non andrà molto lontano un Islam moderato che non si impegni con tutto se stesso per la maturazione di una spiritualità che annunci la libertà e l’amore per Dio. Non otterrà frutti duraturi un Islam che non chieda una vera e propria “rivoluzione culturale” educativa, ammettendo le violenze compiute nel passato contro tanti popoli ed invocando una svolta di bene rispetto al passato. Continua a leggere “Una diversa “radicalità” di vita per sconfiggere Daesh”

«Per rialzarci dobbiamo stare in ginocchio a pregare». La lezione del cardinale Sarah

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di Benedetta Frigerio

«Dio o niente è solo un libro per proteggere l’uomo creato ad immagine e somiglianza di Dio. Dio o niente è solo un libro scritto per aiutare l’uomo a tornare a Dio. Dio o niente è un libro scritto per fermare le guerre. Dio o niente è stato scritto pregando». Martedì sera 24 novembre il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, invitato a parlare nella chiesa di Santa Maria in Vallicella di Roma, ha affrontato il tema della crisi economica, antropologica, ecclesiale e del terrorismo islamico, presentando il suo volume pubblicato nel luglio 2015 e già tradotto in 12 lingue. Continua a leggere “«Per rialzarci dobbiamo stare in ginocchio a pregare». La lezione del cardinale Sarah”

Riflessioni sull’utero in affitto e prove di psicopolizia

1984webProponiamo la lettura di questo post di Monica Ricci Sargentini pubblicato sul blog del Corriere la 27ora,  post segnalato dall’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Raziali) come “omofobo”.

A noi il post della giornalista Monica Ricci Sargentini è sembrata una educata e ragionata riflessione (più o meno condividibile), su le tante critiche che arrivano anche da ambienti femministi alla pratica dell’utero in affitto che , lo ricordiamo, è vietata in Italia. 

 

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Dalla Francia all’Italia le femministe contro la maternità surrogata: «La madre non si cancella»

Le prime a lanciare il sasso sono state le femministe francesi di fronte alle crescenti domande di iscrizione allo stato civile dei bambini nati da madre surrogata in California, Russia, India o altrove.  Il prossimo 2 febbraio all’Assemblea Nazionale si terrà un convegno per l’Abolizione universale della maternità surrogata («Assises pour l’Abolition universelle de la Gpa») cui parteciperanno ricercatori, parlamentari francesi ed europei, associazioni femministe.

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Il cristiano deve essere per forza uno Spartaco

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“Man mano che si sviluppa, l’uomo pensa, sente e quindi opera secondo lo standard creato dagli strumenti di diffusione sociale. Capite che 2000 anni fa gli strumenti di diffusione sociale erano molto più ridotti, molto meno efficaci e più esterni, perciò la gente poteva essere inibita dall’imperatore e dai soldati dell’imperatore, ma tra di loro pensavano come volevano e facevano in fondo quello che volevano, molto più di ora. Adesso l’imperatore penetra te che sei nel letto, nell’intimità della tua casa e leggi il giornale, oppure accendi la televisione. Adesso gli strumenti che la scienza ha trovato per la comunicazione del pensiero sono gli strumenti del potere e gli uomini diventano schiavi, come pensiero, come sentimenti e come azione, come impostazione della vita del potere. Continua a leggere “Il cristiano deve essere per forza uno Spartaco”

La menzogna del superfluo

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Dal Vangelo secondo Luca, 21,1-4 
 In quel tempo, mentre era nel tempio, Gesù, alzati gli occhi, vide alcuni ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro. Vide anche una povera vedova che vi gettava due spiccioli e disse: “In verità vi dico: questa vedova, povera, ha messo più di tutti. Tutti costoro, infatti, han deposto come offerta del loro superfluo, questa invece nella sua miseria ha dato tutto quanto aveva per vivere”.
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commento al Vangelo di don Antonello Iapicca
 Come quei ricchi, anche noi per tanto tempo abbiamo offerto a Dio e agli altri il “superfluo”, dando importanza agli aspetti marginali della vita, mentre fluiamo sull’essenziale e fondamentale (secondo l’etimologia latina del termine «superfluus», composto da «super» – «sopra» – e «fluus» – «scorrere»). Quei ricchi, infatti, sono immagine di chi è incapace di amare, di consegnare cioè, oltre la superficie, la «propria vita». 

Una spada per la vita. Riscoprire la virilità cristiana con Fabrice Hadjadj

hadjadjdi Andreas Hofer

All’indomani della strage di Parigi, con la Francia ancora sanguinante dopo essere stata colpita al cuore dalla ferocia islamista, Fabrice Hadjadj ha preso la penna alla sua maniera scrivendo per Famille Chrétienne un editoriale dal sapore ignaziano. E lo ha fatto non certo per chiamare a raccolta le potenze telluriche o per schiumare indignazione, ma per mobilitare prima di tutto le potenze dell’anima: memoria, intelletto, volontà. Perché è qui, nelle profondità dello spirito, che allignano i mostri più pericolosi: «Avevamo perduto la guerra», esordisce. «Non parlo di un’assenza di successo. Al contrario, avevamo preso l’abitudine di cullarci nel comfort e nei successi, fintanto che una malattia, un incidente, un fatto di cronaca, un male senza lotta né nemico non ci avessero portati via come un computer impallato, in una insignificanza al di qua dell’assurdo». Continua a leggere “Una spada per la vita. Riscoprire la virilità cristiana con Fabrice Hadjadj”

Dieci Regole per celebrare bene il Sacramento della Confessione

Vedo tanta paura in giro, però se è vero che le bombe e le pallottole non si possono schivare, l’inferno si può schivare benissimo.

“Non più due”, il cuore di un papà

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di Paola Belletti
Non più due è un titolo bellissimo.
Intanto obbedisce alla regola dei titoli efficaci: tre, massimo quattro parole. E poi è l’eco cristallina di un passo evangelico, e a Nostro Signore nessuno deve insegnare a comunicare con artifici e trucchetti.
“Non sono più due, ma una sola carne” (Mt 19, 3-12): così, ci ricorda Gesù, ci ha pensati il Padre.
Non ci sono sconti, non soffieranno mai venti abbastanza forti per piegare questo albero.
Guardatevi in Dio, così come vi ha voluti. Guardate in alto, più che indietro.

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Osservazioni di una mamma qualunque

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di Costanza Miriano

“Stanotte ti prefo”. Mando l’sms a Paola intorno alle due di notte, ho sonno, poco tempo e non aggiungo spiegazioni. Tanto so che lei è una delle due o tre persone al mondo che capiscono sempre tutto senza bisogno di traduzione. Prefo, è ovvio, è la prima persona singolare indicativo del verbo “adesso se non mi addormento ti scrivo la prefazione al tuo libro, anche se tu credi che a qualcuno verrà voglia di leggerlo perché lo consiglio io, invece questo è un libro che tutti leggeranno perché si innamoreranno di te, amica mia meravigliosa”. Tutto questo vuol dire ti prefo, e Paola lo sa, infatti risponde solo “grazie” con molti punti esclamativi perché è una femmina e sa che una parola secca verrebbe sempre interpretata male da un essere della sua stessa specie. Continua a leggere “Osservazioni di una mamma qualunque”

“Essere sale e luce”. Incontriamo il cardinal Robert Sarah

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di Costanza Miriano

Amo il cardinal Robert Sarah. Lo amo da quando l’ho intervistato per Rai Vaticano, e non sapevo assolutamente niente di lui, neanche che fosse africano. Sentito il nome, mi stavo preparando  a parlare inglese con un americanone rubizzo, finché non ho fatto qualche ricerca su di lui e ho scoperto che mi potevo rilassare (parla italiano). Lo amo per ogni parola che ha detto in quell’occasione (era stato appena fatto Cardinale), per la sua umiltà e per quella del giovane sacerdote che lo accompagnava. Ho deciso che sarebbe stato un amore per sempre quando gli ho chiesto quale fosse la sua preghiera del cuore, e lui mi ha risposto che il rosario è come una di quelle fasce con cui le mamme si tengono i bambini attaccati al corpo. Il rosario ci tiene attaccati alla Madonna, stretti stretti. Continua a leggere ““Essere sale e luce”. Incontriamo il cardinal Robert Sarah”

«Io, concepita in provetta, combatto per dire quanto è dura nascere così»

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di Benedetta Frigerio

Accorgersi quasi inconsciamente che c’è qualcosa che non va fin da quando si è piccoli e scoprire che non è vero che nascere in laboratorio da una persona diversada quella che ti ha cresciuto è indolore. Arrabbiarsi e poi realizzare che la responsabilità non è solo dei propri genitori, ma di tutto il sistema. Soffrire e poi reagire e cercare di combatterlo. È questa la storia che ha portato Audrey Kermalvezen (nelle foto), avvocato francese di 33 anni, a diventare una delle paladine della lotta contro la fecondazione eterologa e l’anonimato dei cosiddetti “donatori” di gameti. Continua a leggere “«Io, concepita in provetta, combatto per dire quanto è dura nascere così»”

“Difenderemo i nostri valori”. Già, ma quali valori?

di Giovanni Maddalena  da  IL FOGLIO

“Difenderemo i nostri valori”. Così Hollande, così Obama, così Cameron. Renzi ha detto che vinceremo di sicuro, tanto questi valori sono buoni e giusti. Ma miei cari presidenti, quali valori? È da quando ho cinque anni e ho cominciato ad andare a scuola che mi dicono che non esistono valori assoluti, che i valori sono solo prospettive, che il peggior crimine è pensare di mettere una maiuscola alla parola Verità, che non bisogna avere certezze ma coltivare dubbi, che le certezze sono sempre ideologie. E adesso, all’improvviso, scopriamo di avere valori assoluti con i quali fare una guerra? Se non avere dei valori è l’unica grande verità (che è assoluta ma si scrive senza maiuscola, chissà perché), non dovremmo convincere tutti? Non dovremmo aver già convinto quelli tra i terroristi che sono nati e cresciuti nelle nostre repubbliche, con tanto di educazione al dubbio? Continua a leggere ““Difenderemo i nostri valori”. Già, ma quali valori?”

Il trionfo del male è coabitare col bene

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Ernest Hello (1828 – 1885), nell’opera L’homme del 1872, così scrive:

“Lo spirito del male dice: ‘Riposati. Che farai nella mischia? Altri combatteranno abbastanza. Tu che sei savio, non iscomodare le tue abitudini. Il male, continua il diavolo, è sempre esistito ed esisterà sempre nelle stesse proporzioni. I pazzi che vogliono combatterlo non guadagnano nulla e perdono il loro riposo. Tu che sei savio, dà ad ogni cosa la sua parte e non dichiarare a niente la guerra. È impossibile illuminare gli uomini. Perché dunque tentarlo? Fa pace con le opinioni che non sono tue. Non sono esse tutte ugualmente legittime?’. Continua a leggere “Il trionfo del male è coabitare col bene”