La sindrome Miss Punti Perfetti

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di Costanza Miriano

La cosa più faticosa di uscire per me è preparare la borsa. Anzi, sono stata troppo ottimista. LE borse. Perché mi è sempre più difficile uscire con un solo bagaglio. Il punto è, oltre alla sindrome di Miss Punti Perfetti – che prevede la necessità di avere con me sempre l’occorrente per emergenze estetico-alimentar-spirituali di vario genere (non vorrai mica rimanere fino a sera con lo smalto sbeccato?) – anche la sindrome delirio di onnipotenza: una moglie-mamma-figlia-amica vorrebbe sempre poter provvedere alle esigenze di tutti.

È un problema che credo di condividere con molte donne. Noi tutte vorremmo continuamente correre in soccorso, affannarci, provvedere. D’altra parte, come dice la Mulieris dignitatem, Dio affida l’umanità alla donna. Il problema è che a volte prendiamo un po’ troppo sul serio la cosa, e ci affanniamo correndo come trottole, sovraccaricandoci, senza alzare la testa, facendo spesso come Marta, che si dimentica di scegliere la parte migliore, come fa invece Maria. E non sempre quello che ci succhia tante energie è così necessario, come rivelerebbe quel famoso esame di coscienza che io proprio non voglio fare, troppo faticoso.

Per me la difficoltà più grande è scegliere quali sì e quali no dire. Dire no è sempre doloroso. Significa deludere qualcuno, a volte offendere, a volte ferire. Ma è necessario farlo (così mi dicono, anche se io non mi rassegno facilmente all’idea). Il pensiero che mi salva è che ogni no che si dice è per dire un sì più grande e più convinto a qualcos’altro, a qualcun altro. E soprattutto, la cosa decisiva, è che noi non salviamo nessuno. È solo Dio che salva. È Gesù che ama ogni persona molto più di noi, e noi possiamo sì fare una carezza, renderci le sue mani, renderci suoi strumenti, ma è lui che fa tutto.

Giorni fa aprendo un file per caso mi è caduta sotto gli occhi la risposta che da tempo cercavo. “Chi non dà Dio dà troppo poco”. Lo ha detto Benedetto XVI, e credo sia il migliore antidoto contro l’attivismo e l’affanno di essere utili che a volte ci soffoca. E per portare Dio neanche le mie tre borse bastano. A questo punto ne porterò con me una sola…

fonte:Credere

44 pensieri su “La sindrome Miss Punti Perfetti

  1. Mariella Becchis

    Grande Costanza mia compagna dell’agnello! Arrivi come sempre al momento giusto…. Proprio mentre stavo organizzandomi per salvare figlie/i e generi, nuore e nipoti dalle turbolenze della vita quotidiana con vettovaglie e viveri vari da tirare fuori dal freezer al giusto momento, cosicchè rincasati dal lavoro tutta l’attenzione sia solo per i bambini che colpe non hanno se il mondo va alla rovescia e ha considerazione solo per chi produce. Questo mondo in cui ogni tanto senti un capo che urla: ” E non voglio sentire parlare di figli o esigenze familiari!!” Che poi bah, non capisco , pure il capo è stato un figlio e avrà dei figli!! 😟
    Comunque per tornare a noi, certo che sì, domani sera spadelleró – settimane lavorative molto pesanti le prossime per mia figlia – ma pur avendo una dannata voglia di sbattere una delle padelle in testa al capo di cui sopra…. giusto così per vedere se rinsavisce 😉 – ebbene in questa circostanza Chi mi ama da sempre, mi ha abbracciata teneramente, mi ha fatto fermare e, anziché stare ferita davanti a tutti questi bisogni che non riesco a colmare, mi ha fatto ricordare che NON IO salvo mia figlia e le sue bambine, ma come loro sono salvata. E all’improvviso mi sorprende una ” illogica allegria, ” per dirla alla Gaber, e come dice lui in questa splendida canzone : “Io sto bene… la la la la la la e sto bene”!!
    Perché chi sa dove posare il cuore, sta bene davvero!!!
    Buonanotte a tutte voi compagne dell’agnello!!

    Mariella di Torino

  2. ritabettaglio

    “Non portate con voi nè borse nè bisaccia”… fortuna che gli apostoli erano tutti uomini, sennò rinunciare alla borsa, prolungamente del proprio ego talora smisurato, sarebbe stato oltremodo difficile… è la dura legge dell’ascesi!

    1. Gli apostoli saranno anche andati in giro senza niente, ma ricordo che c’erano molte donne che li seguivano…
      Io ce lo vedo un moderno Pietro in cammino che si gira verso Maria Maddalena: “Maddy, ce l’hai un fazzoletto?”
      😀

  3. ….Costanza. Mi sono già permesso di scriverlo e ora lo riscrivo. PIU’ AMBIZIONE!!! Tenere alto il livello della scrittura-ideazione. E’ mancanza di rispetto, anche per i più sprovveduti, che essi abbiano a leggere dei pezzi scritti sempre con il solito stampino missionario.

    1. io

      …oh, meno male!! Ultimamente i tuoi commenti erano talmente laconici che risultava impossibile capire esattamente a cosa si riferissero, a quale parte del pezzo…
      Oggi, invece, è quanto meno un concetto articolato, una frase di senso compiuto… 🙂

  4. io (io chi?)

    …non esageriamo!
    (vedi, io l’ambizione non me la posso nemmeno permettere, ma se uno/a se la può, diventa obbligatoria)
    (o può facilmente sconfinare nel peccato di superbia?) (ma anche volere essere umili potrebbe essere superbia di volere essere umili etc.?)

    1. io

      filosofiazzero (avrai pure un nome, no?!). Alvise, immagino… così ti chiamano gli altri che ti si rivolgono.
      …mi sembra che avresti da dire in ogni caso!
      Quanto alla superbia e all’umiltà, sarebbe forse meglio prima mettersi d’accordo e verificare che intendiamo la stessa cosa. Comincio io?
      Umiltà: avere coscienza di sé, del proprio essere fatti di terra (humus -> umiltà); se si riesce a fare qualcosa di buono, è grazia di Dio.
      Superbia: basarsi esclusivamente sulle proprie forze (le nostre capacità, i nostri meriti, ecc.), pensando pure che ce le siamo date da soli (siamo venuti al mondo nudi – e neanche per volontà nostra! – tutto ci è stato dato).
      Aggiungerei anche che, se Dio ci chiama ad un servizio che sappiamo di saper fare e temiamo che questo possa gonfiarci di orgoglio… mai, mai non fare qualcosa di buono per paura della vanagloria. Meglio fare il bene e combattere la vanagloria (che, tanto, poi, normalmente ci pensa Lui a mandare qualche santa umiliazione, che ci riporta alla realtà…!)

      1. io:

        ….senza entrare nel merito della disquisizione para-teologica su Iddio che tanto ci pensa a tutto lui in ogni caso, io, il mio nome lo si può vedere, con indirizzo e tutto, “digitando” sul quadratino nero (che poi è il rimpicciolimento, di un’opera d’arte, cosiddetta, di un artista, cosiddetto, russo). E te?

                1. Claudio B

                  Ha anche buon gusto! cantata dal più grande cantante di tutti i tempi! (e chi non è d’accordo vuol dire che non ci sente)! Wow! una meraviglia che non conoscevo (la versione musicata intendo, la poesia la so a memoria sin dall’adolescenza, ma non so pronunciare correttamente il napoletano).

                  1. Claudio B

                    Ho trovato che la musica è dello stesso Schipa, su un sito internet che lo definisce “il più grande tenore leccese” (un po’ come dire che Shakespeare è stato “il più grande drammaturgo di Stratford-on-Avon”).

                  2. ….per quanto riguarda Schipa come il più grande cantante di tutti tempi…non credo proprio!
                    Il mio babbo che era un appaionato di lirica quando sentiva cantare Schipa…spengeva la radio!
                    Ma de gustibus eccetra…

            1. io

              …mi chiamo Silvia!
              e, a proposito del WOW, dicevo sul serio: dove si modifica il profilo (nel mio profilo, ci sono i miei dati; ma come si fa a renderli visibili?)

  5. maria elena

    “Dio affida l’umanità alla donna”, come è vero in questo tempo! Proprio ieri dicevo che grazie all’esperienza vissuta alla luce della Parola di Dio, scortata da una Chiesa attiva e praticante, riesco a portare Dio dove normalmente si porta discordia, con la semplice parola: hai ragione o, fai valere le tue ragioni. Però delle volte mi fermo, anzi spesso, e penso quanti bei consigli, generati dalla sofferenza del mio egoismo, dalla gioa dell’amore di Cristo e dai libri di Costanza, e poi nella mia vita sono un disastro!

  6. Giusi

    VI CHIEDO PREGHIERE URGENTI PER UNA MAMMA PRIMIPARA DI 40 ANNI. SI CHIAMA ROBERTA. HA APPENA PARTORITO. E’ IN TERAPIA INTENSIVA, OLTRE 40 DI FEBBRE! NON RISPONDE AGLI ANTIBIOTICI!

      1. Giusi

        Grazie mille Angela! Sapevo di poter contare su di te! Ha rischiato di perderlo per tutta la gravidanza perchè non ha il collo dell’utero (asportato anni fa per tumore). Il bambino è nato di otto mesi si chiama Pietro e sta bene ma lei l’hanno prima riportata in sala operatoria (due ore e mezza di intervento) adesso è in terapia intensiva con febbre sopra i 40 ma non scende!

        1. Giusi

          Roberta è uscita dalla sala rianimazione, è molto debilitata ma dovrebbe essere fuori pericolo! Grazie a tutti!

            1. Giusi

              TORNO A CHIEDERE PREGHIERE PER ROBERTA! E’ TORNATA IN SALA RIANIMAZIONE! RISCHIA DI NON FARCELA! NON HA NEANCHE MAI VISTO IL SUO BAMBINO CHE STA BENE MA E’ UN PO’ IN INCUBATRICE. OGGI COMINCIA LA NOVENA A SAN FRANCESCO D’ASSISI: MOLTI LA FANNO PER LEI, VI PREGO DI AGGIUNGERVI!

  7. Daniela

    Ma dai che filosofiazzero in questo Blog è xfino una grazia….smuove le acque.
    poi se non fosse attratto dal contesto xche lamentarsi proprio qui.
    In fondo è una predilezione.
    Grazie filosofiazzero….

    1. io

      questo lo penso anch’io!
      E’ proprio per questo che dicevo che, finalmente, dopo diversi giorni, ha nuovamente articolato un concetto!! 🙂

  8. Pierfranco

    Sappiamo e riconosciamo il ruolo della donna nella nostra società moderna, nella famiglia, nel lavoro, nella politica, nello sport etc. Se non ci fosse la donna bisognerebbe inventarla . Ma iddio ci ha preceduto e l’ha messa al nostro fianco. Per muoversi oggi ci vogliono un sacco di cose nella borsa delle donne e nel borsello dell’uomo. Basta metterci l’essenziale, l’occorrente per gestire l’uscita. Non ci dobbiamo portare dietro tutto per non farci sorprendere dall’imprevisto. Se questo ci sarà e non saremo in grado di affrontarlo, qualcuno che ci aiuta ci sarà sempre! Affidiamoci un pò anche alla Provvidenza!

  9. oh se ce la fai vorrei un tutorial..
    io continuo imperterrita ad uscire per andare a lavoro con due borse: la firmata e la harrods. Cioè, la borsa normale da passeggio e quella di plastica di Harrods.
    In quella di Harrods ci sta tutto quanto potrebbe servire a Mary Poppins per seguire l’Ispettore Gadget in una missione per liberare Titti dal rapimento del Gatto Silvestro. E la cosa orribile è che la borsa di Harrods pesa come un cadavere.
    Oh, e non riesco a svuotarla eh.
    Ma come si fa? Comeeee??! 🙂

  10. manu

    adoro quello che scrivi perché riesci a tradurre con le parole e con leggera e piacevolissima ironia i quadrupli salti con avvitamento carpiato che anche a me capita praticamente sempre da fare..PS nella mia borsa trova posto oltre a tutto l’ambaradan che hai descritto cosi’ bene, anche un mini lavoro all’uncinetto sia mai che da qualche parte mi tocca fare un’attesa almeno ottimizzo i tempi e riesco a star dietro anche alle mie passioni! 🙂

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