La logica del pesce spada

spada
 

“Prima le donne e i bambini”. Una volta nelle situazioni di pericolo questa era una regola ferrea, anzi, si poteva star certi che non c’era un pericolo vero se prima non si mettevano in salvo le donne e i bambini.

Temo che questa nobile pratica sia ormai caduta in disuso, ma prima di chiedermi perché, prima di cedere alla tentazione della caccia al colpevole, voglio capirne il senso, scoprirne la ragione.

Perché per secoli gli uomini hanno ritenuto più importante salvare la compagna o la prole che la pelle? È la logica del pesce spada. Lo sanno bene i pescatori che hanno imparato che devono colpire prima la femmina (il pesce spada nuota in coppia), perché se colpiscono il maschio la femmina se la da a gambe, mentre se colpiscono la femmina il maschio resta la nel tentativo di un salvataggio disperato.
Prima le donne e i bambini, perché il maschio vive per loro,  perché senza di loro sa bene che la sua vita non ha senso. E infatti mi è capitato assai spesso di notare che dopo un divorzio le femmine mantengono in genere una dignità, anzi a volte sembrano quasi tornare alla vita, mentre spesso i maschi si lasciano andare alla depressione (appena velata a volte da un’euforia falsa).
Prima le donne e i bambini perché senza di loro il mondo è di una bruttezza e di una inutilità sconcertante. Le donne rendono bello il mondo, i bambini ne danno lo scopo, il perché.
Deve essere per questo che il mondo sta diventando sempre più brutto e inutile, perché le donne son sempre meno femminili e i bambini sempre più rari.
È questo che mi spaventa della cultura gay, non una considerazione etica, morale o religiosa, no, ma qualcosa di più primitivo, più viscerale, qualcosa che fa ribellare il pesce spada in me. Il mondo gay è un mondo senza donne, ergo un mondo brutto ed inutile, per il quale non vale la pena di morire.È l’estetica a ribellarsi innanzitutto, la poesia.
Da sempre gli uomini cantano di due cose: delle donne della guerra (potremmo metterci anche Dio, ma ci porterebbe troppo lontano). Della guerra non si può più cantare già da tanto tempo, per quanto è diventata disumana, se non si può più nemmeno cantar di donne, di cosa canteremo?
 
…per il bene degli uomini nelle cose di Dio…

don Fabio Bartoli, prete

93 pensieri su “La logica del pesce spada

  1. Posso svelare un curioso dettaglio? Le ultime due righe sono la firma che nelle mail mandate tramite smartphone si aggiunge in automatico… E divertente che Costanza abbia pensato che facessero parte dell’articolo che le ho mandato… Però in fondo ha ragione, devo ammettere che ci stanno bene 🙂

    1. “anzi a volte sembrano quasi tornare alla vita…”

      Ecco appunto… sembrano e quasi… Il divorzio subito, genera dolore e sofferenza che solo l’aiuto di Dio permette di vivere con dignità. Quello voluto, è e genera peccato, e il peccato genera la morte. Punto.

    1. When the early Jesuit fathers preached to Hurons and Choctaws,
      They prayed to be delivered from the vengeance of the squaws.
      ‘Twas the women, not the warriors, turned those stark enthusiasts pale.
      For the female of the species is more deadly than the male.

      (“is” non “must”, ovviamente!)

      1. Nella stessa vena…

        When you’re wounded and left on Afghanistan’s plains,
        And the women come out to cut up what remains,
        Jest roll to your rifle and blow out your brains
        An’ go to your Gawd like a soldier.
        Go, go, go like a soldier,
        Go, go, go like a soldier,
        Go, go, go like a soldier,
        So-oldier of the Queen!

        1. PS (e tanto per ribadire il concetto dell’articolo), la Queen in questione è quella (1819-1901) il cui regno, durato più di 63 anni e mezzo, è il più lungo di tutta la storia britannica 😉

  2. Sara

    Sono appena tornata dalla Messa al monastero delle Carmelitane in occasione della Solennità della B.V.M. del Carmelo e ringrazio per questo bellissimo articolo che riecheggia e idealmente prolunga l’omelia del Vescovo, in particolare il suo invito alla contemplazione della Bellezza e ad avere coraggio, il coraggio della fede che sa vedere il bello della Presenza di Dio nel mondo e sa intraprendere l’ascesa al Monte Santo, un’ascesa proposta a tutti, a ciascuno nella propria vocazione, a noi in particolare nella famiglia. La meditazione di oggi si soffermerà anche sulla “logica del pesce spada”. Grazie, don Fabio, per questa riflessione!

  3. Cap.Giangi

    Scrivo un commento, ma immagino che non sarà pubblicato. Ci provo. Lascio da parte la poetica prima parte, perché l’aneddoto del pesce spada è propedeutico a ciò che il don scrive dopo.

    “Prima le donne e i bambini perché senza di loro il mondo è di una bruttezza e di una inutilità sconcertante. Le donne rendono bello il mondo, i bambini ne danno lo scopo, il perché.
    Deve essere per questo che il mondo sta diventando sempre più brutto e inutile, perché le donne son sempre meno femminili e i bambini sempre più rari.”

    Donne meno femminili che vuol dire? Donne che lavorano, che si danno da fare per portare a casa uno stipendio, perché con uno ormai non ci fai nulla e devi lavorare, affidare i figli ai nonni o alle tate?
    Meno femminili perché invece di un gonnone scuro indossano i più pratici pantaloni e i capelli li raccolgono, che non hanno tempo di andare dal parrucchiere tutte le settimane come le signore bene?
    Meno femminili e meno figli, perché oggi c’è consapevolezza che non si possono fare dieci figli se non puoi mantenerli e un figlio costa e costa tanto? Un mondo brutto, perché una donna (e un uomo) scelgono con consapevolezza come progettare la propria famiglia e sanno come fare o non fare un figlio?
    Brutto perché c’è meno ignoranza?
    Luoghi comuni. Tristi luoghi comuni, don.

    “È questo che mi spaventa della cultura gay, non una considerazione etica, morale o religiosa, no, ma qualcosa di più primitivo, più viscerale, qualcosa che fa ribellare il pesce spada in me. Il mondo gay è un mondo senza donne, ergo un mondo brutto ed inutile, per il quale non vale la pena di morire.È l’estetica a ribellarsi innanzitutto, la poesia.”

    Non è la poesia a ribellarsi, ma il buon senso. I gay NON vogliono un mondo gay, checché ne dicano i cattolici estremisti. I gay non vogliono che tutti siano gay, ma che ognuno possa essere serenamente ciò che è. I gay vogliono rispetto e riconoscimento di dignità civica e tutela legale, non pretendono certo che tutti siano omosessuali. Dunque, caro don, non si rischia assolutamente che il mondo resti senza donne, perché i gay sono i primi che rispettano donne e bambini.
    Caro don, forse dimentichi che ci sono anche donne omosessuali, perché essere gay non è una prerogativa del genere maschile, ma di tutti gli essere umani, donne comprese. Dunque un eventuale mondo fatto di omosessuali è un mondo con donne come con uomini.
    Inutile dire che i gay non sono sterili, possono avere figli, anche se in modo forse non tanto facile, meno ortodosso e ai tuoi occhi peccaminoso. Ma esistono già famiglie omogenitoriali, dunque due papà o due mamme con relativi figli. Un mondo gay, quindi non sarebbe un mondo senza bambini.
    In un mondo sovrappopolato che ha sfondato il muro di 7 miliardi di persone non corriamo il rischio imminente di estinguerci, tranquillo. Non a causa dei gay, comunque. Semmai in quanto sfruttiamo le risorse non illimitate della Terra senza ritegno e inquiniamo senza pensare che stiamo distruggendo il nostro pianeta, ma vedo che la Chiesa parla poco di ecologia, sembra che il pericolo imminente per la popolazione mondiale sia l’uguaglianza di diritti tra cittadini, con il conseguente riconoscimento di diritti civili. Caro don, il mondo non finirà certamente per questo, non perché le famiglie composte da persone omosessuali potranno essere tutelati come gli eterosessuali.

    “Da sempre gli uomini cantano di due cose: delle donne della guerra (potremmo metterci anche Dio, ma ci porterebbe troppo lontano). Della guerra non si può più cantare già da tanto tempo, per quanto è diventata disumana, se non si può più nemmeno cantar di donne, di cosa canteremo?”
    Una guerra è sempre DISUMANA, don. Si canta, se si canta, il dolore della guerra, sempre sbagliata e inutile, non si decanta certamente la bellezza della guerra come per una donna. La comprendi la differenza o ti sei perso dentro frasi auliche che rivelano solo un’inquietante morale discriminatoria, e dannatamente ignorante?

    1. Di tutta questa tiritera solo una cosa mi resta. Si potrebbe farla finita con questa moda scema e cafona di chiamare i sacerdoti “don”? L’appellativo legittimo (*) è “REVERENDO”.

      (*) in lingua alemanna, e questa è una citazione…

      1. CapGiangi

        mi spiace se non comprendi l’italiano e ti fermi solo alla forma. Ti ricordo che la forma nasconde una sostanza. Che non capisci.

        1. Mi spiace ma farsi accecare dalla rabbia nuoce alla precisione del tiro. Per insultarmi trovi qualche altra cosa perché l’incomprensione dell’italiano non attacca proprio. Saluti e auguri, provi a dire reverendo e vedrà che se ne troverà bene 🙂

    2. vale

      Inutile dire che i gay non sono sterili, possono avere figli, anche se in modo forse non tanto facile, meno ortodosso e ai tuoi occhi peccaminoso

      certo che possono avere figli. ma se non fanno “naturalmente” possono aver figli solo utilizzando altri esseri umani-le donne che si prestano- come oggetti.incubatrici biologiche anziché meccaniche.
      chapeau

      1. CapGiangi

        Si può ritenere non eticamente accettabile il ricordo alla Gestazione per altri (non prerogativa delle coppie gay, ma anche di quelle etero non fertili), ma è una concreta possibilità che dà la scienza oggi. Dunque, ciò che scrive il REVERENDO è inesatto. Un (improbabile) mondo fatto di soli omosessuali (uomini e donne) non sarebbe un mondo destinato all’estionzione.

        1. vale

          sarebbe opportuno che prima di dire inesatto-cambia poco che si utilizzi il corpo di un’altra persona -maschio o femmina-per scopi che naturalmente non si potrebbero perseguire.
          la scienza oggi dà anche la possibilità di molte altre cose.cristianamente parlando non lecite.
          il don ha detto quel che ha detto ,appunto ,da don. non da laico da seguace di altre religioni che permettono tali faccende.sarebbe destinato all’estinzione cristianamente parlando.
          ieri sul foglio c’era una poesia di in poeta romantico francese de vignyche-scrive Langone- due secoli fa vide il nostro presente: “Presto,ritirandosi in un orrendo regno,/ la Donna avrà Gomorra e l’Uomo Sodoma,/ e,lanciandosi da lontano uno sguardo irritato,/ i due esseri moriranno ciascuno per conto suo.”
          il tuo futuro.
          io spero di non esserci.

          1. CapGiangi

            Non entro nel campo religioso, perchè il REVERENDO non lo ha fatto. Quindi ho risposto in base a ciò che ha scritto, che è inesatto, oltre che colmo di pregiudizi falsi

            1. vale

              temo che lei non abbia orecchie per comprendere: un prete-cattolico, ovviamente- non parla altro che in maniera religiosa. se è un prete. l’unico metro di valutazione della realtà è il vangelo.
              vagheggiare di reverendi che parlino in altro modo non significa nulla. provi a rivolgersi ai protestanti o ai valdesi.
              magari ,con loro, attacca, la storia dei pregiudizi….
              ah,mi pare che abbia dimenticato ,tra le altre, anche di citare il riscaldamento globale tra le cause di possibile estinzione e ,non ultima, la collisione con una meteora o cometa.

              per quanto riguarda la morale discriminatoria si rivolga a S.Paolo:

              Lettera di S.Paolo ai Romani cap.1

              [24]Perciò Dio li ha abbandonati all’impurità secondo i desideri del loro cuore, sì da disonorare fra di loro i propri corpi, [25]poiché essi hanno cambiato la verità di Dio con la menzogna e hanno venerato e adorato la creatura al posto del creatore, che è benedetto nei secoli. Amen.

              [26]Per questo Dio li ha abbandonati a passioni infami; le loro donne hanno cambiato i rapporti naturali in rapporti contro natura. [27]Egualmente anche gli uomini, lasciando il rapporto naturale con la donna, si sono accesi di passione gli uni per gli altri, commettendo atti ignominiosi uomini con uomini, ricevendo così in se stessi la punizione che s’addiceva al loro traviamento. [28]E poiché hanno disprezzato la conoscenza di Dio, Dio li ha abbandonati in balìa d’una intelligenza depravata, sicché commettono ciò che è indegno, [29]colmi come sono di ogni sorta di ingiustizia, di malvagità, di cupidigia, di malizia; pieni d’invidia, di omicidio, di rivalità, di frodi, di malignità; diffamatori, [30]maldicenti, nemici di Dio, oltraggiosi, superbi, fanfaroni, ingegnosi nel male, ribelli ai genitori, [31]insensati, sleali, senza cuore, senza misericordia. [32]E pur conoscendo il giudizio di Dio, che cioè gli autori di tali cose meritano la morte, non solo continuano a farle, ma anche approvano chi le fa.

      2. marco

        @vale: a dire il vero la gran parte dei figli di famiglie omogenitoriali sono naturalissimi figli di relazioni precedenti, che vengono cresciuti (senza tutela alcuna per il minore in caso di morte del genitore naturale) dalla coppia formatasi dopo.

          1. marco

            @vale No: il commento a cui si riferisce non ne parla affatto, le ricordo che anche il divorzio è per la chiesa “peccaminoso”

            _”Inutile dire che i gay non sono sterili, possono avere figli, anche se in modo forse non tanto facile, meno ortodosso e ai tuoi occhi peccaminoso. Ma esistono già famiglie omogenitoriali, dunque due papà o due mamme con relativi figli. Un mondo gay, quindi non sarebbe un mondo senza bambini.”_

            1. vale

              appunto: i gay come fanno ad avere figli se non con l’eterologa? a meno che diventino gay dopo esser stati etero o convissuto e procreato in tale stato.ed essersi tirati dietro i figli nella nuova convivenza( ovviamente mi rifiuto di definirla famiglia)
              (come quel bel personaggino del senatore pd che s’è sposato col suo compagno all’estero e son poi andati negli stati uniti per “avere” un figlio)
              ecché vuol dire che la chiesa giudica il divorzio peccaminoso?
              ma vi rendete conto che la maggior parte dei frequentatori del blog, nonché la padrona di casa, sono cattolici e che, quindi, sembrerebbe ovvio che ci si rifaccia a ciò che insegna il magistero della chiesa cattolica?
              e non a vagheggiamenti liberal libertari dei quali, per esempio a me ,importa poco o punto?

              quel che penso in merito lo ha detto S.Paolo.

              1. marco

                @vale: non comprendo tutta questa tensione, è stato solo detto che la maggior parte dei bambini delle famiglie omogenitoriali sono nati in maniera del tutto naturale da relazioni precedenti.
                Esistono persone che si scoprono omoaffettive dopo una relazione con una persona di sesso diverso, esistono persone bisessuali, esistono persone vedove, ed è esattamente da queste tipologie di persone che la maggior parte dei figli delle famiglie arcobaleno arrivano.

                Sul termine “peccaminoso” non vi era alcun giudizio di merito, ripetevo virgolettandolo il testo e ricordavo che per la chiesa una relazione fuori dal matrimonio o il divorzio lo sono, è un fatto non un giudizio negativo o positivo.

                Non comprendo inoltre per quale motivo lei pensi che la stia attaccando e si esprima con un “voi volete…” io non voglio nulla. Ho solo e soltanto detto che lei ha pensato all’eterologa quando nessuno l’aveva nominata. Tutto qui.

                Detto ciò lei si può rifiutare di pensare che una famiglia siano due donne che accudiscono un figlio o una divorziata che ha dei gemelli, l’unica cosa che succederà è che questi bambini cresceranno comunque a prescindere dal suo giudizio. Anche se vorrà ipoteticamente dare a questi bambini meno tutele legali di altri figli di coppie sposate, loro cresceranno comunque.

                Questo è un blog pubblico, non è stato detto nulla di offensivo e non comprendo come abbia letto una mancanza di rispetto in quanto postato.

                Il mio personale pensiero non può essere quello di san Paolo poiché voleva che le donne tacessero e questo penso non sia affatto un bene.
                Forse è più vicino a quel che penso chi disse “ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”

                Le auguro una serena notte.

                1. vale

                  @marco
                  è stata serenissima.la notte.
                  il blog è pubblico. l’autrice e buona parte dei frequentatori cattolici.del peccaminoso divorzio eravamo già al corrente.
                  da almeno duemila anni.
                  si rilegga la risposta di capgiangi delle 12.07. a me pare un riferimento all’eterologa-già implicito, per me, anche prima- qui lo conferma.
                  che vi aspettate che uno risponda ad amenità del tipo che esistono nuclei -con figli – di diverse fattezze?
                  un conto è una vedova che si risposa o convive con un uomo. una ragazza o ragazzo padre.
                  un conto è tutto il libertineggiare lgbt o quant’altro.
                  e ,per me ,la famiglia è ,appunto, una.
                  i bambini crescevano anche sotto PolPot, figuriamoci con Elton John.
                  ma di cristiano ha poco.
                  infatti non ha detto nulla di offensivo.cosa le ha fatto pensare che ritenessi che lei avesse detto qlcsa del genere?
                  proprio perché pubblico, il blog, rispondo a tono e modo che io ritengo giusto-salvo obiezioni dell’admin- nessuna tensione.
                  e le lettere e gli atti degli apostoli sono considerati Parola di Dio dalla chiesa cattolica.
                  incluse le lettere,piacciano o meno, di S.Paolo.
                  se uno si dice cattolico si prende tutto il pacchetto. non quello che gli pare o fa comodo.
                  tutto qui.
                  serena giornata

                  1. Ma “tutto il pacchetto” per molti (ahimé), risulta un “malloppo” indigeribile… o quanto meno spesso “ingestibile”, a volte per ignoranza (scusante sino ad un certo punto) o peggio per pura negligenza, con un bel pizzico (ma bello grosso) di presunzione, giacché ne so più io, di Santa Madre Chiesa 😉 😐

                    1. Sara

                      Be’ allora dopo il pacchetto completo, si prendano un maalox… oppure facciano un bel respirone e riconoscano di essere fuori da Santa Madre Chiesa.

                    2. Già,,, ma questo presupporrebbe riconoscere di essere in errore! Mica bubbole… 😉
                      Questo tipo di atteggiamente invece presuppone essere nella verità e in aggiunte, avere la missione (SIC) di far “aggiornare” il pensiero della Chiesa!

                    3. Che poi, ammettiamolo, un po’ tutti si cade in questo tranello… anche quando si pensa che “aggiornare” significhi fare dei passi indietro, o aumentare il rigore, o questo o quest’altro…
                      Lo dico senza alcuna nota polemica di alcun tipo e mettendo anche il sottoscritto nel mazzo… 🙂

                  2. marco

                    @vale: sono felice che lei abbia passato una serena notte.

                    Le darò un unico punto di riflessione e poi mi dileguerò: come può definire “libertinaggio lgbt” una coppia che richiede di avere accesso al matrimonio? Probabilmente è perché sono anziano ma conosco solo coppie gay con relazioni monogamiche da più di 20 anni. Inoltre il matrimonio per la legge italiana non si scioglie facilmente, richiede almeno 3 anni, due sentenze, avvocati (non gratuiti).

                    Fanno questo per ottenere la possibilità (ora negata) di decisione sanitaria per la compagna, l’obbligo all’assistenza in caso di difficoltà sanitaria o lavorativa, la possibilità di richiedere il permesso di soggiorno o la cittadinanza per compagna straniera, la possibilità di richiedere un periodo di aspettativa se la compagna ha una grave malattia, la possibilità di segnare come familiare a carico la compagna non autosufficiente, possibilità di ricevere pensione di reversibilità della compagna morta.

                    *Tutte* queste cose, normalissime per un eterosessuale (persino per i libertini veri), ma sono del tutto impossibili per qualunque coppia gay (persino le più monogamiche da moltissimi anni).

                    Lei riesce davvero a vedere in questa volontà una ricerca di “libertinaggio glbt”?

                    Serena giornata a lei.

    3. Giangi è ben misero ridurre la femminilità con look o la professione.
      Certo però che è triste un mondo dove non si fanno figli ma si preferisce avere cosidetti animali da compagnia. Si può decidere per svariati motivi di non avere una famiglia numerosa, ma non per questo aperta alla vita e accogliente. Credo che a questo si riferisca Don Fabio.
      Non ribatto quanto hai scritto sugli omosessuali affermare che la riproduzione sessuata (com’è quella umana) può avvenire anche fra individui dello stesso sesso è negare la realtà.
      E per quanto riguarda il cantare la guerra se pensi alle canzone degli alpini o alle gesta degli eroi omerici non è certo la guerra in quanto violenza che cantano ma esaltano valori e sentimenti che anche in situazioni estreme rendono l’uomo diverso dagli animali.
      ma in fondo non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire.

      Ne approfitto per ringraziare Don Fabio della compagnia intelligente che ci fa con i suoi post(.. e non solo i post…) e Costanza per il coraggio della sua testimonianza sempre intrisa di baldanzosa ironia.

      1. CapGiangi

        In realtà figli se ne fanno, forse meno di un tempo, forse perchè le donne e gli uomini di oggi vogliono vivere una genitorialità consapevole e dunque più responsabile.
        Mi sembra che tu invece di esprima sugli omosessuali, ma io non ho detto che due uomini possono far figli. Ho detto che un eventuale (e improbabile) mondo di soli omosessuali non sarebbe senza bambini. E’ diverso.

        Sulle canzoni di guerra io rispondo a quando ha scritto don Fabio, non entro nel merito della tradizione musicale italiana. Non credo che il senso di quanto scritto sia questo.

        Il riferimento a “chi non vuol sentire” lo dico a te, ma specificando meglio: “…di chi non vuol capire”

        1. “In realtà figli se ne fanno, forse meno di un tempo, forse perchè le donne e gli uomini di oggi vogliono vivere una genitorialità consapevole e dunque più responsabile.”

          Bellla favoletta che nasconde in realtà il profondo (ed egoistico) desiderio, di viversi la propria vita con meno problemi, meno responsabilità, più tempo libero per sè, meno spese, meno grattacapi, meno fatica, ecc. ecc.
          E quando non è desiderio egoistico, sono profonde paure e timori o problemi di soldi…

          Non raccontiamoci frottole per favore…. (la vita è mia, la gestisco io, la pianifico e programmo, perché il dio della mia vita sono IO…)

            1. Ho detto questo caro Alvise? Non mi pare proprio….
              Ho detto che io mi “chiamo fuori”?

              Ho detto “non raccontiamoci frottole” caro Alvise… quindi la tua è sterile (non che infondata) polemica – una delle tue sempre più riuscite forme di dialettica 😉

          1. CapGiangi

            sì, Barion, è esattamente così.

            La vita è mia e se non credo nel tuo dio voglio essere libero di viverla come ritengo più giusto, facendo di me stesso il mio unico dio-guida.

    4. Loretta

      Certo che la guerra non va cercata, ma fa parte della vita!
      La sua violenza è cresciuta in modo esponenziale nell’ultimo secolo e quindi ci lascia senza parole… Ma se togliamo il velo di pacifISMO che spinge anche me a non comprare armi giocattolo ai miei figli.. scopriamo che i videogiochi di guerra piacciono tantissimo, che da sempre i ragazzi fanno la lotta, che i bambini giocavano ai soldatini.. perché?
      Forse (ma io da donna certe cose forse non le capisco) perché nella guerra gli uomini possono essere eroi e dare senso alla propria vita in nome di ideologie, di interessi economici… ma anche per difendere la propria gente dall’oppressore, da usurpatori, … magari per difendere qualcosa che hanno costruito con tanta fatica, per permettere ad altri di vivere!!
      Avere dei figli che continuano a bisticciare per tanti motivi, diversi.. mi fa venire il dubbio che le ragioni di una guerra possano anche essere giuste: magari poi il torto arriva nel modo violento in cui si cerca di risolvere il problema!! ma ho il dubbio che la reazione esasperata a volte sia inevitabile!
      Torniamo ai canti e alla poesia della guerra: ho letto tanti racconti sulle guerre, ho visto film, ho ascoltato canti, ma non ho un’esperienza diretta. Eppure mi pare che in guerra ognuno venga fuori per ciò che è davvero, senza maschera: vile, coraggioso, generoso, responsabile, affidabile… Nella guerra (che ripeto non va cercata!) tanti uomini hanno vissuto una grande unità con gli altri uomini, a volte addirittura hanno vissuto concretamente, nella loro carne, la fraternità con il nemico; si sono strette amicizie fortissime; hanno toccato con mano la morte scoprendo nella vita una ricchezza che noi non riusciamo a scorgere; hanno vissuto sulla loro carne il male e il bene, senza fare filosofie!
      Forse per questo esistono canzoni e poesie così belle sulla guerra, perché in realtà vogliono ricordare cosa davvero è importante nella vita: “Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese io canto…”

      1. Giancarlo

        Brava Loretta, hai fatto un’ottima riflessione. La verità è che la guerra espone l’uomo al pericolo della morte, ma non bisogna illudersi che, eliminando la guerra, si elimina la morte. La morte, non la guerra, è il vero male e radice di ogni male. La guerra, in sé, può essere anche un ottimo mezzo per evitare un male peggiore. La guerra, a volte, può essere addirittura doverosa per difendere la giustizia, un popolo, un potere legittimamente costituito. La guerra, come giustamente hai sottolineato, può suscitare sentimenti nobilissimi, coraggio, generosità, lealtà, spirito di sacrificio; può essere all’origine di amicizie fortissime, può far nascere la poesia e l’amore, la pietà e la solidarietà, la fede e l’amore per la vita.

        In fondo, la guerra è una lotta e la lotta è inevitabile qui sulla terra.

        1. Sara

          Brava Loretta: davvero una bella riflessione! E grazie a Viviana per il link.
          Un “bravo” anche a vale, con aggiunta di menzione d’onore per l’ammirevole pazienza…

    5. Giancarlo

      “I gay non vogliono un mondo gay.”. Ah, no? E come lo vogliono ‘sto mondo, sentiamo.

      Volete un mondo nuovo, volete una rivoluzione antropologica, volete riscrivere la natura come piace a voi. ALTRO CHE PALLE. Ed avete pure il coraggio di dire che non volete un mondo gay? Pretendete di essere rispettati e riconosciuti come gay, ma dimenticate che SIETE ASSOLUTAMENTE IRRICONOSCIBILI, INDISTINGUIBILI DALLA PERSONE ETEROSESSUALI. Dimenticate che la vostra omosessualità non fa parte della vostra identità; la vostra omosessualità, alla fine, è solo un comportamento. Modificabile, tra l’altro. Anzi, ci sono persone che ADOTTANO INDIFFERENTEMENTE sia il comportamento omosessuale che quello eterosessuale. Cosa significa dunque “essere gay”? Assolutamente niente. E come pretendete dunque di essere riconosciuti nella “vostra dignità di gay”? Esiste la dignità delle persone e LE PERSONE SONO MASCHIO O FEMMINA. NON ESISTOMO PERSONE GAY, ESISTONO COMPORTAMENTI GAY. Quando nasce un bambino non si chiede se è etero o omo, ma se è maschio o femmina, per un motivo molto semplice: perché IL SESSO DETERMINA L’IDENTITA’ DI UNA PERSONA, non il suo comportamento. Se tu scegli di avere un comportamento omosessuale, questo non fa di te ina persona DIVERSA da me; resti un maschio esattamente come me. Il tuo comportamento sessuale non può essere all’origine di “diritti” o riconoscimenti di nessun tipo. Cambia il tuo comportamento sessuale e vedrai che anche tu riuscirai ad avere una famiglia e figli come ho avuto io.

      1. CapGiangi

        Giancarlo […]* La scienza (non io, ci mancherebbe) ha stabilito che esiste il GENERE SESSUALE, L’IDENTITA’ E L’ORIENTAMENTO. Il genere è maschile o femminile e su questo non si discute. Salvo un’anomalia genetica si nasce col pisellino o con la passerina, dunque non esiste un terzo sesso.

        IDENTITA’: solitamente corrisponde con il genere sessuale. Io nasco maschio e mi sento maschio. Tuttavia, capita che un maschietto si senta intimamente femminuccia e rifiuti il sesso nel quale è nato. Che si fa? Lo si costringe a vivere come un uomo nonostante la sua identità dica altro?

        ORIENTAMENTO SESSUALE: NON E’ il comportamento, ma ciò verso cui ti senti attratto. Se sei maschio e ti attraggono le femminucce (la maggioranza dei soggetti è così) sei eterosessuale. Se sei maschio e ti attraggono i maschietti sei omosessuale. Il comportamento sessuale è una conseguenza di ciò.

        I gay non sono alieni, sono persone esattamente come te, indistinguibili (certo), ma semplicemente con un orientamento diverso dal tuo. Non per questo sbagliato, nonostante tu alluda a possibili modifiche del “comportamento”. Si può FINGERE di essere qualcos’altro, ma la natura bussa costantemente alla tua porta per ricordarti chi sei.

        I gay non vogliono un mondo gay, vogliono un mondo in cui ognuno è rispettato e tutelato per ciò che è, senza distinzione in base a razza, religione, sesso e orientamento sessuale.

        Ciò che si deve tutelare a livello di legge è il rispetto e la dignità delle persone, e per far ciò è necessario che lo Stato riconosca la REALTA’. Le coppie gay chiedono diritti solo in base all’uguaglianza. Niente di più delle coppie etero e niente di meno. E non chiedono di togliere diritti per averli loro, solo di essere tutelati in quanto cittadini.

        A proposito, è la NATURA che stabilisce come siamo. E ciò non lo dico io, ma la scienza che in questi decenni ha compiuto studi in materia. Tu non li conosci, evidentemente, e sei preda di pregiudizi e luoghi comuni. Leggi, informati, studia (non dai soliti siti estremisti religiosi) e fatti un’opinione tua. Una però che rispetti gli altri come tu pretendi di essere rispettato.

        ——————
        * rimosso dall’Admin

        1. vale

          La Santa Sede ribadisce il no a discriminazioni e violenze verso omosessuali, ma condanna il tentativo di imporre l’idea secondo cui ogni tipo di rapporto sarebbe equivalente dal punto di vista della natura e della morale

          La Santa Sede condivide il legittimo fine di evitare discriminazioni ingiustificate e di tutelare da violenze le persone «LGBT», ma stigmatizza il tentativo di forzare l’opinione e le coscienze, imponendo un’idea secondo cui ogni tipo di rapporto (eterosessuale, omosessuale, bisessuale o transessuale) sarebbe equivalente dal punto di vista della natura e della morale.

          Inoltre, la famiglia e i bambini non sarebbero più riconosciuti come realtà naturali in se stesse, ma come oggetto di desiderio soggettivo a causa dell’esistenza di un loro diritto dei gay a sposarsi, ad adottare e a fondare una «famiglia», come se le realtà naturali non esistessero. La Santa Sede è preoccupata per la negazione della differenziazione tra le realtà di coppie eterosessuali e di rapporti tra persone LGBT, oltreché per la neutralizzazione morale della sessualità. La polemica tra Roma e Ginevra si fonda sull’opposta valutazione di un presupposto: ossia se la sessualità sia esterna o meno alla sfera dell’azione morale. Per la morale cattolica la sessualità umana, come ogni attività volontaria, possiede una dimensione morale: si tratta di un’attività posta in essere da una volontà individuale, per una finalità; non è una «identità».

          Insomma, dipende dall’agire e non dall’essere, nonostante quanto le tendenze omosessuali possano essere radicate nella personalità. Negare la dimensione morale della sessualità equivale a negare la libertà della persona in questo ambito e porta, in ultima analisi, verso una violazione della sua dignità ontologica

          http://vaticaninsider.lastampa.it/vaticano/dettaglio-articolo/articolo/vaticano-onu-identita-di-genere-vatican-gender-identity-identidad-de-genero-4864/

        2. Giancarlo

          Le coppie gay non sono equivalenti alle coppie eterosessuali. Sono un’altra cosa. Non sono una famiglia e non hanno alcun diritto ad essere riconosciute e tutelate dallo stato.

          quando una persona “si sente diversa” da quello che è, allora è malata! Si chiama disforia di genere. E’ una cosa molto rara che non riguarda la maggior parte delle persone omosessuali.

          So benissimo cos’è l’orientamento sessuale: è ciò che determina il gusto sessuale ed è quanto di più volubile esista al mondo. C’è chi cambia orientamento più volte nel corso della vita, c’è chi “è orientato” indifferentemente verso maschi e femmine. C’è chi “è orientato” verso i bambini e chi verso gli animali. In definitiva l’orientamento è una pulsione, che può essere seguita o ignorata.

          RESTA IL FATTO, signor sotuttoio, che quello che fa di te un omosessuale o un eterosessuale e’ il comportamento, non l’orientamento, nè la tua identità di maschio o femmina.

          Hai capito, professò…?

          1. Sara

            Giancarlo (16 luglio 2014 alle 14:17 e 23:49): direi che stavolta meriti sia baci che medaglie, come vale.

        3. Stefania

          “e non chiedono di togliere diritti per averli loro” : il manifesto del gay pride di roma di quest’anno chiedeva come prima cosa “il superamento di una politica di welfare basata sulla famiglia”, questo da un punto di vista puramente economico significa togliere qualcosa alle famiglie etero. Ci tengo a farle notare che anche se su carta dovesse essere riconosciuta l’uguaglianza delle coppie omosessuali nella realtà non sarà mai così, non tutti i figli possono essere programmati,non sempre si riesce aorganizzare le nascite semplicemente perché la vita esplode e stupisce, nonostante i progressi nella contraccezione quell’un per cento resta libero dal nostro controllo. Non so lei ma io desidererei vivere in uno stato che protegge e aiuta i bambini anche se inattesi,perché questo non vuol dire che non sono desiderati. Non mi pare sia lo stesso desiderio delle lobby gay

    1. anjeza

      Caro Admin, puoi vagliare la possibilità di tradurre gli articoli dall’italiano all’italianogayfriendly? Sennò sembrano scritti da cattolici estremisti. Comunque grazie don Fabio che ci hai deliziato con questo pezzo.

      1. CapGiangi

        Don Fabio può scrivere ciò che vuole. Immagino venga pubblicato per essere letto e suscitare reazioni e quindi commenti. Il linguaggio è perfetto, ma pieno di pregiudizi e luoghi comuni sbagliati, come ho argomentato.

    2. JoeTurner

      … a proposito, stavo pensando a quanto sia curioso che il concetto di maternità che hanno le lobby LBTG assomigli tanto al tipico prodotto Findus:
      anonimo, precotto, surgelato.

      1. Proprio così, Joe. In effetti la pubblicità Findus è sottilmente omofoba. Classico esempio di eterogenesi dei fini: per lisciare il pelo a una categoria non si trova di meglio che implicarne l’artificiosità … Fossi il signor Findus, licenzierei il “creativo” …

  4. marco

    a onore del vero la specie Xiphias gladius nuota in coppia solo durante l’accoppiamento, tutto il resto dell’anno ha un comportamento del tutto solitario.

      1. Si, interessante… c’è sempre da imparare.
        Chissà la suggestione partirà da una leggenda di marinai pescatori… o forse, come capita a volte, chi lo fa di mestiere ne sa di più di chi “studia”.
        Cmq nel contesto non è fondamentale appurarlo 😉

        1. …direi invec che sarebbe fondamentale “appurarlo” se non si vuole parlare vanvera.

          Come, anche, sarebbe fondamentale appurare il senso dei versi di Kipling messi giù da webmrs, e poi cambiato binario, la regina Vittoria eccetra….Te commenta per bene i “quei” versi di Kipling, prima, e poi passa quegl’altri!

          1. Caro Alvise non essendo l’articolo in oggetto un articolo che tratta di biologia marina, ma semplicemente la questione “pesce spada” un metafora e come tale potevano essere prese cento altre immagini, magari scietificamente più corrette, ribadisco, la cosa è ininfluete.

            Dato che ti riconosco la cultura di conoscere il senso di una figura metaforica, il rusultato è che questo tuo ribadire si rifà a quanto ho da poco scritto (e mi cito):
            “quindi la tua è sterile (non che infondata) polemica – una delle tue sempre più riuscite forme di dialettica ;-)”

            1. la metafora della famiglia come la intendete voi? (o come la intende il prete galeotto?) (Giancarlo ci ha anche, scommetto, la spada pronta a essere sguainata a difesa dei valori sacri eccetra….)

  5. Michelangelo

    “Prima le donne e i bambini perché senza di loro il mondo è di una bruttezza e inutilità sconcertante. Le donne rendono bello il mondo, i bambini ne danno lo scopo, il perché.” Sante parole! e ottimo post! Secondo me, la cultura gay verrà messa in soffitta fra qualche decennio. Come sempre, dovranno prima soffrire tanti innocenti (in questo caso, i bimbi), poi la natura esigerà i suoi diritti e la società occidentale tornerà sui suoi passi.

  6. Nadia

    Tutti quelli che hanno scritto le loro riflessioni fino ad ora sono nati da un uomo ed una donna nel modo tradizionale
    Spero che sia stato un atto d’amore
    Siamo nati dall’amore e per l’amore
    Vale la pena per il desiderio di avere a tutti i costi un surrogato di famiglia naturale, dare la vita a creature nate dalla convenienza economica?
    TUTTO L’UNIVERSO OBBEDISCE ALL’AMORE
    canta Battiato
    per cui ritengo che l’universo (i non i bigotti cattolici) applicherà l’obiezione di coscienza

  7. admin

    Rinfrancato dalle vacanze avevo deciso di essere un po’ più di manica larga nei commenti ma come succede quasi sempre concedendo un dito si arriva facilmente al braccio e al morso sulla spalla alla Suarez…

  8. andrea

    Ma come mai si vedono solo neonati maschi fra quelli commissionati da coppie gay con acquisto d’ovuli ed utero in affitto? Non so se è un fatto, ma sembra che il desiderio di avere figli propri sia comunque subordinato al requisito che non siano femmine, identità aliena da sé (anche se un argomento di propaganda ricorrente è che saprebbero comunque adeguatamente rappresentare ai bambini tanto lo spirito maschile quanto quello femminile della vita).

  9. Giusi

    Mario Adinolfi
    Adesso ·

    Noi dei circoli Voglio la mamma nel giorno della nostra prima assemblea nazionale che si aprirà alle 15 all’hotel Nazionale di piazza Montecitorio intendiamo esprimere solidarietà a madre Eugenia Libratore dell’istituto Sacro Cuore di Trento. Non riusciamo a capire perché una scuola cattolica, con un progetto formativo chiaro e dichiarato, debba essere obbligata ad avere come docente una persona in esplicito contrasto con esso. Non riusciamo a capire perché se sei contrario al matrimonio omosessuale è giusto che tu perda il lavoro (caso Brendan Eich e Mozilla), è giusto che siano boicottati i tuoi prodotti (caso Barilla), è giusto che sia chiusa la tua azienda (caso Ashers Baking Company), è giusto che sia limitata la tua libertà d’espressione e in caso d’approvazione della legge Scalfarotto anche la tua libertà tout court. Però una scuola cattolica deve essere obbligata ad assumere o a rinnovare il contratto a chi è in esplicito conflitto con i propri valori e il proprio dichiarato progetto educativo. Non so come faranno a spiegarci il perché di questi due pesi, di queste due misure.

    1. vale

      cmq, a Roma, di questi tempi , non si sono fatti mancare nulla….

      http://www.riscossacristiana.it/anche-il-coni-da-il-suo-contributo-allomosessualismo-di-paolo-deotto/

      gli “Italian Gaymes”, ovvero i giochi riservati a omosessuali, lesbiche, transessuali, centrosessuali, perifericosessuali, asessuali e così via.patrocinati dal coni.
      eppoi parlano di discriminazione.se la fanno da soli.
      a me pareva che omosessuale -o altro- o meno, se uno è bravo nello sport faceva i campionati nazionali, europei, mondiali, olimpiadi.ecc.
      non mi ricordavo che sulle piste di atletica,tanto per dire, si chiedesse, prima della partenza di una gara, con chi vai a letto….

      1. vale:
        E anche c’è scritto:

        “Gli omosessuali non sono mai stati perseguitati o discriminati, ma l’esibizione e la propaganda dell’omosessualità fanno semplicemente schifo, hanno sempre fatto schifo e sempre lo faranno a tutte le persone – la stragrande maggioranza – che, al di là di ogni convincimento religioso e morale – sono semplicemente normali, anche se tante di loro hanno ormai paura di parlare, schiacciate dalla protervia dei propagandisti della perversione.”

  10. …sarebbe invece consigliabile che, per evitare poi questi casi di cui sopra, le scuole cattoliche sottoponessero, preventivamente, con il loro consenso, le loro insegnanti nubili a un controlllo ginecologico e delle partri intime in toto, e il loro insegnanti maschi (sempre con il loro consenso) a una ispezione de retro. La quali precauzioni, ovviamente, non metterebbero al sicuro dalle infiltrazioni di insegnati lesbiche (cosiddette).

    1. Giusi

      Semplicemente Alvise chi insegna in una scuola cattolica dovrebbe essere d’accordo con i Dieci Comandamenti.

  11. Giusy:

    Giustappunto, per questo quanto mai opportune ispezioni in loco per evitare futuri malintesi.Inquantoché, se a parole si può dichiarare qualsiasi cosa, difficile ingannare l’esame autoptico!
    (ma cosa gli viene in mente a tanti di andare a insegnare proprio nelle scuole cattoliche?!? che andessino nelle scuole pubbliche e non rompessino poi le palle! O no?)

  12. Giusi

    PER LE NIPOTINE DI ROBERTO VECCHIONI
    di Mario Adinolfi
    Voglio la mamma

    Francesca Vecchioni, figlia del noto cantautore Roberto, si separa dalla compagna Alessandra. Succede. Francesca ha avuto due bimbe con cicli di fecondazione assistita e acquisto di gameti maschili in Olanda. In Italia era illegale farlo. Le bambine hanno due anni e ora sui siti lesbo è tutto un “chiedere diritti”. E sul web si legge: “Le bimbe sanno che Alessandra è la loro madre, anche se per lo Stato italiano l’unica ad essere riconosciuta legalmente è Francesca, in quanto madre biologica”. Le bimbe hanno due anni, sono gemelline, le due lesbiche si separano. Le “mamme” sono due persone note. A nessuno frega niente che a queste bimbe sia stata negata una figura paterna, a nessuno frega niente che la figura materna unica e indivisibile (“di mamma ce n’è una sola”) sia stata frantumata nella dimensione duale di madre biologica e madre non biologica, a nessuno frega niente che l’equilibrio garantito dalla dimensione naturale e dialettica madre-padre (anche in caso di separazione) sia stato violentemente negato.

    Benvenuti nel pianeta genitore 1-genitore 2, dove i bambini sono vittime dell’egoismo cretino di chi scambia i propri desideri per propri diritti. E strumentalizza persino una fallimentare separazione, che platealmente spiega perché un bimbo ha diritto alla figura paterna e a quella materna, per farci la lezioncina lesbo-friendly. A me piacerebbe invece porre qualche domanda. Con chi stanno le bambine? Quando arriverà una nuova “compagna della mamma” diventerà una terza mamma? E se dovesse arrivare una figura maschile? E la compagna dell’altra mamma, quella “non biologica”? C’è davvero bisogno di costringere le bimbe a tutta questa confusione? E come sono nate le bambine? Il padre “biologico” chi è? E’ noto alle due che la compravendita di gameti maschili in Italia è illegale? Quanti interrogativi, quanta violenza gratuita sulla pelle di due bimbe.

    E a Roberto Vecchioni, papà di Francesca, che esaltava appena sei mesi fa sulla stampa nazionale “le due mamme innamorate” e dichiarava orgoglioso: “Ho accompagnato io Francesca in Olanda per fare la fecondazione, è stato entusiasmante”, mi verrebbe da chiedere: sei ancora così entusiasta? E ancora dichiarava Vecchioni: “Quando sono nate, mi sono sentito rinascere, è stata una tale scarica di emozioni… Mi hanno regalato una seconda giovinezza”. Ecco, a forza di dare la caccia a seconde giovinezze e scariche emotive, si perdono di vista la razionalità e la natura. A forza di pagare cicli di fecondazione assistita in Olanda, si generano bimbi senza radici e senza padri o senza madri, operando verso di loro una enorme violenza. Ma le persone non sono cose e i figli non si pagano. Oggi che le “due mamme innamorate” non ci sono più e è passato poco dalla “scarica di emozioni”, Roberto Vecchioni magari può tornare a cantare che per lui vuole una donna-donna-donna con la gonna-gonna-gonna: “Prendila te quella col pisello e la bandiera nera”, cantava il cantautore neanche troppi anni fa. Oggi chissà se va pensando almeno un po’ a quelle sue nipotine senza papà, con troppe mamme e troppa confusione attorno. Tanta confusione che nessuno ha riflettuto seriamente sul vero diritto delle bimbe a non essere costrette a una genitorialità mutilata e artificiale, preoccupati com’erano nonni e “genitori” solo dei propri desideri, dei propri transitori entusiasmi, delle proprie transitorie emozioni.

    1. Non può che rimbalzarmi in mente un commento già fatto…
      https://costanzamiriano.com/2014/07/15/il-male-che-ce/#comment-82967

      Anche se debbo amaramente aggiungere che le derivnati strazianti contese, conflitti, bassi mezzucci di rivalsa e chi più ne ha più ne metta, restano tanto simili a quelli che si generano nelle separazioni etero… e d icui le innocenti vittime sono proprio i figli.
      Il male, chiama altro male… e il peccato genera altro peccato. E il peccato porta con sè sofferenza e morte, non solo per chi lo compie.
      Ma si sà, oggi non è politicamente corretto affermarlo (ed è anche roba da Medio Evo). Oggi è il tempo di invocare i “sacrosanti” personali diritti,,, anche quelli di compiere il male! 😐

  13. Transitori entusiasmi, transitorie emozioni, transitorie infatuazioni, poi ne verranno delle altre….

    Tutto è cominciato con la lettera agli Efesini, ricordate?

  14. “Deve essere per questo che il mondo sta diventando sempre più brutto e inutile, perché le donne son sempre meno femminili e i bambini sempre più rari.”

    Così Fabio Bartoli: ma come dovrebbero essere secondo lui le donne? quali donne conosce lui? e poi, i bambini, non ce n’è stati mai quanti ce n’è ora nel mondo (lui che il mondo l’ha girato) (o non l’ha girato?)

I commenti sono chiusi.