Bimbo NON a bordo

di Raffaella Frullone

Lunedì mattina. Ore 8.00, primo caffè della giornata, e di una settimana impegnativa. Il telefono vibra: SMS. Testo: «Lo so che non ci crederai, ma mi è venuta voglia di fare un figlio. Colpa del libro, sono a pagina 50». Il libro, ovviamente, è quello di Costanza, e il mittente è una mia cara amica che avevo invitato alla presentazione di Bergamo, la scorsa settimana. Per motivi di privacy non divulgherò le generalità della mia amica, mi limiterò a dire che ha una cabina armadio grande quanto tutto il mio monolocale a Milano, piena soltanto di scarpe con tacco mai inferiore a 8 cm, alle quali parla con regolarità, e alle quali si riferisce chiamandole «i miei tesori». Almeno questo fino a ieri.

Costanza deve andare fiera della sua prima fatica letteraria, se con solo 50 pagine è stata in grado di risvegliare la maternità in una donna, ma sappiate che c’è chi riesce a fare di meglio. C’è chi riesce a farlo con molte meno parole. Il mio istinto materno per esempio (Sì, proprio quello che lascia morire il tamagotchi, le piante grasse e porta al suicidio le uova nel frigorifero) ha avuto un moto d’orgoglio in libreria di fronte al titolo «Bimbo NON a bordo. Inno alla vita senza figli». Ma il titolo non era nulla in confronto al libro. Il volume porta la firma di Jennifer L. Shawne, al secolo Jenn Shreve. Giornalista e copywriter americana, la Shreve ha 31 anni e vive a San Francisco con suo marito e con quelli che lei chiama i suoi «adorabili sostituti felini dei figli Mim e Gita». (Sono certa che gli stessi gatti rabbrividiscono di fronte a questa definizione).

Insomma la Shreve, o Shawne a seconda delle preferenze, si definisce una «Strategic thinker with a track record of finding creative solution». Pensatrice strategica, soluzioni creative. Un mix esplosivo. E va da sè che una donna così sarebbe stata egoista se avesse privato l’intera umanità del suo pensiero illuminato . Riporto dalla quarta di copertina «Pensi che una monovolume a sette posti sia una macchina da sfigati? Non glielo dici, ma consideri il bambino della tua amica un fastidioso animaletto urlante? Cerchi sempre una scusa per non andare alle feste degli amici con prole? Il solo pensiero di far figli ti fa allungare la mano verso la bottiglia di vino? Ti chiedi: perchè fare figli quando potrei continuare a divertirmi? Se hai risposto si anche solo a una di queste domande sei pronto per il favoloso mondo dei non genitori».

Come avrete sicuramente intuito, l’opera è densa di perle di saggezza: si tratta in sostanza del manifesto dei cosiddetti Childfree, il club dei liberi da figli ovvero quegli adulti, o sedicenti tali, che non solo hanno deciso di non avere figli, ma che attorno a questo hanno costruito un vero e proprio stile di vita con tanto di siti specializzati, libri, consigli in rete. Il volume si inserisce a pieno in questo fecondo filone, in effetti, ne ha per tutte le occasioni. Si va dai consigli per individuare partner non riproduttori («facile da riconoscere : ha la tessera di un’associazione per la crescita zero della popolazione mondiale, insiste sull’utilizzo di profilattico, pillola e spermicida»), ai lussi che ci si può permettere rinunciando ai figli («con la spesa relativa ad un mese di pannolini ci si può regalare un magnifico massaggio»), alla differenza tra il corpo decadente di una madre, guastato da un’inestetica pancetta anche dopo il parto, e quello perfetto delle donne che non hanno mai figliato (cosa che mi ha fatto venire due dubbi: 1. forse io ho partorito senza accorgermene. 2. La mia amica Babi deve aver adottato tutti e quattro i suoi figli). Non solo, il libro illustra le case eternamente in disordine di chi ha figli e quelle splendidamente perfette dei Childfree (anche qui ammetto che mi è venuto il dubbio di avere un bambino che si aggira per casa e la tiene in costante disordine), i pro e i contro di una vita lavorativa libera da figli («promozioni più veloci e più soldi dei vostri colleghi con prole», ma dove lavora ‘sta Shreve?), la differenza nello scegliere l’auto, le vacanze, la vita così libera da vincoli da potersi dedicare alle cose che davvero contano: ubriacarsi senza sosta, svegliarsi a mezzogiorno, essere liberi di andare a cercare la propria essenza sull’Himalaya. Insomma potrei andare avanti ore, ma quanto vi ho detto può sicuramente bastare per farvi un’idea sul libro. Voglio però lasciarvi un’ultima chicca.

Il capitolo dal titolo Il senso della vita, nel quale si legge:«Molti genitori affermano che avere dei figli dia senso alla loro vita. Per i non genitori, trovare il senso della vita richiede un po’ più di creatività, intelligenza e verve che scodellare una creatura che, detto per inciso, chiunque, dal criminale del vostro vicino di casa alla pulce sulla schiena del vostro cane, ad Albert Einstein, può fare […] Naturalmente il nostro DNA ci ha programmato per creare copie di noi stessi, un desiderio difficile da negare dopo un paio di cocktail durante un appuntamento romantico. Ma fortunatamente, in quanto cittadini senza figli, potete assicurarvi una discendenza che si perpetua nel tempo, anche dopo che avete tirato le cuoia, e insieme sfruttare al meglio il vostro tempo su questa terra».

Ora cara Costanza, mi duole comunicarti che questa donna ti ha battuto, le basta un paragrafo per risvegliare l’istinto di chiunque a diventare genitore. Quanto squallore e solitudine in poche righe. E se questo lo chiama senso della vita, figuriamoci se la vita non avesse senso.

Invece il senso la vita per fortuna un senso ce l’ha. E per noi donne parte da quel Sì di Maria, da quell’«Eccomi» così umile e insieme così grande da aver cambiato il mondo.

Lunedì ho ricevuto un altro SMS, della mia compagna di banco del liceo «C’è un esserino dentro di me. Vive. Senza che io ne abbia alcun merito. E’ un miracolo».

111 pensieri su “Bimbo NON a bordo

  1. Alberto Conti

    Stavo giusto guardando per una monovolume 7 posti ma non c’era bisogno della Shawne per sapere che ero uno sfigato, lo so da un pezzo.

    In merito alla crescita zero le farei fare quattro chiacchiere con il più maturo Gotti Tedeschi che le dimostrerebbe come solo un aumento delle nascite può garantire una crescita economica equilibrata della società (ah ma dimenticavo che probabilmente la Shawne è una di quelle che teorizzano che l’uomo è un virus da estirpare dalla Terra per salvare la natura: che inizino dandoci il buon esempio).

  2. “la differenza nello scegliere l’auto, le vacanze, la vita così libera da vincoli da potersi dedicare alle cose che davvero contano: ubriacarsi senza sosta, svegliarsi a mezzogiorno, essere liberi di andare a cercare la propria essenza sull’Himalaya.”

    Come ho fatto a vivere negli ultimi anni senza tutto ciò?

    Vuoi mettere?
    Arrivare a casa tardi dal lavoro (causa ricerca disperata macchina nella palazzina parcheggio sbagliata nella metropolitana di San Donato Milanese 😦 ), cena dalla santa suocera chiamata in extremis, arrivo a casa tardi con il pupo. “Alessandro, vai subito in bagno perché è tardissimo!!!!”. “Ma mamma, non abbiamo fatto niente! Almeno un giochino? Mamma ti faccio scegliere: toro impazzito sul letto (io sono il toro, ovviamente) oppure lotta con i cuscini. Guarda che sono ammessi anche i baci e i morsi sulle cosce, se riesci a bloccarmi, ovviamente!”

    P.S.: Raffaella: lo stesso giorno che io e mio marito abbiamo scoperto di “essere incinti” abbiamo trovato un uccellino caduto dal nido sul nostro balcone: non ha sopravvissuto la notte!
    Eravamo disperati: ma se non siamo capaci di tenere manco un uccellino, come faremo?

  3. Federica

    Non per spaventarvi ma su facebook c’è un gruppo (nella categoria “Interessi comuni-cause-ideali(!)”) chiamato “Ma tu quando fai un figlio?Ormai hai già una certa età…” dove si legge (riporto testualmente, tanto il gruppo è aperto):

    “Questo gruppo è dedicato a tutte le donne che non hanno intenzione di avere figli.

    Magari non li vogliono ora e preferiscono aspettare, o magari non li vogliono del tutto !

    Per questo motivo a volte vengono giudicate non troppo normali, con principi poco sani, visto che nel loro prossimo futuro non si vedono realizzate a vivere tra pargoli, pannolini, biberon e rigurgiti…

    Alcuni le considerano senza cuore, o delle donne solo a metà, o troppo fissate con la carriera, o troppo egoiste…

    Noi vogliamo combattere questi pregiudizi, perché una donna che non vuole figli è un essere normale che semplicemente ha fatto delle scelte diverse da quelle condivise dalla maggioranza dell’opinione pubblica.

    Una donna che non vuole figli è un essere normale che preferisce una cenetta romantica e un dopo-cena piccante al DVD di Winnie the Pooh; che preferisce una settimana in una SPA in Thailandia all’allattamento; che preferisce un sabato pomeriggio all’insegna dello shopping-estetista-palestra-parrucchiere al montaggio del seggiolino nella station wagon (!); che preferisce un WE di sci al colloquio con la maestra d’asilo; che preferisce la combinazione vincente aperitivo lungo + discoteca al nuovo modello della Bat-mobile telecomandata.

    E’ probabilmente la stessa donna che preferirà invecchiare al fianco di chi ama, tra i suoi film, i suoi libri, i suoi interessi, i ricordi di viaggio, le cene con gli amici e la casa in ordine piuttosto che a preoccuparsi, interrogarsi, pentirsi, litigare…

    Questo gruppo è rivolto alle donne che non vogliono avere figli, ma è comunque dedicato a quelle che li vorrebbero, ma non possono averne per qualsiasi ragione, perché crediamo che questo sia un grosso dolore con cui convivere.

    E’ anche dedicato alle ragazze madri e alle donne che stanno crescendo un figlio da sole, perché sappiamo che ciò richiede un’ enorme dose di coraggio e di forza.

    […]

    Concluderemmo con una CITAZIONE, per dimostrarvi che questo nostro pensiero non è figlio della modernità, o della frenesia dei nostri tempi, o dell’importanza della carriera rispetto alla famiglia, o di chissà quali dictat dei nostri giorni, ma già agli inizi del lontano ‘800 Paolina Bonaparte (1780/1825), sorella di Napoleone, disse :<>.”

    A parte che mi risulta difficile immaginare che queste persone possano capire il dolore di una donna che non può avere figli, l’ultima frasetta è agghiacciante… Certo, però, se lo dice Paolina…

    1. giuliana z.

      non per niente aveva la fama di essere una prostituta! (non volevo essere scurrile) e poi era sorella di Napoleone…certo che la madre poteva andarne fiera dei suoi figlioli!

  4. Luigi

    Spero che Costanza un giorno non si ritrovi a pagare gli alimenti per bimbi nati a causa del suo libro.

  5. Hi hi hi….Buongiorno a tutti 🙂
    Che strano…a me il libro di Costanza tutto fa venir voglia tranne che di fare altri figli!! Anzi, mi fa dire : meno male che mi sono fermata qua e che pizza sta vita, meno male che siamo più o meno tutti sulla stessa barca. E mi faccio una risata e penso un po’ più positivo.
    Altra cosa strana : ma com’è che a me proprio l’essere genitore mi fa invocare dosi aggiuntive di intelligenza e mi fa pensare che solo la creatività mi potrà salvare?? E anche la verve mi manca, data la stanchezza che mi affligge!
    Allora : o sono anormale o sono onesta, secondo me.
    Riconosciamolo : chi non se la sente di fare un figlio è meglio che lasci stare. Vi ricordate i figli peluche, ribattezzati da me i figli pupazzo? Ecco. Appunto. Sbagliamo noi che li abbiam voluti, figuriamoci chi non li accoglie nemmeno col pensiero o mette su di loro tutt’altre croci. O se li scorda in macchina.
    Intendiamoci : l’unica cosa a cui io posso essere dedita sono i miei figli. Non avete idea di quali salti mortali ho compiuto ieri per permettere a mia figlia di fare scuola-conservatorio-prove e saggio di danza, con l’influenza addosso , qualche altro impegno e il diluvio che qui continua a imperversare. E mi sono anche commossa nel vederla ballare, bella, vi assicuro, e pure brava (padrini : vi sareste commossi anche voi!! 🙂 ).
    Infine due ultime cose : l’unica cosa di cui sono convinta è che avere un bambino è veramente un miracolo. Ma siccome io sono un caso disperato, una picciona è venuta a deporre due uova sul mio balcone, Su internet abbiamo appreso che ci vogliono 16/17 giorni per la schiusa e…dovremmo quasi esserci! 🙂
    In ultimo : ma ve lo devo ricordare io che l’eccomi di Maria non comprendeva solo il bizzarro arrivo di un bambino “speciale” ma anche il vederlo ammazzato in croce.?
    Insomma : non di soli figli vive l’uomo e ci sono anche altri Eccomi ben impegnativi

    1. sorellastragenoveffa

      Anche io ho fatto l’esperienza della picciona che fa le uova sul balcone: provva, provava, faceva sempre due uova ma poi non ce la faceva a farle schiudere, e le lasciava.
      Alla fine ha cambiato angolo di balcone, ha tenuto duro e uno dei due si è schiuso. Durante la cova lei on si allontanava un attimo e il suo compagno le portava da mangiare, poi, quando il piccolo è nato, entrambi andavano in giro a procurare cibo. Il piccioncino era terribile, tutto rosa e spennacchiato, ma lei tornava sempre da lui e lo curava. Si è pure mangiato il secondo uovo che non si era schiuso, credo di aver letto che fanno sempre così.
      Poi, pianopiano, si è riempito di piume grigie ed è diventato più carino.
      Un giorno non c’era più, quella brava mamma oltre ad averlo covato e nutrito, gli aveva anche insegnato a volare.
      E poi dicono che fare figli non è natura…
      che coraggio!
      Paola, che belloil tuo commento sull’Eccomi di Maria!
      buona giornata

  6. alvise

    RAFFAELLA:

    “Il mio istinto materno per esempio (Sì, proprio quello che lascia morire il tamagotchi, le piante grasse
    e porta al suicidio le uova nel frigorifero)…”
    ecco, un tipico esempio di manierismo blogghiano costanzesco!!!

  7. Luigi

    Molti di noi qui abbiamo i figli perché li abbiamo desiderati, la Provvidenza ce li ha concessi, tutto consapevolmente ordinato, famiglie per bene, non dico da mulino bianco perché comunque siamo persone che si mettono in discussione e sono alla ricerca della verità. Nella realtà nascono comunque bambini anche al di fuori di questi ambienti ideali, capitano per semplice copulazione, poi subentra o dovrebbe subentrare tutto il resto, la genitorialità, l’amore ecc. Credo appunto che la nostra società occidentale a volte tenda a sottolineare eccessivamente il fattore desiderio mentre pone meno l’attenzione sulla volontà di Dio di continuare il suo progetto su questo mondo anche a prescindere dai nostri progetti.

    1. Ma Dio ci manda anche il desiderio di non averli qualche volta, indirizzandoci anche verso altre missioni…dovremmo ascoltarlo…Se uno antepone la copulazione, hai voglia a far venir fuori la genitorialità..magari col concime!

  8. Alessandro

    Secondo me ‘sti libri Chidfree convincono chi è già convinto. Davanti a cotanta insulsaggine malamente camuffata da uno stile che vuole farsi accattivante ed è soltanto stucchevole (questo sì, lo è, Alvise), chi già non milita sarà colto da un impulso a figliare. Non so se lo asseconderà, ma l’impulso scoccherà.

    @Marito giallorosso. Non c’entra con il post, ma poiché dissi settimane fa “Ancelotti prossimo allenatore della Roma, ho fonti segretissime e sicure”, e invece l’allenatore sarà Luis Enrique, devo scusarmi (questo la dice lunga sulla qualità delle mie fonti…)

  9. fefral

    “chi non se la sente di fare un figlio è meglio che lasci stare” sottoscrivo in pieno.
    Io ho smesso da un po’ di dire alle mie amiche di fare un figlio. Eppure sono convinta che sia la cosa migliore che una donna possa fare. Però ragazzi è tosta. Buona giornata a tutti.

    1. Sicuramente ma la miglior cosa sta nel ritenerla autenticamente tale

      Alessandro sono d’accordo con te sulla prima osservazione, sulla Roma..boooooH!

  10. Admin?
    Ma com’è che talvolta non mi parte l’avviso di ricevimento, cioè non vengo avvisata della presenza di nuovi commenti nonostante io lo richieda?

    1. sorellastragenoveffa

      Paola, non riesco a rispondere subito sotto il tuo commento.
      Andiamo benino, andiamo avanti, quindi sicuramente bene, ma ancora non ci mandano a casa, uff…
      E tu, influenza? tutto il resto?
      un abbraccio
      Genni

  11. Luigi

    @Paola
    Non è sempre questione di anteporre, e poi in genere la copulazione si fa in due, magari uno desidera un figlio e l’altro desidera solo copulare, ma poi succede spesso per fortuna che ci si rende conto del miracolo di una nuova vita e si prende coscienza.

    1. fefral

      io i figli non li ho cercati, neppure uno. E sono arrivati. E sono la cosa migliore che ho fatto nella vita. Ma non avrei avuto il coraggio di cercarli deliberatamente. Ero disposta a riceverli, quello sì. Ed ero assolutamente consapevole di quanto sarebbe stato difficile.
      E’ importante avere coscienza che i figli non sono nostri, ma ci vengono affidati. Altrimenti meglio non farli. A quelle amiche che cercano la propria realizzazione nella maternità dico di non fare figli. A quelle che cercano di aggiustare un matrimonio malandato con un figlio ugualmente dico di non farli. Così come non consiglio il matrimonio a tutte. Anche se penso che tutti siamo chiamati al matrimonio e che la maternità significa la piena realizzazione della vocazione femminile.
      O capiamo che l’amore è dono di sè, ed solo così che davvero troviamo noi stessi, nel dono gratuito (che poi riuscirci non è mica facile, ma almeno sappiamo dove vogliamo andare) o rischiamo di cercare nell’altro (coniuge, figli) una soddisfazione al nostro egoismo

  12. Effettivamente bisogna avere una grandissima dose di creatività per rigirare la frittata al punto da dare senso a ciò che non ce l’ha e viceversa…il libro, la pagina FB mi fanno banalmente pensare alla favola della Volpe e L’Uva!
    Mi chiedo come arrivi una donna ad aderire ad un tale sistema di pensiero, se guardando Sex And the City, se perchè alla solgia dei 40 anni ha bisogno, per evitare la depressione, di ammantare d’orgoglio e consapevolezza il suo fallimento e chiamarlo libera scelta, o se davvero stia prendendo piede un’antropologia femminile distorta, sterile ed autolesionista, paradossale, diabolica – forse inevitabile – deriva del femminismo, che rivendica per se il diritto di tradire e sfigurare se stesse…

  13. Alberto Conti

    A mente un po’ più fredda posso anche aggiungere “peggio per loro”; si sarà difficile avere figli, impegnativo massacrante, fonte di: tante rinunce, litigi, insonnia, patacche, problemi economici, o “fa invocare dosi aggiuntive di intelligenza e fa pensare che solo la creatività mi potrà salvare”; ma chi è tra voi che a figli tornerebbe indietro? E allora lasciamo parlare i fatti o come diceva un amico (quadripapà) ad un ragazzo che raccontava gli sballi del WE: “io ieri ho giocato al Lego con mio figlio e mi sono divertito un casino, e tu?”

    (l’ho trovato solo in inglese)

    1. Non tornerei mai indietro : gli occhi e la simpatia di uno, la dolcezza e il sorriso dell’altra…bisognerebbe inventarli!
      Però che fatica!

  14. Ho la sindrome da Mulino Bianco, confesso. Mi piace la lotta sul lettone, mi piacciono i giochi sparsi per terra (certo, non tutti insieme), mi èpiacciono le gite formato famiglia etc etc.
    Naturalemnet la mia di famiglia è molto lontana da quella del Mulino Bianco, ma sempre meglio che childfree.
    perciò non posso capire chi questa voglia di maternità non l’ha mai avuta. Ho sempre pensato fosse un modo per schernirsi, per nascondere chissà quale fragilità.

    1. Noi il Mulino Bianco manco ce lo possiamo magnà, figurateve un po’!
      Ma viva il lettone : quando erano piccoli, li stringevo forte e facevamo i “rotolini” da un lato all’altro del letto.
      Oppure mio marito li prendeva in braccio tutti e due per portarli a letto e lo chiamavamo “albero”
      🙂
      Adesso sono più alti di me 😦

  15. Alberto Conti

    “ve lo devo ricordare io che l’eccomi di Maria non comprendeva solo il bizzarro arrivo di un bambino “speciale” ma anche il vederlo ammazzato in croce?”
    Nell’elenco precedente delle rotture di avere figli ho dimenticato forse il più importante: il dolore, il dolore del distacco, del lasciargli la loro libertà e anche, a volte, di vederli morire.

    Ma anche questo non cambia niente, i miei genitori non tornerebbero indietro neanche per quella figlia che hanno tanto amato (era oggettivamente la migliore dei 3 fratelli secondo tutti gli aspetti) e che hanno dovuto accompagnare alla morte durante 5 anni di malattia a soli 35 anni; non penso che esista uno strazio peggiore, ma posso testimoniare che è più vicina lei ai miei che noi altri due che abitiamo al piano superiore.

    Lei piangeva, piangeva, ne era diventata brutta.
    Lei, la più grande Beltà del mondo.
    La Rosa mistica.
    La Torre d’avorio.
    Turris eburnea.
    La Regina di beltà.
    In tre giorni era diventata spaventosa da vedere.
    La gente diceva che era invecchiata di dieci anni.
    Non se ne intendevano. Era invecchiata più di dieci anni.
    Lei sapeva, sentiva bene che era invecchiata più di dieci anni.
    Era invecchiata della sua vita.
    Che imbecilli.
    Di tutta la sua vita.
    Era invecchiata della sua vita intera e più che della sua vita,
    più di una vita.
    Perché era invecchiata di una eternità.
    Era invecchiata della sua eternità.
    Che è la prima eternità dopo l’eternità di Dio.
    Perché era invecchiata della sua eternità.
    (c. Peguy)
    http://graciete.splinder.com/post/16443163/il-dramma-di-maria

  16. paulbratter

    e da un punto di vista della continuazione della specie, che se tutti ragionassero così tra una ottantina d’anni il mondo sarebbe svuotato come dopo un disastro nucleare?
    o comunque confidano nel fatto che qualche “coniglione”(doppio senso) continuerà comunque a “sobbarcarsi l’umanità”.

  17. alvise

    “Bambino? Preferisco cominciarne cento piuttosto che finirne uno”.

    Era questa la citazione? O un’altra?

  18. giuliana z.

    Ora dirò una cosa, e ci tengo a precisarla: io l’istinto materno non l’ho mai avuto. E tuttora mi chiedo se il buon Dio non abbia sbagliato a mandarmi i miei due pargoletti, perchè certe volte faccio una fatica immensa a sopportare le loro grida, le corse per il salotto, i palloni che lanciano a 2 cm dal lampadario, le mazzate che Riccardo tira a Ciro con il manico della paletta e Ciro che non si difende ma mi viene a piagnucolare sulle gambe cercando giustizia sempre mentre sto affettando cipolle. Poi ci sono anche i momenti divertenti, che ti fanno sganasciare dalle risate, i balbettii e le parole storpiate, le cadute da candid camera, i giochi di prestigio improbabili. Certo le emozioni sono tante, ma ripenso spesso ai bellissimi giorni e mesi trascorsi con le compagne di università a studiare in facoltà, a cenare in appartamento con la pasta-colla del discount, il caffè rivoltante dell’Anna che mi faceva morire dal ridere, i festeggiamenti post-esame. E se mi aggrappo ai ricordi mi verrebbe quasi da dire che quella sì era vera libertà, che alla fine facevo quello che mi pareva e piaceva. Ma non si vive di ricordi. Certo della gioventù quello è il ricordo più bello, ma la nostalgia, il rimpianto sono delle brutte bestie e non ci fanno vedere il passato ed il presente per quello che sono realmente, una esperienza di Amicizia che non può vivere di ricordi, ma si alimenta anche di quelli per rendere ragione della speranza nel futuro (se una cosa è vera una volta, è vera per sempre). E chi mi ha dato tutto questo? solo la compagnia vera, quella di Cristo, che allora si è manifestata in quei volti e oggi si rivela nei miei figli. Ma mi ha messo accanto un marito per vivere tutto questo, che senso ha il desiderio di procreare se non in un rapporto?. La mia vocazione alla maternità l’ho capita nel momento del mio SI’, l’ho accettata in quel momento, mica ce l’avevo chiara prima, in fondo anche il fidanzamento era stato un bellissimo periodo, carico di desideri per il futuro e progetti. Poi in quel SI è arrivata la percezione che forse non eravamo solo io e Paolo ad essere lì (potevamo essere noi due anche in municipio), e che la maternità non era solo la possibilità di figliare con il tuo DNA ma di portarsi appresso la testimonianza di Colui che hai invitato ad entrare in quel rapporto (Lui non ci entra se non lo vuoi!). Per me essere madre non è stato un fatto spontaneo, istintivo, anzi è stata una fatica immensa accettare che non ero più padrona di me. Mi viene in mente il mio amico Enzo che è stato un vero padre per me e che raccontava di quando tornava a casa la sera tardissimo e vedeva i suoi bambini nei letti e li accarezzava nel sonno: don Giussani gli disse che il vero amore per loro consisteva nel fare un passo indietro e chiedersi “che ne sarà di loro?”.

    1. Idem con molte patate specialmente per la prima parte…
      Ma Giuliana…ma non è che il piccolo Ciro piange per colpa delle tue cipolle???

      🙂

    2. giuliana z.

      pensa, lui ha paura delle mazzuolate di Riki, mentre Riki ha una paura inspiegabile per ogni insetto di qualunque dimensione, dal moscerino al coleottero, ma di Ciro non ha alcun timore, anzi cerca di spaventarlo lui con mosse da lottatore maori!

    3. Velenia

      @ Giuli,non avrei saputo dirlo meglio,uguale tutto,pure l’ esperienza dell’ appartamento clu,non all’ Alma Mater ma da un’altra parte,ma era lo stesso.Aggiungo solo una cosa,man mano che il tempo passa e loro crescono e ti viene chiesto sempre più cominci a fare veramente l’esperienza del possesso con un distacco dentro,come diceva il Giuss.
      Seguire la circostanza della maternità, così come si è dettagliata,anche in momenti drammatici,mi ha fatto diventare donna,anzi potrei dire che è soprattutto grazie alla maternità che ho cominciato a scoprire la mia femminilità.

    4. giuliana z.

      Veolenia, c’hai ragione! mi sento ancora più donna, nel senso “mirianico”, femminile come accogliente. Siamo tutte chiamate ad essere come Maria nel suo SI. C’è poco da fa’, si “è” in relazione a un “tu” che mi fa. Mica in relazione alle Manolo Blanik da 480 dollari di Carrie, che infatti celebra le nozze con se stessa…

  19. Maria

    Raffaella, grazie per questo post. Sono una ragazzi di 23 anni, e dopo aver letto il libro di Costanza mi si è aperto un mondo. Ho capito cosa voglio fare nella vita, ho capito che se sarò solamente una brava madre e moglie mi sentirò soddisfatta e realizzata. Ho capito che la chiamata del Signore non è solo per preti e suore, ma la chiamata è all’amore, all’apertura all’altro, al vivere per l’altro. Che antipatica questa Jennifer. Posso scommetterci tutto quello che ho (vabbè, non è tanto, ma si fa per dire) che in fondo in fondo è tanto triste e sola. Un gatto al posto di un essere umano? A me le scarpe piacciono un casino, ma vorrei molto di più un uomo che mi ami e da amare. Io, dopo soli (ma poi, sono davvero così pochi?) 23 anni di vita mi sono già stufata di vivere solo per me. Quindi dico per fortuna che ci sono donne come Costanza, come mia mamma, come tutte le mamme e donne coraggiose e tanto sagge che non hanno la pretesa di capire e di sapere qual’è il senso della vita, ma che invece, hanno contribuito, e seriamente, alla vita!

    p.s. che bello questo blog!

    1. Luigi

      Maria, ti auguro di trovare un brav’uomo e se non è bravo cambialo, voi donne avete questo potere, attraverso la giusta sottomissione (quella di Costanza).

  20. Luigi

    I figli hanno riempito la mia vita, mi hanno reso un po’ più responsabile. Alla sera quando finisco di lavorare respiro il calore della casa, la mia principessina innamorata di me, mi chiama papino, solo sentirsi dire papino da una vocina è motivo sufficiente per fare figli. Fra qualche anno mi manderà affanc. ma il gioco vale la candela.

    1. Macchè! Ti chiamerà papino lo stesso..ma per farti sganciare!!
      Un sano vaff porterebbe a giocare a carte scoperte!
      🙂
      Auguriamoci che diventi come Maria!

      Maria? Ma tu cosa fai di bello nella tua vita?

  21. Giusto!
    Comunque beato te: a me mio figlio per un periodo mi ha chiamato con tono grave, vibrato e impostato (fa il cantante lirico) Madre, poi un’altro periodo mi chiamava O Mama come Johnny Bravo e ora si è assestato su un Mami con tono lagnoso
    😦

    Non è così muscoloso, ma il tipo è questo

  22. Velenia

    @Giuli, le mitiche Manolo di quella sfigata di Carrie,ah ah ,dovresti vedere le ballerine viola da 23 ” euri” che ho ai piedi in questo momento,ma che movida a casa mia!
    @Genni,un abbraccione grande a te e a Filippo

  23. Volevo riprendere il commento di paul “e da un punto di vista della continuazione della specie” per fare alcune considerazioni in merito all’argomento:
    1) Credo che l’istinto materno non sia per nulla scontato, più che uno istinto, visto che non siamo del tutto bestie, credo che sia una cosa che venga dall’esperienza sociale. In ospedale quando ho avuto il mio pargolo, una ostetrica osservava che le straniere hanno molto più “istinto materno” delle italiane. Mi sono accorta vedendo amiche che, come me per inciso, partorivano dopo i 30 anni. Il punto non è questo, è che i figli arrivavano in famiglie senza bambini. Da parte di mio marito, Alessandro è il primo bimbo dopo 23 anni (l’età della cugina più piccola alla sua nascita). A casa mia invece ci sono stati 5 figli, mia mamma è diventata nonna a 43 anni (io ne avevo 13), i figli delle mie sorelle erano sempre da noi. Ho amiche che hanno visto per la prima volta un bimbo al seno della madre a casa mia. Io vedo degli estremi che trovo assurdo: mamme che per non perdere “la loro libertà”, con mille scuse fanno andar via il latte e altre che diventano schiave dalla ideologia dell’allattamento estremo (a richiesta appena il bimbo fa beh). Ci credo che ti faccia passare la voglia…
    2) Viviamo in una società che spinge il benessere la libertà individuali come “bene assoluto”, per la propria libertà economica è socialmente ammessa ogni sorta di sacrificio (se uno si ammazza di lavoro è “figo” e nessuno dice nulla, se per essere alla moda o trendy una vive di sedano e mele, arrampicata su i tacchi 12 tutto il giorno va benissimo). Le nostre nonne vivevano in un ambiente del tutto diverso, nel quale identificavano la famiglia come la loro realizzazione e scopo di vita e per questa erano disposte a sacrificare qualcosa.
    3) Oggi ci sono uomini che rivendicano lo status di mammo e donne che lo rifiutano la maternità all’estremo. La moda ci propone uomini effemminati e donne senza forme vestite da uomo.
    Io in tutto ciò vedo un disegno perverso, contro la nostra specie. Un suicidio di massa. Un suicidio che ha una testa con le corna e una coda, ma che si traveste con l’aura della libertà e dell’egualitarismo.

    1. Velenia

      @DaniCor, è l’ eresia catara in salsa moderna,chiedo aiuto a chi ne sa di storia e filosofia più di me,ma non è così?

    2. Luigi

      Hai ragione Dani, dobbiamo comunque avere la speranza, come Frodo e Sam. Chissà che non si trovino alleati stranieri che ci aiutino in questo. Quello che descrivi tu è il mondo occidentale e la sua deriva ma esiste il soffio della luce dove noi non sappiamo.

  24. sorellastragenoveffa

    Daniela, è tutto vero, e forse il problema è che mancano modelli equilibrati, punti di riferimento da seguire. Mi aggancio alla questione dell’allattamento, conosco anche io donne che si sono prese le pasticche per mandare via il latte, benedette ragazze, con tutti gli effetti collaterali che hanno dovuto poi sopportare… io per 5 mesi mi sono tirata il latte per Francesco, 4 mesi in ospedale e uno a casa, dove da bravo prematuro non riusciva a succhiare, ma non volevo arrendermi…
    Una cosa analoga capita quando dici che i bambini non devono dormire nel letto con te, ma nel loro letto, lettino, culla, quello che é. Sembri una madre snaturata, va più per la maggiore dire che i bambini si addormentano in braccio, le persone che conosco che hanno fatto così lo consigliano alle neo mamme, e c’è una specie di compiacimento nel dire che i loro figli sonomstati addormentati in braccio o che ancora dormono nel lettone e magari sono alti come le mamme… come se si fregiassero di averli amati di più.
    Ma se amare vuol dire rendere liberi, un bambino che non sa addormentarsi da solo e non sa dormire nel suo letto non è libero affatto!
    Però devi stare attento a dire queste cose, ti tacciano di egoismo, non fai dormire tuo figlio con te perché vuoi dormire comoda tu…
    Dove sono quelli che non hanno paura di insegnare la cosa giusta, proporsi come modello positivo, urlando, anche, qual’è la direzione da seguire, senza essere giudicati?
    Costanza, devi proprio scrivere un altro libro… magari una collana, non guasterebbe!
    Non c’entra niente ma metto il link all’articolo di Costanza sulla Bussola quotidiana, l’ho trovato grandioso, e apre con la battuta proposta da Paulbratter, che oltre che grandioso nella sinteticità essenziale dei suoi commenti dev’essere pure un gran figo… o quello è Redford?

    Baci a tutti
    Fefral, come stai? meglio di ieri? ti penso!

    1. giuliana z.

      Genni…. mi fai sentire una merdina… devo dire che io per quanto riguarda il sonno dei bambini sono una mezza frana. Con Ciro sono stata bravissima, dopo 5 mesi di risvegli continui mi sono decisa a leggere il famoso libricino del dott. Estevill e in 2 settimane ho risolto il problema, notti serene ognuno nel proprio letto. Poi è nato Riki e fino ai 18 mesi è stato buonissimo, nanna da solo, niente seno-ciuccio ma allattato con regolarità. Improvvisamente dopo una trasferta a casa di mia mamma, al ritorno ha cominciato a manifestare una paura folle di stare solo e ha vomitato per 10 notti di seguito appena messo nel lettino, quindi su consiglio del pediatra mi sono rassegnata a mettermelo vicino, e ora non so come schiodarlo dal lettone (fa 3 anni a settembre). Mi sento una frana….e Ciro si sente solo nella cameretta (anche se non vuole venire nel mio letto neppure con la febbre a 40!, bellino!)

    2. Quello è Redford, già appurato 🙂
      Grande Genni!!!
      Però se Costy scrive un libro sull’educazione, voglio partecipare anche io!

      Un pensiero a Fefral e al suo amico

  25. Alessandro

    Visto che Raffaella c’ha informato sullo Shreve-pensiero e Federica su quello di quel gruppo di facebook, non stona il Carmen Consoli pensiero:

    “Potrei innamorarmi di una donna. Essere etero o no per me non conta … mi piacerebbe incontrare una persona con cui condividere, però non voglio forzare la mano. Non ho la frenesia dell’accoppiamento, per cui preferisco aspettare. Mal che vada, c’è sempre il ‘fai da te’. In questo senso a me il bricolage piace molto. La maternità? Ci penso. Se succederà, mi auguro di diventare mamma di un figlio gay” (sulle droghe: “Non sono una grande amante delle canne e delle droghe in genere, però sono favorevole. Oguno fa ciò che vuole e il fatto che ci sia una legge che ne vieta l’utilizzio non impedisce certo che le droghe ci siano. Sono dell’idea di legalizzarle, liberalizzarle, metterle a disposizione di tutti, perché interromperebbe un traffico illecito che è alla base di tanti altri mali”)

    1. Luigi

      Non ho capito Alessandro se dobbiamo rovinarci il fegato da soli o se stiamo secondo qualche filosofia cinese mangiando spine per resistere al mondo avverso.

    2. Alessandro

      no, scusa, non volevo farti mangiare il fegato (il fai da te piace alla Carmen), a me queste sortite stile Consoli non fanno un particolare effetto… comunque è vero, è meglio evitare questa roba dopo pranzo…

  26. Maria

    Ciao Paola! Grazie!!
    Nella vita, per ora, faccio la studentessa ed aspirante sottomessa! Mi laureo in Communications and Journalism tra poco meno di un anno (John Cabot University a Roma),e poi non so…VIvere da sola a Roma mi da’ molto tempo per pensare. Ma vorrei occupare il tempo anche con il ‘fare’!!
    Questo blog è un po’ come il sequel del libro di Costanza! E lo leggo sempre sempre con molto piacere!

    @Luigi, grazie per l’incoraggiamento! Altro che sottomissione passiva, qua di lavoro ce n’è da fare e molto molto attivamente!!!

  27. Marion

    un giorno io e mia cognata (cinque e tre figli) parlavamo di una conoscente che in montagna andava a sciare con le amiche lasciando la figlia al baby parking mentre noi al massimo una settimana di campeggio d’estate con tutta la prole sempre incollata. dopo un attimo di silenzio mi fa: sì, ma metti che hai un figlio solo e poi va male a scuola, pensa che dispiacere! invece noi, uno bene, uno male, uno così-così.. ci siamo guardate e abbiamo cominciato a ridere così forte che non riuscivamo a smettere! quanto ti voglio bene Mari!

    1. Velenia

      Ah,Ah, io sto facendo un suntino per un power point su Napoleone per figlio grande che ha gli esami di 3 media e sto per andare a vedere la prima mostra di unica-figlia-femmina(6 anni) pittrice in erba.Ieri sera figlio n.3 è tornato da una gita scolastica durante la quale ha affrontato pure un finto licantropo, e, prima di andare a dormire, figlio grande e secondo figlio,uno nei panni di Dante e l’altro nei panni di Virgilio,hanno drammatizzato alcuni canti dell’Inferno a nostro uso e consumo.A me e mio marito è toccata la parte di Paolo e Francesca.Ragazzi questa sì che è vita!! E finalmente mi sto facendo una culura,da ieri sera so anch’io chi è il Papa che fece”per viltade il gran rifiuto”

  28. sorellastragenoveffa

    Giuliana, non era assolutamente mia intenzione giudicare nessuno (ma sono abbastanza sorellastra e quindi nn si capiva, scusami se ti sei sentita aggredita, cominciate a capire l’idoneità di questo nick?! 🙂 )
    quello che volevo dire è che, come per tante altre cose, la società rema contro, e se cerchi di educare un figlio in un certo modo ti fa pure sentire che staimsbagliando e che sei un mostro. Non volevo dire che dobbiamo buttare fuori dal lettonei nostri figli (Filippo non dorme nel lettone solo perchè io preferisco far dormire mio marito,il quale non riesce a chiudere ochhio se siao in tre, quindi quando mi chiama preferisco trasferirmi io nel suo letto. E dal ricovero di novembre in poi Filippo non è stato più in grado di dormire da solo).
    Quello che volevo dire è che vorrei tanto che ci fosse qualcuno che indica la strada, dalla tua risposta capisco che sebbene Riccardo dorma con te tu speri che lui riesca un giorno a dormire da solo… Quello che trovo sbagliato è l’affermare come una ideologia che il figlio debba stare nel letto con la mamma!

  29. sorellastragenoveffa

    Appunto, Luigi!
    Velenia, mi ero persa i tuoi saluti, un abbraccio a te!
    Paola, lo so che quello era Redford, ma la vera faccina di Paulbratter magari é pure meglio, magari a un certo punto la mette!

    1. giuliana z.

      Cara Genni! non mi sono sentita attaccata in nessun modo da te, ci bancherebbe, mi stai troppo simpatica! intendevo solo dire che come mamma severa, per certi aspetti, sono una schiappa! la verità è che non ho abbastanza fegato per cercare di imporre a Riki una regola del sonno. Magari il fegato della Consoli mi può essere d’aiuto??? chissà! un bacione a Filippo!

    2. paulbratter

      meglio di redford?????????????????

      se vuoi sapere perchè ho la foto di redford guarda qui al secondo 24

  30. Alberto Conti

    “Sono una ragazza di 23 anni, e dopo aver letto il libro di Costanza mi si è aperto un mondo. Ho capito cosa voglio fare nella vita, ho capito che se sarò solamente una brava madre e moglie mi sentirò soddisfatta e realizzata”

    Probabilmente Maria sarebbe arrivata alla stessa conclusione, magari in più tempo e con qualche errore in più (ma ne farà di altri), ma mi impressiona il fatto che lei attribuisca al libro di Costanza questo suo nuovo, e santo, desiderio, così come l’amica di Raffaella.
    Mi ha colpito perchè molto spesso non testimoniamo la nostra Fede (per paura, per accidia, perchè “tanto non serve”) mentre Costanza nel libro testimonia (non si limita a fare un discorso e la differenza è sostanziale) che a vivere da cristiani si è più felici e questa cosa crea un desiderio di cambiamento, di vivere al meglio la propria umanità.

  31. Federica

    Senza nulla togliere a Costanza, credo che anche voi, attori di questo blog, siate una testimonianza di fede viva.
    Con le vostre storie, i vostri dolori, le gioie, le beghe quotidiane dimostrate “che a vivere da cristiani si è più felici”.
    E per chi come me lo intuisce ora, è cosa di non poco conto…

  32. alvise

    Se vuoi aver rotta la schiena
    Vai nel bosco di Lucolena….
    E’ quello che ho fatto io ggi inoltratomi a passo di lupo nel profondo della selva irta di scope ginestre corbezzoli rovi quercioli lecci cerri sassofrassi pini cipressi tane fossi tagliole strapiombi, al mio fianco la mia fida Emma, pieveloce, al mio seguito il prode Ilio, omo primitivus chiantigianus vivente in una spelonca da lui adibita a cucina camera soggiorno dispensa magazzino depositi laboratorio lavatoio pollaio annesso orto qualche ulivo qualche vite quello che ha bisogno se lo procura lui in giri di frodo di rapina di nascostodi notte quando lui solo aggiro invisibile. E lui non solo aiutatomi nel trasposrto di saasi enormi ma in cambio di altri piaceri immondi che io a lui, ma nache fornitomi di zucchine ova un fiasco d’olio finissimo ricco di sostanze organolettiche che solo qui da noi etc, il pane ce l’ho a casa, il vino anche a casa, ovviamente, e poi comprato alla COOP un tatufo nero gelato da pappare stasera, da ultimo…

    ultimo…
    essere stato fradicio tutto il gior

    1. Federica

      Alvise ti inseriro’ nella mia tesi: detentore di saperi antichi ed espressione dei valori di una terra. Un bene culturale da difendere e valorizzare. Posso? 🙂

  33. alvise

    FEDERICA: Ne saremmo onorati io per la parte trogloditica e LUIGI per la parte agro-vino-assaggiativa, vero LUIGI?!?

  34. Alvi,
    sono d’accordo con luigi, mandare li da te i ragazzi “urbani” che abbiamo a casa per fare un pò di esperienza a spaccare la schiena a imparare un MESTIERE (mio padre diceva che nella vita bisogna imparare un MESTIERE, saper FARE qualcosa, perché quello che sai non te lo toglie nessuno!)…
    Sono discendente di nonni uno falegname e uno carpentiere, papà marmista…
    Amavo trovarli al lavoro, odore di legno, sega circolare (che sapevo usare), vernice, chiodi, colla…
    Poi andare con mio papà in cantiere, alle cave vedere come si lavora i massi, in officina… sporcarsi mani e piedi!!!!

    1. alvise

      DANIELA: ma che ci stai a fare qui? te dovresti essere in Brasile, In giro per quell’immenso paese, a vedre milioni di cose, di mestieri, di modi di vivere, il Sud coi nomi tedeschi, Florianòpolis (Firenze?) Mato Grosso, Minas Gerais, Bahia….ma che ci fai te qua, in questo paese striminzito, in tutti i sensi…?

  35. Luigi

    Alvise, mi sembra di sentir l’odore di sudore e così mi consento un quartin in compagnia

    @Giuliana
    Ma secondo te io mi tiro indietro? Mai fatto fino alla mia veneranda età

    1. giuliana z.

      mi pareva che fossi un passionale!!!! ma com’è che voi uomini avete sempre il colpo in canna?

  36. Fefral

    Ciao a tutti. Vi leggeró con calma, intanto vi saluto. Sto bene, triste e ci vorrà un po’ perché la tristezza passi. Ma non sono più arrabbiata.

    1. Luigi

      Fefral ciao e bentornata
      @Alvise sì ma non ci sono mai stato, ma se capiti abbiamo dei tours da fare che ti piegheranno in due

  37. sorellastragenoveffa

    Per Robert R.: l’avevo capito che il tuo nick era il nome di un personaggio interpretato da Redford, leggo wikipedia anche io (anche se il film non l’ho visto)! La mia era una provocazione, sono la prima che non si chiama col suo vero nome…
    Troppo bella la risposta “mia madre…?”
    mi sa che me lo devo vedere sto film!

    1. @Alvi!!!
      Pensavo che tu mi volessi mandare via!!!!
      Io amo questo paese, l’ho sempre sognato. Pensa che a 12 anni avevo un insegnante di geografia che aveva studiato in Italia e ci raccontava alcune cose… Io lì avevo deciso che avrei messo via i soldi per viaggiare in Europa, in particolare in Italia!!! Il mio primo viaggio con lo zaino sulle spalle feci con i miei soldi a 22 anni: Germania, Austria e Francia. A 23 anni Portogallo e Spagna. In Italia a 24 anni, volevo venire con calma e sognavo di restare per un anno a conoscerla bene… Poi, la storia delle sliding doors di Linate la conoscete già. E sono ancora qui: nel tuo bel paese ho trovato l’amore e la fede e un sacco di amici che sono per me una seconda famiglia….

      1. Avete letto di lato, in fondo a destra (come il bagno) che c’è l’annuncio della presentazione di sabato prossimo all’Antico Spedale del Bigallo di Bagni a Ripoli? io mi porterò la truppa al completo, e mi sento di sbilanciarmi nel dire che spero che ci sarà anche Alvise (vero Alvise? dai, ti prego! ci sarà anche il sommo Miriano!). Non è che qualcuno di voi vuol fare un pensierino a un fine settimana in Toscana? Nella struttura della presentazione si può dormire (io e la truppa lo faremo)!

  38. Mi piacerebbe tanto!!! Ma abbiamo ancora un fine settimana di fuoco: torneo di calcio sabato e domenica, lavori edili da controllare a casa dei suocceri, catechismo, compleanno e capo famiglia ancora in trasferta per lavoro!!!

  39. Laura C.

    Sabato 18 giugno sarò in viaggio verso il Gargano… finalmente un pò di ferie!
    Sono rimasta molto colpita dal post di oggi… Adulti orgogliosi “childfree”… Mi ferisce profondamente se penso alla mia sofferenza davanti al rifiuto di mio marito ad avere altri figli…
    Il nostro primo figlio Raffaele è vissuto due giorni e se ne è andato in Cielo tra le mie braccia e le mie lacrime; due anni dopo Dio ci ha consolati donandoci Sofia, che ora ha dieci anni. Ma mio marito, che non crede in Dio, non ha più voluto avere altri figli… La morte di Raffaele ha segnato la nostra vita matrimoniale molto profondamente: prima la sofferenza per la sua morte e per la grande nostalgia, poi la paura di mio marito di ripetere un’altra esperienza simile… Quante volte questa sua paura, questo suo rifiuto ad essere aperto alla vita, mi ha mandata in crisi completamente; quante volte ho pensato alla separazione; quante volte l’ho detestato… Perchè Dio mi ha donato un uomo che mi fa soffrire così tanto? Quante volte mi sono trovata in questa situazione :”Mi spingi alle spalle, mi attacchi di fronte, ma nello stesso tempo hai posto su di me la tua mano… e questa è scienza misteriosa per me, scienza che non arrivo a capire, scienza così alta che io non comprendo”. Quante volte non ho capito e quante volte ho desiderato scappare dalla mia vita… Eppure Dio fa tutte le cose bene, non posso credere al contrario… E so che soltanto Dio ci ha tenuti insieme dopo tutti questi anni, permettendo a me stessa di conoscermi, permettendomi di umiliarmi e di gridare a Lui quando non vedevo più nulla di bello nella mia vita… E’ sempre Dio che mi dona di amare ogni giorno mio marito e di non giudicarlo… Certo la sofferenza c’è sempre… ma non ho ancor perso la speranza, anche se il tempo ormai stringe! Pregate per me, che se stà nella volontà di Dio, io possa avere altri figli…

    1. Cara Laura!!!
      Pregherò per te e per la tua croce. Ti capisco bene! Io mi sono fermata a uno per altre ragioni: non ci arrivano proprio!!! Anche il primo è arrivato dopo tre anni! Ma ringrazio Dio per questo dono pensando alle amiche che proprio non ce l’hanno fatta. Che dolore, che rabbia che provano!
      Un abbraccio !

  40. Laura C.

    Grazie Daniela, di cuore… ci conto sulle tue preghiere! E’ già da un pò che prego per te ( e per gli altri), ma ora lo farò con un’intenzione particolare! Naturalmente hai ragione….
    Ti voglio bene!

    1. Cara Laura, pregherò anche io perché si compiano i desideri del tuo cuore, ma pensa anche alla Madonna: lei di figlio ne ha avuto uno solo! Tu ne hai già due, uno in cielo e una vicino a te. L’importante è dire sì a Dio, e alla strada che lui ha preparato per noi, anche quando ci sembra incomprensibile. Comunque, domani sera su facebook a mezzanotte facciamo la Novena a Maria che scioglie i nodi. E’ potentissima, e io pregherò anche perché il tuo nodo si sciolga, che tuo marito venga “sciolto” da un’onda travolgente di grazia.

  41. sorellastragenoveffa

    Laura, quanto ti sento vicina!
    Mi associerò anchenio alle preghiere per te, con la tua intenzione particolare, e oggi cercherò di offrire le piccole difficoltà quotidiane affinché tu possa avere quello che è bene per te, un altro figlio, se é nella volontà di Dio, o in alternativa la Sua Pace.
    Costanza, che buffo, la novena a Maria che scioglie i nodi mi è particolarmente cara e la sto facendo proprio in questi giorni in vista dell’appuntamento importante di Filippo, il prelievo di midollo, che credo sia previsto per mercoledì prossimo… mi aggiungo su facebook!

    1. Laura C.

      Genoveffa, grazie di cuore anche a te! E’ bello far parte di un corpo che è la Chiesa, dove di prega gli uni per gli altri… e senza meriti… Anche tu e il tuo Filippo siete presenti ormai da tempo nelle mie preghiere; vi abbraccio forte!

  42. Rodolfo

    Complimenti Raffaella,

    articolo molto ben scritto e davvero interessante. Sarebbe interessante avere qualche numero su questi gruppi anti children.

    ad ogni modo, mi si permetta una battuta semi provocatoria : peggio delle persone da te citate categoricamente anti figli, ci sono solo quelle personne che fanno figli per puro capriccio o per necessità, in ogni caso senza opportuna responsabilità. Il mondo é sempre più pieno di figli di nessuno, maleducati o non-educati, senza responsabilità, senza prospettive, senza rispetto.
    Mio padre dice sempre: le cose si fanno bene o non si fanno. PEr me vale anche per i figli.

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