Propongo di mettere una tassa sulla parola accoglienza

di Costanza Miriano

Qualche giorno fa, dopo aver letto un articolo che avrei catalogato nel settore “parole in libertà”, ho scritto, senza curarne più di tanto la forma, uno status di facebook che pensavo sarebbe caduto nell’indifferenza generale. L’ho buttato giù di getto, senza pensarci troppo, non perché non ne fossi convinta ma al contrario perché ne sono talmente convinta che mi sembrava abbastanza banale. Diceva: “Propongo di mettere una tassa sulla parola accoglienza”. Apriti cielo. Si è scatenata una polemica che non finiva più.

Vorrei provare a capire quali corde avrei inavvertitamente toccato. Ho scritto che propongo una tassa perché la parola accoglienza mi sembra oggi una delle meno comprese e di quelle usate nel modo peggiore. A volte con leggerezza, altre volte con disonestà intellettuale. Propongo una tassa perché se uno dovesse pagare per usarla forse lo farebbe con più attenzione. O meglio, propongo una tassa perché l’accoglienza ti deve costare qualcosa, sennò dirla non vale niente. L’elemosiniere del Papa può parlare di accogliere i rifugiati perché ha ceduto la sua casa a una famiglia siriana. E comunque mi risulta che parli poco (ho cercato più volte di intervistarlo, invano). L’accoglienza è una cosa che si fa ma non si dice, a parte chi è preposto a parlare per il suo ministero. Continua a leggere “Propongo di mettere una tassa sulla parola accoglienza”

23 chiamate per abortire. Non era vero.

di Costanza Miriano

Era tutto falso. Purtroppo non è vero che non sia facilissimo abortire. Non è vero che ci siano troppi obiettori di coscienza. Un’inchiesta della magistratura ha ristabilito la verità.
Ricordate quella donna veneta di 41 anni, a cui i giornali avevano dato il nome di Giulia buttandosi a pesce sulla sua vicenda, raccontando che siccome “non intendeva inoltrarsi lungo il sentiero della gravidanza” (leggi: voleva uccidere il bambino che aveva in grembo) e non aveva trovato posto in numerosi ospedali era stata costretta a un calvario di 23 tentativi a vuoto prima di trovare un medico che la facesse abortire? Ricordate come tutti i media ci si erano buttati a pesce, rinnovando la bufala dell’obiezione di coscienza, per appoggiare il presidente della Regione Lazio che al San Camillo aveva indetto un bando per medici ginecologi riservato ai non obiettori, bando di dubbia costituzionalità?
Bene, anzi male. Era tutto falso. Continua a leggere “23 chiamate per abortire. Non era vero.”

Sinodo: non due fazioni, ma due diverse visioni della fede

foto Gitti
foto Gitti
di Costanza Miriano

Non so chi abbia vinto o perso, e non so neppure se questa terminologia agonistica sia adatta all’uopo, ma quello che ho capito io è che al Sinodo si sono confrontate due visioni del mondo e della fede. Non ci sono arrivata subito, anche perché durante le tre settimane di dibattito nei circoli minori le notizie uscite all’esterno sono state poche (e io non sono una insider). Dopo avere seguito praticamente tutte le conferenze stampa mi sembrava, sì, di avere sentito voci estremamente diverse le une dalle altre, anche qualcosa che non mi tornava tanto a dire il vero (tipo la “misericordia verso il peccato”: io ero rimasta alla distinzione tra peccato e peccatore, ma, si sa, quanto a teologia io sto ferma al catechismo della prima comunione), però, nonostante la grande varietà di posizioni sentite ero certa che alla fine sarebbe arrivata una parola chiara e conclusiva. Quando finalmente è arrivata, questa benedetta relazione finale, mi ero messa tranquilla. Okay, le so tutte. Ho il Catechismo, pure in varie copie, cartonato e non, e tutto mi torna: a leggere i punti chiave mi pareva che non fosse cambiato niente nella dottrina su matrimonio e famiglia, e in più ero col cuore pieno di gioia per certe parole meravigliose sulla sessualità, la tenerezza, la castità, i metodi naturali, l’accoglienza alla vita, l’amore tra gli sposi, e anche per la comprensione della fatica che una famiglia fa a consistere. Continua a leggere “Sinodo: non due fazioni, ma due diverse visioni della fede”

La voce dei media non è quella della fede

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dal discorso del Santo Padre BENEDETTO XVI  Aula Paolo VI   –  Giovedì, 14 febbraio 2013

[…]  c’era il Concilio dei Padri – il vero Concilio –, ma c’era anche il Concilio dei media. Era quasi un Concilio a sé, e il mondo ha percepito il Concilio tramite questi, tramite i media. Quindi il Concilio immediatamente efficiente arrivato al popolo, è stato quello dei media, non quello dei Padri. E mentre il Concilio dei Padri si realizzava all’interno della fede, era un Concilio della fede che cerca l’intellectus, che cerca di comprendersi e cerca di comprendere i segni di Dio in quel momento, che cerca di rispondere alla sfida di Dio in quel momento e di trovare nella Parola di Dio la parola per oggi e domani, mentre tutto il Concilio – come ho detto – si muoveva all’interno della fede, come fides quaerens intellectum, il Concilio dei giornalisti non si è realizzato, naturalmente, all’interno della fede, ma all’interno delle categorie dei media di oggi, cioè fuori dalla fede, con un’ermeneutica diversa. Era un’ermeneutica politica: per i media, il Concilio era una lotta politica, una lotta di potere tra diverse correnti nella Chiesa.

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…è la stampa bellezza!

Ecco come hanno titolato Repubblica.it , Corriere.it (e la maggior parte di giornali e telegiornali):

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Ecco cosa ha detto VERAMENTE  Papa Francesco nel colloquio con i Superiori Generali degli Istituti di vita religiosa maschili avvenuto lo scorso 29 novembre e riportato da La Civiltà Cattolica:

[…] Per il Papa, i pilastri dell’educazione sono: «trasmettere conoscenza, trasmettere modi di fare, trasmettere valori. Attraverso questi si trasmette la fede. L’educatore deve essere all’altezza delle persone  che educa, deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a  una generazione che cambia». Continua a leggere “…è la stampa bellezza!”

Se la madre che dà la vita per i figli è vista come una minaccia

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di Costanza Miriano

Pur avendo una capacità quasi soprannaturale di impedire il funzionamento di qualsiasi oggetto tecnologico entri nel mio raggio di azione – credo di avere anche una parte del corpo in zinco che blocca la wi-fi – ho aperto un blog. Non so cosa mi abbia indotta a commettere una simile imprudenza, comunque ormai è fatta, e il blog, grazie a un valoroso “amministratore” (admin per gli intimi) veleggia ora verso i tre milioni di contatti. Abbiamo pubblicato tante cose, anche molto belle, scritte da amici, da Papi, santi, dottori della Chiesa (tra noi cattolici si fa come col frigo di casa, si prende senza chiedere).

C’è però un post che quanto a lettori ha sbaragliato tutti gli altri, e di parecchio, ed è quello in cui raccontavo il funerale di Chiara Corbella Petrillo. Continua a leggere “Se la madre che dà la vita per i figli è vista come una minaccia”

Tanta tanta vita

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di Mario e Marta Grossi

“Saturazione mediatica. Chiunque abbia un satellite in casa saprà di cosa si tratta: centinaia di canali che solo a curiosarli tutti ci si perde mezz’ora, decine di film di ogni epoca e genere fra i quali è impossibile scegliere, anche perché bisognerebbe avere due ore libere per gustarsene uno. Ma chi le ha più, due ore lisce e filate, se alle dieci di sera ancora deve consultare il televideo, leggere l’articolo di giornale saltato al mattino, lanciare uno sguardo colpevole al romanzo che giace esanime sulla mensola, aprire la posta elettronica e la cartacea, ascoltare la segreteria del telefonino e pure quella del telefono, andare sul sito web consigliato dall’amico tramite sms, rispondergli con un messaggio possibilmente spiritoso e nelle pause parlare coi parenti e accorgersi della nuova pettinatura del coniuge? Continua a leggere “Tanta tanta vita”