…è la stampa bellezza!

Ecco come hanno titolato Repubblica.it , Corriere.it (e la maggior parte di giornali e telegiornali):

corriere copia

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Ecco cosa ha detto VERAMENTE  Papa Francesco nel colloquio con i Superiori Generali degli Istituti di vita religiosa maschili avvenuto lo scorso 29 novembre e riportato da La Civiltà Cattolica:

[…] Per il Papa, i pilastri dell’educazione sono: «trasmettere conoscenza, trasmettere modi di fare, trasmettere valori. Attraverso questi si trasmette la fede. L’educatore deve essere all’altezza delle persone  che educa, deve interrogarsi su come annunciare Gesù Cristo a  una generazione che cambia». Quindi ha insistito: «Il compito educativo oggi è una missione chiave, chiave, chiave!». E ha citato alcune sue esperienze a Buenos Aires sulla preparazione che si richiede per accogliere in contesti educativi bambini, ragazzi e giovani che vivono situazioni complesse, specialmente in famiglia: «Ricordo il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d’animo: “la fidanzata di mia madre non mi vuol bene”. La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede»

fonte: La Civiltà Cattolica

262 pensieri su “…è la stampa bellezza!

  1. pietro77

    Sì va bene ok come al solito, ma perché ho la sgradevole sensazione che stiamo assistendo a un gioco delle parti?

  2. Perchè il Papa non parla chiaro? Perchè non dice chiaramente che le “situazioni che viviamo oggi” sono situazioni di peccato, e perchè non riafferma che non si condannano i peccatori ma, anche oggi, il peccato si condanna?

    1. Salvatore Scargiali

      Il Papa dice che siamo tutti peccatori, più chiaro di così…. o pensi che tu non lo sei e solo i gay o i separati lo siano? così sia giusto emarginarli, lapidarli, metterli al rogo?

  3. Pietro

    “E’ Bergoglio, bellezza! ” . Direi più che altro che ancora una volta il Papa è ambiguo e non parla chiaro .Concordo coi due commenti precedenti e aggiungo che , di questo passo , andremo verso una “pastorale per le famiglie gay”, accettandole come se nulla fosse. Temo che la priorità pastorale si trasformi in primato della prassi , a scapito della verità, e con gran confusione dei fedeli. Purtroppo Francesco non coglie – o non ritiene importante – la grande guerra antropologico-culturale in atto. E col suo silenzio , di fatto, ci condanna alla sconfitta

    1. Paola

      ‘Il Papa non coglie…’?!?! Ma chi pensiamo di essere per dire una cosa del genere? Ambiguo? Per chi non vuol capire, forse. A me pare chiarissimo. Questa è la realtà, questo è il messaggio di Cristo, bisogna portarlo in questa realtà. È la società che cambia nel male e nel bene, non Cristo, non il bisogno dell’uomo.

      1. @ Paola
        Il web cattolico – anzi kattoliko – pullula di “puri e duri”, di papisti più papisti del Papa, è cosa nota. Questi signori non vogliono un Papa, ma un Führer che urli parole d’ordine alle masse le quali, con riverenza, dovrebbero alzare la zampa in segno di assenso, come cani di Pavlov che rispondono agli “stimoli”. È una deformazione efficientistica della fede cattolica, cui vengono applicati parametri mondani. Infatti il signor Pietro nel commento delle 01:49 paventa la “sconfitta”, dimenticando che “il cristiano”, come scriveva Gómez Dávila, “ha un doppio dovere: combattere per il cristianesimo e sapere che sarà sconfitto”.

        1. Salvatore Scargiali

          @ Andreas, secondo me Paola non è una KattoliKa come la descrivi tu, come spero non lo sia Bergoglio. Forse mi sbaglio chiaritemi le posizioni, sempre con mitezza però.

        2. Giancarlo

          Già che ci siamo, perché non ci mettiamo pure a pregare per la nostra sconfitta? Scusi, ma lei da che parte sta? E’ a favore o contro l’ideologia gay? Ritiene che ci sia una battaglia da combattere in favore della verità e dell’uomo, oppure preferisce stare alla finestra? E se riconosce che ci sia una battaglia da combattere, non dovremmo combatterla tutti insieme sotto la guida del papa?

          … Ma lei è cattolico?

          1. 61Angeloextralarge

            Giancarlo: avrei voluto rivolgerti la stessa domanda fin dal tuo primo commento. A volte sembri più un Giovanni Battista, imbonitore in buona fede perché lo Spirito Santo non era ancora sceso. Anche i toni che traspaiono dai tuoi commenti a volte, sono un po’ troppo aggressivi. Poi, quello che hai nel cuore non viene fuori da un semplice commento, né per te, né per me ed altri. Ma lo zelo quello che viene da Dio… non manca mai di carità, anzi è spinto dalla carità.

            1. Giancarlo

              Angela, mi rimproveri il tono? Ma hai notato il tono di Andreas Hofer? Ti pare il caso di tirar fuori il Führer, i Kattolici con la K, i cani di Pavlov e tutto il resto? Personalmente sono qui per capire, non per offendere.

              1. Immagini evocative o metafore o come si voglia chiamarle, molto esplicative… se qualcuno si sente offeso vien solo da pensare si senta chiamato in causa.

                Diversamente non vedo il problema.

                1. Giusi

                  Bariom, liquidare i disagi che ci sono con una distinzione tra cattolici e Kattolici è quantomeno riduttivo. Poi se vogliamo far finta che tutto va bene facciamo finta……

                  1. Giusi anche liquidare tutto con ” se vogliamo far finta che tutto va bene facciamo finta…” mi pare riduttivo, perché non è questo il reale problema.
                    Ma evidentemente il nocciolo del problema sulle due posizioni diciamo qui “avverse”, non è il medesimo, quindi si arriva a non comprendersi.

                2. Giancarlo

                  Francamente penso che dovresti vergognarti a dire una cosa del genere, almeno per quanto mi riguarda. A questo punto richiamo l’attenzione di Admin sulle parole di Andreas Hofer e su quelle di Bariom rivolte al sottoscritto. Non intendo, per nessuna ragione, accettare simili epiteti. Non sono un nazista, né un cane di Pavlov. Anzi, proprio perché non accetto niente senza prima capire, sono allergico a qualunque tipo di condizionamento.

                  Se mi sono permesso di chiedere ad Andreas Hofer se è un cattolico, è perché ha assunto, nei confronti di Piero, un atteggiamento inaccettabile, che avrebbe dovuto essere subito sanzionato da Admin.

                  1. @Giancarlo io non capisco perché devi recepire gli interventi che citi (Andreas parlerà per sé) come attacchi personali…
                    Tu hai un problema (a mio giudizio personale questo si), devi sempre cercare “nemici” (ad extra e anche ad intra) o alleati e adesso chiami anche in causa Admin ad esercitare moratorie o censure.

                    Usi spesso altrettanto dialogo non propriamente “vellutato”, ma se qualcuno fa altrettanto insorgi.
                    Io mo darei un regolata.

                    Poi se Admin vuole prendersi la briga di intervenire, e agire come crede meglio, io mi adeguo.
                    Qui sono ospite (come tutti).

                    1. Giancarlo

                      L’unica replica che mi sento di fare a questo punto è di invitare tutti ad andare a rileggersi gli interventi a partire da quello di Andreas Hofer delle ore 09,10.

                      Io non cerco nemici, io ho apostrofato un po’ ruvidamente Andreas, ma ho spiegato, nel commento delle 12,56, perché l’ho fatto. Il mio intervento contro Andreas è stato polemico, ma non ho offeso nessuno. E gradirei lo stesso rispetto nei miei confronti, da parte di tutti. Grazie.

                    2. Intanto ringrazio Barlom, Angela e Paolo. Quanto alla reazione esagitata di Giancarlo – che non mi pare di conoscere né di aver tirato in causa nel mio commento – direi che si commenta da sé. Non intendevo certo cimentarmi nella torbida retorica della “reductio ad Hitlerum”. Volevo stigmatizzare, questo sì, una visione distorta e ideologica della fede cattolica (come del resto ha fatto papa Francesco nella Evangelii Gaudium: si veda il paragrafo sulla “mondanità spirituale”), la stessa che porta a improvvisarsi occhiuti inquisitori telematici pronti a sentenziare cavillosamente perfino sulle parole del pontefice. Se poi admin ritiene di dover intervenire per me non c’è nessun problema. Anche io, come Barlom, qui sono solo un ospite. Aggiungo però, e qui chiudo, che trovo a dir poco infantile e grottesco l’atteggiamento di chi invoca la censura a motivo di presunte “offese” ricevute tirando per la giacchetta l’amministratore del blog.

                    3. admin

                      @Giancarlo:
                      Mi dispiace ma ammetto di avere dei pregiudizi, sopratutto positivi e soprattutto verso Andreas Hofer e trovo praticamente impossibile considerare i suoi commenti “inaccettabili” e “sanzionabili”.

                  2. Giusi

                    Giancarlo, per amor di verità, non vedo superati limiti per i quali dovrebbe intervenire Admin. Andreas è molto veemente nel difendere il Papa e non tollera critiche verso di lui (lo ha già fatto tante altre volte). Io, modestamente, penso che il fronte degli “oppositori” non sia etichettabile nel senso che lui dice. C’è un disagio reale da parte di tanti che avverto tutti i giorni come tutti i giorni sento eresie (e non solo fuori dalla chiesa) eresie che si ritengono avallate dal Papa. Non è vero ma lo si crede. E questo è già un problema e grosso pure.

                    1. Giusi

                      Ecco qua. Come volevasi dimostrare:

                      Molto favorevole la reazione delle associazioni omosessuali. «La sua e un’attenzione inedita per un pontefice a cui bisogna guardare con fiducia- riconosce il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo-. Sarebbe un fatto storico se il Papa incontrasse le famiglie di coppie gay. Da Bergoglio viene ancora una volta una riflessione che contrasta la cultura figlia dell’omofobia».

                    2. Grazie Giusi, per fortuna che davanti mi trovo esempi luminosi di spiriti aperti come te. Aspetto con ansia la tua nomina al posto di monsignor Müller. Così potrai insegnarci, finalmente, la virtù della tolleranza, oltre che mettere in riga le moltitudini eretiche che appestano la Chiesa.

                    3. Giusi

                      Vabbè ti lascio l’ironia (mi pare sarcasmo ma non fa niente, non mi offendo). Io non mi diverto per niente nè sono in grado di mettere in riga nessuno. Intanto ho portato un esempio che mi pare gravissimo: l’interpretazione delle parole del Papa del portavoce dei gay. Va tutto bene? Ok. Va tutto bene.

                    4. Non ho altro da dirti, Giusi. Trovati qualcun altro per il chiacchiericcio telematico. Vado a occuparmi di cose più serie e proficue, tipo intonacare le pareti di casa.

                      P.s. Un grazie di cuore ad admin.

                    5. Nemmeno io l’ho iniziata. E non ti ho interpellata, dunque non si vede che necessità avessi di “rispondermi”.
                      L’intonacatura procede bene, grazie. Ora riprendo. Sono graditi consigli. Una volta che avrai finito di darli al Papa, s’intende.

                    6. Giusi

                      Infatti non ti ho risposto, ho risposto a Giancarlo. In ogni caso, quando si scrive su un blog, ci si espone al pubblico ludibrio dei commenti di chiunque (persino i miei!) se no dovresti interloquire con una ristretta elite di illuminati. Di intonacature mi dispiace non me me intendo ma sicuramente verrà perfetta!

                  3. Giancarlo

                    Scusate, io non conosco Andreas Hofer ma, a quanto pare, deve essere un pezzo grosso. Forse ho sbagliato, ma non mi sembra di aver offeso nessuno.

                    Andreas ha tirato fuori Hitler e questo è un fatto. Lui ha parlato di “puri e duri”, di papisti più papisti del Papa, e queste sono parole sue. E’ ancora lui che parla di “cani di Pavlov”. Tutto questo in risposta a Piero che, lo riconosco, dovrebbe parlare con più rispetto del papa. Però. quella di Piero, è una legittima manifestazione di dissenso verso le parole del papa. Non mi pare che meriti la risposta dura e senza appello di Andreas.

                    Non mi sembra di aver risposto in maniera esagitata. Comunque, certamente, non ho offeso nessuno. Signor Hofer, se lei si sente offeso dalle mie parole la prego di scusarmi, ma non mi sembra di averla mai offesa. Ripeto, ancora una volta, che io non sono qua per offendere ma solo per capire. Se lei volesse essere così gentile da spiegarmi le parole del papa, che io non capisco, gliene sarei molto grato. Senza ricorrere ad Hitler, per cortesia. Grazie.

              2. 61Angeloextralarge

                Giancarlo: il tono di ndreas lo conosco bene e conosco lui, anche se solo attraverso i blog. Non mi pare che abbia scritto cose dell’altro mondo, anzi, le approvo. E approvo anche la frase su Fuhrer, portato a paragone. Non l’ha mica portato come esempio da seguire!
                Il tono ci sta tutto, in base a quello che ha scritto.
                Il discorso del “kattolico”? Dovresti andare a leggere un vecchio post che spiega benissimo la differenza tra l’essere “cattolico” e “kattoliko”.

          2. Salvatore Scargiali

            @Giancarlo … Il Signore non mi sembra che ci inviti a combattere una battaglia per la verità ma a portarela verità attraverso la carità.. Il buon Samaritano si distingue dagli altri perché si ferma ad aiutare il ferito a differenza di quelli che passano avanti perché hanno impegni legati alla legge…. infatti con il Cristo la legge è superata dalla carità e dalla grazia (Paolo). Nostro compito, mi sembra, sia uscire e andare presso chi ha bisogna a portare la nostra carità (è un invito del papa abbastanza insistente). I gay emarginati da secoli, condannati, puniti anche nei modi peggiori, hanno avuto riconosciuto in questi ultimi decenni la dignità e il rispetto sociale, almeno formalmente, ma sono ancora per lo più emarginati e in alcuni paesi, non pochi,condannati come lebbrosi o come “samaritani” …. Chi è cristiano lo giudicherà il Signore, cattolici lo siamo tutti perché il messaggio di Cristo è universale… forse il magistero dovrebbe riflettere su questa cosa …

        3. 61Angeloextralarge

          Andreas: concordo. Come sempre con te. Tra l’altro Papa Francesco ha detto che non parla di alcuni argomenti perché essendo cristiano cattolico, si attiene e si abbandona a quello che dice il Vangelo ed i Documenti della Chiesa Cattolica: non ha altro da aggiungere. E proprio questi giorni ha detto anche che il Vangelo va’ portato con amore e non imposto. Sentendolo dire da lui, ho pensato ad alcuni frequentatori di questo blog, a mio avviso un po’ troppo zelanti: non è rompendo la testa a chi non crede che ci si fa’ entrare la fede. La fede è dono di Dio, non opera nostra.

      2. Piero

        ‘Il Papa non coglie…’?!?! Ma chi pensiamo di essere per dire una cosa del genere?

        Diresti le stesse cose per esempio, su Alessandro VI, su Giulio II, su Bonifacio VIII?

        1. Piero

          OT: ma perche’ le risposte non appaiono mai sotto il commento a cui uno vuole rispondere?
          Naturalmente ho premuto su “Replica” del commento a cui volevo rispondere.

  4. Sarà il caso di distinguere tra situazioni morali e processi educativi, tra “colpe” (o situazioni “irregolari”) degli adulti e cura dei piccoli? La domanda fondamentale che ha posto il Papa (“Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze?”) non è abbastanza chiara?

  5. nadia

    Ciao! Oggi commenato anche io… 🙂
    Si poteva anche riassumere: il papa fa notare come le situazioni fallimentari di molte famiglie odierne -separazioni, coppie di fatto- creino frustrazioni e sofferenza nei figli, ai quali noi siamo chiamati comunque ad annunciare il vangelo e la buona notizia.

    Certo. È di parte anche questo. Ma avrei proprio voluto vedere i commenti!!!

    E secondo me non è un parlare poco chiaro o un gioco delle parti. Qualsiasi catechista che abbia dovuto spiegare i sacramenti-e il matrimonio- a dei bambini con i genitori separati e risposati sa perfettamente di che parla il papa…

    Buona giornata a tutti!
    Nadia

  6. Alessandro

    “La Chiesa cattolica maltese è preoccupata per la proposta di legge in discussione nel Parlamento della Valletta che equiparerebbe in tutti gli aspetti, adozioni comprese, le unioni gay con i matrimoni civili…

    Charles J. Scicluna, dal 2012 vescovo ausiliare di Malta e membro della Congregazione per la dottrina della fede, intervistato da Avvenire:

    – Lei ha raccontato di aver parlato con papa Francesco di questo tema. Cosa può riferirci di questo colloquio?

    Parlando con il Santo Padre il 12 dicembre, ho espresso la mia preoccupazione per la proposta di legge. Il Papa si è mostrato rattristato per questo sviluppo, specialmente per la questione delle adozioni.
    Gli ho detto che i promotori citano le sue parole: «Se una persona è gay e cerca il Signore, e ha buona volontà, chi sono io per giudicarla?», ma non citano le sue parole dal 2010 quando era ancora cardinale arcivescovo di Buenos Aires. Il Papa ha ripetuto una frase presa della sua lettera del 2010: «È un regresso antropologico».”

    http://www.avvenire.it/Chiesa/Pagine/intervista-al-vescovo-scicluna.aspx

    1. Salvatore Scargiali

      @Alesandro sembra che abbiate più a cuore il pensiero del Papa che l’aiuto a chi è emarginato e soffre, il Papa ci invita a muoverci non a parlare, su questo piano l’apertura del papa è evidente.

      1. Alessandro

        Salvatore Scargiali

        Come no, lei mi conosce bene e sa che passo le mie giornate nello scrutinio occhiuto della parole del Papa fregandomene di chi è emarginato e soffre…

    2. Piero

      Il Papa si è mostrato rattristato per questo sviluppo, specialmente per la questione delle adozioni.

      Ecco, se ogni tanto sprecasse una parola personale, invece di “delegare” ad altri, qualcuno non traviserebbe apposta le sue parole…

  7. Giancarlo

    E’ assolutamente vero che oggi abbiamo di fronte sfide molto importanti, che devono essere affrontate subito e senza paura. In particolare è la famiglia ad essere sotto attacco. Aspetto dal papa un grido alto e forte, che richiami tutti i cattolici a prendere in mano le armi della ragione e della verità per combattere, finalmente, la buona battaglia in difesa della famiglia. Io fremo dalla voglia di lanciarmi in battaglia, mentre mio fratello, sposato divorziato risposato, gongola per le parole del papa.

    A te Paola voglio dire che io sono solo un semplice fedele che ama la chiesa ed il papa, prego per il papa ed a lui prometto obbedienza. Questo però non vuol dire che io rinunci alla mia capacità di ragionare. Le sfide che ci stanno di fronte sono davvero immense ed urgentissime: ma cosa aspetta il papa a reagire? Presto qui, in Italia, sarà imposta l’infame legge contro l’omofobia e, a seguire, quella sui “matrimoni gay”. Succederà tra poco e succederà qui in Italia! Cosa stiamo facendo, noi cattolici, per evitare questa catastrofe? Perché il papa non chiama a raccolta tutte le nostre migliori energie e le sprona alla battaglia?

    1. Salvatore Scargiali

      @Giancarlo ma sei sicuro che è caritatevole quello che scrivi? Il Papa invita ad uscire ad andare dagli ultimi dagli emarginati , cominciamo da lì, altro che battaglie ideologiche o di etica.

    2. “Cosa aspetta il Papa a reagire?” (Forse il tuo consiglio 😐 potresti fargli una telefonatina…)

      ” Presto qui, in Italia, sarà imposta l’infame legge contro l’omofobia e, a seguire, quella sui “matrimoni gay”. Succederà tra poco e succederà qui in Italia!”

      E se Dio nella Sua imperscrutabile Sapienza avesse deciso di permetterlo in questa Italia?
      Magari per vagliare quanti fra gli strenui difensori (a parole) della Santa Verità – che rimane tale, questo è fuori discussione! – resisteranno alla persecuzioni o al finire in carcere?
      Mai pensato a questo? Basta leggere la storia di Nostro Signore o semplicemente quella del Popolo di Israele (intendo quella biblica) e di molti suo personaggi… come quella di tanti Santi.

            1. E’ fuor di dubbio… il mio “che c’entra” era la mia domanda al tuo “che c’entra”…. ma lasciamo stare o ci “attorcigliamo” su noi stessi, Va ben così 😉

            1. Giancarlo

              Mi pare che Giusi abbia risposto con parole più garbate e più intelligenti di quello che avrei saputo fare io.

    3. arrivo con una settimana di ritardo. e anche un po’ fuori luogo. però intervengo su un punto che mi pare sia stato tralasciato, e me ne dispiace: lo stato italiano è laico e ci stanno dentro tante differenze. un conto è parlare di carità, perdono e anche, perché no, di giudizio, un conto parlare di leggi, che regolamentano la tua vita come la mia. io non sono credente. non posso che lasciare a te la libertà di vivere come vuoi e chiedere per me la libertà di vivere come voglio io. poi ne risponderemo tutti. e credo che davvero ne risponderemo tutti. e ognuno sceglie a chi dover rispondere. che senso ha invocare battaglie che hanno l’obiettivo di costringere chi non la pensa come te ad adeguarsi al tuo pensiero? poi, una volta definiti i ruoli, si può discutere di tutto

  8. Cristina

    Ricordo a tutti la parabola del Padre Misericordioso. E il prologo (Lc 15,1ss.), che spesso viene dimenticato.
    “Si avvicinarono a lui tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano: Costui riceve i peccatori e mangia con loro. Allora egli disse loro questa parabola…”
    I due figli rappresentano il popolo di Dio: da una parte i peccatori (la continua memoria che il Papa fa della MISERICORDIA ci fa proprio presente che il peccato, che c’è, è conosciuto dal Padre che appena vede, il figlio, venirgli incontro da lontano, e per fame più che per amore), dall’altra parte quelli che si credono giusti e per i quali in Cielo c’è meno gioia.
    Certo che le unioni gay sono contro il volere di Dio, ma dei gay che ne facciamo? E dei loro figli? Non stiamo parlando di scenari ipotetici di un mondo che verrà, ma di persone che già ci sono e che pur sbagliando sono figli e figlie di Dio; perché Cristo non è forse morto anche per loro?
    Ricordo a tutti il vecchio adagio “condannare il peccato e non il peccatore”, quindi un conto la teologia, che mi pare chiarissima, un conto la pastorale. O vogliamo continuare a “pettinare l’unica pecora rimasta” e lasciare le 99 fuori?
    Il tentativo di sentirsi i “puri” nella Chiesa c’è sempre stato, ma è tentazione (anche il figlio maggiore della parabola era scocciato per la festa…), quando non eresia (v. pataria, tanto per giocare in casa).
    O dobbiamo dire che la Chiesa incoraggia furto e omicidio perché si cura dei carcerati, tramite le varie cappellanie e associazioni di volontariato?
    Il Peccato, è accovacciato alla nostra porta, vigiliamo anche suglia altri, ma soprattutto sul nostro cuore.

    Cristina

    1. Giancarlo

      Siamo alle solite!

      Io non metto in dubbio che nei confronti dei gay e dei “loro” figli occorre misericordia. Intanto però, qui in Italia, presto saranno varate leggi che sono semplicemente mostruose. Mi riferisco alla legge contro l’omofobia ed a quella che seguirà sui matrimoni gay. Queste leggi dovrebbero essere presenti tra le emergenze dell’agenda dei cattolici. Cosa vogliamo fare in merito a questo? Non sarebbe il caso che il papa dicesse una parola CHIARA in merito a queste mostruosità giuridiche?

      Le parole del papa, riportate da Admin, mi spiace, ma non sono affatto chiare. Il papa dice che esiste un’emergenza educativa e, su questo, siamo pienamente d’accordo. Il papa suggerisce di “trasmettere conoscenza, trasmettere modi di fare, trasmettere valori. …”, si ma QUALI valori? Non lo dice! Si preoccupa della “preparazione che si richiede per accogliere in contesti educativi bambini, ragazzi e giovani che vivono situazioni complesse, specialmente in famiglia”. Bene! Ma si preoccupa di spiegare agli adulti che la famiglia si fonda su un MATRIMONIO INDISSOLUBILE di UN UOMO ED UNA DONNA? Non mi pare. Teme “di somministrare, ad una generazione che cambia, un vaccino contro la fede”. ?!? Ma che vuol dire? Che dobbiamo rinunciare a dire la verità? Boh?

      Non capisco! Mi spiace, ma non capisco. Vedo tanta misericordia, ma non vedo verità testimoniata. Sarò io che mi sbaglio. Speriamo.

      Alessandro, tu dici: “Più di sei mesi fa Francesco disse chiaramente ai vescovi italiani: “Il dialogo con le istituzioni politiche è cosa vostra”. E coerentemente con questa scelta pastorale si sta comportando”. Bene! Ma allora perché rilascia un’intervista a “Civiltà cattolica” in cui affronta il tema dell’educazione con parole ambigue, tant’è vero che i giornali le possono leggere come vogliono?

      1. Alessandro

        Giancarlo, quello riportato da Civiltà Cattolica non è un’intervista ma il colloquio di Francesco con i Superiori Generali degli Istituti di vita religiosa maschili avvenuto lo scorso 29 novembre. Che ai Superiori Generali degli Istituti di vita religiosa maschili il Papa non ripeta che cosa sia il matrimonio secondo il disegno divino mi pare giustificato.

        E poi sono così ambigue le parole incriminate?

        “E ha citato alcune sue esperienze a Buenos Aires sulla preparazione che si richiede per accogliere in contesti educativi bambini, ragazzi e giovani che vivono situazioni complesse, specialmente in famiglia: «Ricordo il caso di una bambina molto triste che alla fine confidò alla maestra il motivo del suo stato d’animo: “la fidanzata di mia madre non mi vuol bene”. La percentuale di ragazzi che studiano nelle scuole e che hanno i genitori separati è elevatissima. Le situazioni che viviamo oggi pongono dunque sfide nuove che per noi a volte sono persino difficili da comprendere. Come annunciare Cristo a questi ragazzi e ragazze? Come annunciare Cristo a una generazione che cambia? Bisogna stare attenti a non somministrare ad essi un vaccino contro la fede»”.

        In sostanza, ha detto: come testimonia la vicenda di quella bambina triste, oggi ci sono nuove realtà che rendono ancor più difficile il compito educativo, che si trova a fronteggiare situazioni inedite. Dobbiamo tenere in debita considerazione queste novità, altrimenti senza volerlo ci relazioniamo ai nostri ragazzi in modo sbagliato, tanto da essere concause involontarie della loro lontananza dalla fede.

        Che c’è di sbagliato, di ambiguo in tutto ciò? Qui i media hanno voluto intendere ciò che le parole non permettevano di intendere.

        E te lo dice uno che, dopo la lettera e l’intervista a Scalfari, ha detto qui sul blog che quella quella lettera e quell’intervista del Papa erano un pastrocchio e che, certo, allora i media ci marciarono ma che il Papa aveva fornito abbondante esca agli equivoci, per cui sarebbe stato ingiusto addossare tutte le colpe ai soliti media mistificatori.

        Sinceramente, vedere “aperture alle coppie gay” o chissà quali ambiguità in questo resoconto pubblicato da Civiltà cattolica mi sembra una forzatura del tutto infondata, senza agganci reali nelle parole pronunciate dal Papa.

  9. Alessandro

    Per quanto riguarda disegni di legge e leggi che in questi mesi e in queste ore si discutono o si approvano e che conducono al riconoscimento legale delle unioni omosessuali, è inutile lagnarsi ancora perché il Papa non ne parla pubblicamente, giacché è chiarissimo che la linea del pontefice è quella di lasciare la faccenda ai vescovi e alle conferenze episcopali delle nazioni in cui si discutono/si approvano queste leggi.

    Più di sei mesi fa Francesco disse chiaramente ai vescovi italiani: “Il dialogo con le istituzioni politiche è cosa vostra”. E coerentemente con questa scelta pastorale si sta comportando.

    Che poi questa scelta pastorale sia la più opportuna, ne dubito, ma qui siamo nel campo dell’opinabile (come è il campo dei “giudizi prudenziali”): è perfettamente lecito che un fedele manifesti perplessità su scelte pastorali del Papa, le quali, non impegnando l’infallibilità né del Sommo Pontefice né del Magistero della Chiesa, sono opinabili. Ma è necessario che la manifestazioni delle perplessità sia fatta senza dare scandalo ai fedeli, senza gettare discredito sul Santo Padre, e senza in alcun modo mancare della devozione e dell’obbedienza dovuta al Vicario di Cristo.

    In ogni caso, poiché il Papa ha deciso così, è ora che i fedeli laici la smettano di lamentarsi, facciano un bagno di sano realismo e si impegnino in prima persona nell’opera di contrasto alle leggi che attentano alla famiglia e di promozione di una società che si scuota dalla dittatura dei presunti diritti.

    1. Piero

      cioe’, in poche parole, “vedetevela voi e non rompete gli zebedei al Papa“?
      Da quando in qua la morale e la questione della famiglia e’ appannaggio delle varie conferenze episcopali?
      Poi, te la raccomando qui in Italia, la CEI che ha appoggiato il maggiordomo dei “poteri forti” Monti…

      1. Alessandro

        Senta, non ho voglia di polemizzare. Ho detto la mia in modo – ritengo – sufficientemente chiaro, liberissimo lei di dissentire, ma rimango del mio avviso.
        Buona domenica

  10. Andrea Mondinelli

    I pericoli per la famiglia dall’ideologia gender

    Pubblichiamo qui la traduzione in italiano del testo integrale della lettera dell’episcopato polacco sui pericoli causati dalla diffusione dell’ideologia gender, capace di accelerare la disgregazione della famiglia. Del documento, letto in tutte le chiese della Polonia domenica 29 dicembre, festa della Sacra Famiglia, abbia già dato conto nei giorni scorsi .

    Carissimi in Cristo Signore! Sorelle e Fratelli!
    Ogni anno nell’ottava della Natività viviamo la domenica della Santa Famiglia. Rivolgiamo i nostri pensieri alle famiglie e facciamo una riflessione sulla situazione della famiglia moderna. Il Vangelo di oggi mostra come la famiglia di Nazareth abbia cercato di leggere e di adempiere la volontà di Dio in situazioni difficili. Questo atteggiamento è diventato per lei fonte di nuova forza. È per noi un indizio importante che ancora oggi l’obbedienza a Dio e alla sua volontà è una garanzia di felicità in famiglia.
    Il beato Giovanni Paolo II, del quale si prepara la canonizzazione, ricorda che la verità sul matrimonio “trascende la volontà degli individui, i progetti spontanei delle coppie, le decisioni degli organismi sociali e governativi” [1]. La verità va cercata in Dio, perché “Dio stesso è l’autore del
    matrimonio” (Concilio Vaticano II, Gaudium et spes, 48; Paolo VI, Humanae vitae, 8). Dio ha creato l’uomo maschio e femmina, rendendoli un dono reciproco imprescindibile. Ha poggiato la famiglia sul fondamento del matrimonio indivisibile ed esclusivo. Ha deciso che proprio una tale famiglia
    sarà l’ambiente giusto per lo sviluppo dei bambini, fornirà loro la vita e garantirà lo sviluppo materiale e spirituale.
    La visione cristiana rivela il più profondo ed interiore significato del matrimonio e della famiglia.
    Rifiutare questa visione porta inevitabilmente alla distribuzione delle famiglie e al disastro umano [2]. Come mostrato nella storia dell’umanità, il disprezzo del Creatore è sempre pericoloso e minaccia il futuro felice dell’uomo e del mondo. Il disprezzo della volontà di Dio nella famiglia porta ad un indebolimento dei legami tra i suoi membri, alla formazione di varie patologie nelle case, dalla piaga del divorzio fino al cosiddetto “libero” scambio praticato fin dalla giovinezza, spesso con il tacito consenso o l’approvazione dei genitori. Ciò si traduce in una mancanza di apertura della coppia al dono della vita, il cui frutto sono effetti demografici negativi. Con preoccupazione osserviamo la
    crescente accettazione sociale di questi fenomeni.
    È comprensibile, quindi, che deve risvegliare la nostra massima preoccupazione anche il tentativo di cambiare il concetto di matrimonio e di famiglia, imposto oggi soprattutto dai sostenitori dell’ideologia di genere e pubblicizzato dai media. In considerazione dei crescenti attacchi contro i
    diversi settori della vita familiare e sociale, ci sentiamo in dovere da una parte di difendere fermamente e inequivocabilmente il matrimonio e la famiglia, e i valori fondamentali che la tutelano; dall’altra di mettere in guardia contro i pericoli del promuovere questa nuova visione. Incontriamo atteggiamenti diversi nei confronti delle attività svolte dai seguaci dell’ideologia di genere. La stragrande maggioranza non sa cosa questa ideologia, quindi non percepisce alcun pericolo. Un piccolo gruppo di persone – in particolare insegnanti, genitori ed educatori, compresi i catechisti e gli operatori pastorali – tentano di cercare modi costruttivi di prevenzione. Infine ci sono quelli che, vedendo l’assurdità di questa ideologia, ritengono che i polacchi debbano rifiutare un’offerta di visioni utopiche. Nel frattempo, l’ideologia di genere, all’oscuro e senza il consenso della società polacca, da diversi mesi è entrata nelle varie strutture della vita sociale: educazione, salute, attività di istituzioni culturali ed educative e ONG. I contenuti dei media si concentrano principalmente sulla promozione della parità e la prevenzione della violenza, ignorando gli effetti di vasta portata di questa ideologia pericolosa.
    1. Cos’è l’ideologia del genere e perché è così pericolosa?
    L’ideologia di genere è il risultato di decenni di trasformazione ideologica e culturale, saldamente radicata nel marxismo e nel neo-marxismo, promossa dal movimento femminista sempre più radicale e dalla rivoluzione sessuale iniziata nel 1968. Essa promuove principi totalmente contrari alla realtà e alla tradizionale comprensione della natura umana. Egli dice che il sesso biologico è puramente culturale, che nel tempo si può scegliere, e che la famiglia tradizionale è fardello sociale obsoleto. Secondo l’ideologia di genere l’omosessualità è innata, e i gay e le lesbiche hanno il diritto creare coppie che saranno il fondamento di un nuovo tipo di famiglia, e anche di adottare e crescere figli. I promotori di questa ideologia sostengono che ogni persona ha diritti riproduttivi, compreso il diritto di modificare il sesso, la fecondazione in vitro, la contraccezione e persino l’aborto. L’ideologia di genere, nella sua forma più radicale, considera il sesso biologico come una sorta di violenza contro la natura umana. Secondo questa ideologia, “l’uomo è imprigionato nel sesso” e dovrebbe liberarsi. Negando il sesso biologico, l’uomo guadagna “la vera libertà senza restrizioni”, e può scegliere il sesso culturale, che si rivela solo nel comportamento esterno. L’uomo ha inoltre il diritto naturale di cambiare le scelte entro i cinque sessi, quali quello gay, lesbico, bisessuale,
    transessuale ed eterosessuale. Il rischio di ideologia di genere deriva essenzialmente dalla natura profondamente distruttiva sia contro la persona che contro le relazioni interpersonali, e quindi tutta la vita sociale. Un uomo privo di identità di genere perde il senso della sua esistenza, non è in grado di scoprire e svolgere i compiti che incontra nel suo sviluppo personale, familiare e sociale, nonché i compiti relativi alla procreazione.
    2. In quali settori è stata introdotta l’ideologia di genere?
    L’ideologia di genere viene introdotto in Polonia in vari settori della vita sociale. In primo luogo attraverso la legislazione. Vengono creati documenti che apparentemente servono per proteggere la sicurezza e il benessere dei cittadini, ma che hanno un contenuto fortemente distruttivo. Ad esempio, la Convenzione del Consiglio d’Europa contro la Violenza nei confronti delle Donne che, pur essendo dedicata all’importante questione della violenza contro le donne, promuove invece i cosiddetti “ruoli sessuali non stereotipati” e interferisce profondamente con il sistema educativo richiedendo il dovere di promuovere l’omosessualità e la transessualità. Nell’ultima parte dell’anno è
    stato creato un nuovo progetto sull’uguaglianza che amplia il catalogo della non discriminazione comprendendo la “identità ed espressione sessuale”. L’approvazione di questo progetto riduce la libertà di parola e la capacità di esprimere opinioni religiose. Chiunque in futuro oserà criticare propaganda omosessualista sarà esposto a conseguenze penali. Questa è anche una minaccia per i funzionamento dei media cattolici, e comporta la necessità di auto-censurarsi.
    Nell’aprile 2013 sono state pubblicate le norme dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) in materia di educazione sessuale, che conducono ad una profonda depravazione di bambini e adolescenti. Essi promuovono, tra l’altro, la masturbazione per bambini in età prescolare e la scoperta della gioia e del piacere che provengono dal toccare sia il proprio corpo che il corpo dei loro
    coetanei. Gli elementi di questi standard sono sono attualmente in fase di attuazione – lo ripetiamo: per lo più senza la consapevolezza ed il consenso dei genitori – come progetto sull’uguaglianza nella scuola materna, co-finanziato dall’Unione Europea. Le autrici di “Uguaglianza nella scuola materna” propongono, tra le altre cose, che i ragazzi giochino vestendosi come ragazze e viceversa, e che il resto dei bambini debba indovinare chi sono e spiegare perché. Questo progetto comprende molte altre controverse proposte simile.
    Tali norme sono promosse in laboratori per insegnanti ed educatori, progetti nelle scuole, istituti scolastici e università. In molte università in Polonia, quasi all’improvviso, sono nati corsi di studio sul genere (gender studies). Si addestrato loro nuovi propagandisti di questa ideologia e si proclama
    che la famiglia è già obsoleta, e non importa se il bambino viene cresciuto da gay e lesbiche, perché anche in tali strutture è ugualmente felice, si sviluppa altrettanto bene che un bambino cresciuto in una famiglia tradizionale. Si tace, tuttavia, sulle ricerche i cui risultati indicano conseguenze negative
    o addirittura tragiche per le vite delle persone che crescono in questo tipo di ambienti: tendenze suicidarie, problemi di identità, depressione, abusi o molestie sessuali. L’ideologia di genere raggiunge anche il settore della cultura. Secondo le indicazioni dei suoi ideologi, nel contenuto di film, serie TV, giochi, spettacoli televisivi e mostre sono usati – con l’aiuto di nuove tecniche di manipolazione – personaggi e immagini che servono a modificare la consapevolezza sociale e la indirizzano verso l’adozione dell’ideologia di genere.
    Nel campo della medicina, invece, sono presenti attività che promuovono il diritto all’aborto, alla contraccezione, alla fecondazione in vitro, alla riassegnazione di sesso mediante la chirurgia e la terapia ormonale, così come la graduale introduzione di un “diritto” all’eutanasia e dell’eugenetica,
    cioè la possibilità di eliminare i malati, i deboli, i portatori di handicap che – secondo ideologi di genere – sono “difettosi”. Ne consegue che l’uomo non conta più nulla, e il movente occulto è, in ultima analisi, il vantaggio economico.
    Molto abilmente si tace il fatto che lo scopo dell’educazione di genere è l’erotizzazione dei bambini e degli adolescenti. Suscitare la sessualità fin dalla tenera età porta, in verità, alla dipendenza nella sfera sessuale, e nell’età matura alla schiavitù umana. La culture dell’uso dell’altra persona per soddisfare le proprie esigenze conduce alla degradazione dell’uomo, del matrimonio, della famiglia e, di conseguenza, di tutta la vita sociale. A seguito di tale formazione condotta dagli educatori sessuali dei giovani, il giovane diventa un cliente abituale di aziende farmaceutiche, erotiche, pornografiche,
    pedofile e abortiste. Inoltre la schiavitù sessuale spesso è associata ad altre dipendenze (alcolismo, tossicodipendenza, gioco d’azzardo) e al danno fatto a se stesso e gli altri (pedofilia, stupro, violenza sessuale). Tale educazione è niente di meno che lo smantellamento della famiglia. Questa depravata
    opera di sessuali, fondata sulla manipolazione, è possibile perché la maggioranza dei genitori, educatori e insegnanti non ha mai sentito nulla in merito alle attività di questi gruppi, né ha mai visto il materiale didattico da essi usato.
    3. Cosa fare contro l’ideologia del genere?
    Di fronte all’ideologia di genere è estremamente importante aumentare la consapevolezza delle minacce che da esso scaturiscono, e ricordare i diritti fondamentali e inalienabili della famiglia, adottate, tra l’altro, 30 anni fa dalla Santa Sede nella Carta dei Diritti della Famiglia. È necessario
    intervenire per ricollocare il matrimonio e la famiglia nella giusta collocazione, consentire ai genitori di esercitare il loro diritto di educare i figli in conformità con le proprie convinzioni e valori, fornire ai bambini l’opportunità di uno sviluppo integrale a casa e a scuola, e consentire ai rappresentanti
    della scienza la ricerca e la diffusione dei dati scientifici senza pressioni ideologiche.
    La chiesa, che vigila permanentemente su ogni essere umano, non solo ha il diritto ma anche il dovere di difendere i diritti naturali di Dio nella società. Quindi non può tacere contro i tentativi di propagare una ideologia che distrugge l’antropologia cristiana e la sostituisce con le sue utopie
    profondamente distruttive, che distruggono non solo l’individuo, ma anche tutta la società. Né possono restare inattivi i cristiani impegnati in politica.
    Rivolgiamo, quindi, un appello urgente ai rappresentanti dei movimenti religiosi e delle associazioni ecclesiali di intraprendere con coraggio azioni che serviranno a diffondere la verità sul matrimonio e sulla famiglia. Oggi più che mai c’è bisogno di educare gli ambienti che si occupano di educazione. È
    necessario educare i genitori, gli insegnanti, i responsabili della scuola polacca sul grande pericolo che va di pari passo con l’ideologia di genere. Bisogna fare queste cose soprattutto perché non si dice direttamente ai genitori che questa ideologia è già inserita nella scuola che il suo contenuto è rivestito
    di forme divertenti, apparentemente innocue e interessanti. Ci appelliamo anche alle istituzioni responsabili della formazione polacca di non cedere alle pressioni di pochi, ma molto rumorosi, ambienti che dispongono di risorse finanziarie non indifferenti e che, in nome dell’educazione moderna, effettuano esperimenti su bambini e giovani. Invitiamo le istituzioni educative ad impegnarsi nella promozione di una visione integrale dell’uomo. A tutti i credenti chiediamo fervente preghiera per i matrimoni, le famiglie e per i bambini che in esse crescono. Chiediamo allo Spirito Santo che ci dia continuamente luce per capire e riconoscere i pericoli e le minacce che pesano sulla famiglia oggi. Preghiamo anche per il coraggio di essere persone
    di fede e valorosi difensori della verità. In questo lavoro ci aiuti spiritualmente la Sacra Famiglia di Nazareth, dove è cresciuto il Figlio di Dio – Gesù Cristo.
    In questo spirito vi benediciamo.
    Firmato dai pastori della Chiesa cattolica in Polonia
    Testo per l’uso pastorale, in conformità con la decisione del vescovo diocesano, Festa della Santa Famiglia, Domenica 29 Dicembre 2013.
    Per la conformità:
    + Wojciech Polak Segretario Generale della Conferenza Episcopale Polacca

    http://www.lanuovabq.it/it/articoli-i-pericoli-per-la-famiglia-dallideologia-gender-8106.htm

    1. Salvatore Scargiali

      @ Andrea Montinelli: Ideologia gender, crisi antropologica ?… ma quali ???? L’uomo concretamente, dico la maggioranza delle persone che vivono, lavorano, amano e faticano, anche se prese dal rancore e dal male, anche se non riconoscono la speranza e sono nella competizione, non sentono la crisi antropologica di se stessi. La crisi antropologica la sente solo “la chiesa istituzionale” (questo Papa sta cambiando qualcosa), che ha perso il contatto con la gente e con i sui bisogni, che non guarda ad essa con misericordia, che pensa di aver perso il controllo di essa perché essa non segue più le regole di comportamento da lei dettate. Dimentica che il Signore è andato oltre le regole. La crisi antropologica è della Chiesa, di quella chiesa che basa, sul controllo, la sua esistenza. Ma non tutta la Chiesa è controllo, è potere, C’è una Chiesa tra la gente, vicino all’uomo, speriamo in questa Chiesa. L’uomo non ha per nulla crisi antropologica, ha mancanza di riferimento, è in cerca di riferimento. Speriamo in un gran cambiamento della Chiesa, una Chiesa di servizio, che ponga alla gente la domanda come faceva il Signore “cosa vuoi che io faccia per te? ” una Chiesa che diventi riferimento spirituale e umano per un uomo che, la chiesa del controllo, non si accorge essere più maturo.

      1. LIRReverendo

        La Chiesa è composta dal Signore Gesù Cristo e dai Battezzati che sono persone. Se la Chiesa è in crisi, di chi è la colpa? La solita motivazione ipocrita: è colpa dei preti. E tu cosa fai come Chiesa, in quanto Battezzato? Stai alla finestra in attesa del cambiamento? Il controllo? Di cosa parli? I soliti alchemici percorsi alla Dan Brown. In ginocchio, preghiera e digiuno e stare accanto ai Sacerdoti senza giudicarli, che senza di loro la Chiesa cattolica non esiste più: chi ti da il Signore? Chi ti fa incontrare la Misericordia di Dio? (ricordo che Lui ha istituito la Chiesa e i Sacramenti principali). Credi che i Consacrati siano tutti davanti al bollettino borsa o internet. Sono in crisi perché lasciati soli. Veri Laici, per cortesia, e non cattolicanti laicisti arrampicatori, che se fanno un servizio in Parrocchia sono disposti ad uccidere pur di non permettere a nessuno di intromettersi. Più che crisi antropologica (già superata)siamo alla crisi di coscienza e il passo verso il baratro è breve. Prima degli altri (sempre tutti con il dito puntato per spostare il problema), guardiamo a noi stessi, e forse la vera Chiesa s’incamminerà verso la vera Vita che è Gesù il Cristo.
        Sempre LIRReverendo

  11. Anonimo

    Basta andare oltre i titoli e leggere gli articoli per ritrovare i concetti e buona parte delle parole espresse dal Papa così come riportate nel post.

    Dopo le varie polemiche suscitate da chi ha condannato i libri di Costanza Miriano leggendo solo la copertina (un nonsenso, mi trovo d’accordo), è strano vedere che pure qui c’è chi fa esattamente la stessa cosa e si ferma ai titoli…

    Buon anno a tutti.

  12. Giusi

    Io dico semplicemente una cosa: solo di Bergoglio è stato detto che ha abolito il peccato, che basta rapportarsi con la propria coscienza (si vabbè quell’intervista è stata tolta dal sito del Vaticano ma dopo mesi, dopo che era stato detto di tutto), che ha sdoganato i gay e altre amenità. Leggo quello che ha effettivamente detto pubblicato da Admin. Ma mi chiedo: tutto quello che c’è da dire (da parte di un Papa) è che le unioni gay pongono nuove sfide educative? Non sembra che le dia per scontate ? Magari non vuole ma sembra. Concludo con un piccolo episodio personale: a Natale ricevo un sms di auguri da una conoscente. Rispondo. Mi replica: che bello, che emozione sono dal Papa. Era dal Papa, col compagno, entrambi divorziati e con figli, hanno fatto la comunione, che bello questo Papa com’è diverso dagli altri! Da Bendetto non sarebbero mai andati. Saranno tutte cattive interpretazioni, ma quante! Qualcosa di sbagliato c’è, perlomeno nel comunicare o no?

    1. LIRReverendo

      Peccato che hanno fatto un peccato mortale, se non hanno avuto l’assoluzione tramite la Santa Confessione (per virtù castitatae). Superficialità di vittorie grigie, che portano ad impossessarsi della Grazia con la funesta occasione di perdere il vero cammino di Fede. L’unico problema di Papa Francesco e che le persone non comprendono e fanno Chiesa propria. Il rischio è che le micro scissioni diventino, accalappiate da chi è da sempre pronto, a divenire macro scissione. Senza saperlo ci si mette in mano al Divisore, l’antico Serpente, rischiando di rendere vana la grande opera del Papa.
      Pregando per voi LIRReverendo

    2. Sara

      Sì, Giusi, e un episodio simile è capitato anche a me… Quanto è diventato difficile difendere contemporaneamente la mia fedeltà al Papa e la Verità, dal momento che sempre più spesso vengo accusata di incoerenza e mi sento controbattere che le mie antiquate (sic!) posizioni non sono più – e finalmente (sic!, di nuovo) – sostenute neanche dal Papa!

      1. @Sara credo però non sia così complicato dimostrare il contrario… oppure se vuoi ci vuole un po’ di “fatica” in più, dialettica e di “informazione”.
        Io pure – che vengo talora considerato “talebano” per le mie “antiquate posizioni” – non trovo nulla nel Magistero di Papa Francesco che contrasti con dette posizioni – se non nei famosi titoli “strillati” dai giornali, ma che vengono per lo più utilizzati da chi del Magistero della Chiesa sa veramente poco o nulla.

      2. Giusi

        A me l’ultima è successa ieri. Mi chiama un’amica anche cara, non propriamente intellettuale ma non certo stupida, cattolica praticante (e direi anche una buona cattolica). A un certo punto mi fa: hai visto che il Papa ha aperto ai gay? E io a spiegare (nonostante il cadimento di braccia): ma no, bisogna leggere bene le dichiarazioni etc. etc. Cioè non tutti si mettono a fare le pulci alle sillabe, tanti ascoltano la televisione, buttano un occhio ai giornali e morta là. I fedeli non sono tutti un elite culturale, non sono tutti Andreas o Alessandro o Bariom, quello che è rimasto riguardo ai gay e che ancora oggi la gente cita è il “chi sono io per giudicare?”. Poi ci sono i cattolici adulti, poi salta fuori, ciliegina sulla torta, il monsignore alternativo (e non è mica il solo, a ottobre caleranno a frotte nel Sinodo sulla famiglia) ed ecco che si diffonde una mentalità per la quale ci sveglieremo una mattina e nottetempo avranno approvato come se niente fosse le nozze gay con relative adozioni!

  13. M.Cristina

    Mi permetto di suggerire di leggere la pagina del vangelo in cui Gesù viene provocato a prendere posizione nei confronti dell’adultera…o quella in cui dice ai farisei che “i pubblicani e le prostitute vi passeranno avanti nel regno dei cieli”…se ci fosse stata Repubblica avrebbe titolato: “Gesù apre alle prostitute”…e chissà lo sconcerto nei discepoli…più di una volta si legge “questo discorso è duro da comprendere”…
    Ma sappiamo che Gesù non voleva dire che è giusto essere prostitute o adultere, tant’è vero che all’adultera dice : “Neanch’io ti condanno (la misericordia del Papa), và e non peccare più (l’indicazione della ripresa di una vita buona che la misericordia permette di cominciare)
    Veramente con Papa Francesco sembra di riassistere alla dinamica Gesù/scribi e farisei/discepoli…e tante volte Gesù porta a capire le cose poco alla volta e sempre più in profondità, e non ha paura di lanciare sfide e lasciarle in sospeso per poi approfondirle al cuore della fede.. il rischio di essere mal interpretato c’era anche ai tempi di Gesù…l’importante è la sincerità del cuore di chi lo ascolta e il nostro bisogno di capire come fare a vivere in pienezza l’unica vita che abbiamo…Io seguo il Papa perchè ne ho bisogno.

    1. @Cristina, aggiungerei il famoso episodio dell’adultera… bei titoloni anche quelli e scandalo per i fautori della “legge”.

  14. Enzo Castellaneta

    Per Giusi.
    Informati, carissima, su come vive la coppia di divorziati con figli: magari vivono in castità e questo, assistiti da un padre spirituale, li pone nella condizione di ricevere i Sacramenti. Purtroppo è mancata loro la discrezione: la comunione va fatta dove nessuno li conosce oppure dove sanno già come vivono. Comunque possono sempre parlare con chi ne conoscesse la situazione sociale, ma non quella spirituale, per evitare lo scandalo.
    Una domanda: ti sembra credibile che un Papa dia per scontate le unioni gay? Cristo ci insegna che il peccato è peccato e va condannato; che il peccatore pentito va trattato con misericordia. Potrebbe mai Bergoglio, al di là di ogni interpretazione faziosa, dire qualcosa di diverso?

    1. Giusi

      Enzo, sono informatissima: non è come dici tu. Ho detto che il Papa dà per scontate le unioni gay? Non mi pare. Ma ti rendi conto che è tutto un metterci una pezza ogni giorno? Forse qualcosa si potrebbe fare per essere più chiari.

      1. Impastato

        @Giusi
        Francesco non si esprimerà mai apertamente, aspetta che lo fanno i vescovi. @Hofer, visto che ha letto la sua enciclica, avrà anche letto del potere che vuole dare alle Conferenze Episcopali.

        Siamo nel momento in cui l’unica cosa utile e possibile da fare è: pregare. Stare alla finestra a guardare lo sfacello che fra poco avverrà e pregare …

        Con buona pace dei Papa-Difensori a tutto tondo.

    1. 61Angeloextralarge

      Per stare dietro ad altro… ho sorvolato su questo link.
      Bell’intervista e risposte lucide e precise. Grazie Costanza! Smack! 😀

    2. Davide

      Bella davvero, forse la migliore che hai rilasciato ultimamente per precisione e lucidità (cito 61Angeloextralarge) e coraggio da vendere, aggiungo io!
      Complimenti anche a Stefano Lorenzetto (che non conoscevo prima di questa circostanza) per 2 ragioni:
      1) le domande poste, che ormai potremmo definire coraggiose
      2) CREDO che abbia il merito di essere il primo giornalista di una testata (abbastanza importante al di là dell’orientamento politico ,-) ) che abbia intervistato Costanza dopo lo scalpore suscitato dall’uscita del suo libro in Spagna. Non è poco di questi tempi!

    1. Impastato

      Certo… cosa ne deve sapere il papa… anche Socci è un altro difensore a tutto tondo! Francesco lo sa bene cosa sta accadendo all’ordine… sennò ha problemi nella gestione politica della chiesa (ed effettivamente ne ha)

        1. Impastato

          Socci fa una domanda dopo che il caso Francescani dell’Immacolata va avanti da mesi!!!!
          E la domanda mi sembra abbastanza retorica oppure in vaticano si prendono decisioni di cui Francesco non è a conoscenza. Praticamente un burattino con dei burattinai. Insomma non è in grado di guidare, dal punto di vista “politico”, la chiesa

          1. Di fatto, come spesso succede negli articoli di Socci, si paventano “trame di palazzo”, “diaboliche cospirazioni”, gravi inadempienze e colpevoli incapacità, che non portano nulla ad una supposta verità, né all’immagina che si da della Chiesa all’interno ed all’esterno.

            Lo stesso Socci poi in questo caso non sembra riportare informazioni “di prima mano” o per confidenze dirette che lui abbia avuto… anzi ammette candidamente: “Io non ho mai avuto a che fare con loro, ma, da osservatore imparziale, li ammiro.”
            Il che non ne fa per forza un osservatore “ben informato” o assolutamente attendibile.

            Io della questione non so nulla di più di ciò che leggo qua e là, quindi la mia banalissima osservazione e critica non è sull’oggetto del contendere, ma sul modo e sui possibili effetti di simili articoli da parte di chi gode, a torto o a ragione di un’ampia platea.

            I casi sono due: A) si tratta di una vera e propria persecuzione. Questo rientra in ciò che è praticamente “fisiologico” nella storia dei Santi (se difronte a santità ci troviamo), dove poi – dispiace ammeterlo ma è così – la persecuzione prima “viene dal Tempio”… Plaudo ovviamente a quella che sembra essere la reazione di silenzio e obbedienza dei Francescani che depone a loro favore.
            B) si tratta di un intervento lecito ed anzi dovuto, qualora la Santa Seda abbia riscontrato gravi motivi, che hai più non sono noti e cha anzi, proprio per misericordia, non vengono “sbandierati ai quattro venti”.

            Rispetto il Santo Padre, sempre due sono i casi: A) non sa nulla e vale il commento di Impastato sopra… “un burattino con dei burattinai”.
            B) è perfettamente a conoscenza, quindi dobbiamo dubitare della Sua tanto proclamata (e contrastata) visione della misericordia, o peggio qualora si realizzi l’opzione A sulla supposta persecuzione, Egli è complice se non mandate di tale persecuzione!

            Duole dirlo, ma neppure la statistica sul numero delle vocazioni, può servire qui a fare discernimento, perché proprio dove ci sono copiosi frutti, il Demonio per invidia si scatena procurando: A) persecuzioni “ingiuste” a cercare di frenare i positivi frutti; B) insinuandosi subdolamente e pervertendo (quando ci riesce) ciò che c’era di buono, cercando così di distruggere tutto dalle fondamenta.

            Viene spesso citato ad esempio S. Pio e le persecuzioni ricevute, e lo scalpore e lo scandalo suscitate da queste in tanti fedeli, ma (senza assolutamente voler paragonare le persone o i singoli avvenimenti), in tempi recenti anche gli interventi rispetto l’allora vescovo Milingo, suscitarono clamore, scandalo sino a porre alcuni fedeli in aperto contrasto con la Chiesa stessa (poi sappiamo come è andata a finire..)

            Il discernimento sugli spiriti e su tal tipo di avvenimenti (manifestazioni, apparizioni, ecc), sta – di prassi – alla Chiesa e ai suoi Apostoli, non a noi semplici fedeli (compresi giornalisti e scrittori), liberi certo di avere opinioni e esprimere pareri, ma valutando attentamente se questi pareri o opinioni espresse sono un bene o meno rispetto Nostra Madre Chiesa e maggiore è la responsabilità quanto maggiore è la “platea” di ascoltatori.

            Perché la Storia della Chiesa ci insegna che sia nei casi A, che nei casi B, lo Spirito Santo si incarica di fare Verità e Giustizia, perché nulla di ciò può sfuggire dalla Mani di Dio a maggior bene e Gloria Sua e della Chiesa stessa.

            1. Giancarlo

              Bè, alcuni punti fermi si possono mettere sulla vicenda dei Francescani dell’Immacolata. E’ il terzo ordine (non so se può essere definito come ordine) commissariato dai tempi del concilio vaticano secondo. Gli altri due sono stati i Gesuiti ed i Legionari di Cristo. Questi ultimi due ordini sono stati commissariati per motivi gravissimi. Circa le accuse mosse ai FFI invece, sembra che si tratti semplicemente del fatto che, da alcuni anni, questi santi frati avessero incominciato a celebrare la messa, prevalentemente, secondo il vetus ordo, esortati a questo dal loro padre fondatore, padre Stefano Manelli. Il quale aveva fatto questa scelta, favorevole alla messa antica, in seguito al motu proprio di BXVI. La scelta del fondatore è stata però avversata da un esiguo numero di frati ribelli che sono riusciti a far commissariare l’ordine.
              L’ ordine dei FFI, in clamorosa controtendenza, era in fortissima crescita vocazionale, ed amatissimo dalle persone che hanno avuto la fortuna di incontrare e conoscere questi frati e suore. Data l’enormità dei provvedimenti disciplinari presi nei confronti di Padre Manelli e dei suoi fedelissimi, ci si chiede, legittimamente, come si concilia questa furia purificatrice con la misericordia raccomandata sempre dal santo padre.

              1. @Giancarlo, come ho scritto (e mi dai il modo di ribadire…) non entro nella specifica questione, di cui personalmente non conosco nulla per esperienza diretta.
                Il mio commento, avrai ben compreso, aveva un altro obiettivo.

                C’è chi, ospite di questo blog, ad esempio ha esperienze dirette (se non ricordo male) di ciò che stai avvenendo o sia avvenuto, ma prudentemente (e direi saggiamente) si è astenuto da fare commenti o “rivelazioni”.
                Né questo mio commento vorrebbe si riaprisse il dibattito, contraddicendo il senso stesso del commento fatto. 😉

                1. Sarò pedante, ma vedi anche termini come “furia purificatrice” esprimono di per sé un giudizio che in questi casi cercherei di evitare…
                  Non è, per carità, una critica diretta alla tua persona, quanto a evidenziare come facilmente si scivoli anche sui termini… cosa da cui non sono certo esente io stesso.

                  1. Piero

                    Scusami proprio, ma non ce la faccio a stare zitto questa volta (anche se sono l’ultimo qui)…
                    ma vedi anche termini come “furia purificatrice” esprimono di per sé un giudizio che in questi casi cercherei di evitare… quando poi a Giancarlo (che non conosco) ne avete dette tante a proposito del sua meraviglia a vedersi appioppato un termine quale “Fuher”… Eviterei…

                    1. @Piero comprendo, ma 1) non ho mai dato a Giancarlo del “Fuher”. E per quanto lui o tu possiate vederla così, così non è e non è mai stato. 2) il contesto e i soggetti in causa non sono paragonabili. 3) Nel mio stsso commento non mi sono “chiamato fuori” dall’incorrervi io stesso…

                      Comunque ti ringrazio (sinceramente e senza alcuna ironia).

              2. Giusi

                Io li ho conosciuti non perchè ne faccia parte nemmeno come laica ma perchè su indicazione di Don Nello Castello un santo sacerdote che fu perseguitato perchè fedele a Padre Pio, ho fatto con loro più di una volta gli esercizi spirituali a Fatima e a San Giovanni Rotondo. Tanta preghiera, messe, Adorazione, catechesi meravigliose, rosari, tanta sacralità, tanta umiltà e tanta grazia di Dio. Ho portato altre persone e tutte hanno tratto grandi frutti spirituali. Non posso che ringraziare Antonio Socci per aver preso posizione. Spero solo che alla fine di questa persecuzione esista ancora una realtà così bella!.

                1. Segnalo comunque – provare per credere – che dalla pagina ufficiale su facebook del giornalista toscano vengono regolarmente cancellati tutti i commenti semplicemente dissenzienti, espressi in forma critica ma rispettosa, e i loro autori bannati. Non è l’unico peraltro. Ognuno poi dia il giudizio che ritiene più opportuno su questo modus operandi.

                  1. Dissenzienti, preciso, rispetto alle tesi esposte nell’articolo cui faceva riferimento Giusi. Non so se sia un fatto episodico o la prassi vigente su quella pagina.

                    1. Giusi

                      Non so, commento raramente sulla sua pagina facebook. Certo quella è casa sua: bisognerebbe capire le sue motivazioni che solo lui può dare.

                    2. Mah! Non so, non mi è parso molto incline a fornirle. Ma naturalmente sei libera di pensarla come vuoi. Io, invece – come ha detto qualcuno – dico che mi spiace, ma non capisco (sempre che la “commissione verità” del blog non reputi lllegittimo esprimersi in siffatta maniera a riguardo di Socci). Invito comunque, ripeto, a provare per credere.

                    3. Giusi

                      Io una volta con Socci “litigai” via mail perchè lui difendeva quell’orrendo spettacolo di Castellucci. Ci fu tutto un botta e risposta ma privato. Un’altra volta riguardo un movimento che a me non piace ma che non nomino espressi delle perplessità via facebook e un commento me lo cancellò, altri no, però non mi bannò. Gli chiesi conto privatamente e mi rispose. Non te le manda a dire, non è nemmeno Mister Simpatia ma, nel mio piccolo, nemmeno io. In questo caso non posso provare perchè sono d’accordo con lui. Per quel che mi riguarda puoi parlare di chiunque, ci mancherebbe!

                    4. Ma certo, figuriamoci. Occorre essere indulgenti e misericordiosi. Non è mica il Papa, lui, e potrà ben permettersi, oltre agli strali contro la famigerata inquisizione catto-progressista, di applicare qualche sporadico colpo di bianchetto ai commenti di chi non condivide ogni virgola del suo pensiero. L’importante è essere coerenti: inflessibili con gli altrui difetti, indulgenti coi nostri, e usare rigorosamente due pesi e due misure. Sempre, va da sé, in nome della verità-prima carità.
                      Ciò detto, ora son proprio sollevato. Ringrazio la commissione, il maestro Vessicchio e il pubblico da casa che mi ha votato! 😀

                  2. Giancarlo

                    E allora? Mi pare che Giusi abbia segnalato il problema dei FFI non per valutare il comportamento di Socci, ma per inserire un ulteriore elemento di riflessione su quanto sta avvenendo sotto la guida di papa Francesco.

                    Non mi pare il caso di aprire un discorso su Socci adesso.

                    1. Poi scusa Giancarlo, possiamo aprire qualunque discorso sull’operato del Papa, ma non su Socci?
                      Che poi vieni qui spesso riportato o sostegno di talune tesi (in quel caso va bene…)
                      Poi, di nuovo, la questione non è Socci o lui soltanto – almeno nel mio intervento – ma a quanto pare proprio non so esprimermi con chiarezza. 😐

                  3. Giusi

                    Prendo atto del tuo pensiero su Socci ma finchè lo dici qua che possiamo fa’? Dillo a lui. Mandagli un segnale di fumo, un piccione viaggiatore, se non ti risponde fattene una ragione, la vita continua….

                    1. Giusto, sagge parole. In questa sede è meglio dedicarsi ad attività più proficue. Continuiamo allora a parlarci addosso dicendoci cosa dovrebbe dire e fare il Papa, come dovrebbe dirlo e farlo, quanto, come, dove e perché. Sicuramente saremo più fortunati.

                    2. Giusi

                      Non so dove comparirà questo mio, è tutta una sorpresa. Ma scusa Andreas stiamo commentando un post che si intitola: “E’ la stampa bellezza!” che parla di dichiarazioni del Papa sui gay maleinterpretate. La pensiamo diversamente ma questo è normale e non è questa peraltro l’unica sede nella quale siano state espresse al proposito delle perplessità. Non si intitola: “Andreas Hofer ha scritto sulla pagina facebook di Socci il quale lo ha bannato”. Io peraltro non mi sono neamche tirata indietro, ho raccontato le diatribe avute con Socci, non posso parlare delle tue, peraltro non ho nemmeno letto quanto gli avevi scritto. Pare che tu ci stia rimproverando di parlare del Papa e non di Socci e ti rammarichi che sul Papa (sulle dichiarazioni del) non la pensiamo tutti come te. Ma allora ti comporti come stai rimproverando a Socci! Devo dedurre che se questo non fosse un blog e fosse la tua pagina facebook mi avresti bannata. O no?

                    3. Io ho idea (ma potrei sbagliarmi) che Andreas parli d’altro – o meglio che il punto sia una altro – e che non sia Socci il “bandolo della matassa”…

                    4. Giusi

                      Bariom qua di chi parla di Babbo Natale?

                      Andreas Hofer
                      7 gennaio 2014 alle 17:58

                      Ma certo, figuriamoci. Occorre essere indulgenti e misericordiosi. Non è mica il Papa, lui, e potrà ben permettersi, oltre agli strali contro la famigerata inquisizione catto-progressista, di applicare qualche sporadico colpo di bianchetto ai commenti di chi non condivide ogni virgola del suo pensiero. L’importante è essere coerenti: inflessibili con gli altrui difetti, indulgenti coi nostri, e usare rigorosamente due pesi e due misure. Sempre, va da sé, in nome della verità-prima carità.
                      Ciò detto, ora son proprio sollevato. Ringrazio la commissione, il maestro Vessicchio e il pubblico da casa che mi ha votato! 😀

                      Più che dire che si rispetta il suo pensiero che s’ha da fare?

                      Il concetto è: non criticate Socci ma il Papa sì. A parte che io Socci l’ho pure criticato quando ho ritenuto che fosse da criticare, non lo posso mica criticare pure quando sono d’accordo con lui! Come dice Alvise: ma abbiate pazienza!

                    5. Qua in effetti ci si sta avviluppando, come osserva giustamente Bariom. Non si capisce nemmeno più chi sta risponendo a chi. Per concludere, se dovessi dire quello che penso veramente mi verrebbe da dare ragione all’accenno di Alvise ai discorsi da parrocchietta su papi e vescovi che stanno rendendo asfittico lo spazio dei commenti. Ma lui, si sa, è ateo dunque a noi chiosatori del Papa, per dirla con ilgrandeinquisitoreV, non può insegnare nulla. Peccato.

    2. Giancarlo

      Cara Giusi, la misericordia va bene solo quando si parla di gay e di depravati di ogni specie. Quando, invece, si parla di santi frati, fedeli al magistero, allora la misericordia non va più bene, meglio mazzolare.

  15. Pietro71

    Sono d’accordo con Piero Giusi e altri che da qualcuno vengono definiti più papisti del papa. Aggiungo tre piccole riflessioni: le parole di GPII e BXVI sono mai state equivocate o stiracchiate da Corriere e Repubblica? Ha dedicato parole e angelus alla povertà al diritto alla casa come un sindacalista o un capo partito qualsiasi (“La Chiesa non sia una ong”, parole sue se non erro), ma non mi risulta abbia mai dedicato una parola alla legge sull’eutanasia infantile belga. In occasione della legge argentina sui matrimoni gay scrisse una lettera ad alcune suore di clausura definendolo opera del demonio, ora visto che si definisce prima di tutto vescovo di Roma ne scriverà un’altra alle suore italiane? Comunque capiremo presto dove vuole condurre la Chiesa: basterà aspettare il Sinodo di quest’anno sulla famiglia. Lì dovrà dire sì o no e vedremo come si regoleranno i vescovi aperturisti ai divorziati risposati…..

    1. @ Pietro71

      “Ha dedicato andelus alla povertà al diritto alla casa come un sindacalista o un capo partito qualsiasi”
      E se la sua scelta fosse proprio quella di riportare in auge quelle battaglie profondamente “cristiche” che sono state messe in secondo piano dalla cultura cattolica degli ultimi decenni? Nei Vangeli, quanta parte delle parole di Cristo, tra parabole e detti, sono destinate a condannare gli squilibri della ricchezza, e quanta parte alla morale sessuale e alla famiglia? Ora, non metto assolutamente in dubbio l’antropologia dell’uomo e della donna proposta dalla Chiesa, che riconosco assolutamente vicina all’essenza dell’essere umano, ma denunciare l’ideologia della ricchezza è forse più importante che combattere l’ideologia gender, almeno per il banale e pedissequo motivo che Gesù gli ha dedicato più spazio. Francesco ha potuto vedere in Argentina come l’ossequio tributato della Chiesa al capitalismo in Sudamerica abbia fatto perdere la fede a molti.

  16. Impastato

    E’ “divertente” vedere cattolico contro cattolico. E’ “divertente” vedere come il primato petrino vieni visto, da alcuni, come l’impossibilità di commentare qualsiasi cosa fa/dica il papa. Questi difensori sono gli stessi che difendevano l’intervista su Repubblica quando alcuni alzano qualche dubbio o criticavano l’intervista. E quando questa fu rimossa… di nuovo a difendere l’indifendibile. Forse alcuni dovrebbero rileggere qualche dogma e smettere con certe difese a tutto tondo.

    1. Impastato

      Ah giusto per rispondere a chi dirà “ma il papa ha detto”… Francesco non ha detto, manda a dire. Sta dando più potere ai vescovi i quali non hanno infallibilità e faranno/diranno quello che più gli agrada (vedi caso germania) e quando Francesco interverrà? Io credo mai ma spero d’aver torto

  17. Io lo trovo chiaro, certo, se uno vuole manipolare le parole altrui, un modo si trova sempre (l’avevano fatto anche con Benedetto sulla storia del preservativo).

    1. Anonimo

      Alvise,
      Succede spesso. Forse, dando una scorsa alla “discussione”, per avere una replica avrei dovuto buttarla sulla polemica.

  18. Alessandro

    Padre Federico Lombardi è intervenuto sull’interpretazione delle parole di Francesco:

    “Nella conversazione con i Superiori religiosi, il Papa fa la considerazione che la situazione in cui oggi si svolge l’educazione dei bambini e dei giovani è molto diversa dal passato, perché essi vivono in molte situazioni familiari difficili, con genitori separati, nuove unioni anomale, a volte anche omosessuali e così via.
    L’educazione e l’annuncio della fede naturalmente non può prescindere da questa realtà e deve essere attenta al bene delle nuove generazioni, accompagnandole con affetto proprio a partire dalla loro situazione concreta, per non provocare in loro reazioni negative contrarie all’accoglienza delle fede stessa”.

    Questo discorso, che per padre Lombardi è “in certo senso ovvio” sui compiti educativi della Chiesa, “fatto il 29 novembre scorso in termini del tutto generali, è stato messo in rapporto in diversi media italiani con la questione, sollevata in questi ultimi giorni, del riconoscimento delle unioni civili delle coppie omosessuali.
    La forzatura è del tutto evidente, tanto da apparire in certi casi come una strumentalizzazione. Parlare di apertura alle coppie gay è paradossale, perché il discorso del Papa è del tutto generale e perché perfino il piccolo esempio concreto fatto dal Papa in merito – una bimba triste perché la fidanzata della sua mamma non la ama – allude proprio alla sofferenza dei figli”.
    Dunque, “il Papa non si era assolutamente espresso su un dibattito che si è riaperto in Italia un mese dopo. E chi ricorda le posizioni da lui manifestate in precedenza in Argentina, in occasione di dibattiti analoghi, sa bene che erano completamente diverse da quelle che alcuni ora cercano surrettiziamente di attribuirgli”, conclude il portavoce del Vaticano.

    http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/Coppie-gay-Lombardi-evidente-forzatura_321067005018.html

    1. Giancarlo

      Si, caro Alessandro, io sono disponibilissimo ad interpretare nel senso che indica padre Lombardi le parole del papa. Però mi domando: come mai le parole di papa Francesco sono, così spesso, oggetto di interessate interpretazioni da parte dei soliti noti? Come mai le parole dei precedenti papi non erano soggette ad “interpretazioni interessate”? Non sarebbe il caso di parlare in maniera più chiara?

      1. Forse un segno dei tempi… e perché oggi dovrebbe essere tutto uguale a ieri?
        “Ecco, faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?” Isaia

        1. Sara

          Perché, Bariom, far finta di non capire? E’ chiaro cosa intede dire Giancarlo, le cui parole non sono certo riducibili a passatismo nostalgico!

  19. giuly

    Stampa o no, qui il problema è che non sappiamo leggere e comprendere le parole del Papa alla luce del Vangelo, della realtà del Dio fatto carne. Il Vangelo di Giovanni inizia proprio dicendo “il Verbo si è fatto carne ed è venuto in mezzo a noi”. Quindi si è fatto simile a noi, è venuto a condividere la nostra storia, la nostra strada, il nostro vissuto. Quando ha incontrato la samaritana al pozzo non le ha chiesto di regolarizzare la sua posizione anagrafica o matrimoniale in comune, l’ha solo guardata e le ha detto chi era, tutto quello che aveva fatto in vita sua, e le ha chiesto da bere. Quando ha incontrato Zaccheo gli ha detto ‘vengo a casa tua’, non gli ha detto “vengo a casa tua se dichiari al fisco il maltolto’. Insomma Gesù non è venuto a farci le pulci, a compilare il registro delle nostre presenze, dei compitini fatti o dei non fatti. Il nodo del cristianesimo sta qui: Lui è venuto a cercarci dove eravamo, non si è messo al capolinea aspettando che prendessimo noi la metro giusta. Quello che il Papa vuol dirci è che la Chiesa si trova davanti persone, soprattutto bambini, intrecciati in situazioni familiari complesse, difficili, geometrie nuove rispetto al passato cui siamo abituati, e che ancora di più hanno bisogno di incontrare il Vangelo, di incontrare Cristo non come un esattore che ti chiede se sei ‘regolare’ o no, ma come un amico che ti viene incontro come sei, con tutto il tuo fagottino di esperienze. Se noi non capiamo questo e ci ostiniamo a imporre la fede come una griglia di requisiti che inscatolano le persone, che le definiscono e cbi non ci si riconosce è escluso….beh, siamo fregati. Mica solo perché la gente fugge a gambe levate, ma perché ci siamo dimenticate di chi eravamo noi, di come Cristo ha incontrato noi, dicome si è piegato sulla nostra miseria, di come sempre ci accoglie anche adesso. Non siamo migliori, siamo come tutti gli altri ma toccati, commossi da una Presenza che ci è venuta incontro, che ci ha chiesto di bere al pozzo, che ci ha detto ‘oggi vengo a casa tua’. I media dicono altro, mistificano le parole a scopo specifico. Ma il problema siamo noi, che siamo stati guariti e ce ne scordiamo sempre…

    1. Giancarlo

      Giuli scusami, io non ho nessun problema, ma dico davvero, proprio nessun problema a ricordare com’ero e come sono tutt’ora. Io so bene di essere un miserabile traditore di Gesù. Qui non si tratta di rifiutare o di accogliere dei ripugnanti peccatori. Se è questo che pensi, te lo dico subito: accoglienza a braccia aperte verso i gay e verso chiunque altro. Questo però non deve lasciar passare il messaggio di apertura verso il peccato. Men che meno si può immaginare un’apertura, da parte del papa e della chiesa, verso nuove forme di pseudo-famiglia. Ora purtroppo, è sotto gli occhi di tutti, le parole di papa Francesco, sempre più spesso, vengono interpretate proprio nel senso di apertura al peccato. Vogliamo prendere coscienza, tutti insieme, di questo problema?

      1. E infatti il problema sta in un mondo ed in un tempo che sempre di più vuole piegare tutto e tutti al suo pensiero dominante, il pensiero del Principe di questo mondo.
        Un mondo che cerca giustificazioni e lasciapassare (in questo certo ti do ragione) perché è già andato troppo oltre di suo e trova troppo faticoso anche il solo pensare di fare un passo indietro (che poi conversione è un deciso dietro-front).
        Il problema sta qui (non in chi parla)… Forse che questo mondo (e tutti i suoi degni sostenitori) non interpreterebbero, stravolgerebbero, le stessa parole di Gesù Cristo, fosse anche Lui in persona a pronunciarle?

        1. Impastato

          “Per quanto la Chiesa è vicina a tutti gli uomini, in qualsiasi situazione questi si trovano, essa non può giustificare ne dichiararsi favorevole alle unioni fuori dal matrimonio cristiano che vede il sodalizio santo tra uomo e donna.
          Stessa cosa dicasi per la difesa della vita in tutte le sue fasi: dalla nascita fino alla morte naturale dell’individuo”

          Ora, Bariom, gentilmente delle parole del genere necessitano di interpretazione? Cosa ci vorrebbe a dirle?
          Ovviamente non si dicono perché c’è in atto un ceto politically correctness per far si di piacere a molti se non a tutti

          1. @Impastato scusa non afferro la domanda…

            Le parole che riporti non hanno bisogno di interpretazioni e, scusa l’ignoranza, se è una citazione da dove?

            1. Impastato

              No, non è una citazione. Le ho scritte io a braccio per dimostrare che, volendo, si possono dire cose sensate sia dal punto di vista della Misericordia sia sottolineando i principi non negoziabili

        2. Giancarlo.

          No caro, il problema non sta affatto nel mondo; quello, si sa, è perverso. Il problema sta proprio in chi parla: parli chiaro! Come BXVI o GPII, e le parole non potranno essere stravolte.

            1. Giancarlo.

              Verissimo cara, solo che le stravolgevano contro di lui. Papa Francesco, invece, cercano di arruffianerselo.

              1. 61Angeloextralarge

                Giancarlo: che cerchino pure di arrufianarselo… cosa cambia? Non mi pare uno che si lascia arrufianare, anzi! Già il suo tirare in ballo l’argomento della “tratta delle novizie”, problema molto serio, dimostra che sa il fatto suo. Mi sto un po’ stancando di sentire dire che non ha polso, che per lui tutto va bene… Chiudessimo un po’ la bocca sarebbe meglio per tutti, perché se a sparlare sono proprio quelli che dovrebbero essere uniti a lui… che bella testimonianza diamo! Tutti a correre per far parte della Chiesa… troppo invitante…

          1. Ah ecco, “caro”… un fautore del era meglio prima, quando c’era un altro (con tutto il rispetto e l’amore che porto per i predecessori di Papa Francesco)

      2. Sara

        Giancarlo: “accoglienza a braccia aperte verso i gay e verso chiunque altro. Questo però non deve lasciar passare il messaggio di apertura verso il peccato”.

        Perfetto, direi.

        Bariom: “Il problema sta qui (non in chi parla)… Forse che questo mondo (e tutti i suoi degni sostenitori) non interpreterebbero, stravolgerebbero, le stessa parole di Gesù Cristo, fosse anche Lui in persona a pronunciarle?”

        Certamente il problema sta nel mondo, come da sempre. Chi può non riconoscerlo? Ma se chi parla lo fa in modo variamente interpretabile e/o tralasciando di riaffermare – ché oggi ce n’è tanto bisogno anche con i credenti, purtroppo – il cuore della questione, il mondo ha gioco più facile.
        Questo mondo, poi, forse di fronte alle parole di Gesù non le stravolgerebbe: al contrario, come avviene nel Vangelo, non essendo le Sue parole diversamente interpretabili, il mondo mormorerebbe di eliminarLo subito dopo essere stato zittito dalle chiarissime parole di Gesù.

        1. Scenario (in questo ultimo caso che descrivi) che peraltro mi pare di avere ipotizzato anche qui, in uno dei miei tanti “sproloqui”, anche in riferimento allo stesso sviluppo dell’apparente idillio mondo>Papa (si noti: mondo>Papa, non il contrario).

          Già che mi dai il “gancio”, vero che di parole chiare c’è bisogno oggi anche per credenti, ma oggi, più di un tempo, il credente ha tutti imezzi – non che la precisa responsabilità, mai venuta, meno – di approfondire la propria Fede rispetto ogni tematica che lo possa vedere coinvolto, senza pretendere sempre di trovare la “pappa pronta”… e non mi riferisco a farsi da sé i suoi studi dogmatici o teologici (ci mancherebbe), ma, ad esempio, leggere di più le fonti e meno i giornali o guardare meno TV e social di varia natura 😉

  20. O che non ci siamo mai sentiti malati… ma piuttosto appartenenti alla casta dei giusti.
    Non noi di Cristo, ma Cristo “cosa nostra” 😐

    Ottimo commento Giuly.
    Aggiungo che tutte coloro “non regolari” che incontrano seriamente Cristo, si “regolarizzano” per loro spontanea volontà (o cercano di farlo con tutte le loro forze), perché Cristo è Verità.

  21. Giuly:
    .
    ..te “sei stata” guarita? Per il fatto che ti senti bene? Se qualcuno si sente bene vuole dire che è “stato guarito”, non semplicemente che sta bene?Ti senti davvero in grado di “testimoniare” che “sei stata guarita”?

    1. Alvise queste sono le domande tue che non sono degne di risposta…
      Anche tu conosci benissimo il senso evengelico di “essere guariti” e la banalità (se non precarietà) del “sentirsi bene”umano.

  22. alessandra

    non posso ne voglio addentrarmi in tutte le singole questioni e tutte avrebbero diritto e dovere di essere commentate, ma la piccola resa dei conti che si avverte matura su queste ‘serie ‘ questioni, toglie tante responsabilità… in questo blog sempre si sentiva questa possibile confronto tra guelfi e ghibellini che, se pure, uniti nella fede..(che speranza!) erano così politicamente diversi..Proprio li ,dove anche con la religione ci si misura con un retroterra politico’ ..e certe persone o parole o attegiamenti o idee sono sotto ‘questo mattarellum , questo conflitto preme ed è lui che preme come giudicante..Invece almeno per i cristiani, i cattolici anzi..dovrebbero /potrebbero guidare un modo differente ” ..a tutto partecipare da tutto essere distaccati…e quello che vedo in questo blog è proprio che si va d’accordo dove questa operazione elevata..di distacco ..può essere evitata, se si parla invece di scalfari o di Bergoglio progressista ( cos’ì detto…ma non è così banale::)allora cade il mantello di S.Martino e le durezze..più forti del dovuto a volte, da chi si crede in minoranza.. e dall’altra..esplodono…che vogliate o no, che possiamo o no..Invece solo da questo confronto, da questa disabitudine a vedere le ragioni degli altri e non le ideologie sempre spesso mal interpretate da ‘conflitti’ , invece da questo mantello tagliato, piano piano saremo illuminati…anche se avremo gli infedeli mussulmani in casa , i gay alla porta, i banditi di denaro sporco sono già in capo…ma purtroppo guardano in molti all’orticello suo….
    grazie Handreas, sono d’accordo, grazie Brian, sei una sorpresa nonostante le concilianti faccette sorridenti e grazie Giusi su cui molto spesso non sono d’accordo ma ottima°** che persegue quello che crede con un’ onestà che anche nella durezza invoglia al bene::*** ognuno faccia se stesso fino in fondo e sappia dire…Sia fatta la tua volontà..! auguri a tutti domani saremo svegli con doni…portati dal lontano Oriente…

  23. …volevo solo dire che non basta proclamare 1 di essere in qualche modo per essere davvero in quel modo e per sentirsi allora in diritto/dovere di passare alla fase 2 della conversione
    Perchè non sarebbero degne di risposta le mie domande? Certo che conosco la banalità e la precarità del sentirsi bene umano (e quale sennò?) e proprio per questo mi guardo bene da andarlo a bociare in giro il mio bene (nel caso)!

    1. Primo non ho detto che TUTTE le tue domande non sono degne di risposta… non travisare!

      Secondo cosa significherebbe “passare alla fase 2”?

      Terzo Giuly ci ha ricordato delle giustissime (a mio parere) cose, non mi pare abbia fatto proclami; né leggo nelle sue parole sentirsi in diritto/dovere di fare alcunché.

      Quarto se anche lei volesse affermarsi guarita (cosa che posso fare anch’io di una malattia di cui resto portatore e che sempre a bisogno di Sante medicine), saprà lei come, in che maniera e in che misura. Chi sei tu o che ne sai tu, per confutare?

    1. LIRReverendo

      Meglio malato che comunista. In tutti i casi: tu come ti senti? Io credo che sei sano perché assumi tante di quelle medicine senza saperlo….un giorno poi quando l’effetto placebo sarà dissolto, vedrai l’unico Medico, che avrà in mano due ricette: o a destra o a sinistra, e la sinistra sarà peggio di quella temporale, anche perché non votata, ma scelta personalmente.
      Sempre LIRReverendo

  24. 61Angeloextralarge

    Giancarlo: ripensando ad alcuni commenti di oggi… Questo tuo modo di commentare, e non solo il tuo, alza i toni dei commenti. E quando i toni sono alti non ci si capisce più, anche se si dicono le stesse cose.
    Dici: “se ho offeso qualcuno”… Poi, continui rivolgendoti con un “caro” al posto del nome e definendo Andreas “pezzo grosso”.
    Riguardo ad Andreas che sa benissimo difendersi da solo, anzi che non ha nemmeno bisogno di difendersi perché qui non è un “pezzo grosso”, termine solitamente usato per indicare un “intoccabile”: è un uomo degno di stima e questa stima se l’è guadagnata “in campo” dimostrando una cultura non indifferente sui temi della fede e non solo… dimostrando una sensibilità particolare e alnche altri doti, quali la simpatia. Poi, ripeto eripeterò sempre: leggiamo i commenti con più calma, tutti, prima di partire in quarta?
    Chi entra nel blog pensa che ci sia in corso una guerra fratricida? Battuta a parte: questo clima odierno non mi piace proprio… troppo pesante e troppo piccante.

    1. Giancarlo.

      Ah, così sono io che alzo i toni? Caspita, devo fare più attenzione allora. Il mio è un tono polemico, è vero. C’è però chi non si è minimamente preoccupato di dare del nazista a Pietro (Andreas Hofer) ed al sottoscritto (Bariom) solo perché avevamo espresso critiche alle parole del papa. Quando poi ho chiesto ad Admin di intervenire, non ha trovato niente di censurabile nelle parole di Hofer e di Bariom. Se poi io assumo un tono polemico, ma mai offensivo, allora debbo abbassare i toni. Io sono pronto ad abbassare i toni, non c’è problema. Si ritirino, da parte di chi le ha proferite, le inaccettabili accuse di filinazzismo e, magari, si chieda pure scusa. Vedrai che subito i miei toni si abbasseranno.

      Io non conosco Andres Hofer, ma dal modo in cui viene trattato, deve essere una persona degna di grande rispetto. Abbandoni quindi le offese gratuite ed argomenti da par suo.

      1. 61Angeloextralarge

        Giancarlo: ripeto… leggere bene i commenti altrui. Nessuno ti ha offeso né ha offeso Piero.
        Tra l’altro ho colto l’occasione del tuo ultimo commento ma non era solo per te. Leggere bene i commenti prima di prendere fuoco, grazie.
        Comunque questo stile non mi piace e non commenterò più sotto chi scrive commenti senza usare prima un po’ di sano autoraffreddamento.

        1. Giancarlo.

          Nessuno ha offeso Pietro o me, dici. Ora leggi bene le parole di Hofer:

          “Il web cattolico – anzi kattoliko – pullula di “puri e duri”, di papisti più papisti del Papa, è cosa nota. Questi signori non vogliono un Papa, ma un Führer che urli parole d’ordine alle masse le quali, con riverenza, dovrebbero alzare la zampa in segno di assenso, come cani di Pavlov che rispondono agli “stimoli”. È una deformazione efficientistica della fede cattolica, cui vengono applicati parametri mondani. Infatti il signor Pietro nel commento delle 01:49 paventa la “sconfitta”, dimenticando che “il cristiano”, come scriveva Gómez Dávila, “ha un doppio dovere: combattere per il cristianesimo e sapere che sarà sconfitto”.”

          Non sono parole vergognosamente offensive queste? Non si dà, a Pietro, del filonazista?

          Poi seguono le parole di Bariom. Rispondendo a me in riferimento alle parole di Hofer dice:
          “Immagini evocative o metafore o come si voglia chiamarle, molto esplicative… se qualcuno si sente offeso vien solo da pensare si senta chiamato in causa.
          Diversamente non vedo il problema.”
          Come dovrei interpretarle, secondo te? Non è una neanche tanto velata accusa di filo-nazismo nei miei confronti? Non dovrei offendermi?

          1. Giancarlo ma dacci un taglio!!

            Ma quale accusa di filo-nazismo… ma tu hai la sindrome della vittima.
            Andreas da molto è qui, io da meno certo ma da un po’ più tempo. I frequentatori di questo blog si imparano a “conoscere” (per modo di dire) con il tempo e per tutta una serie di interventi che ne delineano il pensiero e le convinzioni (che possono essere condivise o meno), per cui si riescono anche a valutare un po’ meglio le eventuali risposte dirette… Tu arrivi su questo blog tra gli ultimi (mi pare se non sbaglio), ti presenti con un certo cipiglio, con affermazioni – a mio giudizio – piuttosto dure e opinabili (non sto qui a ri-citarti virgolettata ogni tua singola discussa e discutibile affermazione – ho di meglio da fare…), si creano di canti e controcanti (come li chiamerebbe Roberto) e appena qualcuno, nel suo “stile” non te la manda a dire… TRAGGGEDIA!
            Arrivi a tirare la giacchetta ad Admin (che peraltro ti ha già risposto) e la meni a non finire. Cosa vai cercando? Un posto dove tu sia sempre apprezzato, applaudito, patentato come difensore della Verità e dell’Ortodossia?
            Così esclusivamente chi ti dà ragione o viene, apparentemente in tuo soccorso, diventa “il tuo eroe” (o qualcosa del genere… non ricordo).
            Mah
            Comunque senti, non posso chiederti scusa di una cosa che in cuor mio so di non aver né fatto, né pensato, posso solo – con un po’ di sforzo – dispiacermi di come hai interpretato tutta la faccenda e facciamo basta!

            Da parte mia, per quanto mi sarà possibile (ma non faccio promesse) eviterò di interloquire con te o finisce che mi trovo denunziato per calunnia, visto quanto la tiri per le lunghe.

            1. Giusi

              Non la fate tragica tutti! Siamo tutti adulti! A me possono dire qualsiasi cosa, non mi offendo, al massimo rispondo…..

            2. Giancarlo.

              Guarda Bariom, io non ho nessuna sindrome della vittima. Ho altri difetti, che conosco bene, per i quali mi è già capitato di dover chiedere scusa: e l’ho fatto!

              Tu mi hai dato del filonazista come Hofer, prima di te, ha dato del filonazista a Pietro. Questi sono FATTI, non manie di persecuzione. Basta leggere i commenti. Altrimenti fammi vedere dove sbaglio.

              Per il resto, so bene di essere l’ultimo arrivato. Penso anche di essere il meno preparato sul piano della dottrina. Poi, su di me, pesa un peccato originale: le parole vergognose che mi sfuggirono nel mese di settembre, proprio rispondendo ad un tuo commento, con le quali straparlavo di scannamenti ai danni di un ipotetico malcapitato travestito. Parole per le quali chiesi subito scusa ma che, evidentemente, qualcuno ancora non mi ha perdonato.

              Per il resto, non ho niente da rimproverarmi. Sono solito parlare in maniera chiara, pronto a correggermi se mi accorgo di aver sbagliato. Sulle parole di papa Bergoglio ho espresso , più che una critica, la mia incapacità di capire. Penso che sia una posizione onesta, rispettabile. Non penso di meritare di essere assimilato ad un nazista.

          2. Senti, Giancarlo, vedi di darci un taglio. Ho usato “Führer” – che in tedesco vuol dire “guida, capo”, non evoca necessariamente Hitler e il nazismo – per significare il desiderio di una sorta di “dittatura spirituale” che si rivolge alle masse per chiedere loro obbedienza cieca. Piaccia o meno questto mio giudizio, certo è che non intendevo accusare chicchessia di filonazismo. Ma non ci voleva molto per capirlo, credo.

            1. Giancarlo.

              Sarà che sono poco intelligente, ma a me la parola “Führer” evoca proprio il nazismo. Comunque non ti sei limitato a quella parola, il tuo commento è ancora lì, basta leggerlo.

              Per il resto, penso che il papa non sia un dio. Amo il papa, prego per lui ogni giorno, e mi sottometto docilmente alla sua guida spirituale. Ma ritengo doveroso, per quanto mi riguarda, valutare, prima di farle mie, le parole del papa. Se sono qui è proprio nel tentativo di capire insieme a voi.

  25. Roberto

    Ho letto i commenti molto alla svelta perché anch’io come Angela trovo quest’aria molto spiacevole e, anche se è particolarmente inelegante autocitarsi, stavolta non riesco proprio a resistere – poi è cosa di solo pochi giorni fa…

    https://costanzamiriano.com/2013/12/31/grazie-per-questanno/

    “”Per parte mia, riservo critiche proprio quando sento di non poterne fare a meno, come per la (per me) nefasta lettera/intervista a Scalfari. Altrimenti, preferisco tenermi i miei dubbi, perché è troppo facile poi: o lasciarsi amareggiare da piagnucolosi sedevacantisti che alimentano polemiche, o seminare dubbi tra i semplici; e lungi da poter sviluppare con la pacatezza e l’attenzione che ci vorrebbe un ragionamento sul Papa regnante (ragionamenti da fare sempre con la massima attenzione, onde evitare di mancare di prudenza e peccare), si rischia solo la rissa e cattivi frutti spirituali.””

      1. Davide

        @Roberto e @senm_webmrs,

        concordo pienamente con voi, ma purtroppo ci risiamo! Anch’io mi auto cito (https://costanzamiriano.com/2013/10/23/un-papa-che-ci-converte-e-non-stona/#comment-65907).

        In quella circostanza avevo sottolineato che c’era un po’ troppo nervosismo nell’aria e invitavo ad un po’ più di prudenza riprendendo S.Pietro, che scriveva:

        “Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, cercate d’essere senza macchia e irreprensibili davanti a Dio, in pace. La magnanimità del Signore nostro giudicatela come salvezza, come anche il nostro carissimo fratello Paolo vi ha scritto, secondo la sapienza che gli è stata data; così egli fa in tutte le lettere, in cui tratta di queste cose. IN ESSE CI SONO ALCUNE COSE DIFFICILI DA COMPRENDERE e gli ignoranti e gli instabili le travisano, al pari delle altre Scritture, per loro propria rovina.” Pt 3,14-16

        Oggi purtroppo mi pare che la situazione si sia esasperata ulteriormente. 😦

        Aggiungo che concordo anche con Bariom, in particolare quando nel commento delle 21:24 sottolineava che: ” I frequentatori di questo blog si imparano a “conoscere” (per modo di dire) con il tempo e per tutta una serie di interventi che ne delineano il pensiero e le convinzioni (che possono essere condivise o meno), per cui si riescono anche a valutare un po’ meglio le eventuali risposte dirette… ”

        Altrimenti passa un po’ la voglia di fare commenti, ma soprattutto la discussione rischia di ridursi a polemica da Bar dello Sport!

        Per quanto riguarda, l’argomento del post, oggi volevo dire solo una cosa: diamo un po’ ti tempo a questo Papa, preghiamo per lui e cerchiamo di fidarci di Pietro anche quando (legittimamente) ci capita di non capire bene le sue azioni!

        Buona notte

  26. giuly

    Giancarlo, il mondo interpreta le parole del Papa come apertura al peccato? E chissenefrega. I giornali e le lobbies, i mistificatori e i moralisti le prendano come gli pare. La sostanza è che il papa non apre al peccato ma abbraccia tutti i peccatori nel nome di Cristo. E nel caso specifico: Civiltà Cattolica è leggibile da tutti, padre Lombardi ha precisato. Che altro dovrebbe fare papa Francesco? E basta tirarlo sempre di qua e di là per chiedergli di rettificare, precisare, smussare, cesellare, incrementare, scremare! Basta con tutti questi chiacchiericci su cosa non ha detto che si potrebbe male interpretare. Oggi addirittura ho letto su Fb un tizio che contestava a Bergoglio di non avere un Magistero organico, come se il papa debba preoccuparsi di essere un filosofo sistematico che deve formulare delle teorie che filino come l’olio. Mi sono stufata, arcistufata di sentire spiegare il cristianesimo. Vorrei gente che lo vive, oltre che parlarne.
    Personalmente faccio catechismo ai ragazzini di età scolare e vedo molte situazioni delicate, famiglie sfasciate e ricomposte, sento i racconti dei fanciulli che mi parlano di amici con genitori omosessuali che piangono perché non hanno un papà o una mamma. Ti assicuro che è davvero complicato approcciarsi a preadolescenti che vogliono sapere cosa sia la famiglia, se la loro e’ a posto o no, se la Chiesa è per tutti o per loro no. Perché senza dubbio dobbiamo leggere e spiegare che si, la Bibbia dice il vero, che la coppia naturale è un uomo ed una donna per sempre, ma che la misericordia tocca tutti, senza distinzioni, se davvero un cuore è alla sua ricerca.

      1. Giancarlo

        Naturalmente raccolgo l’invito di Rosanna a rilassarmi. Ho riletto le considerazioni sempre calme e profonde di Alessandro. Ho letto con interesse anche le parole di Giuly. Resto profondamente preoccupato per quanto sta succedendo, nel mondo ed in Italia, intorno alla famiglia. Particolare apprensione nutro per l’approssimarsi del sinodo sulla famiglia e per le aspettative che si sono create nei fedeli e che, con cadenza quasi quotidiana, vengono sempre più alimentate. Quali risposte davvero nuove ma anche pienamente coerenti con il magistero di sempre potranno essere fornite? Capisco che, per il momento, l’unica risposta possibile è la preghiera, tutti insieme, per il papa e per la chiesa. Buona epifania a tutti.

        1. Piero

          penso che d’ora in poi anche io faro’ cosi’.
          Il clero si rifiuta di combattere una battaglia culturale fondamentale per l’Uomo, per paura che Repubblichella 2000 pubblichi un articolo su quanto e’ “omofobo” quel vescovo, e tutto quello che diranno di fare e’ pregare (cosa che comunque, non manca mai)?
          E allora quando, come al solito, verranno da me a “bussare a soldi” (come si dice dalle mie parti), rispondero’ “Ti assicuro la mia preghiera, fratello” con una bella pacca sulla spalla.

  27. Cercando di lasciare un attimo da parte incomprensioni, polemicuccie pretestuose e giudizi superficiali vorrei sommessamente ricordare quanto scriveva qualche anno fa Vittorio Messori. Da sempre, osservava Messori, l’atteggiamento del “mondo” verso la Chiesa oscilla tra due poli: a) eliminazione; b) assimilazione. La Chiesa quindi sarà, di volta in volta, considerata o un ostacolo da abbattere (eliminazione, persecuzione diretta e violenta) oppure uno strumento di cui servirsi dopo averla “depotenziata” e svuotata dall’interno (assimilazione: ad esempio annacquandone il messagggio nel tentativo di omogeneizzarlo alle categorie del politicamente corretto).
    I due ateggiamenti, al tempo in cui scriveva Messori, erano presenti contemporaneamente: tentativo brutale di eliminazione ad Est (blocco sovietico), raffinato quanto subdolo tentativo di assimilazione a Ovest.
    Ora, chi ha un minimo di memoria ricorda che con Benedetto XVI, è vero, ha prevalso la prima tattica (eliminazione, attacco diretto). Ciononostante nemmeno con papa Ratzinger è mancato il tentativo di manipolazione in chiave assimilatoria (ricordate le polemiche sorte sulle “aperture” di Benedetto al preservativo a seguito della mezza frase proposito del “Prostituierter” nel libro-intervista “Luce del mondo”?). Con papa Francesco, per ora, il “mondo” sembra essere ritornato a un massiccio uso della seconda tattica, quella dell’assimilazione, cercando di confondere le parole del Papa dietro cortine fumogene e fantasmagorie di varia natura.
    Non credo sia il caso di cadere nel tranello delle illusioni massmediatiche. Facciamo da cassa di risonanza alle parole vere del Papa, non alle interpretazioni tendenziose che ci vengono propalate dalla stampa mainstream. Soprattutto, è esiziale farsi assalire dalla frenesia tipica del “ritmo” dei massmedia contemporanei (che vivono di istanti giustapposti e disarticolati, meccanici, dove si riparte sempre da zero rendendo assai difficoltosa la narrazione, dunque la possibilità di attribuire significati coerenti) e dall’incontinenza verbale, altra figlia della fretta, sentendosi quasi in dovere di commentare all’istante virgole e controvirgole. Prendiamoci il tempo di leggere e meditare le parole del Successore di Pietro (che non è il ct della nazionale di calcio). Ricordiamoci la Chiesa ha tempi ben più dilatati di quelli a cui oggi siamo abituati.

    1. Davide

      Concordo sia su quanto diceva Messori, che con le tue conclusioni Andreas. È quello che, con parole rubate a S. Pietro, ho cercato di dire anch’io. 😉

      1. Roberto

        Infatti. Sottolineo e condivido soprattutto il concetto di non lasciarsi aggiogare dai ritmo massmediatico che distrugge la capacità di narrare, di dare coerenza al pensiero e di fatto di lasciarselo distruggere. Uno dei punti più deboli di tanti nella Chiesa oggi, a mio parere: la perdita del senso (delle ragioni) di una narrazione ben fatta. L’ansia, anche l’ansia di capire, pur legittima, è cattivissima consigliera; e quando le parole diventano troppe: diffidare sempre. Nel pagliaio delle troppe parole è difficile trovare l’ago di un senso.

    2. “I mezzi di comunicazione hanno parlato di apertura su nozze omosessuali e aborto. In realtà, la posizione del Vaticano non è cambiata di un millimetro. E Papa Francesco non si discosta affatto da quella linea dottrinale che ha contraddistinto i suoi predecessori. Ne è una prova la notizia della prima scomunica latae sententiae firmata da Papa Bergoglio. Padre Greg Reynolds, sacerdote australiano, ha infatti ricevuto la comunicazione di scomunica dal Vaticano attraverso l’arcivescovo della Diocesi di Melbourne, Denis Hart. Il motivo? Le sue posizioni di apertura sulle nozze omosessuali e sul sacerdozio femminile. Posizioni non in linea con l’orientamento della Chiesa.”

      http://www.ilgiornale.it/news/interni/laltra-faccia-francesco-scomunicato-prete-eretico-953457.html

      P.s. = la notizia è del 26 settembre scorso.

      Andreas dice di di fare riferimento alle parole vere del Papa. Concordo pienamente, e mi permetto umilmente di aggiungere di fare attenzione anche ai fatti, spesso altrettanto (se non di più) eloquenti.

  28. Giusi

    Ma il Papa è morto? Non può dirle lui queste cose? Stanno attribuendo al Papa aperture verso uno dei quattro peccati che gridano vendetta al cospetto di Dio e tutto quello che si oppone è un portavoce che si richiama a una lettera privata del 2010? Ditemi pure che voglio dare consigli al Papa ma io non capisco.

    1. Giancarlo

      Condivido Giusi: non capisco. Anche se è vero quello che dice Roberto, che la fretta di capire può essere una pessima consigliera.

      Per quanto mi riguarda, io segnalo un problema: NON CAPISCO. Poi però mi adeguo e ribadisco la mia fedeltà al papa.

    2. Credo che P. Lombardi stia solo facendo il suo lavoro (tra l’altro, mi sembra stia intervenendo molto meno frequentemente rispetto ai tempi di Benedetto XVI). Quando i media capiscono quello che vogliono, non penso spetti al Papa dovere chiarire e precisare… Altrimenti, di questi tempi, non dovrebbe fare altro dalla mattina alla sera… 😉

        1. 61Angeloextralarge

          Giusi: lo incensano convinti che poi confermerà le loro travisazioni? Stanno solo cambiando tattica, ma la crocefissione resta la stessa. 😦

              1. Giusi

                Penso che non è chiaro come Benedetto. Il sangue se deve scorrere scorrerà a prescindere dai nostri mah.

                1. 61Angeloextralarge

                  Giusi: non è Benedetto XVI, non è Giovanni Paolo II, etc. Credo che dovremmo avere un po’ più di pazienza ed aspettare. Non è uno stupido, lo Spirito Santo ce l’ha in abbondanza… Ci mancherebbe che gli venisse a mancare la fiducia proprio dalle sue pecore… Sarebbe proprio il colmo oltre che triste ma soprattutto farebbe il gioco di chi ora lo incensa. Che poi tutti questi incensatori non li vedo. Boh…

                    1. 61Angeloextralarge

                      Giusi: Lo so, lo so…Non ho detto che lo pensi tu. Però qualcuno, temendo le conseguenze dei suoi comportamenti, lo tratta un po’ come se non sappia fare il Papa. Secondo me merita più fiducia, tutto quà. I timori che possa non essere all’altezza, non sono paure?… 😉

                2. Davide

                  Giusi, riporto questo articolo di Angela Pellicciari, che secondo me può contribuire in qualche modo alla discussione in atto, è un po’ vecchiotto, ma credo ancora attuale. 😉

                  http://www.lanuovabq.it/it/articoli-viva-francescocome-viva-pio-ix-6466.htm

                  ‘Viva Francesco’ come viva Pio IX?
                  di Angela Pellicciari
                  15-05-2013

                  Pio IX, il papa dal più lungo pontificato della storia, il papa che ha assistito allo smantellamento pezzo a pezzo dello stato pontificio, il papa calunniato, disprezzato e irriso dalla stessa storiografia cattolica, Pio IX dicevo, durante il primo anno e mezzo di pontificato è circondato da straordinarie manifestazioni di pubblica esaltazione: «Ogni giorno corso, battimani, inni, serenate; tripudio quando il papa usciva, quando villeggiava, quando tornava»; popolani, nobili, borghesi, governanti italiani e stranieri, «protestanti, cattolici, turchi, ebrei», tutti a gridare: viva Pio IX. Così racconta lo storico contemporaneo Cesare Cantù.

                  Avendo a modello la carità di Cristo, Pio IX, subito dopo l´elezione al soglio di Pietro, concede un´amplissima amnistia estesa ai reati politici. Il che comporta che i rivoluzionari di tutte le risme sono messi in libertà in cambio di una dichiarazione che li impegna a non cospirare più contro lo Stato. Sono proprio i membri delle consorterie settarie che, una volta liberi, organizzano la pantomima del “Viva Pio IX”, papa liberale. Così consiglia Mazzini nel 1846 scrivendo “Agli amici d´Italia”: «Profittate della menoma concessione per riunire le masse simulando riconoscenza, quando ciò convenisse. Le feste, gli inni, gli attruppamenti, le relazioni moltiplicate fra uomini di ogni opinione, bastano per dar lo slancio alle idee, per infondere al popolo il sentimento della sua forza, e renderlo esigente». Curioso a dirsi, ma l´esplosione rivoluzionaria del 1848 è preparata a Roma da una «congiura adulatoria e festiva», per usare l´efficace espressione di Marco Minghetti, uno dei protagonisti del Risorgimento.

                  Succede che in pochissimo tempo cambia tutto e dal «Viva Pio IX» si passa al «Viva Pio IX solo» per finire con «Morte ai neri! Morte ai gesuiti!». Senza il Viva Pio IX «chi sa quando le moltitudini italiane si sarebbero per la prima volta agitate nell’entusiasmo della vita nazionale», scrive il triumviro toscano Giuseppe Montanelli. La pensano allo stesso modo Jemolo e Gramsci che individua «il capolavoro politico del Risorgimento» nell’essere i liberali riusciti «a suscitare la forza cattolico-liberale e a ottenere che lo stesso Pio IX si ponesse, sia pure per poco, sul terreno del liberalismo».

                  Cosa c’entra Mastai Ferretti con Bergoglio? C’entra. In un articolo comparso su Repubblica venerdì scorso, Alberto Statera ragiona su un libro di prossima pubblicazione (Vaticano Massone. Logge, denaro e poteri occulti: il lato segreto della Chiesa di Papa Francesco di Giacomo Galeazzi e Ferruccio Pinotti) e scrive: «i Gran Maestri delle tante massonerie italiane sembrano concordi nell´entusiasmo per l´avvento di Francesco. Uno per tutti: “Con Papa Francesco nulla sarà più come prima. Chiara la scelta di fraternità per una Chiesa del dialogo, non contaminata dalle logiche e dalle tentazioni del potere temporale”. Firmato: Gustavo Raffi, Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia». Almeno dal punto di vista cattolico, e comunque lo si voglia interpretare, l’unanime appoggio a Francesco non è una buona notizia.

                    1. Davide

                      Per correttezza, sei d’accordo con l’autrice. Comunque se ti fa piacere lo credo anch’io. 😉
                      Lasciali incensare che prima o poi tireranno fuori i coltelli. 😦

        2. Lungi da me voler scatenare l’ennesimo confronto Benedetto XVI/Francesco, se ne sono stato causa faccio mea culpa. Volevo solo sottolineare quanto sia indispensabile il ruolo del portavoce per i pontefici dei nostri giorni.

  29. …credo quia absurdum! (e infatti è absurdum)

    Abbiate pazienza, ma a me mi sembra di non riuscire più a vedere in tutti i discorsi che si fanno da diverso tempo su questo blog la profondità originale dei termini “religione” “cristianesimo” e tutti gli interrogativi relativi a questa profondità comunque uno la pensi. Mi sembra che tutto sia diventato da una parte un resoconto delle tirature e delle visittudini editoriali dei libri di Costanza Miriano con annessi gustosi episodi della sua avventurosa vicenda familiare-lavorativa sportiva eccetra, dall’altra dei discorsi da parrocchietta proprio, sui papi sui vescovi e su quanta gggente antropologicamente brutta c’è oggi che prima nu cce stava. Ma la religione, ammesso che esista ancora, sarebbe proprio portarsi lontano da tutto questo!!!

  30. Francesco

    Salve sono nuovo di questo blog e cattolico come la maggior parte dei quelli che lo frequentano. Essendo prima di tutto il Vangelo il fondamento della nostra fede vorrei partire dalla base scritturistica, per evitare facili derive da “talk show” nell’affrontare un argomento tanto delicato quanto esplosivo.
    E’ in verità un tema che nel Vangelo non viene approfondito molto! Ne parla chiaramente solo San Matteo quando classifica gli eunuchi in tre categorie: quelli nati così dal ventre della madre, quelli che sono resi tali dagli uomini, e quelli che si fanno eunuchi per il Regno dei Cieli. Ho 54 anni è non ho mai sentito una catechesi su questo brano evangelico. Eppure se non partiamo dalla spiegazione di questo brano non capiamo il pensiero di Gesù e nemmeno la condanna irrevocabile dell’omosessualità che dalla redazione della legge mosaica ad oggi non è mai stata messa in discussione.
    Proviamo a fare una riflessione:

    1- La prima categoria di eunuchi è senza dubbio quella che si porta dietro una alterazione cromosomica di tipo micro-sindromico, frutto avvelenato dell’ibridazione conseguente al peccato originale (per approfondire l’argomento consiglio il libro “Genesi Biblica” tratto dagli scritti di Don Guido Bortoluzzi). In questo gruppo l’omosessualià non è solo una patologia coinvolgente la sfera fisica dell’individuo, ma una alterazione profonda a livello psico-affettivo che impedisce di provare attrazione per gli individui dell’altro sesso o favorisce fortemente l’attrazione per gli individui dello stesso sesso.

    2- La seconda categoria di eunuchi è quella che, resa tale dagli uomini, ha subito mutilazioni fisiche (castrazione), o è stata iniziata a un certo punto della sua vita a pratiche della sessualità devianti e considerate perversioni e condannate pertanto senza appello sia dall’Ebraismo e dal Cristianesimo.
    3- La terza categoria di eunuchi è rappresentata da quelli che, nel dominio assoluto dei propri istinti, anche buoni e secondo natura, rinunziano a vivere la loro sessualità e a farsi una famiglia per dedicarsi completamente ad una missione superiore. Il Regno dei Cieli appunto.

    Fuori da queste considerazioni qualsiasi tipo di dibattito diventa antropologico, sociologico, filosofico, medico etc. etc. ma perde il fondamento religioso.

    La seconda riflessione che vorrei condividere con voi parte dal fatto che l’unica condanna senza appello che Gesù, Re di Misericordia emette, con parole di una gravità assoluta è quella contro coloro che danno scandalo ai bambini………
    Ora mi sembra francamente un’operazione inaccettabile legittimare, da un punto di vista religioso, le unioni omosessuali perchè ci pongono nuove sfide educative.
    I bambini sono intoccabili, da proteggere pima di tutto, e mai vanno coinvolti dagli adulti nelle loro libere e rispettabili scelte di vita sessuale. Rispettabili fino a quando però non si supera tale confine.

    1. Salvatore Scargiali

      Caro Francesco che la prima categoria di eunuchi sia frutto del peccato originale lo dici tu non lo dice il testo evangelico. Dell’amore omosessuale i 4 Vangeli canonici non fanno cenno. L’unico peccato che non sarà perdonato è poi quello contro lo Spirito Santo, cioè, come lo interpreto io, “perdere la Speranza del perdono del Padre o non credere al suo perdono o al suo amore”. Tutte queste discussioni sul sesso e su come si fa ci hanno stancato ci sono cose e peccati molto più seri, superbia, presunzione, invidia, maldicenza, sopraffazione, menzogna, furto, violenza….

      1. Impastato

        Scusa Salvatore, conosci il Vangelo o spari a ramazzo?
        San Paolo ne parla in 3 sue lettere: Romani 1,26-27, 1 Corinzi 6,9-10, 1 Timoteo 1,9-10

  31. 1) C’è una nuova professione: i chiosatori del Papa. E già questo dovrebbe far pensare; 2) Il Papa dovrebbe esprimersi s-e-m-p-r-e da testi scritti, dovrebbe parlare/intervenire di meno, concedere meno interviste:il Papa non è l’allenatore del Real Madrid!; e lasciare ai vari Dicasteri competenti di pronunciarsi sulle questioni tecniche, anche qui con documenti scritti, e soprattutto senza “dibbbbattttito” .
    Infine, consiglierei a tutti la lettura (o rilettura) di una racconto breve di Franz Kafka dal titolo “Il messaggio dell’Imperatore”, in cui lo scrittore immagina il destino di un messaggio dell’Imperatore della Cina, affidato ai messi, che devono ritrasmetterlo fino nelle più lontane province. Il messaggio arriva, e comunque viene recepito, completamente stravolto nel testo e nel significato.

          1. Liberissimo, ci mancherebbe. Ma quella di Scandroglio è la tipica riduzione intellettualistica della fede, come se l’importante fosse quello di assicurarsi una “zona franca” dove poter esercitare il “diritto di critica” al Papa. Idea, questa, criticata già da Joseph Ratzinger, quando era ancora teologo e prefetto dell’ex Sant’Uffizio. In ogni caso resta un’opinione di Scandroglio e basta.

            1. Alessandro

              In ogni caso, non esiste un divieto assoluto di critica al Papa. Ciò non significa che tutte le critiche siano pertinenti: ce ne possono essere di sballatissime.

              Come sai se hai letto ultimamente questo blog, ho espresso delle critiche.
              Sono ragionevolmente convinto di avere ragione (senza trarne piacere, peraltro), ma sono sinceramente alle prese col dubbio di aver torto (il che è possibilissimo). Mi sembra che tacendo sbaglierei ma che parlando rischio di sbagliare ancora di più (che senso ha lamentarmi se tanto la lamentela non può cambiare le cose? E se fossero lamentele infondate, frutto di scarsa fede? E se le critiche sono usate per far male al Papa e alla Chiesa? E se leggendomi altri si sentissero autorizzati dal mio contegno a oltraggiare il Papa e la Chiesa? E se…)

              Vivo questa sofferenza reale (credimi, credetemi), non ho idee limpide in proposito, quindi d’ora innanzi eviterò su questo blog o altrove di parlare del Papa.
              Stimo la tua intelligenza, Andreas, e la tua posizione, che mi pare discostarsi chiaramente dalla mia, mi spinge a fermarmi un giro a riflettere.
              Riflettere e pregare.

              Frattanto, se le mie parole nei confronti del Sommo Pontefice hanno arrecato danno a qualcuno, me ne scuso di cuore.

              1. pietro77

                Sono anch’io vicino alle tue posizioni Alessandro anche se preferirei condividere la gioia e le speranze che molti hanno verso questo Papa. Ma non ce la faccio, dovrò pregare di più.

              2. @Alessandro, trovo che il porti i dubbi che ti poni e che qui esprimi ti faccia onore come uomo e come Cristiano.
                Li sottoscrivo più che condividerli, avendo nel mio cuore già preso una precisa posizione (che credo si sia sin qui compresa per dai miei commenti), senza per questo ritenermi migliore o più “ispirato”. Sono certo lo Spirito Santo, proprio perché il tuo dubbio è sofferenza e ricerca di ciò che è buono, non mancherà di venirti in aiuto.
                Se me lo concedi stasera pregherò per le tue intenzioni.

              3. Anche io, come Bariom, rispetto e ammiro il tuo travaglio interiore, Alessandro, oltre che la tua preparazione e la tua intelligenza.
                Cerco allora di spiegarmi meglio per evidenziare quelli che, a mio modo di vedere, sono i limiti molto evidenti di un approccio come quello di Scandroglio. A suo tempo su fascebook mi dilunguai su questo articolo. So che la mia “critica “ alla sua affermazione suo “diritto di critica” gli è stata fatta pervenire da una comune amica. Ad oggi però non ho ricevuto replica. Comunque sia mi scuso in anticipo per la lungaggine.
                Naturalmente occorem ricordare che l’articolo di Scandroglio è, in un certo senso, un tentativo di fornire legittimità a una ben nota serie di articoli “critici” del duo Palmaro-Gnocchi sul “Foglio” e dunque va letto tenendo presente, sullo sfondo, quella polemica (a parer mio uno delle più rovinose e nefaste degli ultimi anni).
                La prima cosa che mi “stona” è la rivendicazione di un “diritto alla critica”. Perché è chiaro che in questo caso “critica” non equivale a un’attività di analisi scientifica e obiettiva, che nessuno si sogna di rifiutare, ma rimanda evidentemente a un impulso critico, di opposizione all’ordine costituito, qualcosa di analogo allo “spirito critico” di denuncia e opposizione degli intellettuali sessantottini.
                Questo però equivale a rivendicare un ruolo – strutturalmente, e non episodico – contestativo e polemico. Già questa conseguenza mi sembra portare assai lontano dal parlare e dal sensu fidei cattolico, col rischio di portare a una deriva intellettualistica o per meglio dire, con le parole del cardinale Newman, a una “prevaricazione della ragione” (rimando al sermone omonimo, il n. 4 dei Sermoni all’Università di Oxford , pubblicati dalle ESD).
                Un cattolico parlerebbe di correzione fraterna, che è una forma di “elemosina spirituale” avente di mira, più che di “aver ragione” dottrinalmente, il bene delle anime. Già parlare in termini di avere/non avere ragioni porta su una china pericolsa. Giovanni Paolo II diceva cinfatti he “abbiamo bisogno di una nuova apologetica, adatta alle esigenze di oggi, che consideri che il nostro compito non consiste nel conquistare argomenti, ma anime, nell’impegnarci in una specie di lotta spirituale, non in una disputa ideologica, nel difendere e promuovere il Vangelo, non noi stessi” (Discorso ai vescovi della conferenza episcopale delle Antille in visita “ad limina Apostolorum”, ).
                Ma questo vuol anche dire che la tentazione di chiunque si adoperi in ambito apologetico e, in generale, di “color che sanno” e fanno uso del raziocinio, è quella di confondere – di fatto, anche in maniera inavvertita – la lotta spirituale e la disputa ideologica.
                Entrando più nel merito dell’articolo di Scandroglio, nel commento precedente ho accennato alla critica di Joseph Ratzinger (non ancora Papa ma solo cardinale) a un approccio troppo legalistico-formale del rapporto col magistero. In particolare Ratzinger partiva dall’istruzione “Donum veritatis” (1990), l’istruzione della Cdf sulla vocazione ecclesiale del teologo. Occorre tenere presente che Ratzinger intende replicare a una vexata quaestio, ovvero le pretese avanzate dai teologi dissidenti per circoscrivere il carattere vincolante dei pronunciamenti magisteriali alla sola categoria dell’infallibilità. A questa pretesa Ratznger replica che la categoria di “infallibilità” nella sua accezione circoscritta e strettamente giuridica è stata formulata solo dal Medioevo in avanti. E questa sembra, apparentemente, una sorta di resa. Solo in apparenza, però, perché sarebbe sbagliato pensare che in precedenza tutto fosse affidato alle “argomentazioni” e alle dispute dei dotti. Visto che nulla era definito infallibilmente, dunque tutto poteva essere disputabile. Invece non è mai andata così perché la fede della Chiesa non è semplicemente una “dottrina”, ma una trasmissione affidata a una comunità vivente. Perciò, e questo è quanto sfugge a Scandroglio, altrettanto e forse anche più importante della nozione di infallibilità è quella di autorità, uno dei presupposti irrinunciabili di qualsiasi forma di vita comunitaria.
                Riporto quanto scrive Ratzinger: “Per questo, più importante della nozione di «infallibilità» è quella di auctoritas, che a dire il vero nella nostra mentalità si è quasi completamen­te dissolta. In verità, essa non può mai da nessuna parte mancare del tutto, poiché costituisce uno dei presupposti fondamentali della vita comunita­ria. Che ne sarebbe, se in uno Stato si convenisse di riconoscere valida co­me norma vincolante per tutti soltanto ciò che dev’essere reputata la solu­zione infallibilmente giusta d’un problema? E se si pretendesse la stessa cosa nella sfera economica? A scuola? In famiglia? La crisi del nostro cor­po sociale dipende anche dal fatto che simili tendenze esistono e che tutte fraintendono la democrazia come un’ininterrotta messa in questione di tut­to da parte di tutti. Che degli Stati possano esistere ed esser governati sta­bilmente è possibile soltanto perché vale come vincolante un insieme più ampio di norme e di leggi (anche se rivedibili) promulgate dalla legittima autorità. Questo paragone naturalmente zoppica, poiché nella dottrina comune della Chiesa si tratta d’altro che nella legislazione statale. Ma esso può pur sempre documentare che non si può ridurre l’auctoritas alla «infallibilità» pura e semplice. Per una comunità che si fonda essenzialmente sulla con­vinzione comune, l’auctoritas nel campo dei contenuti è qualcosa cui non si puo rinunciare; in particolare proprio quell’auctoritas la cui parola può crescere e farsi più pura in un processo di vivente sviluppo” (J. Ratzinger, “La teologia e il magistero della Chiesa”, in “Natura e compito della teologia”, Jaca Book, 2005, p. 99).
                Questo non vuol dire che non possano esistere tensioni tra teologia e magistero. Significa invece che ambedue, ognuno nel rispetto del proprio ruolo e delle proprie funzioni, non possono stare in rapporto conflittuale, ma di cooperazione per il bene della Chiesa e delle anime, entrambi avendo come fonte di ispirazione la verità. Paolo VI insegnava che, per quanto sia vero che “il Magistero senza l’aiuto della teologia potrebbe senza dubbio conservare e insegnare la fede”, ben “difficilmente raggiungerebbe quella completezza e profondità di conoscenza, di cui ha bisogno per adempiere pienamente il suo compito” Rivendicare un “diritto di critica” presuppone invece un rapporto dialettico, polemico, conflittuale, di opposizione e divisione, non di cooperazione e mediazione. Inoltre, ricordava sempre Ratzinger, la Donum veritatis respinge il ricorso ai mezzi di comunicazione di massa come metodo di un dialogo sano tra magistero e teologia. Ecco, io credo che prima di tutto occorrerebbe concentrarsi sullo spirito con cui ci si rivolge al magistero, che non può essere ispirato dalla spirito di contrapposizione. La comunione col Papa non è solo un fatto formale, una unione esterna o giuridica, che riguarda i legami esteriori di un fedele con la Chiesa. Per questo, oltre alle preoccupazioni dottrinali, occorrerebbe avere anche tener presente (prudenza) quanto simili critiche possano essere nocive per la comunione ecclesiale. Non ci si può preoccupare solo di delimitare uno spazio formale al cui interno è possibile e legittimo esercitare la “critica”. Questa non solo è ridurre la fede e la Tradizione a un semplice “patrimonio intellettuale”, ma segue anche una logica conflittualistica, da guerriglia. Ecco, questo non riesco proprio ad accettarlo.
                Ciò in alcun modo comporta l’accettazione dell’idea che nella Chiesa l’autorità possa e vada esercitata in maniera dispotica e tirannica, in maniera arbitraria e volontaristica, perché ciò sarebbe in contraddizione con l’insegnamento stesso della Chiesa sul diritto naturale, che non ha fondamento volontaristico.
                Ma come comportarsi qualora la Gerarchia dovesse comportarsi ingiustamente? Un illustre canonista, di Carlos J. Errazuriz, della Pontificia Università della Santa Croce, scrive quanto segue: «l’eventuale ingiustizia compiuta dalla Gerarchia non giustifica mai una ribellione contro di essa, e meno ancora una rottura della comunione ecclesiale visibile. Una volta esauriti i mezzi legittimi esistenti all’interno della Chiesa per ottenere giustizia, l’atteggiamento cattolico è stato sempre quello di subire l’ingiustizia – il che naturalmente non vuol dire obbedire in ciò che la propria coscienza ritiene peccato – con totale fiducia nello Spirito Santo, che non abbandona la Chiesa, e non permette che l’ingiustizia possa imporsi in modo da alterare l’identità essenziale della medesima Chiesa. La comunione con il Successore di Pietro, chiave visibile ultima dell’unità della Chiesa, è garanzia di unione con Cristo anche nelle situazioni più drammatiche, perfino quando esse riguardino lo stesso papato, essendo necessario adoperarsi per tutelarlo, Proprio in rapporto al ministero petrino, Gesù ha assicurato l’indefettibilità della Chiesa: «Tu sei Pietro e su questa pietro edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa» (Mt 16, 17). Il primato papale di giurisdizione significa che nella Chiesa l’istanza ultima di decisione è legata alla persona di chi succede a Pietro; anche il Collegio Episcopale non può agire senza o contro il Papa quale suo Capo, per cui non ha senso il ricorso al Concilio ecumenico contro gli atti pontifici. Nella prospettiva della fede, la garanzia ultima contro il prevalere dell’ingiustizia nel Popolo di Dio resta allora affidata al­l’azione divina, su cui poggia l’indefettibilità nonché l’infallibilità della Chiesa. Del resto, qualunque altra garanzia umana d’indole giuridica, intraecclesiale od estrecclesiale, muterebbe la stessa costituzione essen­ziale della Chiesa. Ciò ovviamente non toglie che per difendere la Chiesa da ingiustizie lo Spirito Santo si possa servire di qualsiasi mezzo, e che, d’altra parte, possa anche permettere il prevalere di gravi ingiustizie (scismi, eresie, ecc.), senza pero intaccare mai la continuità visibile della Chiesa fondata sugli Apostoli» (Carlos J. Errazuriz, “Il diritto e la giustizia nella Chiesa”, Giuffré, Milano 2008, pp. 157-158).

                1. Grazie Andreas, intervento da manuale, ricco di spunti di riflessione, nonché (mi sia concesso) di profonde verità, che seppure attribuibili qui a te nella loro conseguenziale stesura, appartengono alla Sapienza della Chiesa stessa.

                  “Una volta esauriti i mezzi legittimi esistenti all’interno della Chiesa per ottenere giustizia, l’atteggiamento cattolico è stato sempre quello di subire l’ingiustizia – il che naturalmente non vuol dire obbedire in ciò che la propria coscienza ritiene peccato – con totale fiducia nello Spirito Santo, che non abbandona la Chiesa…”

                  Questo è sempre stato anche l’atteggiamento tenuto da tutti i Santi (che grandi o “piccole” persecuzioni, tutti hanno subito anche nella Chiesa, se non dalla Chiesa) a differenza della posizione tipica di coloro che alla fine ribellandosi e ribellati a ciò che ritenevano “ingiustizia” (e che oggettivamente si è pur ammesso lo Spirito può permettere) hanno scelto la divisione e lo scisma.

                  Va da sé che qui non si sta “santificando” nessuno, né accusando nessuno di volontà scismatiche (partecipanti a questo blog o giornalisti, editorialisti, commentatori a vario titolo), ma come ogni Cristiano ha da tenere come modello e metà la Santità, così deve diffidare e difendere (prima di tutto sé stesso) da tutto ciò che lo porta a dubitare, dividere, mettere in cattiva luce, piuttosto che a unire, la stessa Comunità e Comunione Ecclesiale, che è poi Comunione con Cristo stesso di cui la Chiesa è presenza viva e tangibile.

                  1. Caro Bariom,
                    ti ringrazio nuovamente, condivido anche le tue riflessioni. Negli ultimi tempi non ho potuto seguire con continuità il blog a causa di altri impegni. Dico solo che francamente ho trovato il clima molto cambiato – in peggio – e appesantito. Me lo aspettavo, viste le polemiche velenose scoppiate negli ultimi mesi. E ammetto che questo mi ha innervosito parecchio. Non voglio entrare nei particolari, ma queste per me non sono solo questioni “accademiche” o argomento di conversazione e faccio molta fatica a restare sereno e sopire ogni animosità. La vicenda dei Francescani dell’Immacolata vi è strettamente congiunta e non posso che ribadire di fare non molta, ma moltissima attenzione. Prima di scrivere quello che passa per la testa, pensando di essere “informati” solo perché quotidianamente ci si abbevera a miriadi di siti e blog, profili e pagine facebook, bisogna pensarci non una, ma dieci volte, perché ci sono famiglie lacerate da ciò che sta succedendo. Viceversa, c’è tutto un “mondo cattolico” fatto di intellettuali e giornalisti (o aspiranti tali) che si sta comportando in maniera irresponsabile, usando i frati e le suore come pedine di un immaginario gioco strategico, come un campo di battaglia ideologico o per alimentare le proprie ambizioni narcisistiche e la propria smania di protagonismo, infischiandosene bellamente delle sofferenze molto concrete provocate da un simile chiacchiericcio.
                    Non a caso una delle possibili etimologie di “responsabilità” ricorda che essere responsabili significa sentirsi vincolati ai nostri fratelli in umanità, e più in generale alle cose della vita, da legami analoghi a quelli che stringono lo sposo alla sposa. Chi non ama – qualunque sia la “casacca” di cui si fregi, fosse anche quella di “giornalista cattolico”, “apologeta”, “intellettuale cattolico” – è irresponsabile, perché agisce senza pensare di dover ri-spondere delle conseguenze delle proprie azioni.

                    1. 61Angeloextralarge

                      Andreas: grazie per i tuoi due commenti sopra! Ha ragione Mario: pieni di spunti. E gli spunti vanno meditati e meditati ancora.

                      Ale: ho sempre pensato che i dubbi servono a rafforzarci nel cammino, che facciano parte del nostro percorso interiore. Logicamente, ho sempre pensato che, al contrario, è preoccupante la situazione di chi non dubita, di chi “beve” tutto e mangia la pappa pronta. Tutto questo però, non per quel che riguarda i dogmi di fede, che vanno semplicemente accolti.

                2. Giancarlo

                  Caro Andreas, rendo grazie a Dio, perché ci dona persone come te. E’ davvero importante sentirci tutti uniti con il papa e responsabili gli uni verso gli altri. Ti chiedo scusa se, stupidamente, ho alzato i toni contro di te. Spero, d’ora in poi, di poterti considerare un amico.

                  1. Posso quindi sperare Giancarlo, viste cadere le “accuse di accusa” che avevi mosso a Andreas, per logica conseguenza vedere cadere anche quelle che mi riguardavano, per aver condiviso il suo iniziale commento?
                    Grazie 😉

                    1. Giancarlo

                      Vorrei mettere una pietra sopra a tutto lo spiacevole incidente, se sei d’accordo. Di fronte alle parole chiare di Andreas, debbo riconoscere che è più importante difendere l’unità di noi cristiani, piuttosto che intestardirsi in questioni puramente intellettuali. Però, in fondo, pur senza averne piena consapevolezza, ero già in sintonia con Andreas quando dicevo che “non capisco, ma mi adeguo”.

              4. Giusi

                Posso parlare solo per me. Io ho sempre apprezzato i tuoi interventi sempre così precisi, motivati dei quali quelli che tu chiami di critica al Papa non sono che una piccolissima parte. Sapessi quante volte ho aspettato che “parlasse Alessandro” soprattutto di fronte ad affermazioni che mi lasciavano annichilita perchè, non so se dal blog è emerso, ma ogni tanto, di fronte allo spirito del mondo, mi coglie lo sconforto e divento incapace di reagire. Poi arrivava il tuo commento e mi rincuoravo, traevo nuova linfa. Pertanto rifletti pure ma non ti sognare di sparire! 😀

                  1. Giusi

                    Scrivo qua, dove esce esce. Posto che ho sempre apprezzato gli interventi di Andeas (anzi delle volte ne ho rimandato la lettura perchè troppo difficili) e anche quelli di Bariom e di tanti altri anche perchè, contrariamente ad Alvise, non ritengo che le discussioni siano sterili perlomeno a me servono e mi arricchiscono, vorrei chiarire che anch’io sono per l’unità dei cristiani, ci mancherebbe! Ma è un dato di fatto che questa unità purtroppo non c’è e non è non parlandone che si ricostituisce. Mi si dirà: non c’è mai stata sin dalle origini, è vero ma a me sembra (poi magari mi sbaglio) che mai come in questo periodo, sotto le stesse insegne (di Cristo), trovi posto qualsiasi opinione come se le Scritture non esistessero. Di chi è la colpa non so ma non è che se in questo sia pure importante blog cattolico si fa finta che vada tutto bene va automaticamente tutto bene. Il problema non è nei nostri commenti è fuori, c’è ed è sempre più grosso poi se non se ne vuole parlare mi adeguo. Per parte mia, poichè non sono abituata a nascondermi dietro un dito, le cose, magari inutili, che ho detto esprimono il mio pensiero e le confermo.

                    1. Cara Giusi, converrai con me che però non è che si sta qui a far delle della chiacchiera “da bar dello sport”…
                      Al di là degli “spessori” dei singoli commenti, molti affermano (compresa tu e il sottoscritto), di arricchirsi in questo scambio di battute, di venir spinti ad approfondire, di conoscere aspetti nuovi, di cambiare addirittura opinione su alcuni aspetti. Se questo poi lo si riesce a fare in una Comunione se non perfetta e costante, ma almeno “ritrovata” in determinati punti del “percorso” o del dialogo, non è che questo “resta qui”… ce lo portiamo “fuori”. Fuori di qui, nel mondo più reale dei confronti e delle relazioni.

                      Se non fosse così, non ci dedicherei neppure la metà del tempo che ci dedico a leggere e (ahivoi) a commentare.

                      Il problema è fuori, dici, non qui… alle volte anche “qui” si rispecchiano i problemi che stanno “fuori” e fuori ci ritroviamo, spesso, tutti i problemi che in realtà abbiamo DENTRO, ma dentro ognuno di noi. Non possiamo dimenticare le parole di Cristo… da dove vengono le rapine, gli omicidi, ma anche solo le incomprensioni, le divisioni, la superbia che spesso ne è la fonte?

                      Io credo fermamente che questi scambi possano renderci “migliori”, più aperti, più disponibili… Penso questo stesso blog sia nato a questo scopo, non credo sia per Costanza un modo in più per esserci o apparire, o uno strumento promozionale, così come non per questi motivi ha certamente scritto i libri che ha scritto…

                      La Chiesa fuori ha dei problemi? Certo ma la Chiesa non è forse formata da ognuno di noi? Aspettiamo e pretendiamo sempre che la chiarezza ci “venga dall’alto” (Santo Padre in primis), ma forse che lo Spirito Santo e il Nostro Battesimo non ci ha dato tutti mezzi perché questa chiarezza si faccia in noi?
                      Vogliamo una parola ferma sui matrimoni (cito un tema a mo’ di esempio…) e cosa sono poi i NOSTRI matrimoni? Sulla Misericordia e come esercitiamo noi la misericordia. Sulla Giustizia e come ci comportiamo primariamente nell’essere giusti e irreprensibile verso il prossimo?

                      Noto ad esempio che “qui” gli articoli che producono fiumi di commenti (che fosse lo scopo o meno) sono quelli che portano spesso alla polemica o quanto meno al dibattito acceso, alle posizioni pro o contro, piuttosto che quelli che invitano ad una riflessione più interiore, ad una messa in discussione personale. Direi non sia solo un’opinione ma un fatto “statistico”.

                      Ma concludendo, ribadisco: forse da qui dentro, non cambiamo le cose fuori, ma se da qui, un poco cambiamo nei dentro, le cose fuori, possono cambiare.

                    2. Davide

                      @Bariom, @Andreas Hofer, @Giusy, @Alessandro, @Giancarlo, etc (seiete troppi non mi ci raccapezzo)

                      Come sempre io di giorno mi assento, perchè con il lavoro non riesco a conciliare la lettura del Blog, o quantomeno non riesco a partecipare, ma stamattina ci ho messo 1 ora per capire il filo logico (ammesso che ve ne sia uno) dei 150.000 commenti che avete scritto ieri. 😉
                      Comunque sono contento che finalmente il buon senso sia prevalso e vi ringrazio perchè a confermare, le tue parole Bariom,
                      io nonostante (l’aria pesante) ho trovato diversi spunti nelle cose che vi siete detti, vorrei scriverveli ma ora è davvero troppo tardi e la giornata ricomincia! Fatemi la cortesia di essere un po’ meno produttivi (sul Blog), così stasera forse riesco a scrivervi cosa (e perchè) mi è piaciuto di quello che avete detto! 😉 🙂
                      Inoltre Bariom, visto che hai ripreso la mia battuta sul “Bar dello Sport”, aggiungo quale penso sia la differenza con questo Blog: al Bar dello Sport difficilmente la chiacchierata (per come era partita) si sarebbe conclusa con commenti simili a quelli da voi utilizzati: riflessivi, profondi e concilianti! 😉
                      Scappooooo!

                      Buon lavoro a tutti voi

                    3. Giusi

                      Si Bariom hai ragione ma il problema non è la nostra perfezione che non c’è (io, e non è falsa modestia, mi considero imperfettissima), quello che mi getta nell’avvilimento è che percepisco che mai come in questa epoca si pretende di fare avallare i propri peccati da Dio. Perlomeno in passato non si disconoscevano le regole, si sapeva che quelli erano i comandamenti poi l’uomo ha sempre peccato e sempre peccherà ma è il senso del peccato che è stato smarrito, adesso pare che tutto si possa fare tanto il Signore è misericordioso. E’ per questo che, perlomeno io, avrei fame di parole chiare, forti e magari anche impopolari.

                    4. Ti comprendo Giusi, ma anche su questo permettimi la mia peregrina opinione…
                      Il mondo oggi cerca giustificazioni, perché oltre a voler fare ciò che più piace alla pancia (ma mettiamoci anche la testa…) vorrebbe anche nessuno avesse da obbiettare o ponesse problemi di “coscienza” (hai presente Giovanni Battista e Erode?)… si qui, siamo d’accordo.

                      Ora anche le parole pronunciate da chichessia (si vorrebbe il Santo Padre), fossero le più dure – non dico chiare perché personalmente non trovo poca chiarezza – credi che il mondo avrebbe un sussulto di dignità e coscienza e si convertirebbe d’amblè?
                      Per ora se lo tengono il Papa perché gli piace credere e far credere alle “aperture”, ma finita la luna di miele, dato che questo Papa, come i suoi Predecessori, non smentirà mai il Vangelo, torneranno all’ostracismo e all’odio.

                      Quindi che rimane – perché scrivo non per tornare a parlare pro-contro o quasi contro Papa Francesco – che rimane?
                      Rimane la fulgida luce dei Cristiani (o almeno la fulgida luce che dovrebbero essere i Cristiani). Quella luce che brilla perché vivendo della Verità del Vangelo, in Comunione a Cristo e alla Chiesa, sono la dimostrazione NEI FATTI che la vita felice e vissuta in pienezza è e rimane solo quella vissuta in Cristo.

                      In una parola rimane solo la Santità! Certo quella Santità che ci vede lontani e imperfetti, ma che è IRRINUNCIABILE e non può essere posticipata alla vita dopo un sano periodo di Purgatorio, perché siamo peccatori. Siamo peccatori, ma chiamati alla Santità, aspiranti ai carismi più alti, fidando in Dio che ci dice: “siate Santi, perché Io sono Santo!”.
                      Non c’è “la via di mezzo”, la porta un pochino più larga della “Porta Stretta”…. soprattutto non c’è più OGGI.
                      Poi il mondo si convertirà, perché vedendo aspirerà a possedere questa bellezza del vivere, o ancor più ci odierà perché pietra d’inciampo? Questo Dio solo lo sa… ma anche nella tremenda prospettiva del martirio, sappiamo non c’è sconfitta, né morte e conosciamo il valore Salvifico del sangue dei Martiri, lo stesso valore del Sangue di Cristo versato per noi, perché seppure quel sangue fosse il nostro, Lui lo ha accomunato al Preziosissimo Suo.

                    5. Giusi

                      Tramite Socci, ma non di Socci: cade proprio a fagiuolo!

                      IL DOVERE DEI PASTORI
                      Sul parlare e il tacere secondo un grande Papa: Gregorio Magno!

                      ( dalla Regula Pastoralis )

                      La guida delle anime sia discreta nel suo silenzio e utile con la sua parola affinché non dica ciò che bisogna tacere e non taccia ciò che occorre dire. Giacché come un parlare incauto trascina nell’errore, così un silenzio senza discrezione lascia nell’errore coloro che avrebbero potuto essere ammaestrati.
                      Infatti, spesso, guide d’anime improvvide e paurose di perdere il favore degli uomini hanno gran timore di dire liberamente la verità; e, secondo la parola della Verità, non servono più alla custodia del gregge con lo zelo dei pastori ma fanno la parte dei mercenari (cf. Gv. 10, 13), poiché, quando si nascondono dietro il silenzio, è come se fuggissero all’arrivo del lupo.
                      Per questo infatti, per mezzo del profeta, il Signore li rimprovera dicendo: Cani muti che non sanno abbaiare (Is. 56, 10). Per questo ancora, si lamenta dicendo: Non siete saliti contro, non avete opposto un muro in difesa della casa d’Israele, per stare saldi in combattimento nel giorno del Signore (Ez. 13, 5).
                      Salire contro è contrastare i poteri di questo mondo con libera parola in difesa del gregge; e stare saldi in combattimento nel giorno del Signore è resistere per amore della giustizia agli attacchi dei malvagi. Infatti, che cos’è di diverso, per un Pastore, l’avere temuto di dire la verità dall’avere offerto le spalle col proprio silenzio?
                      Ma chi si espone in difesa del gregge, oppone ai nemici un muro in difesa della casa di Israele. Perciò di nuovo viene detto al popolo che pecca: I tuoi profeti videro per te cose false e stolte e non ti manifestavano la tua iniquità per spingerti alla penitenza(Lam. 2, 14). È noto che nella lingua sacra spesso vengono chiamati profeti i maestri che, mentre mostrano che le cose presenti passano, insieme rivelano quelle che stanno per venire. Ora, la parola divina rimprovera costoro di vedere cose false, perché mentre temono di scagliarsi contro le colpe, invano blandiscono i peccatori con promesse di sicurezza: essi non svelano le iniquità dei peccatori perché si astengono col silenzio dalle parole di rimprovero. In effetti le parole di correzione sono la chiave che apre, poiché col rimprovero lavano la colpa che, non di rado, la persona stessa che l’ha compiuta ignora.
                      Perciò Paolo dice: (Il vescovo) sia in grado di esortare nella sana dottrina e di confutare i contraddittori (Tit. 1, 9). Perciò viene detto per mezzo di Malachia: Le labbra del sacerdote custodiscano la scienza e cerchino la legge dalla sua bocca,perché è angelo del Signore degli eserciti (Mal. 2, 7).

                      Perciò per mezzo di Isaia il Signore ammonisce dicendo: Grida, non cessare, leva la tua voce come una tromba (Is. 58, 1). E invero chiunque si accosta al sacerdozio assume l’ufficio del banditore perché, prima dell’avvento del Giudice che lo segue con terribile aspetto, egli lo preceda col suo grido.
                      Se dunque il sacerdote non sa predicare, quale sarà il grido di un banditore muto? Ed è perciò che lo Spirito Santo, la prima volta, si posò sui Pastori in forma di lingue (Atti, 2, 3), poiché rende subito capaci di parlare di Lui, coloro che ha riempiti.
                      Perciò viene ordinato a Mosè che il sommo sacerdote entrando nel tabernacolo si accosti con tintinnio di campanelli, abbia cioè le parole della predicazione, per non andare con un colpevole silenzio incontro al giudizio di colui che lo osserva dall’alto. (…) I campanelli sono inseriti nelle sue vesti, perché insieme al suono della parola, anche le opere stesse del sacerdote proclamino la via della vita.
                      Ma quando la guida delle anime si prepara a parlare, ponga ogni attenzione e ogni studio a farlo con grande precauzione, perché se si lascia trascinare a un parlare non meditato, i cuori degli ascoltatori non restino colpiti dalla ferita dell’errore; e mentre forse egli desidera di mostrarsi sapiente non spezzi stoltamente la compagine dell’unità.
                      Perciò infatti la Verità dice: Abbiate sale in voi e abbiate pace tra voi (Mc. 9, 49). Col sale è indicata la sapienza del Verbo. Pertanto chi si sforza di parlare sapientemente, tema molto che il suo discorso non confonda l’unità degli ascoltatori. Perciò Paolo dice: Non sapienti più di quanto è opportuno, ma sapienti nei limiti della sobrietà (Rom. 12, 3).
                      Perciò nella veste del sacerdote, secondo la parola divina, ai campanelli si uniscono le melagrane (Es. 28, 34). E che cosa viene designato con le melagrane se non l’unità della fede?
                      Infatti, come nelle melagrane i molti grani dell’interno sono protetti da un’unica buccia esterna, così l’unità della fede protegge tutti insieme gli innumerevoli popoli che costituiscono la Santa Chiesa e che si distinguono all’interno per la diversità dei meriti. Così, affinché la guida delle anime non si butti a parlare da incauto, come già si è detto, la Verità stessa grida ai suoi discepoli: Abbiate sale in voi e abbiate pace tra voi, come se attraverso la figura della veste del sacerdote dicesse: Aggiungete melagrane ai campanelli affinché, in tutto ciò che dite abbiate a conservare con attenta considerazione l’unità della fede.
                      Inoltre, le guide delle anime debbono provvedere con sollecita cura, non solo a non fare assolutamente discorsi perversi e falsi, ma a non dire neppure la verità in modo prolisso e disordinato, perché spesso il valore delle cose dette si perde quando viene svigorito, nel cuore di chi ascolta, da una loquacità inconsiderata e inopportuna.
                      (…) Perciò anche Paolo, quando esorta il discepolo ad insistere nella predicazione dicendo: Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che giudicherà i vivi e i morti, per il suo avvento e il suo regno, predica la parola, insisti opportunamente, importunamente (2 Tim. 4, 1-2); prima di dire importunamente premise opportunamente, perché è chiaro che nella considerazione di chi ascolta, l’importunità appare in tutta la sua qualità spregevole se non sa esprimersi in modo opportuno.

                    6. Sagge parole che potremmo certo applicare ad ognuno di noi…
                      Una chicca poi la conclusione: “…prima di dire importunamente premise opportunamente, perché è chiaro che nella considerazione di chi ascolta, l’importunità appare in tutta la sua qualità spregevole se non sa esprimersi in modo opportuno.” 😉

                    7. …Bariom:
                      “Poi il mondo si convertirà, perché vedendo aspirerà a possedere questa bellezza del vivere, o ancor più ci odierà perché pietra d’inciampo? Questo Dio solo lo sa… ma anche nella tremenda prospettiva del martirio, sappiamo non c’è sconfitta, né morte e conosciamo il valore Salvifico del sangue dei Martiri, lo stesso valore del Sangue di Cristo versato per noi, perché seppure quel sangue fosse il nostro, Lui lo ha accomunato al Preziosissimo Suo.”

                      Con tutto il rispetto per te e per gli altri fedeli seguaci del blog…scendi dal pulpito!

                    8. Giusi

                      E io devo parlare l’italiano che piace a te e Bariom deve scendere dal pulpito….. Qualche altra richiesta?

  32. vale

    beh, che talvolta venga frainteso mi pare evidente( non voglio dire che sia impreciso nelle sue affermazioni….).altrimenti il cardinale Meisner non gli avrebbe suggerito di essere più preciso nelle sue chiaccherate informali o interviste.

    “ha detto Meisner alla radio pubblica tedesca. “Gli ho detto che il suo pronunciarsi nella forma delle interviste e di brevi dichiarazioni lascia molte domande senza risposta, che invece dovrebbero essere spiegate in modo più ampio”. Francesco, ha aggiunto il porporato, “è rimasto sorpreso e mi ha chiesto di fargli qualche esempio. E io gli ho parlato di quanto da lui detto durante il viaggio di ritorno in aereo da Rio a Roma”. Punto dolente, le frasi sulla riammissione dei divorziati risposati ai sacramenti, comunione in testa. Parlare troppo di misericordia, inoltre, è pericoloso: “Si rischia di coprire con quella parola tutti i fallimenti umani”. A quel punto – racconta sempre l’arcivescovo di Colonia – il Papa ha “risposto in maniera molto energica che lui è figlio della chiesa e non ha detto nulla se non ribadito gli insegnamenti della chiesa”. La misericordia, ha chiarito Francesco nel vis-à-vis con Meisner, “deve corrispondere alla verità o non può essere definita misericordia”. Inoltre, se c’è qualche questione teologica in sospeso, “c’è la congregazione per la Dottrina della fede”, ha aggiunto Bergoglio. Insomma, per dubbi o domande specifiche, c’è monsignor Gerhard Müller, il custode dell’ortodossia messo lì da Joseph Ratzinger e tra i primi monsignori di curia a essere confermati dal successore. ”

    “Il Foglio 1 gennaio 2014 matteo matzuzzi

  33. LIRReverendo

    Ricordatevi queste umili parola.
    I giochi incominceranno quando il Papa emerito Benedetto XVI sarà chiamato alla Casa del Padre. A buon intenditor poche parole.
    LIRREverendo

    1. Se è come ho scritto qui sopra ieri (e lo dovrebbe essere, per VOI, Socci permettendo) di che avete paura?
      A me mi sembra sempre la solita ( vostra) drammatizzazione apocalittica incombente sui popoli!
      Se da una parte c’è gli apocalittici ecologistizzanti algoritmici, dall’altra c’è quelli escatologizzanti teleologici!

      1. LIRReverendo

        PLs Parlare come mangiare, anche perché se mangi così pesante lo stomaco ne risente.
        Mi sembra di rivivere quel fantozziano passaggio: analoggico….
        Cosa dice filosofiazzero? Quello che dice filosofiazzero.
        Cosa dice filosofiazzero? Quello che dice fiolosofiazzero.
        Più che analoggico, mi sembra escatologgico. Scatole permettendo.
        LIRReverendo

  34. 61Angeloextralarge

    Questo post è particolare: passano i giorni ma ancora ci si torna… e i commenti sono risaliti ai numeri di qualche tempo fa…

  35. Pingback: È la stampa bellezza!

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