La ricchezza della realtà

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«La realtà è un’unità a molti livelli. Posso percepire un’altra persona come un aggregato di atomi, ma anche come un sistema biochimico aperto in interazione con l’ambiente, o come un esemplare di homo sapiens, come un oggetto di bellezza, o come qualcuno i cui bisogni meritano il mio rispetto e la mia compassione, o infine come un fratello per cui Cristo è morto.

Tutti questi aspetti sono veri e coesistono in maniera misteriosa in quell’unica persona. Se ne negassi uno, significherebbe che sminuisco sia quella persona che me stesso, che tento di capirla; significherebbe non rendere giustizia alla ricchezza della realtà.»

John PolkinghorneRiduzionismo, in DISF, vol. II, pp. 1235-1236.

19 pensieri su “La ricchezza della realtà

  1. Giancarlo

    La realtà più vera e profonda dell’essere umano è l’essere persona, cioè quella realtà che ci separa e ci distingue dagli animali e che ci rende simili a Dio. Cosa significa essere persona? Secondo me ci sono tre elementi che caratterizzano l’essere persona: l’autocoscienza, cioè il sapere di esistere; poi la capacità di distinguere tra bene e male; infine la volontà, cioè la capacità di determinarsi a prescindere dai bisogni del corpo e dagli istinti. Se ci fate caso nessuna di queste caratteristiche è oggetto di ricerca scientifica, proprio perché sono peculiarità di natura spirituale che quindi sfuggono alla ricerca scientifica.

    L’articolo di Umberto Fasol, di cui Piero fornisce il link, mostra in maniera abbastanza chiara i limiti della ricerca scientifica nel comprendere l’essere umano. La ricerca scientifica riesce a presentare il cervello dell’uomo come un sofisticatissimo computer, in grado di gestire il corpo, i segnali dei sensi, gli istinti, le emozioni, i sentimenti. Ma non riesce a rendere ragione delle scelte compiute dalla persona, della sua capacità di distinguere il bene dal male, del suo profondo, insopprimibile bisogno di senso, del suo interrogarsi su se stessa e sul mondo. Né sa capacitarsi, la ricerca scientifica, della capacità dell’uomo di alzare lo sguardo al cielo, delle sue aspirazioni, del suo anelito all’infinito.

    Per questo motivo, oggi, i riduzionisti arrivano a negare il libero arbitrio, perché non sanno ricondurre questa capacità dell’uomo al suo cervello e, dunque, la negano. A proposito dell’autocoscienza, che è un’esperienza comune a tutti e che non può essere negata, dicono, invece, che si tratta di un “fenomeno emergente” dalla complessità della rete neuronale. Sulla capacità di distinguere tra bene e male hanno sentenziato semplicemente che il bene ed il male non esistono e che si tratta solo di opinioni. E così dell’uomo resta solo il suo corpo, le sue voglie.

    Qualcuno però ha detto che… la bellezza salverà il mondo.

  2. …ma nemmeno sarebbe sufficiente “ridurre” l’essere umano (o persona o che altro) a essere fratello in Cristo degli altri esseri umani che levano lo sguardo al cielo o all’infinito eccetra.

    1. Sara

      Infatti! Chi l’ha detto? Al contrario c’è scritto: “tutti questi aspetti sono veri e coesistono” e se negassimo anche uno solo di questi aspetti, etc., etc. …

  3. 61Angeloextralarge

    “Tutti questi aspetti sono veri e coesistono in maniera misteriosa in quell’unica persona”: nessuna di queste realtà può essere presa in considerazione escludendo le altre… nemmeno una.
    “Se ne negassi uno, significherebbe che sminuisco sia quella persona che me stesso”: giustissimo! Non solo sminuisco gli altri ma anche me stesso.
    Mi propongo di rimurginare queste due frasi. Ottima scuola di vita.

  4. “In base ai suoi studi Du Bois-Reymond perviene a una concezione materialistica, meccanicistica e deterministica della realtà. Da questo assunto egli parte per condurre un’opposizione netta a qualsiasi forma di vitalismo, ancora molto forte nell’Ottocento anche in fisiologia, e per alcuni aspetti persino in ripresa rispetto al secolo precedente, vedendo poi verso fine secolo l’emergere del pensiero di grande successo di Bergson. Egli radicalizza invece sempre più il suo pensiero in direzione meccanicistica e deterministica, rilanciando anche il determinismo ontologico di Laplace e coniando l’espressione “Universo di Laplace” per indicare la concezione meccanicistica e deterministica della dinamica cosmica. Però in Du Bois-Reymond emerge anche un profondo scetticismo gnoseologico circa la possibilità di penetrare a fondo i misteri della natura e della vita, e da questo il suo noto aforisma “Ignoramus et ignorabimus”

    [Wikipedia, Du Bois-Reymond] .

  5. La realtà delle cose e ancor più delle persone, è che tutte possono essere strumento per la mia conversione. 😉
    (Quindi – se lo sono – non solo degne di rispetto, ma direi anche di gratitudine…)

      1. Giancarlo

        No caro, l’ideologia è una costruzione teorica che non tiene conto della realtà. Noi cristiani, invece, guardiamo la realtà in tutta la sua complessità, senza riduzionismi e senza ideologie. L’ideologia è invece tipica dei laicisti. Esempi tipici di ideologie sono l’ideologia del gender, l’animalismo, l’ecologismo, il veganismo, il comunismo, il nazismo, il socialismo. In fondo lo stesso riduzionismo è una ideologia che vorrebbe ridurre la realtà alla somma dei suoi elementi.

        Vedi Alvise, noi cristiani sappiamo che la realtà è stata creata da Dio, per cui, quando guardiamo alla realtà, ne ricerchiamo il senso, il significato. Non ci sogneremmo mai di interpretare un aspetto della realtà senza preoccuparci che la nostra interpretazione abbia un senso armonico con tutto il resto. Siamo quindi immuni dalle ideologie perché, qualunque idea possiamo farci della realtà, essa non può prescindere dal presupposto di avere un significato armonico con tutto il resto. Voi atei, invece, vi ostinate a negare che la realtà abbia un senso perché, se la realtà ha un senso, allora diventa difficile negare che sia un progetto e, se c’è un progetto… Tuttavia, negare che la realtà abbia un senso espone al grave rischio di costruire ideologie, arte nella quale siete insuperabili.

  6. franci.rossi

    il feto, una persona in coma, una persona gravemente handicappata,una persona con sindrome genetica…sono persone dotate di autocoscienza,possono distinguere il bene dal male, sono libere di agire la loro volontà ?eppure sono persone:basta guardare la realtà,la loro faccia …è realtà …non c’è bisogno di definizioni filosofiche !a quelle si ricorre x giustificare la disumanita’di certa scienza e di un certo pensiero comune il cui scopo forse è quello di manipolare le coscienze per ottenere la vittoria del male.

    1. Giancarlo

      Certo, una persona in coma è una persona che, accidentalmente, non è in grado di agire la propria volontà. Io sono però convito che la sua volontà continui ad esistere, anche se non è più in grado di manifestarla. Sono anche cosciente però che questa mia convinzione (che la mente, o se vuoi l’anima, continua ad esistere anche con il cervello spappolato) è di natura filosofica e quindi non potrà essere dimostrata scientificamente.

    1. Giancarlo

      Il finalismo è una filosofia che interpreta la realtà tenendo conto del suo significato. Se io, che sono un finalista, osservo le ali di un uccello, concludo che le ali servono per volare. Se invece le osservi tu, concludi che gli uccelli volano perché casualmente hanno le ali.

      1. …anche il marxismo è una filosofia che interpreta la realtà tenendo conto del suo tendere verso la fine del capitalismo
        (un messianesimo secolarizzato, è stato anche definito, a ragione o a torto)

  7. 1 credo che siamo d’accordo che tutti siamo egualmente consapevoli della meraviglia e della bellezza e della complessità del mondo (a prescindere dalle ideologie).
    2 se c’è qualcuno che pensa di essere in possesso della visione giusta e vera del mondoi io non sono tra queste
    persone.
    3 se il materialismo riduzionistico è una ideologia allora lo è anche lo spiritualismo deistico.
    4 osservo le ali di un uccello e noto che è con quelle che lui vola. Come è col becco che mangia e che canta.
    Come noi è con le parole che diciamo (per lo più) fesserie. [l’evoluzionismo non è materia di credo, ma una semplice ipotesi per cercare di spiegare l’origine dellla differenza tra le specie animali. Non ne farei materia di scomunica]

    1. Angelina

      Ecco Alvise, mi chiedo che cosa tu consapevolmente ritenga esempio di meraviglia e bellezza. Per te, o per tutti allo stesso modo. Sarei estremamente interessata, ci sarà qualcosa di bello persino nel tuo particolare orizzonte, immagino.

    2. LIRReverendo

      @filosofiazzero: Io questo atteggiamento lo chiamo relativismo antropologico. E’ più facile e liberante definirsi animali che persone. Quest’ultime sono tali in quanti esseri in relazione tramite la parola, la coscienza, e le scelte.
      Invece di parlare con istico o ismo di continuo, meglio fare silenzio, dove si ha la possibilità di mettersi in ascolto. Forse tra un cip cip e un bau bau, un cra e cra e un muu muu, potresti sentire una brezza leggera che ti vuole svegliare dall’inganno, e nella percezione di vivere la libertà dei figli di Dio, avrai la certezza di chi sei: unico, irripetibile e amato.
      Buone elucubrazioni, anche se il tempo non è infinito.
      Sempre per te LIRReverendo

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