La feriale Epifania

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 di Mario Barbieri

Conosciamo tutti bene il significato di questa Festa dell’Epifania.

Epifania: manifestazione, apparizione, venuta, presenza divina. Conosciamo il senso del giungere dei Magi, i sapienti guidati, ma direi illuminati, dalla stella. Dei loro doni a Gesù: oro (omaggio alla Sua regalità), incenso (omaggio alla Sua divinità) e mirra (anticipazione della Sua futura sofferenza redentrice). E assieme ai doni, l’adorazione, l’adorazione per quel Bimbo Dio, l’ammirazione e lo stupore per la manifestazione di Dio …un dio che in fondo, a loro resta in parte, sconosciuto e misterioso.

Sono tante altre le “epifanie” che Dio concede. Perché, seppure come Epifania noi ricordiamo e festeggiamo principalmente questa, di epifania nella Scrittura si può parlare in tanti altri episodi: quello del Roveto ardente, quello del Mar Rosso (che pure e già simbolo della Pasqua), ma anche quello del Battesimo di Gesù al Giordano, come anche il Miracolo delle Nozze di Canaan.

L’insieme di queste Epifanie e il fatto che i Magi, venendo da lontano, incontrino un Bimbo e la Sua Famiglia, in circostanze che non disvelano loro completamente il Mistero del Dio Incarnato, mi fanno pensare alla nostre feriali epifanie… o per meglio dire, le epifanie che Dio concede alla nostra vita. Epifanie che ci vedono a volte “spettatori” o come i Magi, “adoratori”. Epifanie in cui Dio si rivela a noi come nel Roveto ardente, ci chiama, si mostra, ci interpella, o ci “trascina” oltre il Mar Rosso, con fatti seri e concreti. Epifanie in cui Cristo si mostra a noi, con il miracolo fisico o morale, con la Sua Misericordia, con la sua presenza… e potremmo pensare anche all’epifania dell’Eucaristia.

Poi, a Dio piacendo, ci sono le epifanie che ci vedono protagonisti, o meglio, strumenti e “servi inutili” evangelicamente parlando… quelle epifanie in cui Dio sceglie di mostrarsi agli altri, attraverso le nostre misere persone, che proprio perché misere e limitate, divengono Segno dell’Opera di Dio, perché chiunque comprende che “quell’opera” non può venire da noi.

Tutte le volte che Dio ci concede il Dono di testimoniarlo con atti concreti, non tanto a parole, nell’accettazione della malattia, della prova, della croce. Nella capacità del perdono, nell’accettazione della persecuzione, della calunnia, dell’ingiustizia, della precarietà. Tutte le volte che rendiamo bene al male, quando non ci facciamo giustizia da soli. Tutte le volte che il nostro agire testimonia che la Morte è stata sconfitta, che i nostri beni non sono qui su questa terra (dove ruggine e tignola li consumano), che VERAMENTE Dio è il nostro Dio e che per Lui siamo Figli.

In tutte queste occasioni è Epifania, epifania per questo mondo, per chi ci sta accanto, che forse non comprende del tutto la natura, il mistero, di questo Dio, di questo Dio fatto Uomo che ha scelto di mostrarsi nelle nostre piccole vite quotidiane. Eppure si rende visibile, perché si vede che non siamo noi, che ciò che avviene va oltre le nostre deboli forze, il nostro peccato, la nostra limitata intelligenza. E così i nostri feriali magi, i nostri cari, i nostri colleghi, i nostri vicini sconosciuti, seguono una luce, una stella, un richiamo del loro cuore, per arrivare alla grotta, ad un umile luogo, l’umile dimora delle nostre vite.

Personalmente ne ho visti feriali magi, portare doni… portare doni di gratitudine e di riconoscenza, portare ciò che avevano di più prezioso e tornare lodando Dio.

Perché lì, in quella Storia, in quella Persona, in quella Famiglia, si è fatta Epifania.

7 pensieri su “La feriale Epifania

  1. Davide

    Davvero bella questa riflessione sull’Epifania, in particolare questo passaggio:

    “Tutte le volte che Dio ci concede il Dono di testimoniarlo con atti concreti, non tanto a parole, nell’accettazione della malattia, della prova, della croce. Nella capacità del perdono, nell’accettazione della persecuzione, della calunnia, dell’ingiustizia, della precarietà. Tutte le volte che rendiamo bene al male, quando non ci facciamo giustizia da soli. Tutte le volte che il nostro agire testimonia che la Morte è stata sconfitta, che i nostri beni non sono qui su questa terra (dove ruggine e tignola li consumano), che VERAMENTE Dio è il nostro Dio e che per Lui siamo Figli.
    In tutte queste occasioni è Epifania, epifania per questo mondo, per chi ci sta accanto, che forse non comprende del tutto la natura, il mistero, di questo Dio, di questo Dio fatto Uomo che ha scelto di mostrarsi nelle nostre piccole vite quotidiane”

    Allora, l’augurio che faccio a tutti (me per primo) è quello di vivere tante EPIFANIE FERIALI in questo 2014!

  2. Colpisce come la manifestazione di Dio venga per lo più accolta, nelle Scritture, più da coloro che non ne sarebbero i primi o i “papabili” destinatari, secondo “logica” o ciò che parrebbe conveniente.

    Così lo stesso Gesù si rivolse agli astanti in un altro episodio che potremmo citare tra le “epifanie”: “Vi dico anche: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elia, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elia, se non a una vedova in Sarepta di Sidone. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eliseo, ma nessuno di loro fu risanato se non Naaman, il Siro”. Tanto fu lo scandalo che volevano buttarlo giù dal monte.
    Così per il Natale, primi testimoni gli “impuri” pastori. Così nell’Epifania chi ha percorso chilometri e chilometri? Fondamentalmente degli “atei”, pagani, astronomi o più propriamente astrologi, in un tempo in cui scienza e magia erano certamente maggiormente legati.

    E chi distava pochissimi chilometri (la distanza tra Gerusalemme e Betlemme), non fa un passo per mettersi in ricerca, per andare a visitare il Bimbo Gesù, a vedere un “prodigio”.
    I saggi, i colti, i sapienti, i custodi della Legge, i destinatari della Promessa, non muovono un passo.
    Neppure quella serpe di Erode, che aveva ben più di un valido (per lui) motivo per “mettersi alla ricerca”, muove un passo – o lo fa muovere ai suoi… Si affida ad un subdolo e a suo parere, sottile inganno, per scoprire dove trovare il Bimbo.

    E così ancora una volta, la Manifestazione di Dio, la Sua Epifania, passa oltre e ad altri.

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