Perché continui a sbattere contro quel muro?

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di Stefano Bataloni

Cari amici, cara Silvana(*) e Annamaria(*), cari Alessio(*) e Rufina(*), oggi vorrei fare qualcosa di insolito, qualcosa, forse, di sconveniente. Vedete, si parla tanto di questi tempi di morale, di filosofia, di giurisprudenza, di ideologie, insomma di massimi sistemi; si fanno tanti giri di parole, ci si confronta ma si cerca sempre di rimanere al di qua di quella linea sottile che separa il generale dal particolare, il sociale dal personale.

Questa volta, invece, io voglio varcare quella linea. Mi sono stancato di teorie e discorsi in astratto; oggi voglio andare al sodo, parlare a voi, domandare a voi, scendere nell’intimo, il vostro, ma anche per capire il mio. Continua a leggere “Perché continui a sbattere contro quel muro?”

Siamo figlie della fecondazione eterologa

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di Benedetta Frigerio   Tempi.it

Dolce e Gabbana? Avevano ragione loro. I bambini devono nascere da un padre e una madre e non in laboratorio, perché «la vita ha un corso naturale e ci sono cose che non dovrebbero essere cambiate». È ciò che pensa Alana Newman, 28 anni, «nata con lo sperma di uno sconosciuto per fare piacere a mia mamma» e «usata come una sorta di strumento per risolvere le sue mancanze».

Newman è una delle tante figlie della fecondazione eterologa e parlando a tempi.it individua una fondamentale differenza rispetto a chi nasce naturalmente: «Io sono stata comprata. Mia mamma fece letteralmente shopping, pagando per me e per mio padre». Newman non si è mai sentita «accolta ma fabbricata. Sono cresciuta pensando che il mio ruolo nel mondo fosse quello di soddisfare i desideri degli altri a discapito dei miei diritti, come ad esempio avere un padre». Continua a leggere “Siamo figlie della fecondazione eterologa”

I papà sono insostituibili

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di Giuliana Zimucci

Una ragazzina di 11 anni piange perché non ha un papà. Non piange a casa davanti alle sue due mamme, no. Non ce la farebbe a spiegar loro, da cui pure si sente voluta bene, cosa le manca, forse perché anche lei non sa bene cosa significhi questa mancanza. Solo la avverte quando sta insieme alle sue amiche che raccontano cos’hanno fatto nel fine settimana coi loro genitori.

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Il destino del fuco

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Non esiste comunione senza filiazione. Senza un legame verticale gli uomini non riusciranno mai ad unirsi gli uni agli altri.
(Hervé Pasqua)

La vita umana al tempo della sua riproducibilità tecnica. Di questo parla il primo romanzo della milanese Susanna Manzin, Il destino del fuco (D’Ettoris Editori, Crotone 2014).
Il racconto, godibile e di facile lettura, si rivela presto un ingegnoso espediente per sviscerare le implicazioni antropologiche e le ricadute esistenziali della fecondazione artificiale – o Procreazione Medicalmente Assistita, per dirla col linguaggio falsamente neutro dell’antilingua (reso ancor più asettico dal semplice uso della sigla PMA). Continua a leggere “Il destino del fuco”