Conosco Uno che può salvarti la vita

di admin @CostanzaMBlog

Dopo i recenti fatti di Lavagna riproponiamo questa lettera di Eleonora pubblicata quasi un anno fa.

il blog di Costanza Miriano

Devin Leonardi Two Friends on the Shore of Long Island, 2009 Acrylic on paper Devin Leonardi
Two Friends on the Shore of Long Island, 2009
Acrylic on paper

di Eleonora Barberio

Caro amico mio,
dovrei studiare greco e ripassare fisica in questo momento, ma penso che sia più importante scriverti qualche parola. Vedo nei tuoi occhi tante domande senza risposta, una rabbia soffocante, un desiderio incredibile di amore e tanti tanti dubbi. Più volte mi hai detto di essere stufo dei soliti discorsi sempre più banali del genere “il latino e il greco aprono la mente” o sul “bisogna rispettare tutti indistintamente dal colore della pelle, religione, lingua e bla bla bla”. Come darti torto, ti capisco bene.

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14 commenti to “Conosco Uno che può salvarti la vita”

  1. la fede smuove le montagne.

    ma dove sta scritto che debba essere la fede nel Dio cristiano?

  2. naturalmente non garantisce il successo in Questo mondo. neppure se ultrastudi o ti impegni alla stakanov.

    “Per fare carriera bisogna smettere di lavorare”

    il merito non porta né al successo né ad essere amati ( dal mondo, s’intende. nota mia).

    E’ la tesi estrema e provocatoria di Laszlo Barabàsi.

    con le sue ricerche che partono dallo studio delle reti, il fisico della complessità, ungherese, studiando i sistemi sociali attraverso strutture matematiche, ha cambiato la ricerca sul cancro,previsto l’espansione di epidemie,ecc.

    “Il merito non porta né al successo né a essere amati. i comportamenti che non tengono conto di questa premessa, a meno di un colpo di fortuna, sono destinati all’insuccesso.”

    su “panorama” pag.44

  3. “Inchiodato a se stesso dall’egoismo, l’individuo non appare più che come una quantità trascurabile, sottomessa alle leggi dei grandi numeri […] grazie alla conoscenza delle leggi che li reggono.

    Così il progresso non è più nell’uomo, è nella tecnica, nel perfezionamento dei metodi capaci di permettere un utilizzo ogni giorno più efficace del materiale umano”.

    bernanos.

    riportato da blondet in : http://www.maurizioblondet.it/bernanos-robot-ossia-progresso-apocalisse/

    • Purtroppo i link dal sito di Blondet finiscono sempre nello spam. Che strano eh? 😦

      • eh, la prossima volta lo scrivo solamente( con citazione fonte) e non lo linko… ( della serie : fatta la legge,trovato l’inganno ) 🙂

  4. mi è andata in spam un’aggiunta….

  5. Ieri sera, mentre cercavo invano di far dormire il mio Tomaso che saltava alle 22 sul divano come un grillo, dopo aver stancamente visto che aveva fatto il Napoli a Madrid, mi sono trovato improvvisamente davanti tutt’altre immagini.Un funerale, una bara, una folla nella scalinata della chiesa di S.Stefano di Lavagna, a 6 km da dove abito. Volti noti, quelli dei sacerdoti di Chiavari, del bravissimo giovane don Andrea, che ben conosco, cappellano (fra le altre cose) dell’Entella. Un ruolo (ci confidava una sera in una omelia durante la Messa che presiedeva per la ns comunità’) che cerca di sfruttare più che altro per aiutare questi ragazzi, così sperduti, tanti di loro non italiani, che giocano a calcio, alcuni studiano, cercano un senso a tutto ciò che vivono.Volto noto, a suo tempo lo conoscevo piuttosto bene, quello di papà Marco. Ex giornalista sportivo di una emittente locale. Quando anch’io ero giornalista sportivo a Il Secolo XIX e avevamo modo di incrociarci, da colleghi… Piangeva, abbracciato a sua moglie. Sì, sua moglie, nel momento di condividere questo dolore. Anche se molti scrivono la sua ex moglie. Mi sono venute le lacrime agli occhi, anche se Tomaso non se n’è accorto. Ma non piangevo solo per loro o per il ragazzo. Mi commuovevano quei giovani, ragazzine, compagni di calcio, quelli che vedi sfrontati sui treni, o che camminano un po’ a gambe larghe in “caruggio”, ridacchiando, sguaiati, qualche volta purtroppo bestemmiando, spintonandosi e che mi mettono (a me, 52enne!) persino soggezione… Erano lì come dei topini tremolanti, un bacio alla mano e un bacio alla bara. Occhi smarriti, persi nel vuoto, abbracci disperati. In queste tragedie ci si scopre tutti deboli e indifesi. Anche noi cristiani, ci mancherebbe. Tutto affonda, ma chi ha conosciuto Lui sa che può tendere il braccio verso una mano che non ti lascia solo. E sperimenta nel dolore più straziante una Pace e un odore di Vita Eterna, di Paradiso che esiste. Noi lo abbiamo sperimentato, o personalmente o attraverso un fratello, un amico di Fede, una testimonianza. Allora viene davvero da piangere per questi ragazzi. Davvero sarebbe da dire a tutti quello che scrivete voi: “Conosco uno che può salvarti …”… Sarebbe da gridarlo, da “costringerli” a conoscerlo. Da scuoterli. E lasciare un po’ da parte la timidezza, il falso rispetto, il parlare in punta di piedi per non “urtare”… Mi torna a mente quel che scrivevo 2 gg fa sulla necessità dell’Annuncio. Un solo annuncio salva davvero, Gesù Cristo. Io spero che la Chiesa, i pastori, i parroci dal pulpito domenicale, i catechisti nelle salette parrocchiali, i laici, noi, io, ricominciamo a dare un Nome a questa àncora di salvezza. Lasciare da parte le metafore, le circonlocuzioni, gli zig zag spirituali, i discorsi sui valori, sull’autostima, sull’amicizia e il rispetto, sulle responsabilità e sulla crescita umana.E gridare a tutti che è Gesù Cristo che salva, che aspetta questi ragazzi e che li ama così come sono. Come diceva a Tor Vergata san Giovanni Paolo II, in quella sua memorabile catechesi. “E’ Lui che cercate, quando ….” Se l’ho sperimentato io (e tanti giovani come me, un po’ di anni fa) non migliore di nessuno, anzi, privilegiato per famiglia, amicizie, agiatezza, come si può stare tranquilli di fronte a tragedie come queste, essenzialmente dovute a un Incontro non avvenuto? Giuseppe

    • Giuseppe, come hai ragione!
      Le tue parole mi hanno fatto ricordare un’intervista di don Giussani che mi aveva particolarmente colpito, perché in essa avevo trovato alcune considerazioni che mettevano a fuoco il grande problema del mondo cattolico di oggi. Il brano dell’intervista che più mi aveva colpito era il seguente:

      «Del resto già Eliot aveva qualcosa da dire con una certa sicurezza di sé quando si domandava: “È l’umanità che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato l’umanità?”. Ma come fa un uomo del mio tempo, un uomo di questo tempo, parlando di cultura, usando la parola cultura, a non tener presente questa frase qui?! Dimentica i quattro quinti del mondo».
      È una critica alla Chiesa o all’umanità?
      «Tutti e due, tutte e due, perché innanzitutto è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa, perché se io ho bisogno di una cosa, le corro dietro, se quella cosa va via. Nessuno correva dietro».
      E la Chiesa quando ha abbandonato l’umanità?
      «La Chiesa ha cominciato a abbandonare l’umanità secondo me, secondo noi, perché ha dimenticato chi era Cristo, non ha poggiato su… ha avuto vergogna di Cristo, di dire chi è Cristo».

      http://www.tracce.it/?id=266&id2=235&id_n=6659

      Sempre don Giussani, in un altro libro (“Affezione e Dimora”), afferma: «profeta e testimone è lo stesso: gridare davanti a tutti». Non è vero che bisogna testimoniare Cristo solo con la vita e non anche con le parole per paura di urtare i non credenti e i fedeli delle altre religioni. San Paolo diceva:

      «Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero» (2 Tim 4, 1-5).

      L’umanità ha bisogno di Cristo, il grande pericolo per il mondo oggi non è il riscaldamento globale ma l’allontanamento da Dio, dalla Sua Verità, fatto di cui vediamo ogni giorno di più gli effetti negativi in una società sempre più votata all’individualismo e al materialismo. L’uomo è un essere spirituale che non trova appagamento in alcuna delle promesse terrene e noi cristiani dobbiamo dirlo che è Cristo la risposta a tutti i bisogni dell’uomo, altrimenti non lo farà nessuno e la povertà spirituale di questa umanità già parecchio in agonia crescerà a dismisura.

  6. Studiare il greco antico tiene lontano dalla droga. La mente greca e’ razionale, indagatrice. Esplora il reale e ne ricava gioia, conosce il mondo, trae dall’uomo il suo meglio, vede nella ragione un riflesso divino. Per un giovane e’ una avventura esaltante.

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