Vegliamo nella vita, in piedi nelle città, a Roma per il Family Day

di admin @CostanzaMBlog

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 23-24 gennaio in piazza per la famiglia

Il momento è arrivato. Il prossimo 28 gennaio è previsto l’inizio della discussione al Senato del testo sulle cosiddette “unioni civili”, un disegno di legge che demolisce l’istituto del matrimonio. Con questo testo il matrimonio diventa la legittimazione di una mera unione sentimentale, fondata sull’emotività e il figlio diventa un diritto, un oggetto da possedere legittimamente. Questo testo dunque smantella la famiglia, cellula base della nostra società, quindi smantella le nostre radici e il nostro futuro.

Di fronte a questo, in questo momento storico, ciascuno di noi è interpellato personalmente e chiamato ad una presa di posizione pubblica.  Stare a guardare significa legittimare la dittatura del sentimentalismo spinto che ogni giorno ci viene già propinato dai media, piegati alla cultura dominante. Oggi siamo di fronte al passo successivo, alla legittimazione, alla nobilitazione, di un’unione unicamente sentimentale, la legge italiana certificherà che questo è buono, e lo farà per altro sulle basi di una menzogna.

Non c’è legge infatti che renda uguali due realtà differenti. Illudere che questo possa avvenire in nome di un “sentimento” è una presa in giro innanzitutto di chi crede, in questo modo, di trovare la felicità, ma soprattutto di chi comincerà a pensare che il matrimonio sia un istituto basato sulle emozioni o le preferenze sessuali, perdendo il senso dell’impegno permanente, della fedeltà e della responsabilità, vero scopo del matrimonio a garanzia della continuità delle generazioni.

Non possiamo accettare che questo avvenga senza aver preso una posizione pubblica, innanzitutto nella nostra vita, poi nelle piazze della nostra città questo fine settimana con le veglie delle Sentinelle in Piedi, poi il 30 gennaio a Roma con il Family Day.

Non c’è infatti altro modo di cambiare la storia se non quello di scriverla personalmente, di metterci la faccia lì dove viviamo come da oltre due anni facciamo vegliando nelle piazze e svegliando le coscienze, non c’è altro modo se non testimoniare davanti ad altri che non siamo disposti a rinunciare al Bene Comune, che inizia innanzitutto con il bene vero di ciascuno di noi.

A nulla servirà il tentativo dei media di silenziarci, di ignorarci, il popolo resiste e si prende lo spazio pubblico, nelle nostre città innanzitutto e poi a Roma il prossimo 30 gennaio. Non è più possibile fingere che non ci sia una resistenza vigile, un’amicizia feconda, che non è disposta a bersi le menzogne del potere.

La famiglia non è una delle tante opzioni possibili per costruire la società, il matrimonio non è “una modalità di vivere l’amore”, il figlio non è mai un oggetto, l’amore non è una pulsione sessuale e la tendenza sessuale non definisce le persone. Ripetiamo, il matrimonio è una reciproca donazione, esclusiva, di un uomo e una donna che si compiono nell’apertura alla generazione ed educazione di nuove vite.

 

Da Nord a Sud il popolo è pronto per ritrovarsi in piazza a Roma il prossimo 30 gennaio per la manifestazione organizzata dal Comitato Difendiamo i Nostri figli poiché, pur non avendo mezzi di comunicazione a disposizione, abbiamo il nostro corpo, la nostra faccia, e siamo pronti a giocarci per amore per l’uomo e per il Bene Comune.

 

In preparazione del grande Family Day a Roma del prossimo 30 gennaio dunque, scaldiamo i motori

 

Ascoli Piceno, domenica 24 piazza Simonetti h 17.00

Bari, domenica 24 piazza del Ferrarese h 17.30

Bergamo, sabato 23 Sentierone h 16.00

Biella, domenica 24 via Italia (ang. Battistero) h 16.00

Bisceglie (BT), domenica 24 piazza Margherita h 11.30

Bolzano, sabato 23 piazza Mazzini h 10.30

Brescia, sabato 23 piazza Vittoria h 16.30

Cagliari, sabato 23 piazza della Costituzione h 18.00

Campobasso, sabato 23 corso Vittorio Emanuele (distretto militare) h17.00

Cantù (CO), domenica 24 piazza Garibaldi h 11.00

Casalmaggiore (CR) domenica 24 piazza Garibaldi h 17.00

Catania, sabato 23 piazza Università h 18.00

Cesena, sabato 23 piazza del Popolo h 16.30

Cosenza, domenica 24 piazza dei Bruzi h 17.30

Cremona, domenica 24 piazza Duomo h16.30

Salò (BS), domenica 24 piazza Serenissima h 15.30

Fabriano (AN), domenica 24 piazza del Comune h 17.00

Fano (PU), sabato 23 piazza Amiani (ex Luigi Rossi) h 17.00

Foggia, domenica 24 corso Vittorio Emanuele h 11.15

Fossano (CN), domenica 24 piazza Manfredi h 16.30

Genova, sabato 23 largo Eros Lanfranchi h 17.30

Imperia, domenica 24 viale Matteotti (davanti al municipio) h 16.30

Ivrea, sabato 23 piazza di Città h 16.15

La Spezia, sabato 23 piazzetta del Bastione h 17.00

Latina, domenica 24 piazza della Libertà h 17.00

Macerata, domenica 24 piazza della Libertà h 15.00

Mantova, domenica 24 piazza Sordello h 16.00

Matera, sabato 23 piazza Vittorio Veneto (davanti al Banco di Napoli) h 20.15

Milano, sabato 23 piazza XXV aprile h 16.30

Modena, domenica 24 piazza Mazzini h 16.30

Padova, sabato 23 piazza Cavour h 10.30

Parma, sabato 23 in piazza della Steccata h 10.00

Perugia, domenica 24 piazza IV novembre h 11.00

Piacenza, sabato 23 piazza Cavalli h 16.00

Pordenone, sabato 23 piazza XX settembre h 16.00

Salerno, sabato 23 corso Vittorio Emanuele (angolo via Velia) h 19.30

Santeramo in Colle (BA), sabato 23 piazza dott. Simone Giuseppe h 17.00

Sassari, sabato 23 piazza d’Italia h 15.30

Savona, domenica 24 piazza Mameli h 17.00

Senigallia (AN), sabato 23 piazza Roma h 16.30

Siena, sabato 23 piazza del Campo h 16.30

Taranto, domenica 24 piazza della Vittoria h 17.30

Termoli (CB), domenica 24 piazza Monumento h 19.00

Torino, sabato 23 piazza Lagrange h 17.00

Trento, sabato 23 piazza Cesare Battisti h 15.00

Trieste, sabato 23 piazza della Repubblica h 17.00

Udine, domenica 24 piazza San giacomo h 11.00

Mestre(VE), sabato 23 piazza Ferretto h 11.00

Verbania, sabato 23 piazza Ranzoni h 16.00

Verona, domenica 24 piazza Bra h 17.00

Villa San Giovanni (RC), sabato 23 piazza Rosario h 17.00

Viterbo, sabato 23 piazza del Plebiscito (Piazza del Comune) h 18.30

 

Date in continuo aggiornamento su www.sentinelleinpiedi.it

 

Non c’è civiltà che non nasca dall’unione uomo-donna. 

Non c’è felicità dove c’è una legge ingiusta. 

Il matrimonio non è un diritto, é il fondamento della nostra società e noi siamo pronti a difenderla insieme, in piedi, in piazza.


 

Su facebook: Sentinelle in piedi

info@sentinelleinpiedi.it

sentinelle

17 commenti to “Vegliamo nella vita, in piedi nelle città, a Roma per il Family Day”

  1. Finalmente Costanza
    Io sto con le sentinelle

  2. L’ha ribloggato su Leonida & Co.e ha commentato:
    Siamo resistenti!

  3. ecco. va bene la cei che appoggia il family day.

    ma dare anche un’occhiatina a certi preti ,no?

    http://www.campariedemaistre.com/2012/03/corsi-e-ricorsi-del-dissenso-cattolico.html

    di Marco Mancini
    Corsi prematrimoniali per coppie omosessuali. Questa l’ultima trovata di don Alessandro Santoro, cappellano della comunità di base delle Piagge di Firenze

    http://www.lanazione.it/cronaca/2012/03/09/678512-santoro_coppie_corsi_prematrimoniali.shtml

  4. Progrediamo cosi’ saggiamente che siamo arrivati al punto etico, religioso di dover definire anche le leggi naturali e morali di che cosa sia una vera famiglia. Andiamo molto bene, anzi meravigliosamente bene , mentre Sodoma e Gomorra ci guardano perplesse dicendoci : ma non avete ancora capito niente?. Sto pensando se mi devo comperare un abito bianco da sposa o no. Poi viene il Padrone di casa e risistema il mazzo di carte facendoci capire di nuovo cos’e’ una santa famiglia come la creata e voluta Lui.Paul

    • Paul, la legge non si occupa di “definire” cosa sia una “vera famiglia”. Si occupa esclusivamente di questioni burocratico-anagrafiche. La “vera famiglia” potrai continuare a definirla tu come meglio credi.

  5. “Con questo testo il matrimonio diventa la legittimazione di una mera unione sentimentale, fondata sull’emotività”

    Scusate, perchè adesso, invece, cos’è secondo voi? (parlo dell’istituto giuridico, ovviamente, non del sacramento).

    • “Scusate, perchè adesso, invece, cos’è secondo voi?”

      È la protezione che lo stato accorda alle unioni che sono in grado di procreare, cioè di dare una discendenza alla nazione, ovvero la prima cosa di cui si deve preoccupare uno stato (perché primum vivere, deinde philosophari; in altre parole, tutto quello che uno stato dispone con le proprie leggi, indipendentemente che sia giusto o sbagliato, opportuno o inopportuno, è perfettamente inutile se prima di tutto la nazione, che è sia il soggetto che sostiene lo stato, sia l’oggetto della sua tutela, è destinata ad estinguersi).

      • @Vale Il problema non è tanto il prete uscito di testa; è il vescovo che non lo caccia definitivamente, considerando anche che è recidivo. Questo è uno degli effetti della malintesa misericordia, che tanto misericordiosa poi non è nei confronti dei semplici che subiscono gli errati insegnamenti di questi pazzoidi.

        • Si cosa anche caro Fabrizio? E mi duole dirlo perché mi trattengo sempre molto dal fare simili affermazioni… è anche segno della grave disubbidienza da alcuni preti ai propri vescovi (ovviamente anche partendo da fatti minori, ma come ben si sa, se non si è fedeli nel poco…) e non si creda sia tanto semplice “cacciare” un prete (uso “cacciare” perché lo hai usato tu…). 😐

          • Il “si ” iniziale era un “sai”…

            • Sì Bariom, comunque i mezzi ci sono: per esempio gli togli la parrocchia, gli intimi di ritirarsi a riflettere in monastero, per non parlare della sospensione a divinis o la riduzione allo stato laicale. Poi magari se ne frega e continua a fare quello che faceva prima, ma almeno nei confronti del popolo è chiaro che si è messo fuori dall’ortodossia e in disubbidienza al vescovo. Chi continua a seguirlo, a quel punto sa senza dubbio che tipo di responsabilità si prende.

              • Non ho detto non ci siano i mezzi, ho detto non è cosa facile anche appunto per questioni “minori” (fidati… )
                In linea di principio, assolutamente concordo 😉

                • Mah, Bariom, penso di sapere a cosa ti riferisci con quel “fidati”… ne ho visto anch’io di cose. Ma ho visto preti spostati di parrocchia non per molto meno, ma semplicemente per niente, nel senso che non avevano nessuna colpa, solo per questioni di opportunità. Con comunità che si opponevano, ma con il vescovo che ha semplicemente esercitato legittimamente la sua autorità.

                  Comunque, ora vediamo cosa succederà al prete savonese agli onori della cronaca, già crocifisso dai media… il quale, peraltro, potrebbe avere pure la ragione dalla sua.

  6. oddio, siamo nell’anno del giubileo della misericordia. diciamo che un periodo-più o meno lungo,visto i precedenti: lunghetto- di riflessione e preghiera in qualche eremo potrebbe servire…. forse.

  7. Qualcuno preferirà pensare “a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle” in quanto “chi ama la res publica avrà la mano mozzata”.
    Io ci sarò, con questo libro:
    http://www.rubbettinonews.it/ecco-perche-io-omosessuale-non-adottero-mai-un-bambino/

  8. COMUNICATO DELLE SENTINELLE IN PIEDI DI GENOVA

    Per motivi di ordine pubblico, la veglia genovese delle Sentinelle in Piedi di domani, sabato 23 gennaio, è stata spostata in Piazza della Vittoria, presso lo slargo sotto le Tre Caravelle, dalle 17.30 alle 18.30.
    Le Sentinelle non si lasciano intimidire, e continuano a vegliare, a Genova per la nona volta.
    Vegliano anche di fronte all’arroganza di chi è disposto a calpestare i diritti dei più deboli e le regole elementari della democrazia, pur di imporre a tutti una propria visione ideologica.
    Vegliano consapevoli del grande risveglio popolare in atto, che sta riportando al centro il valore della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, e sta aprendo gli occhi riguardo al pericolo di leggi che, col pretesto di estendere diritti ed eliminare discriminazioni, in realtà minano le fondamenta della società e della convivenza civile.
    Il prossimo 28 gennaio è previsto l’inizio della discussione al Senato del testo sulle cosiddette “unioni civili”, un disegno di legge che demolisce l’istituto del matrimonio. Con questo testo il matrimonio diventa la legittimazione di una mera unione sentimentale, fondata sull’emotività e il figlio diventa un diritto, un oggetto da possedere legittimamente. Questo testo smantella la famiglia, cellula base della nostra società, quindi smantella le nostre radici e il nostro futuro.
    Di fronte a questo, in questo momento storico, ciascuno di noi è interpellato personalmente e chiamato ad una presa di posizione pubblica. Stare a guardare significa legittimare la dittatura del sentimentalismo spinto, che ogni giorno ci viene già propinato dai media, piegati alla cultura dominante. Oggi, siamo di fronte al passo successivo, alla legittimazione, alla nobilitazione, di un’unione unicamente sentimentale. La legge italiana certificherà che questo è buono, e lo farà sulle basi di una menzogna.
    Non c’è legge infatti che renda uguali due realtà differenti. Illudere che questo possa avvenire in nome di un “sentimento” è una presa in giro innanzitutto di chi crede, in questo modo, di trovare la felicità, ma è una presa in giro anche di chi incomincerà a pensare che il matrimonio sia un istituto basato sulle emozioni o le preferenze sessuali, perdendo il senso dell’impegno permanente, della fedeltà e della responsabilità, vero scopo del matrimonio a garanzia della continuità delle generazioni.
    Non possiamo accettare che questo avvenga senza aver preso una posizione pubblica, innanzitutto nella nostra vita, poi sabato a Genova con la veglia in Piazza della Vittoria, infine il 30 gennaio a Roma con il Family Day.
    Non c’è infatti altro modo di cambiare la storia se non quello di scriverla personalmente, di metterci la faccia lì dove viviamo come da oltre due anni facciamo vegliando nelle piazze e svegliando le coscienze, non c’è altro modo se non testimoniare davanti ad altri che non siamo disposti a rinunciare al Bene Comune, che inizia innanzitutto con il bene vero di ciascuno di noi.
    A nulla servirà il tentativo dei media di silenziarci, di ignorarci. Il popolo resiste e si prende lo spazio pubblico, a Genova, sabato 23, e poi a Roma, il prossimo 30 gennaio. Non è più possibile fingere che non ci sia una resistenza vigile, un’amicizia feconda, che non è disposta a bersi le menzogne del potere.
    La famiglia non è una delle tante opzioni possibili per costruire la società, il matrimonio non è “una modalità di vivere l’amore”, il figlio non è mai un oggetto, l’amore non è una pulsione sessuale e la tendenza sessuale non definisce le persone. Il matrimonio è una reciproca donazione, esclusiva, di un uomo e una donna, che si compiono nell’apertura alla generazione ed educazione di nuove vite.
    Da Nord a Sud il popolo è pronto per ritrovarsi in piazza a Roma il prossimo 30 gennaio per la manifestazione organizzata dal Comitato Difendiamo i Nostri figli poiché, pur non avendo mezzi di comunicazione a disposizione, abbiamo il nostro corpo, la nostra faccia, e siamo pronti a giocarci per amore per l’uomo e per il Bene Comune.
    In preparazione del grande Family Day a Roma del prossimo 30 gennaio dunque, scaldiamo i motori
    Tra il 23 e 24 gennaio, insieme a Genova, veglieranno anche le città di: Imperia, La Spezia, Savona, Ascoli, Bari, Bergamo, Biella, Bisceglie, Bolzano, Brescia, Cagliari, Campobasso, Cantù, Casalmaggiore, Cesena, Cosenza, Cremona, Salò, Fabriano, Fano, Foggia, Fossano, Imperia, Ivrea, Latina, Macerata, Mantova, Matera, Merano, Mestre, Milano, Modena, Padova, Parma, Perugia, Piacenza, Pordenone, Salerno, Santeramo in Colle, Sassari, Senigallia, Siena, Somma Vesuviana, Taranto, Termoli, Torino, Trento, Trieste, Udine, Verbania, Verona, Villa San Giovanni, Viterbo.
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