Resistenti bisogna essere

di autori vari

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“La libertà innanzitutto, la libertà è l’uomo. Questo è il cristiano, nella storia questo è il cristiano, e se non è così non è cristiano. Resistenti bisogna essere. Come resistenti? Resistenti, resistenza. Rivoluzione: è un rivoluzionario, e un rivoluzionario deve essere combattuto. Qual è l’unica risposta all’omologazione? Fare la rivoluzione. Non è un concetto mio, è un concetto di Gesù, è la prima parola detta da Gesù: ‘Cambiate mentalità’, cambiate modo di giudicare, di vedere, di sentire, di gustare, di amare, di fare le cose. Non possono non odiarti, amica mia, perché non sei come loro.
Non è che tu nasca contro di loro, anzi nasci per gridare quello che loro desiderano nel loro cuore originale, che hanno soffocato perché plagiati anche loro; e vorrebbero plagiare te.

Tu gridi in modo tale da risvegliare, se fosse possibile, nel loro cuore, l’assetto originale, la ragione, desiderio di piena spiegazione, di verità e di pieno godimento, di felicità; tu gridi in modo tale da risvegliare questi sentimenti costitutivi di ciò che la Bibbia chiama il cuore dell’uomo, che in loro tutti e in tutto il mondo di oggi è soffocato… Il cristiano entra dentro la folla del mondo dicendo il contrario degli altri: afferma che la vita è responsabilità, è libertà, che la vita dell’uomo dovrà render conto di questa libertà e di questa responsabilità…”

Luigi Giussani, “Realtà e giovinezza. La sfida” (SEI –  1995)

41 commenti to “Resistenti bisogna essere”

  1. La rivoluzione è la rivoluzione del cuore dell’uomo e non la lotta armata.

    «Allora per che cosa siamo qui?»[…]
    Continua don Giussani: «Noi siamo nel mondo per gridare a tutti gli uomini: “Guardate che è tra di noi una presenza strana; tra di noi, qui, ora, c’è una presenza strana: il Mistero che fa le stelle, che fa il mare, che fa tutte le cose […] è diventato un uomo, è nato dal ventre di una donna […]”. Noi siamo al mondo, perché a noi e non ad altri è stato reso noto che Dio è diventato un uomo. C’è un uomo tra di noi, venuto tra di noi duemila anni fa e rimasto con noi (“Sarò con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”), c’è un uomo [tra di noi] che è Dio. La felicità dell’umanità, la gioia dell’umanità, il compimento dei desideri tutti dell’umanità è Lui che lo porta alla fine; lo porta alla fine per coloro che Lo seguono».

    L. Giussani, In cammino (1993-1998)

  2. L’utilizzo specioso delle citazioni di don Giussani operato da questo sito è francamente irritante. A parte l’aspetto di semina di zizzania (di cui si occuperà Dio nel suo giudizio sulle singole persone) vi è un tentativo di arruolamento di Giussani in battaglie dal tono apocalittico che sono quanto di più lontano dal carisma di CL e da ciò che Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco hanno indicato e indicano a CL come compito nella storia.
    Auguro ogni bene al Family Day, ma chiedo che si smettano queste scorrettezze.

    • Non credo che la “buona battaglia” (nel senso di san Paolo) possa essere molto lontana dal carisma di CL e dalle indicazioni dei sommi pontefici citati.

      Quanto all’Apocalisse, forse sarebbe meglio evitare di dare a questa parola solo il senso che le dava Enrico Montesano tanti anni fa.
      🙂

    • Ma cosa c’è adesso non si può nemmeno più leggerlo e citarlo liberamente Giussani? Utilizzo pernicioso? Qualcuno ha la coda di paglia mi sa…

      Lo faccio contento subito. E cito anche il Papa se mi è consentito. Rispetta il mio giudizio.

      “Ma che cosa fa la famiglia di fronte a tutta la forza di una società che ha in mano tutta l’area della famiglia attraverso la televisione? Che cosa fa di fronte alla scuola, in cui un insegnante può fare tutto ciò che gli pare e piace, manomettendo la coscienza del bambino come gli pare e piace (e questa azione è sistematica)? Che cosa fa di fronte alla pubblicità? Una famiglia non può resistere da sola. Perciò la preoccupazione educativa di una famiglia è intelligente e umana nella misura in cui si rassegna a uscire da un comodo, anche meritato, per stabilire rapporti che creino una TRAMA SOCIALE che si OPPONGA alla trama sociale dominante […] Giovanni XXIII indicava la libertà di associazione come uno dei dieci diritti fondamentali dell’uomo. Scrive ancora Giovanni Paolo II: «Siamo mandati come popolo. L’impegno a servizio della vita grava su tutti e su ciascuno» […] C’è un momento della vita in cui, magari attraverso l’esempio di altri, o mobilitati dal senso di impotenza di fronte al dovere di un certo comportamento, la fede appare come qualcosa di interessante non solo per l’eternità, ma anche per questa vita”.

      (don Luigi Giussani, ottobre 2000, cfr. ”Il miracolo dell’ospitalità” Piemme 2012, pp.129-130)

      “Come sapete, da alcuni anni stiamo riflettendo e ci interroghiamo su come trasmettere la fede alle nuove generazioni della città che, anche a seguito di alcune ben note vicende, ha bisogno di una vera e propria rinascita morale e spirituale. E questo è un compito molto forte. La nostra città deve rinascere moralmente e spiritualmente, perché sembra che tutto sia lo stesso, che tutto sia relativo; che il Vangelo è sì una bella storia di cose belle, che è bello leggerlo, ma rimane lì, un’idea. Non tocca il cuore! La nostra città ha bisogno di questa rinascita. E questo impegno è tanto importante quando parliamo di educazione dei ragazzi e dei giovani, per la quale i primi responsabili siete voi genitori. I nostri ragazzi, ragazzini, che incominciano a sentire queste idee strane, queste colonizzazioni ideologiche che avvelenano l’anima e la famiglia: SI DEVE AGIRE CONTRO questo. Mi diceva, due settimane fa, una persona, un uomo molto cattolico, bravo, giovane, che i suoi ragazzini andavano in prima e seconda elementare e che la sera, lui e sua moglie tante volte dovevano “ri-catechizzare” i bambini, i ragazzi, per quello che riportavano da alcuni professori della scuola o per quello che dicevano i libri che davano lì. Queste colonizzazioni ideologiche, che fanno tanto male e distruggono una società, un Paese, una famiglia”.

      (Papa Francesco, giugno 2015, Apertura del Convegno Ecclesiale della Diocesi di Roma)

    • Socci uno che CL la conosce bene, dalla pagina facebook:


      Antonio Socci pagina ufficiale

      CL? OGGI UN PANORAMA DI ROVINE E DI MORTE SPIRITUALE !!!
      .
      E CARRON CHE FARA’ ? ORA CHE, UNA DOPO L’ALTRA, TUTTE LE ASSOCIAZIONI CATTOLICHE ADERISCONO AL FAMILY DAY, CARRON FARA’ L’ULTIMO PASDARAN DI GALANTINO ISOLANDOSI DA TUTTI GLI ALTRI CATTOLICI?
      SI ANNUNCIA A ROMA UNA MAREA UMANA.
      RESTERANNO FUORI E CONTRARI SOLO LORO DUE, CARRON E GALANTINO?
      MANCO UNA PARTITA A TRESSETTE POSSONO FARE… CHE TRISTEZZA!
      AL LINK QUA SOTTO POTETE LEGGERE COSA SCRIVEVA IL MENSILE DEL MOVIMENTO, “TRACCE” PER IL FAMILY DAY DEL 2007, QUELLO A CUI ANCHE CL, INSIEME AGLI ALTRI GRUPPI CATTOLICI, ADERI’.
      ERA LA CL DI GIUSSANI.
      A QUEL TEMPO CARRON NON ERA ANCORA RIUSCITO A PRENDERE I PIENI POTERI E A RIDURRE IL MOVIMENTO ALLO STATO COMATOSO IN CUI SI TROVA OGGI, COMPLETAMENTE SCOMPARSO DA DECINE DI ATENEI E DALLE SCUOLE. ORMAI INSIGNIFICANTE E INESISTENTE FRA I GIOVANI E NELLA VITA PUBBLICA.
      SU CARRON E’ SEMPRE PIU’ ATTUALE PER ME QUELLO CHE DI LUI MI DISSE DON GIACOMO TANTARDINI, UNO DEI FIGLI SPIRITUALI DI GIUSSANI: “CARRON NON C’ENTRA NIENTE CON NOI…”.
      IN EFFETTI E’ STATO MESSO LI’ COME TRANSIZIONE INDOLORE E INCOLORE. DOVEVA RESTARE SOLO TRE ANNI (QUESTO VOLEVA GIUSSANI) PER FAR DECANTARE LA SITUAZIONE E INVECE SI VA VERSO UNA SUCCESSIONE A VITA CHE ORMAI HA STRAVOLTO IL DNA DI CL.
      UN MOVIMENTO ORMAI ANNICHILITO

      http://www.tracce.it/?id=266&id2=265&id_n=7865

      • Non discuto sui contenuti (rispetto ai quali sono in perfetto disaccordo) ma i toni che Antonio usa sono inaccettabili, un uomo consumato dal livore e annebbiato nello sguardo. I tuoi non sono molto diversi da quello che scrivi e da come lo scrivi. Urlare non ti mette dalla parte della ragione.
        IL movimento sta benissimo, gode di ottima salute in tutto il mondo, in Italia ci consumiamo su queste beghe di cortile e perdiamo Cristo.

        • Io mi dissocio da Socci. Dal suo livore. Ma Socci lo ha citato Giusi con cui mi sono già “scontrato” su questo sito. Io preferisco il Santo Padre e il suo richiamo: “don Giussani non vi perdonerebbe mai che perdeste la libertà” per diventare “impresari” di una ong. Sono parole non casuali. A me don Giussani ha insegnato a viverw il cristianesimo nei suoi accenti fondamentali e originali. Mi ha insegnato una religiosità autentica irriducibile a qualsiasi potere fosse anche ecclesiastico come diceva lui. Vedere tanto conformismo, vedere confondere i piani, la legge ideologica di un governo che vuole aprire le porte dell’ordinamento al mercimonio di donne e bambini, con il dramma delle persone, alle quali certo non mi sottrarrò mai dall’andare incontro, fa male.

          • Sinceramente Giusi, bisogna vedere con che occhio si legge (o orecchio si ascolta…).

            Non mi pare Carron dia dei placet o altro… semplicemente spiega quale sia la spinta profonda che spinge l’Uomo ad una ricerca di pienezza e di felicità.
            Spinta e ricerca che se non centra il bersaglio (peccato) produce spesso l’effetto esattamente contrario.
            Non c’è quindi una approvazione dell’obbiettivo di questa ricerca (nel caso specifico le unioni civili omo e tutto ciò che ne consegue…), ma semmai un occhio misericordioso verso la spinta profonda che muove costoro, che è la stessa che muove ciascuno di noi, solo che alcuni di noi hanno la Grazia di orientare questa inquietudine verso il sommo bene che è Dio.

            Se una critica si può muovere, è semmai a una della frasi poste a preambolo “Chi sostiene il progetto reclama il riconoscimento di nuovi diritti; chi vi si oppone lo fa per difendere diritti tradizionali.
            Qual è la causa dell’asprezza dello scontro in atto? Una parte dell’opinione pubblica rivendica questi nuovi diritti come una conquista di civiltà, un’altra li considera un attentato ai valori fondanti la civiltà occidentale.”.

            Direi che c’è ben altro in gioco che “un attentato ai valori fondanti la civiltà occidentale” (SIC) e per come Carron pone le due questioni o “fazioni”, una parrebbe equivalente all’altra.

            E di nuovo: ” L’insoddisfazione può essere risanata con l’approvazione di una legge? Tanti credono di sì. Questo spiega la lotta accanita per approvarla. D’altra parte, chi ritiene che questo mini le basi della società si oppone spesso con lo stesso accanimento, senza riuscire a sfidare minimamente, anzi, alimentando, la posizione che combatte.”

            Questa mi pare disanima decisamente discutibile che nuovamente non riconosce il vero valore che muove le discese in piazza come quelle del Family Day, anzi pare dipingere azioni come queste come perdenti in partenza o addirittura controproducenti.
            Se poi ogni appartenente a CL dovesse muoversi secondo questa analisi, beh… verrebbe a mancare un bel pezzo di Chiesa (ma non credo sarà così…).

            Aspetto positivo della lettera (che va ovviamente letta per intero) è ricordare la centralità della figura di Cristo, o meglio della fondamentale svolta possibile solo con l’incontro di Cristo con l’Uomo, anche e soprattutto quell’Uomo inquieto che cerca altrove la risposta a tutti i suoi bisogni e inquietudini.

            http://www.tracce.it/default.asp?id=411&id_n=51976

            • Don Abbondio con Renzo e Lucia fu più chiaro.

              • La lettera di Carron è semplicemente il nulla. Non dice niente. Si barcamena, perché evidentemente si è sentito “scoperto” dagli ultimi sviluppi, ma io lo leggo come uno che non ha il coraggio di prendere una posizione, perché si fa un sacco di calcoli prima. Discorsi vuoti da politicante. Spero che lo tolgano da dov’è prima che finisca di demolire CL.

                Detto questo, ne approfitto anche per un altro punto importante. Leggo che dopo lo “sfondamento” di Bagnasco molti vescovi hanno preso posizione a favore del Family Day. Bene, ovviamente ci fa gioco, ma attenzione che molte di quelle posizioni non sono per niente cattoliche. Leggo su Avvenire (per esempio):

                «A chi vive altri legami affettivi vanno riconosciuti i diritti individuali della persona. Ma altra cosa sono i diritti propri dell’istituto matrimoniale»

                Se ne dedurrebbe che la famiglia eterosessuale è sì da considerare una cosa a parte, ma nei modi opportuni anche gli altri “legami affettivi” meritano considerazione. Che non vengano vietati dalle leggi dello Stato mi va bene, ma cattolicamente rimangono peccato mortale e va detto chiaro e tondo. Lo Stato può non vietare anche la prostituzione tra adulti consenzienti, la pornografia, il tradimento coniugale, i rapporti sessuali disordinati e le orge, ma tutte queste cose rimangono peccato mortale.

                Cito Costanza dal suo pezzo sul Foglio del 13 gennaio:

                ****
                Inoltre, so che suona scandaloso e ridicolo alle orecchie contemporanee, ma per i credenti è così, la sodomia è un peccato gravissimo, così come l’adulterio, così come non dar da mangiare agli affamati (adesso sembra sia rimasto questo l’unico scandalo). E per questi peccati c’è l’inferno, se non facciamo in tempo a chiedere un perdono sincero, con cuore contrito, con il proposito di non peccare più. Mi dispiace, sono cose pochissimo glamour da scrivere, e ben presto probabilmente anche fuori legge – se fosse passata la legge Scalfarotto sarei in carcere, ho comunque già una lunga pila di libri pronta da leggere, e un cesto pieno di bottoni e rammendi – ma io credo che questo significhi disinteresse e beatitudine: fregarsene bellamente del politicamente corretto, delle conseguenze e degli equilibri politici, e continuare ad annunciare agli uomini la verità su di loro, anche se questo dovesse costare rompere alleanze e accordi.
                ****

                Un vescovo che non dice chiaro e tondo questo, e inoltre dice pure che lo “scontro non è evangelico” (altra fregnaccia che tocca leggere) è un vescovo che tradisce il suo dovere verso il popolo. Facciamo attenzione perché le insidie sono molte e ci si ritrova facilmente sul famigerato 2+2=5 credendo che sia un successo perché si è impedito il 2+2=6. Ma l’unico successo è il 2+2=4, non un epsilon di meno.

                • Infatti. La lettera di Carron mi ha fatto venire in mente quel detto siculo: o nuddu ammiscatu cu nenti. Hai ragione anche sui vescovi. Quelli del nord est al solito si distinguono per ambiguità…..
                  http://www.lastampa.it/2016/01/23/blogs/san-pietro-e-dintorni/vescovi-triveneto-s-al-family-day-FWnicEqF0khQBevXg7wX3J/pagina.html

                  E pure la dichiarazione del Papa che dice di non mischiare la famiglia con le unioni civili non è che sia cristallina come fa notare essendone contento (sigh!) Don Mauro Leonardi

                  http://www.huffingtonpost.it/mauro-leonardi/il-papa-dice-no-alle-confusioni-non-alle-unioni-civili_b_9060372.html
                  .

                  • Il “concordo” era rivolto alla conclusione del commento di Fabrizio, a cui aggiungerei la bellissima lettura delle Lodi di oggi Conversione di San Paolo (rispetto i Pastori, ma riguarda ciascuno di noi):

                    SECONDA LETTURA

                    Dalle «Omelie» di san Giovanni Crisostomo, vescovo
                    (Om. 2, Panegirico di san Paolo, apostolo; PG 50,477-480)
                    Paolo sopportò ogni cosa per amore di Cristo

                    Che cosa sia l’uomo e quanta la nobiltà della nostra natura, di quanta forza sia capace questo essere pensante lo mostra in un modo del tutto particolare Paolo. Ogni giorno saliva più in alto, ogni giorno sorgeva più ardente e combatteva con sempre maggior coraggio contro le difficoltà che incontrava. Alludendo a questo diceva: Dimentico il passato e sono proteso verso il futuro (cfr. Fil 3,13). Vedendo che la morte era ormai imminente, invitava tutti alla comunione di quella sua gioia dicendo: «Gioite e rallegratevi con me» (Fil 2,18). Esulta ugualmente anche di fronte ai pericoli incombenti, alle offese e a qualsiasi ingiuria e, scrivendo ai Corinzi, dice: Sono contento delle mie infermità, degli affronti e delle persecuzioni (cfr. 2 Cor 12,10). Aggiunge che queste sono le armi della giustizia e mostra come proprio di qui gli venga il maggior frutto, e sia vittorioso dei nemici. Battuto ovunque con verghe, colpito da ingiurie e insulti, si comporta come se celebrasse trionfi gloriosi o elevasse in alto trofei. Si vanta e ringrazia Dio, dicendo: Siano rese grazie a Dio che trionfa sempre in noi (cfr. 2 Cor 2,14). Per questo, animato dal suo zelo di apostolo, gradiva di più l’altrui freddezza e le ingiurie che l’onore, di cui invece noi siamo così avidi. Preferiva la morte alla vita, la povertà alla ricchezza e desiderava assai di più la fatica che non il riposo. Una cosa detestava e rigettava: l’offesa a Dio, al quale per parte sua voleva piacere in ogni cosa.
                    Godere dell’amore di Cristo era il culmine delle sue aspirazioni e, godendo di questo suo tesoro, si sentiva più felice di tutti. Senza di esso al contrario nulla per lui significava l’amicizia dei potenti e dei principi. Preferiva essere l’ultimo di tutti, anzi un condannato però con l’amore di Cristo, piuttosto che trovarsi fra i più grandi e i più potenti del mondo, ma privo di quel tesoro.
                    Il più grande ed unico tormento per lui sarebbe stato perdere questo amore. Ciò sarebbe stato per lui la geenna, l’unica sola pena, il più grande e il più insopportabile dei supplizi.
                    Il godere dell’amore di Cristo era per lui tutto: vita, mondo, condizione angelica, presente, futuro, e ogni altro bene. All’infuori di questo, niente reputava bello, niente gioioso. Ecco perché guardava alle cose sensibili come ad erba avvizzita. Gli stessi tiranni e le rivoluzioni di popoli perdevano ogni mordente. Pensava infine che la morte, la sofferenza e mille supplizi diventassero come giochi da bambini quando si trattava di sopportarli per Cristo.

                    • Allora lungi da me fare l’avvocato di Carron, anche perche’non mi sembra sia sotto accusa e io non conosco CL, pero’e diamo a Cesare quel che e’di Cesare mi sembra che la sua interpretazione dei cosiddetti “diritti civili” sia la stessa che se ne da qui in diversi articoli:

                      “Inquieto, come tutti. Tutti tendiamo continuamente a ridurre il nostro desiderio a una immagine creata da noi, perché così pensiamo di avere la soluzione a portata di mano. Ma l’uomo reale non si accontenterà mai. Anzi, il prezzo da pagare è molto alto: soffocare dietro le sbarre della prigione che ci si è costruiti. L’insoddisfazione può essere risanata con l’approvazione di una legge?”

                      OK, dopo quando si arriva al “OK, siamo tutti d’accordo – e adesso cosa facciamo?” e’innegabile che Carron rappresenti una posizione radicalmente diversa dal Family Day, ma forse non inconciliabile, avendo le stesse radici.

                      Piu’problematico da digerire l’articolo di don Leonardi, lo ammetto, ma bisogna riconoscere che almeno due cose chiare le dice:
                      1. Il matrimonio voluto da Dio e’il solo tipo di unione che ci puo’rendere veramente felici, e
                      2. Cio’che e’ “confusione” vuol chiamato con il suo nome, appunto “confusione”.

                      In ogni caso a me le parole del Papa sembrano abbastanza chiare in merito, dopo chi vuole interpretare a suo modo riuscira’sempre a farlo.

                    • @Ola

                      “OK, dopo quando si arriva al “OK, siamo tutti d’accordo – e adesso cosa facciamo?” e’innegabile che Carron rappresenti una posizione radicalmente diversa dal Family Day, ma forse non inconciliabile, avendo le stesse radici.”

                      Ma siccome il cristianesimo non è una filosofia, quanto un modo di essere e di agire consequenzialmente, l’ “adesso cosa facciamo?” è proprio il punto fondamentale. Perché io cosa succederà non lo so: mi pare che tutte le prospettive siano grossomodo equiprobabili; certo è che ce la Cirinnà non passerà, non sarà grazie alle disquisizioni teoriche dei Carron; e se passerà, la testimonianza chiara e diretta in contrasto alla prepotenza dei forti, e la conseguente resistenza che nascerà, non sarà di nuovo grazie alle disquisizioni teoriche dei Carron. E qui il riferimento ai “tiepidi” dall’Apocalisse mi pare inevitabile.

                    • Carron elude il problema dello stopchild adoption, che porterebbe in piazza se ben informato pure un Voltaire. Primo. Secondo: confonde due piani ben distinti, la testimonianza amorevole alle persone omosessuali di una umanità nuova, doverosa, con la testimonianza contro una legge iniqua e antropologicamente devastante, altrettanto doverosa. Terzo ed ultimo: si va sempre più contrapponendo la creazione di umanità diversa con la difesa della legge buona, giudicata inutile a risolvere alcunché. Ma Ratzinger che lui cita spesso, non la pensava così: “Le leggi civili sono principi strutturanti della vita dell’uomo in seno alla società, per il bene o per il male. Esse svolgono un ruolo molto importante e talvolta determinante nel promuovere una mentalità e un costume. Le forme di vita e i modelli in esse espresse non solo configurano esternamente la vita sociale, bensì tendono a modificare nelle nuove generazioni la comprensione e la valutazione dei comportamenti. La legalizzazione delle unioni omosessuali sarebbe destinata perciò a causare l’oscuramento della percezione di alcuni valori morali fondamentali e la svalutazione dell’istituzione matrimoniale”. (cfr.Considerazioni circa i progetti di riconoscimento legale delle unioni tra persone omosessuali). E nemmeno Giussani: “Si è riusciti a far capire all’uomo che se vive è solo per grazia dei potenti. Pensi dunque a bere il caffè e a dare la caccia alle farfalle. Chi ama la res publica avrà la mano mozzata”.(cfr. La coscienza religiosa nell’uomo moderno)

                    • Non avevo ancora letto la lettera di Carron, ma è assurda!!! Sembra scritta da Pannella ubriaco.

      • Durissimo!!

        Si può solo sperare visto quante “ne spara grosse” ultimamente, venga smentito dalla Storia…
        Questo senza voler nascondere il momento di estrema difficoltà che CL pare stia attraversando 😐

      • Giusi socci conosce cl(come tanti altri del resto)ma in qs momento non lo si può citare a sostegno di nessuna tesi,anche qualora azzecchi qualcosa.la frase che cita di tantardini su carron,una delle sue tante scorrettezze “giornalistiche” degli ultimi tempi, basterebbe a palesare l inspiegabile risentimento che ahimè inquina il suo talento e produce tanta confusione.quindi piuttosto andiamo a vedere che dice Giussani,magari senza interpretare le sue parole -come già ottimamente detto da pierre!

  3. Chi vuole assimilare Giussani ad una nuova “scelta religiosa” si scontra non con una interpretazione, ma col vissuto, con tutta la storia di Gs e Cl. In Polonia la piazza non il silenzio fece crollare il comunismo, il potere dei senza potere, lo stesso dei ciellini nelle università dove erano PRESENZA, anche pubblica. La bellezza senza armi È il Family Day. Più di qualsiasi cena con Renzi e con Carrai certamente.

    • (di cui si occuperà Dio nel suo giudizio sulle singole persone)

      Giudizio che per fortuna non tocchera’assolutamente chi riposa sulla granitica certezza di essere nel giusto.

  4. Cara Costanza ti stimo tanto però la prossima volta metti tutta la lettere/ articolo così è solo un pezzo.

  5. Vabbè, lo dico, perché lo penso, soprattutto dopo la notizia della disdetta dell’udienza del Papa a Bagnasco. Mi dà fastidio questo atteggiamento defilato del Papa. Quando si trattò di Lampedusa andò (giustamente) lì a dire “vergogna”, non disse che la cosa riguardava i laici e le leggi dello Stato italiano, né la CEI. Mi dispiace tanto dirlo, ma è così.

  6. …e poi, dopo sconfitti l’omosessualesimo,gli uteri in affitto, l’eutanasia, il divorzio e l’aborto, quali altri sterminati
    territori di caccia si apriranno agli intreprendenti cattolici?

  7. …dimenticavo l’eterna lotta contro il preservativo e affini (per la difesa del più debole, ancora da nascere, ovviamente)!

  8. Bariom:

    …si, hai ragione, siete voi i perseguitati (le prede), come di regola!…

    Tutto cominciò da sposati e sii sottomessa, dal matrimonio benedetto da Dio molto più potente che quello normale e da “che non una goccia di seme vada sprecata”!

  9. …sono un vero babbeo? o un babbeo vero?

    • No, non sei un babbeo… per nulla.
      Ma ti sfugge la dimensione escatologica e cosa realmente c’è in gioco, quale è veramernte lo scontro, quali le forze in campo e di conseguenza, chi è il nemico, chi i perdenti nella sconfitta… sepppure Uno solo sarà il vincitore.

      E’ questione di avere una diversa visone, non di essere babbei.

      • Efesini 6,12

        La nostra battaglia infatti non è contro creature fatte di sangue e di carne, ma contro i Principati e le Potestà, contro i dominatori di questo mondo di tenebra, contro gli spiriti del male che abitano nelle regioni celesti.

  10. …da una parte scendete in piazza contro le forze del male, dall’altra sapete già chi sarà il vincitore.
    (ma io penso che il “vincitore” sarà vincitore su un altro piano, si mi è permesso
    usare questa parola abusata, sul’ultimo piano, verrebbe da dire)

  11. “Circolava ancora una strana teoria lanciata dall’on. Dossetti al suo ritiro dalla vita politica (per motivi e con delle tesi che si rivelarono poi sostanzialmente eterogenee alle mie: l’on. Dossetti sosteneva l’esistenza di un errore ‘semipelagiano’ tra i cattolici, di origini molto antiche e da cui era nato un razionalismo ed un temporalismo ecclesiastico: la via di ripresa era al di fuori dell’ordine civile, laddove per noi il punto fermo era l’apporto della verità e della vita cristiana alla pienezza civile). Tale teoria, che si rivelò un puro strumento tattico, sosteneva che c’era un piano della conservazione, da lasciarsi alla Dc; un piano di rinnovamento, che doveva essere la nostra parte di eredità. (…) La tesi centrale era questa: iniziative morale dei giovani, tendenti ad aiutare lo sviluppo dell’Italia rurale, depressa od arretrata, costituivano la base per un graduale rinnovamento sia culturale che politico del paese. Formare delle coscienze nell’azione per superare la decadenza e la frattura civile del paese ci sembra l’unica via di ripresa. Mi è molto chiara oggi l’immaturità di tale posizione: essa può essere forse valida in un regime totalitario, è certamente sbagliata in un regime libero, com’è nonostante la corruzione il clientelismo, il partitismo, l’attuale regime politico italiano. (…) Uno Stato che sapesse parlare al popolo il linguaggio della verità, in cui fosse qualcosa della divina passione della giustizia: tutto questo palpitava dentro la pagina pontificia, dentro la tradizione cristiana. Perché tutto ciò doveva rimanere annebbiato dalla cospirazione del clericalismo e del laicismo, che la DC congiungeva efficacemente, unendo la passione clericale per il potere delle dottrine laiciste? Perché il nome cristiano doveva essere usurpato dal clericolaicismo? La soffocante commistione e deturpazione della dignità della Chiesa e di quella dello Stato in un connubio in cui da una parte e dall’altra si sacrificavano i principi agli interessi, non poteva cedere il passo ad una reale e pacifica distinzione, secondo il principio fondamentale del Signore in questa mate ira: date a Cesare… quel che è di Cesare ed a Dio quel che è di Dio? Per far questo non era necessario staccarsi di un solo millimetro dalla Chiesa e dalla dottrina cattolica: bastava aderirvi con tutta l’anima, la mente ed il cuore. E al contempo bisognava aderire fermamente all’ordine civile: bisognava essere intransigente contro ogni forza che feriva la città nell’anima, che violava la giustizia, che seminava lo scetticismo, il cinismo e la sfiducia, contro le forze che umiliavano lo Stato e snaturavano la nazione nella sua tradizione classica e cristiana. La verità cristiana, la tradizione classica, le speranze moderne erano fatte per vivere insieme in unità non per contrapporsi. Spezzare la loro unione voleva dire degradare l’umano ed esiliare il divino.”

    (G. Baget Bozzo, I tempi e l’eterno. Intervista su un’esperienza teologica, a cura di C. Leonardi e G. Tassani, Genova, Marietti, 1988, pp. 134-139)

    E’ esattamente l’errore che stiamo ripetendo (un po’ tutta la Chiesa e specialmente un certo movimento,contro il suo dna), separando fede e politica. Dovremmo rileggerci tutti “Cristianesimo e ordine civile” contro i nuovi Dossetti.

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