Una nuova vita interiore

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di Innocenza Laguri

Ricevo da un’amica alcune pagine di una biografia scritta da una psicologa di 88 anni,  Elena  Amisano, morta anni fa.   Il testo da cui  sono tratte si intitola Una vita ritrovata da Dio, Kolbe. Poiché cerco di fare in modo che ciò che leggo diventi un aiuto, un’ipotesi utile e incamminarmi  verso quella spiritualità dell’età anziana di cui diceva papa Francesco, ne riporto in corsivo i passi  che, per me,  più hanno questo valore.

Intanto l’ Amisano sottolinea il fatto che l’invecchiamento fisico  può non andare di pari passo con la realtà psichica e spirituale, realtà che il soggetto può contribuire a determinare traendo dalle circostanze un profitto notevole oppure scarso. Dunque  la vitalità interiore, secondo questa psicologa, può essere presente anche in un grande decadimento fisico.

Ora che sta vivendo il decadimento del corpo, Elena dice di aver capito quanto  la vitalità interiore  sia connessa alla visione della vita che si è avuta e che si ha. Interessante e importante! Di solito si mette insieme decadimento fisico ,demenza, perdita della memoria ecc.

“Se la visione della vita è puramente materialistica o peggio edonistica, man mano che l’età avanza ti demotiva sul piano esistenziale e può causare un ripiegamento su di sé sempre più grave  (l’egoismo degli anziani!)”

Se si è stati aperti al reale, dice Elena, e soprattutto incamminati sulla via della fede, la vecchiaia può diventare occasione di una singolare esperienza. Certo, lei dice, e’ un cammino di grandi svolte, in primis  il declino di ogni attività professionale.  Ma  ne ha visto un senso: la liberazione da un male oscuro che lei descrive come  una perenne insoddisfazione  dovuta al senso dei  propri limiti oppure anche come una volontà di costruire con le sue forze una sua giustizia. Questo velo è caduto perché è divenuto più chiaro, è stato approfondito, il significato dell’affidarsi: non più soltanto accettare la volontà di Dio nei fatti che accadono ma “anche rendersi conto e accettare di essere fragile  e piena di imperfezioni che solo  la grazia può sanare. Differenza importante , meglio rifletterci su parecchio!!!

Elena scrive questo a 88 anni, io ne ho venti di meno , capisco che devo usare il tempo per capire cosa significhi affidarsi (per ciascuno ha una sfumatura diversa, che rischia sempre di sfuggire). Elena poi riprende e completa  quello che ha già detto in merito alla vita interiore.  Parla dello stato d’ansia che prima  le dava il percepire il suo decadimento  mentale “Io credevo di conoscerlo per la mia esperienza professionale, la quale mi faceva cogliere dei sintomi esteriori che sembrerebbero esprimere un impoverimento globale e progressivo di tutte le facoltà psichiche fino alla demenza”.

L’aver messo questa eventualità  nel “si” totale che doveva dire a Dio,  le fa  dire che, seppure   non le riesce di  acquisire nuove nozioni, può però “approfondire il significato di quanto già posseduto  in particolar modo per le verità della fede e la comprensione delle Scritture”.

Cosi “E’ iniziata una nuova vita interiore, nella quale la mente opera non tanto per ragionamenti , ma per improvvise illuminazioni su singole verità che danno di per sé stupore e gioia, e divengono poi possibilità di  nuove sintesi conoscitive del mistero. Questi rimane sempre ineffabile, ma insieme percepibile e sorgente inesauribile  di una misteriosa vita dello Spirito”. Non è cosa che si senta tutti i giorni , al massimo qualche gerontologo esperto consiglia di leggere o..fare le parole crociate.

Riporto ora, con grande rispetto proprio perché mi sono ancora lontane, queste frasi con cui la psicologa  conclude: “Ora ho già compiuto 88 anni. Il Signore tarda chiamarmi a sé. Io lo desidero, ma più ancora desidero che si compia  in me la sua volontà giorno dopo giorno. E non provo ansietà per la morte, perché confido soltanto nella sua Misericordia. Quale grazia la luce della fede! Per lei e non certo per i miei meriti spero dopo la morte di incontrare ‘il volto mite e festoso del Salvatore’ e di cantare in eterno la sua misericordia”.

 

 

4 pensieri su “Una nuova vita interiore

  1. Signori/e suggerisco che un ampia estensione e aiuto ai contenuti della lettera sopraesposta si puo’ trovare in un libro scritto secoli ora sono (+- 1400) che va sotto il titolo comune di: Imitazione di Cristo. Si trovano molti aspetti di noi stessi e come equilibrare il nostro comportamento morale ed etico a qualsiasi eta’ e sotto le piu’ svariate circostanze della vita, assecondando lo stato che ognuno di noi ha nella sua vita. Cordiali saluti, Paul

  2. …(non considerando, però, la forza del carattere, per esempio, e la capacità di adattamento, e altre risorse mentali che potrebbero dimostrare anche gli ex-edonisti.) Purtroppo dopo gli 80 anni (o anche prima) ci si può non solo trovare in stati di sofferenza fisica grave che non lasciano grande spazio al cosiddetto mondo del pensiero, ma anche in preda a un’oscura progressiva demenza. Senza considerare, dicevo, le risorse che tanti umani sono comunque capaci di dimostrare nei momenti più difficili (con la fede o senza, ex-edonisti o meno).

  3. visto e copiato da wikipedia:

    “Egli (Tommaso da Kempis) morì nel 1471 presso il suo monastero. Poiché furono trovate schegge sotto le sue unghie, si dedusse che fosse stato accidentalmente sepolto vivo. Per questa ragione, il processo di canonizzazione non progredì. Si affermò infatti che un santo non avrebbe combattuto la morte, qualora fosse stato prematuramente sepolto.

    Forse era stato un edonista?

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