Cari Padri sinodali

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di Costanza Miriano

Cari Padri sinodali,

sono una figlia della Chiesa e già vi dico che qualunque cosa farete per me sarà fatta bene, per principio. Sono anche una mamma, di quattro figli che stanno crescendo in un mondo entusiasmante – perché vivo e alla ricerca di Dio –, ma sempre più lontano dalla visione cristiana dell’uomo e della storia.

Per questo, cari Padri, pensando ai figli miei e a tutti gli altri che crescono in questo tempo, vengo in ginocchio a dirvi che noi, mio marito, io, e tutti quelli che hanno a che fare con questa materia prima grezza e preziosissima che è la vita umana nei suoi primi anni, abbiamo disperato e urgente bisogno di voi. Abbiamo bisogno di qualcuno che ci aiuti a dire ai nostri figli che la via proposta da Cristo, quello che noi e tanti altri genitori cristiani cerchiamo di vivere – a fatica, con tante contraddizioni, con la povertà e il limite, ma ci proviamo –, è una cosa buona, e non è un parto della nostra fantasia ma viene da una tradizione di duemila anni, e che, anche se a volte richiede eroismo, è possibile, e il fatto che sia faticoso non è segno che abbiamo sbagliato, perché la croce abbracciata per amore è la via del cristiano alla felicità.

Abbiamo bisogno che voi, soprattutto voi, ci aiutiate a non seguire il “mondo senza padri” consegnatoci dallo scorso secolo, mentre  i “saldi” che quella visione propone sono già finiti, mentre i suoi fallimenti sono sotto gli occhi di tutti.Oggi che i “prezzi” del vivere sociale si abbassano ancora di più, aiutate noi e i nostri figli ad alzare lo sguardo, a desiderare di più, a desiderare, appunto, a guardare in alto, fino alle stelle. Abbiamo bisogno di parole che parlino al nostro tempo e abbiamo bisogno che rimanga salda, ancor più che nei secoli precedenti, la roccia sulla quale abbiamo fondato tutto, una roccia di gioia e di sangue: la gioia del Vangelo di Gesù,  il sangue dei veri martiri e dei piccoli martirii quotidiani per essere fedeli nelle nostre vite così comuni e ordinarie. Ne abbiamo bisogno oggi, ancora più che in passato, quando la morale cristiana in qualche modo coincideva, o almeno non collideva, con quella borghese.

venezia Proprio perché molti  non ce la fanno più a vivere nel modo esigente proposto dal Vangelo (<se le cose stanno così, non conviene sposarsi>), abbiamo bisogno di qualcuno che ci dica che invece non solo è possibile, ma è bello e conviene. Abbiamo bisogno di una compagnia di amici che ci sostengano e ci correggano fraternamente e che non ci lascino soli, e questa compagnia è la Chiesa. Abbiamo bisogno di padri che quando noi o i nostri figli andiamo in giro a dilapidare l’eredità, e finiamo a dormire con i porci,non ci assecondino ma ci aspettino. La Chiesa è il posto dove tornare quando si capisce che lì si sta meglio. I nostri figli, e noi con loro, hanno bisogno di padri che vengano incontro e festeggino quando torniamo. A tutti fa bene sapere che c’è almeno un posto dove tornare. Che la casa ha le porte sono aperte.

Abbiamo bisogno di padri che corrano il rischio educativo, cioè il rischio che davanti a una proposta ardua qualcuno, in libertà, se ne vada. Perché di fronte alla libertà dei suoi figli Dio stesso si ferma, figuriamoci se non può farlo la Chiesa che pure è chiamata a essere in cammino, sempre, dietro al suo Signore. Abbiamo bisogno di qualcuno che dica. “Il tuo bene è questo, questa è la via della felicità, ma se tu vuoi prenderne un’altra sei libero”. Dio stesso, Dio-Amore, ha più cara la nostra libertà che la nostra salvezza. Per questo noi genitori abbiamo bisogno di uomini e donne pienamente realizzati da far incontrare ai nostri figli, perché quando crescono cercano fuori conferme di quello che hanno sentito in casa. E questi uomini e donne noi li abbiamo incontrati nella comunità cristiana, la nostra Chiesa che certo non è perfetta, ma che ha dei figli veramente santi. Per questo noi genitori, con il cuore pieno di riconoscenza per il tempo che dedicate ai nostri figli – all’ascolto, all’apostolato, ma anche semplicemente alla vera amicizia fatta di carne e risate e sogni –, vi chiediamo di continuare a essere quello che siete, anzi di esserlo sempre di più, di lavorare sempre di più sulla vostra santità, per avere il coraggio di essere misericordiosi ed esigenti con noi e con i nostri ragazzi. E noi, adesso che vi chiudete dietro le spalle le porte del Sinodo straordinario convocato da papa Francesco, preghiamo per voi.

fonte: Avvenire del 5 ottobre 2014

131 pensieri su “Cari Padri sinodali

  1. Giusi

    Speriamo che ti ascoltino. Io sono meno “santa” e non mi andrà bene qualsiasi cosa ma solo il “modo esigente proposto dal Vangelo”…..

    1. Il Vangelo non si riduce al “modo esigente”…
      Per quello bastava la “Legge Mosaica” (che certo non è stata destituita…)

      1. Giusi

        Bariom mi riferivo a quanto scritto da Costanza sull’argomento specifico del matrimonio: “Proprio perché molti non ce la fanno più a vivere nel modo esigente proposto dal Vangelo ()…….”

        1. Lo avevo capito 😉

          Ciò che intendo – non riferito a te personalmente – è che se oggi la Famiglia e i Matrimoni (e va da sé anche i figli) vivono le crisi che ben conosciamo è anche (si badi “anche”) perché la proposta Cristiana, si è svilita e “abbassata” ad una “richiesta esigente” che si è tradotta in un “si fa così”, “se vuoi essere bravo e buono”…”stringi i pugni e vai avanti”, insomma in un moralismo, in un cristianesimo di facciata.

          E i nostri fallimenti (oltre a quelli certo delle “svendite” e di “saldi” del mondo) stanno lì a dimostrare che la proposta esigente del Vangelo – perché tale è e rimane – si realizza SOLO in un’ottica di profonda conversione, in un rapporto stretto e personale con Cristo, in una conoscenza filiale e amore rivolti al Padre.

          Comprendo, credo, ciò che intendevi: “non sia proposto nulla che – tradisca – il modo esigente del Vangelo” e non posso che concordare, ma questo non può essere fatto come un nuovo – o antico – “caricare un peso sulle spalle dei fedeli”. Nel ribadire e confermare quelli che ormai definiamo “i paletti” di questo percorso. Devono essere indicati i modi CONCRETI di venir accompagnati longo questo cammino, di venir formati e plasmati a immagine di Cristo, che è il senso profondo dell’essere Cristiani, o inevitabilmente “il vivere esigente del Vangelo” mostrerà solo il nostro limite, resterà la Legge incompiuta e non-compibile che già fu del popolo d’Israele.
          Oggi più di ieri, anche perché la morale Cristiana non coincide più con la morale borghese (come scrive Costanza…) e il contrasto si è fatto più duro!
          Di fatto c’è UNO solo che ha compiuto la Legge: Nostro Signore Gesù Cristo – e i Santi di Dio, grazie al Suo Sacrificio e con la forza dello Spirito Santo.

          Il vivere esigente del Vangelo è e rimane la vera e piena realizzazione dell’Uomo, coincide con la sua vera felicità, ma è il punto di arrivo (ammesso ci si possa dire mai “arrivati”).
          Il problema oggi è – cosa sta nel mezzo – tra i nostri personali “punti di partenza” e questo traguardo, perché, considerazione del tutto personale, molte delle strade sino a oggi percorse – ammesso le sia sia realmente e con buona volontà percorse – mostrano terribilmente il loro (e il nostro) limite…
          Questo vale per la vita cristiana credo di ognuno, ma ancor più per i nostri Matrimoni.

  2. ” Per questo noi genitori abbiamo bisogno di uomini e donne pienamente realizzati da far incontrare ai nostri figli, perché quando crescono cercano fuori conferme di quello che hanno sentito in casa. E questi uomini e donne noi li abbiamo incontrati nella comunità cristiana, la nostra Chiesa che certo non è perfetta, ma che ha dei figli veramente santi.”

    Suppongo, vorrei aggiungere, questi uomini e donne che te dici (pienamente realizzati, cosiddetti) sia possibile anche incontrarli fuori della vs. comunità, fuori della visione cattolica dell’uomo e della storia.
    Strada che fai. persone che trovi.

    1. I “cosiddetti” da Costanza (e da me pure ammesso e non concesso interpreti correttamente il suo pensiero), sono i pienamente realizzati nel compiere la Volontà di Dio, che prescinde (ma può coincidere) dalle realizzazioni tipicamente umane, che non sono in sé necessariamente cose non-buone, ma spesso non sono neppure quelle che coincide con la reale felicità dell’uomo.

      Dimostrazione ne sono quanti raggiungono posizioni/traguardi che umanamente, per i più, dovrebbero essere espressione di massima realizzazione, ma che lasciano i “cosiddetti” realizzati, persone profondamente insoddisfatte e infelici, tanto che nei casi estremi arrivano a distruggere la propria vita (mai venuto a conoscenza di simili episodi?).

      Quindi vale in assoluto la famosa parola: «Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.»

      Come quella che invita a farsi “lì” un tesoro, dove ruggine e tignola non consumano… 😉

        1. Ciò che ad Alvise riesce difficile comprendere, ma è la difficoltà di intere generazioni e che fu anche mia, è che la proposta Cristiana, non è una alternativa alla realizzazione dell’Uomo, non è una delle tante proposte belle, buone, interessanti, gratificanti, che ci possono essere sul banco “take-way” della Vita… ma è LA proposta, l’unica che po’ completamente appagare la sete di pienezza e di gioia che alberga nel cuore di OGNI Uomo…

          E’ la “sete di infinito” di cui tanto bene parla Sant’Agostino (anche lui che aveva ben conosciuto l’inseguire dei piaceri del mondo…), quando ci ricorda che il cuore dell’uomo non trova riposo se non in Dio: “Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te.”
          E ancora:
          “Dammi un cuore che ama, e capirà ciò che dico. Dammi un cuore anelante, un cuore affamato, che si senta pellegrino e assetato in questo deserto, un cuore che sospiri la fonte… e capirà ciò che io dico…

          Non è quindi un denigrare, uno sminuire le altrui attese o “realizzazioni” (che sono di ordine “minore” in se stesse), è proporre qualcosa che va al di là e al di sopra delle generiche umane attese.
          La proposta Cristiana ha poi un valore infinito perché promette – e garantisce – la vita in pienezza al di là della presenza o meno di umane gratificazioni, perché la pienezza viene dall’intima unione con Dio e se “hai Dio” (possessivo improprio ma che rende bene il concetto)… “nada te falte” (e “nada te turbe”) 😉

  3. 61angeloextralarge

    Cari Padri sinodali,
    sono una figlia della Chiesa e già vi dico che qualunque cosa farete per me sarà fatta bene, per principio. Anche se non sono una mamma… vi prego, ascoltate le parole di Costanza!
    Costanza… smack! 😀
    Che il Signore, non solo i Padri sinodali, ascolti le tue parole.

  4. vale

    per il momento, nonostante le proteste,il documento degli scout cattolici-agesci- guardacaso è passato senza modifiche.

    Tutto è partito dai contenuti della cosiddetta Carta del Coraggio, documento curato da un gruppo di giovani scout riuniti a San Rossore di Pisa. Questi giovani, che si autodefiniscono “generazione che vuole essere protagonista di un cambiamento nella società”, chiedono all’Agesci di “allargare i propri confini affinché tutte le persone -indipendentemente dall’orientamento sessuale- possano vivere l’esperienza scout “, anche assumendo un ruolo educativo.

    Non solo. Si chiede esplicitamente che l’Agesci si faccia portavoce presso le Istituzioni ecclesiastiche e statali di questo progetto gay friendly: la Chiesa dovrebbe “mettersi in discussione e rivalutare i temi dell’omosessualità” mentre allo Stato viene chiesto di riconoscere giuridicamente le unioni gay, facendo poi riferimento ad un non meglio specificato diritto all’adozione nazionale.

    Poi il documento -com’è di normale prassi- è stato revisionato dai vertici dell’Agesci che hanno lasciato invariato il contenuto fortemente omosessualista dato dal gruppo di giovani scout a San Rossore.

    Ora si sta procedendo celermente alla diffusione della Carta del coraggio a tutti i gruppi scout Agesci in Italia che avranno il compito di incontrare le Istituzioni locali ed ecclesiastiche per renderle partecipi del loro percorso.

    Anche questo fronte -quello del mondo scout – è stato colonizzato dall’ideologia imperante. Avanti il prossimo.

    Redazione

    http://www.notizieprovita.it/notizie-dallitalia/confermata-lapertura-omosessualista-del-mondo-scout/

    http://www.routenazionale.it/2014/09/23/carta-coraggio/

    http://www.routenazionale.it/wp-content/uploads/2014/09/Carta_del_Coraggio_RN2014_OneWay.pdf

    A questo proposito, chiediamo alla Chiesa di accogliere e non solo tollerare
    qualsiasi scelta di vita guidata dall’amore;
    • che l’Agesci non consideri esperienze di divorzio, convivenza o omosessualità invalidanti
    la partecipazione alla vita associativa e al ruolo educativo, fintanto che l’educatore
    mantenga i valori dell’integrità morale;
    • alla Chiesa di mettersi in discussione e di rivalutare i temi dell’omosessualità, convivenza
    e divorzio, aiutandoci a prendere una posizione chiara

    speriamo che al sinodo, dopo il dibattito che comunque si concluderà l’anno prossimo,non si faccia la stessa fine…

    1. “… fintanto che l’educatore mantenga i valori dell’integrità morale.”

      Sta bene… il problema è: quali sono i valori di riferimento che definiscono o possono definire l’ “integrità morale” ?.
      Il problema (non piccolo…) sta qui.

      “Scelta di vita guidata dall’amore…” come sopra. O siamo al “love is love”.

      Devo dire che per personale amara esperienza (ma senza voler per questo ricondurre ad un giudizio “tranche”), una delle mie figlie esprimendo il suo giudizio sull’omosessualità, in un gruppo scuot di cui faceva parte, è stata tacciata di razzismo (omofobia, non era ancora in auge…).
      Che sia successo in un momento di confronto e il giudizio sollevato da sue coetanee, ci può anche stare… l’influenza della mentalità del mondo incide molto sugli adolescenti, ma che fosse presente un educatore con non ha preso alcuna posizione… è un tantino più grave.

      Allora feci rientrare il tutto nella responsabilità di uno o più singoli… certo se le posizioni oggi sono queste ci sarebbe molto da meditare nel scegliere un cammino di formazione per i propri figli…
      Lo dico con tristezza.

      1. Elena Maffei

        Da educatrice, ritengo che lo scoutismo sia il classico esempio del sincretismo occidentale. .. tengo tutto quello che può servire e mescolo un po’… sacerdoti e laici, ripartiamo dagli oratori!

    1. Elena Maffei

      Cari bariom e vale, anche a un generico:dagli scout imparano qualcosa di buono… dall’amore per gli animali alla solidarietà. .. poi qualcuno dovrebbe spiegarmi perché ai cattolici non basta mai il Vangelo ma devono sempre aggiungere qualcosa.
      Per i miei figli non voglio insegnanti o animatori, ma testimoni di vita. Sacerdoti, mogli, mariti che aspirano alla santità. Si può fare.

      1. Cara Elena, il Signore ti benedica per aver scritto, subito dopo “testimoni di vita”: Sacerdoti (e penso anche che valga per Suore nel caso di figlie…).

        Io sono un po’ un un “rompib…” sul tema, ma anche quando ci lamentiamo della crisi di vocazioni, chiedo sempre ” ma quanto preghiamo perché NOSTRO/A figlio/a (non quello degli altri…) venga chiamato dal Signore?”-
        Quanti di noi prospettano (anche solo prospettano) questa possibilità ai figli piccoli quando capita il classico discorso del “cosa farò/farai da grande”? 😉

        1. Elena Maffei

          Pienamente d’accordo: lo Spirito raccogliera’ vocazioni se noi sapremo vivere santamente accanto ai pastori. .. sacerdoti, consacrati… uomini e donne capaci del gesto estremo di rinunciare a molto per Dio. Dobbiamo dirlo ai nostri figli. Basta piagnistei sul clero… l’ha già detto molto bene Costanza qualche articolo fa.

  5. giuliana75

    Come sempre Costanza si distingue per classe e essenzialità.
    Fino adesso non si è sentito altro che “comunione si – comunione no” ai divorziati risposati, dimenticandosi di tutti gli altri molteplici e complicati aspetti che il sinodo si troverà ad affrontare. Invece lei va dritta al cuore. Cari padri, diteci perchè vale la pena mettersi in gioco nel matrimonio, perchè valela pena metter su famiglia, sgobbare e sopportare, se è davvero possibile vivere con pienezza e gioia una scelta che ormai sembra aver perso fascino a meno che non ci diano facili scappatoie. Diteci quello che tutto il mondo non dice. Che è possibile gustare il centuplo quaggiù e assaporare un pezzo di eternità. Diteci che il matrimonio può essere libertà e non gabbia, tomba dell’amore.

    1. …diteci quello che dice vi suggerisce che diciate giuliana75?

      Ma lo diranno di certo! Con la consueta secolare minuziosità clericale cattolica del dire e del non dire mai altro che non sia già stato detto (ovviamente).
      Come potrebbero infatti mai dire nulla di nuovo se tutto è stato già scritto e riscritto e catalogato
      (nella luce dello Spirito Santo)? O sennò, anatema!

  6. Daniela

    …e la sfida è sempre più personale!
    Offriamo questa “passione delle pazienze” per i padri sinodali e il santo Padre….anche il ns sentirci sperduti o il ns non capire….

  7. Giusi

    Puntuale con la Liturgia di oggi il Signore interviene e parla attraverso la lettera di san Paolo apostolo ai Gàlati :

    Fratelli, mi meraviglio che, così in fretta, da colui che vi ha chiamati con la grazia di Cristo voi passiate a un altro vangelo. Però non ce n’è un altro, se non che vi sono alcuni che vi turbano e vogliono sovvertire il vangelo di Cristo.
    Ma se anche noi stessi, oppure un angelo dal cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunciato, sia anàtema! L’abbiamo già detto e ora lo ripeto: se qualcuno vi annuncia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anàtema!
    Infatti, è forse il consenso degli uomini che cerco, oppure quello di Dio? O cerco di piacere agli uomini? Se cercassi ancora di piacere agli uomini, non sarei servitore di Cristo!
    Vi dichiaro, fratelli, che il Vangelo da me annunciato non segue un modello umano; infatti io non l’ho ricevuto né l’ho imparato da uomini, ma per rivelazione di Gesù Cristo.

    Parola di Dio

  8. …i vostri figli, una volta andati via da voi, come è augurabile che tutti figli vadano a un certo momento via dalle loro famiglie, troveranno persone di tutte le specie, cristiani e non cristiani, cattivi e non cattivi, realizzati e non realizzati,
    e dovranno allora da soli capire quello che è buono o cattivo per loro, quello che li arricchirà (non di soldi) e quello che non li arricchirà eccetra, magari con il vangelo in tasca, o sul tavolo, ma da soli. E impareranno, nel confronto con le persone che incontrerranno, a apprezzare (o a non apprezzare) il valore dei genitori, salvo restando il rispetto e l’amore loro dovuto.

    p.s. ma voi mamme cristiane (o sedicenti tali) e non cristiane, glielo avete fatto fare o no il vaccino contro il papilloma virus alle vostre bambine piccole? Come canta Vasco Rossi :”te la prendi te la responsabilta”?

    1. Thelonious

      “come è augurabile che tutti figli vadano a un certo momento via dalle loro famiglie, troveranno persone di tutte le specie, cristiani e non cristiani, cattivi e non cattivi, realizzati e non realizzati,dovranno allora da soli capire quello che è buono o cattivo per loro” , esattamente. Questo è il concetto di “educazione”.
      Educazione alla libertà e alla responsabilità.

    2. Come è giusto che sia Alvise… come è giusto che sia.
      Ma è ciò che avranno appreso e fatto proprio che darà loro la possibilità di avere il giusto discernimento… di arricchirsi ulteriormente di ciò che riterranno buono e respingere ciò che può fare loro solo del male, così come farà di loro testimoni credibili di un bene, che sarà però un bene “comune e condiviso”.
      In questo non saranno e non si sentiranno mai propriamente “soli”.

      Per un genitore Cristiano poi penso che non ci sia gioia più grande che quella di un figlio o figlia, che ti sono grati non tanto e non solo per il padre o madre che sei o sei stato (con tutti i limiti che ognuno ha), ma per aver consegnato loro la Fede o quanto meno, quei semi della Fede che Dio si incarica poi di far crescere e far fruttificare in ognuno, secondo la misura della Sua Grazia.

  9. manu

    Fantastico “articolo/preghiera!!! ti voglio bene cara Costanza!
    una che ha appena festeggiato 25 anni di matrimonio.

  10. Alessandro

    “Forse la nuova coraggiosa via per evangelizzare le coppie sposate (e per estensione i matrimoni futuri dei loro bambini) consiste nel costruire piccole comunità di coppie sposate che si sostengano incondizionatamente nella loro vocazione alla vita matrimoniale.

    Queste comunità potranno costituire dei networks di sostegno fondati sui legami tra fede e famiglia, impegno matrimoniale per la vita e responsabilità reciproca.

    Vorremmo suggerire alcune modalità pratiche per creare e sostenere simili comunità: …

    – Educare i seminaristi. Impartire corsi sulle evidenze fornite dalle scienze sociali sui benefici del matrimonio, le minacce verso di esso, e sulle conseguenze del divorzio e delle convivenze sui bambini e sulla società intera.

    – Preparare i sacerdoti a spiegare nelle loro omelie il valore sociale e spirituale del matrimonio, le sfide che oggi lo minacciano, e l’aiuto delle comunità parrocchiali per i matrimoni in difficoltà. Un recente studio ha riscontrato che il 75 per cento delle donne cattoliche americane dice che l’omelia settimanale è la principale fonte della loro formazione alla fede.

    – Creare piccoli, vivaci networks di forti coppie sposate come mentori a livello parrocchiale, disponibili a dare agli sposi gli strumenti per sostenere buoni matrimoni per la tutta la vita.

    – Educare i parrocchiani alla influenza straordinaria che essi possono avere sul matrimonio di amici e familiari. I dati delle scienze sociali mostrano che la presenza di famiglie divorziate tra gli amici aumenta il rischio di divorzio. Al contrario, i dati suggeriscono che i familiari e gli amici possono aumentare l’impegno nel matrimonio se i matrimoni di coloro che essi amano sono loro di esempio e sostegno.

    Incoraggiare e sostenere la riconciliazione delle coppie sposate che sono separate o hanno divorziato.

    Chiedere ai Vescovi di tutto il mondo di promuovere regolari preghiere per forti e fedeli matrimoni durante le Messe domenicali.

    Sostenere gli sforzi per proteggere quanto è vero e giusto nelle vigenti leggi sul matrimonio, per resistere ai cambiamenti che ulteriormente indeboliscono l’istituzione e rinforzare le leggi che proteggono il matrimonio come unione coniugale di un uomo e una donna, aperti al dono dei figli e da vivere nella fedeltà come fondamento della famiglia naturale.”

    http://www.vanthuanobservatory.org/notizie-dsc/notizia-dsc.php?lang=it&id=2002

    1. Elena Maffei

      In molte parrocchie si fa già. ..si chiamino come volete, gruppi famiglia o altro. Ma servono molto. Certo, quando si va in montagna insieme d’estate anche, anzi soprattutto, il parroco si rimbocca le maniche e lava i piatti. E il sacerdote giovane finita acr giovanissimi riporta a casa tutti i ragazzi con il pulmino. Don Roberto e don Daniele, che Dio ce li conservi, rendono sante le nostre famiglie anche sporcandosi le mani e il cuore con le nostre fatiche quotidiane.

  11. Rosa

    “vi dico che qualunque cosa farete per me sarà fatta bene,,,” Andiamoci piano! Tutti sti sussurri saranno anche pettegolezzi ( e quindi peccato), ma un anico proverbio dice : tanto tuonò che piovve!
    E purtroppo la pioggia se è abbondante mai è positiva

  12. Giusi

    Mah! Aspettiamo le conclusioni. ma le premesse non mi piacciono niente. E Repubblica ci sguazza.

    Da qui il suggerimento di formare, in ogni diocesi, un sacerdote che “possa previamente e gratuitamente consigliare le parti sulla validità del loro matrimonio” evitando “ogni apparenza di un semplice espletamento burocratico ovvero di interessi economici”. Un’altra possibile apertura ai divorziati risposati è la prassi di alcune Chiese ortodosse che prevedono la possibilità di seconde o terze nozze ma “connotate da un carattere penitenziale”. Erdo ha ricordato che nel corso dei lavori del Sinodo si valuterà anche questa ipotesi.

    http://www.repubblica.it/esteri/2014/10/06/news/papa_parlate_con_franchezza-97450181/

    1. Alessandro

      @Giusi, se accetti un consiglio, non seguire cronaca e i commenti giorno per giorno sul sinodo (sovente interessati e partigiani, volti a influenzare i sinodali e il Papa stesso), altrimenti ti viene un coccolone. Conviene tacere, pregare e fidarsi.

      Anche a me, a leggere le interviste delle Eminenze o Eccellenze Kasper (che ormai tracima da ogni dove) Ravasi Tettamanzi Forte Marx Maradiaga Galantino et alii, cade per terra tutto quello che mi può cader per terra (ho già detto più volte su questo sito come la penso).

      Ma nessuno di loro è il Papa. E tieni presente che alla fine di questo Sinodo straordinario non si “deciderà” un bel nulla.

      “Un’altra novità della metodologia sinodale consiste nella Relatio Synodi, cioè il Documento che raccoglie la sintesi dei lavori sinodali e che, dopo gli opportuni ammendamenti dei Circoli minori sarà presentato in Aula nella sua stesura definitiva per l’approvazione dell’Assemblea. Ciò significa che non ci saranno le Proposizioni, come negli altri tipi di Assemblee sinodali.

      Questa Relatio Synodi, una volta approvata dall’Assemblea, sarà consegnata al Santo Padre perché ne disponga a sua discrezione e decisione. Essa sarà anche il punto di partenza per la preparazione della seconda tappa del processo sinodale, cioè la XIV Assemblea Generale Ordinaria da celebrarsi nel mese di ottobre di 2015. In altre parole, tale Relatio diventerà, con i necessari adattamenti, il Documento Preparatorio per l’Assemblea sinodale successiva. Tale documento sarà poi inviato agli aventi diritto, i quali dopo averlo discusso e approfondito, lo rinvieranno alla Segreteria Generale per l’elaborazione dell’Instrumentum laboris della XIV Assemblea Generale Ordinaria.”

      Insomma, questo Sinodo straordinario partorirà un documento che fungerà da base di partenza per il Documento Preparatorio del Sinodo ordinario dell’ottobre 2015. Al termine del quale il Papa, e solo lui, potrà decidere.

      Da qui all’ottobre 2015 (e oltre) c’è un sacco di tempo. Inutile farsi il sangue amaro per un anno intero, inseguendo le dichiarazioni di questo o quel monsignore o teologo o che altro.
      Meglio tacere, pregare e fidarsi.

      1. E sarà meglio evitare di leggersi anche il “buon” Socci, che (lui pure) nella stringente attualità, sta decisamente “sbroccando”!! 😐

        Oggi consiglia lui al Santo Padre la lettura odierna di San Paolo (che forse farebbe bene – come tutti noi – a leggere per sè…)

        M’ero ripromesso di tacere… ma non ce l’ho fatta 😦

            1. Giusi

              Non ho ancora comprato il libro di Socci. Lo comprerò e lo leggerò perchè ho stima di lui e credo che ami la Chiesa. Non credo che potrò dare mai un parere autorevole sulla questione specifica perchè mi mancano le competenze. Non ho mai nascosto che Francesco non sia il mio Papa preferito ma anche questo non ha nessuna importanza. Comunque per la cronaca, visto che è uscito l’argomento, Socci ha già annunciato che quell’articolo è una baggianata e che domani lo confuterà.

              1. Quale articolo Giusi…?

                Io mi riferisco a quanto ha scritto lui stesso ieri sul suo blog… se poi volesse smentire se stesso, magari… 😉

                1. Roberto

                  Lasciamo perdere il povero Socci: soffriamo e preghiamo per lui, e guardiamo alla sua opera (complessiva) come a quella di un Tertulliano…

                  Consiglio anche adesione al suggerimento di Alessandro relativamente al Sinodo.

      2. Giusi

        Sarà uno stillicidio. E comunque, qualunque cosa esca, i fedeli e purtroppo pure i preti continueranno a fare quello che gli passa per la testa. Ormai la Chiesa è un’anarchia….

        1. Thelonious

          Non sarei così pessimista, Giusi. La Chiesa è pur sempre guidata dallo Spirito Santo, non dimentichiamolo.
          Oggi, come in ogni tempo, ha dentro di sé cose certamente criticabili, ma anche fiori di santità innegabili.
          Quanto a Socci, sono d’accordo con Bariom, e neppure io comprerò né leggerò il libro.
          Ho sempre stimato Socci sia cristianamente sia umanamente, ma quello che scrive oggi sul Papa lo ritengo sbagliato sia nel merito sia nel metodo.
          Chi ama la Chiesa non tenta di dividerla e non getta confusione.

            1. Thelonious

              Si, ma di fronte ad una ferita si può usare un medicinale oppure aggravare la piaga.
              Socci sta usando una “cura” che può ammazzare il paziente

                    1. Thelonious

                      “La stima poi cara Giusi, come la fiducia, non è un “assegno in bianco”…”: concordo al 100%

                    2. Giusi

                      Bariom io il libro non l’ho letto anzi non l’ho ancora comprato. Quando lo leggerò potrò dire qualcosa Ne ho letti tanti altri suoi e mi sono piaciuti (non tutti allo stesso modo ovviamente). Non è certo uno che parla a vanvera. In un paio di occasioni hanno dovuto dargli ragione a distanza di tempo……

                    3. Giusi

                      Io un’idea mia ce l’ho già su Papa Francesco a prescindere da Socci….. Ma nè la mia, nè quella sicuramente più autorevole di Socci hanno il potere di cambiare alcunchè. Non si è certo obbligati a condividere Socci ma da qui a dire che non dovrebbe scrivere quello che pensa o che quello che scrive può provocare chissà quali catastrofi, ce ne corre!

      3. Giusi

        Alessandro dopo questa mi acceco. LE CHIESE PARTICOLARI!

        “Non siamo là per conquistare maggioranze su posizioni presentate: siamo là per lavorare al fine di fare crescere una volontà comune nella Chiesa. Evidentemente, dato che si tratta di fare risultare una volontà comune, non di decidere praticamente quel che si farà in ciascuna diocesi del mondo – sarebbe completamente illusorio – la volontà comune sarà di mobilitarsi su obiettivi il più preciso e il più chiaro possibili, e che lascino tutto lo spazio di azione e di messa in pratica alle Chiese particolari”.

        http://www.news.va/it/news/sinodo-mons-forte-dottrina-cristiana-non-e-clava-c

  13. Ringrazio Costanza per stimolare la nostra riflessione sul cristianesimo, e qui in particolare sul ruolo della famiglia cristiana. Leggendo questo post mi è venuto in mente questo detto evangelico: “Lo Spirito come il vento, soffia dove vuole” Gv. 3,8
    I Padri Sinodali farebbero bene a leggere Costanza e chiunque da voce alla Fede della Chiesa, perchè anche qui soffia lo Spirito di Dio.

  14. Giusi

    Due coniugi hanno raccontato che «poco a poco ci siamo resi conto che l’unica caratteristica che distingue il nostro rapporto sacramentale rispetto a qualsiasi altro buon rapporto centrato su Cristo è l’intimità sessuale e che il matrimonio è un sacramento sessuale che trova la sua massima espressione in un rapporto sessuale». OK ALLORA IL MATRIMONIO DI SAN GIUSEPPE E DELLA MADONNA NON HA TROVATO LA SUA MASSIMA ESPRESSIONE.

    E con questo chiudo perchè non ce la posso fare.

    1. Giustissima osservazione Giusi…
      L’unione sessuale ha un grandissimo valore, e l’atto coniugale pur così fisico rimanda a “realtà celesti” dove le valenze spirituali sono fortissime, ma… ma NON è su questo aspetto, né su questa componente, che si appoggia o si esplica il senso profondo e ultimo del Sacramento del Matrimonio.

  15. Pingback: Cari Padri sinodali | Infodirilievo

  16. Annarita

    Speriamo in un intervento celeste al Sinodo, perchè non parli e non decida l’uomo, ma Dio. Certo che le premesse non sono entusiasmanti e non è vero che per esssere buoni cattolici bisogna accettare tutto, perchè anche S.Paolo resistette in faccia a Pietro. E mi pare che pure S.Caterina non era contenta del fatto che il Papa non tornasse a Roma. Il cattolico ha come primo comandamento di amare Dio sopra tutto e pertanto se si violano i diritti di Dio e i suoi comandamenti il cattolico resiste non si fa andar bene tutto. L’obbedienza si deve prima a Dio. E agli errori si resite per dovere, non per diritto.

    1. Per favore non paragoniamo le azioni e lo “stile” di certi Santi con quelli di certi “soloni ” del nostro tempo… 😐
      Non sarebbero degni, per i modi, i mezzi e le parole che usano, di “legare loro neppure i lacci dei sandali”.

      Se non si riesce a cogliere queste differenza MACROSCOPICHE… beh, va bene tutto! 😦

      1. vale

        sarà.
        “i tempi possono renderci invisibili certe verità, e le generazioni successive possono osservare che le leggi un tempo ritenute necessarie e giuste servono soltanto per opprimere”

        ” la chiesa dialoghi sempre più con il mondo,anche oltre i suoi stessi confini….adegui il suo linguaggio alla contemporaneità”

        mi paion due strofe di una stessa canzone.

        solo che la prima l’ha dettaAnthony Kennedy difensore della causa gay presso la corte suprema u.s.a.-( la corte rifiutandosi didecidere ha di fatto dato il via libera al matrimonio gay in cinque stati ed indirettamente in altri sei che aspettavano la sentenza.così si sale a trenta.)
        la seconda il preposito generale della compagnia di Gesù, padre Adolf Nicolas.

        per l’anno prossimo,all’assemblea ordinaria del sinodo ove si deciderà quel che nella relatio post disceptationem verrà discusso nelle varie conferenze episcopali, si farà ancora in tempo a mandare qualcun altro a Malta.

        1. Va bene… ma mi sfugge la premessa “sarà” (a seguire presumo punto di domanda…), con il senso delle citazioni proposte 😐

          Cmq Vale e lo stesso… non voglio sul tema aprire qui un dibattito… ognuno può pensarla come vuole e dare alle cose che sente o legge – e a chi le dice e le scrive – il valore che crede, come anche di ribadire di non vedervi alcun valore o di non trovare congrui tempi, e modi 😉

          1. Giusi

            C’è una teoria per la quale il Papa li sta facendo sfogare ma alla fine ribadirà la vera dottrina. Mah! Anche se così fosse nel frattempo saranno stati fatti danni inenarrabili. La settimana scorsa una giovane coppia di mia conoscenza, convivente more uxorio, laureati entrambi, non praticanti, favorevoli a matrimoni e adozioni gay è andata dal Papa. Hanno fatto pure la Comunione. (senza confessarsi tanto il Signore è misericordioso). Motivazione: perchè finalmente un bravo Papa non come Ratzinger……. Era ora che la Chiesa si rinnovasse!

          2. Ecco su questo Giusi sono pienamente d’accordo… (sempre poi che quanto riportato sia fedele a quanto detto, non stralciato ad hoc, non contrapposto ad arte, e chi più ne ha più ne metta… perché anche prendere per oro colato il “riportato”, non è molto saggio…)

            1. Giusi

              Bariom ti parlo di Vatican Insider: è uno stillicidio! Ogni giorno un cardinale rilascia un’intervista. Dici che manipolano?

                1. Roberto

                  Suvvia Bariom, Giusi si riferiva al tuo tra parentesi. Il discorso è che se le fonti non sono fonti qualsiasi, ma ricevono in qualche modo un “certificato di qualità”(?) da parte dell’autorità ecclesiale, come nel caso di v.i. e in tanti altri casi (di certo non tutti) ribadire la fedeltà o meno dello stralcio all’originale ha la sua importanza ma fino a un certo punto: se il circo mediatico è alimentato direttamente o indirettamente da chi ha responsabilità pastorali, la responsabilità resta; e infatti dovrebbero tacere. La domanda è: e se non tacciono proprio per spuntare mediaticamente una certa deriva a loro favorevole? Il problema c’è, anche se lasciarsi imprigionare dallo stillicidio quotidiano, approcciarsi al Sinodo con la logica del “quotidiano” invece dell’eterno, rischia di esporsi a generare una pericolosa amarezza che alla lunga non può che nuocere, anche gravemente, al proprio progresso spirituale [nuoce gravemente alla salute!!]; perciò è assai prezioso il consiglio di Alessandro.

                  1. @Roberto, scusa ma a vevo compreso benissimo…

                    Infatti ho risposto a indicare che il problema non è “il tra parentesi” e su quello “(tacere e) meglio pregare e fidarsi” è quasi “matematico” 😉 (peraltro ben difficile mi trovi in disaccordo con Alessandro – possibilie, ma difficile…)

                    Il “tra parentesi” è bene sempre tenerlo presente a priori se proprio vogliam seguire la cronaca e ogni tromba o “vento di dottrina” propagandata…

                  2. Alessandro

                    @Roberto, mi fa piacere che ti convinca il mio consiglio!

                    Ritengo fuor di dubbio (l’ho detto a chiare lettere, facendo pure i nomi) che in questi giorni troppe (e una sarebbe già di troppo) Eccellenze ed Eminenze, pure quelle provviste di incarichi fondamentali nel Sinodo, siano in preda a una molesta loquacità mediatica e ad una labirintite dottrinale che li squilibra perniciosamente, inclinandoli all’eterodossia (per non dir di peggio). Tutto ciò è indubbiamente increscioso e non può che alimentare un nocivo disorientamento tra i fedeli. Capisco quindi l’amarezza di Giusi.
                    Ma non saranno le nostre doglianze espresse sul blog a far desistere gli altolocati esternatori.

                    Quindi, concordo con Roberto: “Il problema c’è, anche se lasciarsi imprigionare dallo stillicidio quotidiano, approcciarsi al Sinodo con la logica del “quotidiano” invece dell’eterno, rischia di esporsi a generare una pericolosa amarezza che alla lunga non può che nuocere, anche gravemente, al proprio progresso spirituale [nuoce gravemente alla salute!!]”

                    1. Roberto

                      @Bariom, avevo capito che avevi capito: il mio è stato un modo un po’ contorto per sottolineare il fatto che non sempre i nostri pastori si meritano per forza la nostra ‘captatio benevolentiae’ 😉

                      @Alessandro, come non condividerlo? Sottoporsi per un anno e rotti a uno sgocciolio eterodosso di tali dimensioni e gravità stroncherebbe un titano!

                    2. Roberto

                      Bariom, grazie per l’interessamento.
                      Direi, proprio male. Oggi l’ho visto particolarmente male, ha dormito quasi tutto il giorno e non ha mangiato. Comunque, ormai si vede bene che sta cedendo sia nel corpo che nella ragione, nella volontà e nella lucidità – le parti di eredità più preziose che mi ha trasmesso. Vedremo, è da luglio che i medici che lo vedono me lo danno per spacciato a brevissimo termine; poiché è sempre stato un uomo forte nel corpo e nello spirito è riuscito a sorprenderli fin’ora ma, insomma.

                    3. Ti sono vicino…

                      Io ho avuto il dono prezioso di accompagnare mio padre per un lungo tratto della sua malattia, sino quasi alla sua morte, quando lui aveva soli 51 anni e io appena 19 (primo di sei figli) Nei suoi ultimi giorni ero militare di leva. Morì mentre ero in caserma…

                      Ma nelle spesso dolorose e sempre difficile pieghe di questo volgere di eventi, comune a tanti, si nascondono e si svelano piccole perle, piccole gemme preziose di sguardi, di silenzi o di parole, di intese e di tenerezze, spesso sconosciute tra un padre “di vecchio stampo” e un figlio non più bimbo o già adulto, che ripagano dello strazio e del pianto a lungo ricacciato, dell’umano disfarsi di un “mito” riposto nel genitore amato, nella consapevole e rimandata attesa dell’ultimo saluto.
                      Lui forte, lui la sicurezza, la protezione, che si fa debole, incerto, bisognoso di accudimento e che ci regala la trafitta gioia di esser noi sostegno, appoggio, cura.

                      E questo io ricordo anche senza potermi appoggiare allora, né io, né lui, in fede alcuna… ma solo nell’amore filiale e paterno che in natura, Dio all’Uomo dona.

                      Ancor più prezioso per te e per lui, questo tempo che dalla Fede è illuminato e confortato.

                    4. Roberto

                      Ti ringrazio Bariom per le tue parole e per aver condiviso un pezzo così importante della tua vita con me. Purtroppo questa volta ho indovinato fin troppo bene le sue condizioni; mio padre è morto poco prima della cinque di stamattina. Grazie di nuovo per la vicinanza, e per le preghiere che so già mi donerai.

                    5. Giusi

                      Roberto ti sono vicina. Ieri sera ero ad una messa con Adorazione e ho pregato per tuo padre davanti al Santissimo.

                    6. Roberto

                      Davvero molte grazie, Andreas. Sai, ti vorrei ringraziare anche per avermi fatto conoscere un brano (del tuo amato Thibon!) che pubblicasti su internet ormai anni fa e mi è tornato alla mente ieri. E’ davvero bello, lo posto:

                      “Pregherò per te”. Ho mai udito parola umana che giunga da più lontano? Giunge dalla confluenza di Dio e dell’uomo. Tu rispondi di me davanti a Colui che è tutto e che è anche me stesso. La preghiera per il prossimo è come un aspetto inverso del martirio: la preghiera fa dell’uomo che prega un testimonio, la cauzione di un altro uomo davanti a Dio. Sei più vicino a me di quanto lo sia io stesso, perché sei tra Dio e me. Sei come un baluardo innalzato contro la sua giustizia e un varco aperto sul suo amore. Nel cuore della dolce e mortale lotta tra l’uomo e la sua fonte, tu combatti al mio posto. Il tuo amore temerario si è infiltrato nella scissura stessa che mi separa dal centro, nel vuoto scavato dalla mia ribellione e dalla mia viltà. Tra quali pietre hai posto la tua anima! Sembri volgermi il dorso e invece il tuo volto è esposto, per me, ai colpi diretti, ai richiami dell’ignoto; non mi parli, ma parli di me al silenzio. Pregare per qualcuno è come aderire, al tempo stesso, a Dio e all’uomo, è come realizzare il perfetto equilibrio tra questi due amori.

            2. Pienamente d’accordo sul primo dei due interventi qui sopra (ovviamente)…

              Sul caso di tua conoscenza, mi spiace per loro che con tanto di laurea e cultura, corrono il serio rischio di cibarsi della loro condanna… che molti “se la raccontino come a loro conviene”, “tirino le somme che ha loro fa comodo”, è PRIMA DI TUTTO responsabilità personale e sbagliato esercizio del libero arbitrio. PUNTO!

              Se anche tornasse Cristo in terra a dare loro una Parola (o a ribadire la Dottrina), si andrebbero a cercare qualcuno che gliela “ritaglia” a loro misura…. meglio se è un prete (GRAVE se lo fosse!) o qualche altro “illuminato”.

              Credere che persone così, preti cosà, “illuminati” simili, smetteranno di esistere (anche se ci fosse la scomunica “fulminante”) è pura utopia… anche le Scritture ce lo insegnano.

              1. Giusi

                Non voglio aprire polemiche Bariom ma è un dato di fatto che molte persone si sono avvicinate alla Chiesa con Bergoglio perchè ritengono che abbia aperto le maglie. Portano il loro peccato nella Chiesa ritenendo che esso vi abbia piena cittadinanza. Non sono convertite. Se gli dici qualcosa ti rispondono che sei una bigotta e che non hai capito questo grande Papa!

                1. E allora la colpa è di Bergoglio… contenta tu 😐

                  Poi cara Giusi, permettimi, la conversione non è prenere un bottone e son rare quelle alla “Saulo sulla via di Damasco”… perché non dobbimo cogliere la possibilità e l’opportunità di “sfruttare” questo “abbaglio” magari travisato che porta taluni a riavvicinarsi alla Chiesa (chiamiamolo “effetto Bergoglio”) per entrare poi in una seria conversione di cui CERTAMENTE la Chiesa deve farsi carico?

                  Perché non dobbiamo credere che lo Spirito Santo si incaricherà di portare Luce là dove ancora ci sono molte tenebre o grosse lacune?
                  Perché fermarsi sempre alla Legge? Questo non si fa! Loro lo fanno, quindi fuori!

                  Tu un po’ mi conosci “bloggamente” parlando e sai che se dico questo non è per dire “va tutto bene” e allora “sacramenti a go-go per tutti…” quindi spero non fraintenderai queste mie parole, però dico parlando di me, credi forse che io già adulto, agnostico anticlericale, vivendo nella mentalità del mondo, quando non per “effetto Bergoglio”, ma per una catechesi ascoltata, per la “stoltezza della Predicazione”, sono stato chiamato a conversione, la mia vita sia cambiata dal giorno alla notte? Abbia abbandonato i miei peccati, la mia distorta morale, con un colpo di spugna? Non abbia combattutto – a volte anche difendendo e non contro il mio peccato – non sia caduto e ricaduto per poi scoprire che solo Cristo salva, perdona e ti dà la forza di rompere con il peccato?

                  Dopo il mio riaccostarmi alla Chiesa se non anche ai Sacramenti, alla seconda settimana, se non al secondo giorno, avrebbero dovuto dirmi: “Tu! Fuori!”

                  Non che io sia oggi un fulgido esempio di Santità, ma il “tu fuori!” è quello che Cristo vuole e desidera?

                  La Carità (quella del famoso Inno), non ci invita a sperare sempre il meglio, a non “presumere” invece malanimo o negligenza o cattiva volontà?

                  Scrivendo questo contraddico anche me stesso rispetto quanto ho scritto prima sulla coppia dei due tuoi conoscenti più sopra…ma ci sta e mi contraddico volentieri 😉

                  1. Giusi

                    Bariom magari qualcuno gli dicesse: fuori! come faceva Padre Pio e poi tornavano convertiti! La verità è che ognuno dice e fa quello che vuole preti compresi. Qualcuno che vorrebbe fare diversamente viene esiliato o commissariato e qui mi fermo.

                    1. Va beh… stiamo su prospettive diverse (lo stesso varrebbe temo per “commisarriamenti” e compagnia bella)

                      Quindi fermiamoci qui.. alla prossima 😉

                    2. Thelonious

                      Nel dire “fuori!” occorre la prudenza di valutare:

                      1) chi è la persona a cui lo sto dicendo
                      2) chi sono io che glielo dico
                      3) quali sono le conseguenze ragionevoli che il mio gesto avrà sulla persona che allontano

                      Dato che la legge suprema è la salvezza delle anime, occorre valutare bene se questa azione sarà utile, inutile o dannosa alla salvezza dell’anima in questione e di chi glielo dice.

                    3. Sul 2) e sul 3) credo facesse una bella differenza che a dirlo fosse l’allora Padre Pio, oggi S. Pio, che aveva tra l’altro un particolare dono di discernimento sulle anime e il suo “fuori!” non era la sua risposta “tout court”, ma era dispensato a ragion veduta (quella della salvezza dell’anima di cui sopra)

                      Sull’ 1) applicando a noi stessi questa regole, non so in quanti resteremmo “dentro”? 😉
                      O la frase spesso da noi ripetuta “io sono un gran (grande – piccolo – medio, conta poco) peccatore” e solo un vuoto ritornello?

  17. Giusi

    Bariom infatti parlavo di Padre Pio e di casi eclatanti come fare la Comunione senza confessarsi (da anni per giunta) e vivendo nel peccato. Io non gli ho detto: fuori, gli ho detto che commettevano un peccato mortale ma loro mi hanno riso in faccia rallegrandosi che adesso c’è questo Papa che farà piazza pulita dei bigotti come me! So già che mi dirai che non è il Papa a pensare queste cose, lo so però da quando c’è lui sempre più gente pensa che sia così. Ci sarà o no almeno un difetto di comunicazione?

    1. Esatto… problemi di “comunicazione” e, ribadisco, di chi capisce quel che gli comoda capire 😉

      Poi che ti devo dire Giusi… forse preferiresti un Papa che tuonasse in continuazione “chi fa questo o quello, qui non lo vogliamo e va dritto all’inferno!!”, ma tant’è questo è quello non “che passa il convento”, come usava dire per mesto ripiego, ma quello che – ci dona lo Spirito Santo (direi ci sia un tantino di differenza) 😉 O no?

      Sul “convincere altri di peccato” ci si potrebbe scrivere un libro, sulle casistiche intendo e potremmo passare dalla risata in faccia, al pugno sul grugno…
      Può anche dipendere da chi e come vuol “correggere” l’altro… diciamo la verità, chi di noi – che non fatichiamo a dirci peccatori – avvicinati da persona conosciuta o sconosciuta che ci apostrofasse dicendo “sai che sei proprio un peccatore!” risponderebbe: “sai fratello che hai proprio ragione… grazie per avermelo detto!”
      Suvvia… 😉

      1. Giusi

        Forse parlo arabo. Non sono il tipo che si intromette nella vita degli altri. Conosco questa coppia. Non sono praticanti e convivono senza essere sposati. Sono stati persino al gay pride per solidarietà. Non gli ho mai detto nulla. Quando mi hanno raccontato che sarebbero andati dal Papa (prima volta in vita loro) perchè questo Papa è diverso (“accetta i gay e i divorziati e non giuduca”) e che avrebbero anche fatto la Comunione gli ho chiesto: ma vi siete confessati? Mi hanno risposto di no e che neanche l’avrebbero fatto. Secondo te gli dovevo dire bravi? Gli ho detto: sappiate che mangiate la vostra condanna. Tu saresti stato zitto?

  18. Annarita

    Byron Non ho capito molto la storia dei soloni, chi dice che all’errore si resite, dice soloni? Oggi crede che sia una pratica in disuso o crede come tanti che chi resiste, è sedevacantista o alla meglio “lefebvriano”? Perchè oggi vige una nuova superstizione, chi resiste agli errori del modernisno dilagante, deve per forza essere sedevacantista, mentre le dico che dovrebbe essere un dovere di ogni cattolico,, perchè la salvezza delle anime, partendo dalle nostre, è la legge suprema della Chiesa. Perciò per quello io le dico che non posso accettare tutto, se per tutto si include anche l’offesa a Dio o la diminuzione dell’onore che solo a Lui si deve o anche solo il dubbio verso un comandamento o un dogma, insinuato da una pastorale mielosa e molto larga di maniche. Comunque concordo con lei, che soloni o non soloni, io non sono degna di allacciare i sandali nè a S.Paolo, nè a S.Caterina. e non volevo paragonarmi a loro, solo ricordare e ricordarmi, che non è prassi solo dei grandi santi difendere la Fede, deve essere un dovere di ognuno di noi, come ricordava il Crocifisso a don Camillo nel libro di Guareschi: don Camillo e don Chicchì.

    1. Giusi

      Bariom è diventato Lord Byron: beh effettivamente si può considerare un Lord di questo blog! 😀
      Scherzi a parte, son d’accordo con te Annarita. Non a caso ho citato quell’episodio dei miei conoscenti perchè rappresenta l’applicazione pratica del pensiero di Michele Serra (le Sentinelle sono contro Papa Francesco) che non è solo il suo ma che è molto diffuso. Si vadano a leggere i commenti sulla pagina della Lucarelli che legittima i calci alle Sentinelle: molti accusano di bigottismo chi le difende tirando dalla loro parte Papa Francesco, chi sono io per giudicare e bla bla bla…. Ora, posto che il Papa non vive su Saturno, che ci sarebbe di male se tra un buongiorno un buonasera e un buon appetito dicesse: io sto dalla parte delle Sentinelle? Avrebbe qualche Osanna in meno ma dopo l’ingresso a Gerusalemme c’è la Passione e la Morte in Croce: così ha fatto Gesù!

      Adesso già lo so: Lord Byron mi accuserà di voler dettare l’agenda al Papa……

    2. Carissima Annarita, credo questo commento sia rivolto a me ( erroneamente “elevato” – si fa per dire – a Byron 😉 ).

      Ad ogni modo lei (potremmo anche darci del tu?) ha in parte frainteso. O forse ho io frainteso io il senso del suo commento, che ho letto come inserito in un aspetto dell’argomento che si stava andando sviluppando… insomma uno di quegli “ingarbugliamenti” non difficili in un blog… 😉

      Quindi “soloni” non era rivolto a lei, ma ai tanti giornalisti, commentatori, opinionisti, scrittori (e chi più ne ha più ne metta) che hanno discreto seguito e che dichiarano, insinuano, accusano la Chiesa di NON fare proprio ciò che lei ricorda e auspica: “resistere agli errori del modernisno dilagante”. Di non difendere la Verità del Vangelo, di essere addirittura “segno” contrario. E badi bene, non mi riferisco a chi in queste categorie, si pronuncia apertamente come alla Chiesa avverso…

      Non creda io non sia consapevole che taluni (e ribadisco taluni…) anche all’interno della Chiesa stessa, possano essere e siano in errore, addirittura si possano trovare in malafede (sostanzialmente nel peccato – non sarebbe una novità…) ma “taluni” NON sono LA Chiesa (semmai ne sono l’aspetto umano, malato e caduco).
      Dipingere ad esempio questo Sinodo a fosche tinte o paventando risultati (chi può conoscerli?) che porterebbero la Chiesa a chissà quale disastro. Indicando poi (tanto per rincarar la dose) nel nostro Santo Padre talora la causa, la concausa o la connivenza in tale – ipotizzato – sfacelo, è per me inaccettabile.

      Costroro e tutti coloro che nel proprio piccolo si adeguano a questa mentalità, sono per me i “soloni” del nostro tempo (come di ogni altro tempo), che credendo di “bruciare di sacro zelo” e inducono solo dubbi, divisioni e sfacelo.

      1. Thelonious

        Beh, con queste due strofe:

        “credendo di “bruciare di sacro zelo”
        inducono solo dubbi, divisioni e sfacelo”

        ti meriti davvero davvero di essere promosso a “Lord Byron” 🙂

        Con una piccola correzione metrica potrebbero diventare endecasillabi:

        “credendo di bruciar di sacro zelo
        inducono sol dubbi e sfacelo” 🙂

  19. Annarita

    Si scusa Bariom sono un po’ dislessica e dunque a volte sbaglio a scrivere , però diciamo che tu sei molto ottimista quando dici” taluni “anche dentro la Chiesa etcc etc.. Più che taluni a me paiono la maggioranza, ma sarà questione di occhiali più o meno rosa. Questo periodo mi ricorda molto la condizione della Chiesa durante l’eresia Ariana, beato te che vedi più positivo. Comunque sia non ci si scoraggia mai, ben sapendo che ci sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria, per ora assaporiamoci la Passione, Dio deciderà quando è ora di far scomparire anche quella che S.Pio X definiva il compendio di tutte le eresie, cioè l’eresia modernista.
    PS. per esere modernisti, non bisaogna per forza mascherarsi da pagliaccio durante la S.Messa, basta accettare anche un piccolo, minuscolo, quasi invisibile errore dottrinale. Ad esempio la libertà religiosa, mi pare abbia contaminato mica taluni, ma quasi tutti. Una bella torta Sacher con una goccina di cicuta a mio parere è dannoso assagiarla, ma c’è anche chi apprezza, poi bisogna vedere chi rimane vivo fino alla fine (cioè chi rimane nella fede). Il veleno è istillato goccia a goccia, ieri si cambia la Messa, poi si introduce la libertà di religione, si insinua che ci siano elementi di santità anche nelle unioni di fatto, poi si dice che la Madonna non è vergine, che Gesù non è realmente resuscitato (cose già dette da vescovi) e piano piano diventiamo protestanti, ma l’importante è non accorgersene altrimenti qualche cattolico in più resisterebbe. Il demonio lavora con pazienza ha l’eternità a sua disposizione, fortunatamente il buon Dio non manca di fare il lavoro contrario. Credo solo che bisogna vigilare.

    1. Non è questione cara Annarita di occhiali più o meno rosa (potrebbe essere che taluni – ridagli con i taluni – li abbiano proprio fumè…) e questione che non ci si può contraddire dicendo che “ci sarà il trionfo del Cuore Immacolato di Maria” (che certamente ci sarà) e parlare come se “il demonio che lavora con pazienza ha l’eternità a sua disposizione” avesse qualche chance…
      Non è che Dio “fortunatamente… non manca di fare il lavoro contrario”.

      Il demonio HA PERSO!!! Ha perso da quando Cristo E’ RISORTO!!
      Il demonio a fatto di tutto, dalle tentazione a operare perché fosse appeso a quella Croce, ma HA PERSO!! E’ stato sbugiardato, l’arma del peccato e della paura della morte, con cui teneva il mondo in schiavitù ha perduto il suo potere per chi vuol credere e ha fede in Cristo.

      Non c’è per lui possibilità alcuna di vittoria e se dubitiamo anche nel più profondo della notte oscura, dubitiamo di Cristo e della Sua Signoria.

      L’azione del demonio è SUBORDINATA alla Volontà di Dio e quanto Dio a lui permette come fu per Giobbe…
      Domandiamo ci quindi più correttamente, perché Dio permette lo svolgersi di questi tempi come si vanno svolgendo?
      Ho dovremmo dire che l’Onnipotente è sotto scacco, sulla difensiva, in ritirata? Questa si sarebbe ERESIA!

      Il demonio è furioso e attacca furente perché sa che il suo tempo sta per scadere, ma la sua cieca superbia lo rende incapace a comprendere che è già VINTO! Perché quando anche riuscisse a provocare il martirio di un’intera generazione di Cristiani (perché non sta già avvenendo?), il sangue preziosissimo di questi martiri, diverrà luce e salvezza per le generazioni a seguire (o per l’avvento del Regno di Dio… questo non so dire) come fu per il preziosissimo Sangue di Cristo… che forse quello dei Santi Martiri non è lo stesso sangue?

      Di che ci lamenteremo dunque, delle calunnie, degli insulti, delle persecuzioni, delle percosse, della spada, della morte se in tutte queste cose siamo già vincitori in Cristo Gesù.

      Badiamo quindi noi e per noi stessi se stiamo in piedi, a non cadere e stando in piedi BENEDICIAMO il Nome del Signore! Speriamo contro ogni speranza, amiamo e rendiamo bene per il male, offrendo tutto e intercedendo anche per chi ci è nemico!
      Lasciando a Dio la giustizia….

      Questo convertirà il mondo e non sarà certo merito nostro, ma della Luce, della Verità, dell’Amore che Dio ha riversato nei nostri cuori.

  20. Annarita

    Ah! bisogna vedere chi crede di bruciare di sacro zelo e porta poi confusione, non credo siano i giornalisti ,che non avrebbero alcun potere di portare confusione se chi di dovere al contrario parlasse chiaro e difendesse con chiarezza e forza la fede cattolica. Bella la poesia, ma mi fa chiedere: chi in realtà credendo di bruciare di sacro zelo porta confusione nelle anime? Dubito siano i giornalisti.

      1. angelina

        Arrivo ben tardi, ma desidero dirti Roberto che ricordo il racconto riguardo alla morte di tuo nonno, e ho immaginato che con quello stesso sguardo tu abbia affrontato quest’altra battaglia. Un abbraccio e una preghiera

  21. 61angeloextralarge

    Roberto: ho letto solo ora e mi dispiace. La preghiera per tuo padre, per te e la tua famiglia non è mancata e non mancherà. vi sono vicina e credo profondamente che ora dal Cielo protegge tutti voi.

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