Care suore americane

Pubblichiamo  l’articolo di commento di Costanza  apparso su Il Foglio di ieri, sulla vicenda delle suore americane della Lcwr (Leadership Conference of Women Religious), e del nuovo richiamo del cardianl Muller. Le suore, seppur  commissariate dal 2012  (accusate di femminismo radicale, posizioni antitetiche al Magistero, disobbedienza, negazione della centralità dell’eucaristia, promozione dell’aborto, dell’omosessualità e del sacerdozio femminile), hanno continuato a esprimersi pubblicamente contro i vescovi e contro Roma.  Per saperne di più vi rimandiamo all’articolo di  ZENIT

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di Costanza Miriano

Care suore americane, siate più ambiziose per favore! Abbiate più fantasia, puntate più in alto. Smettetela di cercare di assomigliare agli uomini, rendetevi conto di quale bellezza vi è stata regalata (anzi, magari non la mortificate con i tailleurini: se dovete rifiutare l’abito tiratevi un po’ a lucido, sennò scoprite la meraviglia di vestirvi come vuole il vostro ordine, solo per gli occhi del vostro Sposo).
Noi donne siamo diverse. Io per esempio ora sto scrivendo questo pezzo mentre parlo con quattro figli: di curva nord (pardon, sud) all’Olimpico, del meraviglioso uso di Whatsapp per lo scambio dei compiti, e di merende e rose e ciabatte da mare e capelli tagliati con le forbici da pollo. Nel frattempo sfoglio Edith Stein e penso alla cena. Un uomo impazzirebbe. Io mi limito a sperare che lo Spirito Santo sia generoso, e mi ispiri qualche idea decente senza costringermi a scegliere tra articolo penoso e cena moscia. D’altra parte, come dice Madeleine Delbrel, le donne hanno una speciale amicizia con lo Spirito Santo, le donne soffiano dove vogliono, non amano la regola. Delle tre persone della Trinità il maschile è in rapporto ontico col Verbo, il femminile con lo Spirito, per parlare difficile.
Posso capire chi chiede che la dignità femminile non venga mortificata, ma non che le femmine vogliano essere maschi. Tanto meno se ad avere un sogno che vola così basso sono suore, che lo sguardo in alto lo dovrebbero puntare per vocazione. La donna è la nemica numero uno del serpente, lo dice la Bibbia, e ha una “particolare sensibilità per il bene e una inimicizia per ciò che è meschino e volgare, per evitare di venire travolta dalla vita istintiva”, lo dice un dottore della Chiesa (Edith Stein: sono riuscita a ritrovarla la frase, nonostante il delirio casalingo), mettendo in guardia le donne dal consegnarsi totalmente alla loro emotività.
Alla donna viene affidata la vita, di tutti: Dio affida l’umanità alla donna, scrive San Giovanni Paolo II nella Mulieris Dignitatem, e cosa c’è di più importante della vita? Per questo spesso preferiamo non perdere troppo tempo con i Consigli di amministrazione e le Consulte e le Commissioni e i posti poco fecondi. Noi maneggiamo il tesoro più grande, la vita. La vita biologica e la vita tout court, le persone. Non possiamo perdere tempo con le etichette, ci interessa il contenuto.
Un tempo, per secoli forse, abbiamo dovuto lottare contro la nostra inclinazione naturale a perderci nel regalarci a quelli che ci sono affidati. Oggi, però, oggi che abbiamo saldamente occupato il terreno sul quale appoggiarci per essere di sostegno ad altri, non possiamo dimenticare che l’unica cosa che ci fa veramente felici è dare la vita. La vita biologica ai nostri figli, la vita e basta, in qualsiasi modo diamo sostegno a qualcuno, soprattutto i più deboli. Una suora può essere feconda in moltissimi modi, ma una suora che per esempio non veda l’orrore dell’aborto e lo chiami diritto è una suora doppiamente sterile, invece che essere doppiamente feconda come può esserlo una donna che non è votata solo alla sua famiglia, ma a tutti i piccoli e deboli che incontra.lcwr
E infine l’obbedienza. Una suora disobbediente, disobbediente alla Chiesa come alcune delle americane, è una contraddizione in termini, è una condannata all’infelicità senza appello. Non è libera di fare ciò che vuole, perché comunque ha i vincoli del suo ordine, ma non ha la custodia dell’obbedienza, che è una garanzia di fecondità. L’obbedienza è la parola più offensiva alle orecchie dei contemporanei, che credono di potersi completamente autodeterminare (vedi teorie del gender) e pensano di essere funzionanti. Come se l’uomo non fosse fatto di fango, come se l’uomo si reggesse da solo. Noi cristiani invece pensiamo che fondamentalmente il nostro meccanismo è inceppato, che siamo stortignaccoli, bacati, fallati (trovate voi la parola che io devo andare a cucinare). È per questo che l’obbedienza a un Padre che ci ama alla follia – e che per i cattolici si esprime attraverso la voce della Chiesa, unica garanzia che quello in cui crediamo non è un parto della nostra fantasia – per noi non è qualcosa che costringe, non è una fregatura, non è un impedimento, ma un sostegno, e l’unica speranza che abbiamo di riuscire a funzionare meglio.

398 pensieri su “Care suore americane

  1. Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù,
    il quale, pur essendo di natura divina,
    non considerò un tesoro geloso
    la sua uguaglianza con Dio;
    ma spogliò se stesso,
    assumendo la condizione di servo
    e divenendo simile agli uomini;
    apparso in forma umana,
    umiliò se stesso
    facendosi obbediente fino alla morte
    e alla morte di croce.

    Per questo Dio l’ha esaltato
    e gli ha dato il nome
    che è al di sopra di ogni altro nome;
    perché nel nome di Gesù
    ogni ginocchio si pieghi
    nei cieli, sulla terra e sotto terra;
    e ogni lingua proclami
    che Gesù Cristo è il Signore, a gloria di Dio Padre.

    1. Giancarlo

      Carissima Giusi, sempre a bomba sul tema: brava.

      Queste suore americane non sono altro che l’ennesimo esempio di una chiesa cattolica in cui lo scisma è già nei fatti anche se non è ancora ufficiale. Non a caso il cardinale Kasper si schiera apertamente dalla loro parte, dopo che una commissione dottrinale dei vescovi americani aveva duramente condannato le tesi sostenute da queste suore. Va poi ricordato che il cardinale Kasper non è certo il solo ad esprimere posizioni in così pesante contrasto con le posizioni espresse dalla congregazione per la dottrina della fede.

      Il bubbone sta maturando e presto o tardi scoppierà, altro che “va tutto bene madama la marchesa”.

        1. Giusi

          Le profezie riguardano il futuro, qua ci sono disastri in atto. Sai cosa penso? Che il Sinodo non cambierà la dottrina perchè non può ma tale dottrina è già invalidata nella prassi. Ci sono schiere di sacerdoti che consentono qualsiasi cosa, la misericordia si vende un tanto al chilo sulle bancarelle. Vatti a cercare l’espositore dei foglietti di Credere in qualche parrocchia: divulgano la dottrina Kasper sui divorziati risposati. Parlando chiaro (che a me i giri di parole non sono mai piaciuti) siamo all’abolizione nei fatti del sesto comandamento!

          1. Che ti devo dire Giusi… questa è la visione tua, di Giancarlo, di Annamaria (credo…) e altri anche qui.
            Tu, come altri, non so per quale particolare illuminazione, avete una particolare visone sullo stato della cose attuali (e in previsione future…) che a me sfugge…
            Bada e l’ho ripetuto, più volte, non ho gli occhi coperte da fette di salame (come usa dire…), ma il riuscire a mettere a fuoco un situazione partendo SEMPRE da singoli casi (il Kasper – un gruppo di “suore” ingannate ed un po’ scalmanate – ecc. ecc.) per trasporli su una realtà universale, fatta di milioni di casi di segno opposto (quante sono le suore umili e fedeli?) che non fanno clamore, e che sono poi sostenuti dalla Grazia di Dio Onnipotente sino ad arrivare al martirio oggi non nei tempi andati, mi sembra denotare un sottile e perverso piacere o accusatorio o da sindrome di profeta di sventura…
            Ma si sa, i talenti, come i carismi, sono molti e diversi. 😉

              1. Va bene Giusi, hai ragione tu. Sei più sollevata?
                Non credo… anzi mi domando cosa ti potrà sollevare a forza di legger sondaggi e notizie de la bussola (cha a volte il nord lo perde…)

                1. Poi non ho ben capito com’è che ogni volta che mi rivolgo a Giancarlo, tu arrivi puntuale…
                  Avete stretto un patto? Sei diventata sua portavoce?

                  Per carità, qui si interloquisce, si nterviene come si vuole con chi si vuole… ma notavo questa peculiarità…

                  1. Giancarlo

                    E’ molto semplice Bariom; io e Giusi abbiamo una visione molto simile su certe cose, per cui Giusi non fa nessuna fatica a proseguire il discorso che magari avevo iniziato io; ed io glielo lascio fare volentieri perchè è più umile e più intelligente di me.

                    1. Infatti la mia domanda non era a te Giancarlo “perché la lasci fare…?” ( che anche non volendo, come la fermi la Giusi?! 😉 ), ma a lei, “com’è che…?”

                      Quindi anche in questo caso le domane-risposte si sono intersecate rispetto ai soggetti/oggetti della domanda… spero di non perdere il filo di con chi sto parlando ( scherzo 🙂 )

                      Per il resto, la comunanza di visione e lampante… 😉

            1. vale

              @bariom
              lo so che sei,come sostiene qualcuno, il più buono del reame. e neppure parteggio per una parte o l’altra. per me, all’interno della chiesa, c’è spazio per tutte le” sensibilità” come va di moda dire adesso.
              però non è un gruppo di suore e basta.
              quell’associazione rappresenta l’80% circa delle suore nordamericane( considerando che in canada sono 4 gatti e una parte delle loro suore parteggia apertamente per la lcwr.)
              ed ha i suoi fan anche fra vescovi e cardinali.

              e siamo di nuovo allo scontro Kasper – Muller. uno, di fatto le sostiene( perfino contro mons. Sartain arcivescovo di seattle al quale spetta l’ultima parola per disposizione vaticana, su tutte le iniziative della lcwr
              e la sorveglianza sull’adeguamento degli statuti della conferenza ai dettami del vaticano( saccheggio l’art. di m.matzuzzi a pag.IV del foglio di gio.8 maggio dove compare anche l’articolo della Miriano. eh, admin, son stato bravo a trattenermi dal citarlo subitoieri,nevvero?).
              ora, siccome, parmi ovvio, che sia Kasper che Muller e le loro tesi abbiano varii sostenitori ti chiedo, bariom , anche se alla fine finisce bene( ce lo ha promesso, non praevalebunt), c’è la possibilità che queste posizioni siano inconciliabili? e che possano generare,anziché unione, spaccature ulteriori?

              ti riporto, integralmente-che mi sa se la son letta in pochi-, il passo famoso del fumo nel tempio di PaoloVi .interessante, soprattutto,il finale:

              «Il fumo di Satana è entrato, da qualche fessura, nel Tempio santo di Dio. Si nasconde, dissimula, seduce, possiede, divide, calunnia… Ma è lui – sempre lui – il principe delle tenebre, il serafino decaduto, la causa prima e ultima del male del mondo. Sociologismo, psicologismo, marxismo, hanno stemperato il male; lo hanno disciolto nelle infinite responsabilità di una società imperfetta e ingiusta. Hanno declassato le inquietudini, i dubbi, gli affanni degli uomini a problemi relazionali, incomprensioni genitoriali, frustrazioni sociali; hanno aspirato l’anima dal mondo, e il mondo si è trasformato in un enorme meccano mosso solo dalla legge di causa ed effetto. Questa società è incapace di capire che il male non è un accidente sulla via del progresso e del benessere. Il male è fin dall’inizio del mondo, è principio che attraversa la storia, è il nemico che contrasta il progetto provvidenziale di Dio. L’unica salvezza allora è ritrovare il giusto baricentro: ricollocare Dio al centro del mondo, là dove ora, con stoltezza, si è posto l’uomo. La Chiesa è sposa di Cristo, ma anche figlia del tempo e, come tale, soggetta alle insidie» (Papa Paolo VI, 29 giugno 1972).

              1. @vale, leggerò con calma il tuo commento, però anche se capisco che ormai questo “più buono del reame” appiccicatomi da Giusi (bontà sua) mi è appunto rimasto appiccitato, sinceramente inizia a infastidirmi – proprio perché tanto buono non sono. Mi infastidisce se chi lo usa npn è Giusi e soprattutto se lo si usa come premessa all’apertura di un qualunque intervento, come a dire “tanto lo so/sappiamo che la tua è l’ottica del pirla buonista (e non buono), quindi… ecc, ecc.

                Io potrei ad ognuno appiccicare un bollino (non è così difficile e ce ne potrebbe essere anche qualcuno cumulativo…) e di per ciò aver già concluso ogni scambio di parei.

                1. vale

                  non l’ho utilizzato in quel senso.non pensavo di fartene dispiacere.e, soprattutto, non c’era niuno intento ironico. è perché, in genere, sei sempre abbastanza pacato nelle risposte. abbastanza rispetto ad altri me incluso, intendo. 🙂

                  1. Si forse in genere lo sono… ma non sempre lo sono stato.
                    Ad ogni modo oggi va, così 😉

                    Leggi anche il commento sotto arrivando al cuore se credi bene e tralasciando cioò che magari e “sopra le righe”.
                    Grazie.

                2. Giusi

                  Mo’ pure permaloso sei diventato! A parte che dimentichi le altre onorificenze: medaglia Garrone e primo nell’arte dell’arrampicata sugli specchi! Bariom ma che stai addì? Ti sei svegliato male? Ma chi è che ti può considerare il pirla buonista di turno? Dai, sei uno dei commentatori più preparati insieme ad Andreas (che non mi puo vedè) e ad Alessandro. Ne ho letti di tuoi interventi dove vai giù duro (che poi sono i miei preferiti), è solo uno scherzo, Se vuoi puoi darmi il mio bollino, lo trovo dvertente!

                    1. Si perché è un chiaro segno dell’orgoglio…
                      Anch’io milito tra i seniores. Non dobbiamo competere giusto perché tu sei donna e io uomo! 😉

              2. “L’unica salvezza allora è ritrovare il giusto baricentro: ricollocare Dio al centro del mondo, là dove ora, con stoltezza, si è posto l’uomo. La Chiesa è sposa di Cristo, ma anche figlia del tempo e, come tale, soggetta alle insidie”

                Soggetta ad insidie caro vale, non certamente condannata alla catastrofe!

                Ricollochiamo Dio al centro del mondo, là dove ora, con stoltezza, si è posto l’uomo. Dove ci siamo posti io e te caro vale, come tanti, come molti… (anche quando ci riempiamo la bocca di Dio e di morale e di santi principi) dici no? Ricollochiamo Dio al centro del NOSTRO mondo, delle nostre famiglie, delle nostre vite invece di additare sempre coloro che pare non lo facciano e vedremo cambiare le cose.
                Tu già lo fai? OTTIMO!!

                Io no, per questo parlo, come parlo e scrivo quel che scrivo… alla faccia del “più buono del reame”.

                Vale la pena ogni tanto ricordare questo passo del Vangelo:

                “Gesù allora gridò a gran voce: «Chi crede in me, non crede in me, ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io come luce sono venuto nel mondo, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi respinge e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho annunziato lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me, ma il Padre che mi ha mandato, egli stesso mi ha ordinato che cosa devo dire e annunziare…”

      1. 61angeloextralarge

        Giancarlo: personalmente credo che la Chiesa cattolica sia soggetta a “tentativi” di scisma fin dalle origini. Basta leggere la storia. Per questo non mi preoccupo per la Chiesa ma per i “presunti” cristiani che svalvolano. La zizzania cresce in mezzo al grano. Il puzzone stesso afferma che i suoi migliori fedeli sono all’interno della Chiesa: ce li invia appositamente per creare divisione, usando ogni mezzo. Ma se in 2000 anni lo Spirito Santo ha “tenuto botta” sono certa che lo sta facendo e lo farà ancora… in eterno! Un po’ di sana purga, a volte, fa molto bene. Soprattutto quando non siamo noi a fornirla ma è un autospurgo.

          1. Giancarlo

            Sono quasi in perfetta sintonia con te, Angela. L’unica cosa che non condivido è il fatto che non ti preoccupi. Intendiamoci, io so bene che alla fine lo Spirito Santo non si lascerà portare via la Sua chiesa; temo però che questa volta la lascerà soffrire parecchio, prima di intervenire a placare la tempesta.

            1. 61angeloextralarge

              Giancarlo: non mi preoccupo perché mi occupo… C’è una sottile differenza tra l’occuparsi e il preoccuparsi. Non preoccuparsi non significa fregarsene ma occuparsi delle cose restando nella pace e nella fede.
              L’unica mia preoccupazione, ripeto, è per le “suore”, per la loro anima. Ma solo perché amo troppo le suore e ne conosco di splendide, che lottano ogni giorno per portare avanti il loro rapporto personale con lo Sposo (perché anche se ha la “esse” maiuscola e è Amore, non si disdegna di usare la carta vetrata quando serve). Non solo lottano per questo ma anche per vivere la vita comunitaria: se i problemi ci sono nei rapporti familiari… figurati quanti ce ne possono essere in una comunità religiosa…
              Lo Spirito Santo “prima di intervenire a placare la tempesta”? Credo che lo Spirito Santo non vada mai in ferie, non si riposi mai e non entri mai in sciopero, anche se ne avrebbe pieno diritto. “Questa volta la lascerà soffrire parecchio”? Non è Lui che lascia soffrire la Chiesa: siamo noi, anche io e te.

  2. Elisa

    Grazie Costanza, arrivi al cuore delle questioni, sempre, con un’energia delicata ma efficace. Quale mamma di (solo 🙂 tre figli ti ringrazio di cuore perchè sai donarmi consolazione e ispirazione. Fantastico questo articolo e in particolare, tra gli altri, l’ultimo concetto della Chiesa “garante” della realtà della nostra fede che non è una favola ma deve essere esperienza di vita secondo quanto ci ha insegnato Cristo.

  3. frarafaelmaria

    Obbedire è la Regola per noi Benedettini insieme all’Umiltà… Mi pare che queste “Suore” ( che suore cattoliche non sono ) non siano ne Umili ne Obbedienti…

  4. Alessandro

    Molto bello, Costanza!

    Senza livore, seza saccenza, un sororale invito ad amarsi nel modo giusto, a non cercare la felicità al di fuori dell’obbedienza a Cristo e alla Sua Chiesa, che non zela per renderci infelici ma opera indefessamente per la nostra autentica felicità.

  5. Elisa

    Il fatto di vivere tra la gente e di condividere i loro drammi non può giustificare posizioni del genere da parte di donne consacrate, che si definiscono suore ( suore abortiste? ma stiamo scherzando??). Madre Teresa che certamente non può essere accusata di non stare tra i poveri e di non vivere ogni giorno in trincea era molto attenta a non distaccarsi mai dallo spirito e dalla parola di Dio. Per questo era esigentissima sulla necessità che le consorelle ricevessero quotidianamente nutrimento e formazione spirituale.

  6. Elisa

    Preciso di esssere una “Elisa” diversa rispetto a quella che ha scritto poco sopra, anche se concordo con lei.

  7. 61angeloextralarge

    Femministe, non soggette all’obbedienza (ma i Voti li hanno fatti?), a favore dell’aborto e dell’omosessualità… e che ci si può aspettare da “suore” che invece di dedicare la maggior parte del loro tempo alla preghiera e a fare opere di carità cristiana, se ne vanno in giro a manifestare? Mi sa che non hanno fatto una vera esperienza dell’Amore dello Sposo, altrimenti affiderebbero le loro paturnie a Lui (che si darebbe da fare per fergliele passare…). Non solo non portano l’abito, che di per sé, oltre che a un inequivocabile segno d riconoscimento e di appartenenza al loro Ordine e alla Chiesa, è sacramentalmente una potentisima protezione spirituale… ma hanno hanche un cattivo gusto nel vestire…
    Signore Gesù, ma non ti viene voglia di divorziare da spose sciatte e acide come queste? Come dici? Ah! Scusa, non mi ricordavo della tua Pazienza senza fine…

  8. Giusi

    Bariom te lo giuro non posto queste cose per scandalizzare ma perchè mi si raccartoccia lo stomaco, a qualcuno devo dirlo! Vabbè è anziano: uno schiaffone sarebbe stato troppo! Ma gli doveva baciare la mano? Era proprio necessario?

    http://www.immediato.net/2014/05/08/le-lacrime-di-don-michele-da-papa-francesco-incredibile-mi-ha-baciato-la-mano/

    A uno che scrive queste cose?

    http://gruppobethel.blogspot.it/2011/05/testimonianza-di-don-michele-de-paolis.html

    Ma a chi giova questa confusione? Questo fritto misto?

    1. Giusi, torniamo sempre al punto di partenza e forse anche di quello di “divergenza”…

      Tu vorresti che a “costoro” il Papa neppure si avvicinasse, anzi meglio lo facesse solo per assestare un paterno scappellotto.

      A me sovviene questo passo del Vangelo di Luca:

      È venuto infatti Giovanni il Battista che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: Ha un demonio. È venuto il Figlio dell’uomo che mangia e beve, e voi dite: Ecco un mangione e un beone, amico dei pubblicani e dei peccatori. Ma alla sapienza è stata resa giustizia da tutti i suoi figli».
      Uno dei farisei lo invitò a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, venne con un vasetto di olio profumato; e fermatasi dietro si rannicchiò piangendo ai piedi di lui e cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di olio profumato.
      A quella vista il fariseo che l’aveva invitato pensò tra sé. «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi e che specie di donna è colei che lo tocca: è una peccatrice». Gesù allora gli disse: «Simone, ho una cosa da dirti». Ed egli: «Maestro, di’ pure». «Un creditore aveva due debitori: l’uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi da restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi dunque di loro lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo quello a cui ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene». E volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato nella tua casa e tu non m’hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio, lei invece da quando sono entrato non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non mi hai cosparso il capo di olio profumato, ma lei mi ha cosparso di profumo i piedi. Per questo ti dico: le sono perdonati i suoi molti peccati, poiché ha molto amato. Invece quello a cui si perdona poco, ama poco». Poi disse a lei: «Ti sono perdonati i tuoi peccati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è quest’uomo che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

      Ora questo scandaloso Gesù che pur sapendo bene che la donna è una peccatrice (non “lo era stata”) si lascia toccare, baciare i piedi, ungere con l’olio… potresti dire “mica le ha baciato le mani!”.
      No, ma altrettanto grave, gravissimo quanto si è “lasciato fare”… Cristo era un Ebreo, Ebreo tra Ebrei e per di più un Rabbì. La donna gravemente impura, di un’impurità che meritava la lapidazione e un impuro non poteva essere toccato e neppure si potevano toccare cose da lui toccate, idem il lasciarsi toccare. Restavi contaminato!

      Gesù era un Maestro, parlava e insegnava con autorità… seguendo il tuo passaggio logico, stava quindi avallando il vivere da meritrice della donna (qui non c’è neppure la tanto spesso riportata esortazione “va’ e non peccare più”…)

      Ammesso e non concesso, che la gravità di quanto scritto (nel link che riporti) da Don Michele lo porti alla stregua del vivere di prostituzione – per scelta s’intende – non trovi un’assonanza?
      Che poi stando al passaggio letto, vi è solo una grave (certamente grave) e “destabilizzante” affermazione:
      “Alcune persone di chiesa dicono: «Va bene essere omosessuali, ma non debbono avere rapporti, non possono amarsi!» È la massima ipocrisia. È come dire a una pianta che cresce: «Tu non devi fiorire, non devi dar frutto!». Questo sì, è contro natura!”

      Ma anche qui, è immediato il passaggio ad intendere un “amore carnale” – e su questo ci sarebbe poco o tantissimo da dire a ricordare come sia inammissibile – ma se volessimo intendere come amore “agape”, non sarebbe inconcepibile… noi tendiamo e renderlo sempre impossibile, come crediamo solitamente impossibile il vivere sotto lo stesso tetto di un uomo e una donna “come fratello e sorella”… Ciò che voglio dire è che un omosessuale non può essere “condannato” a non amare (agape) o a non essere amato (spero sia chiaro cosa intendo).
      So che si apre un discorso vertiginoso con vertiginose prese di posizione e qui non mi interessa, come non mi interessa puntualizzare su altri passaggi “scivolosi” del testo di Don Michele (ma scivolosi, non “eretici”).

      Torno quindi al gesto del Papa, io vedo una grande umiltà, un grande amore – che difatto a commosso l’anziano sacerdote (e la “commozione” è un gran bel punto di partenza anche per un profonda conversione). Il riconoscimento ad un prete più anziano di lui, le cui mani hanno consacrato migliaia di Eucaristie, dato il preziosissimo cibo Spirituale a migliaia di persone e tantissime di queste tra quelli che si suole chiamare gli ultimi.
      Sempre dovremmo baciare le mani dei nostri sacerdoti non fosse altro che per questo, indipendentemente dalle loro a volte discutibili affermazioni.
      E cmq torniamo sempre lì… il Papa ha detto, il Papa ha fatto, il Papa NON ha detto. il Papa NON ha fatto!

      Fossimo stati al tempo di Cristo, quante ne avremmo dette scandalizzati sul suo dire e fare!
      E Cristo mi risulta stia un gradino più su del nostro amato Papa Francesco… 😉

      1. Giusi

        Bariom questo sacerdote scrive che la scienza ha dimostrato che omosessuali si nasce (Alessandro dove sei?) e che Gesù è d’accordo con gli atti di sodomia e per te non è eretico? No comment. Poi il Papa non dovrebbe baciare la mano a nessuno nè tantomeno ad un eretico se mai se la dovrebbe fare baciare. In terzo luogo la Maddalena si è convertita e non ha peccato più dopo l’incontro con Gesù tanto che è diventata Santa Maddalena. Attendo la conversione di Don Michele e poi ti dò ragione. Mi raccomando quando la leggi posta il link.

        1. Giusi

          Ho raccattato un’intervista che vi risparmio dove parla di ecologia, pale eoliche, raccolta differenziata, dice che ammira moltissimo Monti (era, al tempo dell’intervista, Presidente del Consiglio), dice che ha intitolato le comunità una a San Giovanni Bosco, una a San Domenico Savio e una a Gandhi (un po’ di sincretismo non guasta mai), ma la cosa più bella la dice alla fine e cioè che esisteva un tempo la religione della Croce ma che è ora di finirla con la Croce, il Signore vuole l’amore e la gioia. L’unica cosa che manca è di non mangiare gli agnellini a Pasqua. Poi c’è tutto. Sta a Foggia. Magari la prossima volta che mi reco da Padre Pio gli vado a baciare i piedi.

        2. Alessandro

          Giusi, don Michele De Paolis è eterodosso, sull’omosessualità ha posizioni chiaramente incompatibili con l’ortodossia cattolica. Non condanno l’uomo, constato una evidente incompatibilità di alcune sue idee con il Magistero.

          Su Papa Francesco credo di aver capito, dopo travaglio che confesso essere stato lungo e persino doloroso (ma certamente salutare), che l’unico contegno cristianamente corretto e raccomandabile quando qualche sua parola o gesto mi pare sconveniente sia quello di tacere (l’ultimo sfogo l’ho fatto qui consigliando ai collaboratori di tagliarli i fili del telefono…) e di impegnarmi a vedere il buono anche in quello in cui in prima battuta fatico a vederlo.

          Questa volta Bariom mi ha risparmiato la fatica, e il buono me l’ha indicato lui: “vedo nel gesto del Papa una grande umiltà, un grande amore – che di fatto ha commosso l’anziano sacerdote (e la “commozione” è un gran bel punto di partenza anche per un profonda conversione). Il riconoscimento ad un prete più anziano di lui, le cui mani hanno consacrato migliaia di Eucaristie, dato il preziosissimo cibo Spirituale a migliaia di persone e tantissime di queste tra quelli che si suole chiamare gli ultimi.”

          Insomma, mi pongo nei confronti di Francesco come nei confronti di un Padre amato che mi benefica, al quale obbedisco perché mi ama, anche se – come capita non di rado tra padre e figlio – abbiamo caratteri e sensibilità molto diversi, il che mi rende ostico talvolta apprezzare taluno suo gesto o parola. Ma desidero che tutti sappiano quanto mi/ci ama questo Papa che a volte non capisco, quindi mi sforzo di conoscere con amore filiale tutto il suo magistero (senza amare non si può conoscere davvero nulla, dice suppergiù Francesco nella “Lumen Fidei”) e di farlo conoscere, per quanto è nelle mie possibilità, a chi non lo conosce o in buona fede lo fraintende.
          Questo più o meno è l’esito del mio travagliato interrogarmi sul rapporto tra me e Papa Francesco. Ma questo è il mio, non pretendo che sia di alcun altro.

          (Ciò messo un’ora a scrivere queste poche righe, dosando ogni parola, sperando che questo mio commento non sia interpretabile né come un atto di papolatria né come un atto di superba diffidenza nei confronti del Papa).

          1. Giusi

            Sei senz’altro migliore di me, pure Bariom, lo dico sinceramente. Io non riesco a fare così. Anche perchè ‘sti gesti di amore sono sempre in una certa direzione, in quell’altra durezza incomprensibile…..

            1. Alessandro

              Non mi penso migliore di te, Giusi, e lo dico sinceramente, non per conciliarmi l’ammirazione di chicchessia (“Guarda quanto è buono e umile, non si sente migliore di nessuno, abbiamo visto e udito abbastanza, facciamolo santo subito così non perdiamo tempo” 😉 🙂 )

            2. sweety

              Parlo per me, ma forse la riflessione si può estendere ad altri:

              questo Papa ci scandalizza perché ci chiede MOLTO di più che non recitare la lezioncina e sentirci a posto col fatto che sappiamo il catechismo a memoria, arriviamo a Messa puntualini e via discorrendo.
              Lui ci insegna ad andare dai peccatori e convertirli con la forza dell’amore, che è molto più difficile di andare a scrivere relazioni dotte o fare conferenze.
              Io sono CERTA che il Papa, nel segreto, fa capire a Pannella, don Michele e altri molto, molto più di ciò che noi viperescamente ci affrettiamo a stigmatizzare. Il Papa ci fa capire che, in Cielo, Dio se ne frega altamente delle lezioncine: quello su cui saremo giudicati è l’amore (e a me scandalizza di più il giudicare e sparare sentenze su tutto – che a volte vedo in me – delle posizioni sull’omosessualità, posso dirlo? Quelle le si cambiano, e mi pare derivino da un’intenzione sbagliata ma buona, l’atteggiamento di giudicare e sputare sentenze invece la vedo dura cambiarlo.
              Poi ci si può nascondere dietro un “ah ma io critico il Papa per l’immenso amore che porto a Nostro Signore!”. Seeee….ce stamo a credere. Almeno io spesso mi nascondo dietro questa giustificazione. Ma se guardo nel profondo, la mia battutina, il mio giudizio non derivano da amore a Dio. Derivano dalla voglia di sbatterla lì, la mia battutina “perfetta”, di esternare il rancore, di far prevalere il mio punto di vista).
              A volte finiamo per sembrare un mucchio di vecchie comari rancorose, ecco.
              Penso che l’atteggiamento di Alessandro sia il migliore (io non col Papa, ma con altre cose).
              Ciao, un saluto caro e buonanotte, è quasi l’una…

              1. Giancarlo

                Cara sweety, alcune scelte o battute di papa Francesco non le capisco: possiamo parlarne? Esprimere dubbi o incomprensioni rispetto all’insegnamento del papa è lecito. Resta ferma la mia volontà di stare sottomesso a papa Francesco e di pregare per lui. Resta salda la mia fede nello Spirito Santo che assiste papa Francesco. Però certe cose non le capisco e voglio poterne parlare liberamente, su questo blog come altrove, senza che ogni volta mi sia chiesto di giustificare la mia insubordinazione. Lo ripeto ancora: non sono insubordinato, semplicemente non capisco. Per questo ne parlo, per chiedere luce a chi ne ha più di me. Finora però nessuno è riuscito a spiegarmi fino a farmi capire certe battute o certi gesti.

                Capire non è un diritto, cercare di capire è un dovere.

                1. Bariom

                  @Giancarlo di fondo é certamebte corretto l’atteggiamento che delinei.
                  Ciò che sarebbe auspicabile é evitare che il nonstro non capire o esprimere un dubbio, una proccupazione, si tramuti di fatto in un pesante giudizio nei termini o nella sostanza (ci sei già incappato più volte, ma non lo dico per darti addosso…).

                  Capire non é un diritto cerrto. Può essere un dovere, anche una responsabilità, a volte può essere un Dono… In ultima analisi in questioni come queste dove per sciogliere il dubbio potresti solo rivolgerti al Santo Padre, deve subentrare la piena fiducia.
                  Fiducia certa che se é posta alla base del nostro sentire, spesso mitiga in partenza i nostri dubbi su ogni cosa.

                  1. Alessandro

                    Oggi sul Corriere c’è un’intervista al cardinal Bagnasco. E’ tutta interessante, ma forse può essere utile riportare che cosa Bagnasco dice di Papa Francesco:

                    “- Che impressione le fa l’entusiasmo che circonda papa Francesco? Non c’è il rischio che nasca una sorta di culto?

                    «Il Papa è molto consapevole di questo, disincantato, realista. Non vuole certo promuovere o alimentare un eventuale culto alla sua persona.
                    Questa espressione di grande simpatia è cosa buona, fa bene all’anima. Non credo che si potrà parlare di un culto, che certo è totalmente fuori dall’orizzonte del Santo Padre».

                    – Non vede però elementi di discontinuità tra il pontificato di Francesco e quello di Benedetto XVI? Nell’intervista al Corriere , papa Bergoglio ha detto di non riconoscersi nell’espressione «valori non negoziabili», finora pietra miliare della Chiesa.

                    «In questo caso direi che è ampliato il concetto dei valori, che sono profondamente connessi l’uno all’altro.
                    Nello stesso tempo, il Santo Padre ha scritto nell’Evangelii Gaudium e ha detto al Pontificio consiglio per la vita che la vita umana è sacra e inviolabile, dal concepimento a tutte le sue fasi, ed è il fondamento di tutti gli altri diritti.
                    La lettura che mira a contrapporre un Papa a un altro mi pare totalmente infondata, pur riconoscendo che siamo di fronte a personalità e a stili comunicativi diversi. Il fatto che Francesco ci abbia chiesto subito di rivedere lo statuto della Cei con la massima libertà è un segno interessante, che abbiamo colto molto volentieri.
                    Tutta l’opera pastorale e di governo del Santo Padre in questo primo anno di pontificato ha portato segni di novità che rispondono alla sua forte personalità».

                    – Dai Sinodi sulla famiglia verranno aperture sulle unioni civili, almeno sul piano dei diritti individuali?

                    «La dottrina della Chiesa e anche i vescovi italiani hanno sempre manifestato il rispetto per le scelte individuali di ciascuno, dentro però a una valutazione di tipo morale che corrisponde alla dottrina cattolica. È stato rilevato molte volte come in ambito giuridico non pochi diritti che vengono invocati siano già riconosciuti dal codice civile. Sotto questo profilo, a livello di individui non mi pare ci siano novità da prevedere. Diverso sarebbe il discorso di diritti legati a una coppia, analogamente al matrimonio».

                    – Qui la vostra contrarietà è assoluta?
                    «Sì».

                    http://www.corriere.it/cronache/14_maggio_10/attenti-quei-poteri-occulti-che-puntano-una-societa-piu-debole-5d92c54c-d804-11e3-8ef6-8a4c34e6c0bb.shtml

                    1. Si, interessante… grazie Alessandro.

                      Diciamo che se l’intervento si apre con la preoccupazione di un “culto di Francesco Papa”, dall’altra sappiamo bene che il suo “modus operandi” suscita reazioni moolto contrastanti, con risultati diametralmente opposti…
                      Quindi credo che come somma globale, il rischio di una totale e generalizzata “papalatria” non esista… e questa è certamente cosa buona anche per lo stesso Santo Padre. 😉

                  2. Mi permetto di dire anche la mia, sperando di non essere liquidato subito come “rancoroso” (non che me ne faccia un cruccio eccessivo peraltro). Mi ero deciso a starmene in silenzio, ma riflettendo ho pensato che forse qualcun altro avrebbe potuto trarne qualche spunto utile.

                    Inutile dire che non sono affatto d’accordo con l’idea che occorra sempre dare forma pubblica ai propri dubbi.

                    In primo luogo occorre ricordare che non si fonda la credibilità della fede sulla confutazione delle obiezioni che vi si oppongono. Questo atteggiamento nulla ha a che fare con la fides quaerens intellectum. Esiste infatti quella che è nota come «via dell’ignoranza utile», per mezzo della quale gli spiriti semplici, ovvero la stragrande maggioranza dei fedeli, aderiscono alla fede escludendo al tempo stesso le opinioni false e anche quelle vere, non possedendo la preparazione e le facoltà necessarie a discriminarle. La fede semplice e fiduciosa del cristiano, ricordava il padre de Lubac nelle sue bellissime Meditazioni sulla Chiesa, non è sinonimo di ingenuità ma nemmeno ha qualcosa a che fare con l’attittudine dello «specialista del Logos» (secondo de Lubac questa è anzi la tentazione più grave in assoluto).

                    San Tommaso nella Summa (II-II, q. 10, a.7, respondeo) distingue poi due specie di dispute sulla fede, una legittima e l’altra no. Peccherebbe chi «disputasse perché dubita della fede, senza avere come presupposto la certezza della sua verità, volendo raggiungerla con degli argomenti, peccherebbe indubbiamente, perché incredulo e dubbioso sulle cose di fede». Pienamente legittima e lodevole è invece la disputa «per confutare gli errori, o per esercizio».

                    L’Aquinate però prende in esame anche la condizione degli ascoltatori della disputa, distinguendo tra «istruiti e fermi nelle cose della fede» e «persone semplici e titubanti».

                    Non v’è alcun pericolo nel disputare di fronte ai primi. Nel caso della gente semplice v’è un’ulteriore distinzione da fare: a) semplici «sollecitati e combattuti dagli increduli, […] che tentano di corromperne la fede»; oppure b) semplici «tranquilli, come avviene nelle regioni in cui non ci sono increduli».

                    Nella prima situazione «è necessario disputare pubblicamente sulle cose di fede: purché vi siano persone capaci e preparate, che possano confutare gli errori. Infatti con questo mezzo i semplici vengono confermati nella fede, e agli increduli si toglie la possibilità di ingannare; mentre lo stesso silenzio di coloro che dovrebbero resistere ai corruttori della verità della fede, sarebbe una conferma dell’errore».

                    Viceversa nel secondo caso, quello appunto in cui il semplice si trova nella condizione di «ignoranza utile», è invece «pericoloso disputare pubblicamente sulla fede dinanzi alle persone semplici, la cui fede è più ferma per il fatto che non hanno ascoltato mai niente di diverso da ciò che credono. Perciò non conviene che essi ascoltino i discorsi degli increduli che discutono contro la fede».

                    Difatti le opere di misericordia spirituale prevedono il consiglio dei dubbiosi e l’insegnamento agli ignoranti, non certo di istillare i nostri dubbi negli altri.

                    Per cui attenzione, perché siamo responsabili anche dei quesiti e delle obiezioni che poniamo in pubblico, che potrebbero far insorgere dei dubbi in chi legge ed essere dunque fonte di scandalo. Cercare di comprendere è lecito, ma non al prezzo di scandalizzare gli altri squadernando pubblicamente una sequela di dubi angosciosi. Né vale dirsi ignoranti come alibi per dare libero sfogo a questa fiumana.

                    Gomez Davila ricorda che «per rinnovare non è necessario contraddire, basta approfondire». In caso contrario dall’approfondimento si finisce per scivolare nel contraddittorio pubblico, nel dissenso. Anche nel dubbio occorre quindi mantenere un minimo di pudore.

                    Internet non è il cortile di casa o la sacrestia del parroco ma un luogo che, per quanto sui generis, potenzialmente è accessibile da qualunque individuo sulla faccia della terra. E se sono contati perfino i capelli del nostro capo, figuriamoci i pensieri che abbiamo espresso in forma pubblica. Il cattolico – anche nelle cose della fede – non ha un approccio privatistico. Non si relazione con Dio come un individuo isolato, privo di mediazioni. Perciò deve sempre tenere conto di vivere in una relazione con gli altri, all’interno di quel corpo che è la Chiesa.

                    Non a caso le dispute cavillose e la ricerca ossessiva della contraddizione dottrinale furono “patrimonio” dei catari, che sfidarono il clero nelle famose «dispute pubbliche», tanto che la Provvidenza dovette, per così dire, suscitare il carisma domenicano e la preparazione eccezionale dei membri dell’Ordine, unita alla vita di santità, per far fronte all’eresia catara.

                    1. Davide

                      Andreas,
                      grazie per per la “dotta” precisazione!

                      Non ne parlo quasi mai perché ho deciso di starne fuori, ma questo continuo mettere in discussione pubblicamente ciò che fa o non fa il Papa sta diventando pesante!

                      Sono tante le cose che fa il Papa e che possiamo legittimamente non capire,
                      ma io credo che al Papa un credito di fiducia molto ampio lo possiamo pur dare! Coraggio si può fare! 😉

                      E se proprio non ci si riesce, si possono sempre serbare questi dubbi nel cuore e pregare per il Papa affinché il Signore lo sostenga nel suo ministero!

                      Forza non ci lasciamo abbattere da ogni notizia magari appositamente costruita per generare confusione!

                    2. Utilissimo intervento il tuo Andreas che sottoscrico al 100×1000 (non corretto ma rende l’idea) 😉

                      Superfluo aggiungere commenti a quanto sapientemente espresso da de Lubac e San Tommaso, lo faccio quindi su quanto affermi tu:
                      “Internet non è il cortile di casa o la sacrestia del parroco ma un luogo che, per quanto sui generis, potenzialmente è accessibile da qualunque individuo sulla faccia della terra.”

                      Ogni tanto bisognerebbe ricordarlo anche considerando quanto questo blog sia letto (oltre alla tutto sommato ristretta cerchia dei commentatori), anche in realzione a tristissime, quando non scandalose, notizie, notiziole, spesso semplici pettegolezzi, neppure sempre attendibili o verificabili, che non fanno né danno alcun apporto alla Verità (sempre quella con la V) e alla bellezza della Chiesa nella sua immagine di Sposa di Cristo.

                      Forse a volte, chiedere in dono un po’ su sana “utile ignoranza” non sarebbe male… 😉

                    3. Giancarlo

                      A dire il vero, non mi sembra che quanto riporti di S. Tommaso circa le dispute sulla fede possa servire ad esempio sulle questioni che qui si dibattono. Intanto qui non c’è nessuna disputa, per lo meno da parte mia. Io non capisco e pongo una domanda, tutto qua. Se qualcuno fosse in grado di dare una risposta convincente alla mia domanda, il problema non si porrebbe. Invece il problema si pone perché nessuno sa rispondere, ma non è una disputa perché io non ho tesi da sostenere, io voglio solo capire. Se possibile, naturalmente, altrimenti rimarrò senza capire, pazienza.

                      Invece no, siccome nessuno sa rispondere, allora le mie domande diventano i discorsi di un incredulo che discute contro la fede. Addirittura il tentativo di instillare dubbi negli altri! A quando l’accusa di essere un anticristo? Con o senza la vostra approvazione, continuerò a porre domande ogni volta che non capisco, senza per questo mettere in discussione la mia fede ed il mio amore verso il santo padre, a cui mi sottometto con assoluta fedeltà.

                      Del resto, quello che fa e che dice il papa è conosciuto in tempo reale in tutto il mondo e se è vero che noi cattolici bambini, nel senso di obbedienti, siamo tenuti ad interpretare le sue parole in accordo con la tradizione ed il catechismo, è anche vero che non di rado i nemici della chiesa, o comunque coloro che hanno un interesse a “vedere” una rivoluzione nelle parole e nei gesti di papa Francesco, hanno buon gioco ad interpretare a loro favore gesti e parole che non brillano per chiarezza.

                      A che serve dunque dissimulare, far finta di niente? Io quasi tutti i giorni devo combattere con quelli che parlano della rivoluzione di papa Francesco. E non credo che siano le mie domande a generare confusione.

                    4. @ Davide e Bariom: Anche io mi trovo in sintonia con quanto avete scritto: semplicità e apertura di credito, nella consapevolezza che è lo Spirito Santo, in ultima istanza, a guidare la Chiesa. Il Papa è una guida, ma pur sempre, come ha detto di Giovanni XXIII proprio papa Francesco, è una “guida guidata”.

                      @ Alessandro: Mi ritrovo molto anche in quanto hai scritto tu: ebbi notevoli difficoltà, appena convertito, con diversi “gesti” di Giovanni Paolo II, in particolare i mea culpa. Col tempo ho compreso che ero io ad essere molto influenzato da una prospettiva eccessivamente “apologetica” che mi portava a “santificare” ogni azione del “personale” ecclesiastico. Cionostante mi imposi di seguire una linea simile alla tua. “Feci credito” e a distanza di anni devo riconoscere che è stata la scelta migliore per me. Forse è stato ciò che mi ha salvato dalla putrefazione interiore verso cui mi stavo avviando.

                      Mi sento anche in sintonia con quanto osserva sweety. Mi ricorda molto quanto scrive Fabrice Hadjadj: http://filiaecclesiae.wordpress.com/2013/03/19/la-massima-punta-dellincarnazione/

                      @ Giancarlo
                      Non mi pare di averti accusato di essere un «anticristo». MI sono limitato a introdurre alcuni elementi nuovi, ulteriori criteri di valutazione. Poi ognuno tragga le sue conclusioni. Non ho alcuna facoltà di importi nulla né ti serve la mia “approvazione”. Però rivendico il diritto di dire la mia come tu dici la tua. Anche di dire che certe modalità e atteggiamenti sono sbagliati, dannosi e controproducenti. Sempre con rispetto – cosa che non sempre mi riesce, lo riconosco – ma anche con molta franchezza.

                      Quanto a san Tommaso: disputare significa discutere assieme ad altri opponendo il proprio parere a quello degli altri, intorno a questioni su cui c’è divergenza di giudizi e di interpretazioni. Pertanto sì, credo proprio che in linea di principio quanto diceva san Tommaso sia pienamente applicabile anche a noi (mutatis mutandis: inutile dire che ai tempi dell’Aquinate le nostre modalità di comunicazione erano inimmaginabili).

                      Provo a riformulare quel che sostiene San Tommaso:

                      – Non tutte le discussioni intorno alla fede sono buone, dipende dall’intenzione da cui sono mosse. Discutere perché spinti dal dubbio è male, se è per confutare gli errori o per edificazione personale è bene.

                      – Occorre però tenere conto anche delle circostanze in cui avvengono (presenza di un “pubblico” più o meno saldo e istruito nelle cose della fede).

                      Come vedi non va considerata solo la materia del contendere. E non basta nemmeno interrogarsi sulla purezza e la sincerità delle proprie intenzioni (forma). Occorre anche tenere in considerazione le ricadute su chi ci circonda (circostanze). Materia, forma e circostanza sono le componenti dell’atto morale.

                      Come ripeto, la fede non è una relazione individuale e privata, ma ha una dimensione relazionale. Tutti ne siamo responsabili.

                      Nel merito, ti potrei dire che la foto di un bacio non implica in alcun modo un mutamento essenziale nell’insegnamento morale della Chiesa. Si tratta di azioni contingenti e accessorie (un gesto, un colloquio personale, uno scambio di battute) che hanno la loro importanza per i singoli, ma a cui non va dato un significato universale – col rischio di darne un’interpretazione che riflette solo le proprie fantasie. Non siamo noi comunque la “misura”. Non siamo noi a dover “interpretare” quanto dice e fa il Papa. È il magistero l’organo che conserva, trasmette e attualizza la fede di sempre.

                      Occorrerebbe chiedersi: in che circostanza è maturato il gesto del Papa? La foto non lo dice.

                      Il Papa è informato di ogni singola opinione pubblicata da quel sacerdote? La foto non lo dice. Forse che il Papa ha superpoteri che gli permettono di fare un check-up spirituale e dottrinale a ogni sacerdote che incontra? La risposta è ovviamento no. Il Papa è il Vicario di Cristo, ma resta un uomo. Non è un Superman. Non è nemmeno onnisciente. Ricordo poi che anche il personale della CdF è assai ridotto: è materialmente impossibile che possa seguire e aver presente TUTTO quanto viene prodotto nel mondo cattolico tra libri, articoli, saggi. Questo solo per il cartaceo. Figuriamoci per la marea di articoli, post, commenti che viene riversata sul web.

                      Insomma, ci sono tanti elementi che a noi sembrano palesi, chiari e evidenti ma che in realtà andrebbero indagati. Non sarebbe più prudente sospendere un attimo il giudizio e non prendere per oro colato tutto quanto si scrive in rete?

                      Mi chiedo poi a che serva interrogarsi angosciosamente su ogni alzata di sopracciglio del Papa. Sappiamo tutti poi che l’onnipresenza dei media si concentra in maniera maniacale a dare risalto a questi aspetti tutto sommato secondari. Ma a un cattolico interessa prima di tutto il magistero pontificio, che si esprime in altra maniera. Davvero lo conosciamo così bene? Non sarebbe meglio concentrarsi su quello?

                    5. Thelonious

                      grazie Andreas,

                      molto utile e bello quello che dici, e lo sottoscrivo al 10×10 (che è come dire al 100×100 o 1000×1000) 🙂 che sono espressioni della pienezza dell’essere 🙂

                      Thelonious

                2. sweety

                  Giancarlo, va bene cercare di capire. Ma quando il cercare di capire – che di per sospende il giudizio – si trasforma in giudizio, ebbene no.
                  Comunque a me poco importa che tu sia obbediente al Papa o no, è che mi apre di vedere poco AMORE nei giudizi – anche miei, anzi, ora parlo per me. L’obbedienza è bella, ma a che serve se non amiamo colui al quale obbediamo? Io di mio padre terreno non direi mai su un blog pubblico “è un gonzo”. Tu lo faresti? Questa è la questione, e non mi esamino (io) sull’obbedienza, bensì sull’amore. Vero, non il sentimento (magari il Papa ti sta antipatico: non casca il mondo, capita.).
                  Insomma, cose così.
                  E poi il clima di continua lamentela secondo me è ciò che di più lontano dal cristianesimo esista. Ma appunto è solo la mia opinione, tu magari ne hai un’altra e si discute…

                  1. Alessandro

                    Stringi stringi, ridotta all’osso, la questione mi pare questa.

                    Su internet ti può leggere chiunque. Se qui sopra io critico il Papa (a parte ogni considerazione sulla liceità morale di questa critica, questione in cui non entro, di cui si è discusso anche su questo blog e che non può essere accantonata con leggerezza), è sicuro che mi leggeranno persone che da questa mia critica saranno indotte a maturare disistima nei confronti del Vicario di Cristo e ad emularmi, dando la stura alle rimostranze. E del danno che verrebbe alle loro anime sarei certamente responsabile anch’io, c’è poco da girarci intorno. E’ (almeno) questo rischio concretissimo che ritengo dovrebbe convincere a tenere per sé eventuali dubbi, riserve, perplessità su Francesco.
                    Altro ho detto sopra, non mi ripeto.

                    1. Giancarlo

                      Sul fatto della critica, io sono perfettamente d’accordo con te, Alessandro. Non ho mai pensato di avere un diritto di critica: Pietro E’ PIETRO, non discuto. Io voglio solo che mi sia lasciata la POSSIBILITA’ DI PORRE DOMANDE, e basta. E non pretendo neanche risposte, men che meno pretendo di capire. Chiedo di capire, non pretendo.

                      E’ possibile fare domande? … dico ma, stiamo scherzando?

                    2. Senti Giancarlo non girare tanto la frittata e non pensare che ogni commento debba avere qui te per protagonista o bersaglio…
                      Girare la frittata perché se sei un minumo onesto anche con te stesso, mica ha sempre posto un bubbiosa domanda con il tono di chi dice “perdonate la cosa mi tutrba chi mi aiuta?”… non mi pare proprio!

                      Poi che vorrebbe dire: “Invece il problema si pone perché nessuno sa rispondere…”? Non è detto qualcuno abbia le risposte che cerchi… o se non ti soddisfano (cosa non difficile mi pare… mediamente te ne vanno bene poche).
                      I dubbi restano e io continuerò a riproporli?
                      Mai pensato che questa non sia la sede giusta per scioglierli?

                      Per il resto fai come ti pare e come tu liberamente esponi, accetta il parallelo di chi liberamente fa altrettanto, senza tu debba sentirti un “puntaspilli” 😉

        3. Lascio a te che sei “sempre sul pezzo” quest’incombenza…
          Come spesso dico ho troppa da lavorare sulla mia conversione, con la mia famiglia, il mio lavoro e a volte resta anche il tempo per l’Annuncio 😉

          Poi non entro nel merito del Don Paolo pensiero, perché non lo conosco e non era questo il mio scopo…

      2. Giancarlo

        @ Bariom
        Non conoscevo questo don Michele De Paolis ma, mi pare di capire, è un prete in aperto contrasto con quello che insegna io CCC. Qualcuno ha tentato di correggerlo? Non mi pare, però papa Francesco gli bacia le mani. Allora io, da ignorante quale sono, mi domando: cosa vuol dire? Se papa Francesco prima lo avesse corretto e poi, dopo aver visto la sua conversione, gli avesse baciato le mani, io avrei gioito con papa Francesco per la pecorella che era smarrita ed è stata ritrovata. Purtroppo però, almeno per quanto ne so, nessuno si è preoccupato di correggere don Michele. Allora vedere il papa che gli bacia le mani mi lascia stupito: non capisco. Cosa vuol dire quel bacio di papa Francesco? Spero che non voglia dire che papa Francesco approva il pensiero di don Michele sull’omosessualità.

        Per spiegare il gesto di papa Francesco, tu porti a paragone l’episodio della peccatrice che lava con le sue lacrime i piedi di Gesù, glieli asciuga con i suoi capelli e glieli profuma. Dici: “Vedete? Anche Gesù si è lasciato avvicinare da una pubblica peccatrice, si è lasciato toccare senza preoccuparsi del grandissimo scandalo tra i farisei che assistevano alla scena. Perché noi dovremmo scandalizzarci del gesto di papa Francesco?” Bariom, mi spiace, ma il paragone che porti non regge. E’ vero che la donna era una pubblica peccatrice, ma è vero pure che Gesù è venuto proprio per i peccatori, come avrebbe potuto allontanarla? Non solo, proprio l’atteggiamento di umile servizio che subito assume la peccatrice mostra con chiarezza il suo pentimento ed il suo proposito di cambiare vita; come avrebbe potuto, Gesù, non perdonarla? Cosa c’entra, quest’episodio della pubblica peccatrice, con il baciamano del papa a don Michele? Forse don Michele ha mostrato di essersi pentito? Ha fatto pubblica ammenda e proposito di cambiare vita? Non mi pare. Resta allora il dubbio: cosa significa il bacio alle mani di papa Francesco? Non capisco.

        1. Giancarlo secondo te il paragone non regge, secondo me sì (altrimenti non lo avrei fatto)…
          Non dvedi il nesso? Chette devo dì?
          Poi vedi questo don Paolo non lo conoscevi (e non lo conosci), hai letto una cosa ed è già finito nella lista dei “penitenti-impenitenti”… per cui la prossima volta che lo sentirai nominare (pur non conoscendolo), già ti sarai fatto un pre-giudizio (ecco perché personalmente aborro questi flash da “gazzettino del pubblico peccatore”…!)

          Cosa significa il gesto del Papa è un bella domanda… io ho dato un interpretazione, non la risposta.
          Certo una cosa e dire “non capisco”, un’altra è dire “ha fatto male” (pur argomentando…).

          Nel “non capisco” avremmo molto da imparare da Maria e… serbare queste cose nel cuore. 😉

          1. Giusi

            Certo che Lei ne serbava ben altre. Quelle che serbo io è meglio che le butto fuori prima che m’intossichino! Pardon ho risposto per Giancarlo!

  9. vale

    ah, dimenticavo, sempre ieri sul foglio pag. 1 c’era una simpatica notiziola che atutt’oggi non ho visto riprendere da nessun organo di stampa: l’ambasciatore francese, parlando al consiglio di sicurezza ha detto che “il rifiuto dell’aborto è una violazione della legge umanitaria internazionale”
    ban ki-moon ha glissato-ovviamente. venrdì incontra il Papa- ma tale richiesta trova sostegno in quasi tutte le agenzie onusiane dal fondo per la popolazione( propone di concedere gli aiuti allo sviluppo solo in caso di “istituzione del diritto fondamentale all’aborto” in quegli stati che richiedono aiuti. e la Gaer,vice presidente della commissione contro la tortura a ginevra-quella che ha sentito il vaticano qualche giorno fa- ribadisce che la posizione del vaticano contro l’aborto è una “tortura psicologica”.
    paul coleman avvocato inglese pro life sostiene che è in corso un tentativo di creare un “diritto all’aborto” nel diritto internazionale.
    e ci sono pure vicini.

  10. annarita

    Non comprendo perchè mai certe donne scelgano di farsi suore quando potrebbero liberamente farsi rocchettare heavy metal,magari andare a cantare in tv o magari adepte di qualche partito liberale abortista, femminista, psicolaicista. Perchè segliere di diventare suora se non si ha la vocazione? Sarebbe meglio si fossero messe una macina al collo e……Sono finiti i tempi dove le suore, cantando Veni Creator Spiritus andavano a farsi ghigliottinare per Gesù e la verità? Poverette che pena mi fanno, non sono madri nè di fatto, nè di spirito, insipide.

  11. andrea pascucci

    “condannate all’infelicità senza appello”. Ha ragione Costanza Miriano. Si capisce, prima che da quello che dicono, da quei tristissimi tailleur, da quelle facce spente. Hanno, veramente, voltato le spalle alla bellezza.

  12. Che dispiacere le parole di queste suore; e ancora più dispiacere sapere che queste parole saranno usate dai nemici della Chiesa per continuare a sostenere che la Chiesa deve ‘modernizzarsi, aprirsi’.
    Spero che Dio dia loro la luce necessaria per vedere la bellezza del cammino che si sono scelte. Certe volte provo rabbia verso queste persone, ma sbaglio: come dice il Papa noi non siamo padroni della verità ma solo suoi servitori, e possiamo solo cercare di mostrarla a coloro che ancora non l’hanno vista.

  13. Andreas:

    “Non a caso le dispute cavillose e la ricerca ossessiva della contraddizione dottrinale furono “patrimonio” dei catari, che sfidarono il clero nelle famose «dispute pubbliche», tanto che la Provvidenza dovette, per così dire, suscitare il carisma domenicano e la preparazione eccezionale dei membri dell’Ordine, unita alla vita di santità, per far fronte all’eresia catara.”
    …oltre a provvedere (la Provvidenza) a una bella strage bella (di Catari)!

  14. @Andreas, come sempre interventi magistrali. Grazie. Non sono un dotto, mi limito a dire che spesso mi sovvengono le parole di Gesù “Da come vi amerete vi riconosceranno” e “che siano uno perché il mondo creda” (vado a memoria, perdonate se le parole non sono quelle esatte…) in linea con sweety, mi sembra che la dimensione dell’amore reciproco e della testimonianza siano decisamente da recuperare e siano l’unica via da percorrere per una reale nuova evangelizzazione. E questo può benissimo conciliarsi con l’assoluta fedeltà all’ortodossia cattolica, l’amore cristiano non è un buonismo che in nome di nobili sentimenti fa sconti di qua e di là… Semplicemente, una forte esperienza dell’amore di Dio dà la forza di seguire le Sue leggi… Viceversa, la vedo dura convincere qualcuno dell’amore di Dio a randellate di catechismo e teologia…

    1. Sottoscrivo tutto quanto, caro Stefano. Ho l’impressione che spesso siamo tentati di dimenticare una cosa: la Chiesa non è un esercito o un partito. Il Papa non è un dittatore spirituale. È una guida, qualcosa di simile a un consulente. Ma non si sostituisce alla nostra libertà. Onde per cui non ha senso stare a scrutarne ogni gesto, ogni battuta. Bisogna andare all’essenziale. Se riduciamo la fede a una “miltanza” in un “partito religioso” ci perdiamo invece nel contingente e ci infiliamo in un ginepraio di contraddizioni.

      Ad esempio sono proprio coloro che avversano ogni minimo accenno di collegialità intraecclesiale, vedendovi un pericoloso cedimento al “democraticismo”, a contestare il Papa come fosse un segretario di partito infedele alla linea politica o alla propria natura ideologica. Così però finiscono, proprio loro, per comportarsi come una qualsiasi corrente politica in una qualsiasi democrazia liberale, rivendicando “diritti” che sono la base fondamentale della società politica, ma non di quella ecclesiale. Paradosso curioso e anche piuttosto comico.

      Per quello la Chiesa più che dare prescrizioni strettissime indica dei princìpi. Il cristiano deve diventare un po’ come il cuoco capace di applicare in maniera adeguata alla situazione dei principi universali. Un cuoco che riproducesse sempre identica la medesima ricetta in ogni occasione e in ogni circostanza non farebbe bene il suo mestiere (e questo non è essere relativisti: il relativista modula i principi secondo le situazioni, non le ricette, fino al punto di stravolgerle). Anche in campo morale vale la stessa cosa. Dobbiamo prenderci le nostre responsabilità (ossia imparare ad amare) e finirla di delegare tutto ai Pastori. Altrimenti anche qui avremo la guerra e il conflitto perché non sono abbastanza “prescrittivi”.

      Il Papa ci indica la via, ma non muove le nostre gambe passo per passo. Sta a noi metterle in moto per poi, non senza fatic a e impegno, percorrere la via segnataci e praticare le virtù. Frignare in continuazione invece è la via per rimanere degli eterni poppanti. Io la vedo così.

    2. Baldo

      Grazie Stefano! E grazie a chi ha occasionato il confronto su questo tema e a chi ha portato il suo contributo, perché, in quest’epoca di forti contrapposizioni alla Chiesa, è veramente così facile diventare partigiani di una ideologia piuttosto che testimoni dell’Amore che Cristo ci ha insegnato.

      Penso invece che il mondo abbia veramente bisogno di testimoni del Vangelo di Cristo!

  15. L.

    Capisco le vostre belle intenzioni Hofer e Manfrin (spiritualmente parlando è così come dite voi), ma qui la questione va oltre le belle intenzioni. Perché il problema è che ci sono troppi/troppe convinte che “l’amore di Dio[Dea]” coincide con il loro anti-catechismo e la loro ateologia, con conseguenti randellate per chi non ci sta.

    1. Credo semplicemente che si debba cambiare prospettiva. Tutto qui. Papa Francesco ha pienamente ragione quando dice che “l’annuncio dell’amore salvifico di Dio è previo all’obbligazione morale e religiosa” (intervista a P. Spadaro). Invito a rileggere questo post emblematico di Don Fabio Bartoli che parla dei disastrosi effetti di quella che ha definito “sacramentalizzazione di massa” (credo integrarsi anche col commento di Giusi più sotto).

      https://costanzamiriano.com/2012/02/14/luomo-del-si/

      https://costanzamiriano.com/2012/02/14/luomo-del-si/#comment-29177

  16. Giusi

    Cara Sweety o caro non mi ricordo, a me di esternare il mio punto di vista non importa nulla. Oggi sono avvilitissima. Vuoi sapere perchè? Sono andata alla messa delle 8.30 in un Santuario, un po’ prima perchè mi sono confessata (mi confesso spesso, ha detto Bariom che pure questo può essere opera di Satana, non lo escludo). Ho trovato un bravissimo sacerdote che viene ogni tanto per aiutare nelle confessioni. Ha detto (lui, non io) che i dieci comandamenti sono ormai un’opinione, che ognuno fa quello che vuole e che è di moda dire che l’Inferno non esiste. Mi ha anche detto di non peoccuparmi perchè ai tempi di San Francesco era peggio e che la Chiesa va comunque avanti. Esco confortata e mi accorgo dai banchi drappeggiati di bianco che nella messa successiva ci sarebbero state le prime comunioni. Un po’ prima della consacrazione della mia messa cominciano ad arrivare i papà, le mamme (con minigonne vertiginose) e i bambii della Prima Comunione. Parlano durante tutta la consacrazione, la comuniome e fino alla fine della messa. Mi prende un avvilimento infinito, non dico niente perchè chi sono io Savonarola? Mi chiedo:: che avranno potuto mai capire i bambni circa la comunione se i loro genitori durante la consacrazione non hanno fatto altro che parlare?. Probabilmente che è una festa e che dopo si va a mangiare al ristorante..Preciso che si tratta di un Santuario importante e che dei tanti sacerdoti presenti nessuno ha detto niente. Sono esagerata se penso che avrebbero dovuto buttarli tutti fuori?

    1. Giancarlo

      Certo Giusi, sei la solita esagerata. Da te vengono sempre e soltanto mugugni, musi lunghi, rimproveri. E’ ora di finirla con questo clima di continua lamentela. Non vedi che va tutto bene?

      Sei la solita profetessa di sventura.

    2. Alessandro

      Ma scusa Giusi, se è vero quello che ha detto il sacerdote (“i dieci comandamenti sono ormai un’opinione, ognuno fa quello che vuole, è di moda dire che l’Inferno non esiste”), perché ti meravigli di come si sono svolte le prime comunioni?
      Che altro potevi aspettarti? E se dalle parole del sacerdote esci confortata, come puoi essere sconfortata, avvilita (addirittura: infinitamente!) da un episodio che sembra convalidare in pieno le sue parole?

      Se permetti un umilissimo consiglio: ti sei confessata, quindi ti sei riconciliata con Dio, e questo ti deve dare una grandissima e profondissima gioia. Una gioia davvero troppo grande e profonda per essere così severamente turbata dalle mamme in minigonna e da una celebrazione arruffata.

      Hanno sbagliato i sacerdoti, i papà caciaroni, le mamme discinte? Può essere, ci mancherebbe: ma tu rimani nella gioia del Risorto con cui ti sei riconciliata, prega per loro amandoli con l’amore con cui Cristo ci dà la forza di amarli (quel Cristo che vede il loro e il tuo e il mio peccato, che detesta il loro e i tuo e il mio peccato, ma ama infinitamente loro, te e me).
      Insomma: sta’ di buon animo, se sei riconciliata col Signore della nostra gioia nulla aduggi questa gioia!
      Perdona se mi sono permesso queste considerazioni, non ho davvero titoli per insegnarti a essere una buona cristiana, anche a me a volte a vedere certe cose piglia un po’ di sconforto, ma credo di aver capito che devo occuparmi di combattere il mio peccato e, dinnanzi a quello altrui, ricordarmi che Dio in persona è all’opera per vincerlo con il Suo amore. Questo mi dà pace.
      Buona domenica!

      1. Giusi

        Alessandro ma credi davvero che a me conforti vedere lo sfacelo? La conferma delle mie teorie? Magari fossero le mie teorie! Non è quello che mi aveva confortata ma la considerazione che la Chiesa ha passato periodi pure peggioroi ma si è sempre ripresa. Ma come si fa ad essre contenti quando si è inginocchiati durante la consacraione e tutto intorno c’è un vociare pazzesco? Ma credi che io stia male per me? Sto male per come viene oltraggiato Nostro Signore!

        1. Alessandro

          Non ho detto che “ti conforti vedere lo sfacelo”, e comunque mi scuso se le mie parole possono essere fraintese in questo senso.
          Premesso che non ho alcuna intenzione di giustificare il vociare durante la consacrazione, ti inviterei (sommessamente, senza giudicarti, lasciando che tu ovviamente faccia di questo mio invito ciò ritieni più opportuno per te in coscienza), ti inviterei a domandarti se questo vociare debba essere sufficiente a farti star così male, ad avvilirti infinitamente, a soffocarti la gioia in cuore.
          Nostro Signore oltraggiato in croce chiese al Padre di perdonare nientemeno che i suoi aguzzini perché non sapevano quello che facevano, e quell’oltraggio non l’ha sopraffatto: nostro Signore è Risorto, è vincitore di ogni peccato, nessun oltraggio può sminuire l’onnipotenza di chi, per sconfiggere la nostra morte materiale e spirituale, liberamente ha dato la vita e se l’è ripresa, niente e nessuno avendo la forza di lasciarLo oltraggiato, senza vita.
          Ma poiché la Sua Onnipotenza si chiama Amore, mi domando se non sia meglio fare quello che scrivevo qui sopra, cioè riservare ai vocianti questo trattamento: “amarli con l’amore con cui Cristo ci dà la forza di amarli (quel Cristo che vede il loro e il tuo e il mio peccato, che detesta il loro e i tuo e il mio peccato, ma ama infinitamente loro, te e me)”.
          Insomma, in una battuta: lotta per non lasciarti scippare la Gioia del Risorto dal peccato tuo o altrui! Che la pace del Risorto ti preservi il cuore da ogni avvilimento!

          (e spero che sia chiaro, lo ripeto alla nausea, che non sto giustificando in alcun modo lo scarso rispetto usato nei confronti di Cristo che, con dedizione totale, si dona alla nostra miseria facendosi presente tutto intero sotto le specie eucaristiche!)

          1. Giusi

            Alessandro non ho nessun dubbio circa il fatto che tu non condivida l’oltraggio. Non riesco a fare come dici tu. Non mi viene una gioia personale. Non odio i vocianti ma mi davano fastidio, mi disturbavano, li avevo nelle orecchie e non potevo fare a meno di chiedermi perchè mai il sacerdote non dicesse qualcosa. Sarebbe stata mancanza di misericordia dire che era presente quel Cristo che i loro bambini avrebbero mangiato per la prima volta da lì a poco e che non era quello il modo di prepararsi a riceverlo?

      2. Giancarlo

        Naturalmente Alessandro, le tue parole, come al solito, sono profondamente sagge: rimaniamo nella gioia!

        Mi domando però: rimanere nella gioia, com’è giusto che sia, esclude che Giusi possa desiderare un intervento deciso da parte dei sacerdoti? Non mi pare, le due cose possono benissimo andare insieme: da una parte restare nella gioia, dall’altra desiderare e, ad un certo punto, richiedere anche un intervento deciso da parte di chi ne ha l’autorità.

        1. Alessandro

          Certo, purché la richiesta (e qui i discorso si fa generale, non mi riferisco particolarmente a Giusi) sia ispirata da uno spirito di autentica correzione fraterna, tenendo presento quanto correggere fraternamente sia un’arte delicata, come opportunamente segnalava Andreas:

          https://costanzamiriano.com/2014/04/30/la-fabbrica-dellautoassoluzione/#comment-78593

          Oggi al Regina Coeli il Papa ha detto:

          “Anche a voi, per favore, chiedo di aiutarci: aiutarci ad essere buoni pastori.
          Una volta ho letto una cosa bellissima di come il popolo di Dio aiuta i vescovi e i sacerdoti ad essere buoni pastori. E’ uno scritto di San Cesario di Arles, un padre dei primi secoli della Chiesa.
          Lui spiegava come il popolo di Dio deve aiutare il pastore, e faceva questo esempio: quando il vitellino ha fame va dalla mucca, dalla madre, a prendere il latte. La mucca, però, non lo dà subito: sembra che se lo trattenga per sé. E cosa fa il vitellino? Bussa col suo naso alla mammella della mucca, perché venga il latte. E’ bella l’immagine! “Così voi – dice questo santo – dovete essere con i pastori: bussare sempre alla loro porta, al loro cuore, perché vi diano il latte della dottrina, il latte della grazia e il latte della guida”.
          E vi chiedo, per favore, di importunare i pastori, di disturbare i pastori, tutti noi pastori, perché possiamo dare a voi il latte della grazia, della dottrina e della guida. Importunare! Pensate a quella bella immagine del vitellino, come importuna la mamma perché gli dia da mangiare.”

          1. Bellissima immagine… considerare anche che l’agnellino va… come andrebbe un agnellino.
            Non come andrebbe un leone pronto a sbranarsi la pecora madre! (o peggio come un serpente… non mi riferisco a nessuno qui sia chiaro)

            Non so se ho reso… 😉

            1. Giancarlo

              Un intervento deciso da parte di chi ha autorità sarebbe quanto mai auspicabile, non solo in chiesa durante le celebrazioni, ma anche nella chiesa quando chiunque si sente in diritto di alzarsi e dire qualunque cosa senza che NESSUNO DI COLORO CHE HANNO AUTORITA’ si senta in dovere di correggere, con le buone o con le cattive, chi sbaglia.

          1. Giancarlo

            Un intervento deciso? E’ molto semplice Bariom. Se io fossi il celebrante responsabile, di fronte alla confusione da mercato che si realizza OGNI VOLTA (non è Giusi che è sfortunata, il fatto è che sempre, in occasioni di cerimonie, c’è mercato in chiesa) che c’è un matrimonio, o prime comunioni o cresime, a volte anche ai funerali, prima inviterei con forza, coloro che non sono interessari , ad uscire di chiesa; se non ottenessi il silenzio allora fermerei la celebrazione al punto in cui si trova e rimarrei fermo e zitto fino a che non ottengo un SILENZIO ASSOLUTO. Dopo di che riprenderei la celebrazione, pronto a fermarla di nuovo se ricomincia il mercato.

            Vedi Bariom? Non ci vorrebbe molto.

            1. GRANDE STRATEGIA Giancarlo…

              Invitare coloro che non sono interessati ad uscire dalla chiesa… io direi dalla Chiesa proprio (melius abundare).
              Non sono interessati a che?
              Tu sai che capita (perché capita) che gente “non interessata” partecipante solo per non poter dire di no, ad un Battesimo, Matrimonio, Funerale – i funerali in genere interrogano molto – è rimasta colpita da una parola che li ha chiamati poi a conversione?

              Veramente la forza è in te (come disse Obi Wan Kenobi)… 😐

              1. Giancarlo

                No Bariom. Ho detto uscire dalla chiesa, non dalla Chiesa. E siccome questa gente non si sognerebbe mai di uscire e continuerebbe a fare i cavoli propri senza un briciolo di rispetto, mi limiterei ad aspettare il SILENZIO ED IL RISPETTO DOVUTI IN CHIESA.

                Io, Bariom, voglio che in chiesa si rispetti la presenza reale di Gesù. Penso che tutti quelli che credono nella presenza reale di Gesù dovrebbero esigere rispetto. Se quelli che non credono vedono che tolleriamo il mercato in chiesa, pensi che ne potranno trarre un beneficio? Se non siamo noi i primi a pretendere il rispetto dovuto al Signore, come potranno capire, quelli che in chiesa vengono a fare mercato, che siamo in presenza di Gesù?

                Devo per forza ricorrere all’episodio di Gesù che caccia i mercanti dal tempio per farti capire che in chiesa E’ DOVUTO IL RISPETTO?

                1. Forse dovresti approfondire meglio il senso profondo di quel passo…
                  Poi se vuoi ricorri pure.

                  Comunque mi colpiscono sempre quei “io voglio”… 😉

                  1. Giancarlo

                    Ma insomma Bariom, è dovuto o non è dovuto il rispetto in chiesa, soprattutto durante una celebrazione? Fammi capire. Se pensi che sia dovuto, cosa pensi di fare in ordine a questo dovere?

                    Con le parole “io voglio” (ce n’è uno solo mi pare), non intendo imporre la mia volontà; vorrei semplicemente imporre il rispetto dovuto verso la presenza reale di Gesù. Cosa c’è di sbagliato in questo?

                    1. E’ dovuto certo…
                      Ma cosa penso io di fare?
                      Ancora non sono stato nominato parroco… non sta a me questa responsabilità.
                      Io penso a me stia l’atteggiamento che assumo io stesso durante una celebrazione se sono in assemblea o all’altare come a volte capita.
                      A me sta non farmi distrarre da “agenti esterni” a riprova (anche) di quanto vivo la reale presenza di Cristo nel tabernacolo (perché se ogni fanciullesco gridolino o minigonna altrui mi distrae, evidentemente è poca cosa).
                      A me sta non lanciare “occhiatacce” a destra e manca o avere sbuffi e borbottamenti “a voce alta” (che chi deve sentire senta…) e se proprio sento di dover intervenire, lo faccia nel modo più amorevole possibile (eviterei corda intrecciata a mo’ di frusta di Gesù, sui genitori/fedeli/non fedeli indisciplinati).

                      Insomma baderei alla mia parte, giacché non mi è richiesto altro.
                      A volta iniziando da lì si può fare molto.

                      Eppoi avrei un po’ di misericordia per chi non percepisce la presenza del Santissimo… perché a questa si arriva dopo un po’ di cammino di conversione e per molti è un concetto troppo astratto.
                      Li cacciamo fuori?
                      Perché non li chiudiamo in una stanza buia giacché non riconoscono la presenza di Dio neppure nel creato… 🙂

                      Sto ovviamente parlando di situazioni che per quanto disdicevoli, rientrano in una triste normalità, non sto dicendo che non mi piacerebbe tutt’altra realtà.
                      Sto poi dicendo (per l’ennesima volta) che tutto questo generalizzare (è così dappertutto…) partendo dalla propria PARZIALISSIMA esperienza, non serve a nulla e non può rispecchiare il vero.

                    2. Giancarlo

                      Certo che non sei tu il parroco; manco io lo sono. Ma siamo qui per parlare, no? Tu mi hai chiesto che cosa intendevo con “intervento deciso” ed io te l’ho detto. Poi nel concreto si possono immaginare anche altre cose. L’unico concetto che mi pare importante da far passare è che non possiamo tollerare tutto. Chi ha la responsabilità dovrebbe intervenire. Senza limitarsi a seppellire tutto con le solite secchiate di misericordia.

                    3. Giusi

                      Forse non hai letto bene. Non ho parlato di fanciulleschi gridolini. Erano gli adulti che parlavano. E non ho detto di aver parlato nè a bassa nè ad alta voce. E così la consacrazione sarebbe una prova di resistenza!.Crede di più chi nel bel mezzo di un casino si concentra. Bariom ma che dici? Certo che “voi buoni” che dite di non giudicare li date eccome i giudizi! E tu non credi abbastanza! E tu sei falso, sei in malafede, parli per idee preconcette! Ah certo c’è chi può e chi non può!

                    4. Giusi non è questione di concentrazione…
                      Poi se mi vuoi accusare di tutto ciò che non ho detto, travisare le mie parole in giudizi e farmi dire che considero “la consacrazione sarebbe una prova di resistenza!” (quando TU la trasformi in una “prova di sopportazione” e di continua insofferenza verso questo o quel “disturbo”), fai pure.
                      Ti senti giudicata, mi dispiace… come a detto Giancarlo siamo qui per “parlare”.
                      Io su questi argomenti ho questa idea e anch’io sono passato attraverso il tempo del “li fulminerei tutti”.

                      Quel che mi dispiace che anche tu andassi a Messa ogni giorno, sarà per te un o strazio… anche perché a sentir te ovunque e lo stesso. Forse dovresti pensare di ritirarti in un convento. Lì – e non lo dico certo con ironia – c’è sinceramente silenzio, rispetto, adorazione…e un po’ di pace.
                      Ma anche lì non si trova quella che non abbiamo dentro.

                    5. Giusi

                      Bariom la normalità durante la consacrazione è il silenzio. Punto. Io non devo sopportare niente perchè niente ci deve essere. Se per te è una quisquilia che orde barbariche entrino prima della consacrazione e parlino fino alla fine della messa evidentemente sei abituato ad altre messe. Ce ne sono persino dove si balla. Con l’espressione si becca male dappertutto intendevo dire che non è infrequente assistere a degli abusi. Ciò non vuol dire che non sappia dove andare a sentir messa senza che sia uno strazio compreso il Santuario di stamattina (da oggi devo aggiungere: quando nella messa successiva non ci sono le Prime Comunioni). Notte

                    6. Sì la normalità durante la consacrazione DEVE esse il silenzio!

                      Il discorso era partito all’inizio in modo generico sulle celebrazioni in generale… o sbaglio?
                      Sono contento tu sappia dove andare senza che sia una strazio.
                      Diventa un strazio, sentirsi fare il “bollettino di guerra” tipo “oggi sono andato lì, è successo così”.
                      Almeno, per me è uno strazio. 😉

                      Sogni d’oro… io ne ho ancora per un po’ 🙂

                    7. Giancarlo

                      @ Bariom

                      Insomma, riconosci che il rispetto ed il silenzio sia dovuto in chiesa durante una celebrazione. Poi però, quando si tratta di imporre il rispetto dovuto, allora fai subito ricorso ai secchi di misericordia. Se poi i secchi di misericordia non bastano, allora inviti a sopportare. E chi si lamenta del mercato in chiesa… è uno strazio! Non chi fa casino e non porta rispetto, ma chi si lamenta del casino è uno strazio. Non c’è che dire, hai un bel coraggio.

                      Vorrei farti notare che esiste anche la possibilità di usare la forza, quando necessario. Gesù l’ha fatto, non è uno scandalo.

                      E piantala, una buona volta, sempre con questa misericordia. C’è una sola fonte di AUTENTICA MISERICORDIA: è la confessione. Del tuo perdono, i poveri peccatori, non sanno che farsene.

                    8. Per me il coraggio cristiano si misura sul altri parametri…
                      Che anche a dire “piantala” a chichessia su un blog ce ne vuole molto.

                      Le “secchiate di misericordia” le uso per lo più con te…. caro Giancarlo.

                      E comunque tu ti puoi agitare quanto vuoi ma mi pare il problema del disturbo durante le celebrazioni tu non sia riuscito a risolverlo (con tutte le tue supposte strategie impositive), se invece si, passami i tuoi contatti che li segnalo subito alla mia Diocesi e caldeggio la tua venuta a nostra spese, come si fa ogni tanto per avere qualche buon predicatore.
                      Così potranno (volendo) chiamare anche te: Giancarlo il Normalizzatore!

                    9. Cosa se ne fanno poi i peccatori del mio perdono non è cosa che ti compete…
                      (quello che poi non ammette critiche sulla sua persona… gran razzolatore di segno opposto al predicare)

                      Certo se ne fanno ancora meno del tuo zelo furente 😉

                    10. Giusi

                      Bariom non c’è bisogno nè di te, nè di me, nè di Giancarlo: basterebbero i sacerdoti ma ieri il Papa ha detto che inorridisce quando sente che uno non va più in Chiesa perchè un sacerdote lo ha “bastonato” in confessione. Ti faccio una domanda: se uno dei tuoi figli da piccolo ti avesse detto: papà, la maestra ha detto che ho fatto degli errori nel compito, la maestra è cattiva, non voglio andare più a scuola. Tu cosa avresti detto: hai ragione, la maestra è proprio cattiva. O non piuttosto: bimbo mio, la maestra deve correggere i tuoi errori, non è cattiva, lo fa per il tuo bene e tu a scuola ci devi andare se no non imparerai mai. Giusto? Ho bene interpretato il tuo pensiero? Il Papa invece, fuor di metafora, dà torto alla maestra.. Posso dire che non sono d’accordo? Posso dire che a me Don Milani non piace o mi deve piacere per forza perchè il Papa lo ha lodato come educatore? Posso chiedermi che fine avrebbe fatto, regnate Bergoglio. San Pio da Pietrelcina, che dal confessionale ne ha cacciato più di uno? (Poi però tornavano convertiti). .

                    11. Cara Giusi, forse ha messo assieme cose che superficialmente sono assimilabili ma non per contesto, risvolti, obbiettivi, ecc.
                      Né si può pensare che ogni uomo di Chiesa sia fatto “con lo stampino”… anche parlando di Santi. sono forse tutti uguali… li vorresti tutti uguali? Perché con gli accostamenti che fai (che qui uno sia santo l’altro non ancora non è fondamentale), parrebbe di si.

                      Ad ogni modo la diatriba si sta facendo qui estenuante, con il solo risultato di correre il rischio di scadere di tono su quello personale (vedi il buon Giancarlo nel suo ultimo commento e me e il mio di rimando…) perdendo anche di vista l’obbiettivo che abbiamo sono convinto tutti qui: sante, belle, eccelse, Celebrazioni. Facendo credere che c’è chi “arde di zelo” e chi, in parole povere “se ne frega”..
                      Se il dibattere non serve ad aprire spiragli su una visione comune, ispirando magari “punti di vista” diversi, non serve a nulla.
                      …………………..
                      Per la maestra, la tua seconda è la linea che ho sempre adottato (e mio padre con me…), ma vedi se mia figlia ad età più adulta si è allontanata dalla Chiesa esercitando (magari male) il preziosissimo dono della libertà che Dio a tutti concede, come dovrei applicare la regola, che a scuola ovviamente ce la mandavo anche “a calci nel sedere”? Mi interesserebbe anche la risposta di Giancarlo che mi risulta viva questa condizione con figlia per di più ancora minorenne…
                      ………………….
                      Però davvero, getto la spugna… ieri ho avuto una bellissima Domenica passata in parte ad annunciare l’Amore di Dio. Oggi mi “scende un po’ la catena” e non credo ciò sia buono.
                      Prendo una pausa 😉

                2. Giusi

                  Bariom io per prima mi allontanai e nessuno mi costrinse ad andare in Chiesa non è questo il punto. Non sono d’accordo con il discorso del Papa: lo trovo superficiale e pericoloso. Lo sai bene che il tormentone: non vado in Chiesa prchè ll sacerdote…. è solo una bella scusa. Non mi sembra il caso di avallarla. Non da parte del Vicario di Cristo. Così la penso e rivendico il diritto di poterlo dire stando nella Chiesa.

                  1. Giancarlo

                    Giusi, se continui così dovrò cederti il ruolo di comandante dei cattivi. Non irrigidirti troppo… io dico che non capisco certe parole o gesti del papa. Forse è un limite mio.

                  2. Giusi

                    Oddio se mi rimprovera Giancarlo avrò proprio esagerato! Stasera a Padova viene il cardinale Comastri per padre Leopoldo, grande celebrazione. Mi riconfesso.

                    1. Giancarlo

                      Bariom, avevo abbandonato la polemica ma, se vuoi, la riprendiamo. Credo che sia meglio non fissarsi troppo su qualche parola che può sfiggire: succede a tutti. Non te la prendere.

            2. Sara

              Caro Giancarlo, in merito al tuo commento sul tipo di intervento (11 maggio 2014 alle 16:59), è esattamente quanto ho più volte visto fare a due santi sacerdoti che ho avuto ed ho la fortuna di conoscere e seguire. Il risultato? Nei confronti del primo, che è morto, tantissima gente che lo ricorda sempre con amore e gratitudine (soprattutto proprio per le sonore “sberle” che non lesinava a chi le meritava) e che affollava la Chiesa quando era lui a celebrare; nei confronti del secondo, folle numerosissime alle quali egli dedica individualmente l’intera giornata e che lo cercano come le folle cercavano Gesù, folle che, anche grazie ai suoi decisi (e misericordiosi, aggiungo io) interventi, sbalordiscono per l’assoluto raccoglimento durante le adorazioni e le liturgie da lui guidate (more antiquo, si intende).

              1. O “folle” che accorrevano come a suo tempo facevano con Gesù perché erano “semplicemente” santi sacerdoti. Santità che a molti modi di manifestarsi, compreso il giusto rigore quando serve (credo sia più facile digerire anche uno sganassone. se è un santo a dartelo) e dal “tutto” di queste santità, anche ogni Liturgia non poteva che assurgere ai livelli più alti. Poi un popolo educato alla santità e al bello, grazie a Dio fatica ed accontentarsi di qualcosa di meno.

                Il rigore da solo sono convinto non basti… (o le “sberle”). Il santo rigore è altra cosa e fa parte di un tutto.
                Sulla santità o meno dei nostri sacerdoti, già si è dibattuto – anche qui ahimè su opposti “fronti” – e anche su questa, oltre alle responsabilità dei singoli e della Chiesa, vedo quella di ognuno di noi.

                Ma è storia vecchia…

                1. Sara

                  Mai detto che il rigore da solo basti. Ho riportato esempi reali e concreti, per i quali assicuro si tratti di ciò che ho detto. E ciò a conferma che la strategia proposta dal “cattivissimo” Giancarlo funziona, almeno qui da me, almeno per i casi suddetti e, certamente, con tutte le altre limitazioni che si vogliano apportare.

                  1. La questione base è quale sia l’obbiettivo.

                    Potremmo anche affiggere cartelli tipo “Obbligo di silenzio – i trasgressori saranno multati con ammenda di 1.000 euro” (vedrei che silenzio).

                    O siamo parlando e stigmatizzando certamente una assoluta impreparazione delle masse desacralizzate (neo-pagane se vogliamo) che accedono per mille e più motivi agli edifici di culto?
                    Che poi anche sull’attitudine dei “fedeli” ci sarebbe molto da discutere.

                    Se l’obbiettivo è il “silenzio” , l’assoluta compostezza, possiamo mettere in campo moltissime strategie… quelle dei “cattivissimi” e quelle dei “buonissimi” ( 1.000 euro a chi tace per tutta la Celebrazione… 😉 ), ma se il problema e la soluzione è un po’ più complessa – e io credo lo sia – stiamo mettendo la borsa del giaccio in testa ad un malato di tumore.

                    Il malato non è la Chiesa, ma il mondo che alla c/C/hiesa accede (tanto per capirci).

                    1. Giancarlo

                      Il fine, Bariom, è quello di garantire il rispetto dovuto alla PRESENZA REALE DEL NSGC in chiesa. Questo è il fine. Fine che però avrebbe molteplici ricadute, la più importante delle quali sarebbe quella di far intendere, con le buone o con le cattive, a chi non ci crede, che in chiesa SI DEVE PORTARE RISPETTO A NOSTRO SIGNORE. E questo sarebbe un vero, straordinario atto di misericordia nei confronti di tanti pecoroni che entrano in chiesa come si entrerebbe al supermercato.

                    2. Questo è il tuo “fine”… (che ribadisci per l’ennesima volta), ma hai compreso quello di cui io parlo?
                      Che non esclude quest’ultimo… anzi.

                      Ma secondo te, a Gesù Cristo importa più che la gente “gli porti rispetto” o che si converta e il rispetto diventi un tutt’uno con quello che si ha, senza tanti “paletti”, per le persone che si amano?

                      Se voleva (solo) rispetto, Cristo non si faceva certo mettere in croce!! (oh Giancarlo, sveglia!)

                      Ma no, a te basta si garantisca il rispetto… direi che più di Ministri del culto avremmo bisogno di un bel “Corpo di Polizia Liturgica”…
                      Ti propongo come comandante in capo.
                      Manganelli a forma di croce s’intende 😉 e berretti con l’aureola (corpi speciali, mica bubbole…)

                      Comunque visto che non recepisci, ma nemmeno un poco e che a ogni intervento si torna d’accapo…
                      Passo e chiudo.

                    3. E non mi ribadire sempre l’ovvio, che lo so anch’io che si deve portare il giusto rispetto alla presenza reale di Nostro Signore (ma probabilmente tu dubiti che a me interessi), ma se uno non alcuna percezione o convinzione di questa presenza reale che fai, che fai!

                      Guarda che se un fuori di mente attenta al Tabernacolo, il sottoscritto ci si mette davanti (e non per passarlo a fil di spada), ma se uno passa difronte senza un dovuto segno di deferenza, che devo fare?
                      Lo inseguo e lo prendo a schiaffoni? Oh Giancarlo!

                    4. E parlando di “noiartri”, vogliamo parlare di “noiartri”? Dei tanto bravi lettori che soprattutto d’estate vanno all’ambone in brache corte e ciabatte (per le minigonne lascio la parola a Giusi)! Ne volgiamo parlare? (stendiamo un velo pietoso su come la Parola viene proclamata) e poi ci meravigliamo della caciara?

                      Voglia parlare di chi destinato al servizio all’altare sembra un scimmia su un trespolo e della di cui scimmia ha la compostezza nello stare seduto quando c’è da star seduti, e saltella di qua e di là quando si sta in piedi.
                      Vogliamo parlare di quando mentre si proclama la parola di Dio, bisbiglia con chi gli sta accanto certamente di improrogabili urgenze o quando appena inizia l’omelia si alza e sparisce in sacrestia per irrimandabili necessità forse liturgiche, che tanto lui la Parola già la conosce e non ha bisogno di ammonimenti.
                      E quanti di noi, si “nioartri” (esclusi voi ovviamente) traffichiamo con i vostri cellulari tutto il tempo… ne vogliamo parlare? E che palle, già tre minuti di ritardo e la messa non comincia! Io micca-cio tempo da perdere… e mo’ me metto in fondo che appena il prete si alza per la benedizione sono fuori prima di dire Amen!
                      E mo chi sono questi che io avevo il mio mezzobanco tutto per me (che già fa caldo) e mi tocca di spostarmi per fargli posto che questi manco sono parrocchiani qui che non gli ho mai visti…

                      Poi entra qualcuno che magari è dieci anni che non mette piede in chiesa, forse manco sa dov’è il Santissimo (se c’è, non c’è, perché…), non si “segna”, non saluta la statua della Vergine, parla (si perché parla)… apriti cielo!!

                      Ma fatemi il piacere!
                      …………………………………….

                      Ecco questo è (presumo) uno dei miei interventi che Giusi preferisce… io no.

                    5. Giancarlo

                      Questo tuoi ultimi interventi, Bariom, mettono bene in luce la differenza che c’è tra me e te.

                      Quando entro in chiesa, mi fermo un attimo sulla porta per fare il segno della croce e poi vado immediatamente di fronte al Santissimo: mi inginocchio profondamente, porgo il mio misero saluto e ricevo la Sua benedizione. La stessa cosa la faccio prima di uscire di chiesa. Così ho insegnato a fare alla mia famiglia e così insegno a fare a chiunque ogni volta che se ne presenta l’occasione. Tutto questo per un semplice motivo: perché SO CHE IN CHIESA E’ PRESENTE IL MIO SIGNORE, CHE SI ATTENDE DI ESSERE SALUTATO DAI SUOI FIGLI, come anche io mi attendo di essere salutato dai miei figli o da chiunque entra in casa mia.

                      Tu, Bariom, credi che in chiesa sia presente IL TUO SIGNORE? E se lo credi, come sono certo, non ti preoccupi di andare a rendere onore, ogni volta entri o esci da una chiesa, alla Persona che con il Suo sangue ha riscattato la tua misera vita? E se vai a renderGli onore, come si conviene ad un Re, non senti l’importanza e l’urgenza di insegnarlo anche a chi, entrando in chiesa, non è consapevole di trovarsi di fronte al Re dei re?

                      Temo, Bariom, che sia questa, in fondo, la differenza che c’è tra me e te.

                    6. Se ne sei certo del mio credere perché ipocritamente me ne domandi conto?
                      Tu non sai nulla della differenza che c’è tra me e te (e per fortuna c’è) e ti PERMETTI di discettare cosa io credo rispetto la presenza di nostro Signore.
                      Tu stai alla porta e vigili che chiunque entri faccia ciò che deve essere fatto?
                      Chi ti avrebbe incaricato?
                      Io non sento l’urgenza di insegnare agli altri ad assumere dei gesti. Sento l’urgenza di annunciargli l’Amore di Dio, Si, proprio quell’Amore che ha riscattato la mia misera vita.

                      Tu mi hai mai visto nel mio comportarmi in chiesa? NO ALLORA TACI ! e non ti permettere più di fare simili insinuazioni.

                      Come dice la Parola “la bocca parla della pienezza del cuore” e le tue lo rivelano bene.

                      Sai cosa hai scritto, lo sai almeno? Cosa subdolamente stai insinuando? Chiamasi CALUNNIA, non quella di cui si risponde in tribunale che non me ne potrebbe importare di meno. Quella di cui si risponde a Dio.
                      Ma non sarò io ad accusarti, lo fanno le tue stessa parole.

                      Come fai ad invocare il rispetto di Cristo nel tabernacolo, quando non hai alcun rispetto di un tuo fratello in Cristo?
                      Ma anche non lo fossi, per la comunanza di fede e di Battesimo, uguale rispetto dovresti avere proprio per quel preziosissimo Sangue versato di cui cianci.

                      Spero i tuoi figli entrando in casa ti salutino per amore, non solo perché gli hai insegnato a “portare rispetto”… saresti da compiangere.

                    7. Giancarlo

                      Bariom, io ho espresso un timore circa la differenza che potrebbe esserci tra me e te. Se invece il mio timore è infondato, allora scusami, si vede che ho male interpretato. Poi però tu confermi che c’è una differenza tra te e me; allora ti domando: qual’è questa differenza? In cosa, secondo te, differisce la nostra fede?

                    8. sweety

                      Bariom, ma io non perderei tempo e soprattutto pace a rispondere sempre…io credo che Giancarlo confonda molti piani, che non capisca che tu vuoi che la gente arrivi ad amare Gesù con l’esempio e non con la fustigazione pubblica…io capisco ciò che lui vuole dire, anche io mi inginocchio davanti al Ss. appena entro in chiesa, e non mi piace che le persone entrino in chiesa vociando senza manco pensare a Gesù. Ma penso – come te, credo – che la strategia siano conversazioni private, o incontri, in cui si dica la bellezza di avere un Dio che ci ama e si umilia per noi fino ad attenderci lì…eccetera eccetera.
                      io credo che Giancarlo le sappia, queste cose, ma è preso dal sacro fuoco…e quando uno è preso così, non ragiona molto…il sacro fuoco deriva dall’amore per Gesù, ma mi fa pensare a quell’episodio in cui Giacomo e Giovanni volevano buttare il fuoco sui villaggi samaritani e Gesù li rimprovera. Però li ama, sa che deriva dall’amore per Lui, solo che devono calmarsi, soffrire e imparare la misericordia di Dio.
                      Il Papa ce lo sta insegnando…

                    9. Grazie sweety, molto probabilmente ha iragione…

                      Poi tanto per la cronaca anch’io mi inginocchio e sto in adorazione… no perché sembra (non si comprende per quale assioma) che siccome uno arriva a capire il limite dell’altro – forse facile per me perché io da li’ vengo – allora lui stesso, si adatta verso il basso invece di continuare a guardare sempre in alto e a comportarsi di conseguenza.

              2. Giancarlo

                Cara Sara, mi fa piacere della bella testimonianza che hai portato. Io non ho mai avuto il piacere di vedere messa in pratica questa strategia. Sarebbe bello che tanti sacerdoti la adottassero.

                1. Sara

                  Sì, anche perché ti assicuro che nei casi suddetti c’è stato davvero un gran ritorno di fede e di amore a Gesù: voglio dire che i sacerdoti di cui parlo non si sono limitati a insegnare dei gesti o a fare “servizio d’ordine”, ma attraverso quegli avvertimenti hanno realmente fatto capire che la forma è (e deve essere, sennò certamente non avrebbe senso) sostanza. Ti assicuro che, da allora, non solo c’è più gente, ma c’è molta più partecipazione alla liturgia e si vede davvero che è aumentata la consapevolezza di quello che si sta facendo e del perché lo si sta facendo. E’ ovvio che insegnare il rispetto debba avvenire insegnando l’amore e debba essere complementare alla misericordia e alla carità (ma credo che anche per te questo fosse un presupposto talmente ovvio da non necessitare di essere esplicitato): nei casi di cui parlo questo è avvenuto e il popolo di Dio che l’ha sperimentato ora sta rispondendo!

      3. @Alessandro, avessi letto prima il tuo, mi sarei risparmiato il mio di commento… 😉

        Azzardo sul sacerdote e i “dieci comandamenti fuori moda”,,, non è che sava vacendo una amara constatazione con amara ironia?
        Perché la stessa frase può avere molte interpretazioni…

    3. @Giusi, dopo leggo tutto con calma, ma per favore… non ho detto che confessarsi troppo spesso può essere opera di satana… non mi attribuire per favore “castronerie” (seppure ne possa dire).
      Ho detto che “il non sentirsi mai a posto” (mi pare a memoria fossero parole tue), quindi gli eccessivi scrupoli di coscienza, possono essere opera di satana… perché è lui che sempre accusa ed in più il “non sentirsi mai apposto” può configurare l’idea che il Sacramento della Riconciliazione non operi ciò ce certamente opera!

      Spero di aver chiarito.

    4. Minigonne vertiginose, bambini caciarosi, papà preoccupati solo delle foto, ecc, ecc…

      Certamente una non buona situazione contestuale… certamente riflette la situazione di desacralizzazione del mondo (di fatto quanti in percentuale di quei genitori sono realmente coscienti di quanto sta accadendo…?).

      Viene da pensare che la preparazione anche agli aspetti “formali” non sia stata adeguata… o anche si e in molti hanno fatto gli “gnorri”…
      Che fare? Bloccare sulla porta tutte le mamme discinte?
      Continuare a urlare dal microfono “SILENZIO”… silenzio, siamo in Chiesa (quante volte l’ho fatto anch’io…).

      L’ultimo incontro di preparazione ai battesimi a cui sono stato chiamata a partecipare per poi essere il responsabile diciamo “del traffico liturgico” durante la celebrazione, è stato di una sola sera, in poco meno di un’ora. C’è sempre la non celata paura spesso dei parroci di “appesantire” “stufare” i genitori… un po’ di (deleterio) rispetto umano… ma che fare? Io posso fare bene la parte assegnatami, far presente il mio punto di vista… ma poi non sono io a decidere.

      Poi fare più di un incontro “fatto bene”, cioè che non si limiti a riversare addosso ai molti agnostici genitori, tutto il CCC sul tema e oltre, non serve proprio a nulla!!
      Bisogna avere le persone preparate e capaci…
      Quindi… si fa come si può con tutti i nostri limiti, distantissimi dalla perfezione che simili contesti richiederebbero… ma non giova a nessuno farsi il sangue amaro e storcere il naso, rovinandosi magari anche la Celebrazione, nel guardare i limiti altrui (penso io).

      Poi sembra che dove capiti tu “becchi sempre male”… non è che il signore ti vuol dire qualcosa? 🙂

        1. Dappertutto dove? Io giro parecchio sai e mi capita spesso di beccare molto bene.
          Non è che hai delle lenti sul naso, un po’ fumè?

          1. L.

            Piccola cronaca tratta da FB (autore G.M.):
            «Bisogna assistere a certe PRIME COMUNIONI per capire realmente cosa significhino le parole “profanità” e “profanazione”. Abiti maschili e femminili tipici delle feste di compleanno in discoteca, tablet, fotografie scattate in modo compulsivo, rumore di sottofondo da Curva di stadio.
            …ma naturalmente, tutto questo è in perfetta sintonia con una “liturgia” e con edifici “sacri” di una sciattezza desolante, con canzoncine forzatamente infantili che non troverebbero accoglienza neanche alle selezioni preliminari di Sanremo, nel totale (e voluto?) annichilimento del Mistero, come se tutto fosse compiuto scientemente per distogliere, distrarre e alienare le persone presenti! E’ assolutamente comprensibile perché per il 99% di quei bambini, la Prima Comunione sarà anche l’ultima… D’altronde, nella chiesa in cui sono stato costretto a stare oggi, il Santissimo era relegato …in un’intercapedine laterale dell’edificio. Ergo…».

            Mi reputo, in pratica, molto più tollerante di quello che sembro scrivendo e, in genere, prendo quello che mi passa il convento e cerco cmq di farlo fruttare spiritualmente e se non ci riesco è gran parte colpa mia.
            MA
            non è la prima volta che mi capita di sperimentare sulla mia pelle cose tipo quelle descritte.
            E quindi, per favore, non voltiamoci dall’altra parte…

              1. Thelonious

                ma perché perdere tempo dietro a queste sciocchezze?
                e comunque in ogni tempo ci sono stati quelli dei “mala tempora”.
                Siamo ancora qui…

              2. Giusi

                L’ho letto caro Vale e l’ho trovato molto interessante e a mio avviso non è liquidabile come articolo contro il Papa ma non l’ho postato di proposito perchè già sono cattiva, non volevo apparire cattivissima! Certo che pure tu! Potremmo fare tre club: i cattivi capitanati da Giancarlo, i buoni (presidente onorario Bariom), i va tutto bene madama la marchesa (qua per la leadership ci vogliono le elezioni, potremmo cumularle alle europee) et least but non last, otto spanne sopra tutti, l’essere perfettissimo: Andreas! (Mo’ mi fulmina!) 😀 Fuori concorso: il genio: Paul Bratter e il rompic… (in senso buono) Alvise!

                1. Riguardo a questo articolo giova ricordare un commento dello stesso autore sul suo profilo facebook dove ammette di averlo scritto istintivamente, senza pensarci molto. Credo sia da leggere tenendone conto.

                2. Vedo che Giusi continua a tirarmi in causa. Naturalmente non ho intenzione di cogliere simili provocazioni: il nostro tempo è di Dio, non nostro, e ne ho già sprecato fin troppo per star dietro a sterili e inconcludenti polemismi.

                  Non c’è nemmeno da prendersela troppo. In fin dei conti credo che i veri responsabili siano tutti quegli di opinionisti, blogger, accademici e intellettuali che invece di usare i loro talenti per il bene comune di tutti fomentano l’irrequietezza di tanti per assecondare le proprie brame narcisistiche.

                  Spiace più che altro che ci sia chi si deve sorbire questa sequela di infiniti piagnistei, punzecchiature acidule e così via. Ammiro molto la perseveranza, l’equilibrio e la pazienza di Bariom. E temo che i “malintesi” in cui incorre non siano accidentali. Quando per la millesima volta, al fine di difenderti dalla solita fallacia dello straw man, ti vedi costretto a precisare che dire “non va tutto male” non equivale a dire che “va tutto bene”, allora vuol dire che c’è qualcosa che non va dall’altra parte del filo.

                  C’è una bella differenza infatti tra parlare “con” qualcuno e parlare “a” qualcuno. Chi vuole solo sfogarsi non sta veramente parlando con te, anche se dice di voler solo “capire”. Gli interessa solo appurare se si può compaginare assieme a te per fustigare la corruzione dei costumi, della società, della Chiesa. La logica è: il mondo ci fa paura, ci sgomenta? Stringiamoci a coorte e sarem pronti alla morte! Facciamo “massa” e avremo meno paura.

                  Per me questa è una tentazione, non una soluzione. Poi, per carità, liberissimi di proseguire a oltranza. Con questo passo e chiudo.

                    1. No: tu non scherzi affatto. È solo retorica di bassa lega che ti serve per poter girare la frittata e accusare chi osa contraddirti di essere “pesante” quando tu per prima sei di una pesantezza indicibile nella stragrande maggioranza dei tuoi commenti. Oppure quando hai la faccia tosta di irridere gli altri per la loro “scarsa misericordia”. Si chiama ipocrisia. Au revoir, madame. la lascio al suo codazzo di scaricatori di torto.

                  1. Grazie Andreas, non tanto per gli attestati di stima, ma perché mi ha ricordato una cosa che troppo spesso mi sfugge:
                    “il nostro tempo è di Dio, non nostro”

                    Così questa mattina, per star qui a “giocare a rimpiattino”, ho mandato alle ortiche il mio tempo di preghiera e probabilmente qualche piccola opera buona casalinga ( niente di “eroico” 😉 ).

                    E il tempo perduto, proprio perché il tempo non ci appartiene, non si recupera…
                    Sai che faccio? Spengo “l’infernale” (a volte) aggeggio! 😉

                    alla prox

                    1. E’ la cosa migliore. E pur essendo l’essere perfettissimo 😀 credo proprio che seguirò il tuo esempio: ci sono miriadi di cose importanti che dovrebbero avere la priorità su cose non importanti e non urgenti.

                    1. Questa invece è dedicata agli altri “fulminanti”… quelli della “fulmiatio orantis” (signore liberaci dalla orde disturbatrici e sacrileghe).
                      Come vedi Giusi ho riacceso il PC 😉
                      E chi se la prende è perché si riconosce…. ah ah ah 😀

            1. sweety

              puoi dire che non sei d’accordo col Papa, certo Giusy (anche se la verità è che non sei d’accordo con quello che TU pensi il Papa voglia dire; che non è lo stesso di ciò che il Papa vuole dire davvero).
              Adesso che l’hai detto, vorrei però che mi rispondessi a una domanda (e mi accontenterò di qualsiasi risposta tu mi voglia dare): a che e soprattutto a CHI serve il fatto che tu lo dica?

              1. Giusi

                Alla chiarezza e alla verità non mia ma di tanti che contenti non sono e non sono lefebvriani e nemmeno lo vogliono essere e non si può far finta che non sia così. Sweety vuoi far tu la leader di va tutto bene madama la marchesa?

                1. sweety

                  Grazie, della risposta, anche se non capisco che c’entrino i lefebvriani. La chiarezza che tu propaghi secondo me però non è chiarezza totale ma una tua visione parziale – ci sono tante cose che vanno male, e tante che vanno bene. Denunciare le prime non va fatto qui, invece esaltare le seconde sì, secondo me. Comunque, grazie.

                  Riguardo alla tua domanda: no, perché io NON HO MAI detto che va tutto bene
                  Giusy, ma tu LEGGI quello che Bariom, Andreas e io scriviamo o ci leggi solo quello che vuoi leggerci? Qualcuno di noi ha mai detto che “va tutto bene”? NO! Allora basta con questa storia.
                  Spesso va male – ma io sono dell’opinione che non andrà meglio lamentandosi. Anzi, sono dell’opinione che vada ancora peggio così: non migliora il male che c’è e il bene che c’è si putrefa nel mare magnum delle critiche, del Papa gonzo, dei cardinali eretici, dei preti che se ne fregano, dei fedeli in minigonna eccetera.
                  Io non dico “facciamo finta che va tutto bene”, dico denunciamo nelle sedi appropriate e non qui.

                  Invece di perdere tempo a postare link su quanto fanno schifo le messe qui, perché non organizziamo, ognuno a casa sua, incontri di formazione cristiana alle amiche così che capiscano che in minigonna in chiesa non si va?
                  Io partecipo ad alcuni del genere, e Giusy, se non erro, tu stessa spesso hai detto quanto conversazioni private con amiche tue abbiano avuto frutti di conversione.
                  SOno certa che le tue amiche e Dio sono felicissimi di quelle conversazioni in cui, ne sono sicura, traspariva non solo l’amore per Dio ma anche l’amore per loro.
                  Ecco, vorrei che in questo blog ci fossero conversazioni così…come quelle che hanno portato le tue amiche alla conversione.
                  Magari meno lamentele qui e più azione a casa…me lo segno sull’agenda per me!

                  1. Mi permetto di aggiungere, sweety, (e non è una questione di “club” a cui appartenere, ma di semplice strategia 😉 ) che, almeno credo, a furia di sottolineare frequentemente gli aspetti più negativi nella Chiesa si corrano i seguenti rischi:

                    1) Dare una immagine della Chiesa distorta in negativo, facendola apparire molto peggio di quello che è, dimenticando che per ogni mela marcia ce ne sono Dio solo sa quante san(t)e, che non fanno notizia. Non sarebbe affatto male dare lustro anche a queste realtà, che tanto frutto portano.

                    2) Affossare la Speranza. A forza di voler evidenziare a tutti i costi il male poi si finisce a pensare che, come diceva Bartali, “l’è tutto sbagliato, l’è tutto da rifare”, che il Male sia più forte del Bene, quando sappiamo benissimo che Gesù ha promesso che non abbandonerà mai la Chiesa e che in Dio c’è sempre la speranza di risalita, anche dall’abisso più profondo. E questo è un aspetto che secondo me passa troppe volte, anche da parte mia, come sottinteso e scontato (parlo in generale, non solo del blog), mentre è un argomento che andrebbe, come ho già detto, più testimoniato.

                    Certo, non è giusto nemmeno mettere la testa nella sabbia e far finta che tutto vada bene, ci mancherebbe. Ma mi chiedo se pubblicare e, conseguentemente, dare più visibilità a determinate dinamiche dove i protagonisti non brillano per santità alla fine della fiera non sia controproducente, e se non sia meglio limitarsi a segnalare eventuali situazioni irregolari a chi di dovere, senza per forza renderlo pubblico, col rischio, ripeto, di fare da involontaria cassa di risonanza. Senza contare le evidenti lacerazioni che ciò provoca tra noi cattolici, che dovremmo risplendere invece per la concordia e l’unità.

                    Spero nessuno prenda male queste mie parole, mi spiace veramente vedere nascere tante incomprensioni tra persone che condividono la stessa fede e credo che se ogni tanto condividessimo maggiormente ciò che di bello Dio ha fatto nelle nostre vite e nelle vite di altri ne usciremmo tutti più edificati. Non è mai troppo tardi per iniziare! 😉

                    1. Giusi

                      E stasera ho assistito ad una bellissima messa in onore di San Leopoldo officiante il Cardinale Comastri..

                    1. sweety

                      Beh data l’età è comprensibile 😉 Però magari ci vanno vociando un po’…insomma ci siamo capiti! 🙂

                    2. sweety

                      Ooookay….bene! Hai un giro di amicizie davvero buono 🙂 Allora organizzate incontri costruttivi con conoscenti, amici di amici, amici di amici di amici…con tutto lo schifo che denunci quotidianamente a Padova ce ne saranno di persone così nel vostro giro di conoscenze allargato! Un’ottima occasione per scrivere meno qui e conoscere più gente lì – a quelli serve davvero ciò che puoi dire loro!! Dio ti aspetta al varco 🙂

                    3. Giusi

                      Cara Sweety, io non sono in grado di convertire nessuno, posso solo portare nel modo che mi riesce la mia cristianità, la mia amica atea non l’ho convertita io ma il Signore, lei ha aperto le porte alla Grazia. Padova è come tutto il mondo, non è mica particolare. Guarda che non siamo i Testimoni di Geova….

                    4. sweety

                      Non siamo i Testimoni di Geova, ma il dovere di essere apostoli è chiarissimo: “Andate e predicate il vangelo”. ora, credo fermamente che ci sia gente col carisma dell’apostolato pubblico, ma la stragrande maggioranza dei cristiani ha la missione di essere apostolo nella propria cerchia di amici, conoscenti, colleghi, familiari. Tu sei strumento di Dio: chiaro che è lui che fa le cose, ma noi lo aiutiamo. Con l parola buona al momento buono, con un incontro fra amici i cui si parla di temi cristiani normalmente, spontaneamente…e anche semplicemente (soprattutto, direi) con l’amicizia, l’affetto…senza grandi parole, senza grandi cose…Dio agirà lui. Insomma, non te le devo spiegare io ‘ste cose, visto che già le fai, sicuramente.
                      Questo è ciò che aiuta la Chiesa.

                    5. Tant’è che loro (i testimoni di…) ci hanno già “bagnato il naso” e preceduto d’un pezzo, che ora se vai di casa in casa ad annunciare Cristo, devi prima dire: “Non siamo testimoni di geova…” 😐
                      Ciò non evita certo che la porta ti venga sbattuta in faccia 😉

              2. francesco

                Penso che questa domanda sia quella veramente decisiva, perche’e’l’unica che anche un ‚‚semplice‘‘ (i ‚‚tranquilli‘‘ di cui parla San Tommaso) si puo’porre. Non dimentichiamo infatti che San Tommaso scrive per chi sa leggere (all’epoca, non tutti), e tra coloro che sanno leggere, per chi ha gli strumenti sufficienti per capire una argomentazione come la sua (il che restringeva allora di molto il cerchio). I semplici, che non sapevano nemmeno leggere, difficilmente potevano essere i principali destinatari di quel passo di San Tommaso.

                Curiosamente pero’, alla religiosita’dei semplici e’connaturato anche un innato senso di coerenza, esattamente come nei bambini. Non importa quanto complessa sia l’architettura logica che i genitori provano a proporre a un bambino, non importa quanto condivise o da quali illustri idee sia supportata: se l’argomentazione fallisce un esame interno di coerenza logica, tac: scatta la domanda. ‚‚Papa’, Mamma, ma perche’ A se prima/da un’altra parte/per quell’altra persona invece B‘‘? Penso che tutti conosciamo questo meccanismo. Ed ecco, trovarci dentro un ‚‚vizio‘‘ di forma mi sembra non fosse nelle intenzioni di San Tommaso, il quale si rivolge appunto a persone diciamo ‚‚edotte‘‘.

                Anche perche’, se la religiosita’all’epoca di San Tommaso poteva accettare, o quanto meno per forza di cose tollerare, che la gente facesse cosi’e cosi’ ‚‚perche’l’ha detto il prete‘‘, al giorno d’oggi un atteggiamento del genere potrebbe nel migliore dei casi delineare una fiducia assoluta nella Chiesa istituzione (positivo), nel peggiore sconfinare nella superstizione (negativo), con una vasta gamma delle posizioni intermedie della mancata interiorizzazione dei giusti insegnamenti ricevuti da bambini (incompiuto).

                Per questo penso che una domanda su un tema che si desidera chiarire non possa essere condannata in se, piu’che altro bisognerebbe appunto chiedersi dove e come ha senso porre questa domanda.

          2. Giusi

            Dal Bollettino Parrocchiale riguardante la Comunione di cui sopra. Parlano le catechiste: “la quasi totalità dei bambini sono digiuni di un’esperienza anche minima di tipo religioso, dopo alcuni mesi non erano in grado di fare bene il Segno della Croce o di ricordare l’Ave Maria”. Questo si ricollega a quanto postato da Stefano circa la “sacramentalizzazione di massa” e Don Fabio.

            1. Non che al comportamento tenuto durante le Comunioni di cui sopra da bimbi genitori e famiglia al seguito… o no?

              Ma possiamo sempre cacciar fuori qualcuno… cosi risolviamo.
              Battute a parte certamente la strada pratica percorribile, suggerita da Giancarlo, potrebbe essere quella di eventuali pause di silenzio “forzate”, ma spiegate, del Celebrante.
              Si salverebbe il decoro della Celebrazione, ma non certo il cuore vero del problema ed questo su cui bisognerebbe seriamente interrogarsi.

              1. Giancarlo

                Si otterrebbe il silenzio finalmente. Si otterrebbe il rispetto almeno. Non è poco di questi tempi. E ci srebbe l’occasione di una riflessione per chi alla messa pensava di venire solo a far mercato. Sarebbe un momento di educazione, direi un momento di autentica carità verso chi ha completamente smarrito il senso del sacro. Non sarebbe poco Bariom. Sarebbe un inizio.

  17. Oggi il Papa all’Angelus ha ricordato l’immagine patristica del vitellino che preso dalla fame va dalla mucca per ricevere il latte. Quando questa sembra volerlo trattenere per sé, allora il vitellino urta più volte contro le mammelle della madre per ricevere il latte. È una metafora per indicare il diritto/dovere dei fedeli di “importunare” i Pastori per chiedere loro il latte della sana dottrina. Il Papa dice di chiedere con insistenza. Ovviamente, intelligenti pauca, c’è una bella differenza tra chiedere con insistenza e fare il check-up dottrinale alle parole dei Pastori. Si tratta sempre di ricordarsi che il latte dei Pastori non è preparato necessariamente secondo la misura del nostro “io” (ovvero la nostra ragione, il nostro giudizio, il nostro sapere, la nostra esperienza, ecc.).

  18. L.

    Hofer. se, ai tempi della crisi ariana, i fedeli non avessero fatto il check-up dottrinale ai Pastori…

  19. clockwork

    Certe volte mi chiedo se veramente io e Giusi abitiamo nella stessa città: io qui vedo praticamente solo persone così felici di essere cristiane cattoliche da far cadere tutti i denti.

    1. Giusi

      Orologiaio questa tua affermazione è così priva di senso che non so cosa rispondere. Che significa? Che c’entra poi la felicità? Che metro è? Io sono felice di essere cristiana cattolica, le orde vocianti pure mi sembravano felici, pure Jack lo Squartatore quando squartava era felice, siamo tutti felici, che meraviglia!

      1. sweety

        Beh, lo sappiamo che Gesù ha detto che è venuto “perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia completa”: meno male che sono felici! 🙂

      2. sweety

        intendo i cristiani. Il metro per capire se uno è cristiano non è la felicità, ma l’amore, si sa “(“da questo capiranno che siete miei discepoli..”), ma un po’ di felicità non guasta mai 🙂

      3. Thelonious

        L’aspirazione del cuore umano è quella di essere felice. Questo coincide con l’essere santi, ma il comprenderlo non è così ovvio, ed è l’esito della conversione del cuore. Non so se le orde vocianti fossero felici, e ancor meno Jack lo Squartatore. Dubito però che si tratti della felicità nella accezione di cui sopra. Una certa forma di ironia e di autoironia deriva dalla “leggerezza” della vita, nel senso che quando si ha la fede che Cristo è risorto e ha vinto il mondo, si è certi che “Dio c’è ma non sei tu: rilassati”. Personalmente cerco la compagnia di persone che mi ricordino che Cristo ha vinto, e che mi aiutino a camminare con gioia, pur nella “valle di lacrime” della vita.

        1. Giusi

          Boh io incontro chiunque, non gli chiedo se è felice o se è credente anche perchè Cristo è venuto per tutti e poi sono i non felici che hanno bisogno di aiuto.

      4. Clockwork

        Ossignore, Giusi so che probabilmente non è giornata, ma non ogni parola che esce dalla mia bocca è veleno! 🙂

        Semplicemente, notavo come le tue descrizioni della cristianità padovana non coincidano con la mia esperienza: dodici/tredicenni che pregano più di me, genitori che pur di farsi una messa in pace scaricano i bambini ai catechisti, che riescono più o meno a gestirli (o quantomeno a limitarli), chiacchiera mantenuta non a un livello di decenza, ma più che rispettabile, soprattutto durante i momenti più impegnativi (consacrazione, post-comunione), addirittura flottiglie di sedicenni che vanno a messa con gli amici e poi restano magari un’oretta a parlare in patronato.

        Probabilmente sarà la mia zona che è periferica e mooooolto di campagna (sono della zona Legnaro/Ponte San Nicolò/Casalserugo), ma la situazione è nettamente diversa dalla tua (mi pare di capire tu frequenti il centro o zona verso Camposampiero)

    1. Giancarlo

      ”con Papa Francesco la Chiesa italiana ha un’occasione straordinaria di riposizionarsi rispetto alle attese spirituali, morali e culturali”. Insomma, pare di capire, è la chiesa che è rimasta indietro e che deve “riposizionarsi”. E poi:”Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione della gravidanza, ma con quei giovani che sono contrari a questa pratica e lottano per la qualità delle persone, per il loro diritto alla salute, al lavoro”. Chi recita il rosario ha il viso inespressivo? Bisognerà informare la Madonna. Poi un’altra cosa: mons Galantino ha detto che è importante lottare per il diritto alla salute. Abbiamo un DIRITTO ALLA SALUTE. Qualcuno ha informato il Padreterno?

      Ma queste… cose che dice, le pensa o gli vengono naturali?

    2. Giusi

      Vorrei dire a Mons. Galantino che quei visi inespressivi che recitano il Rosario fuori dalle cliniche spesso vengono aggrediti fisicamente da quei visi espressivissimi degli abortisti! Si vede che a lui piacciono quelli! Sono nauseata ed indignata! Qui siamo al manicomio e al circo equestre! Buonanotte

  20. Elisa

    Giusi Effettivamente le Parole di Galantino possono sembrare forti e sbagliate, ma io non mi fermerei alle sintesi giornalistiche, che spesso sono inesatte e pressapochiste, se no rischiamo anche noi la superficialità che ha come unico effetto quello di dividerci, come cattolici seminando inutili zizzanie. Sono certa che il pensiero di questo Monsignore è più articolato delle poche righe che vengono riportate dal giornalista…

    1. In effetti:

      Mons. Galantino ha detto: «Il mio augurio per la Chiesa italiana è che si possa parlare di qualsiasi argomento, di preti sposati, di eucarestia ai divorziati, di omosessualità, senza tabù, partendo dal Vangelo e dando ragioni delle proprie posizioni.»

      Traduzione in TITOLESE: “Mons. Galantino: basta tabù su gay e preti sposati”

        1. Giusi

          Ah ho capito e scommetto che voleva dire che si identifica con i visi espressivi di chi dice il Rosario fuori dalle cliniche abortiste rischiando l’incolumità fisica (a Padova hanno aggredito pure un sacerdote). Avrà scritto male il giornalista….

          1. Per te il problema principale sono i “visini (+ o -) inespressivi” o il dibattito sulle tematiche sottolineate?
            Poi magari di “visini inespressivi” non ce ne era manco uno… e il problema non si pone…
            Hai un po’ dell’azzegagarbugli… rilassati.

            Ma chi te lo fa fare di correre dietro a tutti le frasi mal espresse, mal riportate, mal pensate, mal poste di questo mondo?
            A te stronz… ate non ne scappa mai una? A già “loro” no… non possono.
            Diciamo sarebbe meglio no, ma tanto poi si sa: “chi non fa non falla” (e chi non parla non straparla) 😉

            1. Giusi

              Bariom il modo di esprimersi (“senza tabù”) sulle tematiche sottolineate sottende un’ideologia chiara. La Chiesa si è sempre espressa su tali tematiche: “secondo dottrina”: questo è l’unico modo. Per quanto riguarda l’altra affermazione se non ne vedi l’estrema gravità non so francamente che dirti. Parliamo di uno messo al posto di Ruini: no che non può dire stron…..!

              1. Lo sai che fu Cristo il primo a stravolgere la Dottrina d’un tempo e anche per questo è finito in croce?
                Ciò che è interessante è che come dalla Sua parola, nel contempo non era e non è venuto per abolire la Legge, ma per portarla a compimento… e quale è la Legge compiuta a cui la stressa dottrina d’un tempo come quella di ogni tempo deve Essa conformarsi in un continuo divenire?

                (e adesso via agli strali di quelli che vogliono sapere come la penso su questo e quello – come se avesse importanza… io la penso come la Chiesa oggi mi invita a pensare. Così metto le mani avanti e cirisparmaimo la fatica…) 😉

                E l’espressione “senza tabù” e una stron… giornalistica, visto che la Chiesa non ha nessun tabù essendo l’unica realtà sulla terra a vivere pienamente della Libertà che viene da Dio.
                La libertà dell’Obbedienza.

              2. A questo credo di averti già risposto qua o là (più qua che là…) – dottrina / tabù – processo alle intenzioni ecc.
                Stron… che non è affatto detto lo siano (il probelma il più delle volte è solo la nostra ristretta capacità di comprensione) e così via… quindi non mi ripeto. 😉
                Ciauz…

                1. Giusi

                  Bariom quello che mi avvilisce oltre misura è vedere paragonare queste figure a Cristo. Galantino in Croce non ci finirà, al massimo sulla poltrona di Bruno Vespa……

                  1. Ma chi? Dove? Quando?
                    Per arrivare a paragonare qualcuno a Cristo ce ne vuole…

                    Poi se Galantino dovrà passare solo dalla poltrona di Vespa o dal Legno della Croce, Dio solo lo sa…
                    Non certo noi, e presumere dell’una o dell’altra cosa è un azzardo in ogni caso.

    2. Alessandro

      Mi pare che in questo caso non si possa accollare la colpa esclusivamente ai soliti giornalisti faciloni o mistificatori, ma si siano sommati infelicemente le semplificazioni giornalistiche con un infortunio espressivo (l’eufemismo m’è riiuscito bene, spero) di mons. Galantino, il quale effettivamente ha detto (a meno che abbiano virgolettato parole non sue): “Io non mi identifico con i visi inespressivi di chi recita il rosario fuori dalle cliniche che praticano l’interruzione della gravidanza”.

      http://blog.quotidiano.net/panettiere/2014/05/13/i-vescovi-italiani-verso-il-nuovo-corso-il-segretario-generale-galantino-gay-e-preti-sposati-basta-tabu/

      A mio avviso il problema è che se ci dedichiamo allo scrutinio incessante e puntiglioso di tutto ciò che dice Galantino o chi per lui, può darsi pure che individuiamo il gesto o la frase che Tizio e Caio si sarebbe potuto risparmiare, ma assumiamo quel contegno da arcigni esaminatori e censori dei comportamneti altrui che finisce per inacidirci l’anima, aduggiare in noi la gioia del Risorto ed estenuare in noi lo slancio della misericordia (la santa misericordia che viene da Cristo, non il buonismo né il lassismo); sprechiamo inoltre un sacco di tempo che potremmo consacrare a crescere nella nostra personale santità, rischiando per giunta seriamente di fomentare in chi ci legge sentimenti di disistima e insofferenza nei confronti della Cei (di cui mons. Galantino, piaccia o no, è segretario generale) e, in definitiva, del Papa, che ha voluto Galantino in quel ruolo.

        1. Giusi

          Inoltre io non cerco queste notizie: sono talmente eclatanti che mi vengono sbattute in faccia facendo il giro dei giornali on line per informarmi

          1. Alessandro

            Non ho detto che cerchi le notizie, ormai sono le notizie che cercano noi, ma ciascuno di noi se vuole è capacissimo di dribbrarle, di decidere se dedicarci tempo e quanto, se rilanciarle o no, se commentarle su un blog o meno ecc.

      1. hai ragione, Alessandro: non sono espressioni felicissime. Però, mettendo un attimo da parte questi zoppicamenti ineleganti e cercando di andare all’essenziale, credo che Galantino in fin dei conti auspichi un impegno meno “settoriale” e a “compartimenti stagni” nel campo della difesa della vita (non è il primo che rileva un eccessivo scollamento tra temi bioetici e sociali). Forse però è meglio aspettare qualche intervento più organico per appurarlo.

        In sé questo auspicio non contiene nulla di particolarmente scandaloso. È semplicemente quanto insegna la Chiesa.
        È la posizione che è stata definita “antiabortismo umanitario”, che non ammette l’aborto in alcun caso ed esige una qualche forma di sanzione, in forma variamente graduata, per tutti i casi di aborto volontario, ma che deve, per esigenze minime di coerenza, anche operare per un’attività di tutela e “promozione” della vita, facilitare in maniera fattiva l’orientamento solidale di tutta la comunità.

        È quanto diceva, quarant’anni fa, la Congregazione per la Dottrina della fede nella Dichiarazione sull’aborto procurato (1974), dove si ricorda il «dovere di promuovere una riforma della società e delle condizioni di vita in tutti gli ambienti – a cominciare da quelli meno favoriti – affinché sia resa possibile, sempre e dappertutto, ad ogni bambino che viene in questo mondo un’accoglienza degna dell’uomo. Sussidi alle famiglie ed alle madri nubili, aiuti destinati ai bambini, statuto per i figli naturali e conveniente regolazione dell’adozione: è tutta una politica positiva, questa, da promuovere, perché si abbia sempre un’alternativa concretamente possibile ed onorevole all’aborto» (n. 23).

        1. Alessandro

          Le parole di Galantino sono queste:

          “In passato ci siamo concentrati esclusivamente sul no all’aborto e all’eutanasia. Non può essere così, in mezzo c’è l’esistenza che si sviluppa”

          Sono dell’avviso che sia una eccessiva e pure ingenerosa semplificazione asserire che “in passato ci siamo concentrati esclusivamente sul no all’aborto e all’eutanasia”, ma è fuor di dubbio – come rilevi – che ci sia stata una tendenziale divaricazione tra temi bioetici e temi sociali, nefasta perché (come documenti citando il Magistero) la promozione della dignità di ogni essere umano non può che implicare la tutela della vita nascente e declinante e, inscindibilmente, la promozione di condizioni sociali che onorino effettivamente questa dignità.

          In tal senso, le parole di Galantino – depurate di quella che a me pare una certa brusca schematicità – non dicono altro da quello che insegna la Chiesa.

            1. Alessandro

              In buona sostanza, fermo restando che a mio avviso è incorso in innegabili infortuni espressivi e in una certa brusca schematicità, mi sembra che mons. Galantino intendesse dire né più né meno che quello che dice Francesco nella Evangelii Gaudium:

              “213. Tra questi deboli, di cui la Chiesa vuole prendersi cura con predilezione, ci sono anche i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore.
              Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo. È un fine in sé stesso e mai un mezzo per risolvere altre difficoltà. Se cade questa convinzione, non rimangono solide e permanenti fondamenta per la difesa dei diritti umani, che sarebbero sempre soggetti alle convenienze contingenti dei potenti di turno. La sola ragione è sufficiente per riconoscere il valore inviolabile di ogni vita umana, ma se la guardiamo anche a partire dalla fede, “ogni violazione della dignità personale dell’essere umano grida vendetta al cospetto di Dio e si configura come offesa al Creatore dell’uomo”.

              214. Proprio perché è una questione che ha a che fare con la coerenza interna del nostro messaggio sul valore della persona umana, non ci si deve attendere che la Chiesa cambi la sua posizione su questa questione. Voglio essere del tutto onesto al riguardo. Questo non è un argomento soggetto a presunte riforme o a “modernizzazioni”. Non è progressista pretendere di risolvere i problemi eliminando una vita umana.

              PERO’ E’ ANCHE vero che abbiamo fatto poco per accompagnare adeguatamente le donne che si trovano in situazioni molto dure, dove l’aborto si presenta loro come una rapida soluzione alle loro profonde angustie, particolarmente quando la vita che cresce in loro è sorta come conseguenza di una violenza o in un contesto di estrema povertà. Chi può non capire tali situazioni così dolorose?”

          1. Segnalo che monsignor Galantino ha precisato meglio il suo pensiero su faccialibro. Personalmente condivido il suo desiderio di approfondimento che ci chiama a una maggiore responsabilità, più approfondimento, impegno personale, ecc. Di crociati da tastiera e martiri virtuali ne abbiamo fin troppi.

            «Voglio tranquillizzare chi è rimasto perplesso dinanzi al titolo dato a una mia intervista dal QN – Resto del Carlino.
            «Intervista il Segretario Galantino: Ascoltare le coppie gay. I Vescovi italiani: “Gay e preti sposati, basta tabù”».
            Mi spiace che si leggano i titoli e non il contenuto dell’intervista. Così si fa il gioco dei “cattivi maestri”. Nell’intervista ho detto e intendevo dire che non vi sono argomenti dei quali un credente non possa o debba discutere, quasi ci si trovasse di fronte a dei tabù.. Bisogna che tutti – compreso il credente – abbiano la possibilità di “dare e portare le proprie ragioni”, su qualsiasi tema. Questo vuol dire che il buon cattolico è chi si attrezza anche culturalmente con una preparazione adeguata rispetto a tutto ciò che interessa gli uomini e le donne contemporanee: aborto, divorzio, nozze gay ecc. Discutere di tutto non vuol dire essere d’accordo su tutto quello che dei singoli argomenti si dice. Esempio: se si discute di divorzio, io non posso limitarmi a dire che il divorzio è un male o il male assoluto. Devo essere in grado di motivare il mio “no” al divorzio. E devo essere in grado di farlo in modo tale che chi mi sta di fronte e non la pensa come me possa capire e valutare la bontà e la sensatezza di quello che io affermo in alternativa a quello che lui sostiene. Insomma, sono dell’avviso che ci vogliano cristiani un po’ (tanto in verità!) più consapevoli e preparati. La fede è anche esperienza consapevole e risposta convinta a un Dio che continua benevolmente a chiamarci. Diciamola tutta: spesso purtroppo è più comodo fare e proporre crociate che impegnarsi a “dare ragione della propria fede”, come ci ricorda San Pietro, il quale, aggiunge che bisogna farlo con delicatezza e con rispetto degli altri. Spero di essere stato chiaro e di non essere annoverato superficialmente tra i favore all’una o all’altra posizione. Scelgo io da che parte stare sui singoli argomenti, sperando di rimanere sempre fedele alla Chiesa della quale faccio felicemente parte. E se qualche volta trovate le mie posizioni difformi da quelle espresse dalla Chiesa, non abbiate remora a considerare “fuori posto” e “sbagliate” le mie.
            Non sarà certamente un titolo di giornale a collocarmi da una parte o dall’altra. Peggio ancora a mettermi contro la mia CHIESA».

            https://www.facebook.com/groups/480319058667973/permalink/778707028829173/

              1. sweety

                senti, ma che cosa non ti piace di ciò che scrive?
                No, cita la frase esatta che ti scandalizza Giusi! Francamente ti davo sempre in ottima fede, ma davanti a questa spiegazione meravigliosa che cavolo vuoi di più??? Secondo me sei in cattiva fede, adesso – lo dici solo per ripicca.
                Costanza scrive libri a iosa per “dare ragione della propria fede” ma a te quando lo dice Galantino non va bene!
                Forse perché tocca il tasto dolente, cioè che è MOLTO più facile stare qui a sparare sentenze, FREGANDOSENE altamente del buon nome di Galantino, fregandosene altamente della Chiesa italiana che certo non ha bisogno delle nostre critiche continue che stare in mezzo alla gente a fare apostolato!

                Vabbè Giusi io sarò sweety ma stavolta con le tue frecciatine che non definisco per non essere bannata mi hai davvero fatto arrabbiare.
                E mi arrabbio perché so che sei una cristiana che ama Gesù e soprattutto perché sei una persona buona e onesta, e perciò non capisco perché ti riduci così!!!!!!! Ecco.

                1. Giusi

                  Ascolta Sweety posso avere tanti difetti ma non penso di essere stupida e basta con queste frecciatine! Ma che me ne importa di fare le frecciatine? Galantino, dopo la sua uscita, è stato criticato da tanti da Socci a Magister tanto che ha dovuto rettificare e comunque non ha detto una parola sui Rosari inespressivi. I miei modelli sono altri: cardinali come Caffarra, Biffi, vescovi come Negri. Ammiro la loro limpidezza dottrinale. Loro sanno sempre quello che dicono. Non hanno bisogno di rettifiche. Posso o ti devo chiedere il permesso? Adesso attenterei pure al buon nome di Galantino! Vuoi vedere che il buco nell’ozono è colpa mia?

                  1. admin

                    A proposito dei guasti della comunicazione, non so se qualcuno ha visto Costanza oggi a Uno Mattina, su dieci minuti che ha avuto a disposizione ha dovuto più volte, risolutamente confutare (non creduta), la tesi secondo cui il Papa avrebbe concesso la comunione ai divorziati e che avrebbe aperto alle coppie omosessuali. E questo davanti a diverse centinaia di migliaia di spettatori.

                    1. Davide

                      Admin, l’episodio è pazzesco (ma non troppo purtroppo 😦 ).
                      Ma poi com’è finita?
                      Anzi forse fai prima a dandomi il link al video dell’intervista, così ho anche modo di vedere volti ed espressioni degli intervenuti!
                      Grazie 😉

                    2. Giusi

                      Piacerebbe anche a me vederlo. Sappiamo tutti da tempo e non solo in questo settore (penso ad es. alla tragedia di quanti finiscono innocenti nelle maglie della giustizia) cosa è capace di fare la malainformazione (poi ce n’è anche una buona, non è il caso di criminalizzare un’intera categoria) ma mi chiedo: il fatto che succeda così tanto spesso non dovrebbe indurre ad una maggiore attenzione e chiarezza? Cioè, data la frequenza, è solo colpa dei giornalisti? L’episodio di Costanza, riferito da Admin, dimostra che non è solo il “popolino” a farsi idee sbagliate (il Papa ha aperto qua, il Papa ha aperto là, anche se, a sentire alcuni in questo blog, pare che viva solo io in questo Inferno!) Spero che, se Admin posta il link, lo guardino anche in Vaticano..

                    3. Sara

                      Sono d’accordo con Giusi: si tratta dell’ennesimo (triste) episodio che conferma l’esistenza di un problema.

                    4. vale

                      si chiama effetto ( metteteci il nome che preferite. oramai la casistica è ampia)….
                      ovvero rilasciando dichiarazioni di qualunque genere, verranno interpretate e utilizzate a seconda di cosa il “giornalista” ti vuol far dire. e non è il solo caso,ovviamente.
                      è per questo che ci si auspicherebbe prudenza da parte di tutti.
                      certamente da chi interpreta o ascolta.che non sia malevolo,capzioso o tendenzioso.
                      ma un minimo anche da parte di chi parla sarebbe auspicabile.anche se è un cardinale.

                  2. sweety

                    Puoi ammirare chi ti pare, certo, anzi. Ma non significa parlare male degli altri…. “Se non puoi lodare taci” diceva San Josemaria Escriva. Socci mi paice molto, Magister non so chi sia, ma se invece di stare a criticare cercassimo di essere più uniti non sarebbe male….
                    Guarda, a Gerusalemme tu sei stata? Ebbene, hai visto che macello al Santo Sepolcro? Venticinque confessioni cristiane diverse, ognuna litigando su metri di terreno, dicendo “IO, IO e solo IO ho ragione!”. A me l’esperienza ha sconvolto. proprio lì, sul Golgota, dove Dio è morto per noi noi diamo il peggio.
                    Nostro Signore ci guarda dal Cielo e piange lacrime amare sulle nostre critiche, divisioni, frecciatine, su tutto…
                    Ecco. io per prima, ogni giorno, rispondendo ai tuoi commenti, faccio piangere il Signore, cosa che non voglio più fare.
                    E perciò da adesso basta, tu continua a scrivere quello che ti pare, se ti va unisciti a me nel cercare di scrivere solo cose positive e comunque senza cattiveria, altrimenti fai come la tua coscienza e il cuore ti suggersicono.
                    A me suggeriscono che è ora di smetterla.
                    Scusami per le cose che ho detto e che ti hanno esaurita, se avrò altro da rispondere lo farò senza più attaccarti.
                    Un caro saluto in Cristo.

                    1. Giusi

                      Ti piace Socci? Ti avviso che è cattivissimo. Questo scrive di Galantino:

                      Antonio Socci pagina ufficiale ha condiviso un link.
                      7 ore fa
                      MONSIGNOR GALANTINO, LEGGA QUESTA TESTIMONIANZA: LE AUGURO DI AVERE LA GRAZIA DI VERGOGNARSI E DI CHIEDERE SCUSA PUBBLICAMENTE!

                      http://www.lanuovabq.it/it/articoli-io-convertita-dopo-tre-abortiecco-perche-dico-il-rosario-davanti-alle-cliniche-9205.htm

                      E ancora:

                      SAREBBE IL CASO CHE QUESTO MONSIGNOR GALANTINO, DI CUI PARLA (QUA SOTTO) L’ARTICOLO DI MAGISTER, QUESTO MONSIGNOR GALANTINO CHE RILASCIA TALORA DICHIARAZIONI MOLTO SCIOCCHE (VEDI L’INTERVISTA DI OGGI AL “RESTO DEL CARLINO”) E CHE E’ COSI’ SMANIOSO DI APPARIRE, DI FARSI VEDERE (E POCO CONTROLLATO NEL PARLARE), RIFLETTESSE E MEDITASSE DI PIU’… SENZA CEDERE TROPPO ALLA VANITA’ DELLA MONDANITA’ SPIRITUALE…
                      PERCHE’ LA CHIESA E’ UNA COSA SERIA!!!

                      http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/05/10/no-non-e-la-bi-bi-ci-queste-la-rai-la-rai-ti-vu…/

                      E ancora (per questo gli farei la ola):

                      Antonio Socci pagina ufficiale Ho fatto queste considerazioni. 1) come cittadino (che oltretutto dà l’8 per mille e non solo); 2) come padre di famiglia che è preoccupato per il mondo in cui vivono i suoi figli; 3) come cattolico che prende sul serio l’insegnamento della Chiesa la quale, col Concilio Vaticano II invita noi laici cattolici a prenderci le nostre responsabilità; 4) infine come ascoltatore del Papa che giusto ieri ha invitato i battezzati a tirare per la giacca i pastori…. Il Papa ha detto:
                      «Una volta ho letto una cosa bellissima di come il popolo di Dio aiuta i buoni pastori, l’ha scritta san Cesario di Arles, un padre dei primi secoli, su come il popolo deve aiutare il pastore, e il santo faceva questo esempio: quando il vitellino ha fame va dalla mucca a prendere il latte, ma la mucca non lo dà subito, sembra che lo trattenga per sé, e cosa fa il vitellino? Bussa con il muso alla mammella, e così dice questo santo, dovete essere con i vostri pastori, perché vi diano; vi chiedo di importunare e disturbare tutti noi i pastori perché vi diamo il latte della grazia, delle dottrina della guida»
                      Conclusione: astenersi perditempo. Cioè i clericali bigotti che pensano di venir qui col ditino alzato a dire “non si criticano i pastori”, si astengano, perché li cancello.

                      Cara Sweety, la fase di Escrivà l’hai detta per te? No perchè ti ricordo che mi hai chiamata pazza e indemoniata. Non male per una buona. ma io, cattiva, perdono pure te.

      2. sweety

        neanche io mi ci identifico, penso che recitare il Rosario fuori dalle cliniche abortiste non sia una grande iniziativa.
        Posso dirlo o c’è la censura che “se non ti piace il Rosario fuori dalle cliniche non sei abbastanza cattolico”? Io preferisco altre iniziative, conosco gente che il rosario fuori dalle cliniche non lo direbbe mai, ma in compenso ha salvato dall’aborto decine di mamme.
        Forse il monsignore la pensa anche lui così, e lo dice. Io NON l’avrei detto, al suo posto, sapendo ceh si sarebbero scatenate le reazioni dei benpensanti, e soprattutto per rispetto delle persone che recitano i rosari in buona fede, però non mi scandalizza affatto.

        1. E’ la Chiesa bellezza! (mica la stampa…) 😉
          Et, et.

          E a chi non piace il rosario fuori delle cliniche – o gli annunci nelle piazze – o altro ancora – basta chiedere al Padrone della Vigna, che un posto per non stare con le “mani in mano” (magari giunte questo si…) ce lo trova di sicuro!! 😉 😀

        2. @ sweety, la tua frase sulle persone “che recitano i rosari in buona fede” non ti pare un po’ infelice? Se vedi una persona che dice il rosario in pubblico, la prima cosa che ti viene in mente è chiederti se lo fa in buona o in mala fede?
          Certo, mai tanto infelice quanto la battuta infelicissima sulla scarsa mimica facciale (sempre presumendo che il virgolettato di mons. Galantino fosse corretto…).

          1. Giusi

            😀 E di questa frase ne vogliamo parlare? “Io preferisco altre iniziative, conosco gente che il rosario fuori dalle cliniche non lo direbbe mai, ma in compenso ha salvato dall’aborto decine di mamme”. A parte che quelli che dicono il Rosario fuori dalle cliniche si adoperano anche in altri modi, non ti sembra di negare il grande valore della preghiera? I conventi di clausra li chiuderesti d’ufficio perchè non servono a niente? Chissà se l’espressione delle suore piace a Galantino (ebbene sì questa è una frecciatina, l’ammetto!)

            1. E perché invece non parlare del modo in cui Giusi deforma regolarmente le parole e le intenzioni altrui? sweety ad esempio non ha negato il valore né del rosario né della preghiera, semmai ha espresso delle perplessità personali sull’opportunità di recitare pubblicamente il rosario di fronte alle cliniche. Lei personalmente preferisce altre iniziative, ma non nega questa possibilità ad altri. Giudizio perfettamente legittimo. Meno legittimo è attribuire ad altri pensieri mai espressi (tipo la volontà di chiudere i conventi contemplativi per “inutilità sociale”, negare il valore della preghiera e così via).

              1. Giusi

                Si certo legittimo. Legittimo anche quello che le ha contestato Viviana (lì un giudizio mi pare ci sia e gratuito da parte di Sweety ma il mostro sono solo io of course). Io peraltro non ho deformato nulla, mi sono posta in forma dubitativa della serie: non ti sembra che da quello che dici deriva che….? Se Sweety vorrà risponderà caro paladino. Legittimo pure tutto ‘sto veleno che hai in corpo nei miei confronti. Attento che ti potrebbe far male. Pregherò per te.

                1. No, tu hai posto una domanda capziosa, chiedendole di rendere conto di pensieri mai espressi. È la classica fallacia dello straw man tante volte deplorata, giustamente, su questo blog. Consiste nell’attribuire a una parte, durante una discussione, tesi e pensieri che non ha mai formulato. Così si trasforma la propria vittima in un “forzato della discolpa” che si vede assegnato d’ufficio alla condizione di imputato, costretto pertanto a difendersi e a giustificarsi.

                  Che io ce l’abbia con te è un’altra falsità gratuita, naturalmente. Io ce l’ho con la sicumera e la iattanza, con un certo atteggiamento fanatico, ottuso e sentenzioso che dà corpo a tutti i peggiori luoghi comuni sul cattolicesimo e tiene lontana più di una persona alimentando un clima irrespirabile

                  Di simili preghiere faccio volentieri a meno. Bada piuttosto che la maldicenza a getto continuo non faccia male a te.

                  1. Giusi

                    La maldicenza si fa alle spalle. Io esprimo il mio pensiero sempre in modo diretto. Rimando al mittente le tue accuse. Sei tu che fai il processo alle mie intenzioni e che sputi sentenze su di me. Io quel post di Sweety non lo avevo nemmeno notato, l’ho letto dopo il commento di Viviana (leggo sempre quello che dice perchè dice sempre cose intelligenti). Le mie domande sono legittime e in buona fede. Se poi non ci credi è un problema tuo. Vedrò di sopravvivere.

                    1. Non è affatto vero. Come al solito ti attacchi alle parole per negare ogni tua responsabilità. Si può dire male anche in pubblico, semplicemente dicendo il falso, dicendo il male degli altri (da cui maldicenza). Come vedi anche io non ho problemi a dire direttamente le cose ai diretti interessati senza troppo giri di parole. Ma non eri tu quella che amava i discorsi diretti, netti, chiari e cristallini?

                      Dici ancora il falso in maniera davvero ridicola affermando di non aver nemmeno notato il commento di sweety. Non si capisce allora come mai tu ti sia rivolta direttamente a lei, riportando riporti oltretutto una sua frase (““Io preferisco altre iniziative, conosco gente che il rosario fuori dalle cliniche non lo direbbe mai, ma in compenso ha salvato dall’aborto decine di mamme”) che Viviana non ha nemmeno menzionato.

                      Il tuo consueto vittimismo poi non mi fa né caldo né freddo. Sopravviverò anche io, non ti preoccupare. E continuerò a dire cosa penso del tuo modo di agire.

                    2. Giusi

                      Per me puoi scrivere pure un trattato (quale onore!). Ma leggi quello che scrivo o l’odio ti ottenebra il cervello? Ho detto che non avevo notato quel post prima di leggere il commento di Viviana che a quello faceva riferimento. Io dico quello che penso se poi per te è il falso non ci posso fare niente. D’altro canto per te è vero solo quello che dici tu, tutto il resto è falso. Ma lo capisco: vuoi che l’essere perfettissimo esprima opinioni? No! Declama il Verbo!

                    3. Non vedo cosa c’entri che tu l’abbia letto prima o dopo. È irrilevante. Ad ogni modo ti sei rivolta a sweety. Oppure non è vero nemmeno questo?

                      Il fatto di dire quello che pensi non lo rende automaticamente vero. Questo è quanto pensano i relativisti. Quando dico qualcosa che non corrisponde allo stato reale delle cose dico il non-vero, dunque il falso. Viceversa dico il vero. Poi naturalmente se vuoi continuare ad attribuire anche a me pensieri e intenzioni che stanno solo nella tua testa fai pure.

                    4. Giusi

                      Ascolta Andreas non ti incartare. Certo che mi sono rivolta a Sweety: ho riportato pure tra virgolette una sua frase. Ho solo detto che il post l’ho notato in seguito a un commento di Viviana. Quindi quanto meno vuoi ammettere che con queste parole mi hai rivolto un’accusa gratuita? (Dici ancora il falso in maniera davvero ridicola affermando di non aver nemmeno notato il commento di sweety. Non si capisce allora come mai tu ti sia rivolta direttamente a lei, riportando riporti oltretutto una sua frase (““Io preferisco altre iniziative, conosco gente che il rosario fuori dalle cliniche non lo direbbe mai, ma in compenso ha salvato dall’aborto decine di mamme”) che Viviana non ha nemmeno menzionato.). Se no, non fa niente. Ti perdono. Io non so se dico il vero, dico quello che penso. Non ho mai fatto il processo alle tue intenzioni, tu invece si. Delle volte non condivido quello che scrivi, tutto qui. Mi ricordo una volta che ti avevo difeso dicendo a Giancarlo che voleva delle scuse da te che forse non era come lo intendeva lui quello che avevi scritto (adesso il merito non me lo ricordo, lo dovrei cercare) ma anche lì avesti da ridire. A te non va bene niente per principio di quello che dico.Ti sto antipatica. Vabbè pazienza.

                    5. Non vedo cosa c’entri se non a spostare il centro del discorso, tanto per cambiare, sul tentativo di dare una giustificazione ai tuoi comportamenti e presentarti come “vittima”.

                      La tua, la ricordo bene, fu la tipica “difesa” sottilmente ipocrita. Giancarlo chiese, con reale intolleranza, l’intervento del moderatore del blog per censurarmi. La tua “difesa” consistette nell’appellarti alla sua comprensione dando al contempo dell’intollerante a me, rovesciando così le carte in tavola per consumare la tua piccola vendetta personale (“Giancarlo, per amor di verità, non vedo superati limiti per i quali dovrebbe intervenire Admin. Andreas è molto veemente nel difendere il Papa e non tollera critiche verso di lui (lo ha già fatto tante altre volte)”).Una difesa davvero “benefica”, non c’è che dire.

                      Ecco, queste “difese” offensive, questi finti “perdoni” e queste “generose” offerte di preghiera per la mia anima marcia, te lo ripeto, sono finzioni di cui nessuno ha bisogno e che ti puoi tranquillamente risparmiare. Sono crudeltà mascherate da virtù, malignità cui viene apposta la foglia di fico della “devozione”. E risparmiale non tanto per fare un favore a me. Risparmiale a te stessa.

                      Come ripeto, per l’ennesima volta, il problema non sei tu: è il tuo atteggiamento.

                    6. Giusi

                      Riassunto: sono crudele, falsa, maldicente, ipocrita, finta, ingenerosa, in malafede (ho dimenticato qualcosa?) però non ce l’hai con me, no! E’ solo il mio atteggiamento! Il perdono è sicuramente vero caro Andreas perchè sul fatto che avessi negato di aver letto il post di Sweety hai detto sicuramente una falsità (quella si incontrovertibile) ma non l’ammetterai mai. Sei talmente pieno di te che neghi pure l’evidenza! Bene lodati, imbrodati e se ti fa piacere continua ad offendermi (ti devo negare questo conforto?).

                    7. Non è che non abbia una mia precisa idea sul tema del confronto-scontro (oramai aperto scontro), ma la tengo per me giacché siamo mi pare su piani divenuti troppo personali, oltre “l’oggetto del contendere”.
                      E su questo mi azzardo solo dire, che vi state avviluppando in una ben triste spirale… 😦

                      Cosa da cui il sottoscritto non è esente e perciò mi permetto di farvi notare.

                    8. Ma ci mancherebbe: ora che agiti trionfante questo pseudo argomento – un po’ come chi affastella le pagliuzze altrui per celare la propria trave – pensi che ci sia qualcuno in grado di levartelo di mano? Ora direi che abbiamo proprio finito.

                    9. Mi spiace ma la misura era ormai colma da tempo e non potevo più trattenermi dal dire quello che penso. So bene di aver dato l’impressione del cattivo e dello spietato ma non ho alcuna intenzione di ritrattare nulla. Chi legge correntemente il blog si farà la sua idea e darà il suo giudizio sugli atteggiamenti di certi soggetti.

                    10. Si arriva sempre (prima o poi) al momento in cui bisogna dirsi apertamente le cosa che si pensano, che siano vere, presunte, “rospi” o giudizi…
                      Tutto quello che viene alla luce, può dalla Luce essere illuminato e trasformato.
                      Ciò che resta (mal)celato e cova come brace sotto la cenere, può anche consumarci.

                      Non è il tacere che ci fa migliori… è il ritrovare la Comunione.
                      In alcuni casi, solo con l’aiuto della Grazia e con santa umiltà 😉

                    11. Giusi

                      Bariom io avevo solo rivolto una domanda a Sweety, Andreas si è intromesso e da tre ore mi aggredisce. Ti pare normale? Non lo avevo nemmeno nominato!

                    12. Ecco vedi,,, chi non fa non falla e chi non parla non straparla…

                      Pultroppo il mio smartphone mi richiama all’Angelus (pensa mi propone anche il testo pronto), ma non si aggiorna con i tempi liturgici…
                      D’altra parte l’ho impostato io 😉

                      Cmq ormai l’ho recitato (l’Angelus…) anche per voi… dici che “non vale”?

                    13. Giusi

                      Bariom c’è una grande differenza. Io ho capito come la pensa Andreas e so che tu la pensi come lui. Però tu riconosci diritto di cittadinanza al mio pensiero, lui no. E inoltre usa l’arma della denigrazione. Cioè tu la pensi così perchè fai schifo come persona (rileggiti per favore la sequela di insulti), le persone belle la pensano come me.

                  2. Giusi

                    Menomale Andreas. Spero che non ricominci. Non ce la faccio più!

                    Regina caeli, laetare, alleluia:
                    Quia quem meruisti portare. alleluia,
                    Resurrexit, sicut dixit, alleluia,
                    Ora pro nobis Deum, alleluia.

                    V. Gaude et laetare, Virgo Maria, alleluia.
                    R. Quia surrexit Dominus vere, alleluia.

                    Oremus:

                    Deus, qui per resurrectionem Filii tui Domini nostri Jesu Christi mundum laetificare dignatus es:

                    praesta, quaesumus, ut per eius Genitricem Virginem Mariam perpetuae capiamus gaudia vitae.

                    Per eundem Christum Dominum nostrum. Amen.

                    3 Gloria Patri

                    Gloria Patri
                    et Filio et Spiritui Sancto,
                    sicut erat in principio,
                    et nunc et semper et in saecula saeculorum.
                    Amen.

                    Requiem aeternam

                    Requiem aeternam dona eis, Domine,
                    et lux perpetua luceat eis.
                    Requiescant in pace.
                    Amen.

                    1. A volte direi, “soggetta” di cui non si han certezze… 😀 😀 😀

                      Scherzo Giusi, scherzo…
                      Ma quando la burrasca sarà scemata, riprendi alcuni concetti come fossere stati scritti “ad altri”… non sono tutti da scartare. 😉

                      Basta mi ritiro, dal “singolar tenzone”.

                    2. Giusi

                      Io questa burrasca me la sono ritrovata addosso, che ne sapevo che Andreas aveva una misura colma? Mi dispiace per lui, gli dovesse fare male. Quante volte io e te non siamo stati d’accordo? Eppure non ho mai percepito che tu ce l’avessi con me nè mai io ce l’ho avuta con te, anzi ti stimo molto e so che tu mi credi. Ma da parte di Andreas è un’altra cosa, ha un carico di violenza nei miei confronti impressionante!

                    3. E invece io Giusi sono proprio convinto di no…
                      Ma convinto. E non perché qui stia a dire “lui non è uno che può avercela con qualcuno…” (che ne so io…), ma perché sul “punto” (o singoli punti se vuoi…) io comprendo – e condivido – le motivazioni, alcune della quali anche nei nostri “trascorsi” si sono evidenziati…

                      Ma ripeto, mi terrei fuori, perché in questo momento c’è troppa “burrasca” e quando il mare è agitato, non si vede né al di qua, né al di là delle onde… 😉

                    4. Giancarlo

                      Giusi, in qualità di comandante dei cattivi ti ordino di interrompere ogni ulteriore polemica e di fare un giorno di astinenza dal blog.

                      P.S. Mi farebbe piacere scambiare due parole con te in privato. é possibile? giagio6065@alice.it

            2. sweety

              No, non li chiuderei – ma Giusy, a te il diavolo ti ha messo a libro paga per dire cattiverie alla gente di questo blog?

              1. sweety

                Tra l’altro, se ci fosse bisogno di spiegare: “non mi piace l’iniziativa di recitare il rosario davanti alle cliniche”. DOVE , DOVE, DOVE si legge “io credo che la preghiera sia una cosa senza valore”? No, Giusy, mi spieghi DOVE leggi questa cosa?
                Io dico che il rosario è meglio recitarlo a casa e non davanti alle cliniche. Recitarlo sì, sempre – ma non davanti alle cliniche. Opinione mia personale, rispetto coloro che lo fanno e sono loro vicina nella mia preghiera a casa – come ho scritto, peccato che Viviana e tu abbiate visto la cattiva intenzione, la malafede, il “disprezzo verso la preghiera”, l’tteggiamento di chi guarda la gente pregare e pensa “toh quello è in malafede”. Io certe cose NON LE FACCIO.
                Sembrerò presuntuosa? Chissene importa.
                Ma giuro che mi serve uno psichiatra per capire come si possa dal mio commento di sorpa estrapoalre che io “chiuderei iconventi di clausura”: mi pare una cosa da pazzi.
                Ora dimmi Giusy: da quale parola del mio commento hai capito che io considero la preghiera inutile?

                1. Scusa, Sweety, ma al di là degli aspetti polemici la questione mi pare la seguente: è lecito ed anzi opportuno dare una dimensione pubblica alla Fede? Oppure è lecito ma non raccomandabile? Oppure ancora non è affatto lecito? Quale ritieni che sia l’insegnamento della Chiesa su questo argomento? Ti pare che mons. Galantino nelle dichiarazioni di cui sopra (solo quelle pubblicate ieri, solo quelle dette in quel frangente, magari era una giornata storta, magari gli era caduto un rosario di pietra sul callo) sia stato in comunione con la Chiesa? Capita a tutti di sbagliare, di dire cose avventate, umorali, imprudenti; ma si può rilevare l’errore?
                  Tu con chi stai: con la Chiesa, con i suoi santi e i suoi martiri; oppure con lo stato democratico e liberale e libertino; o con la massoneria, coi laicisti ad oltranza, con la new age, coi nemici di Cristo e della Chiesa?
                  Possiamo, da cattolici, far finta di niente di fronte all’aborto? Dobbiamo essere contrari, ma solo in astratto, perché si tratta pur sempre di opinioni e chi siamo noi per giudicare? O crediamo nel valore della preghiera, della testimonianza, del mettersi in gioco in prima persona anche rimettendoci del proprio, nella comunione dei santi?
                  Io ammiro chi va davanti alle cliniche a dire il rosario: perché ci mette la faccia (ancorché inespressiva), ci mette il proprio tempo, ci mette l’impegno, ci mette la fede. Molto più di me che me ne sto qui, comodo, nascosto dietro ad una tastiera.

                    1. I singoli grani, in basalto finemente lavorato, ognuno dei quali sarà pesato non meno di 0,450 kg, si sono sfilati uno dopo l’altro in successione ritmica, inesorabile. Ora, posto che la distanza dal callo è stimabile in circa 94 cm, calcolando un’accelerazione di …

                    2. Ma almeno dopo l’impatto del primo.. tò, del secondo, il callo sarà pur stato spostato dalla nefasta traiettoria…?
                      O no? O dici che per riconosciuta colpa, stoicamente attese sino allo sfilarsi dell’ultimo grano… 😉
                      Potè più la forza di volontà piegata alla giusta (?) punizione, che l’umano spirito di conservazione?

                  1. sweety

                    Franz, la Chiesa sul Rosario davanti alle cliniche NON DICE NULLA:
                    NON sto aprlando della fede pubblica ma DEL ROSARIO RECITATO DAVNATI ALLE CLINICHE:
                    A me l’iniziativa non piace, non la sento mia.
                    Tu lo vuoi fare? Benissimo! Ti stimo, ti ammiro ma non mi unisco a te. Preferisco altre iniziative.
                    Costanza dice che viene censurata alla Luiss e tutti ci stracciamo le vesti: certo che se uno non può dire “non mi piace il Rosario detto davanti alle cliniche” senza essere accusato di stare con la massoneria stiamo allo stesso livello.
                    Io al Rosario detto davanti alle cliniche preferisco un’attività che mia mamma e altre sue amiche hanno messo in piedi, e che dà latte, pannolini eccetera a molte mamme povere – gratis e quotidianamente. Il Rosario lo recita a casa, non daventi alle cliniche.
                    La sento un’iniziativa più mia. Va bene o sono massone se lo dico?

                  2. Caro Franz, mi pare anche tu cada nell’equivoco (qui oso dire comune a molti – non è detto io ne sia escluso…) di prendere una singola “angolazione”, una sigola frase, un singolo pensiero ed estremizzarne le conseguenze in un’unica direzione o consegeunza (che peraltro non è affatto detto sia l’unica), quasi a voler “mettere con le spalle al muro” l’interlocutore e possibilmente fargli dichiarare una resa nella… “contesa”.

                    “E’ lecito ed anzi opportuno dare una dimensione pubblica alla Fede?”

                    Certo che si!

                    E’ ammissibile che si abbia una diversa visione su ciò che è “opportuno”? Presumo anche tu diresti si…

                    Si potrebbe poi anche correttamente domandare: “Tutto è opportuno?” Sino a: “tutto è lecito?”

                    Ora (per Carità di Dio) non ripartiamo con le forzature “allora vuoi dire che dire iil Rosario fuori dalle cliniche ecc. ecc”, giacché sempre che il mio italiano risulti intelleggibile è d’altro che sto parlando… giusto?

                    Se poi entriamo nella sfera del personale, giacché vivamo nella libertà dei Figli di Dio, io (ma potrei non essere io) potrei non trovare opportuno o se vogliamo “consono”, alla mia dimensione pubblica di Fede, mostrarla in siffatto modo e credo lo si possa anche dichiarare.
                    Se per la dimensione pubblica vi fossero precisi dettami della Chiesa (fate questo e non questo – ad esempio) diverso sarebbe il discorso.
                    Io ho ed esercito una dimensione pubblica della Fede che so non essere a tutti gradita, anche all’interno della stessa Chiesa, come so che è comunque cosa buona in quanto esercitata in obbedienza a chi mi è superiore – ed ecco che ritorna il senso che non è “unico” dell’opportunità, che a volte va vagliata da chi ha discernimento e autorità – come ad esempio il mio Vescovo quando la Fede da privata assume aspetti pubblici che coinvolgono perciò direttamente lo stesso “volto” della Chiesa Universale (non è il mio caso) o “particolare” che sia.

                    Ciò detto, non ravviso in quanto scritto da sweety, nulla che possa far pensare, ciò che il tuo chiedere porta a far pensare del suo pensiero (scusate il gioco di parole…)

                    Tu intervienti invero non frequentemente e sempre in modo molto misurato, quindi anche ciò che sto dicendo ha la pretesa di essere un discorso generale, più che puntuale sul tuo dire.

                    …………………………………….

                    Altra cosa che mi sfugge è perché pare (forse solo a me), che taluni sembrano valutar raramente la “summa” delle dichiarazioni qui fatte, dal singolo commentatore (anche senza ricordare certo tutto a memoria) che è quella che da la “cifra” e connota il suo essere vicino, lontano, in buona fede o meno, da ciò che riteniamo dovrebbe essere il nostro pensiero di riferimento (riferimento ahime anche questo a volte sfuggente).
                    Questo dovrebbe portare ad una logica ma anche “umana” concessione di credito, fino a prova contraria…
                    Chiamasi anche “crescita nella reciproca conoscenza”, che porta nei casi mogliori a reciproca stima e rispetto.

                    Parrebbe invece che ad ogni singola esternazione, si venga messi, se non sotto giudizio, sotto la lente di ingrandimento o che si debba recitare solennemente il Credo, giusto per dar prova di non essere eretici qui convenuti sotto mentite spoglie. 😉

                2. Giusi

                  “Serve lo psichiatra”: altra perla. Io, cattiva, non l’avrei detto a nessuno. Non sai che sul Vangelo sta scritto che chi dice al suo fratello pazzo finirà nel fuoco della Genna? Che bontà! Che bontà infinita!

                  1. Vedi Giusi che tendi spesso al travisamento a supporto delle tue ripicche…
                    Io leggo: “cose da pazzi”, il chiudere i conventi di clausura…

                    Tu Geenna o non Geenna (con due “e”), non daresti del “pazzo” a chi facesse tal affermazione? 😉

                    1. Giusi

                      Allora vale anche per Giancarlo. Non ha detto che Galantino è pazzo ma che siamo alla follia e francamente mi sembra vero. Cose da pazzi si riferisce alla presunta estrapolazione e chi l’avrebbe fatta: io! Invece ho fatto solo una domanda. E dell’indemoniata che mi dici? Sono sul libro paga di Satana casomai non te ne fossi accorto, quindi stai attento! 😀

                    2. Proverò con un esorcismo… 😉

                      Però non ho capito la logica fanciullesca… “maestra l’aveva detto anche luui” 😦
                      E allora avanti tutta, aspettiamo sempre che qualcuno ci dia il buon esempio (qui sbaglio o ogni tanto si nomina anche il Santissimo nome di Gesù) e sennò intanto tiro dritto…

                      A L V I S E E E E …. dove seiiiiii ??!! 😉

                    3. Giusi

                      E tu ti senti tanto adulto che ti fai il giro dei sette post per mettere il sale sulle ferite? Non sarebbe meglio quello delle Sette Chiese? 😀

                    4. Eh eh eh… oggi sono “salino” e questo giochino starebbe a dimostrare che tanto adulto non sono…
                      Fanciullesche reazioni fanciulleschi giochini e via discorrendo.

                      Cmq tu mi insegni che il sale sulle ferite si brucia, ma purifica e impedisce le infezioni.

                      Quello delle sette chiese è un buon suggerimento (non sono neppure distanti…) 😉
                      Va bene basta… giochino finito, ti lasci alle cose serie.

                    5. sweety

                      Bariom, io è da dieci minuti che leggo le risposte di Giusy ai miei commenti e piango, mis ento una scema
                      Tu non puoi fare nulla per aiutarmi? Per spiegare?
                      Sono io che sono pazza – davvero – o le risposte che prendo non c’entrano nulla, travisano tutto ciò che dico…?
                      In due giorni mi sono sentita dire che il Rosario è inutile – lo prego quotidianamente -, che voglio chiudere i coventi di clausura, che testo la mala/buonafede delle persone quando pregano….
                      io vado a Messa tutti i giorni, certe cose non le ho MAI pensate!

                      Ma forse sono folle io….adesso ho dei dubbi seri sulla mia sanità mentale, devo essere pazza altrimenti non si spiega che tutto quello che scrivo viene travisato così!
                      …scusate se ho scritto cose che hanno ferito qualuno, mi dispiace davvero…se piango io da dieci minuti, magari anche altri lo hanno fatto a causa mia….
                      mi dispiace, e vi saluto, io non sono capace di relazionarmi bene su Internet, è da scemi restarci così male…
                      Ciao, buon blog e buona vita cristiana.
                      Un caro saluto in Gesù.

                    6. @sweety, ti rispondo perché non posso sottrarmi dato che hai invocato il mio nome! 😉 😀

                      Ma in verità mi risuta complesso venirti in concreto aiuto.
                      Se ti consola puoi leggere la risposta mia a Franz che ciedeva a te e ancora sappi che sono convinto che molto di ciò che hai scritto sia stato travisato e “striracchiato” in qua e in là.

                      Non posso e non voglio qui discettare sulle singole affermazioni o i singoli scambi, perché non è affatto detto io possa essere “l’ago della bilancia” o abbia salomoniche capacità di giudizio.
                      Dovessi scogliere il nodo, opterei per il giudizio “gordiano”.

                      Sappi che sei incappata con una “testona” (glielo ha detto Gaincarlo posso anch’io…) del calibro di Giusi, che forse è una che si piega (ho qualche dubbio…) ma di certo non si spezza!
                      Anzi il problema forse sta lì, quando crede che qualcuno la voglia “spezzare” o “annientare” ( scrivo così Giusi perché so che leggi, quindi non ti sto parlando alle spalle 😉 ).

                      La “onde per cui”, non ti abbattere. Riserva le tue lacrime per peggiori mali, che ad ogni giorno basta la sua pena e queste qui sul blog, proprio pene non sono.

                      Metti in conto che anche tu hai un dire che se ha certamente le migliori intenzioni, è un dire che non a tutti risulta sempre gradito, perché lo si riserva per coloro con i quali si ha una certa “confidenza”, ma tranne in rarissimi casi, all’opposto di quel che si crede, la “confidenza” quella vera, quella che è un dono che si fa e si riceve, non è moneta che si scambia sul web, né sui blog… nemmeno su quelli cattolici 😉

              2. Giusi

                Che bella frase! Mi sconvolge sempre la bontà dei buoni! Trovo legittimo averti chiesto che valore dai alla preghiera visto che per te non è un’iniziativa valida il Rosario. Lo sai che è l’arma più forte contro Satana? Quindi forse questa domanda dovresti rivolgerla a te stessa. Ma se lo dico io è una cattiveria, se lo dici tu è bontà, bontà infinita!

          2. sweety

            no, no, intendo dire che non l’avrei detto proprio perché sono certa che loro il rosario lo recitano in buona fede – e non mi va di mancare loro di rispetto.
            Forse, prima di chiedere cose come “se vedi una persona” ecc. – un’illazione sul fatto che io pensi che qualcuno reciti il rosario in mala fede – si possono chiedere spiegazioni (come appunto fai nella prima frase).

  21. Pensate a come siamo condizionati dai media! Tutti, tutti dico. Questi non neutri strumenti la cui novità si basa sulla sempre più spasmodica accelerazione nel diffondere le “informazioni”. Ogni respiro genera reazioni a cascata. E’ un meccanismo che si autoalimenta e ormai la prudenza è davvero la più negletta delle virtù. Anche ai vertici della Chiesa, verrebbe da dire. Ci servirebbe una bella pausa di silenzio. Silenzio! E pieghiamo le ginocchia. Pieghiamo le ginocchia davanti a Dio e adoriamolo in silenzio. Come le vecchine che ho visto stamattina in chiesa. Ma come faremo, quando le vecchine non ci saranno più? Come faremo quando nel ruolo delle vecchine ci sarà la generazione superba dei fedeli-intellettuali, quelli sprezzanti e increduli del postconcilio, quelli dei corsi di formazione pastorale? Come faremo quando ci saremo noi, litigiosi e confusi, autodidatti e orgogliosi? A chi guarderanno i nostri nipoti?

    1. Giusi

      Franz io adoro ogni giorno in ginocchio.Spero lo faccia pure Galantino perchè basta accendere la televisione e te lo ritrovi sempre davanti: da Ballarò a A sua immagine. Speriamo gli resti il tempo di dire un Rosario espressivo…..

        1. franz

          Per dirla con Benedetto XVI: “Mi consola il fatto che il Signore sa lavorare e agire anche con strumenti insufficienti”.

          1. franz

            Oppure con Costanza Miriano: “il cristiano sa che da solo non è capace di far nulla, e che non fidarsi di sé è qualcosa che salva, che ti fa essere più felice, che alla fine è quella l’unica cosa che ci interessa. Non fidarsi di sé significa che a volte è necessario chiudere le proprie emozioni in cantina, o meglio, in acquario ben sigillato, col silicone, e andare avanti, con un fedele ostinato lavoro minuto per minuto. Non fidarsi di sé significa ascoltare un’altra voce che non sia la nostra. Certo, questa voce va scelta bene. E se uno deve scegliere, è bene puntare alto, no?”.

              1. vale

                per quanto riguarda la recita del rosario…

                intervista del 1957 con Padre Fuentes, Suor Lucia ( fatima)

                “I due strumenti di salvezza per il mondo sono la preghiera ed il sacrificio. [Riguardo al Santo Rosario, Suor Lucia disse:] Guardi, Padre, la Santissima Vergine in questi ultimi tempi in cui noi viviamo ha dato una nuova efficacia alla recita del Rosario tale che non c’è nessun problema, non importa quanto difficile possa essere, temporale o soprattutto spirituale, nella vita personale di ciascuno di noi, delle nostre famiglie, delle famiglie di tutto il mondo o delle comunità religiose, o persino la vita dei popoli e delle nazioni, che non possa essere risolto con la preghiera del Rosario. Non c’è nessun problema, vi dico, non importa quanto può essere difficile, che noi non possiamo risolvere con la preghiera del Santo Rosario. Con il Santo Rosario santificheremo le nostre vite. Consoleremo Nostro Signore e otterremo la salvezza di tante anime.

                “Infine, la devozione al Cuore Immacolato di Maria, la nostra Madre Santissima, consiste nel considerarLa quale sede della misericordia, della bontà e del perdono, e come porta sicura per entrare in Paradiso.”

      1. Sei peggio di un martello…
        Lo “spero lo faccia” e poi una puerile ipocrisia dato che ben si legge senza tanto “tra le righe” che sei portata a pensare l’opposto.
        Stai ogni giorno a adorare in ginocchio? BRAVA… fallo anche per lui 😉

      1. Giusi

        Fortuna che non sono un intellettuale così non mi tocca aprire il cuore allo Spirito Santo per capire Galantino….

            1. LIRReverendo

              Chi lavora di freccia e chi di fioretto, il risultato non cambia.
              Stare davanti ad uno schermo giocando alla scherma…
              LIRReverendo

  22. Chi lavora di fioretto
    Chi il rosario anche nel letto
    Chi in ginocchio tutto il giorno
    Nei santuari del contorno
    Chi davanti al sacramento
    Non si ferma che un momento
    E chi invece va carponi
    Dalle parti degli amboni
    Altri cercano riparo
    Nel convento di Tellaro
    La più parte assiduamente
    Lo fa in mezzo anche alla gente
    E per esser più sinceri
    Hanno in mano grossi ceri
    E ne fanno lieto dono
    All’altare che sta in Duomo!

    1. Sara

      Infatti, secondo me, il problema non è dire che recitare il Rosario fuori dalle cliniche abortiste non sia una grande iniziativa (in quanto certamente a ciascuno è lecito preferire le iniziative che vuole), ma semmai che a dirlo sia un Monsignore e segretario generale della CEi: ecco, senza voler gettare benzina sul fuoco, mi sembra piuttosto questa la nota stonata, poiché se è vero che individualmente ognuno può preferire ciò che la sua vocazione gli suggerisce come più adatto a sé, tuttavia quando si ricoprono certe posizioni forse sarebbe meglio mostrare benevolenza e soddisfazione anche per le iniziative di segno diverso. Del resto, sono tutte iniziative buone che certo avrà ispirato lo Spirito..

      1. Giancarlo

        Cata Sara, ti faccio notare che mons. Galantino non solo non ha mostrato benevolenza verso chi recita il rosario davanti alle cliniche ma, addirittura, ne ha PRESO FORMALMENTE LE DISTANZE. Qui siamo alla follia.

    2. Oddio detto da te Giancarlo è da incorniciare… 🙂

      Porco, gonzo, … com’era quella che anche admin aveva cassato?

      Comunque adesso me lo segno.

      (Che poi un volto inespressivo può essere giudizio oggettivo… c’è chi è espressivo e chi no… tu certamente a parole sei uno moolto “espressivo”) 😉

            1. Ecco si Giancarlo “lascia perdere”…
              Così fai in genere… scagli la pietra e poi “lasci perdere”… ma la pietra intano è andata a segno 😉

  23. Lalla

    Insisto nel mio OT: le ragazze nigeriane rapite pare siano ancora vive. Continuiamo a pregare per la loro liberazione! Grazie a chi si era già unita a me in questa intenzione e vi prego di continuare a farlo.

    1. Mentre qui “sfumano” le cene e ci si accapiglia su chi ha messo l’accento qui o là, chi ha commentato così o cosà, a stracciarci le vesti per la frase “inopportuna” del giorno, magari leggerci questo articolo di oggi sul Corriere, può aiutarci (che questi fratelli hanno ben altro di cui preoccuparsi e certo non stanno – come me – al riparo di un monitor o a gingillarsi con una tastiera…).

      Il silenzio sul martirio dei cristiani le comunità più perseguitate nel mondo] Il silenzio sul martirio dei cristiani le comunità più perseguitate nel mondo
      http://www.corriere.it/opinioni/14_maggio_15/silenzio-martirio-cristiani-comunita-piu-perseguitate-mondo-13508514-dc00-11e3-8893-5231acf0035c.shtml

      1. Giancarlo

        @ Bariom

        Hai perfettamente ragione Bariom. Ci sono intere comunità di fratelli cristiani che sono tenuti sotto pressione in tante zone del mondo a maggioranza islamica. Intimiditi, vessati in ogni modo, ingiustamente accusati e condannati a morte quando danno fastidio, violentati, uccisi.

        Nel medioevo, quando c’erano cavalieri e uomini d’onore, non passò sotto silenzio la violenza dei musulmani. Ci fu, eccome, una risposta: la grandiosa storia delle crociate. Storia di coraggio e di ardimento. Storia di nobile sacrificio. Storia di fede e di giustizia. Storia d’armi e di spade che s’incrociano.

        Oggi, i cristiani più coraggiosi, incrociano le tastiere al massimo. Per di più le incrociano pure gli uni contro gli altri. Segni dei tempi.

      2. Questa notizia è giusto di ieri…

        Sudan, cristiana condannata a morte per presunta apostasia. Il giudice: «Se ti converti all’islam sei salva»

        maggio 14, 2014 Leone Grotti

        Meriam Yahia Ibrahim è in prigione con suo figlio e ne aspetta un altro. In Sudan vige la sharia, ma la pena capitale per apostasia non veniva comminata dal 1985

        Una donna cristiana di 27 anni è stata condannata a morte in Sudan per “apostasia” e a ricevere 100 frustate per “adulterio”. La donna, cresciuta dalla madre cristiana dopo che il padre musulmano se ne è andato quando aveva sei anni, è in prigione dal 17 febbraio insieme al figlio di 20 mesi ed è vicina al termine di una seconda gravidanza.

        «CONVERTITI ENTRO IL 15 MAGGIO». Meriam Yahia Ibrahim, di professione medico, è stata condannata lo scorso 11 maggio da una corte di Karthoum, che ha stabilito che la sentenza sarà eseguita dopo la nascita del bambino. I giudici hanno offerto una via di fuga alla donna: se si convertirà all’islam entro il 15 maggio la pena capitale sarà commutata in una minore o cancellata del tutto.

        SHARIA FONTE DELLA LEGGE. In Sudan la sharia è fonte della legislazione e si applica anche ai non musulmani: nel paese è prevista la pena di morte per apostasia dall’islam (ma non dalle altre religioni all’islam) ed è inoltre vietato alle donne musulmane sposare uomini di altre religioni. Dal 1956, la condanna a morte per apostasia è stata comminata una sola volta, nel 1985, a Mahmoud Muhammad Taha, musulmano riformista punito come eretico.
        Il caso di Ibrahim è clamoroso, anche perché da decenni chi viene sospettato di questo reato riceve “solo” anni di carcere o pene pecuniarie.

        L’ACCUSATORE. L’anno scorso, un uomo che ha affermato di essere un parente di Ibrahim, ha denunciato la donna dichiarando che era stata cresciuta come una musulmana e si era poi convertita al cristianesimo. Per questo la giovane, sposata con il cristiano Daniel Wani, è stata anche accusata di “adulterio”, non essendo riconosciuto dalla legge un matrimonio tra una musulmana e un cristiano. In caso di condanna, i suoi due figli sarebbero presi in custodia dallo Stato.

        Sudan, madre cristiana condannata a morte per apostasia | Tempi.it
        http://www.tempi.it/sudan-cristiana-condanna-morte-apostasia-islam#.U3SqCxD1B8E
        ………………………………
        Almeno la notizia oggi “rimbalza” su vari quotidiani e l’ho ascoltata da Radio24

      3. vale
        1. @vale, non è che su questo abbia personalmente molti dubbi…

          Questo se non ci convertiamo seriamente e aiutiamo l’Occidente a ritrovare le sue radici e la sua Fede in Cristo…
          Questo se il pensiero debole (ottuso e miope) dell’occidente “laico” non si renderà conto del pericolo che incombe e di cui pagherà caro prezzo non solo e non tanto la Cristianità – che “alla peggio” riceverà la Palma del Martirio e il premio che le spetta – ma la libertà di vita dei singoli che oggi accusano proprio la chiesa di non lasciarli liberi…
          Questo se così piacerà a Dio, perché sarebbe stolto pensare che sarà una sconfitta se ciò è disposto dalla Divina Sapienza (non più di quanto apparve ad alcuni la sconfitta della Croce di Cristo…) che domina la Storia.
          Questo sarà, se sarà, il crogiolo, il vaglio, ciò che separerà il buon seme dalla pula.
          Il buon seme della Fede di ciascuno, dalla pula e dal superfluo e dalle scorie, di cui ognuno di noi ricopre il “cuore”.
          Ciò che separerà il “resto”, da chi è tiepido, da chi è ipocrita. da chi è complice, da chi è opportunista, ma anche dai (famosi) “duri e puri”, perché per loro non v’è altro modo di sapere quanto in realtà siano (o non siano) duri e puri.

          1. vale

            @ bariom
            a tal propositoleggiti questo.ovviamente non praevalebunt. ma tempi bui verranno.

            L’IMPERO ROMANO CROLLO’ PER L’IMMORALITA’ DIFFUSA
            La Provvidenza, che trae il bene dal male, si servì delle invasioni dei barbari per purificare una società corrotta e decadente quale quella romana: oggi la storia sta per ripetersi…
            di Roberto de Mattei

            http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=3257

            ( la chiusa finale) …I secoli bui passarono e l’Impero romano, dopo il tramonto, rinacque cristiano, inaugurando la splendida stagione del Medioevo. Tutto ciò ci insegna che non esistono tramonti irreversibili nella storia e che la Provvidenza tutto può quando agli uomini tutto sembra perduto. Questa fiducia soprannaturale ci anima e ci spinge a guardare con speranza al trionfo della Chiesa, questo sì irreversibile, dopo l’epoca di tramonto che oggi attraversiamo. È una promessa che va di pari passo con quella di Fatima e che ci deve fare dire: infine la Santa Chiesa romana trionferà.

            Fonte: Radio Maria, trascrizione della trasmissione del 19 gennaio 2011
            Pubblicato su BastaBugie n. 349

          2. Giancarlo

            Bariom, alcune volte non capisco quello che dici. Ho come l’impressione che, secondo te, i cristiani non possano fare niente. Ad esempio, in relazione a questo problema dell’Islam violento che perseguita i cristiani, è semplicemente ridicolo aspettarsi che sia l’occidente laico a farsi carico di queste ingiustizie. L’occidente laico non vede l’ora di liberarsi del cristianesimo e della chiesa, figuriamoci se interviene in favore dei cristiani massacrati nel mondo. Non tocca all’occidente laico, TOCCA A NOI FARCI CARICO di difendere i nostri fratelli. E le disastrose conseguenze della nostra ignavia non sono da confondere con la volontà di Dio. E Gesù Cristo avrebbe fatto volentieri a meno della croce, se l’uomo glielo avesse permesso.

            Quello che vorrei che fosse chiaro è che non è che, siccome Dio sa trarre il bene anche dal male che noi facciamo, allora possiamo stare tranquilli che, qualunque cosa accada, alla fine il bene trionferà. Certo, alla fine il bene trionferà comunque ma, nel frattempo, cerchiamo anche noi, con i nostri mezzi, di combattere il male con tutta la forza di cui siamo capaci.

            1. @Giancarlo direi sia un fatto acclarato che tun non capisca a volte ciò che dico…

              Ciò può dipendere da molteplici fattori: tu non capisci, io non mi spigo, abbiamo due punti di vista non dico incompatibili ma forse distanti, si legge ciò che si vuol leggere non ciò che è scritto e via discorrendo.

              Ciò che invece a me risulta faticoso è il replicare, quando il tuo chiedere spigazioni si traduce sempre in un appiccicarmi pensieri o conclusioni che non mi appartengono o il tuo ribadire concetti tuoi – che alle volte condivido pure – con termini spesso MAIUSCOLI (che sul web significa “urlare”) – che sostanzialmente pertono da un “non capisco”, ma si concludono con un “adesso ti spiego io come stanno le cose”.

              Come nel penultimo tuo commento a me diretto in cui dicendomi “come sono certo anche tu credi” (o una cosa simile) per poi passare a spiegarmi l’attegiamento da tenere di fronte al Santissimo…

              Tu qui scrivi “Quello che vorrei che fosse chiaro ecc.”, ma credi sinceramente che non abbia questa chiarezza?
              Pensi che viva su Marte? O svolazzi su qualche nuvola in angelica compagnia?

              Peraltro non ho scritto “è così…” e così parlò Zarathustra, o elencato un serie di ipotesi, dove si possono (credo/credevo) ravvisare vari scenari e varie responsabilità.

              Mi consola pensare che ad esempio vale, che qui ha per primo commentato mi pare abbia correttamente interpretato…

              Su frasi poi come “TOCCA A NOI FARCI CARICO di difendere i nostri fratelli. E le disastrose conseguenze della nostra ignavia non sono da confondere con la volontà di Dio.” condivisibili nella sostanza, temo ancora una volta si abbia un ben diversa visione di COME questo possa avvenire… di quale sia la prassi.

              1. Giancarlo

                Bariom, io “ti appiccico” pensieri o conclusioni che mi pare di capire da quello che scrivi; e siccome sono pensieri e conclusioni che non condivido, dopo ti spiego non come stanno le cose, ma come sono convinto che stiano. Sempre pronto ad imparare però. Se invece ho capito male, allora basta spiegare.

                Sulle polemiche passate (atteggiamento da tenere quando si entra in chiesa), preferirei non rivangare, comunque rispondo sinteticamente. Ho detto che sono certo che tu creda nella presenza reale di Gesù. Però non sono sicuro che ti comporti di conseguenza. Infatti comportarsi di conseguenza, secondo me, vuol dire intervenire con tutta la fermezza necessaria nei confronti di coloro che entrano in chiesa a fare mercato. Tu, invece, preferisci tollerare.

                Sulla prassi, ognuno è libero di scegliere per sé. L’importante però sarebbe di fare qualcosa. Senza aspettare che si compia la volontà di Dio. Noi cristiani siamo chiamati a giocare un ruolo attivo nel mondo. Anzi, siamo, o dovremmo essere, la speranza del mondo.

                1. Appunto:

                  “Ho detto che sono certo che tu creda nella presenza reale di Gesù. Però non sono sicuro che ti comporti di conseguenza. Infatti comportarsi di conseguenza, secondo me, vuol dire intervenire con tutta la fermezza necessaria nei confronti di coloro che entrano in chiesa a fare mercato. Tu, invece, preferisci tollerare.”

                  1) “Secondo me” non significa sia l’unica o ancor più la giusta strada…
                  2) “Tu preferisci tollerare” è un’altra tua libera interpretazione (da cui mi “appiccichi” poi un comportamento…) perché il mio parlare di tolleranza è sempre stato riferito ad un senso di equilibiro e misura, dato da tempi, ciscostanze e modi – che nella tua granitica visone sembra non essere ammissibile…
                  Poi ti dirò c’è anche un diverso attegiamento che viene (ritengo) dalle “funzioni”… diverso (e l’avevo scritto) è trovarsi in assemblea (o in chiesa) come semplice fedele, diverso avere un funzione o un ministero durante un Celebrazione.
                  (Mai pensato che il tuo “riprendere con fermezza” – bisogna poi vedere come – chichessia in chiesa da semplice fedele quale tu ti possa trovare ad essere, possa non corrspondere al pensiero o ai modi del parroco al quale è affidata la tal parrocchia e al quale devi obbedinenza? Certo se parti dal presupposto che tu fai bene e lui è un “rovesciatore di secchi di misericordia” – un “pappamolle”, abbiamo già finito…)

                  3)” …e siccome sono pensieri e conclusioni che non condivido, dopo ti spiego non come stanno le cose”
                  In questo specifico caso (del commento di partenza) non mi pare di aver tratto grandi “conclusioni”… lo hai fatto tu per me, semmai.
                  “dopo ti spiego come stanno le cose…” perdonami e certamente un problema di mio orgoglio, ma mi approccio sempre male a chi pretende di spiegarmi come stanno le cose, più che di porgermi semplicemente il suo pensiero.
                  Tranne nel caso in cui – e lo accetto volentieri – mi si riporti ciò che la Chiesa precisamente afferma sul tal aspetto o sul tal altro. In quei casi solitamente rivedo il mio…. 😉

    1. Giancarlo

      Carissima Giusi, emerge con chiarezza l’enormità delle sciocchezze detta da mons. Galantino. Sciocchezze che alcuni commentatori di questo blog si erano affrettati a condividere.

      1. O l’enormità di una “bufera” fuori misura…

        Naturalmente per te Giancarlo rimane l’enorme schicchezza condivisa da “frettolosi” commentatori… schiocchini anch’essi.
        O almeno schiocchi in quanto non fossero stati così affrettati, avrebbero prudentemente atteso di capire “dove tirava il vento” (come ci volesse una gran fantasia…) e si sarebbero risparmiate grame figure o ipocritamente, ma scaltramente, scelto il caro dei “vincitori” 😉

              1. @Giusi io no so proprio che razio usi per fare ricerche in internet, con che “chiavi di ricerca” e con che metodo ritrovi tutta ‘sta valanga di fango, che continui qui a riportare per il pubblico ludibrio dei santi e dei puri.

                Il link che qui hai postato riporta una frase attribuita a Mons. Castellani da una tal Irene di Napoli di cui nulla si sa e nulla voglio sapere, e tu qui come un’oca riporti (ma se oca non sei peggio ancora…) applicando il minimo sforzo intellettivo che serve a fare un “copia e incolla”, mentre la frase pare proprio sia da attribuirsi al vaticanista Rai Raffaele Luise (non che la cosa sia consolante in assoluto) 😐

                E tu Giancarlo ti accodi come un emerito imbecille (Imbecille: agg. fam. Di persona, che dimostra poca intelligenza, scarso buon senso.) giacche ormai costituite un tetro sodalizio.

                Al di là di altre e diverse affermazioni del Vescovo di Lucca, che potrebbero essere oggetto anche di contestazioni e proficua discussione, questo episodio, mette ben in luce la bassezza e la pochezza di questo continuo nonché giornaliero esercizio di “tiro alla fionda”, che peraltro mi meraviglio venga ancora tollerato su questo blog, giacché admin ha già dato prova di non essere né assente, né disponibile ad accettare “di tutto”.

                Poi certo il blog non lo gestisce lui (e comprendo non sia impresa semplice), ma questo è il mio giudizio… senza se e senza ma.

                Adesso lanciate strali di e grida di mancanza di carità e di ostracismo alla libertà di pensiero, ma se questa è la carità e la libertà di pensiero come la intendete voi, ne faccio volentieri a meno!!

                Il “più buono del reame”, s’è proprio rotto…
                Vi saluto e vi lascio a vostri amari trastulli.

      2. Baldo

        Secondo me si sta facendo una tempesta in un bicchier d’acqua per una espressione infelice di monsignor Galantino in un discorso che nel complesso è condivisibile e, come hanno evidenziato Andreas ed Alessandro, pienamente in linea con quanto la Chiesa insegna con riguardo all’abominio dell’aborto..

        Del resto, chi vuol far polemica un pretesto, piccolo o grande che sia, lo trova sempre.

        P.S.: Grrrrrr non si dica che sono a favore dell’aborto o contro chi recita il Rosario che mi arrabbio!
        Lo dico preventivamente 🙂

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