Croci e diottrie (replay)

di Costanza Miriano

Essere cieche come talpe conferisce dei vantaggi alle fanciulle e anche alle ex fanciulle come me. Si assume un’aria spaesata e poco reattiva che di solito ispira sentimenti di tenerezza, o almeno di condiscendenza. Se poi una è particolarmente gnocca come Marilyn e legge anche i libri tenendoli rovesciati, il connubio diventa esplosivo, e tutti gli uomini abbassano le difese, ma solo se di taglia di reggiseno si porta dalla quarta in poi.

Io, anche se purtroppo porto la priva (lo sanno tutti, c’era anche sull’Avvenire), per la stanchezza e le ore di sonno mancate – a causa di una serie di impegni accumulati ultimamente – credo di avere perso diversi gradi di vista; di solito li recupero, ma non è detta. In compenso spero di ispirare maggiore simpatia almeno in mio marito quando gli do prova della mia inefficienza particolarmente spiccata in questi giorni, tipo quando dimentico dove ho parcheggiato la macchina – cosa che peraltro offre l’occasione per avvincenti giri turistici del quartiere – o atterro in scivolata sulla cera che ho dimenticato di avere passato, o lavo in lavatrice il lettore mp3 (tutto vero).

Ma c’è un’altra cosa che la stanchezza porta in dono, oltre alla simpatica aria da talpa. La profonda, nettissima, lampante dimostrazione della propria impotenza.

Quando non solo non si riesce più a far tutto, ma quando le cose non fatte superano di gran lunga quelle adempiute, la vita ci sta offrendo una grande occasione: si può cominciare a mollare le redini, e si può decidere di metterle in mano a Dio. Un po’ quello che può succedere quando si ha un bambino piccolo, che almeno all’inizio ti prende tutte le energie e la vita non ti appartiene più. Per questo spesso i figli convertono: è uno di quei momenti in cui si può smettere di cercare di conservare qualcosa per se stessi.

A me sembra che questo sia un principio molto importante per la vita di fede. Oserei dire per la vita in Cristo. Diminuire noi, e lasciar crescere Lui in noi è il senso della nostra vita qui su questa terra, e tutto quello che ci aiuta a mettere una pietra sui nostri desideri, progetti, pensieri, ci può aiutare a far crescere Cristo. In questa opera imprescindibile di scartavetramento la croce è lo strumento più potente, ma anche la stanchezza, questo morire a fettine, può essere molto utile. Bisogna però fare buon uso degli ostacoli e degli impedimenti.

Tutti noi, noi che abbiamo vite normali divise tra lavoro, famiglia e tutto il resto, siamo chiamati a fare tanti sacrifici, chi più chi meno, in un periodo più in un periodo meno. Ma la differenza vera la fa il senso che siamo capaci di dare a questa naturale ascesi che di solito la vita ci impone.

Si può cercare di svicolare, di trovare vie di uscita, di fermarsi all’autogrill lungo la strada più spesso possibile, a fare una pausa caffè che allevii la fatica. Si può provare a nascondersi dietro a un cartello, senza dare nell’occhio, a riposarsi o a fare uno spuntino clandestino. Si può provare a barare, andando nella corsia di emergenza: finché non ti ferma la Polizia, che prima o poi ti becca, è un bel vantaggio. Si può andare a caso e continuare a girare per le strade senza decidere la meta. Si fatica lo stesso, ma senza dare un senso.

Oppure si decide la meta (la vita eterna), e si va avanti, senza barare, senza cercare scorciatoie, autogrill, corsie di emergenza, cartelli dietro cui nascondersi. Si prende quello che viene per la strada, fatica compresa, senza risparmiare né cercare di tenersi niente per sé. Si aderisce a Cristo, cercando di somigliargli. Si prende la croce che viene, senza cercarla, ma senza neanche schivarla, sapendo che non siamo noi che facciamo niente, ma che possiamo lasciar agire Dio.

Allora, dicono, si entra nella perfetta letizia di cui parla san Francesco quando spiega a Frate Leone che la gioia più grande, anche per un consacrato, non è predicare bene, guarire, fare miracoli, avere proseliti. E’ accogliere a braccia aperte quello che viene, anche un fratello che non ti apre la porta e ti lascia aspettare al freddo senza cena.

Ecco, io vorrei consegnarmi come ha saputo fare lui, ma non so se ci riesco. Magari dopo la pausa caffè e poi riparto. Forse.

27 pensieri su “Croci e diottrie (replay)

  1. cinzia

    Sembra proprio che tu mi abbia letto nel pensiero e che abbia scritto queste cose per me.
    Grazie!

  2. margaret

    … quanto al nostro corpo, tempio del nostro spirito, è così importante averne cura. E “lasciar andare” per noi femmine tuttologhe è difficile, difficilissimo. Ma il trucco sta li. Nell’imparare a riposare, sostare e riprender forze per avere sempre il tempo di un sorriso, di una preghiera, di un gesto di amore. (e pazienza per la lavatrice che non è andata).

  3. Fare quello che uno si trova a fare, né più né meno, come uguale anche tutti, tautologico.
    Ma che ne è allora della “sottomisione” alla famiglia, ai figli, al tinello della sacra Nutella?
    Non con questo io voglia dire che bisogna innutellarsi in maniera assoluta, tutt’altro!
    Non sono io che ho osannato la imprescindibile (anche se indigesta)droga domestica….

  4. maria elena

    me lo dice anche il mio confessore, che ne dici di lasciar fare a Dio? In più se preghi riesci anche ad essere tenera, come dice Papa Francesco (del Papa l’ho aggiunto io). Accettare quello che il Signore ha predisposto per me, per la mia salvezza e forse anche per qualcuno che mi sta a guardare…grazie, come sempre ci prendi!

  5. 61Angeloextralarge

    Come dici le cose tu, carissima Costanza, le dicono in pochi. Da brava umbra non potevi non avere nel cuore San Francesco.
    Però… da brava ccecata… la mia aria è sempre e comunque quella ‘branata. 😉

  6. Cara Costanza, quando ho perso diotrie su diotrie ( merito ereditario di mio papà ), anche se paragonata alla famosa Merilyn ho pianto fiumi di lacrime ( ho iniziato verso gli 8 anni e mezzo ), e non mi sentivo nè sexy nè con quella certa aria da intellettuale. Le crisi sono durate fino all’adolescenza quando mi sono potuta mettere le lenti a contatto. Non ci vedevo nulla di bello, solo una sorta di punizione. Alle medie ho iniziato a dipingere, la mia professoressa mi guarda e mi fa ” il quadro è bello, ma tu guardi troppo i dettagli, non vedi l’insieme: perchè non ti togli gli occhiali?” Ok pensavo che stesse scerzando poi ho provato……e il quadro è migliorato davvero!
    Affidarsi a Dio è un pò così, scegliere di vedere l’insieme anzichè diventere matti per fare andare ogni cosa come vogliamo noi, è vedere la vita per come realmente è e accettarla.
    Ps poi ho fatto l’Accademia di Belle Arti, io che nelle vita sono ” cieca come una talpa”.

  7. nadiamorena

    Certe letture sono come l’ombra nella calura dell’estate !
    Mi è tornato alla mente un messaggio di Medjogorie che diceva più o meno così : Se volete essere felici, fatevi una vita semplice e umile. Pregate molto e non andate alla profondità dei problemi: lasciateli risolvere a Dio .
    Ci proverò. Ci sto già provando…non sempre riesce facile ,però !

  8. nadia

    questo, proprio oggi, è il post per me!!
    dopo le innumerevoli alzate notturne per calmare mio figlio (siamo arrivati ad una decina circa stanotte) mentre mio marito bolliva di febbre, affrontare un nuovo giorno di faccende domestiche (se ci riesco), intrattenimento del pargolo (ancora?!?) e accudimento del malato (bisogna!), non è una prospettiva accativante quando tutto quello che voglio è dormire anche solo 5 ore di fila… ma, come scrivi, “è uno di quei momenti in cui si può smettere di cercare di conservare qualcosa per se stessi” e donarsi!
    che per ora è solo teoria!!

    1. nadia, quando sento parlare di veglie notturne con pargoli urlanti mi sento molto solidale. noi abbiamo sempre avuto i figli vicino di notte, per evitare di fare avanti e indietro e per scelta di vita.. posso solo assicurarti che poi dormono, o quanto meno i risvegli diventano più gestibili… ma so che mentre ci sei dentro è dura, ti capisco molto bene…te l’avranno detto, dormi quando lui dorme, lascia stare il resto… un abbraccio!!!! (scusate l’OT, ma non ho resistito)

  9. sonoveganaestobenecosì

    è la terza volta che lascio le scarpe in palestra. avevo tre paia di chiavi della macchina e ora ne ho solo un paio. Ci vedo ma ogni tanto, evidentemente decido di non vedere

  10. Faccio eco a quanto scritto dal Maria Elena…
    Anche a me un confessore disse: “Va bene, adesso riposati… La tua vita non la porti tu. E neppure quella degli altri. Lascia fare a Dio il Suo lavoro…”

    Piccola nota: non vorrei essere impertinente Costanza, ma presumo tu porti la “prima” non la “priva” come hai scritto… Sarebbe veramente troopo poco 🙂

    1. Giusi

      Forse è per questo che porta le scollature ritenendo che siano “innocue”… In realtà tra collo da cigno, belle spalle e fisico asciutto e tonico è molto sexy più di tante rifatte!

      1. In realtà tutte le scollature delle donne sono sexy (chissà perché? :-))…
        Forse non lo sono anche quelle sulla schiena? Poi ci mazziate se ci “casca l’occhio” 😦 (a meno che non sei proprio “cecato” ;-))

        Ridiamoci sopra, perché nella realtà, è un bel combattimento… a buon intenditor…

        1. Giusi

          Cazziarvi è ipocrita. se ci si scolla si vuol essere ammirate. Confesso che ho peccato…. Le portavo anch’io e non ho nemmeno la priva. In realtà, parlo per me, scoprirsi è anche una forma di insicurezza, paura di non essere ammirate. Che poi si viene ammirate in un modo sbagliato e in definitiva antitetico a quello che in realtà si desidera. Oggi, non voglio fare la bacchettona, ma ritengo che si sia giunti ad un punto assurdo. Non ho capito quand’è avvenuto il passaggio per il quale essere emancipate, libere, femministe sia diventato presentarsi come un oggetto sessuale. Mi pare una vera contraddizione. L’ho detto da qualche altra parte: ritengo che il femminismo fosse abbastanza inevitabile perchè non è che gli uomini fossero questi esseri perfettissimi però le donne si sono perse un’occasione. Dovevano alzare il tiro, porre un’istanza di qualità e invece si sono messe a scimmiottare, facendo anche peggio, tutto quello che rimproveravano agli uomini. Bisognava porre uno specifico femminile facendosi rispettare, il rispetto vero che deriva dalla propria preziosità. E pensare che avremmo di quelle armi! Mia mamma mi racconta che ai suoi tempi un uomo andava su di giri anche se intravedeva una caviglia. Adesso trovano tutto spiattellato là e amoreggiano col computer….

  11. Giusi

    Consiglio a tutte le cecate. Lo sono anch’io: è tutto un giro di lenti a contatto, occhiali da vista, occhiali da sole da vista occhialini da nuoto graduati…. L’unica cosa positiva è che mi si è arrestata da tempo (in verità non è mai andata avanti) anzi con la vecchiaia è migliorata (è normale, si bilancia con la naturale ipermetropia). Non vorrei dipendesse da un integratore che prendo da decenni tutti i giorni (me lo consigliò l’oculista) a base di luteina, mirtillo, eufrasia, beta carotene, vitamina c, ginkgo biloba e altro.

    1. Che integratore è? Ok a me ne mancano proprio tanti di gradi, magari con un piccolo aiutino…..il mio oculista mi ha recentemente tentata con la storia del laser, solo che anche se non lo ammetto mai ormai porto occhiali e lenti da così tanto tempo che sono una sorta di compagnia.

      1. Giusi

        Te lo direi ma non so se secondo le regole di un blog si possa fare pubblicità ad un prodotto. Mandami un messaggio privato su facebook: mi trovi sotto Giusi Quaranta tra gli amici di Costanza. Io ho sempre rifiutato l’idea dell’operazione perchè adesso con tutti gli orpelli vedo, dovesse andare male qualcosa….. E poi non sempre riesce bene nel senso che delle volte si vede meglio ma non perfettamente e quindi bisogna comunque portare gli occhiali e intanto ti sei tagliuzzata la cornea col laser perchè consiste in quello l’operazione: dei microtagli per accorciare l’occhio. Io non mi microtaglio! C’è un altro effetto dell’integratore che è certo: nutre i capillari della retina allontanando il rischio del distacco che nei miopi è più probabile ed aumenta proporzionalmente con la gravità della miopia.

        1. Giusi scusami ma non ho facebook, puoi mandarlo alla mia mail, babyduckling@hotmail.it? Sai il mio migliore amico se l’è fatto a entrambi gli ochhi e ora vede come un falco. L’ho accompagnato entrambe le volte dicendogli ” se rimani cieco non la faccio io l’operazione “, ma dato che sono una Paperella fifona da questo punto di vista, preferirei qualcosa di più foft tipo l’integratore.

      2. Beh non siamo in un blog di oftalmologia, però tra occhiali da lontano, occhiali da vicino, occhiali da sole, occhiali da computer, occhiali per vedere e quelli per non vedere (:-)), lenti a contatto, mensili, giornaliere, morbide, mica morbide… io, se le mie finanze me lo permettessero, un bella operazioncina me la farei fare subito!
        Nessuna nostalgia, anche se li occhiali li porto da quando avevo 6 anni (non sempre gli stessi ;-))

        1. Giusi

          Ma guarda qua in Veneto la fanno anche gratis in ottime strutture e senza una grande attesa ma sono stata sempre restia a farmi tagliare le dotazioni del Padre Eterno. Quando ero piccola c’era l’usanza di togliere le tonsille. Io mi sono rifiutata. Alla fine le mie sono guarite e mi servono da baluardo perchè il Signore non le ha messe lì per niente (è un organo linfatico che produce anticorpi). Tutti quelli che conosco che le hanno tolte si beccano sempre dei gran mal di gola!

          1. Gratis? Allora siete molto più attrezzati di Roma! La ricordo bene l’usanza di togliere le tonsille era diventata una specie di moda, così quando mi sono ammalata a circa 3 anni e stavo malissimo, nessuno voleva togliermele, ma stavo proprio male, il mio pediatra era convinto che sarei guarita e non voleva assolutamente, malgrado i miei genitori lo supplicassero, invece sono arrivata all’ospedale mezza morta e hanno dovuto operarmi per forza. Hanno dovuto scavare talmente tanto che per anni ho avuto continuamente mal d’orecchi ( che sono passati da soli ) e bronchiti ( che sono passate con i cicli di vaccino ). Ovviamente ho cambiato pediatra, ma ancora oggi quando vado dal dottore, se per sbaglio il pediatra si affaccia non riesco a non guardarlo senza pensare che quell’incompetente mi ha quasi uccisa.

        2. Il dottore che mi segue da una vita ha detto che con 2000 euro mi opera entrambi gli occhi lo stesso giorno, l’unica cosa è …..la paura delle operazioni. In una vita da miope tra tutte quelle cose che hai citato tu sopra uno spende anche di più, quindi magari sulle lunghe ammortizzi. Il mio ragazzo non sarebbe contento se mi operassi, lui per farmi dormire mi toglie gli occhiali e la mattina si diverte come un matto a guardare come li cerco tastando!

  12. Francesca

    quando si dice che il Signore non ti lascia sola ed utilizza tutte le piccole e grandi situazioni per indicarti una strada…non immagini quanto avessi bisogno di queste tue parole ora..grazie Costanza!

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