La grande bugia (replay)

di Costanza Miriano

Quello dell’aborto per me è uno dei più grandi misteri dell’epoca moderna. Davvero, lo dico sinceramente e per una volta senza scherzare. E’ un argomento su cui non sono in grado di essere simpatica, quindi vi deluderò. Il fatto è che ho visto troppo dolore tra le donne che conosco, e non posso perdonare una legge tanto bastarda, e la crudeltà di chi l’ha promossa, riuscendo a produrre un gigantesco inganno collettivo.

Non riesco proprio a spiegarmi, infatti, come molte persone intelligenti, spesso migliori di me, possano continuare a chiamare l’aborto un diritto. Le conosco, le stimo, ci parlo, ma quando viene fuori l’argomento – per me un vero chiodo fisso – mi sembrano irragionevoli, accecate dalla propaganda e incapaci di vedere quello che è ovvio. Con la moderazione che mi contraddistingue devo spesso reprimere l’istinto a compiere gesti inconsulti e a gridare “ma che cavolo stai dicendo?”, con tutto il fiato che ho in gola.

Temo che questo non aiuterebbe il dialogo, effettivamente.

E così, dialogo, ma non capisco.

Posso spiegarmi, sì, che una donna lo commetta senza rendersi conto di quello che sta facendo – non mi do nessuna altra spiegazione – ma non capisco come si chiami diritto la possibilità di dare la morte al più debole dei deboli, un bambino nella pancia della mamma. Errore, tragedia, debolezza magari. Ma diritto proprio no. E non c’è neanche bisogno di essere cattolici per capirlo.

E la pillola del giorno dopo, dei cinque giorni dopo, o la RU486 vanno in questa direzione di non comprendere l’enormità in gioco: basta ormai un bicchiere d’acqua per dare la morte comodamente da casa (per la RU è previsto il ricovero, ma con una firma si lascia l’ospedale, si rimane sole a fronteggiare la cosa più enorme della vita dell’uomo, la morte).

La nostra legge è passata anche grazie ad alcune balle della propaganda radicale negli anni della legge e del referendum: dicevano che 25mila donne morivano ogni anno sotto le mani delle mammane (molte meno di 200, comunque tante ma un’altra cosa); sparavano cifre assurde; fecero abortire le mamme di Seveso, dopo la nube. I feti fatti esaminare poi rivelarono che quei bambini erano tutti sani. 33 morti.

D’altra parte anche la legge americana, la famosa Roe contro Wade, nacque da una bugia, da un falso stupro inventato ad arte.

In realtà tutte le bugie me le spiego solo con una iniziativa attiva e mirata di Satana. Non c’è altra spiegazione. Perché l’aborto porta solo male, è un gioco a somma negativa in cui tutti perdono, come in tutte le iniziative dell’Ingannatore: perde il bambino, ovviamente, ma anche la mamma che per anni – a volte anche per ottanta anni, ha raccontato una donna al telefono Sos vita – sarà tormentata dal pensiero, anche se rimosso (mentre invece il riconoscimento e il pentimento fanno guarire). La sindrome post aborto non è molto conosciuta, ma si parla di depressione, tumori, incubi, vere e proprie psicosi, con le mamme a cui sembra di vedere il loro bambino vivo, che continua a crescere mano a mano che passano gli anni dalla data fatidica. Perde anche il medico, che, continuando a uccidere bambini tradisce il suo mandato – guarire – e accumula uno stress insopportabile (qualcuno si è suicidato).

La donna – lo dicono ricerche come al solito non diffuse – sarà soggetta a problemi fisici e psicologici, mentre nessuna di quelle che sceglie di portare avanti la gravidanza si è mai detta pentita, dopo avere visto il suo bambino, nonostante tutte le difficoltà.

Poi ci sono le iniziative come “Le culle per la vita”, per dirne una sola. L’idea è stata quella di ripristinare l’antica ruota, cioè la possibilità di abbandonare i neonati subito dopo averli partoriti. La madre proprio non può farsene carico, ma riconoscendo l’intoccabilità della vita, la serve comunque come può, e dà alla luce il bambino, per poi lasciarlo in ospedale.

Ricordo un articolo su questo, su Repubblica. La giornalista, Maria Novella De Luca, invece che riconoscere la bontà di un’idea che salva vite umane, ha scritto un commento assurdo del tenore “quelle madri sono soprattutto immigrate, e perciò, poveracce, non sanno che qui da noi l’aborto è un diritto”. A parte la difesa della cultura della morte, che su Repubblica non mi stupisce di certo, mi chiedo: nessuno dei capiredattori, vicedirettori, direttore della collega si è accorto che ha scritto una colossale bugia?  Nessuno, evidentemente, vuole ricordare che neanche secondo la 194, che è una legge orribile, l’aborto è consentito come semplice strumento di regolazione delle nascite. E’ permesso solo quando una donna è in grave pericolo. E sottolineo grave pericolo. Lo sottolineo tre volte. E’ vero che al pericolo di salute poi nel testo si sono aggiunti anche i pericoli riguardanti le condizioni economiche, ma ci deve comunque essere un grave pericolo. E non c’è quasi mai. Infatti quelle donne che hanno abbandonato i neonati non sono morte.

Invece nella prassi comune basta un certificato di un medico che non fa il suo dovere, e la donna viene autorizzata. Fuori legge. Contro la legge. Una legge che non è buona ma che non arriva a tanto.

171 pensieri su “La grande bugia (replay)

  1. Hai proprio ragione Costanza. Qui non si scherza e hai usato parole fin troppo gentili.
    L’aborto non è un diritto. Punto.
    Diceva una ginecologa ad un incotro che a cui ho partecipato che ai medici fa comodo dire che dal momento del concepimento all’embrione il bambino non è una persona viva…e diceva anche che in realtà nessuno sa cosa succede tra quelle cellule in quella fase. Quindi – ha aggiunto – NON È SCIENTIFICAMENTE PROVATO CHE QUELLA NON È VITA. Anzi!
    Penso poi a Gloria Polo (che se non sbaglio dai racconti che ho sentito, prima era lei faceva abortire le donne), il passaggio che ha fatto e a come canta alla vita ora.
    Penso anche e soprattutto a Gianna Jessen… Chi ancora non l’avesse conosciuta faccia un giro in internet perché merita di essere ascoltata!

  2. Paolo Moroni

    Sono sempre più perplesso di come tante persone intelligenti non riescono a capire la cosa più semplice del mondo: la vita!!! E’ contro natura difendere la morte … e il principe della morte è il grande drago, il serpente antico, colui che chiamiamo il diavolo e satana, il seduttore del mondo. Io, quando entro in questi argomenti con qualcuno che sostiene questi assurdi diritti, perdo normalmente la mia conclamata calma e moderazione e nella migliore delle ipotesi gli chiedo: xxxxx, ma è proprio possibile che sei cosi tonto/a???? (normalmente parolacce ben peggiori). E allora non ci resta che combattere come dice S. Paolo: “la nostra lotta non è contro le creature di sangue e di carne, ma contro gli spiriti del male che abitano questo mondo di tenebre”.

  3. Velenia

    Grazie Costanza,come sempre coraggio ne hai da vendere,quello dell’ aborto è il più intoccabile dei dogmi dell’ ideologia laica.
    Ai tempi del referendum abrogativo della legge 194 io avevo l’età che ha oggi figlio-grande.Ricordo che con il mio gruppetto di amici andavamo in giro a volantinare,era la prima volta che mi giocavo, per così dire,la faccia e spesso ci chiudevano la porta in faccia.Da allora non solo non ho mai cambiato idea ma,dopo aver sentito scalciare 4 figli nel mio utero,dopo aver perso un bimbo nelle prime settimane di gravidanza,dopo aver visto una mia conoscente con la vita completamente rovinata da una depressione nera seguita a ben due aborti a cui era stata “autodeterminata” da familiari e compagno,dopo avere ascoltato tante storie di donne che l’avevano fatto e dopo essermi sentita chiedere tante volte se sapevo della malattia rara di mio figlio quando ero incinta (no non lo sapevo,ma se l’ avessi saputo sarebbe nato lo stesso,ho capito che volevi chiedermi perchè non ho abortito, ma vaff…),sono ancora più convinta.
    Hai ragione Costanza,è un gioco in cui tutti perdono e ti dirò di più,il dolore dei bambini non nati non lo vediamo,quello delle donne lo abbiamo spesso sotto gli occhi,è la vicina che soffre di inspiegabili crisi di panico e ti guarda con rimpianto quando passi con la tua squadretta di figli,poi magari ti dice che sei senza coscienza perchè ne hai messo al mondo troppi,è la compagna di stanza in ospedale ricoverata perchè da un’altra parte non sono stati nemmeno capaci di farglielo bene (sapevate che poteva succedere anche questo?) ed è da 2 settimane che perde sangue.
    A me sembra inspiegabile che questa sia considerata una conquista delle donne quando costa lacrime,sangue e dolore proprio alle donne.
    A volte mi capita di seguire dibattiti televisivi sulla legge194 in cui vecchie femministe parlano dell’aborto quasi come in altre culture si parla dell’ infibulazione,sembra quasi che non sei completamente donna se non hai faatto quest’esperienza,io non mi sento meno donna perchè non sono infibulata,nè mi sento meno donna perchè non ho abortito.
    Mi chiedo come si possa chiamare conquista quella che è una violenza oltre che sul bambino,sul corpo, sulla mente,sulla vita della madre.

  4. Stella Polare

    Sgomenta stamattina leggo le parole di Costanza, che sono anche le mie, solo molto più ordinate e credibili, come al solito. Perchè questa cosa qui fa sempre un male boia.
    Amica di medici e soprattutto infermieri (che mi si dice non possano scegliere di astenersi, come fanno invece i dottori, dal somministrare farmaci abortivi) che hanno lasciato posti di lavoro perchè stremati dalla pratica diffusissima dell’aborto, mi sono sentita confermare che sì, è vero davvero, basta inventare una scusa qualunque, tutto può esser venduto come grave rischio per esempio psichico per una donna, ecco un banale certificato e a posto. é facile, si fa.
    E anche la frase di donne ricorse all’aborto e poi pentite ne conosco un mucchio, di mamma nessuna, mi gira per la zucca da molti anni. Tutti perdono, tutti tutti.

    Però se posso, mi chiedo due cose, e le chiedo a voi: da un lato, chi non è credente (non dico in Dio, ma per una qualche ragione nella vita stessa, e purtroppo di persone così ne ho conosciute), non dovrebbe avere la possibilità, chiamiamola la libertà di una scelta simile? Non parlo solo di gravissimi casi di salute (che anche la Chiesa prevede), parlo proprio di decisioni personali e slegate da apparenti gravi cause esterne. In fondo Dio ci lascia liberi, non ci impone la Verità, la Vita, la Sua Libertà, ce la propone soltanto, ma ci permette di scegliere la nostra strada e di raccoglierne poi i frutti. Proibire una scelta non ci porrebbe più in alto di Lui? Non sono d’accordo con questa affermazione, sia chiaro, solo a volte mi pongo delle domande…

    E poi, noi cristiani a volte, come per i divorziati (ne so qualcosa in quanto figlia di, ora i miei pensano pefino alla dichiarazione di nullità… bah!) ci comportiamo con queste persone in modo così giudicante ed aggressivo, la Chiesa per prima, pur nel parlare di perdono e accoglienza dai piani alti, poi nel concreto delle nostre realtà addita, taccia, gira lo sguardo, isola, abbandona. Partiamo noi a sostenre queste persone (amiche, sorelle, colleghe) nella scelta e, semmai, nell’assunzione di responsabilità e nell’accettazione – che, come dice Costanza, guarisce – della decisione presa. Senza giudicare. Qualcun altro vede meglio di noi nel cuore delle persone e Quel Giorno, io penso, le terrà strette e, come dice qualcuno, con le lacrime laverà il loro cuore. Non so se stia a noi impedire l’errore. Parlarne, soffrirne, pregare, sì, quello sì. Però sul resto non lo so, me lo sto chiedendo da quando ho la facoltà di pensiero, credo…

    1. Alessandro

      “chi non è credente (non dico in Dio, ma per una qualche ragione nella vita stessa, e purtroppo di persone così ne ho conosciute), non dovrebbe avere la possibilità, chiamiamola la libertà di una scelta simile? In fondo Dio ci lascia liberi, non ci impone la Verità, la Vita, la Sua Libertà, ce la propone soltanto, ma ci permette di scegliere la nostra strada e di raccoglierne poi i frutti. Proibire una scelta non ci porrebbe più in alto di Lui?”

      Se valesse questa argomentazione allora occorrerebbe che fosse lecito l’omicidio, la violenza carnale, il furto ecc.: non sono anch’essi atti liberi, che Dio permette che l’uomo compia?

  5. Velenia

    Certo che Dio ci lascia liberi, e infatti io sono liberissima di uccidere mia suocera,fatto sta che la legge m lo impedisce.

    1. Stella Polare

      No sul serio, senza nessuna polemica, pensi davvero che sia così semplice? Non credo mai che gli aforismi o le frasi nette risolvano questioni così complesse e delicate. Io credo ci sia una differenza nella mente dell’uomo, su questo punto, che non possiamo fingere non esista, se non vogliamo perdere di vista la possibilità di “sanarla” o comunque affrontarla. Non possiamo fingere, per capirci, che la maggior parte del mondo ti direbbe che ammazzare la suocera non si può, mentre la stessa (purtroppo) maggior parte delle persone sarebbe pronta ad ammettere che l’aborto sia lecitissimo. Addirittura a battersi per esso! Parto semplicemente dal domandarmi cosa sia l’inganno o la mentalità sottesa, nell’uomo, che lo porta a ragionare così…
      E il mea culpa su come da cristiani affrontiamo la cosa, è altra questione.
      Spero che questo non venga scambiato per possibilismo sull’aborto. Non lo è.

  6. Alessandro

    “Anno record, il 2011, per il Movimento per la vita italiano. Nei 329 Centri di aiuto alla vita distribuiti sull’intero territorio nazionale sono state seguite oltre 60mila donne (di cui il 42% gestanti), mentre i bambini nati grazie all’assistenza praticata dai 4mila volontari dei Cav (ai quali vanno aggiunti i 73mila sostenitori), sono stati 17mila.

    «Mai – commentano con orgoglio dalla sede nazionale del Mpv – era stato raggiunto un numero così alto di donne assistite e di bambini nati grazie all’azione dei Centri».
    A partire dal 1975 (anno di fondazione, a Firenze, del primo Centro di aiuto alla vita), i bambini nati grazie al sostegno dei Cav sono oltre 140mila.”

    http://www.avvenire.it/Vita/Pagine/cav-bilancio-2012.aspx

    1. Stella Polare

      Ok, scusate, ma riusciamo a risponderci dialogando e non con affermazioni secche o citazioni? Ho 30 anni, vivo nel mondo com’è, ho e ho avuto amiche che si sono trovate di fronte a questa scelta, mi chiedo solamente come affrontare al meglio, nel mio essere cristiana, la questione! Non sono un Cav, sono una persona in una parrocchia con un prete e dei parrocchiani, non so se riuscite a capirmi, e mi interrogo su come affrontare la faccenda “anima sì anima no, è solo un grumo di cellule, non è vita”, come scrive Livio qui sotto, che mi viene buttata sul muso e alla quale al momento posso “solo” controbattere con la mia Fede, di cui chi non crede nulla si fa! Che poi, se non è vita, se non c’è anima, terrificante ciò che ne deriva: va posto da noi uomini, arbitrariamente, il momento in cui vita diventa, il giorno della calata dell’anima sul grumo di celluline?! Io lo trovo assurdo, chiedevo sostegno nel mio confronto quotidiano con queste cose, mi spiace se ho offeso o scandalizzato qualcuno, dico davvero…

      1. Alessandro

        Stella Polare, in tutta sincerità non capisco che cosa stai chiedendo.

        A chi non ha una fede religiosa si può mostrare, sulla base di dati biologici, che all’atto del concepimento siamo di fronte a un nuovo essere umano. E che quindi sopprimerlo è sopprimere un essere umano. Se poi non si convince, non si può obbligarlo a esserne persuaso: il dialogo non necessariamente sfocia in un’intesa.

        Se incontro una donna incinta “tentata” di abortire, cerco di raccontarle perché la vita che sboccia nel suo grembo è più bella della morte che ahimè si può essere attraversati dall’idea di infliggerle. E soprattutto la indirizzo a un centro di aiuto alla vita (magari la accompagno io stesso), che – come mostrano i dati riportati – accompagnano molte donne alla scelta di dare alla luce il figlio.

        Se incontro chi ha abortito, debbo comportarmi con un contegno e uno stato d’animo che è bene espresso da queste parole di Giovanni Paolo II:

        “Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all’aborto. La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s’è trattato d’una decisione sofferta, forse drammatica. Probabilmente la ferita nel vostro animo non s’è ancor rimarginata. In realtà, quanto è avvenuto è stato e rimane profondamente ingiusto. Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l’avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Allo stesso Padre e alla sua misericordia potete affidare con speranza il vostro bambino. Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita. Attraverso il vostro impegno per la vita, coronato eventualmente dalla nascita di nuove creature ed esercitato con l’accoglienza e l’attenzione verso chi è più bisognoso di vicinanza, sarete artefici di un nuovo modo di guardare alla vita dell’uomo.”

        (Evangelium Vitae, 99)

        1. Stella Polare

          Ti ringrazio per avermi spiegato un po’ meglio come la vedi, ma purtroppo non mi aiuta tantissimo, nel senso che ho provato un sacco di volte a dialogare in termini simili con le persone che sostengono il diritto all’aborto. Poi ho smesso, purtroppo, perchè la cosa mi faceva troppo male e finva puntualmente con arroccamenti dietro prese di posizione e principi ostentati come vessilli. Per questo oggi chiedevo aiuto in termini molto pratici e poco filosofici, teorici o perfino di fede, se capisci cosa intendo…
          Mi dirai che mi circondo di amici pessimi. Ma è successo così tante volte in così tanti ambiti diversi e di per sè inaspettati (il gruppo scout, prima ancora dei colleghi o degli amici), tra persone di età e ambienti tanto vari, da farmi pensare di essere un pochino circondata.
          Mi spiego: per quanto ne so io, anche la biologia e la scienza, sul punto Vita, si dividono. Tu mi scrivi che sulla base di dati biologici, il concepimento è vita umana. Per quel che ne so io, per quel che mi rispondono, si tratta di una “corrente” di pensiero scientifico, cui se ne contrappone un’altra che dice che vita umana quella là ancora non lo sia per niente, ma che sia equiparabile alla vita di un paramecio (no un po’ di più, che il paramecio è unicellulare). Si passa quindi a parlare del quando quella cosa là diventi un essere umano e mi sento rispondere che allora ognuno lo determina in coscienza.
          E se avessi le prove scientifiche per dimostrare quello che dici tu insindacabilmente, non sai quanto ne sarei felice. Ma secondo i più, questo punto rientra nella sfera di coscienza, etica e convinzione personale. In questo caso, se hai dati precisi, le citazioni mi aiuterebbero molto. Peso che, se questa base non fosse in discussione, si potrebbe parlare di aborto chiamandolo col suo nome, omicidio. Omicidio concesso per tutta una serie di ragioni, se si vuole. Ma pur sempre omicidio. La cosa terribile, l’inganno che divide di Satana, è proprio che la maggior parte delle persone non lo vede così. E grazie a questo “alibi” si sente libera di assumere pillole abortive con leggerezza, ricorrere alle intrruzioni e via così.
          Vedo, nei difensori del diritto all’aborto, una rabbia e un’aggressività, quando si cerca di parlare loro, che mi spiazzano e mi feriscono, ma mi fanno anche pensare molto. Nondimeno credo di essere chiamata a vivere qui ed ora, con loro come con chiunque altro, e volevo solo una chiave di lettura per smettere di fuggire dalla discussione ogni volta che si presenta. Ecco, tutto qui. 🙂

          1. Alessandro

            Stella Polare, di dati scientifici seri e affidabili ne trovi qui

            https://costanzamiriano.wordpress.com/2012/06/21/la-grande-bugia-replay/#comment-39523

            e nel mio commento che lo precede nonché in quello che lo segue (sono tre miei commenti in fila, li vedi subito).

            Ma attenzione: non c’è dato scientifico che non possa sembrare opinabile a chi non vuole lasciarsi convincere. Quindi, per quanto a me risulti chiaro, leggendo questo studi biologici, che il concepito sia un nuovo essere umano, senza dubbio altri non riusciranno a farsi convincere da questi medesimi studi.
            Tuttavia non tutte le opinioni sono uguali, e quindi io sostengo tranquillamente senza tema di smentita che attente considerazioni embriologiche e filosofiche conducono a concludere che il concepito è un nuovo essere umano, e che tutte le obiezioni al riguardo si possono rintuzzare a dovere. Ciò non toglie che chi non vuol farsi convincere per partito preso non si lascerà convincere: ma questo attiene più alle deformazioni della libertà umana che alle argomentazioni scientifiche e filosofiche.

            1. Stella Polare

              Perfetto, stacco dal blog e mi metto a leggere seriamente, c’ho tutta la pausa pranzo. E poi se ho domande torno!

  7. La 194 è una legge ambigua, che contiene in sé gli elementi per una applicazione contraria ai principi, pur buoni, che afferma (tutela della vita, salute della madre).
    I criteri della sua applicazione, nella pratica sanitaria e delle aule dei tribunali, sono ostaggio della cultura oggi dominante e diffusa, di matrice femminista.
    E’ questa applicazione unilaterale e disinvolta della legge, in senso abortivo, contraria alla sua lettera prima ancora che alla ragione, che fa pensare ad un preteso ‘diritto’ all’aborto che, nella 194, proprio non è contemplato.
    Del resto, quando si va contro la legge naturale, la ragione ed i principi non aiutano più, bisogna falsarli o farne a meno.
    E’ quanto regolarmente accade, p. es., anche nella applicazione delle norme in materia di separazione e divorzio, che fanno erroneamente ritenere che il matrimonio sia oramai materia ‘disponibile’ per i coniugi, mentre così, né in natura, né nella legge, in realtà non è.
    Allo stesso modo nella fecondazione assistita, nelle discussioni sull’embrione e le pretese ‘zone grigie’ del suo sviluppo (nelle quali l’ovulo fecondato rimarrebbe un mero grumetto di cellulette, Se non ricordo male, sul punto anche il Card. Martini era possibilista …).
    E’ quanto infine accaduto, sempre a mo’ di esempio, anche nella rocambolesca sentenza della Cassazione (e, prima di essa, della Corte d’Appello di Milano) nel caso Englaro, una vera assurdità giuridica che, per come l’avevo studiata a suo tempo, mi pareva oltretutto rifatta a principi del diritto anglosassone inesistenti nel nostro ordinamento giuridico.
    Come si fa a dialogare se le parole e la logica non sono più le stesse per gli interlocutori? Peggio, se le regole del gioco non sono più le stesse per tutti i partecipanti?
    Siamo dentro a nuova Babele (lo ha detto recentemente anche il Papa, mi pare …).
    La ragione, tanto osannata dai progressisti di stampo radical-illuminista, è il vero e primo vulnus delle loro tesi.
    Aveva proprio ragione Chesterton, sulla ragione, chi la usa ne dubita; chi no la esalta.
    Peccato che in mezzo al dibattito ci scappino i morti innocenti …

    1. Alessandro

      “nelle quali l’ovulo fecondato rimarrebbe un mero grumetto di cellulette, Se non ricordo male, sul punto anche il Card. Martini era possibilista …).”

      Sì, è vero, il cardinal Martini, dialogando con Ignazio Marino sull’Espresso sei anni fa, disse: “Ma ciò non vuol dire che non si possano individuare momenti in cui non appare ancora alcun segno di vita umana singolarmente definibile. Mi pare questo il caso che lei propone dell’ovocita allo stadio dei due protonuclei. In questo caso mi sembra che la regola generale del rispetto può coniugarsi con quel trattamento tecnico che lei suggerisce.”
      (http://sosonline.aduc.it/documento/dialogo+sulla+vita+martini+marino_9985.php)

      Insomma, per il card. Martini non c’è essere umano all’atto del concepimento, ed almeno finché non si è formato un unico patrimonio cromosomico, cioè finché rimangono divisi i nuclei dei gameti e c’è il c.d. “ovocita a 2 pronuclei” (2PN) od “ootide”.

      Diversa notoriamente la posizione della Chiesa. Così mons. Dante Lafranconi:

      “Con lui [Martini] sono d’accordo quasi su tutto, tranne che su due punti”.

      D. – Il primo qual è?

      R. – “È quando Martini ammette che si utilizzi l’ovocita allo stadio dei due pronuclei. In realtà si tratta di un ovulo già fecondato. E la fecondazione dà l’avvio a un processo vitale continuo dove è difficile rinvenire salti di qualità sostanziali. In caso di dubbio bisogna quindi stare sul sicuro ed evitare di utilizzare o manipolare il nuovo essere. Anche il Comitato Nazionale per la Bioetica è arrivato a maggioranza a questa conclusione, che è la più vicina alle posizioni della Chiesa”. ”

      http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/53021

  8. Alfredo

    Noto che spesso la legge 194 non viene letta con la giusta attenzione. Non è affatto vero che per abortire in ossequio alla 194 serve sempre e comunque un grave motivo. L’articolo 4 che disciplina l’omicidio dell’innocente è strutturato in tal modo da consentire l’aborto in qualunque caso: “Per l’interruzione volontaria della gravidanza entro i primi novanta giorni, la donna che accusi circostanze per le quali la prosecuzione della gravidanza, il parto o la maternità comporterebbero un serio pericolo per la salute fisica o psichica, in relazione al suo stato di salute, o alle sue condizioni economiche, o sociali o familiari, o alle circostanze in cui è avvenuto il concepimento, o a previsioni di anomalie o malformazioni del concepito, si rivolge ad un consultorio pubblico istituito ai sensi dell’articolo 2, lettera a), della legge 29 luglio 1975 numero 405, o a una struttura socio-sanitaria a ciò abilitata dalla regione, o a un medico di sua fiducia”. Innanzitutto, il termine utilizzato non è grave ma serio ed è già un’altra cosa. In secondo luogo, tutto si perde all’interno di una gamma di motivazioni che è talmente ampia da tendere all’infinito e può comprendere tutto, anche i futili motivi (e dunque non occorre alcuna motivazione). Tutti i cinque milioni e passa di aborti fin qui effettuati grazie alla legge sono stati tutti giustificati dall’impianto normativo della legge. La 194 non arriva a tanto, ma a tutto…

  9. Velenia

    @ StellaPolare,per l’aborto, così come per tutti i problemi bioetici,credo che sia necessario partire dalla ragione,che poi un corretto uso della ragione porti alle stesse coclusioni della fede è altra questione,su cui non voglio per il momento entrare.
    Innanzitutto contesto la prima delle tue affermazioni”la maggior parte del mondo ti direbbe che uccidere la suocera non si può”come Livio potrebbe spiegarti meglio di me,nel diritto penale esistono una serie di case di giustificazioni o esimenti,che escludendo la colpevolezza rendono la condotta non più antigiuridica,es: la legittima difesa,quindi potrei lecitamente uccidere, non solo mia suocera ma chiunque cercasse di uccidermi,naturalmente occorre l’ immediatezza del fatto e la difesa deve essere proporzionata all’ offesa,( quindi ,niente uccisione della suocera maldicente).Un altra esimente è lo stato di necessità:esempio di scuola,l’alpinista che taglia la corda a cui è legato il compagno che rischia di trascinarlo nell’abisso.
    E’ proprio riferendosi a tale esimente che la giurisprudenza precedente la l.194/78 non incriminava per aborto procurato nè le donne che erano ricorse ad esso per salvarsi la vita,nè i medici che,in questo limitato caso lo compivano.Se conosci la storia di S.Gianna Beretta Molla ricorderai che a lei l’ aborto fu proposto e rifiutò,eravamo nel1964.
    La legge 194 fu introdotta proprio con questa ratio:il riconoscimento ope legis dello stato di necessità nel caso di serio pericolo per la salute della donna.
    Tu sei troppo giovane per ricordare Pannella che nei dibattiti televisivi citava S.Agostino per ingraziarsi i cattolici del “no”e che incalzato dal vecchio Casini che gli chiedeva ” ma insomma l’embrione è un essere umano o no?”,rispondeva ” è quello che la mamma vuole che sia”.
    Che un embrione sia un essere umano non lo dice il Papa,lo dice la biologia,tanto che per mistificare questa verità tutta una corrente della bioetica ha dovuto inventarsi il concetto di “prepersone”.
    Riguardo a cosa fare con chi ha abortito la regola è sempre quella,vecchia di 2012 anni,accogliere e amare,qui ci sta bene il caro vecchio aforisma della nostra padrona di casa: Il mondo permette tutto e non perdona niente,la Chiesa non permette niente e perdona tutto.
    Scusa se non approfondisco le questioni che hai poste,ma in questo momento non mi è possibile.

    1. Stella Polare

      Grazie mille, Velenia! 🙂
      Non parlavo esattamente delle eccezioni o esimenti che dir si voglia, ma del principio generale. Non so, forse mi sono un po’ spiegata nella risposta ad Alessandro, più sopra. Vi sto solo chiedendo aiuto, non hai idea di come il tema mi tocchi e mi faccia male, vorrei avere qualche strumento per non essere sistematicamente zittita dagli abortisti, tacciata di bigottismo e di antifemminismo (??!?), finisce che do ogni volta la scusa a qualcuno per rinforzare la propria convinzione di quanto i cattolici siano idioti, retrogradi e sbagliati. Come scrivo più sopra, fior di medici dissentono dalla tua affermazione secondo cui la vita è vita umana da subito. Ma se avete dati incontrovertibili li voglio, ve ne prego! 🙂

      1. Marco De Rossi

        Cara Stella Polare, potresti avere tutti i dati scentifici di questo mondo, ma come si dice “non c’e’ piu’ sordo di chi non vuol sentire”.
        Non hanno creduto a Gesu’ Cristo in persona, vuoi che non credano a noi?
        Come dice il Vangelo:

        “E quello replicò: “Allora, padre, ti prego di mandare Lazzaro a casa di mio padre, perché ho cinque fratelli. Li ammonisca severamente, perché non vengano anch’essi in questo luogo di tormento”. Ma Abramo rispose: “Hanno Mosè e i Profeti; ascoltino loro”. E lui replicò: “No, padre Abramo, ma se dai morti qualcuno andrà da loro, si convertiranno”. Abramo rispose: “Se non ascoltano Mosè e i Profeti, non saranno persuasi neanche se uno risorgesse dai morti””. (Lc 16,27-31)

        Senza contare che (non so voi) ma le piu’ grandi discussioni in materia di fede si hanno con i propri familiari:

        “Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera”. (Lc 12,51-43)

        1. Stella Polare

          Ciao Marco, io sono Sara (perdonate lo pseudonimo ma ero registrata così da prima, vedrò se mi riesce di aggiustare la cosa…), ti ringrazio molto per i tuoi contributi (il ppt mi ha fatta sentire very smart, ho imbroccato Hitler! XD) e per la consolante osservazione che contro chi decide di esser sordo (io credo per paura, ma ammetto questo sia un’ottima dimostrazione di presunzione da parte mia), poco si possa fare. Ciononostante non demordo e continuo a documentarmi. Anche se ammetto che non desisto dalla speranza di trovare fonti scientifiche, possibilmente “non cristiane”. Brutto da dire, ma temo che, per una forma di pregiudizio estremo, medici e ricercatori di fede risultino meno attendibili. Mondo contorto…

  10. Erika

    Sono molto combattuta su quest’argomento.
    Non sull’aborto in sé, che ritengo anch’io una sconfitta per tutti, ma sui toni della discussione.
    Le stesse accuse di illogicità che sento rivolgere da voi agli abortisti, le sento rivolgere a voi dagli abortisti.

    Vi prego di credermi: nessun intento polemico, cerco solo di capire quale può essere il modo di comunicare al meglio le motivazioni dell’antiabortismo.
    Innanzitutto, credo che si debba abbandonare il vecchio scontro degli anni settanta sulla 194.
    Sarebbe davvero utile, a mio parere, se si ammettesse che fino allora, al di là delle diatribe sui numeri, la situazione davvero non era migliore di adesso. Che davvero esistevano donne abbandonate a se stesse, donne povere, senza istruzione, che se avessero avuto un bambino fuori dal matrimonio sarebbero state stigmatizzate dalla società.
    In questo senso, seppur imperfetta, la 194 era un tentativo di regolamentare una realtà oggettiva.

    Io sono profondamente convinta che l’aborto non possa essere una soluzione, che porta dolore e sofferenza a tutti i soggetti coinvolti.
    Non sono sicura che il tentativo di far abrogare la legge sia la strada migliore, non foss’altro che per la scarsissima possibilità di successo di una simile iniziativa.
    Quello che auspico è un cambio di passo, una presa di coscienza del fatto che il sesso è una cosa seria e che quando si decide di farlo bisogna essere pronti alle conseguenze.
    Poi che la gioia e il peso di una vita che arriva non è solo della mamma, ma anche del papà, e anche se non è ancora un marito: in questo, penso di poter dire che la parte del leone nella responsabilizzazione dei ragazzi la fanno le famiglie.
    Infine, laddove il problema fosse economico (ed è spesso così nel caso delle donne immigrate), auspico aiuti veri, concreti. So che ci sono tante associazioni che si prodigano in questo, ma mi duole constatare la pressoché assoluta assenza dello stato.
    E trovo davvero terribile che una donna debba prendere una decisione così tremenda da sola, per motivi di soldi, in quello che nonostante tutto è ancora uno dei paesi più ricchi del mondo.

    1. Stella Polare

      “cerco solo di capire quale può essere il modo di comunicare al meglio le motivazioni dell’antiabortismo.” ecco, c’è sempre qualcuno che riesce a spiegarsi meglio di me… Grazie Erika! “Non sono sicura che il tentativo di far abrogare la legge sia la strada migliore, non foss’altro che per la scarsissima possibilità di successo di una simile iniziativa.” e penso anche perchè ancora la maggior parte delle persone non è d’accordo, quindi in qualche modo è necessario tenerne conto, viviamo in questo mondo, non in quello delle idee e dei principi, e abrogare la legge non cambierà la loro idea, le obbligherà a rispettare la nostra. Cercare una strada per riuscire a modificare profondamente la percezione di amore, sesso, responsabilità, giudizio, facilità di “lavarsene le mani”… un’utopia, forse, una cosa più grande di noi, ma siamo chiamati a grandi cose, no? Mai da soli, per fortuna! 🙂 E non penso che abrogare la legge sia una strada migliore…

      1. Pistis

        Mi permetto di aggiungere due note:

        1) A chi non è convinto che la vita inizi dal concepimento, perchè non proporre il cossiddetto “principio di precauzione”? Copio e incollo da un sito che lo spiega meglio di quanto potrei fare io:

        ***
        Immaginiamo di essere cacciatori, e di vedere dinanzi a noi un arbusto che si muove: è così fitto che dall’altra parte non si può distinguere nulla, se non una sagoma confusa. Dietro quel cespuglio potrebbe esserci un cinghiale, ma potrebbe anche esserci un altro cacciatore, o un pover’uomo che se va a spasso nei boschi. Ora, nel dubbio, voi sparereste? Credo proprio di no. Ma se sparaste ugualmente, e dalla vegetazione cadesse stecchito un uomo, pensate che il diritto vi consentirebbe di scusarvi dicendo “Beh, non si vedeva nulla, io ho sparato…”?

        Nel dubbio, se si corre il rischio di uccidere qualcuno, non sparare è doveroso.

        Si tratta, insomma, del famoso “principio di precauzione”, proprio di tutti i sistemi giuridici civili ,in base al quale se c’è il dubbio o la possibilità che un dato comportamento faccia del male a qualcuno, tale comportamento è vietato!
        ***

        2) L’aborto non è questione di libertà di scelta della donna, di idee, di opinioni. L’aborto sopprime una vita umana (o una vita che in base al principio summenzionato è lecito salvaguardare), quindi va contro non tanto alla fede in Dio o altro, quanto alla ragione umana che mi proibisce, come detto sopra, di uccidere un mio simile.

        1. Stella Polare

          mio marito dice: “nessuno, nemmeno i più accaniti sostenitori di Beppino Englaro, staccherebbe mai un uomo dalla macchina che lo tiene in vita – anche se in lui non riconoscesse più alcuna vita – se potessero garantirgli che tra un tot di tempo guarirà e tornerà sano come prima. Un embrione attaccato alla macchina – mamma, te lo garantisco, anche se pensi che non abbia coscienza nè percezione di sè, che non abbia insomma vita umana, se lo lasci un pochino ancora attaccato là, un essere umano lo diventa di sicuro”. Lo so che non è scientifico, ma mi è piaciuto 🙂 Come le tue due note, Pistis. Di cui ti ringrazio.

  11. Marco De Rossi

    Alla Regione Lazio l’Onorevole Olimpia Tarzia sta cercando di fare qualcosa di concreto per aiutare le donne in difficolta’.
    Ed il sostegno e l’aiuto di tutti noi credo sia non solo auspicabile, ma necessario.

    http://www.olimpiatarzia.it/

  12. Buon giorno Ragazzi! ok lo confesso, per quanto io sia ” moderna ” se aspettassi un bimbo non ce la farei mai ad abortire, continuerei a chiedermi tutta la vita come sarebbe stato l’amore che non ho dato e quello che non ho ricevuto.
    Fatta questa premessa, è bene essere responsabili quando si ama qualcuno, per questo sono d’accordo in molte cose su quanto ha detto Erika.
    Non voglio essere polemica, ma a questo punto sarebbe bene anche rivedere l’argomento contraccezione.

  13. Mamma ha conosciuto una ragazza che a 18 anni aspetta un bimbo e ogni giorno chiede l’elemosina. Il padre della creatura ha visto bene di ” sparire “, ma la ragazza in questione terrà il bambino.Ha fatto una scelta molto coraggiosa e molto ” d’amore “, ora spero però che qualcuno la aiuti concretamente.

  14. Marco De Rossi

    Il Movimento PER sta raccogliendo firme.
    E’ perfattamente in sintonia con il tema di oggi ed e’ anche appoggiato dalla Chiesa, per cui mi preme divulgarlo il piu’ possibile per quello che e’ nelle mie possibilita’.

    http://www.movimentoper.it/

    APPELLO

    PER LA LIBERTA’ DI COSTRUIRSI UNA FAMIGLIA
    PER LA LIBERTA’ DI ACCOGLIERE LA VITA
    PER LA LIBERTA’ EDUCATIVA

    – APPLICARE MISURE ADEGUATE PER LE GIOVANI COPPIE PER AGEVOLARLE NELLA POSSIBILITA’ DI COSTRUIRSI UNA FAMIGLIA, CON EFFICACI POLITICHE DELLA CASA E DEL LAVORO.

    – REALIZZARE POLITICHE FISCALI A MISURA DI FAMIGLIA, CHE TENGANO CONTO DEL NUMERO DEI COMPONENTI, (COMPRESO IL FIGLIO CONCEPITO), TRAMITE L’APPLICAZIONE DEL QUOZIENTE FAMILIARE O “FATTORE FAMIGLIA”.

    – FAVORIRE LE IMPRESE A CONDUZIONE FAMILIARE, FONDAMENTALE VOLANO DELL’ECONOMIA DEL NOSTRO PAESE, ATTRAVERSO MISURE ECONOMICHE E FACILITAZIONI FISCALI.

    – FACILITARE L’ARMONIZZAZIONE DEI TEMPI DI VITA FAMILIARE E DI LAVORO E GARANTIRE ALLE DONNE CHE SVOLGONO ESCLUSIVAMENTE LAVORO FAMILIARE IL RICONOSCIMENTO EFFETTIVO DEL VALORE DEL LAVORO DI CURA E INTRADOMESTICO.

    – RICONOSCERE IL VALORE SOCIALE DELLA MATERNITÀ CON SOSTEGNI ECONOMICI ALLA FAMIGLIA ED INCENTIVI FISCALI ALLE AZIENDE PER LA DONNA CHE SCEGLIE DI ACCUDIRE IL PROPRIO BAMBINO FINO AI 3 ANNI, TUTELANDOLA NEL SUO PERCORSO LAVORATIVO.

    – ACCOGLIERE E SOSTENERE LE MATERNITÀ DIFFICILI, PROMUOVENDO UNA RIFORMA E RIQUALIFICAZIONE DEI CONSULTORI FAMILIARI, CHE GARANTISCA ALLA DONNA LA LIBERTÀ DI ACCOGLIERE LA VITA, ATTIVANDO MISURE ECONOMICHE E SOCIALI TESE A SUPERARE LE CAUSE CHE LA INDURREBBERO ALL’ABORTO.

    – SOSTENERE I GENITORI NEL LORO PRIMARIO DIRITTO-DOVERE EDUCATIVO, ANCHE GARANTENDO LORO L’ESERCIZIO DEL DIRITTO DI LIBERTÀ DI SCELTA EDUCATIVA E SCOLASTICA, PROMUOVENDO LO STRUMENTO DEL BUONO SCUOLA.

    – SOSTENERE CON MISURE ECONOMICHE E SERVIZI, LE FAMIGLIE CHE SI PRENDONO CURA DELL’ASSISTENZA A FIGLI DISABILI, ANZIANI, MALATI TERMINALI.

    Firma e fai ripartire una nuova era politica!

    “Insieme possiamo ancora sperare in una politica espressione della più alta forma di carità,
    sognare una politica capace di assumersi la responsabilità di difendere i principi non negoziabili,
    realizzare un progetto politico che guarda lontano, che ha accettato la sfida di testimoniare che
    è possibile coniugare strettamente l’ etica sociale con l’etica della vita”

    On. Olimpia Tarzia
    Presidente Nazionale Movimento PER

  15. Costanza, Maria Novella De Luca non sa di cosa parla. E’ vero, il mio ragazzo è stato lasciato in ospedale dalla madre appena nato. Se avesse abortito io non lo avrei mai conosciuto. Quando ne parliamo spesso gli dico che lui esiste per me, non riesco neanche ad immaginare un mondo nel quale lui non c’è. A suo modo anche la madre naturale che non conoscerà mai, gli ha donato un’opportunità unica: la vita.

  16. Marco De Rossi

    Questo e’ l’inno del Movimento PER.
    A me piace sia il video che musicalmente parlando, poi ovviamente i gusti son gusti 😉
    Chi canta sono i “Nati per caso” (non i neri per caso) 😉

  17. A proposito della sentenza di ieri c’è da dire che il giudice della consulta che ha “salvato” la 194 è libero di pensarla come vuole.
    Ma solo perché la sua mamma non ha abortito.

    1. Velenia

      Era un esito già scritto,piuttosto il giudice tutelare di Spoleto che ha sollevato la questione di costituzionalità è veramente uno con le palle, StellaPolare se guardano noi come talebani, figurati lui stamattina quando sarà rientrato in ufficio.

    2. laura

      ****************

      cara Laura potrà tornare a trovarci quando ci fornirà un indirizzo email valido e non una presa in giro.
      ADMIN

      1. Il punto e’ proprio questo. Levare la legge non reprimerà l’aborto. La legge 194 e’ una buona legge che ha ridotto gli aborti. Permette l’obiezione di coscienza dei medici (in alcuni casi abbiamo ospedali dove i medici sono tutti antiabortisti). E’ una legge che non obbliga all’aborto. Una donna non e’ obbligata ad abortire. E come scrive l’autrice del post ci sono determinate condizioni che permettono l’aborto. Insomma non e’ aborto libero. Ma allora perche abolire la legge?

        1. Marco De Rossi

          Non e’ propriamente vero che la legge 194 abbia diminuito gli aborti.
          I numeri per comprenderli bene bisogna leggerli tutti dall’inizio dell’entrata in vigore della legge e confrontarli con le “novita’ tecnoillogiche introdotte successivamente”.
          E non e’ nemmeno completamente esatto che una donna non e’ obbligata ad abortire.
          Se non gli viene data la possibilita’ di fare una scelta diversa, e’ di fatto obbligata.
          Ad esempio la legge Tarzia sui consultori dovrebbe servire proprio a questo: a lasciare libera, ma libera veramente la donna di poter decidere.
          Non sono rari i casi infatti in cui le donne vengono spinte ad abortire dai medici stessi, e quelle che non vogliono si vedono etichettate come incoscienti, pazze, indottrinate, irresponsabili, etc. etc.etc.

          Torniamo ora ai numeri:

          http://www.marciaperlavita.it/2011/03/15/le-cifre-sulla-aborto-prima-e-dopo-la-legge-194/

          Le cifre sulla aborto: prima e dopo la legge 194
          15 marzo 2011
          (di Francesco Agnoli)

          … omissis ….

          Sulle cifre dell’aborto si discute anche per quanto riguarda l’efficacia della 194 negli anni. Il professor Flamigni, e come lui molti altri, afferma: “la legge 194 è una legge che ha dato buona prova di sé ,che ha diminuito il numero degli aborti in modo significativo (erano 234.000 nel 1982 e sono stati 129.000 nel 2005)” (l’Unità, 10/1/2008). Similmente si esprime l’ex ministro della salute Livia Turco: “ Grazie alla 194 le interruzioni di gravidanza tra le donne italiane sono diminuite del 60% dal 1982” (Io donna, 26/1/2008). Si tratta dunque di una opinione diffusa, che però non corrisponde a verità. Anzitutto la legge 194 è entrata in vigore nel 1978: perché allora contare la diminuzione degli aborti dopo il 1982? Cosa è successo tra il 1978 e il 1982? Come fingere che questi anni non esistano? Le cifre ufficiali parlano chiaro: dai 68.000 aborti del 1978 (metà anno), si è passati ai 187.752 del 1979 (mentre mantenendo la media dell’anno prima avrebbero dovuto essere 134.000, cioè 68.000 per due), ai 220.263 del 1980, ai 224.377 del 1981, ai 234.377 del 1982.

          Una crescita costante, dunque! Addirittura sappiamo che gli aborti sono cresciuti notevolmente, mese per mese, già a partire dal primo semestre di applicazione della 194, cioè la seconda metà del 1978, che ha appunto visto un grosso aumento del ricorso all’aborto soprattutto negli ultimi due mesi dell’anno! Dopo il 1982 è iniziata una leggera flessione, sino ai 191.469 aborti del 1987: cifra quest’ultima che si attesta comunque al di sopra del dato iniziale del 1978 e del 1979. Se ne deduce quindi che la 194 ha inizialmente aumentato gli aborti, che sono rimasti ad un livello molto alto sino al 1987, e che hanno iniziato a calare significativamente solo più avanti. Ma perché col tempo gli aborti sono diminuiti sino ai 129.588 del 2005? In base a quanto si è visto, e tenendo conto del fatto che la 194 è stata applicata sempre con gli stessi criteri, senza modifiche, è impossibile pensare che una legge che sino al 1982, e anche dopo, ha determinato un progressivo aumento degli aborti, abbia, sempre lei, determinato poi un flusso inverso.

          … omissis …

          A determinare la diminuzione degli aborti, in Italia come altrove, sono stati altri fattori: da una parte la maggior consapevolezza nelle persone della drammaticità dell’aborto, permessa sia dalla maggior conoscenza dello sviluppo fetale sia dai sempre più numerosi studi sul trauma post aborto nella donna. Dall’altra occorre che vengano considerati alcuni fatti: è diminuita la fertilità generale; sono diminuite le coppie in età fertile; è aumentato enormemente il ricorso alla pillola del giorno dopo, con potenzialità abortive; sono rimasti gli aborti clandestini, di cui non si conosce l’entità, e che la legge 194 ha depenalizzato rispetto al passato; aumentano i bambini salvati dalle associazioni di volontariato; non mancano numerosissimi casi, che vengono alla luce solo di rado, di aborti procurati sistematicamente spacciati per spontanei, o di medici che spingono le donne ad abortire nei loro centri privat…Ma soprattutto: in Italia dal 1995 circa, pur essendo leggermente diminuito il numero degli aborti totali, è rimasto invariato, ed è anzi in certi anni cresciuto, il tasso di abortività….

        2. per favore un conto è l’utopia di un mondo senza aborti, omicidi, guerre, un’altro depenalizzare omicidi infanticidi e aborti etc. Quando si permette qualcosa di ingiusto non è mai una buona legge.

  18. Stella Polare, i tuoi dubbi e i tuoi crucci sono anche i miei… Penso che la cosa più difficile non sia certo la mancanza di convinzione, ma l’attualizzazione di quello in cui crediamo: come possiamo concretamente dare prova della speranza che c’è in noi (cit.)? Il Signore ci ha donato una coscienza, che è cuore e ragione insieme e non ha senso minimizzare le domande che essa porta a farci, anzi esse – o meglio il viaggio che intraprendiamo alle ricerca delle risposte – sono l’anima viva della nostra fede, che non resta ancorata solamente a belle parole ma si fa carne e sangue. E le nostre vite come quelle degli altri sono quella carne e quel sangue che non possono non interrogare i nostri comportamenti… C’è una consapevolezza che ho maturato nel tempo in merito alla propria conversione, al diventare veri cristiani, allo scoprire la Fede che Gesù ci dona e che dobbiamo costantemente rinnovare perchè non si atrofizzi: che la Via, la Verità e la Vita proposteci da Gesù – e che sono un unicum, come la Trinità, non esiste fede cristiana, senza un viaggio che intraprendiamo alla ricerca della verità che ci porta a vivere alla luce dell’Amore che Dio ci ha donato! – quindi il nostro essere cristiani, ha la peculiarità di portare differenza, siamo differenti, possiamo fare la differenza. Non nel senso del distinguersi dalla massa per esibirci, ma nel senso che la gioia e la bellezza che la nostra fede vuole diffondere con sè sono contagiose e dirompenti se si lascia agire lo Spirito. Non so se riesco a spiegarmi bene, ma la differenza la fa l’attegiamento di accoglienza, lo sguardo di comprensione, la voglia di condivisione – che non vuol dire che ci vengano naturali, ma come tutte le scelte d’ amore, sono appunto scelte, fatte di volontà e perseveranza nella convinzione del Bene che ci guida attraverso i suoi frutti! – che nasce dalla consapevolzza di avere il Vangelo come guida e i poveri e gli ultimi (che per me vuol dire tutti gli esseri umani quando si sentono così, poveri e senza speranza) come fratelli! La differenza secondo me la fa la convinzione che prima dei “problemi da risolvere”, del “mondo da salvare”, ci sia bisogno di amare colui che mi sta di fronte (che forse non me l’ha nemmeno chiesto l’aiuto), ma che è esattemente come me bisognoso di quello sguardo amorevole che lo faccia sentire persona, e certo non perchè noi siamo migliori di chiunque altro, ma perchè noi per primi siamo stati salvati da quello sguardo.

    1. Stella Polare

      ti spieghi benissimo e condivido quel che dici.
      Forse avrebbe più senso smettere di lottare con le armi della ragione e della logica per lasciar solo più spazio all’accoglienza, all’amore e al non giudizio. 🙂 A volte penso (ho sperimentato) che possono più di qualunque disquisizione filosofica. Chi ha detto che con la fede sposteremo le montagne?… Speta che ora non ricordo… 😉

  19. crescenzo

    grande Costanza …
    mi associo alla tua indignazione con un mio piccolo contributo “musicale” sull’argomento :

  20. Marco De Rossi

    http://www.laquerciamillenaria.org/

    Ci sono tante testiominanze toccanti, ma:

    ATTENZIONE: Tutto il materiale compreso in questo sito (foto, numeri telefonici, servizi televisivi, interviste radiofoniche, testi o parte di essi) è protetto da copyright. La Quercia Millenaria è stata autorizzata ufficialmente a pubblicarli dai diretti interessati, e nessuno di loro autorizza altri siti o blog a pubblicarli. Chiunque prelevi questo materiale, soprattutto senza darne comunicazione alla Direzione, è passibile di denuncia penale per sottrazione di materiale privato e violazione della privacy. Chi desidera pubblicizzare questo sito è pregato di farlo mediante un semplice link. Nessuno è autorizzato a prelevare pagine del sito o parte di esse per pubblicarle altrove. Per ulteriori chiarimenti chiamare il 320-8010942

  21. Grazie Costanza, sono molto sensibile sull’argomento e condivido appieno il tuo pensiero….

    da parte mia ho scritto molto a riguardo:

    LA CULTURA DELLA VITA:
    http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com/2012/05/17/la-cultura-della-vita/

    NON AVRO’ ALTRO DIO ALL’INFUORI DI ME (l’egoismo dell’aborto):
    http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com/2012/05/18/non-avro-altro-dio-allinfuori-di-me-legoismo-dellaborto/

    CHI SONO IO PER ABORTIRE ?
    http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com/2012/05/18/chi-sono-io-per-abortire/

    Ciao a tutti!

    1. admin

      cara bassEye iniziare con la frase:
      “innanzitutto ringrazio StellaPolare, perchè nonostante la sua fede, è una delle poche persone cattoliche non ottuse che abbia conosciuto.”
      è inaccettabile, e infatti non l’ho accettato.
      saluti ottusi

  22. “Perde anche il medico, che, continuando a uccidere bambini tradisce il suo mandato – guarire – e accumula uno stress insopportabile (qualcuno si è suicidato). ” E qualcuno e’ stato anche assassinato da difensori della vita (tranne quella del medico ovviamente)… http://www.corriere.it/esteri/09_maggio_31/usa_ucciso_medico_89a49b46-4e12-11de-891f-00144f02aabc.shtml (GEORGE TILLER ERA STATO ASSOLTO DALL’ACCUSA DI AVER FATTO ABORTI ILLEGALI
    Usa: medico abortista ucciso in chiesa)

    1. vale

      vorrei far notare che l’essere assolti da un tribunale civile-e per non aver fatto aborti illegali-:
      a) non vuol dire che non si sia colpevoli ugualmente.il tribunale non è la coscienza.ed, in genere, è solo il sancire una dottrina predominante o della élite al potere o che quel potere ha conformato.
      b) mi par di capire che, a parte particolarissime eccezioni, l’aborto,per un cristiano, è un omicidio.punto.
      insomma, condanni a morte uno che non può parlare neppure a sua difesa.
      un omicidio legale…..
      che poi la “società civile”- ho rischiato l’ictus per scriverlo,tanto mi fa senso il termine,-si sia data tali leggi non vuol dire che il cristiano-cittadino,pur subendole non le debba combattere.(i valori non negoziabili….).
      sicuramente non deve collaborare.
      se passa l’idea-come sta passando in diverse legislazioni- che si può, anzi ,deve,perché socialmente utile-ammazzare un indifeso anche se “minorato” o non voluto o anziano non autosuffic., non capisco perché si debba contestare e condannare alla damnatio memoriae chi li ammazza da adulti( dai Lenin, agli Hitler, ai PolPot,ecc.lista lunga….).il risultato è lo stesso.

      1. Ma nel caso del medico abortista l’assassino non era un nazista ma un “difensore della vita”. Uno che difende la vita dei feti ma ritiene legittimo ammazzare un uomo per la sua ideologia. Direi che trovo folle questa cosa.

        1. vale

          ma è possibile che si debba sempre pensare che il mondo cristiano, epperdipiù frazionato in un sacco di denominazioni e sottili o meno differenze teologiche e organizzative,debba essere visto come un monolite di persone che si muovono pavlovianamente tutte nello stesso modo? ( si spera che la direzione, almeno, sia comune…)come se tutti i buddisti-visto che se ne era parlato -si comportassero tutti nello stesso modo di fronte ad una situazione.(per es.: il genocidio pepetrato dai “buddisti” dello Sri-Lanka contro i ribelli, sia induisti che cristiani,-vedere le fosse comuni piene di civili- ed i villaggi spazzati via sistematicamente, del nord dell’isola. i cosidetti ribelli Tamil. eppure non credo che tutti i buddisti,Dalai Lama incluso , siano così)
          come per gli ambientalisti, gli animalisti,ecc.
          e cche due….
          siccome era uno che ha ritenuto -in modo che appare folle o massimalista- di ammazzare un’altra persona vi trovi un contrasto.
          eppure la storia è piena di esempi di gente che crede che colpire il male, sia simbolicamente che fattivamente,sia esso persona o simbolo, sia un “male minore” rispetto ai danni che quel “male” avrebbe potuto continuare a fare.
          però era uno che si diceva -o dice-cristiano. allora è folle.( sottointeso : guardate dove porta la fede vissuta in maniera parossistica. sarebbe meglio il “dialogo”….)
          gli altri -quando lo fanno per le loro ideologie-invece-sono compagni che sbagliano….

          1. I compagni che sbagliavano erano solo assassini. Io non faccio di tutta un erba un fascio. Volevo solo osservare che oltre a medici che si sarebbero suicidati (che poi la legge 194 permette l’obiezione di coscienza..non si capisce perche se erano antiabortisti abbiano fatto degli aborti) ci sono anche dei medici assassinati. Non vorrei che quella che si ritiene una giusta battaglia porti ad eccessi ed estremismi. Comunque la difesa della vita e’ sacrosanta ma direi che lo e’ sempre. Soprattutto dopo che nasciamo. Ed e’ un periodo che tante famiglie hanno difficoltà ad andare avanti, tanti lavoratori diventano disoccupati. Aumenta la povertà. Direi che preoccupiamoci anche di chi vuole appunto campare…

            1. Marco De Rossi

              Medici o no che siano assassinati ce ne sono da ambo le parti (pero’ chissa’ perche’ se era abortista e’ colpa delle ideologie che inculca la Chiesa, se era anti-abortista era un criminale qualsiasi), e se proprio vogliamo tirare le somme i cristiani sono i piu’ uccisi nel mondo.
              Ci sono molti piu’ martiri in quest’epoca storica che nei primi anni del cristianesimo.

              E come giustamente dicevi, preoccupiamoci di chi vuole campare.

              Ed un figlio nella pancia della madre vuole campare anche se non lo riesce a dire.
              Non lo riesce a dire nemmeno ad 8 mesi, quindi che vuol dire? che non vuole campare?

              Se il medico si e’ suicidato non e’ perche’ era antiabortista e non si e’ avvalso dell’obiezione di coscienza.
              Anche le madri non anti-abortiste, che abortiscono subiscono traumi spesso irreversibili e si suicidano.
              L’aborto provoca oltre all’uccisione del figlio anche gravi conseguenze alla madre ed al medico.
              Sempre dati scientifici ed osservazioni di chi lavora nel campo, non invenzioni della Chiesa.

        2. JoeTurner

          dai GiulioL il trucchetto è vecchio, prendi un coglione che si dice “difensore della vita” che si mette a sparare come Terminator lo butti sul piatto e speri che questo getti discredito sulle argomentazioni dei prolife. Oltre ad essere illogico è un giochetto disonesto.

          1. vale

            infatti ci provarono anche con Brejvik….
            è la solita storia. capisco che faccia piacere a qlcuno dire : ma anche voi..( a voglia,fra assassini,pedofili,nepotisti e satiri,incluso qualche Papa).
            solo che se si va a guardare, queste persone, quand’anche sia realistico pensare che siano dei credenti e non si dicano tali come la stragrande parte delle persone in tutto il mondo-e non mi riferisco solo a chi si dice cristiano- sono la minoranza.esigua.
            che so: mi pare di aver letto che ,percentualmente e di molto, ci sono più pedofili tra gli assistenti sociali che tra i preti ( tra l’altro in % da 0 virgola, per i preti).
            che facciamo: puntiamo il ditino contro ogni assistente sociale?
            però come argomentazione non è male. ma che fra chi crede -o dice di credere-ci siano anche squilibrati,fanatici,qualunquisti e tiepidi, noi, lo si sapeva già….
            incominciamo a puntare il ditino magari verso tutti quelli sconosciuti che ,invece ,han fatto del bene. in ogni dove e tempo. quelli, come argomento da polemica, non li cita mai nessuno.
            chissà perché.

        3. Marco De Rossi

          Mi sembra palese che chi ha ucciso quel medico abbia commesso una cosa abominevole, inaccettabile, da condannare.
          Un omicidio e’ un male sempre e comunque.
          Ma trovo scorretto citarlo per fare di tutta un’erba un fascio.
          Vogliamo portare esempi analoghi ma con le parti invertite?
          Non credo abbia molto senso, comunque ecco un caso:

          “Saranno anche simpatiche provocazioni, ma solitamente la violenza (non solo verbale) degli abortisti non fa notizia. Wikipedia ha addirittura dedicato un’intera pagina alla “Anti-abortion violence”, mentre le violenze “abortiste” preferisce definirle “Pro-Choice activism”.
          Per questo vogliamo qui ricordare James Pouillon, un attivista anti-aborto di 63 anni che per tutta la sua vita ha continuato incessantemente a protestare, finché un giorno qualcuno che non gradiva i suoi cartelloni gli ha sparato da una macchina in corsa.”

          http://en.wikipedia.org/wiki/Murder_of_Jim_Pouillon

          The murder of Jim Pouillon occurred on September 11, 2009, when pro-life activist James Pouillon was shot dead while protesting abortion in front of Owosso High School in Owosso, Michigan.

          1. Ovviamente da condannare. Un omicidio per una persona che esprimeva le proprie idee in modo democratico. Non voglio fare di tutta un erba un fascio. Poi non e’ detto che chi l’ha sparato aveva idee abortiste. Magari era solo un criminale e un assassino a prescindere.

  23. Dichiarazione dell’avv. Filomena Gallo, Segretario dell’Associazione Luca Coscioni:
    **********************
    GRAZIE GiulioL ma le dichiarazioni dell’esimio avvocato possono restare sui numerosi siti “non ottusi” che ci sono in giro, chi vuole non avrà difficoltà a trovarli.
    ADMIN

  24. Erika

    Sto per dire qualcosa di tremendo.
    L’idea che la vita è un dono è un’idea profondamente cristiana e quindi, non condivisa da tutti.
    Non credo possa essere la molla giusta per distogliere la gente dall’idea dell’aborto.
    Cerco di spiegarmi: io, ad esmpio, sono felice della mia vita, sono talmente tanti i doni che ho ricevuto che quasi faccio fatica a crederci.
    Quindi va da sé che ci tengo alla mia vita, e ho paura di perderla.
    Nonostante questo, se esistesse la possibilità di tornare indietro, e fare in modo di non essere mai esistita, non scarterei la proposta a priori.
    Perché il non essere mai esistiti, o persino essere stati abortiti, in certi momenti può sembrare preferibile.
    Nessun dolore, nessuna paura del dolore, nessuna coscienza di sé. Punto. Non è possibile pentirsi di non esistere, giusto?
    E’ in quest’ottica che molti vedono l’aborto: non la sottrazione di un dono (la vita), ma semplicemente la non-esistenza, il non-dolore.
    Badate bene: dico questo solo per capire meglio la questione, sto facendo l’avvocato del diavolo…

    1. Roberto

      Questo allarga e complica il discorso, e si finirebbe a discutere di eutanasia. Risolvo questa obiezione (che né mi scandalizza né mi offende in sé e per sé) affermando che la questione non è tanto vita-dono oppure no (al di là che nessuno si dà la vita da sé, e perciò…). La questione è chiedersi se viviamo in una società che preserva o meno la vita umana – e parrebbe che, da un punto di vista strettamente formale e nominale, sia così. Se è così e se la vita comincia dal suo inizio (e da quando sennò?) non la si può togliere a un innocente; non si può certo, in ogni caso, compiere una scelta del genere per qualcun altro. Trarre logiche conclusioni da questo ragionamento vorrebbe dire consentire l’infanticidio finché il bambino non è consapevole di sé (di certo salterebbero fuori zelanti scienziati pronti a proporre “scientificamente” una data limite in tal senso da spostare opportunamente) nonché aprire alla possibilità di denunciare per danni i propri genitori per il fatto che ci hanno messo al mondo.

    2. Lalla

      “Nessun dolore, nessuna paura del dolore” : proprio sicura? esitono testimonianze scientifiche incontrovertibili del dolore del feto, lascio ad altri cercarne citazioni dal web.
      “nessuna coscienza di sé. Punto.” Non so, tutta questa sicurezza non ce l’avrei…Non voglio addentrarmi nel concetto di cosienza di sé e di quale forma di coscienza o consapevolezza della propria esistenza vuoi considerare. Comunque questo Sé c’è, non posso negare che non ci sia, in qualunque forma della sua esistenza si trovi, anche quello di sole due cellule. E non posso affermare con sicurezza che l’esistere o non il esistere (mai o non-piú) siano indifferenti.

      1. Marco De Rossi

        E’ stato dimostrato scientificamente che il feto, i neonati molto molto prematuri, provano dolore fino a 700 volte superiore a quello che proviamo noi perche non hanno ancora sviluppato alcune parti che reagiscono al dolore.
        E’ stato dimostrato, sempre pubblicazioni scientifiche, e la pubblicazioni scientifiche sono lette approvate o smentite dalla Comunita’ Scientifica internazionale, credenti o meno che siano, che il feto ha memoria.
        Ci sono video di aborti in cui si vede chiaramente che il bambino scappa, ha paura, vuole vivere!

        http://www.noiaprenatalis.it/interviste/54-sente-anche-una-puntura.html

        Sente anche una puntura

        25 Agosto 2005

        da Milano
        Antonella Mariani

        Avverte la puntura di un ago. Ed è ancora nella pancia della madre. Il professor Giuseppe Noia non fa una piega mentre racconta che quando gli capita di operare un feto di pochi mesi, lui pratica l’analgesia per liberare il piccolo dal dolore. E se c’è da fare una trasfusione attraverso l’utero materno, per evitare che il bambino sposti con le manine il fastidioso ago della siringa lo “curarizza”, cioè lo immobilizza per un periodo limitato di tempo con un prodotto simile al curaro. Evidenze mediche di quanto una ricerca come quella pubblicata sul “Journal of the American Medical Association” sia poco approfondita.

        Contro chi sostiene che i feti non provano dolore però non ci sono solo evidenze cliniche, bensì decine di ricerche scientifiche condotte dalla fine degli anni Novanta in avanti. Noia insegna Medicina dell’età prenatale alla Cattolica di Roma, presiede la Commissione scientifica della Confederazione dei consultori cattolici e per lui il feto è un paziente da curare, possibilmente allontanando da lui ogni sofferenza inutile.

        D: Professor Noia, perché è così evidente che il feto prova dolore fin dai primissimi mesi di vita?

        R: Esistono delle evidenze anatomiche: il collegamento neurologico tra la periferia e il sistema nervoso centrale si forma a partire dall’ottava settimana di gestazione. Quindi a partire dalla fine del secondo mese di vita c’è la trasmissione delle sensazioni, comprese quelle dolorose.

        D: Ma i ricercatori della California dicono che non esiste coscienza del dolore fino al settimo mese…

        R: È vero il contrario: tra il secondo e l’ottavo mese non si sono ancora formate le fibre neurologiche che consentono di modulare gli stimoli dolorosi inviati al cervello, cioè di renderlo sopportabile. Ciò vuol dire che il feto in questo intervallo di tempo avverte il dolore in misura maggiore rispetto a un bambino più grande. Che il feto soffra sul serio, poi, lo dimostrano anche gli ormoni messi in circolo quando lo “pungiamo” con un ago ad esempio per una trasfusione.

        D: Vuol dire che il feto avverte la puntura di un ago?

        R: Esatto. Talvolta capita che un bambino in utero abbia bisogno di una trasfusione, se ad esempio soffre di una grave anemia. Se facciamo una trasfusione intrauterina direttamente nell’addome del bambino, nel suo sangue immediatamente compaiono gli ormoni tipici di una reazione al dolore: le endorfine, il cortisolo e altri. Cosa che non avviene se invece “pungiamo” il cordone ombelicale. Non solo: è stato dimostrato che non solo esiste una coscienza del dolore fisico, ma anche di quello psicologico. Sono stati compiuti studi su bambini schizofrenici che hanno dimostrato una correlazione tra questa patologia e un forte stress subito dalla madre tra la 12esima e la 20esima settimana di gravidanza. Cos’è questa, se non la “coscientizzazione” di una sofferenza subita durante la gestazione, che oltretutto rimane registrata, impressa, per tutta la vita?

        D: Negli Stati Uniti sono talmente convinti che il feto avverta il dolore che i medici gli praticano l’analgesia durante l’aborto. In Italia avviene la stessa cosa?

        R: No, assolutamente. Da noi non esiste questo tipo di cultura. Gli studi sul dolore fetale sono iniziati, dieci anni fa, proprio negli Stati Uniti dall’osservazione dei feti abortiti e nati vivi. Gli stessi medici abortisti si interrogavano se gli strilli del bambino corrispondevano a un normale segno di vitalità oppure se erano una reazione al dolore causato dall’operazione. Oggi sappiamo che la seconda ipotesi è quella valida, ma dieci anni fa già ci si domandava se fosse giusto somministrare anestesia agli animali durante le sperimentazioni di laboratorio e negarla invece ai bambini abortiti.

          1. Marco De Rossi

            Veramente Erika ha scritto:

            >”Perché il non essere mai esistiti, o persino essere stati abortiti, in certi momenti può sembrare preferibile.”
            >Nessun dolore, nessuna paura del dolore, nessuna coscienza di sé. Punto. Non è possibile pentirsi di non esistere, >giusto?
            >E’ in quest’ottica che molti vedono l’aborto: non la sottrazione di un dono (la vita), ma semplicemente la non-esistenza, >il non-dolore.”

            Un conto e’ non essere mai esistito, altra cosa e’ essere stato abortito.
            Per molti e’ la stessa cosa.
            Ma non lo e’.

            E quindi bisogna far capire che questa non e’ una cosa opinabile su cui ognuno puo’ avere le proprie preferenze, che ne so a me piace il gelato al cioccolato e a te piace il gelato alla fragola.

            Anche Hitler quando uccideva gli ebrei, cristiani, zingari, handicappati, pensava che non stava uccidendo delle persone.

            O ancora, vogliamo aiutiare pure tutti a suicidarsi, anche quelli che non sono malati terminali, ma che sono solo stanchi di vivere per i loro motivi, … tanto per loro e’ preferibile cosi’, oppure se vediamo uno che si vuole buttare da un ponte cerchiamo di dissuaderlo?

            1. Stella Polare

              Speta, fermo, no mi sa che non ci siamo capiti: prima di tutto non condivido, lo sai se hai letto il commento che ho linkato. Sono per la vita comunque e in ogni caso, non sta a noi decidere. Punto.
              Secondo, credo (ma magari mi sbaglio, forse Erika può dircelo) che lei stesse mettendo l’accento non sul dolore in sè procurato al feto dall’atto dell’aborto (non mi pare lo indaghi, semplicemente la ignora come argomentazione), dice appunto, con le parole che tu stesso citi, che molte persone – quelli che credono di non aver soldi abbastanza, anni abbastanza, tempo abbastanza, salute (propria o del bimbo) abbastanza, predisposizione abbastanza, desiderio abbastanza, la lista sarebbe infinita… – pur di non imporre a quel bimbo la presunta maledizione, il dolore di una vita non voluto, non amato, magari malato ecc ecc, preferiscono evitargli di nascere direttamente. E se mi hai letto qui e là, sai che non condivido una parola di quel che ho appena scritto.

  25. scusate l’intrusione… al di la’ dei discorsi è vita-non è vita credo si dovrebbe ragionare su un altro aspetto: una scelta contro la vita è tale perchè indirizzata non solo contro il feto ma anche contro se stesse. Una scelta abortista devasta chi la compie e la getta in un turbine di angosce e dolori inimmaginabile da chiunque. Si uccide due volte. E chi lo fa lo sa. Che fosse una cellula, due o un miliardo. Questa legge è una rivoltella carica lasciata incustodita su un tavolo, alla portata di donne disperate e ragazzine incoscienti. Perchè a 18 anni potrai anche essere matura per lo Stato ma di certo non per capire le conseguenze di una scelta di questo calibro. E chi dovrebbe vigilare non lo fa. Che tu sia musulmana, cristiana o buddista poco cambia. Non è questione di fede. Se scegli l’aborto ti uccidi in ogni caso, sia che tu creda in un elefante a otto braccia sia che ti inginocchi davanti ad una croce. Se quindi l’obiettivo è tutelare le donne che lo si faccia a dovere, evitando in ogni modo l’atroce sofferenza di una scelta non consapevole. Già solo questo dovrebbe convincere della necessità di eliminare questa legge, senza neanche dover fare lo sforzo di pensare al feto come essere umano o meno…

    1. Raffa

      Non ricordo chi fosse, ma una persona sapiente di cui non ricordo il nome, diceva che il grado di civiltà di un popolo si vede chiaramente dalle modalità di tutela previste per i suoi soggetti più deboli. Trovo che la 194 sia una legge che ben dimostra l’ inciviltà che ci contraddistingue. Il dibattito sull’aborto deve uscire dalla solita contrapposizione credenti/non credenti. Conosco fior di non credenti che sostengono esattamente come me, credente, l’ingiustizia di fondo contenuta in una legge dove vi è un soggetto, il feto, embrione, grumo di cellule che dir si voglia, che NON HA ALCUNA VOCE IN CAPITOLO. Per me è qui il punto cruciale, al di là di ciò in cui crediamo o meno. C’è un’ingiustizia di fondo, mi ripeto, e non capisco come tanti paladini dei diritti umani e quant’altro NON LA VEDANO O NON LA VOGLIANO VEDERE.

      1. perfettamente d’accordo, sia per quanto riguarda il (non) diritto come sopruso si più deboli ed indifesi, sia perchè si parla di soggetto che rimane però senza diritti (proprio questo contestava il ricorso alla Consulta), e si che ci sono anche le femministe antiabortiste!

  26. L’apertura alla vita è al centro del vero sviluppo. Quando una società s’avvia verso la negazione e la soppressione della vita, finisce per non trovare più le motivazioni e le energie necessarie per adoperarsi a servizio del vero bene dell’uomo. Se si perde la sensibilità personale e sociale verso l’accoglienza di una nuova vita, anche altre forme di accoglienza utili alla vita sociale si inaridiscono.

    (tratto da “CARITAS IN VERITATE”)

    http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com

  27. Stella Polare

    io da questa discussione online porto a casa un po’ di materiale nuovo e la consapevolezza che fonti scientifiche anche abortiste hanno nel tempo riconosciuto ad un embrione la condizione di vita umana fin dall’atto del concepimento.
    Vi ringrazio perchè per me non è poco e, anche se per mia natura continuerò ad indagare e a fare l’avvocato del diavolo (solo per essere del diavolo più astuta, ovvio no?!), parto già più rincuorata nell’affrontare la questione.
    Vi lascio questo contributo: nei primi anni in cui la ascoltavo, piangevo ogni volta come una scema…
    Mi spiace solo non esista su youtube, la condividerei volentieri… Se volete ve la suono con la chitarra! 🙂

    1. Questo giorno da salvare nell mattino di domani
    questicuori senza nome affollati in due parole
    Una bolla di sapone senza giochi senza luce
    tutta dentro quelle mani traspa renti di paura
    In un barattolo di latta ven duto anche il cuore
    in un cielo così stretto da non starci mai il sole
    In un gomitolo di stracci non si per dona mai la colpa
    d’esser vivi e nati già sbagliati dall’inizio

    R. Dio com’`e bello vivere in questo mondo anche sbagliato da non perdere un secondo,
    da trattenere il fiato per non dire più Parole già morte

    2. Disegnati d’infinito dalla mano della vita
    e con gli occhi nelle dita ingombranti più del mondo
    senza numero nè voce per ridere o per piangere
    o solo per scappare più veloce dei ricordi
    ra dici verso il cielo le preghiere delle mani
    con gli occhi consumati di sperare la speranza
    è un mistero esser vivi per la terra e per il cielo
    un sorriso per stanotte il pane per domani

    R. Dio com’`e bello vivere in questo mondo regalato da respirare ancora
    una famiglia attorno al cuore per chi deve ancora ancora arrivare qui

    p.s. la bolla di sapone è la pancia della mamma che ha deciso di abortire, il barattolo di latta da cui si vede un cielo stretto è l’immagine di un bidone delle immondizie, quello in cui finisce un bimbo abortito (forse non è così che succede, ma l’immagine dice questo…)

  28. Caia

    Io credo che una donna incinta sappia benissimo di custodire un essere umano e non un ammasso di cellule, tanto è vero che se l’aborto è spontaneo, anche alle primissime settimane, dirà: “ho perso il mio bambino” e non: ” si sono sgretolate le cellule che portavo in grembo”!

    1. Stella Polare

      giusta osservazione. Il che pone tutta la faccenda nell’ottica del diverso punto di vista da cui una donna guarda la gravidanza: se lo vuole, qualunque donna sa che quello è un bimbo da subito, se la stessa donna non lo vuole, ti/si racconterà che non è vita umana fino al giorno tot. Giusto, non ci avevo pensato… Grazie! 🙂 Credo sia un raggio di vita che passa in mezzo a parole e teorie.

  29. Credo che uno dei problemi di questa generazione risieda nel fatto che la gerarchia dei valori è cambiata… ed ai primi posti (se non al primo posto) si classifica la LIBERTA’ (il concetto pagano e umano di libertà, non la vera libertà, ma questo è un altro discorso…).

    Oggi la Libertà è considerata un bene più prezioso della vita stessa.
    E’ più importante e prezioso avere la libertà di togliersi la vita che la vita stessa.

    Persino quando in gioco c’è un terzo soggetto, innocente, che non ha scelto di essere messo in mezzo, si tutela di più la “presunta” libertà della donna di scegliere rispetto alla vita che porta in grembo.

    E’ un problema dunque di gerarchia dei valori, che si è modificata in peggio.

    Quale valore è più alto tra questi due: la libertà o la vita ?

    Ne parlo in questo articolo…

    LA LIBERTA’ E’ FARE IL BENE:
    http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com/2012/05/23/la-liberta-e-fare-il-bene-2/

  30. Stella Polare

    Ennesima provocazione, oggi è la giornata sbagliata, scusatemi: mi nasce anche il sospetto che la donna dei giorni nostri viva una percezione troppo “egoistica” della questione feto/embrione. Il corpo è mio, la gravidanza è mia, la decisione è mia, sono tutti fatti miei. Senza tirare in ballo la questione padre, che a volte poveretto vorrebbe poter aver voce in capitolo pure lui, sarò bigotta e retrograda ma non penso che la nascita di un bimbo sia proprietà, possesso, affare solo della donna che lo porta in grembo. Io credo sia questione e affare della Vita, di cui tu sei in qualche modo strumento più o meno volontario e consapevole. Sarà questione di fede e coscienza pure questa, ma penso che dovremmo educarci ed educare le donne ad un minor senso della divinità su ciò che è stato loro in qualche modo, più o meno cercato, più o meno traumatico, affidato… Certo, è anche affar tuo. Ma non solo, non sei il Dio di ciò che ti cresce dentro…

  31. La vita è un’esperienza così meravigliosa e unica,
    che si deve essere molto tristi e infelici
    per non voler invitare in essa altri esseri umani.

    Di fronte ai paesaggi del mondo,
    alle esperienze di condivisione, umanità e fratellanza,
    di fronte alle opere d’arte e a tutte le emozioni umane,
    ai sentimenti e alle passioni,
    di fronte alle relazioni interpersonali e a ciò che ci suscitano,
    di fronte all’amicizia e all’Amore,
    di fronte alle esperienze di successo e alle sconfitte,
    alle soddisfazioni e alle delusioni,
    di fronte alle gioie ed alle sofferenze
    di questa esistenza,
    di fronte alla vita e alla morte,
    chi sono io per privare un nascituro di godere tutto questo ?

    Nel bene e nel male,
    nelle discese e nelle salite,
    nelle comodità e nelle difficoltà,
    nella salute e nella malattia,
    chi sono io per privargli la possibilità di provarci ?

    La vita è un’esperienza così avventurosa e sorprendente
    che non si sa mai cosa può accadere
    e si può sempre ribaltare ogni avversità,
    perché si può sperimentare la speranza e la carità,
    perché si può sperimentare la Provvidenza.
    Chi sono io per negare a un nascituro una possibilità ?

    Sono persuaso che ogni vita contiene alti e bassi,
    dolorosi traumi e dure prove,
    quasi tutti sperimentiamo a volte l’abbandono,
    la solitudine, qualche insoddisfazione
    a volte anche attimi di depressione o tristezza.
    Ma proviamo anche grandi gioie,
    assaporiamo sapori e odori del mondo
    che non possono essere descritti,
    viviamo momenti di alta felicità
    e gustiamo divertenti distrazioni.
    Proviamo l’angoscia e altre volte assaporiamo la pace.

    La vita è un’esperienza complessa e immensa,
    è un mistero e come tale va vissuta,
    con sorpresa e stupore, senza troppi schemi.
    Chi sono io per impedire a un essere umano
    di entrare in questo infinito mistero ?

    Se sollevo il mio sguardo all’Universo,
    se lo sospingo all’orizzonte del mare,
    se lo soffermo su una distesa di campagna,
    vedo qualcosa che è più grande di me, incommensurabile;
    se guardo il mio corpo, se penso a tutte le cellule,
    se osservo le mie mani e i miei piedi muoversi
    rispondendo agli impulsi del mio cervello,
    se scruto con i miei occhi e ascolto con le mie orecchie
    e se contemplo con il mio cuore
    il miracolo che è il mio esistere adesso,
    il mio essere vivo, il mio respiro,
    che magnifica sensazione esserci !

    Se riesco a cogliere la grandezza infinita
    di questo dono che ho ricevuto
    piangendo di GRATITUDINE
    ringraziando di essere vivo,
    ringraziando di avere avuto la possibilità
    di vivere e sperimentare tutto questo
    e soprattutto l’Amore,
    mi chiedo ancora
    CHI SONO IO
    PER SOTTRARRE IL MIO BAMBINO
    DA COSI’ TANTA BELLEZZA ?

    http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com/2012/05/18/chi-sono-io-per-abortire/

    1. Stella Polare

      splendida.
      Mi fai venire in mente mio cognato: malato di fibrosi cistica, in un periodo particolarmente complicato dal punto di vista della salute, parlando della possibilità che io e suo fratello mettessimo al mondo una creatura affetta dallo stesso grave male, mi disse testualmente “Non aver paura, ci penso io al nipotastro, gli sto dietro io che sono esperto! Guarda Sara, la mia vita è complicata e a volte dolorosa, mica facile vivere con sto mostro dentro, ma credimi, preferisco mille volte esser nato piuttosto che mia madre, in nome di qualche atto di pietà, avesse deciso di risparmiarmi sofferenze abortendo. Io sono felicissimo di essere vivo”.
      L’avevo scordato. Non so come si faccia a scordare una cosa così, ma l’avevo scordata…

  32. Marco De Rossi

    http://www.webdiocesi.chiesacattolica.it/cci_new/s2magazine/index1.jsp?idPagina=32078

    Aveva 84 anni. Ebbe il coraggio di ravvedersi e di combattere la stessa mentalità che aveva propugnato

    ADDIO AL DOTTOR NATHANSON, IL PLURI-ABORTISTA CHE SI CONVERTI’ ALLA CAUSA DELLA VITA

    [Bernard Nathanson (New York, 31 luglio 1926 – New York, 21 febbraio 2011) è stato un medico statunitense]

    Il 21 febbraio scorso è morto, all’età di 84 anni, Bernard Nathanson, il famoso medico ginecologo americano che ebbe il coraggio e la forza di abbandonare l’ideologia abortista diventando uno strenuo difensore della vita nascente.

    Era di famiglia ebraica di New York, si professava ateo e fu un convinto divulgatore della cosiddetta «rivoluzione sessuale» negli anni sessanta.

    In quell’atmosfera ‘libertaria’ divenne paladino della libertà d’aborto per le donne e cominciò una vera ‘battaglia’ senza esclusione di colpi. Lui stesso dichiarò di averne eseguiti – direttamente e indirettamente – 75mila. I bersagli scelti furono l’opinione pubblica e la Chiesa cattolica, ritenuta il nemico principale, da contrastare ad ogni costo perché considerava l’aborto una soppressione della vita umana.

    La tattica per convincere l’opinione pubblica che l’aborto era una causa «liberal» furono i sondaggi falsificati. Lui stesso, dopo essere diventato convinto pro life, così descrisse quei momenti: “… Facemmo credere di avere in mano dei sondaggi secondo cui il 60% degli americani era favorevole all’aborto. Il numero di donne che morivano per aborti clandestini era 200/250 ogni anno, la cifra che ribadivamo costantemente era invece 10.000 all’anno. Numeri falsi, che fecero presa sull’opinione pubblica”.

    E così, con la storica sentenza della Corte Suprema americana, chiamata «Roe contro Wade», l’aborto fu depenalizzato nel 1973, aprendo la porta alla cifra mozzafiato di 50 milioni di aborti praticati da allora ad oggi.

    Con lo stesso stile – e su quell’onda – fecero i «Radicali» in Italia, falsificando in modo scandaloso i numeri dei decessi per aborto clandestino.

    Nathanson però, cominciando ad usare lo strumento che rivoluzionò proprio in quegli anni la diagnostica per immagini, e cioè l’ecografo, rimase sbalordito: con l’ecografia infatti vide il feto, la sua struttura completa, i movimenti, la vitalità… Da quel momento ebbe il coraggio di ‘vedere’ l’atrocità dell’aborto e il dramma causato alle donne, e cominciò la sua straordinaria trasformazione. Gradualmente – e sempre più intensamente – divenne un testimone d’eccezione a favore del diritto alla vita, difeso contro tutti e contro tutto, con la lucidità dell’uomo di scienza che impegna la ragione e che mostra fatti inoppugnabili.

    Cominciò a girare il mondo per convegni, scrisse articoli e, soprattutto, fu l’autore di un documentario che ha ancora un forte impatto – «Il grido silenzioso», del 1984 – in cui si vede chiaramente, con l’ecografia, il piccolo feto che sembra emettere un grido con la bocca aperta mentre sta per essere soppresso. Da quel giorno Nathanson, per l’intero mondo pro life divenne un pioniere. Con maestria lo testimoniò attraverso un secondo documentario – «Eclipse of Reason» [L’eclissi della ragione] – del 1987.

    Al dottor Nathanson, i volontari dei Centri Aiuto alla Vita devono molto, perché proprio sui suoi articoli si sono formati, e grazie al suo video più famoso molte donne in tutto il mondo hanno rinunciato all’aborto, dopo aver visto che cos’è veramente. A lui devono molto anche tante insegnanti che hanno avuto il coraggio di parlarne nelle scuole superiori, facendo riflettere i giovani sul valore della vita nascente.

    Nel 1979 Nathanson pubblicò «Aborting America» (scritto con Richard N. Ostling). Non era ancora cattolico, ma da quelle pagine cominciò a cambiare. È l’unico suo libro sinora tradotto in italiano, edito dagli «Amici per la Vita» (info su http://www.amicivita.it) poche settimane fa, col medesimo titolo inglese, a cura di Piero Pirovano con prefazioni di Carlo Casini e Nicola Natale.

    Altri due libri importanti sono «The Abortion Papers: Inside the Abortion Mentality» [Le carte dell’aborto: dentro la mentalità abortista], scritto nel 1984 con la moglie Adelle R. Nathanson, ed il toccante «The Hand of God: A Journey from Death to Life by the Abortion Doctor Who Changed His Mind» [La mano di Dio: viaggio dalla morte alla vita di un medico abortista che ha cambiato idea], del 1996, dopo il battesimo nella Chiesa cattolica. Libri che sarebbe utile leggere anche in lingua italiana.

    Scrive Nathanson in Aborting America: “L’etica dell’aborto è anche un invito all’irresponsabilità, alla violazione del concetto delle responsabilità inviolabili che ciascuno di noi ha verso gli altri”.

    L’intrepido convertito alla ‘causa della vita’ toccava proprio il nucleo centrale, cioè la responsabilità verso il più piccolo e indifeso, che è il fondamento per una sana società.

    È da lì che si comincia.

    Gabriele Soliani

  33. Mario

    Vorrei far notare un aspetto su cui secondo me non si riflette abbastanza.
    Ci vuole molto tempo per costruire.
    Ne basta pochissimo per distruggere.
    Una donna per dare alla luce un bambino deve portarlo in grembo per nove mesi.
    Per ucciderlo bastano pochi minuti.
    Per ucciderlo secondo le regole della “vecchia” (in tutti i sensi), “buona”, “inevitabile”, legge 194, bastano pochi giorni.

    Il bambino inatteso, magari non desiderato, ha davvero poche chance. Perché la mamma magari ha resistito per mesi alla pressione di tutti quelli che desiderano che abortisca, alle sue paure, ai suoi fantasmi interiori, ma bastano pochi giorni di black-out perché il legale assassinio sia compiuto.

    Al primo mese lo voleva…
    Al secondo mese lo voleva…
    Al terzo mese lo voleva…
    Al quarto mese lo voleva…
    Al quinto mese non lo voleva…
    Al sesto mese lo voleva di nuovo… Ma ormai è troppo tardi per cambiare idea.

    Per questo io sostengo che l’unica scelta ragionevole, una volta che il bambino è stato concepito, e quindi c’è, è quella se tenerlo dopo la nascita o darlo in adozione. Anche questa è una scelta di cui la mamma si potrà pentire, certo, ma, essendo che il bambino è vivo, non sarà mai così drammatica come averlo ucciso.

    E, per inciso, non credo affatto che la legge 194 sia “buona”.
    E nemmeno “inevitabile”.
    E non credo nemmeno che non possa o non debba essere abrogata.

    1. Stella Polare

      Mario, tutto nella nostra società corre a rotta di collo verso la semplificazione delle decisioni mortali e la deresponsabilizzazione nelle scelte importanti. Contraccettivi sempre più facili da reperire ed utilizzare, pillole abortive non parliamone, divorzi come piovesse, mi sposo, faccio l’amore, poi casomai… casomai cambio idea, è diventato così facile cambiare idea anche sulla Vita, sulle cose che della vita sono pilastro e fondamento. Sono perfettamente d’accordo con te!
      E col dolore di chi lo butta, contro l’innegabile gioia di chi lo tiene.
      Ma se abroghiamo la legge (e non è una domanda retorica eh, te lo chiedo davvero!) come la mettiamo con tutti quelli che si sentono in diritto di abortire? Che ne facciamo di loro? Non gli cambi la testa abrogando la legge, glel’hanno cambiata secoli di goccioline che hanno scavato e spostato la linea di Vita e Morte da dove l’ha posta Dio, portandola laddove all’uomo fa più comodo porla. Mi pare si chiamasse peccato capitale. Cosa facciamo, ora, praticamente, di quelle donne che il bimbo non lo vogliono, se abroghiamo la legge? Davvero, proviamo almeno tra noi a trovare una via, una proposta di Luce alternativa! 🙂
      Senza risponderci che la suocera non la possiamo uccidere perchè lo dice la legge, vi supplico! ;D

  34. la sentenza della Cassazione è ipocrita se non va nel merito della questione, mi sembra che abbia respinto solamente perchè a proporre ricorso è stato un giudice tutelare, se fosse così sarebbe veramente ignobile. Se fosse andata nel merito invece sono curioso di vederne i motivi, sono certo che si potrebbe estensivamente applicarlo ad altri casi che stanno più a cuore a lorsignori di quelli che riguardano la vita del nascituro che evidentemente non può andare in piazza, manifestare, fare lobbing, eleggere e farsi eleggere…
    Per vedere l’illogicità, al protervia e le contraddizioni delle argomentazioni pro-morte, vedere l’accanimento contro le tombe dei bambini abortiti oppure contro una riforma dei consultori che darebbe più mezzi alla donna per non abortire (proposta dalla Tarzia, non so dove è finita), oppure su l’oiezione di coscienza…quest’utlima oprtata avanti dai radicali noti cultori della libertà!

  35. Mario

    Nessuno sa esattamente quanti fossero gli aborti clandestini prima della 194, ma si stima che potessero essere al massimo 30 o 40 mila, forse anche molti di meno.
    Il primo anno dopo l’introduzione della legge furono oltre 200 mila.
    Oggi credo che siamo sui 116 mila all’anno.
    Oltre 300 bambini al giorno vengono uccisi, e ciascuno di loro è una creatura mille volte più complessa e meravigliosa di qualsiasi cosa l’uomo sia in grado di creare con le sue mani.

    Il problema è che abbiamo perso il senso dell’orrore di quello che stiamo facendo.

    Quando c’era una legislazione che permetteva la schiavitù, a quelli che volevano abolirla gli schiavisti opponevano motivazioni nello stesso spirito di quelle che oggi vengono date a chi vorrebbe abrogare la legge 194: la nostra economia non può andare avanti senza gli schiavi, siamo troppo abituati ad avere gli schiavi, chi ha gli schiavi non si rassegnerà a farne a meno.
    Però la schiavitù è stata abolita, negli Stati Uniti attraverso una guerra sanguinosa, ed il mondo è andato avanti lo stesso.

    Ci sono ancora molti tipi di schiavi, anche oggi in Italia (penso, per esempio, alle ragazze che vedo sul ciglio delle strade quando torno a casa la sera; ma anche agli schiavi di tutti i tipi di dipendenze, droga, alcol, sesso, gioco, etc).
    Però nessuno pensa più che la schiavitù sia un diritto.
    Nessuno pensa che bisogna fare il possibile per aumentare sempre di più la possibilità di avere degli schiavi.
    Nessuno dice “io non vorrei mai uno schiavo, ma se qualcun altro vuole averlo, non possiamo impedirglielo”.
    O forse c’è qualcuno che lo fa, ma almeno non ha l’avallo della legge.

    Intendiamoci: nessuno di noi ha il diritto di giudicare una donna che ha abortito (come del resto nessuno ha il diritto di giudicare uno schiavista). Nessuno conosce il percorso interiore che può portare una persona a compiere un gesto così tremendo. D’altra parte, abbiamo il dovere, non il diritto, di denunciare l’ingiustizia. E l’aborto è la più grande ingiustizia, è il prevalere brutale della volontà del più forte sul diritto del più debole.

    Ripeto, il problema è che abbiamo perso il senso dell’orrore di quello che stiamo facendo.

    E la schiavitù, mi sia permesso dirlo, è una cosa orribile, ma non così orribile come l’aborto…
    In rete si trovano facilmente le foto dei bambini uccisi, le descrizioni delle procedure usate per ucciderli.
    Vi risparmio le foto, ma, se non siete impressionabili o deboli di stomaco potete leggere qui
    http://www.postaborto.it/2012/06/se-pensate-che-non-faccia-male-vi-prego.html
    e magari anche qui
    http://www.postaborto.it/2011/02/un-applauso-dallinferno.html
    (anche se il secondo articolo descrive la pratica barbara dell'”aborto a nascita parziale”, un orrore degno del Terzo Reich o dell’Unione Sovietica stalinista, che in Italia ci è risparmiato, per ora).

    Molti pensano che la violenza non stia nell’eseguire quelle procedure, ma nel raccontarle.
    Io credo invece che chiunque voglia difendere l’aborto o la 194 dovrebbe sentire il dovere morale di sapere cosa sta difendendo.

    Cosa succederebbe se la legge 194 fosse abrogata?
    Penso che succederebbe lo stesso che è successo quando è stata abrogata la schiavitù.
    La gente dovrebbe abituarsi a vivere in una società in cui anche il più piccolo ed indifeso degli esseri umani, “il più povero dei poveri”, come lo chiamava madre Teresa (che di poveri se ne intendeva, mi sembra), viene tutelato dallo stato.

    Certo, ci sarebbero di nuovo gli aborti clandestini (non che siano mai spariti, in barba alla legge 194) e ci sarebbe ancora un gran bisogno dei CAV, almeno all’inizio.

    Ma io credo che, nel medio/lungo periodo, la gente comincerebbe a vivere in modo diverso la propria sessualità e la propria responsabilità nei confronti delle persone più intime.

    Perché le leggi contribuiscono in maniera essenziale a creare i costumi, come proprio la tragica esperienza dell’introduzione della legge 194 ha dimostrato.

    Concludo con una citazione di una sopravvissuta all’aborto, Gianna Jessen.
    “Oggi, un bambino è un bambino, quando fa comodo. È un tessuto o qualcos’altro quando non è il momento giusto. Un bambino è un bambino quando c’è un aborto spontaneo a due, tre, quattro mesi. Un bambino è chiamato tessuto o massa di cellule quando l’aborto volontario avviene a due, tre, quattro mesi. Perché? Non vedo differenza. Che cosa vedete? Molti chiudono gli occhi…
    La cosa migliore che posso farvi vedere per difendere la vita è la mia vita. È stata un grande dono. Uccidere non è la risposta a nessuna domanda o situazione. Fatemi vedere come possa essere la risposta.”

    Potete leggere il testo da cui è tratta questa citazione qui:
    http://www.postaborto.it/2008/05/io-gianna-jessen-sopravvissuta.html

    Che il Signore aiuti tutti noi e questo paese ad acquisire una più piena consapevolezza delle nostre idee e delle nostre azioni, quelle buone e quelle malvagie.

    Pace e Bene!

    1. Stella Polare

      Bellissime parole, e bellissimi esempi. Conosco le testimonianze di Gianna, so di cosa parliamo, e peraltro condivido in pieno l’idea che chi collabora ad un aborto (medico e infermieri, già lo sanno, ma anche madre, padre, teorici abortisti, tutti) debba prima di tutto essere pienamente informato, in modo preciso e circostanziato, di quel che implica la sua posizione, non puoi difendere qualcosa che non sai cosa sia.
      E concordo pienamente pure con il concetto che le leggi aiutino a formare la società, anche se per qualche verso credo che le società si dotino di leggi ad esse congeniali (pur se la questione aprirebbe un infinito discorso collaterale… c’è un disegno dietro? vogliono portarci da qualche parte dunque approvano o fanno approvare leggi che là ci conducano? e noi come pecoroni, dietro? sarebbe complesso ma interessante da indagare).
      “La gente dovrebbe abituarsi a vivere in una società in cui anche il più piccolo ed indifeso degli esseri umani(…)viene tutelato dallo stato. (…) Ma io credo che, nel medio/lungo periodo, la gente comincerebbe a vivere in modo diverso la propria sessualità e la propria responsabilità nei confronti delle persone più intime.” è esattamente quello che ci servirebbe. Quello che, venendo a mancare, ci ha portati dove ci troviamo ora.
      Solo non riesco a convincermi che abrogare la legge sia il modo giusto per arrivarci, che non sia l’inverso: una società che condivide questi valori, si doterà di leggi che li tutelino. E questo non saprei come ottenerlo. Il che non giustifica il mantenimento di una legge ingiusta, per carità, solo mi chiedo, abrogarla basterebbe?…

          1. Stella Polare

            Pardon, ero sempre io ma il pc di casa è connesso con un altra utenza e non sono stata capace di emendare nè cancellare la cosa 🙂

    2. vale

      sulla guerra civile americana,dommage,ma non fu fatta per abolire la schiavitù.fu uno dei motivi(ma più per ragioni elettorali e di voti, e neppure quello principale.:
      il pensiero di Lincoln in proposito non era un segreto per nessuno. Ampia antologia ne è lo “scorrettissimo” ma prezioso volume The Real Lincoln: A New Look at Abraham Lincoln, His Agenda, and an Unnecessary War (Forum, New York) pubblicato nel 2002 da Thomas J. DiLorenzo – docente di Economia alla Loyola University Maryland, l’università dei gesuiti di Baltimora, e membro anziano del Ludwig von Mises Institute di Auburn, in Alabama -, uscito nel 2003 in una seconda edizione arricchita di una ampio capitolo in cui vengono confutate le facilmente immaginabili critiche piovute addosso all’autore e in entrambi i casi impreziosito da una premessa firmata da Walter E. Williams, economista di vaglia e nero americano discendente dagli schiavi di allora.
      Il 21 agosto 1858, prima della elezione alla Casa Bianca, prima della Guerra “civile”, nel corso di un dibattito pubblico svoltosi a Ottawa, in Illinois, Lincoln già disse quel che dirà di fronte ai primi morti “nordisti” e “sudisti”: «Non miro affatto a introdurre l’eguaglianza sociale e politica fra la razza bianca e la razza nera. Fra le due vi è una differenza fisica che, a mio avviso, impedirà per sempre che esse vivano assieme in condizioni di eguaglianza perfetta; e nella misura in cui diviene una necessità […], sono favorevole al ruolo di superiorità che deve svolgere la razza a cui appartengo. Non ho mai detto il contrario….

  36. Il tuo impegno è encomiabile. Bisogna parlare alla gente di tutto questo! Renderla edotta del dramma che si consuma nel suo corpo. Ma soprattutto, come prima linea di difesa, aumentiamo pubblicità e accessibilità dei contraccettivi. E’ l’unico modo per evitare questa barbarie.

    1. Alessandro

      “Ma soprattutto, come prima linea di difesa, aumentiamo pubblicità e accessibilità dei contraccettivi”

      Sbagliato (oltre che eticamente inaccettabile). Così si aumentano gli aborti

      “in USA il condom, ritenuto il metodo contraccettivo più efficace per la prevenzione delle malattie sessualmente trasmesse, si associa ad un maggior ricorso all’aborto.
      Ma non si tratta solamente di una particolarità americana, è ben conosciuto ad esempio quello che è definito il “paradosso francese”. Nel 2000 meno del 5% delle donne francesi sessualmente attive che non desideravano una gravidanza non facevano uso della contraccezione; i metodi usati sono peraltro altamente efficaci, dal 1978 al 2000 la percentuale di donne che usa la pillola o la spirale (non si deve peraltro dimenticare che quest’ultima è una metodica con sicura azione post-fertilizzativa e quindi, nella prospettiva del concepito, una tecnica abortiva) è passata dal 52 all’83%. Questa enorme diffusione della contraccezione non ha però prodotto i risultati attesi: l’aborto è praticamente agli stessi livelli della metà degli anni ’70.
      Per il nostro paese alcuni autori parlano invece di “paradosso italiano”. L’uso di metodiche contraccettive moderne rimane in Italia a livelli assai più bassi di altri paesi. Le indagini mostrano l’ampio ricorso a metodi cosiddetti “tradizionali”, eppure il tasso di abortività, seppure dolorosamente significativo, si colloca nella fascia più bassa e sembra in diminuzione. La teoria dunque che l’aborto si sconfigge con la contraccezione ha un po’ troppi paradossi per essere convincente, ritengo anzi che il migliore antidoto nei confronti dell’aborto sia il sostegno alle famiglie e l’espansione della cultura di apertura alla vita, misure che avrebbero anche il pregio di contrastare il pauroso calo di natività che affligge ormai in maniera sempre più preoccupante le società occidentali.”

      http://www.documentazione.info/la-cultura-contraccettiva-fa-crescere-il-numero-degli-aborti-0

      1. Alessandro

        “SPAGNA. Lo studio, che ha seguito donne spagnole in età fertile dal 1997, è stato effettuato rilevando ogni due anni l’utilizzo di metodi contraccettivi e se le donne fossero rimaste incinte o avessero abortito. Lo studio ha rilevato che l’utilizzo complessivo di metodi contraccettivi è aumentato dal 49,1% al 79,9% nel decennio 1997-2007. L’utilizzo di condom è salito dal 21% al 38,8% mentre le donne utilizzano maggiormente la pillola: dal 14,2% al 20,3%. Nonostante la fiducia riposta nella contraccezione, il tasso di aborto volontario è salito da 5,52 a 11,49 aborti ogni 1000 donne [ovvero è raddoppiato in soli dieci anni!].”

        http://www.uccronline.it/2011/04/06/studio-clinico-raddoppiano-aborti-nonostante-labuso-di-contraccettivi/

          1. Pubblichiamo statistiche serie, per favore. L’aborto è un livello inaccettabile che ha come linea di prevenzione la contraccezione. http://www.sanitaincifre.it/2011/04/aborti-illegali-oms-20-milioni-ogni-anno-serve-la-cultura-della-contraccezione/ Perseguiamo una cultura della consapevolezza sin da adolescenti, si tratta di salvare vite umane, non di spiegare la storia delle api e dei fiori ai ragazzi. Le statistiche inglesi sono falsate; le ragazze-madri inglesi saranno sempre una percentuale in aumento finchè il welfare state inglese consentirà loro di mantenersi senza lavoro e senza impegno alcuno.

            1. Alessandro

              “Pubblichiamo statistiche serie, per favore”

              Le statistiche che ho riportato sono serissime. E mostrano che all’aumento dell’uso dei contraccettivi NON corrisponde una diminuzione degli aborti. E questo è quanto. Questi sono i fatti.

              1. Alessandro

                Sul caso francese si può leggere anche questo:

                http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=138

                «Il contesto francese rimane paradossale: la diffusione della contraccezione di massa non ha fatto diminuire il numero delle interruzioni volontarie di gravidanza (ivg), che si mantiene sulle duecentomila circa l’anno… Ma il livello di fallimento contraccettivo è preoccupante: il 72% delle ivg sono effettuate su donne sotto contraccezione, e nel 42% dei casi, questa contraccezione si basava su un metodo medico, teoricamente molto efficace (pillola o spirale)».

                “I rimedi proposti, come al solito, vanno nella direzione del rafforzamento ulteriore di politiche che finora si sono rivelate fallimentari. Così, alle ragazzine e ai ragazzini alle prese con i dilemmi amorosi e con quel mistero necessario che è il sesso, si indicano il distributore di preservativi e si consegna sui banchi di scuola la brochure sulla contraccezione d’emergenza. Eppure, un intero capitolo del rapporto è dedicato alla questione dell’inesistente incidenza della pillola del giorno dopo (così diffusa, così facile da ottenere) sulla diminuzione degli aborti in Francia.
                Al contrario: nel confronto tra il 2002 e il 2006, il tasso di abortività tra le quindici-diciassettenni è passato da 8,9 a 11,5 per mille.”

              2. Andiamo alla radice del problema, non soffermiamoci alla mera considerazione “la contraccezione non ferma l’aborto”. Chiediamoci: perchè? Sempre in senso LAICO (forse sono sul post sbagliato…)
                Articolo interessantissimo (in inglese, spero non sia un problema): http://www.guttmacher.org/pubs/journals/2900603.html
                E cito: “Demand for abortion falls to zero only in the “perfect contraceptive” population, in which women are protected by absolutely effective contraceptive use at all times, except for the relatively short periods when they want to conceive, are pregnant or are protected by lactational amenorrhea”
                Non sono i mezzi sbagliati. E l’uso sbagliato.
                E ancora: “Rising contraceptive use results in reduced abortion incidence in settings where fertility itself is constant.”
                Perchè? “In the early and middle phases of fertility transition, adoption and sustained use of effective methods of contraception by couples who wish to postpone or limit childbearing is still far from universal. Hence, the growing need for contraception may outstrip use itself; thus, the incidence of unintended and unwanted pregnancies rises, fueling increases in unwanted live births and induced abortion. In this scenario, contraceptive use and induced abortion may rise simultaneously.”

                1. Alessandro

                  In sintesi sostieni che la domanda di aborto andrebbe a zero se le donne praticassero la contraccezione nei periodi nei quali non desiderano concepire.
                  Del tutto ovvio. Se non fosse che:

                  1) i metodi contraccettivi, anche se adoperati correttamente, non sono infallibili
                  2) è probabilissimo che, pur avendo programmato la gravidanza e per questo avendo sospeso l’uso dei contraccettivi, alcune donne cambino idea, una volta incinte, e ricorrano all’aborto
                  3) La “perfect contraceptive” population è una mera finzione del pensiero (un’utopia che considero eticamente aberrante, ma di questo non ora) che non si realizzerà mai perché non tiene presente come sono fatti gli esseri umani. I quali, anche quando sono bombardati di una massiccia propaganda a favore dell’impiego dei contraccettivi, non li usano sempre e/o li usano male, come la realtà (che si incarica di smentire le mere finzioni del pensiero) attesta inesorabilmente: nei fatti (mai dare torto alla realtà), alla massiccia propaganda per l’uso della contraccezione corrisponde un incremento dell’uso contraccezione e un incremento degli aborti.

                  Morale: intensificare il bombardamento propagandistico per la diffusione capillare della contraccezione porterà si all’incremento dell’uso della contraccezione, ma anche all’incremento degli aborti. Questa è la realtà.

                  1. Caro Alessandro, visto che in generale i teocon si affidano al principio di autorità, ti rispondo che quando pubblicherai un paper scientifico in materia, terrò in considerazione la tua opinione. Altrimenti tutto quello che è scritto qui sopra è una vostra personale opinione, non suffragata dai fatti o dati correlati tra loro.
                    Io credo che in certe condizioni l’aborto si possa frenare con i contraccettivi (senza bombe di propaganda, ma educando), e tu sostieni il contrario.
                    Dalla mia ci sono gli studiosi e i ricercatori del Guttmacher Institute, che opera a stretto contatto con la OMS e vantano la collaborazione di personalità internazionali di spicco.
                    Se poi sostieni che OMS e accoliti sono tutti pagati dalla “grande cospirazione mondiale pro-aborto”, sessantottina, rivoluzionaria, etc… libero di farlo.
                    Ognuno creda ciò che vuole. Io voglio dare una chance alla contraccezione. Credo sia il caso di analizzare i dati e, ove le cifre di aborti e madri morte per aborti clandestini siano allucinanti non si possa intervenire solo evangelizzando. Non tutti sono credenti, ma tutti siamo umani. E tutti meritiamo di non morire per mano di una siringa ipodermica o di uno spillone da calza. Tutto il resto, per quanto nobile, è pura dottrina.

                    1. Alessandro

                      Che c’entrano i teocon?

                      “Altrimenti tutto quello che è scritto qui sopra è una vostra personale opinione, non suffragata dai fatti o dati correlati tra loro”

                      I dati sono lì, te li ho forniti. Li possono esaminare tutti. Se non li vuoi considerare, liberissimo. Ognuno è libero di ignorare la realtà.

                      Quanto all’articolo del Guttmacher Institute (unica fonte che citi), l’ho già commentato, e non mostra che la diffusione della contraccezione conduca alla diminuzione del ricorso all’aborto, né è in grado di mostrare che un’ulteriore diffusione della contraccezione condurrebbe a tale diminuzione.

                      Comunque sei libero di dare torto alla realtà e di illuderti che una propaganda più insistita e pervasiva per l’uso della contraccezione condurrà a una diminuzione del ricorso all’aborto.

              3. Andiamo alla radice del problema, non soffermiamoci alla mera considerazione “la contraccezione non ferma l’aborto”. Chiediamoci: perchè? Sempre in senso LAICO (forse sono sul post sbagliato…)
                Articolo interessantissimo (in inglese, spero non sia un problema): http://www.guttmacher.org/pubs/journals/2900603.html
                E cito: “Demand for abortion falls to zero only in the “perfect contraceptive” population, in which women are protected by absolutely effective contraceptive use at all times, except for the relatively short periods when they want to conceive, are pregnant or are protected by lactational amenorrhea”
                Non sono i mezzi sbagliati. E l’uso sbagliato.
                E ancora: “Rising contraceptive use results in reduced abortion incidence in settings where fertility itself is constant.”
                Perchè? “In the early and middle phases of fertility transition, adoption and sustained use of effective methods of contraception by couples who wish to postpone or limit childbearing is still far from universal. Hence, the growing need for contraception may outstrip use itself; thus, the incidence of unintended and unwanted pregnancies rises, fueling increases in unwanted live births and induced abortion. In this scenario, contraceptive use and induced abortion may rise simultaneously.”

                Conclusione, in italiano:
                “Quando i livelli di fertilità in una popolazione stanno cambiando, il rapporto tra l’uso di contraccettivi e l’aborto può assumere una varietà di forme, e spesso comporta un aumento simultaneo in entrambi. Quando altri fattori, come la fertilità, vengono mantenuti costanti, tuttavia, un aumento dell’uso di contraccettivi o della loro efficacia conduce inevitabilmente a una diminuzione dell’aborto…”

    2. Marco De Rossi

      Spero di non essere irrispettoso e che la si prenda con filosofia.
      Anche se il tema e’ molto serio, una risata non fa mai male.
      Admin se pensi sia irrispettosa, chiedo scusa a te e a Giustini e cancellala.

  37. Erika

    @Stella Polare e Marc De Rossi: scusate se non ho replicato prima, ho dovuto assentarmi.
    Stella Polare ha capito bene cosa intendevo dire: non parlavo del dolore fisico del feto, ma del fatto che l’argomento “la vita e’ un dono” non e’ condiviso per tutti.
    E comunque, ribadisco: non sono favorevole all’aborto.

    Sulla contraccezione, non saprei dire se e’ efficace o meno per limitare l’aborto.
    Ma la considero, quella si, una scelta che deve rimanere individuale.

    1. Marco De Rossi

      @Erika & Sara (alias Stella Polare), mi viene da rispondere alla Alvise (a proposito, ma che fine ha fatto? come mai oggi nessun commento?) solo che non essendo toscano lo dico alla romana: ” ma che me state a cojona’?” (che tradotto significa piu’ o meno, “ma che mi state prendendo in giro?”. 😉 senza offesa eh, e’ solo una battuta.

      Che non siate favorevoli all’aborto se lo dite ci credo, perche’ non dovrei.
      Ma l’argomento suscitato da Erika non era “non tutti credono che quello che sta dentro la pancia sia un essere umano a tutti gli effetti, e quindi per questi abortire e’ una cosa normalissima”.

      L’affermazione era diversa, era partita da “anche io se potessi tornare indietro non disdegnerei essere abortita perche’ tanto sono inconsapevole”, che e’ la stessa cosa che dicono anche delle persone in coma o come si dice con altri termini “tanto sono inconsapevoli, non sentono niente, quindi pech’e non staccare la spina? stiamo solo sprecando corrente elettrica” salvo poi scoprire che quando qualcuno di questi si risveglia sentiva tutto.
      Cosi’ come il feto che sta per essere abortito, il battito cardiaco aumenta vertiginosamente, come qualasiasi persona che ha paura perche’ capisce che lo vogliono uccidere.

      Quindi a quelli che pensano che non sia una persona, non con la fede ma con la ragione si puo’ spiegare che sono in grande errore, e che non e’ un argomento opinabile su cui ognuno puo’ avere la propria visione.
      Altrimenti permettiamo tutto, pure pensare che sia giusto avere gli schiavi, che i neri e gli ebrei siano razze inferiori e cosi’ via.

      1. Stella Polare

        Ahahah (risata gentile, lo giuro), mi rendo conto che via chat sia difficilissimo capirsi e spiegarsi! Non per chiamarmi fuori dalla diatriba o giustificarmi, ma segnalo che col mio commento su quanto scritto da Erika intendevo solamente puntualizzare quello che mi pareva intendesse, perchè non le obiettaste cose fuori tema.
        Non credo affatto, per niente, mai in nessun caso, che la vita vada fermata in nome della pietà o della prevenzione al dolore di questo mondo, l’ho detto, ripetuto, spiegato con esempi di vita personale, e da ultimo condivido in pieno le motivazioni che Marco porta nel controbattere alla tesi in questione. Spiegare cosa intende uno, lo posso fare anche con chi difende la pena di morte, se lo fraintendi. Ora fuggo a lavurà, che ieri mi sono un po’ persa con voi 😉 Abbracci a tutti!

  38. Se volete parlare di peccato, di comandamenti, allora non parlate di cifre, di morti, di civiltà e di leggi ingiuste, vi prego. E’ necessario muoversi da cittadini in uno stato civile (che rimane civile anche quando pone come legge l’aborto, perchè secondo S.Tommaso è da preferirsi uno stato cattivo, piuttosto che la mancanza di stato) all’interno di un contesto LAICO. Pertanto portare cifre pro o contro la contraccezione in comparazione all’aborto è capzioso. Parliamo di ovuli fecondati e pertanto in potenza PERSONE. L’aborto uccide tali persone, la contraccezione impedisce che ciò avvenga. Questo non può essere messo in discussione.

    1. Alessandro

      Quello che metto in discussione dati alla mano è che la diffusione della contraccezione porti alla riduzione del ricorso all’aborto.

    2. I dati alla mano non comprendono poi le varie pillole abortive di tutti i tipi; penso che la mentalità di identificare sesso e piacere propria del preservativo, ma anche dei rapporti prematrimoniali, non crei le condizioni migliori per accogliere la vita.

    3. Marco De Rossi

      Caro signor o professor Giustini, le pubblicazioni scientifiche esistono ed affermano che l’aumento della contraccezione comporta l’aumento o una non diminuzione degli aborti.
      Come detto anche a Gazelle, qui non c’entra affatto la fede, la chiesa.
      Si parla di Scienza e di Comunita’ Scientifica, che pubblica e approva o smentisce le pubblicazioni degli scienziati.
      Non essendo io uno scienziato della materia non posso fare altro che farle ascoltare cosa ne pensa un esperto in materia: Renzo Puccetti:

      http://www.uprait.org/index.php?option=com_chronoconnectivity&connectionname=Audio_Scheda&id=73&lang=it

  39. Ragazzi, mi dispiace ma questa sera devo lasciarvi in anticipo: il pc è per diritto di mio fratello questa sera, dato che è impegnato con la maturità. Un bacio grande, per ogni nuova sfida nella vita.

  40. Sono una ragazza di 17 anni italiana che circa un mese fa ha abortito in seguito ad un rapporto a rischio. Sono stata violentata e oltre allo shock dovuto all’accaduto ho scoperto di essere incinta. Mi dispiace contraddirvi ma penso che per tante donne come me sia un diritto. Sono un mostro, una persona ignobile e me ne dispiaccio. Buona serata

    1. Alessandro

      Eli, se è vero quello che dici (scusa, ma quando si parla di argomenti come questi capita che s’infiltri un provocatore che s’inventa una storia per falsare slealmente il dibattito), sappi che i cattolici non considerano chi ha abortito “un mostro, una persona ignobile”.
      A chi ha abortito Giovanni Paolo II si rivolge con queste parole (che già avevo citato):

      ““Un pensiero speciale vorrei riservare a voi, donne che avete fatto ricorso all’aborto. La Chiesa sa quanti condizionamenti possono aver influito sulla vostra decisione, e non dubita che in molti casi s’è trattato d’una decisione sofferta, forse drammatica. Probabilmente la ferita nel vostro animo non s’è ancor rimarginata. In realtà, quanto è avvenuto è stato e rimane profondamente ingiusto. Non lasciatevi prendere, però, dallo scoraggiamento e non abbandonate la speranza. Sappiate comprendere, piuttosto, ciò che si è verificato e interpretatelo nella sua verità. Se ancora non l’avete fatto, apritevi con umiltà e fiducia al pentimento: il Padre di ogni misericordia vi aspetta per offrirvi il suo perdono e la sua pace nel sacramento della Riconciliazione. Allo stesso Padre e alla sua misericordia potete affidare con speranza il vostro bambino. Aiutate dal consiglio e dalla vicinanza di persone amiche e competenti, potrete essere con la vostra sofferta testimonianza tra i più eloquenti difensori del diritto di tutti alla vita. Attraverso il vostro impegno per la vita, coronato eventualmente dalla nascita di nuove creature ed esercitato con l’accoglienza e l’attenzione verso chi è più bisognoso di vicinanza, sarete artefici di un nuovo modo di guardare alla vita dell’uomo.”
      (Evangelium Vitae, 99)

      1. Ciao Eli dispiace anche a me la violenza che hai subito ha un solo responsabile, e tu hai tutto il diritto di vederlo in prigione, magari ci sarà pentimento anche per lui. Perdona e perdonati se puoi, c’è sempre speranza, Cristo non ti molla mai!

    2. Marco De Rossi

      Concordo pienamente con quanto ha detto Alessandro.
      La Chiesa accoglie tutti.
      E quando dice di non peccare piu’ lo dice perche’ sa che il peccato genera la sofferenza ed invece Cristo e la Chiesa ci vuole felici.
      Hai tutto il diritto di avere giustizia per aver subito uno stupro.
      Ma il figlio frutto di questa violenza lui non ne aveva nessuna colpa, non per metterti addoso sensi di colpa (quello e’ satana, l’accusatore, che ce li fa venire non Dio o la Chiesa) che gia’ avrai tante sofferenze per quanto avvenuto. Pero’ mi spiace ma non si puo’ parlare di diritto all’aborto nemmeno in questo caso.
      E se vuoi puoi ascoltare la testimonianza di una persona che ha subito una storia simile alla tua.
      Irene van der Wende, Coordinatrice per i Paesi Bassi di Silent No More Awareness, donna stuprata che ha praticato l’aborto, ora convinta anti-abortista.

      http://www.uprait.org/index.php?option=com_chronoconnectivity&connectionname=Audio_Scheda&id=82&lang=it

    3. L’unico mostro e’ chi ti ha violentato. Se hai deciso di abortire e’ stata una tua decisione libera. In fondo avevi tutto il diritto di farlo. Non volevi rimanere incinta e non volevi un frutto della violenza. Non ti devi sentire in colpa. Io difendo il tuo diritto all’aborto. Ma nemmeno per chi e’ contro l’aborto sei ignobile e mostruosa. Loro considerano mostruoso l’aborto ma non le donne che abortiscono (loro inteso come chi scrive su questo blog ed e’ credente). Non sempre e’ cosi (non sempre si rispettano le persone) ma i fanatici ci sono a tutte le latitudini. Ed e’ facile giudicare.

  41. Twentyrex

    Purtroppo l’aborto è il risultato di una violenza, di una profonda ignoranza, di un estremo egoismo. Contrastarlo non è facile, anche perchè normalmente celato. Esiste il problema, poi, dei soliti profittatori che ne traggono vantaggio economico senza porsi scrupolo alcuno. Avviene così che, da un lato, trovi una povera ragazza che viene costretta od indotta a mettersi nelle mani di una mammana o di un medico che ha dimenticato il suo giuramento professionale; dall’altro, trovi Chiara che non ha esitazioni dinanzi alle certezze della malattia e della morte e che poi dona se stessa per un figlio che sa bene di non poter accudire e di cui godere. Il dialogo? Con chi, cara Costanza? Chi non crede che il mistero della vita non è solo un fatto cellulare, non si porrà mai il problema. E l’aborto si riduce solo ad eliminare, appunto, delle cellule che non sono considerate diverse da quelle che vengono usate per i più svariati motivi. Se il Buon Dio ha pensato alla procreazione con l’impiego di questo sistema, ciò non significa che l’uomo se ne può appropriare e sostituirsi a Lui. L’individuo che viene alla luce è un essere che appartiene al consesso umano che si creda o meno. La fecondazione è un procedimento chimico, se vogliamo, ma ha sempre una ragione ed un fine che sono stati definiti da Dio. E non si scherza con queste cose. Chi ha voluto farlo, ha creato mostri. La medicina oggi ha ampliato le sue conoscenze, ma il medico ha la responsabilità di esercitare la sua professione rispettando funzioni e valori che appartengono all’umanità. Interrompere il processo è omicidio, riprodurlo in laboratorio è un abuso alla natura dell’uomo.
    Oggi il numero delle madri non sposate è certamente di gran lunga superiore a trenta anni fa. E’ una lezione importante per chi costruisce statistiche che non dicono nulla. Le donne non hanno bisogno di una legge per fare una scelta di vita per la vita.

  42. Fosse così facile…è una macchia che non si lava…e non posso confidare nella fede in quanto sono atea e l’ho persa tempo fa. Vi ringrazio per il vostro sostegno, vorrei ci fossero più persone come voi!

  43. Gazelle

    Sono totalmente d’accordo con te.
    Fra l’altro non capisco come uno scienziato possa, proprio in nome della scienza, passare all’applicazione delle sue conoscenze (l’uccisione di una cellula) su qualcosa (la cellula stessa) di cui ancora non si sa tutto.
    Non capisco come certa gente si faccia continuamente prendere per il culo. Una donna, quando abortisce, sta MALE! Esistono sedicenni che hanno partorito e tenuto il loro bambino senza badare alle difficoltà, senza badare alla “vita che avevano davanti”. Si sono sacrificate per una gioia ancora più grande. Questo mi sembra molto più provante di tutte le ricerche “scientifiche” scritte e pubblicate ad arte. Non parlo nemmeno di vita umana e di coscienza di sé; parlo proprio di donne; quelle donne che, giustamente, vogliono avere i loro diritti.
    Io non sono credente, ma lo capisco benissimo che i figli vengono da qualcosa di molto più grande di noi, che la vita non la facciamo da noi. Trovo qualcosa d’isterico nelle fecondazioni assistite, e di brutale negli aborti. Questa degli aborti è solo l’ennesima trappola del maschilismo, altro che emancipazione. Se la nostra società fosse veramente femminista, tutte le madri, giovani o vecchie che siano, sarebbero aiutate a crescere i loro figli. Una buona società dovrebbe incoraggiare la vita, il nuovo, e non accanirsi sui soliti vecchi che vogliono un’eterna infanzia artificiale.
    Grazie, Costanza. Mi rincuora sapere che sei giornalista.
    Con profonda stima,
    la tua amica Sofia (ricordi la mail?)

    1. Marco De Rossi

      Uccisione di una cellula?
      La Scienza non la Chiesa dice che quello che tu chiami cellula e’ un essere umano a tutti gli effetti.
      Se invece hai evidenze scientifiche che dimostrino il contrario pubblicale, e se saranno riconosciute valide dalla Comunita’ Scientifica, riceverai forse anche il Nobel.

      1. Marco De Rossi

        Se c’e’ qualcuno che inganna le donne sono proprio quelli a favore dell’aborto.
        Quelli contrari sanno benissimo che la donna sta male e proprio per questo vogliono evitare loro questo dolore.
        Invece altri senza fare nomi (ma solo cognomi) Bonino, Pannella & Co. negano che esista la sindrome post-aborto, che sia un’invenzione della Chiesa per incutere terrore.

        Tra l’altro essere contro l’aborto non e’ una prerogativa dei credenti o dei cattolici, ci sono tantissimi atei che sono contrari all’aborto anch’essi. Non c’e’ bisogno di fede per capire che stiamo parlando di un essere umano a tutti gli effetti.

  44. Gazelle

    Marco, sono d’accordo con te sul fatto che l’embrione sia un essere umano. L’ho chiamato cellula perché lo è fisicamente, e perché mi stavo adattando a un ragionamento comune proprio per confutarlo. Non so adesso cosa dica esattamente la Scienza ufficiale; non ho letto tutti questi articoli. Spero di essermi chiarita 🙂

  45. Marco De Rossi

    Così disse la Beata Madre Teresa di Calcutta sulla testimonianza di Gianna Jessen:

    “Dio sta usando Gianna per ricordare al mondo che ogni essere umano è prezioso per Lui. È bello vedere la forza dell’amore di Gesù che Egli ha riversato nel suo cuore. La mia preghiera per Gianna, e per tutti quelli che la ascoltano, è che il messaggio dell’amore di Dio ponga fine all’aborto con il potere dell’amore”.

    http://www.cavalieridellaluce.net/egioiasia/2012/02/02/gianna-jessen-nata-per-aborto-salino-o-nata-per-amore-di-dio/

  46. Gazelle

    Ho cercato di guardarlo, ma già dalle prime frasi ho capito che non avrei retto. Una persona che dice di essere nata senza essere voluta… è un orrore. Non voglio guardarlo.

    1. Stella Polare

      Gazelle, perdonami se mi permetto di dirtelo, capisco che ognuno ha la sua sensibilità, ma credimi, quel video è un potentissimo messaggio di speranza, amore e coraggio, non un atto di accusa nè di dolore, anche se di dolore ne contiene, com’è ovvio. Se puoi cercare dentro di te la forza di guardarlo, finirai con la pelle d’oca, le lacrime agli occhi magari, ma sorridendo 🙂 Un abbraccio

  47. Marco De Rossi

    Qui invece c’e’ la puntata della trasmissione “Sulla via di Damasco” a cura di Mons Giovanni d’Ercole del 18/02/2012
    con tre commoventi esperienze:

    1 – Gianna Jessen
    2 – Michela Napolitano
    3 – Anna Benedetti, Gianluca Anselmi e la piccola Lucy

  48. Adducendo motivazioni egoistiche e prive d’amore, cerca soltanto la realizzazione del proprio ego, dei propri bisogni, delle proprie esigenze, dei propri lussi, dei propri piaceri e delle proprie comodità.

    C’è chi dice:”Come può una ragazza rimasta incinta giovane crescere un figlio ?”
    C’è chi dice:”Come può una donna accettare un bambino che nascerà con qualche deficit ? Perché far nascere una vita che soffrirà senz’altro ?”

    Appunto. Si elimina ciò che è SCOMODO, si elimina ciò che renderebbe la vita difficile, si elimina ciò che porterebbe il SACRIFICIO.

    In sostanza, si elimina la possibilità di amare qualcuno che ha bisogno, soltanto per avere una vita più comoda o pensando di togliere la sofferenza ad una vita difficile.
    Eppure i nostri nonni nonostante non avessero tutte le comodità e le tecnologie che noi abbiamo oggi, crescevano MOLTI più figli senza pensare alla impossibilità di offrirgli tanti vizi (peraltro inutili) o tante comodità, ma pensando che li avrebbero amati.
    Eppure un tempo i bambini che nascevano con qualche deficit o handicap erano amati in maniera speciale, erano sempre un dono e mai un peso.

    A questo punto, seguendo questo modo di ragionare, uccidiamo tutti i bambini orfani, tutti i bambini che vivono nei paesi poveri e che lottano ogni giorno contro la fame, uccidiamo tutti i bambini che cercano di sopravvivere nei paesi dove c’è la guerra.

    Dove è l’amore in tutto questo ?
    Forse un bambino down non ha bisogno d’Amore ? Molto di più !

    Forse un bambino che vivrà solo pochi giorni o poche ore non ha bisogno di amore per quel poco tempo in cui vivrà ? Molto di più !

    Forse un bambino che nascerà senza un genitore, che nascerà in un paese dove c’è povertà o dove è in corso una guerra, non ha bisogno d’Amore ? Molto di più!

    Ma visto che non si è capaci di amare fino a questo punto, meglio sopprimere e togliersi il problema.

    …………………………….
    http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com/2012/05/18/non-avro-altro-dio-allinfuori-di-me-legoismo-dellaborto/

  49. giulia

    Io invece non mi spiego questo: una pianta ha origine da un seme. Questo significa che, senza seme, nessun albero o fiore potrebbe nascere. Se butto il seme non ho la pianta, perché è nel seme che già presente la pianta, che deve svilupparsi, con i suoi tempi e le sue condizioni, così da diventare quello che in nuce esiste già nel minuscolo seme. E ogni seme dà una pianta di specie diversa.
    Bene: se dall’unione di uno spermatozoo e di una cellula uovo ha origine prima un ammasso di cellule, quindi un embrione, ma, fino al terzo mese, questo feto (per la legge che tutela i presunti diritti delle mamme) non è un bambino, come mai, invece, dal quarto mese lo diventa?
    Cos’è prima di diventare (improvvisamente, solo per differenza di qualche settimana, guarda un po’…) un bambino che, da questo momento in poi, sempre la legge non consente più di eliminare (se non in presenza di gravi patologie o dove sussista il grave rischio di vita per la madre)? Come può essere che qualcosa che PRIMA è NIENTE è quindi si può cancellare facilmente, POI diventare, quasi per magia, ed ex abrupto, UN BAMBINO con un nome e un cognome?
    Scusate, ma il mio cervello proprio questo passaggio così non riesce a comprenderlo…

    1. Concordo con Giulia…

      “Come si potrebbe chiamare infatti NON VITA un essere o una creatura che, per quanto infinitesima, senza interventi dall’esterno a fermarla, crescerebbe fino a diventare una meravigliosa e unica persona umana ?

      Come si può chiamare “NON VITA” quella fase dell’esistenza da cui siamo passati tutti per divenire ciò che siamo oggi ?

      Io sono nato passando per la vita, non per la NON VITA!”

      (tratto da LA CULTURA DELLA VITA)
      http://chihaorecchieperintendereintenda.wordpress.com/2012/05/17/la-cultura-della-vita/

    2. Marco De Rossi

      Perche’ la legge la fanno gli uomini.
      E gli uomini possono sbagliare.
      Alcuni lo fanno di proposito per portare aveanti le loro ideologie, anche mentendo spudoratamente pur di convincere l’opinione pubblica che il male sia bene e viceversa.
      Per questo ci vuole una nuova generazione di politici cattolici, ma cattolici veramente non sedicenti cattolici che di quelli gia’ ce ne sono fin troppi,
      Cristiani convertiti che hanno fatto esperienza seria di Cristo risorto e che possano fare leggi per il bene comune.
      Non uno stato confessionale, sempre laico, ed un cattolico serio fara’ leggi giuste che andranno bene sia per un credente che per un ateo.
      Non si puo’ scendere a compressi e fare alleanze con chi non e’ d’accordo su alcuni principi che sono fondamentali per il bene della societa’ e dell’umanita’ intera.

      1. Concordo con te Marco, ma la vedo molto difficile, primo perchè non esiste al momento alcun partito politico cattolico in Italia… secondo perchè vedo tantissimi miei fratelli in Cristo che sono schierati politicamente (sia a destra che a sinistra) e non sono molto convinto che abbandonerebbero le loro convinzioni politiche…
        vi sono molti cattolici che pensano che la legge dello Stato deve dare la possibilità di abortire, divorziare, di staccare la spina, del testamento biologico e altra panzane simili… perchè si è insinuato anche in essi questa (fasulla) convinzione che il valore “libertà” sia più prezioso di altri valori come la “vita” stessa.
        Ergo, molti di essi rifiuterebbero un partito cattolico che in teoria su alcune questioni sarebbe assai determinato e fermo e non scenderebbe a compromessi.
        Per molti la fede è una questione personale che non deve entrare nelle leggi dello Stato, per me è tutto l’opposto, si devono fare le leggi partendo da ciò che ci ispira il meglio delle cose e ci fa avere il meglio dalla vita, da ciò che veramente ci consente di portare frutti e vivere in pienezza.

        Io spero che si riesca a superare tutti questi ostacoli e confido che si possa andare OL3 ! http://www.ol3roma.it

        🙂

        1. Marco De Rossi

          Certo e’ difficile, ma siamo fiduciosi e noi siamo servi inutili.
          Non so se riporto bene la frase ma dobbiamo restare tranquilli per il fatto che “Dio ha creato il mondo, Cristo lo ha redento, e lo Spirito Santo lo guida”.

          1. Si si, quello che noi possiamo fare è “riempire le giare” o mettere i nostri “cinque pani e due pesci”… insomma come dice una suora che conosco: “Dai il tuo tutto e lascia che Dio dia il Suo tutto”.

            🙂

  50. Marco De Rossi

    C’e’ anche qualche altro video stupendo.
    Apparentemente il post piu’ indicato sembrerebbe questo.
    Ma a pensarci bene e’ in tema anche con quello odierno di Don Antonello, si parla comunque di sofferenza, di Croce Gloriosa, di non credere alla tentazione del maligno che ci vorrebbe far credere che noi non siamo degni dell’Amore di Dio perche’ troppo peccatori.
    Per cui per chi vorra’ vederlo lo inserisco in:

    “Felix culpa” anche per i divorziati risposati?

  51. francesco

    condivido pienamente quanto scritto. Giusto ieri, in merito, leggevo un commento di Concita De Gregorio su Repubblica che mi ha irritato e mi ha dato molto da pensare: Ci sono quelli che vogliono difendere un’ipotesi di vita a dispetto della vita e giù poi una serie di considerazioni, assolutamente fatte solo perché gli mancavano argomenti, sul fatto che è una società maschilista che vuole controllare il corpo della donna, anziché lasciar fare alla donna che porta in grembo l’embrione e dunque sa le sensazioni e sa come agire e decidere anche per chi porta dentro! Ma dico, qui manco il diritto di avere idee diverse, alla faccia dello stato di diritto e dello stato democratico

    1. CFK

      già si preoccupano tanto del “corpo delle donne” e poi in Cina le principali vittime dell’aborto sono proprio i feti di sesso femminile

  52. Scusate se non commento ma mi sembra molto scorretto parlare di aborto con i vivi senza mai sentire l’altra campana. Io sto con le vittime.

  53. Lei ha ragione. Posso condividere molte cose su quanto ha scritto. Ma non si vive un mondo perfetto. Io sono favorevole all’aborto e al divorzio. Non perchè sia contraria alla vita o al matromonio, ma credo che l’umanità, nelle vite di ciascuno, nelle storie più intime di ognuno di noi, abbia bisogno di tutela anche nelle zone d’ombra che si possono incontrare lungo la strada. Preferisco dare la possibilità alla coscienza di ognuno di noi di scegliere ciò che sia migliore, anche sbagliando. Se la legge è sbagliata, di dovrebbe modificare in meglio, ma eliminare mai. Quanto ai medici, potrei raccontare di tanti finti obiettori, anche quella è una zona d’ombra.
    Io credo, al di là di tutto che sia difficile, per tutti coloro che fanno una seria riflessione sul tema, se essere d’accordo o no assolutamente. Non bisogna essere convinti nè tanto meno non esserlo, bisognerebbe solo sentire il parere di coloro le quali cercano un aiuto perchè in fondo è di quello che si tratta e nonostante tutto, sono proprio quelle a cui non si pensa: le donne, le loro motivazioni profonde o meno, la scarsa qualità dei sostegni a chi deve fare una scelta così radicale.
    Ma ribadisco, preferisco una legge scomoda (e speriamo in futuro migliore) al fatto che questa non esista.

    1. Se non si è d’accordo se la vita vada tutelata (anche perchè s no niente umanità) o no (le zone grigie scompaiono da questo punto di vista, spero) non credo che potremmo mai fondare nessuna società degna di questo nome. Tutti possono sbagliare e naturalmente vanno aiutati a non farlo, ma una legge che dice che lo sbaglio sia giusto fa tutto il contrario è una legge che “leggittima” lo sbaglio, che per inciso riguarda una (due anche, perchè ci metto la madre) vite, e lo tramuta in diritto.

  54. Pingback: La grande bugia (replay)

  55. Roberto Algranati

    Grazie Costanza per il tuo coraggio nell’ impegno pro –life. Sono un medico e mi permetto di scrivere un commento sull’argomento dell’ aborto. Proprio quando, negli anni settanta, il progresso medico aveva quasi eliminato la drammatica necessità del vero aborto terapeutico (che, se veramente indispensabile per la vita della madre, era legalmente possibile anche prima della legge 194), i politici del mondo occidentale hanno imposto leggi altamente permissive in questo campo esclusivamente per ragioni ideologiche, presentandole però, pretestuosamente, come necessarie per la salute delle donne. I medici non hanno mai richiesto leggi come la 194 perché non erano necessarie per la salute della madre e perché la mortalità per aborto clandestino, contrariamente a quanto si è voluto far credere, era di solo 30 -40 donne all’anno , lo 0,2% della mortalità femminile in età feconda negli anni ’70. La legge 194 è stata voluta solo dai politici, sostenuti dai mass media laicisti, per assecondare l’ideologia femminista radicale e l’ideologia antinatalista della potentissima IPPF ( International Planned Parentood Federation) che dal 1969 promuove leggi abortiste in tutto il mondo, ritenendole il mezzo più efficace per abbattere la natalità. A questo scopo si è negata la verità scientifica, si è disprezzato il progresso della medicina, si è ingannata l’opinione pubblica con la menzogna sistematica sui mezzi di comunicazione di massa e si è pervertita la professione medica asservendola ad una ideologia disumana. . Oggi addirittura si comincia a contestare la legittimità dell’obiezione di coscienza ( vedi recenti affermazioni di Violante , Flamigni e Mori), incuranti del fatto che ogni giorno, nei nostri ospedali centinaia di bambini in miniatura, vivi e sgambettanti, vengono fatti a pezzi con la curetta o con l’aspiratore di Karmann a semlice richiesta delle loro madri. Queste uccisioni sono considerate dallo Stato un servizio pubblico gratuito e obbligatorio per ogni ASL; un genocidio silenzioso che continua grazie ad una rigorosa censura su quanto avviene nei nostri ospedali, approfittando anche del fatto che è difficile, per un profano della medicina, immaginare e ammettere che cose simili realmente avvengano. Si tratta di un vero e proprio “negazionismo” che è però indispensabile per mantenere in vigore la legge 194/78. Per conoscere la verità basta digitare su Google 3D fetal echography e , rispettivamente, aborted fetuses.
    Poiché tu sei una giornalista, ormai ben nota, ti domando : non potrebbe un gruppo di giornalisti coraggiosi e onesti, in particolare cattolici, rendere di pubblico dominio queste atrocità che ogni giorno avvengono nei nostri ospedali? E’ tecnicamente possibile o la libertà di informazione in questo campo non è applicabile?
    Ti invio a parte, sulla tua e-mail, alcuni miei scritti su questo argomento e alcune foto da me personalmente scattate per meglio illustrarti quanto ti ho scritto

  56. Lollo

    “E’ permesso solo quando una donna è in grave pericolo. E sottolineo grave pericolo. Lo sottolineo tre volte.”
    La legge non parla affatto di grave pericolo.

    1. Marco De Rossi

      A parte che se la legge e’ sbagliata, e’ sbagliata, e la si puo’ cambiare, abrogare, etc, etc. etc.

      Comunque il grave pericolo per la salute della donna, e’ citato nell’articolo 6.
      Nel 4 invece e’ citato il *serio* pericolo.

      Art. 6

      L’interruzione volontaria della gravidanza, dopo i primi novanta giorni, può essere praticata:

      a) quando la gravidanza o il parto comportino un *grave pericolo* per la vita della donna;

      b) quando siano accertati processi patologici, tra cui quelli relativi a rilevanti anomalie o malformazioni del nascituro, che determinino un *grave pericolo* per la salute fisica o psichica della donna.

  57. Alberto

    Dal blog a latere

    Uscire da Flatlandia

    La vicenda degli embrioni distrutti al San Filippo Neri di Roma è stata prontamente archiviata dall’opinione pubblica come uno dei tanti episodi di malasanità. Invece potrebbe illuminare da un un altro punto di vista l’annosa e ormai sclerotizzata questione dell’aborto.

    In quei contenitori c’erano ovuli, liquido seminale, embrioni: solo “materiale genetico”, come sbrigativamente viene denominato in questi casi? Dipende da chi lo guarda.

    Agli occhi della scienza e di chi in qualche modo la rappresenta certamente si’, embrioni compresi. Anzi, questa definizione fa parte del suo bagaglio linguistico, molto denotativo e il meno possibile connotativo. Al contrario, per la dottrina cattolica e chi la insegna (o la segue) questa definizione non puo’ essere accettata per gli embrioni, che come sappiamo vengono considerati già “persone”. Congelate al primo stadio di vita ma comunque persone.

    Ma allo sguardo delle donne e degli uomini che da quel “materiale” dipendevano per diventare genitori, si trattava di tutt’altra cosa: quello era il figlio che tanto desideravano, ben presente e atteso nelle loro aspettative, già dentro la loro vita e i loro progetti. Per questi non c’è stata distruzione di mera materia biologica come per la scienza; e nemmeno un’astratta morte di viventi, come per il dogma. C’è stato un lutto precoce.

    Questo dovrebbe farci domandare onestamente se, quando poniamo la questione del concepimento e dell’aborto, la affrontiamo davvero in tutta la sua – come dire? – tridimensionalità. Perché il modo in cui viene visto il processo delle primissime fasi della vita ne determina anche il giudizio, anche se lo sguardo non è, e non puo’ mai essere, oggettivo e incontrovertibile. Infatti di sguardi ce ne sono diversi.

    Di fronte a un ovulo fecondato, la scienza, pur sapendo perfettamente che è solo il momento iniziale di un processo in evoluzione, obbediente al suo statuto di osservatrice, effettua una sorta di fermo-immagine e lo definisce per quello che é in quel momento: un elementare aggregato di cellule. E siccome la definizione (il nome) spesso contiene già le istruzioni per l’uso, non fa una piega a considerarlo – e trattarlo come – mero materiale biologico.

    Diversa la considerazione data dalla dottrina cattolica, costruita saldamente sulla Scolastica: poggiandosi sul presupposto che i due principi fondamentali costitutivi della sostanza (cioè di ogni esistente), la materia e la forma, possano interfacciarsi col divenire mediante l’alternarsi dinamico della potenza e dell’atto, dando origine cosi’ allo sviluppo (in effetti, una genialata che rende ragione di ogni cambiamento), riguardo al famoso ovulo fecondato non compie affatto un fermo-immagine ma lo “vede” in tutto il suo potenziale sviluppo successivo, che gli appartiene.
    Insomma, se la scienza vede nell’embrione un fotogramma, la dottrina intravvede l’intero film dell’essere umano, di quell’essere umano. Ed è per questo che non demorde dal definirlo fin da subito una persona.

    Il limite di questi sguardi, di entrambi, è che sono piatti, senza reali dimensioni, perché rappresentano delle posizioni di principio, una prospettiva obbligata proprio dalla posizione in cui entrambi si trovano. Se fossimo a Flatlandia quello della scienza sarebbe un punto e quello della Chiesa una linea. E la terza dimensione?

    Chiunque sia genitore conosce benissimo la terza dimensione. E’ quella che, messa da parte l’osservazione scientifica o speculativa, abita nelle viscere e nel cuore, nella mente e nei sogni, nelle paure e nelle aspettative, nella carne e nel sangue, nella concretezza della vita e nei rapporti veri reali e complessi che quella piccola cellula avviata all’esistenza ha col mondo intero, col futuro, col suo destino. E con tutta la rivoluzione che avviene quando un’esistenza entra profondamente dentro ad altre esistenze e le cambia per sempre.

    Quando si parla di gravidanza, di fecondazione artificiale, di aborto, è questo sguardo a tutto tondo, complesso, ricco, a volte contradditorio, a volte impaurito, spesso impreparato, quasi sempre inadeguato, che bisognerebbe poter esercitare liberamente e in piena coscienza prima di decidere qualsiasi cosa.

    E non prendere a prestito nè lo sguardo microscopico della scienza (che ben serve anche a tanta ideologia a basso prezzo mentale) né quello astratto della dottrina. Che spesso finisce, suo malgrado, per fare la stessa fine.

  58. Marco De Rossi

    A proposito di non essere mai esistiti.
    Un film storico ma sempre stupendo.

    “Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto.”

    “Clarence! Clarence! Aiutami, Clarence! Fammi tornare indietro! Non m’importa di quello che accadrà: ridammi mia moglie e i miei bambini! Aiutami, Clarence, ti prego! Voglio tornare a vivere!!! Fammi vivere! Ti prego, Dio, fammi vivere ancora!”

    1. Marco De Rossi

      Avevo messo il link verso la fine del film (1h 53′), al punto in cui Clarence dice:
      “Strano, vero? La vita di un uomo è legata a tante altre vite. E quando quest’uomo non esiste, lascia un vuoto.”
      Ma a quanto pare non ha funzionato e parte il film dall’inizio.

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