L’eccezione italiana, di cui parlava Giovanni Paolo II

 

family

di Eugenia Roccella dal sul suo profilo facebook

Cari amici,
infuria una discussione sul web innescata da un’intervista di Gianluigi De Palo, da poco presidente del Forum delle Associazioni Familiari, a vita.it, in cui dichiara che il Family day del 2007 “è stato uno dei più grandi fallimenti che abbia visto”, e che l’urgenza (e questo mentre nei prossimi giorni si voterà il ddl Cirinnà sulle unioni civili al Senato) è il quoziente familiare. Ci sono stati molti commenti in disaccordo sulla sua pagina facebook, e alcuni interventi interessanti, tra cui quello di Francesco Agnoli e di Assuntina Morresi .
Questo è quello che penso io: Continua a leggere “L’eccezione italiana, di cui parlava Giovanni Paolo II”

La fabbrica dell’autoassoluzione

hypochondriac

di Andreas Hofer

Si narra che a Leonia, una della Città invisibili di Italo Calvino, abbia preso piede una curiosa devozione popolare: il culto dello spazzaturaio angelicato.
Pare effettivamente che gli spazzaturai si aggirino per le strade di Leonia avvolti da un’aura di sacralità, tanto da venire «accolti come angeli». Si capisce in fretta come i leoniani vedano negli spazzini ben altro che semplici “operatori ecologici” e li considerino, piuttosto, alla stregua di liberatori. Perciò la loro attività, un compito «circondato da un rispettoso silenzio», sembra avere qualcosa di religioso. Continua a leggere “La fabbrica dell’autoassoluzione”

Consigliere comunale e cameriere per far quadrare i conti in famiglia

Sono orgogliosa di essere amica di Gigi De Palo, davvero orgogliosa e davvero amica!      Costanza

assessore

di Tommaso Labate  per Il Corriere della Sera

«Ti direi cacio e pepe. Ma oggi è giovedì, ci sono le pappardelle al ragù di cinghiale…». Nascosta in una delle vie comprese tra l’Ostiense e la Cristoforo Colombo, c’è una di quelle trattorie in cui puoi capitare solo per caso. Un onesto ristorante di periferia, frequentato solo da chi abita nei dintorni di una Roma che guarda a sud, quasi all’Eur, dove ci sono palazzoni e non palazzine, terrazzi e non attici. Tra sala e cucina lavorano tre bengalesi, un albanese, un italo-marocchino più Gigi, che insieme a un’altra cameriera e al titolare Christian è l’unico italiano.
Fuori dai confini della Capitale il cameriere «Gigi», il ragazzo trentaseienne che decanta una «cacio e pepe» ma consiglia «il ragù di cinghiale», è uno sconosciuto. Non a Roma. Perché la faccia di «Gigi» la trovavi al tg regionale e sulle cronache locali. Perché Gianluigi De Palo detto «Gigi», cameriere part-time, fino all’anno scorso era assessore alla Famiglia del Comune di Roma. Uno degli uomini della giunta Alemanno.

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