Cose nuove e cose antiche


Cose nuove e cose antiche è un libro che  raccoglie alcuni testi di Giacomo Biffi risalenti agli anni del suo ministero sacerdotale milanese (1960-1975). Nelle sue pagine si ritroveranno la stessa forza, la passione e l’umorismo che costituiscono, per così dire, il marchio di fabbrica dell’intera produzione del Cardinale. Vi si troveranno parole nuove, giovani e fresche, proprio perché antica è la loro sorgente. Si potrà apprezzare la pastorale chiara e concreta del parroco Biffi, si potranno cogliere i fermenti e le speranze dei primi anni del postconcilio, respirare le incertezze e il disorientamento che la società e la Chiesa negli anni della “contestazione” andava sperimentando. Furono gli anni del “miracolo economico”, della “cultura del lavoro”, ma anche anni di crisi e di eventi funesti, di «subbuglio ideologico, morale, ecclesiastico e sociale» (Memorie e digressioni di un italiano cardinale).

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Amare la verità vuol dire odiare la menzogna

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di Giacomo Biffi

L’amore per la verità comporta una fiera e irriducibile ripugnanza per ogni presentazione sviata e deforme della realtà.
Amare la verità vuol dire odiare la menzogna. Ritenere che la verità sia per noi cibo, respiro, vita, comporta la convinzione che l’errore conduce lo spirito alla morte per denutrizione, avvelenamento e asfissia.
Mescolare verità e falsità, o trattare l’ortodossia e l’errore con la stessa distaccata cortesia, significa peccare contro la luce e in definitiva contro l’uomo.

Missione e coscienza di verità, [1986]

L’ottimismo è di rigore

E’ morto nella notte a Bologna il cardinale Giacomo Biffi, arcivescovo di Bologna dal 1984 al 2003. Ne dà notizia la diocesi bolognese.  Biffi aveva 87 anni è da tempo era ricoverato in una clinica bolognese dove, attorno alle tre, è morto

di Giacomo Biffi

“Vidi salire dal mare una bestia” (Ap 13,1)

L’ottimismo è di rigore.

Una delle mode culturali più curiose invalse nella cristianità in questi decenni interdice a chi si accinge a stilare un documento o proporre una riflessione sulla odierna condizione umana e sui tempi presenti di iniziare dai rilievi “negativi”: è d’obbligo partire da una rassegna dei dati improntata a un robusto ottimismo; bisogna sempre collocare in capo a tutto un esame della realtà che non tralasci di mettere in giusta luce i valori, la sostanziale santità, la “positività prevalente”.
Qualche volta mi sorprendo a immaginare, per mio personale divertimento, come sarebbe stata la lettera ai Romani se, invece che da quell’uomo difficile e sdegnoso che era l’apostolo Paolo, fosse stata stesa da qualche commissione ecclesiale o da qualche gruppo di lavoro dei nostri giorni. Continua a leggere “L’ottimismo è di rigore”

Cinquanta sfumature di dubbi

di Matteo Donadoni

Dice, sono dogmatico. Per carità, io adoro il grigio, anzi, i filoconfederati come me, «preoccupati solamente di morire, di sposarsi e dell’onore della Virginia», sono perfettamente consapevoli che esistono cinquanta sfumature di grigio. E le amano tutte. A patto, però, che si ammetta, che anche nell’età del relativismo, esistono pur ancora il bianco e il nero. Belli, limpidi, solidi e stabili come sempiterni dogmi cromatici. Il bianco è bianco, lo è sempre stato e sempre lo sarà; e tale deve essere assunto, senza sporcizie mentali. Idem il nero. Continua a leggere “Cinquanta sfumature di dubbi”

La fortuna dei redenti

di Giacomo Biffi 

Gesù di Nazaret, nato a Betlemme duemila anni fa, morto crocifisso e dissanguato sull’altura del Golgota, è risorto e oggi è vivo: veramente, realmente, corporalmente vivo.

Un gruppo di donne ansiose e spaventate, un gruppo di uomini increduli e senza speranza, sono progressivamente arrivati a questa certezza, incalzati da una serie di esperienze inconfutabili: prima il sepolcro aperto e vuoto, segno che alla morte la sua più ambita preda era stata ritolta; poi l’annunzio dell’angelo, messaggero splendente del cielo (“è risorto, non è qui”); infine l’incontro aperto con lo stesso Maestro amato, ritornato alla vita. Continua a leggere “La fortuna dei redenti”

L’ottimismo è di rigore

 

Un ringraziamento a Roberto che qualche giorno fa ci ha segnalato questo brano nei commenti.

di Giacomo Biffi

“Vidi salire dal mare una bestia” (Ap 13,1)

L’ottimismo è di rigore.

Una delle mode culturali più curiose invalse nella cristianità in questi decenni interdice a chi si accinge a stilare un documento o proporre una riflessione sulla odierna condizione umana e sui tempi presenti di iniziare dai rilievi “negativi”: è d’obbligo partire da una rassegna dei dati improntata a un robusto ottimismo; bisogna sempre collocare in capo a tutto un esame della realtà che non tralasci di mettere in giusta luce i valori, la sostanziale santità, la “positività prevalente”. Continua a leggere “L’ottimismo è di rigore”