#Humanae Vitae. Una storia dagli Stati Uniti – A story from the USA

At the end of the text in Italian there is the original in English

Pontifical Academy for Life

Humberto Miguel Yanez, Gregorian University

Professor Father Maurizio Chiodi, PAV

Costanza Miriano

 

Sto scrivendo questa lettera in risposta ad una richiesta dal blog di Costanza Miriano che ha chiesto a quelli di noi che abbiamo tentato di fare del nostro meglio nel seguire l’insegnamento di Humanae Vitae di raccontare la nostra storia. Eccola qua:

Mia moglie ed io crescemmo in famiglie cattoliche e siamo diventati maggiorenni nei tumultuosi anni ‘60. Ci sposammo nel 1972, nel pieno della rivoluzione sessuale, ma il nostro background cattolico non si sposava bene con la cultura nella quale eravamo immersi. I promotori della rivoluzione sessuale c’insegnarono bene a liberare i nostri desideri sessuali. Fummo inconsapevolmente convinti del nostro diritto di praticare la contraccezione artificiale e il “no” a questo non avrebbe mai potuto entrare nei nostri pensieri o nel nostro vocabolario. E così noi facemmo, per 7 anni.

Era un tempo di confusione e nulla l’illustra meglio che la reazione a Humanae Vitae (HV) nel 1968. Si era sull’orlo dell’isteria collettiva. Il Cardinal Stafford scrisse acutamente molti anni fa della sua esperienza nel 1968 da giovane prete a Baltimora, dove fu umiliato pubblicamente in una riunione di 80 preti perché non si sarebbe associato a tutti gli altri nella opposizione pubblica a HV che si sarebbe fatta in un annuncio pubblicitario sul giornale, il Baltimore Sun. Incredibilmente, tutto questo succedeva prima ancora che uno qualsiasi di quei sacerdoti avesse letto HV. Era troppo per gli anni ’60!

Nel 1979, dopo 7 anni di matrimonio ed un bambino (la contraccezione artificiale non funziona sempre), entrambi abbiamo avuto una conversione spirituale, un incontro con Gesù Cristo che fondamentalmente ha cambiato le nostre vite. Cominciammo un vero viaggio spirituale che continua anche oggi. Dio stava cambiando molte cose nelle nostre vite in quel momento, ed una delle prime cose fu la nostra relazione sessuale. Cominciai ad essere turbato dal nostro uso della contraccezione artificiale. Cercando aiuto, espressi questo mio dubbio a un amico cristiano che mi spiegò l’insegnamento della nostra Chiesa e mi incoraggiò fortemente di affrontare questo problema. (Era un Diacono luterano: che ne dite di questo esempio di amore cristiano?)

Andammo il nostro pastore per parlarne con lui e, per rendergli merito, dobbiamo dire che ci diede una copia della Humanae Vitae, e ci disse di leggerla e di ritornare. La leggemmo e fummo convinti della verità del rifiuto della Chiesa alla contraccezione artificiale. A quel punto, capimmo solamente poco del suo ragionamento, ma ci fidammo della saggezza della Chiesa. Ci lasciò con molte domande ancora, ma la verità era evidente. Quando ritornammo per la nostra visita successiva, il nostro pastore ci disse: “voglio che capiate che il Papa intende dire l’esatto contrario di quello che scrive. È OK usare la contraccezione artificiale.” Cosa posso dire? Tutto questo era indicativo della confusione nella Chiesa in quei tempi, e per dire il vero ancora fino a oggi. Fortunatamente per noi, era presente nella nostra vita la grazia necessaria ad accettare la verità e tentare di viverla. Lui non ci ha fatto nessun favore evitando la verità.

Poco dopo quell’episodio, trovammo un corso di Metodi naturali di pianificazione familiare presso un ospedale cattolico locale. Da quel giorno, imparammo molto bene i sacrifici così come la gioia di praticare i metodi naturali, ed è ciò che abbiamo fatto durante il resto dei nostri anni fertili, in cui sono nati altri tre bambini. In tutto questo periodo, praticare i metodi naturali aumentò la nostra attrazione reciproca e il rispetto l’un per l’altro. Con Cristo ora al centro delle nostre vite, fui messo davanti alla sfida di amare mia moglie come Cristo ama la Chiesa. La mia più grande preoccupazione divenne il rispetto che era dovuto a mia moglie, e il non considerarla mai (nemmeno una volta) come un oggetto, ma come una persona. Quello non era possibile con una mentalità contraccettiva. C’erano tempi di astinenze prolungate, tempi quando ci fu chiesto il sacrificio di noi stessi. Era il Cristianesimo, che prevede anche la croce.  Questa sì che è una vita che merita di essere vissuta, anche se non sono riuscito a viverla perfettamente.

Sento che siamo stati delusi alla grande dalla Chiesa. La bellezza di HV raramente è stata presentata o è stata predicata ed ora sembra che sia stata capovolta e messa a parte. Negli ultimi 50 anni, ho sentito la HV menzionata precisamente una volta sola in un’omelia. In 42 anni, nella mia parrocchia non ho mai sentito una sola omelia su HV. Mia moglie, che insegna i metodi naturali ai pochi interessati, ha avuto poco o nessun appoggio da parte della Chiesa. I nostri Vescovi e pastori hanno messo le loro teste collettive nella sabbia. Abbiamo guardato con tristezza come i passaggi profetici in HV vengano a passare. Sono sicuro che li conoscete bene. Eccone solo due:

Si può anche temere che l’uomo, abituandosi all’uso delle pratiche anticoncezionali, finisca per perdere il rispetto della donna e, senza più curarsi del suo equilibrio fisico e psicologico, arrivi a considerarla come semplice strumento di godimento egoistico e non più come la sua compagna, rispettata e amata

Si rifletta anche all’arma pericolosa che si verrebbe a mettere così tra le mani di autorità pubbliche, incuranti delle esigenze morali. Chi potrà rimproverare a un governo di applicare alla soluzione dei problemi della collettività ciò che fosse riconosciuto lecito ai coniugi per la soluzione di un problema familiare? (HV 17)

Nel 2007 scoprimmo e studiammo in profondità la Teologia del corpo di San Giovanni Paolo II. Era lì che le nostre domande più profonde su Humanae Vitae trovarono risposte. Se ho imparato una cosa da San Giovanni Paolo II è questa:

Alla luce della stessa esperienza di tante coppie di sposi e dei dati delle diverse scienze umane, la riflessione teologica può cogliere ed è chiamata ad approfondire la differenza antropologica e al tempo stesso morale, che esiste tra la contraccezione e il ricorso ai ritmi temporali: si tratta di una differenza assai più vasta e profonda di quanto abitualmente non si pensi e che coinvolge in ultima analisi due concezioni della persona e della sessualità umana tra loro irriducibili. (Familiaris Consortio, n.32)

Papa Giovanni Paolo II passò la sua intera vita studiando e scrivendo sulla persona umana. Guardare il lavoro della sua vita così trascurato dai poteri attuali nel Vaticano è per me una tristezza indescrivibile. Ma non ho paura, la verità vincerà alla fine. Siamo così imbevuti della concezione secolare della persona umana che nemmeno lo sappiamo. Non c’è nessuna speranza di ritrovare una cultura della vita senza combattere la mentalità contraccettiva.

Non facciamo nessun favore a nessuno ignorando il problema della contraccezione nel matrimonio e la mentalità contraccettiva della cultura che conduce all’aborto, l’abuso delle cellule staminali, i matrimoni dello stesso sesso, ecc. Come è possibile che qualsiasi idea proveniente dalla cultura di morte sia un aiuto a chiunque? Mi rifiuto di trasmettere ai miei bambini (e nipoti) una cultura di morte senza combatterla lottando. Rimanere zitto non è più una opzione per me e non lo dovrebbe essere o per alcun vescovo, prete, o diacono. Abbiamo ricevuto questo incarico e non possiamo abdicare. Capovolgere la HV è una grave ingiustizia a quelli di noi che abbiamo tentato di vivere dalla sua verità ed a quelli che non hanno scoperto mai la sua bellezza. Cristo non soffrì e morì sulla croce per lasciarci in una cultura di morte

Prego che riceverete questa lettera nell’amore e nella preoccupazione profonda con cui la spedisco.

Molto rispettosamente,

Richard Camden

Forest Hill, Maryland, USA

 

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Pontifical Academy for Life

Humberto Miguel Yanez, Gregorian University

Professor Father Maurizio Chiodi, PAV

Costanza Miriano

I am writing this letter in response to a request from the blog of Costanza Miriano who asked those of us who have tried our best to follow the teaching of Humanae Vitae to tell our story.  Here it is:

My wife and I grew up in Catholic families and came of age in the tumultuous 60s.  We married in 1972, in the middle of the sexual revolution but our Catholic background was no match for the message of the culture.  The proponents of the sexual revolution taught us well and unleashed our sexual desires.  We were unthinkingly convinced of our right to practice artificial contraception and “no” would never be in our thoughts or our vocabulary.  And so we did, for 7 years.

It was a confusing time and nothing better illustrates that than the reaction to Humanae Vitae (HV) in 1968.  It bordered on hysteria.  Cardinal Stafford wrote poignantly several years ago of his experience in 1968 as a young priest in Baltimore where he was publicly humiliated in an assembly of 80 priests because he would not join all of them in public opposition to HV in a Baltimore Sun advertisement.  Unbelievably, this occurred before any of the priests had even read HV.  So much for the 60s!

In 1979 after 7 years of marriage and one child (artificial contraception doesn’t always work), we both had a spiritual conversion, an encounter with Jesus Christ that fundamentally changed our lives.  We began a real spiritual journey that continues today.  God was changing a lot of things in our lives then and one of the first was our sexual relationship.  I began to be troubled with our use of artificial contraception.  Looking for help, I expressed this questioning to a fellow Christian, who explained our Church’s teaching and strongly encouraged me to address this issue.  (He was a Lutheran Deacon, how is that for Christian love?).  We visited our pastor to discuss it with him and to his credit, he gave us a copy of Humanae Vitae, told us to read it and come back.  We read it and were convinced of the truth of the church’s opposition to artificial contraception.  At that point we understood only a little of the reasoning but trusted in the Church’s wisdom.  It left a lot of questions, but the truth was evident.  When we returned for our follow-up visit, our pastor told us “I want you to understand that the Pope means the exact opposite of what he writes.  It is OK to use artificial contraception.”        What can I say?  This was indicative of the confusion in the church at that time and still to this day.  Fortunately for us, grace was present to accept the truth and try to live it out.  He did us no favor by avoiding the truth.

Shortly after that, we found a Natural Family Planning course at the local Catholic Hospital.  From that day on, we learned very well the sacrifices as well as the joy of practicing natural family planning, which we did through the remainder of our child-bearing years and the birth of three more children.  Throughout it all, practicing NFP increased our appreciation and respect for each other.  With Christ now at the center of our lives, I was personally challenged to love my wife as Christ loves the Church.  My biggest concern became the respect that was due my wife, that I would never (not once) see her as an object but as a person.  That was not possible with a contraceptive mentality.  There were times of prolonged abstinences, times when self-denial was required.  It was Christianity with the cross.  Now that is a life worth living, even if I failed to live it perfectly.

I feel like we have been let down in a big way by the Church.  The beauty of HV has rarely been presented or preached and now it seems that it is being turned upside down and cast aside.  In the past 50 years I have heard HV mentioned exactly one time in a homily.  In 42 years in my parish I have never heard a single homily about HV.  My wife, who teaches NFP to the few who are interested, has had little or no support from the church.  Our Bishops and pastors have put their collective heads in the sand.  We have watched in sadness as the prophetic passages in HV come to pass.  I am sure you know them well.  Here are just two:

a man who grows accustomed to the use of contraceptive methods may forget the reverence due to a woman, and, disregarding her physical and emotional equilibrium, reduce her to being a mere instrument for the satisfaction of his own desires, no longer considering her as his partner whom he should surround with care and affection.

Careful consideration should be given to the danger of this power passing into the hands of those public authorities who care little for the precepts of the moral law. Who will blame a government which in its attempt to resolve the problems affecting an entire country resorts to the same measures as are regarded as lawful by married people in the solution of a particular family difficulty

In 2007 we both discovered and studied in depth St. John Paul II’s Theology of the Body.  It was there our deeper questions about Humanae Vitae were answered.  If I learned one thing from St. John Paul it was this:

 In the light of the experience of many couples and of the data provided by the different human sciences, theological reflection is able to perceive and is called to study further the difference, both anthropological and moral, between contraception and recourse to the rhythm of the cycle: it is a difference which is much wider and deeper than is usually thought, one which involves in the final analysis two irreconcilable concepts of the human person and of human sexuality. (Familiaris Consortio, Para 32)

 Pope John Paul II spent his entire life studying and writing on the human person.  To watch his life’s work be so disregarded by the current powers in the Vatican is a sadness to me beyond description.  But I am not afraid, the truth will win in the end.  The secular understanding of the human person is so deeply entrenched in us that we don’t even know it.  There is no hope of re-capturing a culture of life without confronting the contraceptive mentality.

 We do no person a favor by ignoring contraception in marriage and the culture’s contraceptive mentality the leads to abortion, stem cell abuse, same sex marriage and on and on it goes.  How can any idea from the culture of death possibly be a help to anyone?  I refuse to pass on to my children (and grandchildren) a culture of death without a fight.  Remaining silent is no longer an option for me and it shouldn’t be for any bishop, priest, or deacon either.  We have been given this task and cannot run away from it.  Turning HV on its head is a grave injustice to those of us who have tried to live by its truth and to those who have never discovered its beauty.  Christ did not suffer and die on the cross to leave us in a culture of death.

I pray that you will receive this letter in the love and deep concern with which I send it.

 Very respectfully,

Richard Camden

 

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