La festa dell’Assunzione la promessa di un compimento

di Costanza Miriano

di Costanza Miriano

Chissà come è andata quando Maria, come addormentata, è stata presa da Dio e portata in cielo. Caravaggio decide di raffigurare, accanto al corpo di Maria (e lasciamo stare che come modella prese una prostituta annegata nel Tevere, e per questa scelta scandalosa l’opera fu rifiutata dai committenti), questa Maria Maddalena ripiegata su se stessa in un pianto inconsolabile. Non perché Maria sia morta, ma perché la sua solitudine senza la Madonna, dopo che Gesù è risorto, è totale.

La Maddalena è la donna più fortunata del mondo, perché a lei per prima Gesù ha scelto di mostrarsi. A lei che l’ha amato perdutamente, di un amore castissimo che il mondo non può capire. Maddalena è casta perché lei non vuole possedere Gesù, ma vuole essere unita a lui: “l’ho cercato ma non l’ho trovato, l’ho chiamato ma non m’ha risposto” è la trama della sua vita da quando lo ha incontrato e lui ha cambiato la sua vita.

La festa dell’Assunzione è come il promemoria di questa promessa. Anche per noi un giorno. Se avremo tenuto accesa la tensione e il desiderio fino alla fine, anche per noi con tutto il corpo si compirà l’unione totale. E anche noi potremo dire “il mio diletto è per me, e io per lui”. Ecco, l’Assunzione di Maria è la festa del desiderio e la promessa di un compimento.

Nota a margine: la celebrazione dell’amore è l’oggetto della mostra di Illegio (dove è esposta questa tela di Caravaggio insieme ad altre incredibili opere, che saranno lì fino a ottobre, vale molte ore di macchina). Si chiama Amanti, Passioni umane e divine, ed è un viaggio in questa cosa misteriosa che sempre ci apre alla ricerca di Dio, anche quando parla di miti e di storie precristiane, perché il cuore, quello di tutti, è fatto per Dio.

“In quell’intreccio benedetto e accidentato, pieno di sospiri incantati e di malinconie struggenti che è la nostra vita, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore, e se ne saremo raggiunti, e se ne saremo degni… Mentre accumuliamo lungo la via abbracci e preghiere ed errori sperimentiamo che saper amare e saper vivere sono la stessa cosa” (dal catalogo, a cura di don Alessio Geretti).

11 commenti to “La festa dell’Assunzione la promessa di un compimento”

  1. …chiacchiere, chiacchiere, sempre e ancora chiacchiere (come lo sono tutte le chiacchiere, di per sè)

  2. …ivi incluse anche le mie, ovviamente!!!

    • Forse Alvise, forse…

      Ma visto che se qui a scambiar due chiacchiere, buona Festa anche a te.
      E se festa non è, sia almeno una buona giornata (al netto della chiacchiere ovviamente) 😉

  3. E sia.

    Per assurdo, ipotizziamo siano chiacchere; e solo chiacchere.
    Sono le chiacchere più belle che il mondo abbia mai conosciuto e mai conoscerà.
    Se una chiacchera fu la scintilla che spinse Caravaggio a dipingere il quadro citato, che io non conoscevo, allora poniamola a confronto con le ponderatissime verità che oggi fanno muovono l’arte contemporanea.
    Non c’è confronto, le chiacchere vincono facile.

    Due noterelle, a margine.
    L’aneddoto della prostituta annegata ricorda uno dei più bei racconti del “Mondo piccolo” guareschiano, dal titolo “La Madonna brutta”.
    L’amore della Maddalena redenta per Cristo fu raffigurato in maniera straordinaria da Jean d’Ormesson nel suo “Il romanzo dell’Ebreo errante”; e la caratteristica saliente di esso è proprio l’incomprensione che suscita nella gente, incapace di comprenderlo.

    • Dimenticavo.
      Tolmezzo e la Carnia fidelis valgono la pena di molte ore di macchina, a prescindere.
      Quando sarò famoso metteranno una lapide in qualche angolo, a ricordare il mio soggiorno 😛

      Buona festa dell’Assunta a tutti!

    • Auguri a te Luigi e a tutti quelli per cui non sono “chiacchiere” 😉

      • Trovo che questo quadro di Piero della Francesca e in generale il soggetto della Madonna della Misericordia, che protegge tutti sotto il suo manto, soggetto è ripreso da vari autori, sia uno dei più commoventi dell’iconografia mariana.

        Tornando al quadro di Caravaggio, però, ci sono un paio di cose da dire. Non è tanto l’aver usato una prostituta ad aver provocato il rifiuto del quadro da parte dei committenti; infatti Caravaggio aveva già usato cortigiane. Scelta non criticabile quando si rappresentano altre sante, dopotutto tutti i santi sono anche peccatori, ma la trovo inopportuna per Maria Immacolata; quanto aver rappresentato il corpo gonfio come quello di chi è morto da parecchie ore. Questo dettaglio è incompatibile con l’Assunzione in cielo di Maria in corpo ed anima; all’epoca non era ancora dogma, ma era già creduto da molti.

  4. Per me non sono chiacchiere ma la Vita…..

  5. salve
    le chiacchere lasciamole a chi ci “campa” tentando, con la falsa favella, di avvelenarci la vita ( esempi molteplici e lista lunghissima)
    buona Festa dell’Assunta a tutti
    saluti
    Piero e famiglia

  6. Però Caravaggio era be/n strano, perché c’è un altro quadro, pure dipinto da lui_ che s’intitola (e raffigura) “la morte della Madonna”….
    Forse tale incertezza deriva dal fatto che all’epoca del Merisi, i dogmi dell’Assunta e dell’Immacolata non erano ancora stati definiti ed erani, anzi, oggetto di dibattito teologico.

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