Stanotte, amici cari, insieme a noi, sparsi tra tante case, si sono riuniti, in questa Chiesa che compie segni arcani, la luna nuova di Pasqua, e il fuoco, l’acqua, la terra, il soffio della brezza di primavera, gli elementi del mondo, e le stelle che trapuntano come brillanti l’abito nero indossato dopo ogni crepuscolo dalla creazione, mentre attende l’aurora con il subbuglio della paura e della speranza che le squassano il cuore.
Siamo giunti ancora una volta al momento che segna il passaggio da un vecchio anno che s’è consumato ad un nuovo anno che s’apre davanti a noi.
A differenza della parte di umanità che vive questo passaggio, e più in generale il procedere del tempo, nel frastuono, o nella malinconia, o nella distrazione, un po’ consumando un po’ facendosi consumare, noi che apparteniamo a Cristo
con Lui andiamo sul sentiero del nuovo anno, avvertendo tre necessità:
quella della GRATITUDINE,
quella di una seria REVISIONE della vita e del mondo
e quella di una coraggiosa e fondata SPERANZA.
Ecco i tre temi decisivi sui quali ora soffermiamo l’attenzione.
Sono certa di non essere abbastanza grata ai sacerdoti per tutto quello che ricevo da loro da quando sono nata (o meglio, da nove giorni dopo la nascita, quando sono stata battezzata). Ogni tanto mi capita di pensare a quanto la mia vita sarebbe diversa se non ci fossero loro. Completamente un’altra cosa. Non avrei i sacramenti, unica via di accesso a Dio, attraverso Gesù Cristo. Non avrei le coordinate per dirigere il timone della mia vita (che poi trova il modo di sbagliare strada comunque, ovvio, però almeno lo so).
Non avrei la garanzia che quello in cui credo NON è un parto della mia fantasia, ma qualcosa che si fonda su duemila anni di tradizione, cioè, letteralmente, un patrimonio tramandato di cuore in cuore, di intelligenza in intelligenza, di vita in vita spesa, attraverso generazioni di fratelli, grazie al sì che generazioni di sacerdoti hanno detto alla chiamata di Dio.
Uomini, ovviamente, e quindi per forza peccatori. Limitati, pieni di stranezze, difetti, debolezze, fragilità, però chiamati e dunque scelti e prediletti da Dio. Il quale peraltro ai suoi prediletti non dà privilegi, ma chiede di dare la vita, come ha fatto con suo Figlio.
So che la mia gratitudine verso i sacerdoti dovrebbe essere molto maggiore; spesso mi trovo a pensare ai pesi che portano i sacerdoti che provano a fare seriamente quello che è chiesto loro. A quanto debbano lasciarsi mangiare dalla loro missione, ogni momento della loro giornata. Perciò quando uno di loro mi ha chiesto di organizzare qualcosa – oltre al Monastero wifi – che fosse solo per i sacerdoti, ho chiesto alle amiche e, incassato il loro sì, ci siamo dette di provarci.
Anche quest’anno, dal 13 al 17 gennaio, dunque, ci saranno esercizi spirituali per sacerdoti alla casa dei Passionisti al Celio (tra il Colosseo, colle Oppio, villa Celimontana, il Palatino, uno dei posti più belli di Roma secondo me). Il tema sarà “Come Gesù: la solitudine per essere in relazione”. Penso che sull’argomento ci sia parecchio da dire… la solitudine come un peso, una croce forse, ma anche la solitudine da custodire o a volte da difendere dalle troppe cose da fare, o da ciò che non è essenziale. La solitudine che va consegnata perché non diventi egoismo, nella – credo – difficile ricerca di un equilibrio tra dare tutto e non esaurirsi.
Noi non desideriamo sacerdoti originali, non c’è niente da cambiare in quello che ci è stato rivelato. Casomai vorremmo sacerdoti traduttori, cioè capaci di tradurre ciò che la Chiesa annuncia agli uomini e alle donne di oggi – la Verità – in un linguaggio che cambi insieme con le persone a cui si rivolge, rimanendo sempre uguale, e penso che chi ci prova abbia bisogno davvero di tutto il nostro aiuto e sostegno, e preghiera.
Lo scrivo qui perché ci sono ancora dei posti, e se conoscete un sacerdote che pensate possa avere piacere, bisogno, o desiderio, invitatelo, proponeteglielo! Grazie alle offerte di chi ha partecipato al pellegrinaggio giubilare da San Paolo a San Pietro – GRAZIE! – siamo in grado di non obbligare nessuno a pagare il vitto e l’alloggio. Ognuno metterà quello che può, e le offerte saranno anonime.
Uno dei frutti che abbiamo visto in questi anni sono anche le relazioni di amicizia che sono nate tra sacerdoti che hanno partecipato e che sicuramente hanno dei tratti in comune, oltre a tante differenze, ma che hanno saputo fare comunione fra loro. E come diceva padre Emidio, la comunione è segno della presenza di Dio.
Di sicuro, i sacerdoti che partecipano al ritiro e quelli a cui abbiamo chiesto di contribuire con le loro relazioni, sono accomunati dal desiderio di aderire e predicare e diffondere la retta dottrina, di guidarci alla conoscenza di Dio come ci è stato rivelato, e temo che lo stesso non si possa dire di tutti, almeno stando a quello che mi capita di ascoltare in giro, per non parlare dei social.
Ecco il programma di massima, e la locandina. Ricordate, tutti i sacerdoti sono i benvenuti, e cercheremo di venire incontro a tutte e loro esigenze (economiche, logistiche, persino alimentari!).
MONASTERO WI-FI – PROGRAMMA RITIRO SACERDOTI ROMA CELIO 7-11 GENNAIO 2025
Sarà sempre presente per coordinare e per qualsiasi necessità Padre Luis Ramirez (cel. 3318083724 )
COME GESU’: LA SOLITUDINE PER ESSERE IN RELAZIONE
MARTEDI’ 13 GENNAIO
ORE 15 ARRIVO DEI PARTECIPANTI
ORE 15/19 APERTURA RECEPTION CHECK IN – SISTEMAZIONE NELLE CAMERE
ORE 16,00 SALUTO DI BENVENUTO
ORE 16,15 INTRODUZIONE DI MONS. ANTONIO GRAPPONE
COME GESU’: LA SOLITUDINE PER ESSERE IN RELAZIONE
ORE 17,45 S. MESSA
ORE 19,15 CENA
ORE 20,15 (2025 PARTENZA A PIEDI PER LA BASILICA DEI SANTI QUATTRO CORONATI
ORE 20,30 INTERVENTO SUOR FULVIA SIENI
ORE 21,30 COMPIETA E RIENTRO (GIRO AI FORI IMPERIALI FACOLTATIVO )
MERCOLEDI’ 14 GENNAIO
ORE 6,3 0 – 7,00 COLAZIONE
ORE 7,15 IN CAMMINO PER SAN GIOVANNI IN LATERANO
ORE 8,00 MESSA IN SAN GIOVANNI IN LATERANO
ORE 8,45 LODI MATTUTINE
ORE 10,00 RIENTRO AL CELIO
0RE 10.30 MEDITAZIONE DI DON ALESSIO GERETTI
ORE 11,30 MOMENTO PERSONALE
ORE 13 PRANZO
ORE 14 – 15,15 PAUSA
ORE 15,30 MEDITAZIONE DI DON GIUSEPPE FORLAI
CONDIVISIONE
ORE 17,15 ADORAZIONE SILENZIOSA
ORE 18,00 VESPRI E BENEDIZIONE EUCARISTICA
ORE 18,30 SANTA MESSA
ORE 20 CENA
ORE 21,15 SERATA LIBERA
GIOVEDI’ 15 GENNAIO
ORE 8,00 – 9,00 COLAZIONE
ORE 9,15 LODI MATTUTINE
ORE 9,45 MEDITAZIONE DI DON FABIO ROSINI
CONDIVISIONE
ORE 12 ROSARIO COMUNITARIO
ORE 13 PRANZO
ORE 14 – 15,15 PAUSA
ORE 15,30 MEDITAZIONE DI PADRE MAURIZIO BOTTACONDIVISIONE
ORE 18 SANTA MESSA
ORE 20.00 CENA
ORE 21,15 BREVE TESTIMONIANZA DI SUA ECCELLENZA MONS. GIOVANNI D’ERCOLE
VENERDI’ 16 GENNAIO
ORE 8,00 – 9,00 COLAZIONE
ORE 9.15 LODI MATTUTINE
ORE 9,45 MEDITAZIONE DI DON LUCA CIVARDI
ORE 10,45 MOMENTO PERSONALE
ORE 13 PRANZO
ORE 14 – 15,15 PAUSA
ORE 15,30 MEDITAZIONE DI DON GABRIELE VECCHIONE CONDIVISIONE
ORE 17,00 ADORAZIONE CON DISPONIBILITA’ DI ALCUNI SACERDOTI PER LA CONFESSIONE
ORE 18,00 VESPRI E BENEDIZIONE EUCARISTICA
ORE 18,30 SANTA MESSA
ORE 20,00 CENA CON ORGANIZZATORI MONASTERO WI-FI
ORE 21,15 RIFLESSIONE E CONDIVISIONE CON I FEDELI LAICI
SABATO 17 GENNAIO
ORE 8,00 – 9,00 COLAZIONE E CHECK OUT
ORE 8,45 LODI MATTUTINE
ORE 9,15 CONCLUSIONIE SUGGERIMENTI PER PROSEGUIRE CAMMINO DI DON MASSIMO VACCHETTI CONDIVISIONE
Il mio, il nostro caro padre Emidio, diceva spesso che, sebbene la passione di Cristo sia il centro della nostra fede, sia strano che la Chiesa ce la proponga solamente la domenica delle Palme, e il venerdì santo. Mano a mano che mi affeziono alla Via Crucis, capisco cosa intendesse. Ovviamente il problema non è della Chiesa, che ogni giorno nel sacrificio eucaristico ci ricorda la morte e la risurrezione di Gesù. Il problema è della nostra fede.
Ancora una volta, fratelli e sorelle amatissimi, volgiamo gli occhi ad un nuovo anno.
Noi giustamente lo iniziamo cantando al Dio Altissimo, invocando la sua luce e la sua forza con il Veni Creator Spiritus. E con quell’inno antico, che intreccia a una melodia elegante parole di raffinata sapienza, noi cristiani educhiamo il nostro sguardo a vedere anzitutto il lato spirituale della realtà.
Stanotte, amici cari, insieme a noi, sparsi tra tante case, si sono riuniti, in questa Chiesa che compie segni arcani, la luna nuova di Pasqua, e il fuoco, l’acqua, la terra, il soffio della brezza di primavera, gli elementi del mondo, e le stelle che trapuntano come brillanti l’abito nero indossato dopo ogni crepuscolo dalla creazione, mentre attende l’aurora con il subbuglio della paura e della speranza che le squassano il cuore.
Chi l’avrebbe mai detto che il wi-fi sarebbe diventato il mezzo per vivere la comunione di fede in questo strano tempo!
Adesso tutta la Chiesa sta vivendo in questo modo, un collegamento di cuori e anime via Spirito Santo, come sempre – la più forte copertura wireless – ma anche via telefono, social, mail whatsapp, video di ogni genere, perfino le messe in streaming e tutto quello che sapete. Sono ammirata dalla creatività con cui tanti generosi sacerdoti (non tutti, forse neppure la maggioranza, ma tantissimi!), stanno cercando di starci vicini.
Cari amici del monastero dei Santi Quattro, vi ricordo che lunedì prossimo, 4 febbraio, avremo l’incontro del primo lunedì del mese ai Santi Quattro Coronati. Ci vediamo alle 20, con qualcosa da mangiare – chi può prepara, chi non può compra, va bene anche una bottiglia d’acqua, chi non ha tempo viene e basta! – per poi cominciare alle 20.30. A tenere la lectio sarà don Alessio Geretti, un bravissimo sacerdote di Udine che è qui a Roma per il quarantacinquesimo dottorato (no, scherzo, non so che numero comunque è un super intellettuale, capace come tutti i veri intelligenti di essere anche semplice e divertente).
Fermare il frullatore in cui vivo e mettere ogni giorno in fila le cose, dare lo spazio e il tempo a Dio, a mio marito, ai nostri figli, smettere di rincorrere le urgenze e prendermi la parte migliore, dare le energie e le risorse – affettive, economiche e via dicendo – a ciò che conta davvero. Credo che la mia emergenza spirituale sia il discernimento: giudicare le cose che mi succedono, le mie emozioni e i sentimenti, giudicare a cosa accordare il mio tempo e le forze, a cosa togliere risorse. Ognuno ha la sua fatica ed emergenza spirituale se vive seriamente, cioè facendo un lavoro su di sé, stando presente a quello che vive, con gli occhi interiori bene aperti, senza cedere troppo spesso all’addormentamento (tanto lavoro per l’industria dell’intrattenimento). Però è un combattimento spirituale, e servono le armi (cioè, voglio dire, anche con le armi non è affatto detta che si vinca, ma disarmati si perde proprio facile facile).
Grazie a Leila Caccia che ha pazientemente sbobinato il testo (grazie, grazie, grazie!) possiamo offrirvi la trascrizione della catechesi che don Alessio Geretti ha fatto lunedì scorso all’incontro del santi Quattro a Roma sul Vangelo della domenica successiva, di cui per comodità vi riportiamo il testo (QUIè scaricabile il file audio con anche l’introduzione di suor Fulvia Sieni)
Non siamo noi che abbiamo sistemato la catechesi, è proprio don Alessio che parla come se scrivesse, ma lo fa sempre, anche quando prende un caffè, e questa è una delle cose per cui lo ammiro (non la più importante, ma la prima che ho notato!). Ho trovato questa catechesi bellissima, nonostante fossi morta di sonno, reduce da una settimana di fuoco, e dalla registrazione in studio a Rai2 con duello all’ultimo sangue. Rileggendola però l’ho trovata ancora meglio di come mi era sembrata in diretta, quando ero impegnata soprattutto a non dormire. Vi prego, prendete qualche minuto per leggerla. A me si è aperto un mondo.
Scusate il ritardo, ma sono stati giorni intensi, di lavoro e di viaggi e di vita.
Giusto qualche riga per ricordare che oggi ai santi Quattro Coronati alle 20 ci sarà l’incontro mensile di lectio e di adorazione, con compieta finale. Questa volta la predicazione sarà affidata a don Alessio Geretti, proprio su proposta di don Pierangelo Pedretti (che sarà comunque con noi), e che ha voluto così sottolineare come questa avventura del monastero wi-fi non ama i personalismi e non è proprietà di nessuno, ma un soffio dello Spirito per aiutarci a pregare di più.
In quell’intreccio benedetto e accidentato, pieno di avventure e disavventure, di sospiri incantati e di malinconie struggenti, che è la vita umana, ci domandiamo da sempre cosa sia davvero l’amore. È la domanda che infiamma i poeti, intriga i filosofi, ispira gli artisti. Sta perfino nel cuore della divina Rivelazione. I bambini l’hanno conficcata nell’anima prima ancora di saperle dare parole e forma. I vecchi la stringono segretamente in pugno, sperando che il nome che gli rimane in gola nel pianto quando accarezzano per l’ultima volta chi è stato al loro fianco una vita intera possano di nuovo un giorno sussurrarglielo all’orecchio con un bacio ed un sorriso ritrovandosi per sempre. Accumuliamo lungo la via abbracci ed errori, conoscenze e misteri, imprese e vanità, fino a chiarire, se non abbiamo sciupato il tempo a noi concesso, che saper vivere in sostanza vuol dire saper amare e saper accogliere amore.
Chissà come è andata quando Maria, come addormentata, è stata presa da Dio e portata in cielo. Caravaggio decide di raffigurare, accanto al corpo di Maria (e lasciamo stare che come modella prese una prostituta annegata nel Tevere, e per questa scelta scandalosa l’opera fu rifiutata dai committenti), questa Maria Maddalena ripiegata su se stessa in un pianto inconsolabile. Non perché Maria sia morta, ma perché la sua solitudine senza la Madonna, dopo che Gesù è risorto, è totale.
La Maddalena è la donna più fortunata del mondo, perché a lei per prima Gesù ha scelto di mostrarsi. A lei che l’ha amato perdutamente, di un amore castissimo che il mondo non può capire. Maddalena è casta perché lei non vuole possedere Gesù, ma vuole essere unita a lui: “l’ho cercato ma non l’ho trovato, l’ho chiamato ma non m’ha risposto” è la trama della sua vita da quando lo ha incontrato e lui ha cambiato la sua vita. Continua a leggere “La festa dell’Assunzione la promessa di un compimento”→
vengo dal Friuli Venezia Giulia, dove opero nel ministero sacerdotale e dove, per volontà del nostro Arcivescovo, sto lavorando a un coordinamento dei soggetti che a vario titolo hanno a cuore un obiettivo comune: agire e reagire insieme di fronte al tentativo organizzato, in atto a livello nazionale e su più larga scala, di manomettere la concezione della persona umana e di alterare le sue relazioni fondamentali, attraverso la comunicazione di massa, il sistema scolastico e la forzatura dell’ordinamento.
Posso condividere in sintesi con voi, per sostenerci reciprocamente, quanto è accaduto in Friuli negli scorsi mesi, dopo la manifestazione del 20 giugno scorso in Piazza San Giovanni in Laterano: specialmente nel territorio del pordenonese (per iniziativa di genitori e di associazioni intervenute in ambito scolastico) e a Udine (dove diverse realtà organizzate stanno agendo fino a congiungersi in un vero e proprio coordinamento ecclesiale), diverse iniziative hanno ottenuto risultati che danno speranza e incoraggiano a proseguire, a non rimanere inerti o ingenui di fronte a quel che sta accadendo a livello legislativo, formativo e culturale.
Devo però soprattutto condividere con voi la ragione per cui sentiamo il dovere di agire e reagire, di agire e reagire ancora, di agire e reagire insieme. La ragione di fondo è che appunto sono in atto tre gravi forzature, tre inaccettabili tentativi di forzare la realtà per adeguarla ad una visione della persona e della vita umana che è falsa e nociva. Continua a leggere “Agire e reagire alle bugie organizzate”→
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