Alcuni segni di sanità teologica e pastorale

di autori vari

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di Giacomo Biffi

La rassegna delle più diffuse “idolatrie” non deve indurci a credere che tutto sia traviato nella cristianità e non ci siano più veri adoratori del Dio vivo. Bisogna anzi riconoscere che lo Spirito Santo è all’opera oggi più che mai e riesce coi suoi inattesi prodigi ad alleviare gli effetti nefasti di una insipienza ecclesiale che ha raggiunto ai nostri giorni vertici di eccezione.

E così le comunità cristiane, svigorite e disanimate da un’acutissima mondanizzazione, ricevono vitalità e conforto dall’incontro con persone, gruppi, movimenti che, con varie forme e colorazioni spirituali diverse, sinceramente si determinano a una generosa adesione all’Evangelo e a una totale partecipazione all’evento salvifico.

Il fenomeno, che complessivamente è stato una felice sorpresa dopo lo squallore di un secolarismo arido, chiassoso, senza futuro, è composito, agitato, confuso e solleva il problema di una giusta analisi e di una pacata valutazione.

Da quali segni possiamo riconoscere, nella concretezza di questo momento storico, la sanità teologica e pastorale delle forze che vanno via via affiorando nel mondo cristiano?

Dopo l’esperienza di questi decenni e dopo una lunga riflessione, ci parrebbe di poter suggerire, come contributo a un discernimento che non sia astratto e puramente nominale, l’attenzione a tre note caratteristiche. Non sono certo le sole che si richiedono né forse le più importanti in assoluto, ma sono quelle che più possono aiutare nell’ora presente.

La prima è il sentimento acuto della distinzione tra il bene e il male, la consapevolezza che tra il bene e il male è in atto una lotta irriducibile e la persuasione che in questo scontro – che è ancora in atto e lo sarà fino alla venuta del Signore – ciascuno di noi è chiamato a combattere nelle forme e secondo le possibilità che di fatto gli sono date

La seconda è la convinzione che Gesù di Nazaret, il Figlio di Dio crocifisso e risorto, è il Salvatore del mondo e non colui che deve essere salvato dal mondo. Egli è il vincitore, e noi dobbiamo essere la sua vittoria. Perciò a lui – e quindi al cristianesimo – è necessario ricorrere perché l’uomo viva, cresca, emerga dalle sue contraddizioni e dalle sue schiavitù. Inversamente, non si arrivi mai a pensare che solo l’apporto di estranee culture possa consentire a Cristo di essere ancora vitale e al cristianesimo di essere ancora accettabile ai nostri tempi.

La terza è la percezione della bellezza della Chiesa e l’ammirato stupore per questo capolavoro dell’amore del Padre; o almeno la certezza di fede che la Chiesa è la realtà più bella, più santa, più nobile che l’infinita potenza di Dio di fatto ha ricavato dalla nostra terra polverosa e dalla nostra umanità disastrata.

da paginecattoliche

24 commenti to “Alcuni segni di sanità teologica e pastorale”

  1. sulla terza (chiese incluse):

    http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=4508

    “Si ordina che tutti gli altari siano rimossi e demoliti, che le nuove mense eucaristiche, abbandonata la parete orientale, siano poste in qualche altro luogo adatto e conveniente; che tutte le balaustre rimosse e che il pavimento di qualsiasi presbiterio venga livellato alla pari con il resto dell’aula; che i candelabri siano tolti dalla tavola eucaristica e non vengano più usati; che tutti i crocifissi, le croci e tutte le immagini e i dipinti di una o più persone della Trinità o della Vergine Maria, e tutte le altre immagini di santi o iscrizioni superstiziose siano eliminate e cancellate e che non ne vengano introdotte di nuove… Che tutti gli organi, con le loro casse e cornici, siano rimossi e non più reintrodotti e che le cappe, i piviali, i paramenti, le croci processionali e i fonti battesimali, siano ugualmente eliminati”

    il documento sopra citato è l’estratto di un’ordinanza del Parlamento d’Inghilterra volta a rafforzare l’avanzamento della Riforma Protestante nel regno britannico, ed emanata il 9 maggio del 1644…..

    Il tabernacolo doveva scomparire poiché non si doveva più credere alla permanenza sacramentale; l’altare spogliarsi del ricordo del Calvario e alludere alla sola tavola del cenacolo per rimarcare l’irripetibilità del sacrificio della Croce; le balaustre distrutte come riflesso della cessazione dell’ordine sacro, il sacramento che distingue i religiosi dai laici fu eliminato dalla teologia protestante; l’ambone doveva acquisire centralità per la centralità attribuita alla Scrittura. C’è da chiedersi quanto questo effetto sia consapevolmente servito da esempio ai riformatori ecclesiastici nostrani. Mutate le nostre chiese, quanto sono riusciti a mutare la nostra fede?

    qualcuno nota qualche somiglianza con le ristrutturazioni di vecchie chiese e con la costruzione di nuove?

    Buon Natale a tutti i frequentatori del sito e,ovviamente alla sciùra Miriano e marito.

  2. Buon Natale di Cristo Gesù a tutti

  3. Grandissimo il Cardinale Biffi!
    Grazie a Costanza per la citazione!

  4. E sì, si ballerà eccome! Quattro Cavalieri dall’Apocalisse hanno detto che dopo l’Epifania se ne riparlerà…
    Anche da parte mia auguri a voi tutti, che conosco solo per nome o nickname (si dice così?) e per il modo di pensare, ma basta per sentirvi amici.

  5. Buon Natale a tutti voi.in Gesù e Maria….

  6. Grazie di cuore a chi, a suo tempo (ottobre/novembre), ha pregato per la mia figlia più piccola, colpita da un terribile incidente. Oggi, grazie a Dio, mia figlia è a casa e sta bene sul piano fisico. Purtroppo non tutti i problemi sono risolti. Ma confido nel Signore. Offro a Dio ogni ulteriore sofferenza, per il bene della chiesa. Grazie a chi ancora volesse aggiungere una piccola preghiera per Gioele (quindici anni).

    Un buon Natele a tutti.

    • @fra’ Centanni: tanti auguri a te, alla piccola e a tutta la tua famiglia. Vi ricorderemo nella preghiera

    • fra’ Centanni

      Preghiere assicurate, un grande e forte augurio di buon Natale a te e tutta la tua famiglia.

  7. “Quando nella messa proclamiamo gioiosamente “Tu solo il Signore, Gesù Cristo”, noi notifichiamo a tutti quale sia la fonte della nostra libertà: prima della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (ONU, 10 dicembre 1948), prima della Costituzione della Repubblica italiana (22 dicembre 1947), la fonte della nostra libertà è la signoria del Risorto.

    La nostra vera e sostanziale liberazione non ci è stata procurata da altri: è una proprietà che ci viene, prima che da qualsivoglia autorità umana, dal nostro battesimo.

    “Tu solo”: noi non abbiamo e non vogliamo nessuno che spadroneggi su di noi, né in campo politico né in campo culturale.
    Quasi a ogni tornante della storia compaiono uomini che sciaguratamente mirano a farsi padroni di uomini, magari perfino invadendo e condizionando il loro mondo interiore…

    Ebbene, il semplice fedele… resterà sempre un “liberto di Cristo”, cioè un uomo che è stato riscattato dal Figlio di Dio e che nessuno può ricondurre in servitù….
    Per questo tutte le tirannie hanno d’istinto in antipatia i veri credenti; e poco o tanto arrivano sempre a perseguitarli: intuscono che sono i soli che non diventano mai sudditi anche nell’anima.”

    (Incontro a Colui che viene, pp. 133-34)

    “Fargli posto: far posto nella storia e nei cuori al Signore della storia e dei cuori.

    Fargli posto nella nostra esistenza: noi siamo sì purtroppo liberi di vivere in contrasto con i suoi comandamenti, ma in tal caso rinunciamo a essere preservati fino alla fine dei nostri giorni dall’insensatezza, dall’avvilimento, dalla disperazione.

    Fargli posto nella realtà familiare: noi siamo sì purtroppo liberi di violare in questo campo le regole del gioco (che sono la fedeltà, l’indissolubilità, la fecondità), ma in tal caso poniamo le premesse per noi e per gli altri delle più dolorose e qualche volta anche tragiche conclusioni.

    Fargli posto nella scuola: tentare di estromettere dalle nostre scuole il suo insegnamento significa esporre le nuove generazioni al rischio di una vita senza persuasioni non effimere e senza riferimenti davvero plausibili.

    Fargli posto nella vita sociale: l’Italia come nazione e l’Europa come comunità di popoli sono nate sotto l’ispirazione del Vangelo; una volta rifiutato il Vangelo, cominciano a manifestare i sintomi chiari di un infiacchimento e di una decomposizione che nessuna prospettiva esclusivamente politica, economica tecnologica sarà in grado di contrastare.”

    (“Un Natale vero?”, pp. 62-3)

  8. Buon Natale e grazie per la compagnia che ci facciamo in questa strada che, sono convinta, è quella descritta nei tre punti dal cardinal Biffi. Il centuplo quaggiù e la vita eterna. Buon natale.

  9. Buon Natale a tutti voi e ai vostri cari, amici miei. Un pensiero speciale per Gioele.

    • Anche da parte mia un Buon Natale di cuore a tutti quelli che qui leggono e scrivono, in particolare per le intenzioni di Centanni.

  10. Il più sincero augurio per il Santo Natale anche da parte mia a tutti voi

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