L’evoluzione teistica è davvero plausibile?

coverHo voluto tradurre dall’inglese un articolo che personalmente ho trovato di grande interesse, segnalatomi dal gentile JdM nel corso di una discussione sull’evoluzionismo. Non ho tradotto le citazioni dell’autore che ho potuto reperire direttamente in italiano, cioè tutte salvo:

– la famosa meditazione di Sant’Ireneo sulla disobbedienza di Eva e l’obbedienza della Beata Vergine Maria, che pure conoscevo ma non ho ritrovato;

– la professione di fede chiamata Fides Pelagii.

 

di Thomas J. Centrella*       traduzione dall’inglese di Roberto Brega

dal sito StayCatholic.com

 

 

“In principio, Dio creò il cielo e la terra” (Gen 1:1). [1]. Egli creò la luce, che separò dalle tenebre; le acque, i cieli e la terra; le piante e gli alberi; il sole, la luna, e le stelle; i pesci, gli uccelli, e gli animali. (Gen 1:2-25). “E Dio vide che era cosa buona.” (Gen 1:25). Quindi, come gioiello a coronamento della Sua creazione, “Dio creò l’uomo a Sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina lo creò.” (Gen 1:27). Dio diede all’uomo il dominio sopra tutte le creature che aveva creato (Gen 1:28). “E Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.” (Gen 1:31).

In questo articolo, esaminerò minuziosamente le origini dell’uomo e discuterò sulla plausibilità della evoluzione teistica – specificamente, la nozione che l’uomo sia evoluto da una specie animale inferiore. Mostrerò alla luce delle Sacre Scritture, del Magistero della Chiesa Cattolica, e del buon senso, che la teoria dell’evoluzione, benché remotamente possibile in un senso molto ristretto, non è in ogni caso davvero plausibile.

La “teoria dell’evoluzione” è a oggi una raccolta di molte teorie differenti, ciascuna con le sue varianti. Come Padre Brian Harrison rileva, [2] ciascuna di queste teorie generalmente ricade all’interno di una di sei macrocategorie. Ora presenterò queste categorie in ordine, dalla più alla meno radicale:

1) Evoluzione Ateistica Totale o Panteistica: questa categoria sostiene che ogni cosa nell’universo visibile, inclusa la totalità dell’uomo, è evoluta esclusivamente attraverso processi naturali e materiali, senza che Dio esista (ateistica) o come una qualche forma di derivazione da Dio (panteistica). [3] Alcune versioni sostengono che Dio Stesso sia evoluto. [4] Questa categoria si sposa anche con il poligenismo, che è la convinzione che gli esseri umani discendano da più che una coppia umana. [5]

2) Evoluzione Deistica: questa categoria, come la precedente, afferma che l’intero universo visibile, inclusa la totalità dell’uomo, è evoluto dalla materia. Comunque, in questo caso, l’esistenza di Dio è riconosciuta come distinta dalla creazione. Tuttavia, il ruolo di Dio sarebbe semplicemente quello di creare gli elementi primordiali e quindi di lasciarli evolvere naturalmente nelle varie forme di vita, incluso l’uomo (corpo e anima). [6] Questa categoria si sposa anche con il poligenismo, e quindi non dà credito alla storicità di Adamo ed Eva.

3) Evoluzione Teistica Poligenista: questa categoria ammette un ruolo più diretto del Creatore nella creazione, ma in ogni caso sostiene in premessa che almeno il corpo dell’uomo sia evoluto attraverso puri processi naturali – seppur guidati dalla mano della Provvidenza. Questo processo evolutivo è noto anche come trasformismo naturale. L’idea del trasformismo naturale non ammette alcun intervento diretto di Dio dopo che il presunto processo di evoluzione della vita sia cominciato. Questa categoria accetta anche il poligenismo, trattando quindi Adamo ed Eva o come una costruzione mitologica o come una rappresentazione del primo gruppo di esseri umani. Inoltre, alcuni di questi evoluzionisti teistici arrivano persino a sostenere che anche le anime umane evolvono. [7]

4) Evoluzione Teistica Monogenista: Trasformismo Naturale Ampio. Questa forma della teoria evoluzionista non solo ammette che la Provvidenza Divina sia intervenuta direttamente nel processo evolutivo dell’uomo ma insiste anche sul (1) monogenismo (la convinzione che la razza umana discenda da una sola coppia umana) e (2) la creazione immediata dell’anima da parte di Dio (immediatamente dopo la formazione completa del corpo umano o appena prima di questo momento, con alcuni cambiamenti risultanti dall’infusione dell’anima). Ma questi evoluzionisti teistici continuano a sostenere il trasformismo naturale relativamente alla formazione dei corpi sia di Adamo che di Eva. [8]

5) Evoluzione Teistica Monogenista: Trasformismo Naturale per il solo Adamo. Questa è identica alla categoria precedente, eccettuato che non ammette la nozione che il corpo di Eva sia evoluto da una specie animale inferiore. Il corpo di Adamo, secondo questa teoria dell’evoluzione, evolse attraverso soli processi naturali; mentre l’intervento sovrannaturale di Dio è richiesto nella formazione del corpo di Eva direttamente dal corpo di Adamo. Questa categoria sostiene anche che Dio creò immediatamente le anime di Adamo ed Eva. [9]

6) Evoluzione Teistica Monogenista: Trasformismo Speciale. Come la precedente categoria, questa forma di teoria evoluzionista insiste (1) sul monogenismo, (2) creazione immediata dell’anima, e (3) intervento sovrannaturale di Dio nella creazione del corpo di Eva direttamente dal corpo di Adamo. Comunque questa forma di teoria evoluzionista, più restrittiva, non ammette il trasformismo naturale del corpo di Adamo. Invece, propone che il corpo di Adamo si sia sviluppato attraverso trasformismo speciale. Trasformismo speciale preclude qualsiasi possibilità che un animale inferiore sia stato genitore di Adamo, ma lascia aperta la possibilità che Dio in qualche modo abbia usato la “materia vivente” di una specie animale inferiore per formare in modo particolare l’uomo.

Ora valuterò ciascuna categoria. La prima, Evoluzione Ateistica Totale o Panteistica deve, ovviamente, essere immediatamente rigettata. San Tommaso d’Aquino e altri hanno provato in molti modi, con il solo uso della ragione, che Dio esiste, e tutta la storia della salvezza canta le Sue lodi. [10] Inoltre, la Chiesa ha condannato ogni forma di panteismo, incluse tutte le teorie che sostengono che Dio in qualche modo evolva. [11] Categoria 1 eliminata.

La seconda categoria, Evoluzione Deistica, deve altresì essere subito respinta. Infatti, differisce di poco dalla prima categoria. [12] Essa attribuisce ogni aspetto della creazione salvo appena una scintilla primordiale al puro processo naturale, e il relativo Deismo in questa ottica è già stato condannato dalla Chiesa. [13] Come il Vaticano I dichiara, “Dio, con la Sua provvidenza protegge e governa tutto ciò che ha creato…” [14] Perciò, Categoria 2 è eliminata. [15]

La terza categoria, Evoluzione Teistica Poligenista, ha anch’essa diversi grossi problemi. Primo, la Chiesa ha sempre dichiarato la storicità di Adamo ed Eva. Ciò è molto chiaro dal Nuovo Testamento. Per esempio, San Paolo confessa che “come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo, e con il peccato la morte…” (Rom 5:12) e “la morte ha regnato da Adamo a Mosè…” (Rom 5:14). La storicità dei nostri progenitori è anche confermata dagli scritti dei Padri della Chiesa. Per esempio, Sant’Ireneo, circa nel 180 D.C., affermava:

“Eva, tuttavia, fu disobbediente: e, ancora vergine, non ubbidì. Così come lei, ancora vergine nonostante avesse Adamo per marito… facendosi disobbediente, fu la causa di morte per se stessa e per l’intero genere umano; così Maria, promessa sposa di un uomo ma vergine, facendosi obbediente, fu causa di salvezza per se stessa e per l’intero genere umano.” [16]

Secondo, la Chiesa non ha mai accettato la nozione di poligenismo. Infatti, Papa Pio XII respinse categoricamente questa falsa credenza nella sua Enciclica Humani Generis, [17] quando disse senza mezzi termini:

“Però quando si tratta dell’altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori.12

12 Cfr Rom., V, 12-19; Conc. Trid., sess. V, can 1-4.”

Nella medesima enciclica, Papa Pio XII condannò la falsa nozione che l’anima dell’uomo possa evolvere, affermando che “la Fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime umane sono state create immediatamente da Dio.” [18] Perciò, su almeno tre proposizioni, Categoria 3, Evoluzione Teistica Poligenista, è eliminata.

Ciò porta questa analisi alle ultime tre categorie, che sono tutte forme monogenistiche di evoluzione teistica. Il tratto caratteristico della quarta, la più ampia, di queste tre categorie è la nozione che il corpo di Eva (assieme a quello di Adamo) evolse da una specie animale inferiore. Però, questa affermazione è in opposizione diretta con l’insegnamento costante della Chiesa.

Genesi narra che Dio pose Adamo nel Giardino dell’Eden e gli comandò di non mangiare del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male. Un simile comando richiedeva che Adamo fosse già in possesso di un’anima razionale, per essere capace di scegliere liberamente se obbedire a questo comando morale. [19] Altrimenti, non sarebbe stato colpevole di disobbedienza, come più tardi sarebbe stato (Gen 3:6), e la punizione di Dio per questa disobbedienza (Gen 3:17-24) sarebbe stata ingiusta – il che è impossibile! Pertanto, se si accetta qualsiasi tipo di evoluzione del corpo di Adamo, deve essere creduto che questa evoluzione fosse già giunta a termine a questo punto, e che Dio aveva già creato l’anima di Adamo (come descritto in Gen 2:7).

Inoltre, è dopo questo comando che Dio disse “Non è bene che l’uomo sia solo; gli voglio fare un aiuto che gli sia simile” (Gen 2:18). Quindi Dio condusse ciascun animale che aveva creato, e Adamo diede loro nomi (un’altra azione che richiede un’anima razionale). Adamo quindi capisce ciò che il Signore già sapeva: nessuno degli animali è adatto a essergli aiuto (Gen 2:20). Perciò, cosa fece allora Dio – prese uno di questi animali inadatti e lo evolse in una donna? Certamente no! Il Signore fece qualcosa di molto più profondo: Egli provocò un sonno profondo nell’uomo, “gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto. Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all’uomo, una donna e la condusse all’uomo.” (Gen 2:21-22). Perciò, Eva fu creata dal fianco di Adamo da un intervento diretto di Dio Onnipotente.

A questo punto, è importante richiamare il simbolo che la Chiesa vede in questi eventi storici: così come Eva fu formata dal fianco di Adamo, così la Chiesa fu sacramentalmente formata dal fianco di Cristo quando Egli si trovò nel profondo sonno della morte in Croce. [20] Negare che Eva fu formata dal fianco di Adamo significa negare implicitamente che la Chiesa fu sacramentalmente formata dal fianco di Cristo. Queste sono perle di Fede, e non devono essere gettate ai porci. Dunque, non è sorprendente che la Pontificia Commissione Biblica, mentre era ancora un braccio del Magistero, [21] pose “la formazione della prima donna dal primo uomo” come una delle verità letterali e storiche di Genesi che non possono venire messe in discussione. [22]

[http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_19090630_genesi_it.html  Nota del traduttore]

Di conseguenza, Categoria 4, Evoluzione Teistica Monogenista: Trasformismo Naturale Ampio, che sostiene che il corpo di Eva evolse da una specie animale inferiore, deve essere respinta. Come Adamo stesso, primo uomo di tutta la creazione, proclamò: “Questa volta essa è carne della mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta.” (Gen 2:23, sottolineatura mia).

Ora che la creazione della prima donna, Eva, tolta direttamente dal fianco di Adamo, è stata confermata, mi volgerò alla disamina della creazione del primo uomo, Adamo. Le ultime due categorie della teoria evoluzionista, pur ammettendo che l’anima di Adamo fu creata direttamente da Dio (come quella di Eva), ipotizzano che il corpo di Adamo (a differenza di quello di Eva) evolse in qualche modo da una specie animale inferiore. Queste due categorie, comunque, differiscono nel modo in cui sostengono che questa pretesa evoluzione abbia avuto luogo. La meno restrittiva delle due, a cui mi riferisco come Evoluzione Teistica Monogenista: Trasformismo Naturale per il solo Adamo, sostiene che il corpo di Adamo evolse attraverso un processo naturale da una specie animale inferiore. Ma anche questa ipotesi è stata esclusa dalla Chiesa, come mi appresto a dimostrare.

Ritornando alla Humani Generis, a una prima occhiata Papa Pio XII potrebbe sembrare aver lasciato aperta la porta a questa forma di teoria evoluzionista questo afferma:

“Per queste ragioni il Magistero della Chiesa non proibisce che in conformità dell’attuale stato delle scienze e della teologia, sia oggetto di ricerche e di discussioni, da parte dei competenti in tutti e due i campi, la dottrina dell’evoluzionismo, in quanto cioè essa fa ricerche sull’origine del corpo umano, che proverrebbe da materia organica preesistente (la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio).” [23]

Comunque, qui è da notare l’accurata scelta delle parole: “che proverrebbe da materia organica preesistente”. Papa Pio XII avrebbe potuto dire “che proverrebbe da una specie animale inferiore”, il che sarebbe stato molto più in linea con la visione evoluzionista, ma credo che abbia intenzionalmente evitato di esprimersi in questi termini perché la porta non era – e non è – aperta a tale interpretazione. [24] Ciò è più chiaro quando si esamina con attenzione il testo subito successivo a questa proposizione:

“Però questo deve essere fatto in tale modo che le ragioni delle due opinioni, cioè di quella favorevole e di quella contraria all’evoluzionismo, siano ponderate e giudicate con la necessaria serietà, moderazione e misura e purché tutti siano pronti a sottostare al giudizio della Chiesa, alla quale Cristo ha affidato l’ufficio di interpretare autenticamente la Sacra Scrittura e di difendere i dogmi della fede. 11

 

11 Cfr. Allocuzione Pont. ai membri dell’Accademia delle Scienze, 30 novembre 1941; A. A. S. Vol. XXXIII, p. 506.”

(http://www.casinapioiv.va/content/accademia/it/magisterium/piusxii/30november1941.pdf Nota del traduttore, grazie ad Alessandro)

La nota a piè di pagina che egli include qui è significativa. E’ da un’allocuzione che lui stesso inviò alla Pontificia Accademia della Scienza nel 1941. Citare questa nota la rende parte del testo ufficiale della Humani Generis. [25] In questa allocuzione, Pio XII disse: “Dall’uomo soltanto poteva venire un altro uomo che lo chiamasse padre e progenitore; e l’aiuto dato da Dio al primo uomo viene pure da lui ed è carne della sua carne, formata in compagna, che ha nome dall’uomo, perché da lui è stata tratta.” (Gen 2:23, sottolineatura mia).

Di conseguenza, quando Papa Pio XII usò le parole “materia organica preesistente”, stava attentamente distinguendo tra trasformismo naturale e speciale – lasciando la porta aperta a quest’ultima (con una ferma esortazione a esercitare la più estrema cautela) ma non alla prima. [27] Allo stesso modo Papa Giovanni Paolo II, nel suo messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze cita le medesime parole “materia organica preesistente”, di Pio XII, e quindi non apre la porta già chiusa al trasformismo naturale. [28]

La cura di entrambi i Pontefici nella scelta di queste precise parole acquista ancora maggior senso quando si considera una precedente Enciclica di Papa Leone XIII sul matrimonio, nella quale egli dichiara solennemente:

“Tutti sanno, Venerabili Fratelli, quale sia l’origine vera del matrimonio. Poiché, sebbene i detrattori della fede cristiana rifuggano dal conoscere la dottrina perpetua della Chiesa intorno a questa materia, e si sforzino da gran tempo di cancellare la memoria di tutte le genti e di tutti i secoli, tuttavia non hanno potuto né estinguere, né diminuire la luce della verità. Rammentiamo a tutti cose note e non dubbie: dopo che Iddio, nel sesto giorno della creazione, formò l’uomo dalla polvere della terra, e gli soffiò nel volto l’alito della vita, volle dargli una compagna che trasse prodigiosamente da un fianco dello stesso uomo addormentato.” [29]

A parte l’ovvia affermazione della speciale formazione del corpo di Eva dal fianco di Adamo, Papa Leone XIII escluse anche qualsiasi ipotesi di trasformismo naturale. Quando questo Papa molto istruito, che era sicuramente a conoscenza della teoria dell’evoluzione di Darwin, menzionò i “detrattori della fede cristiana”, stava probabilmente includendo i sostenitori di quella teoria. E’ molto significativa la sua affermazione che era ben noto a tutti che Dio fece l’uomo “nel sesto giorno della creazione”. La dottrina sulle origini dell’uomo (e perciò del matrimonio) che era conosciuta da tutti i Vescovi Cattolici del mondo nel 1880, quando egli scrisse questa Enciclica, coincideva con una fortissima asserzione circa l’evoluzione fatta dai Vescovi Cattolici di Germania nel Concilio Provinciale di Colonia appena venti anni prima – un’asserzione che la Chiesa non ha mai ripudiato: [30]

“I primi progenitori sono stati creati immediatamente da Dio. Pertanto dichiariamo come contraria alla Sacra Scrittura e alla Fede l’opinione di coloro che non temono di affermare che l’uomo, per ciò che concerne il suo corpo, è venuto a essere attraverso una mutazione spontanea da una natura imperfetta a una più perfetta e che, in un processo continuo, sia infine diventato umano.” [31]

Inoltre, affermando che l’uomo fu creato il sesto giorno, Papa Leone XIII stava confermando che la creazione si svolse lungo il corso di sei giorni storici, come indicato dal senso piano delle parole in Genesi 1, a prescindere dal periodo di tempo che ciascun “giorno” rappresenta. [32] Ora, poiché il trasformismo naturale suppone l’evoluzione del corpo dell’uomo attraverso un mero processo naturale, l’ultimo degli interventi diretti di Dio che si sarebbe dovuto verificare, in accordo a questa teoria, dovrebbe essere stato quello con cui Dio creò al principio la vita sulla Terra – il terzo giorno. [33] Comunque, come Padre Brian Harrison sottolinea, le parole di Genesi 2:7 “indicano chiaramente e testimoniano qualche genere di intervento divino diretto sulla materia come causa efficiente (remota o prossima)” [34] del corpo di Adamo. Visto che, come le Sacre Scritture e Papa Leone XIII affermano, questo intervento diretto di Dio avvenne durante il sesto giorno, e non il terzo, il trasformismo naturale è escluso. [35]

Inoltre, la Pontificia Commissione Biblica, nello stesso passaggio citato prima, incluse “la speciale creazione dell’uomo” come una delle verità storiche letterali di Genesi che devono essere credute. [36]

Infine, nel 557 D.C., Papa Pelagio I, in una professione di fede chiamata Fides Pelagii, dichiarava:

 

“Confesso che tutti gli uomini da Adamo, fino alla fine del mondo, nati e morti con Adamo e sua moglie, che non nacquero da genitori, ma furono creati, uno dalla terra, l’altra da una costola d’uomo…” (sottolineatura mia).” [37]

Quindi, in accordo con gli insegnamenti della Chiesa Cattolica, nessun animale potrebbe essere genitore di Adamo in alcun modo. La nozione di trasformismo naturale deve essere respinta. Perciò, Categoria 5, Evoluzione Teistica Monogenista: Trasformismo Naturale per il solo Adamo, è eliminata.

Ciò lascia solo una categoria di teoria dell’evoluzionismo non del tutto respinta dalla Chiesa: Evoluzione Teistica Monogenista: Trasformismo Speciale. Questa è la sola forma di teoria evoluzionista che le prudenti parole di Papa Pio XII nella Humani Generis (“materia vivente preesistente”) lascia aperta a future, ma caute, discussioni.

Di conseguenza, non dico che il trasformismo speciale sia impossibile – almeno da un punto di vista teologico. [38] Tuttavia, sostengo che esso è estremamente problematico. Il trasformismo speciale ritiene che il corpo di Adamo evolse in qualche maniera dalla materia vivente di specie animali inferiori, purché in nessun modo questa evoluzione abbia implicato la paternità di Adamo da parte di queste specie. Alcune delle ipotesi proposte per spiegare questo processo includono la nozione dell’intervento diretto di Dio nel trasformare l’unione di uno spermatozoo e un ovulo di una specie animale inferiore nel primo essere umano, [39] oppure che Dio in qualche modo abbia formato Adamo da qualche specie animale inferiore in un modo simile al quale formò Eva dal fianco di Adamo. [40]

Vedo almeno tre grandi problemi relativamente a questa ipotesi. Primo, è ingiuriosa degli insegnamenti della Sacra Scrittura e della Chiesa sulla particolare dignità dell’uomo, che fu creato a immagine e somiglianza di Dio (Gen 1:27). L’uomo fu creato in uno stato di santità – separato nettamente dal resto della creazione. L’unicità dell’uomo è manifestata dal linguaggio usato per descrivere la sua speciale creazione (Gen 1:26-27 e 2:7), dal dominio immediato che gli è dato sugli animali (Gen 1:28) e dal successivo permesso di nutrirsene come cibo (Gen 9:2-3), e dalla dichiarazione di Dio che nessuno degli animali era adatto a essergli d’aiuto (Gen 2:18-20).

Il secondo grande problema del trasformismo speciale è il suo contraddire la singolare unità che esiste tra uomo e donna – un’unità che è sacra ed è la base del matrimonio, come Cristo Stesso dichiara: “Così che non sono più due ma una carne sola.” (Mt 19:3-6). Poiché Eva fu tratta dal fianco di Adamo, c’è una profonda unione tra l’uomo e la donna nel matrimonio. Se, comunque, si ipotizza che Adamo sia stato tratto dalla materia vivente di una bestia, allora si introduce una falsa unità tripartita tra l’uomo, la donna, e la bestia. Questa sconveniente nozione è del tutto assente da qualsiasi interpretazione del canone delle Scritture e dall’intero Deposito della Fede.

Il terzo grande problema con il trasformismo speciale è la sua illogicità. Poiché così tanti principi dell’evoluzionismo neo-Darwiniano sono stati esclusi, ciò che resta è un processo molto sconnesso: Dio viene visto guidare l’evoluzione di una scimmia in qualche creatura che sembra assomigliare a un uomo; quindi Dio interviene e usa almeno qualcosa della materia vivente di questa creatura per formare il corpo di Adamo; quindi, Dio forma il corpo di Eva direttamente dal fianco dell’uomo; quindi arresta il processo evolutivo così che non si possa generare nessun altro essere umano in questo modo. Non sarebbe forse più logico per Dio soprassedere tutti questi passaggi sconnessi e formare il corpo umano direttamente dalla terra – proprio come la Sacra Scrittura testimonia (Gen 2:7) e come Dio conferma quando dichiara: “Con il sudore del tuo volto mangerai il pane; finché tornerai alla terra, perché da essa sei stato tratto; polvere tu sei e in polvere tornerai.” (Gen 3:19, sottolineatura mia)?

Non vedo ragione di fare tutti questi salti mortali solo per conciliare la Fede Cattolica con una teoria che fu specificamente progettata per spiegare le origini dell’uomo senza fare alcun riferimento a Dio. Mi pare che gli evoluzionisti teistici siano in un angolo: dovranno o abbandonare gli insegnamenti della Chiesa (Dio non voglia!), abbandonare la teoria dell’evoluzione, oppure perseverare nel sostenere una posizione molto illogica – che i neo-Darwiniani avranno facile gioco a disprezzare e deridere, e che i Cattolici fedeli e razionali avrebbero chiaramente il dovere di evitare.

Perciò, la teoria dell’evoluzione è possibile? Sì, in un senso molto ristretto – solo per Adamo, ma non per Eva o qualsiasi altro essere umano; per il suo corpo, ma non per la sua anima; attraverso un intervento diretto di Dio sulla materia vivente preesistente, ma non attraverso un mero processo naturale che possa in qualsiasi modo fare di un’altra creatura vivente il suo genitore – essa è remotamente possibile. Ma è davvero plausibile? Senza dubbio, no. Perciò, respingo la teoria dell’evoluzione.

 

Copyright 2007 Thomas J. Centrella

 

*Thomas Centrella è laureato in scienze in elettrotecnica (Magna cum laude) alla Wilkes University e ha conseguito un dottorato in studi teologici (Summa cum laude, con onorificenza) alla Notre Dame Graduate School of Christendom College. Le sue aree di ricerca includono le Sacre Scritture,  San Tommaso d’Aquino,  i Padri della Chiesa e i principi Cattolici di Moralità e Legge. Il dottor Centrella ha più di dieci anni di esperienza come editor professionale. Ha anche esperienza  nell’insegnamento di religione e matematica, ed è un veterano dell’aeronautica militare degli Stati Uniti d’America.

 

L’articolo appare in origine sul sito The Kolbe Center for the Study of Creation: http://www.kolbecenter.org/is-theistic-evolution-truly-plausible/

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[1]. Tutte le citazioni della Scrittura sono tratte da La Sacra Bibbia, Revised Standard Version, Catholic Edition (San Francisco: Ignatius Press, 1965, 1966).
 [2]. Brian W. Harrison. "Il corpo umano evolse naturalmente? Una Dichiarazione Papale dimenticata.", Living Tradition, Jan.-Mar. 1998, nos. 73-74; http://www.rtforum.org/lt/lt73.html.
 [3]. Ibid.
 [4]. Jhon A. Hardon, S.J., Il Catechismo Cattolico (New York: Bantam Doubleday Dell Publishing Group Inc., 1981), p. 91.
 [5]. Harrison, http://www.rtforum.org.
 [6]. Ibid.
 [7]. Ibid.
 [8]. Ibid.
 [9]. Ibid.
 [10]. Tommaso d'Aquino, Summa Teologica I, 2, 1-3, seconda ed., traduzione Fathers of the English Dominican Province, 1920, [edizione online da Kevin Knight, New Advent, 2003], http://www.newadvent.org/summa.
 [11]. Il Concilio Vaticano, III Sessione, Costituzione Dogmatica sulla Fede Cattolica, 24 aprile 1870, Canoni (della Fede Cattolica), Capitolo I, Canoni 1-5, ne Le Fonti del Dogma Cattolico (Enchiridion Symbolorum), 13ma edizione, Henry Denzinger, traduzione Roy J. Deferrari (St. Louis: B. Herder Book Co., 1957), nn. 1801-1805.
 [12]. Harrison, http://www.rtforum.org.
 [13]. Il Concilio Vaticano, III Sessione, 24 aprile 1870, Capitolo I, in Denzinger, nn. 1782-1784.
 [14]. Ibid. Denzinger, n° 1784.
 [15]. Molto di più si potrebbe dire a supporto della mia conclusione che le prime due categorie devono essere del tutto respinte. Tuttavia, esce dallo scopo di questo articolo di trattare in modo esaustivo queste prime due categorie, che possono così facilmente venire confutate.
 [16]. Sant'Ireneo, Contro le eresie, c. 180 D.C., in La Fede dei Primi Padri, Vol. 1, traduzione William A. Jurgens (Collegeville, Minn.: The Liturgical Press, 1970), n° 224.
 [17]. Papa Pio XII, Humani Generis (circa alcune false opinioni che minacciano di sovvertire i fondamenti della Dottrina Cattolica), 12 agosto 1950, traduzione N.C.W.C. (Boston: Pauline Books & Media), n° 37.
 [18]. Ibid. n° 36.
 [19]. Joseph M. Boyle, Jr., "Freedom, the Human Person, and Human Action," in Principles of Catholic Moral Life, ed. William E. May (Chicago: Franciscan Herald Press, 1981), pp. 239.
 [20]. Catechismo della Chiesa Cattolica, traduzione United States Catholic Conferences Inc. (New York: Catholic Book Publishing Co., 1994), n° 766.
 [21]. Prima del 1971, la Pontificia Commissione Biblica era parte del Sant'Uffizio (oggi la Congregazione per la Dottrina della Fede), e perciò un braccio del Magistero. Il Papa San Pio X, nel suo Motu Proprio Praestantia Scripturae Sacrae (EB 271), pubblica un serio avvertimento che dichiara che tutti i Cattolici sono vincolati dai decreti della Pontificia Commissione Biblica: "Per la qual cosa troviamo necessario di dichiarare e di decretare, come con questo Nostro atto dichiariamo ed espressamente decretiamo, che tutti sono tenuti in coscienza a sottomettersi alle decisioni passate e future della Pontificia Commissione Biblica, non altrimenti che ai Decreti dottrinali delle Sacre Congregazioni approvati dal Pontefice; e che coloro, i quali verbalmente od in iscritto contraddicono a tali decisioni, non vanno esenti dalla nota di disobbedienza e di temerità, né, per conseguenza, sono immuni da colpa grave: ciò indipendentemente dallo scandalo che arrecano, e dalle responsabilità che possano incorrere a Dio per altre temerità ed errori che sogliono accompagnare simili opposizioni." Nel 1971, Papa Paolo VI, nel suo Motu Proprio Sedula Cura, cambiò lo status della Pontificia Commissione Biblica, così che essa non fu più un braccio del Magistero. Perciò, ogni decreto della Pontificia Commissione Biblica emanato dopo il 1971 non è Magisteriale (e perciò non vincolante) ma tutti i decreti della Pontificia Commissione Biblica emanati prima del 1971 conservano il peso di insegnamento Magisteriale.
[nel suo Motu Proprio Praestantia Scripturae Sacrae San Pio X equiparava le decisioni della Pontificia Commissione Biblica ai decreti dottrinali delle altre Congregazioni romane, dando loro valore precettivo che obbliga in coscienza; Nota del Traduttore.]
 [22]. Sul carattere storico dei primi tre capitoli della Bibbia, III Quesito, Pontificia Commissione Biblica, 30 giugno 1909, in Denzinger n° 2123.
 [23]. Humani Generis, n° 36.
 [24]. Harrison, http://www.rtforum.org.
 [25]. Vale la pena far notare che ogni nota a piè di pagina inclusa in un'Enciclica diventa parte di ciò che è stato ufficialmente dichiarato in quell'Enciclica e, di fatto, aiuta a precisare cosa il testo dell'Enciclica intende (e cosa non intende). Perciò, l'autorità del materiale in nota a piè di pagina, per il contesto nel quale è citato, è elevato all'autorità dell'Enciclica nel quale è citato. (Questo è altrettanto vero per le note a piè di pagina nei documenti conciliari ecumenici - per esempio, vedere le note a piè di pagina citate nella Dei Verbum 11 concernenti la dichiarazione dell'assoluta inerranza delle Sacre Scritture).
 [26]. Papa Pio XII, alla Sessione Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, 30 novembre 1941, (Irondale, Ala.: Eternal World Television Network); http://www.ewtn.com/library/PAPALDOC/P12PLEN.HTM, Internet, accessed 24 luglio 2005.
 [27]. Harrison, http://www.rtforum.org.
 [28]. Ibid. (Papa Giovanni Paolo II in questo messaggio non disse nulla per cambiare la dottrina della Chiesa sull'evoluzione. In nessun modo i suoi commenti sui progressi della scienza sono un avallo all'evoluzione o aprono qualsiasi porta già chiusa. Inoltre, un simile messaggio alla Pontificia Accademia delle Scienze non ha alcuna autorità Magisteriale, poiché egli non stava esercitando la sua autorità papale ma stava semplicemente facendo un discorso. Infatti, il materiale che Papa Pio XII citò in nota a piè di pagina nella Humani Generis dal suo messaggio all'Accademia delle Scienze, che ho discusso prima, sarebbe ricaduto nella stessa categoria, ma quando egli lo citò nella sua Enciclica, lo elevò alla stessa autorità dell'Enciclica, come ho spiegato prima.)
 [29]. Papa Leone XIII, Arcanum Divinae (sul Matrimonio Cristiano), 10 febbraio 1880, n° 5, in The Papal Encyclicals 1878-1903, ed. Claudia Carlen IHM (Raleigh, N.C.: McGrath Publishing Co., 1981), p. 30.
 [30]. Harrison, http://www.rtforum.org.
 [31]. Concilio Provinciale di Colonia, 1860, in Harrison, http://www.rtforum.org.
 [32]. Il punto è che ogni giorno rappresenta un arco di tempo, e che la creazione dell'uomo avvenne nel sesto arco di tempo.
 [33]. Harrison, http://www.rtforum.org.
 [34]. Ibid.
 [35]. Ibid.
 [36]. Sul carattere storico dei primi tre capitoli della Bibbia, III Quesito, in Denzinger n° 2123.
 [37]. Papa Pelagio I, "Le ultime cose," Fide Pelagii (dalla lettera "Humani Generis" a Childeberto I), aprile 557, in Denzinger n° 228a.
 [38]. Potrebbe con tutta probabilità essere impossibile da un punto di vista scientifico, come molti autori si sono impegnati a dimostrare, ma un'analisi di questo tipo è al di là dello scopo di questo articolo.
 [39]. Harrison, http://www.rtforum.org.
 [40]. Hardon, pp. 92-93.

76 pensieri su “L’evoluzione teistica è davvero plausibile?

  1. Giancarlo

    Non mi farei troppi problemi a respingere in blocco il Neodarwinismo, dato che mai, non una sola volta è stato osservato un passaggio di MACROEVOLUZIONE, ossia di trasformazione determinata da un INCREMENTO DI INFORMAZIONE GENETICA. Le uniche trasformazioni osservate ed osservabili sono quelle relative agli ADATTAMENTI che qualunque specie vivente è in grado di sviluppare al verificarsi di certe condizioni ambientali. Esempi molto evidenti di questi adattamenti sono la resistenza che i batteri sviluppano agli antibiotici. Bisogna però tenere presente che queste “trasformazioni” NON DETERMINANO MAI MACROEVOLUZIONE, cioè INCREMENTO DI INFORMAZIONE GENETICA, per cui, se di evoluzione vogliamo parlare, bisogna parlare di MICROEVOLUZIONE, cioè evoluzione all’interno di una specie. La microevoluzione NON PUO’, IN NESSUN CASO, DETERMINARE IL SORGERE DI UNA NUOVA SPECIE. Infatti, se anche una piccola popolazione appartenente ad una specie diffusa in tutto il mondo, resta isolata per molto tempo e, a causa di condizioni ambientali molto particolari, subisce una lunga serie di microevoluzioni, tale da renderla ben distinguibile, anche a vista, dalla popolazione originale, tuttavia gli animali appartenenti alla piccola popolazione rimasta isolata saranno comunque capaci di riprodursi senza problemi con individui appartenenti al resto della popolazione diffusa nel mondo. Così si dimostra che non c’è stato passaggio ad una nuova specie, pur in presenza di microevoluzione.

    Comunque, quello che mi preme sottolineare è che mai, nel modo più assoluto, è stato osservato il PASSAGGIO da una specie ad un’altra specie. Nemmeno tra i fossili è stato possibile dimostrare, anche una sola volta, il passaggio da una specie all’altra. Per quanto riguarda poi le origini di Homo Sapiens, regna il buio più assoluto. Secondo gli ultimi studi, H. Sapiens “compare”, letteralmente dal nulla, circa duecentomila anni fa.

    http://www.enzopennetta.it/2013/10/homo-sapiens-luomo-venuto-dal-nulla-2-quel-che-rimane-del-cespuglio/

  2. “Perciò, la teoria dell’evoluzione è possibile? Sì, in un senso molto ristretto – solo per Adamo, ma non per Eva o qualsiasi altro essere umano; per il suo corpo, ma non per la sua anima; attraverso un intervento diretto di Dio sulla materia vivente preesistente, ma non attraverso un mero processo naturale che possa in qualsiasi modo fare di un’altra creatura vivente il suo genitore – essa è remotamente possibile. Ma è davvero plausibile? Senza dubbio, no. Perciò, respingo la teoria dell’evoluzione.”

    Bravo Centrella!!!

  3. Matteo

    Sono onesto, non ho letto l’articolo, ma sono andato a scaricare il libro del sacerdote.
    Ora, a parte il fatto che sono totalmente d’accordo con @Giancarlo, per me la selezione è un fatto, ma la speciazione è una fantasia, da superignorante chiedo: ma se Caino, come mi pare di capire, è un ibrido uomo/ominide, da ciò non deriva la divisione genetica fra esseri umani in più puri e meno puri?? Ciò spiegherebbe oltretutto l’estrema vitalità dei Patriarchi e la progressiva riduzione della vita degli uomini proporzionalmente con l’ibridazione degli uomini con il corredo genetico delle scimmie. Però è una teoria direi più nazista che cattolica… Non mi ci ritrovo.

  4. …ma a voi vi sembra più scientificamete sostenibile e dimostrabile la creazione dell’universo e dell’uomo da parte di Dio che la teoria evolutiva a partire da forme di vita più semplici?
    Perché l’una e non l’altra? Non è forse anche la teoria della creazione da parte di Dio non accettabile popperianamente in quanto non falsificabile?

  5. Claudio B

    Una affermazione non falsificabile non fa parte della scienza sperimentale. Il che significa che la scienza non può dire nulla sulla sua verità o falsità, la cui valutazione, nel caso specifico, si pone su di un altro piano (metafisico, direi, ma non sono un filosofo né un teologo).

  6. Claudio B

    Certo, su quello delle convinzioni ideologiche. E’ proprio di questo che si discute (non tanto in questo post, quanto in siti come quello linkato da Giancarlo): sul fatto che il neodarwinismo non è una teoria scientifica. La differenza, però, sta nel fatto che molti suoi sostenitori pretendono non solo che lo sia ma anche che ne sia dimostrata la verità.

  7. Mi sia permesso anche a me una breve “incollatura” di una intervista a Pennetta (ripeto: importante tenere presente la differenza tra l’idea di evoluzione e neo-darwinismo):

    “Alcuni credono che la teoria darwiniana sia solo un “paradigma” insufficiente a spiegare l’evoluzione. Lei cosa pensa a proposito? E’ della stessa opinione?

    Per rispondere a questa domanda bisogna prima fare chiarezza su un equivoco molto diffuso. L’evoluzione è un “fatto” testimoniato dai reperti fossili, di questo fatto poi si cerca quindi di dare una spiegazione. Una delle prime ad essere proposta fu quella di Lamarck, poi venne quella di Darwin, ma entrambe intendevano spiegare l’evoluzione. Contestare quindi la capacità esplicativa di una teoria (come il neodarwinismo) non significa negare l’evoluzione.”

  8. Roberto

    Ehilà! 😀

    Di Pennetta non ho mai letto (il tempo è quello che è!), ma questo copincolla non aiuta a capire: l’evoluzione è un fatto in quanto è un fatto che le forme di vita appiaiono sulla Terra poco a poco e si osserva una sempre maggiore complessità di esse. Questo è il fatto; se esso sia dovuto a ragioni di ordine meramente biologico o sovrannaturale e metafisico, è un altro paio di maniche. I fossili, come dice Giancarlo, non provano alcuna macroevoluzione (evoluzione extra-specie).

    Il problema dell’evoluzionismo, naturalmente, risiede molto semplicemente nel fatto che, anche se solo ammesso come ipotesi di ragione, laddove tale ipotesi non venga accompagnata dalle opportune restrizioni (di ordine teologico e Magisteriale, attenzione, ma che vanno a incidere direttamente sulla libertà per il cattolico di credere o meno a un determinato evento o serie di eventi), essa ipotesi inclina la ragione umana a ritenere l’origine biblica dell’uomo in Genesi, e in particolare il dogma del peccato originale, una fantasia, o meglio una metafora della originaria (cioè, in una visione religiosa: voluta da Dio) condizione umana.

    Ciò porta uno o entrambi questi errori:
    – il senso della redenzione ne viene stravolto: Dio redime da se stesso, all’interno di una trinità impazzita. Ci si può aprire al manicheismo, catarismo, o a errori anche peggiori;
    e/o
    – in realtà non c’è nulla da redimere, l’uomo è naturalmente buono, e il Salvatore non salva da un bel niente. Per dirla col cardinal Biffi “non appare nemmeno più necessario qualcuno che ci difenda e ci liberi. Diventa allora superflua e tragicamente comica la lotta sanguinosa sostenuta da Cristo.”

    Allo stesso modo, cadono vittima della stessa visione “mitologica” i doni sovrannaturali dei quali i progenitori furono adornati e dovevano trasmettere a tutto il genere umano: immortalità, impassibilità dal dolore, dominio perfetto sulla concupiscenza. Il dolore e la morte dell’uomo, e prima ancora la Passione di Cristo, perdono così ogni significato sovrannaturale, non hanno più alcun senso, e la vita sovrannaturale che ogni cattolico è chiamato a vivere, diventa non semplicemente difficile (come è) ma una fantasia, una chimera, qualcosa di non previsto nel progetto divino.

    Tale errore è assai diffuso tra i cattolici – c’è almeno un notissimo Cardinale che di fatto lo propugna, seguito da un ampio codazzo. Ho avuto l’opportunità di conoscere personalmente almeno un sacerdote e teologo “cocco di Vescovo” che mi ha pigliato per il cul’ perché gli ho detto che Adamo ed Eva erano immortali prima del peccato originale. Questo per dare un’idea.

    1. ….Roberto:

      ….quindi il problema dell’idea (anche come semplice idea, e non ideologia) di evoluzione, è che questa idea potrebbe non essere in armonia con l’idea cattolica della crezione e via discorrendo?

  9. Giancarlo

    Attenzione Roberto, Pennetta sostiene questo: l’evoluzione, INTESA COME SUCCESSIONE NEL TEMPO di sempre nuove specie che si sono affermate per poi andare incontro all’estinzione ed essere sostituite da ulteriori nuove specie, QUESTO E’ UN FATTO SCIENTIFICAMENTE INCONTESTABILE. Il fatto poi che le nuove specie discendano dalle precedenti, QUESTA E’ UNA CONGETTURA RAGIONEVOLE, ancorchè non dimostrata. Men che meno poi si conosce il meccanismo attraverso il quale la “discendenza” si realizzerebbe.

    Mi pare che siamo abbastanza lontani dalla pretesa del neodarwinismo, secondo la quale l’uomo discenderebbe da specie più antiche. Ti consiglio vivamente di leggere l’articolo che ho linkato sopra. Ciao.

  10. “E’ UN FATTO SCIENTIFICAMENTE INCONTESTABILE. Il fatto poi che le nuove specie discendano dalle precedenti, QUESTA E’ UNA CONGETTURA RAGIONEVOLE, ancorchè non dimostrata.”

    dici….

    ….e poi dici:
    “Mi pare che siamo abbastanza lontani dalla pretesa del neodarwinismo, secondo la quale l’uomo discenderebbe da specie più antiche.”

    ….non è più una congettura ragionevole?

    1. Giancarlo

      Il fatto è che homo sapiens “compare” letteralmente dal nulla, circa duecentomila anni fa. Però, a dire il vero, questo vale per tutte le specie che nel tempo si sono succedute. La realtà è che non so cosa pensare.

  11. Roberto

    @Claudio B. Grazie del contributo: e infatti questo è esattamente quanto afferma San Pio X nel suo Catechismo Maggiore al punto:

    60 D. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, sarebbero stati esenti dalla morte?
    R. Se Adamo ed Eva non avessero peccato, ma si fossero mantenuti fedeli a Dio, dopo una dimora felice e tranquilla su questa terra, senza morire sarebbero stati trasferiti da Dio nel Cielo a godere una vita eterna e gloriosa.

    E’ molto bello, non trovi, come una ragione illuminata la Fede, anche senza conoscere formalmente certe affermazioni, sia comunque in grado di giungere alle medesime Verità?

    @Giancarlo. In effetti, anche senza aver letto Pennetta, per quanto riguarda il primo punto è quel che ho detto io: “l’evoluzione è un fatto in quanto è un fatto che le forme di vita appiaiono sulla Terra poco a poco e si osserva una sempre maggiore complessità di esse. Questo è il fatto… ”

    Per quanto riguarda il secondo punto, e cioè: “Il fatto poi che le nuove specie discendano dalle precedenti, QUESTA E’ UNA CONGETTURA RAGIONEVOLE, ancorchè non dimostrata.” la domanda che per ora pongo è la seguente: congettura ragionevole, sulla base di quali postulati?
    Affermare che questa è la congettura più ragionevole, infatti, significa ammettere implicitamente alcuni postulati che sarebbe utile esplicitare.

    @Alvise. La domanda che mi fai non può avere una risposta breve, ma mi sforzo: come puoi aver letto dall’articolo di Centrella, non esiste una sola ipotesi teorica di evoluzione. L’autore ne presenta diverse e arriva, teologicamente parlando, alla conclusione che una sola di esse sia cattolicamente ammissibile ma improbabile.
    Io aderisco appieno a questa conclusione: il Magistero nella Humani Generis lascia aperta una porta al trasformismo speciale, e io non negherò MAI la legittimità di questa ipotesi, perché se lo facessi andrei a contraddire il Magistero, cosa che per quanto mi concerne è inammissibile.

    Questo però non significa che ci creda. Infatti, proprio come Centrella, non ci credo e per le stesse ragioni. Questa è all’incirca la posizione che già sostenevo tempo fa, quando ne parlai qui per la prima volta:

    https://costanzamiriano.com/2012/07/13/il-ricatto-evoluzionista/

    E’ ovvio che nel frattempo la mia posizione si è… evoluta 😉 … man mano che ho approfondito ulteriormente la questione.

    Se riesco, svilupperò la questione.

  12. Buonasera, intervengo in questa interessante discussione sperando di poter dare un contributo possibilmente utile.
    Innanzitutto mi sembra che si sia d’accordo sul ritenere che l’evoluzione intesa come successione di specie nel tempo sia il “fatto” da cui partire.
    Se su questo siamo d’accordo passiamo a vedere perché l’evoluzione delle specie, da quelle precedenti meno complesse a quelle più complesse, sia la congettura più ragionevole e quindi su quali ‘postulati’ si basa questa ragionevolezza.
    Se gli organismi apparissero senza alcun collegamento con i precedenti non ci sarebbe bisogno di nessuna complessità crescente nel tempo (prima gli unicellulari, poi la popolazione precambriana, poi i grandi rettili ecc…), e con questo pongo un’ipotesi confutabile: se non esiste nessuna correlazione tra organismi precedenti e successivi essi devono apparire in modo del tutto arbitrario (il classico coniglio nel cambriano come diceva Haldane).
    Quindi l’ipotesi più ragionevole è che gli organismi derivino da forme precedenti in un modo che ancora non abbiamo compreso.

    Dal punto di vista dell’interpretazione religiosa a mio parere voler far apparire l’Uomo con un atto diretto di creazione dalla polvere sarebbe come voler affermare che i bambini nascono direttamente dalla polvere senza che in mezzo ci sia lo sviluppo embrionale. In poche parole dalla polvere deriviamo, ma c’è un processo biologico con quale questo è avvenuto.

    1. Roberto

      Onorato che voglia partecipare alla discussione, professore, dico davvero!

      Mi sforzo di essere più sintetico possibile, dato che purtroppo spesso tendo a essere prolisso. Chiedevo a Giancarlo dei postulati, proprio sapendo che questo è un punto di delicatezza e importanza estrema.

      Quel che ho in mente per postulato, e che mi pare lei avalli implicitamente nelle sue risposte, è il seguente punto: escludere aprioristicamente qualsiasi intervento divino diretto sulla materia, relativamente alla creazione della vita e in particolare dell’uomo (ma si può estendere il ragionamento a tutte le forme viventi della Terra).

      Cioè, ammettere al più che Dio “getti le basi”, per così dire, delle prime forme di vita, dia a esse un impulso dinamico soggiacente a leggi di natura che le porterà a evolvere nel tempo, e poi “si ritiri” a osservare, guidando Provvidenzialmente ma invisibilmente, lo sviluppo delle specie fino all’uomo.

      Infatti: “se non esiste nessuna correlazione tra organismi precedenti e successivi essi devono apparire in modo del tutto arbitrario” implica, appunto, che Dio non possa neppure per ipotesi essere intervenuto in maniera più diretta nella creazione dei viventi (rimuovendo l’arbitrarietà).
      Direi piuttosto che Dio potrebbe senz’altro aver agito in tal senso e, se tale ipotesi fosse fondata, la scienza di certo si ritroverebbe davanti a un evento o serie di eventi che non possiede gli strumenti per indagare, ma non certo che questo evento in sé debba essere escluso aprioristicamente solo per il fatto che si pone su un piano che ha un impatto sulla natura, pur non potendo essere un evento naturale in sé.

      Analogamente, la sua ultima affermazione: “voler far apparire l’Uomo con un atto diretto di creazione dalla polvere sarebbe come voler affermare che i bambini nascono direttamente dalla polvere senza che in mezzo ci sia lo sviluppo embrionale” è vera solo e soltanto se aprioristicamente si decide di non consentire a Dio di intervenire con un intervento sovrannaturale diretto sulla materia. Se Dio decide così, e in base alla rivelazione divina si stabilisce che tale decisione attiene solo i due progenitori (o meglio il solo Adamo), affermare l’emergere dei progenitori da un atto diretto di creazione non implica in alcun modo affermare che i bambini “nascono direttamente dalla polvere”.

      Significa però ancora una volta affermare che ci si trova di fronte a un evento al di sopra della natura, anche se attinente alla natura, e di fronte al quale la scienza si trova sprovvista di strumenti diretti di indagine.

  13. Buonasera Roberto,
    la ringrazio per la sua accoglienza in questa discussione.
    Concordiamo certamente che da un punto di vista teologico Dio può scegliere di intervenire come e quando ritiene opportuno nella creazione, e che l’intervento straordinario è sempre possibile come ad esempio nei miracoli.
    La scienza nasce però dall’aver postulato (per restare in tema) che Dio agisca secondo leggi che lui stesso ha stabilito e che sta a noi cercare, e le possiamo cercare e comprendere in quanto postuliamo di essere fatti a somiglianza dello stesso Dio che le ha pensate.
    Questa è la tesi su cui si basa la nascita della scienza moderna e che non a caso è nata nell’Europa cristiana, tesi che fra l’altro si porta avanti con Francesco Agnoli che al riguardo ha scritto il pregevolissimo testo “Scienziati dunque credenti”, un sunto però si può trovare anche in un breve ma efficacissimo articolo di Giorgio Masiero:
    http://www.enzopennetta.it/2014/02/i-sottintesi-teologici-della-scienza-moderna/

    Nel cercare quindi una risposta scientifica all’origine delle specie dobbiamo cercare quelle leggi che riteniamo che il Creatore abbia scritto nella natura, così come Galilei cercava le “impronte del Creatore”.
    E qui si ferma la scienza.
    Ci sono poi realtà non indagabili col metodo scientifico ma non per questo vuol dire che non esistano,e su questo mi sembra che qui non ci siano dubbi.
    Purtroppo gli errori degli scientisti che sostengono non esistere nulla al di fuori di ciò che è scientificamente dimostrabile si basano proprio su questa errata identità: reale=scientifico.

    1. …. direi cercando di essere più precisi che per lo scienziato (perché “scientista”?) non esiste altro ovviamnte (in campo scientifico) che quello che è scientificamente dimostrabile. Come è stato già detto da altri il resto è teologìa (la filosofia è un’altra cosa). Per chi crede, le leggi della natura potrebbero certamente coincidere con il disegno divino (cosiddetto).

      1. Alessandro

        per essere ancora più precisi:

        – non è compito delle scienze empiriche dimostrare l’esistenza o l’inesistenza di Dio

        – dimostrare l’esistenza di Dio è compito della filosofia, e non della teologia intesa come “sacra doctrina”, scienza della Fede, cioè come indagine razionale sulle verità manifestate dalla Rivelazione. La filosofia che (con il solo lume dell’intelletto umano, senza l’apporto della Rivelazione) approda all’evidenza dell’esistenza di Dio e indaga i Suoi attributi può tuttavia legittimamente denominarsi teologia naturale o razionale (da non confondersi con la teologia come “sacra doctrina”, scienza della Fede, la quale si esercita sul dato rivelato e non può in alcun modo prescinderne)

      2. Buonasera filososfiazzero, lo scientista infatti si differenzia dallo scienziato proprio perché egli non mette quell’inciso tra parentesi. Per lo scientista quello che non esiste in campo scientifico non esiste in assoluto.

    2. Roberto

      Infatti professore, mi fa piacere specialmente questa sua precisazione finale, e aggiungo infatti:
      – che proprio per questo la tesi evoluzionista è la più ragionevole relativamente alla creazione dei viventi, e dell’uomo, nel momento in cui postuliamo che Dio, come lei ha scritto “agisca secondo leggi che lui stesso ha stabilito e che sta a noi cercare”;
      – che nel momento in cui Dio decidesse di agire diversamente, la scienza si troverebbe davanti a qualcosa a essa non indagabile;
      – che se è vero che Dio agisce secondo leggi che lui stesso ha stabilito non è affatto vero che Dio a esse sia vincolato, ma al contrario da esse può prescindere.

      La lettura della Bibbia, per noi cattolici, non si fa perciò né letteralmente come i protestanti, ma neppure ritenendo che l’uso di un linguaggio metaforico e mitologico, specie nei primi libri biblici, significhi che tutto quanto vi sia scritto debba esser inteso in chiave mitica. Al contrario, l’inerranza biblica ci dice qualcosa di diverso.

      Ora, come regolarsi? Attraverso il Magistero.

      L’articolo del Centrella qui riportato si sforza, in uno sforzo che giudico encomiabile e convincente, di dimostrare Magistero alla mano quale sia la sola forma di trasformismo ammissibile per la dottrina cattolica.

      Tale trasformismo, detto “speciale” necessita per forza di almeno un “intervento divino diretto sulla materia come causa efficiente (remota o prossima) [34] del corpo di Adamo.” – anche se tale intervento potrebbe avere coinvolto in qualche modo “materia organica preesistente”. Ciò che deve essere escluso è la figliolanza di Adamo da parte di un animale irrazionale.

      Inoltre, l’articolo riporta pure una chiara sentenza della Pontificia Commissione Biblica, in un momento nel quale essa era parte del Magistero, relativamente alla creazione di Eva dal fianco di Adamo, che richiede ovviamente un altro intervento sovrannaturale diretto.

      Nel momento in cui il cattolico viene impegnato in obbedienza ad aderire con l’intelletto e la volontà a tali affermazioni, le quali invitano a credere ad azioni sovrannaturali di tal fatta, io sostengo molto semplicemente che l’ipotesi più ragionevole e soddisfacente non sia più quella evolutiva; ma al contrario di credere con semplicità alla creazione immediata sia del corpo che dell’anima umana (se dalla terra o altro materiale, non è certo così importante, ovvio).

      Per la verità, a livello personale estendo tale convincimento ai viventi in generale, e mi limito a credere alla sola evoluzione intra-specie, ma non essendo io scienziato, questo è un problema secondario che mi interessa ben poco.

      Perché quello che mi pare importante sottolineare, e che a volte all’uomo di oggi sfugge, è che una realtà per sottrarsi all’indagine scientifica, non deve per forza riferirsi alla sola sfera spirituale e invisibile. Anche una realtà visibile, laddove venga coinvolto un intervento sovrannaturale, si sottrae alla pretesa della scienza di spiegarlo esaurientemente, ed essa può solo riconoscere di trovarsi davanti a qualcosa che le è, appunto, inspiegabile.

      1. Roberto, per il credente la presenza dello spirito nel corpo di ogni persona è un fatto “speciale”, un intervento divino, eppure lo sviluppo embrionale è oggetto di studio scientifico, e quando una donna aspetta un bambino per sapere se è in salute va dal medico non dal teologo!
        Questo per dire che l’esistenza di leggi che hanno governato l’evoluzione non è in alcun modo alternativa all’unicità dell’essere umano, così come l’anatomia e la fisiologia che abbiamo in comune con gli animali non è incompatibile con l’unicità e l’incolmabile differenza dell’essere umano.

        1. Roberto

          Ma io non nego nulla di tutto ciò, professore. Mi limito a rilevare nel depositum fidei alcune verità relative alla creazione dell’uomo, del corpo umano in particolare, che sorpassano le (ipotetiche) leggi che dovrebbero governare l’evoluzione, e si rifanno a un ambito sovrannaturale.

          E’ ovvio che poiché Eva deriva da una parte dell’anatomia di Adamo, il suo corpo non può essere il frutto di alcuna evoluzione. Com’è ovvio che se Adamo non può essere biologicamente figlio di un animale, perché ciò d’autorità sostiene il Magistero, il suo corpo deve scaturire (in qualche modo) da un intervento sovrannaturale, di cui possiamo poi cercare di definire i confini e i limiti.

          Come è altrettanto ovvio che Adamo ed Eva, in quanto immortali prima del peccato originale, possedevano originariamente un corpo adornato da doni sovrannaturali, e perciò non interamente soggetto alle leggi di natura relative ai corpi materiali.

          Sapere questo non serve a voler quasi “ribadire” l’alterità dell’uomo rispetto agli animali, né a voler sostenere che il corpo umano non sia materiale e sottrarlo così all’indagine scientifica. Non capisco da quale delle mie parole sembra voler trarre tale conclusione, che di certo non mi appartiene.

          Sapere questo serve innanzi tutto a dare un senso al male che colpisce l’uomo, nozione indispensabile a comprendere la Redenzione di Cristo.

          1. Mi sembra che si sia chiarito l’ambito differenziato tra gli aspetti strettamente biologici e quelli di altra natura, e che su questo so sia d’accordo, mi scuso se avevo interpretato diversamente.

            1. Roberto

              Naturalmente non c’è nulla di cui scusarsi, professore; per me è stato davvero un grande onore e piacere poter avere questo scambio con lei.

  14. ….le scienze empiriche (infatti) non si curano né di dimostrare l’esistenza né l’inesistenza di Dio.
    La filosofia non approda a null’altro che a pensieri filosofici.
    Per quanto riguarda l’intreccio originario (direi quasi mentale) tra scienza e teologia è un fatto innegabile e storicamente
    ben noto. Basti pensare a Platone.

  15. giuliana75

    Wow…
    Ho letto ammirata questa discussione, e ammetto di aver capito un decimo. Ma siccome sono mamma e anche catechista dei miei figli come di altri bambini in età scolare, posso chiedervi come rispondere in maniera semplice alle loro domande? A scuola leggeranno libri in cui probabilmente sarà data una sola versione della realtà, la teoria darwinista che ho studiato io 30 anni fa. E allo stesso tempo leggiamo insieme la Bibbia. Come affrontare le loro domande? Perché quasi certamente si porrà per loro una specie di aut aut, o credi in un evoluzionismo o in un creazionismo. Come spiegare ai bambini che la fede non preclude la conoscenza scientifica e che la scienza vera non preclude la fede? Grazie.

    1. Buonasera Giuliana,
      quello da lei proposto è uno dei punti fondamentali sui quali dobbiamo lavorare, dobbiamo dare delle risposte alle questioni che vengono poste sia a scuola che dalla cultura contemporanea in generale.

      La prima risposta da dare nelle questioni tra scienza e fede è quella che diede il cardinale Cesare Baronio al tempo di Galilei: «La Bibbia ci insegna come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo», le Scritture insomma non hanno lo scopo di spiegare come funzioni l’universo.
      E al tempo stesso la scienza non si occupa delle finalità delle cose, infatti per definizione gli scopi non sono oggetto della ricerca scientifica. Per intenderci la scienza può spiegare la traiettoria di un proiettile ma mai potrà dire perché è stato sparato il colpo.

      Prendiamo un caso concreto, riguardo la nascita dell’universo ad esempio, la Bibbia vuole dirci che l’autore è Dio e ci dà solo qualche immagine di come essa sia avvenuta, quando poi il sacerdote astronomo Geoge Lemaitre ha proposto la teoria del Big Bang si è visto che la scienza e Genesi 1 concordavano e si è capito cosa volessero dire le prime tre righe della Genesi.

      Analogamente, riguardo l’origine dell’Uomo, dobbiamo quindi ricordare ai nostri studenti che, come nel caso dell’origine dell’universo, la Bibbia e la scienza si occupano di aspetti diversi e che in NESSUN CASO una teoria scientifica potrà dimostrare o negare l’esistenza di Creatore perché si tratterebbe di una violazione della definizione stessa di scienza sperimentale.

      Precisando poi che la teoria darwiniana (e neodarwiniana) dovrebbe spiegare come sia avvenuta l’evoluzione (e che quindi l’evoluzione è un fatto da spiegare da parte della teoria), il problema è solo scientifico. Il problema infatti è che si tratta di una teoria scientificamente non dimostrata e non smentibile, non esistono cioè fatti che possano dimostrare che non è vero quanto essa afferma.
      E questo non è scientifico.
      Insomma, per dirla con uno slogan facile da ricordare: la teoria darwiniana non è contro la religione ma contro la ragione.

      So di aver fatto un discorso troppo sintetico ma spero che le linee di base siano chiare.
      Se poi qualche interlocutore ponesse domande alle quali non si sa cosa rispondere giratele su Critica Scientifica e ne parleremo insieme.

      1. ….sì un discorso non solo troppo sintetico, ma che adopra il Popperismo in maniera dogmatica, il che è(o dovrebbe essere) il contrario dello stesso Popperismo (vedi Feyerabend)
        Ma insomma, esistono o non esistono fatti che possono dimostrare che non è vero assolutamente quanto afferma la teoria darwiniana? E all’incontro ne esistono che possono dimostrare che essa è, se non vera, almeno ragionevolmente ragionevole? (lasciando da parte la teologia, e la Bibbia, per favore).

        1. Se esistono fatti che possono dimostrare non vera la teoria darwiniana (confutabilità) vorrei che qualcuno me li indicasse, e finora nessuno l’ha fatto.

          Sulla corroborazione non ho ancora visto nulla che vada oltre la microevoluzione.

          Sulla irragionvolezza statistica dell’evoluzione per ‘caso e necessità’ rimando ai seguenti articoli pubblicati su CS
          http://www.enzopennetta.it/2013/04/il-programma-sublime/
          http://www.enzopennetta.it/2013/01/i-3-salti-dellessere/

  16. Roberto

    Ciao, Giuliana!
    Per la verità, questa è una domanda che mi sono posto anch’io, diverse volte. Non è che io abbia esperienza coi bambini, ma suggerirei di fare dare a loro la risposta.

    *Premessa lunga e inutile che può essere saltata*

    Per me è molto importante che, quando un bambino, o una persona del tutto digiuna di dottrina cattolica, fa una domanda su quello che si deve o non deve credere, si dia una risposta la più esauriente e circoscritta possibile, e senza menare troppo il can per l’aia.

    Giù il cappello e tutto il rispetto per padre Botta, nominato qua sopra da Alvise, ma ecco…
    io ricordo di aver visto tempo fa un pezzetto di uno dei filmati ogni tanto proposti da Costanza & Admin dove, forse non lui direttamente ma un altro sacerdote, parlava proprio di queste cose, e alla domanda dell’aspirante catechista che chiedeva al sacerdote “ma quando i bambini mi chiederanno se è vero che Eva è stata fatta dal fianco di Adamo, che devo rispondere?” cominciava col dire che non era tanto importante stabilire questo, ma invece si doveva invitare i bambini a contemplare la bellezza del significato dell’immagine della donna che, tratta dal fianco dell’uomo, è sua pari in dignità, e come i due sono una sola cosa nel matrimonio, eccetera eccetera.

    Tutte cose davvero bellissime e vere ma che, data la domanda di partenza, io definisco “la manovra evasiva del prete”.

    Quando il prete, o chi per esso, non vuole rispondere a una domanda spinosa, che mette in crisi, si rifugia nei “significati secondi”, che sono ovviamente di estrema importanza; lo fa però per schivare la domanda di partenza.

    Ricordo che, personalmente, mi colmavo sempre di una silenziosa frustrazione quando, giovane adulto del tutto ignaro di qualsiasi cosa avesse a che fare con la dottrina cattolica, mi venivano somministrate queste risposte. Una frustrazione che era dolore, in verità, perché davvero io avevo bisogno che mi si dicesse, innanzi tutto, quel che un cattolico era chiamato a credere. Anche solo per riflettere sul senso di ciò che, nebulosamente, avevo di fronte.

    Mi piacerebbe che nessun cattolico sottovalutasse mai l’importanza capitale di prendere sul serio queste domande per quello che sono. Un’esigenza della ragione che viene chiamata a confrontarsi con il depositum fidei della Cattolica, per fissarlo negli occhi, per così dire; un’esigenza che viene perciò frustrata quando si decide di sfuggire alla domanda per rispondere in un modo che non è certo falso, ma obliquo. A chi ti chiede da bere, non darai un sasso o uno scorpione, di certo, ma neppure un pezzo di focaccia, perché non serve a soddisfare il bisogno che ti è stato chiesto di alleviare.

    In fondo, è stato il dolore di non ricevere quello di cui avevo bisogno, che ha contribuito negli anni a fare di me il cattolico che sono (cioè: pignolo e rompiscatole), questo lo so bene da me.

    *Fine premessa lunga e inutile*

    Dunque, che fare con questa domanda, dici?

    “Ma allora, cosa dobbiamo credere? L’evoluzione è vera o no come ce la spiegano a scuola? E la creazione? E… ?”

    Io partirei da qui. Direi qualcosa del genere…
    “Facciamo un gioco, bambini. Io vi dirò cosa ci insegna la Chiesa sulle origini dell’uomo, e poi chiederò a voi di rispondere alle vostre domande.”
    “Intanto bambini, dovete sapere che tutti ma proprio tutti gli esseri umani, vengono da due persone soltanto, quelle persone che nella Bibbia si chiamano Adamo ed Eva. Non ce ne sono stati proprio altri, che non provengano da questi due.”

    E mentre staranno incassando questa prima risposta, che ci permette di sistemare il poligenismo, aggiungerei subito.

    “Anzi, un po’ mi sono sbagliato. Non è che tutti gli esseri umani provengono da Adamo ed Eva. Provengono tutti quanti da Adamo!”

    Al che mi immagino che i bambini direbbero “E come? Mica può aver fatto da solo.”

    “No.” risponderei “Ma anche Eva è nata da Adamo, in un certo senso. Per questo dico che tutti gli uomini son venuti da Adamo.”

    E alla domanda di come sia possibile, basterà dire che la nascita di Eva dal fianco di Adamo è reale, che realmente Dio ha fatto così per creare Eva, e perciò tutti, anche Eva, vengono da Adamo. Poi insieme, da Adamo ed Eva son venuti tutti quanti.

    E questo sistema “la formazione della prima donna dal primo uomo”, che è uno dei punti storico letterali che, Pontificia Commisione Biblica alla mano, non possono essere messi in dubbio dal cattolico.

    “E Adamo da dove viene?” chiederanno poi.

    “Su questo ci sono discussioni, ma quello che sappiamo è che Dio è intervenuto anche per creare Adamo, sia nell’anima che nel corpo. Voi sapete, bambini, che l’evoluzionismo dice che ogni specie nasce da una inferiore. Com’è possibile allora che Adamo venga dalla terra? Intanto, ricordate che l’evoluzionismo non è provato, perciò si può credere che Adamo sia stato creato da Dio a partire dalla terra. Oppure certo, invece che adoperare della terra, Dio potrebbe aver usato qualcosa d’altro, persino una parte del corpo di un animale. Potrebbe aver usato qualsiasi cosa, in fondo è una cosa di poca importanza. Quel che sappiamo è che Dio, Adamo lo ha proprio fatto, in qualche modo. Che Adamo non è il figlio di nessun animale.”

    Aggiungerei pure, già che ci sono…

    “E poi sappiate anche che Adamo ed Eva, prima di peccare, avevano un corpo simile al nostro, ma al tempo stesso un corpo speciale, che non poteva invecchiare, né provare dolore, né morire.”

    Dopo aver spiegato tutte queste cose, chiederei: “ditemi voi, adesso. Ora che sapete tutte queste cose, credete che l’origine dell’uomo sia come ve l’hanno insegnata a scuola?”

    Io ho idea che riceverai una risposta “bulgara”: perché il privilegio dei bambini rispetto a noi adulti è che, una volta che gli si è spiegata una cosa e loro la accettano, ne traggono subito conclusioni coerenti senza tante paturnie mentali. E’ la caratteristica che Gesù ci invita a riscoprire nel Vangelo, mi sa…

    Ora, non so davvero se queste risposte sono “spendibili” e ti possono essere utili in qualche modo: so che sono corrette sotto l’aspetto dottrinale, e che meglio di così non mi viene!

      1. Concordo. Chi divaga non è credibile: non è credibile agli occhi dei bambini, non è credibile agli occhi dei semplici, non è credibile agli occhi di chi non è disposto a trastullarsi, martinianamente, con il tarlo del dubbio per poter attribuire a sé stessi patenti di intelligenza. Chi divaga dimostra di non credere, di non voler credere, di non saper credere; dimostra di non fidarsi fino in fondo dell’insegnamento della Chiesa; dimostra di preoccuparsi molto di non apparire “ridicolo” agli occhi del mondo. Ecco perché per rispondere alle domande dirette dei bambini dobbiamo farci violenza, deporre la nostra fede “adulta”, superba, intellettualistica, astratta, furba, compromissoria e ricominciare a fidarci di Dio e della Chiesa.

        1. Alessandro

          Franz, la fede “adulta” si trastulla – appunto – col dubbio, non lo pratica seriamente. E’ una posa dubbiosa, niente che vada alle midolla: posa che l’adultista indossa perché sa che il mondo apprezza bardature speciose e blandisce chi le veste.
          Il pensiero dominante del mondo non è intellettualmente spregiudicato e criticamente avvisato: è una superstizione sotto mentite spoglie, che gode dell’immeritata fama di riuscire perspicace e chiaroveggente.
          La ratio vince anche questa superstizione e sta tutta dalla parte della fides (catholica). Sempre che la si usi, la ratio. Altrimenti, si può sempre genuflettersi alla superstizione di credere (credenza da creduloni) che l’uomo rampolli da qualche sorta di scimmione al colmo di non si sa quale evoluzione. O si può credere che il feto possa giustamente essere eliminato perché non è ancora un essere umano.

          Il pensiero dominante mondano è una religione fondata su una mitologia irrazionale e inconsistente ma di successo, funzionale alla perpetuazione di aberranti potentati mondani, contro la quale la fede cattolica deve far valere i diritti della verità, della “religio vera”, della fede secondo ragione.

          Come diceva Ratzinger:

          “Secondo Agostino e secondo la tradizione biblica, a suo parere normativa, il cristianesimo non era affatto basato su delle immagini e su delle suggestioni mitiche la cui giustificazione si trovava, in fin dei conti, nella loro utilità politica ma, al contrario, guardava alla sfera divina che si può cogliere attraverso l’analisi razionale della realtà. In altri termini, Agostino identificava il monoteismo biblico con le visioni filosofiche sul fondamento del mondo che si erano formate, con diverse varianti, nella filosofia antica. In tal senso il cristianesimo, dall’areopago di san Paolo, si presentò con la pretesa di essere la religione vera.

          Questo vuol dire che la fede cristiana non si basa sulla poesia o sulla politica, le due grandi fonti della religione, ma sulla conoscenza. Essa venera quell’Essere che si trova a fondamento di tutto ciò che esiste, il “vero Dio”.
          Nel cristianesimo, la razionalità divenne religione e non più sua avversaria. Stando così le cose, il cristianesimo, comprendendo se stesso come vittoria della demitologizzazione, vittoria della conoscenza e con essa della verità, dovette necessariamente considerarsi come universale ed essere portato a tutti i popoli: non come una religione particolare che ne reprimeva delle altre, non come una sorta di imperialismo religioso, ma piuttosto come la verità che rendeva superflua l’apparenza. Proprio per questo, nell’ampia tolleranza dei politeismi, esso sembrò inevitabilmente intollerabile, e persino nemico della religione, una sorta di «ateismo». Non si limitava a relativizzare e trasformare le immagini, ma nel far questo ostacolava l’uso politico delle religioni e metteva dunque in pericolo i fondamenti dello stato, nell’ambito del quale non voleva essere una religione tra le altre, ma la vittoria dell’intelligenza sul mondo delle religioni.”

          http://www.zenit.org/it/articles/verita-del-cristianesimo-conferenza-del-cardinal-ratzinger

            1. Alessandro

              E tu di discorsi campati in aria te ne intendi, essendo campione incontrastato di pensierini orecchiati, un tanto al chilo, di pressoché nulla pregnanza argomentativa (filosofiazzero, appunto). In ciò sei degno banditore del pensiero mondano dominante: molto fumo e niente arrosto.

              1. ….non esiste nessun pensiero mondano dominante, dominante è il mondo degli uomini coi loro pensieri
                sentimenti credenze miti illusioni delusioni eccetra. Che il luogo comune del pensiero mondano dominante faccia anche esso parte del pensiero mondano dominante?
                Buono l’arrosto, a casa mia, senza fumo!

                Pensierini orecchiati (a Tubinga, o dove?) sono quelli di Ratzinger!

                    1. Gollum! Ecco chi mi ricordi, Alvise: Gollum. O Pilato. Sfuggente, ambiguo, infido, accidioso, schizofrenico, non lontano dalla verità ma incapace di risolversi per essa solo per conservare un ruolo, innamorato dell’immagine di sé che finge di schifare. Non cattivo, non buono. Se abbandonassi il cinismo e usassi la tua vis polemica, la tua acribia come vaglio per far emergere la Verità! Arrenditi, arrenditi alla Verità e fai fruttare i tuoi talenti, sciocco.

    1. francesco

      Penso che si potrebbe dare anche la risposta piu’diretta, non divagante e dritta al punto possibile:
      1. La teoria di Darwin non e’mai stata dimostrata (questo e’facile da spiegare ai bambini).
      2. Quando anche lo fosse, descrive un ambito della realta’totalmente diverso da quello che descrive la Genesi (come spiega in modo chiaro come il cristallo questo commento del prof. Pennetta poco sopra: https://costanzamiriano.com/2014/06/14/levoluzione-teistica-e-davvero-plausibile/#comment-82296)
      3. La Chiesa ci chiede di fidarci del suo insegnamento e credere che Dio ha creato Adamo e da lui Eva, anche se non capiamo esattamente come e tanti studiosi ci stanno ancora lavorando sopra.

  17. Pingback: Letteralmente dal fianco di Adamo

  18. Mi limito ad una notazione. L’autore chiede “Non sarebbe forse più logico per Dio soprassedere tutti questi passaggi sconnessi e formare il corpo umano direttamente dalla terra (…)?”
    Ma questo non è il metodo di Dio, testimoniato dal resto delle Scritture. Dio non ha creato il popolo ebraico, è intervenuto all’inizio della storia di Abramo e poi è stato a fianco degl ebrei per tutta lal loro storia millenaria. Avrebbe potuto trarre figli di Abramo dalle pietre…non l’ha fatto.
    Alla stessa maniera, Cristo arriva in mezzo ad una storia, in mezzo ad un popolo, tra la sua gente, tanto simile a loro da non essere riconosciuto dai suoi. Potrei porla analogamente: “Non sarebbe forse più logico per Dio soprassedere tutti questi passaggi sconnessi e porre direttamente il Salvatore sulla Terra?” Sì, secondo logica umana. Ma Dio non segue una logica umana.
    Quindi, prudenza a come pensiamo di insegnare a Dio come si sarebbe dovuto comportare. Già Sant’Agostino ammoniva ad andare pianino in certi argomenti.

    1. Roberto

      Osservazione valida, ma invito a mia volta a collocare la questione posta dall’autore dell’articolo là dove essa è, cioè a conclusione del ragionamento che egli ha svolto.
      La domanda perciò non è tanto “Non sarebbe più logico […]” relativamente al modo di operare di Dio all’interno della storia, su cui concordiamo, ma “Non sarebbe più logico […]” in rapporto all’unica forma di evoluzionismo sopravvissuta alla sua analisi, che è un tipo di evoluzionismo che richiede in ogni caso un ‘massiccio’ intervento sovrannaturale nella storia.

      Se cioè, per dirla in altri termini, per “salvare” l’evoluzionismo, intendendo per esso: “l’emergere di forme di vita superiori da forme di vita inferiori” arrivo a dire che sì, è possibile che Dio abbia usato non della terra, ma del “materiale organico preesistente” di un animale, sul quale Egli intervenne soprannaturalmente per creare Adamo, e così penso di aver “conciliato” non tanto i passi biblici, quanto ciò che il Magistero invita il cattolico a credere, con le tesi evoluzioniste, ebbene… in realtà mi ritrovo a sostenere una ipotesi stiracchiata davanti alla quale un evoluzionista sarà, giustamente, sarcastico e critico anche di più che se avessi detto semplicemente “Adamo dalla terra” senza fare tanti giri di parole. E in questo senso perciò “più logico”.

      Se cioè Dio avesse deciso di utilizzare solo leggi di natura per dare origine al genere umano, l’obiezione sarebbe inattaccabile, ma è proprio tale punto di partenza che non sta in piedi.

      1. Però qui non è tanto discutere del fatto che Dio possa farlo, quanto che l’abbia fatto.
        Mi sopno ritrovato spesso a discutere con persone che chiedono: “Ma perché Dio non si mostra direttamente? Perché Cristo non appare in diretta TV, levitando?”
        Eppure non è nella tempesta nè nel terremoto che lo trova Elia (1Re 19), ma nel venticello leggero di cui manco ti accorgeresti.

        In questo senso, le tentazioni demoniache di Cristo nel deserto appaiono perfettamente logiche, e la risposta di Gesù stiracchiata. Hai bisogno di qualcosa? Crealo, dato che puoi.
        Eppure “le mie vie non sono le vostre vie”.
        Lo ripeto, attenzione con i ragionamenti. Per quale motivo Dio non può essersi servito di un meccanismo evolutivo per creare ciò di cui aveva bisogno? Non ha certo problemi di tempo, Lui. Il giorno di Dio possono essere quindici miliardi di annii nostri, e dato che noi riusciamo a stento a capire mille anni cosa vogliono dire non dovremmo essere tanto frettolosi a cassare possibili scenari sulla base di interpretazioni letterali di traduzioni di linguaggi antichi.
        Posso dirla tutta? Mi sembra molto più “da Dio” tirare una palla che va in buca dopo 15 miliardi di anni di rimbalzi che materializzarla direttamente dentro.
        Se posso azzardare, la creazione di una coppia di esseri umani “capaci di Dio” in mezzo ad altri esseri fisicamente simili ma dissimili per gli altri versi risolve anche il problema delle generazioni successive; le Scritture,a vedere bene, sembrano proprio suggerire qualcosa di simile.

        1. Roberto

          Bene, ma non posso fare altro che prendere queste considerazioni e rovesciarle.

          Anche argomentare affermando: “Mi sembra molto più “da Dio” tirare una palla che va in buca dopo 15 miliardi di anni … ” è un ragionamento umano, alla cui base rischia di esserci (non vorrei davvero che questa suonasse come un’accusa perché non la è affatto!!) una volontà della creatura razionale di insegnare a Dio il Suo mestiere.

          Se quindi interpretare tutto letteralmente è abusivo, non posso non rilevare come possa essere altrettanto abusivo passare dalla considerazione che Dio si muova d’ordinario nel chiaroscuro, che Egli sia quasi “costretto” ad agire in tal senso in base a nostre considerazioni umane.

          Questo specialmente al giorno d’oggi, dove l’uomo pretende che Dio non disturbi troppo “il manovratore”, che ci piace pensare essere noi stessi.

          Se noi fossimo dei semplici deisti, e ci limitassimo a credere in un Dio creatore, nulla osterebbe a credere nel moto evolutivo ipotizzato.

          Ma noi non siamo semplici deisti, e io potrei anche limitarmi a chiedere: “come si concilia la tesi evoluzionista con la creazione di Eva da una parte di Adamo?”.

          La domanda è diretta e vorrei avere una risposta diretta.

          Aggiungerei poi che, più si va indietro nel tempo, più Dio – il Dio che agisce nel chiaroscuro – è “libero” (virgolette d’obbligo) di agire soprannaturalmente senza che questo rischi di mettere in crisi l’ateo che vuol restare tale.

          Il problema, insisto, non è il tempo, ovviamente, né tanto meno l’interpretazione letterale o non letterale della Bibbia. Il punto è dare una lettura della Bibbia che non confligga con affermazioni Magisteriali.

          Questo è un punto che non tocca il semplice deista, ma non può non interrogare noi cattolici.

          1. Infatti, Roberto, non è che io dica che il mio modo di vedere è quello corretto; invito solo ad usare prudenza prima di fare asserzioni assolute.
            Non dico che Dio sia “costretto!” a fare alcunché: dico solo che, come posso capire il carattere di una persona dal suo modo di comportarsi, Dio dimostra una certa predilezione per un certo tipo d’approccio. Se l’abbia usato anche in questo caso è, credo, oltre la nostra possibilità di certezza se non vogliamo prendere letteralmente il racconto biblico.

            Perché, non dimentichiamoci di questo: http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p1s1c2a3_it.htm , primi punti.

            Circa Eva, in questo raccontino di qualche anno fa (perdonate l’autopromozione:http://berlicche.wordpress.com/2010/07/19/il-posto-perfetto/ ) ipotizzo una possibilità. Ancora una volta: è una storia, pura ipotesi, e non pretendo certo che sia andata proprio così. Sarei il primo a stupirmene.

            1. Roberto

              Berlicche, il racconto me lo tengo per stasera [ho da lavorà!!! accidenti a questo tempo che scappa!!] perciò (poi, prometto, la smetto) dico che non capisco la difficoltà di prendere letteralmente ciò che il Magistero ci invita a prendere letteralmente.

              Visto che mi hai lasciato un paio di link, te ne lascio uno anch’io, che tempo fa, ma sì inutile girarci attorno, mi sconvolse:

              http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/pcb_documents/rc_con_cfaith_doc_19090630_genesi_it.html

              Aggiungo che, prima di approfondire la questione, quel che sostieni tu adesso era paro-paro quel che argomentavo anche io – e non lo dico per ‘captatio benevolentiae’ ma perché è pura verità. Per essere esatti, prima che cominciassi ad approfondire rigorosamente il dogma del peccato originale e le sua implicazioni.

              Ciao! E’ stato un piacere.

              1. Puntualizzo e taccio anch’io:
                mi pare che nell’articolo siano presi letteralmente alcuni punti che il magistero non stia affatto dicendo di prendere letteralmente.
                Ad esempio, per
                “Comunque, qui è da notare l’accurata scelta delle parole: “che proverrebbe da materia organica preesistente”. Papa Pio XII avrebbe potuto dire “che proverrebbe da una specie animale inferiore””
                e seguenti esaminando il testo non giungo affatto alle conclusioni dell’autore, che mi paiono una forzatura non necessaria.
                Anche per quanto riguarda la dichiarazione dei vescovi tedeschi, è solo in parte pertinente, in quanto è la proposizione centrale
                “è venuto a essere attraverso una mutazione spontanea da una natura imperfetta a una più perfetta”
                da rigettare, specie per il spontaneamente. In ogni caso dovrei far notare che non si tratta di Magistero in senso stretto.
                Così come mi pare una forzatura affermare che “Visto che, come le Sacre Scritture e Papa Leone XIII affermano, questo intervento diretto di Dio avvenne durante il sesto giorno, e non il terzo, il trasformismo naturale è escluso.”
                Il racconto della Genesi, nella sua poeticità e ordine, non scende nei particolari. Basterebbe guardare quanti ne mancano in ciascun “giorno” per rendersene conto. Ancora una volta, è un po’ come volere insegnare a Dio come fare il suo mestiere. Riporto per comodità:

                Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne:
                Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona.
                E Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
                Dio creò l’uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò.

                come si vede, non c’è una cesura netta tra gli animali e l’uomo. Uno segue gli altri. e di più non possiamo dire.
                Che l’autore ritenga “ingiuriosa degli insegnamenti della Sacra Scrittura” il trasformismo speciale è francamente nozione sua. Parimenti io potrei ritenere ingiurioso che Dio stesso si sia fatto uomo, usando l’identico ragionamento.
                Confesso che l’argomento “contraddire la singolare unità che esiste tra uomo e donna” non l’ho capito. Una volta che abbiamo stabilito che l’uomo (e la donna) sono ad immagine di Dio, sono capaci di Dio, dov’è questa contraddizione?
                Sulla illogicità ho già detto; “arresta il processo evolutivo così che non si possa generare nessun altro essere umano in questo modo” è in contraddizione con il fatto che Dio sia intervenuto specialmente nel caso di Adamo ed Eva, quindi non è argomento sollevabile per contestare.

                Temo però che il punto più discutibile sia “Non vedo ragione di fare tutti questi salti mortali solo per conciliare la Fede Cattolica con una teoria che fu specificamente progettata per spiegare le origini dell’uomo senza fare alcun riferimento a Dio.”
                Questa sì che mi sembra un atteggiamento illogico. Primo, per teologia: se tutto viene da Dio, perché rifiutare a priori qualcosa? Se il peccato ha reso necessaria la Grazia, allora rifiuto una possibile verità solo perché alcuni l’hanno voluta usare contro la Chiesa? La croce è stata usata per crocefiggere Cristo, eppure è in tutte le nostre chiese.
                La Chiesa ha sempre affermato un’altra cosa: cioè che con la ragione, approfondendo la realtà, si può riuscire a capire meglio il piano di Dio. Rifiutare a priori quello che non rientra nel nostro schema, senza domandarci se non sia il nostro schema ad essere ristretto, mi pare quantomeno miope.
                Cerchiamo, quindi, ed approfondiamo: Lui ha creato tutto il reale, e tutto è Ad Majorem Dei Gloria.
                (acc, e io che volevo solo scrivere due righe)

          2. Tom Mariner

            Ma davvero ti sembra necessario interpretare letteralmente la creazione di Eva dalla costola? Se tratti Genesi cosí non ne esci (Caino che fonda cittá..ma con chi??): non è rispettoso della Rivelazione.
            PS l’utilizzo delle fonti magisteriali e patristiche nell’articolo é raffazzonato, mette dentro affermazioni senza contestualizzazione e non tiene conto della relativitá di certe (CERTE!! C’è una gerarchia anche per esse!) affermazioni del Magistero cattolico

  19. Velenia

    Anche io come Giuly non ho capito moltissimo di questo articolo,ma mi preme intervenire con una domanda che nasce dalla mia esperienza personale.Sia io che mio marito,come tutti penso,abbiamo assorbito a scuola le teorie darwiniste,lui poi ha continuato a studiarle nella branca sicentifica che è poi diventata il suuo lavoro.Non ci siamo mai posti grandi problemi nell’accettarle ,nè nel conciliarle con la nostra Fede Cattolica.La nascita di un nostro figlio con una rara anomalia genetica ha,invece,messo radicalmente in crisi la Fede Darwinista prima di mio marito e poi la mia.Non quella Cattolica per cui il nostro “imperfetto” figlio è immagine di Dio e da Lui voluto e amato,ma proprio quella evolutiva.Capisco che quello che dico ha probabilmente il valore di un discorso da bar,eppure non siamo riusciti a trovare notizia di una sola modificazione del Dna umano attuale che non sia peggiorativa,non parlo solo delle alterazioni cromosomiche,ma anche delle semplici alterazioni geniche,non esiste,che io sappia,una sola delezione,o una duplicazione che abbia prodotto un individuo più forte o più resistente alle malattie,mentre uno dei capisaldi,se non mi sbaglio, del darwinismo è l’esistenza di modificazioni genetiche migliorative anche nell’ uomo.E in questo senso l’uomo potrebbe derivare da un altro animale con un diverso codice genetico.Probabilmente non sono stata chiara, ma mi piacerebbe se qualcuno di voi riuscisse ad indicarmi una risposta.

    1. Roberto

      Io ho capito Velenia, ma mi sa che ho scritto già fin troppo… e poi io sono capace solo di risponderti che giudico, ormai da tempo, le tesi evoluzioniste delle tali panzane da essere persino imbarazzante doverle sostenere o difendere. Non credo che questa risposta possa esserti utile.

      [oh, spero che non ti offenda, by the way!! 😀 ]

    2. Giancarlo

      Velenia, hai perfettamente ragione. Del resto è proprio il nocciolo di quello che il prof. Pennetta (affiancato da numerosi e validissimi collaboratori) mette in evidenza nel suo sito di “Critica Scientifica”. La verità è che il meccanismo di evoluzione per mutazione genetica è totalmente campato in aria, non è stato MAI osservato nè MAI riprodotto in laboratorio. So che, per molti decenni, si è provato ad ottenere mutazioni genetiche migliorative (o almeno neutre!) nella Drosophila melanogaster (moscerino della frutta), perchè si presta molto bene ad essere studiato, avendo un ciclo vitale breve. Pur stimolando in ogni modo mutazioni genetiche migliorative, mai si è osservato qualcosa di simile. Potremmo poi andare a vedere cos’è successo nelle aree vicine alla centrale nucleare di Chernobil: mostruosità di ogni genere, sia nel regno vegetale come in quello animale, ma NESSUNA modifica genetica migliorativa, nessuna nuova specie, niente di tutto questo.

      In conclusione, come suggeriscono Franz e Roberto, io starei parecchio aderente a quello che dice la bibbia, anche perchè, al momento, non c’è davvero nessun motivo di temere di andare contro la scienza. Gli unici che vanno contro la scienza, per adesso, sono i neodarwinisti insieme con i creazionisti.

    3. Velenia, il suo ragionamento è sintetico e corretto, veramente non c’è molto da aggiungere.
      Che l’accumularsi di mutazioni non possa fare altro che portare alla fine alla degenerazione dell’informazione genetica lo sostiene un grande genetista, JC Sanford ( http://en.wikipedia.org/wiki/John_C._Sanford ), così come lo sosteneva anche Giuseppe Sermonti negli anni ’80 e poi pagò pesantemente la sua critica al darwinismo.
      La risposta che al momento possiamo dare è che l’evoluzione è certamente avvenuta, ma la teoria neo-darwiniana non ne fornisce una spiegazione soddisfacente.
      E quindi, da un punto di vista biologico, siamo ancora alla ricerca di come siano andate le cose.

    1. Buonasera Luciano, non esistono mutazioni genetiche umane vantaggiose, neanche quella dell’anemia mediterranea che conferisce resistenza alla malaria.
      L’emoglobina mutata infatti, insieme alla resistenza alla malaria, comporta una diminuzione della resistenza fisica che rende svantaggiati rispetto a chi ha un’emoglobina normale.

      L’anemia mediterranea è dunque uno svantaggio, un peggioramento delle prestazioni dl corpo umano, che però viene compensato da una maggior resistenza alla malaria. Possiamo ritenerla dunque un deterioramento che oltre a danneggiare la fisiologia umana danneggia quella del Plasmodium malariae che si basa su un’emoglobina normale.

      insomma, la mutazione dell’anemia mediterranea danneggia due specie, quella umana e il plasmodio della malaria, ma è così che può procedere l’evoluzione, cioè per somma di danneggiamenti?
      Non pensiamo che a lungo andare n simile meccanismo porterebbe solo all’estinzione di entrambe le specie?

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