Mark Twain e l’insostenibile leggerezza di Adamo ed Eva

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di Francesco Longo

Nell’epoca in cui termini come “maschile” e “femminile” sembrano pronti per le teche di un museo, l’operazione più spericolata che si possa immaginare è ironizzare su ruoli, stereotipi e generi sessuali. In questo vasto campo minato che è la cultura attuale, viene in aiuto un vecchio libro di Mark Twain che la casa editrice Bordeaux ha saggiamente ripubblicato adesso, e che può fare da vaccino nei tempi austeri del politicamente corretto. Il libro si intitola I diari di Adamo e di Eva (pag. 180, euro 14, illustrato da Edoardo Palmigiani e Lester Ralph).

In principio i diari furono pensati separatamente: quelli di Adamo facevano parte di un volume sulle cascate del Niagara (uscirono autonomamente nel 1904), mentre quelli di Eva sono del 1905. Sono stati pubblicati insieme per la prima volta negli Stati Uniti nel 1995.

Nell’incipit c’è già tutto il registro ironico di Twain: «Questa nuova creatura dai capelli lunghi mi sta sempre tra i piedi». Il giorno in cui Adamo inizia a prendere appunti c’è già Eva al suo fianco. La sua vita merita di essere raccontata da quando compare lei. Subito intravede delle differenze e le annota: «Io non ho ancora avuto modo di dare nome a qualcosa. È la nuova creatura a denominare tutto quello che le capita a tiro». Insieme alle diversità, arrivano presti i fastidi, segnati dalla comicità di Twain: «Vorrei che non parlasse: parla di continuo». Adamo è stupito dai comportamenti di Eva – «la nuova creatura mangia troppa frutta» – e sorpreso dal fatto che lei si ponga al suo livello: «Dice anche di non essere una cosa, ma una donna».

Di fatto, Adamo è razionale, ottuso, pigro, privo di uno sguardo incantato o poetico, mentre Eva è intraprendente, sdolcinata, curiosa. Lei chiacchiera, lui fugge, lei lo ritrova. Secondo Twain, Adamo è incredulo per il fatto che lei esprima dei sentimenti: «È venuta un’altra volta a fare quel rumore penoso e a versare acqua dai buchi con cui guarda».

La vita dei genitori dell’umanità trascorre serenamente nel Giardino. Poi, l’inevitabile: «Questa mattina ho trovato la nuova creatura che cercava di staccare delle mele dall’albero proibito». Insomma, «adesso si è infatuata di un serpente». Ma Adamo non è in grado di leggere le conseguenze della disobbedienza biblica. Il suo sguardo è superficiale: «Lei è arrivata qui tutta coperta di rami e di foglie d’albero e quando le ho chiesto qual era il motivo di quella stupidaggine e ho cercato di togliergliele di dosso si è messa a ridacchiare ed è diventata rossa».

Qualcosa Adamo intuisce, ma resta attaccato al mondo materiale: «Trovo che sia un’ottima compagna. Penso che mi sentirei solo e depresso senza di lei, ora che ho perduto la tenuta».

C’è un vuoto di un anno, nel diario di Adamo. Poi riprende: «Gli abbiamo messo il nome Caino». Lui è indifferente al figlio, convinto che Eva lo abbia cacciato in giro come gli altri animali e prova ad «addomesticarlo». Mentre per lei è una rivoluzione: «L’arrivo di questo essere sembra aver stravolto completamente il suo carattere».

Ad Adamo servono dieci anni per formulare un’analisi sulla loro relazione: «È meglio vivere fuori del Giardino con lei, che lì dentro senza di lei».
Nel diario di Eva invece si capisce che è lei a riflettere sulla coppia e sui ruoli: «Li pare una creatura più interessata a riposarsi che a qualunque altre cosa»; poi: «lui ha gusti volgari e non è gentile»; e «ma non ha un cuore?».

Intuitiva, malinconica, tollerante, si fa domande per capire chi le sta davanti e formula risposte: «Parla pochissimo, forse perché non è brillante».

Per fare slalom tra le trappole della nostra cultura, in cui le differenze tra maschile e femminile vengono rimosse – a parte le “teorie gender” è tutto frutto della cultura – è sano tornare allo sguardo acuto e divertito di Mark Twain. Giocò con gli stereotipi, guardò con leggerezza ai rapporti di coppia. È lo stesso sguardo con cui Eva fissa quello scemo di Adamo: «Ci saranno stati dei buoni motivi per averlo fatto così, ne sono sicura. L’intelligenza si svilupperà col tempo, anche se non credo che sarà una cosa tanto veloce».

Se davvero i classici sono bombe a orologeria pronte a esplodere a centinaia di anni dalla loro pubblicazione, qualcuno avverta gli artificieri.

fonte: EuropaQuotidiano

199 pensieri su “Mark Twain e l’insostenibile leggerezza di Adamo ed Eva

  1. Angelina

    Ho letto il diario di Eva. Comprato per regalarlo, me lo sono letto tutto d’un fiato prima di incartare il dono (ad un maschio). Ricordo bene il finale: dopo la morte di Eva, Adamo scopre il diario ed aggiunge queste parole “Dovunque era lei, quello era l’Eden”.
    Un po’ come Montale, in Xenia.

      1. JoeTurner

        Un tizio su facebook riferisce di una presunta telefonata privata e la cosa viene ripresa in un articolo non firmato…altro che molle!

            1. JoeTurner

              anche Repubblica non firma l’articolo, mentre Rachele Nenzi su Il Giornale usa (giustamente) il condizionale.

  2. sara s

    discorso del Papa il 18 gennaio alla rai, ma si adatta benissimo anche ai giornali:

    “La qualità etica della comunicazione è frutto, in ultima analisi, di coscienze attente, non superficiali, sempre rispettose delle persone, sia di quelle che sono oggetto di informazione, sia dei destinatari del messaggio. Ciascuno, nel proprio ruolo e con la propria responsabilità, è chiamato a vigilare per tenere alto il livello etico della comunicazione, ed evitare quelle cose che fanno tanto male: la disinformazione, la diffamazione e la calunnia.”

    1. Giusi

      Son d’accordo con te Alessandro, non si può concludere come conclude l’articolo che si tratta di telefonata privata del Pontefice e quindi non ci sono commenti da fare al riguardo. Il Papa non è una figura “privata” non può avere una dimensione pubblica e una privata: è sempre il Papa! (mi verrebbe da aggiungere un’esclamazione di Defalchiana memoria ma mi astengo). Qui non si tratta di essere “più papisti del Papa” (spero non l’abbia detto) ma di stabilire se si ritiene che il Vangelo sia Parola di Dio immutabile (e riguardo al matrimonio è chiarissima) o è una barzelletta!

      1. Certo c’è un po’ di tutto nel testo riportato da Alessandro…
        Pure il prete (più papista del Papa che adesso però non è più prete…)

        Ad ogni modo va sottolineato e tenuto ben presente che la signora in questione NON ha mai avuto accesso al Sacramentio del Matrimonio – (è sposata civilmente – ? – neppure – ?).
        Personalmente condividere i l’orientamento del “prete ligio” a non poter concedere (e uso “poter” non “voler”) concedere l’assoluzione (presumo) e quindi il “permesso” ad accostarsi alla Comunione, in quanto è necessario il fermo proposito ad un cambiamento di vita e di attrggiamenti e, in buona sostanza a “fuggire le occasioni prossime di peccato”…
        Ma se qui un linea ben precisa si può considerare tracciata, dobbiamo anche tornare al discernimento (senza levate di scudi) di ogni singolo sacerdote su ogni singolo caso.

        Ciò detto, anche ammesso e assolutamente NON concesso, che tutto quanto riportato – e dico tutto – corrsisponda al vero, personalmente non ho alcun bisogno che alcuno mi confermi che “che il Vangelo è Parola di Dio immutabile”.

        (Cito Giusi, ma non è una critica a Giusi…)

        1. Giusi

          Bariom figurati se lo confermo a te nè tantomeno al Papa ma sapessi quante mi tocca sentirne tutti i giorni! Qualcosa che non va sicuramente c’è al di là delle intenzioni del Papa, c’è tanta confusione, io non so come si debba aggiustare il tiro e non voglio dare consigli a nessuno però la posta in gioco è alta. Ritengo, umilmente, che sarebbe meglio che qualcuno di autorevole e di uffciale dicesse con chiarezza che quella telefonata è una bufala!

          1. Si, mi rendo conto… un tempo dovevi “difendere semplicemente” (non che sia poco…) le affermazioni della dottrina, del credo o del catechismo (tempi già molto più recenti e comunche il CCC era ed è per “gli addetti ai lavori”).

            Adesso tutti i massmedia – ma proprio tutti – sono esperti in teologia, in dottrina, esegeti, profeti, e chi più ne ha ne metta e siccome sembra non ci sia rimasto altro di credibile al mondo (tu senti citare per caso le parole di un qualunque politico come se avesse detto il vero?), allora ti senti dire: “Ma il Papa ha detto… no, no… ha detto proprio così” (SIC)

            L’esposizione massmediatica del Santo Padre è un segno dei tempi. Certo molti vorrebbero solo sentirsi dire quello che più fa loro comodo (e non è certo colpa del Papa), ma è anche segno di come tutti cerchino certezze e una parola di verità. Ma questa sovra-esposizione, porta certamente anche dei rischi e ha un “rovescio della medaglia”.

  3. nadia

    ma che belli questi estratti!! mi manca twain come autore e questo post mi fa venire voglia di leggerlo!! grazie!!!

    1. Alessandro

      Tradotto dal diplomatichese: “Quello che Papa Francesco dice o non dice nelle sue conversazioni telefoniche non ha conseguenze sull’insegnamento della Chiesa.
      Quindi, qualsiasi cosa abbia detto in quella telefonata, sulla recezione della comunione eucaristica da parte dei divorziati risposati vale quanto insegna il magistero della Chiesa”.

      Per chi non lo sapesse, il Magistero insegna questo al riguardo:

      “La Chiesa ribadisce la sua prassi, fondata sulla Sacra Scrittura, di non ammettere alla comunione eucaristica i divorziati risposati. Sono essi a non poter esservi ammessi, dal momento che il loro stato e la loro condizione di vita contraddicono oggettivamente a quell’unione di amore tra Cristo e la Chiesa, significata e attuata dall’Eucaristia. C’è inoltre un altro peculiare motivo pastorale: se si ammettessero queste persone all’Eucaristia, i fedeli rimarrebbero indotti in errore e confusione circa la dottrina della Chiesa sull’indissolubilità del matrimonio.

      La riconciliazione nel sacramento della penitenza – che aprirebbe la strada al sacramento eucaristico – può essere accordata solo a quelli che, pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, sono sinceramente disposti ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio. Ciò comporta, in concreto, che quando l’uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione, «assumono l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi» (Giovanni Paolo PP. II, Omelia per la chiusura del VI Sinodo dei Vescovi, 7 [25 Ottobre 1980]: AAS 72 [1980] 1082).”
      (Giovanni Paolo II, Esort. apost. “Familiaris consortio”, n. 84)

      1. jherzog

        Alessandro: la tua traduzione secondo me e’ imprecisa. io leggerei piuttosto “quello che viene diffuso di queste conversazioni non e’ attendibile e quindi non ha conseguenze sull’insegnamento della Chiesa” (cf. “Ciò che è stato diffuso a questo proposito […] non ha quindi conferma di attendibilità”).
        mi sembra un modo cortese di dire “smettetela di far passare per parole del Papa quello che vorreste sentirvi dire”.

        1. Alessandro

          jherzog: può darsi che abbia ragione tu, non lo nego.

          Se devo proprio dire come la vedo io, capisco il senso generale della dichiarazione (“non prendete pretesto da questa vicenda per sostenere che il Papa ha modificato l’insegnamento della Chiesa”), ma solo il senso generale. Che cosa dica questa dichiarazione, analizzata frase per frase, confesso che stento a capirlo (mi pare scritta in “diplomatichese” involuto, e quindi difficile da interpretare).

          1) Grammaticalmente non si regge: “Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha quindi conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione”.

          In italiano si scriverebbe: “Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non HANNO quindi conferma di attendibilità e SONO fonte di fraintendimenti e confusione”.

          2) “Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha QUINDI conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione”.

          Che significa quel “QUINDI”? Significa che ciò che è stato diffuso non ha conferma di attendibilità PERCHE’, proprio in quanto è stato diffuso, ha travalicato il confine dei rapporti personali del Papa (“uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali”)? Cioè significa che, essendo quella telefonata confinata nell’ambito dei rapporti personali del Papa, il contenuto della stessa non può ricevere conferma di attendibilità, e non la può ricevere perché la Sala stampa può dare conferma di attendibilità o inattendibilità solo riguardo a ciò che non è confinato nell’ambito dei rapporti personali del Papa? Così sembrerebbe, stando a quanto è scritto prima: “Non trattandosi assolutamente di attività pubblica del Papa non sono da attendersi informazioni o commenti da parte della Sala Stampa”.

          Ma se così è, questa dichiarazione non smentisce il contenuto della telefonata come è stato divulgato, ma si limita a notificare che il carattere strettamente privato della conversazione intercorsa impedisce alla Sala stampa di dare conferma di attendibilità (o meno) in merito al contenuto divulgato.

          In ogni caso, mi rendo conto che è perfettamente inutile attardarsi in esercizi interpretativi quanto mai opinabili, quindi me ne sto al senso generale della dichiarazione, che invece mi pare abbastanza chiaro: “non prendete pretesto da questa vicenda per sostenere che il Papa ha modificato l’insegnamento della Chiesa”.

          Quindi: il Magistero continua a insegnare (e ci mancherebbe pure) che i divorziati risposati non possono accedere alla comunione eucaristica e non possono ricevere l’assoluzione sacramentale (a meno che, “pentiti di aver violato il segno dell’Alleanza e della fedeltà a Cristo, siano sinceramente disposto ad una forma di vita non più in contraddizione con l’indissolubilità del matrimonio”, ossia concretamente “quando l’uomo e la donna, per seri motivi – quali, ad esempio, l’educazione dei figli – non possono soddisfare l’obbligo della separazione, assumano l’impegno di vivere in piena continenza, cioè di astenersi dagli atti propri dei coniugi”).

          1. “Ciò che è stato diffuso a questo proposito, uscendo dall’ambito proprio dei rapporti personali, e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha quindi conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione”.

            – Ciò che è stato diffuso a questo proposito – il soggetto è “ciò che è stato diffuso”?
            – Se sì, ovviamente esce – nel senso è stato estratto, non che se ne allontana – dall’ambito (da un ambito – meglio) dei (di – meglio) rapporti personali.
            Ciò che è stato diffuso è infatti il “riporto” di un eventuale dialogo interpersonale.
            – e la sua amplificazione mediatica (di ciò che che è stato diffuso…), non ha – quindi (?) – conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione”.

            Insomma provando a ricostruire:
            “Ciò che è stato diffuso a questo proposito e la sua amplificazione mediatica conseguente, non ha conferma di attendibilità ed è fonte di fraintendimenti e confusione, essendo poi estratto da un ambito di rapporti personali.”

            Non per far le pulci all’italiano, ma per provare a dare un senso a una precisazione non propriamente precisa.. 😉

          2. fortebraccio

            In effetti ha più senso quello che dice jherzog.
            E’ quanto viene riportato che non può incidere sulla dottrina (ovverosia, se è stato riportato uno svarione è colpa di chi ha capito male).
            Esattamente quello che è successo con Scalfari.
            Anche perchè mi sembra stupido andare dal Papa a chiedergli “ma davvero hai detto questo?”.
            No dai, non si può dubitare.

          3. Giusi

            Poichè la telefonata è stata fatta (non è che non sia stata fatta) e poichè qualcosa è stato detto (non è che non sia stato detto) ho trovato molto interessante questo scambio di opinioni. Un’idea me la sono fatta ma la taccio tanto il mondo può ben sopravvivere senza saperla. Ho trovato illuminante leggere tutto anche gli articoli ai quali si rimanda (con qui e qui).

            http://www.lanuovabq.it/it/articoli-chi-speculasulle-telefonatedel-papa-9033.htm

            http://www.riscossacristiana.it/chi-specula-sulle-telefonate-del-papa-commento-del-padre-ariel-s-levi-di-gualdo-articolo-sulla-nuova-bussola-quotidiana/

              1. Giusi

                Facciamo finta che sia vero….. 😀 Ho trovato illuminante anche questa intervista soprattutto due domande e risposte:

                Nelle villas la maggior parte delle persone non sono sposate, eppure voi date la comunione a tutti. Il cardinale lo sapeva?
                «Certo che lo sapeva. L’America Latina è così. Facevamo ritiri spirituali per le coppie, conviventi e no, partecipava anche lui, e sapevamo che molte non erano sposate. Però col tempo la maggior parte di loro si sposavano».

                E i sacramenti li date senza problemi?
                ««Noi rispettiamo la gente. Se uno vuol fare la comunione gliela diamo, se vuole i sacramenti glieli amministriamo. Bergoglio ci diceva di usare un linguaggio propositivo senza iniziare il discorso dicendo ‘non si può far questo e non si può far quello’».

                http://qn.quotidiano.net/cronaca/2014/03/13/1038517-papa-francesco-bergoglio-padre-pepe.shtml

                1. Giusi

                  Questa l’ho trovata su facebook. Facciamoci una risata va’:

                  “Vorrei una Chiesa Povera pure io…

                  Che non pagasse più il telefono e che per questo, glielo tagliassero, specie in Santa Marta…”

  4. Baldo

    Mi capita spesso di giocare al telefono senza fili e da una parola di partenza, finito il giro, sarà perché il giro è lungo (siamo in una famiglia numerosa), sarà perché i più piccoli non hanno ancora affinato un lessico appropriato o perché pensano a tutt’altro, vengono fuori cose veramente impossibili.

    Forte di questa esperienza, che tutti hanno certamente fatto, ma molti hanno dimenticato, ho maturato la convinzione che, quando le parole del Papa fanno giri così larghi è quasi inevitabile che, inconsapevolmente o consapevolmente, colposamente o dolosamente, in buona fede o in cattiva fede, ci si aggiunga qualcosa o che si tolga qualcosa secondo i propri desiderata o perché è ancora poco progressista o, viceversa, anche in alcuni siti cattolici, perché è fin troppo progressista.
    Per questo sono molto d’accordo con Bariom
    24 aprile 2014 alle 11:09.

    Il comunicato stampa di Padre Lombardi non dice solo che le conversazioni private del Papa rimangono private, ma ci fornisce il criterio per valutare l’attendibilità di certe notizie. Non può bastarci, almeno a noi che siamo nella Chiesa, la testimonianza di terza, quarta, quinta mano postata chissà dove e rimbalzata in cronaca, per sapere cosa dice il Papa!

    1. @Baldo, la preoccupazione credo (spero anzi) non sia per “chi sta nella Chiesa” di sapere cosa effettivamente dice il Papa – dovrebbere essere un riferimento le ufficiali catechesi e gli scritti, più che il tam-tam cacofonico dei mass media – la preoccupazione é probabilmente per chi si ferma a quel tam-tam.

      Ma anche qui, ce poco da fare, ognuno capisce e recepisce ciò che vuol capire e recepire…

      Poi certamente abbiamo avuto Papi che erano meno “estemporanei”, ma certo Papa Francesco saprà far tesoro di quanto va accadendo, per il resto io sono una di quelle “anime belle” (si fa per dire) che pensa che ogni Papa è quello “giusto”. Giusto per i tempi e per la Chiesa secondo quanto ha disposto lo Spirito Santo. 😉

      1. Baldo

        La preoccupazione per molti, anche dentro la Chiesa, credo sia quella di scrutare, anticipare, presagire quali saranno gli orientamenti della Chiesa di Papa Francesco su temi oggi particolarmente sensibili.

        A volte perché si scambia l’afflato pastorale dell’attuale Papa per imprudenza, per debolezza o per cedimento. E’ vero che c’è una certa dose di estemporaneità, viste le precisazione cui è spesso chiamato padre Lombardi, ma questo fa parte del gioco della sovraesposizione mediatica di un Papa che vuole comunque essere pastore in mezzo al suo gregge ma in un mondo di lupi, dove è facile che una parola o un inciso sia estrapolato, manipolato e reinterpretato.

        Tuttavia, il buon senso non è monopolio di chi è dentro la Chiesa (per questi è un dovere!) e chi ne è lontano, senza pregiudizi e malizia, potrà ugualmente discernere che cosa veramente dice il Papa e la Chiesa, piaccia o non piaccia, magari con l’aiuto in incognito dello Spirito Santo e della nostra testimonianza viva, Del resto il cammino della Chiesa è stato sempre così irto d’inciampi più o meno facili da superare, ma, più del buon senso, dovrebbe assisterci la fede come giustamente ha sottolineato Bariom.

        Insomma, possiamo parlare delle prese di posizioni del cardinale Kasper (e qui se ne è discusso), ma, come padre Lombardi, tralascerei di alimentare ansie sulle dichiarazioni di Julio Sabetta. 🙂

        P.S.: Mi sorprende che il Corriere non si sia buttato sulla notizia!

        1. Concordando con te, caro Baldo, mi permetto di aggiungere che anche con Benedetto XVI, di cui tutti ricordiamo la chiarezza e la semplicità nel comunicare anche i concetti più ostici, erano frequenti gli interventi di chiarimento e precisazione da parte di P. Lombardi. E sono abbastanza “vecchio” per ricordare dei creativi “taglia e incolla” giornalistici pure ai tempi di San Giovanni Paolo II (piccolo inciso: che bello poter scrivere “SAN Giovanni Paolo II!!! 😀 ), però all’epoca la cosa era meno evidente perché non era ancora a regime la centrifuga mediatica di Internet. Insomma, se da qualche parte c’è qualcosa che non va io la vedo più nella macchina della comunicazione moderna, che manipola a suo piacimento gli accadimenti e parole, che nelle azioni/discorsi/scritti di papi, cardinali e vescovi o quant’altri (ma anche la nostra cara Costanza, purtroppo, ne sa molto a riguardo, vedi cosa è successo in Spagna…). Mi verrebbe da dire che ormai l’unico modo per non essere fraintesi sia lo stare zitti e fermi, ma ovviamente per un uomo di Chiesa, tanto più un Papa, è impossibile, fa parte del gioco come hai giustamente detto.

  5. pietro77

    scusa Angelo, ma ho sentito gridare al segno divino a Medjugorie per le scie di due aerei incrociati che formavano una croce, o per una nuvola dalla forma vagamente simile a una Madonna e liquidiamo il crollo di un crocefisso dedicato a un uomo che verrà canonizzato fra due giorni e che è costato la vita ad una persona come semplice cedimento strutturale?

    1. Al di là del cedimento certo strutturale che andrebbe indagato, è certo che poteva cedere in qualunque altro momento e magari senza nessuno “sotto”, potremmo quindi porci la domanda e sentirci rispondere:
      “O quei diciotto, sopra i quali rovinò la torre di Sìloe e li uccise, credete che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo.”

      Le morti di questo tipo, sempre ci richiamano a conversione a non rimandare la nostra conversione, a non dare per scontato che questa sera tornerò a casa o domattina aprirò gli occhi.

      Poi, nell’ottica della fede potremmo aggiungere:

      “Agli occhi degli stolti parve che morisse;
      la sua fine fu ritenuta una sciagura,
      la sua partenza da noi una rovina,
      ma egli è nella pace.
      Anche se agli occhi degli uomini subisce castigo,
      la sua speranza è piena di immortalità.
      Per una breve pena riceverà grandi benefici,
      perché Dio lo ha provato
      e lo ha trovato degno di sé:
      lo ha saggiato come oro nel crogiuolo
      e lo ha gradito come un olocausto.

      Ho volutamente forzato il passo della Sapienza nella forma singolare, per dare maggiormente la forza all’idea che la morte anche questa, che pare una sciagura, può essere il “momento propizio”, il momento migliore, per passare al Padre, per l’incontro definitivo con Cristo, secondo quanto ha disposto la Volontà di Dio nella sua infinita Bontà e Misericordia.

    2. 61angeloextralarge

      Pietro77: Non ho gridato a nessun segno “divino”… né ci griderò mai, anche se credo all’autenticità delle apparizioni a Medjugorje. Le braccia della croce nel cielo a Medjugorje avevano proprio la curva dell’emisfero terrestre ma nessuno ha pensato alle scie di due aerei..Tutti a gridare al segno, come se la Madonna non sia capace di tirare diritte le righe disegnando una croce. Certo che per essere Una che permette miracoli e prodigi… Una che ha una fantasia artistica incredibile, in disegno se la cava piuttosto male… Maria, Madre mia, lo so che non sei permalosa, anzi, a volte ti fai trattare proprio male! Ti chiediamo opere grandi e pensiamo che Tu non sappia fare quelle banali, ma banali, anzi banalissime, come disegnare una croce, che sia diritta nel cielo… proprio Tu che di Croci te ne intendi tanto! Ma!
      Nel caso della croce caduta, ovviamente mi dispiace molto per l’accaduto e prego, ma se invece di essere una croce era un traliccio o un qualsiasi palo… che segno era?
      A parte tutto, non voglio dare per certo che sia bisogno di manutenzione… la mia era più una frase buttata là che un’affermazione. Però, visto che nuova non era, visto che il Signore non “fa cadere le croci” tanto per… Perché pensare a un segno divino? Se esco di casa senza ombrello e piove, mi busco un malanno… che segno è? Che era meglio prendere l’ombrello.

      1. pietro77

        Però dobbiamo decidere o che tutto può essere “segno” oppure che niente può esserlo e non ci dobbiamo offendere se il primo filosofiazzero che passa ci prende in giro (a proposito ancora non s’è fatto vivo?)

        1. 61angeloextralarge

          Pietro77: per me i segni sono una cosa molto seria e non intendo chiamare tutto segno, perché tutto non lo è. Tanto meno intendo dire che niente lo è… Anche se non griderò mai “segno!!!”, so che il Signore fa cose da Dio! E se Alvise prende in giro, peggio per lui. Tanto qualcosa da dire lo trova sempre. Perché devo farmi condizionare da lui? Manco pa’ capa! 😉

              1. 61angeloextralarge

                Giusi: “segno” inteso come segno particolare della presenza di Dio? Hai ragione: tutto è segno, perché tutto è opera di Dio. Ma… “segno” come la croce nel cielo a Medjugorje o una nuvola che ha la sagoma della Madonna, oppure un pezzetto di legno dove sembra di intravvedere la sagoma di Cristo crocifisso… cioé quelle cose alle quali si grida: “Segno!!!”, beh, secondo me non tutto è segno. Stiamo in Cielo ma con i piedi per terra e non esaltiamoci come purtroppo si fa in tanti, soprattutto al ritorno da Medjugorje. Soprattutto perché i “segni” sa farli anche il puzzone. Chi fa un discernimento serio, di solito ci va cauto e attende i frutti.

                  1. 61angeloextralarge

                    Giusi: a me no, proprio. Ripeto: i segni li sa fare anche il puzzone, oltretutto chi ci chiede di interpretarli?
                    Ti faccio un esempio: una fedelissima e fedelissima di Medjugorje, ha sbottato in malo modo quando ha saputo che al suo vescovo era stato diagnosticato un tumore: “Ecco, vedi? La Madonna parla chiaro! Lui è contrario a Medjugorje e adesso gli ha fatto venire il tumore, così impara a credere a Medjugorje!!!!”. A parte che se fosse questo il metodo educativo di Maria e Compagnia Bella, non avrebbe dovuto essere il solo vescovo ad ammalarsi di tumore… sai quanti altri… e non solo vescovi. Mi rifiuto di pensare che il Signore usi “segni minatori” per impaurirci, farci pentire e credere in Lui. Se è il dio della Misericordia, del perdono, il dio che si avvicina a noi dicendo: “Misericordia voglio e non sacrificio…”, come posso pensare che un dio Padre usi metodi da patrigno, da padre cerbero? Lui vuole essere amato, non temuto. Ascoltato con obbedienza filiale, cioé amorosa, non timorosa.

  6. Giusi

    Ho appena scoperto che la croce era dedicata a Giovanni Paolo II e la vittima risiedeva in via Giovanni XXIII! Non possono essere coincidenze: qualcosa ci vogjiono dire ma non so cosa!

    1. Forse aveva un papà senza accento, era tutto casa e chiesa, leggeva le edizioni Segno, sua mamma si chiamava Maria ed era nato in una stalla per le improvvise doglie in una Pasquetta campagnola….
      Per cortesia rientriamo nei ranghi, che se continuiamo così ci mettono la O davanti e siamo a posto.
      Sempre LIRReverendo

  7. Giancarlo

    Che cosa sono i segni? Penso che siano fatti che indicano un significato che va oltre il significato immanente. Insomma, credo che il segno sia un modo di parlare non aperto, obliquo, quasi un tentativo estremo di comunicare qualcosa di importante che ancora non è stato recepito con il linguaggio ordinario.

    Non sono un esperto ma credo che la bibbia, dall’inizio alla fine, faccia riferimento ad una quantità sterminata di segni. Il segno è un vero e proprio linguaggio di Dio e Gesù stesso ci invita a leggere i segni dei tempi.

    Quello che è successo a Cevo (Brescia), è un segno? Può indicare un significato che va oltre il cedimento strutturale? Si, secondo me non c’è dubbio. Le coincidenze sono parecchie e molto significative. Il significato di questo segno mi pare evidente: molti innocenti dovranno soffrire e morire a causa della stupidità di coloro che hanno la responsabilità della chiesa e del futuro dell’umanità.

    1. JoeTurner

      Io non sono sull’elenco telefonico.
      Non credo esistano altri impedimenti perché anch’io riceva LA telefonata.

    2. Giancarlo

      Non capisco, sono amareggiato. Il papa della chiesa cattolica non dovrebbe lasciarsi strumentalizzare da un porco del genere.

      1. Alessandro

        Giancarlo, sono d’accordo con te, ma t’inviterei fraternamente a non chiamare “porco” questo signore. Capisco che sia una persona molesta, ma le persone moleste vanno sopportate pazientemente, beninteso senza assecondarle in alcun modo nei loro errori (anzi, facendo, in parole e opere, tutto ciò che è cristianamente possibile e doveroso per intralciare i loro disegni aberranti).
        Ricordo anzitutto a me stesso che sta scritto:
        “chiunque si adira con il proprio fratello, sarà sottoposto a giudizio. Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.” (Mt 5, 22)

        1. Condivido… avevo avuto subito l’impulso di fare un commento simile a quello di Alessandro, ma dati i precedenti non volevo sembrasse ormai un fatto personale tra me e Giancarlo 😉

        2. Giancarlo

          Non sono adirato con Pannella, semmai sarei tentato di esserlo con il papa. Non ho detto che Pannella è stupido o pazzo. Ho detto che è un PORCO. E lo ripeto. Se poi qualcuno si scandalizza delle mie male parole, allora dirò che Pannella è un libertino. Però vorrei sottolineare che tra porco e libertino c’è la stessa differenza che c’è tra cieco e non vedente: nessuna differenza.

          Solo che a me piace parlare come mangio.
          Non ho detto che Pannella è stupido, nè che è pazz

          1. @Giancarlo, mi vien da pensare allora che non mangi molto bene… o quanto meno male digerisci…

            Così dal “porco” Pannella, passi al “gonzo” Papa… complimenti!

            Che poi dare del gonzo al papa (tralasciando quella che considero un’offesa da chi non e certo degno di allacciargli neppure i calzari) è come dire che tu avresti certo fatto meglio (più, intelligente, più accorto, più illuminato dallo spirito Santo e via discorrendo…

            Poi sottilizzi tra il valore del dare del “pazzo” piuttosto che del “porco”… al di là degli intrinsechi valori, sfuggi al senso ultimo di ciò che il Vangelo ricorda (ma è più semplice ritagliarselo a piacimento…)

            Notazione finale sul “libertinaggio” (= porco): chi non lo è, deve a mio parere sempre e solo ringraziare Dio per la grazia concessagli, quella di non agire solo seguendo le spinte naturali delle “parti basse”…Da cui deriva la compassione (non certo la condivisione) di chi questa grazia non ha ricevuto – o anche rifiuta, perché se nel rifiuto può configurarsi un atteggiamento colpevole, il risultato spesso non è pienamente compreso da chi rifiuta e le conseguenze sono negative in prima istanza, proprio per chi la grazia a rifiutato.

            In buona sostanza io trovo il tuo appellare altrui, come in questo caso, un semplice, sterile e triste “moralismo”… e il cristianesimo NON è un moralismo (anche se ahimè molti lo considerano tale, anche grazie a simili – tue – esternazioni).

            1. Giancarlo

              Ho dato del gonzo al papa, gliel’ho dato con tutto l’amore che posso. Gli ho dato del gonzo come mi capita di darlo a mio figlio o a me stesso, gliel’ho dato per dire che non approvo il suo comportamento. E’ legittimo, per un cristiano, non approvare un comportamento del papa? Oppure devo rinunciare alla mia capacità di discernimento e gettare il cervello all’ammasso? Non approvo che il papa telefoni a destra ed a manca lasciandosi spesso strumentalizzare da chi riceve la telefonata. La stessa cosa era successa, pochi giorni fa ad una donna, sposata con un divorziato, che poi ha pensato bene di dire che il papa le ha detto… con conseguente confusione e polemiche nella chiesa. E’ un comportamento sbagliato e papa Francesco ne è il responsabile. Voglio poter esprimere questa mia opinione, che non contiene alcun insulto, sul comportamento del papa, senza che qualcuno si senta in diritto di apostrofarmi col ditino alzato. Tu, naturalmente, puoi avere un’opinione differente; quello che non poi fare è di alzare il ditino.

              Sulle parole “pazzo e porco”, mi spiace per te ma Chi sottilizza non sono io ma Gesù. Infatti è vero che Gesù dice di non dare del pazzo a nessuno, ma è anche vero che dice di non dare le perle ai porci. Dunque che ci siano dei porci cui non dobbiamo neanche provare a dare le nostre perle è Gesù che lo insegna. Non dobbiamo aver paura delle parole (se uno è porco, è porco!) ma del peccato.

              Sul libertinaggio. Distingui tra chi lo pratica e chi non lo pratica: ma non ero io il moralista? Io preferisco distinguere tra chi lo approva, come Pannella, e chi lo condanna, come il sottoscritto, ben lieto di potermi distinguere, almeno nei principii, se non nel comportamento, da quel nemico dell’uomo e di Dio che è Pannella.

              Sul moralismo. Come al solito, anziché confutare con argomenti efficaci le mie legittime opinioni (sul papa e su Pannella), preferisci passare all’insulto della mia persona dandomi del moralista, come se avessi espresso giudizi sul papa e su Pannella, anziché sul loro comportamento (comportamento del papa) e sulle loro scelte (scelta di Pannella di approvare pubblicamente il libertinaggio).

              1. Tu non vedi differenza tra il dare del “porco” e (nel mio caso) del “moralista” a te…?

                In effetti non ce né… ho è un giudizio sulla persona in ambo i casi, o è un giudizio sull’atteggiamento… in ambo i casi.

                Solo che se l’italiano non è un opinione, io ho scritto:
                “In buona sostanza io trovo il tuo appellare altrui, come in questo caso, un semplice, sterile e triste “moralismo””

                Tu hai scritto:
                “… un porco del genere” (il Pannella)

                Come fai a vedere le cose invertite non saprei.

                1. Confutare con argomenti efficaci le tue legittime opinioni?
                  Ma non ci penso proprio… io confuto come le esprimi e la sostanza pure delle tue legittime opinioni.

                  Cosa legittima di grazia, simili opinioni così espresse?

                2. Giancarlo

                  Mi spiace Bariom, ma sei fuori strada. Quando dò del porco a Pannella non è un giudizio, né sulla persona né sul comportamento. E’ solo una lettura dei fatti. Lui dice di essere un libertino e che approva comportamenti libertini. Io ne prendo solo atto: è un libertino, un porco. Nessun giudizio, come vedi, ma semplice presa di atto di ciò che Pannella stesso dice di sé.

                  Tu poi qualifichi il mio “appellare altrui” come moralismo, quindi non sarebbe un giudizio sulla mia persona, ma sul mio comportamento moralista. Ti domando: dare del libertino a Pannella è moralismo? Oppure è, semplicemente, dire la verità? Pannella è un libertino, si o no? A chi ha orecchie delicate, come te, io dico che si, Pannella è un libertino. A tutti gli altri dico che è un PORCO.

                  Sul papa, per l’ennesima volta. Ho espresso un dissenso verso il suo comportamento, che mi pare da incosciente, cioè incapace di comprendere le conseguenze che può avere una “telefonata del papa”. Dandogli del gonzo non intendo offenderlo ma semplicemente mettere in evidenza la sua goffaggine.

                  1. Dire il tuo appellarti ecc è un moralismo – significa quel mopdi di fare è un moralismo PUNTO

                    Dare a tizio che è un PORCO è dirgli che è un porco PUNTO!

                    Ma tu dicendolo intendevi dire che (e già il porco è diventano un libertino)… ecc, sono tutte puerili giustiuficazioni al tuo “sbroccare” troppo spesso.
                    Tu vai da chi ti pare… dagli del porco (ma cristianamente s’intende) e poi fagli pure la restrospettiva dei tuoi perché… vediamo sino a che sillaba arrivi.

                    Poi, voi avere ragione? Prenditela!
                    Io passo…

          2. Clockwork

            (oltre al fatto che il Papa e Pannella hanno discusso dell’emergenza carceri, battaglia per cui il signor Pannella sta… manifestando da molto tempo e che, se vogliamo proprio dare a Cesare quel che è di Cesare, DEVE interessare al Papa)

    3. Alessandro

      Sì, sarebbe ora che, se non se ne accorge da sé, qualche collaboratore in Vaticano Gli facesse capire che questa gragnuola di telefonate private che inevitabilmente diventano pubbliche sta generando solo disorientamento e confusione nei fedeli, costringendo padre Lombardi agli straordinari nell’imbastire goffe dichiarazioni per precisare, rampognare i mass media cattivi e manipolatori (sempre loro i responsabili di tutto), smentite che invero non si capisce se siano tali ecc.

      Nel caso di Pannella, nientemeno che il Papa è cascato nel trappolone dell’Assetato di professione.
      La cui strategia (sempre la solita, sempre quella) consiste nel farsi pubblicità in tre mosse: 1) individuare una Causa presunta nobile; 2) avvalorarla agli occhi dell’opinione pubblica con l’intraprendere “scioperi” di fame e/o sete; 3) attendere che un pezzo grosso, mosso a compassione e cedendo al subdolo ricatto sotteso all’operazione, lo contatti. L’Assetato professionista provvederà quindi a reclamizzare la conversazione altolocata, cosicché (volente o nolente) il pezzo grosso di turno risulterà avere solidarizzato con l’Assetato di professione. Esito: Giacinto detto Marco otterrà ciò che si prefiggeva, cioè una formidabile pubblicità gratuita per sé (già, perché s’intende che la Causa che lo strugge è il culto dell’Ego, il resto è solo pretesto e strumento).

      1. Giusi

        Ho sentito Pannella al telegiornale. Gli hanno chiesto di cosa hanno parlato col Papa. Ha risposto: DEL DIRITTO ALLA VITA! La vita dei delinquenti vivi. Delle vittime dei reati morte e dei bambini trucidati in pancia non gliene frega niente a nessuno. Sono già morti.

        1. La vita dei delinquenti vivi è preziosa agli occhi di Dio, come quella delle vittime dei reati di morte e degli aborti.
          E’ QUESTO CHE DOBBIAMO METTERCI IN TESTA… sperando di essere sempre preservati dal compierlo uno di questi reati (chi, io? io no, impossibile! Quando mai…)

          (non che per questo l’opera di Pannella sia da innalzare… non mi si fraintenda!).

          1. Giusi

            E io che ho detto che bisogna ammazzarli? Ma di cosa stiamo parlando in un paese dove la certezza della pena non esiste, dove le carceri sono piene di immigrati che continuiamo ad accogliere ben sapendo che non c’è lavoro nemmeno per gli italiani, dove nelle città aggrediscono gli anziani in pieno giorno mandandoli al creatore per rubargli pochi euro? Manca giiusto un’amnistia!

                1. Clockwork

                  Questo avrebbe richiesto poco meno di cinque minuti di caffè, giusto un “ciao come stai” e un “ok ti aiuterò”, non certo quasi mezz’oretta di caffè.

        2. Clockwork

          Signore dammi la forza.
          Da quanto ho sentito al telegiornale e letto qui sul web, Pannella e il Papa hanno discusso dell’emergenza carceri, dunque del DIRITTO ALLA VITA DIGNITOSA dei carcerati.
          Giusi, credo tu sia molto intelligente, e che tu possa capire bene che
          a) un criminale, per quanto feroce, ha comunque diritto a una vita dignitosa in carcere, se non altro perchè nell’ordinamento giuridico attuale, la pena non ha funzione punitiva quanto RIPARATIVA, un concetto che purtroppo molte persone sembrano non voler capire;
          b) il Papa non è Dio. Può gestire un problema per volta: per quanto il problema aborto sia pressante, anche l’emergenza carceri lo è e il Papa ha deciso di dedicare questa giornata a questo problema, senza che per questo il problema aborto perda dignità. Inoltre, Pannella è un convinto pro-choice, per cui dialogare con lui sull’aborto credo sarebbe stato senz’altro piacevole, ma poco produttivo.

          Giuro non capisco come riusciate a vedere il marcio dappertutto.

      2. sweety

        Alessandro scusa, ma ti è mai venuto in mente che *forse* e dico *forse* il Papa sa quello che fa, non cade in trappole e pensa che *forse* per il bene delle anime è meglio fare queste telefonate? Tu e Giancarlo siete così certi che queste telefonate portino male?
        Certi certi che portino “sgomento e confusione”? A me non sgomentano, non confondono e anzi mi riempiono di gioia.
        Quando tutto attorno a me sembra dire “non vale la pena vivere” penso che il Papa pensa che persino un “porco” come Pannella valga la pena di vivere, che persino una donna divorziata valga la pena di vivere.
        Quando tutti attorno a me dicono “ma che fa il tuo Dio per te, goditi la vita e basta ché Dio a te non ci pensa” penso che il Papa ha a cuore ognuno di noi, anche quelli che gli danno del gonzo, anche quelli che ogni occasione è buona per criticarlo, anche….
        Al Papa PANNELLA; LA DONNA DOIVORZIATA interessano talmente tanto che li chiama. IO interesso al Papa! E tutti i poveri, i peccatori, i disgraziati del mondo.
        A TE, di ME, ti importa? O ti importa solo di puntualizzare “ma nel Catechismo non c’è scritto”… (non è una critica a te, sia chiaro, è una domanda retorica)? Al Papa di me importa!
        Poi chiaro – la felicità vera arriva se come dire seguiamo la verità, sennò è un’illusione, ma la tenerezza del Papa verso tutti noi ci mostra che a LUI – e a Dio – noi IMPORTIAMO!
        Santità, la bolletta giuro che gliela pago io, ma non smetta mai di chiamare, di far capire ai poveracci che vivono una vita sregolata, triste, che lei vuole loro bene. Perché Dio ama anche Pannella.

  8. 61angeloextralarge

    La butto là… E se il Signore, attraverso Papa Francesco toccasse il cuore di Pannella? Anche fra mesi o anni? Chi siamo noi per sapere cosa può succedere? Non dimentichiamoci della samaritana al pozzo… 😉

    Altro esempio: mio padre era anticlericale e ogni occasione era buona per parlare male della Chiesa e dei preti. Al suo primo ricovero in ospedale ha avuto la sorpresa di trovare il nostro parroco accanto al suo letto. Questo sacerdote non gli ha parlato di Cristo né della Chiesa. Gli ha semplicemente chiesto come stava e se aveva bisogno che qualche parrocchiano gli facesse assistenza per dare riposo a noi familiari. Questo era il metodo della parrocchia con qualsiasi parrocchiano ricoverato in ospedale. Beh, quando questo sacerdote è morto, mio padre è andato al suo funerale dicendo: “Questo era un vero cristiano”.
    Anche io, lontanissima dalla Chiesa in quei tempi, avevo ammirato questo gesto di amore fraterno, soprattutto perché fatto ad una persona, ad una famiglia, di quelle che, se tanto i da’ tanto, avrebbe meritato un calcio nel sedere… o una frase tipo: “Non credi in Dio? Questa malattia è quello che meriti”…

    1. Alessandro

      “E se il Signore, attraverso Papa Francesco toccasse il cuore di Pannella?”

      Voglia il Cielo che sia così, cara Angela!

    2. @Angela bella testimonianza d icui condivido il “succo”… (al di là della questione “papafonia” si o “papafonia” no).

      Nel caso del tuo racconto, quel parroco si è comportato come il Buon Samaritano (e anche come un buon parroco, sacerdote e cristiano) e tuo padre ha avvertito di essere il “suo prossimo” 😉

    3. Giancarlo

      Nessuno, tanto meno io, vuole negare l’assistenza spirituale o materiale a Pannella. Il problema è non lasciarsi strumentalizzare dal porco. E papa Francesco c’è cascato come un gonzo.

      1. 61angeloextralarge

        “Papa Francesco c’è cascato come un gonzo”… Pensi veramente questo?
        Io, invece, penso di te: “Giancarlo è caduto come un gonzo in un altro dei suoi giudizi temerari”.

        1. Giancarlo

          Il papa non è Dio: è legittimo esprimere un dissenzo nei confronti di un suo comportamento o di una sua scelta. Quando voglio offendere una persona uso ben altre parole, non certo gonzo.

          1. 61angeloextralarge

            Giancarlo: ti sembra rispettoso dire “caduto come un gonzo” riferito al comportamento del Papa? Boh! Secondo me no… ma fa’ come credi.

            1. Giancarlo

              Guarda Angela, forse non sarà rispettoso dire che il papa “è caduto come un gonzo”: va bene, chiedo scusa per questo. Ma che il papa sia caduto, e non è la proma volta, in un enorme trappolone mediatico è fuori discussione. Sarebbe ora che qualcuno glielo facesse capire. Le conseguenze di questi scivoloni stanno diventando pesanti.

              1. 61angeloextralarge

                Giancarlo: il trappolone mediatico è previsto qualsiasi cosa faccia Papa Francesco, mi pare. Se non volesse più caderci, credo proprio, l’unica soluzione è che se ne stia “bonino bonino” in casa, ops, in Vaticano, senza telefono, carta da lettere, web, fotografi e giornalisti accanto… cioé facesse il pensionato.

  9. 61angeloextralarge

    Ale e Mario: io ci credo credo che tutto sia usato da Dio per il nostro bene, quindi anche le telefonate di Papa Francesco… che poi vengono usate per altri fini ed interpretate a seconda dell’interesse di altri. Mi basta lo scopo con cui Papa francesco le fa’… certamente gesto di amore-carità: qualunque cosa avete fatto ad uno dei miei fratelli più piccoli… e chi più “piccolo” di uno che si fa’ grande della sua forza (quale forza, poi?), della forza delle sua parole?

    1. LIRReverendo

      Il Papa è grande!!! Ha fregato il Nemico. Pannella morente sarebbe caduto nella fornace, e il Papa ha ritardato l’evento. Altro tempo altro dono, altro tempo altra coscienza (e fa male direi!!), altro tempo per un’anima seppur venduta, ma acquistata con il Sangue di Dio, quindi siamo in piena contrattazione.
      Lasciate telefonare, che fino adesso potevamo solo dire: “piange il telefono”. Ora dopo il sigaro e il caffè starà, almeno un po’ bonino.
      Sempre LIRReverendo

  10. Giusi

    E poi mi sono pure rotta le scatole di sentire che Gesù parlava con i pubblicani e le prostitute! Certo! Per dirgli: lascia tutto e seguimi e non peccare più! Non ho ancora sentito Lombardi (:-D) ma non mi risulta che il Papa abbia detto a Pannella che comunque per età è nella fase finale della sua esistenza, che lottando per l’introduzione del divorzio ha contribuito alla distruzione della famiglia, che con l’aborto si è reso autore e complice di un genocidio e che se non si converte se ne va all’Inferno con tutte le scarpe! E io devo sentire questo individuo dire tutto tronfio che ha parlato col Papa del diritto alla vita? Ma dalla a me la forza Signore altro che all’orologiaio!

    1. Tu che ne sai di cosa gli ha detto il Papa? Se avesse detto “Figliolo e bene che tu ti converta che ti resta poco tempo…” credi Pannella lo direbbe al TG?

      Ti sei rotta di sentir dire che Gesù… ma che in realtà ha detto… ecc.

      Non è forse quello che tutte le volte ti dice (e dice a tutti) il sacerdote nel darti l’assoluzione? Ma com’è che – non so tu – io certo, poi si torna molte e molte volte a confessare lo stesso peccato !!?

            1. Giancarlo

              Anche se nell’intento del papa ci fosse stata l’idea di convertire Pannella, è una SONORA SCIOCCHEZZA la telefonata del papa. Significa esporsi alla strumentalizzazione di quel porco. Non diamo perle ai porci.

            2. Amen… tu tutti quelli che incontri tenti di convertirli?
              Dopo un po’ ti schivano tutti (e hanno ragione…) 😉

              ( condedimi la battuta… 🙂 )

              1. Giusi

                Io non sono il Papa e poi Pannella non lo ha incontrato: gli ha telefonato appositamente e gli ha parlato per 20 minuti! Trovami un passo del Vangelo dove Gesù parla per venti minuti con un peccatore senza invitarlo a convertirsi! Il Papa è Cristo in terra!

                1. Forse l’ho trovato 😉 … perlatro piuttosto noto e direi ce ne siano altri:

                  Giunse pertanto ad una città della Samaria chiamata Sicàr, vicina al terreno che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c’era il pozzo di Giacobbe.
                  Gesù dunque, stanco del viaggio, sedeva presso il pozzo. Era verso mezzogiorno. Arrivò intanto una donna di Samaria ad attingere acqua. Le disse Gesù: «Dammi da bere». I suoi discepoli infatti erano andati in città a far provvista di cibi. Ma la Samaritana gli disse: «Come mai tu, che sei Giudeo, chiedi da bere a me, che sono una donna samaritana?». I Giudei infatti non mantengono buone relazioni con i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da bere!”, tu stessa gliene avresti chiesto ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli disse la donna: «Signore, tu non hai un mezzo per attingere e il pozzo è profondo; da dove hai dunque quest’acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede questo pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo gregge?». Rispose Gesù: «Chiunque beve di quest’acqua avrà di nuovo sete; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete, anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore, gli disse la donna, dammi di quest’acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua». Le disse: «Va’ a chiamare tuo marito e poi ritorna qui». Rispose la donna: «Non ho marito». Le disse Gesù: «Hai detto bene “non ho marito”; infatti hai avuto cinque mariti e quello che hai ora non è tuo marito; in questo hai detto il vero». Gli replicò la donna: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno adorato Dio sopra questo monte e voi dite che è Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare».
                  Gesù le dice: «Credimi, donna, è giunto il momento in cui né su questo monte, né in Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non conoscete, noi adoriamo quello che conosciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma è giunto il momento, ed è questo, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità; perché il Padre cerca tali adoratori. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». Le disse Gesù: «Sono io, che ti parlo».
                  In quel momento giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che stesse a discorrere con una donna. Nessuno tuttavia gli disse: «Che desideri?», o: «Perché parli con lei?». La donna intanto lasciò la brocca, andò in città e disse alla gente: 29 «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto. Che sia forse il Messia?». Uscirono allora dalla città e andavano da lui.

                  Non saprei se il dialogo è durato 20 minuti, ma non mi pare di leggere nessun chiaro invito a “convertirsi” rivolto alla donna…
                  Né e stata apostrofata come “donna di malaffare” per il suo trascorso di mariti o non mariti (caro Giancarlo…)

                  Poi fate vobis 😉

                  1. Giusi

                    Nun ce provà! Le ha fatto capire i suoi peccati, le ha raccontato la sua vita, l’ha convertita come solo Dio sa fare. Pannella ha capito qualcosa? E’ ancora più tronfio di prima e si sente ancora più nel giusto: l’ha chiamato pure il Papa!

                    1. Tu Giusi continui a giudicare di cose che non conosci o che giudichi dall’apparenza…

                      Poi sentiamo, Gesù ha convertito tutti quelli che ha incontarto? Non mi pare proprio… ed era (ed è Dio). Il Papa ancora resta qualcosa di meno (credo).
                      Non capisco veramente che vai cercando? Tu e il caro Giancarlo… che il Papa chiami o non chiami (anzi meglio smetta proprio…) chi pare a voi.

                      Anzi no… dipende da come va a finire la telefonata.

                    2. Non vedo però cosa c’entri io con l’uso che ne ha fatto Baldo, né perché se cerco di riportare il senso a quello originario e più “alto”, mi debba sentire accusato di non si capisce quale ipocrisia o di essere io stesso “cristiano adulto” nel senso più negativo del termine… cosa che se dovessi chiamare qualcuno a mia difesa potrei (credo) chiamare benissimo anche te 😉

                      Ciò detto ti auguro la migliore buonanotte e anch’io mi ritiro a fare il mio esame di coscienza pre-materasso (come direbbe Angela). Dopo di che, trovandomi certamente manchevole, dormirò comunque in pace essendomi da tempo affidato alla Misericordia di Dio.

        1. 61angeloextralarge

          Giusi: il testo della telefonata… ma chi ci dice che venga pubblicata integralmente? Non potrebbero esserci parole, inviti o altro che a noi non è dato sapere? Dalla mia ottica da occhialini rosa mi piace pensare che forse… uhmmmm…. uhmmmm…

      1. Giusi

        Mi sono rotta della strumentalizzazione per fini “politicamente corretti” di quello che faceva Gesù!

        1. 61angeloextralarge

          Giusi: mi dispiace che ti sia rotta, veramente. A me il politicamente corretto non interessa, tanto meno per quello che ha detto e fatto Gesù. Però ho fatto esperienza diretta che molte volte mi ha parlato al pozzo, ignorato bellamente da me che riempivo il mio secchio e andavo oltre.

    2. 61angeloextralarge

      Ne butto là un’altra: se il Signore è riuscito a far tornare in Chiesa la sottoscritta… ce la farà anche con altri e, perché no? Anche con Pannella. A me non ha mai detto: “Va’ e non peccare più!”. Sapeva che lo avrei mandato a farsi benedire… Con me ha usato il metodo: “Parliamo di poesie, vuoi?”… e un po’ alla volta mi ha “incastrata” nel suo abbraccio amoroso. Allora, e solo allora, mi ha detto: “Stai bene in questo abbraccio? Allora se vuoi restarci, lascia il tuo peccato, i tuoi peccati, e vieni con me!”.

  11. Giusi

    Pannella si è trasferito in una casa di cura privata per curarsi meglio.

    http://roma.corriere.it/notizie/cronaca/14_aprile_26/pannella-dimesso-gemelli-convalescenza-clinica-2f13ebe8-cd3b-11e3-8231-7e1a669c55f6.shtml

    Non male per uno che sta facendo lo sciopero della fame e della sete. Ma qualcuno ha spiegato al Papa che è una vita che Pannella fa digiuni e scioperi della fame e della sete finti? I Francescani dell’Immacolata li fanno veri e stanno commissariati! E non possono nemmeno pregare!

    http://www.ilfattovesuviano.it/2014/04/pellegrinaggio-pompei-vietato-fedeli-in-rivolta/

    Padre Stefano Maria Manelli il 1 maggio compie 81 anni. Voleva festeggiarli a Frigento e visitare la tomba dei genitori tumulati nella cripta del Santuario. Gli è stato negato il permesso. Per lui l’amnistia non è prevista. E non ha commesso nessun reato. E non riceverà nemmeno una telefonata.

  12. 61angeloextralarge

    Per quel che mi riguarda chiudo l’argomento… e lo concludo con: “Amo Papa Francesco che telefona, che fa’ quel che ritiene giusto… Il Papa è lu.i Se lo Spirito Santo voleva un altro a fare il Papa… ce lo metteva!”

    1. Giancarlo

      Purtroppo non stanno così le cose, Angela. IL PAPA NON PUO’ FARE QUELLO CHE VUOLE. Quanto allo Spirito Santo, deve fare i conti con la libertà umana. La storia della chiesa ha visto papi santi, papi buoni, papi mediocri e papi pessimi. Non è che, siccome uno è papa, allora va sempre tutto bene.

      Anche di fronte al papa io resto una persona dotata di capacità di discernimento. E mi sento in dovere di esprimere le mie perplessità su alcune sue scelte, o comportamenti, o parole.

          1. Giusi

            Prima volta che la scrivo. Poi non è mia ma di un santo e io, notoriamente, sono una donna non sono una santa. E’ estrapolata dall’articolo linkato che trovo molto interessante e che approfondisce teologicamente il concetto di autorità pontificia. Non si parla di Papi in particolare.

            1. sweety

              Dell’incontro di Assisi di GP2 fu detto di tutto e di più, accuse di sincretismo a destra e a manca, quando il Papa ha baciato il Corano levata di scudi “il papa bacia il Corano! Scandalo!”, quando il Concilio Vaticano II proclamò la libertà religiosa “scandalo!”…e oggi Giovanni XXIII e GP2 sono santi.
              Chissà fra vent’anni cos diremo di queste telefonate tanto detestate…

              1. Alessandro

                Questo dicesi “fare di ogni erba un fascio”. Di tutto un po’, disordinatamente: che c’entra l’incontro di Assisi di GPII con le telefonate di Bergoglio? Niente, a occhio e croce.
                Se si vuole discutere delle telefonate papali se parli di quello, senza mischiare capre e cavoli.

                1. Sara

                  E poi il fatto che uno diventi santo non significa certo che non abbia mai sbagliato! E questo vale anche per i due Papi proclamati santi oggi!

                  1. sweety

                    Sara…ma se invece di stare a puntualizzare, criticare, riprendere, cercare col lanternino gli errori ci godessimo un po’ la gioia della fede? Leggendovi, certe volte, mi apre di leggere quei cristiani da funerale di cui parla il Papa…e su! Lo so che ci sono tante cose che non vanno, tante storture, tante ferite che dolgono, lo so, ti capisco…ma non credo che scrivere qui “ah le telefonate del Papa che orrore! Che gonzo il Papa! E comunque anche i santi sbagliano, eh!” cambi le cose. Un cucchiaino di miele attira più di un litro di aceto.
                    Secondo me Papa Francesco ci dà il miele, affinché sappiamo accettare con amore anche l’eventuale aceto….io ho fiducia nel Papa!

                  2. sweety

                    scusa allora ho interpretato male! Allora siamo in due ad avere fiducia, e sicuramente Dio farà grandi cose tramite tutto questo 🙂

                2. sweety

                  Ale, valga per te quello che scrivo sotto a Sara…dai. è un blog, non una rivista scientifica…ok mischio capre e cavoli ma vabbè…il senso era “anche di altre cose si è detto che portavano scompiglio e confusione nella Chiesa, e invece hanno portato grandi frutti. Forse anche per le telefonate di papa Francesco sarà così”.
                  Buona domenica, buona festa di questa meravigliosa canonizzazione, due Papi santi e due grandi Papi, Roma strapiena di gente che prega…dai!
                  W il Papa (e stai tranquillo: non succederà niente di male, con le telefonate 😉 il Papa ci mostra l’amore di Dio, ma anche l’esigenza del Suo amore.). Comunque noi preghiamo tanto!

                  1. Alessandro

                    sweety, ma guarda che a me non importa niente di fare le bucce al Papa, non mi dedico allo scrutinio pedante di ogni respiro che fa per coglierlo in fallo e denunciare angosciato su questo blog quale cupa stagione alla Chiesa starebbe preparando Bergoglio!
                    Rimango dell’idea che dovrebbero tagliargli i fili 😉 ma questa è un’opinione mia, e finisce lì! Ti assicuro che le telefonate di Francesco danno molti più grattacapi a padre Lombardi che a me.

                    Buona domenica anche a te e a tutti, e lode al Signore per i due nuovi meravigliosi Santi che intercedono per tutti noi!

              1. Giancarlo

                Vorrei sommessamente replicare che mi trovai, allora, in piena sintonia con il commento di Andreas e confermo anche oggi la mia piena sintonia con quanto detto in quel commento. Infatti nel mio precedente commento (https://costanzamiriano.com/2014/04/23/mark-twain-e-linsostenibile-leggerezza-di-adamo-ed-eva/#comment-78298)
                ho detto che al papa è SEMPRE DOVUTO RISPETTO ED OBBEDIENZA, ANCHE QUANDO LA NOSTRA RAGIONE CI PORTEREBBE A DISOBBEDIRE.

                Stabilito come punto fermo il rispetto e l’obbedienza al papa, nessuno però, voglio sperare, può sostenere che non è legittimo neanche esprimere pubblicamente le proprie perplessità. Questo è quello che ho fatto nei miei precedenti commenti: ho espresso perplessità su alcuni comportamenti di papa Francesco; cioè non capisco quale significato positivo potrei attribuire ad una telefonata del papa ad uno come pannella. Semplicemente non lo capisco. Avrò il diritto di esprimere questo dubbio senza che qualcuno si senta subito autorizzato a rimbeccarmi?

          2. Giancarlo

            Papa Francesco lo collochiamo tra coloro che possono sbagliare. Oppure è infallibile? Bariom…. ma che stai a dì?

    1. Giancarlo

      Non sono affatto un cattolico adulto, mi sottometto volentieri all’autorità ed al magistero. Però non mando il cervello all’ammasso.

    2. Giusi

      L’espressione cattolico adulto non si attaglia a Giancarlo. La uscì mortadella. I cattolici adulti sono quelli favorevoli all’aborto, ai matrimoni gay, al divorzio epperò sono cattolici, non si capisce in che senso. Tutto si può dire di Giancarlo ma non che sia un cattolico adulto.

      1. L’espressione “cattolico adulto” non è un’invenzione di un’ipotetico salume… né ha un’accezione negativa.
        Indica il Cristiano adulto nella fede e se vogliamo il Cristiano che possiede un “fede adulta”.

        Poi che, come tanti concetti a questo mondo, sia stato travisato e portato ad essere l’esatto contrario del senso originario, è altra cosa.

            1. Giancarlo

              Ah, così? Tu Bariom sei un cattolico adulto? Se l’avessi saputo prima ci saremmo risparmiati un sacco di polemiche. Ti avrei trattato come tratto orologiaio (Clockwork) o fortebraccio: ignorandoti. Forse è proprio quello che meriti: essere ignorato.

  13. LIRReverendo

    La fede è una grazia e si deve chiedere continuamente….cosa significa adulta? la fede non ha età, ma slancio d’amore che non si può definire tramite età, peso, misura, ecc.
    Il resto scaramucce intrateologiche, escatologiche…analogiche.
    Per voi LIRReverendo

    1. Giancarlo

      Infatti. Il catolico adulto è colui che metta se stesso al di sopra della chiesa cattolica. Non è un cattolico. Come Bariom, mi pare di capire.

          1. Rosanna

            Giancarlo non ti accorgi che stai diventando noioso e pedante! Ma basta ! Domani vengono canonizzati due grandi uomini preghiamo per loro e facciamo un po’ di silenzio. Grazie

          2. Me ne farò una ragione…
            Come potrei anche dire, che essere ignorati da chi si rivolge a chi dissente dal di lui pensiero come tu fa, non può che essere un sollievo 😉

            Ad ogni modo mi pare che se c’è uno qui che continuamente giudica chi è cattolico, chi difende la verità e la stessa Chiesa, chi è porco e chi no, chi è gonzo e chi no… quello sei proprio tu Giancarlo.

            Ma come sempre è più facile vedere ogni sorta di stortura negli altri che non in se.
            Salvo poi proclamare la propria ignoranza, il proprio essere peccatori, e non ricordo cos’altro, ma nella sostanza tirare poi sempre dritto per la propria strada.

            1. Bariom: se ti può consolare di recente mi sono visto rivolgere la medesima accusa. Benvenuto pertanto nel club dei cattolici adulti (e vaccinati no?).
              Non posso che darti ragione: spesso certe “pose devote” come la pubblica, ostentata attestazione di essere dei “peccatori”, sono semplicemente un alibi, una forma di autogiustificazione, di autoassoluzione. Non c’è reale presa di coscienza dei propri errori né, a maggior ragione, il fermo proposito di non cadervi più. Perciò ci si giustifica di fronte al prossimo e alla propria coscienza affermando di essere un “peccatore” per poi continuare come e più di prima. SI dimentica però che la medesima comprensione chiesta per il proprio peccato andrebbe anche rivolta al prossimo, che non di rado del nostro peccato deve subire le conseguenze.

              1. @Andreas grazie. Si il tuo commento mi consola 😉

                Direi a questo punto, mentre la seguo in diretta, godiamoci questa meraviglia della santificazione di due Grandi Papi, della concelebrazioni di due Grandi Papi (non temo di affermarlo già per Papa Francesco…)… e potremmo anche dire, suggello del Concilio Vaticano II – iniziato e concluso da due Santi.
                Segno di un Chiesa Viva, Risorta (ricordiamo i tempi recenti), Concorde, Misericordiosa, Missionaria, Mariana, Amorevole, Profetica, Luce per le Nazione, Consolatrice degli Afflitti, Speranza per i peccatori, Approdo per gli erranti, Martire per i nemici, Sacrificio di Salvezza.

                A smentire chi la vede e vuole, debole (se non di quelle “debolezza” che fu di Cristo), divisa, confusa, incerta, tenebrosa… allo sfascio.

                BENEDICIAMO DIO per questo grande giorno e perché ci chiama ad esserne non solo spettatori, ma compartecipi, in quella che è la Comunione dei Santi, nella Chiesa Militante, Purgante e Trionfante.

                1. Un saluto a tutti voi, Bariom, Angela e Stefano! Ogni tanto “riemergo” anche io dalle mie lunghe pause… 😉

                  Venendo ai nuovi santi canonizzati ieri, devo dire di essere rimasto davvero folgorato da un episodio della vita di san Giovanni Paolo II a me sconosciuto: la visita al lebbrosario di Sorok Do: http://wwww.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2011/04/27/visualizza_new.html_896000573.html
                  L’ho sentito raccontare, durante uno dei tanti speciali televisivi di questi giorni, dalla viva voce del fotografo che era solito accompagnare il Papa. L’espressione della sua faccia, nel rievocare questo episodio, diceva tutto. Tanto che dentro di me ho sentito una voce che diceva: davvero costui era un figlio di Dio.
                  Che dire? Semplicemente che in un solo istante, di fronte a una grandezza così evidente, svaniscono tutti i mille vaniloqui pseudo accademico-dottorali intorno alla santità di papa Wojtyla.

                  1. Grazie Andreas… Testimonianza commovente ed edificante.

                    Penso spesso a quanto uomini come Mari ed altri, che hanno avuto la grazia di essere così vicini a uomini di tale statura di Fede, non possono che essere infinitamente riconoscenti a Dio e a loro volta credibili testimoni.

  14. Angelina

    Benedetto XVI definì la fede adulta come fede “fai da te”, cioè dalla Chiesa e dal Magistero prendo quello che mi va. Mi pare che se ne sia già accennato un po’ di tempo fa. Certo, il cattolico adulto sta nel mainstreaming più che essere pietra d’inciampo.

    “La parola “fede adulta” negli ultimi decenni è diventata uno slogan diffuso. Lo s’intende spesso nel senso dell’atteggiamento di chi non dà più ascolto alla Chiesa e ai suoi Pastori, ma sceglie autonomamente ciò che vuol credere e non credere – una fede “fai da te”, quindi.
    E lo si presenta come “coraggio” di esprimersi contro il Magistero della Chiesa. In realtà, tuttavia, non ci vuole per questo del coraggio, perché si può sempre essere sicuri del pubblico applauso. Coraggio ci vuole piuttosto per aderire alla fede della Chiesa, anche se questa contraddice lo “schema” del mondo contemporaneo. È questo non-conformismo della fede che Paolo chiama una “fede adulta”. ”

    http://magisterobenedettoxvi.blogspot.it/2009/06/il-papa-chiude-lanno-paolino-coraggio.html

  15. 61angeloextralarge

    Mah! Siamo proprio cristiani? Esserlo o non esserlo questo è il problema. Buona notte e che la notte porti veramente consiglio… ovviamente la camomilla pre-materasso non fa mica male!

  16. @LLeverendo, Giusi e a chi interessa, userò le parole di Benedetto XVI, non per piegarle al dimostrare il mio pensiero ma a chiarire cosa intendo.

    Benedetto XVI aveva già espresso alcune importanti considerazioni sulla necessità evangelica di avere una fede adulta e non infantile, nella messa Pro eligendo Pontifice:

    «Soffermiamoci [… sul] cammino verso “la maturità di Cristo”; così dice, un po’ semplificando, il testo italiano. Più precisamente dovremmo, secondo il testo greco, parlare della “misura della pienezza di Cristo”, cui siamo chiamati ad arrivare per essere realmente adulti nella fede. Non dovremmo rimanere fanciulli nella fede, in stato di minorità. E in che cosa consiste l’essere fanciulli nella fede? Risponde San Paolo: significa essere “sballottati dalle onde e portati qua e là da qualsiasi vento di dottrina…” (Ef 4, 14). Una descrizione molto attuale!
    Quanti venti di dottrina abbiamo conosciuto in questi ultimi decenni, quante correnti ideologiche, quante mode del pensiero… La piccola barca del pensiero di molti cristiani è stata non di rado agitata da queste onde – gettata da un estremo all’altro: dal marxismo al liberalismo, fino al libertinismo; dal collettivismo all’individualismo radicale; dall’ateismo ad un vago misticismo religioso; dall’agnosticismo al sincretismo e così via. Ogni giorno nascono nuove sette e si realizza quanto dice San Paolo sull’inganno degli uomini, sull’astuzia che tende a trarre nell’errore (cf Ef 4, 14). Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie.
    Noi, invece, abbiamo un’altra misura: il Figlio di Dio, il vero uomo. É lui la misura del vero umanesimo. “Adulta” non è una fede che segue le onde della moda e l’ultima novità; adulta e matura è una fede profondamente radicata nell’amicizia con Cristo. É quest’amicizia che ci apre a tutto ciò che è buono e ci dona il criterio per discernere tra vero e falso, tra inganno e verità. Questa fede adulta dobbiamo maturare, a questa fede dobbiamo guidare il gregge di Cristo. Ed è questa fede – solo la fede – che crea unità e si realizza nella carità. San Paolo ci offre a questo proposito – in contrasto con le continue peripezie di coloro che sono come fanciulli sballottati dalle onde – una bella parola: fare la verità nella carità, come formula fondamentale dell’esistenza cristiana. In Cristo, coincidono verità e carità. Nella misura in cui ci avviciniamo a Cristo, anche nella nostra vita, verità e carità si fondono. La carità senza verità sarebbe cieca; la verità senza carità sarebbe come “un cembalo che tintinna” (1 Cor 13, 1)»
    (dall’omelia dell’allora cardinal Joseph Ratzinger nella Messa pro eligendo Pontifice del 18 aprile 2005).
    …………………………

    Ciò detto non staro certo qui a raccogliere le puerili provocazioni di Giancarlo, che non sta me dire che fede abbia io (adulta o meno), né il mio qui fare una notazione sul tema, serviva a dire che l’abbia o chi no (ma c’è chi si sente sempre chiamato in causa – chissà perché…)
    Stando poi alla visione espressa dall’Emerito Papa, chi ha una fede adulta non mette affatto se stesso al disopra della Chiesa… anzi coincidendo in ultima analisi la maturità della Fede alla stessa immagine di Cristo, l’Uomo adulto nella fede, come Cristo non considera nessuno superiore a sé.
    Come ben sapiamo infatti “Egli spogliò se stesso assumendo le condizioni di servo”.

    Ognuno tragga le sue conclusioni.

    1. Giusi

      Bariom tutto giusto ma non è questo il senso nel quale ha usato l’espressione Baldo, si riferiva all’accezione mortadellica infatti ha aggiiunto: senza offesa. Tu e Angelina avete parlato di un concetto alto che però non è quello entrato nel linguaggio comune, ormai con quell’espressione si intende la fede fai da te.

      1. Non vedo però cosa c’entri io con l’uso che ne ha fatto Baldo, né perché se cerco di riportare il senso a quello originario e più “alto”, mi debba sentire accusato di non si capisce quale ipocrisia o di essere io stesso “cristiano adulto” nel senso più negativo del termine… cosa che se dovessi chiamare qualcuno a mia difesa potrei (credo) chiamare benissimo anche te 😉

        Ciò detto ti auguro la migliore buonanotte e anch’io mi ritiro a fare il mio esame di coscienza pre-materasso (come direbbe Angela). Dopo di che, trovandomi certamente manchevole, dormirò comunque in pace essendomi da tempo affidato alla Misericordia di Dio.

        1. Giusi

          Io non ti ho accusato e tutt’al più ti ritengo un cattolico adulto nel senso di San Paolo. Of course! Buona Notte!

        2. Giancarlo

          Prendo atto con sollievo che rifiuti sdegnsamente di essere definito un cattolico adulto nel senso mortadelliano del termine.

  17. Baldo

    Chiedo scusa: ho usato “cattolico adulto” per solleticare un po’ la suscettibilità di Giancarlo, assimilandolo alle posizioni di chi rivendicava il suo essere adulto, capace di autonomia di giudizio per scelte politiche che toccano i temi etici. Del resto la mia battuta è stata occasionata dallo stesso Giancarlo, quando orgogliosamente e giustamente rivendicava: :
    “Anche di fronte al papa io resto una persona dotata di capacità di discernimento. E mi sento in dovere di esprimere le mie perplessità su alcune sue scelte, o comportamenti, o parole”.
    ..
    Tuttavia, tornando al discorso sulla telefonata, penso sia giusto criticare preti, vescovi cardinali e papi quando sbagliano. E ci mancherebbe, Siamo figli non bucciottini oranti e osannanti e borbottanti. (belle le parole di BXVI!)
    Ma nel caso di specie mi rimane oscuro capire dove abbia sbagliato Papa Francesco.

    Forse perché ha alzato la cornetta per parlare con un miscredente libertino, divorzista, antiproibizionista, vecchio abortista, ecc…. ecc… ? (non uso “porco”, perché non mi piacciono gli insulti)
    La telefonata rischia di creare confusione, fraintendimento? Mi dispiace ma è pieno il Vangelo di episodi in cui Gesù parla con chi “era perduto”. Per tutti mi piace ricordare i ladroni appesi accanto a lui sulla croce. L’uno e ‘altro sono nella stessa posizione:,delinquenti comuni, con certezza della pena, senza ormai appello e possibilità di patteggiare; tutti e due a fine corsa, senza speranza e senza virtù da spendere per rivendicare la loro innocenza (Giusi, delinquenti senza virtù!). Per uno si aprono nuovi orizzonti infiniti di amore, perché la sua fede lo ha salvato quando si è riconosciuto peccatore e bisognoso di Cristo;l’altro, che pure ha incontrato Gesù, è irrimediabilmente perso.
    Nessuno è perso a meno che non voglia perdersi!
    Di quella telefonata a qualcuno potrà rimanere il timore che sia strumentalizzata, ad altri, ed anche a me,rimane il senso di un atto di carità (nella verità) verso chi è perso. Certo molto difficilmente (quasi impossibile!) che l’atto di Francesco porti alla conversione di Giacinto detto Marco, ma il segno che Papa Francesco dà con questo, ed altri gesti simili, è per testimoniare che per Cristo nessuno è perduto. Né Giacinto né Scalfari, né… Baldo. Credo che sia proprio la figura del pastore che si prende cura delle sue pecore, anche di quelle più lontane.

    D’altra parte, mi lascerebbe un po’ interdetto se Papa Francesco prendesse la tessera del Partito Radicale, ma sarei lieto se, come ha fatto Giovanni Paolo II, camminasse insieme, anche per strade diverse, per ridare dignità a chi in carcere oggi non ha dignità per il sovraffollamento; perché in carcere si va con una facilità impressionante con la custodia cautelare che è quasi una pena anticipata in attesa del giudizio; perché si va per reati di nessun allarme sociale; perché in alcune carceri niente e poi niente serve alla rieducazione e al reinserimento del reo specie se recidivo.
    Se di questo ci facciamo un problema è necessario ripassarci le sette opere di misericordia!
    Buona notte!

    P.S.: http://www.grandidizionari.it/Dizionario_Italiano/parola/g/gonzo.aspx?query=gonzo
    Io non mi azzarderei a dirlo neanche a mio figlio, se non per scherzo.

    1. Giancarlo

      @ Baldo

      Finalmente! Ecco uno con cui è possibile contrastare serenamente.

      Intanto sono felice di sentire da qualcuno che è possibile dissentire da alcune scelte, o comportamenti, o parole del papa che, con tutto il dovuto rispetto, può anche sbagliare. Questo, naturalmente, non toglie che al papa è dovuto rispetto ed OBBEDIENZA (altro che cattolici adulti di mortadelliana memoria). Obbedienza anche quando non si comprende il motivo di un’indicazione del papa. Obbedienza al papa anche contro la propria ragione, se necessario. Si, perché se io non capisco, questo non vuol dire automaticamente che il papa sbaglia; anzi, è molto probabile che sia io a non capire dove sbaglio. Quindi obbedienza al papa SEMPRE, o quasi sempre. Una sola eccezione è lecita: quando l’obbedienza al papa dovesse ripugnare alla mia coscienza. Nel caso in cui la mia coscienza mi dicesse di disobbedire, allora disobbedirei. Ma SOLO IN QUEL CASO, e comunque consapevole di dovermi far carico delle eventuali conseguenze negative che dovessero scaturire dalla mia disobbedienza al papa.

      Chiarito quindi che al papa è SEMPRE DOVUTO rispetto ed obbedienza, aggiungo però che E’ LECITO DISSENTIRE da quello che dice o che fa il papa, nel senso che è lecito esprimere una perplessità, è lecito dire pubblicamente che non si capisce. Questo è quello che ho fatto nei miei precedenti commenti: ho espresso pubblicamente le mie perplessità. E non pretendo affatto, come qualcuno tenterebbe di sostenere, che le mie perplessità debbano assolutamente essere condivise altrimenti mi arrabbio. Non mi arrabbio affatto, anzi: ti ringrazio, Baldo, di darmi l’opportunità di mostrare che non sono affatto incline al giudizio negativo sulla tua persona, anche se capisco che abbiamo opinioni differenti su alcuni comportamenti del papa. Ma questo non toglie che ho stima ed anche simpatia per te.

      Grazie della tua intelligente provocazione.

      1. Baldo

        Promosso! Grazie per la stima e per la simpatia! Spero che duri!

        Oggi l’omelia del mio parroco ha espresso un concetto che magari ai più preparati potrà sembrare ovvio, ma che invece io ho colto come nuovo e molto interessante, anche perché nell’esprimerlo ha richiamato il mio Chesterton e Santa Teresina del Banbin Gesù.

        Spero di non tradire il suo argomentare. “Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi»” (Gv. 20, 21).Con queste parole Gesù istituisce la Chiesa, ma, conoscendo gli uomini, non si aspettava che la Chiesa si istituisse come una comunità dei “perfetti”. La Chiesa è, ahimè, fatta di peccatori. Tuttavia, non è il luogo del giudizio, ma il luogo della misericordia. E’ l’unico posto nel quale con sovrabbondanza possiamo raccogliere la misericordia di Dio per i nostri peccati anzitutto attraverso i sacramenti del battesimo (ha battezzato due bimbi) e della riconciliazione. Citando Chesterton: “Io dall’Anglicanesimo mi sono convertito al Cattolicesimo per liberarmi dai miei peccati; perchè non vi è altra religione che sostenga con verità di rimettere i peccati degli uomini. Un Cattolico che va alla Confessione, rientra, nel vero senso della parola, nel chiaro mattino della sua giovinezza”:

        E il mio prete non è certo un prete improvvisato, frikkettone o mollaccione. 🙂
        Mi è piaciuta molto l’omelia del mio prete e l’anelito di misericordia di Chesterton, che, con la sua arguzia, aveva ben presente i limiti degli uomini, ma che in una Chiesa fatta da uomini imperfetti ha trovato l’unico posto per placato la sua sete di perdono e si è riconciliato con Dio.

        Per questo, Dio mi perdoni, non sopporto proprio quando da fratello a fratello si pretende di dare patenti di cattolicesimo, come ci si trovasse in un circolo esclusivo di perfetti gentiluomini nel quale chi sgarra paga!

        1. Giancarlo

          So bene, caro Baldo, che la chiesa è fatta di peccatori. So anche, però, che nella chiesa si sta per diventare santi, attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione; non per bivaccare e fare i propri PORCI COMODI. So anche che nella chiesa cattolica possiamo, con sovrabbondanza, raccogliere la misericordia di Dio per i nostri peccati, ma sempre attraverso i sacramenti del battesimo e della riconciliazione. Si illude chi pensa di raccogliere la misericordia di Dio “pe senza niente”, cioè senza confessarsi.

          Io non mi sogno neanche lontanamente di dare patenti di cattolicesimo; mi preme però FISSARE PALETTI per chi vuole stare nella chiesa cattolica. Uno dei paletti fondamentali è la confessione, in piena sintonia con papa Francesco.

          1. Baldo

            L’importante che si guardi alla meta più che ai paletti.
            D’accordo che bisogna passare comunque per i sacramenti per arrivare ad un’autentica conversione. 🙂

            1. Giancarlo

              Alla meta non si arriva senza i paletti. Battesimo, cresima, confessione, comunione e tutto il resto. Ma soprattutto, di questi tempi, LA CONFESSIONE. Senza confessione ANDIAMO DRITTI ALL’INFERNO.

              Altro che meta…

              1. Ovviamente il discorso vale per chi come noi ha la possibilità materiale di confessarsi praticamente quando vuole. Altre persone di fede cattolica vivono in luoghi dove la disponibilità di confessori è molto ridotta (ad esempio, villaggi sperduti in Perù dove passa un sacerdote una volta al mese per qualche giorno, quando va bene), e lì la faccenda si fa un po’ più complessa.

                1. Giancarlo

                  Be’, si certo. Per confessarsi ci vuole un prete. Pero’, guarda che gia confessarsi una volta al mese, come in certi villaggi sperduti del Perù sarebbe un’ottima media, almeno per quanto mi riguarda. Io, ad esempio, non riesco a confessarmi tutti i mesi, anche perchè nella mia parrocchia non c’è un tempo stabilito per le confessioni. Così, quando voglio confessarmi, vado in chiesa un po’ prima della messa sperando di trovare un prete disponibile, ma non sempre lo trovo. Anzi, quasi mai lo trovo. Così finisce che devo rinunciare anche alla comunione. A conti fatti, se riesco a confessarmi sette, otto volte in un anno sono già fortunato. Di conseguenza anche le comunioni non sono tante in un anno.

                2. Ma l’importante sono i paletti…
                  Infatti Gesù non ha detto “io sono la Via…”, ha detto “occhio ai paletti…” 😉

                  L’Uomo ha disseminato la sua vita di paletti da quando ha perduto l’amicizia con Dio, anche con il buon proposito di darsi una vita migliore, più civile e vivibile, ma non mi pare abbia risolto un granché… 😐

                    1. Tutte le volte che è necessario…

                      Direi piuttosto spesso. Non è che tengo il conto… c’è stato un periodo anche più volte nella stessa settimana (erano i tempi del combattimento duro dei primi tempi, quando il cuore aveva già deciso, ma lo spirito è ancora debole…).
                      Certo che quando è necessario, un prete lo trovo, magari bussando alla porta di qualcuno di quelli che conosco 😉

                      D’altra parte rimandare poi l’Eucarestia (come ben saprai devono esserci peccati gravi ad impedire di comunicarsi, altrimenti si cade in un scrupolo controproducente…), non è certo cosa buona.
                      Senza alimento, l’anima nostra deperisce e muore o, indebolita, diviene facile preda, se non del maligno, certo delle nostre debolezze.

                    2. sweety

                      Io mi confesso tutte le settimane o almeno ogni due, se non mi riesce ogni settimana: vinco un premio?

                  1. Giancarlo

                    Be’, in fondo sono fatti tuoi quante volte ti confessi all’anno.

                    Hai ragione Bariom, Gesù non ha mai detto “occhio ai paletti”. Però ha detto: “Ricevete lo Spirito Santo; a chi rimetterete i peccati saranno rimessi e a chi non li rimetterete, resteranno non rimessi”. Cosa vuol dire Gesù, secondo te? Secondo me vuol dire che non c’è altro modo di ritrovare l’amicizia con Dio se non confessando i propri peccati.

                    Vedi un po’ tu se è importante o no il paletto della confessione.

                    1. Vero verissimo…
                      Ma Giancarlo, non è un paletto (che sa di “di qui non si passa”) è una grazia, una porta aperta, sulla Misericordia, sull’Amore, sull’incontro con Cristo… e una gioia.

                      La sostanza forse non cambia (forse), ma anche come descriviamo le cose è importante, soprattutto per chi ascolta e comunque, come descriviamo le cose, rimanda a come le pensiamo e viviamo…

                      Io non mi sento su una strada piena di paletti, magari tra cui fare lo slalom, mi sento su una strada in cui il “filo rosso” dell’Amore e del Sangue di Cristo mi traccia la via.
                      Ci sono anche le orme dei fratelli e dei santi che ci hanno preceduto.

                      Poi certo ogni tanto qualche “paracarro”, come nella vecchie strade di montagna, può evitarti qualche scivolone giù per un burrone 😉

              2. Baldo

                La meta è la conversione in Cristo!
                Per il resto:ho frequentato il catechismo e sono sufficientemente ferrato!
                Vedi che non sarebbe durata! 🙂
                Buona notte!

    2. Giusi

      Baldo il buon ladrone si è salvato perchè ha fatto un atto di dolore perfetto. Mettiti nei miei panni. Pranzavo, accendo la televisione (mai farlo mentre si mangia!) e vedo Pannella che dice di aver parlato col Papa, del diritto alla vita! A momenti mi strozzavo! Io ho avuto l’impressione, poi magari mi sbaglio, che la telefonata del Papa sia stata da lui vissuta come una consacrazione, un riconoscimento della giustezza delle sue azioni. La realtà del carcere un po’ la conosco perchè ho una cara amica che da anni fa la volontaria in carcere. Bisognerebbe parlare di tante cose, di quanti soldi vengono spesi inutilmente e che invece potrebbero essere utilizzati in modo più proficuo, della realtà dei Sert….. ma lasciamo perdere… il discorso ci porterebbe molto lontano.

      1. Giusi, certe visioni in TV dovrebbero essere riservate ad un solo pubblico… adulto!
        ( battutona 😀 😀 facciamoci una risata per sdrammatizzare 😉 )

        1. O.T. chiedo preghiere per una cara amica, già madre di cinque figli, al quinto mese di una nuova gravidanza, ricoverata per complicazioni.

          Grazie. So che non mancherete.

      2. Baldo

        Veramente: mai accendere la TV mentre si mangia, potrebbe essere davvero pericoloso con quello che passa! 🙂

        (A parte, a colazione, quando danno gli speciali di Costanza!)

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