Species Theory

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di Andrea Torquato Giovanoli

Le mie figlie avevano un coniglio. Un piccolo cucciolo maschio, dal pelo batuffoloso e di colore bianco, come la neve.
A Sant’Ambrogio, infatti, le ho portate alla fiera degli “obej-obej” ed alla bancarella del venditore di animali mi hanno stretto d’assedio in maniera tale che alla fine non ho potuto che accontentarle e, come canta quel capelluto violinista: per due soldi, il coniglietto comprai.


Prima volta in assoluto che ho acconsentito ad avere un animale in casa, ed anche l’ultima, aggiungo, e vi spiego il perché.
In un primo tempo è andata bene: le bimbe erano tutte contente del loro cucciolo, se ne occupavano con responsabilità ed il piccolo coniglietto cresceva bene, felice come una Pasqua. Fino a quando una sera, dopo aver confabulato fittamente tra loro, le mie due figlie sono venute a dirmi che si erano stancate di avere un coniglio come animale domestico, poiché, mi hanno spiegato con dovizia compunta, loro in realtà avrebbero voluto un gatto.
In retrospettiva ammetto che forse in quel momento ho sbagliato io: il fatto è che stavo guardando il derby e un po’ superficialmente ho risposto loro che non era un grosso problema, visto che per quanto ne sapevo io, gatto o coniglio, se cucinati bene, non riesci a distinguerli.

Ma si sa come sono i bambini: mi hanno preso alla lettera, e da quella sera hanno iniziato a trattare il coniglio come se fosse un gatto, anzi, per la precisione, una gattina. Gli hanno cambiato il nome da Tamburino a Minù, gli hanno allacciato un vistoso fiocco rosa al collo, gli hanno insegnato a rincorrere un topolino meccanico, l’hanno costretto a fare i suoi bisognini in una scatola piena di sabbia e gli hanno cambiato la dieta: basta carote, solo pesce, latte e croccantini.

Lo dico con malcelato orgoglio paterno: sono state davvero brave. Poiché ad un certo punto anche il coniglio si è calato tanto nella parte della gattina che ha iniziato a giocare con i gomitoli di lana, a rifarsi le unghie sul bracciolo della poltrona, a strusciarsi contro le gambe di ogni visitatore che entrasse in casa. Ha persino imparato ad arruffare il pelo e a fare le fusa.

Le cose sono andate avanti così per un bel po’, e tutti sembravano contenti, perciò ho lasciato che fosse.
Poi però è successo un fatto. Una sera Minù ha deciso che era pronto per un salto di qualità nell’interpretazione del suo ruolo: ha deciso di avere l’estro. È uscito sul balcone, è saltato sulla ringhiera e, stando in equilibrio perfetto sulla balaustra, ha iniziato a zigare forte il suo richiamo d’amore.
È stato tanto convincente che ad un certo punto è arrivato un grosso gattone randagio, dal pelo scarmigliato ed orbo da un occhio, il quale, dopo aver girato un paio di volte attorno a quella strana gatta in calore, ha evidentemente deciso che poco gli importava che avesse le orecchie così lunghe: gli ha stretto la collottola tra le mascelle immobilizzandolo e l’ha preso da dietro con decisione. Più volte. Quindi, finito di fare il suo comodo, con fare sollazzato s’è defilato nella notte.

La mia impressione è che a Minù non sia piaciuta molto quell’esperienza, poiché da quel momento in poi ha iniziato ad entrare in una specie di depressione: se ne stava acquattato tutto il tempo nella sua cassettina, senza bere né mangiare, fino a quando, vedendolo davvero deperito, ho deciso di portarlo dal veterinario.
Dopo averlo visitato a lungo, e dopo che gli ho spiegato come sono andate le cose, il medico mi ha detto che l’animale non si sarebbe più ripreso, e tanto valeva sopprimerlo, per evitare che soffrisse ulteriormente, visto che si sarebbe lasciato comunque morire. Mi ha  spiegato infatti che un coniglio, per giunta maschio, non può essere allevato come se fosse una gatta, perché esiste un dato naturale che non si può sopprimere, e che se ignorato causa scompensi gravissimi alla vittima di tale sopruso, tanto da renderla mortalmente infelice. Un po’ perplesso gli ho chiesto che fine facevano allora tutti quei discorsi sul fatto che non importa di che specie nasci, ma quello che conta è di che specie scegli di essere. “Balle!”, mi ha risposto mentre iniettava la dose letale al mio coniglio.

Sarà. Comunque l’anno prossimo a Sant’Ambrogio le mie figlie le porto al cinema.
E d’ora in poi in casa ci entrerà al massimo un tamagotchi, ma basta bestie (a parte me).

130 pensieri su “Species Theory

  1. Stefano

    Non mi è piaciuto l’articolo. Gli animali non sono un giocattolo, non si possono comprare ai bambini senza responsabilità. I bambini devono imparare a rispettarli per quello che sono e non possono cambiarli quando si stufano. Familie senza animali in casa perdono molto e sicuramente non trasmettono questo dono a quelle future.

    1. @ Stefano, poche osservazioni per rassicurarla:
      1) non è un articolo, è un racconto;
      2) è un racconto satirico (cioè descrive una situazione esagerando ed estremizzando e generalmente usando artifici narrativi atti a rilevarne, in modo caricaturale, gli aspetti negativi);
      3) se le indicano la luna, guardi la luna, non il dito. Questo racconto NON parla di animali: sembra soltanto che lo faccia

      1. Stefano

        Ho scritto articolo perché è ciò che compare nella mail per passare al blog. Sarà anche un racconto satirico, ma di animali si parla. Ci auguriamo tutti che l’autore non sia un padre così irresponsabile e nel caso abbia degli animali sia più attento

    2. @Stefano, senza entrare nel merito dell’articolo, oggi le famiglie perdono ben altro che non avere un alimale in casa ed alcune poi, subordinano ben altro proprio all’animale di casa…
      Fermo restando il rispetto che invochi e a non considerarli “giocattoli”.

    3. Andrea Torquato Giovanoli

      Caro Stefano lei è un genio di sottigliezza, ma io l’ho capita sa?
      Già perché in perfetta linea metaforica con l’«articolo», lei in realtà ha inteso commentare:

      “Non condivido la Gender Theory. I bambini non sono un bene di consumo, non possono essere adottati dalle coppie omosessuali. Gli adulti devono imparare a rispettarli per le persone che sono e non possono strumentalizzarli a seconda delle loro ideologie. Un’umanità senza il senso della realtà perde se stessa e sicuramente si autocondanna all’estinzione.”

      C’ho beccato? 😉

    4. Giusi

      Io conosco una famiglia dove lei ha abortito perchè non vuole figli (n.d.r. sono ricchissimi) in compenso hanno un cane del quale festeggiano il compleanno in ristorante di lusso e torta apposita. Gli animali sono animali, si possono tenere o no, le famiglie senza figli perdono molto….

  2. Giancarlo

    Questa storia mette in evidenza la balla dell’ideologia gender: la realtà ha un significato. Ogni cosa, anche la più piccola, ha un significato capace di rimandare ad un’altra cosa di significato e quindi di valore superiore.

    L’ideologia gender (I. G.) ritiene di poter prescindere dai dati di realtà e di poter attribuire alle cose il significato che uno vuole. Quello su cui dovrebbero riflettere i professori dell’ I. G. è che le prime vittime di questo tradimento della realtà sono proprio coloro che credono di poter trovare la felicità ritenendo ingannevole la realtà ed affidabile l’ideologia. L’essere umano è maschio e femmina (dato di realtà) e questo dato ha un significato. Infatti essere maschio e femmina non è indifferente, anzi il sesso biologico (sempre dato di realtà) discrimina le funzioni ed i ruoli all’interno della famiglia e della società. Ora l’ I. G. proprio questo vuole negare: che le funzioni ed i ruoli da sempre riconosciuti al maschio ed alla femmina discendano direttamente dalla realtà; sostiene, invece, che tali funzioni e ruoli siano semplicemente il frutto della cultura. Una cultura ovviamente inadeguata a rispondere alle esigenze di felicità delle persone. Occorre quindi un progresso culturale che liberi l’uomo dagli stereotipi del maschio e della femmina e che permetta alle persone di interpretare il ruolo che preferiscono, negando al dato biologico (sempre il dato di Realtà) il significato che gli è proprio.

    Per fortuna la Realtà della creazione è un dato non manipolabile. Sostenere, come si fa oggi ovunque pubblicamente, che essere maschio o femmina non fa alcuna differenza e non ha alcun significato, è possibile solo perché tanta gente non è libera. Mi è capitato di sentire, alla TV, politici e giornalisti di rilievo parlare con vladimir luxuria attribuendogli il pronome femminile.

    Non mi piegherò mai al fascismo omosessualista oggi dilagante ed imperante. Ritengo i sostenitori dell’infame I.G. pericolosi nemici dell’uomo che debbono essere combattuti con la massima energia e senza concedere loro la benché minima apertura. A noi cattolici il compito di liberare l’umanità dagli oppressori.

    1. Clockwork

      @Giancarlo: credo che il tuo intervento – anche se non sono certo ovviamente che i sostenitori della teoria gender affermino proprio questo, confesso di non essermi informato moltissimo a riguardo – abbia centrato molto il punto. Il punto è, secondo me, proprio la definizione di “sesso biologico”, che negli ultimi anni ha, come quella di “nascita” e di “morte” subito l’influsso del cambiare dei tempi, a non essere univoca, ed è su questo che la discussione si è arenata. E’ come tu dicessi “Io sono Giancarlo” e io non fossi d’accordo perchè per me “io” significa me, e non te.
      Riconosco comunque che, anche una volta chiariti i termini, probabilmente la questione non si risolverà, perchè alla fine “ciò in cui si crede dipende dall’uomo che si è”. Dio evidentemente ha senso dell’umorismo 🙂

    1. sebastiano

      Tornando al paragone del dito e della luna, stai contando i calli sul dito, e stai criticando la sua manicure.

    1. Giancarlo

      La tragedia è quella di coloro che pensano (in buona o in cattiva fede) di poter liberamente interpretare la realtà, come se non avesse un senso.

  3. fiore

    Sono d’accordo con Stefano. Voglio sperare che quanto raccontato sia frutto di una macabra fantasia, come quelle della serie Law and Order. E’ una storia perversa. Gli animali sono creature di Dio e come tali vanno rispettate e va insegnato ai figli a farlo. Quanto alla metafora, sono d’accordo con Silvia, la natura prima o poi si spezza: in tutti i campi.

    1. Lalla

      A chi si preoccupa per il coniglio e per l’educazione dei bambini: santo cielo, ma è un’allegoria, possibile che sia così difficile capirlo? (Alvise, secondo me ci fai). Stanno bene tutti, il coniglio e i Giovanoli! Non sta benissimo la società, forse…

      1. Ecco il frutto di pochi anni di “cultura del piagnisteo” (http://www.santalmassiaschienadritta.it/2012/08/hughes-addio-ebbe-una-intuizione-formidabile-la-cultura-del-piagnisteo.html)

        Ottime persone, magari con titolo di studio universitario, cui concetti come “metafora”, “allegoria”, “parodia” “paradosso” o anche “comicità stralunata” sono totalmente estranei.

        Aridatemi Campanile (ma anche Oreste Lionello o Enrico Montesano di quando collaborava con Gabriella Ferri…)

    1. 61Angeloextralarge

      Alvise: i casi possono essere questi..
      1) il coniglio è morto per colpa di Andrea… è lui che ha permesso, comperandolo, che entrasse nella sua famiglia ed è lui che ha scatenato la reazione dei figli…
      2) il coniglio è morto per colpa della famiglia Giovanoli che l’ha custodito male.
      3) il coniglio è morto per colpa del gatto… è lui che ha fatto i suoi “comodi”.
      4) il coniglio è morto per mano del dottore… è lui che ha usato la siringa.
      5) il coniglio è morto per colpa degli amici della famiglia Giovanoli… pur sapendo che avevano un coniglio, non hanno fatto niente per salvarlo dalle loro grinfie.
      6) il coniglio è morto per colpa di Dio… è Lui che l’ha creato pur sapendo (Lui sa sempre tutto…) che sarebbe morto.
      7) questa metticela tu… 😉

      Comunque… tutti al funerale del coniglio, d’accordo? A meno che non facciamo qualcosa per “tornare indietro nel tempo e salvare il vero coniglio di questo post.

      1. SilviaB

        7) il coniglio alla fine si è suicidato perché il Signor Alvise si ostinava a non capire la metafora.

  4. vale

    però è vero,se cucinati bene,tra un gatto o un coniglio sembra ci sia punto differenza( me l’ha detto un ristoratore cinese,eh. ma poteva essere anche vicentino. vallo a sapere.) e se si vestono allo stesso modo alcuni maschi sembran femmine( parmi si sia svolta da poco a napoli una storica processione proprio dei femminielli. han persino una loro Madonna protettrice…). certo,poi, si va incontro a degli inconvenienti….

  5. occhio che Bigazzi, per una innocente battuta sulla cucinabilità del gatto, gli hanno fatto perdere il posto dalla Clerici… tanto per dire il livello di scopertura del nervo animalatrico della odierna sensibilità comune….

    1. Giusi

      Che poi non era una battuta: ricordava un periodo storico nel quale il gatto si cucinava per davvero, comunque so da mia mamma, patita di Bigazzi, che, dopo anni, l’hanno ripreso.

  6. 61Angeloextralarge

    Grazie Andrea! Ma attento che poi ti si può accusare di conigliofobia… e in Francia lapinfobia…
    M questo è un rischio che correrò volentieri con te, visto il prurito che mi viene quando qualcuno che tratta malissimo le persone e non le rispetta, si inalbera in difesa degli animali.
    Amo gli animali ma prima vengono le persone.

  7. Non so se era contemplata dalla metafora, ma vogliamo parlare della depressione (e seguente cagionata morte), scaturita dalla violenza subita dal “gatta-coniglio”?

  8. admin

    Per la nostra e la vostra tranquilità pubblichiamo un’istantanea di Andrea Torquato Giovanoli che si scusa personalmente con il suo coniglio immaginario.

    1. Andrea Torquato Giovanoli

      ATTENTATO!!!

      Conosco personalmente il Giovanoli e non ha nessun coniglio, nessun gatto e nemmeno due figlie!!!
      È tutto inventato: l’unico animale che tengono in quei tre metri cubi che hanno per casa è lui!!!
      GOMBLODDOOO!!!11!!1!!!

      Nota per l’Admin: all’inizio mi son chiesto come mai al questo post è correlato quello dal titolo “due righe rosa”… Ora l’ho capito: sei genio assoluto! 😉

      1. LIRReverendo

        Sapete che tutto è iniziato a causa del sopracitato tamagotchi?
        Se non gli davi da mangiare, moriva. Questo ha alimentato l’ego, il Super Io e così, fin da piccoli, abbiamo incominciato a nutrire noi stessi per la paura di morire. Ormoni di qua, bastoncini Findus di la e così siamo arrivati al gender.
        Dopo la “vittoria” di Lunaceck adeso le arcigay di turno, hanno alzato la voce (speriamo solo quella) e vogliono toccare la legge 164 per togliere la castrazione ai transessuali. Se riescono ecco il problema risolto: due al prezzo di uno con tanto di paternità/maternità unica.
        Immagino l’educazione: mamma perché franki si fa chiamare sissi? Risposta. non lo so chiedilo al papà!
        Papà perché? non lo so chiedilo alla mamma! E il povero tom si chiuse nella sua stanzetta e mentre si addormentava con ken transgenico vide la sua vita cambiare ancora una volta.
        Per voi LIRReverendo

    1. Bariom:

      …quando ho scritto “Ah, finalmente ho capito: la Vs.” etc. non stavo commentando il tuo”maramao perché sei morto”,
      volevo solo dire che alla fine avevo capito che il racconto di Giovanoli era solo un racconto (sono un po’ tardo), ma che però era anche (ancora) un buon esempio dellla Vs. (e non solo Vs.) maniacale morbosità per le (cosiddette) perversioni sessuali eccetra…(a fin di bene, ovviamente)!

    1. Te l’ho porta su un piatto d’argento (come si usa dire).

      Cmq caro il mio Alvise si parlava, anzi io parlavo, eventualmente delle ripercussioni di certi atti (cosa centra la morbosità?!)… proprio tu non dovresti sollevare dubbi in tal proposito.

    1. Roberto

      Finché è vissuto, mio nonno ha sempre preteso dai contadini delle nostre parti dai quali andava a comprare il coniglio, che questo gli venisse consegnato con la testa attaccata. Vorrà pur dir qualcosa.

  9. giuly

    Sto morendo dal ridere….
    No, davvero, trovo comico che ci sia più di qualcuno che si preoccupa del coniglietto inchiappettato dal gatto ma trova assolutamente normale e fonte di ispirazione legislativa che la stessa pratica avvenga tra esseri umani; e altrettanto tragicomico è che ci si strappi le vesti per l’iniezione letale somministrata alla bestiola ma si plauda alla pratica della eutanasia, compresa quella perpetrata sui minori come avverrà nel civilissimo Belgio.

  10. …a parte tutto, è stata proprio una maialata (in senso morale) questa metafora del coniglio indotto in perversione
    e quindi abusato da un gatto e alla fine, dopo la buia immancabile depressione dei contro-natura, (pietosamente) condannato alla iniezione letale!

      1. Giuly:

        …se il racconto era una metafora, teniamoci alla metafora (una maialata morale da parte di Giovanoli).
        Se si vuole parlare di eutanasia di grandi e piccini , o gender, o omosessualità o matrimoni omosessuali riconosciuti o non riconosciuti eccetra, allora parliamone (ancora).

    1. LIRReverendo

      Ma se sono conigli e gatti come può essere una maialata? Io ritengo ci sia in circolazione un virus del ceppo dell’aviaria, dove certe persone gonfie come tacchini emettono sonetti come topolini.
      Per voi LIRReverendo
      Ps maialofobo direi.

          1. webmistress:

            …ma Lei è sempre così sicura di quello che dice? Non potrebbe essere, l’ab-uso, il cattivo uso di qualcosa?
            Io, allora, in realtà, avrei fatto cattivo uso, o uso improprio, di un verbo in-transitivo, non di un verbo transitivo.
            Non capisco cosa Lei voglia intendere con sotto-utilizzato. Forse che non utilizzo, l’intransistivo, tutte le volte che anderebbe utilizzato e quindi ab-uso, e cioè fo troppo uso, del transitivo? Basta intendersi sul significato ab-uso..
            Sempre, pronto, ovviamente, ad accogliere le Sue risultanze…
            Non sarebbe la prima volta, e non sarà certo l’ultima, che non mi riesce di intendere (e di volere).!

            1. 61Angeloextralarge

              Alvise: non è che a Sant’Ambrogio vai alla fiera degli “obej-obej” … alla bancarella del venditore di animali e ti fai comperare da qualche famiglia tipo i Giovanoli?

  11. vale

    era solo per rimarcare che ,prendendo spunto dalla storia edificante( anche se il gattaccio mezz’orbo sa un po’ di pirata o di filibusta) non volevo fare battute gratutite ma ancorate a eventi reali. e forse in certi tempi il coniglio non era neppure considerato un cibo ricercato -come peraltro ricorda l’Artusi “La ripugnanza che molti in Italia sentono pel coniglio (Lepus cuniculus) non mi sembra giustificata. ” ricetta 219 coniglio fritto.
    a vicenza sappiamo-vedi link precedente- che ,forse, preferivano i gatti.
    o come, per es., la juta dei femminielli al santuario di montevergine ( dove leggenda-del 1256- narra che due, sorpresi in atteggiamenti poco ortodossi, vennero cacciati fuori dalle mura della città e legati ad un albero sul monte partenio.sopravvissero invece di morir di freddo o sbranati dalle bestie selvatiche. e si gridò al miracolo.) che vuol dire che neppure nel medioevo era considerato “normale” aver certi rapporti.per non parlar di prima.
    http://it.wikipedia.org/wiki/Santuario_di_Montevergine

  12. Di solito apprezzo, e molto, gli articoli di Giovanoli. Questo però non mi piace: ha un che di greve. Ma forse è perché la realtà che si cela dietro la metafora è ancora più grave.

    1. Andrea Torquato Giovanoli

      Ed ecco che alla fine si scopre che anche il Giova ha un lato oscuro (come i tempi in cui viviamo, d’altronde… ) 😉

      1. Roberto

        In realtà, quel che è più tragico è che la greve realtà dietro la metafora è molto più reale di quanto potremmo immaginare. Ovviamente, la storiella di Andrea è frutto della sua fantasia e lui crede di avere paradossalmente estremizzato una tendenza. Invece, la storia mi ha ricordato molto da vicino quella vera di Bruce Reimer, classe ’65, di cui leggevo giusto qualche giorno fa e fa accapponare la pelle. Forse le anime belle che si preoccupano degli animali farebbero bene a documentarcisi sopra…

          1. Roberto

            Molto più che triste, direi criminale.
            Io l’avevo letta da qua:

            http://www.papalepapale.com/strega/?p=2102

            e anche il primo commento è molto rivelatorio per rendersi conto che personaggi così non solo sono ancora a piede libero ma sono anche “stimati professionisti” della pedagogia.

            Chissà cosa ne penserà Alvise di questa ‘maialata’.

            1. Angelina

              A quanto pare, si astiene. Forse l’argomento non gli interessa perché non ci si riesce a metter dentro qualcuna delle sue solite tiritere tipo “voi cattolici”. 🙂

  13. Interessante. Se invece del coniglio metafora il racconto parlasse di persone, si urlerebbe al diritto di autodeterminarsi e di “acquistare” bambini.
    Siccome si parla di animali, allora ci si stupisce, si ritiene assurda la brutta fine del gattino…

    1. ..danicor:

      .1 no, non avevo capito che non si trattava di una storia vera e che attraverso la metafora del coniglio
      fatto diventare gatto/a si voleva significare reltà ben più oscure (sono un imbecille)
      2 no, non avendo capito, non mi era piaciuto il fatto che uno avesse comprato un coniglio per poi farlo finire inculato eccetra (sono uno stupido animalista?)
      3 fuor di metafora: te conosci persone che comprano bambini per poi farli inculare e e poi ammazzare?
      4 per queste ragioni sopra considero il racconto-metafora una porcata o come minimo un passo falso.
      5 per quanto riguarda l’eutanasia sì, se un coniglio (o un essere, cosiddetto, umano) arrivasse a un tale punto di sofferenza da non potere più vivere, meglio l’eterno riposo.
      6 sul diritto di autodeterminarsi (vedi il punto 3)

      1. SilviaB

        Le rispondo solo alla n°3:
        si, basta documentarsi sulla schiavitù dei bambini usati per il turismo sessuale in molti paesi del mondo, si può abusarne sessualmente e, in alcuni casi ucciderli (“Le Iene” in proposito fecero anni fa un reportage).
        Si – bis: tanti anni fa un nostro amico chirurgo ci raccontò di essere a conoscenza di traffici di bambini (e adulti) catturati allo scopo di ucciderli per venderne gli organi…ho anche sentito una suora missionaria in Africa raccontare di questa cosa terrificante.
        Si – tris: minorenni, soprattutto ragazze vergini rapite per essere sacrificate durante riti satanici.
        Purtroppo non c’è limite al peggio.

      2. Ciao Alvise!
        In realtà il commento non era diretto a te…
        Mi dispiace se così è sembrato!
        Era una cosa molto più generica che noto in giro. Appena tocchi l’argomento animali sono tutti teneri e super sensibili, se poi parli di esseri umani spesso li farebbero fuori tutti.
        Se sfiori l’uovo di un falco, di un’aquila o anche di una rana son guai seri, se dici che ritieni l’uccisione di migliaia di bambini. Per stare al discorso delle Femen, “l’aborto è sacro”…

  14. Rosanna

    Ho letto in sequenza l’articolo e tutti i commenti. Caro admin questa volta il livello si è’ proprio paurosamente abbassato.
    Speriamo nei prossimi!

    1. Troppe battute sceme? Non ci siamo presi abbastanza sul serio? Mah, almeno saremo stati in buona compagnia 😉

      “Io non sono un uomo a cui vengano in mente continuamente delle barzellette. Ma saper vedere anche l’aspetto divertente della vita e la sua dimensione gioiosa e non prendere tutto così tragicamente, questo lo considero molto importante, e direi che è anche necessario per il mio ministero. Un qualche scrittore aveva detto che gli angeli possono volare, perché non si prendono troppo sul serio”.

      Questo e altro a proposito di cattolici che non si prendono troppo sul serio in http://donandreamardegan.blogspot.it/2013/11/breve-storia-del-sorriso-di-carlo-de.html

      1. 61Angeloextralarge

        Viviana: smack per il link! 😀 … e per tutto di te… 😉
        “battute sceme? Non ci siamo presi abbastanza sul serio?”: ci sono cascata anche questa volta. Mi riprometto sempre di diventare una persona seria, ma… ma… non ce la faccio proprio! 😳

      2. @Rossana quoto senm e non per giustificare di interventi faceti che ho fatto anch’io (uno “serio” l’avevo anche tentato 😉 )

        Penso ogni tanto vada come in famiglia… una battuta tira l’altra e magari ti piglia la “stupidera” 😀
        Ma anche questo fa comunione e un po’ “buon sangue”… per i tempi gravi e gravi (con relativi commenti) temo non mancheranno occasioni.

  15. giuly

    Non mi capacito di tanta indignazione e tanti nasi turati davanti a questo post. A parte che personalmente lo ritengo uno dei meglio riusciti all’amico Andrea, ma credo che oggi l’unico modo per smascherare la realtà sia l’uso del paradosso, della caricatura, e anche un pizzico di sano cinismo. La melassa ci ha stufato. Ribadisco, mi piace.

      1. Roberto

        Mai fidarsi delle persone troppo seriose…

        PS: e comunque mio nonno aveva paura dei gatti! Sarà mica stato un gattofobo?

    1. JoeTurner

      io invece sono indignato perché colgo dietro la strenua difesa del coniglio una inaccettabile condanna morale sulla condotta e sugli orientamenti sessuali del gattone.

      1. 61Angeloextralarge

        Joe: ebbene sì! Non condanno il gattone ma la sua amoralità! E spero che riesca a diventare (almeno lui) un gattone serio. D’altra parte, con le unghie che ha… meglio un coniglio che si atteggia a gatta che una bambolaconiglia… Ti immagini? E se sul più “bello” scoppia?
        Ommamma mia mi sa che sto diventando osceNa! Secondo passo dopo osceMa…

      2. LIRReverendo

        E se fosse una condanna per chi si traveste da Robert Redford? Sempre travestimento è!!
        LIRReverendo

  16. vale

    epperò joe, il filibustiere mezz’orbo l’aveva scambiata per una coniglietta( di playboy?) visto che era agghindata col fiocco rosa.
    speriamo che non finisca così anche a quei bambini i cui genitori li vestono indifferentemente da maschio o femmina in attesa che scelgano il gender. salvo poi avere problemi…..

  17. cinzia

    Hai ragione Vale. Certo che… se non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere!
    Bravo Andrea… qui ci si scandalizza per come vengono trattati gli animali (con questo non dico che vanno maltrattati…. se qualcuno decide di tenere un animale in casa lo deve trattare come si deve!) ma aborto, eutanasia, eugenetica, educazione al gender sono sacrosanti…. Eppoi mi raccomando, tutti vegetariani, e se possibile vegani!
    Che tristezza….

    1. rosanna

      Ma cosa ti frega se uno è vegeteriano/vegano/ha un animale domestico in casa? Magari è piu’ santo di te.. Perche’ giudichi ?

      1. 61Angeloextralarge

        Rosanna: vegana ce l’ho in casa… “Siete cannibaliiiiiii!”… “Poi vai in Chiesa e mangi la carneeeeeeee!”… “Il frigorifero è peggio di un cimiteroooo!”… etc. Beh, questi toni ed altri comportamenti aggressivi nei confronti di persone “vive”, cozzano molto sul presunto amore per gli animali. “Oh, povero passerottino! Vieni, vieni che ti do’ le mollichine del pane… Che tenero che sei!”…
        Inoltre: il vero vegetariano ed il vero vegano non mangia carne perché crede nella reincarnazione e non intende mangiare un loro simile. Ripeto: ne ho una in casa, molto aggiornata, visto i tanti corsi che frequenta per crescere nella “sua fede”. Come cristiana, invece, sono certa di risorgere, non di reincarnarmi. C’è una bella differenza, no?
        Visto che in questo post, ormai, ho preso la piega scema, ti racconto questa… Considerato che ogni volta che faccio qualcosa che alla vegana non piace e che lei si sforza simpaticamente di dirmi che quella tal cosa mi piace perché di sicuro la facevo in una vita precedente… le mie risposte variano da: “Oh, sì! Ma tu che eri? Una pentecana? O una biscia, che so?”.. a: “Fammi un favore: nella prossima vita, stammi alla larga, grazie!”. 😀

        1. LIRReverendo

          Questa volta sei stata proprio extralarge, ma di sapienza. I poveri vegani che vanno alla santa Messa e poi si reincarnano per sfuggire alla propria coscienza. Attenzione, ma se si reincarnano e sono vegetariani, non è che forse si reinverdurano? Capucci, carote, sedani, finocchi, puntarelle, indivia, lattuga, torsoli, cavoli e cavolate, ecc. Almeno coerenza Pls.
          LIRReverendo
          Ps queste visioni orientaleggianti sono proprio una capocciata, anzi una caponata.

          1. Clockwork

            Duemila anni fa gli “orientaleggianti” erano altri.
            (orientaleggiante, credente, cannibale e in pace con se stesso)

      2. Rosanna, lo Spirito Santo ha sette doni da fare agli uomini (homo sapiens, maschio e femmina, quindi anche a lei e a me). Sono: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà e timore di Dio.
        Lo Spirito Santo ce li avrà dati perché li teniamo nel cassetto ben piegati coi mazzolini di lavanda, oppure farci qualcosa? Guardi che di per sé “giudicare” non è una parola sconcia (e neanche “discriminare”, se è per questo).

        E in ogni caso “Ma che ti frega?” non mi pare la domanda giusta da fare a un cristiano. Al cristiano gliene frega; gliene DEVE fregare, se è un cristiano.

        1. rosanna

          proprio non ci intendiamo.
          vorrei sottilineare che non tutti i vegani e/o vegetariani lo fanno perch’ credono nella reincarnazione.
          Mia nipote è vegetariana ed è la persona piu’ generosa e con sani principi che io conosca, e per chiudere io ho una bella gattina che gira per casa, non ho mai pensato di metterla in pentola ” e’ troppo magra”

          1. Più che di straw man argument qua c’è materiale per un intero pagliaio. Senza offesa, ma dove ha letto che i vegetariani non hanno sani principi o non sono generosi? 🙂

              1. 61Angeloextralarge

                Rosanna: infatti ho scritto “i veri vegetariani” e “i veri vegani”… Non ho scritto “tutti i vegetariani” e “tutti i vegani”, perché le sfumature possono essere infinite, come quelle tra il bianco e il nero.
                Tra l’altro ho raccontato la mia quotidianità… come tu hai raccontato la tua.

  18. Aleph

    A me il racconto ha fatto pensare a una persona della mia famiglia, che conosco da vicino e la cui storia mi fa star male. Mia zia ha avuto 3 figli maschi e, al terzo, era proprio depressa, perché avrebbe voluto una femmina. Il terzo bambino guarda caso era tanto sensibile e diversi anni più piccolo degli altri, che tendevano ad allontanarlo sempre dai loro giochi. Mia zia ha cominciato a dire che era così grazioso che sembrava una femminuccia, che faceva meglio a non mescolarsi ai giochi violenti dei fratelli perché aveva una sensibilità diversa, che stava persino bene con i capelli un po’ più lunghi come una ragazzina… Addirittura ha cominciato a mettergli in testa cappellini da bambina e nastri, così per gioco. Ovviamente i bambini intuiscono i desideri dei genitori e farebbero di tutto per compiacerli, quindi mio cugino ha cominciato a dire che preferiva il rosa, voleva fare danza come le sue cuginette e non giocare a calcio coi fratelli, preferiva le bambole, ecc… E mia zia era compiaciuta da tutti questi atteggiamenti e li viveva come conferma, come consolazione del fatto che non le fosse nata la figlia femmina da vezzeggiare e vestire come una bambola. Purtroppo nessuno in famiglia l’ha fermata e mio zio, invece di prendersela con sua moglie, ha cominciato a rifiutare quel figlio “effeminato”!!! Le conseguenze potete immaginarle… Da adolescente mio cugino era confuso. Aveva atteggiamenti effeminati. Nel paese di provincia dov’è cresciuto, tutti lo prendevano in giro e pensavano avesse tendenze omosessuali. Ha avuto qualche ragazza, poi qualche ragazzo, poi di nuovo qualche ragazza… Non era mai in pace. Quando a scuola l’hanno invitato a parlare con uno psicologo, quello gli ha spiegato che doveva accettare la sua omosessualità e che la sofferenza veniva dai pregiudizi della gente! Appena è cresciuto abbastanza, ha lasciato la casa dei genitori, ha smesso di parlare prima con suo padre – a cui dava tutta la colpa delle sue sofferenze – poi piano piano con tutta la famiglia… Ha abbandonato la scuola, vive di lavori precari, è solo e depresso, ha tagliato i ponti con tutti. E mia zia si ripete, scuotendo la testa: “L’avevo sempre sospettato che era strano”…

  19. “Non deviare dalla natura ed il formarci sulle sue leggi e sui suoi esempi, è sapienza.”

    (Seneca, citato in Claudio Malagoli, Etica dell’alimentazione: prodotti tipici e biologici, Ohm e nutraceutici, commercio equo e solidale, Aracne, 2006, p. 173)

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