2- Prime comunioni – Parlare ai bambini di big bang, evoluzione, scienza e fede

E’ possibile proporre la fede ai bambini delle prime comunioni senza mai perdere di vista il quadro d’insieme e gli elementi essenziali? Come aggiungere cose nuove ad ogni incontro, ripetendo allo stesso tempo ogni volta il centro della nostra fede?
In questa serie di video l’Ufficio catechistico della diocesi di Roma offre un metodo didattico collaudato ed efficace, uno schema sintetico attorno al quale costruire l’edificio della fede.

Con don Andrea Lonardo, padre Maurizio Botta ed Emanuela Monteferrario.

1- Prime comunioni – Trasmettere ai bambini il cuore della fede

Cresime 1. La forza della confermazione

50 pensieri su “2- Prime comunioni – Parlare ai bambini di big bang, evoluzione, scienza e fede

  1. perfectioconversationis

    Avendo l’occhio lungo, ho visto che nel video compaiono delle immagini a fumetti che seguono lo schema delle lezioni di padre Maurizio. Ci sono delle dispense? Sono in commercio?

  2. Annalisa Peracchio

    Grazie Padre Maurizio, come sempre utilissimo. Non sono però molto soddisfatta della facilità con cui vi siete tutti arresi alle teorie di Darwin che, non solo sono state smentite ormai da buona parte della comunità scientifica internazionale (ascoltate Antonio Zichichi, Carlo Bellieni e molti altri) per gli enormi buchi logici e temporali che presenta e per la completa assenza di prove scientifiche (infatti è una teoria), ma perché mi dovete spiegare come noi cristiani colleghiamo l’ultima scimmia con Adamo che, in Genesi, è nato dall’oggi al domani. So che non è facile porre proprio in questi termini la questione ai bambini, però la verità bisognerà dirgliela in qualche modo… no? Ho trovato un po’ nebbiosa la questione in questo filmato. Sarei grata se vorrete rispondere a questo mio interrogativo. Mi preme molto!! Grazie molte del prezioso contributo!

      1. fortebraccio

        Allora: Adamo, Eva, Caino e Abele. Abele muore.
        Ma per fortuna esistono altri uomini (e donne). Chi li ha generati? Quando?

        Basta un giro veloce su wikipedia alla voce “Evoluzione” per chiarire alcuni dubbi (no, dico: wikipedia, mica chissà quale testo di antropologia, archeologia, biologia o chissà…)
        Invece a “teoria” si trova: “Nella scienza, una teoria è un insieme interconnesso di ipotesi, enunciati e proposizioni con lo scopo in genere di spiegare fenomeni naturali o più in generale di formulare sistematicamente i principi di una disciplina scientifica” La teoria si basa su una serie di prove a favore, sulla loro interpretazione (ed eventuale contro-interpretazione), sottoposta continuamente ad un processo di predizione-sperimentazione-verifica/validazione.

        Il lavoro di Darwin non è stato smentito, bensì integrato e sviluppato negli anni secondo le prove raccolte dal metodo scientifico (essenzialmente la genetica, ma non solo – vedi “evoluzione”, sempre wikipedia).

        Ma c’è una differenza tra ciò che si può -al momento- provare e ciò in cui si vuol credere.
        L’evoluzionismo potrebbe essere benissimo una legge di Dio, come la gravità o la relatività.
        La scienza non smentisce Dio, cerca (cerca, eh!) di descrivere il mondo attorno a noi per mezzo di leggi e teorie.
        Come potrebbe la scienza negare -ad esempio- il big bang come volontà di Dio?
        La scienza dà una risposta funzionale (quindi puntuale), la Fede una risposta di senso (quindi generale).

        Tra le altre cose: la scienza non nega i miracoli, tutt’altro!
        Sono, da sempre, una grossa spina nel suo fianco.
        E’ la fede che non sopporta di essere ridimensionata in una sua supposta manifestazione.
        Ma è umano: è sempre difficile credere senza “segni” a supporto.

        1. Giusi

          Giusto per la cronaca: Adamo ed Eva non ebbero solo Caino e Abele.

          (da Gen 5, 1-32)
          Adamo aveva centotrenta anni quando si unì ancora a sua moglie che partorì un figlio che lo chiamò Set, e disse: Dio mi ha concesso un’altra discendenza al posto di Abele. Dopo aver generato Set, Adamo visse ancora ottocento anni e generò figli e figlie. L’intera vita di Adamo fu di novecentotrenta anni, poi morì. Anche a Set all’età di centocinque anni nacque un figlio, che egli chiamò Enos. Allora si cominciò ad invocare il nome del Signore. Dopo aver generato Enos, Set visse ancora ottocentosette anni e generò figli e figlie. L’intera vita di Set fu di novecentotrenta anni, poi morì.
          Enos all’età di novant’anni generò Kenan, che a sua volta all’età di settant’anni generò Malaleèl, che a sua volta all’età di sessantacinque anni generò Iared, che a sua volta all’età di centosessantadue anni generò Enoch, che all’età di sessantacinque anni generò Matusalemme. Enoch camminò con Dio; dopo la nascita di Matusalemme visse ancora per trecento anni e generò figli e figlie. L’intera vita di Enoch fu di trecentosessantacinque anni. Enoc visse come piace a Dio, poi scomparve perché Dio lo portò via con sé. Matusalemme aveva centosette anni quando generò Lamech, che a sua volta a centosettantadue anni generò un figlio e lo chiamò Noè, che aveva cinquecento anni quando generò Sem, Cam e Jafet.

          1. fortebraccio

            Dai Giusi,

            vabbé che Dio è grande, ma mettiamoci un limite… Adamo in ottocento anni con chi generò figli? Sempre con Eva? Forse non proprio tutto va preso alla lettera! Certi valori vanno presi come “durata della discendenza di”, un po’ come i titoli nobiliari.
            Ci manca solo che tu adesso ci dica che la terra ha poco più di 5000 anni e siamo apposto.
            Ecco, questo è uno di quei casi in cui bisogna un minimo interpretare le fonti…

        2. Caro Fortebraccio: “Il lavoro di Darwin non è stato smentito, bensì integrato e sviluppato negli anni secondo le prove raccolte dal metodo scientifico (essenzialmente la genetica, ma non solo…).

          Affermazione opinabile e ho letto, da molti scientificamente (e non fideisticamente) confutate – anche le cosiddette prove.

          Mi spiace non poter citare qui ora, precise fonti…

        3. Cacciatrice di stelle

          In realtà la teoria dell’evoluzione è solo (se così si può dire) una teoria e tale resterà, perché non è possibile sperimentarla…almeno finché qualcuno non avrà inventato una specie di elisir di lunga vita che gli permetterà di fare appunto un esperimento su una specie animale per provarla. Per ora esiste solo l’ipotesi che tenta di spiegare un’osservazione della realtà, ma non è possibile riprodurre il fenomeno, e nel metodo scientifico questa cosa è fondamentale. Quindi non si può affermare che sia una teoria “provata”, semmai si può dire che sia la teoria che meglio spiega i fenomeni osservati. Non c’è niente di male, anche sulla nascita dell’universo, sulla formazione dei pianeti, esistono “solo” teorie. Certi fenomeni semplicemente sono destinati a non essere riproducibili, a restare oggetto di teorie.

          1. matrignadicenerentola

            per quarant’anni io ho studiato la “teoria dell’evoluzione stellare” cioè come nascono, vivono, evolvono e muoiono le stelle… Anche in questo caso mica si possono fare “esperimenti” sulle stelle, ma ci sono pezzi di evidenze nell’Universo che permettono di controllare i modelli. E’ un caso migliore di quello dell’evoluzione dell’uomo, che basa su un cranio qui, un femore là, visto che le stelle sono proprio tante… ma il concetto è molto simile

        4. Giovanni da Patmos

          fortebraccio ha scritto:

          “Allora: Adamo, Eva, Caino e Abele. Abele muore.
          Ma per fortuna esistono altri uomini (e donne). Chi li ha generati? Quando?”

          Domande pertinenti, e fino a un certo punto interessanti. Però mi domando se centrino il cuore del problema, interessa davvero sapere chi sono? Oppure il metodo di lettura e conseguentemente il messaggio del testo è un altro? Voglio dire: non è che ci stiamo interessando più della cornice che del quadro? Noi magari li leggiamo con occhio critico ma magari essi andrebbero letti con l’intelligenza spirituale.
          Si veda qui: http://bibliotheque.editionsducerf.fr/par%20page/84/acces_livre.htm#
          Dimenticavo: per quanto riguarda l’interpretazione delle scritture sarebbe interessante leggere la Dei Verbum.

          “Il lavoro di Darwin non è stato smentito, bensì integrato e sviluppato negli anni secondo le prove raccolte dal metodo scientifico (essenzialmente la genetica, ma non solo – vedi “evoluzione”, sempre wikipedia).”

          Diciamo però che esistono anche teorie evoluzionistiche di tipo non darwiniano, tipo quella del portoghese Lima de Faria, che attribuisce minore importanza ai fattori genetici.

          “Tra le altre cose: la scienza non nega i miracoli, tutt’altro!
          Sono, da sempre, una grossa spina nel suo fianco.”

          Secondo me no. Forse attribuisce alla scienza l’ampiezza di vedute di cui, bontà sua, è capace; ma in generale non mi sembra così.

  3. Analisa Peracchio:

    Quale verita?!?
    Per quanto riguarda la mia cultura scientifica ( elementare) mi ritengo soddisfatto sia dalla teoria del big bang che da quella dell’evoluzionismo (pur con buchi e lacune).Il succo di tutto si potrebbe riassumere nel fatto che ogni cosa deriva da uno stato delle cose precedente, a cominciare dal big bang (senza cui il bang, immagino, non potrebbe esservi stato) Anche, credo, per un cristiano (e perfino per un cattolico!)non dovrebbe essere difficile ammettere che la creazione (se creazione vi è stata) sia avvenuta (allo stato attuale della conoscenza scientifica) col big bang e poi via via sia provenuto fuori ogni cosa, omi compresi. Iddio, nella sua onnipotenza, dopo aver innescato, il big bang, anzi, dopo aver creato , se volete, tutto quello che c’era prima del big bang eccetra, potrebbe poi avere insufflato l’anima (per esempio) nell’uomo, quando questi abbe assunto lo stadio “evolutivo” di uomo come lo conosciamo oggi, o anche prima. Non ho guardato il video con l’aitante padre Botta e la a leggiadra Emanuela Monteferraio. Troppo lungo!!!

    1. Giusi

      Alvise, non sono una scienziata, quello che dici mi sembra in parte condivisibile. Quello che non credo e che non crederò mai è che discendiamo dalle scimmie. Il famoso anello mancante non l’hanno mai trovato e non lo troveranno mai e poi, sarà una domanda cretina, ma se discendiamo dalle scimmie perchè le scimmie ci sono ancora?

      1. Mirko

        Annalisa Peracchio non si crucci. Il fatto che lei non riesca a comprendere la teoria dell’evoluzione può essere uno choc ma da qui a dire che è in crisi o è stata smontata (la volpe e l’uva?)… beh è una bugia come qualsiasi biologo o paleontologo potrà confermarle. Se poi si va a fare dare lezione di biologia da un fisico (nemmeno tanto eccellente, a mio parere) come Zichichi alzo le mani. Mi aspetto però anche che si faccia curare i denti dal meccanico e si faccia fare la permanente da un chirurgo.
        Nemmeno io comprendo appieno la teoria della relatività (teoria scientifica che, mi vien male anche pensare di doverlo spiegare a degli adulti nel 2013, ha valore ben diverso dal termine comune della parola teoria), però visto che il GPS del mio cellulare funziona (e funziona applicando una minima variazione relativistica) prendo atto che funziona e bon.
        Stessa cosa per la teoria dell’evoluzione. Tanto per precisare è confermata in maniera oramai e grazie agli studi ed alle evidenze che si sono potute trovare nel DNA.
        Ed è grazie agli insight della teoria dell’evoluzione che oggi abbiamo potuto progredire in molti campi.
        Tanto per cominciare oggi come oggi anche solo concepire biologia e medicina senza evoluzione è impossibile, e poi si arriva a campi anche insospettabili come l’informatica.
        I tempi dell’anello mancante, purtroppo per qualcuno, sono passati ed anche quello era un falso problema. Semplicemente perché l’evoluzione lavora in tempi estremamente lunghi e le modificazioni generazione per generazione sono così piccole che nemmeno sono quantificabili. Quindi ogni figlio, nipote, pronipote e via dicendo è un anello, e trovarli tutti sarebbe impossibile, vista anche la relativa rarità di fenomeni come la fossilizzazione.
        Che poi di forme intermedie fra noi e i nostri discendenti (credevo anche di non dover sentire nel 2013 la battuta “se discendiamo dalle scimmie perché ci sono ancora”. Le scimmie da cui noi discendiamo sono le stesse da cui sono discese le scimmie odierne, perché si… Non è che 5 milioni di anni fa con fossero scimpanzé e bonobo come oggi ) ce ne sono e ce ne sono anche tante, basterebbe chiedere ad un paleontologo.
        Comunque, dire che la teoria dell’evoluzione non è valida perché non si sono trovati tutti gli anelli è come dire che non possiamo dimostrare che duemila anni fa ci fossero delle persone in Israele perché non abbiamo i resti di ognuno dei loro discendenti fino a noi. Achille e la tartaruga, se vi dice qualcosa.

        Detto questo uno può credere o meno che un testo sacro sia ispirazione diretta di una divinità, però quando ci sono evidenze che la realtà è in contrapposizione con questo testo, mi chiedo perché mettere la testa sotto la sabbia e continuare a dire bugie quando sarebbe più logico e meno imbarazzante prendere atto che (vogliamo metterla così?) è la nostra interpretazione di quel testo ad essere sbagliata, correggere la rotta e continuare a vivere felici.

        Cordialità,
        Mirko

    2. vale

      peccato che ci sia un dettaglio da chiarire: scientificamente parlando sono state trovate prove di microevoluzione- e cioè all’interno di una specie. ma non di macroevoluzione- cioè da una specie all’altra. il famoso anello mancante tra primati e ominidi che, mannaggia, non si riesce a trovare……

        1. Roberto

          Appunto. Le solite fandonie che confondono (volutamente?) l’evoluzione intraspecie con l’ipotesi evoluzionista extra-specie.

  4. gli argomenti di Annalisa sono importanti a testimoniare il disagio dei credenti nell’affrontare il problema. A me interessa perché vorrei trovare il modo di trasmettere ai nipoti sia le informazioni scientifiche che le basi della fede cristiana, e al momento non solo regna confusione, ma anche le prese di posizione restano sufficientemente ambigue per trovare uno schema “completo”. Così tempo fa io e mia figlia (detta genoveffa) abbiamo chiesto al nostro marito e padre di scrivere un primer di evoluzione non specialistico e orientato alla fede. l’idea era di usarlo come base per domande e risposte a livello bambini del catechismo e, forse, anche per ragazzi più grandi. Poi i nostri problemi familiari si sono di nuovo ingigantiti e tutto è rimasto al “primer” di Italo, che trovate a questo indirizzo:

    https://sites.google.com/site/vecchiamarmotta/libri-e-altro-1

    contiene informazioni scientifiche divulgate a livello liceo, spiega anche perché l’evoluzione è un fatto, anche se ci sono buchi. E spiega che la scienza moderna ha messo sostanzialmente da parte il poligenismo che aveva turbato molti sonni, infine da’ un tentativo di inquadramento del problema del paradiso terrestre e del peccato originale, che a me sembra credibile, ma che non è evidentemente scientifico. Comunque Zichichi non è certo un’autorità in questo campo, e invece qui si gioca il futuro dei rapporti tra scienza e fede. Dobbiamo riuscire a tenere di nuovo separati i due campi, come succedeva fino al secolo scorso, in cui scienziati atei e credenti non erano assolutamente in lotta fra loro, perché tutte e due le categorie avevano chiaro il concetto che sia credere in Dio che essere atei sono deu “fedi” e non hanno nessun fondamento scientifico cogente.

  5. …perchè anche noi siamo scimmie, un tipo di scimmie, più stupide, ma pur sempre di scimmie si tratta, o babbuini,
    babbuini con l’automobile, la tele, il nespolo in giardino, eccetra, come tutti!!!

  6. matrignadicenerentola

    per Giusi: leggi il libretto consigliato sopra. L’evoluzione procede ad albero. Le scimmie restano scimmie…
    Come viene spiegata ai ragazzini a scuola è quasi peggio che imporre che Dio plasmi l’uomo direttamente dal fango. Almeno quello non faceva danni, perché era chiaro che significava, principalmente, che Dio ha “voluto” l’uomo…

  7. Annalisa Peracchio

    Sapevo che avrei scatenato le ire di molti, ahahah, è così difficile pensare che ci sia del falso sui libri di scuola eh? Constatiamo amaramente che il “pensiero unico” contamina le menti anche se cattoliche. Non si crede più a Dio e quindi si crede a tutto! Eppure in Genesi è specificato bene a più riprese il concetto di “ognuno secondo la sua specie”!!!! E per l’uomo non dovrebbe valere la stessa regola? L’uomo che è al vertice della creazione Dio lo avrebbe fatto discendere dalla scimmia!!! La polemica scientifica riguardo l’evoluzionismo è in atto da decenni ormai ed è stratosferica. Eppure ancora non basta. E’ amaro che nemmeno su un blog cattolico non siamo tutti certi che quello che c’è nelle scritture sia verità e realmente accaduto. Io sono certa di non venire dalla scimmia. Non so voi!

    1. matrignadicenerentola

      non capisco di cosa stiamo parlando, io personalmente ho commentato un video dell’ufficio catechistico in cui si parla dell’uomo come creato da Dio seguendo l’evoluzione. Concetto accettato in pieno da Giovanni Paolo II e, almeno come ipotesi di studio, da Pio XII. E i libri di scuola sono infarciti di sciocchezze, proprio per questo bisogna chiarirsi le idee.

  8. Alessandro

    La vedo così.

    Quello che un cattolico è tenuto a credere quanto al nesso tra origine dell’uomo e teoria/e dell’evoluzione è quanto insegnato da Pio XII nella Lettera Enciclica Humani generis (12 agosto 1950):

    “il magistero della Chiesa non proibisce che, in conformità dell’attuale stato delle scienze e della teologia, sia oggetto di ricerche e di discussioni, da parte dei competenti in tutti e due i campi, la dottrina dell’evoluzionismo, in quanto cioè essa fa ricerche sull’origine del corpo umano, che proverrebbe da materia organica preesistente (la fede cattolica ci obbliga a ritenere che le anime sono state create immediatamente da Dio). Però questo deve essere fatto in tale modo che le ragioni delle due opinioni, cioè di quella favorevole e di quella contraria all’evoluzionismo, siano ponderate e giudicate con la necessaria serietà, moderazione e misura e purché tutti siano pronti a sottostare al giudizio della Chiesa, alla quale Cristo ha affidato l’ufficio di interpretare autenticamente la sacra Scrittura e di difendere i dogmi della fede.
    Però alcuni oltrepassano questa libertà di discussione, agendo in modo come fosse già dimostrata con totale certezza la stessa origine del corpo umano dalla materia organica preesistente, valendosi di dati indiziali finora raccolti e di ragionamenti basati sui medesimi indizi; e ciò come se nelle fonti della divina Rivelazione non vi fosse nulla che esiga in questa materia la più grande moderazione e cautela.
    Però quando si tratti dell’altra ipotesi, cioè del poligenismo, allora i figli della Chiesa non godono affatto della medesima libertà. I fedeli non possono abbracciare quell’opinione i cui assertori insegnano che dopo Adamo sono esistiti qui sulla terra veri uomini che non hanno avuto origine, per generazione naturale, dal medesimo come da progenitore di tutti gli uomini, oppure che Adamo rappresenta l’insieme di molti progenitori; non appare in nessun modo come queste affermazioni si possano accordare con quanto le fonti della Rivelazione e gli atti del Magistero della Chiesa ci insegnano circa il peccato originale, che proviene da un peccato veramente commesso da Adamo individualmente e personalmente, e che, trasmesso a tutti per generazione, è inerente in ciascun uomo come suo proprio [cf. Rm 5,12-19]. “

    Quindi, è compatibile con la Fede cattolica sia opinare che 1) il corpo del progenitore Adamo “provenga da materia organica preesistente” (tesi evoluzionista), sia 2) opinare che non provenga da materia organica preesistente (tesi non evoluzionista). Trattandosi di questioni disputabili, opinabili, nessun sostenitore dell’una o dell’altra tesi può tacciare di eterodossia il sostenitore della tesi avversa.

    Per dirla tutta, in un celebre discorso del 1996 di Giovanni Paolo II sta scritto che oggi quella dell’evoluzione non è più una mera ipotesi (“Oggi, circa mezzo secolo dopo la pubblicazione dell’Enciclica, nuove conoscenze conducono a non considerare più la teoria dell’evoluzione una mera ipotesi”), ma una teoria che ha molti argomenti a favore (“La convergenza, non ricercata né provocata, dei risultati dei lavori condotti indipendentemente gli uni dagli altri, costituisce di per sé un argomento significativo a favore di questa teoria”).

    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/pont_messages/1996/documents/hf_jp-ii_mes_19961022_evoluzione_it.html

    GPII ha affermato dunque che quella sull’evoluzione è ormai una teoria convalidata, sicché il cattolico è tenuto a professare che il corpo del progenitore Adamo “provenga da materia organica preesistente”, e non è più lecito al cattolico opinare che il corpo del progenitore Adamo non “provenga da materia organica preesistente”?

    Rispondo: no. Perché
    1) GPII scrive che la teoria ha molti argomenti a favore, ma non afferma che sia convalidata (e quindi indubitabile). Il Papa afferma che dal rango di mera ipotesi l’evoluzione è passata a quello di teoria provvista di molti argomenti a favore: il che non significa che sia incontrovertibile, incontestabile
    2) Ammesso (e non concesso, stante 1) che GPI abbia inteso sostenere che quella sull’evoluzione è una teoria ormai indubitabile, va notato che quel discorso non accenna neppure al nesso tra status epistemologico della teoria evoluzionista (o delle teorie evoluzioniste ) e provenienza del corpo del progenitore Adamo, sicché sarebbe perlomeno azzardato sostenere che, dopo questo discorso, la teoria dell’evoluzione è considerata dal Magistero convalidata in modo tale che non sia più lecito al cattolico opinare che il corpo del progenitore Adamo non “provenga da materia organica preesistente”
    3) Bisogna tener presente inoltre che si tratta di un semplice discorso, e quindi sotto il profilo dell’autorità magisteriale si colloca a un grado inferiore rispetto all’Enciclica Humani generis, sicché – ammesso e non concesso (almeno per i motivi suddetti) che contenga affermazioni dissonanti con quelle dell’Enciclica – non ha forza intrinseca per modificare l’insegnamento impartito dall’Humani generis, cioè non ha forza per deporre la liceità, per il cattolico, di opinare quello che l’Enciclica insegna essere lecito per il cattolico opinare, ossia che il corpo del progenitore Adamo NON provenga da materia organica preesistente.

    1. Alessandro

      Aggiungo: che nel discorso del 1996 Giovanni Paolo II abbia avvalorato come incontrovertibile la tesi che è ormai assodato (e quindi non è lecito al cattolico opinare l’opposto) che il corpo del progenitore Adamo provenga da materia preesistente nego pure perché nell’Udienza del 16 aprile 1986 GPII disse:

      “È cioè POSSIBILE, secondo l’ipotesi accennata, che il corpo umano, seguendo l’ordine impresso dal Creatore nelle energie della vita, sia stato gradatamente preparato nelle forme di esseri viventi antecedenti. L’anima umana, però, da cui dipende in definitiva l’umanità dell’uomo, essendo spirituale, non può essere emersa dalla materia.”

      http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/1986/documents/hf_jp-ii_aud_19860416_it.html

      Ma dire che “è POSSIBILE” che il corpo del progenitore Adamo provenga da materia preesistente (al colmo di un percorso evolutivo “gradatamente preparato [dal Creatore] nelle forme di esseri viventi antecedenti”) non equivale a dire che è INDUBITABILE che ciò sia accaduto.

      E’ dunque del tutto inverosimile che nel 1996 GPII abbia, per così dire, cambiato idea, oltretutto senza esplicitare a chiare lettere questo cambiamento che, qualora fosse intervenuto, non sarebbe stato certo di scarso rilievo.

  9. Ossia, il documento di Giovanni Paolo II, in quanto solo un documento, non avrebbe la forza intinseca per modificare l’insegnamento dell’enciclica Humani Generis (1950) e cioè che solo è lecito discutere le varie ipotesi (teologica e evouzionista) con serietà e con rispetto l’una per l’altra.
    In pratica si sarebbe fermi (ammesso e non concesso che ci si fosse mai smossi) al 1950, e cioé in pratica, alla fine, alla Bibbia!!!

  10. matrignadicenerentola

    Alessandro, grazie per i riferimenti completi che hai messo a disposizione, io li perdo sempre, e ricordo a stento le linee principali. Il problema però non è stabilire ciò che è dogma, a cui siamo tenuti per aderenza alla Chiesa, ma ciò che è ragionevole credere, nell’ambito della fede. Intanto, nessuno scienziato direbbe che l’evoluzione è incontrovertibile, proprio perché è incompleta. Ma la scienza procede per approssimazioni, non è vero che la teoria della gravitazione di Newton è sbagliata, ma è certo incompleta, per spiegare alcuni fatti sperimentali bisogna usare la relatività generale. Il fatto che però salta agli occhi guardando l’Universo nel tempo, e l’evoluzione della vita sulla terra, è che l’uomo, per quanto complesso, fa parte di questa evoluzione. Che poi l’uomo non sia un babbuino va da sè, l’uomo non è nemmeno uno scimpanzè. Correttamente si dovrebbe dire che l’uomo e lo scimpanzè hanno un antenato comune. I cattolici si dovrebbero riappropiare dell’evoluzione, perché è il modo che Dio ha scelto per crearli, creature che potessero ricambiare il suo amore.
    per quanto riguarda la “materia” da cui Dio ha creato l’uomo, un organismo funzionante non è solo materia: non basta il DNA a fare la persona, come quella che veniva fuori in un bellissimo film di fantascienza di cui non ricordo il titolo. E’ ben noto che l’uomo non potrebbe sopravvivere senza i suoi chili di microbiota umano: una quantità spaventosa di batteri
    che popolano tutto l‟apparato digerente, dalla bocca all‟intestino, ma non solo. Costoro vivono in simbiosi coll‟essere umano e si sviluppano fin dai primi giorni di vita. Le loro funzioni sono innumerevoli e vanno dalla sintesi di vitamina K
    per le ossa, alla post-digestione della frazione di cibo che è passata inutilizzata per lo stomaco, e via discorrendo. Anche queste colonie di batteri sono evolute, per essere quelle giuste per l’organismo uomo. E dopo aver fatto tutta questa fatica, il Signore doveva “creare” di nuovo tutto indipendentemente?
    Il problema semmai è capire cosa vuol dire la vita di Adamo ed Eva nel paradiso terrestre, e cosa sia il peccato originale.

    1. Alessandro

      Grazie a te, matrigna! 🙂

      Voglio solo precisare che non sono in grado di affrontare con sufficiente competenza il tema dell’evoluzione.
      Il mio intervento quindi non mirava a parteggiare per evoluzionisti o antievoluzionisti (per così dire), ma solo a richiamare l’insegnamento della Chiesa a riguardo.

  11. Roberto

    Oh, l’evoluzionismo!

    Annalisa Peracchio, non abbatterti! 😀

    Come ricordava il sempre ottimo Alessandro, il discorso del ’96 di GPII non è Magistero e quindi non possiede alcuna autorità di scavalcare documenti Magisteriali precedenti. Come abbiamo visto anche recentemente, i Papi possono, in tali circostanze, “steccare”.
    Aggiungo poi due considerazioni volanti:
    – il Papa in un documento Magisteriale può stabilire la maggiore o minore compatibilità, o l’incompatibilità, di una teoria scientifica con la Fede cattolica (come il poligenismo), ma;
    – non può stabilire d’autorità la verità scientifica di una tesi (scientifica) in quanto tale, neppure in un testo Magisteriale, perché questo non è argomento di “Fede e morale”. Perciò GPII avrebbe potuto credere in buona fede che la tesi evoluzionista fosse ragionevolmente fondata, eppure sbagliarsi.
    Perché qui nessuno vuol dire che il Magistero abbia un’assistenza dello Spirito Santo per l’infallibilità nella scienza, vero?
    Infine, l’appello generico all’evoluzionismo è vago. Se si parla di evoluzione stellare o planetaria, oppure evoluzione intra-specie, o persino evoluzionismo tra forme di vita diverse dall’uomo non ci sarebbero grossi ostacoli. Anche se tale ultima forma di evoluzionismo, stante lo studio dei fossili e non solo, è sostanzialmente una panzana.

    Il Magistero, e questo è il punto nodale perciò lo ribadisco, non può stabilire per vera una teoria scientifica. GPII in quel discorso che, per di più, NON è Magistero, sta parlando di cosiddette “prove” che avrebbero reso scientificamente più credibile la teoria evoluzionista. Ebbene, tali affermazioni non vincolano in alcun modo il cattolico che può credere che il Papa allora regnante sbagliasse.

    Il Magistero può però affermare, ribadisco anche questo, che una teoria scientifica (finché è teoria e non è dimostrata ad alcun livello di verità di scienza) sia pochissimo compatibile con la dottrina cattolica e invitare ad attendere una inoppugnabile prova scientifica della sua realtà.
    Ora, tale prova nel caso dell’evoluzionismo è IMPRODUCIBILE. Perciò il cattolico non è libero di crede all’evoluzionismo, così, ciecamente. Questo perché accogliere l’evoluzionismo imprudentemente significa negare implicitamente il peccato originale.
    Sono più d’uno i bilblisti (e non solo), anche molto famosi, che di fatto negano la verità di Fede del peccato originale, proprio per aver voluto imprudentemente dare per vera la teoria evoluzionista.

    E’ possibile invece che la teoria evoluzionista sia “oggetto di studi e ricerche” come scrive Pio XII nell’Humani Generis, dietro l’esigenza però della “più grande moderazione e cautela.”. Resta il fatto che sia impossibile dimostrarla, perciò il principio cattolico di esercitare la virtù della prudenza dovrà sempre finire per “vincere” nei confronti di una tesi che può facilmente scardinare uno dei dogmi della nostra Fede.

    1. Alessandro

      Roberto, grazie per il “sempre ottimo Alessandro”. 😉

      Quanto al peccato originale, a occhio e croce è popolare come la transustanziazione. In particolare ho notato che i biblisti, pure cattolici, vanno soggetti ad allergie nei confronti di entrambi i dogmi.
      Se per ventura ci segue qualcuno uscito dal Biblico che conserva la fede in entrambi, mi complimento vivamente con lui 🙂

  12. Roberto

    Alessandro, prego! Lo scrivo perché è così! 😉 [meno della transustanziazione, meno!!]

    A proposito di Bibbia e biblisti voglio offire, oltre a quel che hai postato tu, un estratto da “Dizionario Biblico” del 1963, curato da Monsignor Francesco Spadafora (1913-1997) alla voce

    “Adamo”

    […]
    Qui l’idea espressa è la seguente: Dio creò il corpo e l’anima dell’uomo.
    Creazione dal nulla. L’autore sacro si serve della suddetta metafora per sottolineare il duplice elemento presente nell’uomo: il corpo che si disfa, «sei polvere ­ dirà Iahweh – e in polvere ritornerai», nel suolo «dal quale sei stato tratto» (Gen. 3, 19), e il soffio divino che dona la vita, soffio divino che a Dio ritorna, che permane oltre la tomba.
    Se si esclude l’intervento speciale, diretto di Dio, per la formazione del corpo, l’antropomorfismo nulla esprime. Le stesse osservazioni valgono per la formazione particolare, diretta del corpo di Eva, da qualcosa presa dal lato di Adamo. Pertanto il Concilio di Colonia (1860), approvato dalla S. Sede, condannò l’opinione di quanti lasciano il corpo di Adamo alla semplice evoluzione naturale fino al punto adatto per l’infusione dell’anima.
    E la Commissione Biblica (30 giugno 1909: EB, n. 338) sanciva: «non può mettersi in dubbio il senso letterale-storico, nei primi tre capitoli della Genesi, quando si tratta dei fatti che toccano i fondamenti della religione cristiana; tra i quali… la particolare creazione dell’uomo, e la formazione della prima donna dal primo uomo», condannando l’evoluzione mitigata ch’era stata ripresa nel frattempo da alcuni autori cattolici (S. G. Mivart [1871], M. D. Leroy [1891], Zahm [1896]; tesi giudicata già insostenibile dal s. Ufficio; cf. Ceuppens, p. 172 s.).
    Recentemente la questione è stata riproposta; ma sotto forma diversa. È la stessa evoluzione naturale; ma si ammette che Dio sia intervenuto direttamente adattando – pochissimo o più sensibilmente – il feto, per renderlo atto a ricevere l’anima umana (V,. Marcozzi, P. Leonardi; SC, 76 [1948] 270 ss.; 77 [1949] 17-45; 79 [1951] 121-60, 201-22).
    Ma può tale ipotesi conciliarsi col testo biblico? Il P. Ceuppens (De historia primaeva, Roma, 1934, pp. 130-33) lo crede; dello stesso parere è L. Pirot (DBs., I, col. 94 s.); essi traducono Gen, 2, 7: «Dio formò l’uomo con polvere del suolo e gli immise lo spirito vitale e così l’uomo divenne una persona vivente». L’effetto dell’infusione dell’anima spirituale sarebbe non l’incominciare a vivere “essere vivente” (come su è stato tradotto), ma “diventare una persona umana”. “Polvere del suolo”, l’elemento materiale adoperato da Dio, equivarrebbe a “un animale già creato dalla polvere”!
    Ma l’ebr. nefes hajjah è adoperato in Gen. l, 21.24; 2, 19; 9, 10.12.15 sempre nel significato di “essere vivente”, applicato agli stessi animali, e sempre per indicare l’inizio dell’esistenza, il passaggio dal non-essere all’essere. Tutti i Dizionari ebraici lo riconoscono. Il tenore stesso della narrazione non lascia dubbio. È del tutto strano attribuire una finezza filosofica e un’espressione contorta, così velata, a Mosè, che non pensava certamente alla derivazione dell’uomo dalla scimmia, quando parlava dell’uomo formato “dalla polvere del suolo”. Non c’è alcun motivo per allontanarsi dal senso ovvio di Gen. l, 26 s.; 2, 7. Dio ha creato il corpo di Adamo. Come tale creazione più determinatamente sia avvenuta, il testo non dice. La Chiesa lascia libertà nella ricerca scientifica e nella discussione, in questa ultima forma (cf. AAS, 1941, 506; A. Bea, in Biblica, 25 [1944] 77 ss.) riservandosi, se sarà il caso, di pronunciarsi; ché non si tratta di questione teologicamente libera, ma di fatto connesso con le verità fondamentali della fede. Essa inoltre ha dichiarato che la risposta della Commissione Biblica ha ancora oggi tutto il suo valore, sia per la “creazione particolare dell’uomo”, sia per “la formazione della prima donna, dal primo uomo” (Encicl. Humani Generis, in AAS, 42 [1950] 561-78; cf. EB, n. 616). […]

    E aggiungo che le decisioni della Commissione Biblica, stante il Motu Proprio ‘Praestantia Scripturae Sacrae’ di San Pio X sono equiparate espressamente ai decreti dottrinali delle altre Congregazioni romane e hanno perciò valore veramente precettivo, obbligando in coscienza.

    1. JoeTurner

      comunque io che sono un sempliciotto ho risolto tutti i miei dilemmi teologici sull’evoluzionismo aggiungendo due misere lettere: non evoluzione ma rievoluzione

        1. JoeTurner

          Proprio in due parole (conscio che espressa così mi espongo alla peggiore reazione sarcastica di Alvise): Adamo creato perfetto in comunione spirituale e fisica con Dio a causa del peccato originale perde la condizione privilegiata che aveva avuto in dono subendo sia spiritualmente che fisicamente una involuzione ad uno stato pressoché simile a quello animalesco; ma Dio nel Suo disegno di salvezza concede all’uomo di evolversi nuovamente in una condizione non perfetta come quella originale ma sufficiente per accogliere la salvezza tramite Suo Figlio. L’uomo che giungerà alla salvezza sarà quindi un uomo riconciliato con Dio nello spirito e con un corpo nuovamente donato perfetto da Dio nella resurrezione.
          Ho saputo di recente che ci sono stati eminenti antropologi cattolici che hanno scritto qualcosa di simile su questo argomento (Italo Testa Bappenheim e Francesco Lampugnani ad esempio).

          1. Roberto

            Allora immaginavo giusto, e ho capito cosa vuoi dire Joe.
            Però il problema del cosiddetto evoluzionismo sta proprio nel “punto zero”, nel momento della prima origine dell’uomo. Il problema non è tanto nel “dopo”, e la tesi della ri-evoluzione mi sta senz’altro bene nel senso che non crea problemi col dogma. Che poi, io mi immagino una involuzione più lenta, ma non è davvero questa la questione.
            Il punto è che abbracciare ciecamente l’evoluzionismo può portare a lasciar morire la Fede nello stato di grazia originaria dei progenitori, lo stato di immortalità, impassibilità ecc. E questo è un colpo mortale alla Redenzione correttamente intesa.
            Infatti i biblisti a cui alludevo credono ormai che lo stato originario naturale nel quale Dio ci ha creato (intendendo la parola “creato” in senso ampio così da ricomprendere la tesi evoluzionista) sia lo stato nel quale ci troviamo ora. Negano perciò coerentemente la verità di Fede dell’immortalità originaria dei progenitori che ci doveva venire trasmessa (assieme agli altri doni preternaturali). Ne conseguirebbe che Dio ci avrebbe creato “all’origine” già decaduti. Peccato che così facendo, senza neppure accorgersene, statuiscono (per logica, seppur inavvertitamente) che Dio ci redime… da Se Stesso!! Quali risultati aberranti ne conseguono, è facile immaginare.

  13. Giovanni da Patmos

    Mirko ha scritto:
    “Detto questo uno può credere o meno che un testo sacro sia ispirazione diretta di una divinità, però quando ci sono evidenze che la realtà è in contrapposizione con questo testo, mi chiedo perché mettere la testa sotto la sabbia e continuare a dire bugie quando sarebbe più logico e meno imbarazzante prendere atto che (vogliamo metterla così?) è la nostra interpretazione di quel testo ad essere sbagliata, correggere la rotta e continuare a vivere felici.”

    Io credo che questo sia un modo sbagliato di procedere.
    Semplicemente per il fatto che scienza e fede stanno su due piani diversi. Un po’ come se un astrofisico si mettesse a negare l’esistenza dei neuroni.
    Ma ammesso e non concesso che sia lecito compiere l’operazione che lei auspica, si presenta un altro problema.
    La scienza, di per se non ammette verità definitive, ma ha una visione delle cose sempre in costante rivisitazione, un esempio per tutti: i modelli atomici.
    Per questo dovrebbe non dovrebbe avere un giudizio definitivo sulle affermazioni di fede, anche perchè la visione della scienza riguardo al mondo che ci circonda è totalmente dipendente dalla bontà dei mezzi d’indagine usati, Galileo con i suoi mezzi non avrebbe mai potuto osservare Plutone.
    Cosa voglio dire: è perfettamente lecito supporre che certe realtà bibliche non siano spiegabili poichè la scienza non ha adeguati modelli e metodi di analisi.

    Torniamo però nello specifico.
    Si presenta poi il caso dei Vangeli, un sacco di gente testimonia che una persona è risorta dalla morte.
    A chi credere? Ai testimoni, oppure alla scienza (che mai ammetterà il suddetto fenomeno)?
    Porto questo esempio ma in realtà i casi nella bibbia sono talmente numerosi che, seguendo il ragionamento scientifico porterebbero inevitabilmente ad un risultato: dovremmo essere tutti atei.
    Quindi non è come lei dice che è il credente a mettere la testa sotto la sabbia di fronte alla presunta evidenza scientifica, ma è la scienza a non lasciare alcun margine di libertà al credente.

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